Provincia di Pavia Divisione Territorio Settore Tutela Ambientale U.O. Rifiuti. Tutto sul Compost. Dalla raccolta differenziata all utilizzo

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1 Provincia di Pavia Divisione Territorio Settore Tutela Ambientale U.O. Rifiuti Tutto sul Compost Dalla raccolta differenziata all utilizzo

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3 Provincia di Pavia Divisione Territorio Settore Tutela Ambientale U.O. Rifiuti Tutto sul Compost Dalla raccolta differenziata all utilizzo Pubblicazione redatta in collaborazione con il C.I.C. e il Settore Agricoltura della Provincia di Pavia nell ambito del progetto per la promozione del compost di qualità in Provincia di Pavia Gennaio 2012

4 Settore Tutela Ambientale Dirigente Settore: Anna Betto Responsabile U.O. Rifiuti: Ilaria Vecchio

5 Il progetto di promozione della filiera del compost, fertilizzante derivante dalla Frazione Organica dei Rifiuti Urbani (FORSU) rientra nell ambito degli interventi che la Provincia di Pavia attua per il conseguimento degli obiettivi previsti dal Piano Provinciale Gestione Rifiuti (approvato con DGR n del 9/11/2009) in materia di riduzione dei rifiuti e di aumento della raccolta differenziata (RD). In particolare si intende favorire la raccolta della frazione organica dei rifiuti urbani (FORSU), elemento trainante e favorente l aumento della % di R.D., prevedendo la chiusura del ciclo della raccolta stessa con la collocazione ed il reimpiego in pratiche agronomiche e/o florivivaistiche del compost, prodotto proprio a partire dalla FORSU in impianti provinciali dedicati, anche attraverso azioni specifiche supportate dal Consorzio Italiano Compostatori (CIC). Considerato che la Provincia di Pavia si caratterizza per la sua natura di territorio prettamente agricolo e partendo dalla consapevolezza che la produzione di compost di qualità dai rifiuti e il suo impiego, quale ammendante di pregio, può contribuire, congiuntamente al radicarsi di pratiche agricole sostenibili, al contenimento dei fenomeni di desertificazione e di erosione dei suoli, il Settore Tutela Ambientale, nel febbraio 2011 (a seguito di Determinazione Dirigenziale n del ) ha siglato con il C.I.C. un accordo al fine di favorire la produzione di compost di qualità in ambito provinciale. L accordo, che vede coinvolti in un apposito Tavolo tecnico, anche i rappresentanti degli Impianti di Compostaggio dei rifiuti della Provincia e di Legambiente, prevede di: promuovere lo sviluppo della raccolta differenziata, in particolare della frazione umida, al fine di consentire il raggiungimento degli obiettivi della pianificazione regionale; rendere più efficace il percorso raccolta differenziata organico- compostaggio- compost di qualità, mediante il miglioramento delle modalità di raccolta differenziata dell organico biodegradabile, al fine di produrre ammendante compostato di qualità (favorendo eventualmente la certificazione del prodotto); promuovere lo sviluppo del mercato per l utilizzo in agricoltura del compost prodotto; promuovere il ruolo del compost nell ambito degli appalti e/o acquisti verdi (Green Public Procurement- GPP) delle Pubbliche Amministrazioni comunali prevedendo la copertura del fabbisogno annuale di manufatti e beni con quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo; creare un sistema di relazioni esterne con soggetti protagonisti della filiera. Lavorando per questi obiettivi ci si è resi conto che esiste un reale interesse del mondo agricolo per l utilizzo del compost, quale fertilizzante nelle colture più diffuse nel territorio provinciale (riso, mais, vite), associato tuttavia ad una relativa mancanza di informazioni tecniche precise sulle caratteristiche di tale fertilizzante e sul suo uso. E indubbio inoltre che l incentivazione della comunicazione sul compost prodotto negli impianti nella Provincia di Pavia e sulle sue caratteristiche di qualità, può fornire un motivo di stimolo sulla cittadinanza verso la raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti urbani, in un contesto provinciale dove è assolutamente necessario agire per la crescita della % di RD. E dunque nata l esigenza di realizzare il presente manuale con la finalità di informare in maniera chiara ed esaustiva sul compost e sulle sue prerogative d uso in un ottica di coordinamento e guida delle esigenze del territorio quale la Provincia di Pavia intende assumere. Il Presidente della Provincia di Pavia Daniele Bosone L Assessore alle Politiche Ambientali Riserve Naturali e Pianificazione Faunistica Alberto Lasagna

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7 INDICE 1. INTRODUZIONE pag. 7 IL MANUALE pag. 7 SOGGETTI COINVOLTI pag GESTIONE RIFIUTI pag. 9 QUADRO NORMATIVO pag. 9 LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E I SISTEMI DI TRATTAMENTO (Rapporto ISPRA 2011) pag. 10 RACCOLTA E TRATTAMENTO DEGLI SCARTI ORGANICI NELLA PROVINIA DI PAVIA pag COMPOSTAGGIO DI QUALITà pag. 13 PRODUZIONE AMMENDANTE COMPOSTATO DI QUALITà pag. 13 IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO della Provincia Di Pavia pag. 17 Tipologie di Ammendanti Compostati pag BENEFICI AMBIENTALI nell utilizzo del Compost pag. 25 RIPRISTINO SOSTANZA ORGANICA pag. 25 DINAMICA DI RILASCIO DELL AZOTO NEGLI AMMENDANTI COMPOSTATI pag. 26 AMMENDANTE COMPOSTATO E LETAME: IL CONFRONTO pag. 27 La Direttiva Nitrati pag. 29 Applicazione della Direttiva Nitrati in Lombardia pag STRUMENTI DI CERTIFICAZIONE E PROMOZIONE DEL COMPOST pag. 31 MARCHIO DI QUALITà CIC pag. 31 Gli Acquisti Verdi Green Public Procurement (GPP) pag APPLICAZIONI DEL COMPOST pag. 40 HOBBISTICA/VERDE PUBBLICO/OPERE A VERDE pag. 42 Realizzazione e manutenzione del verde ornamentale pag. 42 Il tappeto erboso (ornamentale, ricreativo e sportivo) pag. 43 Allestimento di aiuole ornamentali o aree verdi - concimazione del terreno pag. 45 Operazioni di rinvaso pag. 47 La pacciamatura o mulching pag. 48 L impiego in campo ambientale e il ripristino di siti degradati pag. 49 AGRICOLTURA pag. 50 La meccanizzazione della distribuzione dell ammendante compostato pag BIBLIOGRAFIA pag CONTATTI pag CREDITI pag LINK UTILI pag. 61

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9 7 Il Manuale Questo lavoro vuole essere un documento di riferimento, nonché di stimolo, sia per i cittadini (ma anche Associazioni Ambientaliste, parchi, oasi, ecc.) interessati e coinvolti nella Raccolta Differenziata, sia per le Pubbliche Amministrazioni che si avvalgono della politica del GPP nel programmare i cosiddetti Acquisti Pubblici Verdi e intendono utilizzare compost (tecnicamente definito ammendante compostato) per la manutenzione delle aree a verde pubblico, sia infine per il mondo agricolo (aziende agricole, associazioni di categoria, istituti agrari). Il manuale è strutturato in due parti: la prima riguardante l origine e le caratteristiche del compost di qualità (tecnicamente definito ammendante compostato), con accenno anche al quadro normativo di riferimento e agli strumenti di certificazione del prodotto, la seconda, più tecnica, fornisce accurate informazioni sui possibili utilizzi finali dell ammendante compostato stesso. Parte dei contenuti del manuale si concentrano in particolare sulle caratteristiche dell ammendate compostato prodotto in Provincia di Pavia elaborate sulla base di: - dati sulle caratteristiche degli impianti che producono compost in Provincia di Pavia; - dati di tipo agronomico che derivano dalle applicazioni del compost in campo agricolo; - tracciabilità del prodotto e filiera produttiva all interno degli impianti che producono compost. Soggetti coinvolti La Provincia di Pavia è stata istituita nel 1859, con l entrata i vigore della Legge Rattazzi. Copre una superficie di 1965 Km 2 e comprende il territorio di 190 Comuni, con una popolazione complessiva di circa abitanti. A partire dalla Legge 833 del 1978 di riforma degli Enti locali fra le sue competenze vi è il governo del territorio e la tutela dell ambiente. Tali compiti istituzionali di tutela e controllo ambientale, affidati all interno dell Ente al Settore Tutela Ambientale, sono individuati nel D.lgs. 152/2006 (il cosiddetto Testo Unico Ambientale) e quelli riguardanti la gestione dei rifiuti in particolare, sono elencati nella Parte quarta di esso oltre che in numerose Leggi Regionali, prima fra tutte la L.R. 26 /2003. Quest ultima, con le successive modifiche ed integrazioni, ha delineato il ruolo delle Amministrazioni Provinciali nell ambito della pianificazione della gestione dei rifiuti stabilendo tra l altro che, a seguito dell emanazione del Piano Regionale di Gestione Rifiuti (approvato il 27/6/2005), alle Province compete l aggiornamento della pianificazione provinciale ( Le Province, sulla base delle linee guida di redazione contenute nella pianificazione regionale, elaborano, con il concorso dei Comuni, i piani provinciali di gestione dei rifiuti urbani e speciali, nella logica della programmazione integrata dei servizi ). Da ciò è scaturito il Piano Provinciale Gestione Rifiuti, approvato e reso vigente dalla Regione Lombardia con DGR n del 9/11/2009, che rappresenta, insieme all attività di controllo sul territorio, lo strumento attraverso il quale la Provincia di Pavia intende migliorare la gestione dei rifiuti sul territorio al fine di favorire sempre di più pratiche ecologicamente sostenibili, oltre che un ambiente ed una qualità della vita migliore per i propri cittadini. Il Settore Agricoltura e il Settore Tutela Ambientale lavorano ormai da anni a stretto contatto per approfondire e monitorare l utilizzo dei fanghi di depurazione nel territorio provinciale, caratterizzato da una forte vocazione agricola sia nella parte di pianura dove prevalgono la coltivazione del riso e del mais con più di ettari, sia nella zona collinare con più di ettari vitati. La progressiva perdita di sostanza organica dei terreni agricoli ha reso indispensabile lo studio e l approfondimento di tutte

10 8 le soluzioni alternative, che permettano un corretto riciclo degli scarti delle attività antropiche e, nel contempo, un miglioramento strutturale dei nostri terreni nel rispetto dei vincoli ambientali. La legge Regionale 31/2008, Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, ha individuato nella Provincia-Settore Agricoltura l ente che gestisce sul proprio territorio gli interventi di sostegno, di assistenza tecnica, di informazione e divulgazione per le 7000 aziende agricole operanti, ed è quindi motivazione della presenza del Settore Agricoltura a fianco del Settore Tutela Ambientale nell attività di promozione del compost di qualità.. Questo manuale, come già ribadito nelle premesse, rappresenta un piccolo ma utile strumento per raggiungere tali obiettivi. Il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) rappresenta oggi il punto di riferimento per oltre 120 imprese che, associate al CIC, operano sia in Italia sia all estero. Si tratta di aziende pubbliche e private che gestiscono impianti di compostaggio per la produzione di compost, un ammendante organico di elevata qualità. Fanno parte del CIC anche produttori di macchine e attrezzature, aziende che realizzano impianti, laboratori e Centri di Ricerca. Gli obiettivi del CIC sono: favorire la buona pratica e la diffusione della raccolta differenziata; dare impulso al recupero di rifiuti organici per ottenere biogas (digestione anaerobica) e compost di qualità; promuovere il corretto utilizzo degli ammendanti compostati nelle attività agricole, nei recuperi, nei ripristini ambientali e in altri impieghi; sostenere i propri associati attraverso consulenza tecnica, normativa e iniziative di promozione e commercializzazione dei prodotti ottenuti dal compostaggio; organizzare e gestire attività formative e di aggiornamento sul compostaggio e sull impiego dei prodotti; svolgere ricerche, studi e divulgare le informazioni sulle metodologie e tecniche relative alla produzione e utilizzazione dei prodotti compostati. Dal 2003 il CIC assegna il Marchio Compost di Qualità ai migliori ammendanti prodotti negli impianti associati. La certificazione si ottiene a seguito di una serie di campionamenti effettuati da professionisti esterni e dopo analisi eseguite da laboratori indipendenti accreditati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAAF). Ciò garantisce l assoluta autorevolezza del Marchio di Qualità e la compatibilità dell ammendante prodotto dalle aziende associate con qualsiasi tipo di impiego in agricoltura: florovivaismo, paesaggistica, hobbistica, ecc. Il Consorzio Italiano Compostatori con questa pubblicazione intende diffondere in maniera semplice e completa informazioni utili per contribuire alla maggiore conoscenza del compost, del suo ruolo e del suo utilizzo. Per maggiori informazioni riguardanti le attività del CIC:

