Rischio Legionellosi Esperienze

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1 Rischio Legionellosi Esperienze Cesenatico Ing. Simona Boschetti U.O. Tecnico Patrimoniale Ausl di Cesena Resp. Impianti Termotecnici

2 Rischio Legionellosi Linee Guida di riferimento (Delibera Regione Emilia Romagna n.1115 del 2008) Azienda USL di Cesena ha predisposto : - procedura aziendale (DMP P09 rev.2) - valutazioni del rischio specifiche su ogni struttura, secondo un modello condiviso nell ambito dell Area Vasta Romagna per le strutture ospedaliere

3 Presso l Ospedale di Cesenatico sono presenti : 55 posti letto di area medica ed un punto Dialisi. riuniti odontoiatrici, dotati di sistema di disinfezione dell acqua integrato. I pazienti ricoverati presso la struttura possono essere considerati a rischio aumentato (rif. Tabella 6 Linee Guida Regionali) per la presenza di patologie croniche diffuse tra i pazienti ospedalizzati (es. abitudine al fumo, età maggiore di 65 anni, scompenso cardiaco)

4 L Ospedale Marconi è costituito da una parte vecchia che comprende i corpi degenze, pronto soccorso e radiologia, la cui costruzione è terminata nel 1970, e da una parte nuova che comprende il corpo ambulatori e palestra, la cui costruzione è terminata nel Tutti i reparti di degenza sono stati ristrutturati a partire dagli anni 90.

5 Negli anni 2005/2006 nell ambito di importanti lavori di ristrutturazione, sono state inoltre realizzate, tra le altre cose, due nuove vasche di riserva idrica e sostituito il gruppo di pressurizzazione dell acqua fredda sanitaria Impianti idrico - sanitari

6 Le vasche di accumulo per riserva idrica sono state realizzate: - in cemento armato con superficie interna resinata, con botola di accesso e scarico di fondo, per essere facilmente sanificabili; - di volume limitato al consumo di 24 ore; - separate dalla vasca di riserva idrica necessaria ai fini antincendio. HERA comunica a richiesta le interruzioni statistiche del servizio di distribuzione di acqua dalla rete dell acquedotto cittadino. Sono estremamente modeste e in taluni casi può non essere necessario un accumulo ai fini antincendio

7 Impianti idrico - sanitari Le acque destinate al consumo umano, in arrivo dal punto di consegna, vengono immesse in tali vasche di riserva idrica ed al relativo gruppo di pressurizzazione

8 Impianti idrico - sanitari per essere inviate al sistema di distribuzione AFS e al sistema di produzione dell acqua calda sanitaria, nella sottocentrale idrica, cui si trova uno scambiatore rapido a piastre. E presente una rete di ricircolo acqua calda Non sono quindi presenti accumuli di acqua calda nè addolcitori

9 Impianti idrico - sanitari Totale assenza di accumuli di acqua calda

10 Impianti di condizionamento Non sono presenti torri evaporative, ma gruppi frigo condensati ad aria.

11 Impianti di condizionamento split, fan coil e condizionatori portatili

12 Impianti di condizionamento Localmente sono presenti Unità di Trattamento Aria (UTA)

13 Ospedale G. Marconi Regolari e documentate manutenzioni sugli impianti

14 Impianti di condizionamento La regolare pulizia di filtri, batterie di scambio termico e in generale dei diversi componenti degli impianti di condizionamento fa si che non si riscontrino particolari criticità

15 Regolare manutenzione agli impianti idrico sanitari - Disinfezione annuale degli accumuli, - Pulizia regolare dei frangigetti - Flussaggio dei rami morti

16 Impianti idrico sanitari Pur in assenza di casi, è stata prevista nella valutazione del rischio l esecuzione di campionamenti in autocontrollo sulla rete di distribuzione dell acqua, sia in partenza dalla centrale sia nei punti distali

17 Impianti idrico sanitari registrando valori di contaminazione compresi tra 10 UFC/l fino a un massimo di UFC/l La regolare manutenzione sugli impianti idrico sanitari non è stata in grado di assicurare nel tempo bassi livelli di contaminazione (< 100 UFC/l)

18 In assenza di casi e con contaminazione inferiori a UFC/l sono state escluse soluzione a : a shock termico (acqua a 60 C dai rubinetti più lontani) praticamente impossibile da attuare in strutture non progettate a tale scopo a shock chimico, in quanto comunque non in grado di garantire risultati stabili nel tempo, come evidenziato anche da esperienze rese note in pubblicazioni specifiche

19 Considerato anche la relativamente poco estesa rete dell impianto idrico sanitario, si è stabilito di procedere con l attivazione di un sistema di disinfezione in continuo con ipoclorito di sodio sistema economico e facile da gestire, attraverso il quale ottenere una progressiva diminuzione della contaminazione

