6.7 Le Corbusier: il segreto della forma

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1 6.7 Le Corbusier: il segreto della forma L apporto notevole dato Le Corbusier alla storia dell architettura è stato, a ben vedere, pari a quello dato alla storia della rappresentazione. Le migliaia di schizzi, disegni di progetto, visuali, studi e taccuini di viaggio costituiscono, infatti, ancora oggi un fondo insostituibile dal quale attingere e trovare ispirazione per nuovi ambiti di ricerca nella disciplina del disegno. Soprattutto nel rapporto tra disegno e progetto, l opera di Le Corbusier si caratterizza per il ruolo fondamentale attribuito al disegno, sia nel caso della rappresentazione di oggetti definiti «a reazione poetica», riferimenti concreti nella definizione della forma architettonica, sia nel caso dello specifico disegno del progetto, in tutte le sue fasi, da quella prettamente ideativa concettuale, a quella più pratica, riferita alla realizzazione. Fig Le Corbusier, Osso. Dal carnet B9, n. 574 Fig Le Corbusier: Villa Adriana a Tivoli. Matita e matita colorata su taccuino quadrettato Fig Le Corbusier: Villa Adriana a Tivoli. Matita e matita colorata su taccuino quadrettato 321

2 I disegni di progetto Fig Le Corbusier,Villa Adriana, resti delle terme. Da «Carnet d'italie», ottobre1911 Fig Le Corbusier, chiesa rurale nel Nord-Africa, La Cappella di Notre Dame du Haut a Ronchamp La Cappella di Notre Dame du Haut, realizzata da Le Corbusier a Ronchamp tra il 1950 e il 1955, costituisce un perfetto esempio del modo con cui sviluppa il progetto, utilizzando dei riferimenti che derivano da forme viste durante i suoi viaggi e trascritte, attraverso degli appunti grafici, nei famosi taccuini. Tali riferimenti sono tra i più diversi, sia riguardo gli appunti di rilievo a vista del contesto (ad esempio gli schizzi raccolti passando in treno sotto la collina di Ronchamp durante un viaggio da Parigi a Basilea), sia riguardo gli studi di edifici del passato, come la Villa Adriana a Tivoli, sia di quelli più moderni come nella serie di schizzi di strutture metalliche. Nel primo di una lunga serie di schizzi, realizzati da Le Corbusier nel 1911 in occasione della visita alla villa Adriana a Tivoli (Fig ), studia il sistema d'illuminazione dall'alto, caratterizzato da due corpi semicilindrici, di cui uno aperto verso l'alto per permettere Fig Le Corbusier, vari schizzi per la Cappella di Notre Dame du Haut, Ronchamp Penna e matite colorate 3222

3 l'ingresso della luce, elemento ripreso poi nel progetto dei campanili della cappella; nel secondo disegno (Fig ) la vista prospettica dello stesso ambiente rimarca il contrasto della parte voltata, in ombra (graficizzata da una spessa campitura), con quella aperta ed esposta alla luce (delineata al tratto), che ispirerà nel progetto il taglio di luce che divide la copertura dalle murature verticali; nel terzo disegno (Fig ), relativo agli ambienti delle terme della villa, si evidenzia, con una segno più scuro, la forza e la consistenza delle masse murarie, riprese poi nelle murature della cappella, secondo sezioni inclinate e dal notevole spessore. La forma curvilinea del campanile di una chiesa rurale in Nord Africa (Fig ), sarà ancora fonte d'ispirazione per il progetto del terminale superiore dei campanili. Nella serie di schizzi i riferimenti sono molteplici, disposti insieme ad un primo schizzo di progetto: un ala di aereoplano, disegnata in sezione interna, una pompa ad acqua, disposta a sostegno del primo oggetto (un chiaro riferimento alla sezione delle pareti inclinate di Ronchamp); due gocciolatoi e uno schizzo ancora approssimativo, del Fig a Il guscio di granchio raccolto a Long Island (Foto L. Hervé) Fig b Modello di studio della copertura della Cappella di Ronchamp Fig Schizzi di studio della struttura di copertura della Cappella di Ronchamp 323