11 9 GESTIONE DEI RIFIUTI Quadro normativo Come ormai noto, il trattamento biologico per il recupero della frazione organica del rifiuto urbano e speciale si è sviluppato, negli ultimi quindici anni, creando ex novo un vero e proprio settore, caratterizzato dai seguenti dati: - 3,5 mln di ton/anno di scarti organici trattati per la produzione di compost di qualità; - 1,3 mln di ton/anno di compost di qualità prodotto; - l 80% delle matrici trattate sono di derivazione urbana (scarti alimentari domestici, mercatali, da utenze collettive e scarti vegetali da manutenzione di parchi e giardini). La frazione organica dei rifiuti urbani rappresenta il fulcro del sistema in quegli ambiti territoriali dove, a partire dalla metà degli anni 90, è iniziata e si è via via consolidata la raccolta differenziata. La partecipazione a programmi di raccolta differenziata della frazione organica di origine alimentare (quella che nell accezione più comune viene definita come umido ) interessa circa 20 milioni di abitanti. Attualmente il settore della raccolta differenziata e del trattamento mediante compostaggio dei rifiuti organici sta evolvendo attraverso l impiego della digestione anaerobica, pretrattamento finalizzato alla produzione di biogas, cui segue il compostaggio come fase di finissaggio per la produzione di fertilizzante organico; in questo modo si abbina la produzione di energia (biogas convertito in energia elettrica/termica) con quella di materia (il compost di qualità). BOX n. 1 Le principali norme di riferimento Direttiva 2008/98/CE del Consiglio del 19 novembre 2008 concernente i rifiuti. Dl.gs 3 aprile 2006 n. 152 Parte quarta Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati. D.lgs. 3 dicembre 2010 n. 205 Disposizioni di attuazione della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive. Norma UNI EN del 1 marzo 2002 Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione. D.lgs. 29 aprile 2010 n. 75 Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti a norma dell art. 13 della Legge 7 luglio 2009, n. 88. D.G. R. Lombardia 16 aprile 2003 n. 7/12764 Linee guida relative alla costruzione e all esercizio degli impianti di produzione di compost Revoca della D.G.R. 16 luglio 1999 n Deliberazione Comitato Interministeriale 27 luglio 1984 Disposizioni per la prima applicazione dell articolo 4 del DPR 915/1982 Smaltimento dei rifiuti. DM 19 aprile 1999 Approvazione del codice di buona pratica agricola. Si evidenzia l importanza di affiancare alle raccolte differenziate della frazione organica un manufatto di contenimento che non sia di plastica tradizionale (per es. PE: polietilene), materiale che ad oggi, nonostante le campagne comunicative, rappresenta circa 1/3 dei manufatti impiegati nelle raccolte dell orga-

12 10 nico. Come è immaginabile il PE costituisce un rifiuto non biodegradabile che, nel tempo, ha portato ad alcune conseguenze negative al settore del recupero del rifiuto organico che possiamo elencare: 1) aggravio economico per il maggiore costo di smaltimento del PE; 2) smaltimento del PE e conseguente mancato recupero; 3) maggiori costi di trattamento per estrarre il materiale plastico dalla frazione organica (in testa o in coda al processo di compostaggio); 4) minor purezza merceologica della frazione organica raccolta in modo differenziato con sacchetti in plastica rispetto a quella dell organico raccolto sfuso, con manufatti cellulosici o con bioplastiche. Sempre in riferimento a questo punto si sottolinea come sia positivo il riferimento della definizione di compostabile con uno standard europeo riconosciuto (UNI EN 13432:2002). L applicazione di esso consentirà di circoscrivere i diversi manufatti solo a quelli effettivamente compostabili (non è richiesta solo la biodegradabilità ma ci deve essere la certezza che il manufatto si degradi in un processo di compostaggio per un periodo massimo di 12 settimane e per una quota di almeno il 90%). La Raccolta Differenziata e i sistemi di trattamento (Rapporto ISPRA 2011) Nel 2009 cala la produzione dei rifiuti urbani in tutte le macroaree geografiche italiane: -1,6% al Centro, -1,4% al Nord e -0,4% al Sud. Per quest ultima in particolare, la riduzione dell ultimo anno si presenta più contenuta rispetto a quella del 2007/2008 (-2,2%). Tale diminuzione è legata a diversi fattori: esiste infatti una correlazione tra produzione di rifiuti urbani ed indicatori socio economici quali il PIL e la spesa delle famiglie. Tra il 2008 ed il 2009 calano tutti gli indicatori considerati: PIL (-3%), spese delle famiglie (-2%), produzione dei rifiuti urbani (-1,1%). Diminuisce anche la produzione pro capite di rifiuti: tra il 2008 ed il 2009, ogni abitante ha prodotto circa 9 kg in meno ogni anno, con una contrazione percentuale dell 1,6% ed un valore complessivo procapite pari a circa 532 kg per abitante. Il Centro presenta ancora i maggiori valori, con circa 604 kg per abitante all anno nel 2009, mostrando tuttavia una progressiva riduzione già a partire dal Rispetto al 2005, il dato si è complessivamente ridotto per ogni abitante di quasi 35 kg all anno. Al Nord e al Sud, i valori nel 2009 risultano pari a circa 530 e 493 kg per abitante all anno, gli stessi registrati nelle medesime macroaree geografiche nel Legno; 6,27 Tessili; 0,66 Metalli; 3,16 Ingombranti a recupero; 3,05 Selettiva; 0,34 Altro; 0,79 Frazione organica ; 34,74 RAEE; 2,01 Plastica; 5,69 Vetro; 15,80 Carta; 27,49 Figura 1. Raccolta Differenziata per frazione merceologica, anno 2009 (Fonte: Rapporto ISPRA 2011)

13 11 Continua il trend di crescita della raccolta differenziata anche nel 2009, che raggiunge il 33,6% della produzione totale dei rifiuti urbani, a fronte del 30,6% circa del Il totale dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato rileva, tra il 2008 ed il 2009, una crescita di quasi 450 mila tonnellate nel Mezzogiorno (+29,4%), incrementi pari ad oltre 280 mila tonnellate nel Nord (+4,2%) ed a circa 115 mila tonnellate nel Centro (+6,9%). Nel 2009 la media nazionale di raccolta differenziata procapite, è pari a circa 179 kg per abitante all anno, con valori di circa 255 kg nel Nord, di circa 150 kg nel Centro e di 94 kg nel Sud. Recupero energetico 0,4% Discarica 40,6% Ecoballe stoccate in Campania 0,9% Incenerimento 12,1% Altre forme di recupero 16,7% Digestione Anaerobica 1,4% Trattamento Meccanico Biologico 20,1% Compost da frazioni selezionate 7,7% Figura 2. Principali sistemi di gestione dei rifiuti urbani in Italia, ripartizione percentuale anno 2009 (Fonte: Rapporto ISPRA 2011) Il compostaggio mostra incrementi, non solo rispetto al totale dei rifiuti trattati (+ 9,7% rispetto all anno 2008), ma soprattutto riguardo alla quantità di frazione organica da raccolta differenziata, che cresce di oltre 10 punti percentuali (2,9 milioni di tonnellate). Il settore evidenzia importanti progressi soprattutto nelle aree del Centro e del Sud del Paese. Al Centro, Lazio (+ 46%) ed Umbria (+27%) realizzano gli incrementi maggiori rispetto al Al Sud, la frazione organica dei rifiuti urbani avviata a compostaggio denota un aumento del 36% : il trend positivo si riscontra in tutte le regioni, soprattutto in Sardegna (+ 66%), Molise (+ 61,7%) e Puglia (42,8%). Fa eccezione la regione Campania dove si riscontra una diminuzione del 39,6%. Al Nord rimangono costanti gli incrementi della frazione organica da RU avviata a compostaggio (tre punti percentuali in più rispetto al 2008). Il quantitativo complessivo di compost prodotto nel 2009, pari ad 1,34 milioni di tonnellate, evidenzia, rispetto al precedente anno, un incremento del 6,8%. Il costante sviluppo del settore è dimostrato anche dal numero di impianti operativi presenti che passano dai 229 del 2008 ai 236 del 2009 (156 localizzati al Nord, 39 al Centro e 41 al Sud).

14 Numero impianti di Compostaggio attivi migliaia t/anno Rifiuto organico trattato n impianti attivi Figura 3. Quantità di scarti organici recuperati attraverso il compostaggio e numero di impianti attivi in serie storica dal 1993 al 2009 (Fonte: Rapporto ISPRA 2011) Raccolta e trattamento degli scarti organici nella Provincia di Pavia La Provincia di Pavia si colloca purtroppo all ultimo posto nella Regione Lombardia per le percentuali di raccolta differenziata raggiungendo nel 2009 il 28,54%. Circa 3850 t di scarti organici sono riciclati allo scopo di produrre Ammendanti Compostati di Qualità per l agricoltura, per sostituire materie prime e per la produzione di nuovi beni di consumo. Fig. 4 Andamento percentuale della raccolta differenziata nei comuni della Provincia di Pavia nel 2009

15 13 Raccolta differenziata delle diverse frazioni merceologiche anno 2009 Raccolta differenziata (%) Frazione Umida (%) Verde (%) Vetro (%) Plastica (%) Legno (%) Carta (%) Metalli (%) Tessili (%) Lombardia 47,77 17,79 18,54 18,99 6,06 6,77 22,88 3,27 0,65 1,75 2,35 RAEE (%) Altro (%) Pavia 28,54 4,47 30,31 19,23 4,36 6,48 24,21 3,30 0,70 2,31 2,52 COMPOSTAGGIO DI QUALITà Produzione Ammendante Compostato di Qualità Il compostaggio è un processo di trasformazione annoverato tra le tecnologie di trattamento biologico della sostanza organica (bioconversione), che consiste nella stabilizzazione di scarti e rifiuti organici. La trasformazione della componente organica dei rifiuti (frazione organica dei rifiuti urbani da raccolta differenziata, sfalci, ramaglie, residui delle lavorazioni agro-industriali, fanghi da depurazione) in ammendante compostato è un processo naturale che, a livello industriale, viene accelerato e dà come risultato un fertilizzante, il compost, un prodotto stabilizzato (inodore e non putrescibile), mineralizzato e igienizzato. Fig. 5 Il processo naturale di confrontato con il compostaggio industriale accelerato Al fine di ottenere un compost di buona qualità agronomica, è necessario miscelare materiali con matrici a più elevato contenuto in Azoto (l umido della raccolta differenziata, scarti agro-industriali) con materiali ad alto contenuto ligneo-cellulosico (ramaglie, potature), in un rapporto medio rispettivamente di 40/60 (p/p), garantendo in tal modo un buon equilibrio alla biomassa totale da sottoporre a compostaggio. Il processo di trasformazione avviene ad opera di microrganismi (presenti sia nei substrati sottoposti al trattamento, sia nell ambiente circostante) che necessitano di ossigeno per il loro sviluppo. La loro

16 15 Scarti Agroalimentari FORSU (frazione organica da raccolta differenziata Scarti Vegetali (potature e sfalci) Fanghi (reflui civili, agroindustriali) Triturazione e miscelazione (100%) Evaporazione e ossidazione (45-65%) H2O Bio-ossidazione accelerata Maturazione Aria Aerazione forzata, bagnature Scarti (5-20%) Raffinazione Legno recuperabile Ammendante Compostato 30-40% Figura 7 Schema del processo di compostaggio industriale In generale da un impianto di compostaggio, fatto 100 il rifiuto in ingresso, si ottiene, al termine del processo, il 30-40% di compost: le perdite di materia durante la fase di biodegradazione ossidativa ammontano a circa il 20-30%, gli scarti (plastica, vetro, metalli) al 10% e il sovvallo legnoso, che può essere ricircolato in un successivo processo di compostaggio, al 30%. Sono sempre più frequenti le integrazioni tra il sistema di trattamento aerobico con la tecnica della Digestione Anaerobica (DA), tale modalità consente di ottenere, a partire dalla scarto organico, sia energia (sotto forma di biogas) sia materia (compost). Attraverso la Digestione Anaerobica, la sostanza organica, in assenza di ossigeno, viene trasformata in biogas (o gas biologico), costituito principalmente da metano e anidride carbonica. La percentuale di metano nel biogas varia a seconda del tipo di sostanza organica digerita e delle condizioni di processo, da un minimo del 50% fino all 80%. Il potere calorifico del gas ottenuto varia a seconda del contenuto di metano: un valore medio può essere posto pari a kj/ Nm3. Il biogas così prodotto viene trattato, accumulato e può essere utilizzato come combustibile per alimentare caldaie a gas accoppiate a turbine per la produzione di energia elettrica o in centrali a ciclo combinato o motori a combustione interna. Il processo di digestione avviene in un ambiente confinato e coibentato definito solitamente digestore o reattore anaerobico. La temperatura ottimale di processo è intorno ai 35 C, se si opera con batteri mesofili, o intorno a 55 C, se si utilizzano batteri termofili. La reazione richiede da 15 a 35 giorni secondo la temperatura dell impianto (tempi più brevi se si opera a temperature più alte).

