COMUNE DI BRISSAGO VALTRAVAGLIA PROVINCIA DI VARESE REGOLAMENTO POLIZIA MORTUARIA ATTIVITA FUNEBRI E CIMITERIALI

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1 COMUNE DI BRISSAGO VALTRAVAGLIA PROVINCIA DI VARESE REGOLAMENTO POLIZIA MORTUARIA ATTIVITA FUNEBRI E CIMITERIALI

2 CAPO I NORME GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina, ad integrazione delle norme di cui: a) il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni; b) al D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, e successive modificazioni, recante: Regolamento per la revisione e la semplificazione dell ordinamento dello Stato civile ai sensi dell art. 2, comma 12, della Legge 15 maggio 1997, n. 127 ; c) al D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, e successive modificazioni, recante: Approvazione del regolamento di Polizia Mortuaria ; d) alla Legge 30 marzo 2001, n. 130, recante: Disposizioni in materia di cremazione e dispersioni delle ceneri, e successive modificazioni ed integrazioni; e) alla legge regionale 18 novembre 2003, n. 22, recante: Norme in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali ; f) alla circolare 9 febbraio 2004, n. 7 recante: prime indicazioni operative per l attuazione della L.R. n. 22/2003 ; g) al regolamento regionale 9 novembre 2004, n.6, in materia di attività funebri e cimiteriali, come modificato dal regolamento 6 febbraio 2007, n.1; i servizi funebri e cimiteriali di questo Comune. Art. 2 - Certificazione della causa di morte. 1. Nei casi in cui non si proceda all espianto degli organi, la causa del decesso è certificata dal medico curante o suo sostituto. Nei casi in cui si proceda all espianto di organi trova applicazione il successivo articolo L accertamento di morte è effettuato, su richiesta dell ufficiale dello stato civile, da un medico incaricato dall Azienda Sanitaria Locale. 3. In caso di decesso presso una struttura pubblica o privata che eroghi prestazioni in regime di ricovero o in una struttura socio sanitaria, le certificazioni di cui ai precedenti commi sono rilasciate dal direttore sanitario o da un medico suo delegato. Art. 3 Responsabilità del comune 1. Il Comune, mentre ha cura perché nell interno dei cimiteri siano evitate situazioni di pericolo alle persone o danni, furti, ecc., alle cose, non assume responsabilità per atti commessi nei cimiteri da persone estranee al suo servizio, come pure per l impiego di mezzi ed attrezzature posti a disposizione del pubblico: scale mobili per accedere a cellette, a loculi, ecc. Art. 4 Competenza per la sottoscrizione degli atti 1. Tutti gli atti relativi all applicazione del presente regolamento sono emanati dall ufficiale dello stato civile o suo delegato. Art. 5 Organizzazione dei servizi cimiteriali 1. Sul funzionamento dei servizi cimiteriali e funebri in genere vigila il coordinatore sanitario dell azienda sanitaria locale (A.S.L.), con le procedure di cui all art. 51 del Regolamento di Polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285

3 Art. 6 Atti a disposizione del pubblico 1. Presso gli Uffici comunali è tenuto, a seconda dei casi su supporto cartaceo o informatico, a disposizione di chiunque possa averne interesse, il registro di cui all articolo 52 del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, perché possa essere compilato cronologicamente e giornalmente dagli addetti e fornire informazioni sulle sepolture cimiteriali; 2. Sono inoltre tenuti a disposizione del pubblico: a) l orario di apertura e chiusura dei cimiteri; b) copia del presente regolamento; c) copia delle tariffe relative alle concessioni ed ai servizi cimiteriali e funebri, determinate con provvedimento della Giunta Comunale. Art. 7 Disciplina del trasporto e percorso CAPO II TRASPORTO FUNEBRE 1. Per il trasporto dei cadaveri trovano puntuale applicazione le norme di cui al capo IV del regolamento di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, e successive modificazioni, nonché dalle norme regionali. 2. Il trasporto, fatte salve le eccezionali limitazioni di cui all art. 27 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, comprende:il prelievo della salma dal luogo del decesso, dal deposito di osservazione o dall obitorio, il tragitto alla chiesa, luogo di culto comunque denominato od al luogo dove si svolgono le esequie, la relativa sosta per lo stretto necessario ad officiare il rito civile o religioso, il proseguimento fino al cimitero o ad altra destinazione richiesta seguendo il percorso più breve. Nessuna altra sosta, salvo casi di forza maggiore, può farsi durante il percorso; per eventuali cerimonie, diverse dalle rituali, occorre la preventiva autorizzazione del Comune 3. Per il rispetto di quanto previsto dall art. 4, comma 4, della legge regionale n.22 del 18 novembre 2003, per il trasporto della salma dal luogo del decesso a struttura sanitaria o deposito d osservazione o sala del commiato, anche se sito in altro comune, il cadavere è riposto in contenitore impermeabile non sigillato, in condizioni che non ostacolino eventuali manifestazioni di vita. Art. 8 Caso di morte in luoghi pubblici 1. Le salme dei deceduti in luoghi pubblici o in abitazioni delle quali l A.S.L. abbia certificato l antigenicità sono trasportate in struttura pubblica o privata accreditata, che operano in regime di ricovero, per il percorso di osservazione o per l effettuazione di riscontro diagnostico, autopsia o altro provvedimento disposto dall autorità giudiziaria. 2. Per il periodo di osservazione le salme, a richiesta dei congiunti, possono essere riposte anche presso sale di commiato. 3. In caso di trasporto dal luogo del decesso ad altro luogo, sito anche in altro comune, per l espletamento del periodo di osservazione o per altri accertamenti la salma è posta in contenitori impermeabili non sigillati, in condizione che non ostacoli eventuali manifestazioni di vita e che comunque non sia di pregiudizio per la salute pubblica. Art. 9 Facoltà di disporre della salma e dei funerali 1. Il trasporto funebre è autorizzato sulla base della volontà testamentaria espressa dal defunto.

