I s t i t u t o G r a n d i I n f r a s t r u t t u r e APPALTI &CONCESSIONI. Europa e Regioni

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1 APPALTI &CONCESSIONI Piano della Commissione Europea per soddisfare le esigenze di finanziamento a lungo termine dell'economia La Commissione europea ha adottato lo scorso 27 marzo un pacchetto di misure volte a stimolare nuove modalità per mettere a disposizione finanziamenti a lungo termine e sostenere il ritorno dell'europa ad una crescita economica sostenibile. Saranno necessari considerevoli investimenti a lungo termine, nel quadro della strategia Europa 2020 e del pacchetto su clima ed energia all'orizzonte 2030, in infrastrutture, nuove tecnologie e innovazione, così come in R&S e in capitale umano. Da qui al 2020 il fabbisogno stimato di investimenti è pari a mille miliardi di euro solo per le reti di trasporto, energia e telecomunicazioni significative a livello di UE, secondo quanto constatato nel quadro del cosiddetto meccanismo per collegare l'europa. La crisi economica e finanziaria ha inciso negativamente sulla capacità del settore finanziario di convogliare finanziamenti verso l'economia reale, in particolare per quanto riguarda gli investimenti a lungo termine. L'Europa ha sempre fatto ampio affidamento sulle banche per finanziare l'economia reale: due terzi dei finanziamenti provengono infatti dalle banche, rispetto ad un terzo negli Stati Uniti. Se le banche riducono il proprio livello di leva finanziaria, praticando il cosiddetto deleveraging, la disponibilità di finanziamenti diminuisce per tutti i settori dell'economia: ad esempio, meno di un terzo delle PMI olandese e greche e solo circa la metà delle PMI italiane e spagnole hanno ottenuto per intero i crediti che avevano richiesto nel Il pacchetto di misure adottato (COM(2014)172 final) comprende 1) una comunicazione sul finanziamento a lungo termine dell'economia, 2) una proposta legislativa per l'adozione di nuove regole per gli enti pensionistici aziendali o professionali e 3) una comunicazione sul crowdfunding (finanziamento collettivo). La comunicazione si basa sulle risposte ricevute nel corso della consultazione e sulle discussioni avvenute in vari consessi internazionali, come il G20 e l'ocse, ed identifica una serie di misure specifiche che l'ue può adottare per promuovere il finanziamento a lungo termine. Elementi principali del pacchetto di proposte di azione La comunicazione sul finanziamento a lungo termine presenta una serie di azioni specifiche che verranno intraprese dalla Commissione per migliorare il finanziamento a lungo termine dell'economia europea. Due di queste azioni sono: una proposta di revisione delle norme sui fondi pensionistici aziendali e professionali

2 (revisione della direttiva 2003/41/CE relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (direttiva IORP) a sostegno dell'ulteriore sviluppo di un importante tipo di investitore a lungo termine nell'unione europea (MEMO/14/239) una comunicazione sul crowdfunding per offrire possibilità di finanziamento alternative per le PMI (MEMO/14/240). Le azioni possono essere suddivise in sei principali settori di intervento: 1. Mobilitare fonti private di finanziamento a lungo termine: tra le azioni previste vi sono la finalizzazione dei dettagli del quadro prudenziale per banche e imprese di assicurazione che sostengono i finanziamenti a lungo termine all'economia reale, una maggiore mobilitazione di risparmi pensionistici personali e la valutazione delle modalità per incoraggiare maggiori flussi transfrontalieri di risparmio e i meriti di eventuali conti di risparmio UE. 2. Migliore uso dei finanziamenti pubblici: favorire le attività delle banche nazionali di promozione (istituzioni finanziarie create dai governi, che forniscono finanziamenti a scopo di sviluppo economico) e promuovere una migliore collaborazione tra sistemi di credito all'esportazione nazionali esistenti (istituzioni che fungono da intermediari tra i governi nazionali e gli esportatori per concedere finanziamento delle esportazioni). Entrambi i tipi di istituzioni svolgono un ruolo importante per il finanziamento a lungo termine. 3. Sviluppare i mercati dei capitali europei: facilitare l'accesso delle PMI ai mercati del capitale e a fondi comuni di investimento più ampi creando un mercato secondario liquido e trasparente per le obbligazioni societarie, rivitalizzando i mercati della cartolarizzazione tenendo in debito conto i rischi e il carattere eterogeneo di tali prodotti e migliorando le condizioni esistenti a livello di UE per obbligazioni garantite e collocamento privato. 4. Migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti: tra le azioni indicate nella comunicazione sul finanziamento a lungo termine vi sono il miglioramento delle informazioni in materia di credito alle PMI, il riavvio del dialogo tra banche e PMI e la valutazione delle migliori pratiche per aiutare le PMI ad accedere ai mercati dei capitali. La sensibilizzazione e l'informazione sui progetti sono tra gli elementi chiave delle azioni prospettate nella comunicazione sul crowdfunding. 2

