GENOVA NOVEMBRE 2008 LA GESTIONE DELLA RETE NATURA 2000 Banche dati e cartografie. Claudio Zabaglia

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1 GENOVA NOVEMBRE 2008 LA GESTIONE DELLA RETE NATURA 2000 Banche dati e cartografie Claudio Zabaglia

2 P.P.A.R. (DGR n. 197/89) SOTTOSISTEMI TEMATICI: componenti fondamentali dell ambiente presenti nel territorio regionale: geologiche, botanico-vegetazionali, storico-culturali Soltanto successivamente è stato integrato con il capitolo relativo al sottosistema faunistico riferito agli ambienti naturali e di origine antropica che ospitano popolazioni di specie animali, di invertebrati e vertebrati di notevole interesse biologico, biogeografico e naturalistico,

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5 La Rete Natura 2000 nelle Marche 80 SIC e 29 ZPS sup. complessiva ha pari al 14% La Direttiva Habitat (92/43/CEE del 21 maggio 1992) ha di fatto segnato una decisiva svolta nelle prospettive di gestione della biodiversità dei territori dell Unione Europea, introducendo la tutela delle specie animali e vegetali di interesse comunitario (allegato 2), in correlazione alla tutela degli ecosistemi di pari interesse in cui vivono (allegato 1). Tali ecosistemi sono individuati tramite la componente fitocenotica indicata in base alle tipologie fitosociologiche. In tal modo la biodiversità viene descritta attraverso l integrazione l dei dati derivanti dall analisi analisi ecologica riferiti alla componente specifica (la flora e la fauna) e contestualmente al livello della comunità (la vegetazione)

6 Rete Natura 2000 nelle Marche Ha , pari al 14% della superficie totale delle Marche Ha , pari all'86% della superficie totale delle Marche Superficie Rete Natura 2000 Superficie regionale esterna alla Rete Natura 2000

7 Habitat e loro rappresentazione percentuale nei SIC Dune costiere di sabbia e dune continentali Ha 70, pari allo 0,1% Habitats costieri e alofitici Ha 1321, pari al 2% Habitats di acqua dolce Ha 609 pari al 1% Brughiera e boscaglia temperata: Ha 972 pari al 1% Matorral di sclerofille: Ha pari al 3% Boschi: Ha pari al 42,5% Pascoli e praterie naturali e seminaturali : Ha pari al 40% Habitat rocciosi e grotte Ha 7.158, pari al 10% Acquitrini, pantani, paludi e torbiere: Ha 266, pari allo 0,4%

8 Classe: Habitat costieri e alofitici (presenza limitata a 5 Siti costieri) Ha 309,50-1 sito Ha 309,50-1 sito Ha 309,50-1 sito Ha 254,70-2 siti Ha 67,90-2 siti Ha 35,30-3 siti Ha 20,26-4 siti Ha 14,20-1 sito 1410 Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi) 1340(*) Pascoli inondati continentali (Puccinellietalia distantis) 1310 Vegetazione annua pioniera di Salicornia e altre delle zone fangose e sabbiose 1150(*) Lagune 1160 Grandi cale e baie poco profonde Scogliere 1210 Vegetazione annua delle linee di deposito marine 1240 Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee (cin Limonio spp., endemico)

9 La Rete Ecologica Marchigiana (REM) La Rete Ecologica Marchigiana (REM), definita con la Delibera 1697/03, è di fatto il progetto generale delle Marche per conservare la BIODIVERSITÀ del proprio territorio in applicazione di norme nazionali e internazionali e di precedenti iniziative legislative di livello regionale, in base ai quali sono state definite le aree floristiche protette, i parchi e le riserve naturali. La prima Fase di analisi conoscitiva della REM, alla quale hanno partecipato quattro Dipartimenti Universitari degli Atenei di Ancona, Camerino e Urbino, ha riguardato lo studio di alcune macro-aree aree pilota facenti capo alla Rete natura 2000, successivamente è stata redatta la Carta delle Vagetazione e la Carta del Paesaggio Vegetale, alla scala 1: di tutto il territorio regionale.

