Abitudini alimentari e stili di vita: il ruolo dello sport in età evolutiva. Giovanni Giaretto Istituto di Medicina dello Sport FMSI di Torino

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1 Abitudini alimentari e stili di vita: il ruolo dello sport in età evolutiva. Giovanni Giaretto Istituto di Medicina dello Sport FMSI di Torino 15 marzo 2013

2 Sport tra vecchio e nuovo: un fenomeno di costume Un tempo palestra di talenti - ora in parallelo, ma sempre di più - lo sport rappresenta un modello per tutti, soprattutto per i giovani, di promozione della salute, non più intesa come assenza di malattia, ma come benessere globale, fisico, psichico e sociale dell individuo.

3 C era una volta la sobrietà ma benessere economico e consumismo hanno scippato la sua funzione sociale di modello di vita accettato. il benessere economico: una condizione dai mille volti e risvolti

4 C era una volta la dieta mediterranea Nella società attuale i bambini crescono in un contesto alimentare più variato e movimentato rispetto alle passate generazioni, soprattutto con maggiore disponibilità di cibo, non sempre cibo di qualità e con libero accesso alle risorse alimentari.

5 I fenomeni che hanno modificato la percezione del cibo ed i gusti:... i consigli per gli acquisti: una grande pressione viene esercitata dalla pubblicità dei media che, con messaggi suggestivi e martellanti, condiziona e porta a consumare quello che l industria alimentare propone.

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7 I fenomeni che hanno modificato la percezione del cibo ed i gusti:... il fast food (anche domestico!) entrato nella quotidianità, motivato dalla mancanza di tempo, dalle necessità, talvolta soltanto dalla comodità. Per oltre 2, 5 milioni di persone è diventato abitudine giornaliera! Ragazzi e genitori figli delle scatolette!

8 I fenomeni che hanno modificato la percezione del cibo ed i gusti:... dieta, magica parola di moda... rubriche di cucina su tutti i media per dimagrire, per il colesterolo, per la pressione, per avere una bella pelle, per non invecchiare e diete fai da te con un pizzico di ciarlataneria alimentare, sempre più diffuse, complice anche molta stampa pseudo - scientifica, ma con notevole capacità di suggestione. Il 35% degli adolescenti ammette di aver seguito almeno una volta una dieta fai da te.

9 I disordini alimentari più comuni tra i ragazzi: 1 ragazzo su 5 non consuma la prima colazione, ma introduce cibi ipercalorici nello spuntino di metà mattina. 1 ragazzo su 5 non consuma frutta e verdura in quantità ottimali; negli adolescenti, soprattutto maschi, il consumo tende ancora a diminuire. Più del 60% dei ragazzi di ambo i sessi eccede nel consumo di fuori pasto, di alimenti ricchi di grassi occulti e di bevande dolci del commercio. Il consumo di carni rosse risulta eccessivo, scarso quello di pesce. E elevato l apporto di cloruro di sodio con gli alimenti.

10 C era una volta l uso del tempo libero... ed ora una generazione seduta e teledipendente! Oltre il 60% dei ragazzi trascorre fra le 9 e le 10 ore seduto e di queste circa 3-4 davanti ad uno schermo, TV o Pc che sia: un epidemia di sedentarietà! Educhiamoli al movimento come stile di vita fin dalla prima infanzia!

11 a proposito di teledipendenza, decine di studi mostrano una correlazione fra eccesso di TV e sovrappeso. I ragazzi riducono il loro dispendio energetico, ma perdono anche la creatività personale. Il 54% dei ragazzi ha la TV in camera da letto,dove il televisore è da considerare un ospite ingombrante e rumoroso lasciamolo fuori!

12 Un naufragio nel virtuale Una generazione sempre online. Pc ed utilizzo di internet sono diventati una componente normale del quotidiano. Si usa mediamente il web sin dai 9 anni. Sono cambiati i canali formativi ed informativi dei ragazzi: non più scuola e famiglia, ma Pc e libero accesso alla rete, non privo di insidie e di pericoli, scarsamente o per nulla controllabile dagli adulti.

13 Un naufragio nel virtuale Una generazione sempre online L abuso di facebook e di twitter sta determinando un cambiamento,radicale ed inatteso,a livello relazionale e di utilizzo del tempo libero. Purtroppo modelli e messaggi negativi,che contagiano i giovanissimi,passano attraverso il web,dalla pornografia alla pedofilia,dal bullismo al razzismo. L 87% dei minori naviga quotidianamente in internet, 15% dichiara di visitare siti non adatti all età.

14 online e in deprivazione di sonno! L uso smodato e spesso notturno di PC, Internet, Tablet, TV inframmezzato da una pioggia di sms, porta ad un debito di sonno e ad un sonno qualitativamente scadente e tormentato a causa dell eccitazione indotta, in grado di provocare, a sua volta, ipertensione arteriosa. (D. Banfi Tuttoscienze. La Stampa, )

15 Adolescenti alla ricerca di una illusoria marcia in più. Le trasgressioni che mettono a rischio la salute: fumo ed alcool

16 L uso di sostanze voluttuarie diventa significativo nel momento critico dello svincolo dal contesto e dalla tutela familiare, quando si crea il senso di appartenenza al gruppo o al clan. Sono fenomeni difficilmente quantizzabili statisticamente: pochi gli studi su vasta scala, per altro basati su questionari. Circa 20% di fumatori fra anni, la maggior parte proveniente da una famiglia di fumatori, quindi più tollerante. Circa 40% sono gli sperimentatori. La prima sigaretta si colloca intorno ai anni.

