Aprile Nota congiunturale sintetica

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1 Aprile 2014 Nota congiunturale sintetica Eurozona La dinamica degli indicatori di fiducia basati sulle indagini congiunturali fino a marzo è coerente con il perdurare di una crescita moderata anche nel primo trimestre di quest anno. In prospettiva, la ripresa in atto dovrebbe proseguire, seppure a un ritmo contenuto. In particolare, si dovrebbe concretizzare un ulteriore miglioramento della domanda interna, sostenuto dall orientamento accomodante della politica monetaria, da condizioni di finanziamento più favorevoli e dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali. Inoltre, i redditi reali beneficiano di prezzi dell energia più contenuti. L attività economica dovrebbe altresì trarre vantaggio da un graduale rafforzamento della domanda di esportazioni dell area. Al tempo stesso, seppure in fase di stabilizzazione, la disoccupazione resta elevata nell area dell euro e i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato continueranno a pesare sul ritmo della ripresa. Tale valutazione trova sostanziale riscontro anche nelle proiezioni macroeconomiche per l area dell euro formulate in marzo dagli esperti della BCE, che prevedono una crescita annua del PIL in termini reali dell 1,2 per cento nel 2014, dell 1,5 nel 2015 e dell 1,8 nel Rispetto alle proiezioni macroeconomiche degli esperti dell Eurosistema di dicembre 2013, l espansione del PIL in termini reali indicata per il 2014 è stata rivista lievemente al rialzo. I rischi per le prospettive economiche dell area dell euro continuano a essere orientati al ribasso. Gli andamenti nei mercati finanziari mondiali e nelle economie emergenti, nonché i rischi geopolitici, potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche. Altri rischi al ribasso includono una domanda interna e una crescita delle esportazioni inferiori alle attese e un attuazione insufficiente delle riforme strutturali nei paesi dell area dell euro. In termini di aspettative rallenta leggermente il ritmo di espansione dell'attività in Eurozona. Secondo le stime preliminari diffuse da Markit, a marzo il PMI manifatturiero dell'intera Area che adotta l'euro è sceso a 53 punti rispetto ai 53,2 di febbraio.

2 Fonte: BCE In calo da 52,6 a 52,4 anche il PMI servizi mentre quello composito si porta a quota 53,2 punti rispetto ai 53,3 punti di febbraio. In pausa di riflessione anche la Germania, con il PMI manifatturiero in discesa a 53,8 da 54,8 punti. Sorpresa Francia, dove invece il manifatturiero è balzato 51,9 dai 49,7 punti di febbraio, uscendo così dalla zona contrazione. Gli analisti stimavano un valore a 49,8 punti. Manca l'effetto positivo sull occupazione, con un aumento dell organico quasi insignificante rispetto al mese precedente. Fattore chiave che condiziona la creazione di nuovi posti di lavoro, per le aziende, resta la pressione concorrenziale. Molte sono quelle che hanno avvertito la necessità di ridurre l organico per compensare gli sconti finalizzati a stimolare le vendite, con un calo della media delle tariffe che continua ormai da aprile La ripresa economica nell Area Euro si è estesa ora a nove mesi consecutivi, si tratta del periodo di espansione più forte dalla prima metà del Tutti i Paesi membri hanno contribuito positivamente al raggiungimento di questo risultato, con i maggiori apporti avuti dall Italia e dalla Germania.

