Sommario. ASL di Mantova: Piano Attuativo per il governo dei tempi d attesa Pagina 2 di 22

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2 Sommario Premessa... 3 Riferimenti normativi... 3 Analisi di contesto... 7 Consumi e offerta di prestazioni specialistiche... 7 Criticità principali... 9 Riferimenti per la governance dei tempi d attesa Definizione delle classi di priorità e delle aree di rischio Razionalizzazione dell accessibilità ai servizi sanitari Tempi di riferimento del piano Riferimenti locali Programmazione anno Linee di intervento per il governo della domanda Monitoraggio Azioni per l appropriatezza prescrittiva e per la facilitazione dell accesso Obbligo dell indicazione costante del quesito diagnostico prevalente e della classe di priorità Informazione e comunicazione sui tempi d attesa Mappa provinciale per l erogazione delle prestazioni (revisione 2014) Pagina 2 di 22

3 Premessa Riferimenti normativi Il Servizio Sanitario Nazionale assicura i Livelli Essenziali di Assistenza nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell equità nell accesso all assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze, nonché dell economicità nell impiego delle risorse (D.Lgs. 502/92 e successive modifiche ed integrazioni). L erogazione delle prestazioni entro tempi appropriati alle necessità di cura degli assistiti rappresenta una componente strutturale dei livelli essenziali di assistenza (DPCM 16 aprile 2002, "Linee guida sui criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa"). A livello regionale, la DGR VIII/2828 del 27/06/2006 ha introdotto importanti elementi di novità, quali la valutazione complessiva delle caratteristiche e delle esigenze del territorio, e non più della singola struttura erogatrice, e la definizione di tempistiche particolari per le principali aree di bisogno assistenziale cronico (oncologica e cardiovascolare) e le aree di bisogno assistenziali riguardanti periodi della vita degni di particolare attenzione sanitaria (materno infantile e geriatrico). Storicamente le liste di attesa sono un problema complesso e di difficile approccio. L aumento dell offerta tout court infatti solo nel brevissimo periodo attenua o risolve il problema del tempo di attesa, mentre nel medio o lungo termine può sortire l effetto contrario a causa di un incremento di domanda inappropriata indotto dallo stesso incremento di offerta. L intervento sulla riduzione dei tempi di attesa, per poter avere una qualche efficacia, deve, quindi, necessariamente, contemplare differenti aspetti. Il primo è quello della verifica dell appropriatezza ed in questo senso il piano annuale sui tempi di attesa deve essere considerato uno strumento da affiancarsi al piano annuale dei controlli. L altro è quello della migliore organizzazione e gestione dell offerta da parte delle strutture, già da alcuni anni promossa in sede di negoziazione dei contratti tra ASL ed erogatori. Un altro strumento utile al contenimento dei tempi di attesa è rappresentato dallo sviluppo del Call center regionale. La possibilità per il cittadino di conoscere, al momento della prenotazione, tutti i tempi di attesa degli erogatori nella propria provincia costituisce infatti un fondamentale elemento di razionalizzazione dell offerta delle prestazioni e di facilitazione dell accesso, nonché opportunità significativa per una pronta risposta al bisogno. Con la DGR VIII/3639 del 28/11/2006 la Regione Lombardia ha dato inizio formale alla attuazione della D.G.R. VIII/2828 del 27/6/2006 avente come oggetto Recepimento e prima attuazione dello schema di intesa tra Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul Piano Nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006/2008. La predetta delibera ha definito: 1) il Piano Regionale di prima attuazione; 2) la formazione, da parte della Direzione Generale Sanità, di un Gruppo di Lavoro Regionale dei Referenti ASL finalizzato a dare indicazioni sull attuazione aziendale e monitoraggio dell andamento; Pagina 3 di 22

4 3) l adozione del Piano Regionale da parte di tutte le ASL entro 90 giorni dal 1/12/2006 (nota H del 30/11/2006). Con la DGR n. VIII/5743 del 31 ottobre 2007, dal maggio 2008 la Regione Lombardia ha disposto la raccolta dei dati delle rilevazioni prospettiche mensili attraverso un portale web dedicato, messo a disposizione di tutti gli erogatori, adeguatamente formati, che accedono attraverso ID e Password. La DGR n. VIII/9173 del 30 marzo 2009 Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio-Sanitario Regionale per l esercizio III provvedimento ha poi stabilito che per tutte le prestazioni di ricovero e di specialistica ambulatoriale cosiddette «extrabudget», finalizzate alla prevenzione o alla diagnostica o al monitoraggio in ambito oncologico, di radioterapia e dialitiche, i tempi di attesa relativi alle attività erogate per conto del Servizio Sanitario Regionale non debbano essere superiori a quelli previsti per le attività erogate in regime di libera professione e/o di solvenza. Ciò in quanto gli erogatori a contratto con il Servizio Sanitario Regionale devono fare proprie le priorità stabilite dalla Giunta Regionale ed ancor più quando le Regole di sistema non pongono per determinate prestazioni limiti contrattuali di risorse. La Delibera di Giunta Regionale n. VIII/10804 del 16 dicembre 2009, Regole del SSR per l anno 2010 ha ribadito l obbligo per le ASL di predisporre e formalizzare gli aggiornamenti dei piani attuativi in materia di tempi di attesa, con l obiettivo di attualizzarli rispetto ad eventuali nuove priorità e necessità, ed il conseguente obbligo per le Aziende Ospedaliere e le Fondazioni IRCCS di diritto pubblico di presentare i piani semestrali aziendali di governo dei tempi di attesa, congruentemente con i piani attuativi delle ASL, come già avviene da alcuni anni in Regione Lombardia. Inoltre con la DGR n del 30 dicembre 2009 si è disposto: di modificare le percentuali di raggiungimento dei tempi di attesa obiettivo previste al punto 3 dell allegato della DGR n. 2828/2006 portandole ad una soglia di almeno il 95% dei primi accessi; che le ASL, entro il 20 di gennaio del 2010, aggiornino i propri piani attuativi di governo e di contenimento dei tempi di attesa, congruentemente, con la priorità indicata al punto precedente e lo stesso facciano le Aziende Ospedaliere, adeguando, sempre entro il 20 gennaio 2010, i propri Piani Aziendali semestrali di Governo dei Tempi di Attesa, di cui alla DGR n. VIII/1375 del 14 dicembre 2005; che, a decorrere dall esercizio 2010, anche i soggetti erogatori di diritto privato accreditati e a contratto che, sulla base della normativa vigente, non sono tenuti a predisporre dei piani di governo dei tempi di attesa, debbano, come obbligo contrattualmente rilevante, adeguare, relativamente alle categorie di pazienti ed alle prestazioni di cui al punto 3 dell allegato della citata DGR n. 2828/2006, la propria programmazione di erogazione delle prestazioni alle priorità definite dalle ASL. La DGR n. IX/937/2010, ha introdotto alcune novità in materia di raggruppamenti di priorità, al fine di monitorare puntualmente le priorità stabilite dalla DGR n. 2828/2006. Si è infatti previsto che, a partire dall 1 gennaio 2011, il campo note fosse compilato dagli erogatori aggiungendo le seguenti codifiche: "On" per le prestazioni afferenti all «Area Oncologica»; "CV" per le prestazioni afferenti all «Area Cardiovascolare»; "MI" per le prestazioni afferenti all «Area Materno-Infantile»; "Ge" per le prestazioni afferenti all «Area Geriatrica», Pagina 4 di 22

