SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

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1 Regione Marche SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO Approfondimento tematico nell ambito dell attività di valutazione in itinere del POR-FSE Regione Marche Dicembre 2010 ATI Fondazione Giacomo Brodolini Istituto per la Ricerca Sociale

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3 SINTESI DEL RAPPORTO, CONCLUSIONI ED IMPLICAZIONI PER LE POLITICHE Il rapporto presenta i principali risultati della valutazione tematica sugli interventi per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nella regione Marche, realizzata nell ambito delle attività di valutazione in itinere del POR FSE Regione Marche, Programmazione Il tema della sicurezza e della salute sul lavoro è una delle principali componenti del concetto multidimensionale di qualità del lavoro adottato dalla regione Marche come obiettivo fondante della strategia regionale (art. 1 della L.R. 2/05), che riprende quanto sancito dai Consigli Europei di Lisbona e Nizza e dalla Comunicazione della Commissione Europea COM(2003) A livello nazionale il crescente numero di incidenti e di morti sul lavoro registrato negli ultimi anni ha, recentemente, riportato il problema della sicurezza sul lavoro al centro dell attenzione del Governo e del Parlamento e ha portato all approvazione del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008 n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro). In questo quadro di riferimento, il POR Marche F.S.E tiene esplicitamente conto della necessità di intensificare gli interventi a sostegno dell incremento della qualità del lavoro e prevede tra gli obiettivi operativi dell Asse I Adattabilità, il miglioramento della qualità del lavoro, con particolare attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. All interno di questo Asse è prevista, tra l altro, l implementazione di interventi finalizzati a sostenere l adozione di misure in grado di favorire la sicurezza sul lavoro. In particolare, il FSE può prevedere anche interventi rivolti a migliorare la qualità del lavoro con particolare attenzione alla salute ed alla sicurezza dei lavoratori, quali corsi di formazione in tema di salute e sicurezza e/o azioni di formazione, informazione, sensibilizzazione e tutoraggio in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro, oltre che progetti rivolti a specifici target della popolazione (quali gli immigrati), per i quali si rilevano significativi problemi connessi alla sicurezza sul lavoro. 1 COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI - Migliorare la qualità del lavoro: un analisi degli ultimi progressi, Bruxelles, 26/11/2003 I

4 Obiettivi della valutazione, metodologia e articolazione del rapporto di valutazione Gli Obiettivi specifici della valutazione tematica sono di: inquadrare concettualmente il tema della qualità del lavoro, entrato a far parte delle priorità di azione non solo della strategia regionale, ma anche di numerose organizzazioni e istituzioni internazionali e nazionali; ricostruire e comprendere le modalità di implementazione della strategia del POR in relazione alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori (quale tipo di interventi, quali obiettivi, quali gruppi di popolazione sono stati coinvolti); analizzare il ruolo del POR FSE in materia di salute e sicurezza dei lavoratori (quali interventi sono specificamente sostenuti dal FSE, quali benefici per coloro che hanno partecipato alle azioni); identificare buone pratiche in materia di prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ove possibile, si è tenuto conto delle specificità di genere nell analisi della programmazione e del disegno degli interventi in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, anche alla luce della segregazione orizzontale che caratterizza molti settori di attività. L approccio metodologico, descritto in dettaglio nel Disegno della valutazione 2, ha comportato la combinazione di diversi strumenti e metodologie sia di tipo qualitativo che quantitativo, tra cui: a) l analisi desk della documentazione disponibile a livello europeo, nazionale e regionale su interventi e buone pratiche in materia di sicurezza e salute sul lavoro; b) l analisi della normativa di riferimento a livello europeo, nazionale e regionale; c) l analisi statistica dei dati amministrativi INAIL sugli andamenti infortunistici e malattie professionali disponibili a livello regionale e/o provinciale, oltre che dei dati di monitoraggio sugli interventi formativi realizzati nella regione in materia di SSL e sulle caratteristiche dei partecipanti a tali interventi; d) un indagine CATI sull universo dei destinatari di attività formative sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro concluse al 30 aprile 2010, al fine analizzare gli effetti degli interventi formativi sia sui comportamenti individuali dei partecipanti che sugli effetti percepiti nell organizzazione aziendale. Il rapporto presenta i principali risultati della valutazione, evidenziando: 2 RTI FGB-IRS, La valutazione tematica: la sicurezza sul lavoro. Disegno della valutazione e strumenti, Ottobre II

