GLI INTERVENTI DELLA REGIONE PIEMONTE CONTRO IL FENOMENO DELLA TRATTA E DELLO SFRUTTAMENTO DELLE PERSONE E A SOSTEGNO DELLE VITTIME

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1 Assessorato al Welfare e Lavoro GLI INTERVENTI DELLA REGIONE PIEMONTE CONTRO IL FENOMENO DELLA TRATTA E DELLO SFRUTTAMENTO DELLE PERSONE E A SOSTEGNO DELLE VITTIME Torino, 26 novembre

2 Nel 1999 l Assessorato al Welfare e Lavoro della Regione Piemonte ha avviato i primi interventi in materia di prostituzione e tratta, finanziando un progetto di educazione sanitaria per immigrati a rischio di malattie infettive, realizzato dall ASL 3 TO - Ospedale Amedeo di Savoia. Tale progetto si è focalizzato, in particolare, sull infezione da HIV e sulle malattie sessualmente trasmissibili (MST), la cui diffusione nelle popolazioni, in prevalenza, provenienti dall Africa Sub Sahariana (Nigeria), dal Nord Africa e dall Est Europa risulta strettamente correlata al fenomeno della prostituzione. Nell ambito di questo progetto all attività medica ambulatoriale si è affiancata quella di prevenzione e controllo delle MST/HIV, attuata attraverso interventi di educazione sanitaria condotti da mediatori culturali, affiancati da infettivologi, psicologi e psichiatri. Nel 2000 l Assessorato al Welfare e Lavoro ha finanziato 3 progetti che prevedevano interventi in materia di tratta: il progetto Centro di appoggio per donne migranti e minori che intendono sottrarsi allo sfruttamento della prostituzione realizzato dal Consorzio Sociale Alessandria Asti (Co.AL.A.), attraverso la gestione di un unità di strada, di uno sportello informativo e di un centro di prima accoglienza, volti soprattutto a favorire l inserimento nel percorso di assistenza e protezione previsto dall art. 18 del D. Lgs. 286/1998; il progetto di reinserimento lavorativo e ambientale di donne immigrate straniere vittime di tratta realizzato dal Gruppo Abele Onlus che ha condotto all inserimento lavorativo di 18 donne, attraverso borse lavoro. Nell ambito di questo progetto la modalità di ricerca delle risorse lavorative si è basata su un attenta analisi delle capacità, della tipologia e delle aspettative delle persone da avviare al lavoro. La ricerca è stata concentrata su aziende medio-piccole (pastifici, profumerie, pasticcerie, alberghi, bar ecc.), idonee non solo ad insegnare un mestiere, ma anche ad instaurare una relazione con la persona da inserire; il progetto Turnaround - Progetto a favore delle donne, contro la tratta. Campagna di informazione per contrastare il traffico di donne e minori dalla Nigeria in Italia mirato non solo all intervento sociale a favore delle donne, ma anche alla prevenzione del fenomeno della tratta nel paese d origine (Nigeria) e alla lotta alla criminalità organizzata. Il progetto, presentato dal Comitato per i diritti civili delle prostitute, è stato finanziato congiuntamente alla Provincia di Torino e realizzato dall associazione Tampep onlus di Torino. Esso ha visto coinvolti diversi enti (tra cui la Procura, la Questura e la Prefettura di Torino, l Ambasciata italiana in Nigeria, l Ambasciata americana in Nigeria e l Ambasciata nigeriana in Italia) e si è rivolto alle donne e ai minori nigeriani esposti al rischio di reclutamento da parte di organizzazioni criminali per il loro sfruttamento sessuale in Europa. L obiettivo è stato quello di informare le donne, potenziali vittime di tratta, quando ancora si trovano nel proprio paese di origine, sulle forme di inganno e sfruttamento sessuale della donna migrante. A tal fine sono state realizzate campagne di informazione attraverso manifesti e video documentari ed è stato istituito in Nigeria un coordinamento e una rete permanente per la circolazione di informazioni, per il miglioramento dell accoglienza delle donne rimpatriate, nonché per lo studio e la messa in atto di azioni efficaci di contrasto al fenomeno della tratta. 2

