I GIUDIZI (LA RELAZIONE ) SUL BILANCIO

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1 I GIUDIZI (LA RELAZIONE ) SUL BILANCIO I GIUDIZI SUL BILANCIO Articolo 2409-ter 1. Il revisore o la società incaricata del controllo contabile: a).; b) verifica se il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato corrispondono alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e se sono conformi alle norme che li disciplinano; a) esprime con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato, ove redatto 1

2 I GIUDIZI SUL BILANCIO La relazione del revisore contabile Schema standard rigido Schemi modificati Non influenzano giudizio Influenzano giudizio I GIUDIZI SUL BILANCIO Il giudizio sul bilancio 1. Giudizio senza rilievi BILANCIO CONFORME A NORME CHE NE DISCIPLINANO I CRITERI DI REDAZIONE Il bilancio non è viziato da errori significativi ed è, nel suo complesso, attendibile 2

3 I GIUDIZI SUL BILANCIO Il giudizio sul bilancio 2. Giudizio favorevole con rilievi Il bilancio è, nel suo complesso, attendibile, anche se presenta vizi non significativi Le differenze tra valori degli amministratori e del revisore devono essere NON SIGNIFICATIVE I GIUDIZI SUL BILANCIO Il giudizio sul bilancio 2. Giudizio favorevole con rilievi Capitalizzazione di costi non corretta Mancata esposizione fiscalità differita Mutamento criteri di valutazione senza esplicazione effetti in informativa Iscrizione di rilevante perdita su crediti tra le poste straordinarie 3

4 I GIUDIZI SUL BILANCIO Il giudizio sul bilancio 3.Impossibilità di esprimere un giudizio Gravi limitazioni all attività di revisione Tardiva presentazione bozza bilancio Manca presupposto della continuità aziendale Valori contabili subordinati a eventi futuri I GIUDIZI SUL BILANCIO Il giudizio sul bilancio 3. Giudizio sfavorevole Il bilancio non è attendibile nel suo complesso, poiché presenta vizi significativi Le differenze tra valori degli amministratori e del revisore devono essere SIGNIFICATIVE 4

5 I GIUDIZI SUL BILANCIO Il giudizio sul bilancio 3.Giudizio sfavorevole Contrasto tra amministratori e revisori in ordine alla svalutazione di una partecipazione di valore rilevante (durevolezza o meno) Capitalizzazione di costi per importo rilevante ma ritenuti privi di utilità pluriennale Mancata rilevante svalutazione crediti I GIUDIZI SUL BILANCIO La relazione del collegio sindacale revisore contabile Suddivisa in due parti 1 - Giudizio sul bilancio 2 - Rendiconto su attività di controllo 5

6 APPLICAZIONE PRINCIPI DI REVISIONE NEL CONTROLLO CONTABILE QUADRO DI RIFERIMENTO QUADRO DI RIFERIMENTO Il CNDCeR ha emanato le norme di comportamento del revisore unico, della società di revisione e del collegio sindacale per la funzione di controllo contabile. Nelle premesse è indicato come, indipendentemente dal soggetto che esercita la funzione, esso è indicato come revisore. Il revisore deve fare riferimento, nello svolgimento della propria funzione di controllo contabile, alle norme di legge ed ai principi di revisione emanati dal CNDCeR. Ne consegue che nei casi in cui la funzione di controllo contabile sia affidata al Collegio Sindacale, esso debba applicare i principi di revisione ed uniformarsi agli stessi anche in termini di relazione sul bilancio. A tale proposito, le norme di comportamento suggeriscono l adozione di un unica relazione composta da una prima parte recante il giudizio sul bilancio ed una seconda contenente tutte le altre attestazioni richieste. 1

7 OBIETTIVI REVISIONE CONTABILE GLI OBIETTIVI DELLA REVISIONE CONTABILE Il revisore contabile deve acquisire ogni elemento necessario per esprimere il giudizio se il bilancio nel suo complesso sia redatto in conformità alle disposizioni che ne disciplinano i criteri di redazione (PR 200). Il giudizio del revisore incide sulla valutazione dell attendibilità del bilancio; tuttavia tale giudizio non rappresenta una garanzia del futuro funzionamento dell impresa, né sull efficienza ed efficacia della sua amministrazione (PR 200). Problema della responsabilità del revisore. I concetti di ragionevole sicurezza, errore significativo ed elemento probativo. Le limitazioni del processo di revisione contabile. PRINCIPI DI REVISIONE I PRINCIPI DI REVISIONE: INDICE GENERALE Serie da 200 a 299: la responsabilità del revisore contabile Serie da 300 a 399: la pianificazione della revisione contabile Serie da 400 a 499: il controllo interno Serie da 500 a 599: gli elementi probativi a supporto della revisione contabile Serie da 600 a 699: Utilizzo del lavoro di terzi 2

