Saggio breve IV D a.s. 2011/12 Salute,benessere e attività fisica. GALVANI-IODI DI RE DIPARTIMENTO DI EDUCAZIONE FISICA Attività sportiva e salute.

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1 Saggio breve IV D a.s. 2011/12 Salute,benessere e attività fisica Il benessere fisico ci consente di vivere una vita sana,serena e spesso felice. Oggi il progresso tecnologico ha reso l uomo sempre più sedentario, spesso tutto ciò ha portato a conseguenze negative quali lo sviluppo di malattie come l obesità,il diabete etc. Analizzando i documenti proposti dalla prof.ssa Catellani all interno del progetto Salute e benessere da lei sviluppato e con l ausilio di alcuni articoli da me scelti, sviluppa un testo sotto forma di saggio breve. La salute è una condizione di completo benessere, fisico, mentale e sociale, e non solo l assenza di malattia Statuto WHO 1948 La salute di una persona è la sua capacità di realizzare la propria felicità minimale in circostanze standard (Lennart Nordenfelt, La natura della Salute, Zadig. Ed. 2004) GALVANI-IODI DI RE DIPARTIMENTO DI EDUCAZIONE FISICA Attività sportiva e salute. Riflessioni del Dott. Ferdinando Tripi Medico dello Sport Direttore U.O. Medicina dello Sport Ausl di Modena. ( materiale fornito da Luoghi di Prevenzione ) Attività fisica regolare Favorisce sviluppo armonico dell organismo Favorisce crescita di tutti gli organi e apparati È parte importante di un sano stile di vita: abitua all igiene del corpo (alimentazione, sonno, pulizia) Condiziona benessere fisico fino all età adulta Attività fisica e sviluppo psicosociale: È un veicolo di educazione, abitua all impegno e al confronto, sviluppa consapevolezza del lavoro di gruppo, sviluppa solidarietà e tolleranza, nega emarginazione e differenze. Attività fisica: qualunque sforzo esercitato dal sistema muscoloscheletrico che produca un consumo energetico superiore allo stato di riposo. Attività fisica per la salute: ogni forma di attività fisica che favorisca la salute e la capacità funzionale senza rischi o danni Vita attiva: è stile di vita che integra l attività fisica nella routine quotidiana per almeno una mezz ora al giorno con attività di moderata intensità.