5 Inoltre, con la suddetta deliberazione, si è disposto anche che, nel caso in cui la classe di priorità non sia compilata dal prescrittore, si sottintende che la prestazione, per volontà implicita dello stesso, ricada nella categoria P (programmata). La DGR n. IX/1775 del 24/05/2011 ha recepito l Intesa 28/10/2010 tra Governo, Regione e Province Autonome sul Piano Nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio Sulla scorta delle indicazioni contenute, l ASL di Mantova ha redatto i più recenti Piani attuativi per il governo dei tempi di attesa. La DGR X/351 del , ad oggetto "Ulteriori determinazioni in merito alla DGR n. IX/4334 del 27/10/2012 in relazione all'erogazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale nel rispetto dei tempi d'attesa e dell'accessibilità ai servizi sanitari", ha previsto per l ASL di Mantova lo stanziamento di un importo pari a per avviare appositi progetti con i soggetti erogatori accreditati che consentissero di finanziare in modo mirato e vincolato l erogazione, nell ultimo quadrimestre 2013, di prestazioni per le quali si fossero evidenziate criticità di accessibilità ed in generale per raggiungere o mantenere l obiettivo prioritario del contenimento dei tempi di attesa come previsto dalla DGR n. IX/1775/2011. Entro la scadenza del 31 agosto 2013, a conclusione dell iter procedurale previsto per il 31 luglio 2013 dalle indicazioni regionali, sono stati sottoscritti con gli erogatori di interesse i contratti integrativi, che prevedono l'utilizzo della quota di risorse appositamente destinate per le criticità dei tempi d'attesa per prestazioni ambulatoriali, in funzione di criticità e priorità individuate dall ASL. Nel mese di novembre è stata attuata la verifica dello stato di attuazione delle progettualità con redazione ed inoltro alla Direzione Generale Salute, nel mese di dicembre, di proposta di parziale revisione. Riferimenti normativi per l anno 2014 I riferimenti normativi principali in materia per l anno 2014 sono costituiti da: Intesa 28/10/2010 tra Governo, Regione e Province Autonome sul Piano Nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio ; DGR n. IX/1775 del 24/05/2011; DGR n. X/1885 del 20/12/2013 Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l esercizio 2014 (di concerto con l Assessore Cantù), che stabilisce che entro il 31 gennaio 2014 le ASL predisporranno e formalizzeranno gli aggiornamenti dei Piani attuativi vigenti con l obiettivo di attualizzarli rispetto a nuove priorità e necessità. Le Aziende Ospedaliere e le Fondazioni IRCCS di diritto pubblico dovranno, congruentemente con i Piani attuativi delle ASL, presentare i Piani semestrali aziendali di Governo dei Tempi di Attesa entro le scadenze del 28 febbraio e del 31 luglio 2014 rispettivamente per il primo e secondo semestre La DGR esplicita le modalità di monitoraggio e sottolinea l importanza della valorizzazione della classe di priorità sulla prescrizione medica. Nella sezione dedicata al Governo dell offerta ospedaliera stabilisce che l 8% del budget ambulatoriale sia destinato agli erogatori privati accreditati, anche non a contratto, e che il 5% delle risorse destinate alle attività di specialistica ambulatoriale saranno assegnate dalle ASL con riferimento prioritario agli aspetti legati Pagina 5 di 22

6 all accessibilità e alle soluzioni adottate per migliorare la qualità della prestazione erogata. Le ASL predisporranno entro il 15 febbraio 2014 un documento rappresentativo del quadro territoriale complessivo e coerente con i criteri di attribuzione delle risorse sopra esposti. Per assegnare l 8% delle risorse ambulatoriali, che non sono attribuite su base storica, le ASL potranno utilizzare una procedura di selezione che sarà individuata entro il mese di gennaio in collaborazione con l Agenzia regionale ARCA. Regione emanerà disposizioni relative all appropriatezza prescrittiva di alcune discipline caratterizzate da elevati volumi di erogazione e difficoltà all accesso (diagnostica per immagini, endoscopia digestiva, medicina nucleare, genetica medica); per la medicina di laboratorio si svilupperanno ulteriormente le indicazioni prescrittive da applicarsi per tutte le prescrizioni a carico del Servizio Sanitario. Nota di Direzione Generale Salute di Regione Lombardia, prot. n. H del 23 dicembre 2013, ad oggetto Piani attuativi ASL per il governo dei tempi di attesa e piani aziendali di governo dei tempi d attesa per il I semestre 2014, e Circolare attuativa prot. n. H del 22 gennaio 2014, ad oggetto Prime precisazioni in merito all attuazione della DGR n del 20 dicembre Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario per l esercizio 2014, che ribadiscono le scadenze relative all aggiornamento dei Piani attuativi per il Governo dei Tempi di Attesa e alla presentazione dei Piani semestrali aziendali di Governo dei Tempi di Attesa. Attraverso il presente Piano Aziendale Attuativo per il governo dei tempi di attesa per l anno 2014, l ASL della provincia di Mantova intende fare propri i contenuti delle disposizioni regionali, in particolare della DGR n. IX/1775 del 24 maggio 2011 e definire le azioni che intende adottare per raggiungere l obiettivo di ridurre i tempi di attesa eccessivi e mantenere le situazioni di eccellenza esistenti nel territorio. Nel Piano si definiscono anche le azioni di coordinamento, monitoraggio, valutazione degli interventi e dei risultati nonché la diffusione delle informazioni presso la cittadinanza. In particolare risulta fondamentale per il territorio provinciale il coordinamento con la Azienda Ospedaliera Carlo Poma, attraverso la definizione di Piani Semestrali della A.O., e gli altri erogatori privati accreditati, allo scopo di monitorare continuamente e puntualmente l evoluzione della domanda ed allo scopo di individuare criticità e disequilibri e definire le necessarie azioni correttive. Viene confermato anche per l anno 2014 l obiettivo di qualità dell erogazione delle prestazioni specialistiche, relativo alla gestione delle prestazioni di controllo. Esso consiste nella revisione di percorsi di continuità di monitoraggio e follow up ospedaleospedale, comportanti non solo la prescrizione dell accertamento da parte dello specialista, ma anche la prenotazione della prestazione da parte della struttura, fin dal momento in cui ne viene generata la necessità, con conseguente facilitazione dell accesso per il cittadino e reale presa in carico del bisogno assistenziale. Entro la scadenza del 30 aprile 2014, in ottemperanza al dettato della DGR n. X/1885/2013, saranno definite e contrattualizzate progettualità specifiche, per ogni singolo Erogatore, per il miglioramento dei tempi d attesa che ancora presentano criticità rispetto all osservanza di quanto prospettato nella mappa provinciale condivisa. Pagina 6 di 22