8 I PRINCIPI DI REVISIONE EMESSI AD OGGI Nr. Documento Argomento Trattato 200 Obiettivi e principi generali 220 Il controllo di qualità 230 La documentazione del lavoro SI 250 Gli effetti connessi a leggi e regolamenti 260 Comunicazione di fatti e circostanze attinenti la revisione ai responsabili delle attività di governance 300 La pianificazione SI 310 La conoscenza dell'attività del cliente SI 320 Il concetto di significatività nella revisione SI 400 La valutazione del rischio ed il sistema di controllo interno SI 401 La revisione contabile in un ambiente di elaborazione elettronica 402 La revisione contabile di imprese che utlizzano fornitori di servizi 500 Gli elementi probativi della revisione 501 Gli elementi probaitivi: casi specifici 505 Le conferme esterne 510 La verifica dei saldi di apertura 520 Le procedure di analisi comparativa SI 530 Campionamento di revisione 540 La revisione delle stime contabili 550 Le parti correlate 560 Eventi successivi 580 Le attestazioni della Direzione 600 L'utilizzo del lavoro di altri revisori 610 L'utilizzo del lavoro di revisione interna 620 L'utilizzo del lavoro dell'esperto PR 230 DOCUMENTAZIONE DEL LAVORO PR 230: LA DOCUMENTAZIONE DEL LAVORO Il revisore deve documentare il proprio lavoro. Esso deve documentare tutti gli aspetti e gli elementi probativi a sostegno del giudizio sul bilancio. Dalla documentazione si deve evincere che il lavoro è stato svolto in conformità ai principi di revisione. Le carte di lavoro possono essere predisposte su carta, film, supporti elettronici o altri mezzi. La funzione delle carte di lavoro è quella di consentire a al revisore di: Comprovare la pianificazione e lo svolgimento del lavoro di revisione; Comprovano la supervisione ed il riesame del lavoro di revisione; Fornire gli elementi probativi utilizzati nel lavoro a sostegno del giudizio di revisione. La forma ed il contenuto delle carte di lavoro dipendono da numerosi fattori quali: natura e scopo dell incarico, tipo di relazione, tipologia del sistema contabile, natura e complessità dell attività. Organizzazione delle carte di lavoro (indici). Carte di lavoro permanenti (incarichi pluriennali). La proprietà delle carte di lavoro è del soggetto che esercita il controllo contabile. Le carte di lavoro devono essere conservate per un periodo minimo di 10 anni. Il soggetto che esercita la funzione di controllo contabile deve adottare procedure per garantire la riservatezza e la sicurezza delle informazioni contenute nelle carte di lavoro. 3

9 PR 300 PIANIFICAZIONE DEL LAVORO PR 300: LA PIANIFICAZIONE DEL LAVORO Pianificare la revisione contabile significa sviluppare un programma di lavoro dettagliato, sulla base dei seguenti elementi: Determinazione del rischio di revisione. Con questo termine è definito il rischio che il revisore esprima un giudizio non corretto nel caso in cui il bilancio sia significativamente inesatto. Le componenti del rischio di revisione sono 3: Il rischio intrinseco, ossia la suscettibilità di un saldo, di un conto o di una classe di operazioni di essere inesatti e pertanto di generare inesattezze significative sul bilancio. Ciò indipendentemente dalla presenza di adeguati controlli su tali conti o classi di operazioni. Il rischio intrinseco può essere riferito anche al bilancio nel suo insieme; Il rischio di controllo, è il rischio che un inesattezza che potrebbe verificarsi in un conto e che potrebbe essere significativa non sia prevenuta o tempestivamente individuata e corretta dal sistema contabile e di controllo interno; Il rischio di individuazione, è il rischio che le procedure di validità eseguite dal revisore non evidenzino un inesattezza significativa presente in un conto. Conoscenza del cliente, della sua attività, dell organizzazione e delle relazioni interne ed esterne; PR 300 PIANIFICAZIONE DEL LAVORO PR 300: LA PIANIFICAZIONE DEL LAVORO (SEGUE) Analisi del sistema di controllo interno (sia a livello di ambiente generale che a livello di singolo conto di bilancio); Analisi di bilancio (preventiva); Calcolo del livello di significatività (materialità). Le attività appena evidenziate consentono di determinare l ampiezza delle verifiche da effettuare sulle poste di bilancio e la predisposizione dei programmi di verifica. Il processo di pianificazione del lavoro di revisione solitamente si svolge in una fase cosiddetta interinale, ossia prima della data di chiusura del bilancio di esercizio. 4

