Appendice. Per un curricolo interculturale: quali matematiche, scienze, letterature e immagini? La proposta FOCSIV per l Educazione Interculturale

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1 Per un curricolo interculturale: quali matematiche, scienze, letterature e immagini? Appendice La proposta FOCSIV per l Educazione Interculturale La FOCSIV - Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario - nel novembre del 978 partecipò a Bruxelles ad una mostra di materiali didattici organizzata dalle Organizzazioni Non Governative (ONG) di nove paesi della C.E.E. e in quella occasione si mise in evidenza la scarsa consistenza della presenza italiana in relazione al tema dell Educazione allo Sviluppo. Ciò spinse la FOCSIV ad avviare una Commissione, formata da esperti e docenti, con il compito di studiare ed elaborare un programma di sperimentazione da attivare nella scuola, coinvolgendo in questo lavoro soprattutto i volontari rientrati da organismi aderenti alla Federazione. Dalla Commissione, coordinata dal professor Elio Damiano, Docente di Didattica all Università di Parma, nascerà il gruppo ESCI, acronimo di Educazione allo Sviluppo ed alla Cooperazione Internazionale. Durante i primi mesi del 980 il gruppo inizia a lavorare stabilendo come momenti di scambio e riflessione incontri di due giorni a cadenza mensile di tutti i partecipanti e Convegni Nazionali estivi che si succederanno dal 980 al 984 con la presenza di diverse personalità del mondo accademico e della ricerca, quali Cesare Scurati ( Docente Università Cattolica di Brescia), Luciano Corradini (IRRSAE Lombardia), Calchi Novati Gianpaolo (Docente università di Pisa), Giuseppe Arlacchi (Docente Università della Calabria) e delle istituzioni scolastiche, quali Francesco Betti ( Direttore Didattico), Piergiorgio Todeschini (Direttore Didattico) e numerosi altri che in quegli anni intuiscono l importanza del progetto. L assioma di fondo è che la proposta educativa è profondamente innovativa in quanto l itinerario da compiere comporta una rivoluzione culturale. L Educazione allo Sviluppo (EAS) infatti non consiste né nel parlare degli altri, né nel fare per gli altri, ma vuol dire qualcosa di molto più profondo, in quanto vuol dire cambiare se stessi e gli altri contemporaneamente, per la formazione di un uomo nuovo che - al Nord come al Sud - si riappropri della sua originalità culturale, della sua creatività, per lo sviluppo della propria personalità in armonia con la personalità degli altri in un contesto di comunità planetaria, in cui ciascuno è al tempo stesso autore ed attore della propria esistenza e contemporaneamente corresponsabile con gli altri di un processo di cooperazione in grado di trasformare i sistemi politico - economico - sociali sia a Nord sia a Sud del mondo. L obiettivo educativo focalizza subito l attenzione del gruppo ESCI verso la revisione del curricolo scolastico nella consapevolezza che la scuola è prevalentemente il luogo degli apprendimenti simbolici: ciò significa che a ragione dei tempi, delle scansioni di orario, delle discipline, della stessa separatezza della scuola dalla vita reale, Conferenza la scuola è comunque e sempre il luogo in cui si attingono le conoscenze. Quando 2

2 collanaquaderni 64 si afferma che nella scuola possono entrare solo i contenuti rilevanti dal punto di vista scientifico non si intende dire che la scuola è indifferente ai valori, perché quei contenuti, scientificamente assunti, non sono neutrali. A scuola non si insegna tutto lo scibile umano, ma solo quei saperi che si selezionano in base a delle finalità educative. Questa consapevolezza determina negli anni 80 il cammino del gruppo ESCI - FOCSIV che si può sintetizzare in questo cronogramma Convegno di S. Caterina Valfurva ( ): identificazione del problema e necessità di approfondire le tematiche dello Sviluppo/Sottosviluppo per definire le finalità educative del Curricolo ESCI 98 - Convegno di Rimini: formazione di un gruppo di progettazione di un Curricolo fattibile e correttamente