7 Analisi di contesto Consumi e offerta di prestazioni specialistiche Consumi ambulatoriali per luogo di erogazione Nelle strutture della provincia di Mantova nel 2012 è stato fruito il 78,43%, del valore complessivo delle prestazioni consumate in totale dei cittadini mantovani, mentre il 13,13% è stato fruito in altre province lombarde ed il restante 8,44% fuori regione. L Azienda Ospedaliera, ha erogato il 49,90% del valore delle prestazioni consumate da cittadini mantovani, mentre il 28,53% è stato erogato dalle varie strutture private. Lo scenario dell offerta territoriale di prestazioni specialistiche ambulatoriali è costituito dai vari punti di erogazione afferenti a 11 strutture erogatrici, nell ambito delle quali la struttura pubblica eroga il 63,62% della produzione provinciale. MN PUBBLICO 50% EXTRAREGIONE 8% LOMBARDIA 13% MN PRIVATO 29% Offerta territoriale di prestazioni specialistiche Lo scenario dell offerta territoriale di prestazioni specialistiche ambulatoriali è costituito dai vari punti di erogazione afferenti a 11 strutture erogatrici, nell ambito delle quali la struttura pubblica eroga il 63,62% della produzione provinciale. Le strutture erogatrici provinciali accreditate e contratto sono costituite da: una Azienda Ospedaliera: Azienda Ospedaliera Carlo Poma, che opera in 4 presidi ospedalieri; tre sperimentazioni gestionali pubblico-privato: Ospedale di Suzzara, Ospedale San Pellegrino e Ospedale di Volta Mantovana; una Casa di Cura privata: Fondazione Teresa Camplani - Casa di Cura San Clemente; un presidio IRCSS privato: Fondazione Maugeri, presidio di Castel Goffredo; una struttura poliambulatoriale privata: X Ray One; quattro laboratori privati: Gamma, Lamb, Centro Diagnosi, Bianalisi-Fleming. Attività di controllo dei tempi d attesa per prestazioni ambulatoriali L attività di controllo per i tempi di attesa, nell anno 2013, ha ricompreso 12 rilevazioni ex ante, nei giorni indice di indicazione regionale, nel corso delle quali sono stati raccolti i tempi d attesa, esclusivamente per prime visite o primi accessi, delle prestazioni monitorate. L attività di controllo 2013 si è svolta altresì attraverso: Pagina 7 di 22

8 rilevazioni mensili interne alle strutture, oggetto di pubblicazione sul sito web dell ASL; verifiche semestrali della tenuta delle agende separate per prime visite e controlli presso ogni erogatore; verifiche di coerenza tra i tempi d attesa rilevati direttamente dall ASL presso i Cup delle strutture e i tempi evidenziati dai monitoraggi nel giorno indice regionale; due convocazioni dell Osservatorio provinciale dei tempi d attesa, con la partecipazione di ASL, Erogatori e rappresentanze delle associazioni di pubblica tutela, in data 19/06/2013 e in data 18/12/2013; due rilevazioni per l attività libero professionale, nei mesi di aprile ed ottobre. Anno Prestazioni in attività libero professionale monitorate CODICE_PREST_MTA Codice Nomenclatore Descrizione 897A3 89.7A.3 PRIMA VISITA CARDIOLOGICA 897A6 89.7A.6 PRIMA VISITA CHIRURGICA VASCOLARE 897A8 89.7A.8 PRIMA VISITA ENDOCRINOLOGICA/DIABETOLOGICA PRIMA VISITA NEUROLOGICA [NEUROCHIRURGICA] PRIMA VISITA OCULISTICA 897B7 89.7B.7 PRIMA VISITA ORTOPEDICA PRIMA VISITA GINECOLOGICA 897B8 89.7B.8 PRIMA VISITA ORL 897C2 89.7C.2 PRIMA VISITA UROLOGICA/ANDROLOGICA 897A7 89.7A.7 PRIMA VISITA DERMATOLOGICA 897B2 89.7B.2 PRIMA VISITA DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE 897A9 89.7A.9 PRIMA VISITA GASTROENTEROLOGICA 897B6 89.7B.6 PRIMA VISITA ONCOLOGICA 897B9 89.7B.9 PRIMA VISITA PNEUMOLOGICA MAMM MAMMOGRAFIA BILATERALE E MONOLATERALE TAC_TORACE TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL TORACE, SENZA E CON CONTRASTO TAC_ADDSUP TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL' ADDOME SUPERIORE, SENZA E CON CONTRASTO TAC_ADDINF TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL' ADDOME INFERIORE, SENZA E CON CONTRASTO TAC_ADDOME TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL' ADDOME COMPLETO, SENZA E CON CONTRASTO TAC_CAPO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL CAPO, SENZA E CON CONTRASTO TAC_RACHID TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL RACHIDE E DELLO SPECO VERTEBRALE, SENZA E CON CONTRASTO TAC_BACINO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL BACINO RM_CERVELL RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DEL CERVELLO E DEL TRONCO ENCEFALICO, SENZA E CON CONTRASTO RM_ADDOME RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DELL'ADDOME INFERIORE E SCAVO PELVICO, SENZA E CON CONTRASTO RM_SCHEL RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) MUSCOLOSCHELETRICA, SENZA E CON CONTRASTO RM_COLONNA RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DELLA COLONNA, SENZA E CON CONTRASTO DIAGNOSTICA ECOGRAFICA DEL CAPO E DEL COLLO ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA CARDIACA ECO(COLOR)DOPPLER DEI TRONCHI SOVRAAORTICI ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA DEGLI ARTI SUPERIORI O INFERIORI O DISTRETTUALE, ARTERIOSA O VENOSA ECO_ADDOME ECOGRAFIA DELL' ADDOME SUPERIORE, INFERIORE E COMPLETO ECO_MAMM ECOGRAFIA BILATERALE E MONOLATERALE DELLA MAMMELLA ECO_OST ECOGRAFIA OSTETRICA - GINECOLOGICA COLONSCOP COLONSCOPIA CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE, SENZA O CON BIOPSIA O POLIPECTOMIA SIGMOIDOSCOPIA CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE EGD ESOFAGOGASTRODUODENOSCOPIA [EGD], SENZA O CON BIOPSIA ELETTROCARDIOGRAMMA ELETTROCARDIOGRAMMA DINAMICO TEST_CARDI TEST CARDIOVASCOLARE DA SFORZO CON PEDANA MOBILE O CON CICLOERGOMETRO ESAME AUDIOMETRICO TONALE SPIROMETRI SPIROMETRIA SEMPLICE O GLOBALE ESAME DEL FUNDUS OCULI ELETTROMIOGRAFIA SEMPLICE [EMG] ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA CARDIACA a riposo Pagina 8 di 22

