LA COMUNICAZIONE DEL MADE IN ITALY

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA COMUNICAZIONE DEL MADE IN ITALY"

Transcript

1 LA COMUNICAZIONE DEL MADE IN ITALY di Maria Angela Polesana Il titolo di questa mia breve riflessione rimanda a un tema piuttosto complesso, nel senso che credo a chiunque di noi si interroghi sulla specificità della comunicazione del Made in Italy, sub specie pubblicitaria, manchino dei riferimenti chiari per poterne tracciare le caratteristiche, le peculiarità: la comunicazione del Made in Italy, di fatto, è abbastanza «frammentata». La memoria, nel tentativo di definirne le caratteristiche, si perde in una sorta di labirinto di voci incapaci di raccontare una vera storia, di costruire un discorso, di realizzare un testo coerente e coeso. Mentre invece non vi è alcun dubbio che una corretta comunicazione del sistema-paese, in luogo del caotico affollarsi di messaggi, di iniziative e di eventi che non fanno sistema, e finiscono per elidersi, potrebbe portare un contributo importante. Come fare? Pensando al Made in Italy come se fosse una marca. Del resto l efficacia di cui ha dato prova la marca nella sfera commerciale e dei consumi l ha resa desiderabile e utile per altri «enunciatori» che hanno adottato e adattato la logica di marca ai loro bisogni. «Il principio di funzionamento astratto della marca, ciò che chiamiamo forma-marca [è] un principio

2 88 astratto di gestione del senso» 7. Un affinità, quella tra marca e Paese, tale da essere praticata, anche in senso contrario, ossia quale metafora per spiegare il funzionamento della marca medesima. Evidenti le analogie tra marca e territorio: dalla capacità di produrre significazione, a quella di nutrirsi e di arricchirsi di simboli, di sviluppare narrazioni (si ricordi inoltre l importanza dei miti fondativi e della produzione letteraria 8 per la costruzione dell identità di una nazione 9 ) e di generare identità. La metafora della marca-territorio diventa efficace per sottolineare la complessità dell area che una marca deve presidiare con forza al fine di imporsi sui mercati. «Il territorio della marca è un territorio di comunicazione perché produce identità e articola valori coesi e fondanti. Accedervi significa entrare in un processo di narrazione di cui personaggi, fatti, intrecci, simboli e cultura incarnano una precisa concordanza, una unitarietà distintiva. In definitiva una profonda sintonia interna» 10. Un esempio per tutti è la marca Barilla che, attraverso la sua comunicazione, ha incarnato i valori tipici dell italianità quali la famiglia, i sentimenti genuini, le relazioni autentiche, la cultura, l arte, l italian way of life. Barilla dunque come sinonimo di qualità e di italianità. Come plesso di valori intangibili tipici del Mediterraneo 11. Perché dunque, considerate le effettive somiglianze tra marca e nazione (pur nella consapevolezza della ne- 7 A. Semprini, La marca postmoderna. Potere e fragilità della marca nelle società contemporanee, FrancoAngeli, Milano 2006, p Cfr. H.K. Bhabha, Nazione e narrazione, Meltemi, Roma Cfr. M. Ferraresi, «Interpretare la marca Nazione», in M. Lombardi (a cura di), Il dolce tuono. Marca e pubblicità nel terzo millennio, FrancoAngeli, Milano 2000, pp G. Fabris, L. Minestroni, Valore e valori della marca. Come costruire e gestire una marca di successo, FrancoAngeli, Milano 2007, p. 352 (corsivo mio). 11 Cfr. F. Cassano, Il pensiero meridiano, Laterza, Roma-Bari 1996.

3 89 cessità di «aggiustare il tiro», dal momento che la nazione, come ben ricorda Ferraresi, è molto più complessa della marca 12 ) non si va oltre fino a gestire l immagine del nostro Paese proprio come se fosse una marca? Come abbiamo appena evidenziato, uno dei vulnus della marca Made in Italy è in primis la gestione «confusa» che la caratterizza, da cui discende un altro importante elemento di debolezza ossia l incapacità di sintonizzarsi con lo Spirito del Tempo, l incapacità di evolvere 13 al mutare del contesto socioculturale ed economico. In particolare, il periodo storico in cui viviamo è segnato dall impatto delle nuove tecnologie che hanno azzerato le distanze spazio temporali, viviamo nel «world is flat» di Friedman 14 che ha visto l affermarsi di nuovi competitor sui mercati mondiali, dai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) ai MINT (Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia) che hanno rimesso in discussione vecchi equilibri e hanno determinato un riassetto dei mercati. Un palcoscenico globale in cui ogni Paese deve «competere» con gli altri per la sua fetta di consumatori, di turisti, di investitori, di imprenditori, di eventi ecc. nonché per guadagnarsi l attenzione dei maggiori media, dei popoli e dei governi degli altri Paesi e per farlo deve non solo offrire una produzione di qualità ma anche saper comunicare un immagine attraente. La globalizzazione dunque ha consentito la crescita e lo sviluppo dei Paesi cosiddetti emergenti ma si è anche fatta vettore di un grande contagio: ha diffuso in tutto il mondo la Grande crisi, iniziata nell ottobre del 12 Cfr. M. Ferraresi, Interpretare la marca Nazione, op. cit. 13 Per una analisi della natura evolutiva della marca cfr. A. Semprini, La marca postmoderna, op. cit., e M. Ferraresi, I linguaggi della marca. Breve storia, modelli, casi, Carocci, Roma Cfr. U. Beck, Che cos è la globalizzazione, Carocci, Roma 1999.