4 I disegni di progetto Fig Schizzi di studio della struttura di copertura della Cappella di Ronchamp progetto della copertura, pensato come un recipiente che raccoglie l'acqua per farla confluire in un gocciolatoio dalle generose dimensioni. (Fig ). Non esiste una differenziazione tra i disegni di riferimento e quelli di progetto: entrambi sono rappresentati in modo quasi frettoloso, non curati, ma con la stessa carica rappresentativa. Essi sintetizzano, infatti, l'idea, l'essenza interiore di quell'oggetto, che sia reale o progettuale. Il suo metodo di analisi lo porta, infatti, a ricercare il «segreto della forma», osservando tutti gli elementi, non solo architettonici, quelli che chiama «oggetti a reazione poetica» e il progetto per Ronchamp appare come dimostrazione significativa della sua ricerca. Essi aiutano a riprodurre, nell'ambito del progetto, non solo una forma da cui trarre ispirazione, ma anche un perfetto «equilibrio tra natura e geometria, tra misura e lirismo, tra ragione e 18 sensualità». Come lo stesso Le Corbusier spiega, a proposito del progetto di Ronchamp, il riferimento più importante è quello di un «guscio di granchio, raccolto a Long Island, vicino a New-York nel 1946» che ispirerà la forma della copertura della cappella (Figg. 152 a, b). Riguardo a questi primi schizzi preparatori, egli afferma: S'incomincia con una risposta al sito. Le mura spesse, un guscio di granchio a conferire curva ad una pianta statica. V'inserisco il guscio di granchio; poggerò il guscio sulle mura volgarmente spesse, ma utilmente; da Sud entrerà la luce. Non ci saranno fine- 19 stre, la luce entrerà ovunque, come uno sfavillio! Fig schizzi di studio della pianta e della copertura b 324

5 Fig Sezione e pianta relativa alla Cappella di Ronchamp. sulla pianta sono rappresentate le travi ribaltate sul piano del disegno Fig a, Schizzo di studio relativo alla facciata Est Fig b Schizzo di studio relativo alla facciata Nord- Ovest 325

6 I disegni di progetto Fig Pianta della Cappella di Ronchamp. Evidenziazione delle pavimentazioni, dei pilastri, degli elementi di arredo, di alcune annotazioni Fig Vista della facciata Sud-Est 18 D. PAULY, Il segreto della forma, «Casabella», , cit., p LE CORBUSIER, dossier «création Ronchamp» (presso gli archivi della Fondation Le Corbusier, Parigi). 20 La costruzione geometrica e la modellazione digitale della copertura è riportata nell appendice al cap.3 Il guscio gli suggerisce una forma organica nuova che caratterizza la struttura di copertura: un volume cavo all'interno, composto da due membrane, separate l'una dall'altra da una serie di travi reticolari. Nei disegni successivi, uno in assonometria e gli altri in sezione, ma anche pianta (Figg , 154 e 155), viene analizzata nel dettaglio questa struttura reticolare, caratterizzata da una maglia composta da un'orditura principale di travi metalliche, a sezione curvilinea, disposte in parallelo e poggiate su pilastri singoli, nascosti nello spessore delle murature e una secondaria, di collegamento. A questa serie di schizzi a mano libera, piuttosto concettuali, segue un disegno a riga e squadra molto importante: rappresentato secondo il metodo della doppia proiezione ortogonale, mette insieme il disegno della sezione, realizzato lungo l'asse longitudinale, con quello della pianta, dove sono riportate ribaltate le travi reticolari, in modo da controllare tutti gli elementi nelle loro effettive dimensioni e forme. La costruzione geometrica descrive con esattezza la forma della copertura, che può essere definita come una 20 superficie rigata, realizzata attraverso una doppia membrana in cls., dello spessore di pochi cm., i cui elementi principali di sostegno sono costituiti dalle travi reticolari dell'altezza massima di 2, 20 mt. c.a (Fig ). Nei successivi disegni, Le Corbusier definisce l'aspetto esteriore dell'edificio: sul lato Est (Fig a), la facciata si sviluppa secondo due pareti curvilinee che si contrappon- 326

7 Fig Spaccato assonometrico, vista da Nord gono, traforate sul lato Sud da finestre di vara grandezza e forma, sulla cui sommità si erge l'ampio volume della copertura, anch'essa curvilinea; sul lato sinistro, è collocato uno dei campanili semicilindrici. Nel prospetto Nord- Ovest (Fig b), la facciata è caratterizzata dalla forma continua che si raccorda con la copertura e dall'elemento del gocciolatoio che riversa l'acqua i un recipiente, pieno di oggetti volumetrici semplici. Il disegno della pianta, realizzato a riga e squadra, detta le indicazioni precise riguardo la collocazione delle pareti e dei pilastri di sostegno della copertura, delle pavimentazioni, nonché arredi (Fig ) Il disegno assonometrico, attraverso uno spaccato mette in evidenza le pareti che, nel loro andamento curvilineo racchiudono due cappelle raccolte, distinte dalla sala liturgica; la parete a sud, vista dall'interno, rivela la superficie traforata da bucature di varia forma e grandezza (Fig ). Figg a, b, c Viste del dettaglio dei campanili, del gocciolatoio e del prospetto Nord 327

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