10 PR 400: LA DETERMINAZIONE DEL RISCHIO DI REVISIONE La determinazione dell ampiezza delle procedure di verifica da effettuare è funzione di due variabili, il rischio di revisione ed il livello di significatività. In pratica: Campione = f (R, S) PR 400 RISCHIO DI REVISIONE In pratica il revisore deve procedere all individuazione delle due variabili di cui sopra per poter determinare l ampiezza del campione di voci da esaminare. Il procedimento per la determinazione del rischio di revisione sulla singola voce di bilancio, altrimenti detto rischio di individuazione, è descritta nella tabella a fianco. Valutazione del rischio di controllo Alta Media Bassa Valutazione del Alta Molto Basso Basso Medio rischio Media Basso Medio Alto intrinseco Bassa Medio Alto Molto Alto PR 400 RISCHIO INTRINSECO PR 400: IL RISCHIO INTRINSECO Esistono due differenti livelli di rischio intrinseco: A livello di bilancio nel suo insieme; A livello di conti e di classi di operazioni. Nel definire il programma di lavoro di ciascuna area di bilancio, il revisore deve valutare il rischio intrinseco con riferimento a ciascun conto e classe di operazioni significative. Nel fare questa valutazione, il revisore deve sempre tenere presente il rischio intrinseco a livello di bilancio nel suo insieme. 5

11 PR 400 RISCHIO INTRINSECO PR 400: IL RISCHIO INTRINSECO Il rischio intrinseco a livello di bilancio nel suo insieme può essere alto, medio o basso. Per arrivare a tale determinazione il revisore deve considerare: L integrità della Direzione; L esperienza, la competenza ed il turnover della Direzione; Pressioni anomale sulla Direzione che potrebbero indurla a produrre bilanci non corretti (retribuzioni variabili, recenti quotazioni, mancanza di capitali etc); Natura dell attività svolta; Rapporti con parti correlate; Fattori che influenzano il settore di attività della Società (di natura politica, legislativa, economica etc.). PR 400 RISCHIO INTRINSECO PR 400: IL RISCHIO INTRINSECO Il rischio intrinseco a livello di conto o di classe di operazioni può essere egualmente alto, medio o basso. Per arrivare a tale determinazione il revisore deve considerare: Singoli conti di bilancio che sono suscettibili di errori (stime, conti in cui sono stati riscontrati errori negli anni precedenti); Complessità delle operazioni effettuate; Il grado di soggettività connesso alla voce di bilancio; Il valore dei beni aziendali e la loro facilità di sottrazione indebita; L esistenza di operazioni complesse o anomale o atipiche o inusuali poste in essere in prossimità della chiusura dell esercizio; Operazioni non rientranti nell attività ordinaria dell azienda; Operazioni senza un apparente significato economico ovvero la cui logica gestionale non risulta comprensibile; Operazioni effettuate a valori palesemente non congrui. 6