4 con il tracollo finanziario nei mercati immobiliari statunitensi 15. Nello specifico, il mercato interno italiano, segnato dalla crisi e dalla politica di austerità, che hanno pesato negativamente sugli investimenti esteri, ha fatto registrare un calo di questi ultimi del 58% 16 ; ha visto un drastico calo dei consumi che ha costretto alcune aziende a ridimensionarsi o a chiudere con conseguente contrazione dell occupazione. Il tutto a formare l affresco di un Paese in una situazione di sofferenza nonché, indubbiamente, di emergenza sociale. Diverso appare invece lo stato di salute del nostro Paese a livello internazionale. Infatti, secondo l Indice Fortis- Corradini, elaborato dalla Fondazione Edison, in circa un migliaio di prodotti l Italia è ai primi tre posti al mondo per valore dell attivo di bilancio commerciale e, secondo il Trade Performance Index dell UNCTAD/WTO, seconda solo alla Germania per numero di migliori piazzamenti nelle classifiche di competitività di quattordici macrosettori del commercio internazionale. 15 Cfr. L. Gallino, Italia in frantumi, Laterza, Roma-Bari Secondo l ultimo rapporto del Censis (giugno 2014), «la cattiva reputazione dell Italia ha determinato un calo pari al 58% degli investimenti stranieri. Occupiamo il 65 posto nel mondo per procedure, tempi e costi necessari per avviare un impresa, ottenere permessi di costruzione, risolvere una controversia giudiziaria. L Italia si è distinta per la perdita di attrattività verso i capitali stranieri. Nonostante sia ancora oggi la seconda potenza manifatturiera d Europa e la quinta nel mondo, il nostro Paese detiene solo l 1,6% dello stock mondiale di investimenti esteri, contro il 2,8% della Spagna, il 3,1% della Germania, il 4,8% della Francia, il 5,8% del Regno Unito. A fare la differenza è la reputazione, elemento decisivo per riuscire ad attrarre investitori, purtroppo l Italia ha un deficit reputazionale accumulato negli anni a causa di corruzione diffusa, scandali politici, pervasività della criminalità organizzata, lentezza della giustizia civile, farraginosità di leggi e regolamenti, inefficienza della pubblica amministrazione, infrastrutture carenti». Fonte: comunicato_stampa= [ ]

5 91 L Italia rimane un Paese in cui è difficile fare impresa, dove oltre a una macchina burocratica elefantiaca e spesso inefficace [ ] intervengono fattori sistemici come il pesante debito pubblico, le infiltrazioni criminali in molti comparti produttivi, l economia in nero, gli investimenti esigui in ricerca e sviluppo, il ritardo persistente di molte aree del meridione, le disuguaglianze generalizzate nella distribuzione della ricchezza. Di fronte a queste oggettive difficoltà l Italia è però anche un Paese che riesce a esprimere quasi prodotti (946 per l esattezza) per i quali siamo ai primi tre posti nel mondo per saldo commerciale attivo 17. Per contrastare dunque la tesi «declinista» che racconta, sia all estero che in Italia, di un inarrestabile declino, senza che vi siano realmente i dati per affermarlo, è nato il manifesto Oltre la Crisi. L Italia deve fare l Italia, realizzato da Fondazione Edison, Unioncamere e Symbola e presentato a Roma nell ottobre del 2013: per rispondere a chi sostiene che il Paese ha perso competitività, dimostrando che, in realtà, l Italia non è affatto un Paese senza futuro. Questa errata percezione nascerebbe da un clima di pericolosa confusione. «C è confusione tra gli addetti ai lavori, e tra gli osservatori e gli investitori stranieri, inclini a fare proprio questo giudizio infondato. Tutto ciò, ovviamente, porta grave detrimento alla nostra immagine internazionale» 18. Si tratta cioè di un imma- 17 G. Cito, A. Paolo, Italia caput mundi. I segreti delle imprese che per «fare» usano la testa, Etas, Milano 2014, pp «Quello che da questa confusione non emerge, invece, sono due tendenze molto positive: due ponti lanciati verso il futuro che fanno carta straccia delle profezie negative, e indicano una rotta, la via per restituire coraggio e convinzione agli italiani. La prima. L Italia non è una delle vittime della globalizzazione, anzi: ha profondamente modificato la sua specializzazione internazionale, modernizzandola e sincronizzandola con le nuove richieste dei mercati. Abbiamo saputo costruire valore aggiunto in settori quelli tradizionali del Made in Italy: il tessile-abbigliamento, le calzature, i mobili, la nautica

6 92 gine incrinata da una percezione falsata dello stato di salute di un Paese indubbiamente in sofferenza, sotto alcuni aspetti, ma ancora vivo e vitale come dimostrano le numerose medie e piccole aziende attivamente presenti sul mercato globale. Diventa quindi indispensabile agire sulla percezione di tutti gli stakeholders della marca Italia a cominciare proprio dai suoi «abitanti». Sarebbe dunque utile lavorare su di un elemento, fondamentale nella strategia di identità competitiva 19, rintracciabile nella in cui ci davano per spacciati a causa della concorrenza dei Paesi emergenti. E abbiamo creato nuove specializzazioni, come nella meccanica oggi di gran lunga il settore più importante per surplus commerciale con l estero nei prodotti innovativi per l edilizia, nei mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli e nella chimica-farmaceutica. Si spiega così il fatto che nel 1999 il nostro Paese era quinto nell UE-27 per saldo commerciale normalizzato nei manufatti, e nel 2012 è salito al terzo posto. La seconda tendenza: proprio grazie a questa nuova specializzazione mentre la recessione globale e l austerità facevano crollare la nostra domanda interna, e con essa PIL e occupazione le imprese italiane hanno registrato eccellenti performance sui mercati internazionali. Tra ottobre 2008 e giugno 2012 il fatturato estero dell industria italiana è cresciuto più di quello tedesco e francese (Eurostat). Nel 2012 siamo stati tra i soli cinque Paesi al mondo (con Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud) ad avere un saldo commerciale con l estero superiore ai 100 miliardi di dollari (per i manufatti non alimentari). Su un totale di prodotti (il massimo livello di disaggregazione statistica del commercio mondiale) nel 2011 l Italia si è piazzata prima, seconda o terza al mondo per attivo commerciale con l estero in ben 946 casi. Se puntiamo la lente sui Paesi extra UE i mercati più promettenti, quelli su cui si deciderà il futuro del commercio mondiale questa Italia in declino è il secondo Paese dell UE, dopo la Germania, per surplus commerciale nei manufatti non alimentari (con un attivo di 63 miliardi di euro nel 2012). Mentre, appunto, sul mercato domestico domanda e produzione crollavano per ragioni che, evidentemente, nulla hanno a che vedere con la competitività delle imprese. Non solo l export sfata i luoghi comuni sbandierati dalla propaganda declinista». Oltre la Crisi. L Italia deve fare l Italia, manifesto a opera di Symbola (Fondazione per le Qualità Italiane), Union-Camere, Fondazione Edison, 15 ottobre 2013, in [ ] 19 Cfr. S. Anholt, L identità competitiva. Il branding di nazioni, città, regioni, Egea, Milano 2007.