4 2. In assenza di disposizione testamentaria, la volontà è manifestata dal coniuge e, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74 e seguenti del codice civile e, nel caso di concorrenza di più parenti nello stesso grado, della maggioranza assoluta di essi, manifestata all ufficiale di stato civile del comune di decesso o di residenza. Nel caso in cui questa sia manifestata all ufficiale di stato civile del comune di decesso, questi inoltra immediatamente il relativo processo verbale all ufficiale di stato civile del comune di ultima residenza del defunto. 3. L ordine suesposto trova applicazione in tutti i rapporti successivi (cremazione, destinazione delle ceneri, inumazione, tumulazione, epigrafi, ecc.). Art Trapianto terapeutico 1. Per il prelievo di organi a scopo di trapianto terapeutico si applicano le leggi 29 dicembre 1993, n. 578, recante: Norme per l accertamento e la certificazione di morte., e 1 aprile 1999, n. 91, recante: Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti.. 2. Per il prelievo della cornea a scopo terapeutico presso l abitazione in cui è avvenuto il decesso di persona che abbia dichiarato la volontà di donare gli organi, i congiunti o conviventi ne danno immediata comunicazione all Azienda Sanitaria Locale. 3. Nel caso in cui la persona deceduta abbia disposto l utilizzo del proprio cadavere a scopo di studio, ricerca ed insegnamento, i congiunti o conviventi ne danno comunicazione all ufficio dello stato civile, che rilascia l autorizzazione al trasporto, previo assenso e a spese dell istituto ricevente. Art. 11 Vigilanza per il trasporto dei cadaveri e cortei 1. Il responsabile del servizio, al momento del rilascio dell autorizzazione al trasporto di un cadavere prevista dall art. 23 del regolamento di polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, ne dà notizia alla polizia municipale per gli eventuali servizi di assistenza e vigilanza. 2. L addetto al trasporto, sia esso dipendente comunale o di impresa incaricata è il responsabile della verifica del feretro, in quanto incaricato di Pubblico Servizio. 3. Nei casi speciali di concorso assai numeroso di persone, il responsabile del servizio di polizia mortuaria prenderà accordi con la polizia municipale per gli opportuni provvedimenti in materia di circolazione atti a favorire lo svolgimento del corteo. 4. E vietato fermare, disturbare ed interrompere in qualunque modo il passaggio di un corteo funebre. 5. Per il trasporto dall abitazione del defunto alla chiesa e da questa al cimitero, oppure dalla abitazione al cimitero qualora non ci fosse cerimonia religiosa, si deve seguire la via più breve. Art. 12 Trasporto di cadavere nell ultima abitazione 1. Su richiesta scritta di un familiare, il responsabile del servizio può autorizzare il trasporto del cadavere di persone residenti in vita nel comune del locale di osservazione di cui all art. 12 del regolamento di polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, all ultima abitazione, affinché in quel luogo siano rese onoranze funebri nel rispetto della normativa regionale. 2. Il trasporto ha luogo dopo la visita necroscopica da parte del medico incaricato dall A.S. L. 3. La denuncia o certificazione delle cause di morte è di competenza del medico curante, del suo sostituto, ovvero, nei giorni festivi, del medico di continuità assistenziale.

5 Art. 13 Funerali civili 1. In relazione al disposto dell art. 2 della Legge regionale 18 novembre 2003, n.22, è assicurata la concessione di spazi pubblici idonei per lo svolgimento di funerali civili, da concordare con i richiedenti e nel rispetto della volontà del defunto. Art. 14 Ricevimento dei cadaveri CAPO III POLIZIA INTERNA DEI CIMITERI 1. Come prevista dall art. 4 del regolamento regionale del 9 novembre 2004, n. 6, nei cimiteri comunali sono ricevuti, oltre ai cadaveri, i nati morti, i prodotti del concepimento, i resti mortali, le parti anatomiche riconoscibili, derivanti da interventi avvenuti in struttura sanitaria sita nel territorio comunale, le ossa, gli esiti di fenomeni trasformativi conservativi e le ceneri di cui all art. 9 della legge regionale n. 22, del 18 novembre 2003, nonché i cadaveri: a) delle persone che, durante la loro vita, hanno avuto in questo comune la residenza anagrafica; b) degli ascendenti o discendenti ed collaterali di secondo grado di persone residenti in questo Comune; c) degli aventi diritto al seppellimento in sepolture private esistente nel Cimitero. Le eventuali altre richieste, che non siano comprese nei casi precedenti, saranno esaminate dalla Giunta Comunale. 2. Per i seppellimenti di cui alle precedenti lettere b), gli interessati fanno apposita documentata domanda al responsabile del servizio, il quale accorda l autorizzazione solo in presenza di disponibilità di posti. Art. 15 Obblighi del gestore 1. Il comune in forma singola o associata, cura direttamente in economia la gestione e la manutenzione del cimitero. 2. Come previsto dall art. 9, comma 3, della legge regionale n. 22, del 18 novembre 2003, la gestione e la manutenzione dei cimiteri possono essere affidati a soggetti pubblici o privati; qualora il gestore svolga anche attività funebre è d obbligo la separazione societaria. 3. Ai sensi dell art. 5, comma 1, del regolamento regionale n. 6, del 9 novembre 2004, il gestore del cimitero deve acquisire e conservare le autorizzazioni ed attestazioni di accompagnamento di ogni cadavere, ceneri, esiti di fenomeni cadaverici trasformativi conservativi e ossa ricevuti, nonché procedere all iscrizione cronologica degli stessi in apposito registro, anche di natura informatica. Art. 16 Sepoltura nei giorni festivi 1. Di norma, nei giorni festivi non hanno luogo le sepolture. 2. Per gravi motivi, sentito il coordinatore sanitario dell A.S.L., il responsabile del servizio le autorizza. 3. I feretri trasportati ugualmente al cimitero in detti giorni festivi, sono presi in custodia nella camera mortuaria per essere sepolti il primo giorno feriale utile. Art. 17 Orario di apertura dei cimiteri al pubblico