12 PR 400 RISCHIO INTRINSECO PR 400: IL RISCHIO INTRINSECO La determinazione del rischio di controllo non può prescindere da una attenta valutazione da parte del revisore del sistema contabile e del sistema di controllo interno. Gli obiettivi dei controlli interni sono: L autorizzazione di tutte le operazioni effettuate; La correttezza, tempestività, completezza e validità delle registrazioni dei fatti gestionali nelle scritture contabili; L autorizzazione all accesso alle scritture contabili; Periodico confronto dell esistenza fisica dei beni con quella contabile. Ovviamente il sistema di controllo interno ha dei limiti intrinseci dovuti ad errori umani, ovvero cambiamento delle condizioni alla base delle procedure, ovvero abusi da parte dei preposti ai controlli. Una volta compreso il sistema contabile e l ambiente di controllo interno, nonché le relative procedure applicative ed i relativi controlli posti in essere dalla Società, il revisore deve effettuare una propria valutazione. PR 400 RISCHIO INTRINSECO PR 400: IL RISCHIO INTRINSECO Gli scenari tra cui il revisore può scegliere nella propria valutazione sono i seguenti: Il sistema di controllo interno non è efficace oppure non sarebbe efficiente svolgere test di conformità per valutare l efficacia dei sistemi contabile e di controllo interno Rischio di controllo alto Il sistema di controllo interno è efficace, pianifico di effettuare le procedure di conformità circa i controlli interni ed ho un esito positivo o largamente positivo Rischio di controllo basso o medio 7

13 PR 400 RISCHIO DI REVISIONE PR 400: IL RISCHIO DI REVISIONE NELLE PICCOLE IMPRESE Nelle piccole imprese non sono applicabili i sistemi di controllo interno delle grandi aziende. Pertanto molti controlli interni ritenuti rilevanti in una grande struttura, non sono applicabili alle piccole imprese. La suddivisione dei compiti, delle mansioni e conseguentemente dei controlli e delle responsabilità può essere molto limitata o, in alcuni casi mancante. Tale mancanza può spesso essere compensata da una struttura fortemente accentrata con una continua supervisione diretta da parte degli azionisti o dei dirigenti, favorita da una conoscenza diretta dell azienda. Quando viceversa la separazione dei compiti e delle funzioni è mancante o limitata e manca un evidenza dell effettiva applicazione dei controlli di supervisione, il revisore deve ottenere tutti gli elementi probativi finalizzati al giudizio sul bilancio mediante l esecuzione di procedure di validità. PR 310 CONOSCENZA DELL ATTIVITA DEL CLIENTE PR 310: LA CONOSCENZA DELL ATTIVITÀ DEL CLIENTE Gli elementi che il revisore deve considerare per avere una conoscenza approfondita del cliente sono: Natura e caratteristiche della Società Organizzazione aziendale Struttura del business Settore e mercati Obiettivi e strategie Sistema informativo adottato Il revisore può ottenere le informazioni da una pluralità di fonti quali, ad esempio: Colloqui con il management, il personale amministrativo, i consulenti della società Documentazione prodotta dalla società (verbali delle riunioni, bilanci, budget, rapporti interni della Direzione, piani di marketing e vendita) Pubblicazione riguardanti il settore (testi specializzati, statistiche ed indagini di organi ufficiali) 8

14 PR 310 CONOSCENZA DELL ATTIVITA DEL CLIENTE PR 310: LA CONOSCENZA DELL ATTIVITÀ DEL CLIENTE La conoscenza (a 360 gradi) del cliente è fondamentale perché consente al revisore di: Valutare il rischio intrinseco Valutare in modo più consapevole gli elementi probativi emersi nel corso dell incarico di revisione Fornire un migliore servizio al cliente Nella carta di lavoro allegata vengono evidenziati alcuni fra gli elementi da considerare nella fase di conoscenza del cliente. PR 400 ANALISI SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO PR 400: L ANALISI DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO Il revisore deve acquisire la conoscenza del sistema contabile e di controllo interno della società e valutarne preliminarmente l efficienza. L ambiente di controllo interno è costituito dall insieme dei seguenti elementi: Struttura organizzativa; Separazione delle funzioni; Competenza del personale; Grado di utilizzo dei sistemi informativi. Il revisore deve poi apprendere e documentare le procedure (cicli) contabili in essere presso la società, ed i test effettuati sui controlli che la Società svolge su queste ultime. 9