fondato dal punto di vista epistemologico da sperimentare nella scuola Convegno di Rocca di Papa: analisi del Curricolo, revisione e valutazione da parte di esperti e progettazione di Unità Didattiche ESCI Convegno di Assisi: confronto fra curricoli italiani e stranieri di EAS e valutazione di Unità Didattiche ESCI Convegno di S. Caterina Valfurva (2 ): bilancio del progetto e disseminazione del curricolo ESCI. Al centro del curricolo E.S.C.I. vi è il concetto di Sviluppo inteso come processo non necessariamente migliorativo, multidimensionale, discontinuo nel tempo e nello spazio, originale, interdipendente, nostro e degli altri. Tale concetto determina le Finalità del curricolo: - La prima finalità si incentra sul rispetto dell altro come condizione del rispetto di sé in quanto l originalità di ogni processo di sviluppo valorizza la diversità. (Dimensione della conoscenza). - La seconda finalità sviluppa il senso dell interdipendenza in quanto lo sviluppo non è divisibile: o siamo tutti sviluppati o siamo tutti malsviluppati. (Dimensione dell atteggiamento). - La terza finalità educa alla solidarietà e alla cooperazione internazionale per l inscindibilità dei problemi come assunzione della responsabilità del bene comune secondo il criterio della condivisione. (Dimensione del comportamento). Le Finalità ESCI servono per selezionare i contenuti, gli argomenti di studio da inserire nel curricolo ESCI da veicolare attraverso le discipline scolastiche. Il gruppo Conferenza marchigiano del CVM (ieri Centro volontari marchigiani oggi Comunità 3

3 Per un curricolo interculturale: quali matematiche, scienze, letterature e immagini? Volontari per il mondo), già inserito nel gruppo ESCI-FOCSIV porta avanti negli anni successivi la proposta con una serie di iniziative: - sperimentazione nella scuola marchigiana di Unità Didattiche ESCI pubblicate nella Collana Nuove prospettive ; - formazione di Formatori in corsi annuali estivi per attivare corsi di Formazione per docenti in servizio nelle scuole; - seminari e Convegni per sensibilizzare il mondo della scuola alla revisione dei metodi, saperi e curricoli scolastici; - attività di Ricerca in collegamento con l Università. Nel tempo il gruppo marchigiano ESCI - CVM rivisita l acronimo che diventa Educazione alla Cooperazione, alla Solidarietà e all Intercultura in linea con i nuovi orientamenti didattici e promuove con l IRRE Marche un indagine volta a rilevare la situazione della scuola marchigiana. Il progetto ha preso avvio nella primavera del 200 con la distribuzione di un questionario in 96 scuole di base della Regione Marche che denunciavano una maggior presenza d allievi immigrati. La scheda di rilevazione di Bisogni, inviata alle scuole, focalizzava nella revisione dei libri di testo, nell aggiornamento degli insegnanti, nella revisione dei saperi e dei curricoli, nella costruzione di nuovi percorsi didattici le istanze individuate dai docenti marchigiani come prioritarie per qualificare la propria professionalità, messa a dura prova dallo scarto tra la propria formazione di base, legata ad una monocultura dal pensiero normativo, lineare e sequenziale, e le richieste di un utenza che si muove già di fatto in una realtà multietnica che esige una forma mentis flessibile, trasversale, circolare, erratica e mobile. Sulla base dei bisogni formativi dei docenti marchigiani, CVM e IRRE Marche, elaboravano nell anno scolastico , il progetto Oltre l etnocentrismo coordinato dal prof. Elio Damiano. Tale progetto pluriennale si articola attraverso la costituzione di tre gruppi di lavoro di docenti marchigiani, coordinati da esperti della ricerca universitaria e da un comitato tecnico composto da ricercatori IRRE ed esperti della CVM - ESCI. Il primo gruppo, coordinato dal prof. Agostino Portera, docente di Didattica Intercultuale all Università di Verona, ha come oggetto di studio l analisi in chiave interculturale dei libri di testo della scuola elementare. Tra il 2003 e il 2004 un gruppo di 52 docenti ha esaminato un campione significativo di testi tra i più diffusi nella scuola di base marchigiana per cogliere i pregiudizi e gli stereotipi che sono ancora all interno di una visione monoculturale, per modificare le pratiche d aula in linea con una sensibilità interculturale, per fornire strumenti di riflessione ai curatori dei libri di testo e alle case editrici. I risultati sono documentati nel testo Cipollari G. - Portera, A. (a cura), Cultura, culture, intercultura Ed. Cooperativa Conferenza Magma, Pesaro