6 1. Per i cimiteri sono osservati gli orari di apertura al pubblico, stabiliti con provvedimento del Sindaco. 2. In ogni cimitero può essere assicurata la sorveglianza, anche in forma automatizzata. 3. Il segnale di chiusura dei cimiteri viene dato, a mezzo del suono di campanelli, con congruo anticipo; a detto segnale tutti coloro che si trovano entro il cimitero devono avviarsi verso l uscita. Art. 18 Divieti di ingresso nei cimiteri 1. Nei cimiteri è vietato l ingresso: a) ai minori di anni 14, non accompagnati da persone adulte; b) alle persone in stato di ubriachezza, vestite in modo indecoroso o in condizioni comunque in contrasto con il carattere del cimitero; c) alle persone in massa, non a seguito di funerale o di cerimonia religiosa o civile, senza la preventiva autorizzazione del responsabile di servizio; d) a chiunque, quando il responsabile del servizio, per motivi di ordine pubblico o di polizia mortuaria o di disciplina interna, ravvisi l opportunità del divieto. Art. 19 Comportamenti vietati all interno dei cimiteri 1. Nel cimitero è vietato ogni atto o comportamento irriverente o incompatibile con il luogo, in particolare è vietato: a) fumare, consumare cibi, correre, tenere contegno chiassoso, cantare, bestemmiare; b) introdurre armi, cani o altri animali; c) toccare e rimuovere dalle tombe altrui fiori, piantine, ricordi, ornamenti, lapidi; d) buttare fiori appassiti o altri rifiuti fuori dagli appositi contenitori o spazi; e) portare fuori dal cimitero qualsiasi oggetto, senza la preventiva autorizzazione; f) calpestare, danneggiare aiuole, tappeti verdi, alberi, giardini, sedere sui tumuli, scrivere sulle lapidi o sui muri; g) disturbare in qualsiasi modo i visitatori, ed in particolare fare loro offerte di lavoro, di oggetti, distribuire indirizzi, carte, volantini d ogni sorta; tale divieto è particolarmente rigoroso per il personale del cimitero e delle imprese che svolgono attività nel cimitero; h) prendere fotografie di opere funerarie senza l autorizzazione del custode e, se si tratta di tomba altrui, senza l autorizzazione del concessionario della sepoltura; i) eseguire lavori, iscrizioni nelle tombe altrui senza l autorizzazione o richiesta dei concessionari; j) commerciare oggetti di decorazione delle tombe fra privati entro il recinto del cimitero; k) chiedere l elemosina od offerte; l) accedere con mezzi automobilistici privati sprovvisti di speciale autorizzazione rilasciata dal gestore; m) turbare il libero svolgimento dei cortei, riti religiosi o commemorazioni d uso; n) assistere da vicino alla esumazione ed estumulazione di salme da parte di estranei non accompagnati dai parenti del defunto o non preventivamente autorizzati dal Responsabile del servizio. 2. I divieti predetti, in quanto applicabili, si estendono anche nella zona immediatamente adiacente al cimitero. Art. 20 Riti religiosi all interno dei cimiteri 1. Nell interno del cimitero è permessa la celebrazione di riti funebri, sia per singolo defunto che per la collettività dei defunti, della chiesa cattolica e delle confessioni religiose non in contrasto con l ordinamento giuridico italiano.

7 2. le celebrazioni che possono dar luogo alla presenza di numeroso concorso di pubblico devono essere autorizzate. Nessuna autorizzazione è richiesta per le ricorrenze tradizionali. Art. 21 Inumazioni e tumulazioni - Normativa CAPO IV INUMAZIONI, TUMULAZIONI E CREMAZIONI 1. Per le inumazioni e le tumulazioni sono scrupolosamente osservate le norme di cui, rispettivamente, al capo XIV ed al capo XV del regolamento di polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, e successive modificazioni, quelle integrative di questo regolamento, nonché le norme regionali. Art Autorizzazione all inumazione e alla tumulazione 1. L autorizzazione all inumazione o alla tumulazione di cadaveri o nati morti è rilasciata dall ufficiale dello stato civile, come previsto dall art. 4, nel rispetto della normativa nazionale vigente. 2. Per i prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle venti alle ventotto settimane complete e per i feti che abbiano presumibilmente compiuto ventotto settimane di età intrauterina, nonché per i prodotti di concepimento di età inferiore alle venti settimane, la direzione sanitaria informa i genitori della possibilità di chiedere la sepoltura. 3. Nei casi previsti dal precedente comma 2, l Azienda Sanitaria Locale rilascia il permesso di trasporto e seppellimento direttamente al Comune ove si è verificato l evento. 4. In mancanza della richiesta di sepoltura si provvede come previsto dall art. 14, comma 1. Art. 23 Onerosità del servizio e servizi gratuiti 1. L inumazione, la tumulazione e la cremazione di cadaveri sono servizi pubblici onerosi, secondo quanto stabilito dall art. 1, comma 7-bis, del D.L. 27 dicembre 2000, n. 392, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2001, n Le tariffe sono determinate dalla Giunta Comunale, entro le misure massime fissate a norma di legge. 3. Sono invece servizi gratuiti, quelli considerati di interesse pubblico, indispensabili esplicitamente classificati gratuiti dalla legge e di seguito specificati: a) la deposizione delle ossa in ossario comune; b) l inumazione per le salme di defunti indigenti o appartenenti a famiglia bisognosa o per le quali vi sia disinteresse da parte dei familiari e che siano decedute nel comune dietro presentazione di certificazione ISEE, con limite di reddito determinato dalla Giunta Comunale; c) l esumazione ordinaria; d) la dispersione delle ceneri in cinerario comune. Art. 24 Inumazione 1. Le sepolture per inumazione (sepoltura di feretro a terra) si distinguono in comuni e private: a) sono comuni le sepolture della durata di 10 anni dal giorno di seppellimento, assegnate ogni qualvolta non sia richiesta una sepoltura privata; b) sono private le sepolture per inumazioni di durata superiore a quella di 10 anni, effettuate in aree in concessione. 2. Per le sepolture comuni non è ammessa la scelta dei posti.

