Masarykova univerzita Filozofická fakulta. Ústav románských jazyků a literatur

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1 Masarykova univerzita Filozofická fakulta Ústav románských jazyků a literatur Magisterská diplomová práce 2014 Bc. Aneta Zajdáková

2 Masarykova univerzita Filozofická fakulta Ústav románských jazyků a literatur Italský jazyk a literatura Bc. Aneta Zajdáková Il sentimento dellʼindividuo escluso nella Ferrara bassaniana Magisterská diplomová práce Vedoucí práce: Mgr. Paolo Divizia, Ph.D

3 Prohlašuji, že jsem diplomovou práci vypracovala samostatně s využitím uvedených pramenů a literatury. Dále prohlašuji, že tištěná verze je totožná s verzi elektronickou.... Podpis autora práce 3

4 Vorrei ringraziare il Prof. Paolo Divizia per avermi dato preziosi consigli nella fase della stesura della presente tesi. 4

5 Indice: 1. Introduzione Biografia di Giorgio Bassani Breve storia degli ebrei sotto il fascismo Trame delle opere Cinque storie ferraresi Lida Mantovani La passeggiata prima di cena Una lapide in via Mazzini Gli ultimi anni di Clelia Trotti Una notte del ʼ Le storie ferraresi Il muro di cinta Gli occhiali dʼoro In esilio Il giardino dei Finzi-Contini Lʼodore del fieno Il processo della scrittura delle Cinque storie ferraresi raccontata da Giorgio Bassani nella raccolta L odore del fieno La situazione degli ebrei e il sentimento dell individuo escluso nella Ferrara bassaniana Il sentimento di esclusione e di diversità dei personaggi delle Cinque storie ferraresi Lida Mantovani La passeggiata prima di cena Una lapide in via Mazzini Gli ultimi anni di Clelia Trotti Una notte del ʼ Il sentimento di esclusione e di diversità dei personaggi in altre opere di Bassani Gli occhiali dʼoro Il giardino dei Finzi-Contini Ferrara Confronto delle diverse versioni dello stesso racconto

6 8.1. Il muro di cinta e Lʼodore del fieno In esilio e Cuoio grasso Conclusione Bibliografia Appendice

7 1. Introduzione Nella presente tesi di laurea analizzerò alcune opere dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani. Le opere di Bassani sono ambientate quasi tutte a Ferrara durante la dittatura fascista. I protagonisti dei suoi libri sono per la maggior parte ebrei, la vita dei quali è resa difficile dalla promulgazione delle leggi razziali. Il fascismo non è solo intervenuto nel corso della storia italiana ed europea ma ha anche in gran parte influenzato la formazione letteraria di molti scrittori, tra cui Giorgio Bassani. Il fascismo nasce nel 1919 come un semplice movimento ma già nell anno successivo diventa una forza politica di primo piano. Il successo del fascismo sta nel fatto che l Italia, la quale si trova in una grave crisi economica dopo la Prima guerra mondiale, vede la rapida successione di governi deboli. Cominciano a risorgere gli interessi dei grandi proprietari terrieri che agiscono in favore del fascismo. A tale fatto si aggiunge l atteggiamento della piccola borghesia, nella quale si diffonde la sfiducia verso lo Stato. Il leader del partito fascista è Benito Mussolini che nel 1922 organizza la Marcia su Roma, in seguito alla quale viene incaricato dal re Vittorio Emanuele III della composizione del nuovo governo. Mussolini all inizio attua una politica di coalizione con gli altri partiti che però cambia dopo l assassinio da parte dei fascisti del deputato socialista Matteotti avvenuto nel 1924, il quale ha apertamente criticato il fascismo. Mussolini nel suo discorso che tiene alla Camera dei deputati nel gennaio del 1925 si assume la responsabilità di quanto è accaduto. Egli non viene incarcerato, anzi, da tale momento tutto il potere passa al fascismo. Entrano in vigore nuove leggi che portano delle limitazioni. È abolita la libertà di parola e di organizzazione. Le riviste e i giornali di opposizione sono soppressi. Con il crescente potere del fascismo aumenta anche il numero degli oppositori del regime. Molti di essi finiscono davanti al Tribunale speciale che giudica i delitti contro lo Stato e il regime. Alcuni sono incarcerati, uccisi o muoiono in seguito alle aggressioni fasciste. Altri prendono la via dell esilio e cercano di lottare contro il fascismo dall estero. Tra gli oppositori si contano non solo uomini politici ma anche artisti. Escono molti libri e saggi che criticano il fascismo. Negli anni 30, con il successo della conquista dell Etiopia, culmina il consenso di molti Italiani al regime. Ma l opinione pubblica comincia a cambiare quando la politica di Mussolini si avvicina a quella hitleriana. Il fatto provoca preoccupazioni e inquietudini persino nel partito fascista. 7