17 16 Il sottoprodotto del processo di estrazione del biogas è rappresentato da materiale organico ancora sufficientemente ricco di sostanza organica, noto con il nome di digestato. Esso viene normalmente sottoposto ad un successivo ciclo di compostaggio. Il contestuale recupero di materia e di energia ottenibile con l integrazione di DA e il compostaggio non solo è coerente, ma interpreta in maniera particolarmente virtuosa la gerarchia delle priorità di gestione dei rifiuti indicata dalla norma europea vigente. L integrazione dei due processi può portare dei notevoli vantaggi, in particolare: migliora nettamente il bilancio energetico dell impianto, in quanto nella fase anaerobica si ha in genere la produzione di un surplus di energia rispetto al fabbisogno dell intero impianto; è possibile controllare meglio e con costi minori i problemi olfattivi: le fasi maggiormente odorigene sono gestite in reattore chiuso e le arie esauste sono rappresentate dal biogas (utilizzato e non immesso in atmosfera). Il digestato è un materiale già semi-stabilizzato e, quindi, il controllo degli impatti olfattivi durante il post-compostaggio aerobico risulta più agevole; si ha un minor impegno di superficie a parità di rifiuto trattato, pur tenendo conto delle superfici necessarie per il post-compostaggio aerobico, grazie alla maggior compattezza dell impiantistica anaerobica; si riduce l emissione di CO2 in atmosfera; l attenzione verso i trattamenti dei rifiuti a bassa emissione di gas serra è un fattore che assumerà sempre più importanza in futuro. Nella figura 8 si riporta, a titolo di esempio, un possibile schema di ciclo di trattamento integrato anaerobico/aerobico di rifiuti organici di varia provenienza, urbana, agroindustriale, zootecnica. FORSU, Agro-industria, fanghi, deiezioni zootecniche, biomasse Scarti Vegetali, FORSU Pre-trattamenti Aria Digestione Anaerobica BIOGAS Cogenerazione Disidratazione H2O Surplus di energia Aria pura Purificazione aria esausta Compostaggio Energia Raffinazione Ammendante Compostato Purificazione acqua in eccesso Acqua in eccesso Figura 8 Schema del ciclo di trattamento integrato anaerobico/aerobico

18 17 L inserimento della digestione anaerobica, secondo lo schema di figura 8, risulta interessante anche per tutti quegli impianti di compostaggio che, alla luce dell incremento delle raccolte differenziate secco/ umido e della disponibilità di scarti organici agroindustriali, si trovano nella necessità di aumentare la loro capacità di trattamento. In tal caso occorre porre attenzione alla fase di pre-trattamento della FORSU, come già descritto nel paragrafo sulla codigestione. Impianti di Compostaggio della Provincia Di Pavia Fig. 9 Localizzazione degli impianti di produzione compost sul territorio provinciale, 2011

19 18 Scheda anagrafica Impianto IM PIANTO Ragione sociale impianto Sede impianto ALAN SRL Loc. Cà Bianca snc Zinasco (PV) Tipologia di impianto e di prodotto Tipo di impianto Capacità annua di trattamento/q.tà autorizzata Tipo/i di Ammendante prodotto Quantità media di Ammendate Compostato prodotto nel 2010 Digestione Anaerobica e Compostaggio t AMMENDANTE COMPOSTATO MISTO t CERTIFICAZIONI Rifiuti trattati Categoria rifiuti organici trattati Bacino d'utenza prelavente FORSU, VERDE, SCARTI AGROALIMENTARI Regionale DESCRIZIONE L'impianto di digestione anaerobica è strutturato con: 1) un'area di spremitura; 2) due digestori termofili; 3) un post digestore a freddo; 4) una centrifuga per digestato; 5) un trattamento con SBR ed evaporatore per la frazione liquida del digestato; 6) un cogeneratore per la produzione di calore ed EE. L'impianto di compostaggio è strutturato in 4 aree separate: 1) area di stoccaggio e trito-miscelazione; 2) area di fermentazione; 3) area di maturazione; 4) area di vagliatura / deplastificazione TIPO DI PROCESSO Tipo di processo Pretrattamento Bio-ossidzione accelerata Tecnologia di maturazione digestione anaerobica Spremitura liquida termofila post fermentazione a freddo compostaggio Trito/miscelazione andana con insufflazione e rivoltamento andana con rivoltamento Durata media ciclo (giorni) Tipologia di raffinazione finale Impiego Centrifugazione Al compostaggio Vagliatura / deplastificazione Compost per agricoltura ed attività vivaistiche

20 19 Scheda anagrafica Impianto IM PIANTO Ragione sociale impianto Sede impianto Azienda Agricola Allevi C.na Gallona, 27032, Fererra Erbognone (Pv) Tipologia di impianto e di prodotto Tipo di impianto Capacità annua di trattamento/q.tà autorizzata Tipo/i di Ammendante prodotto Quantità media di Ammendate Compostato prodotto nel 2010 CERTIFICAZIONI semplice t/a rifiutti speciali non pericolosi t/a rifiuti urbani e speciali non pericolosi (biomasse vegetali da raccolta differenziata) Ammendante compostato misto + ammendante compostato verde t EMAS e ISO14001 per l'impianto, marchio di qualità C.I.C per entrambi gli ammendanti Rifiuti trattati Categoria rifiuti organici trattati Bacino d'utenza prevalente Verde e fanghi biologici di depurazione Nazionale, impianto di piano provinciale DESCRIZIONE L'impianto di compostaggio è ubicato in zona prettamente agricola ed è dotato di strutture costantemente aggiornate. Le operazioni di compostaggio per la produzione di ammendante compostato misto vengono condotte in biocelle con aerazione forzata della capacità di mc/cad., muniti di sistema di raccolta per percolati e trattamento dell aria esausta tramite torre di abbattimento ad acido. La conduzione del processo è monitorata mediante rilevazione dei parametri, qualificanti la biotrasformazione dei substrati, attraverso un sistema computerizzato. Dopo circa 30 giorni il prodotto viene messo in cumuli per il completamento del processo di maturazione. Infine vengono compiute delle operazioni di raffinazione finale che consistono nella vagliatura, deferrizzazione e deplastificazione del prodotto finito. La produzione di ammendante compostato verde avviene tramite un processo di maturazione in cumuli avente durata di circa 90 gg. Gli ammendanti così ottenuti vengono confezionati e venduti. FOTO TIPO DI PROCESSO Pretrattamento Bio-ossidzione accelerata Tecnologia di maturazione Durata media ciclo (giorni) Tipologia di raffinazione finale Impiego Cernita manuale, triturazione, vagliatura, miscelazione biocelle maturazione in cumulo 90 gg vagliatura, deferrizzazione, deplastificazione agricoltura, attività vivaistiche e hobbystica

21 20 scheda anagrafica Impianto IM PIANTO Ragione sociale impianto Sede impianto ASM Voghera SpA via del Postiglione sn Tipologia di impianto e di prodotto Tipo di impianto Capacità annua di trattamento/q.tà autorizzata Tipo/i di Ammendante prodotto Quantità media annua di Compost prodotto 2010 CERTIFICAZIONI Integrato: digestione anaerobica e compostaggio quantità autorizzata t/anno FORSU, t/anno fanghi depurazione, 3.000t/anno verde Ammendante compostato misto e ammendante compostato verde 450 t nessuna Rifiuti trattati Categoria rifiuti organici trattati Bacino d'utenza prevalente Forsu, verde, fanghi Nazionale DESCRIZIONE L'impianto di valorizzazione della frazione organica dei rsu di proprietà di ASM Voghera SpA è costituito dalle seguenti fasi di trattamento: 1) ricevimento e preparazione: il rifiuto organico in ingresso viene trattato meccanicamente in miscela con i fanghi di depurazione per essere avviato alla fase di digestione anaerobica; 2) digestione anaerobica e recupero energetico: il rifiuto viene stabilizzato all'interno di un digestore anaerobico da 2000mc, il biogas prodotto viene sfruttato come combustibile in un cogeneratore capace di produrre sino a 250KWhe; 3) compostaggio: il digestato disidratato viene trattato insieme al rifiuto verde nella fase di fermentazione e maturazione finalizzati alla produzione di ammendante compostato misto FOTO TIPO DI PROCESSO Pretrattamento Tecnologia fase ACT Tecnologia di maturazione Durata media ciclo (giorni) Tipologia di raffinazione finale Impiego Triturazione, dissoluzione mediante Hydropulper, raffinazione cumuli con rivoltamento cumulo 20gg digestione, 90gg fermentazione e maturazione vagliatura agricoltura

22 21 Scheda anagrafica Impianto IM PIANTO Ragione sociale impianto Sede impianto ECODECO S.r.l. Loc. Manzola Fornace - CORTEOLONA (PV) Tipologia di impianto e di prodotto Tipo di impianto Capacità annua di trattamento/q.tà autorizzata Tipo/i di Ammendante prodotto Quantità media di Ammendate Compostato prodotto nel 2010 CERTIFICAZIONI semplice tonnellate ammendante compostato verde t ISO 9001, ISO 14001, EMAS Rifiuti trattati Categoria rifiuti organici trattati Bacino d'utenza prevalente Verde Prevalentemente Provinciale DESCRIZIONE Superficie totale m Anno inizio attività impianto: 1996 Quantità annua di rifiuti autorizzata: t Scopo: condurre il processo di compostaggio sulle matrici ligneo-cellulosiche per la produzione di compost verde o di materiale definito pacciamante, da cedere ad aziende operanti nella preparazione di terricci e compost. Struttura: area pavimentata in cemento armato con pendenza atta a convogliare le acque meteoriche al pozzetto di raccolta; area coperta di 200 m2 per lo stoccaggio del prodotto finito; 2 serbatoi verticali in vetroresina per complessivi 300 m3 per lo stoccaggio delle acque piovane raccolte; 1 trituratore, capacità 30 t/h; 1 vaglio rotativo attrezzato con vaglio da 20 e 60 mm. FOTO TIPO DI PROCESSO Pretrattamento Tecnologia fase ACT Tecnologia di maturazione Durata media ciclo (giorni) Tipologia di raffinazione finale Impieghi triturazione, eventuale miscelazione con sovvalli cumuli statici cumuli statici 90 vagliatura vendita per produzione terricci, agricoltura, strutturante

23 22 scheda anagrafica Impianto IM PIANTO Ragione sociale impianto Sede impianto ECODECO S.r.l. Loc. Cascina Maggiore - GIUSSAGO/LACCHIARELLA Tipologia di impianto e di prodotto Tipo di impianto Capacità annua di trattamento/q.tà autorizzata Tipo/i di Ammendante prodotto Quantità media di Ammendate Compostato prodotto nel 2010 CERTIFICAZIONI semplice tonnellate ammendante compostato misto tonnellate ISO 9001, ISO 14001, EMAS Rifiuti trattati Categoria rifiuti organici trattati Bacino d'utenza prevalente FORSU, Verde Prevalentemente Provinciale (alcuni comuni del Sud Milano) DESCRIZIONE Superficie totale m Anno inizio attività impianto: 2002 Quantità annua di rifiuti autorizzata: t Scopo: condurre il processo di compostaggio delle amtrici organiche per la produzione di compost misto da utilizzarsi quale ammendante in agricoltura da pieno campo. Struttura: area coperta pavimentata di m2 ca chiusa e mantenuta in depressione, con sezioni ACT e Curing ACT: 2 carri-ponte, 25 ventilatori per areazione cumuli, 1 trituratore (capacità 30 t/h), estrattore con vaglio stellare; Curing: 8 ventilatori (di cui 4 per areazione cumuli), 2 vagli rotativo mobili attrezzato con vaglio da 10 mm, pala meccanica. TIPO DI PROCESSO Pretrattamento Tecnologia fase ACT Tecnologia di maturazione Durata media ciclo (giorni) Tipologia di raffinazione finale Impiego triturazione, miscelazione (anche con sovvalli) cumuli statici cumuli statici, con rivoltamento periodico 90 vagliatura agricoltura

24 23 Tipologie di Ammendanti Compostati Il compostaggio coniuga sostanzialmente due esigenze: la corretta gestione degli scarti organici, la reintegrazione e l incremento del contenuto di sostanza organica dei suoli agricoli. Questi ultimi, risultano essere fortemente impoveriti dallo sfruttamento intensivo, tuttavia, in presenza di sistemi che prevedono il riutilizzo di materiali derivanti dalla coltivazione, direttamente (interramento dei residui) o indirettamente (recupero mediante compostaggio), si può realizzare la chiusura dei cicli biologici naturali, che contrastano la tendente desertificazione cui oggi sono soggetti la maggior parte dei terreni agricoli italiani. Il compost, come derivato dal recupero degli scarti organici, ha aspetto granulare o polverulento tipico del terriccio, umidità del 30-40% circa, reazione intorno alla neutralità (con valori di ph variabili tra 6 e 8,5) e buona stabilità, mantenuta senza interventi di correzione. Si tratta, in definitiva, di un materiale inodore, più o meno ricco di humus, in grado di apportare fertilità al terreno nel rispetto dell ambiente e delle norme igienico-sanitarie. Il compost di qualità è utilizzato nel settore agricolo e/o florovivaistico e commercializzato secondo le indicazione e i limiti indicati dal Decreto Legislativo n. 75/2010 Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88. La normativa sui fertilizzanti definisce gli ammendanti come materiali da aggiungere al suolo in situ, principalmente per conservarne o migliorarne le caratteristiche fisiche o chimiche o l attività biologica, disgiuntamente o unitamente tra loro, i cui tipi e caratteristiche sono elencati nell allegato 2 della norma. La normativa sui fertilizzanti distingue il Compost di qualità in due categorie: Ammendante Compostato Verde (ACV) Ammendante Compostato Misto (ACM) a seconda che le matrici organiche di origine siano, rispettivamente, solo scarti vegetali (sfalci d erba, ramaglie, potature, legno) oppure scarti vegetali mescolati ad altri rifiuti organici (umido domestico, scarti dell agroindustra, digestati, fanghi di depurazione, altri sottoprodotti agroforestali). Allegato 2 del D.lgs. 75/2010 Tipologia AMMENDANTE COMPOSTATO VERDE AMMENDANTE COMPOSTATO MISTO Materie prime di partenza Prodotto ottenuto attraverso un processo controllato di trasformazione e stabilizzazione di rifiuti organici che possono essere costituiti da scarti di manutenzione del verde ornamentale, altri materiali vegetali come sanse vergini (disoleate o meno) od esauste, residui delle colture, altri rifiuti di origine vegetale. Prodotto ottenuto attraverso un processo controllato di trasformazione e stabilizzazione di rifiuti organici che possono essere costituiti dalla frazione organica degli rifiuti urbani proveniente da raccolta differenziata, da rifiuti di origine animale compresi liquami zootecnici, da rifiuti di attività agroindustriali e da lavorazione del legno e del tessile naturale non trattati, da reflui e fanghi, nonché dalle matrici previste per l ammendante compostato verde