8 Art. 25 Cippo 1. Ogni fossa nei campi comuni di inumazione è contraddistinta da un cippo, costituito da materiale resistente agli agenti atmosferici. 2. Sul cippo verrà applicata, sempre a cura dei privati, una targhetta di materiale inalterabile con l indicazione del nome e cognome, data di nascita e di morte del defunto. 3. L installazione delle lapidi, la loro manutenzione e la conservazione dello stato di decoro, fanno carico interamente ai richiedenti o loro aventi causa e dovrà essere lasciato idoneo spazio per le tombe accanto. 4. In caso di incuria, abbandono o morte dei soggetti tenuti alla conservazione, il Comune provvede con la modalità ed i poteri di cui agli artt. 63 e 99 del D.P.R. 10 settembre 1990, n Art. 26 Tumulazione 1. Sono a tumulazione le sepolture di feretri, cassette resti o urne cinerarie in opere murarie loculi o cripte costruite dal Comune o dai concessionari di aree laddove vi sia l intenzione di conservare per un periodo di tempo determinato le spoglie mortali. 2. Le sepolture a tumulazione sono tutte di durata non inferiore a venti anni, hanno carattere privato e sono soggette al pagamento di una tariffa fissa, fissata con deliberazione della Giunta Comunale. 3. Le concessioni relative alle sepolture e tumulazioni sono le seguenti: a) aree per cappelle ed edicole (tombe o cappelle di famiglia); la durata massima della concessione è fissata in anni 99 rinnovabili; b) posti in terra per tombe individuali in muratura; la durata massima è fissata in anni 50 rinnovabili; c) colombari o loculi individuali; la durata massima della concessione è fissata in anni 50 rinnovabili; d) nicchie ossario individuali (denominate anche cellette) per la raccolta dei resti mortali; la durata massima della concessione è fissata in anni 50 rinnovabili; e) cellette cinerarie per la raccolta delle ceneri di cadavere cremato; la durata massima della concessione è fissata in anni 50 rinnovabili. 4. La durata della concessione parte dalla data di sottoscrizione della medesima. Art. 27 Deposito provvisorio 1. A richiesta delle famiglie dei defunti, o di coloro che la rappresentano, il feretro è provvisoriamente deposto in apposito loculo previo pagamento del canone stabilito. 2. La concessione provvisoria è ammessa nei seguenti casi: a) per coloro che richiedono l uso di un area di terreno allo scopo di costruirvi un sepolcro privato, fino alla sua agibilità; b) per coloro che devono effettuare lavori di ripristino di tombe private; c) per coloro che hanno presentato domanda di concessione di sepoltura, da costruirsi a cura del Comune, con progetto già approvato. 3. La durata del deposito provvisorio è fissata dal responsabile del servizio di polizia mortuaria, limitatamente al periodo previsto per l ultimazione dei lavori, purchè sia inferiore a sei mesi. 4. Scaduto il termine senza che l interessato abbia provveduto alla estumulazione del feretro per la definitiva sistemazione, il Comune previa diffida, provvederà a inumare la salma in campo comune, imponendone il pagamento del canone relativo. Tale salma una volta inumata, non potrà essere nuovamente tumulata nei loculi a deposito provvisorio, ma solo in tombe o loculi definitivi o cremata e previo pagamento dei diritti relativi. 5. E consentita, con modalità analoghe, la tumulazione provvisoria di cassette ossario e di urne cinerarie.

9 Art. 28 Epigrafi 1. Sulle tombe possono essere poste lapidi, croci, monumenti, ricordi, simboli, secondo le forme, le misure, i materiali autorizzati in relazione al carattere e alla durata delle sepolture. 2. Ogni epigrafe contiene le generalità del defunto e le rituali espressioni brevi. 3. Le epigrafi sono scritte in lingua italiana; sono permesse citazioni in latino, in ebraico per gli israeliti e nelle rispettive lingue per gli stranieri, purchè queste ultime, seguite dalla traduzione in italiano. 4. Sulla lapide di chiusura dei loculi e delle cellette è indicato in ogni caso il nome, il cognome e le date di nascita e di morte. 5. Le donne coniugate o vedove possono essere indicate con i due cognomi. Art. 29 Fiori e piante ornamentali 1. Gli ornamenti di fiori freschi dovranno essere tolti non appena avvizziscono, a cura di chi li ha impiantati o deposti. 2. Allorché i fiori e le piante ornamentali siano tenuti con deplorevole trascuratezza, così da rendere indecorosi i giardinetti o i tumuli, il responsabile del servizio di polizia mortuaria li fa togliere o sradicare e provvede per la loro distruzione. Il relativo onere è integralmente a carico del proprietario. 3. In tutti i cimiteri, ha luogo nei periodi opportuni la falciatura e la successiva eliminazione delle erbe. Art. 30 Introduzione di cassette con resti mortali in nicchie occupate da feretri. 1. E consentita l introduzione di cassette metalliche contenenti resti mortali nelle sepolture private e nei loculi, se ciò viene richiesto per consentire l abbinamento di resti mortali a salme di congiunti ivi tumulate fino all esaurimento della capienza. 2. fino alla costruzione di particolari colombari per il ricevimento dei resti mortali, è consentito ospitare nello stesso loculo e nella stessa sepoltura privata anche feretri e resti mortali, raccolti nelle apposite cassette metalliche, di persone non legate in vita da vincolo di parentela. 3. Nei casi previsti dai precedenti commi il feretro è separato dalle cassette metalliche mediante diaframma in mattoni ad una testa, debitamente intonacato. 4. L introduzione delle predette cassette metalliche ha luogo, sempre che il sepolcro abbia la capienza necessaria, previo rilascio di apposita autorizzazione comunale e dietro pagamento del canone stabilito. Art. 31 Crematori 1. In questo Comune non è prevista la costruzione di un crematorio. Il Comune, per procedere alla cremazione, si avvale di impianti funzionanti siti in altri Comuni. Art. 32 Rilascio dell autorizzazione alla cremazione e alla destinazione delle ceneri. 1. La cremazione di cadavere deve essere autorizzata dall ufficiale di stato civile del comune ove è avvenuto il decesso, sulla base della volontà del defunto, espressa con le modalità di cui all art. 3, comma 1, lettera b), della Legge 30 marzo 2001, n. 130 (Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri), previo accertamento della morte effettuata dal medico incaricato delle funzioni di necroscopo

10 2. La destinazione delle ceneri è autorizzata, secondo la volontà del defunto, dall ufficiale dello stato civile del Comune in cui è avvenuto il decesso, ovvero, in caso di ceneri già tumulate alla data del 6 febbraio 2007, dell ufficiale dello stato civile del comune in cui si trova il cimitero. Art Divieto di cremazione 1. Non possono essere cremati cadaveri, esiti di fenomeni cadaverici trasformativi conservativi o parti anatomiche, che siano portatori di sostanze radioattive a livello superiore a quelli che determinano le condizioni di non rilevanza radiologica di cui all allegato 1 del D.Lgs. n. 230/1995. Art. 34 Feretri per la cremazione 1. Ai sensi dell art. 7, comma 3, della Legge regionale 18 novembre 2003, n. 22, in caso di cremazione, può essere utilizzato l uso di feretri in legno dolce non verniciato al fine di ridurre sia i fumi inquinanti che tempi di cremazione. Art. 35 Cremazione per insufficienza di sepolture 1. Come previsto dall art. 7, comma 6, della Legge regionale 18 novembre 2003, n. 22, può essere autorizzata, da parte dell ufficiale dello stato civile, la cremazione delle salme inumate da almeno 10 anni e delle salme tumulate da almeno 20 anni. 2. Per la cremazione di cui al primo comma, è necessaria la richiesta dei familiari; in caso di irreperibilità degli stessi si procede alla cremazione dopo trenta giorni dalla pubblicazione di apposito avviso all albo pretorio del comune. Art. 36 Ossario e cinerario comune, giardino delle rimembranze 1. In almeno un cimitero del comune sono presenti un ossario-cinerario comune per la conservazione di ossa, provenienti dalle esumazioni o estumulazioni e di ceneri, provenienti dalla cremazione di cadaveri, esiti di fenomeni cadaverici trasformativi conservativi, parti anatomiche riconoscibili ed ossa, per le quali il defunto, i suoi familiari o comunque gli aventi titolo, non abbiano provveduto ad altra destinazione. 2. Il cinerario e l ossario comune sono costituiti da un manufatto, anche unico, costruito sopra o sotto il livello del suolo e realizzato in modo che le ceneri o le ossa, da introdurre in forma indistinta, siano sottratte alla vista del pubblico. 3. Periodicamente, per far spazio a nuove immissioni, le ossa contenute nell ossario comune vengono calcinate in crematorio. Le ceneri risultanti sono disperse nel cinerario comune. 4. In almeno un cimitero del Comune deve essere previsto un giardino delle rimembranze. Art. 37 Destinazione delle ceneri 1. Nel rispetto della volontà del defunto, le ceneri derivanti dalla cremazione possono essere: a) tumulate in tombe di famiglia o in loculi all interno de cimiteri o in cappelle autorizzate; b) interrate all interno del cimitero; c) disperse, nelle modalità di cui all art. 38; d) affidate per la conservazione a familiare o ad altro parente a ciò autorizzato. Art. 38 Dispersione delle ceneri 1. In presenza di volontà espressa dal defunto le ceneri possono essere disperse:

