LA SICUREZZA ALIMENTARE

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1 LA SICUREZZA ALIMENTARE Con l indagine del Panel agroalimentare viene somministrato periodicamente un questionario ad un campione di 6 imprese dell industria agroalimentare, prevalentemente impegnate nella prima trasformazione, e di 15 imprese della grande distribuzione, ottenendo una serie di valutazioni di carattere qualitativo, ex-post ed ex-ante, sull evoluzione del settore. L indagine permette di raccogliere informazioni sulla dinamica delle principali variabili economiche (vendite, prezzi, costi di produzione, addetti) e sui comportamenti delle imprese riguardo alle politiche commerciali e di approvvigionamento. In particolare, due volte l anno vengono rilevate attraverso le interviste le valutazioni degli operatori sull evoluzione congiunturale del settore, con periodo di osservazione semestrale. Altre due rilevazioni annuali sono destinate all approfondimento di particolari tematiche, di carattere generale e di carattere settoriale, specifiche per ogni comparto. In questa nota sono presentati sinteticamente i risultati dell indagine effettuata all inizio del 1, sul tema scottante della sicurezza dei prodotti alimentari e della loro rintracciabilità che, presente nell agenda dei responsabili di politica agricola già da qualche anno, è saltato alla ribalta in maniera definitiva in tutta Europa alla fine del con il diffondersi della paura di un contagio della versione umana della malattia della mucca pazza (BSE). L indagine è stata effettuata presso tutte le aziende del panel agroalimentare, appartenenti sia alla trasformazione industriale sia alla grande distribuzione alimentare, naturalmente con questionari differenti per adeguare la formulazione delle domande ai due gruppi di operatori. I temi affrontati sono stati i seguenti: Valutazione della situazione in ogni comparto circa la rilevanza di potenziali problemi di sicurezza alimentare.

2 In questa sezione del questionario sono state poste alcune domande volte a rilevare l opinione degli intervistati circa i potenziali rischi per la sicurezza alimentare, la natura di essi e le relative cause. Ciò al fine di individuare gli elementi deboli del sistema (controlli all interno e sui prodotti importati ed anche problemi di trasmissione delle informazioni). Si è indagato, inoltre, sulla problematica relativa agli Ogm e sulle modalità ritenute più opportune per aumentare le garanzie di sicurezza dei prodotti alimentari. Opinioni circa l atteggiamento dei consumatori e le loro aspettative di tutela. In questa parte si è indagato sulla capacità e possibilità del consumatore di acquisire informazioni utili circa la qualità e le caratteristiche dei prodotti alimentari acquistati. Sono stati quindi chiesti suggerimenti circa le azioni ritenute più efficaci al fine di migliorare l informazione. Garanzia di sicurezza alimentare e identificazione delle caratteristiche dei prodotti come fattore competitivo. Qui si è verificata la percezione degli operatori su quali siano i fattori che determinano la decisione di acquisto da parte del consumatore, focalizzando poi sui prodotti tipici e biologici. Modificazione dei processi produttivi in relazione alle spinte della sicurezza alimentare. L ultima sezione del questionario ha cercato di verificare la qualità dei rapporti degli operatori intervistati con i soggetti a monte e a valle, nonché l eventuale modifica di tali rapporti in seguito alle emergenze sulla sicurezza alimentare. L indagine si chiude con la richiesta di un giudizio circa le eventuali ripercussioni di nuove normative di qualità e di sicurezza alimentare sulle relazioni fra i soggetti della catena agroalimentare. L indagine è pubblicata in un Rapporto composto di tre capitoli. Nel primo capitolo è presentata sinteticamente una panoramica sull attuale situazione normativa relativamente al tema della sicurezza alimentare, con alcuni riferimenti applicativi relativi a quei comparti agroalimentari già interessati da alcune norme innovative. 2