9 Criticità principali I tempi d attesa per le visite specialistiche, seppur nettamente migliorati negli ultimi esercizi, rappresentano tuttora la criticità più rilevante sul territorio provinciale. In linea generale, le prestazioni per le quali deve essere ancora raggiunto il livello del 95% programmato entro il tempo massimo regionale sono costituite dalle prime visite, dalle prestazioni attinenti alla diagnostica cardiologica e da alcune prestazioni di diagnostica per immagini, tra le quali, in particolare, la sigmoidoscopia e le prestazioni radiologiche. Buona parte della motivazione dei lunghi tempi d attesa per tali prestazioni consiste nella scelta della sede e del professionista desiderati da parte dei pazienti. Il tempo aziendale è infatti solitamente rispettato da parte delle strutture, pur in presenza costante di alcune liste con tempi eccedenti i massimi previsti. Elementi ulteriori di significativo peso nell aggravamento delle criticità relative alla gestione delle liste d attesa, evidenziati attraverso i risultati di rilevazioni specifiche, sono costituiti dai fenomeni del drop out e del rifiuto della prima data prospettata in sede di prenotazione. Tali comportamenti sono stati ampiamente approfonditi e discussi in occasione delle Conferenze degli Erogatori, nell ambito dell Osservatorio Provinciale dei Tempi d attesa. Si è ribadito il peso elevato del ruolo attivo del cittadino-utente, nella gestione delle liste da parte degli erogatori, promuovendo la necessità di responsabilizzazione e incremento della consapevolezza dell accesso ai servizi presso la cittadinanza, anche attraverso iniziative di comunicazione e informazione. Pagina 9 di 22

10 Riferimenti per la governance dei tempi d attesa Definizione delle classi di priorità e delle aree di rischio La codifica del campo classe di priorità all interno della prescrizione medica è obbligatoria e riguarda tutte le prescrizioni contenenti prestazioni di primo accesso. Le classi di priorità applicabili alle prestazioni di specialistica ambulatoriale sono le seguenti: PRESTAZIONI AMBULATORIALI U (urgente): per le prestazioni da eseguirsi entro 72 ore; a tale prescrizione dovrà essere apposto il bollino verde ; B (breve): prestazioni identificate in una delle aree di rischio indicate nel successivo paragrafo; D (differibile): per le prestazioni di prima diagnosi da eseguirsi entro 30 giorni per le prime visite ed entro 60 giorni per i per i primi accessi alle prestazioni di diagnostica strumentale; P (programmata): per le prestazioni programmate (da erogarsi in un arco temporale maggiore e comunque, di norma, non oltre 180 giorni). DEFINIZIONE AREE DI RISCHIO PER PRESTAZIONI AMBULATORIALI Vengono di seguito fornite alcune precisazioni in merito alle modalità di prescrizione delle prestazioni rientranti nelle AREE CARDIOVASCOLARE, ONCOLOGICA, GERIATRICA e MATERNO INFANTILE e alla compilazione dell AREA priorità della prestazione presente sulla ricetta. Nel caso in cui il medico prescrittore (di struttura pubblica e/o privata accreditata a contratto) ravveda la necessità che quanto prescritto, nelle AREE CARDIOVASCOLARE e ONCOLOGICA venga erogato nei tempi stabiliti dalla DGR 1775/2011 (16 giorni di attesa per le visite, e massimo 30 giorni per ricoveri) dovrà apporre sulla ricetta RISCHIO CV nel primo caso o RISCHIO ONC nel secondo. Per l AREA GERIATRICA si fa riferimento all età di 75 anni compiuti rilevabile dal codice fiscale; il medico prescrittore dovrà comunque apporre sulla ricetta la dicitura AREA GERIATRICA. L AREA MATERNO INFANTILE deve essere indicata dal codice di esenzione Mnn, dove nn sta per le settimane di gravidanza. NOTA BENE: La compilazione dei campi U, D, P è alternativa all indicazione dell AREA ONCOLOGICA, CARDIOVASCOLARE e GERIATRICA PRESTAZIONI DI RICOVERO CLASSE A - Ricovero entro 30 giorni per i casi clinici che possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti o da determinare grave pregiudizio alla prognosi; CLASSE B - Ricovero entro 60 giorni per i casi clinici che presentano intenso dolore o gravi disfunzioni o grave disabilità, ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente al punto di diventare emergenti né possono, per l'attesa, ricevere grave pregiudizio alla prognosi; Pagina 10 di 22

11 CLASSE C - Ricovero entro 180 giorni per i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi né possono, per l'attesa, ricevere grave pregiudizio alla prognosi; CLASSE D - Ricovero senza attesa massima definita per i casi clinici che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità. Questi casi devono comunque essere effettuati almeno entro i 12 mesi. La segnalazione delle classi di priorità A, B, C e D è alternativa all indicazione dell area di rischio (ONCOLOGICA, CARDIOVASCOLARE e GERIATRICA). Razionalizzazione dell accessibilità ai servizi sanitari Al fine di ottimizzare l organizzazione dell offerta delle prestazioni e garantire una corretta gestione delle diverse classi di priorità ed aree di rischio si richiamano di seguito le definizioni di primo accesso e controllo: Primo accesso (prima visita o primo esame): è l accesso in cui il problema attuale del paziente viene affrontato per la prima volta e per il quale viene formulato un preciso quesito diagnostico, accompagnato dalla esplicita dizione di primo accesso. Possono anche essere considerati primi accessi quelli effettuati da pazienti noti, affetti da malattie croniche, che presentino una fase di riacutizzazione o l insorgenza di un nuovo problema, non necessariamente correlato con la patologia cronica, tale da rendere necessaria una rivalutazione complessiva e/o una revisione sostanziale della terapia (si dovrà anche in questo caso indicare sulla ricetta primo accesso ). Visita o esame di controllo - follow up: visite o accertamenti diagnostici strumentali successivi ad un inquadramento diagnostico già concluso che ha definito il caso ed eventualmente già impostato una prima terapia. In esse il problema viene rivalutato dal punto di vista clinico e la documentazione sanitaria esistente viene aggiornata: si tratta di prestazioni finalizzate, ad esempio, a seguire nel tempo l evoluzione di patologie croniche, valutare a distanza l eventuale insorgenza di complicanze, verificare la stabilizzazione della patologia o il mantenimento del buon esito dell intervento, indipendentemente dal tempo trascorso rispetto al primo accesso; le prestazioni successive al primo accesso e programmate dallo specialista che ha già preso in carico il paziente (comprese le prestazioni di 2 e 3 livello rese a pazienti ai quali è già stato fatto un inquadramento diagnostico e che necessitano di approfondimento); tutte le prestazioni prescritte con l indicazione del codice di esenzione per patologia sulla ricetta. Tali prestazioni possono essere programmate e di conseguenza erogate in un maggiore arco di tempo, di norma entro 180 giorni dalla prima visita/primo accesso, e comunque nei tempi eventualmente indicati sulla prescrizione, in quanto gli stessi non vanno ad influenzare la prognosi e sul corretto svolgimento dell iter terapeutico. Pagina 11 di 22