5 Nel capitolo 2, il ruolo della sicurezza e salute sul lavoro nell ambito del concetto multidimensionale di qualità del lavoro, sulla base della prevalente letteratura internazionale sul tema. Nel capitolo 3, il contesto di riferimento degli interventi avviati sul tema della sicurezza e salute sul luogo di lavoro, attraverso: Una breve rassegna delle normative esistenti a livello comunitario, nazionale e regionale sul tema; La ricostruzione del ruolo del FSE per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro attraverso la rassegna di altre esperienze e pratiche adottate a livello europeo e/o nazionale; Un analisi descrittiva dei dati amministrativi INAIL sugli andamenti infortunistici e le malattie professionali, disponibili a livello regionale e/o provinciale. Nel capitolo 4 si presenta l analisi del quadro regionale degli attori e delle politiche locali (sia FSE che non) in tema di sicurezza e salute sul luogo di lavoro e l individuazione di buone pratiche. Nel capitolo 5 si presentano i principali risultati che emergono dai dati di monitoraggio sui corsi e i destinatari delle azioni approvate e concluse al 30 aprile 2010 e la valutazione degli interventi in tema di salute e sicurezza sul lavoro mediante: La ricostruzione delle caratteristiche dei destinatari degli interventi formativi cofinanziati con il FSE e di quelli finanziati tramite fondi nazionali/regionali. I risultati dell indagine CATI sui lavoratori che hanno partecipato a: i) corsi di formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per le figure obbligatorie (quali i Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS, i Preposti alla sorveglianza, gli Operatori di Gru Edili, ecc.) previste dal d.lgs. 81/2008 e cofinanziati col FSE; ii) corsi di formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per figure obbligatorie finanziati con la l. 236/93 (c.d. "sicurezza sui ponteggi"); iii) altri corsi di formazione genericamente destinati ai lavoratori e non disciplinati dal d. lgs. 81/2008, cofinanziati col FSE; iv) corsi di formazione cofinanziati col FSE all interno dei quali sono stati previsti Moduli su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. La valutazione delle azioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro diverse dai corsi di formazione. III

6 Il contesto normativo L analisi del contesto normativo ha considerato gli interventi definiti a livello europeo (Direttiva Quadro 89/391/CEE), nazionale (Decreto Legislativo n. 626 del 1994, trasposto nel Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro - d.lgs. 81/2008, a sua volta integrato dal d.lgs. n. 106 del 3 agosto 2009) e regionale (Legge Regionale n. 2 del 21 gennaio 2005) che disciplinano: Il sistema di gestione ed organizzazione delle attività di prevenzione e protezione dai rischi sui luoghi di lavoro individuandone i soggetti responsabili e prevedendone l attivazione. Lo sviluppo di una cultura della prevenzione attraverso: o L informazione; o La formazione tecnica dei lavoratori e delle figure preposte contro gli infortuni; o La partecipazione dei lavoratori all individuazione ed adozione delle contromisure per i rischi; o La collaborazione fra impresa e lavoratori tesa all individuazione di responsabilità comuni, sia da parte del datore di lavoro, che da parte dei lavoratori, che sono responsabili in proprio delle singole azioni od omissioni nel caso di danni a terzi. L analisi degli interventi in tema di SSL attivati con il cofinanziamento del FSE in altri contesti europei e nazionali ha permesso di individuare le principali tipologie d azione e alcune buone pratiche. Le tipologie di azione riguardano in particolare: Formazione ai lavoratori: percorsi formativi rivolti a specifiche categorie di lavoratori, a maggiore rischio di infortuni; Formazione aziendale: attività di formazione rivolte a specifiche realtà aziendali; Formazione nelle scuole/tirocinio: percorsi formativi rivolti a studenti, che integrano l approccio didattico formale e/o concrete esperienze di lavoro; Interventi in azienda: pratiche che incidono sull organizzazione e sulla gestione del sistema di sicurezza aziendale; Campagne informative: attività educative, di informazione e sensibilizzazione. Dall analisi delle buone pratiche realizzate in Europa ed in Italia nell ambito di questa tipologia di azione, non emergono differenze particolarmente rilevanti con quanto viene realizzato in materia di SSL nelle Marche. Il quadro di intervento regionale e il ruolo del FSE I dati amministrativi INAIL sulla frequenza relativa e la gravità degli infortuni relativi al periodo , mostrano nelle Marche indici di frequenza relativa e di gravità più elevati rispetto a IV