7 93 creazione di uno spirito di nazionalismo positivo tra la popolazione malgrado le sue differenze sociali, culturali, politiche, economiche, etniche, linguistiche e territoriali. Vi sono fattori di tipo culturale, sociale e politico riferibili all immagine del Paese che pesano negativamente sul Made in Italy e tra questi anche la mancanza di una vera identità nazionale, ovvero il prevalere di un orgoglio di tipo individuale, personale e quasi mai collettivo 20. «Il ritardo dell Italia non ha ragioni economiche, ma è motivato dal proprio carattere antropologico [ ]. In una stagione difficile di ripensamento è stata privilegiata la rappresentanza degli umori e la battaglia identitaria attraverso il rinserramento leghista, o la visione provinciale del capitalismo personale, senza capire che l unica strada era invece quella della sfida innovativa e cosmopolita» 21. Lo sviluppo internazionale dell economia italiana risente della difficile conciliazione tra geografia dello Stato e geografia della Società 22, il che significa che anche in situazioni in cui dovrebbe emergere in modo estremamente compatto il sistema-italia, le diverse parti che lo compongono non riescono a raccordarsi efficacemente attorno a un unico progetto Paese. In tutto questo gioca un ruolo centrale la reputazione del brand in cui potersi riconoscere. Ovviamente la reputazione (ora fragile come dimostra l ultimo rapporto del Censis 23 ) di un Paese comprende molti più elementi rispetto a quelli dei prodotti e delle aziende, tuttavia la 20 C.A. Pratesi, Il marketing del Made in Italy: nuovi scenari e competitività, FrancoAngeli, Milano F. Morace, B. Santoro, Italian Factor. Moltiplicare il valore di un Paese, Egea, Milano 2014, p Cfr. G. Della Loggia, L identità italiana, il Mulino, Bologna [ ]

8 94 metafora conserva la sua utilità poiché lavorare in termini di marca significa per il nostro Paese applicare la stessa visione strategica, gli stessi criteri di rigore, la stessa attenzione al cliente, la medesima sistematicità nella costruzione identitaria e nella messa a punto dei benefit e degli attributi, che caratterizzano l approccio delle grandi imprese al mercato. La marca Italia può essere equiparata alla Corporate di una grande Azienda che disponga di una molteplicità di marchi ciascuno dei quali può mutuare, dall immagine della Corporate, valenze e avalli. Papadopolous e Heslop 24 sottolineano come i Paesi non differiscono molto dalle grandi imprese: un Paese è una «grande impresa» che produce molti prodotti, non un singolo «prodotto». Come tale, ha bisogno di una strategia di posizionamento commerciale basato sulle sue competenze essenziali, che oggi provengono non tanto dalle materie prime o dai bassi costi di produzione in sé, ma soprattutto dalle persone, dalle idee, dagli approcci e dagli stili di conduzione degli affari. Per esempio, le competenze della Svizzera (accuratezza, affidabilità ecc.) sono trasferibili e applicabili in modi differenti alle diverse «linee di prodotti» del Paese, come il turismo, i servizi bancari o le esportazioni di orologi di lusso e di formaggi di alta qualità. Come le grandi imprese utilizzano strumenti di rilevamento della percezione del loro marchio, così anche lo Stato deve dotarsi di un sistema di monitoraggio della reputazione Paese, per meglio pianificare le proprie politiche di promozione e intervenire per correggere eventuali distorsioni. È necessario sviluppare una strategia 24 N. Papadopoulos, «Country Equity and Country Branding: Problems and Prospects», in Journal of Brand Management, IX (4/5), 2002, pp

9 95 nazionale di branding Paese (come si è fatto recentemente in Francia). Si rende dunque necessaria, in questi anni segnati da un cambiamento radicale nelle gerarchie commerciali e produttive del mondo, una riflessione sulle modalità con cui il nostro Paese deve affrontarlo. Il che conduce inevitabilmente ad affrontare il tema del «cos è» il Made in Italy e di quali contenuti debba farsi veicolo affinché il sistema-paese possa avere la considerazione che merita nelle decisioni di acquisto dei consumatori nel mondo. Cosa sia il Made in Italy è difficile stabilirlo poiché in troppi, come abbiamo già in precedenza evidenziato, si occupano della sua gestione, dall ICE al Governo, dalle Ambasciate alle Regioni a Confindustria, producendo un incastro di iniziative che creano soltanto entropia. A tal punto che se «Made in Italy è il marchio di un grande concetto di fascinazione, lo è anche di un grande insieme di non-definizioni» 25. Manca cioè una vera cabina di regia tale da gestire la marca Italia in maniera coerente agendo innanzitutto su quegli stereotipi nazionali che alimentano il Made in Italy ma che, come del resto tutti gli stereotipi, hanno spesso una scarsa aderenza al vero, non hanno reali riscontri oggettivi essendo sovente il prodotto della storia e solo talvolta capaci di riflettere realmente il presente. Tuttavia è con questi che, comunque, è necessario confrontarsi poiché rappresentano una sorta di carta di identità che accompagna il prodotto italiano nel mondo, facilitandone l accesso o, viceversa, ostacolandolo. Manca un vero disegno strategico e manca anche uno 25 R. Perrone, Una classifica dei prodotti top a marchio «Made in Italy», in [ ]