11 a) nel cinerario appositamente predisposto all interno del cimitero o nel giardino delle rimembranze; b) in natura, purchè ad una distanza di oltre 200 metri da un qualunque insediamento abitativo; c) nel mare, nei laghi, nei torrenti e nei fiumi, è possibile esclusivamente nei tratti liberi da manufatti; d) in aree private fuori dai centri abitati. La dispersione in aree private deve avvenire all aperto e con il consenso del proprietario e non può dare luogo ad attività di lucro. 2. La dispersione è eseguita, entro trenta giorni dal ritiro dell urna, dal coniuge, da altro familiare avente diritto, dall esecutore testamentario, dal rappresentante legale di associazione che abbia tra i fini statutari quello della cremazione dei cadaveri degli iscritti o da altro soggetto previsto dalla normativa nazionale o regionale, o in mancanza, dal personale autorizzato dal comune che vi provvede limitatamente ai luoghi di cui al comma 1, lettera a). Art. 39 Affidamento dell urna per al conservazione 1. Nel caso in cui il defunto abbia disposto l affidamento dell urna con le ceneri, o sia manifestata volontà in tal senso dal coniuge, in difetto, dal parente più prossimo, viene redatto apposito verbale, utilizzando il modulo allegato alla delibera della giunta regionale 21 gennaio 2005, n. UM/20278, con il quale il congiunto dichiara: di essere consapevole che costituisce reato la dispersione delle ceneri non autorizzata dall ufficiale di stato civile del comune ove è avvenuto il decesso o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto nonché l abbandono dell urna; di conservare l urna in luogo confinato e stabile, protetta da possibili asportazioni, aperture o rotture accidentali; di essere stato informato che, nel caso intenda recedere dall affidamento delle ceneri, è tenuto a conferirle al cinerario comune o provvedere alla loro tumulazione in cimitero; il consenso dell affidatario per l accettazione dei relativi controlli da parte dell amministrazione comunale; che le ceneri del defunto saranno custodite presso propria abitazione, sotto la propria diligente custodia, garantendone la non profanazione; l obbligazione per l affidatario di informare l amministrazione comunale di eventuali variazioni del luogo di conservazione delle ceneri, se diverso dalla residenza, al momento di rilascio della autorizzazione al trasporto dell urna nel nuovo luogo di conservazione; 2. Le generalità del defunto e dell affidatario sono annotati in apposito registro, nonché le variazioni del luogo di conservazione delle ceneri. Art. 40 Caratteristiche dell urna 1. L urna destinata a contenere le ceneri deve portare all esterno il nome, cognome, data di nascita e di morte del defunto. 2. Deve essere in materiale resistente in relazione alla destinazione e tale da poter essere chiuso con saldatura anche a freddo o a mezzo di collanti di sicura e durata presa.

12 Art. 41 Esumazioni ed estumulazioni Normativa CAPO V ESUMAZIONI ED ESTUMULAZIONI 1. Per le esumazioni ed estumulazioni si applicano le norme di cui al capo XVII del Regolamento di polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e all art. 20 del Regolamento regionale 9 novembre 2004, n. 6, nonché, quelle integrative di questo regolamento. 2. Gli esiti di fenomeni trasformativi o parti molli o comunque in condizioni da rendere necessaria l adozione di misure igienico-sanitarie, sono riposti in contenitori idonei alla destinazione. 3. Per il trasporto al di fuori del cimitero i contenitori di cui al precedente comma 2 o i loro rivestimenti devono essere fatti in modo da evitare perdite di materiale organico. 4. Le esumazioni e le estumulazioni ordinarie e straordinarie sono eseguite alla presenza di personale dell A.S.L., qualora sia necessaria l adozione di particolari misure precauzionali di natura igienico-sanitaria. Art. 42 Esumazioni ordinarie 1. Le esumazioni ordinarie si eseguono dopo 10 anni dalla data di inumazione, come disposto dall art. 82 del D.P.R. del 10 settembre 1990 n Le esumazioni ordinarie dei campi comuni sono eseguite tutti gli anni nel periodo settembre giugno; al momento dell esumazione il cimitero deve essere chiuso al pubblico; 3. Delle operazioni di esumazione ordinaria, è data preventiva pubblicità dal comune, con pubbliche affissioni all albo pretorio e all ingresso dei cimiteri, per almeno 90 giorni prima. 4. A cura dell ufficio comunale preposto al servizio, è notificato ai richiedenti o, in assenza, all intestatario del foglio di famiglia cui in vita apparteneva il defunto, l avviso con indicato il giorno e l ora presunta in cui l esumazione è effettuata, con facoltà di assistervi anche per il recupero di eventuali oggetti di valore o ricordo. 5. Non presentandosi alcun familiare l esumazione è rinviata. Art. 43 Esumazioni straordinarie 1. L esumazione straordinaria delle salme inumate può essere eseguita prima del termine ordinario di scadenza, per provvedimento dell autorità giudiziaria oppure, a richiesta dei familiari e dietro autorizzazione del comune, per trasferimento ad altra sepoltura dello stesso o in altro cimitero o per cremazione e, comunque previo nulla osta dell A.S.L. 2. Salvo che per le esumazioni straordinarie disposte dell autorità giudiziaria, le esumazioni straordinarie non si possono effettuare nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre. 3. L esumazione straordinaria di persona morta di malattia infettiva-diffusiva è eseguita a condizione che siano trascorsi due anni dalla morte e che il dirigente dell A.S.L. competente per territorio dichiari che non sussista alcun pregiudizio per la pubblica salute. 4. Per le esumazioni straordinarie ordinate dall autorità giudiziaria, le salme devono essere trasportate in sala autoptica, con l osservanza delle norme da detta autorità eventualmente suggerite. 5. Tali esumazioni devono essere eseguite alla presenza del coordinatore sanitario dell A.S.L. e dell incaricato comunale.