3 Commissione Europea Regolamento delegato (Ue) n. 240/2014 della Commissione del 7 gennaio 2014 (GUUE L 74 del ) recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell ambito dei fondi strutturali e d'investimento europei Il regolamento ha l obiettivo di fornire un codice europeo di condotta per sostenere e agevolare gli Stati membri nell organizzazione di partenariati finalizzati agli accordi di partenariato e ai programmi finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dal Fondo sociale europeo (FSE), dal Fondo di coesione, dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FE AMP). Tali fondi operano ora nell ambito di un quadro comune e sono denominati «fondi strutturali e d'investi mento europei» («fondi SIE»). Va precisato che si tratta di decisioni relative alla fase di programmazione e gestione, comunque non relative alla procedura di appalti per dare attuazione agli interventi che godono dei finanziamenti. L, regionale e locale nel corso dell intero ciclo del programma, che si articola in 1) preparazione, 2) attuazione, 3) sorveglianza e 4) valutazione. Il meccanismo che presiede all erogazione dei Fondi strutturali è disciplinato secondo principi di estesa partecipazione con il diretto coinvolgimento, non solo finanziario, degli Stati membri. Di seguito, alcuni degli aspetti salienti del nuovo Regolamento. bile rappresentativi delle parti interessate. Occorre che le procedure di selezione siano trasparenti e tengano conto dei diversi contesti istituzionali e giuridici degli Stati membri e delle loro competenze nazionali e regionali., parti economiche, compresi i partner ambientali e le organizzazioni locali e di 3

4 volontariato, che possono influenzare significativamente l attuazione dell accordo di partenariato e dei programmi o risentire dei loro effetti. di consultazione tempestiva, pe efficace delle politiche. ziali e le buone prassi in materia una realizzazione Di seguito alcuni degli articoli più significativi: Articolo 8 Preparazione dei programmi, coinvolgono i partner pertinenti nella preparazione dei programmi, in particolare per quanto riguarda: a) l analisi e l identificazione delle esigenze; tivi specifici; c) l assegnazione dei finanziamenti; d) la definizione degli indicatori specifici dei programmi; e) l applicazione dei principi orizzontali quali definiti agli articoli 7 e 8 del regolamento (UE) n. 1303/2013; f) la composizione del comitato di sorveglianza. Articolo 9 Informazioni sul coinvolgimento dei partner pertinenti nei programmi Gli Stati membri forniscono in relazione ai programmi almeno le seguenti informazioni: a) le azioni adottate per coinvolgere i partner pertinenti nella preparazione dei programmi e nelle relative modifiche; b) le azioni previste per garantire la partecipazione dei partner all attuazione dei programmi. Capo iv Buone prassi relative alla formulazione delle norme che disciplinano la composizione e le procedure interne dei comitati di sorveglianza 4