15 PR 400 ANALISI SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO PR 400: L ANALISI DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO In linea di principio, le procedure contabili di una società industriale sono quelle che riguardano L acquisto, la gestione e la dismissione delle immobilizzazioni materiali Il ciclo relativo alle vendite ed agli incassi Il ciclo relativo agli acquisti ed ai pagamenti La gestione delle rimanenze La gestione dei rapporti con gli istituti di credito L area relativa al personale Il revisore dovrà confermare (o modificare) la valutazione preliminare del sistema di controllo interno mediante le procedure di conformità. Normalmente si tratta di verifiche che riguardano voci di bilancio cosiddette ordinarie (immobilizzazioni, rimanenze, crediti, cassa e banche, debiti) diverse da quelle tipiche di chiusura (ratei e risconti, fondi ammortamento) o di stima (fondi svalutazione, fondi rischi ed oneri, operazioni di finanza innovativa). PR 400 ANALISI SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO PR 400: L ANALISI DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO Più efficienti sono le procedure contabili ed efficaci i controlli posti in essere dalla Società, minore sarà il rischio di controllo e, conseguentemente, l ampiezza delle verifiche che il revisore dovrà effettuare sulle poste di bilancio che derivano dalle procedure contabili testate (procedure di validità). Il revisore deve documentare, mediante la stesura di appositi memorandum, il lavoro svolto ai fini della valutazione del rischio di controllo, concludendo se lo stesso è da considerarsi alto, medio o basso ed indicando quali sono i conti di bilancio potenzialmente influenzati dal rischio di controllo. Rischio intrinseco Estensione test di validità Rischio di controllo 10

16 PR 520 ANALISI DI BILANCIO PR 520: LE ANALISI DI BILANCIO Le analisi di bilancio costituiscono un fondamentale strumento per l individuazione e la valutazione del rischio intrinseco riferito, in particolar modo, ai singoli conti di bilancio o a singole classi di operazioni. E tuttavia comprensibile come questo strumento possa essere fondamentale anche per l apprezzamento (o la rivisitazione) del giudizio circa il rischio intrinseco relativo al bilancio nel suo insieme. Lo scopo è quello di rilevare dati e di determinare indici atti a mettere in evidenza situazioni che richiedono una particolare attenzione nello stabilire le procedure di revisione. L analisi diventa particolarmente significativa se effettuata attraverso la comparazione di dati correnti di bilancio, dati storici e dati prospettici, nonché attraverso il confronto tra consuntivi e preventivi (budget). PR 520 ANALISI DI BILANCIO PR 520: LE ANALISI DI BILANCIO L analisi comparativa (o analisi delle fluttuazioni) deve essere svolta mettendo in correlazione, possibilmente riclassificando il bilancio secondo schemi comunemente utilizzati nell analisi finanziaria, dati patrimoniali, dati economici e flussi di cassa. Le fluttuazioni anomale possono derivare: Dalla semplice conoscenza del business aziendale che ha portato a raccogliere dati, negli anni precedenti, che non confortano i trend rilevati nel corso dell esame; Dalla raccolta di informazioni ed indicatori sul settore di riferimento, dai quali quelli analizzati si discostano in modo significativo; Dagli scostamenti tra budget e consuntivi; Da indicatori anomali nel rapporto tra dati patrimoniali ed economici (ad esempio debiti verso il personale anormalmente alti rispetto al costo del personale dell esercizio). 11

17 PR 520 ANALISI DI BILANCIO PR 520: LE ANALISI DI BILANCIO Le fluttuazioni anomale devono sempre essere indagate. L indagine avviene solitamente mediante richiesta ed ottenimento di informazioni alla Direzione della Società. Il revisore deve ricercare conferme di validità delle risposte della Direzione, mettendo ad esempio a confronto le risposte ricevute con la propria conoscenza dell azienda e del settore e con gli altri elementi probativi acquisiti nel corso del lavoro di revisione. In base alle risposte ottenute ed alle procedure di conferma effettuate, valutare l opportunità di svolgere altre procedure di revisione specifiche in merito alla anomalia individuata. Le analisi di bilancio vanno ripetute anche in sede di chiusura del lavoro di revisione, sulla base dei dati consuntivi dell esercizio. PR 320 CALCOLO DEL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITA PR 320: CALCOLO DEL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITÀ Nello svolgimento del lavoro di revisione, il revisore deve valutare, con riferimento allo specifico incarico, la significatività e la sua correlazione con il rischio di revisione. I principi contabili internazionali IFRS definiscono un informazione significativa se la sua mancanza o la sua imprecisa rappresentazione potrebbe influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori da prendere sulla base del bilancio. Occorre quindi misurare la natura ed il valore della voce o dell informazione in esame. Posti gli obiettivi della revisione contabile e del giudizio sul bilancio, la valutazione di cosa sia significativo dipende da un giudizio professionale. Nella fase di pianificazione del lavoro, il revisore deve conseguentemente stabilire un livello di significatività (spesso identificato con il termine di livello di materialità o materiality level ) accettabile al fine di rilevare errori quantitativamente significativi. 12