3 Questo progetto ha portato alla realizzazione, nell ottobre 2002, di un importante seminario di lavoro, tenutosi a Torino, dove una delegazione di forze di polizia e funzionari nigeriani ha avuto la possibilità di incontrare e confrontarsi con operatori e rappresentanti delle forze dell ordine e della giustizia italiana e di instaurare un effettiva collaborazione per il contrasto del racket e della criminalità organizzata. Nel 2001 la Regione Piemonte ha individuato tra le aree prioritarie di intervento del Programma triennale di interventi a favore degli immigrati extracomunitari ( ) il reinserimento sociale di persone straniere vittime di abuso e sfruttamento. Tale politica è stata confermata nella successiva programmazione triennale ( ), nel vigente Piano regionale integrato per l immigrazione ( ), approvato con D.C.R. n del 22/07/2008, laddove si parla di impegno della Regione nella lotta al traffico degli esseri umani e nel recupero e reinserimento delle vittime, nonché nel disegno di legge Norme per l integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati in Piemonte, già approvato dalla Giunta regionale e assegnato alla competente Commissione consiliare. Coerentemente a tali indirizzi programmatici sono stati finanziati, a partire dal 2001, diversi progetti in materia di tratta e prostituzione. Nel 2001 l Assessorato al Welfare e Lavoro avvia una collaborazione con il Gruppo Abele per la realizzazione di un progetto volto al reinserimento sociale di persone straniere vittime di abuso e sfruttamento ex art. 18 T.U. Immigrazione. Nei primi due anni i progetti realizzati dal Gruppo Abele vedono la partecipazione del Dipartimento per le Pari Opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri, quale ente finanziatore. Nel 2003, a seguito di diniego del Dipartimento, la Regione resta l unico soggetto finanziatore. In tale fase ci si è posti principalmente l obiettivo di fornire competenze professionali ed informative agli operatori pubblici (e non) che lavorano nell ambito della tratta. Sono stati così organizzati 2 corsi di primo livello (6 incontri di 1 giornata ciascuno) nei quali sono stati analizzati i temi inerenti la prostituzione e la tratta degli esseri umani, la mediazione dei conflitti, la mediazione culturale, le azioni di contrasto della criminalità organizzata, il ruolo delle forze dell ordine e il lavoro di rete. E stato inoltre organizzato un corso di formazione permanente per operatori che lavorano già sul territorio piemontese con incontri di approfondimento. L iniziativa ha suscitato un grande interesse (700 iscrizioni, di cui una parte non accettate per motivi logistici) e ha coinvolto diverse figure professionali (assistenti sociali, funzionari, agenti di forze di polizia, educatori, ecc.) e volontari. Il progetto ha inoltre fornito consulenza e supporto alle realtà territoriali interessate ad avviare iniziative su questo tema e a collegarsi in rete con quelle già esistenti. Oltre ai corsi sono stati attivati interventi di sostegno a donne che hanno chiesto aiuto. Le persone seguite sono state 64 di cui 47 inserite in comunità di fuga del Gruppo Abele e in altre strutture piemontesi, mentre per altre ragazze sono stati individuati interventi di accompagnamento, di inserimento in corsi professionali o inserimenti lavorativi in borse lavoro. E stato anche realizzato il testo Questa è la legge, una sorta di agenda legale messa a punto in collaborazione con l ASGI (Associazione Studi Giuridici sull Immigrazione) che 3