13 Art. 44 Estumulazioni 1. Le estumulazioni ordinarie si eseguono allo scadere delle rispettive concessioni nel rispetto delle norme di cui all art. 86 e 87 del regolamento di polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10 settembre 1990, n Anche per le estumulazioni sono osservate le procedure di cui ai precedenti articoli del presente capo. Art. 45 Verbale delle operazioni 1. Per ciascuna operazione di esumazione ed estumulazione, ordinaria e straordinaria, è redatto apposito verbale con elencati gli oggetti eventualmente rinvenuti. 2. I detti verbali sono firmati anche dagli eventuali familiari presenti i quali firmano, anche per ricevuta degli oggetti rinvenuti e loro consegnati. Art. 46 Raccolta delle ossa 1. Le ossa che vengono rinvenute nelle operazioni di esumazione o di estumulazione, devono essere raccolte diligentemente e depositate nell ossario comune, a meno che coloro che fossero interessati non abbiano presentato domanda di raccoglierle nell apposita cassetta e deporle nelle cellette ossario. Art. 47 Disponibilità dei materiali 1. I materiali e le opere installate sulle sepolture, siano esse normali inumazioni o sepolcri privati, al momento delle esumazioni o alla scadenza delle concessioni, passano di proprietà del comune che può impiegare i materiali e le opere o le somme ricavate dall alienazione, da effettuarsi con il metodo dell asta pubblica, in opere di miglioramento generale dei cimiteri. Le aree ed i relativi manufatti possono essere nuovamente concesse. 2. Su richiesta degli aventi diritto, il responsabile di polizia mortuaria può autorizzare il reimpiego di materiali e di opere di loro proprietà nel caso di cambiamento di sepoltura o in favore di sepoltura di parenti od affini entro il 2 grado, purchè i materiali siano in buono stato di conservazione e rispondano ai requisiti prescritti per la nuova sepoltura in cui si intende utilizzarli. 3. Le croci e altri simboli religiosi, le lapidi e i copritomba che rimangono a disposizione del comune dopo l esumazione ordinaria dei campi comuni, possono essere assegnate gratuitamente a persone bisognose che ne facciano richiesta per collocarle sulla sepoltura di parenti che ne sia sprovvisto, purchè i materiali siano in buono stato di conservazione e rispondenti ai requisiti prescritti per la nuova sepoltura 4. Ricordi strettamente personali che fossero stati collocati sulla sepoltura possono essere, a richiesta, concessi alla famiglia. Art. 48 Esumazioni ed estumulazioni Oneri 1. Tutte le operazioni relative alle esumazioni ed estumulazioni ordinarie sono assicurate dal comune che ne sostiene l onere. 2. Per le esumazioni ed estumulazioni straordinarie trovano applicazione le speciali tariffe approvate con deliberazioni della giunta comunale su proposta approvata del responsabile del servizio.

14 Art. 49 Concessioni cimiteriali CAPO VI SEPOLTURE PRIVATE NEI CIMITERI 1. Per le sepolture private è concesso l uso di aree e di manufatti anche costruiti dal comune, come previsto dal piano cimiteriale. 2. Le aree possono essere concesse in uso per la costruzione a cura e spese di privati od enti, di sepolture a sistema di tumulazione individuale per famiglie e collettività o a sistema di inumazione per famiglie e collettività, purchè tali campi siano dotati ciascuno di adeguato ossario. 3. Il rilascio della concessione è subordinato al pagamento dell apposito canone. 4. Alle sepolture private, contemplate nel presente articolo,si applicano, a seconda che siano a sistema di tumulazione o a sistema di inumazione, le disposizioni generali stabilite dal regolamento regionale 9 novembre 2004, n La concessione è a tempo determinato e la sua durata non può essere superiore a 99 anni, salvo rinnovo. 6. La concessione in uso delle sepolture, non può essere trasferita a terzi, ma solamente retrocessa al comune. Art. 50 Presentazione dei progetti ed esecuzione dei lavori. 1. I progetti per la costruzione di sepolture private dovranno essere presentati entro sei mesi dalla data della concessione dell area. 2. La costruzione dell opera dovrà iniziarsi entro i termini della validità dell autorizzazione comunale e portata a termine entro un anno dalla data della stessa. 3. Alle domande per la costruzione, si dovranno allegare, in triplice esemplare, i progetti e dare dettagliata descrizione dell opera da eseguire e dei materiali da usare. 4. I singoli progetti, in fase autorizzativi, devono essere assoggettati alla normale procedura per le pratiche edilizie fermo restando che le norme costruttive sono quelle stabilite dal D.P.R. n. 803/75, in particolare è fatto divieto di costruire loculi sovrapposti senza il previsto spazio libero per il diretto accesso dei feretri. 5. Nell atto di approvazione del progetto verrà definito il numero di salme che possono essere accolte nel sepolcro. 6. Le sepolture private non possono avere comunicazione con l esterno del cimitero. 7. Nessuna modifica può effettuarsi al progetto originale autorizzato dal comune, senza averne fatta richiesta ed ottenuta l approvazione da parte del comune. Art. 51 Diritti di sepolcro 1. Il diritto di sepolcro non può in alcun modo essere ceduto. 2. All atto della concessione, i concessionari dovranno indicare i nominativi delle salme degli aventi diritto, o delle ceneri dei resti da tumulare nella cappella di famiglia. 3. Nel caso che il concessionario non specifichi detti nominativi i posti disponibili saranno assegnati: a) al coniuge del titolare (o dei titolari qualora la concessione sia intestata a più persone); b) ai figli del titolare, ai loro coniugi ed ai loro discendenti; c) ai genitori del titolare; d) ai fratelli ed alle sorelle del titolare ed ai loro coniugi. 4. Nella tomba di famiglia potrà essere concessa, in via eccezionale, la tumulazione della salma di persona estranea, dietro pagamento al comune di una somma uguale alla tassa minima di concessione, stabilita per i loculi individuali.