10 96 statuto del Made in Italy, spesso usato parassitariamente (il caso del «parmesan» docet) per prodotti «clonati», prodotti che di italiano hanno soltanto il nome: è il fenomeno del cosiddetto italian sounding che, soprattutto nel food, acquista contorni angoscianti considerata la pericolosità per la salute di certi «falsi». Il problema della contraffazione 26 è ormai cronico e investe le più disparate categorie merceologiche. A tal fine possono svolgere un azione efficace il marketing e il branding utilizzando il linguaggio e le immagini per dar vita a importanti cambiamenti (si pensi, ad esempio, alle campagne sociali contro il fumo, per le cinture di sicurezza, per la raccolta della spazzatura. Una serie di gocce che pian piano erodono la roccia, che lentamente ma inesorabilmente scalfiscono dapprima, fino poi a cancellare, abitudini pericolose o scorrette). L emergenza di questo fenomeno richiederebbe un intervento urgente per l attribuzione di Made in Italy rigorosamente circoscritta a prodotti le cui materie prime e i cui processi di lavorazione appartengono per intero, o in larghissima parte, al nostro Paese: negli Stati Uniti, ad esempio, l attribuzione del Made in USA è strettamente regolamentata. «Nonostante la grande visibilità dei marchi contraffatti, che troviamo sui vari marciapiedi, probabilmente è il Made in Italy del cibo il più colpito dai prodotti falsi. Sui giornali compaiono ormai periodicamente segnalazioni di falsi prodotti italiani» 27. E un settore come quello agroalimentare testimonia anche, ahimè, dell incapacità del nostro Paese di presi- 26 Si veda, a tal proposito, il rapporto dell OCSE, Il fenomeno della contraffazione e il suo impatto sul Made in Italy, in [ ] 27 A. Bucci, «Il Made in Italy nell alimentazione», in A. Bucci, V. Codeluppi, M. Ferraresi (a cura di), Il Made in Italy, Carocci, Roma 2011, p. 73.

11 97 diare efficacemente gli spazi di credito che, da tempo, ci concedono i consumatori a livello internazionale. Da tempo la desiderabilità della cucina italiana è universalmente riconosciuta e si concretizza nell apertura di ristoranti, pizzerie in tutto il mondo oltre che nella presenza di prodotti italiani su tutti i mercati internazionali. Piatti come la pizza e la pasta (con i vari sughi, dal pomodoro semplice al pesto, all olio e parmigiano) sono probabilmente i più conosciuti al mondo oltre, naturalmente, alla ciotola di riso. A questi occorre aggiungere i cibi già pronti al consumo e cioè principalmente la gamma dei salumi (dal prosciutto crudo a quello cotto, ai salumi) e quella dei formaggi (dal parmigiano alla mozzarella, per citare i più noti e utilizzati). Siamo inoltre il Paese produttore delle migliori qualità di olio di oliva al mondo, prodotto italiano per antonomasia nell immaginario di tutto l Occidente. Ma l incapacità degli italiani a pensare e agire globalmente, a creare imprese globali in grado di competere con i grandi mercati mondiali ha portato alla cessione di molti marchi del food a grandi imprese straniere. «Questa incapacità di fare impresa globale che ha impoverito l Italia di alcuni dei marchi più famosi 28 è presente anche in altri settori ed è una caratteristica italiana e non europea» 29. Ecco allora che l espresso italiano, il cappuccino e il «marocchino» sono stati portati nel mondo non da un azienda italiana 28 «Fra le grandi multinazionali globali (Nestlé, Unilever, Kraft, Coca- Cola, McDonald s ecc.) troviamo soltanto due italiane, Barilla e Ferrero e pochissime altre. Altri nomi noti italiani che troviamo anche all estero Buitoni, Motta, Galbani, Perugina, Santa Lucia, Locatelli, Carapelli, San Pellegrino, Berio ecc. sono da decenni proprietà di multinazionali straniere. Tuttavia i loro prodotti conservano gelosamente il nome e anche l immagine italiani, a conferma di un elemento importante e cioè che utilizzare una marca italiana premia», A. Bucci, Il Made in Italy nell alimentazione, op. cit., pp Ivi, p. 67.

12 98 ma da un americano, Howard Schultz, che ha aperto migliaia di Starbucks nel mondo ispirandosi ai bar italiani. Per non parlare di Pizza Hut, un azienda americana di fast food, che ha industrializzato la pizza. O della«mozzarella che è ormai così poco Made in Italy che molti ristoranti americani inseriscono orgogliosamente nel menù home made mozzarella» 30.

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA L Italia è in crisi, una crisi profonda nonostante i timidi segnali di ripresa del Pil. Ma non è un paese senza futuro. Dobbiamo

Dettagli

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni CONTESTO Dal punto di vista della DOMANDA... Consumatore postmoderno: attivo, esigente,

Dettagli

IMPORT-EXPORT PAESI BASSI

IMPORT-EXPORT PAESI BASSI QUADRO MACROECONOMICO IMPORT-EXPORT PAESI BASSI Il positivo quadro macroeconomico dei Paesi Bassi é confermato dagli indicatori economici pubblicati per il 2007. Di fatto l economia dei Paesi Bassi sta

Dettagli

FIAMP ANALISI IMPORT EXPORT DEI SETTORI ADERENTI A FIAMP

FIAMP ANALISI IMPORT EXPORT DEI SETTORI ADERENTI A FIAMP FIAMP FEDERAZIONE ITALIANA DELL ACCESSORIO MODA E PERSONA AIMPES ASSOCIAZIONE ITALIANA MANIFATTURIERI PELLI E SUCCEDANEI ANCI ASSOCIAZIONE NAZIONALE CALZATURIFICI ITALIANI ANFAO ASSOCIAZIONE NAZIONALE

Dettagli

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa Partenariato transatlantico su commercio e investimenti Parte normativa settembre 2013 2 I presidenti Barroso, Van Rompuy e Obama hanno chiarito che la riduzione delle barriere normative al commercio costituisce

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana

La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana Convegno Associazione Italiana di Economia Sanitaria La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana Giampaolo Vitali Ceris-CNR, Moncalieri Torino, 30 Settembre 2010 1 Agenda Caratteristiche