18 PR 320 CALCOLO DEL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITA PR 320: CALCOLO DEL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITÀ Sebbene il livello di significatività sia un indicazione di tipo quantitativo, il revisore deve considerare anche la qualità dell errore (ad esempio la mancanza di informativa circa la violazione di una norma) e l eventuale ripetersi di errori di piccolo importo ma che nel loro complesso possano influenzare il bilancio nel suo insieme. Il revisore deve considerare il livello di significatività sia a livello di bilancio nel suo complesso che a livello di singolo conto di bilancio (ovvero è possibile determinare livelli diversi di significatività per singoli conti di bilancio, qualora li si ritenga particolarmente rischiosi). La significatività deve essere considerata quando: Il revisore determina l ampiezza delle procedure di validità; Valuta gli effetti degli errori e trae le conclusioni sul bilancio. La relazione tra significatività e rischio della revisione è inversa: più è elevato il livello di significatività, più basso è il rischio di revisione. Il livello di significatività può variare nel corso del processo di revisione; in tale caso vanno rivisti anche i programmi di lavoro e conseguentemente l ampiezza delle procedure di validità da effettuare. PR 320 CALCOLO DEL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITA PR 320: CALCOLO DEL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITÀ Nei principi di revisione non esiste una raccomandazione circa la modalità di calcolo del livello di significatività. Pertanto la sua determinazione segue criteri stabiliti dalla migliore prassi professionale. I parametri utilizzabili per il calcolo del livello di significatività secondo la prassi professionale possono essere così identificati: Ricavi: percentuale compresa tra lo 0,1% ed il 3%; Attivo patrimoniale: percentuale sino all 1%; Patrimonio netto: percentuale sino all 1%; Risultato ante imposte: percentuale sino al 5%; le percentuali rispetto agli ultimi due fattori sono parametrate ai contenuti della legge sul falso in bilancio (l eventuale errore va sempre ricondotto anche al contenuto di tale legge). La scelta del parametro dipende molto dall attività della Società e dalle sue caratteristiche. In casi specifici potrebbero essere usati anche altri parametri, qualora le particolarità aziendali lo richiedano. Nel calcolo del livello di significatività devono essere considerati gli effetti fiscali, qualora applicabili. Il fattore di selezione delle popolazioni monetarie è di solito pari ad una percentuale compresa tra l 80% ed il 90% del livello di significatività. In ogni caso tutti questi parametri dipendono dal giudizio e dalla sensibilità professionale del revisore. 13

19 PR 320 CALCOLO DEL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITA PR 320: CALCOLO DEL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITÀ Stato Patrim oniale A ttivo fisso P atrim o n io n etto A ttivo circolante 500 P assiv ità a lu n g o Liquidità P assiv ità a b rev e Totale attivo T o tale p assiv o Conto econom ico Valore produzione Costi produzione Risultato attività finanziaria Risultato attività straordinaria 100 Risultato ante im poste 120 C alcolo del livello d i significatività (sen za effetto fiscale) Parametro: Con i ricavi 30 C on totale attivo 120 C on p atrim on io n etto 20 Con risultato 6 ALTRE ATTIVITA DI PIANIFICAZIONE ALTRE ATTIVITÀ NELL AMBITO DELLA PIANIFICAZIONE Nell ambito delle attività di pianificazione, quindi nella fase preliminare rispetto alla chiusura del bilancio, il revisore deve anche svolgere alcune procedure di revisione obbligatorie quali: Organizzare la verifica fisica dei cespiti e dell inventario di magazzino; Procedere alla selezione ed all invio delle lettere di conferma esterna ai terzi che hanno rapporti con l impresa (banche, clienti, fornitori, società di leasing, società di factoring, terzisti per merci, consulenti legali, consulenti fiscali, agenti, società del Gruppo etc.); Conta di cassa. A conclusione delle attività di pianificazione il revisore stende un memorandum riepilogativo delle attività di pianificazione (denominato nella prassi professionale anglosassone Audit Planning Memorandum ). Sempre a conclusione della fase di pianificazione il revisore determina i programmi di lavoro per le singole voci di bilancio, che verranno utilizzati e compilati nella fase finale (dopo la chiusura del bilancio) a seguito dello svolgimento delle procedure di validità nell estensione determinata in sede interinale. 14

