Fa fede solo il discorso pronunciato

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1 Discorso della Presidente del Comitato delle regioni Mercedes Bresso Le regioni e le città d'europa in movimento: prospettive della politica dei trasporti dell'ue e delle reti transeuropee dei trasporti Bruxelles, 30 marzo 2011 Fa fede solo il discorso pronunciato Cari Colleghi, Signore e Signori, sono molto lieta di darvi il benvenuto nella sede del Comitato delle regioni per un dibattito sulla politica europea dei trasporti, ad appena un paio di giorni dall'adozione del Libro bianco sui trasporti da parte della Commissione europea. È per noi l'occasione di invitare le regioni e le città a condividere le loro esperienze e ad esprimere il loro punto di vista in merito ad un documento strategico sulla politica dei trasporti, un documento che farà "muovere le regioni e le città" e che nei prossimi mesi influenzerà il dibattito su un settore politico importante. Vi invito pertanto a valutare, da una prospettiva regionale e locale, in che modo rispondere alle nuove sfide dell'allargamento, della maggiore integrazione dei mercati mondiali e dell'uscita dalla crisi economica, cercando al tempo stesso di conciliare le preoccupazioni economiche, sociali, territoriali e ambientali. Oltre ad approfittare di questo momento particolarmente favorevole, l'obiettivo principale del forum è di trasmettere a tutti un messaggio chiaro: la politica dei trasporti dell'ue interessa in modo diretto le regioni e le città, soprattutto perché sono queste che ne traggono vantaggio, che la (co)finanziano, che la applicano e che la gestiscono. Innanzi tutto, le regioni e le città traggono direttamente vantaggio dallo sviluppo d'infrastrutture di trasporto. In secondo luogo, esse devono spesso cofinanziare e mantenere tali infrastrutture. In terzo luogo, la politica dei trasporti ha un impatto diretto su altre politiche regionali e locali, ad esempio in settori quali l'ambiente, l'assetto territoriale, lo sviluppo rurale e la cooperazione transfrontaliera, solo per citarne alcuni. Infine, le questioni di governance sono sempre più importanti quando si tratta di IT

2 - 2 - realizzare "progetti di grande portata" e le regioni e città sono le prime a dover rispondere sia alle domande e alle preoccupazioni dei cittadini sia ai requisiti stabiliti dall'ue. In tale contesto, consentitemi di sottolineare che il Trattato sul funzionamento dell'ue riconosce espressamene la dimensione regionale e locale. Esso stabilisce che le reti transeuropee devono essere sviluppate "per consentire ai cittadini dell'unione, agli operatori economici e alle collettività regionali e locali di beneficiare pienamente dei vantaggi derivanti dall'instaurazione di uno spazio senza frontiere interne". L'azione dell'unione in questo campo inoltre "tiene conto in particolare della necessità di collegare alle regioni centrali dell'unione le regioni insulari, prive di sbocchi al mare e periferiche". Infine, le reti transeuropee dovrebbero tener conto dei loro effetti sulla coesione economica, sociale e territoriale. Negli anni passati, il CdR ha adottato un buon numero di pareri su questo argomento. In più di un'occasione ha inoltre sottolineato la necessità di consultare gli enti regionali e locali al momento di definire la politica europea dei trasporti e di elaborare le strategie per lo sviluppo delle infrastrutture, compresi gli aspetti finanziari. La necessità di adottare orientamenti comunitari per lo sviluppo delle reti transeuropee di trasporto a sostegno degli obiettivi dell'ue deriva dal fatto che le infrastrutture di trasporto sono state tradizionalmente sviluppate grazie all'intervento dei governi nazionali. Come si sottolinea nel Libro bianco, la pianificazione delle infrastrutture a livello nazionale sembra continuare a prescindere, in una certa misura, dalla pianificazione a livello UE e viene condotta essenzialmente in base ad un approccio unimodale invece che in maniera integrata tra i diversi paesi e modi di trasporto. Visto che c'è ancora molto da fare per collegare i livelli nazionale ed europeo in materia di pianificazione e attuazione, quale dovrebbe essere a questo punto il contributo regionale e locale? Considerando che all'interno dell'ue persistono disparità in termini di qualità e disponibilità di infrastrutture, è necessario integrare meglio la politica europea dei trasporti con le iniziative locali, nel quadro ad esempio della politica di coesione. Ritengo positivo il fatto che il Libro bianco proponga un "nuovo tipo di mobilità urbana" che prevede, tra le altre cose, un maggior coordinamento tra le varie parti interessate sui "piani di mobilità urbana". Gli enti locali avranno un ruolo chiave in tale contesto e dovrebbero avviare un coordinamento al di là dei limiti urbani al fine di coprire intere aree metropolitane e promuovere lo sviluppo di reti di trasporto regionali e transregionali. Dato che circa un quarto delle emissioni di gas serra proviene dai trasporti urbani, è opportuno tener conto in misura maggiore del ruolo che possono svolgere i sindaci nella lotta al cambiamento climatico, favorendo modi puliti di trasporto urbano.