Dettagli

ITALIA E GERMANIA DATI ECONOMICI A CONFRONTO

ITALIA E GERMANIA DATI ECONOMICI A CONFRONTO AMBASCIATA D ITALIA BERLINO ITALIA E GERMANIA DATI ECONOMICI A CONFRONTO PRINCIPALI DATI MACROECONOMICI (Fonti: Istat, Destatis, Ministero federale delle Finanze, Ministero Economia e Finanze, Ministero

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

Agricoltura Bio nel mondo: la superficie

Agricoltura Bio nel mondo: la superficie Agricoltura Bio nel mondo: la superficie L agricoltura biologica occupa una superficie di circa 37,04 milioni di ettari nel 2010. Le dimensioni a livello globale sono rimaste pressoché stabili rispetto

Dettagli

42 relazione sono esposti Principali cui Fiat S.p.A. e il Gruppo fiat sono esposti Si evidenziano qui di seguito i fattori di o o incertezze che possono condizionare in misura significativa l attività

Dettagli

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri La ricerca promossa da ImpresaLavoro, avvalsasi della collaborazione di ricercatori e studiosi di dieci diversi Paesi europei,

Dettagli

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02 Impar a il tr ading da i m aestr i Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale Cos'è l'analisi Fondamentale? L'analisi fondamentale esamina gli eventi che potrebbero influenzare il valore

Dettagli

INTERSCAMBIO USA - Mondo gennaio - marzo Valori in milioni di dollari. INTERSCAMBIO USA - Unione Europea gennaio - marzo Valori in milioni di dollari

INTERSCAMBIO USA - Mondo gennaio - marzo Valori in milioni di dollari. INTERSCAMBIO USA - Unione Europea gennaio - marzo Valori in milioni di dollari INTERSCAMBIO USA - Mondo 2011 2012 Var. IMPORT USA dal Mondo 508.850 552.432 8,56% EXPORT USA verso il Mondo 351.109 381.471 8,65% Saldo Commerciale - 157.741-170.961 INTERSCAMBIO USA - Unione Europea

Dettagli

Gli stranieri: un valore economico per la società. Dati e considerazioni su una realtà in continua evoluzione

Gli stranieri: un valore economico per la società. Dati e considerazioni su una realtà in continua evoluzione Gli stranieri: un valore economico per la società. Dati e considerazioni su una realtà in continua evoluzione Con il patrocinio di e dal Ministero degli Affari Esteri Rapporto annuale sull economia dell

Dettagli

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente LA DECOLONIZZAZIONE Nel 1939 quasi 4.000.000 km quadrati di terre e 710 milioni di persone (meno di un terzo del totale) erano sottoposti al dominio coloniale di una potenza europea. Nel 1941, in piena

Dettagli

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale?

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Growing Unequal? : Income Distribution and Poverty in OECD Countries Summary in Italian Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Riassunto in italiano La disuguaglianza

Dettagli

TECO 13 Il Tavolo per la crescita

TECO 13 Il Tavolo per la crescita Componenti TECO 13 Il Tavolo per la crescita Assiot, Assofluid e Anie Automazione, in rappresentanza di un macro-settore che in Italia vale quasi 40 miliardi di euro, hanno deciso di fare un percorso comune

Dettagli

LO SVILUPPO SOSTENIBILE Il quadro generale di riferimento LA QUESTIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE La questione ambientale: i limiti imposti dall ambiente allo sviluppo economico Lo sviluppo sostenibile:

Dettagli

UMBRIA Import - Export. caratteri e dinamiche 2008-2014

UMBRIA Import - Export. caratteri e dinamiche 2008-2014 UMBRIA Import - Export caratteri e dinamiche 2008-2014 ROADSHOW PER L INTERNAZIONALIZZAZIONE ITALIA PER LE IMPRESE Perugia, 18 dicembre 2014 1 Le imprese esportatrici umbre In questa sezione viene proposto

Dettagli

Le nuove fonti di energia

Le nuove fonti di energia Le nuove fonti di energia Da questo numero della Newsletter verranno proposti alcuni approfondimenti sui temi dell energia e dell ambiente e sul loro impatto sul commercio mondiale osservandone, in particolare,

Dettagli

Stima delle presenze irregolari. Vari anni

Stima delle presenze irregolari. Vari anni Stima delle presenze irregolari. Vari anni Diciottesimo Rapporto sulle migrazioni (FrancoAngeli). Fondazione Ismu. Dicembre 2012 Capitolo 1.1: Gli aspetti statistici Tab. 1 - La presenza straniera in Italia.

Dettagli

Cio che fa bene alle persone, fa bene agli affari. Leo Burnett pubblicitario statunitense

Cio che fa bene alle persone, fa bene agli affari. Leo Burnett pubblicitario statunitense Cio che fa bene alle persone, fa bene agli affari. Leo Burnett pubblicitario statunitense Chi siamo Siamo una delle più consolidate realtà di Internet Marketing in Italia: siamo sul mercato dal 1995, e

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 10^ COMMISSIONE INDUSTRIA SENATO DELLA REPUBBLICA AUDIZIONE MARTEDI 8 MAGGIO 2012 ORE 14,30 I CONTRATTI D AREA ED I PATTI TERRITORIALI UN ESPERIENZA DI VALORE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Via degli Uffici

Dettagli

Politica Industriale in Italia: come far ripartire la crescita?