10 Con la REM si è voluto conseguire i seguenti risultati: 1 - aggiornare il quadro conoscitivo sui sistemi biologici ed ecologici,, dei territori ricadenti nei Siti SIC e ZPS della regione; 2 - integrare i dati conoscitivi in funzione ecologica in modo da passare dalle analisi delle specie a quelle delle comunità e dei paesaggi; 3 - mettere a punto un valido sistema di monitoraggio dei territori di SIC e ZPS; 4 - definire un Sistema Informativo Territoriale (SIT( SIT), in cui far convergere le informazioni di tipo ambientale-territoriale territoriale (floristico, vegetazionale, faunistico e paesaggistico); 5 - aggiornare le schede del formulario Natura 2000 realizzato per conto del Ministero dell Ambiente nella fase di avvio del progetto Natura 2000; 6 definire strategie di salvaguardia di specie e di habitat; 7 - integrare i risultati di tali indagini nelle analisi paesaggistiche di tipo territoriale per la definizione del quadro di riferimento della Rete Ecologica Regionale.

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12 Fitosociologia o scuola floristico-ecologica Nello studio della vegetazione (fitosociologia) si definisce un modello interpretativo del paesaggio vegetale fondato su comunità di piante (associazioni) che vengono inserite in sistemi gerarchici (sintassonomici) e in unità territoriali in base ai loro collegamenti dinamico-evolutivi (serie), e paesaggistici (geoserie) ASSOCIAZIONE SERIE DI VEGETAZIONE GEOSERIE DI VEGETETAZIONE

13 Le analisi e fitosociologiche integrano aspetti diversi della vita vegetale: dall individuo al paesaggio (da Biondi, Gigante & Venanzoni, 2000)

14 Serie del Cerro su substrati marnoso-arenacei, delle colline umbro-marchigiane (Aceri-Querco cerris sigmetum) A: Bosco di cerro (Aceri obtusati- Quercetum cerris); B: Mantello di vegetazione (Junipero communis- Pyrcanthetum coccineae); C: prateria (Centaureo bracteatae- Brometum erecti) A B C D: prateria discontinua su substrati erosi (Coronillo minimae- Astragaletum) D

15 Le Le discipline fitosociologiche e la la bioindicazione Discipline fitosociologiche Oggetto di studio Analisi HABITAT e applicazioni ALLEGATO 1 FITOSOCIOLOGIA SINFITOSOCIOLOGIA GEOSINFITOSOCIOLOGIA Comunità vegetali (Associazioni) Unità ambientali (Sigmeti) Unità di paesaggio vegetale (Geosigmeti) MACRO-INDICATORI Ambiti di applicazione ANALISI E MONITORAGGIO DELLA BIODIVERSITÀ PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEL TERRITORIO

16 Vegetazione e habitat L indagine sulla vegetazione ha portato a riconoscere in campagna le DIVERSE TIPOLOGIE FITOSOCIOLOGICHE presenti nei territori indagati ed è stato seguito il rilevamento cartografico di SIC e ZPS alla scala 1: E stata inoltre realizzata una cartografia vegetazione e del paesaggio vegetale dell intero territorio regionale alla scala 1: La restituzione cartografica è stata realizzata su supporto informatico a partire dalle ortofoto digitali della Regione Marche e restituite sulla Carta tecnica regionale (CTR) in ambiente GIS. I dati delle analisi effettuate sul terreno hanno portato alla produzione di rilievi e tabelle fitosociologiche che hanno consentito l attribuzione l delle diverse tipologie fisionomiche alle ASSOCIAZIONI VEGETALI. Tali dati sono stati archiviati e collegati al rilevamento cartografico informatizzato in ambiente GIS con la strutturazione della base dati secondo il modello relazionale. L archivio così realizzato garantisce l integrità del dato e la facile aggiornabilità dello stesso.