3 - 3 - Le regioni e le città d'europa sono caratterizzate da una grande diversità. Pur dovendo affrontare le stesse sfide, le circostanze cambiano quando ci si trova dinanzi a diversi gradi di sviluppo e, di conseguenza, a diverse esigenze. Per conseguire uno sviluppo economico e sociale sostenibile è importante combinare gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto con il sostegno alle imprese e con lo sviluppo delle risorse umane. Questo rende possibile una migliore definizione e attuazione di un intervento mirato a livello locale. Il Forum di oggi intende appunto incoraggiare il dibattito su questi aspetti chiave. La prima parte del Forum è dedicata all'impatto dei progetti di RTE-T sulla competitività delle regioni. Parafrasando il parere del CdR sul tema Un futuro sostenibile per i trasporti 1, le future reti dei trasporti devono offrire una buona accessibilità a tutte le regioni d'europa quale requisito essenziale per garantire la coesione territoriale dell'ue. Bisogna fare in modo che le regioni periferiche e frontaliere ricevano sufficiente attenzione e sostegno al fine di migliorare i collegamenti. Al tempo stesso non basta però aumentare la capacità delle reti di trasporto. Per essere sostenibile, un sistema di trasporto deve essere competitivo di per sé, altrimenti i settori economici e le imprese che dipendono dalle connessioni di trasporto finiranno per essere, a loro volta, meno competitivi. Pertanto, la sfida principale consiste attualmente nel migliorare la rete esistente e nel metterla in grado di collegare tutte le regioni d'europa in maniera efficiente. Per il Libro bianco è possibile raggiungere questo obiettivo creando una "rete di base" di corridoi selezionati che assorbono elevati volumi di traffico in modo estremamente efficiente e a basse emissioni. Lo sviluppo di questa rete richiederà ulteriori risorse finanziarie e l'adozione di un approccio multimodale. Il fatto che i modelli di trasporto siano attualmente dominati dal trasporto su strada, sia per le merci che per i passeggeri, determina cattive performance ambientali e quindi lo sviluppo di snodi di trasporto multimodali deve figurare tra le priorità della politica comune in questo settore, come afferma lo stesso CdR nel suo parere sul tema Rendere più ecologico il settore dei trasporti 2. La risposta a questa sfida unirà tutte le parti interessate, e tra queste la Commissione europea, gli Stati membri, le regioni, gli enti locali, i gestori delle infrastrutture, gli operatori dei trasporti e i finanziatori. Senza la partecipazione dei governi regionali e locali non è possibile realizzare un programma UE tanto ambizioso, che richiederà maggiori investimenti nelle infrastrutture e nelle 1 2 CdR 146/2009 fin, parere sul tema Un futuro sostenibile per i trasporti: verso un sistema integrato, basato sulla tecnologia e di agevole uso. CdR 272/2008 fin, parere sul tema Rendere più ecologico il settore dei trasporti.