25 24 Ammendante compostato verde - ACV L ACV presenta caratteristiche fisico-idrologiche apprezzabili ed è caratterizzato da una minore salinità rispetto ad altri ammendanti, così da consentire un impiego meno problematico in buca di piantagione, o in vaso, e comunque ogni qualvolta sia a diretto contatto con la radice. Sulla base di tali caratteristiche risulta possibile la sua collocazione nel settore florovivaistico per la costituzione di substrati e per l utenza hobbystica in miscela a componenti torbose. L ACV, soprattutto se prodotto da matrici ad elevata componente legnosa, presenta bassi valori in elementi nutritivi (principalmente Azoto, e ancora di più per quanto concerne Fosforo e Potassio) e una limitata cessione degli stessi durante la mineralizzazione della sostanza organica. Pertanto l ACV svolge essenzialmente la funzione di apportare esclusivamente sostanza organica umificata migliorando le proprietà fisico-strutturali e biologiche del terreno. Nell ambito della coltivazione in contenitore, le attuali e più moderne tecniche per la costituzione di terricci si sono consolidate sul binomio torba + ammendante compostato ; si consiglia, infatti, un integrazione piuttosto che una sostituzione totale dei materiali torbosi, soprattutto nei casi in cui la coltivazione si realizzi in contenitori. Per le colture erbacee ornamentali (semina e mantenimento), la miscela in grado di garantire le migliori prestazioni, prevede una dose di circa il 30-35% di ammendante compostato (per acidofile < 20%), mentre per le colture arboree ornamentali e per tutte le colture trapiantate da un substrato a un altro, corrisponde al 60-70%. Ammendante Compostato Misto - ACM L ACM è in grado di garantire, oltre all apporto di sostanza organica umificata (funzione ammendante) anche un buon effetto concimante per quanto riguarda i principali fattori nutritivi (Azoto-Fosforo- Potassio e microelementi) e un apprezzabile quantità di Magnesio e Ferro. Il suo impiego è da preferire, quindi, nei ricarichi di sostanza organica su terreni vergini e su terre di riporto. Per gli impieghi a diretto contatto con semi o radici, come il letto di semina per l insediamento e la rigenerazione di tappeti erbosi, o come materiale per il riempimento di buche di piantagione, è richiesto materiale con un elevato grado di maturità per evitare eventuali problemi di fitotossicità nei confronti delle colture. L ACM garantisce elevate prestazioni in particolare per le attività che sono caratterizzate da elevati consumi di sostanza organica come la paesaggistica (concimazioni, costituzione di soprassuoli, reimpianti arborei), il recupero e il ripristino ambientale. Per contro, l elevato contenuto in sali solubili (espressi dalla conducibilità elettrica specifica), limita la possibilità di impiego massiccio nelle attività florovivaistiche dove la coltivazione avviene in contenitore. L Ammendante Compostato può essere utilizzato come matrice per la produzione di altri fertilizzanti quali ad esempio: Ammendante Torboso Composto Substrato di Coltivazione Base; Substrato di Coltivazione Misto; Concimi Organici Concimi Organo-minerali Entrambe le tipologie di prodotti trovano un altro settore di applicazione fortemente vocato: l agricoltura organica o biologica. Per gli utilizzi nell agricoltura biologica ai sensi del Regolamento CE 889/2008, gli Ammendanti Compostati NON devono contenere fanghi (cfr. all.13 d.lgs.75/2010). Altri settori in grado di valorizzare molto bene il compost come vettore di sostanza organica ed elementi della fertilità sono il giardinaggio e la paesaggistica, in specifico all atto della costruzione del paesaggio vegetale in aree di neo-insediamento.

26 25 Benefici ambientali nell utilizzo del Compost Ripristino sostanza organica Recuperare gli scarti organici trasformandoli in un fertilizzante organico come l ammendante compostato, rappresenta un sistema efficace per contribuire in modo significativo all uso sostenibile delle risorse agricole ed ambientali. Utilizzare compost nei terreni ha lo scopo di mantenere la fertilità, permette di ridurre l impiego di fertilizzanti minerali (generalmente di sintesi e derivanti dal petrolio, quindi provenienti da risorse non rinnovabili), diminuendo al contempo la quantità di scarti organici da avviare a operazioni di trattamento meno virtuose come lo smaltimento in discarica o l incenerimento. L uso del compost favorisce: la conservazione nel lungo periodo della fertilità il miglioramento dello stato strutturale del terreno, l aumento della capacità sia di assorbire e rilasciare acqua nel suolo, sia di trattenere gli elementi nutritivi in forma facilmente assimilabile da parte della pianta un attività microbiologica utile alla fertilità integrale di un suolo agricolo. Dal punto di vista sia agronomico (ovvero per le attività produttive di un suolo) sia naturalistico, il ricarico costante e continuativo di sostanza organica è utile per attenuare quel complesso di fenomeni che determinano la desertificazione. La diminuzione tendenziale del livello di fertilità dei suoli è un fenomeno rilevante nei paesi del Sud d Europa, con notevoli evidenze proprio in Italia, dove si sono registrati molti casi di suoli (non solo nel Sud, ma persino nelle pianure settentrionali) con un contenuto di sostanza organica inferiore all 1 %, laddove da sempre si erano registrati valori superiori a 2%.

27 26 Somministrando carbonio al suolo, attraverso l impiego di compost, è possibile contrastare il fenomeno della desertificazione che si verifica quando il contenuto di sostanza organica del suolo è inferiore all 1-2 %. Secondo i dati delle Nazioni Unite il fenomeno della desertificazione interessa oltre il 5,5% del territorio italiano. Per l Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante (ora Ente CRA del Ministero delle Politiche Agricole), lo 0,15% di sostanza organica in più nel suolo, laddove i tenori medi in terreni a buona fertilità dovrebbero essere dell ordine del 2,5-3%, equivale a fissare nello stesso una quantità di CO2 corrispondente alle emissioni complessive dell intera nazione italiana per un anno. Un terreno con una buona dotazione di sostanza organica resiste meglio anche ai processi di erosione come quelli provocati dall azione di scorrimento dell acqua, che causa l asportazione di suolo soprattutto per i terreni in pendenza. Pertanto, quando diminuisce il contenuto di sostanza organica dei suoli, si possono riscontrare non solo effetti negativi riguardo le rese produttive, nel caso di suoli coltivati, ma anche situazioni di rischio ambientale legati al territorio (frane, smottamenti, ecc). L ammendante compostato di qualità, essendo molto ricco di sostanza organica, la stessa che si trova nel letame (non sempre e dappertutto disponibile), rappresenta quindi un prodotto nuovo, abbastanza diffuso a livello nazionale la cui reperibilità sta sempre più aumentando e a prezzi contenuti. Dinamica di rilascio dell Azoto negli ammendanti compostati L Azoto presente negli ammendanti compostati è mediamente oltre l 80 % sotto forma organica, quindi a lenta cessione. La dinamica dell Azoto apportato dagli ammendanti compostati nel terreno risulta complessa e influenzata da diversi fattori. Una piccola percentuale di Azoto minerale (circa l 1-5 % dell Azoto totale) passa direttamente alla soluzione circolante del terreno, rendendosi disponibile per la nutrizione delle piante o, in assenza di esse, a fenomeni di lisciviazione. La maggior parte dell Azoto entra invece a far parte di un accumulo temporaneo nel suolo che è suscettibile nel tempo di tre possibili trasformazioni: la mineralizzazione diretta con successivo trasferimento alla soluzione circolante l assimilazione nella biomassa microbica l immobilizzazione nelle sostanze umiche del terreno.

28 27 Il prevalere di un processo rispetto agli altri dipende in genere dalle caratteristiche del suolo e del compost, in particolare dal suo contenuto in Carbonio organico e dal grado di maturazione. Infatti ammendanti compostati maturi, grazie ad un contenuto in Carbonio facilmente disponibile, favoriscono lo sviluppo della flora microbica: prevale di conseguenza il fenomeno dell immobilizzazione all interno della biomassa microbica che limita il rilascio nella soluzione circolante. È stato ampiamente dimostrato che l impiego di ammendanti compostati, anche nel lungo periodo, consente di incrementare il contenuto di Azoto non lisciviabile nel terreno. Normalmente fino all 8-10% dell Azoto totale fornito dal compost viene rilasciato nel terreno nei primi 2 anni, il 3-5 % dell Azoto viene rilasciato dal terzo anno in poi. Per quanto riguarda gli ammendanti compostati è stato definito un coefficiente di Azoto efficace, cioè prontamente disponibile, pari circa al 10% (Ministero Olandese per l Agricoltura, 2006). Ammendante compostato e letame: il confronto Dal punto di vista agronomico l utilizzo di letame in pieno campo è comparabile con l impiego di compost di qualità proveniente da raccolta differenziata. Pur essendo analoghi come prodotti, l ammendante ed il letame presentano alcune differenze sostanziali: a parità di peso l ammendante tal quale contiene il 50% in meno di acqua, il 55% in più di sostanza organica, il doppio dell Azoto totale e analoghi contenuti di Fosforo. É lievemente inferiore invece per contenuto in Potassio. Grazie alla maggiore concentrazione di sostanza secca nel compost, è possibile dunque distribuirne volumi sensibilmente inferiori rispetto a quelli di letame, per ottenere analoghi apporti di sostanza organica e fornendo al tempo stesso quantità superiori di Azoto totale e di Fosforo. Risulta quindi possibile ridurre i costi relativi alla gestione operativa della fertilizzazione organica, intesa come volumi di materiali trasportati e distribuiti, ottenendo significativi risparmi economici.

29 28 APPORTI NUTRITIVI CON 1 t DI COMPOST E DI LETAME 10 t/ha di sostanza secca Tal quale Sostanza organica Azoto Fosforo P 2 O 5 Potassio K 2 O t/ha t/ha kg/ha kg/t kg/ha kg/t kg/ha kg/t Letame bovino , Ammendante Compostato Misto 15,5 4, ,8 Acqua (kg/t) Sostanza secca (kg/t) Sostanza organica (kg/t) Azoto (kg/t) Fosforo (kg P2O5/t) Potassio (kg K2O/t) Letame bovino ,5 3 7,0 Compost misto ,8 Esempio di confronto tra Ammendante Compostato e Letame in base alle unità apportate di Azoto Il confronto permette di constatare che, per apportare al terreno la stessa dose di Azoto, l agricoltore che decide di usare il letame spende circa 2 volte di più di chi sceglie di usare il compost. La differenza è determinata soprattutto dal diverso quantitativo dei due prodotti da distribuire: per il letame sono necessari maggiori quantitativi da acquistare, da spandere e da trasportare. Coltura: frumento Asportazioni medie: 6-7 t/ha di granella Apporto medio di compost: 10 t/ha (122 kg/ha di N tot) Per apportare la stessa dose di N sono necessarie: 122 kg N/ha / 5 kg/t = 24,4 t/ha di letame bovino COSTO MATERIALE (franco azienda) Ammendante Compostato sfuso tal quale = 15 /t Letame= 10 /t Quindi: per il compost = 10 t/ha x 15 /t = 150 /ha per il letame = 26,2 t/ha x 10 /t = 244 /ha TRASPORTO Considerato che la capacità media di carico delle attrezzature per lo spargimento di letame o di compost corrisponde a circa 15 t di materiale ed il costo a viaggio è di 55,00 (percorrenza media di 20 km), ne deriva che: Per apportare la stessa dose di N sono quindi previsti: - 10 t/ha : 15 t = un solo viaggio per l ammendante compostato = 55 x 1 = 55,00 /ha - 24,4 t/ha : 15 t = circa 2 viaggi per il letame = 55 x 2 = 110,00 /ha Totale costo di utilizzo PER IL FRUMENTO: 1. Ammendate Compostato = 150 /ha + 55 /ha = 205 /ha 2. Letame = 244 /ha /ha = 354 /ha