17 Ortofoto a colori georeferenziate (coordinate spaziali reali) Ogni poligono tracciato, rappresentante un area omogenea sull ortofoto, viene quindi individuato in modo assolutamente fedele e georiferito. Ad ogni poligono (campitura) viene assegnato l attributo associazione vegetale che deriva dalle analisi fitosociologiche di campagna. Si ottiene così una mappa della vegetazione informatizzata (interrogabile) di dettaglio variabile in rapporto alla scala

18 La Rete Ecologica Marchigiana (REM) La serie di dati provenienti dalle rilevazioni cartografiche e dalle altre ricerche condotte sul terreno è stata inserita nel SIT (Sistema Informativo Territoriale). Ciò ha richiesto la costruzione di un database relazionale che è stato l obbiettivo l prioritario conseguito in modo da rendere fruibile l insieme dei dati analitici e le elaborazione che sono state predisposte in base agli obiettivi indicati. Il database è inoltre una miniera di dati che, opportunamente rielaborati e combinati, permette di ricavare informazioni utili in tanti altri processi di pianificazione e di gestione di aspetti diversi del territorio.

19 Schema del Geodatabase

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23 Riproduzione ridotta della carta della vegetazione del foglio 279-Urbino (realizzata alla scala 1:50000)

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27 ANALISI DELLA BIODIVERSITÁ FLORISTICA Per quanto riguarda le singole specie della flora ritenute di particolare interesse sono state fornite informazioni riguardanti la loro distribuzione nel territorio regionale e nelle aree SIC o ZPS e valutazioni sul loro stato di conservazione.

28 L habitat 6210 in Italia Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (*Festuco- Brometalia) (notevole fioritura di Orchidee) L habitat 6210

29 Habitat: 6210 Praterie semi-naturali e facies arbustive dei substrati calcarei (Festuco-Brometalia) (*siti importanti di orchidee)

30 La distribuzione delle associazioni vegetali rende possibile riconoscere zone omogenee di territorio per un complesso di fattori fisico-chimici chimici,, biologici e antropici. Viene così caratterizzata la componente biologica del paesaggio costituita da comunità di piante e indirettamente anche le correlazioni potenziali con le comunità faunistiche,, per le quali la componente vegetale è fondamentale elemento di definizione delle nicchie ecologiche.

31 Vegetazione e fauna Diagramma sintetico della metodologia di integrazione habitat-fauna Habitat potenziale della Poiana, Buteo buteo, nella ZPS 4 Calanchi e praterie aride media Valle del Foglia PANDOLFI M., et al., Modello per l'integrazione tra le esigenze dell'habitat di specie animali minacciate e la struttura fisionomico-vegetazionale del territorio: l'applicazione nella costruzione della Rete Ecologica delle Marche Fitosociologia 44(2) suppl. 1:

32 Orso bruno marsicano Ursus arctos marsicanus popolazione: ind. Marche 2-3 ind. Status :Categoria CRITICALLY ENDANGERED

33 GATTO SELVATICO Felis silvestris silvestris S Status e Conservazione Categoria: VU Vulnerabile Ecologia: La specie è legata a boschi di latifoglie appenninici e si alimenta in prevalenza di roditori e uccelli. Minacce: distruzione e frammentazione habitat, bracconaggio, ibridazione e malattie virali trasmesse dal gatto domestico.

34 LUPO APPENNINICO Canis lupus lupus Status e Conservazione Categoria: VU Vulnerabile Ecologia: La specie è legata ad ambienti forestali appenninici e si nutre in prevalenza di ungulati selvatici. Minacce: bracconaggio e bocconi avvelenati, importanza del monitoraggio genetico della popolazione appenninica.

35 CAMOSCIO APPENNINICO Rupicapra pyrenaica ornata Status e Conservazione Categoria: EN Endangered Ecologia: La specie è legata alle praterie appenniniche tra 1700 m. e 1200 m. e ambienti forestali appenninici.taxon endemico appenninico. Si nutre in prevalenza della comunità vegetale Festuco.Trifolietum Thalii. Minacce: variabilità genetica pari a 0. Fondamentali sono gli interventi di reintroduzione in altre aree appenniniche idonee come il parco nazionale n dei monti Sibillini.