3 Il secondo e il terzo capitolo riportano i principali risultati dell indagine ISMEA, l uno sulle aziende di prima trasformazione e l altro sulle imprese della Grande Distribuzione Alimentare. I risultati dell indagine presso l Industria Alimentare L indagine è stata effettuata prima dell approvazione dell ultimo Regolamento 2/178. Tuttavia i temi emersi presentano ancora una loro validità generale. Nel complesso si è rilevato un grado di percezione del problema della sicurezza alimentare molto maggiore presso gli operatori della Grande Distribuzione Alimentare, i quali attribuiscono i maggiori rischi ai prodotti di origine extracomunitaria, non risparmiando però le critiche anche ai prodotti nazionali. Secondo la GDA il problema principale risiede nell inefficiente sistema di controlli pubblici sia sui prodotti di importazione che sui prodotti di origine interna, nonché nell insufficienza dei controlli delle singole aziende. Gli operatori della prima trasformazione, invece, si dicono in generale molto più ottimisti escludendo in più di casi su possibilità di rischi per la salute umana (nella GDA tale percentuale è del 4). Tuttavia alcuni settori specifici evidenziano gravi problemi di sicurezza alimentare (trasformazione del pomodoro, mangimi, olio di oliva). Per gli industriali l esistenza di eventuali rischi sarebbe da attribuire ad insufficienti controlli delle aziende nonché alla carenza delle strutture produttive e di stoccaggio. Discordanti sono anche i giudizi delle due categorie di operatori riguardo all informazione del consumatore e al problema delle etichette o pubblicità ingannevoli. Gli industriali, infatti, ritengono che in generale il consumatore sia in grado di reperire informazioni precise sulle caratteristiche e sulla qualità del prodotto (con l eccezione degli operatori dell olio d oliva, macellazione cunicola, trasformazione dei cereali e mangimi). La GDA sostiene, invece, che il consumatore non solo legge raramente le etichette ma che se anche le leggesse con attenzione non troverebbe lì le informazioni desiderate. Tuttavia, mentre la GDA ritiene in maggioranza che non sia rilevante il problema delle 3

4 etichette o pubblicità ingannevoli, gli operatori industriali (soprattutto quelli dell olio di oliva, della macellazione bovina e del vino) la considerano una pratica frequente. I quesiti posti sulla percezione dei prodotti biologici e tipici da parte dei consumatori hanno messo in evidenza chiaramente quanto affermato nella parte introduttiva. Di fronte all emergenza questi prodotti, specialmente i biologici, hanno beneficiato della loro immagine legata alla salubrità (più che al rispetto ambientale) ed hanno così visto aumentare le vendite. L impulso che il mercato ha dato allo sviluppo dei prodotti biologici e dei prodotti tipici, sull onda emotiva della ricerca di garanzie sulla salubrità e sicurezza, potrebbe tuttavia venir meno nei prossimi anni, in seguito alle nuove normative sulla sicurezza alimentare che interesseranno tutti i prodotti. Dovranno quindi entrare in gioco elementi competitivi più evoluti, in grado di meglio differenziarli qualitativamente. Riguardo i rapporti intersettoriali, dall indagine emerge come i trasformatori siano molto più consapevoli di ciò che accade a monte (ossia dei comportamenti strategici dei propri fornitori) che a valle (ossia dei comportamenti strategici dei propri clienti) e sono comunque i rapporti a monte ad essere stati maggiormente modificati in seguito ai problemi relativi alla sicurezza alimentare. La GDA, invece, oltre ad essere perfettamente a conoscenza dei canali di approvvigionamento, delle modalità e delle procedure seguite dai fornitori ha mutato solo in rari casi tali rapporti, già accuratamente selezionati. Sull impatto futuro delle nuove normative sulla sicurezza alimentare, la stragrande maggioranza dei trasformatori sostiene che sicuramente esse stanno favorendo una migliore organizzazione all interno del proprio settore, rafforzando i legami fra chi produce, chi trasforma e chi commercializza. La GDA si sente meno coinvolta in questi cambiamenti normativi e ritiene solo probabile che essi andranno ad influire sui legami fra i soggetti della filiera agroalimentare. 4