5 Articolo 10 Norme che disciplinano la composizione del comitato di sorveglianza 1. Nel formulare le norme che disciplinano la composizione del c discriminazione. 2. Per quanto riguarda i comitati di sorveglianza dei programmi di cooperazione territoriale europea, i partner possono essere rappresentati da organizzazioni ombrello a livello transnazionale o dell Unione nell ambito dei programmi di cooperazione interregionale e transnazionale. Gli Stati membri possono coinvolgere i partner nella preparazione del comitato di sorveglianza, in particolare tramite la loro partecipazione ai comitati di coordinamento a livello nazionale negli Stati membri partecipanti. Articolo 11 Norme che disciplinano la procedura del comitato di sorveglianza Nel formulare le norme che disciplinano la procedura, i comitati di sorveglianza devono tenere conto dei seguenti elementi: a) i diritti di voto dei membri; b) il preavviso da dare per le riunioni e riore a 10 giorni lavorativi; sorveglianza; ; di sorveglianza; f) le disposizioni sul conflitto di interessi per i partner coinvolti nella sorveglianza, nella valutazione e negli inviti a presentare proposte;. 5

6 Capo v Principi essenziali e buone prassi per quanto ri guarda il coinvolgimento dei partner pertinenti nella preparazione di inviti a presentare proposte e relazioni sullo stato dei lavori e in materia di sorveglianza e di valutazione dei programmi Articolo 12 Obblighi in merito alla protezione dei dati, alla riservatezza e al conflitto di interessi anza e valutazione dei programmi siano consapevoli dei loro obblighi relativi alla protezione dei dati, alla riservatezza e al conflitto di interessi. Articolo 13 Coinvolgimento dei partner pertinenti nella preparazione degli inviti a presentare proposte interesse quando coinvolgono i partner nella preparazione di inviti a presentare proposte o nella loro valutazione. Unione Europea novita per la V.I.A. Il 15 maggio entrerà in vigore la Dir. 2014/52/UE del 16 aprile 2014 (GUUE L 124 del ) che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. La direttiva apporta novità importanti adeguando le norme all evoluzionedel diritto Ue e internazionale dell ambiente, e In particolare introduce la nuova definizione di valutazione dell impatto ambientale inteso quale processo comprendente: i) la preparazione di un rapporto di valutazione dell impatto ambientale da parte del committente, di cui all articolo 5, paragrafi 1 e 2; ii) lo svolgimento delle consultazioni di cui all articolo 6 e, ove pertinente, all articolo 7; iii) l esame, da parte dell autorità competente, delle informazioni presentate nel rapporto di valutazione dell impatto ambientale e di eventuali altre 6

7 informazioni supplementari fornite, se necessario, dal committente in conformità dell articolo 5, paragrafo 3 così come di tutte le informazioni pertinenti ricevute nel quadro delle consultazioni ai sensi degli articoli 6 e 7; iv)la conclusione motivata dell autorità competente in merito agli effetti significativi del progetto sull ambiente, che tiene conto dei risultati dell esame di cui al punto iii) e, se del caso, del proprio esame supplementare; nonché v) l integrazione della conclusione motivata dell autorità competente in tutte le decisioni di cui all articolo. Conformemente ai principi di certezza del diritto e di proporzionalità, e per garantire che la transizione dal regime attuale, definito dalla direttiva 2011/92/UE, al nuovo regime discendente dagli emendamenti contenuti nella direttiva 2014/52 sia quanto più agevole possibile, è opportuno stabilire misure transitorie. Tali misure dovrebbero assicurare che il contesto normativo inerente ad una valutazione dell'impatto ambientale non sia modificato, in relazione a un determinato committente, qualora l'iter procedurale sia già stato avviato in base al regime attuale e il progetto non abbia ancora ricevuto un'autorizzazione o qualora non sia stata ancora adottata un'altra decisione vincolante necessaria per rispettare gli obiettivi della presente direttiva. Di conseguenza, le pertinenti disposizioni della direttiva 2011/92/UE anteriori alla modifica della direttiva stessa ad opera della presente direttiva si dovrebbero applicare ai progetti per i quali la procedura di screening o la procedura di scoping qualora lo scoping, ovvero la definizione dell'ambito di applicazione, sia stata richiesta dal committente ovvero dall'autorità competente è stata avviata prima della scadenza del termine per il recepimento ovvero per i quali, prima di tale data, è stato presentato il rapporto di valutazione dell'impatto ambientale. 7

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