Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze

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1 Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N Elevato tenore di vita e redditometro Necessaria la produzione di documentazione idonea a dimostrare l'entità e la durata del possesso delle somme oggetto del disinvestimento Categoria: Accertamento e riscossione Sottocategoria: Accertamento e controlli A cura di Paola Mauro In tema di redditometro, se vi è contrasto tra reddito dichiarato e tenore di vita, al fine di superare la presunzione legale di maggior reddito non basta la mera deduzione dello smobilizzo d investimenti, ma occorre la prova documentale dell esistenza e dell ammontare della disponibilità, nel periodo in contestazione. È quanto emerge dalla sentenza n. 8043/17 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione. Premessa In tema di redditometro, se vi è contrasto tra reddito dichiarato e tenore di vita, al fine di superare la presunzione legale di maggior reddito non basta la mera deduzione dello smobilizzo d investimenti, ma occorre la prova documentale dell esistenza e dell ammontare della disponibilità, nel periodo in contestazione. La presunzione per la determinazione sintetica del reddito può essere superata, ad esempio, con la produzione degli estratti dei conti correnti bancari, idonei a dimostrare la durata del possesso dei redditi in esame, quindi non il loro semplice transito nella disponibilità del contribuente. Il contribuente, quindi, dovrà fornire la documentazione bancaria idonea a rendere credibile l assunto secondo cui i redditi oggetto del disinvestimento sono stati impiegati per vivere in maniera agiata. 1

2 È quanto emerge dalla sentenza n. 8043/17 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione. Il caso L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento con cui è stato determinato in via sintetica il maggior reddito imponibile di un contribuente di Bergamo, il cui tenore di vita è risultato macroscopicamente incongruente con i redditi dichiarati. La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (Sez. Dist. di Brescia), in riforma della sentenza di prime cure, ha accolto integralmente il ricorso proposto avverso il suddetto atto di accertamento, fondato sul redditometro e riferito al 2001, ritenendo sufficiente le spiegazioni fornite dal contribuente. In particolare, la CTR ha attribuito rilievo decisivo: alla deduzione dell utilizzo di somme rilevanti provenienti dallo smobilizzo di investimenti; all autonoma sentenza passata in giudicato con cui era stato integralmente accolto il ricorso avverso l accertamento emesso nei confronti della moglie del ricorrente, la quale aveva fornito giustificazioni analoghe a quelle del marito per quanto riguardava l incongruenza tra i redditi dichiarati e l elevato tenore di vita della famiglia. Ebbene, la Suprema Corte, in accoglimento dell impugnazione proposta dall Agenzia delle Entrate, ha ravvisato l opportunità di rimettere la causa davanti ai giudici regionali, per nuovo esame. A parere della Suprema Corte, i giudici bergamaschi non hanno ben giudicato per quanto riguarda il riparto dell onere probatorio tra Fisco e contribuente. Sull accertamento nei confronti del coniuge La CTR di Bergamo ha attribuito rilevanza probatoria alla sentenza con cui è stato dichiarato illegittimo l avviso di accertamento redditometrico emesso nei confronti del coniuge del ricorrente. Secondo la Suprema Corte la Commissione di secondo grado ha operato correttamente perché: la decisione non sembra fondata sull'efficacia di giudicato della sentenza richiamata. Quest'ultima, infatti, è citata soltanto a conforto della ritenuta correttezza della tesi del contribuente in ordine alle giustificazioni relative alle fonti di reddito e alla idoneità delle medesime a superare la presunzione di cui all'art. 38 D.P.R. 600/1973. Tanto risulta confermato dalle ulteriori argomentazioni sulle quali si fonda la decisione, anch'esse attinenti all'adeguatezza delle giustificazioni fornite. 2