30 29 La Direttiva Nitrati L impiego agronomico degli effluenti zootecnici (liquame, letame e materiali ad essi assimilati come gli ammendanti compostati) e dei concimi azotati di sintesi è subordinato al rispetto di precise procedure tecniche e amministrative. L obiettivo è quello di bilanciare i carichi di azoto da distribuire al suolo in funzione delle necessità delle colture, per limitare i possibili rilasci di composti azotati nelle acque ed il conseguente inquinamento da nitrati. L adozione di corrette modalità di stoccaggio e spandimento degli effluenti e dei concimi contribuisce, infatti, a minimizzare i possibili impatti negativi sulla salute umana dovuta all eccessiva concentrazione di nutrienti nelle acque. La Comunità europea, con la Direttiva (CEE) n. 676 del 1991, è intervenuta affinché gli Stati membri mettano in atto azioni a tutela delle acque minacciate dall aumento della presenza di nitrati di origine agricola, in misura superiore ai limiti ammessi dalle norme sulla qualità delle acque potabili destinate al consumo umano. L applicazione di tali disposizioni impone limitazioni all uso degli effluenti di allevamento e di fertilizzanti di sintesi chimica per la fertilizzazione del terreno, sia in termini di quantitativi di azoto ammessi, sia limitandone l uso in particolari periodi dell anno. Gli impegni previsti differiscono per le zone Vulnerabili - ZVN, e per quelle Non Vulnerabili od Ordinarie ZO: le Zone Vulnerabili ai nitrati (circa il 60% del territorio regionale lombardo) presentano impieghi soggetti a più restrizioni. Con tale Direttiva le norme nazionali (Decreto ministeriale 7 aprile 2006) e regionali hanno provveduto a: individuare ambiti territoriali particolarmente suscettibili ad essere inquinati da nitrati e ad influenzare a loro volta direttamente la qualità delle acque, ambiti denominati Zone Vulnerabili ; predisporre un insieme di misure di indirizzo e cogenti che debbono essere adottate da parte degli agricoltori, in particolar modo da parte di quanti esercitano attività legate alle produzioni zootecniche, nella gestione del suolo e delle pratiche connesse alla fertilizzazione; stabilire l applicazione, da parte degli agricoltori, di un insieme di criteri di buona pratica agricola per la tutela delle risorse idriche e della risorsa suolo. Recentemente è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Unione europea del 3 novembre 2011, la decisione della Commissione UE che concede la deroga (richiesta dall Italia per le regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) alle norme di protezione delle acque dall inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. La deroga da facoltà alle Regioni di superare le disposizioni generali stabilite dai rispettivi Programmi d azione nitrati (PAN) e consente alle aziende poste in zona vulnerabile che ne faranno richiesta, di distribuire reflui zootecnici sui terreni fino al limite massimo annuo di 250 kg/ha di azoto organico, rispetto ai precedenti 170 kg/ha.

31 30 Applicazione della Direttiva Nitrati in Lombardia L approvazione della Deroga di cui sopra giunge dopo un impegnativo percorso che ha comportato la revisione del Programma d Azione della Regione Lombardia per la tutela e risanamento delle acque dall inquinamento causato da nitrati di origine agricola per le Zone Vulnerabili (approvato con D.g.r. n. IX/2208 il 14 settembre 2011), in seguito alla conclusione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica VAS; il Programma d Azione è entrato in vigore dal 1 gennaio 2012 per la durata di 4 anni (BURL Serie Ordinaria n. 38 del 22 settembre 2011). Nella D.g.r. n. IX/2208, per quanto riguarda l impiego degli Ammendanti Compostati ed in relazione ai divieti di utilizzazione dei fertilizzanti azotati diversi dall effluenti di allevamento (e.a.) nelle zone vulnerabili, al punto 5 dell art. 20 è riportato che: dal primo gennaio 2012 l utilizzo agronomico è vietato nella stagione autunno invernale per un periodo di 90 giorni (dal 1 novembre a fine febbraio) per i concimi azotati e gli ammendanti organici di cui al D.lgs 75/2010, ad eccezione dell ammendante compostato verde e dell ammendante compostato misto, per i quali è ammessa l applicazione anche nei mesi invernali, in presenza di tenori di Azoto totali inferiori al 2,5% sul secco, di cui non oltre il 15% in forma di azoto ammoniacale. La distribuzione del materiale palabile, dei concimi azotati e degli ammendanti organici su terreni con pendenza deve rispettare quanto definito dal Codice di Buona Pratica Agricola (CBPA) in relazione alla lavorabilità dei suoli, alle sistemazioni idraulico-agrarie e alle modalità di spandimento. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito dell ERSAF

32 31 STRUMENTI DI CERTIFICAZIONE E PROMOZIONE DEL COMPOST Marchio di Qualità CIC Il CIC ha sviluppato un sistema per certificare la qualità del compost prodotto dalle aziende dei propri associati. Ad oggi sono 38 gli impianti associati (con 40 tipologie di prodotti) che producono ammendante e hanno deciso aderire al programma di controlli per poter esibire il logo del Marchio di Qualità CIC. La certificazione si pone come obiettivo quello di fornire una garanzia al produttore di ottenere un valore aggiunto all ammendante compostato, assicurando ai destinatari finali trasparenza, affidabilità e qualità. Il programma di certificazione prevede attualmente il controllo analitico costante del compost prodotto, che deve risultare conforme ai limiti stabiliti dalla normativa sui fertilizzanti (D.lgs 75/2010); tale controllo è affiancato da un sistema di verifica sulla tracciabilità/rintracciabilità (provenienza delle matrici organiche, identificazione del lotto produttivo, ecc), nonché sulla qualità/purezza degli scarti organici di origine, trattati dall impianto stesso (programma di analisi merceologiche sulla FORSU). Periodicamente, secondo un programma annuale stabilito dal regolamento di applicazione del Marchio, i campionatori, soggetti esterni al CIC che hanno seguito corsi di formazione, si recano negli impianti che aderiscono al programma ed eseguono i campionamenti di compost mediante un protocollo di prelievo e conservazione del campione molto dettagliato. Il fertilizzante viene analizzato presso un laboratorio indipendente e accreditato: per le analisi di ammendanti organici e substrati, dal MIPAAF, idoneo ad analisi per il Marchio Europeo Ecolabel. Solo dopo un attenta verifica sui risultati analitici, che durano mediamente quattro mesi, e solo se il prodotto rispetta i limiti imposti dalla Legge sui fertilizzanti, è possibile conseguire la certificazione rilasciata dal CIC. Da quel momento inizia la fase di mantenimento del Marchio con campionamenti variabili in funzione del quantitativo di scarto trattato e/o di compost prodotto. Come anticipato, oltre a verificare la qualità de prodotto, il Regolamento del Marchio prevede il controllo sulla tracciabilità e rintracciabilità (origine e destinazione dei fertilizzanti) concetto che è stato recentemente introdotto nella disciplina dei fertilizzanti, in seguito ad una revisione della norma. Per un fertilizzante come il compost gli elementi principali della tracciabilità sono rappresentati dai dati relativi alla provenienza delle matrici organiche e dall identificazione del lotto produttivo.

33 32 Per verificare se un impianto è dotato di un buon sistema di tracciabilità il CIC effettua i necessari approfondimenti sui cicli produttivi con particolare riferimento a: provenienza delle matrici organiche; codice CER (catalogo europeo dei rifiuti) delle matrici da trattare; creazione di un lotto o partita di materiale (miscela) da avviare a processo; tempo di trattamento; tipo di vagliatura; tipologia di prodotto ottenuto (ACM, ACV, ecc); vocazione o destinazione di utilizzo del compost ottenuto. Gli impianti di compostaggio operano la tracciabilità non solo per conformarsi a norme obbligatorie, ma soprattutto per ottenere uno strumento di gestione interna del rischio, di coordinamento di filiera, di vantaggio competitivo e per migliorare il rapporto fra produttore e consumatore. La ricostruzione del percorso delle matrici organiche (classificazione, provenienza, introduzione nella miscela, trattamento e tipo di prodotto finale) oltre che puntare al concetto di garanzia del prodotto, crea valore aggiunto al compost prodotto e assicura trasparenza nei confronti dell utilizzatore. A partire dal 2003 si è registrato un crescente interesse ed un conseguente sensibile aumento dei prodotti che possono fregiarsi di questo riconoscimento, che il CIC assegna ai migliori prodotti aderenti al programma di certificazione. Si prevede al termine del 2011 un numero di prodotti certificati pari a 40, per un ammontare di ca t/anno di Compost di Qualità, circa il 25-30% della produzione Italiana. Le Caratteristiche del COMPOST DI QUALITA : Medie relative al Marchio Compost di Qualità CIC anni Parametro MEDIA ACM (n= 600) MEDIA ACV (N=80) Densità (t/m3) 0,45-0,6 0,35-0,45 PH 7,7 8,2 Conducibilità ds/m 3,40 1,29 Umidità % stq 30,6 40,2 Ceneri % s.s Azoto totale % N s.s. 2,2 1,6 Azoto organico % N tot Sostanza organica % s.s Fosforo (% P2O5 s.s.) 1,4 0,5 Potassio (% K2O s.s.) 1,3 0,4 Carbonio organico % C s.s ,5 C umico e fulvico % s.s Rapporto carbonio/azoto 13,1 14,5

34 33 Come riconoscere un prodotto certificato CIC

35 34 Gli Acquisti Verdi Green Public Procurement (GPP) L Unione Europea ha introdotto da alcuni anni il concetto di IPP (Integrated Product Policy) all interno di documenti come il Libro Verde sulla Politica Integrata di Prodotto (COM 2001/68) e il Sesto Programma d azione per l ambiente della CEE (COM 2001/31). In questi documenti si evidenzia l importanza che, presso l amministrazione pubblica, sia attiva una politica degli acquisti tesa a valorizzare i prodotti e i servizi aventi minori impatti ambientali. L obiettivo dell IPP è quello di orientare le politiche ambientali verso il consumo di prodotti e servizi ecologici e promuovere gli acquisti ecologici attraverso uno strumento chiave innovativo che è il GPP, in italiano tradotto come acquisti verdi pubblici. Esso ha l obiettivo di stimolare le pubbliche amministrazioni verso l acquisto di beni e servizi che presentano i minori impatti ambientali lungo l intero ciclo di vita. Aumentando la domanda pubblica di prodotti verdi, da un lato si stimola l offerta e dall altro si incentiva la ricerca, la produzione e la diffusione di nuove tecnologie e di nuovi processi produttivi più competitivi, dal punto di vista della sostenibilità ambientale. La domanda di prodotti e servizi ecologici potrebbe difatti contribuire a raggiungere importanti obiettivi di sostenibilità ambientale tra cui: la riduzione della produzione di rifiuti (la riduzione degli imballaggi, la diffusione di prodotti con maggiore durata di vita utile, l acquisto di prodotti in materiale riciclato, ecc); la riduzione dell uso di materie prime non rinnovabili, di sostanze tossiche e nocive nelle produzioni e nei prodotti finali, ecc. Il GPP - La normativa in Italia Il Decreto del Ministero dell Ambiente n. 203/2003 introduce l obbligo per tutti gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico, di approvvigionarsi con manufatti e beni iscritti al Repertorio del Riciclaggio e realizzati con materiale riciclato, proveniente dal post-consumo, in misura pari ad almeno il 30% del proprio fabbisogno annuale.

36 35 Il provvedimento definisce materiale riciclato : un materiale realizzato utilizzando rifiuti derivanti da post-consumo, nei limiti in peso imposti dalle tecnologie impiegate per la sua produzione, e come manufatti e beni ottenuti con materiale riciclato : quelli realizzati con una prevalenza in peso di materiale riciclato, ovvero prodotti che presentino una percentuale in peso di materiale riciclato pari ad almeno il 51%. Gli Enti soggetti all obbligo devono coprire almeno il 30% del loro fabbisogno annuale, per ciascuna categoria di prodotti, con beni e materiali che rientrano nella suddetta definizione; l unità di misura del fabbisogno annuale può coincidere con l unità di prodotto e, dove questa non sia identificabile, con l importo della spesa annua complessiva per quella data categoria di prodotti. La formulazione del decreto ministeriale rende quindi necessaria l emanazione di indicazioni settoriali che definiscano, per ciascuna filiera, i limiti in contenuto di materiale riciclato e le metodologie di calcolo del fabbisogno del 30% da soddisfare. Viene introdotto anche il concetto della congruità di prezzo, che si ritiene rispettata se l eventuale incremento di prezzo non supera quello dei corrispondenti manufatti e beni contenenti materie prime vergini di una percentuale che dovrà essere di volta in volta definita per i diversi settori merceologici. Il Decreto istituisce poi il Repertorio del Riciclaggio in cui vengono iscritti i materiali riciclati e i manufatti o beni realizzati con materiale riciclato, se ritenuti idonei. Il Registro contiene l elenco dei materiali riciclati, dei manufatti e beni in materiale riciclato, indica l offerta, la disponibilità e la congruità del prezzo ed è tenuto e reso pubblico dall Osservatorio Nazionale sui Rifiuti (www.osservatorionazionalerifiuti.it). La Comunità Europea considera inoltre la necessità di favorire lo sviluppo sostenibile anche attraverso la normativa sugli appalti, emanando nuove direttive europee in tema di appalti pubblici, che introducono la possibilità per le pubbliche amministrazioni di includere i criteri ecologici nelle proprie procedure di acquisto (COM 2001/274, Dir 2004/17/CE, Dir 2004/18/CE). L Italia ha recepito tali direttive europee con il D. Lgs. N. 163 del 12/05/2006 (Codice dei contratti pubblici a lavori, servizi e forniture), il quale contempla la possibilità di introdurre importanti criteri di sostenibilità ambientale all interno delle procedure di acquisto: nelle specifiche tecniche di un prodotto o di un servizio è possibile inserire requisiti di prestazione ambientale come l impiego di materiali ottenuti da processi a ridotto impatto ambientale (per es. utilizzo di alimenti biologici per le mense scolastiche), o sfruttando la presenza di un marchio ecologico (per es. Ecolabel); al momento della selezione dei candidati è possibile richiamare considerazioni di carattere ambientale come l adesione del fornitore a un sistema di gestione ambientale, se influisce sulla qualità del bene o servizio o sulla capacità di un impresa di realizzare un appalto con criteri ecologici; nei bandi di gara per l aggiudicazione di un appalto si può fare riferimento anche ai costi ambientali, che incidono sul costo complessivo del prodotto, quali i costi per il consumo di acqua, di energia e di altre risorse utilizzate, i costi di riciclaggio e smaltimento del prodotto, ecc.; in fase di esecuzione dell appalto, gli enti appaltanti possono esigere il recupero o il riutilizzo dei materiali di imballaggio e dei prodotti usati da parte del fornitore, ecc. Un altro importante strumento legislativo italiano in materia di acquisti verdi è il D.M. n.135 dell 11 Aprile 2008 (Piano d azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione) che ha l obiettivo di promuovere la diffusione del GPP presso gli Enti Pubblici. Tra gli scopi fissati dal Piano vi è anche la riduzione dei rifiuti prodotti, promuovendo comportamenti che mirino alla razionalizzazione stessa degli acquisti e criteri ambientali che favoriscano l acquisto e la