Politica Industriale in Italia: come far ripartire la crescita? Politica Industriale in Italia: come far ripartire la crescita? Mauro Caselli 1 Paolo Falco 2 1 School of Economics Australian School of Business The University of New South Wales m.caselli@unsw.edu.au

Dettagli

Approccio al Mercato. - Brasile. A cura di Bruno Aloi Ufficio Brasile

Approccio al Mercato. - Brasile. A cura di Bruno Aloi Ufficio Brasile Approccio al Mercato - Brasile A cura di Bruno Aloi Ufficio Brasile 1 Brasile 6ª economia mondiale, previsione di 2,1% di crescita nel 2012. Mercato consumatore in crescita: 30 millioni sono entrati nella

Dettagli

Un'infrastruttura IT inadeguata provoca danni in tre organizzazioni su cinque

Un'infrastruttura IT inadeguata provoca danni in tre organizzazioni su cinque L'attuale ambiente di business è senz'altro maturo e ricco di opportunità, ma anche pieno di rischi. Questa dicotomia si sta facendo sempre più evidente nel mondo dell'it, oltre che in tutte le sale riunioni

Dettagli

Lo scenario economico provinciale 2011-2014: il bilancio della crisi

Lo scenario economico provinciale 2011-2014: il bilancio della crisi 2011-2014: iill biillanciio delllla criisii 2011-2014: iill biillanciio delllla criisii . 2011-2014: il bilancio della crisi Il volume è stato realizzato a cura dell Ufficio Studi della Camera di Commercio

Dettagli

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte DOCUMENTI 2013 Premessa 1. Sul quadro istituzionale gravano rilevanti incertezze. Se una situazione di incertezza è preoccupante

Dettagli

Forse non tutto si può misurare ma solo ciò che si può misurare si può migliorare

Forse non tutto si può misurare ma solo ciò che si può misurare si può migliorare Forse non tutto si può misurare ma solo ciò che si può misurare si può migliorare Se non siamo in grado di misurare non abbiamo alcuna possibilità di agire Obiettivo: Misurare in modo sistematico gli indicatori

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

I prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP), ad Indicazione Geografica Protetta (IGP), e le Specialità Tradizionali Garantite (STG)

I prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP), ad Indicazione Geografica Protetta (IGP), e le Specialità Tradizionali Garantite (STG) I prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP), ad Indicazione Geografica Protetta (IGP), e le Specialità Tradizionali Garantite (STG) EMAA 13/14 XII / 1 DO e IG protette da cosa? Il Regolamento

Dettagli

La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo una regolamentazione

La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo una regolamentazione Economia > News > Italia - mercoledì 16 aprile 2014, 12:00 www.lindro.it Sulla fame non si spreca La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo

Dettagli

La Carta di Montecatini

La Carta di Montecatini La Carta di Montecatini Le origini e le ragioni della Carta di Montecatini La Carta di Montecatini è il frutto del lavoro del secondo Campus che si è svolto nella città termale dal 27 al 29 ottobre 2005.

Dettagli

Nuova edizione della Guida all Import-Export del Tessile-Abbigliamento-Moda

Nuova edizione della Guida all Import-Export del Tessile-Abbigliamento-Moda COMUNICATO STAMPA Nuova edizione della Guida all Import-Export del Tessile-Abbigliamento-Moda Al convegno L Italian Style nei paesi emergenti: mito o realtà? - Russia, India e Cina - presentata la quarta

Dettagli

Finanziarizzazione delle risorse naturali.

Finanziarizzazione delle risorse naturali. La finanziarizzazione dell acqua. Scheda preparata da CRBM in occasione dell incontro Europeo For the construction of the European Network of Water Commons Napoli, 10-11 dicembre 2011 a cura di Antonio

Dettagli

ARMANDO PERES: «L ITALIA SI MUOVA O PERDERÀ MOLTE OPPORTUNITÀ DI FAR CRESCERE IL BUSINESS CONGRESSUALE».

ARMANDO PERES: «L ITALIA SI MUOVA O PERDERÀ MOLTE OPPORTUNITÀ DI FAR CRESCERE IL BUSINESS CONGRESSUALE». Federcongressi&eventi è l associazione delle imprese e dei professionisti che lavorano nell industria italiana dei convegni, congressi ed eventi: un industria che dà lavoro a 287.741 persone, di cui 190.125

Dettagli

Innovazione e competitività: un confronto settoriale tra l Italia e gli altri Paesi europei.

Innovazione e competitività: un confronto settoriale tra l Italia e gli altri Paesi europei. Innovazione e competitività: un confronto settoriale tra l Italia e gli altri Paesi europei. Alessia Amighini (Università del Piemonte Orientale) Versione preliminare Intervento al convegno Innovare per

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

Progetto IMPORT STRATEGICO 2015. Dr. Francesco Pensabene Dirigente Ufficio Partenariato Industriale e Rapporti con gli Organismi Internazionali

Progetto IMPORT STRATEGICO 2015. Dr. Francesco Pensabene Dirigente Ufficio Partenariato Industriale e Rapporti con gli Organismi Internazionali Progetto IMPORT STRATEGICO 2015 Dr. Francesco Pensabene Dirigente Ufficio Partenariato Industriale e Rapporti con gli Organismi Internazionali Milano, 10 febbraio 2015 IRAN - dati macroeconomici 2013 2014

Dettagli

Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update

Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update MERCATO MONDIALE DEI BENI DI LUSSO: TERZO ANNO CONSECUTIVO DI CRESCITA A DUE CIFRE. SUPERATI I 200 MILIARDI DI EURO NEL 2012 Il mercato del

Dettagli

Osservatorio sull internazionalizzazione dell Umbria Centro Estero Umbria, Unioncamere, Università degli Studi di Perugia

Osservatorio sull internazionalizzazione dell Umbria Centro Estero Umbria, Unioncamere, Università degli Studi di Perugia Osservatorio sull internazionalizzazione dell Umbria Centro Estero Umbria, Unioncamere, Università degli Studi di Perugia Università degli Studi di Perugia, Facoltà di Economia Dipartimento di Discipline

Dettagli

10 1 Gli obiettivi dell OMC 2 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese piccolo 3 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese grande 4

10 1 Gli obiettivi dell OMC 2 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese piccolo 3 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese grande 4 I SUSSIDI ALLE ESPORTAZIONI NELL AGRICOLTURA E NEI SETTORI AD ALTA TECNOLOGIA 10 1 Gli obiettivi dell OMC 2 I sussidi alle esportazioni agricole in un Paese piccolo 3 I sussidi alle esportazioni agricole

Dettagli

CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio )

CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio ) 944 CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio ) 8 luglio 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia Berlusconi

Dettagli

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco n. 2-2011 La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco Mariangela Franch, Umberto Martini, Maria Della Lucia Sommario: 1. Premessa - 2. L approccio