7 quelli delle altre regioni del Centro Italia e a quelli nazionali. La struttura produttiva regionale, con un elevata incidenza di piccole imprese nel manifatturiero e nelle costruzioni potrebbe spiegare questi dati, che segnalano comunque la necessità di una elevata attenzione al tema della sicurezza e della salute sul lavoro in questa regione. La ricostruzione del quadro regionale degli attori e delle politiche locali in tema di SSL, realizzata tramite interviste a referenti delle Amministrazioni regionale e provinciali e l analisi della documentazione esistente, ha evidenziato una consapevolezza crescente della rilevanza di questi temi e modalità interessanti di intervento. In particolare emerge che il sistema di governance regionale afferente la tematica SSL è allocato sia a livello regionale che provinciale e che ha un ruolo rilevante la promozione di partenariati istituzionali a livello regionale e provinciale contraddistinti da forme di collaborazione con le organizzazioni datoriali e sindacali, INAIL e altri attori di sistema, con particolare attenzione al sistema dell Istruzione (accordi con l Ufficio scolastico regionale, convenzioni con alcune Università, progetti ed iniziative promosse presso le scuole). Inoltre, a livello provinciale si rileva: Un ampia offerta di formazione mirata sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per figure obbligatorie e non obbligatorie e di moduli informativi sulla sicurezza nell ambito di altri corsi di formazione, oltre a corsi di formazione specifici destinati ad addetti ai lavori in quota. Mancano però interventi formativi specificamente rivolti a settori economici non tradizionalmente considerati negli interventi sulla sicurezza e salute sul lavoro, ma che possono comportare elevati rischi (come i servizi alle persone e i servizi sanitari), o a particolari categorie di lavoratori quali gli immigrati, le donne o altri soggetti a rischio; Un offerta molto differenziata di interventi non formativi finalizzati a promuovere la cultura della sicurezza in una logica fortemente preventiva, generalizzata e trasversale. In questo ambito si distinguono, in particolare, le Provincie di Pesaro e Urbino e di Ascoli Piceno. Il quadro degli interventi rivolti a prevenire e a proteggere dai rischi sui luoghi di lavoro e a sviluppare una cultura delle prevenzione appare particolarmente ampio ed articolato, comprendendo: o tavole rotonde a livello provinciale, formali ed informali, quale sede di confronto e di concertazione tra soggetti istituzionali, pubblici e privati; o concorsi provinciali rivolti a studenti con l obiettivo di sensibilizzare i giovani, e l intero corpo docente; V