2 I Benefici del movimento

3 L'alimentazione e salute: obesità nel bambino o nel ragazzo Capita spesso di trovarsi a combattere fin da piccoli con problemi di sovrappeso e/o obesità. Purtroppo l'obesità è un problema frequente in età pediatrica e bisogna evitare di nascondersi dietro solita frase fatta che il bambino grassottello è sinonimo di salute. Cominciamo a capire che cos'è l'obesita. Si definisce obeso un bambino/a con un peso superiore al 20% del peso ideale per la sua altezza, oppure con un BMI (indice di massa corporea = peso in Kg diviso il valore dell'altezza in metri elevato al quadrato) superiore a quello previsto. Esistono anche altre definizioni e misure che sono sicuramente utili al pediatra ma in pratica, un genitore, con queste indicazioni, può facilmente rendersi conto della situazione. L'obesità è il risultato di fattori individuali (genetici, culturali e comportamentali) e ambientali (famiglia e società) che intervenendo in vario modo, diverso da individuo ad individuo, determinano l'effetto obesità. Quindi il bambino obeso non è tale solo per motivi ereditari ma le responsabilità posso essere: - vivere in una famiglia che abitualmente mangia più del necessario - svolgere poca attività fisica - privilegiare cibi ad alto contenuto di calorie Quindi, cosa possiamo fare? Bè, il primo passo è sicuramente quello di riconoscere il problema iniziando ad osservare i comportamenti e le abitudini alimentari di tutta la famiglia: il bambino obeso non vive da solo ma risente di tutte le dinamiche familiari. Prima di rivolgersi al pediatra può essere utile prendere alcuni appunti. La compilazione di una specie di diario alimentare, trascrizione dettagliata di tutto quello che il bambino mangia nel corso della giornata con l'indicazione almeno approssimativa delle quantità (non dimentichiamo i condimenti, le bevande, le gomme e le caramelle) può essere molto utile. L'osservazione dettagliata degli alimenti assunti nel corso di una settimana aiuterà il pediatra a calcolare gli eccessi, le preferenze alimentari (che possono essere rispettate), le abitudini non modificabili o la cui rinuncia comporta un sacrificio eccessivo, gli alimenti che sono carenti e che è necessario o opportuno aggiungere, gli alimenti non graditi. Il diario permette inoltre di individuare quelle situazioni a rischio per l'assunzione di cibo non giustificata dalla fame (generalmente noia, golosità, disponibilità illimitata di merendine, gelati e altro, oppure visione prolungata della televisione in compagnia di vari tipi di spuntini e bevande ecc.) che possono essere evitati o modificati. In questa fase può essere utile osservare il tipo di attività motoria svolta dal bambino. Spesso un bambino obeso, anche se pratica regolarmente dello sport, in realtà trascorre il tempo rimanente in attività sedentarie. Non bisogna necessariamente obbligare un bambini a stare a dieta. E' già difficile per un adulto, figuriamoci per un bambino Cerchiamo di educarlo ad assumere uno stile di vita sano che significa corretta alimentazione ed adeguata attività motoria. Questa diversa prospettiva ci permette anche una vera prevenzione. In linea generale è importante ridurre la quantità di grassi alimentari, soprattutto di origine animali, assumere abitualmente e quotidianamente una quantità discreta di verdure cotte e/o crude (alcune sono ottime anche senza l'aggiunta di grassi), ricordare al ragazzo di mangiare la frutta, abituare i propri figli alla colazione prima di andare a scuola (serve ad interrompere il digiuno prolungato che è iniziato dalla sera precedente e ad arrivare all'ora del pranzo con meno appetito). Alcuni aspetti dello stile di vita sono altrettanto importanti: il momento del pasto dovrebbe essere una pausa per stare insieme e parlare (quando si assiste ad uno spettacolo televisivo non ci si accorge di quanto si mangia e di quello che si mangia), ogni boccone dovrebbe essere masticato a lungo (diventa più digeribile e comunque il ragazzo impara ad apprezzare i sapori e a non ingoiare grosse quantità di alimento quasi senza rendersene conto), le eventuali restrizioni alimentari devono essere discusse, concordate ed accettate. L'esempio della famiglia è fondamentale: un bambino non imparerà mai a lavarsi i denti se non vede che i suoi genitori fanno altrettanto, nello stesso modo non può pensabile che sia l'unica persona della famiglia a fare colazione la mattina quando tutti gli altri corrono al lavoro o ai loro impegni. Infine l'attività motoria: è importante che lo sport ed i giochi di movimento siano graditi al bambino e possano essere svolti regolarmente, però ricordiamoci anche di andare a piedi, di non prendere l'ascensore, di farsi aiutare nelle faccende domestiche e cerchiamo di evitare le attività sedentarie (ore di videogiochi e/o televisione), ovviamente anche per queste modificazioni del comportamento è fondamentale l'esempio dei genitori. Ma se serve veramente una dieta? Sicuramente deve calcolata in base alle esigenze individuali, soprattutto nel caso dei bambini che sono in fase di crescita: è quindi indispensabile il consiglio del pediatra o del dietologo. Soprattutto nel periodo preadolescenziale o adolescenziale dove la dieta va seguita con attenzione perché vi è il pericolo degli eccessi (soprattutto nelle ragazze) con l'incapacità di accontentarsi del peso raggiunto; in questo periodo l'aiuto e la valutazione del pediatra sono fondamentali. Una dieta rappresenta comunque un episodio nella vita del bambino, utile per dimagrire, ma deve essere accompagnata da una strategia globale, come quella appena descritta, che permetta di consolidare nel tempo gli effetti del calo ponderale nella speranza di raggiungere lo

4 scopo principale di questo difficile lavoro di educazione sanitaria: un adulto con uno stile di vita sano che abbia un buon rapporto con il cibo e che non sia obeso.

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6 FRUTTA E VERDURA?MEGLIO I CIBI SPAZZATURA Che cosa preferiscono mangiare giovani e giovanissimi, evidentemente con il benestare dei propri genitori? Ovviamente cibo spazzatura da fast food, merendine confezionate e tutto ciò che porta, insieme ad una drastica riduzione dell attività fisica, ad un aumento dei rischi dovuti ad obesità e malattie cardio-vascolari. Tutto questo si scontra con il tentativo più o meno efficace fatto dalle Istituzioni di aumentare la sensibilizzazione dei giovani ad un corretto comportamento civico, rispettoso sia dell'ambiente che delle tradizioni alimentari italiane. Sì, perché oltre ai discorsi riguardanti la salute, c è da considerare anche l abbandono massiccio della dieta mediterranea e di molte tradizioni culinarie nostrane da parte degli adolescenti, i quali si stanno orientando sempre più spesso verso i cosiddetti junk food, cibi spazzatura, appunto. L eccessivo consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero, comprese le bibite gassate, ha portato con la complicità di tv e videogiochi ad avere un terzo dei ragazzi fra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso. Come afferma inquietantemente Gabriele Bindi sulle pagine di AamTerranuova, l aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l'ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro, nei confronti delle quali la dieta mediterranea ha dimostrato scientificamente di essere particolarmente efficace nella prevenzione. (Corriere Salute.it)

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