5 La percezione del rischio In generale, gli operatori intervistati non rilevano l esistenza di elevati rischi per la sicurezza della salute dei consumatori relativamente agli alimenti da loro prodotti. Soltanto un 14 afferma la possibilità che vi siano pochi rischi ed un 3 che ve ne siano abbastanza. A livello di area geografica (Graf. 1), si evidenzia una forte fiducia nel grado di sicurezza degli alimenti presso gli operatori del Centro (Area 3) e del Nord Ovest (Area 1). Percentuali inferiori alla media, invece, si ritrovano nel Nord Est (area 2) e al Sud (Area 4). Graf. 1 Grado di sicurezza alimentare percepito dagli operatori, per area geografica ( di risposte per niente alla domanda esistono rischi relativi alla sicurezza per la salute del consumatore nel suo settore? ) Relativamente ai giudizi espressi per settore, il Graf. 2 mostra percentuali di risposte che escludono assolutamente la possibilità di rischi per la salute superiori all in 7 settori su 13, compresi fra il 5 e l in 3 casi e piuttosto basse soltanto in 2 casi. Il settore ritenuto più a rischio è la trasformazione del pomodoro, con solo 3 intervistati su disposti a scommettere sulla sua totale sicurezza, seguito da quello dei mangimi (46) e della trasformazione dell olio di oliva (6). Molto sicuri si dichiarano, invece, 5

6 gli operatori della trasformazione del riso, della macellazione delle carni bovine e suine e della trasformazione del latte ovicaprino e bovino. Graf. 2 Il grado di sicurezza alimentare percepito dagli operatori, per settori alimentari ( di risposte per niente alla domanda esistono rischi relativi alla sicurezza per la salute del consumatore nel suo settore ) Pomodoro Mangimi Olio d'oliva Mac. Cunicola Mac. Avicola Ortofrutta Cereali Vino Latte bovino Mac. Suina Latte ovicaprino Mac. Bovina Riso Il principale tipo di rischio, cui alcuni operatori hanno attribuito una probabilità diversa dallo zero ma comunque assai bassa, è rappresentato dalla contaminazione da agenti microbiologici e/o chimici nocivi come spore, batteri, metalli pesanti, ecc. Le ragioni principali cui sono attribuite tali contaminazioni investono la responsabilità aziendale (insufficienti controlli interni e scarsa serietà delle aziende produttrici), nonché l esistenza di strutture produttive e di stoccaggio/conservazione inadeguate. I prodotti nazionali sono ritenuti sicuramente quelli maggiormente esenti da rischi per la salute, contrariamente ai prodotti di origine extra-comunitaria. Vi è evidentemente una percezione del rischio che aumenta via via che l origine del prodotto si allontana geograficamente dal nostro paese. Comunque, il degli intervistati ha affermato che per i prodotti di importazione non vi sono maggiori problemi ad ottenere informazioni sulle caratteristiche igienico sanitarie e sulla sicurezza alimentare, rispetto a quelli prodotti in Italia. 6

7 Agli intervistati è stata posta la domanda su quale, a loro avviso, sia la fase dell intero processo di produzione-trasformazione-commercializzazione in cui è più probabile che si verifichino problemi per la sicurezza. Coerentemente con quanto dichiarato a livello generale, un quarto di loro ha affermato che nessuna fase è a rischio. La fase comunque ritenuta in assoluto più a rischio è senza dubbio quella agricola, indicata da oltre il degli intervistati come la principale fonte di pericolo per la sicurezza alimentare (Graf. 3). Graf. 3 Fasi a rischio nel processo di produzione-trasformazionecommercializzazione ( di citazioni sul totale) Produzione agricola/allevamento Nessuna fase Trasformazione/confezionamento Magazzinaggio/conservazione/trasporto Importazione materie prime e semilavorati Distribuzione Produzione di mangimi Non so Tutte le fasi Altro Importazione mangimi L identificazione del prodotto come fattore competitivo La quasi totalità degli intervistati (95-96) è consapevole del fatto che la sicurezza del prodotto (in termini di assenza di rischi per la salute) e la relativa garanzia igienico-sanitaria costituiscono un elemento importante per la scelta d acquisto da parte dei consumatori. Il luogo di provenienza è ritenuto molto importante per il consumatore dal 64 degli intervistati e la tipicità riconosciuta con marchio (Dop, Doc, Igp) dal 54. A livello di aree geografiche, se per la sicurezza e la garanzia igienico-sanitaria non si rilevano scostamenti sostanziali dalla media, si evidenzia una particolare attenzione alla provenienza al Centro e nel Nord Ovest ed una maggiore importanza della tipicità nelle regioni del Centro e del Sud (Graf. 4). 7