17 L alcool - al contrario del fumo, che può essere solitario - è più spesso conviviale. Alcool come look o iniziazione sociale. I maschi bevono più delle femmine in tutte le classi di età e assumono più delle ragazze comportamenti a rischio, superando la soglia di consumo moderato o addirittura lasciandosi andare al binge drinking. Allarme alcool: in Italia bevono 3 adolescenti su 10!

18 Fotografia della realtà odierna oggi in Italia 1 bambino su 3 ha problemi di bilancia. 22,9% dei bambini fra 8 e 10 anni è in sovrappeso. 11,1% è francamente obeso. L Italia si colloca tra i primi 10 paesi europei. Solo 1 famiglia su 10 pare consapevole del problema.

19 Il fenomeno, prevalente nei maschi, è comune a tutti i paesi industrializzati, a buon tenore di vita, dove colpisce prevalentemente le fasce di popolazione più svantaggiate sotto il profilo culturale e socio economico. Le cause - al di là degli innegabili fattori genetici - sono legate ad un alimentazione incongrua ad impronta ipercalorica, a prescindere dallo stimolo dell appetito, con tendenza evolutiva nel consumo di cibi e bevande e ad una diffusa sedentarietà.

20 Differenze territoriali... i bambini più in linea sono quelli del nord, quelli con maggiori problemi di bilancia vivono al centro-sud. Il primato negativo spetta alla Campania con tasso di obesità 20,5% e di sovrappeso del 34%, seguita a breve distanza dalla Calabria.

21 e sperequazioni territoriali: al sud sono presenti solo il 20% degli impianti sportivi rispetto a quelli disponibili al nord ed i bambini svolgono solo 500 ore di attività fisica durante il percorso scolastico, rispetto alle 1000 ore della media europea.

22 Fra i campanelli d allarme un indice predittivo da tenere presente! EAR ( early adiposity rebound): aumento dei valori di BMI secondo Cole prima dei 6 anni. Predice di mesi / anni l obesità giovanile ed adulta ed identifica i soggetti a maggior rischio. Cause: eccesso proteico della dieta nei primi anni di vita, che stimola l incremento di IGF1, (insulin growt factor) a cui consegue differenziazione dei pre-adipociti in adipociti.

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24 Italia: un paese poco attento alla prevenzione? In tema di spending rewiew... Solo il 2% della spesa sanitaria è destinato ai minori sino ai 14 anni, che rappresentano però il 14% della popolazione italiana e solo l 1% del PIL è destinato al welfare per le famiglie, contro una media europea del 2,2%. Quando invece le osservazioni confermano...

25 ... l importanza dell'imprinting metabolico. La salute a lungo termine si programma nell infanzia: agire sulla nutrizione in quel periodo sensibile della vita del bambino matura la capacità di regolare il metabolismo, sia a breve che a lungo termine.

26 Oltre 1 milione di ragazzi a rischio di diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari croniche L Italia conta oggi oltre 1 milione di ragazzi in sovrappeso, di questi 400 mila sono francamente obesi, tutti da considerare a rischio potenziale. Infatti, la probabilità che questi soggetti diventino a loro volta adulti obesi oscilla tra il 50 ed il 70%. Esiste una stretta correlazione tra obesità ed ipercolesterolemia. L obesità è il fattore di rischio che, da solo, contribuisce maggiormente all aumento di incidenza di dislipidemia già nell età evolutiva.

27 Cloruro di sodio e ipertensione arteriosa mentre il bisogno di dolce è geneticamente determinato, il bisogno di salato è acquisito, ovvero si può educare il gusto di un bambino ad una alimentazione povera di sale, come fattore di prevenzione precoce dell ipertensione arteriosa. L intake giornaliero di sodio è circa il doppio del fabbisogno (circa 5gr/die).

28 A proposito di obesità è eloquente la storia naturale del diabete mellito tipo II Un tempo appannaggio dell età matura, ora è sempre più frequente anche fra i giovani. Negli anni rappresentava solo 1-2% dei casi di diabete giovanile di nuova diagnosi; dal 94 il DM2 rappresenta circa il 16% e dal 99 la prevalenza è più che raddoppiata. L 85% dei bambini e degli adolescenti con DM2 sono sovrappeso o obesi alla diagnosi.

29 A proposito di obesità la storia naturale del diabete mellito tipo II Insulinoresistenza / iperinsulinismo rappresentano l alterazione metabolica più frequente dell obesità. Il tasso annuo di crescita del diabete in Italia si aggira sul 4%, oltre 100 mila nuovi casi/anno.