12 Tempi di riferimento del piano La normativa di riferimento del presente piano per i tempi di attesa per le prestazioni specialistiche e per i ricoveri programmati è costituita dalla DGR IX/1775 del 24 maggio 2011, che fissa l elenco delle prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative di assistenza specialistica ambulatoriale e di ricovero, che devono essere sottoposte a monitoraggio e per le quali sono stabiliti i tempi massimi di attesa da parte della Regione Lombardia. Tali tempi massimi dovranno essere rispettati dagli erogatori pubblici e privati accreditati presenti sul territorio di questa ASL. Per tutte le prestazioni elencate nelle tabelle 1, 2 e 3, di seguito riportate, il tempo massimo di attesa individuato dalla Regione dovrà essere garantito, se non altrimenti specificato, per il 95% dei pazienti, a prescindere dall individuazione delle priorità di accesso alle medesime. I tempi massimi indicati nelle tabelle successive, qualora fossero inferiori alle tempistiche proprie della classe D (30 o 60 giorni rispettivamente per visite e prestazioni strumentali) sono da considerarsi prioritari rispetto alle stesse (esempio TAC a 40 giorni). Come ricordato dalla DGR n. 2828/2006, e poi dal punto 13 della DGR IX/1775 del 24 maggio 2011, ogni struttura sanitaria della Regione è tenuta a rispettare un tempo massimo di attesa per ogni tipo di visita od esame. Se la struttura prescelta non garantisce le prestazioni entro il tempo massimo, rivolgendosi all Ufficio Relazioni con il Pubblico dell ASL si possono trovare altre strutture sul territorio in grado di rispettarlo. Se nessuna di queste è in grado di rispettare tale tempo massimo, così come previsto dall Allegato 1 della DGR n /1999, la struttura erogatrice inizialmente scelta si deve impegnare, su richiesta del paziente, ad erogare la prestazione in regime libero professionale, facendosi carico dell intera tariffa, detratto l eventuale ticket che risulta a carico del paziente. Pagina 12 di 22

13 Tempi massimi d attesa di riferimento di cui alla DGR IX/1775 del 24 maggio 2011 Tab. 1 - Prestazioni ambulatoriali Tmax in gg (area ONC) Tmax in gg (area CV) Tmax in gg (area MI) Tmax in gg (area Ge) Tmax in gg(priorità D) Codifica Descrizione 897A3 PRIMA VISITA CARDIOLOGICA A6 PRIMA VISITA CHIRURGICA VASCOLARE A8 PRIMA VISITA ENDOCRINOLOGICA/DIABETOLOGICA PRIMA VISITA NEUROLOGICA [NEUROCHIRURGICA] PRIMA VISITA OCULISTICA B7 PRIMA VISITA ORTOPEDICA PRIMA VISITA GINECOLOGICA B8 PRIMA VISITA ORL C2 PRIMA VISITA UROLOGICA/ANDROLOGICA A7 PRIMA VISITA DERMATOLOGICA B2 PRIMA VISITA DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE A9 PRIMA VISITA GASTROENTEROLOGICA B6 PRIMA VISITA ONCOLOGICA B9 PRIMA VISITA PNEUMOLOGICA MAMMOGRAFIA BILATERALE E MONOLATERALE TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL TORACE, SENZA E CON CONTRASTO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL ADDOME SUPERIORE, SENZA E CON CONTRASTO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL ADDOME INFERIORE, SENZA E CON CONTRASTO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL ADDOME COMPLETO, SENZA E CON CONTRASTO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL CAPO, SENZA E CON CONTRASTO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL RACHIDE E DELLO SPECO VERTEBRALE, SENZA E CON CONTRASTO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL BACINO RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DEL CERVELLO E DEL TRONCO ENCEFALICO, SENZA E CON CONTRASTO RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DELL ADDOME INFERIORE E SCAVO PELVICO, SENZA E CON CONTRASTO RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) MUSCOLOSCHELETRICA, SENZA E CON CONTRASTO RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DELLA COLONNA, SENZA E CON CONTRASTO DIAGNOSTICA ECOGRAFICA DEL CAPO E DEL COLLO ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA CARDIACA a riposo ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA CARDIACA ECO(COLOR)DOPPLER DEI TRONCHI SOVRAAORTICI ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA DEGLI ARTI SUPERIORI O INFERIORI O DISTRETTUALE, ARTERIOSA O VENOSA ECOGRAFIA DELL ADDOME SUPERIORE, INFERIORE E COMPLETO ECOGRAFIA BILATERALE E MONOLATERALE DELLA MAMMELLA ECOGRAFIA OSTETRICA - GINECOLOGICA COLONSCOPIA CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE, SENZA O CON BIOPSIA O POLIPECTOMIA SIGMOIDOSCOPIA CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE ESOFAGOGASTRODUODENOSCOPIA [EGD], SENZA O CON BIOPSIA ELETTROCARDIOGRAMMA ELETTROCARDIOGRAMMA DINAMICO TEST CARDIOVASCOLARE DA SFORZO CON PEDANA MOBILE O CON CICLOERGOMETRO ESAME AUDIOMETRICO TONALE SPIROMETRIA SEMPLICE O GLOBALE ESAME DEL FUNDUS OCULI ELETTROMIOGRAFIA SEMPLICE [EMG] RADIOGRAFIA DI PELVI E ANCA RADIOGRAFIA DELLA COLONNA LOMBOSACRALE RADIOGRAFIA DEL TORACE DI ROUTINE, NAS RADIOGRAFIA DEL FEMORE, GINOCCHIO E GAMBA ECOGRAFIA CARDIACA DENSITOMETRIA OSSEA CON TECNICA DI ASSORBIMENTO A RAGGI X - lombare, femorale, ultradistale 60 INTERVENTO DI CATARATTA CON O SENZA IMPIANTO DI LENTE INTRAOCULARE Pagina 13 di 22