4 raccoglie in modo ragionato leggi, regolamenti e circolari relative a norme nazionali e internazionali in materia di immigrazione, prostituzione e minori. Nel 2002 il Dipartimento per le Pari opportunità e l Assessorato al Welfare e Lavoro hanno finanziato il progetto Opportunità, realizzato dal Gruppo Abele e articolato attraverso: la continuazione delle attività di formazione e sensibilizzazione degli operatori sociali, sanitari e del privato sociale, delle forze dell ordine e dei volontari; la messa a disposizione di un équipe che accompagna e fornisce aiuti per l avvio di nuove iniziative delle diverse realtà locali (5 nuove comunità); l elaborazione di materiali informativi e formativi; la messa a punto di interventi di accoglienza, assistenza e integrazione sociale delle vittime. Nel 2003 la Regione finanzia un progetto di protezione sociale, denominato Intinforma e realizzato dal Gruppo Abele in collaborazione con l ASGI. Tale progetto si rivolge alle realtà (gruppi, associazioni ed enti) del pubblico e privato sociale presenti sul territorio piemontese ed impegnate, a vario titolo, nel sostegno e nell accoglienza delle persone (minori e non) sfruttate e/o vittime di violenza, agli operatori delle stesse e, prevedendo un intensa attività di informazione (attraverso l elaborazione di materiale didattico e la previsione di cicli di incontri sul tema), ai cittadini in genere allo scopo di una loro maggiore sensibilizzazione. Esso mira a consolidare la rete territoriale attraverso: - la valutazione degli interventi (follow up) delle comunità di fuga e di reinserimento; - la messa a disposizione delle diverse realtà locali di un équipe che accompagni le nuove iniziative; - l elaborazione di materiali che supportino le varie realtà sia sul piano informativo che formativo; - lo sportello giuridico, gestito dal Gruppo Abele in collaborazione con l ASGI, che fornisce consulenza giuridica alle realtà (gruppi, associazioni ed enti) del pubblico e privato sociale impegnate nel sostegno e nell accoglienza delle persone (minori e non) sfruttate e vittime di violenza, costituendo un valido interlocutore per Questure e forze dell ordine ed, al contempo, svolgendo un importante funzione di monitoraggio; - la continuazione delle attività di formazione e sensibilizzazione per gli operatori sociali attraverso l organizzazione di un ciclo di incontri sulla normativa vigente e sui paesi d origine. La validità di tale progetto ha fatto si che ne siano seguite nuove edizioni negli anni 2005, 2006 e 2007, con la denominazione, rispettivamente, di Intinforma II, II e IV, sino all edizione 2008 di Intinforma V. Sempre nel 2003, l Assessorato al Welfare e Lavoro sostiene finanziariamente il progetto europeo AL.NI.MA., che deriva la propria denominazione dalla sigla dei tre paesi stranieri (Albania - Nigeria - Marocco) da cui provengono le persone, immigrate in Italia, alle quali si rivolge il progetto, ossia i cittadini stranieri, talvolta anche vittime di sfruttamento e/o tratta, provenienti da Albania, Marocco e Nigeria detenuti nelle carceri o negli ex Centri di detenzione temporanea (ora CIE) e assistenza del territorio piemontese che, al termine del periodo di restrizione o di trattenimento nel centro, ricevono un provvedimento di espulsione. 4

5 Si tratta di soggetti particolarmente deboli che, oltre a dover accettare il fallimento del loro progetto migratorio, sono costretti a rientrare nel paese d origine senza alcuna prospettiva di reintegrazione nel tessuto sociale. Questo progetto ha lo scopo di far sì che il rimpatrio forzato (attraverso un provvedimento di espulsione) di tali persone detenute nelle carceri o negli ex centri di detenzione temporanea (ora C.I.E.) di Torino, non si risolva in un peggioramento delle loro condizioni di vita e non finisca per incentivare nuovi fenomeni di immigrazione clandestina. Per raggiungere tale obiettivo è stato necessario attivare politiche e azioni di sostegno sia in Italia che nei paesi di provenienza, in grado di favorire un rientro positivo e di garantire delle prospettive lavorative nella comunità di origine: programmi di formazione professionale, sostegno all avvio di piccole imprese, erogazione di microcredito. I paesi con i quali si è sviluppato il programma di formazione e rientro sono l Albania, il Marocco e la Nigeria. Le provenienze albanesi e marocchine costituiscono, infatti, le presenze più diffuse nelle strutture penitenziarie e sono riconducibili soprattutto al traffico di stupefacenti oppure a reati di delinquenza comune e criminalità organizzata, delitti che suscitano un crescente allarme sociale. Quanto alle provenienze nigeriane, nel progetto sono state coinvolte le donne immigrate clandestinamente, spesso vittime di inganno e sfruttamento sessuale, costrette alla prostituzione sulle strade. La loro condizione di debolezza non si attenua quando, in seguito ad un controllo di polizia, finiscono in un centro di detenzione temporanea in attesa dell espulsione (ora C.I.E.), perché il rimpatrio forzato non è accompagnato da alcun programma di integrazione sociale o da prospettive concrete di un inserimento attivo nel paese d origine. Al contrario, le donne espulse si ritrovano spesso in una situazione di grave indebitamento finanziario e subiscono, con le loro famiglie, minacce e intimidazioni, per cui l unica via d uscita diventa quella di ritentare l esperienza migratoria, con pesanti e ulteriori ripercussioni sulla gestione dei flussi migratori dei paesi d arrivo, incapaci di fornire risposte politiche efficienti e rispettose dei diritti umani. Nel 2004 il Dipartimento per le Pari Opportunità ha finanziato il progetto D.O.N.N.E. (dignità e opportunità: nascono nuove esperienze) presentato dall Assessorato al Welfare e Lavoro e realizzato dal Gruppo Abele. Il progetto è rivolto alle persone vittime di tratta (in particolare donne) e mira all accoglienza delle persone vittime di tratta ed al loro sostegno attraverso un servizio d orientamento nel mondo del lavoro finalizzato ad un inserimento duraturo nello stesso, anche mediante l attivazione di borse lavoro. Nel 2005 l Assessorato al Welfare e Lavoro ha aderito a 2 iniziative: il progetto Sos.Te. (Sostegno Territoriale), finanziato con fondi regionali e con fondi del Dipartimento per le Pari Opportunità e realizzato dal Gruppo Abele. Il progetto è rivolto alle persone vittime di tratta (in particolare donne) al fine di contrastare il rischio di una loro ricaduta in una condizione di sfruttamento; il finanziamento del progetto di educazione sanitaria rivolto a donne straniere realizzato dall l Associazione Idea Donna. Nell ambito di tale iniziativa è stato realizzato un video divulgativo sull uso dei metodi anticoncezionali. 5