Dettagli

Studi OCSE sul Turismo ITALIA ANALISI DELLE CRITICITÀ E DELLE POLITICHE

Studi OCSE sul Turismo ITALIA ANALISI DELLE CRITICITÀ E DELLE POLITICHE Studi OCSE sul Turismo ITALIA ANALISI DELLE CRITICITÀ E DELLE POLITICHE Studi OCSE sul Turismo: Italia ANALISI DELLE CRITICITÀ E DELLE POLITICHE Il presente studio è pubblicato sotto la responsabilità

Dettagli

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI SCENARI ENERGETICI AL 24 SINTESI Leggi la versione integrale degli Scenari Energetici o scaricane una copia: exxonmobil.com/energyoutlook Scenari Energetici al 24 Gli Scenari Energetici offrono una visione

Dettagli

IMPORTARE IN AUSTRALIA

IMPORTARE IN AUSTRALIA IMPORTARE IN AUSTRALIA Superficie Popolazione Densità di Popolaz. Lingua Ufficiale Religione Unità Monetaria Forma Istituzionale Capitale 7,617,930 kmq 23,530,708 (luglio 2014)) 2.9 ab/kmq Inglese Cristiani

Dettagli

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

Dettagli

Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo

Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo SOMMARIO Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo

Dettagli

L apertura di una economia ha 3 dimensioni

L apertura di una economia ha 3 dimensioni Lezione 19 (BAG cap. 6.1 e 6.3 e 18.1-18.4) Il mercato dei beni in economia aperta: moltiplicatore politica fiscale e deprezzamento Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Economia

Dettagli

L opera italiana. Paola Dubini Alberto Monti ASK Research Center, Università Bocconi Venezia, 23 Maggio 2014. Scala.

L opera italiana. Paola Dubini Alberto Monti ASK Research Center, Università Bocconi Venezia, 23 Maggio 2014. Scala. Fo oto Erio Piccaglian ni Teatro alla S Scala L opera italiana nel panorama mondiale Paola Dubini Alberto Monti ASK Research Center, Università Bocconi Venezia, 23 Maggio 2014 ASK: CHI, PERCHE, COSA Siamo

Dettagli

PAVANELLOMAGAZINE. l intervista. Pavanello Serramenti e il mondo Web. Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre 2012

PAVANELLOMAGAZINE. l intervista. Pavanello Serramenti e il mondo Web. Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre 2012 anno 2 - numero 3 - marzo/aprile 2012 MADE IN ITALY PAVANELLOMAGAZINE l intervista Certificazione energetica obbligatoria Finestra Qualità CasaClima Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre

Dettagli

Trieste, 25 ottobre 2006

Trieste, 25 ottobre 2006 Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei

Dettagli

Già negli anni precedenti, la nostra scuola. problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a

Già negli anni precedenti, la nostra scuola. problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a Già negli anni precedenti, la nostra scuola si è dimostrata t sensibile alle problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a stage in aziende e in centri di ricerca

Dettagli

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita 1 di Vittoria Gallina - INVALSI A conclusione dell ultimo round della indagine IALS (International Adult

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali Calo degli esercizi commerciali in sede fissa. Nell ultimo decennio l intero comparto della distribuzione commerciale ha

Dettagli

INDAGINE SUL TURISMO ORGANIZZATO INTERNAZIONALE

INDAGINE SUL TURISMO ORGANIZZATO INTERNAZIONALE OSSERVATORIO TURISTICO DELLA REGIONE MARCHE INDAGINE SUL TURISMO ORGANIZZATO INTERNAZIONALE Settembre 2013 A cura di Storia del documento Copyright: IS.NA.R.T. Scpa Committente: Unioncamere Marche Termine

Dettagli

Q1 2014. Previsioni. Manpower sull Occupazione Italia. Indagine Manpower

Q1 2014. Previsioni. Manpower sull Occupazione Italia. Indagine Manpower Previsioni Q1 14 Manpower sull Occupazione Italia Indagine Manpower Previsioni Manpower sull Occupazione Italia Indice Q1/14 Previsioni Manpower sull Occupazione in Italia 1 Confronto tra aree geografiche

Dettagli

I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità TITOLO RELAZIONE

I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità TITOLO RELAZIONE TITOLO RELAZIONE I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità A partire dal 3 gennaio 2013 è entrato in vigore il regolamento (UE)

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

DOP E IGP: I NUMERI DELLA QUALITA. Lo strumento Dop e Igp: utilità, punti di forza e principali criticità

DOP E IGP: I NUMERI DELLA QUALITA. Lo strumento Dop e Igp: utilità, punti di forza e principali criticità DOP E IGP: I NUMERI DELLA QUALITA Bologna, 12 settembre 2008 Lo strumento Dop e Igp: utilità, punti di forza e principali criticità Denis Pantini Coordinatore di Area Agricoltura e Industria alimentare

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio 1 lezione: risorse energetiche e consumi Rubiera novembre 2006 1.1 LE FONTI FOSSILI Oltre l'80 per cento dell'energia totale consumata oggi nel mondo è costituita

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

L agricoltura nell Europa industrializzata

L agricoltura nell Europa industrializzata L agricoltura nell Europa industrializzata L agricoltura delle società industrializzate europee si differenzia da quella dell età moderna per gli attrezzi, le fonti di energia, i macchinari utilizzati

Dettagli

DOP&IGP_Guida. Il documento informativo necessario per conoscere e proteggere la qualità dei prodotti a livello comunitario INDICE INTERATTIVO

DOP&IGP_Guida. Il documento informativo necessario per conoscere e proteggere la qualità dei prodotti a livello comunitario INDICE INTERATTIVO +39.06.97602592 DOP&IGP_Guida Il documento informativo necessario per conoscere e proteggere la qualità dei prodotti a livello comunitario INDICE INTERATTIVO Pag. 2 Intro e Fonti Pag. 3 DOP o IGP? Differenze

Dettagli

Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente

Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente OECD Insights Sustainable Development: Linking Economy, Society, environment Summary in Italian Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente Sintesi in italiano L espressione