36 CHIROTTERI MINACCIATI Rinolophus ferrumequinum Myotis myotis Nottola leislerii Status e Conservazione Categoria: VU Ecologia: I Rinolofidi sono legati come aree di rifugio agli ambienti ipogei, i Vespertilli sono anche loro legati agli ambienti ipogei mentre le Nottole sono legate ad aree di rifugio come formazioni forestali mature. Minacce: disturbo antropico ambienti ipogei, pesticidi agricoltura, ra, mantenere formazioni forestali con alberi secolari e marcescenti.

37 UCCELLI Tipologie ambientali ZPS D.M.17/10/2007 e DGR 1471 del 19/11/2008 Ambienti forestali montagne mediterranee Ambienti aperti montagne mediterranee Ambienti misti mediterranei Ambienti fluviali Corridoi di migrazione Zone umide Ambienti agricoli * Valichi montani per la migrazione di passeriformi

38 UCCELLI Ambienti misti mediterranei Specie ornitiche caratteristiche: Pecchiaiolo, Nibbio bruno, Nibbio reale, Grifone, Biancone, Albanella minore, Pellegrino, Lanario, Averla piccola, Averla cenerina, Succiacapre. Ambienti a mosaico caratterizzati da pinete, costiere, leccete, macchia e gariga mediterranea. coltivi. Pascoli aridi e praterie secondarie

39 UCCELLI Lanario (Falco biarmicus) SPEC3 Nelle Marche sono presenti10-15 coppie (Perna et ali.2007) La specie è legata ad ambienti rupestri aridi, dove nidifica e ambienti a mosaico(coltivi, incolti e pascoli), dove si alimenta di uccelli, piccoli mammiferi e rettili. Minacce: Per conservare la specie è necessario applicare il Piano Nazionale per il Lanario (Falco biarmicus), redatto dall'infs (Andreotti a.& Leonardi G.2006). Perdita di habitat e degrado ambientale, disturbo antropico, caccia e bracconaggio, il prelievo di uova e pulli, l'inquinamento genetico, pesticidi, l'elettrocuzione e la collisione con le strutture aeree(cavi, impianti eolici),la competizione interspecifica, malattie, inbreeding.

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43 monitoraggio habitat SIC 23% 43% monitorate non monitorate monitorate piani di gestione 34%

44 monitoraggio habitat ZPS 17% monitorate monitoraggio habitat ZPS non monitorate 31% 52% monitorate piani di gestione

45 monitoraggio avifaunazps 4% 11% monitorate non monitorate monitorate piani di gestion 85%

46 26% SI NO 74% piani di gestione SIC 17% SI NO 83% piani di gestione ZPS

47 Paesaggio vegetale e reti ecologiche Negli ultimi anni ha assunto particolare rilevanza a livello europeo il complesso dibattito sulle reti ecologiche quali strumenti per la conservazione dell'ambiente e la gestione sostenibile del territorio ad elevata antropizzazione. Secondo l'accezione corrente, infatti, i corridoi biologici dovrebbero rappresentare la soluzione alla progressiva contrazione degli habitat delle specie animali e vegetali più vulnerabili e meno generaliste,, dovuta all'urbanizzazione e all'utilizzo agricolo del suolo, riducendo l'isolamento delle popolazioni e consentendo la colonizzazione di nuovi territori.

48 Elementi funzionali di una rete ecologica NODI FUNZIONALI biotopi ad elevata naturalità (core areas) FATTORI LINEARI DI FRAMMENTAZIONE MATRICE NATURALE PRIMARIA sistema di ecosistemi ad elevata naturalità CORRIDOI FLUVIALI SORGENTI AREALI DI PRESSIONE CORRIDOI elementi di collegamento siepi, filari STEPPING STONES (mod. da Malcevschi, 1999) biotopi naturali frammentati, ma vicini (boschi relitti, aree abbandonate, aree calanchive etc.)

49 La creazione di una rete ecologica

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