8 Sui giornali appaiono sempre più spesso articoli razziali contro gli ebrei. L alleanza con la Germania intensifica l antisemitismo. Nell autunno del 1938 entrano in vigore le leggi razziali che secondo il modello tedesco pongono gli ebrei ai margini della società con una serie di limitazioni e proibizioni. Il fascismo, le leggi razziali e le conseguenze di esse si rispecchiano nelle opere di Giorgio Bassani. Lo scrittore fa parlare nei suoi libri le vittime delle persecuzioni razziali, le quali raccontano la loro tragedia servendosi di un profondo pessimismo. I protagonisti guardano verso il passato come se sapessero che il futuro per molti di loro non esiste. Bassani non si concentra nelle sue opere sugli eventi storici ma piuttosto sull effetto che lasciano nei suoi personaggi. La storia come tale non è il tema principale dei libri ma influenza il comportamento e il destino dei protagonisti. Le opere di cui voglio occuparmi nella presente tesi sono Cinque storie ferraresi pubblicate nel 1956, Le storie ferraresi del 1960, Il giardino dei Finzi-Contini uscito nel 1962 e L odore del fieno del Cinque storie ferraresi è una raccolta di racconti. I personaggi sono nella maggior parte ebrei. Un ruolo importante nei racconti lo svolge anche la città che diventa un personaggio onnipresente. Le storie ferraresi sono una nuova edizione delle Cinque storie ferraresi arricchita di due racconti Il muro di cinta e In esilio e di un romanzo breve, Gli occhiali d oro. L io narrante de Gli occhiali d oro diventa il protagonista de Il giardino dei Finzi-Contini e lo si può incontrare anche sulle pagine de L odore del fieno. E non è solo l io narrante che penetra in più opere ma anche i personaggi minori come Bruno Lattes, Elia Corcos, il dottor Fadigati, Clelia Trotti e altri. I racconti Il muro di cinta e In esilio escono poi in forma rielaborata nella raccolta di racconti L odore del fieno. Voglio concentrarmi soprattutto sulla raccolta di racconti Cinque storie ferraresi poiché dimostra tutti i fenomeni della narrativa bassaniana. Le altre opere vengono trattate solo marginalmente per completare il ritratto della Ferrara di Giorgio Bassani. Il primo capitolo è l introduzione della tesi. Nel secondo capitolo presento la vita di Giorgio Bassani. Il terzo capitolo tratta la storia degli ebrei sotto il fascismo. Nel quarto capitolo menziono le trame delle opere nell ordine in cui sono state pubblicate. I capitoli successivi sono dedicati all analisi della vita dei protagonisti, dell ambiente ebraico ferrarese soprattutto negli anni del fascismo e delle leggi razziali. Un capitolo è dedicato a Ferrara, un personaggio indispensabile delle opere di Bassani. Nell ultimo capitolo confronto diverse versioni di alcuni racconti. 8

9 2. Biografia di Giorgio Bassani 1 Giorgio Bassani nasce a Bologna il 4 marzo del Il padre Enrico è medico ma non esercita la professione. La madre si chiama Dora. Enrico e Dora hanno tre figli: Giorgio, Paolo e Jenny. La famiglia si trasferisce a Ferrara, dove Giorgio insieme ai suoi fratelli trascorre un adolescenza serena: «Ho trascorso una delle adolescenze più felici che si possano immaginare, in una casa bellissima, fra le mura della quale tutti si volevano molto bene.» 2 Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Ludovico Ariosto, Bassani si iscrive alla facoltà di lettere dell Università di Bologna, dove frequenta anche le lezioni dello storico dell arte Roberto Longhi. L incontro con Longhi ha un importante funzione formativa per lo scrittore ferrarese che si può vedere anche nell opera L alba ai vetri, nella quale lo scrittore dice: Critici si nasce: poeti si diventa - ha detto Roberto Longhi -. Nella primavera del 42, il primo impulso a scrivere versi mi venne, più che dalla vita e dalla realtà, dall arte, dalla cultura [...]. Seguivo, oltre a ciò, i miei amici storici dell arte [...] sulle tracce dei pittori ferraresi e bolognesi del Cinque e Seicento: cosicché la campagna tra Ferrara e Bologna, che il mio treno percorreva quasi quotidianamente, mi si mostrava attraverso i colori, intrisi d una luce come velata, di quelle antiche pitture. La primavera del 42! Stalingrado, El Alamein, e il futuro incerto, oscuro... Eppure, nonostante tutto, la vita non mi è mai più apparsa così bella, così bella e struggente come allora. 3 Durante gli anni universitari Giorgio Bassani conosce alcune persone, come per esempio Carlo Ludovico Ragghianti, che lo inducono ad ampliare i suoi orizzonti dalla formazione soltanto umanistico-letteraria ad una formazione storicistica, idealistica e antifascista. Alcuni anni dopo Ragghianti introduce Bassani nel Partito d Azione. Dal 1935 Bassani scrive racconti e saggi per il quotidiano Corriere Padano. 1 Informazioni tratte da: Adriano Bon, Come leggere Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani, Mursia, Milano, , pp ; Massimo Grillandi, Invito alla lettura di Bassani, Mursia, Milano, , pp ; Paola Frandini, Giorgio Bassani e il fantasma di Ferrara, Manni, San Cesario di Lecce, 2004, pp , Paola Frandini, Giorgio Bassani e il fantasma di Ferrara, cit., p Giorgio Bassani, L alba ai vetri, Torino, Einaudi, 1963, p. 85, cittazione tratta da Adriano Bon, Come leggere Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani, cit., p