4 - 4 - tecnologie dell'informazione e della comunicazione e, una gestione integrata delle infrastrutture transfrontaliere e multimodali. Non dimentichiamo infine che la competitività è un mezzo e non un fine. Essa deve essere perseguita a determinate condizioni, che assicurino che i suoi vantaggi si riversino su tutta la società. La seconda parte del Forum, che si terrà questo pomeriggio, sarà dedicata al ruolo degli enti regionali e locali nel finanziamento di progetti RTE-T. Il loro contributo è particolarmente rilevante dato che circa due terzi degli investimenti pubblici provengono da enti subnazionali e che le risorse globali per mantenere e migliorare la densa rete europea di trasporto si stanno assottigliando. Sono rimasta particolarmente colpita dalla stima del costo di infrastruttura necessario per rispondere alla domanda di trasporto per il periodo , valutato dal Centro comune di ricerca a 1,8 trilioni di euro! Questo richiede uno sforzo comune a tutti i livelli per garantire adeguati incentivi per gli investimenti, specie in un momento di crisi finanziaria, quando cioè occorre compensare la riduzione dei bilanci statali e incoraggiare contributi anche da parte del settore privato e dei partenariati pubblico-privati. Strettamente collegata all'aspetto finanziario è la questione della governance, tema oggetto della terza parte del Forum. Un maggior coordinamento di tutti gli enti che intervengono nel sistema dei trasporti risulta altamente auspicabile. Occorre estenderlo ai sistemi di trasporto regionale, al loro collegamento con le reti transregionali e infine alla gestione comune dei progetti d'infrastruttura transfrontalieri. Strutture efficaci per la gestione dei progetti europei devono essere create sulla base di accordi istituzionali a livello locale, regionale e nazionale, incoraggiando al tempo stesso la partecipazione delle principali parti interessate e dei cittadini in generale. Il Comitato delle regioni non si limita a chiedere una maggiore dimensione regionale nell'ambito della politica europea dei trasporti e delle RTE-T. Noi reclamiamo anche una maggiore "integrazione" e una vera e propria governance multilivello. Noi promuoviamo gli obiettivi dell'ue a livello subnazionale e favoriamo la cooperazione trasfrontaliera nella realizzazione di tali obiettivi per un bene comune, quella libera circolazione che costituisce un diritto fondamentale dei cittadini europei e uno dei principi guida dell'unione europea. Il precedente Libro bianco della Commissione europea invocava una politica dei trasporti sostenibile che realizzasse la piena internalizzazione dei costi sociali e ambientali. Dopo il Trattato di Lisbona, occorre tener conto di un nuovo "costo", quello della coesione territoriale. Collegare le regioni tra loro non deve comportare una minore coesione su tutto il territorio dell'ue. I programmi e i progetti che contribuiscono alla realizzazione sia degli obiettivi di trasporto sia degli obiettivi di coesione

5 - 5 - dovrebbero essere considerati come i più vantaggiosi. Restiamo convinti che debbano formar parte di strategie coerenti di sviluppo a livello regionale e locale. Credo che il dibattito e lo scambio di esperienze e di buone pratiche che saranno innescati da questo Forum daranno un valido contributo all'elaborazione del futuro parere del CdR sulla politica europea dei trasporti e le RTE-T e avranno un impatto sulla futura normativa. Prima di concludere, mi sia concesso di ringraziare la DG MOVE della Commissione europea e l'agenzia esecutiva RTE-T per il loro attivo sostegno all'organizzazione di questo evento, in particolare per quanto concerne la mostra relativa ai progetti prioritari allestita nei locali adiacenti a questa sala, che vi invito a visitare. Vi ringrazio dell'attenzione e vi auguro un dibattito proficuo. Fiche CdR 3115/2011 EN-SOR/Sab/en

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