8 o progetti didattici ed educativi da realizzare nelle scuole, mirati all informazione ed alla formazione; o giornate provinciali dedicate alla sicurezza, rivolte a tutta la cittadinanza, ai sistemi dell istruzione, della formazione e del lavoro; o protocolli di intesa con Istituzioni e parti sociali; o progetti volti a favorire l applicazione dell art. 21 del d.lgs. n. 626/94, e del successivo art. 36 del d.lgs. n. 81/2008, afferenti l informazione ai lavoratori in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli interventi posti in essere col FSE sembrano nel complesso riflettere quelli che sono gli elementi di innovazione di cui la Strategia Comunitaria si è fatta portatrice e che risiedono: nell adottare una concezione globale del benessere sul luogo di lavoro, in termini tanto fisici quanto psicologici e sociali (non più misurabili semplicemente in funzione dell'assenza di infortuni o malattie professionali); nel riconoscere la promozione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro come un azione posta in capo a più soggetti di diversa natura, in grado di combinare strumenti differenziati; nell aver posto, infine, l accento sull importanza prioritaria della diffusione e del consolidamento di una cultura della prevenzione a tutti i livelli. Per quanto riguarda gli interventi formativi sulla salute e sicurezza sul lavoro, i dati del sistema di monitoraggio regionale evidenziano la rilevanza dei corsi FSE che rappresentano il 65% dei corsi approvati al 30 aprile 2010 e coinvolgono il 78,6% dei destinatari dei corsi avviati. Emerge inoltre un orientamento a privilegiare la dimensione della addizionalità del FSE, che finanzia soprattutto corsi su SSL destinati alla formazione di figure non obbligatorie o comunque rivolti a tutti i lavoratori e corsi di formazione che includono moduli su SSL nel percorso formativo. Sono in particolare le province di Ancona e Ascoli Piceno che hanno improntato i loro interventi nella direzione dell addizionalità FSE. I dati di monitoraggio mostrano altresì una maggiore capacità di attuazione e conclusione dei corsi FSE: in complesso, sono stati avviati l 85,6% e conclusi il 47% dei corsi FSE approvati, rispetto rispettivamente al 35,5% e al 3% dei corsi finanziati con fondi non comunitari. Gli effetti degli interventi formativi sui partecipanti Al fine di realizzare una analisi degli effetti degli interventi formativi in tema di salute e sicurezza sul lavoro è stata realizzata, con l ausilio di un questionario strutturato, un indagine CATI sui VI

9 destinatari di attività formative su SSL concluse al 30 aprile Sono quindi stati coinvolti i destinatari di: i) corsi di formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per le figure obbligatorie con compiti collettivi (quali i Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS, i Preposti alla sorveglianza, ecc.) previste dal d.lgs. 81/2008 e cofinanziati col FSE; ii) corsi di formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per le figure obbligatorie con compiti individuali (Operatori Gru Edili, ecc.) previste dal d.lgs. 81/2008 e cofinanziati col FSE; iii) altri corsi di formazione non disciplinati dal d. lgs. 81/2008, genericamente destinati ai lavoratori o per figure non obbligatorie, cofinanziati col FSE; iv) corsi di formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per figure obbligatorie finanziati con la l. 236/93 (c.d."sicurezza sui ponteggi"); v) corsi di formazione cofinanziati col FSE all interno dei quali sono stati previsti Moduli su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. L indagine CATI ha coinvolto destinatari dei corsi conclusi al 30 aprile 2010, pari al 46% dell universo di riferimento (e al 71% dell universo dei destinatari con un recapito telefonico). Essendo i corsi conclusi tutti FSE, ad eccezione di quelli per ponteggisti, i risultati consentono di comprendere meglio gli effetti dei corsi a cofinanziamento FSE. I principali risultati evidenziano che: I destinatari dei corsi sono prevalentemente uomini. Le donne sono presenti in misura mediamente superiore nei soli corsi di formazione con moduli su SSL (FSE) e nei corsi per figure non obbligatorie o corsi generici su SSL (FSE); Coloro che hanno partecipato a corsi per addetti in quota (non FSE) e a corsi per figure obbligatorie con compiti individuali (operatori gru edili) si distinguono dagli altri gruppi per essere mediamente più anziani e meno istruiti dei destinatari delle altre tipologie di corsi, probabilmente perché svolgono mansioni prettamente manuali nelle costruzioni; Come prevedibile, gli addetti ai lavori in quota e gli operatori gru edili sono anche quelli che dichiarano una maggiore esposizione al rischio rispetto agli altri intervistati, soprattutto nell interazione coi propri colleghi o con i lavoratori di altre aziende. Inoltre, i destinatari di questi corsi ritengono che nelle proprie aziende la probabilità di incidenti/malattie professionali sia medio alta, diversamente dai destinatari delle altre tipologie di interventi formativi su SSL dove viene considerata medio-bassa. VII