14 Tab. 2 - Prestazioni in Day Hospital/Day Surgery Diagnosi Procedura Descrizione Tmax in gg (area ONC) Tmax in gg (area CV) Tmax in gg (area MI) Tmax in gg (area Ge) Tmax in gg(priorità D) V CHEMIOTERAPIA* ARTERIOGRAFIA CORONARICA CON CATETERE SINGOLO, DOPPIO O NON SPECIFICATA BIOPSIA PERCUTANEA DEL FEGATO EMORROIDECTOMIA RIPARAZIONE MONOLATERALE O BILATERALE DI ERNIA INGUINALE 180 Tab. 3 - Prestazioni di ricovero ordinario Diagnosi Procedura Descrizione Tmax in gg (area ONC) Tmax in gg (area CV) Tmax in gg (area MI) Tmax in gg (area Ge) Tmax in gg(priorità D) MASTECTOMIA PROSTATECTOMIA RADICALE / INTERVENTI CHIRURGICI TUMORE COLON RETTO da 683 a 689 INTERVENTI CHIRURGICI TUMORI DELL UTERO BYPASS AORTOCORONARICO RIMOZIONE DI OSTRUZIONE DELL ARTERIA CORONARICA ED INSERZIONE DI STENT (PTCA) 30 ENDOARTERIECTOMIA DI ALTRI VASI DEL CAPO E DEL COLLO INTERVENTI DI PROTESI D ANCA INTERVENTI CHIRURGICI TUMORE DEL POLMONE TONSILLECTOMIA 180 Pagina 14 di 22

15 Riferimenti locali Sono altresì elementi di riferimento i Piani aziendali semestrali di Governo dei Tempi d Attesa dell Azienda Ospedaliera Carlo Poma - Circolare Regione Lombardia del 23/12/2013 -, nonché l attività dell Osservatorio provinciale dei tempi di attesa, che si riunisce periodicamente in sede di Conferenza degli Erogatori pubblici e privati accreditati ultima seduta in data 18 dicembre L Osservatorio prevede la partecipazione delle Rappresentanze delle Associazioni di pubblica tutela dei cittadini e del Consiglio di rappresentanza dei Sindaci. Programmazione anno 2014 Linee di intervento per il governo della domanda Le linee di intervento perseguite da questa ASL si possono riassumere in: 1. contrattualizzazione di obiettivi funzionali al governo dei tempi d attesa, come descritto nella Premessa - Riferimenti normativi per il 2014; 2. redazione e aggiornamento periodico del Piano Attuativo Aziendale per il governo dei tempi d attesa; 3. monitoraggio delle liste d attesa, come successivamente dettagliato; 4. controllo della tenuta delle agende di prenotazione in almeno due sessioni annue; 5. implementazione del Call Center Regionale; 6. trasparenza, informazione e comunicazione. Monitoraggio In adempimento alla DGR VIII/5743 del 31 ottobre 2007, nel 2014 le rilevazioni prospettiche mensili verranno attuate attraverso il portale web dedicato, messo a disposizione di tutti gli erogatori, adeguatamente formati. Come da indicazioni della DGR n. X/1885 del e della successiva nota di Direzione Generale Salute di Regione Lombardia del , nel corso del 2014 si prevede di effettuare 12 rilevazioni di prevalenza dei tempi di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di ricovero e cura oggetto di monitoraggio. La corretta tenuta delle liste d attesa, sia per prime visite che per controlli, costituisce ambito prioritario di attenzione, nel corso dell attività di controllo NOC. Tutti gli erogatori provinciali hanno implementato, nei precedenti esercizi, l accuratezza della separazione tra primi accessi e controlli, con il risultato di una complessiva più razionale gestione dell intero scenario d offerta provinciale, correlata anche ad un miglioramento generale dei tempi d attesa per primi accessi. Il monitoraggio in materia di tempi d attesa per le prestazioni specialistiche e di ricovero, per l anno 2014, si articola pertanto nelle seguenti azioni: monitoraggio regionale ex ante: verrà effettuato a cadenza mensile, secondo il calendario di indicazione regionale, con 12 rilevazioni con il calendario di seguito riportato: Pagina 15 di 22

16 GIORNATE DI RILEVAZIONE 2014 Mercoledì 22 gennaio 2014 Mercoledì 12 febbraio 2014 Mercoledì 5 marzo 2014 Mercoledì 9 aprile 2014 Mercoledì 7 maggio 2014 Mercoledì 4 giugno 2014 Mercoledì 16 luglio 2014 Mercoledì 6 agosto 2014 Mercoledì 3 settembre 2014 Mercoledì 8 ottobre 2014 Mercoledì 5 novembre 2014 Mercoledì 3 dicembre 2014 monitoraggio ex post: la rilevazione della data di prenotazione sul flusso informativo 28 SAN verrà periodicamente utilizzata per la verifica della puntuale compilazione (indicatore: data prenotazione diversa da data contatto), per la valutazione dei tempi medi di attesa, per la verifica della congruenza rispetto al monitoraggio ex ante; rilevazione mensile dei tempi di attesa medi su prestazioni concordate con gli Erogatori presenti sul territorio, puntualmente pubblicata e aggiornata sul sito Web aziendale; verifiche in corso di controllo NOC del rispetto dei tempi massimi previsti relativamente alle prescrizioni con apposizione delle diciture RISCHIO ONC e RISCHIO CV, priorità clinica, presenza del quesito diagnostico; verifica del mantenimento della apertura delle liste di attesa per tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica strumentale e della corretta separazione delle agende per primi accessi, priorità cliniche e aree critiche di bisogno assistenziale; monitoraggio del grado di raggiungimento degli obiettivi regionali e aziendali oggetto di contrattualizzazione con gli Erogatori provinciali attraverso le rilevazioni periodiche di prevalenza; monitoraggio del rispetto delle indicazioni regionali sulla rilevazione da parte degli erogatori delle prestazioni erogate in attività Libero Professionale Intramuraria, Intramuraria allargata ed in regime di solvenza (monitoraggio ALPI e S) nelle due rilevazioni dedicate. Azioni per l appropriatezza prescrittiva e per la facilitazione dell accesso Le rilevazioni effettuate negli anni precedenti, sia da parte dell ASL che dell Azienda Ospedaliera, in merito al rispetto dei tempi d attesa, avevano evidenziato consistenti problematiche relative alla qualità e alla completezza delle prescrizioni; in particolare, le indicazioni riportate sulla ricetta non consentivano la corretta differenziazione presso lo sportello CUP delle visite come primo accesso o come controllo o follow up. Si è giunti pertanto ad un impegno concordato tra Azienda Sanitaria Locale, Azienda Ospedaliera ed Enti Erogatori privati accreditati, con l intento di promuovere un rapporto di collaborazione tra Medici di Famiglia e Specialisti Ospedalieri, nell interesse dei pazienti ai quali deve essere garantito l accesso alle cure nel modo più appropriato possibile e nel rispetto dei tempi obiettivo regionali. Pagina 16 di 22