10 Nel 1938 la dichiarazione delle Leggi razziali cambia completamente la vita di Giorgio Bassani. Lo dice bene il suo amico Cancogni: E d un tratto la catastrofe, le leggi razziali del 38 che lo avevano strappato violentemente dalla società in cui era cresciuto, mostrandogli ciò che essa era in realtà (ingiusta, crudele, volgare) mostrandogli ciò che lui stesso era stato (egoista, indifferente, cinico). Così era cominciato il rimorso, molto più forte del rancore verso chi l aveva colpito. 4 Le leggi razziali si rispecchiano nella vita quotidiana dello scrittore e della sua famiglia. Essendo ebreo viene escluso dal Circolo del tennis e dalla Biblioteca Ariostea. Bassani deve persino rinunciare al matrimonio con la sua ragazza cattolica perché le leggi razziali vietano i matrimoni fra israeliti e cristiani. Il fratello Paolo per poter studiare all università deve emigrare in Francia dove si iscrive al Politecnico di Grenoble. Tale episodio storico avrà un grande impatto sulla carriera letteraria di Bassani e si rispecchierà nelle sue opere. Nel 1939 Bassani si laurea discutendo una tesi su Niccolò Tommaseo. Sempre nel 39 comincia a insegnare nella scuola israelitica a Ferrara: Il giorno dell inaugurazione questo imbecille [il provveditore] ebbe il coraggio di salutarci col braccio alzato, romanamente [...] così cominciai a trasformare questa scuola, da strumento di degradazione e di vergogna, in scuola di antifascismo [...] suggerivo libri di autori che il regime vedeva come il fumo negli occhi e spiegavo a questi ragazzi di estrazione borghese che la persecuzione antiebraica avrebbe colpito tutti, il povero e il signore, l avvocato e l operaio, il contadino e l impiegato. 5 In questo periodo prevale piuttosto l impegno politico sull attività letteraria dello scrittore. Bassani viene più volte inviato in missioni dagli antifascisti di Ferrara. Nonostante ciò nel 1940 stampa privatamente, con lo pseudonimo di Giacomo Marchi, un volume di racconti Una città di pianura. Nello stesso anno conosce anche Valeria Sinigallia, la sua futura moglie con la quale avrà due figli: Paola e Enrico. 4 M. Cancogni, I rimorsi di Bassani, in L Espresso, 2 settembre 1962, citazione tratta da Adriano Bon, Come leggere Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani, cit., p E. Golino, Gli scrittori che hanno insegnato, Bassani. Dietro la porta della mia scuola, citazione tratta da Paola Frandini, Giorgio Bassani e il fantasma di Ferrara, cit., p