8 Graf. 4 Elementi importanti per il consumatore, per area geografica ( di citazioni sul totale rispondenti) Provenienza Tipicità Garanzia igienico-sanitaria Sicurezza In ogni caso gli operatori ritengono che sia i prodotti tipici sia i prodotti biologici sono percepiti come più sicuri (per la salute). Graf. 5 Percezione di garanzia di sicurezza nei prodotti tipici e biologici, per settori alimentari ( di risposte Si alle domande dai consumatori, i prodotti tipici (biologici) sono considerati più sicuri (come assenza di rischi per la salute) rispetto agli altri? ) Tipici Biologici Il Graf. 6 mostra percentuali di risposte affermative molto elevate in tutti i settori, specialmente con riferimento ai prodotti biologici. Per i tipici vi è una maggiore variabilità settoriale, con punte di risposte affermative molto alte per 8

9 il vino, la trasformazione del latte (bovino ed ovicaprino) e la macellazione suina e bovina. Relativamente basso il numero di operatori che afferma che il consumatore associa garanzia a tipicità nei settori della macellazione avicola, cunicola e dell olio d oliva. Graf. 6 Percezione di garanzia di sicurezza nei prodotti tipici e biologici, per settori alimentari ( di risposte Si alle domande dai consumatori, i prodotti tipici (biologici) sono considerati più sicuri (come assenza di rischi per la salute) rispetto agli altri? ) Vino Ortofrutta Pomodoro Tipici Olio d'oliva Cereali Riso Mangimi Mac. Bovina Mac. Suina Mac. Avicola Mac. Cunicola Biologici Latte bovino Latte ovicaprino Rapporti con fornitori e clienti In generale i rapporti con i clienti si stabiliscono sulla base di relazioni continuative di fiducia e conoscenza, sempre per il 75 dei casi e con la maggior parte dei clienti per il restante 25. I clienti sono scelti in base alle garanzie di solvibilità e alle condizioni di pagamento ed in base alla serietà in generale. Il rapporto con i clienti risulta molto stabile, al punto che soltanto il 5 degli operatori ha dichiarato di aver modificato i criteri di selezione in seguito ai problemi sulla sicurezza dei prodotti alimentari. La maggior parte dei trasformatori (52) conosce solo in parte i canali commerciali, le modalità e le procedure seguite dai clienti nella fase di commercializzazione delle loro produzioni. Vi è comunque un buon 29 che è perfettamente a conoscenza delle strategie commerciali dei clienti. Il 15, invece, non sa nulla di ciò che accade al proprio prodotto dopo la vendita al 9

10 cliente. La consapevolezza di ciò che accade a valle aumenta man mano che ci si sposta da Sud verso Nord (Graf. 7). Graf. 7 Conoscenza dei comportamenti strategici dei clienti, per area geografica ( di risposte Si, sempre e Si, solo per alcuni clienti alla domanda Siete a conoscenza dei canali commerciali, delle modalità e delle procedure seguite dai vostri clienti nella fase di commercializzazione delle vostre produzioni? Il settore dove la conoscenza del percorso seguito a valle dal proprio prodotto è più scarsa è sicuramente quello dell olio d oliva (Graf. 8).

11 Graf. 8 Conoscenza dei comportamenti strategici dei clienti, per settore alimentare ( di risposte Si, sempre e Si, solo per alcuni clienti alla domanda Siete a conoscenza dei canali commerciali, delle modalità e delle procedure seguite dai vostri clienti nella fase di commercializzazione delle vostre produzioni? Olio d'oliva Latte ovicaprino Pomodoro Latte bovino Mangimi Ortofrutta Riso Mac. Suina Vino Mac. Bovina Cereali Mac. Avicola Mac. Cunicola Per quanto riguarda i fornitori, la totalità degli operatori dichiara di avere con loro un rapporto continuativo di fiducia e conoscenza. Nella selezione di un nuovo fornitore l aspetto cui viene attribuita maggiore importanza è la qualità del prodotto, seguita dalla serietà in generale. Il 62 degli intervistati dichiara di essere sempre a conoscenza dei canali di approvvigionamento, delle modalità e delle procedure seguite dai fornitori di materia prima, mentre il 4 lo è solo per alcuni fornitori. Gli operatori delle regioni del Nord Ovest sono quelli che maggiormente interagiscono con i fornitori approfondendone la conoscenza, seguiti in questo da quelli del Sud. Meno informati su ciò che accade a monte risultano i trasformatori localizzati nelle regioni centrali (Graf. 9). 11