6 Nel 2006 l Assessorato al Welfare e Lavoro ha aderito a 3 iniziative: il progetto Sos.Te. II (Sostegno Territoriale), seconda edizione e prosecuzione di quello avviato nel Il progetto, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, è stato presentato dalla Regione Piemonte e realizzato dal Gruppo Abele; il cofinanziamento del progetto europeo Turn Around, promosso dall associazione Tampep in continuità con il progetto AL.NI.MA. Il progetto prevede azioni mirate a creare le condizioni per garantire alle donne nigeriane vittime di tratta un rimpatrio consapevole e rispettoso dei loro diritti umani; il cofinanziamento del progetto Insieme presentato dal Gruppo Abele sull avviso 1 nel quadro dell'attuazione dello speciale programma di assistenza, previsto dall'art. 13 della Legge n. 228/2003, riguardante progetti di fattibilità, di durata annuale, per la realizzazione di progetti individualizzati di assistenza a favore delle vittime dei reati di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù e di tratta di persone. Nel 2007 l Assessorato al Welfare e Lavoro ha aderito a 4 iniziative: il progetto Come together presentato dal Gruppo Abele; il progetto Freedom 8 presentato dal Comune di Torino; il progetto Una luce per la strada 2007 presentato dal Comune di Cuneo; il progetto Interventi a favore delle vittime di tratta VIII fase presentato dal Comune di Novara. L Avviso n. 8 del 21/02/2007 del Dipartimento per le Pari Opportunità, relativo alla presentazione di progetti ex art. 18, ha apportato alcune modifiche rispetto ai precedenti bandi dando molto rilievo all ambito territoriale su cui operano i progetti e al ruolo di enti locali e regioni quali enti cofinanzatori. Nel 2008, a seguito della pubblicazione dell Avviso n. 9 del 04/02/2009 del Dipartimento delle Pari Opportunità, la Regione Piemonte (Assessorato al Welfare e Lavoro e Assessorato alle Pari Opportunità) ha messo a punto e avviato il progetto "Piemonte in rete contro la tratta" nel quale sono stati coinvolti, in un sistema integrato regionale, tutti gli attori, pubblici e privati, che avevano sviluppato progetti di protezione e integrazione sociale ai sensi dell art. 18 del T.U. immigrazione e/o dell art. 13 della L. 228/2003 in qualità di proponenti e/o attuatori, oltre ad alcuni soggetti che hanno partecipato per la prima volta, tra i quali le otto Province. A tal fine è stato costruito un partnenariato complesso e articolato su più livelli in grado di garantire lo svolgimento integrato ed efficace delle azioni sui diversi territori della Regione. La descrizione del progetto è riportata nella scheda progettuale allegata. Nel 2009, a seguito della pubblicazione dell Avviso n. 10 del 10/02/2009 del Dipartimento delle Pari Opportunità, la Regione Piemonte (Assessorato al Welfare e Lavoro, Assessorato alle Pari Opportunità e Commissione Regionale Pari Opportunità uomo donna), visti i significativi risultati conseguiti nel 2008, ha ritenuto opportuno dare continuità al progetto presentandone una seconda edizione, denominata Piemonte in rete contro la tratta 2. La descrizione del progetto è riportata nella scheda progettuale allegata. 6