11 Nel maggio del 1943 viene arrestato senza processo insieme agli altri antifascisti ferraresi e viene liberato soltanto alla caduta del regime, il 26 luglio Nell agosto dello stesso anno sposa Valeria e lascia Ferrara. Si trascerisce a Firenze dove all inizio conduce una vita misera. Per procurarsi i soldi per vivere deve tradurre alcuni scrittori stranieri, tra i quali per esempio Hemingway. Bassani, sempre sotto falso nome, si trasferisce a Roma e prosegue la sua attività antifascista partecipando attivamente alla Resistenza. Nel 1945 lo scrittore pubblica il suo secondo libro: Storie dei poveri amanti e altri versi. Si tratta di un volume di poesia. Gli anni continuano a essere difficili per Bassani e lo vedono accettare diversi lavori. Dopo la rottura del Partito d Azione Bassani aderisce al socialismo. Nel 1947 esce la seconda raccolta poetica: Te lucis ante. «Sono componimenti brevi, racchiusi in versi di poche sillabe, dedicati per lo più alla Divinità». 6 Nel 1948 è fondata la rivista letteraria Botteghe Oscure da Marguerite Caetani, della quale Bassani diventa redattore. In seguito entra anche nella redazione di Paragone, la rivista di Anna Banti e di Roberto Longhi. Nel 52 Bassani pubblica un altra raccolta di versi: Un altra libertà. Nella raccolta appare evidente l intento autobiografico. Bassani scrive anche il racconto La passeggiata prima di cena pubblicata nel Collabora intensamente alla stesura di sceneggiature cinematografiche. Nel 1955 esce il racconto Gli ultimi anni di Clelia Trotti che vince il premio internazionale Veillon. L anno successivo vengono pubblicate presso la casa editrice Einaudi le Cinque storie ferraresi che comprendono i racconti Lida Mantovani, La passeggiata prima di cena, Una lapide in via Mazzini, Gli ultimi anni di Clelia Trotti e Una notte del 43. Nel 1958 Bassani pubblica sempre con Einaudi il romanzo breve Gli occhiali d oro. Sempre nello stesso anno Bassani scopre e fa pubblicare da Feltrinelli, dopo essere stato rifiutato da Einaudi e da Mondadori, il romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (con la prefazione e forti inteventi sul testo dallo scrittore ferrarese). Il Gattopardo narra la storia di una famiglia dell alta aristocrazia siciliana negli anni del trapasso fra il regime borbonico e quello sabaudo. 6 Massimo Grillandi, Invito alla lettura di Bassani, cit., p

12 Nel 1960 esce una nuova edizione di Cinque storie ferraresi intitolata Le storie ferraresi, ac Il muro di cinta del 1946, In esilio e de Gli occhiali d oro. In questo periodo Bassani collabora con diversi periodici e quotidiani. Il giardino dei Finzi-Contini, considerato dalla critica il suo capolavoro, esce nel Il romanzo vince il premio Viareggio, è tradotto in diverse lingue e nel 1970 viene portato sul grande schermo da Vittorio De Sica. Bassani occupa anche la carica di vice-presidente della RAI, dalla quale però si allontana dopo alcuni anni. Diventa il presidente dell associazione Italia nostra, lo scopo della quale è tutelare l integrità paesaggistica del paese, insieme con il suo patrimonio artistico e culturale. Nel 1963 lo scrittore pubblica la raccolta delle poesie L alba ai vetri, che comprende la produzione poetica precedente (Primi versi, Te lucis ante e Un altra libertà). L anno successivo esce il romanzo Dietro la porta ambientato nella Ferrara degli studi liceali del protagonista. Bassani raccoglie il suo lavoro saggistico nel libro chiamato Le parole preparate e altri scritti di letteratura che esce nel Nel 68 lo scrittore pubblica il romanzo L airone che l anno successivo vince il premio Campiello. Nello stesso anno è assegnato a Bassani il premio internazionale Nelly Sachs per l intero complesso della sua opera. Nel 1972 è pubblicata la raccolta di racconti L odore del fieno. Si tratta di dodici prose brevi che riprendono i temi narrativi tipici dello scrittore. I racconti L odore del fieno e Cuoio grasso sono una rielaborazione dei racconti Il muro di cinta e In esilio. In questa raccolta lo scrittore si allontana in due racconti dalla sua Ferrara. Un topo nel formaggio e Le scarpe da tennis si svolgono a Napoli e a Roma. La rielaborazione delle opere è il segno caratteristico di Giorgio Bassani. Nel 1974 esce il volume di versi Epitaffio. Del 78 è la raccolta poetica In gran segreto. Nel 1980 è pubblicato Il romanzo di Ferrara che ripropone gran parte dell opera narrativa dello scrittore ferrarese. Nel 1982 Bassani pubblica la raccolta completa delle sue poesie In rima e senza e nel 84 esce una raccolta saggistica Di là dal cuore. Nell ultima parte della vita Bassani viaggia spesso all estero, tiene lezioni in diverse università del mondo. Nel 1992 ottiene dall Università di Ferrara la laurea honoris causa. Giorgio Bassani muore il 13 aprile 2000 ed è tumulato al cimitero ebraico di Ferrara. 12