17 A scadenza annuale viene aggiornato il Protocollo per la corretta prescrizione già precedentemente definito con lo scopo di fornire ai medici prescrittori le linee d indirizzo sulla corretta prassi prescrittiva e sul corretto utilizzo del ricettario unico regionale, al fine di migliorare la completezza delle prescrizioni. Nell ambito dei Tavoli di lavoro trasversali ospedale - territorio, costituiti da Medici Specialisti, MMG/PLS e ASL, già destinati alle azioni per il contenimento della mobilità passiva extraregione, vengono inoltre regolarmente affrontate le problematiche relative alla corretta prescrizione, ai tempi d attesa e all accesso alle prestazioni. Regione emanerà disposizioni relative all appropriatezza prescrittiva di alcune discipline caratterizzate da elevati volumi di erogazione e difficoltà all accesso (diagnostica per immagini, endoscopia digestiva, medicina nucleare, genetica medica); per la medicina di laboratorio si svilupperanno ulteriormente le indicazioni prescrittive da applicarsi per tutte le prescrizioni a carico del Servizio Sanitario. Nel contesto delle progettualità finalizzate a contenere le criticità sui tempi d attesa, cui sono dedicate, anche per l anno 2014, risorse specifiche regionali, si procederà alla negoziazione e contrattualizzazione con gli erogatori provinciali di obiettivi funzionali al rispetto dei tempi massimi di attesa secondo le modalità definite dalla DGR n. X/1185/2013. Obbligo dell indicazione costante del quesito diagnostico prevalente e della classe di priorità La richiesta di indagine, prestazione o visita specialistica deve riportare il quesito diagnostico formulato dal Medico prescrittore, in coerenza con quanto previsto dai vigenti ACN per la Medicina Generale (art. 51, punto 2), per la Pediatria di Libera Scelta (art. 50, punto 2), per la Medicina Specialistica Ambulatoriale (art. 28, punto 2). A ciò va aggiunto che l Allegato 10 della DGR n. VIII/8501 del 26/11/2008, ribadito nella Circolare regionale prot. H del 16/12/2008, prevede che le prestazioni di specialistica ambulatoriale, dal 2009, potranno rappresentare un costo per il SSR solo se le relative richieste saranno corredate del quesito diagnostico prevalente formulato in forma chiara e specifica. Ne discende l assoluta necessità della indicazione del quesito diagnostico prevalente su ogni prescrizione di prestazioni specialistiche. In assenza del quesito, l Erogatore non potrà erogare la prestazione a carico del SSR. In accordo con le ulteriori disposizioni regionali, di cui alla nota H del 30/12/2008, relativamente ai pazienti esenti per patologia, di cui al DM Sanità 329/1999 e 296/2001 ed i pazienti affetti da patologie rare, di cui al DM Sanità 279/2001, non sarà necessaria alcuna precisazione del quesito diagnostico sulla prescrizione, in quanto lo stesso è già chiaro quando l assistito effettua prestazioni che riguardano l approfondimento diagnostico o il follow up della patologia di base per cui è esente. In tal caso è pertanto sufficiente la condizione di cronicità documentata dal codice di esenzione riportato obbligatoriamente sulla ricetta. Il sospetto/quesito diagnostico deve essere espresso nella maniera più esauriente e circostanziata possibile (art. 51 comma 2 dell Accordo Collettivo Nazionale per la medicina generale del 20/01/2005). Al fine di facilitarne l inserimento da parte del prescrittore verranno predisposti degli specifici adeguamenti nei domini centrali per consentire una completa interazione con i software in uso. Pagina 17 di 22

18 La DGR n. X/1185 del 20/12/2013 ribadisce l obbligatorietà della codifica del campo di priorità all interno della prescrizione medica. Continuità dei percorsi di controllo Peculiare obiettivo di qualità dell erogazione delle prestazioni specialistiche è quello relativo alla gestione delle prestazioni di controllo. Esso consiste nella individuazione di percorsi di continuità di monitoraggio e follow up ospedale-ospedale, comportanti non solo la prescrizione dell accertamento da parte dello specialista, ma anche la prenotazione della prestazione, da parte della struttura, fin dal momento in cui ne viene generata la necessità, con conseguente facilitazione dell accesso per il cittadino e reale presa in carico del bisogno assistenziale. Call Center Regionale (CCR) Il progetto ha preso le mosse già all atto della programmazione 2007, nell ottica della facilitazione e dell ottimizzazione della modalità di accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Dal 25 luglio 2007 è attivo il Call Center Regionale (CCR), centro unico di prenotazione, per i quattro Presidi dell Azienda Ospedaliera C. Poma. Dal novembre 2009 è esteso a tutti gli erogatori privati accreditati, ad esclusione della Fondazione Maugeri di Castel Goffredo, con condivisione delle agende destinate ad alcune tipologie di prestazioni di maggiore prevalenza. L ASL di Mantova, all atto dei contratti a valere per l esercizio 2013, ha richiesto agli EEPA l implemento delle agende esposte, includendo l obiettivo nelle progettualità con le quali accedere ai due punti percentuali di risorse dedicate, in primis di quelle riguardanti le prestazioni indicate nella mappa provinciale di cui all ultima sezione del presente documento. Al 31 dicembre 2013 le percentuali obiettivo previste sono state raggiunte e superate da tutte le strutture. Erogatore Percentuale agende prestazioni mappa ASL esposte ad aprile 2013 Percentuale obiettivo 2013 Esposizione agende 31/12/2013 Ospedale San Pellegrino 38,89% 60% 60,30% Ospedale Civile di Volta Mantovana 43,48% 70% 71,00% Casa di Cura San Clemente 18,60% 50% 50,80% Ospedale di Suzzara 5,97% 40% 58,20% XRay One 26,50 45% 45,30% Per l esercizio 2014 si conta sul consolidamento e sull implemento di dette percentuali. Trasparenza, informazione e comunicazione sui tempi d attesa In tema di miglioramento della comunicazione bidirezionale con l utenza le azioni 2014 comprendono quanto segue: Pagina 18 di 22

19 aggiornamento puntuale della sezione del sito Web dell ASL di Mantova relativamente ai tempi d attesa medi, che, nel corso dell esercizio, verranno inseriti mensilmente a cura delle strutture erogatrici, e alle modalità di accesso alle prestazioni alle prestazioni; perseguimento degli adempimenti previsti per gli Erogatori sanitari dal Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 che all Art. 41, comma 6, prevede: Gli enti, le aziende e le strutture pubbliche e private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario sono tenuti ad indicare nel proprio sito, in una apposita sezione denominata «Liste di attesa», i tempi di attesa previsti e i tempi medi effettivi di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata ; mantenimento dell attività dell Osservatorio provinciale dei tempi d attesa, nell ambito della Conferenza degli Erogatori, allargata con le rappresentanze di pubblica tutela e le istituzioni locali e associazioni di volontariato, quale luogo di condivisione delle più efficaci strategie e sinergie di azione relativamente al miglioramento della comunicazione con i cittadini. Pagina 19 di 22