10 D altro canto, non emergono differenze particolari tra i destinatari dei diversi corsi in relazione alle opinioni in tema di SSL: il problema della SSL è considerato un problema prevalentemente legato alle condizioni di lavoro, da affrontare soprattutto attraverso la formazione e l informazione dei lavoratori ed adeguati investimenti aziendali. Secondo la maggioranza degli intervistati per garantire la SSL dovrebbe intervenire soprattutto l imprenditore o l azienda, che si ritiene disponga degli strumenti necessari (conoscenze, risorse, tecnologie) per assicurare la SSL. Non emergono differenze rilevanti tra i destinatari delle diverse tipologie di corso neppure in relazione alla valutazione delle politiche messe in atto dalle aziende in tema di SSL. Secondo gli intervistati: le aziende informano e bene sui rischi per la salute e la sicurezza derivanti dal lavoro svolto; investono molto o abbastanza per la SSL; adottano tutte le misure possibili in tema di SSL. Si registrano elevati livelli di soddisfazione tra tutti i destinatari delle diverse tipologie di corsi considerati. I corsi ed i moduli su SSL secondo i destinatari hanno aumentato la percezione e la consapevolezza del rischio e la capacità di azione in caso di pericoli. Inoltre, nella maggioranza dei casi, quanto appreso è ritenuto applicabile nel proprio contesto lavorativo. Gli interventi formativi in tema di SSL (inclusi i moduli su SSL), realizzati nella nuova programmazione e conclusi al 30 aprile 2010, mostrano dunque risultati positivi. Nella percezione dei destinatari gli interventi formativi: incrementano la percezione del rischio; forniscono le competenze necessarie per aumentare la consapevolezza dei rischi legati al tipo di lavoro svolto e per essere in grado di adottare i comportamenti più opportuni in situazioni di pericolo; i giudizi sui contenuti, sulle modalità organizzative, sui materiali didattici, sui docenti sono ampiamente positivi. Su molti degli aspetti indagati, pur con le dovute differenze, anche i moduli su SSL all interno dei corsi di formazione sembrano contribuire in modo significativo a sviluppare una cultura della prevenzione e mostrano effetti non significativamente diversi da quelli delle diverse tipologie di corsi su SSL. Un altro risultato rilevante emerso dall indagine è che la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro appare costituire parte integrante della gestione delle aziende. VIII

11 Le implicazioni di policy Alla luce dei risultati positivi emersi dell indagine, tenuto conto che la definizione di programmi formativi rivolti a figure e/o a servizi specifici è obbligatoria per legge e data l esistenza di finanziamenti ministeriali per assolvere agli obblighi di legge, il principale suggerimento di policy per valorizzare ulteriormente il ruolo dei cofinanziamenti comunitari in relazione agli interventi in tema di SSL è quello di rinforzare ulteriormente il ruolo addizionale del FSE, continuando sulla strada già intrapresa dalla Regione e da alcune Province marchigiane. In questo senso, le risorse del FSE potrebbero concentrarsi maggiormente: sull introduzione di moduli sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori nell ambito di tutti i corsi, in quanto la prevenzione in tema di SSL è il vero valore aggiunto che queste attività formative possono offrire; nella attivazione di azioni formative specificamente indirizzate a settori non tradizionalmente considerati, pur presentando livelli medio-alti di rischio soprattutto psicologico e mentale (come la sanità, l istruzione, il lavoro di cura), e a gruppi di popolazione particolarmente a rischio, ma più difficili da coinvolgere, come le donne e gli immigrati; nella realizzazione di campagne informative; nell organizzazione di convegni locali/regionali nell ambito di manifestazioni / giornate nazionali / europee in tema di prevenzione e protezione sui luoghi di lavoro; nella pubblicazione, nelle scuole, di concorsi per studenti su sicurezza e salute al lavoro. IX