13 3. Breve storia degli ebrei sotto il fascismo 7 Nel presente capitolo voglio menzionare in breve la storia degli ebrei durante il Ventennio per permettere di capire meglio la condizione di vari personaggi bassaniani e le tematiche dell autore ferrarese. Come accennato nell introduzione della presente tesi, nel 1938 entrano in vigore le leggi razziali contro gli ebrei italiani. Ma qual è la situazione degli ebrei in Italia prima dell approvazione di tali leggi? L avvento del fascismo vede le comunità ebraiche completamente assimilate e integrate nella società maggioritaria e l antisemitismo è limitato solo a rari cenni. Tra i fondatori del fascismo ci sono cinque ebrei. Gli ebrei partecipano alla Marcia su Roma e tanti altri sono iscritti nel partito fascista. La situazione comincia a cambiare negli anni 30 dopo l avvento di Hitler al potere in Germania. All inizio si tratta solo di episodi dell antisemitismo limitati, ma con l avvicinamento della politica di Mussolini a quella hitleriana gli episodi di antisemitismo aumentano. Il radicale cambiamento da parte del governo fascista verso gli ebrei si può notare nel 1936 quando Mussolini dà istruzioni per un orientamento più filo-tedesco. Nello stesso tempo escono sui giornali i primi articoli razziali. La campagna di stampa contro gli ebrei va intensificandosi. Mussolini adatta le sue opinioni alle necessità della sua politica estera, soprattutto di quella con la Germania, il che culmina nel 1938 quando prima viene pubblicato il Manifesto della razza, in cui Mussolini sostiene che gli italiani sono una pura razza ariana e che gli ebrei sono pericolosi per il popolo italiano. Nell autunno dello stesso anno entrano in vigore le leggi antiebraiche. 7 Informazioni tratte da: Federico Chabod, L Italia contemporanea ( ), Einaudi, Torino, 1961; Rosetta Loy, Moji židovští sousedé, Academia, Praha, 2010; Volume miscellaneo Italia Judaica, Gli ebrei nell Italia unita , (Siena giugno 1989), Ministero per i beni culturali e ambientali, Atti del IV convegno internazionale, Ufficio centrale per i beni archivistici, Roma, 1993, (Pubblicazioni degli archivi di Stato, Saggi 26),: Pier Francesco Fumagalli, Ebrei e Cristiani in Italia dopo il 1870: antisemitismo e filosemitismo; Sergio Minerbi, I prodromi dell antisemitismo fascista nei documenti dell Archivio sionistico; Denis Mack Smith, L idea fascista della razza; Michele Sarfatti, Il censimento degli ebrei del 22 agosto 1938 nel quadro dell avvio della politica antiebraica di Mussolini; Fabio Levi, Per la storia degli ebrei in Italia dal 1938 al 1943: tipologia delle fonti al di fuori degli Archivi di Stato; Francesco Del Canuto, La soppressione della stampa ebraica in Italia e la sua ripresa ( ). 13

14 Secondo le leggi razziali viene dichiarato ebreo chiunque abbia i genitori ebrei nonostante egli pratichi una religione diversa; chiunque abbia un genitore ebreo e un genitore di nazionalità straniera e chiunque abbia un genitore ebreo e da solo pratichi la religione ebraica. L elenco delle proibizioni per gli ebrei è lungo. Mi limito a citarne solo alcune. È vietato loro: - di essere membri delle accademie, delle società e di ogni tipo di associazione; - di essere titolari di diversi tipi di agenzie; - lo studio in tutti i tipi di scuole frequentate da studenti non ebrei; - l insegnamento in tutti i tipi di scuole frequentate da studenti non ebrei; - la frequentazione delle biblioteche pubbliche, di avvenimenti culturali e sportivi; - di impiegare servitù ariana; - di essere proprietari terrieri, di fabbriche e di edifici; - di essere portieri nelle case abitate da ariani; - di esercitare diversi tipi di commercio; - la pubblicazione di avvisi mortuari e di pubblicità; - di sposarsi con una persona ariana. Escono sempre dei nuovi provvedimenti a svantaggio degli ebrei, i quali non possono essere impiegati nella maggior parte delle istituzioni, il che aggrava le loro condizioni di vita. Alcuni ebrei decidono di emigrare finché c è la possibilità. Con il passar del tempo tale possibilità diminuisce fino a diventare impossibile. Le mete dell emigrazione degli ebrei sono l America e la Palestina. Altri ebrei vivono sotto falso nome e cercano di nascondersi per non essere trovati, il che significherebbe a partire dal settembre 1943 la deportazione nei campi di concetramento. Durante la Seconda guerra mondiale la situazione degli ebrei va sempre peggiorando e solo con la liberazione le leggi razziali vengono abolite. 14