4 collanaquaderni 64 Il secondo gruppo, coordinato dal Comitato tecnico IRRE - CVM, è impegnato nella riqualificazione professionale dei docenti attraverso un aggiornamento da conseguire con Seminari in cui Ricercatori ed Esperti del mondo universitario hanno come oggetto d indagine la revisione delle discipline in chiave interculturale. Tra il 2003 e il 2007 una rete di docenti marchigiani ha partecipato a Seminari sulla revisione della matematica, della geografia, della storia e dell italiano tenuti da esperti e professori della Ricerca Universitaria quali Favilli (Università di Pisa), Pizzamiglio (Università di Brescia), Bagni (Università di Udine) per la matematica; Gusso (Presidente IRIS), Brusa (Università di Bari) per la storia; Gnisci (Università di Roma) e Ceserani (Università di Bologna) per l italiano; Brunelli (Università di Urbino) per la geografia riportati in parte nella rivista Innovazione scuola (IRRE Marche, Ancona), n. /2 (gennaio-giugno), 2005, pp Il terzo gruppo, coordinato dal Comitato tecnico IRRE Marche - CVM, ha come attività la sperimentazione in contesto d aula di curricoli didattici interculturali alimentati dai materiali forniti dalla ricerca Universitaria. Nel luglio del 2004 lo staff IRRE Marche - CVM ha commissionato a ricercatori disciplinaristi delle Università di Bari, Roma, Udine, Bologna, Urbino reading, comprensivi di una raccolta ordinata di testi relativi a: scambi e contaminazioni storiche ed attuali fra le culture altre e quella occidentale condizioni di Soggetti migranti in transizione identitaria all interno delle società multiculturali-multietniche-multireligiose in via di costituzione. Lo scopo dei reading è quello di fornire materiali inediti di matematica, storia, geografia, italiano, da cui estrapolare un repertorio di concetti dalle discipline rivisitate nella loro struttura ed organizzazione epistemologica. Questi nuovi saperi disciplinari, selezionati in base al grado di innovatività, sistematicità e pregnanza interculturale, sono poi utilizzati per la costruzione di un catalogo curricolare che, articolato in base all età e alla psicologia cognitiva degli allievi, determina la elaborazione di una matrice curricolare rispondente ai bisogni formativi di soggetti chiamati a vivere nella società globale dei nostri giorni. Nell anno scolastico si è avviata una sperimentazione di Unità di Apprendimento utilizzando i cataloghi curricolari elaborati sulla base dei reading forniti dalla ricerca universitaria i cui esiti sono documentati nel testo: AAVV Oltre l etnocetrismo: i saperi al di là dell occidente Emi Bo Nel corso dell a.s si è costituita una rete di scuole che stanno sperimentando un nuovo curricolo di storia con la guida del professor A. Brusa e il sostegno dello staff IRRE Marche - CVM. Il desiderio degli operatori CVM - FOCSIV - IRRE Marche è quello di fornire alla riflessione Conferenza sull educazione interculturale un materiale certamente da rimodellare e da 5