30 In tema di spending review In Italia i costi sanitari (diretti) annui dell obesità sono valutabili intorno ai 23 miliardi di euro, di cui 11 a carico del Servizio Sanitario Nazionale

31 Gli esempi virtuosi di sanità pubblica L Emilia Romagna cancella il junk food ed i cibi ipercalorici dalle scuole. L amministrazione regionale ha stilato una black list di prodotti che non devono essere utilizzati nella refezione scolastica, né presenti nei distributori automatici a libero accesso e nei bar all interno degli istituti scolastici.

32 Il progetto Giocampus di Parma: iniziativa innovativa nell approccio ai problemi di bilancia. Nei programmi scolastici della scuola primaria sono stati inseriti un corso di 20 ore teorico pratiche di educazione alimentare ed uno di 60 ore di attività motoria. La didattica è del tipo learning by doing e prevede un braccio estivo ed uno invernale.

33 L attività fisica: prescriviamola come un farmaco! Non basta una corretta alimentazione per una crescita armonica ed una buona forma fisica perché la vita è movimento!

34 È necessario potenziare l attività fisica del bambino, educandolo al movimento come stile di vita, incoraggiandolo a scegliere lo sport che più gli piace perché divertente, gratificante ed adeguato alle sue capacità - e avere cura di aumentare l attività fisica non programmata della vita quotidiana: salire le scale, camminare a piedi, giocare all aria aperta La persuasione passa innanzitutto dal buon esempio!

35 Lo sport è roba da grandi? Il libro bianco sullo sport 2012 del CONI dimostra che negli ultimi 10 anni la diffusione della pratica sportiva è aumentata del 15%, ma l incremento ha riguardato quasi esclusivamente gli over 40, mentre al di sotto dei 15 anni meno di metà della popolazione pratica attività fisica con continuità.

36 E i ragazzi? Promossi in sedentarietà, bocciati in movimento. Il 40% non pratica alcuna attività (o la pratica sporadicamente) oltre alle 2 ore di educazione fisica a scuola. Il 30% pratica dalle 2 alle 4 ore di sport settimanali. Il 30% dedica allo sport più di 4 ore settimanali.

37 Un segnale positivo? Dal 2003 al 2010 è aumentata la quota dei minori che praticano sport in modo continuativo ad eccezione della fascia d età che presenta un decremento del 3% (fisiologico drop out adolescenziale?) con forti differenze fra i sessi,in quanto i livelli di pratica sportiva sono nettamente più elevati nei maschi.

38 Sport per vincere o sport per star bene? Una fisiologica e non esasperata componente agonistica è inalienabile da qualsiasi attività sportiva. Lo sport è divertimento, è gioco strutturato secondo regole ed un'armonica crescita fisica e mentale passano anche attraverso lo sport, che deve insegnare ai più giovani i principi della sana competizione: la gioia della vittoria, ma anche il pungolo della sconfitta, perché è proprio così che si cresce e si diventa veri sportivi.

39 ma attenzione alle aspettative Non solo i genitori, ma tutti gli operatori coinvolti nella pratica sportiva dei ragazzi devono essere consapevoli che porre aspettative eccessive produce effetti negativi, quando invece tutti devono impegnarsi a valorizzare anche i risultati meno eccellenti, aiutando i ragazzi ad accettare i limiti ed a vivere lo sport come disciplina formativa.

40 La cultura dell aiutino e gli integratori alimentari Sempre più spesso i genitori chiedono consigli su integratori per i loro figli, fino ad arrivare dal passaparola all autoprescrizione. Il 7% degli adolescenti ritiene accettabile assumere qualche integratore o medicinale per migliorare la performance ed il 16% ritiene accettabile farlo solo in situazioni particolari.

41 Sfatiamo i luoghi comuni Il bambino o l adolescente, che si alimenta in modo corretto, non ha bisogno di supplementazioni vitaminiche, né tanto meno di integratori alimentari, oggi così di moda e di businnes! I suoi fabbisogni sono coperti da una alimentazione varia e libera, con un apporto equilibrato di nutrienti, che rappresenta il vero carburante del giovane sportivo.

42 Allarme energy drink Venduti nei supermercati, pubblicizzati come normali bevande, hanno un 30% di consumatori tra i giovanissimi. Contengono glucosio, caffeina, carnitina e taurina, alcuni anche guaranà e ginseng, responsabili di effetti avversi anche gravi, possono causare dipendenza. Diventano miscele esplosive se mescolati all alcool!

43 Una china pericolosa No doping, please!

44 Sport e salute L attività motoria e la pratica sportiva assumono un ruolo sempre più rilevante, per migliorare la qualità e l aspettativa di vita delle nuove generazioni. Il messaggio è diretto: lo sport offre ai giovani opportunità di salute ed assume il ruolo di educatore esistenziale e sociale. La strategia più efficace consiste nel crearne, diffonderne e rafforzarne la consapevolezza, volta alla prevenzione precoce, che guidi stili di vita salutari.

45 ci auguriamo quindi di essere in molti - e sempre di più - a credere che lo sport dei giovani, per i suoi aspetti educativi e formativi, di aggregazione, di integrazione e crescita sociale, possa costituire un argine efficace ad una preoccupante deriva generazionale.

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