15 4. Trame delle opere 4.1. Cinque storie ferraresi Il libro comprende i cinque racconti seguenti: Lida Mantovani La protagonista del racconto è una giovane ragazza di nome Lida Mantovani. Lida che è incinta vive con il suo ragazzo David in via Mortara. Dopo il parto di Ireneo Lida capisce che David, il quale negli ultimi mesi era annoiato e scontento e non le rivolgeva quasi mai la parola, se ne va per sempre. All inizio Lida cerca di tirare avanti da sola ma i soldi lasciati da David stanno per finire. E così ella deve rassegnarsi all idea di tornare a casa della madre in via Salinguerra. Le due donne vivono e lavorano nella stessa casa. Passano le ore lavorando in silenzio o discorrono solo delle cose indifferenti, non parlano mai di David. Solo così può durare il loro accordo. Passa qualche anno e nelle vite delle donne entra Oreste Benetti, il quale possiede una bottega di legatore di libri in via Salinguerra: L improvvisa insistenza con cui egli cominciò a frequentarle la sera dopo cena, aveva un significato troppo chiaro, almeno per la madre, perché ella non ne fosse subito elettrizzata. Sì, Oreste Benetti veniva per Lida... Dopo tutto Lida era giovane, molto giovane... 8 E così Oreste prende l abitudine di recarsi ogni sera in visita alle due donne. Oreste parla di vari argomenti («di religione, di storia, di economia, lasciandosi anche andare a frequenti, amare allusioni alla politica anticattolica del governo.» 9 ) e Lida che siede di solito davanti a lui, lo ascolta attentamente: «Lida ascoltava con attenzione. Ed egli le era grato che sedesse lì, davanti a lui, così silenziosa, così composta, così attenta a corrispondere al suo segreto ideale femminile.» 10 8 Giorgio Bassani, Cinque storie ferraresi, Einaudi, Milano, 1956, p Ivi, p Ivi, p

16 Avviene che una sera del 1928 Oreste, che ha venti anni più di Lida, le chiede di sposarlo. Lida non gli risponde ma per Oreste è come se avesse già acconsentito. Oreste vuole molto bene a Ireneo. Si sente come il suo vero padre. Egli prende cura delle donne e dona loro molte cose utili, le quali aiutano a superare i momenti di difficoltà. L anno successivo la madre di Lida muore. Oreste e Lida si sposano e si trasferiscono in una casa nuova fuori Porta San Benedetto. Gli anni che seguono sono anni tranquilli e felici. Nella primavera del 1938 Oreste muore. Solo adesso Lida capisce che Oreste non era così felice come ella pensava: «Soltanto adesso che anche lui non era più che un ricordo, sapeva che no [non era felice], qualcosa gli era sempre mancato. Per anni, per tutti gli anni del loro matrimonio Oreste aveva desiderato un figlio suo, e lei non aveva saputo darglielo.» 11 Ma la morte ha prevenuto e impedito in lui ogni principio di disperazione La passeggiata prima di cena Il racconto si apre con la descrizione di una vecchia fotografia. Su essa viene raffigurato corso Giovecca verso la fine del XIX secolo, sul quale nel momento in cui il fotografo scatta l obiettivo cammina una ragazza cattolica di vent anni. Si chiama Gemma Brondi e lavora come infermiera all Ospedale Comunale. Gemma vive con la sua famiglia in una piccola casa a due passi dalle mura urbane: una bassa casa a due piani nella quale la famiglia Brondi, una famiglia di contadini di città, vive da diverse generazioni. La casa, una specie di fattoria, è posta a ridosso dei bastioni, separata da questi dalla stradetta polverosa che segue passo passo tutto lo sviluppo delle mura urbane, e in cui, svoltando bruscamente una cinquantina di metri oltre la Prospettiva, corso Giovecca va a finire. 12 Gemma viene corteggiata dal dottor Elia Corcos che l accompagna ogni sera a casa. Una sera il dottor Corcos si presenta nella casa di Gemma chiedendo al padre di lei la sua mano. In quel momento Gemma è già incinta. I due si sposano e vanno ad abitare in via Ghiara, dopodiché nascono i figli Jacopo e Ruben. Elia diventa Primario dell Ospedale Comunale e il medico personale della duchessa Costabili, che accompagna per le più rinomate stazioni climatiche europee. 11 Ivi, p Ivi, pp