3 Italia Le anticipazioni della pubblicazione dell'outlook del FMI (previsto per il 7-8 aprile) dovrebbero confermare l'andamento ipotizzato nell'ultimo aggiornamento dello scorso 21 gennaio, sostanziato in una lenta ripresa che dovrebbe centrare il 'target' della crescita del Pil allo 0,6% (2014), mentre le previsioni per il prossimo anno vedono una crescita nel 2015 di un +1,1% (con le stime per l'eurozona - rispettivamente all'1,1% per il 2014 e all'1,4% per il a fare da 'degno' sfondo). Alle previsioni di crescita si accompagnano le previsioni sul tasso di disoccupazione che prospettano un 12,4% per quest'anno ed un 11,9% per il prossimo. Per quanto riguarda la BCE, questa bacchetta l Italia sottolineando come questo non abbia fatto abbastanza per conseguire l'obiettivo di medio termine di un bilancio in pareggio nel 2014, riprendendo quanto detto dalla Commissione europea. La BCE ripartendo dalla valutazione della Commissione UE spiega: "finora, non sono stati compiuti progressi tangibili per quanto riguarda la raccomandazione della Commissione. In prospettiva, secondo l Istituto centrale, è importante effettuare i necessari interventi affinché siano soddisfatti i requisiti previsti dal meccanismo preventivo del Patto di stabilità e crescita, soprattutto per quanto riguarda la riconduzione del rapporto debito/pil su un percorso discendente, come segnalato anche di recente dalla Commissione europea nel contesto dell'esame approfondito sull'italia". Variabili congiunturali reali Anticipatori di tendenza Indice GFK. Il sentiment dei consumatori migliora, allineandosi ai segnali positivi arrivati dal resto del mondo, come gli Stati Uniti, l'australia e la Germania. L' indice GFK tedesco ha registrato un analogo aumento. A marzo, l'indice che misura il clima di fiducia dei consumatori registra un significativo incremento, raggiungendo il valore di 101,7 da 97,7 del mese precedente. La componente economica aumenta a 107,6 da 96,9, mentre quella personale mostra un miglioramento più contenuto (98,8, da 98,3). ISTAT fiducia imprese. Imprese italiane più ottimiste a marzo. Secondo l'ultima rilevazione dell'istat, nel mese in esame l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane è migliorato a 89,5 dagli 88,2 di febbraio. Questo trend, spiega l'ufficio di Statistica, rispecchia un miglioramento della fiducia delle imprese dei servizi di mercato e, più lievemente, delle imprese

4 manifatturiere; risulta invece in diminuzione la fiducia delle imprese di costruzione e di quelle del commercio al dettaglio. Nel dettaglio, la fiducia delle imprese manifatturiere è balzata a 99,2 da 99,1 di punti del mese precedente. Il sentiment delle imprese di costruzione è peggiorato a 75,8 da 76,9 di febbraio mentre quello delle imprese dei servizi continua a crescere a 92,4 da 90,3. Meno ottimiste le imprese del commercio al dettaglio, il cui indice del clima di fiducia è passato da 96,3 a 94,6. Istat fiducia consumatori. Nel mese di marzo la fiducia dei consumatori è balzata ai massimi da quasi tre anni. Dal 97,7 di febbraio, questo mese il clima di fiducia è salito a 101,7, il valore più alto dal giugno anche se Istat ricorda il 'break' dello scorso giugno nelle serie storiche per una revisione metodologica - e ben al di sopra delle stime raccolte da Reuters che indicavano un indice a quota 98,4. "Questo aumento significativo è determinato soprattutto dal netto miglioramento delle previsioni sulla situazione economica" il cui saldo passa da -20 a 2, precisa un portavoce dell'istituto di statistica. Dati congiunturali PIL reale Nell'intero 2013, il PIL corretto per gli effetti di calendario è diminuito dell'1,8%, meno del -1,9% inizialmente ipotizzato, dopo aver registrato un calo del 2,5% nel 2012 (dato non corretto per gli effetti del calendario). La variazione acquisita per il 2014 è pari a +0,1%, a fronte di previsioni che vanno dallo 0,6% indicato dalla UE all'1% assunto dal precedente Governo. Il nuovo Ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha però assunto uno scenario più prudenziale e vicino alle stime di Bruxelles. Ordinativi e fatturato Fatturato in crescita per l'industria a gennaio e buon incremento per gli ordinativi. Secondo i dati diffusi dall'istat a gennaio il fatturato dell'industria, al netto della stagionalita', aumenta dell'1,2% rispetto a dicembre, registrando incrementi del 2,4% sul mercato estero e dello 0,7% su quello interno. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di gennaio 2013), il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 3,0%, con aumenti del 6,7% sul mercato estero e dell'1,1% su quello interno. Per gli ordinativi totali, a gennaio, si registra un aumento congiunturale del 4,8%, con incrementi del 6,4% degli ordinativi esteri e del 3,8% di quelli interni. Produzione industriale. Il 2014 inizia bene per la produzione industriale italiana, migliorata ad un ritmo addirittura superiore a quanto stimato dagli analisti. Secondo quanto riportato dall'istat, a gennaio l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumento dell'1% rispetto al mese precedente, a fronte del +0,4% indicato dal consensus. In termini tendenziali (gennaio 2014/gen.2013) la riduzione ammonta a -1,7%.