20 PIANIFICAZIONE: CONCLUSIONI LA PIANIFICAZIONE: CONCLUSIONI Una buona pianificazione del lavoro di revisione consente di effettuare un programma di revisione efficiente ed efficace, pertanto la fase di pianificazione è una di quelle maggiormente importanti, insieme a quella di supervisione e revisione delle conclusioni. Per tale ragione è consigliabile che la pianificazione venga affidata a persone esperte e con una consolidata conoscenza delle problematiche aziendali. La pianificazione, come gli altri passaggi del lavoro di revisione, deve essere accuratamente e puntualmente documentata, in modo che terzi possano comprendere quali siano stati i passaggi logici che hanno portato alle conclusioni sul bilancio nel suo complesso. Un processo di revisione che sia pianificato correttamente e le cui conclusioni siano in linea con quanto pianificato, permette al revisore di assumere un giudizio pienamente responsabile e difendibile anche in caso di interventi delle autorità di vigilanza, sia amministrative che penali. GIUDIZIO SUL BILANCIO CONSOLIDATO IL GIUDIZIO SUL BILANCIO CONSOLIDATO: CENNI Il giudizio sul bilancio consolidato è conseguenza di un processo di revisione nel quale, se possibile, la fase di pianificazione è ancora più importante di quella sul bilancio d esercizio. Infatti il revisore contabile, per rilasciare un giudizio sul bilancio consolidato deve: Fase di pianificazione: Comprendere l estensione del Gruppo di riferimento (area di consolidamento); Comprendere quali siano le ragioni alla base dell eventuale esclusione di alcune società controllate (ma non solo) dall area di consolidamento; Stabilire un adeguato piano di revisione, e la relativa portata, per ciascuna società del Gruppo (revisione completa, revisione limitata, esame sommario); Inviare, qualora la localizzazione geografica delle società controllate sia sparsa sul territorio (nazionale o estero), appropriate istruzioni per lo svolgimento del lavoro di revisione ai revisori locali (tali istruzioni contengono, tra l altro, il livello di significatività calcolato a livello consolidato); Verificare i movimenti intervenuti nell esercizio nell area di consolidamento (società acquisite, cedute, fusioni o oltre operazioni straordinarie) ed adeguare il piano di revisione; Verificare i saldi di apertura delle principali scritture di consolidamento; Concordare con il cliente le tempistiche e le scadenze del lavoro. 15

21 Fase finale: GIUDIZIO SUL BILANCIO CONSOLIDATO IL GIUDIZIO SUL BILANCIO CONSOLIDATO: CENNI Esaminare la correttezza dell imputazione dei bilanci delle società del Gruppo all interno del sistema di aggregazione dei dati per il bilancio consolidato; Esaminare la correttezza della quota di partecipazione della società controllante nelle società controllate, e che la stessa sia correttamente riflessa nel bilancio consolidato ai fini della determinazione del patrimonio netto e del risultato delle minoranze; Verificare il corretto storno dei rapporti creditori, debitori ed economici tra società del Gruppo, nonché l eliminazione di eventuali profitti intragruppo (ad esempio margini sui magazzini o sulle cessioni di cespiti o partecipazioni); Verificare la corretta eliminazione delle partecipazioni contro le corrispondenti frazioni di patrimonio netto delle società controllate, nonché la corretta attribuzione degli eventuali plus o minusvalori; Verificare tutte le scritture effettuate a livello corporate che presuppongano la modifica di dati dei bilanci delle società controllate (esempio: ricalcolo ammortamenti dei cespiti a livello centrale); Verificare la correttezza dei conti di utile e patrimonio netto consolidato, nonché i relativi prospetti di raccordo con l utile ed il patrimonio netto del bilancio di esercizio; Ricevere i memorandum riepilogativi dell attività di revisione svolta nonché il giudizio di revisione da parte dei revisori che svolgono l attività sui bilanci delle società controllate; GIUDIZIO SUL BILANCIO CONSOLIDATO IL GIUDIZIO SUL BILANCIO CONSOLIDATO: CENNI Fase finale: Verificare l eliminazione dei dividendi infragruppo; Verificare che la somma degli errori rilevati non sia superiore al livello di significatività del bilancio consolidato. 16

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