17 Nel 1904 muore Ruben a causa di meningite. I Brondi vengono raramente a trovare Gemma e non entrano mai nella casa, tranne la sua sorella Luisa che invece ci va spesso e la casa diventa una sorta di rifugio per lei. Dopo la morte di Gemma nel 26, Luisa viene persino a convivere con Elia in qualità di governante di casa e ci rimane anche dopo la deportazione di Elia, avvenuta nell autunno del Una lapide in via Mazzini Il racconto narra la storia di Geo Josz, unico superstite di un gruppo di centottantatré ebrei ferraresi deportati dai tedeschi nell autunno del Geo ricomparisce a Ferrara nel 45, proprio nel momento in cui un muratore sta sistemando una lapide commemorativa con i centottantatré nomi degli ebrei, sulla facciata del Tempio israelitico. Tra i nomi appare anche quello di Geo. Geo, che veste un kolbak e sembra «gonfio d acqua, una specie di annegato» 13, non viene riconosciuto all inizio da nessuno. Geo riesce a riavere la casa di proprietà di suo padre in via Campofranco, la quale in quel momento è la sede dei partigiani. All inizio pare accontentarsi di una stanza sola: Era [...] una sorta di granaio posto in cima alla torre che sovrastava la casa, per raggiungere la quale occorreva superare non meno di cento gradini, e a cui, da ultimo, per mezzo di una tarlata scaletta di legno, si accedeva direttamente da un sottostante sgabuzzino una volta adibito a ripostiglio di comodo. 14 Geo non esce quasi mai di casa. Passa gran parte del giorno guardando il vasto paesaggio. Ma ogni tanto si fa vedere in via Mazzini, lungo corso Giovecca e al Caffè della Borsa in corso Roma, dove è solito raccontare dei tormentosi momenti vissuti a Buchenwald. All inizio tutti ascoltano senza stancarsi, pronti a rinunciare persino al pranzo. Un giorno Geo va a trovare insieme a Daniele un altro zio: Geremia Tabet. Geremia è l unico fascista che Geo riesce a sopportare. Geo vorrebbe riaprire il negozio di suo padre e perciò va da Geremia per chiedergli aiuto. Il tempo passa e Ferrara sembra riprendere fiato cercando di dimenticare gli avvenimenti spiacevoli degli ultimi anni. Un giorno però succede una cosa inaspettata, della quale si parlerà per molti anni. 13 Ivi, p Ivi, p

18 Geo Josz schiaffeggia un informatore dell O.V.R.A., il conte Lionello Scocca, incontrandolo in via Mazzini. Il motivo dell assalto non è ben chiaro. Tra la gente circolano più ipotesi sui motivi dell assalto. Da tale momento la presenza di Geo nei posti pubblici è per i cittadini ferraresi piuttosto ingombrante. Lui si fa vedere vestito nei panni che indossava nel giorno del suo ritorno, riparlando di Buchenwald. Nella mano ha sempre pronte le fotografie dei membri della famiglia, sterminati nelle camere a gas. Il racconto finisce con l improvvisa scomparsa di Geo Gli ultimi anni di Clelia Trotti Il racconto comincia nel 1946 con la descrizione del funerale della maestra socialista Clelia Trotti. Al funerale partecipano diversi personaggi, dalle donne del popolo «convocate a Ferrara fin dai più lontani villaggi della costa adriatica» 15, alle autorità. «Erano socialisti, comunisti, cattolici, liberali, azionisti, repubblicani storici, [...] alcune altre personalità non strettamente politiche.» 16 Il funerale assume quasi l atmosfera di una manifestazione popolare. Tra tutti questi personaggi c è anche un giovane ebreo, Bruno Lattes. Bruno e Clelia sono i veri protagonisti del presente racconto. La loro amicizia si stabilisce nel Bruno va a trovare l onorevole Bottecchiari per chiedere l indirizzo di Clelia. Viene mandato dal ciabattino, amico della maestra, Cesare Rovigatti che è uno dei pochi che sa dove sta la Trotti sorvegliata dal regime per la sua attività politica. Dopo aver ottenuto l indirizzo esatto della maestra Bruno si sofferma da Rovigatti per parlare di un infinità di cose. E così succede tutte le altre sere per molto tempo. Un giorno Bruno va a suonare il campanello della casa in cui vive Clelia Trotti sorvegliata dall O.V.R.A., ma è allontanato dalla sorella della Trotti. Ella si inventa delle scuse per impedire l incontro dei due: che la maestra non era in casa; [...] il giorno dopo, che la maestra stava facendo lezione e perciò non poteva ricevere nessuno; e, il successivo, che non stava bene; e l altro ancora che era partita per Bologna, [...] e così via per settimane e settimane Ivi, p Ivi, p Ivi, p