15 Art. 52 Divisioni e rinunce 1. Più concessionari possono richiedere al comune la divisione dei posti o l individuazione di separate quote della concessione stessa. 2. La richiesta deve essere redatta nella forma dell istanza e deve essere sottoscritta da tutti i concessionari aventi titolo oppure essere formulata anche separatamente da tutti gli stessi. 3. Il comune ha facoltà di accettare la rinuncia a concessione di aree libere, salvo i casi di decadenza, quando: a) non siano state eseguite le opere necessarie alla tumulazione; b) l area non sia stata utilizzata per l inumazione o comunque sia libera di salme, ceneri o resti. 4. In tal caso il concessionario avrà diritto al solo rimborso della somma pagata all atto del rilascio della concessione, dedotta la quota di incidenza per il tempo trascorso (importo della concessione : durata della concessione stessa x il tempo trascorso). Art. 53 Revoca 1. Le concessioni di durata novantanovennale, possono essere revocate quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell ultima salma, ove si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del comune e non sia possibile provvedere tempestivamente all ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero. Art. 54 Decadenza 1. La decadenza della concessione sussiste ed è dichiarata nei seguenti casi: a) quando la sepoltura individuale non sia stata occupata da salma, ceneri o resti per i quali era stata richiesta, entro 60 giorni dal decesso, cremazione, esumazione o estumulazione; b) quando venga accertato che la concessione sia oggetto di lucro o di speculazione; c) quando vi sia utilizzo da parte di salme di persone alle quali la concessione non è riservata; d) in caso di violazione del divieto di cessione tra privati del diritto d uso della sepoltura; e) quando la sepoltura privata risulti in stato di abbandono per incuria o per morte degli aventi diritto, o quando non siano osservati gli obblighi relativi alla manutenzione della sepoltura; f) quando non si sia provveduto alla costruzione delle opere entro i termini prefissati; g) quando vi sia l estinzione della famiglia; h) quando vi sia grave inadempienza ad ogni altro obbligo previsto all atto di concessione. 1. La pronuncia della decadenza della concessione nei casi previsti ai punti d) ed e) di cui sopra, è adottata previa diffida agli aventi diritto, in quanto reperibili; 2. In caso di irreperibilità la diffida viene pubblicata all albo comunale per la durata di 30 giorni consecutivi. 3. Pronunciata la decadenza della concessione, il comune dispone la traslazione delle salme, resti o ceneri, rispettivamente in inumazione, ossario, cinerario comune, con oneri a carico degli aventi titolo. 4. Il comune può disporre per la demolizione delle opere o al loro restauro a seconda dello stato delle cose, restando i materiali o le opere nella piano disponibilità del comune. Art. 55 Estinzione 1. Le concessioni si estinguono per scadenza del termine previsto nell atto di concessione o per decadenza.

16 2. Prima della scadenza del termine delle concessioni di aree per sepoltura per famiglie e collettività gli interessati possono richiedere di rientrare in possesso degli elementi mobili, ricordi, decorazioni e oggetti simili. 3. Allo scadere del termine, se gli interessati non avranno preventivamente disposto per la collocazione delle salme, resti o ceneri, provvede il comune collocando i medesimi, previo avvertimento agli interessati, rispettivamente in inumazione, nell ossario comune o nel cinerario comune. I relativi oneri sono a carico dei concessionari o degli altri aventi titolo. Art. 56 Lavori privati nei cimiteri CAPO VII LAVORI EDILI ALL INTERNO DEL CIMITERO 1. Nessun lavoro è eseguito dai privati nei cimiteri senza il prescritto titolo abilitativi comunale. 2. L autorizzazione comunale rilasciata a privati imprenditori è subordinata alla stipula di una polizza assicurativa obbligatoria o deposito cauzionale relativa agli eventuali danni a cose o a persone che potessero verificarsi durante i lavori, per un importo da stabilirsi con determina del Responsabile di Servizio di Polizia Mortuaria. 3. Per le semplici riparazioni, pulitura di monumenti, lapidi e croci, e per i lavori di ordinaria manutenzione, basterà ottenere il permesso del Responsabile del servizio di polizia mortuaria. 4. L impresa autorizzata dall Amministrazione comunale è l unica ammessa ad eseguire lavori all interno dei cimiteri dove deve tenere un comportamento consono alla natura del luogo. Art. 57 Recinzione aree - Materiali di scavo 1. La superficie occupata è recintata in modo da essere schermata alla vista dei visitatori. 2. E vietato occupare spazi attigui, senza l autorizzazione del Responsabile del servizio di polizia mortuaria 3. I materiali di scavo e di rifiuto sono di volta in volta trasportati alle discariche o al luogo indicato dall ufficio tecnico comunale, secondo l orario e l itinerario prescritti, evitando di spargere materiali o di imbrattare o danneggiare opere; in ogni caso l impresa deve ripulire e ripristinare il terreno eventualmente danneggiato. Art. 58 Orario di lavoro Sospensione dei lavori. 1. I cantieri di lavoro operanti all interno dei cimiteri osservano il seguente orario di lavoro: - dal lunedì al giovedì dalle ore 8.00 alle ore il venerdì dalle ore 8.00 alle ore il sabato ed i festivi il lavoro è sospeso. 2. Alle ore 13 del venerdì cessa qualsiasi attività ed i cantieri sono riordinati. 3. I lavori riprendono solo il giorno successivo a quello festivo. 4. Nel periodo dal 26 ottobre al 5 novembre è vietato introdurre nel cimitero materiali edili e cessa qualsiasi attività dei cantieri mentre, nelle sole ore antimeridiane, sono consentiti lavori di riordino o abbellimento. Art. 59 Opere private Vigilanza Collaudo 1. L ufficio tecnico comunale ha competenza per la vigilanza, il controllo ed il collaudo di tutte le opere private nei cimiteri.