12 Graf. 9 Conoscenza dei comportamenti strategici dei fornitori, per area geografica ( di risposte Si, sempre e Si, solo per alcuni clienti alla domanda siete a conoscenza dei canali di approvvigionamento, delle modalità e delle procedure seguite dai vostri fornitori di materia prima? ) A livello settoriale (Graf. ) si rileva come i settori che conoscono meglio i propri fornitori di materia prima sono quelli dell ortofrutta, della trasformazione del latte (bovino ed ovicaprino), riso e vino. Meno informati, invece, di ciò che accade a monte sono gli operatori dei settori della macellazione cunicola, cereali e mangimi. 12

13 Graf. Conoscenza dei comportamenti strategici dei fornitori, per settore alimentare ( di risposte Si, sempre e Si, solo per alcuni clienti alla domanda siete a conoscenza dei canali di approvvigionamento, delle modalità e delle procedure seguite dai vostri fornitori di materia prima? ) Mac. Cunicola Cereali Mangimi Pomodoro Mac. Avicola Mac. Bovina Olio d'oliva Mac. Suina Vino Riso Latte bovino Latte ovicaprino Ortofrutta I problemi relativi alla sicurezza per la salute dei consumatori hanno inciso sui rapporti con i fornitori in misura assai maggiore che non nei rapporti con i clienti. Il 43 degli intervistati ha infatti dichiarato di aver modificato tali rapporti. In particolare, si rileva un elevata percentuale di operatori localizzati al Sud che ha dichiarato di aver modificato i rapporti con i fornitori (63), mentre vi è una minore incidenza di cambiamenti fra i trasformatori delle regioni del Nord Ovest (37) (Graf. 11). 13

14 Graf. 11 Modificazione dei rapporti con i fornitori in seguito ai problemi relativi alla sicurezza alimentare, per area geografica ( di risposte Si ) Graf. 42 Modificazione dei rapporti con i fornitori in seguito ai problemi relativi alla sicurezza alimentare, per settore alimentare ( di risposte Si ) Pomodoro Mac. Cunicola Latte bovino Mac. Avicola Olio d'oliva Mac. Bovina Vino Mac. Suina Latte ovicaprino Cereali Ortofrutta Mangimi Riso In conclusione, quasi i tre quarti degli intervistati ha dichiarato che sicuramente le normative sulla qualità e sulla sicurezza alimentare stanno favorendo una migliore organizzazione del proprio settore, rafforzando i legami fra chi produce, chi trasforma e chi commercializza. 14

15 I risultati dell indagine presso la GDA La percezione del rischio Gli operatori della Grande Distribuzione Alimentare hanno una visione più pessimista rispetto ai trasformatori riguardo alla sicurezza alimentare. Appena il 39 di loro si è sentito in grado di affermare la totale assenza di rischi per la salute dei consumatori, contro l 83 delle aziende di prima trasformazione alimentare del Panel Ismea. I più ottimisti sono gli operatori del Nord Ovest, con una percentuale comunque relativamente bassa e pari al 56, mentre la quota dei fiduciosi scende al 26 nelle regioni del Sud (Graf. 13). Graf. 13 Il grado di sicurezza alimentare percepito dagli operatori della GDA, per area geografica ( di risposte per niente alla domanda esistono rischi relativi alla sicurezza per la salute del consumatore riguardo i prodotti alimentari in genere? ) Riguardo i canali di vendita, la percezione del rischio alimentare è maggiore presso gli operatori di ipermercati e discount, mentre risulta inferiore nei supermercati e superettes (Graf. 14). 15