19 Un giorno però la porta gli viene aperta e Bruno finalmente conosce Clelia Trotti di persona. Si accorge subito che lei non aveva il minimo sentore della sua esistenza. Né sua sorella né Rovigatti le avevano mai parlato di lui. Bruno e Clelia si rivedono circa due mesi dopo quando ella viene a trovarlo nella scuola israelitica di via Vignatagliata, nella quale Bruno fa l insegnante. I loro appuntamenti diventano frequenti fino al giorno in cui un agente dell O.V.R.A. si presenta nella casa della Trotti. Da quel giorno cominciano a incontrarsi con meno frequenza in piazza della Certosa. Ed è proprio lì dove si vedono per l ultima volta. Bruno nel 1943 lascia Ferrara per Roma e successivamente per gli Stati Uniti Una notte del 43 Il protagonista del racconto è Pino Barilari che nel 1936 ha ereditato una delle migliori farmacie di Ferrara. Dopo la morte del padre prende il suo posto dietro il banco della farmacia e l anno successivo si sposa con Anna Repetto. Il loro imprevedibile matrimonio sorprende tutta la città. Nemmeno due anni dopo il matrimonio un improvvisa paralisi colpisce le gambe di Pino. Dal quel momento egli si vede tutto il giorno affacciato nella finestra della sua casa, che si trova sopra la farmacia, fissando ogni passante della strada sottostante. Pino trascorre i giorni risolvendo enigmi. Ma tutto cambia nell inverno del 43 quando sono fucilati gli undici cittadini ferraresi proprio di fronte alla finestra di Pino. La strage è la rappresaglia dei fascisti per l assassinio del Console fascista Bolognesi. Nell estate del 46 ha inizio il processo di presunti autori del massacro. Tra gli accusati c è anche Carlo Aretusi, soprannominato Sciagura. Pino Barilari è l unico testimone di cui Sciagura ha paura, perché è probabile che egli abbia visto il massacro dalla sua finestra. Quando Pino è interrogato, risponde alla Corte che dormiva, il che non è vero. Pino non ha solo visto la fucilazione degli undici cittadini inermi ma anche sua moglie che tornava da un convegno amoroso. Ammettendo di aver visto la strage, Pino dovrebbe parlare anche dell adulterio di sua moglie. Due anni dopo il processo, il quale vede tutti gli accusati liberati, Anna abbandona il marito. Pino riprende il suo posto davanti alla finestra «ma diventato aggressivo e ironico, adesso, con un binocolo da montagna sempre a portata di mano, implacabile nella funzione che pareva 19

20 essersi assunto di sorvegliante del passaggio lungo il marciapiede di fronte.» Le storie ferraresi Si tratta di una nuova edizione delle Cinque storie ferraresi, accresciuta di due racconti brevi - Il muro di cinta e In esilio - e di un romanzo breve, Gli occhiali d oro. Nel presente capitolo mi limito a narrare le storie dei racconti aggiunti Il muro di cinta Il racconto si apre con la descrizione del cimitero ebraico di Ferrara durante la cerimonia funebre per Celio Camaioli. Vengono menzionati i tratti somatici e le caratteristiche morali che hanno in comune tutti i Camaioli. Un ruolo particolare viene attribuito all erba frescamente falciata poiché collega il presente con un ricordo del passato. Il racconto si chiude con il ricordo di Girolamo che parla del funerale del nonno Benedetto avvenuto alcuni anni prima. Durante il funerale del nonno Girolamo viene attrato dall erba falciata che lo invita a correre. Girolamo inosservato cade e si sbuccia un ginocchio. Dopodiché la sua mamma viene a rimproverarlo ma alla fine gli fascia il ginocchio con il fazzoletto Gli occhiali d oro I protagonisti del presente romanzo sono il dottor Athos Fadigati, otorinolaringoiatra proveniente da Venezia e arrivato a Ferrara nel 19, e un giovane ebreo - l io narrante - che ha i tratti autobiografici dell autore e che diventerà il protagonista de Il giardino dei Finzi- Contini. In breve tempo Fadigati riesce ad aprire un magnifico ambulatorio privato ed è il «direttore del reparto orecchio-naso-gola del nuovo Arcispedale Sant Anna.» 19 Il suo ambulatorio viene visitato da tutte le buone famiglie di Ferrara: 18 Ivi, p Giorgio Bassani, Le storie ferraresi, Einaudi, Torino, 1960, p

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