37 36 diffusione di prodotti più durevoli, facilmente riutilizzabili, contenenti materiali riciclati, riciclabili, con un ridotto imballaggio. Il Piano individua le categorie di prodotti che rientrano nei settori prioritari di intervento, tra cui è citata la categoria servizi urbani e al territorio, gestione del verde pubblico, arredo urbano. Gli ammendanti negli acquisti verdi Tra i prodotti che rientrano negli acquisti verdi c è anche il compost di qualità, ovvero l Ammendante compostato così come definito dal decreto che disciplina i fertilizzanti, il D.lgs. n.75/2010: materiale da aggiungere al suolo in situ, principalmente per conservarne o migliorarne le caratteristiche fisiche e/o chimiche e/o l attività biologica, disgiuntamente o unitamente tra loro, i cui tipi e caratteristiche sono riportati nell allegato 2. La circolare sugli ammendanti del 22 marzo 2005 (rettificata dalla Circolare del 23 novembre 2005) Indicazioni per l operatività nel settore degli ammendanti, ai sensi del DM 203/2003, rappresenta un traguardo importante per il settore del compostaggio, in quanto contribuisce alla promozione del mercato del Compost di Qualità. Il Compost verde e/o misto rientra a tutti gli effetti tra i materiali riciclati ammissibili all iscrizione nel Repertorio del Riciclaggio definito dal DM 203/2003. I criteri sono applicabili sia per appalti di fornitura (acquisto diretto di ammendanti) sia in appalti di servizio che ne prevedano l utilizzo (servizio di manutenzione di aree verdi pubbliche e interventi di ripristino paesaggistico). Recentemente è stato pubblicato il Decreto MATTM del 12 ottobre 2009 riguardante Criteri ambientali minimi per l acquisto di ammendanti e carta da parte della pubblica amministrazione (vedi box):

38 37 BOX n.2 Specifiche tecniche di minima e criteri di valutazione per Acquisti Pubblici Ecologici Aggiornamento al febbraio 2011 del Decreto del Ministero dell Ambiente del 12 ottobre 2009 inerente i requisiti per gli ammendanti per gli Acquisti Pubblici Verdi. AMMENDANTI DEL SUOLO Rintracciabilità L appaltatore deve fornire un indicazione del lotto di produzione che consenta la rintracciabilità del prodotto. (L Ecolabel europeo e il Marchio del Consorzio Italiano Compostatori CIC possono costituire mezzo di prova per attestare la rispondenza a tale requisito). Utilizzi L Ammendante deve essere prodotto a partire da almeno il 70% di rifiuti organici derivanti da raccolta differenziata. L Ammendante deve rispettare la normativa nazionale di riferimento per la commercializzazione di Fertilizzanti ed essere identificato con le seguenti categorie commerciale: Ammendante compostato verde (ACV) o Ammendante compostato misto (ACM). La rispondenza ai requisiti di legge deve essere attestata con autodichiarazione da parte delle ditte concorrenti. L Ammendante (ACV o ACM) deve poter essere impiegato (e deve essere specificatamente indicato) in una o più di queste applicazioni: per ricarichi di sostanza organica per parchi e giardini; per la cura di aree verdi ricreative e sportive; per la costruzione del verde urbano; per la ricostituzione della copertura vegetale delle discariche; per la ricostituzione della copertura vegetale negli interventi di bonifica; per colture estensive; per colture protette; per colture in contenitore; per colture di pregio (orticole, floricole, vivai, ecc.); per aiuole, aree spartitraffico; per particolari interventi paesaggistici (tetti verdi, barriere fonoassorbenti, ecc.). Specifiche tecniche minime Ingredienti organici Il prodotto non deve contenere torba e la sostanza organica che contiene deve derivare dal trattamento e/o dal riutilizzo di rifiuti (definiti nella direttiva 2006/12/CE, del 5 aprile 2006, relativa ai rifiuti e nell allegato I della medesima). Ingredienti Minerali I minerali non devono essere prelevati da: siti di importanza comunitaria designati a norma della direttiva 92/43/CEE del Consiglio sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della fauna e della flora selvatiche; aree della rete Natura 2000, costituite da zone di protezione speciale ai sensi della direttiva 79/409/ CE del Consiglio concernente la conservazione degli uccelli selvatici, e aree di cui alla direttiva 92/43/CEE, o aree equivalenti situate al di fuori della Comunità europea soggette alle corrispettive disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica.

39 38 Limitazione delle sostanze pericolose Il contenuto degli elementi indicati di seguito nel prodotto finale deve essere inferiore ai valori indicati, riferiti al peso a secco (mg/kg peso secco) Zinco Zn 500 Rame Cu 230 Nichel Ni 100 Cadmio Cd 1,5 Piombo Pb 140 Mercurio Hg 1,5 Cromo VI 0,5 Contaminanti fisici Devono essere rispettati i seguenti valori limite: - Materiale plastico, vetro e metalli (frazione > 2 mm) : < 0,5 % s.s. - Inerti litoidi (frazione > 5 mm): < 5 % s.s. Salute e sicurezza Devono essere rispettati i seguenti limiti di patogeni primari: - E.Coli: < 1000 MPN/g (MPN: numero più probabile) - Salmonelle: assenti in 25 g di campione di prodotto tal quale - Uova di elminti: assenti in 1,5 g Rispondenza ai requisiti La rispondenza ai requisiti sopra elencati deve essere attestata con autodichiarazione da parte delle ditte concorrenti. La ditta affidataria dovrà produrre le certificazioni di conformità da parte di organismi indipendenti riconosciuti. (L Ecolabel europeo può costituire mezzo di prova per attestare la rispondenza a tali requisiti). Caratteristiche del prodotto Il prodotto deve contenere almeno il 35% di sostanza organica espressa in peso di sostanza secca. Stabilità Deve essere garantita la stabilità/maturazione dell ammendante, rispettando i limiti di Carbonio umico e fulvico sul secco, stabiliti dal D. Lgs 75/2010 Riordino e Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, fissati in: Minimo 2,5 % per l ammendante compostato verde Minimo 7 % per l ammendante compostato misto. Inoltre è previsto che l Indice di germinazione (dil.30%) sia > 60% Criteri di valutazione dell offerta economicamente più vantaggiosa È possibile utilizzare ulteriori criteri ambientali, oltre a quelli minimi, attribuendo ad essi un punteggio premiante calibrato sulle esigenze della stazione appaltante, indirizzando così i fornitori ad offrire i prodotti con le migliori prestazioni ambientali presenti nel mercato. Punti / assegnati in relazione alle misure di riduzione dell impatto ambientale della fornitura proposta secondo i criteri sottoindicati: Prodotti che rispettano i criteri stabiliti per l ottenimento dell etichetta ecologica dell Ecolabel europeo (Reg. CE 1980/2000, Decisione 2006/799/CE).

40 40 APPLICAZIONI DEL COMPOST Il compost prodotto a livello nazionale ammonta a circa 1,2 milioni di tonnellate, che rappresentano circa il 35-40% del quantitativo di rifiuti organici trattati negli impianti: la resa media di un processo di compostaggio si attesta tra il 25 e il 40%. La qualità del compost prodotto in Italia è via via migliorata nel corso degli ultimi anni, raggiungendo ottimi indici agroambientali grazie alla migliorata selezione degli scarti (accurata differenziazione, selezione di matrici idonee, protocolli di accettazione di scarti presso l impianto) e all abbandono dell impiego delle raccolte indifferenziate. Attualmente gli ammendanti compostati vengono utilizzati: nel settore del florovivaismo, dove il compost viene impiegato (per un 30% del totale) come tale o previa raffinazione/trasformazione compiuta dall industria dei fertilizzanti, che acquista il compost sfuso dagli impianti e lo confeziona in miscela con torbe e altro, per la vendita presso i vivai specializzati o presso la grande distribuzione e i garden centers per l utenza hobbistica.»» nelle aziende agricole per impiego come ammendante (ca. il 60% del totale) al fine di ripristinare la fertilità ordinaria delle colture in pieno campo. In questo caso l ammendante compostato oltre che per i motivi già illustrati di azione sul miglioramento del suolo, viene utilizzato per integrare la concimazione i quanto consente di rimpiazzare buona parte dei fertilizzanti chimici.

41 41 Si assiste anche alla vendita diretta presso l impianto o la cessione ai comuni, attività che interessa quantitativi non rilevanti di compost (ca. 10% del compost prodotto); il compost viene consegnato sfuso all hobbista o al giardiniere che trova comodo approvvigionarsi di ammendante in vicinanza dei siti d impiego. Il compost oltre agli impieghi diretti in pieno campo, si presta ad essere ulteriormente lavorato per la produzione di altri fertilizzanti. Può essere infatti necessario apportare miglioramenti (aggiunte di elementi, correzione ph, o altro) per raggiungere gli standard commerciali dei prodotti potenzialmente sostituibili e che già possiedono un mercato consolidato. Di fatto l industria dei fertilizzanti è ormai attrezzata (tecnicamente e commercialmente) per garantire la trasformazione tramite arricchimenti di elementi nutritivi, correzioni, trattamento fisico chimico per il compost pellettato e il compost granulato e la conseguente vendita. Come abbiamo visto nelle pagine precedenti, il compost può essere utilizzato anche per la costituzione di substrati (sia ACM che ACV) e come matrice per la realizzazione di concimi organo minerali (questo vale solo per l Ammendante Compostato Verde) così come previsto dal Dlgs 75/2010 rispettivamente dagli Allegati 4 e 5 del Dlgs 75/2010. Gli ammendanti compostati sono inoltre largamente utilizzati anche in operazioni che vedono la realizzazione e la manutenzione di aree verdi urbane o di interesse naturalistico.

42 42 La crescente esigenza di recuperare il territorio attraverso tecniche capaci di coniugare il ripristino delle condizioni fisiche e chimiche del suolo con l aspetto estetico-paesaggistico, ha fatto crescere l offerta annua su scala nazionale di ammendanti di qualità. BOX n.3 Principali benefici del compost di qualità: migliore lavorabilità del terreno; maggiore ritenzione idrica in suoli leggeri; maggiore porosità e permeabilità in suoli argillosi; fissazione e rilascio lento e graduale degli elementi nutritivi; positivi effetti agroambientali (contribuisce a prevenire la desertificazione e l erosione del suolo, favorisce la fissazione temporanea di Carbonio a livello del suolo); effetti repressivi sull insorgenza di marciumi di radice e colletto; apporto al suolo di meso e microelementi utili alla vita vegetale; diminuzione del contenuto di nitrati nelle foglie di ortaggi destinati al consumo fresco. Hobbistica/verde pubblico/opere a verde Realizzazione e manutenzione del verde ornamentale L aumento dell impiego di ammendanti compostati è fortemente legato ad una maggiore confidenza degli utilizzatori nei confronti di questi prodotti. Ciò si verifica soprattutto in quei comprensori dove, accanto alla crescita dell offerta di ammendante, si sviluppa parallelamente un serio e costante rapporto tra produttori e consumatori. Il Compost di Qualità può essere impiegato in diversi ambiti, ognuno caratterizzato da specifiche necessità, per cui la conoscenza delle sue caratteristiche tecniche e agronomiche diventa indispensabile per un corretto utilizzo. Attraverso l utilizzo di ammendanti compostati nella manutenzione del verde pubblico si possono perseguire i seguenti scopi: arricchire di sostanza organica il terreno utilizzato per gli interventi di allestimento di aree verdi costruire substrati di semina per tappeti erbosi ricaricare di sostanza organica i tappeti erbosi favorire lo sviluppo delle piantine, garantendo un apporto fertilizzante a lungo termine, con un equilibrato apporto di elementi nutrienti, quali Azoto, Fosforo e Potassio sostituire con un prodotto economico e pulito e rispettoso dell ambiente, i tanti fertilizzanti chimici di sintesi normalmente impiegati nella gestione del verde.