16 Graf. 15 Il grado di sicurezza alimentare percepito dagli operatori della GDA, per punti vendita ( di risposte per niente alla domanda esistono rischi relativi alla sicurezza per la salute del consumatore riguardo i prodotti alimentari in genere? ) Ipermercati Supermercati Superettes Discount L 88 degli intervistati attribuisce un rischio sicuramente più elevato ai prodotti provenienti da paesi extra UE, ma non sono risparmiati neanche i prodotti comunitari (71). Oltre un terzo degli operatori, inoltre, ha indicato anche i prodotti nazionali come prodotti a rischio. Va detto che la metà degli operatori ha sottolineato, per i prodotti di importazione, il problema del reperimento di informazioni circa le caratteristiche igienico-sanitarie e in generale sulla sicurezza alimentare. I motivi della scarsa sicurezza alimentare sono soprattutto dovuti, secondo gli intervistati, ad un inefficiente sistema dei controlli pubblici sia sui prodotti interni che di importazione, cui si aggiungono controlli insufficienti da parte delle aziende ed una loro scarsa serietà. Rintracciabilità Il Graf. 16 ed il Graf. 17 mostrano come la rintracciabilità faccia ormai parte integrante delle strategie commerciali della Grande Distribuzione Alimentare. Il 95 degli operatori intervistati ha affermato di disporre di un sistema di rintracciabilità per tutti i prodotti alimentari. Tale percentuale sale al nelle regioni del Nord Ovest e raggiunge il minimo (88) nelle regioni meridionali. 16

17 A livello di canali di vendita, i sistemi di rintracciabilità sono meno diffusi presso le superettes (78). Graf. 16 Presenza di un sistema di rintracciabilità nella GDA, per area geografica ( di risposte Si alla domanda Avete un sistema di rintracciabilità per tutti i prodotti alimentari? )

18 Graf. 17 Presenza di un sistema di rintracciabilità nella GDA, per canali di vendita ( di risposte Si alla domanda Avete un sistema di rintracciabilità per tutti i prodotti alimentari? ) Ipermercati Supermercati Superettes Discount La tutela del consumatore In questa sezione del questionario sono state poste domande sia sulla percezione, da parte degli operatori della GDA, sull atteggiamento dei consumatori relativamente alle tematiche più rilevanti legate alla sicurezza alimentare, sia sugli strumenti utili per una maggiore informazione e tutela dei consumatori. Poco meno della metà degli operatori della GDA intervistati è convinta che i consumatori leggano spesso le informazioni sulle etichette prima di acquistare un prodotto, mentre oltre la metà sostiene che tale lettura avviene raramente. 18

19 Graf. 18 La disinformazione delle etichette secondo la GDA, per area geografica ( di risposte poco e per niente alla domanda Un consumatore attento, con le attuali indicazioni, riesce ad avere informazioni precise sulle caratteristiche e sulla qualità dei prodotti? ) D altra parte gli stessi operatori sostengono che attualmente le informazioni contenute nelle etichette non sono sufficienti per avere informazioni precise sulle caratteristiche e sulla qualità dei prodotti. Ben il 58 di loro è di questa opinione e la percentuale sale al 65 nelle regioni centrali, mentre è pari al 44 nel Nord Ovest (Graf. 18). 19

20 Graf. 19 Informazioni ingannevoli su etichette, confezioni o pubblicità, per area geografica ( di risposte Si, spesso e Si, in alcuni casi alla domanda Capita che attraverso l etichetta o le scritte sulla confezione o la pubblicità vengano fornite informazioni inesatte ai consumatori relativamente alle caratteristiche o alla qualità dei prodotti? Minore, anche se sempre elevata, è la percentuale di operatori che crede che etichette, confezioni o pubblicità diano informazioni inesatte (43), mentre la maggior parte (58) ritiene che la scarsa informazione derivante dalle etichette dipenda da una normativa che non obbliga maggiore dettaglio e precisione. In effetti una normativa più stringente sulle etichette è in assoluto la cosa migliore, per questi operatori, al fine di migliorare l informazione dei consumatori, unitamente ad azioni/campagne informative delle Autorità pubbliche. Inoltre, 3 intervistati su 4 pensano che una maggiore e più precisa definizione normativa delle informazioni contenute in etichetta avrebbe sicuramente ripercussioni positive sulla loro attività. Sicurezza e identificazione del prodotto come fattore competitivo Gli operatori della GDA, in modo concorde con quelli della prima trasformazione, ritengono che i fattori cruciali per la decisione d acquisto da parte dei consumatori siano la sicurezza e le garanzie igienico-sanitarie. In