20 Mappa provinciale per l erogazione delle prestazioni (revisione 2014) Dalla valutazione della localizzazione territoriale provinciale dei punti di erogazione delle prestazioni afferenti o afferibili alle aree individuate dalla DGR IX/1775/2011 emerge una notevole frammentazione dell offerta in molte sedi, anche periferiche e decentrate. Pur tuttavia, il mantenimento di alcuni punti periferici di erogazione assume il significato di soddisfacimento di esigenze legate alla cronicità e alle esigenze in particolare della popolazione più anziana. Nel Piano, pertanto, si prendono in considerazione solo quei presidi ospedalieri o poliambulatoriali di rilevanza, sia per i volumi e le tipologie di prestazioni erogabili che per la razionale copertura del bisogno territoriale. In linea generale, a ciascuno dei Distretti socio sanitari corrisponde un presidio ospedaliero locale, cui si fa principalmente riferimento nella definizione di questo piano. Le prestazioni di più elevata specializzazione e contenuto tecnologico, quali ad esempio la radioterapia o parte della cardiochirurgia, sono garantite dal presidio principale dell A.O. pubblica. Per la maggioranza delle altre prestazioni per aree critiche e di maggior impatto, ivi compresa la diagnostica per immagini, si è ricercata invece la copertura nell ottica territoriale distrettuale, come descritto nella sezione dedicata. L attività di coordinamento e di promozione dell integrazione esercitata da parte di questa ASL nell ambito della Conferenza degli Erogatori pubblici e privati accreditati ha portato alla condivisione di una mappa provinciale condivisa delle sedi di erogazione delle prestazioni nel rispetto dei tempi previsti dalle normative nazionali e regionali. I prospetti sottostanti riportano l evidenza delle intese raggiunte con gli Erogatori provinciali relativamente alle sedi nelle quali deve essere prioritariamente garantito il rispetto dei tempi massimi d attesa nel percorso di applicazione delle indicazioni regionali, compatibilmente con le risorse assegnate all atto della stipula dei contratti per il 2014, come condiviso in occasione della Conferenza degli Erogatori del 24/01/2014. È di seguito riportata la mappa provinciale dove sono indicate le prestazioni erogate, nelle sedi principali di riferimento territoriale. Pagina 20 di 22

21 Tab. 1 Prestazioni specialistiche Codifica Descrizione 897A3 PRIMA VISITA CARDIOLOGICA x x x x x x x 897A6 PRIMA VISITA CHIRURGICA VASCOLARE x x x x x x 897A8 PRIMA VISITA ENDOCRINOLOGICA/DIABETOLOGICA x x x x x x 8913 PRIMA VISITA NEUROLOGICA [NEUROCHIRURGICA] x x x x x x x 9502 PRIMA VISITA OCULISTICA x x x x x x x x 897B7 PRIMA VISITA ORTOPEDICA x x x x x x x x PRIMA VISITA GINECOLOGICA x x x x x 897B8 PRIMA VISITA ORL x x x x x x x 897C2 PRIMA VISITA UROLOGICA/ANDROLOGICA x x x x x x x 897A7 PRIMA VISITA DERMATOLOGICA x x x x x x x x 897B2 PRIMA VISITA DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE x x x x x x 897A9 PRIMA VISITA GASTROENTEROLOGICA x x x x x 897B6 PRIMA VISITA ONCOLOGICA x x x x x x 897B9 PRIMA VISITA PNEUMOLOGICA x x x MAMMOGRAFIA BILATERALE E MONOLATERALE x x x x x x x x TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL TORACE, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x x x TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL ADDOME SUPERIORE, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x x x TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL ADDOME INFERIORE, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x x x TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DELL ADDOME COMPLETO, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x x x TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL CAPO, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x x x TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL RACHIDE E DELLO SPECO VERTEBRALE, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x x x TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL BACINO x x x x x x x RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DEL CERVELLO E DEL TRONCO ENCEFALICO, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DELL ADDOME INFERIORE E SCAVO PELVICO, SENZA E CON CONTRASTO x x x x RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) MUSCOLOSCHELETRICA, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x x x RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RM) DELLA COLONNA, SENZA E CON CONTRASTO x x x x x x DIAGNOSTICA ECOGRAFICA DEL CAPO E DEL COLLO x x x x x x x x x ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA CARDIACA a riposo x x x x x x x x ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA CARDIACA x x x x x x x ECO(COLOR)DOPPLER DEI TRONCHI SOVRAAORTICI x x x x x x x x ECO(COLOR)DOPPLERGRAFIA DEGLI ARTI SUPERIORI O INFERIORI O DISTRETTUALE, ARTERIOSA O VENOSA x x x x x x x x ECOGRAFIA DELL ADDOME SUPERIORE, INFERIORE E COMPLETO x x x x x x x x x x ECOGRAFIA BILATERALE E MONOLATERALE DELLA MAMMELLA x x x x x x x x x x ECOGRAFIA OSTETRICA - GINECOLOGICA x x x x COLONSCOPIA CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE, SENZA O CON BIOPSIA O POLIPECTOMIA x x x x x x x 4524 SIGMOIDOSCOPIA CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE x x x x x x ESOFAGOGASTRODUODENOSCOPIA [EGD], SENZA O CON BIOPSIA x x x x x x x 8952 ELETTROCARDIOGRAMMA x x x x x x x x 8950 ELETTROCARDIOGRAMMA DINAMICO x x x x x x x TEST CARDIOVASCOLARE DA SFORZO CON PEDANA MOBILE O CON CICLOERGOMETRO x x x x x x x ESAME AUDIOMETRICO TONALE x x x x x x SPIROMETRIA SEMPLICE O GLOBALE x x x x ESAME DEL FUNDUS OCULI x x x x x x x ELETTROMIOGRAFIA SEMPLICE [EMG] x x x 8826 RADIOGRAFIA DI PELVI E ANCA x x x x x x x x x x 8724 RADIOGRAFIA DELLA COLONNA LOMBOSACRALE x x x x x x x x x x RADIOGRAFIA DEL TORACE DI ROUTINE, NAS x x x x x x x x x x 8827 RADIOGRAFIA DEL FEMORE, GINOCCHIO E GAMBA x x x x x x x x x x ECOGRAFIA CARDIACA x x x x x x x DENSITOMETRIA OSSEA CON TECNICA DI ASSORBIMENTO A RAGGI X - lombare, femorale, ultradistale x x x x x INTERVENTO DI CATARATTA CON O SENZA IMPIANTO DI LENTE 1341 INTRAOCULARE x x x x Poma Mantova Poma Pieve Poma Asola Poma Bozzolo Maugeri San Clemente Suzzara Castiglione Volta Mantovana X Ray One Pagina 21 di 22

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