5 Per un curricolo interculturale: quali matematiche, scienze, letterature e immagini? riplasmare, ma comunque utile per fare un punto sullo stato dell arte della ricerca in atto. Resta la consapevolezza che per realizzare questo occorrono risorse umane, mezzi e istituzioni a servizio della ricerca in genere e dell educazione interculturale in particolare. Nel 2008 il lavoro prosegue all interno del Gruppo Scuola della Piattaforma EaS dell Associazione ONG italiane, dove viene intrapreso un percorso soprattutto politico, per cominciare un dialogo con il Ministero della Pubblica Istruzione sul tema dei curricula scolastici. L obiettivo principale e soprattutto iniziale del gruppo, che nel corso del tempo a causa dei cambiamenti dei referenti istituzionali ha dovuto rivedere e modulare il proprio percorso, era quello di fare lobbying sul MPI, per accentuare il 20% di spazio che era concesso alla revisione in chiave interculturale dei curricoli nel documento La via italiana all intercultura. Altro obiettivo era far dialogare MPI e MAE. Tale lavoro ha previsto varie fasi, tra i momenti chiave la realizzazione di incontri con Vinicio Ongini, presso l Osservatorio Nazionale per l Integrazione degli alunni stranieri e per l Educazione Interculturale del Ministero della Pubblica Istruzione, per la stesura di un protocollo d intesa tra l Associazione Italiana ONG e il Ministero della Pubblica Istruzione sul tema dell intercultura a scuola e la valutazione di possibili altre sinergie; la collaborazione nella realizzazione dello stesso convegno di Porto Sant Elpidio, per l edizione dell agosto Verso la costruzione di Curricoli interculturali: dal canone etnocentrico a quello del cittadino cosmopolita. Importante anche il lavoro appena concluso della stesura dell appello all interno del Gruppo Scuola sulla Scuola che vorremmo, documento fatto proprio dall AOI e diffuso, con il quale si sottolinea l importanza di una scuola comune, interculturale, che promuova il dialogo e il confronto per tutti gli alunni e a tutti i livelli (insegnamento, curricoli, didattica, discipline, relazioni, vita della classe) e una scuola che educhi alla cittadinanza mondiale, che permetta di rinnovare e rafforzare quel grande progetto pedagogico che è l educazione alla cittadinanza, in un momento come quello attuale di cambiamento nella scuola e di mutamenti sociali. Prendi tutti i soldi che hai e usali nella tua terra per parlare della povertà e delle sue cause, con questa frase del Presidente della Tanzania Nyerere, la FOCSIV apre il proprio Documento Programmazione strategica settore Educazione allo Sviluppo attualmente in corso, nel quale vengono riportate le indicazioni e proposte concrete per orientare l impegno degli Organismi Associati in modo maggiormente concertato e strategico, ai fini di un maggiore impatto della nostra azione nella lotta alla povertà, in ottemperanza alle linee definite dal Documento di Indirizzo strategico triennale della Federazione. Fra le aggregazioni significative tra gli Associati, negli ambiti considerati prioritari come impegno federativo congiunto nell Educazione allo sviluppo, vi è quella relativa Conferenza alla Formazione formatori per la quale, alla luce dell esperienza maturata, 6

6 collanaquaderni 64 è stato incaricato il CVM di fare da capofila e che ha visto la Federazione con il CVM e 2 Organismi Asssociati (A.C.C.R.I., A.D.P., A.S.P.Em., Ce.L.I.M., C.I.S.V., C.L.M.C., C.V.M., L.V.I.A., MO.C.I., O.S.V.I.C., PRO.DO.C.S., S.V.I.) lavorare insieme nel progetto Programma di educazione sui temi dello sviluppo, delle povertà e della convivenza multietnica. La piattaforma comune di tale progetto è stata la critica all educazione come strumento di trasmissione unidirezionale del sapere e la volontà di affermare le potenzialità creatrici e liberatrici dell Educazione alla cittadinanza mondiale, come prassi orientata al cambiamento e forma dialogica di comunicazione. Le esperienze delle ONG sono state raccolte in un sussidio per i formatori, il Global kit multimediale disponibile sul sito e si è inoltre realizzata una rete nazionale di Centri Risorsa, mettendo a disposizione del territorio i servizi multisettoriali delle ONG (informazione, documentazione, formazione docenti ed educatori) denominata TRAMA di cittadinanze. È alla luce di questo incarico ricevuto dalla Federazione e dell impegno che il CVM ha continuato a portare avanti nell ambito della revisione dei curricula scolastici, che FOCSIV ha affidato all Organismo di curare questo numero monografico della rivista Collana Quaderni, dedicato in modo particolare ai formatori. Conferenza 7