43 43 Il compost garantisce elevate prestazioni in particolare per le attività che sono caratterizzate da notevoli consumi di sostanza organica come la gestione del verde pubblico, la paesaggistica (concimazioni, reimpianti arborei, costituzione di soprassuoli, ecc), il recupero ed il ripristino ambientale. Il tappeto erboso (ornamentale, ricreativo e sportivo) Il tappeto erboso rappresenta una delle componenti essenziali degli spazi verdi e, dal punto di vista della gestione, può essere considerato come un impianto poliennale. Un problema comune e frequente nei tappeti erbosi è la compattazione del suolo, fenomeno riconducibile principalmente alla pressione esercitata sul suolo provocata da un eccessivo calpestio: le particelle del suolo si comprimono riducendo lo spazio e la continuità dei pori. Ciò provoca dei cambiamenti significativi sulle proprietà strutturali del terreno che vede così diminuire il proprio potere drenante e la capacità di fornire agli apparati radicali il giusto approvvigionamento di ossigeno e i necessari scambi gassosi. La conseguenza è un declino generale del tappeto erboso, del suo vigore e della sua capacità di recupero a seguito dei danni derivanti da usura. La compattazione del suolo e i suoi conseguenti effetti negativi possono essere ridotti fornendo un substrato dotato di un opportuno contenuto di sostanza organica

44 44 e di materiale inerte dotato di appropriata granulometria e di buone caratteristiche fisiche e chimiche, come ad esempio la sabbia. Il compost può essere utilizzato per la costituzione dei soprassuoli (top-soil) e per la manutenzione dei tappeti erbosi tecnici (campi da golf, ippodromi, ecc), soprattutto in alternativa all utilizzo dei terricci con prevalenza di componente torbosa. Le caratteristiche dell ammendante, ed in particolare: la granulometria del prodotto (che rende più facile le lavorazioni del terreno favorendo così l emergenza omogenea delle piantine anche quando si usano semi piccoli); la totale assenza di semi infestanti germinabili; l assenza di odori sgradevoli anche durante la distribuzione; lo rendono particolarmente indicato per l impianto e la conduzione di prati ornamentali e sportivi.

45 45 Per la realizzazione di un top-soil si utilizza compost in quantità di circa 20 t/ha con 10 t/ ha di sabbia grossolana (0,5-1 mm). Si crea in questo modo uno strato superficiale destinato ad accogliere la gran parte delle radici, la cui caratteristica è quella di provvedere a un rapido allontanamento delle acque meteoriche e garantire al contempo una buona riserva idrica. Si procede quindi con l operazione di top-dressing che consiste nel distribuire un sottile e uniforme miscuglio di sabbia e compost sulla superficie del tappeto erboso. L operazione si esegue dove è stata precedentemente realizzata una scarificatura o carotatura, operazione compiuta con opportuni attrezzi meccanici che penetrano all interno del terreno, estraggono delle carote di terra e formano degli interstizi che vengono chiusi con la miscela di sabbia e ammendante compostato (1-2 Kg di sabbia per m2), attraverso l uso di un erpice o a mezzo di una rete metallica trascinata. I migliori risultati si ottengono con una densità di 200 buchi/m2 e a una profondità di lavoro variabile tra cm e cm. Il top dressing serve a favorire l arieggiamento del terreno ed è di norma effettuato nei tappeti erbosi di tipo sportivo, molto meno, a causa dei costi, nel caso di tappeti erbosi di tipo ricreativo. I periodi più favorevoli per le operazioni sono la primavera, quando l attività vegetativa è intensa e il suolo è sufficientemente asciutto per sopportare il passaggio della macchina, e l autunno, quando la sabbia può essere ben assorbita dal tappeto erboso, prima del rallentamento dell attività vegetativa. All impianto, prima dell aratura o della fresatura del terreno, si consiglia la distribuzione di 250 q/ha di prodotto, integrate con 4 q/ha di solfato potassico, oppure di 8 q/ha di cenere. Allestimento di aiuole ornamentali o aree verdi - concimazione del terreno L aggiunta di compost a un terreno di riporto, proveniente per esempio dagli scavi profondi di cantieri e caratterizzato da bassa fertilità, ha lo scopo fondamentale di apportare sostanza organica, migliorare la struttura, la lavorabilità e quindi prepararlo all insediamento di nuova vegetazione, erbacea o arborea. In questo modo i risultati che si ottengono nel medio-lungo periodo sono molteplici: miglioramento della struttura e della porosità: incremento della aerazione e della capacità drenante del terreno, aumento della disponibilità idrica del terreno, maggiore resistenza al compattamento e all erosione; stimolo dell attività microbica, incremento della disponibilità dei macro-nutrienti (Carbonio, Azoto, Fosforo) potenziamento della velocità di degradazione degli inquinanti organici (fitofarmaci o altre sostanze potenzialmente inquinanti) e aumento della capacità di sequestro dei metalli pesanti.

46 46 Il compost deve essere interrato, in corrispondenza delle lavorazioni di preparazione del terreno e prima della semina o della messa a dimora delle piante. Per gli impieghi a contatto diretto con semi o radici, come il letto di semina per l insediamento di nuove piantine, o come materiale per il riempimento di buche di piantagione, è richiesto materiale con un elevato grado di maturità per evitare eventuali problemi di fitotossicità nei confronti delle colture. Per le colture erbacee ornamentali (semina e mantenimento), la miscela in grado di garantire migliori prestazioni, prevede una dose di circa il % di ammendante compostato (per acidofile si scende a >20%), mentre per le colture arboree ornamentali e per tutte le colture trapiantate da un substrato ad un altro, corrisponde circa al 60-70%. La profondità di interramento non deve superare i cm, per consentire al prodotto di essere presente nell area esplorata dalle radici in accrescimento e per evitare che si collochi negli strati più profondi scarsamente ossigenati, dove la trasformazione della sostanza organica in humus risulterebbe molto rallentata.

47 47 Operazioni di rinvaso La crescente difficoltà di approvvigionamento di substrati torbosi a costi contenuti (ostacolo legato all effettiva non rinnovabilità delle torbiere e quindi delle torbe) ha fornito lo stimolo per la realizzazione di miscele a base di compost e torba. Tale soluzione permette lo sfruttamento delle risorse ancora disponibili sul mercato e il contenimento dei costi per l acquisto delle torbe che, di norma, sono impiegate come componente dei terricci per trapianti e rinvasi per piante da interno e da esterno. Il compost rappresenta un complemento alle caratteristiche chimiche della torba (soprattutto quella bionda) in quanto ha una reazione (ph) e una salinità più elevate. La salinità (espressa dalla conducibilità elettrica specifica), nel caso delle coltivazioni in contenitore è un fattore tecnico ostativo se superiore a certi limiti (1,5 2 ds/m). I compost da sole matrici lignocellulosiche /ACV) rispettano generalmente e ampiamente tali limiti; di contro, i prodotti compostati a base di matrici organiche più ricche dal punto di vista fitonutritivo (ACM) sono caratterizzate da maggiori livelli di conducibilità. Per attenuare la variabilità delle caratteristiche chimico-fisiche, imputabile alla spiccata eterogeneità delle matrici organiche sottoposte al processo di compostaggio, è consigliabile l utilizzo di ACV o di ACM con elevato grado di maturazione. È preferibile che la miscela con altri materiali, come torba, perlite, pomice e sabbia, sia realizzata con le seguenti dosi di ammendante compostato: rinvasi di annuali perenni miscela di ACV e torba : % in volume rinvasi di acidofile miscele di ACV e torba : % in volume rinvasi di arboree e arbustive miscela di ACV e torba : % in volume

48 48 La pacciamatura o mulching La pacciamatura consiste nella copertura totale o parziale del terreno con strati di materiali in grado di contrastare la germinazione e lo sviluppo di malerbe attraverso il blocco parziale delle radiazioni luminose e per effetto dell innalzamento termico che ne deriva. A tal scopo, oltre ai film plastici, può essere utilizzato il Compost, distribuito su tutto il terreno interessato o intorno alle singole piante, in uno strato di almeno 5-6 cm, allo scopo di limitare lo sviluppo di erbe infestanti, mantenere nel tempo un maggiore e più costante tenore di umidità in prossimità dell apparato radicale e aumentare il tenore di sostanza organica nel terreno. Lo strato pacciamante evita inoltre eccessivi innalzamenti della temperatura, garantendo minori escursioni termiche sia giornaliere sia stagionali. L efficacia del compost in pacciamatura si esaurisce dopo 1 anno circa, per cui si consiglia comunque di rinnovare lo strato pacciamante a ogni stagione vegetativa. La realizzazione di strati pacciamanti andrebbe sempre prevista subito dopo la messa a dimora delle giovani piante, in quanto migliora il loro sviluppo complessivo in fase di allevamento e esercita un influenza positiva sul mantenimento della vigoria nella fase di mantenimento. L ammendante utilizzato per la pacciamatura è in grado anche di fornire elementi nutritivi alle piante, contribuendo alla restituzione dei nutrienti asportati dalle produzioni e dallo sviluppo vegetativo e consentendo così una riduzione nel ricorso ai concimi minerali.

49 49 Le dosi indicate sono quelle generalmente consigliate per ottenere un ottimale concimazione del terreno e sfruttare a pieno i benefici del compost. Nella pratica, oltre a valutare le singole condizioni pedo-climatica in cui si opera, occorre tuttavia considerare eventuali restrizioni normative, sia a livello regionale e/o provinciale, sia di disciplinare di produzione, che possono imporre restrizioni nelle dosi di fertilizzante ammesse per ettaro e per anno in ragione dell applicazione della Direttiva Nitrati. La quantità di Azoto realmente disponibile per la coltura durante il primo anno, è stimata circa nell ordine del 30% della dose apportata (per somministrazioni non annuali). L impiego in campo ambientale e il ripristino di siti degradati Le tecniche normalmente adottate nella progettazione degli interventi di riqualificazione ambientale sono riferibili all ambito dell Ingegneria Naturalistica, disciplina che prevede l utilizzo di materiali vivi e morti per la creazione di condizioni idonee per il ripristino di ecosistemi che abbiano subito, per varie cause, processi di degrado e/o erosione in grado di metterli a rischio. Gli interventi di riqualificazione ambientale richiedono l uso di matrici pedologiche che consentano un effetto starter alla vegetazione, un attivazione biologica del suolo e che contribuiscano significativamente alla riduzione delle aggressioni dovute agli agenti atmosferici, che normalmente danno luogo a fenomeni erosivi, dapprima di superficie e successivamente profondi. A livello paesaggistico le applicazioni di sostanza organica al suolo vengono effettuate per varie ragioni: arricchimento di sostanza organica per le terre impoverite, costruzione di substrati di semina per tappeti erbosi, ricarico di sostanza organica per la manutenzione di tappeti erbosi. Ciò presuppone caratteristiche differenziate per stabilità, maturità, pezzatura e contenuto in elementi nutritivi e caratteristiche specifiche in funzione dell impiego. Nei ricarichi di sostanza organica su terreni vergini e su terre di coltivo riportate, ai fertilizzanti organici è richiesta essenzialmente una funzione ammendante (apporto di sostanza organica umificata). Negli ambiti urbani e periurbani sempre più frequentemente si verifica l opportunità di poter recuperare a verde, con diversa destinazione, aree degradate aventi diversa origine e caratterizzazione. Le tipologie più frequenti che si presentano sono le cave e le discariche in fase di post coltivazione, le aree industriali non più utilizzate e le aree precedentemente impermeabilizzate con cemento e/o asfalto. In tutti questi i casi il recupero di fertilità dei terreni, dopo le eventuali operazioni di bonifica, possono essere facilitate attraverso la somministrazione di compost al terreno. Tale pratica costituisce infatti una delle modalità per potere ripristinare la funzionalità agronomica dei terreni, specie in contesti dove risulta molto difficile il reperimento di letame. La ricchezza in batteri e funghi e la conseguente elevata attività microbica rende il compost idoneo ad operazioni di disinquinamento e bonifica ambientale, identificate anche con il termine bioremediation.