Dettagli

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO L USO DEI NOMI A DOMINIO di Maurizio Martinelli Responsabile dell Unità sistemi del Registro del cctld.it e Michela Serrecchia assegnista di ricerca

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

Import / Export. LE TENDENZE DELL'ECONOMIA LIGURE IV Trimestre 2014

Import / Export. LE TENDENZE DELL'ECONOMIA LIGURE IV Trimestre 2014 TENDENZE DELL'ECONOMIA LIGURE Chiusura editoriale: 16 marzo 2015 Per informazioni: germana.dellepiane@liguriaricerche.it LE TENDENZE DELL'ECONOMIA LIGURE IV Trimestre 2014 LIGURIA RICERCHE SpA Via XX Settembre,

Dettagli

5. Il contratto part-time

5. Il contratto part-time 5. Il contratto part-time di Elisa Lorenzi 1. L andamento dei contratti part-time Il part-time è una modalità contrattuale che in Italia, nonostante la positiva dinamica registrata negli ultimi anni, riveste

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

ANDREA FONTANA. Storyselling. Strategie del racconto per vendere se stessi, i propri prodotti, la propria azienda

ANDREA FONTANA. Storyselling. Strategie del racconto per vendere se stessi, i propri prodotti, la propria azienda ANDREA FONTANA Storyselling Strategie del racconto per vendere se stessi, i propri prodotti, la propria azienda Impostazione grafica di Matteo Bologna Design, NY Fotocomposizione e redazione: Studio Norma,

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

PENSA CHE MENSA SCOLASTICA!

PENSA CHE MENSA SCOLASTICA! PENSA CHE MENSA SCOLASTICA! Buona, pulita e giusta Linee guida per una mensa scolastica di qualità 1 A cura di: Valeria Cometti, Annalisa D Onorio, Livia Ferrara, Paolo Gramigni In collaborazione con:

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

La mobilità sociale tra Stato e mercato

La mobilità sociale tra Stato e mercato La mobilità sociale tra Stato e mercato di Carlo Lottieri, Università di Siena Nella cultura contemporanea si tende a guardare alla mobilità sociale intesa quale possibilità di ascendere da una posizione

Dettagli

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi La globalizzazione indica un fenomeno di progressivo allargamento della sfera delle relazioni sociali sino

Dettagli

Ministero degli Affari Esteri

Ministero degli Affari Esteri Ministero In rete con l'italia Mensile d'informazione a cura della Direzione Generale per gli Italiani all'estero e le Politiche Migratorie - MAECOM Anno IV - Numero 7-8 Luglio - Agosto 2006 Per le iscrizioni

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ

SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ Cognome Nome: Data: P a g i n a 2 MODALITA DI CONDUZIONE DELL INTERVISTA La rilevazione delle attività dichiarate dall intervistato/a in merito alla professione dell assistente

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

UNA FINESTRA SUL FUTURO. a cura. della

UNA FINESTRA SUL FUTURO. a cura. della GENOVA 2015-2030 UNA FINESTRA SUL FUTURO Ricerca tipo Delphi a cura della Sezione Terziario di Confindustria Genova Coordinamento della ricerca Sergio Di Paolo PERCHÉ IL FUTURO Immaginare il futuro aiuta

Dettagli

LOTTA A CONTRAFFAZIONE

LOTTA A CONTRAFFAZIONE LOTTA A CONTRAFFAZIONE ED ABUSIVISMO COMPRI FALSO? MA LO SAI CHE VADEMECUM2012 FEDERAZIONEMODAITALIA Via Durini, 14 20122 Milano www.federazionemodaitalia.it COMPRI FALSO? MA LO SAI CHE 1. Chi produce

Dettagli

Spiegami e dimenticherò, mostrami e

Spiegami e dimenticherò, mostrami e PROGETTO Siracusa e Noto anche in lingua dei segni Spiegami e dimenticherò, mostrami e ricorderò, coinvolgimi e comprenderò. (Proverbio cinese) Relatrice: Prof.ssa Bernadette LO BIANCO Project Manager

Dettagli

NORME GENERALI PER LA REDAZIONE DELLA TESI DI LAUREA

NORME GENERALI PER LA REDAZIONE DELLA TESI DI LAUREA NORME GENERALI PER LA REDAZIONE DELLA TESI DI LAUREA La Tesi va suddivisa in capitoli numerati e titolati, i capitoli possono (ma non necessariamente) prevedere al loro interno paragrafi numerati e titolati

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Quadro di valutazione "L'Unione dell'innovazione" 2014

Quadro di valutazione L'Unione dell'innovazione 2014 Quadro di valutazione "L'Unione dell'innovazione" 2014 Quadro di valutazione dei risultati dell'unione dell'innovazione per la ricerca e l'innovazione Sintesi Versione IT Imprese e industria Sintesi Quadro

Dettagli

E a questa domanda che cercheremo di dare una risposta nel breve spazio di quest articolo.

E a questa domanda che cercheremo di dare una risposta nel breve spazio di quest articolo. C è una Parma che funziona: è, prima di ogni altra cosa, la Parma delle imprese industriali esposte pienamente alla concorrenza internazionale. Questo risultato non è un accidente della storia, bensì il

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA

10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA 1 10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA MEMORANDUM SULL EASS L' Educazione all Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile, una necessità! L'Educazione Ambientale

Dettagli

Progetto MA.RI.SA. (MAngio e RIsparmio in SAlute)

Progetto MA.RI.SA. (MAngio e RIsparmio in SAlute) Progetto MA.RI.SA. (MAngio e RIsparmio in SAlute) La ristorazione collettiva ed in particolare quella scolastica è stata individuata come un ambito prioritario di intervento relativamente al Progetto MA.RI.SA.

Dettagli

Humana comoedia. Una riflessione sulla condizione umana oggi

Humana comoedia. Una riflessione sulla condizione umana oggi Humana comoedia Una riflessione sulla condizione umana oggi Biagio Pittaro HUMANA COMOEDIA Una riflessione sulla condizione umana oggi saggio www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Biagio Pittaro Tutti

Dettagli

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI

Dettagli