5 Prezzi alla produzione. Nel mese di febbraio l indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali resta invariato e diminuisce dell'1,4% rispetto a febbraio Lo comunica l'istat aggiungendo che i prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno rimangono invariati rispetto a gennaio e diminuiscono dell 1,7% su base tendenziale. Al netto del comparto energetico si registrano variazioni nulle sia in termini congiunturali sia tendenziali. Variabili finanziarie Fabbisogno del settore statale Aumenta nel mese di febbraio 2014, il fabbisogno del settore statale che arriva a 12,8 miliardi un miliardo in più rispetto agli 11,845 md. dello stesso mese del Il dato, provvisorio, è stato diffuso dal ministero dell'economia, in una nota in cui spiega come "il saldo dei primi due mesi dell'anno si attesterebbe così sui 13,3 miliardi di euro contro i 14,675 miliardi nel primo bimestre del Il confronto con lo stesso mese dell'anno precedente evidenzia minori incassi fiscali per circa milioni, risultato dovuto all'effetto combinato dello slittamento al mese di maggio dei premi assicurativi INAIL per oltre milioni, legato alla riduzione del cuneo fiscale prevista dalla legge di stabilità 2014, e dal miglioramento degli altri incassi, tra cui si segnala l'iva sugli scambi interni, che prosegue il trend positivo facendo registrare anche questo mese un incremento del 8%. Il saldo del mese sconta, inoltre, maggiori rimborsi fiscali per oltre 400 milioni, connessi al processo di accelerazione dei pagamenti dei debiti pregressi della pubblica amministrazione e minori interessi sul debito pubblico Nel 2013 erano stati sottoscritti circa 2 miliardi di strumenti finanziari emessi dal Monte dei Paschi di Siena. In termini omogenei, conclude la nota, "il fabbisogno del mese è in linea con quello registrato nello stesso mese dell'anno precedente". Fabbisogno del settore statale (dati provvisori, fonte MEF)

6 Finanziamenti al settore privato Sale la rischiosità sui prestiti e scivola la raccolta e finanziamenti. I tassi d'interesse si collocano a livelli storicamente molto bassi. E' questo in sintesi quanto rivelato dall 'ABI nell ultimo report. A febbraio 2014 l'ammontare dei prestiti alla clientela, erogati dalle banche operanti in Italia è stata pari a miliardi di euro, nettamente superiore ai mld della raccolta da clientela. L'Associazione Bancaria italiana spiega che, a seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta. Le sofferenze nette sono risultate a gennaio 2014 pari a 80,5 mld, le lorde a 160,4 mld; il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è del 4,38% a gennaio (4,31% a dicembre 2013; 3,37% a gennaio 2013; 0,86%, prima dell'inizio della crisi). Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è dell'8,4% a gennaio 2014 (6,4% un anno prima: 2,8% a fine 2007 prima della crisi). Per trovare un picco così elevato dei crediti più a rischio bisogna tornare all'aprile del 1999, quando il rapporto tra sofferenze e prestiti aveva toccato l'8,42%. Inoltre, diminuisce fortemente, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine,segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di quasi 53 miliardi di euro. Questo ha penalizzato l'erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. A febbraio 2014, i depositi sono aumentati di circa 13,5 mld di euro rispetto a febbraio L'andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra una diminuzione di oltre 39 mld di euro rispetto a febbraio Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da a miliardi di euro, segnando un aumento in valore assoluto di 204 miliardi. Sostanzialmente stabile la dinamica dei prestiti bancari. Il complesso dei finanziamenti rallenta la variazione negativa su base annua passando al -3% dal - 4,5% del novembre 2013). Anche i finanziamenti a famiglie e imprese scivolano del 2,9% come variazione annua febbraio 2014, contro il calo del 2,3% di gennaio 2014 e la diminuzione del 4% di dicembre Questo è dovuto al persistere della negativa evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche (PIL e Investimenti). Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, ad oggi i prestiti all'economia sono passati da a miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da a miliardi di euro. I tassi di interesse sui prestiti si sono assestati su livelli storicamente molto bassi: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è posizionato al 3,44% (dal 3,50% del mese precedente segnando il valore più basso da settembre 2011; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove

7 operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato al 3,42% (3,41% a gennaio 2014; 5,48% a fine 2007).

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