3 Sulla prova liberatoria Il contribuente ha giustificato la rilevata macroscopica incongruenza tra i redditi dichiarati e il tenore di vita della famiglia con l'utilizzo di somme rilevanti provenienti dallo smobilizzo d investimenti. In virtù di tale allegazione la CTR di Bergamo ha ritenuto vinta la presunzione legale di maggior reddito. Ebbene, le eccezioni formulate a tal proposito dalla difesa erariale hanno trovato riscontro presso i giudici di legittimità. Secondo la ricorrente Agenzia delle Entrate, la CTR è incorsa: nella violazione dell'articolo 38 commi 4, 5 e 6 del D.P.R. n. 600/73 - in relazione alle disposizioni di cui al D.M. del 10/9/1992 e alla tabella allo stesso allegata e successive modificazioni e integrazioni - nonché nella violazione degli articoli 2728 e 2697 c.c., in quanto il ricorso ai parametri dei cui all'articolo 38, comma 4, del citato D.P.R. 600 pone una presunzione legale, per superare la quale il contribuente dovrà dimostrare elementi di segno opposto. Nella specie, a fronte di contestazioni dell'ufficio, basate su presunzioni di legge, il ricorrente ha opposto affermazioni generiche e prive di supporto probatorio; nel vizio d insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, quale l insussistenza d idoneo supporto probatorio per superare la presunzione legale di maggior reddito, laddove la sentenza impugnata ha ritenuto le giustificazioni del contribuente sufficienti a giustificare il tenore di vita della famiglia, benché il medesimo non abbia dimostrato l effettivo utilizzo delle somme attribuite a disinvestimenti, né la disponibilità di risorse sufficienti a mantenere i beni indicati dall'ufficio. Ebbene, rispetto a questi rilievi dell Amministrazione Finanziaria, gli Ermellini affermano che: in tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora l'ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la prova documentale contraria ammessa per il contribuente dall'articolo 38, comma 6, del D.P.R. n. 600 del 1973 (nella versione vigente "ratione temporis") non riguarda la sola disponibilità di redditi esenti o di redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d imposta, ma anche l entità di tali redditi e la durata del loro possesso, che costituiscono circostanze sintomatiche del fatto che la spesa contestata sia stata sostenuta proprio con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta. 3

4 Orientamento consolidato Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale (tra le altre: Cass. n. 1638/2016; 22944/2015; n /2015; n. 8995/2014), in base all articolo 38 del D.P.R. n. 600 del 1973, l accertamento del reddito con metodo sintetico non impedisce al contribuente di dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggiore reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte, a titolo d imposta. La norma prevede anche che l entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione. Perciò l articolo 38 chiede qualcosa di più della mera prova della disponibilità di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte), e, pur non prevedendo esplicitamente la prova che detti ulteriori redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, chiede tuttavia espressamente una prova documentale su circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto (o sia potuto accadere). In tal senso va letto lo specifico riferimento alla prova (risultante da idonea documentazione) della entità di tali eventuali ulteriori redditi e della durata del relativo possesso, previsione che ha l'indubbia finalità di ancorare a fatti oggettivi (di tipo quantitativo e temporale) la disponibilità di detti redditi per consentire la riferibilità della maggiore capacità contributiva accertata con metodo sintetico in capo al contribuente proprio a tali ulteriori redditi, escludendo quindi che i suddetti siano stati utilizzati per finalità non considerate ai fini dell'accertamento sintetico, quali, ad esempio, un ulteriore investimento finanziario, perché in tal caso essi non sarebbero ovviamente utili a giustificare le spese e/o il tenore di vita accertato. Né la prova documentale richiesta dalla norma in esame risulta particolarmente onerosa, potendo essere fornita, ad esempio, con l'esibizione degli estratti dei conti correnti bancari facenti capo al contribuente, idonei a dimostrare la durata del possesso dei redditi in esame; quindi non il loro semplice transito nella disponibilità del contribuente. Non è sufficiente, pertanto scrive la Suprema Corte nella sentenza n. 8043/17 la dimostrazione dell'esistenza di redditi in ipotesi derivanti dallo smobilizzo di investimenti, ma occorre anche un'indagine al fine di verificare se, sulla base degli elementi sintomatici in atti, i redditi oggetto del disinvestimento siano stati effettivamente utilizzati in funzione del mantenimento del tenore di vita. Alla luce di questo rilievo la parola è tornata alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, per nuovo esame. 4

5 Riferimenti normativi e giurisprudenziali Decreto del Presidente della Repubblica del 29/09/1973 n. 600 Art. 38 (Accertamento sintetico); Cass. trib. n. 8043/2017; Cass. trib. n. 1638/2016; Cass. trib /2015; Cass. trib. n /2015; Cass. trib. n. 8995/ Riproduzione riservata - 5