21 secondo piano si collocano la provenienza geografica, la tipicità, il metodo di produzione biologico (Graf. ). Graf. Fattori ritenuti determinanti dai consumatori per l acquisto di prodotti alimentari secondo la GDA ( di risposte Molto e Abbastanza ) Luogo di provenienza Tipicità (DOC, DOP, IGP) Garanzia igienicosanitaria Sicurezza Biologico Graf. 21 Incremento delle vendite di tipici e biologici dopo gli scandali alimentari, per area geografica Si In alcuni casi In ogni caso, secondo gli stessi operatori, dopo gli scandali alimentari che hanno acuito i timori relativi alla sicurezza alimentare le vendite di prodotti tipici e biologici sono aumentate. Il 46 di loro afferma che l aumento delle 21

22 vendite è stato generalizzato, mentre il 44 sostiene che si è limitato ad alcuni casi particolari. L incremento più diffuso di tali vendite è dichiarato nelle regioni del Nord Est (Graf. 21). Graf. 22 Intenzione dei Cedis e degli ipermercati di incrementare la presenza di prodotti tipici e biologici nei punti vendita, per area geografica Si In alcuni casi Del resto la quasi totalità dei Cedis ed ipermercati intervistati (98) ha dichiarato di avere in programma di aumentare la presenza di prodotti biologici e tipici nei propri punti di vendita. La metà di essi pensa di incrementare tale presenza nella maggior parte delle categorie merceologiche e l altra metà ritiene più opportuno farlo solo in alcune categorie. Anche in questo caso il potenziamento di tali prodotti nella gamma avverrà nel Nord Est in maniera più diffusa, in modo mirato soprattutto nelle regioni del Sud. La tendenza a potenziare i tipici e i biologici solo in alcune categorie merceologiche è legata anche al fatto che non tutti questi prodotti risultano profittevoli per la GDA. Soltanto il 28 degli intervistati ha affermato che questi prodotti riescono a spuntare in generale prezzi più elevati, mentre il 57 ritiene che prezzi maggiori si possono ottenere solo su alcuni prodotti specifici. Tale convinzione risulta particolarmente radicata fra gli operatori della GDA che opera nel Nord Ovest, ma è comunque condivisa da tutti ( Graf. 23). 22

23 Graf. 23 Possibilità di spuntare prezzi più alti su prodotti tipici e biologici, dopo gli scandali alimentari ( di risposte) Si In alcuni casi Rapporti con i fornitori I rapporti con i fornitori, sempre accuratamente selezionati, sono, nella totalità dei casi, basati sulla fiducia conquistata attraverso relazioni stabili e corrette. Graf. 24 Modificazione dei rapporti con i fornitori in seguito ai problemi relativi alla sicurezza alimentare, per area geografica ( di risposte) Si No Ciò è confermato dal fatto che ben pochi Cedis o ipermercati hanno modificato 23

24 i rapporti con i propri fornitori in seguito ai problemi relativi alla sicurezza alimentare (Graf. 24). In generale, l opinione degli intervistati sull impatto delle nuove norme sulla qualità e sulla sicurezza alimentare è che esse probabilmente rafforzeranno i legami fra i vari soggetti che concorrono alla produzione-trasformazionedistribuzione dei prodotti alimentari (Graf. 25). Graf. 25 La normativa sulla qualità e sulla sicurezza alimentare rafforzerà i legami fra produzione, trasformazione e distribuzione? ( di risposte) Certamente Probabilmente Infine, come era piuttosto logico attendersi, gli operatori della GDA individuano nei consumatori i principali interessati ad una maggiore sicurezza alimentare (62), seguiti dalla GDA (47), che come sempre è la diretta interprete dei bisogni del mercato finale (Graf. 26). 24

25 Graf. 26 Chi spinge per una maggiore sicurezza alimentare? ( di risposte. Erano possibili risposte multiple) Non so Operatori a monte Stato/UE Trasformazione Grande distribuzione Consumatori finali Redazione: Unità Osservatori, Panel e Indagini (+39)-(6)

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