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13 Indice 1. Introduzione La qualità del lavoro Il concetto di qualità del lavoro nell azione comunitaria Definizione e misurazione della qualità del lavoro Salute e sicurezza sul lavoro: il contesto La normativa di riferimento a livello comunitario, nazionale e regionale Il ruolo potenziale del FSE: alcune esperienze europee e nazionali Box n. 1 - Lussemburgo Construction Safety Toolbox Box n. 2 - Francia Synergie Box n. 3 - Regno Unito Check it Out Box n. 4 - Toscana Sicurezza e prevenzione sul lavoro: dalla normativa ai comportamenti - Sic_Pras Box n. 5 - Lombardia a scuola di sicurezza! Box n. 6 - Friuli Venezia Giulia Safety café Box n. 7 - Friuli Venezia Giulia Alternanza Scuola Lavoro Pittini Box n. 8 - Provincia Autonoma di Trento Consulenza alle aziende per la prevenzione degli infortuni e la salute dei lavoratori Infortuni e malattie professionali in Italia e nelle Marche: i dati amministrativi INAIL Frequenza relativa degli infortuni e gravità di infortunio In sintesi Attori, politiche locali e buone pratiche a livello regionale e locale Il governo del sistema Gli attori del dialogo sociale e i protocolli di collaborazione I contesti provinciali In sintesi

14 5. Il ruolo del POR FSE: monitoraggio e valutazione degli interventi in materia di salute e sicurezza dei lavoratori I dati di monitoraggio: i corsi di formazione su SSL e i destinatari nella programmazione Gli interventi formativi approvati, avviati e conclusi al 30 aprile I destinatari della formazione Gli effetti degli interventi formativi L indagine sui destinatari dei corsi FSE per figure obbligatorie con compiti collettivi (Tipologia A) L indagine sui destinatari dei corsi FSE su SSL per dei corsi su SSL per figure obbligatorie con compiti individuali (operatori gru edili) (Tipologia B1) L indagine sui destinatari dei corsi FSE su SSL per figure non obbligatorie o generici (Tipologia B2) Indagine sui destinatari dei corsi non FSE per addetti ai lavori in quota (Tipologia B3) L indagine sui destinatari dei corsi FSE con moduli su SSL (Tipologia C) In sintesi Gli altri interventi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro

15 1. Introduzione In questo rapporto si presentano i risultati della valutazione tematica sugli interventi per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nella regione Marche, realizzata nell ambito delle attività di valutazione in itinere del POR FSE Regione Marche, Programmazione Nella programmazione del POR FSE della Regione Marche si tiene infatti esplicitamente conto della necessità di intensificare gli interventi a sostegno dell incremento della qualità del lavoro. Il tema della sicurezza e della salute sul lavoro è una delle principali componenti del concetto multidimensionale di qualità del lavoro adottato dalla regione Marche come obiettivo fondante della strategia regionale (art. 1 della L.R. 2/05), che riprende quanto sancito dai Consigli Europei di Lisbona e Nizza e dalla Comunicazione della Commissione Europea COM(2003) 728 3, secondo cui l obiettivo di incrementare la qualità del lavoro impone la realizzazione di azioni in grado di incidere su dieci distinte componenti: la qualità intrinseca del lavoro (misurata dal grado di soddisfazione dei lavoratori in termini di retribuzione, situazione lavorativa e prospettive di carriera); la qualità e l efficienza dei sistemi di istruzione e formazione (che va perseguita allo scopo di promuovere la produttività, la competitività e il prolungamento della vita attiva, la partecipazione degli adulti all istruzione e alla formazione e garantire l accesso alla formazione per tutti); la parità di genere; la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro; il giusto equilibrio tra flessibilità e sicurezza (che va perseguito al fine di garantire modalità di sviluppo socialmente sostenibili); l integrazione sociale (che va perseguita al fine di offrire a tutti i cittadini in età lavorativa disposti e in grado di lavorare la possibilità di entrare e rimanere sul mercato del lavoro); la conciliazione tra vita lavorativa e privata; il dialogo sociale e la partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali interni alle imprese; la gestione della diversità e la lotta alla discriminazione basata sul genere, l età, l handicap o l origine etnica; i livelli occupazionali. 3 Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico E Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni - Migliorare la qualità del lavoro: un analisi degli ultimi progressi, Bruxelles, 26/11/2003 3