17 Art. 60 Obblighi e divieti per il personale dei cimiteri 1. Il personale dei cimiteri è tenuto all osservanza del presente regolamento, nonché a farlo rispettare da chiunque abbia accesso nei cimiteri. 2. Altresì il personale dei cimiteri è tenuto: e) a mantenere un comportamento dignitoso nei confronti del pubblico; f) a mantenere un abbigliamento dignitoso e consono alla caratteristica del luogo; g) a fornire al pubblico le indicazioni richieste, per quanto di competenza. 3. Al personale suddetto è vietato: a) eseguire, all interno dei cimiteri, attività di qualsiasi tipo per conto di privati all interno dell orario di lavoro; b) ricevere compensi, sotto qualsiasi forma, da parte del pubblico o di ditte; c) esercitare qualsiasi forma di commercio o altra attività a scopo di lucro, comunque inerente all attività cimiteriale, sia all interno dei cimiteri che al di fuori di essi; d) trattenere per sé o per terzi cose rinvenute o recuperate nei cimiteri. 4. Salvo che il fatto non costituisca violazione più grave, la violazione degli obblighi o divieti suddetti costituisce violazione disciplinare. Art. 61 Cappelle private CAPO VIII SEPOLTURE FUORI DAL CIMITERO 1. I progetti di costruzione, ampliamento o modifica delle cappelle gentilizie sono approvate dal comune, in conformità delle previsioni urbanistiche, sentite l A.S.L. e l A.R.P.A. 2. Le aree sulle quali insistono le costruzioni delle cappelle private sono circondate da una zona di rispetto da un raggio, dal perimetro della costruzione, minimo di 25 metri e massimo di 50 metri analoga disposizione vige anche per le necessarie modifiche e/o ampliamenti. 3. La capienza massima non può superare i quindici feretri più eventualmente ossario e cinerario. 4. La zona di rispetto è gravata da vincolo di inedificabilità e inalienabilità. 5. Le cappelle private gentilizie possono essere destinate solo alla tumulazione di persone della famiglia che ne è la proprietaria, degli aventi diritto e dei conviventi more uxorio. 6. Le cappelle non sono aperte al pubblico. Art. 62 Tumulazione fuori dal cimitero 1. Quando ricorrono giustificati motivi di speciali onoranze possono essere autorizzate sepolture fuori dal cimitero, previo parere dell A.S.L. e dell A.R.P.A. 2. La tumulazione avviene nel rispetto dei vincoli relativi ai beni ambientali, storici ed artistici. Art. 63 Aree di sepoltura per animali d affezione CAPO IX ANIMALI D AFFEZIONE 1. La eventuale realizzazione di aree di sepoltura per animali d affezione è disciplinata dall art. 9, comma 7, lett. g) della Legge Regionale 18 novembre 2003, n. 22 e successive modificazioni e dall art. 30 del regolamento regionale 9 novembre 2004, n. 6.

18 Art. 64 Sepoltura degli animali d affezione 1. Il seppellimento delle spoglie di animali d affezione sono disciplinate dall art. 30, comma 1, del regolamento regionale 9 novembre 2004, n La raccolta e il trasporto delle spoglie animali non destinati ai siti cimiteriali o a incenerimento con successivo affidamento ai richiedenti per la conservazione o dispersione delle ceneri sono disciplinati dal regolamento CE 1774/2002 del 10 ottobre 2002 (Norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano) e nel rispetto della disciplina di cui al Decreto n del 23/12/2003 Direzione Generale Sanità n della Regione Lombardia recante: Indirizzi per l applicazione del regolamento CE n. 1774/2002 del Parlamento e del Consiglio del 3 ottobre 2002 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano. Art. 65 Tutela dei dati personali CAPO X NORME FINALI 1. Il comune garantisce, nelle forme ritenute più idonee, che il trattamento dei dati personali in suo possesso, si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, ai sensi del D. Lgs. 30/06/2003, n. 196, recante : Codice in materia di protezione dei dati personali. Art. 66 Atti del responsabile di polizia mortuaria 1. Ai sensi dell art. 107, del Decreto Legge n. 267 del 18/08/2000, spetta al Responsabile del servizio di polizia mortuaria l emanazione degli atti previsti dal presente regolamento, compresa la stipula degli atti di concessione, ed ogni altro analogo adempimento, senza che occorra preventiva deliberazione della Giunta Comunale, quando tali atti sono compiuti nell osservanza del regolamento stesso. 2. Eventuali atti riguardanti situazioni non previste dal presente regolamento, spettano al dirigente responsabile del servizio di polizia mortuaria su conforme deliberazione della Giunta Comunale, salvo non si tratti di atti o provvedimenti di competenza del Consiglio Comunale, ai sensi dell art. 42 del D. Lgs. n. 267/2000. Art. 67 Leggi ed atti regolamentari 1. Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento sono osservati, in quanto applicabili: - il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n e successive modificazioni; - al D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 recante: Regolamento per la visione e la semplificazione dell ordinamento dello stato civile ai sensi dell art. 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127 ; - il D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 recante: Approvazione del regolamento di polizia mortuaria, nonché, ogni altra disposizione di legge e regolamentare, nel tempo in vigore, che abbia attinenza con la materia.

19 Art. 68 Abrogazione di precedenti disposizioni 1. Il presente regolamento disciplina compiutamente la materia e sono abrogate tutte le precedenti disposizioni con esso contrastanti. 2. Restano in vigore le speciali disposizioni di carattere igienico-sanitario previste in altre norme regolamentari non contemplate dal presente regolamento. Art. 69 Pubblicità del regolamento 1. Copia del presente regolamento, a norma dell art. 22 della legge 7 agosto 1990, n. 241, è tenuto a disposizione del pubblico perché ne possa prendere visione in qualsiasi momento. Art. 70 Vigilanza Sanzioni 1. Per la verifica dell osservanza delle disposizioni del presente regolamento, gli appartenenti alla polizia municipale e qualsiasi altra autorità competente possono accedere ove si svolgono le attività disciplinate. 2. Le sanzioni derivanti dall accertamento delle violazioni al presente regolamento sono definite in applicazione alle disposizioni generali contenuto nelle sezioni I e II del capo 1 della legge 24/11/1981, n. 689 e successive modificazioni. 3. le somme riscosse per infrazione alle norme del presente regolamento sono introitate nella tesoreria comunale. 4. Il trasgressore ha sempre l obbligo di eliminare le conseguenze della violazione e lo stato di fatto che le costituisce. Art. 71 Entrata in vigore 1. Il presente regolamento entra in vigore con le modalità di cui all art. 37 dello Statuto Comunale adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 17 dicembre 2002 con deliberazione n. 41.

20 Il presente regolamento: è stato deliberato dal consiglio comunale nella seduta del... con atto n....; è stato pubblicato all albo pretorio comunale per quindici giorni consecutivi dal... al... con la contemporanea pubblicazione, allo stesso albo pretorio ed in altri luoghi consueti, di apposito manifesto annunciante la detta pubblicazione; è entrato in vigore il giorno... Data... Timbro Il segretario comunale...

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