7 Sempre nel 2009, nell ambito degli interventi finanziati dal FSE - OB. 2 - POR asse II Occupabilità, è stato pubblicato il bando per la presentazione di progetti finalizzati a sostenere l uscita da situazioni di sfruttamento delle donne vittime di tratta. Tale bando - gestito dalla Direzione regionale Istruzione, Formazione professionale e Lavoro - promuove la realizzazione di interventi integrati e personalizzati, finalizzati all inclusione socio-lavorativa delle donne vittime di sfruttamento sessuale e di tratta, anche inserite in percorsi di uscita dalla prostituzione ex art. 18, i quali potranno integrarsi e creare forti sinergie con le azioni previste nel succitato progetto Piemonte in rete contro la tratta. A livello interregionale e transnazionale, la Regione Piemonte, infine, ha aderito e cofinanziato, rispettivamente, nel 2004 il progetto Vie d Uscita e nel 2008 il progetto Oltre il confine avviato, a seguito della sottoscrizione del Protocollo/Dichiarazione di proposito di cooperazione nella lotta contro il traffico di esseri umani, tra la Romania e alcune regioni italiane. Per entrambi i progetti la Regione Piemonte ha assunto il ruolo di soggetto capofila. Da anni è attivo un Coordinamento interregionale contro la tratta composto da associazioni del privato sociale e da qualche ente locale che ha permesso il confronto fra operatori e la messa a punto di iniziative comuni, di attività di formazione, ecc. Ritenendo opportuno un coordinamento anche tra istituzioni, con DGR n del 18 febbraio 2008 è stato creato il Tavolo interistituzionale di contrasto al traffico e allo sfruttamento di persone e per il coordinamento degli interventi a favore delle vittime di tratta composto da rappresentanti della Regione (Politiche Sociali e Pari Opportunità, Sanità, Formazione Lavoro, Urbanistica, e Gabinetto della Presidenza), Province, Comuni capoluoghi di provincia, ANCI, Lega Autonomie Locali, Associazione Nazionale Piccoli Comuni, Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani, Coordinamento interregionale delle associazioni, Animatrice Pari Opportunità e referenti del Tavolo provinciale per la lotta contro la tratta. Tale tavolo di lavoro è funzionale agli obiettivi di seguito elencati: - operare per la messa a punto di un sistema regionale di interventi di contrasto al traffico di esseri umani attraverso la programmazione e il coordinamento; - creare una rete di enti locali che, in sinergia con il privato sociale, opera in questo settore; - istituire un Tavolo istituzionale che si interfacci con il Coordinamento interregionale delle Associazioni contro la tratta; - creare una sinergia tra i vari interventi evitando sovrapposizioni e razionalizzando la presentazione dei progetti relativi all art. 18 e all art.13 al Dipartimento per le Pari Opportunità; - affrontare la tematica in modo trasversale coinvolgendo anche altre istituzioni e servizi per fornire risposte adeguate ai bisogni (sanità, lavoro, casa, ecc); - individuare le tipologie di progetti da sostenere a livello regionale (formazione, pubblicazioni, sensibilizzazione, sportello giuridico, monitoraggio, convegni e seminari, ecc ); - promuovere ricerche per capire l evoluzione del fenomeno; - favorire il confronto sulle metodologie di intervento e sulle problematiche emergenti; 7

8 - favorire la comunicazione reciproca e lo scambio tra le diverse realtà che operano in questo ambito; - individuare il tavolo come momento di raccolta delle sollecitazioni territoriali da riportare a livello nazionale. Nell ottica di un funzionamento ottimale e di un coordinamento degli interventi, ove si ravvisi la necessità, al tavolo potranno essere invitati a partecipare, in relazione ai temi in discussione, rappresentanti delle Questure, delle Prefetture e della Magistratura. 8

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