50 50 Foto relative ad un caso di riforestazione svolto nel Comune di Sondrio nel 2009 (Fonte: Giovanni Sala) L aggiunta di ammendante compostato in suoli contaminati consente di convertire e degradare in forme meno tossiche moltissimi contaminanti organici, come per esempio, i pesticidi, gli idrocarburi policiclici aromatici, i coloranti sintetici, i conservanti del legno, polimeri sintetici. I composti organici inquinanti vengono metabolizzati in condizioni aerobiche o anaerobiche attraverso processi biochimici svolti dai microrganismi, che portano alla formazione di composti quali anidride carbonica e acqua. Uno dei maggiori problemi dei Paesi industrializzati riguarda il rilascio di sostanze chimiche pericolose e tossiche che vengono a contatto con acqua, aria e suolo, alterandone il loro naturale equilibrio, soprattutto i prodotti petroliferi e i loro derivati. I principali interventi attraverso cui un suolo può essere decontaminato sono fisici, chimici e biologici. I processi biologici in particolare sfruttano le capacità degradative dei microrganismi presenti nel compost, in particolare funghi e batteri, nei confronti dei composti organici, trasformandoli in composti meno tossici. Il recupero di suoli contaminati mediante l impiego del compost prevede l escavazione del suolo e il suo mescolamento con l ammendante e altri materiali correttivi organici quali trucioli, fieno e concime, che forniscono una porosità sufficiente ed un equilibrio tra Carbonio ed Azoto adatto per promuovere l attività termofila e microbica che si sviluppa in condizioni aerobiche. Per quanto riguarda le modalità e le quantità si suggerisce di interrare dopo l eventuale bonifica le stesse quantità riportate in precedenza per i tappeti erbosi. Agricoltura Come detto in precedenza l utilizzo di compost nella fertilizzazione del suolo consente di aumentare i contenuti di sostanza organica e di elementi nutritivi e migliora le caratteristiche fisiche dei terreni (maggiore porosità, maggior contenuto di acqua disponibile, aumento della velocità di infiltrazione dell acqua e una riduzione dei fenomeni erosivi). Gli elementi nutritivi forniti con il compost sono presenti per la maggior parte in forma organica, quindi non prontamente disponibili per le piante ma lentamente e gradualmente mineralizzati: un apporto nutrizionale a medio ed a lungo effetto che riduce al minimo i rischi di squilibri vegeto-produttivi e di scadimenti qualitativi.

51 51 Le matrici organiche tradizionalmente impiegate in agricoltura sono i letami, utilizzati a diversi gradi di maturazione, secondo esigenze specifiche e disponibilità, nelle operazioni principali che precedono la semina e/o la messa a dimora di specie vegetali e di essenze arboree. Tuttavia, si assiste ormai da tempo alla separazione delle attività zootecniche da quelle di sola coltivazione che comporta, soprattutto nei comprensori a forte specializzazione (es. viticola, frutticola, ecc.), una minore disponibilità di tale sostanza organica proprio dove serve di più. Dal punto di vista agronomico l utilizzo di letame in agricoltura è comparabile con l impiego di compost di qualità proveniente da scarti organici da raccolta differenziata. Il compost si presta a sostituire il letame in tutte le sue funzioni e, mediante la disponibilità graduale di elementi nutritivi, è in grado di diminuire la fornitura di concimi di sintesi,come già descritto nella precedente pag. 26. Oltre agli impieghi nell agricoltura convenzionale il compost, se possiede requisiti di qualità, può essere commercializzato come prodotto consentito in agricoltura biologica ai sensi del Regolamento (CE) n. 889/2008 e ai sensi dell allegato 13 del D.lgs. 75/2010. AGRICOLTURA ESTENSIVA: (compost distribuito in pre-aratura su colture erbacee, quali cereali, foraggiere, piante industriali). In generale per tutte le colture erbacee in pieno campo ed in orticoltura le dosi consigliate si aggirano sui * q/ha, secondo il contenuto di sostanza organica e il grado di mineralizzazione del suolo. Sulle colture si ottengono i migliori risultati con distribuzione del compost alle dosi consigliate prima della semina, alla fine dell inverno, procedendo subito con l aratura (vangatura, fresatura), per incorporare l ammendante al terreno ed evitare le perdite di elementi nutritivi cui seguono le lavorazioni di affinamento e la preparazione del letto di semina. Le dosi indicate corrispondono (dato che il compost contiene meno acqua del letame) ad un apporto di * q/ha di letame; dunque in termini di contributo in nutrienti l impiego di compost alle dosi consigliate corrisponde ad una buona letamazione: in considerazione dell alto contenuto in Fosforo, in caso di impiego del compost, non sono generalmente necessarie integrazioni con concimi fosfatici, mentre è consigliabile solo un limitato apporto aggiuntivo di Potassio.

52 52 ORTICOLTURA SPECIALIZZATA: (coltivazione di piante orticole praticata in serra o in pieno campo). I suoli che ospitano queste colture, data l intensità colturale, tendono ad impoverirsi e richiedono ricarichi di sostanza organica elevati (4-5- fertilizzazioni nell arco della stagione vegetativa). Le dosi consigliate per le colture orticole variano da 20 a 40* t/ha, a seconda della coltura praticata e della fertilità del terreno. Dopo la distribuzione è opportuno intervenire con un aratura o fresatura, al fine di interrare il compost e incorporarlo per una profondità di almeno cm. Per l Azoto gli apporti sono praticamente uguali a quelli adottati con l uso del letame e quindi non vanno modificate le integrazioni con concimi minerali azotati; mentre non sono necessarie integrazioni con concimi fosfatici e potassici, tranne quelle normalmente somministrate in modo localizzato vicino alle radici, per favorire le prime fasi di sviluppo delle piantine.

53 53 VITICOLTURA E FRUTTICOLTURA: Si possono prevedere sia per fertilizzazione organica del terreno in pre-impianto sia per fertilizzazioni interfilare in copertura. Nel primo caso si distribuisce compost (con aggiunta di concimi fosfopotassici) e si interra con lavorazioni meccaniche allo scasso o all aratura tradizionale; nel secondo caso si distribuiscono 2-3* kg/ m2 di compost nell interfila procedendo quindi ad una lavorazione sotto-superficiale (< 10 cm). Le dosi consigliate sono di 350* q/ha di ammendante di cui l 85-90% su tutta la superficie prima delle lavorazioni profonde (scasso, aratura) ed il 10-15% mescolato con il terreno, localizzato nelle buche nella messa a dimora delle piante. L impiego di compost in copertura garantisce un adeguato tenore di sostanza organica nel terreno e restituisce gli elementi nutritivi asportati con le produzioni. In frutti-viticoltura rimane comunque necessaria un integrazione con 100 Kg/ha di Fosforo (per es. con 5 q/ha di perfosfato minerale e 12 q/ha di solfato potassico); nei frutteti familiari è consigliata anche la cenere come integratore potassico (300 g/mq). Un impiego interessante in questo settore è la pacciamatura, effettuata con strati di compost sulla fila, allo scopo di limitare lo sviluppo di erbe infestanti, mantenere nel tempo un maggiore e più costante tenore di umidità in prossimità dell apparato radicale e aumentare il tenore di sostanza organica nel terreno; lo strato pacciamante evita inoltre eccessivi innalzamenti della temperatura, garantendo minori escursioni termiche sia giornaliere sia stagionali. I migliori risultati sono stati ottenuti su barbatelle e plantule da poco messe a dimora. Si procede distribuendo uno strato quanto più uniforme possibile, di circa 8-10 cm di spessore, alla base delle piante o sulla fila. L efficacia del compost in pacciamatura si esaurisce dopo 1-2 anni, per cui dopo tale periodo occorre prevedere la ricostruzione dello strato pacciamante.

54 54 * Le dosi indicate sono quelle generalmente consigliate per ottenere un ottimale concimazione del terreno e sfruttare a pieno i benefici del compost. Nella pratica, oltre a valutare le singole condizioni pedo-climatica in cui si opera, occorre tuttavia considerare eventuali restrizioni normative, sia a livello regionale che provinciale, che di disciplinare di produzione, che possono imporre restrizioni nelle dosi di fertilizzante ammesse per ettaro e per anno (Vedi Riquadro sulla Direttiva Nitrati ). La meccanizzazione della distribuzione dell ammendante compostato L impiego del compost nei diversi ambiti di impiego, è assimilabile a quello del letame anche per quanto riguarda la meccanizzazione, pertanto la gestione nell ambito dell azienda agraria o del sistemazione a verde pubblico (parchi, giardini) è da considerarsi analoga. Tuttavia il compost presenta una densità di circa 0,4-0,5 mentre quella del letame è circa di 1, inoltre l ammendante si presenta polverulento e poco plastico, caratteristiche che ne determinano sostanziali differenze nella movimentazione e distribuzione. Un buon cantiere di lavoro è rappresentato da: trattore, pala caricatrice (benna con capacità superiore al m3 per ridurre i tempi operativi di rifornimento), spandicompost. Le attrezzature attualmente presenti nel mercato sono gli spandicompost in grado di evitare ingolfamenti, assicurare lo svuotamento del cassone e migliorare l uniformità della distribuzione mantenendo elevata la capacità di lavoro.

55 55 Le tradizionali macchine per la distribuzione dei fertilizzanti solidi, non si adattano facilmente alla distribuzione del compost, che ha una particolare natura fisica, rappresentata da una struttura fibroso-polverulenta. I mezzi meccanici più adatti sono invece quelli assimilabili o derivati dai classici spandiletame, costituiti da cassone a fondo mobile per favorire il convogliamento dell ammendante verso gli organi distributori e caratterizzati da notevole capacità di carico. Questi sono dotati di 1, 2 o 3 assi a seconda della dimensione, il volume di carico è variabile fino a 25 mc di prodotto, mentre il peso massimo del rimorchio a pieno carico non può superare le 20 t per poter rispettare le norme del codice stradale, perciò le attrezzature sono omologate. Naturalmente il volume utile di carico è indipendente dalla natura del prodotto, ma direttamente legato alle caratteristiche costruttive dell attrezzo, dato che il peso dell ammendante compostato è variabile a seconda della percentuale di umidità. Per una distribuzione ottimale dell ammendante compostato è auspicabile che il prodotto abbia un umidità pari al 30-50% (per evitare l eccessiva polverulenza), inoltre il materiale deve essere il più omogeneo possibile. I sistemi di distribuzione si basano su principi di caduta diretta al suolo o di proiezione centrifuga più componente di trasporto pneumatico. La distribuzione del compost può essere laterale o posteriore: nel primo caso il sistema è formato da una girante, con asse di rotazione orizzontale, dotata di pale o di balestre oppure da un disco centrifugo con asse di rotazione verticale, nel caso della distribuzione posteriore il sistema si avvale di uno o più piatti

56 56 rotanti o di rulli disposti orizzontalmente o verticalmente. In quest ultimo caso, ai rulli sono abbinati due piatti centrifughi per impedire la caduta del prodotto subito al di sotto del pianale di carico. Per l impiego localizzato dell ammendante lungo i filari delle colture arboree, sono richiesti mezzi di ridotte dimensioni, che garantiscano una buona capacità di manovra tra le file. Queste attrezzature sono portate dalla trattrice e possono operare la distribuzione localizzata sia interrata sia superficiale. Per le colture arboree, ma con modificazioni della barra porta-ancore anche per colture orticole, la distribuzione del compost (in forma pellettata) può avvenire mediante ancore che fessurano il terreno deponendo il materiale all interno del solco. Le caratteristiche essenziali richieste all attrezzatura sono l efficienza e la precisione di distribuzione sia per ampiezza sia per uniformità (soprattutto in pieno campo). Dal punto di vista tecnico, per ottenere un sensibile abbattimento dei costi, sono state incrementate la capacità delle tramogge e l ampiezza della distribuzione, migliorandone anche l uniformità. Per la distribuzione su grandi superfici è molto importante avere elevate capacità di lavoro (caratteristica che normalmente va a discapito dell omogeneità) con lo scopo di abbattere i tempi accessori (rifornimento, ritorno a vuoto), tuttavia occorre trovare una buon compromesso tra produttività e rispetto del suolo (portanza) per rendere sostenibile l operazione senza compromettere la struttura del terreno con l eccessivo calpestamento. I sistemi di distribuzione modificano la loro efficienza in base anche alle caratteristiche chimico-fisiche dell ammendante. Se il contenuto di umidità è basso, sia la distribuzione sia i costi di trasporto sono correlati in maniera positiva, evidenziando un abbattimento dei costi e un elevata efficienza di distribuzione. Nel caso in cui il compost sia caratterizzato da un elevata percentuale di umidità (variabile con la stagione e le modalità di stoccaggio) si possono verificare problemi nella manipolazione del prodotto, di ingolfamento e distribuzione non omogenea. Per quanto concerne gli organi distributori veri e propri, occorre ricordare che l elevata componente polverulenta solitamente presente nel compost, può dare origine a fenomeni di deriva. Per ovviare a questo problema i mezzi distributori devono riuscire a mantenere il prodotto il più possibile vicino al suolo.

57 57 Alcune delle principali caratteristiche tecniche che devono essere proprie dei mezzi per la distribuzione del compost possono essere così sintetizzate: polivalenza; possibilità della regolazione della dose ( 5 50 t/ha); basso compattamento del terreno; uniformità di distribuzione trasversale e longitudinale; elevata larghezza di lavoro; buona capacità di carico ed elevata capacità operativa; efficace convogliamento del materiale verso gli apparati distributori; limitata polverizzazione del materiale distribuito. BOX n. 4 Raccomandazioni operative impiegare ammendante compostato proveniente da impianti autorizzati almeno 30 giorni prima della data di utilizzo; prendere visione della consistenza del materiale da distribuire; individuare le superfici da trattare e il fabbisogno di compost; in alternativa usare le dosi standard; attenzione alle aree di rispetto (corsi d acqua, abitazioni, strade, ecc); considerare le previsioni meteorologiche; limitare i tempi di stoccaggio e preferire accumuli di grandi dimensioni (diffusione odori); verificare l accessibilità del mezzo di trasporto (autocarri/scarrabili da circa t o bilici con vasca da circa 20 t).

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