16 A livello nazionale il crescente numero di incidenti e di morti sul lavoro registrato negli ultimi anni ha, recentemente, riportato il problema della sicurezza sul lavoro al centro dell attenzione del Governo e del Parlamento con l approvazione del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008 n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro). In questo contesto, il POR Marche F.S.E prevede tra gli obiettivi operativi dell Asse I Adattabilità, il miglioramento della qualità del lavoro, con particolare attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. All interno di questo Asse è prevista, tra l altro, l implementazione di interventi finalizzati a sostenere l adozione di misure in grado di favorire la sicurezza sul lavoro. In particolare, il FSE può prevedere anche interventi rivolti a migliorare la qualità del lavoro con particolare attenzione alla salute ed alla sicurezza dei lavoratori, quali corsi di formazione in tema di salute e sicurezza e/o azioni di formazione, informazione, sensibilizzazione e tutoraggio in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro, oltre che progetti rivolti a specifici target della popolazione (quali gli immigrati), per i quali si rilevano significativi problemi connessi alla sicurezza sul lavoro. Gli Obiettivi specifici che questa valutazione tematica intende realizzare sono di: inquadrare concettualmente il tema della qualità del lavoro, entrato a far parte delle priorità di azione, oltre che della strategia regionale, anche di numerose organizzazioni e istituzioni internazionali e nazionali; comprendere le modalità di implementazione della strategia del POR in relazione alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori (quale tipo di interventi, quali obiettivi, quali target sono stati intercettati); valutare il ruolo del POR FSE in materia di salute e sicurezza dei lavoratori (quali benefici per coloro che hanno partecipato alle azioni); identificare buone pratiche in materia di prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ove possibile, la presente valutazione tematica mira, inoltre, a tenere conto della specificità di genere nell analisi della programmazione e del disegno degli interventi in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, anche alla luce della segregazione orizzontale che caratterizza molti settori di attività. 4

17 Il rapporto si struttura come segue: Il capitolo 2, evidenziando il ruolo della sicurezza e salute sul lavoro, propone una analisi sintetica, sulla base della prevalente letteratura internazionale sul tema, di cosa si intenda per qualità del lavoro, su come sia possibile misurarla e su quale ruolo potrebbe avere il FSE; Il capitolo 3 presenta una analisi di contesto sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro attraverso: Una breve rassegna delle normative esistenti a livello comunitario, nazionale e regionale in tema di salute e sicurezza dei lavoratori; La ricostruzione del ruolo del FSE per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro attraverso la rassegna di altre esperienze e pratiche adottate a livello europeo e/o nazionale; Un analisi descrittiva dei dati amministrativi INAIL sugli andamenti infortunistici e le malattie professionali, disponibili a livello regionale e/o provinciale; Il capitolo 4 riporta l analisi del quadro regionale degli attori e delle politiche locali (sia FSE che non) in tema di sicurezza e salute sul luogo di lavoro e l individuazione di buone pratiche, mediante: La ricostruzione delle politiche locali (sia FSE che non FSE) in tema di attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori realizzate in regione e nelle diverse province marchigiane. L analisi considera i settori di attività economica, le professioni e le qualifiche e/o mansioni, le aree di rischio e la tipologia di beneficiari, coinvolti nelle diverse misure attivate; L individuazione di alcune buone pratiche in materia di prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro adottate sul territorio della regione Marche, finalizzate a migliorare la sicurezza e la qualità negli ambienti di lavoro; Il capitolo 5 propone il monitoraggio e la valutazione degli interventi in tema di salute e sicurezza sul lavoro mediante: La ricostruzione dei destinatari degli interventi formativi cofinanziati con il FSE (ovvero a valere sul POR ) e di quelli finanziati tramite fondi nazionali/regionali. L analisi è condotta per genere, classi di età, titolo di studio, condizione occupazionale, dimensione d azienda e settore di attività attraverso i dati provenienti dal sistema di monitoraggio regionale; 5

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