Newsletter n.2. La politica di sviluppo rurale e la filiera corta

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1 Newsletter n.2 La politica di sviluppo rurale e la filiera corta Presentazione In questa seconda newsletter che accompagna il percorso formativo della nostra Comunità montana sulle opportunità offerte dal Piano di sviluppo rurale (Psr) vogliamo occuparci di un tema chiave per l agricoltura multifunzionale, che sarà anche al centro della prossima programmazione dell Unione Europea per l agricoltura: la filiera corta. Se nell attuale Psr di questo tema si parlava solo in forma secondaria, nella nuova programmazione post 2013 la formula del rapporto diretto tra produttore e consumatore potrebbe acquisire un ruolo strategico nel quadro della politica stessa di sviluppo rurale. Anche se la nuova Pac non è ancora stata approvata a Bruxelles nella sua versione definitiva, su questo tema tutti gli Stati membri sembrano d accordo: occorre rivalutare questa interessante modalità operativa a partire dalla vendita diretta alla luce del suo ormai rilevante contributo alla competitività delle imprese agricole, non solo piccole e medie. Il Dirigente del Servizio Giacomo Camozzini Il Presidente Alberto Denti

2 Le caratteristiche della filiera corta Come abbiamo già accennato nella nostra prima Newsletter, si parla generalmente di filiera corta quando il produttore iniziale riesce a saltare un numero rilevante di passaggi intermedi e a raggiungere più velocemente il consumatore finale, preferibilmente con forme di vendita diretta, da effettuare in azienda, in punti vendita extra-aziendali o attraverso un sito di commercio elettronico. La nostra Comunità Montana insiste da tempo sulle opportunità insite in questo tipo di approccio, che può consentire ad un impresa agricola indipendentemente dalle dimensioni di acquisire quote più rilevanti del valore aggiunto contenuto nei prodotti dell azienda. Non si tratta di produrre di più, bensì di aggiungere valore a ciò che già si produce. A volte si pensa che la filiera corta possa riguardare solo piccoli agricoltori. In realtà non è affatto così. Oggigiorno è sempre più rilevante il numero di imprese agricole che includono la vendita al pubblico tra le proprie strategie di approccio ai mercati: ciò non vale solo per le piccole imprese con produzioni limitate, ma anche per aziende organizzate per affrontare i mercati su larga scala, tra cui la maggioranza delle cooperative agroalimentari di trasformazione. Anche questi soggetti economicamente rilevanti si sono ormai resi conto dell importanza della vendita diretta come strumento per migliorare in maniera significativa sia i bilanci che la disponibilità. Un opportunità per valorizzare i prodotti del territorio La Comunità Montana vede nella filiera corta un opportunità per valorizzare nello stesso tempo sia il lavoro degli imprenditori agricoli, sia i prodotti agroalimentari locali. In particolar modo, in zone caratterizzate da una significativa presenza turistica in periodi più o meno lunghi dell anno, è fondamentale fornire ai visitatori l occasione di scoprire i luoghi nei quali ci si trova anche attraverso i gusti e i profumi dei prodotti tipici locali. In Valsassina, come è noto, l'agricoltura di montagna si caratterizza per le sue colture di qualità e per una produzione di prim ordine, che deve essere valorizzata al massimo grado. 2

3 Un posto di rilievo spetta certamente ai prodotti lattiero caseari, sempre più apprezzati dai consumatori per le caratteristiche organolettiche dei formaggi ricavati esclusivamente da latte locale lavorato sul posto, che si possono acquistare direttamente nei luoghi di produzione a partire dagli alpeggi - oppure nei punti vendita specializzati. Altri prodotti che simboleggiano la vocazione valsassinese per la cura della natura e dell ambiente sono i piccoli frutti e i prodotti derivanti dalla loro trasformazione. Per il prezioso contenuto di sali minerali e di vitamine questi sono particolarmente indicati nell ambito di un alimentazione sana e genuina, la quale contempla del resto un ampio paniere di prodotti che la nostra terra sa offrire: dalle carni ai pesci, dai salumi alle verdure, dai frutti coltivati a quelli spontanei, non dimenticando infine olio e miele. APPROFONDIMENTI: Percorriamo le Vie del Gusto e della Salute La filiera corta nei prossimi Piani di Sviluppo Rurale L Unione Europea si è ormai resa conto dell importanza della vendita diretta e, più in generale, di tutte le modalità che rientrano nella filiera corta, al fine di promuovere in maniera efficace la crescita delle imprese agricole dedite alla ricerca della qualità, così come i territori in cui queste operano. Da Bruxelles si è pertanto deciso di prevedere un più ampio spazio per le misure di sostegno a questa tipologia di aziende a partire dalla prossima programmazione per lo Sviluppo Rurale che, fatti salvi eventuali rinvii, dovrebbe cominciare a produrre i propri effetti dall inizio del Fino ad oggi gli interventi sulla filiera corta potevano essere attivati nell'ambito degli assi 3 e 4 dei Piani di Sviluppo Rurale attuati dalle Regioni, utilizzando le misure genericamente rivolte alla crescita delle aree rurali e alla diversificazione delle tradizionali agricolture locali. Nella nuova proposta della Commissione Europea per la Politica agricola comune (Pac) post 2013, invece, anche la filiera corta troverà propri spazi dedicati, essendo stati previsti diversi strumenti a sostegno di questa. 3

4 Innanzitutto, all'art.2 della proposta di nuova Pac, l Unione Europea fornisce una definizione ufficiale di filiera corta, intesa come filiera di approvvigionamento formata da un numero limitato di operatori economici che si impegnano a promuovere la cooperazione, lo sviluppo locale e stretti rapporti socio-territoriali tra produttori e consumatori. Si specifica cioè che la filiera corta deve insistere su un preciso territorio di riferimento in cui favorire rapporti consolidati tra produttori e consumatori attraverso i regimi di qualità, la promozione dei prodotti nei mercati locali, il ruolo delle istituzioni, delle associazioni di produttori e delle organizzazioni interprofessionali. La filiera corta, oltre ad essere caratterizzata da obiettivi di sviluppo in senso economico, ha anche un ulteriore valore intrinseco basato sui rapporti interpersonali e sulla condivisione di valori etici, sociali e ambientali, in quanto promuove un tipo di agricoltura eco-sostenibile e a basso o nullo impatto ambientale (si pensi, ad esempio, alla politica del kilometro 0 ). Nuovi indirizzi della Politica agricola comune Nella nuova Pac sono essenzialmente tre le direttrici fondamentali all interno delle quali opereranno le misure per la filiera corta. A questo proposito l art. 36 della proposta della Commissione prevede aiuti per le seguenti categorie di attività: - cooperazione tra piccoli operatori per organizzare processi di lavoro comuni e condividere impianti e risorse; - cooperazione per la creazione di piattaforme logistiche a sostegno delle filiere corte e dei mercati locali; - attività promozionali in contesto locale legate allo sviluppo dei mercati agricoli e di iniziative similari. L auspicio è che le future misure dell UE possano contribuire a dare un segnale positivo ai numerosi operatori del settore primario che si confrontano quotidianamente con tutti gli aspetti dell attuale crisi - dalla diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli alla crescita dei costi aziendali e che possano altresì incentivare le nuove leve ad insediarsi in agricoltura a fronte di ragionevoli prospettive di crescita. 4

5 APPROFONDIMENTI: Percorriamo le Vie del Gusto e della Salute 5

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