20 Prelievi eseguiti in data 20/01/2011 Campione esaminato dal Laboratorio ACS U.O. Medicina Interna 2 piano < 10 UFC/l ACS U.O. Medicina Cardiovascolare 2 piano < 10 UFC/l AFS U.O. Medicina Cardiovascolare 2 piano < 10 UFC/l ACS U.O. Medicina Cardiovascolare 2 piano < 10 UFC/l Prelievi eseguiti in data 15/03/2011 Campione esaminato dal Laboratorio ACS U.O. Medicina Interna 2 piano < 10 UFC/l ACS U.O. Medicina Cardiovascolare 2 piano < 10 UFC/l AFS U.O. Medicina Cardiovascolare 2 piano < 10 UFC/l ACS U.O. Medicina Cardiovascolare 2 piano < 10 UFC/l Prelievi eseguiti in data 24/05/2011 Campione esaminato dal Laboratorio ACS U.O. Medicina Interna 2 piano UFC/l ACS Dialisi UFC/l AFS Dialisi 50 UFC/l ACS Dialisi UFC/l

21 A seguito dei risultati delle analisi batterologiche eseguite, pur in assenza di casi, così come previsto dalle Linee Guida, è stata verificata la corretta adozione delle misure di prevenzione adottate, in particolare : Flussaggio del ricircolo acqua calda (rubinetto aperto per 30 minuti) Controllo del sistema di disinfezione e flussaggio del ricircolo acqua calda (rubinetto aperto per 30 minuti) Inserimento di un sistema di diluizione del disinfettante per facilitare il corretto dosaggio dello stesso e revisione del punto di iniezione

22 Nonostante la corretta funzionalità del sistema di disinfezione con ipoclorito, in presenza di una contaminazione maggiore di UFC/l, si è stabilito di procedere alla rimozione dei terminali delle docce nei reparti di degenza sostituendoli con filtri antilegionella (durata 30 gg costi circa 40)

23 Installazione di sistema di disinfezione in continuo a biossido di cloro dicembre 2011

24 VANTAGGI Risultati più stabili nel tempo, con diminuzione sostanziale delle positività. Il biossido di cloro è maggiormente stabile dell ipoclorito e quindi riesce a mantenere cloro libero attivo anche in reti estese e con bassi dosaggi, limitando gli odori sgradevoli e gli effetti di corrosione sulle tubazioni Strumento subito a disposizione per eventuali interventi sulla rete di acqua fredda e per eventuali shock chimici SVANTAGGI Maggior investimento iniziale (circa ) Necessità di manutenzione specifica, con riferimento anche al giusto punto di dosaggio

25 Prelievi eseguiti in data 10/01/2012 Campione esaminato dal Laboratorio ACS Lungodegenza piano 3 - doccia < 10 UFC/l ACS Medicina Interna piano 3 - lavandino 50 UFC/l ACS Medicina Riabilitativa piano 2 - < 10 UFC/l ACS Medicina Riabilitativa piano 2 - < 10 UFC/l Prelievi eseguiti da Dipartimento Sanità Pubblica in data 21/02/2012 Campione esaminato dal Laboratorio ARPA BO AFS Ingresso acquedotto< 50 UFC/l ACS Lavello studio odontoiatrico piano 2 < 50 UFC/l ACS Doccia stanza n 4 piano 2 < 50 UFC/l ACS Doccia WC personale riabilitazione piano UFC/l

26 Prelievi eseguiti in data 19/04/2012 Campione esaminato dal Laboratorio AFS Partenza generale n.d. ACS Partenza anello n.d. ACS Ritorno anello n.d. ACS Medicina Riabilitativa piano 2 - bagno pubblico n.d. Prelievi eseguiti in data 15/05/2012 Campione esaminato dal Laboratorio AFS Partenza generale n.d. ACS Partenza anello160 UFC/l ACS Ritorno anello n.d. ACS Medicina Interna piano 3 - bagno pubblico n.d.

27 CONCLUSIONI - Effettuare la valutazione del rischio, per conoscere la struttura e individuare gli eventuali investimenti da attuare (es. eliminazione accumuli acqua calda, installazione di sistema di disinfezione in continuo, ecc.) - Conservare tutta la documentazione tecnica a disposizione, se necessario integrandola con schemi impiantistici - Effettuare regolare e documentata manutenzione agli impianti

28 - Preferire le misure di disinfezione in continuo rispetto alle soluzioni a shock, con verifica periodica delle prestazioni - Eseguire a cadenza regolare campionamenti per autocontrollo, stabilendone i punti e la frequenza nell ambito della valutazione del rischio per verificare l efficacia delle misure di prevenzione adottate

29 Non danno la certezza di un impianto idrico sanitario legionella free ma certamente permettono di : mantenere sotto controllo la proliferazione di legionella dimostrare il rispetto delle indicazioni normative

30 GRAZIE PER L ATTENZIONE!

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