DIAGNOSI DI TUMORE E REAZIONI PSICOLOGICHE CAMBIAMENTO ED OMEOSTASI ALL INTERNO DEL SISTEMA FAMILIARE

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1 DIAGNOSI DI TUMORE E REAZIONI PSICOLOGICHE CAMBIAMENTO ED OMEOSTASI ALL INTERNO DEL SISTEMA FAMILIARE

2 ASPETTI DELLA MALATTIA Il tipo di malattia La gravità Il livello di cronicità L impatto sociale della malattia Le conoscenze scientifiche Il dogma della malattia La rappresentazione simbolica

3 GLI ASPETTI DELLA FAMIGLIA L organizzazione relazionale La fase del ciclo di vita Gli stili di coping Le risorse che i medici e i terapeuti possono mobilizzare in questa situazione familiare La storia e l antologia familiare attorno al tema della malattia e della perdita Variabili culturali Supporto sociale

4 LA FAMIGLIA Indicatori di funzionamento familiare Tipologie familiari Stadi di sviluppo familiare Compiti dell equipe curante nella relazione con la famiglia

5 INDICATORI DI FUNZIONAMENTO FAMILIARE COESIONE ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI GESTIONE DEI CONFLITTI

6 TIPOLOGIE FAMILIARI CON BUON FUNZIONAMENTO: Famiglie con alta coesione ( intimità adeguata, condivisione della sofferenza, sostegno reciproco), espressione aperta delle emozioni, assenza di conflitti irrisolti Famiglie con alta coesione, moderata espressione delle emozioni e moderata conflittualità

7 TIPOLOGIE FAMILIARI CON FUNZIONAMENTO DISCRETO: Famiglie con grado intermedio di coesione, di espressione delle emozioni e della conflittualità

8 TIPOLOGIE FAMILIARI A RISCHIO: Famiglie con alta conflittualità (ad es.ostilità dei figli) Famiglie con bassa coesione, bassa espressione delle emozioni, moderata conflittualità

9 STADI DI SVILUPPO DELLA FAMIGLIA La giovane coppia senza figli La famiglia con bambini La famiglia con adolescenti La famiglia con figli adulti La famiglia con genitori anziani

10 COMPITI DELL EQUIPE CURANTE NELLA RELAZIONE CON LA FAMIGLIA: Comprendere le dinamiche familiari presenti nella fase avanzata di malattia Distinguere il ruolo di paziente e di curante dei familiari nella relazione di cura Riconoscere le emozioni che inducono i familiari a bloccare le informazioni al paziente Favorire una comunicazione chiara ed aperta all interno della famiglia Sostenere i familiari nella preparazione alla perdita e al lutto Riconoscere le situazioni a rischio per lo sviluppo di gravi problemi di elaborazione della perdita Riconoscere i propri limiti e rispettare il funzionamento che un sistema familiare ha sviluppato nel tempo e che non intende modificare

11 ALCUNE MODALITA DI REAZIONE DELLA COPPIA O DELLA FAMIGLIA ALLA MALATTIA PROTEZIONE/ IPERPROTEZIONE REGRESSIONE PARALISI L UNIRSI IL CONTRAPPORSI L ISOLARSI L ATTIVARSI IL DARSI DA FARE CRISI CONIUGALE L ARRENDERSI CHIUSURA

12 IL COPING FAMILIARE FATTORI CHIAMATI IN CAUSA NELL INFLUENZARE LO STILE DI COPING FAMILIARE Storia della famiglia e dei suoi membri Stadio di sviluppo della famiglia Struttura familiare Funzionamento familiare Risorse di supporto

13 STILI DI COPING ADATTABILITA Famiglie estremamente rigide nella definizione dei ruoli /famiglie estremamente confuse ed indifferenziate COESIONE Famiglie in cui esiste un notevole livello di distacco tra i propri membri e uno scarso coinvolgimento rispetto alle singole vicende di ciascuno/ famiglie in cui il livello di coesione è talmente esasperato da arrivare all ipercoinvolgimento e alla perdita dell autonomia di un membro rispetto all altro. LIVELLO DI RELAZIONE Vicinanza/ conflittualità CAPACITA DI ESPRIMERE LE EMOZIONI Espressione aperta/ repressione

14 QUALI E QUANTE FAMIGLIE? Tipologia supportiva alti livelli di intimità tra i membri, capacità di fornire e ricevere supporto, capacità di cooperare di fronte alle difficoltà Tipologia in grado di risolvere i conflitti Se sono presenti conflitti, questi vengono affrontati e risolti grazie all alto livello di coesione e di espressione delle emozioni Tipologia ostile Alta conflittualità tra i membri scarso livello di coesione e di espressione delle emozioni Tipologia scontrosa Moderati livelli di conflitti, scarsa coesione tra i membri e scarsa capacità di esprimere i problemi e verbalizzare le emozioni Tipologia classica ( o ordinaria) Intermedia alle altre

15 TIPOLOGIE DI FAMIGLIE Famiglie unite Famiglie divise Famiglie in dissoluzione

16 LE REAZIONI FAMILIARI Distacco fisico e psicologico Partecipazione attenta e discreta a ciò che sta accadendo Eccessiva invadenza nella vita del paziente Atteggiamento costruttivo di sostegno empatico

17 IL PROCESSO DISADATTIVO E L EMPASSE COMUNICATIVO Irrigidimento e ripiegamento sulla omeostasi precedente la malattia Sproporzionata iperprotezione Ipercoinvolgimento o disgregamento relazionale Espressione di conflitti familiari prima latenti Incapacità ad attivare adeguati meccanismi di coping alla malattia Pessimismo e sfiducia Graduale perdita del network sociale che ruota intorno alla famiglia fino all isolamento sociale

18 CARICO FAMILIARE E CAUSE DI DISAGIO ALL INTERNO DELLA FAMIGLIA

19 ASPETTI RELATIVI ALLA RELAZIONE CON IL CONIUGE MALATO aspetti fisici (ad. es. possibile perdita della autonomia, dolore, fatica, nausea e vomito, effetti collaterali delle terapie) aspetti psicosociali (ad es. modifiche dei ruoli e trasformazione del ruolo del paziente da soggetto indipendente a soggetto dipendente, assunzione di responsabilità nuove per altri membri, angosce rispetto l immagine corporea, alla morte) problemi esistenziali e spirituali (ad es. significato sulla propria esistenza)

20 ASPETTI RELATIVI ALLA FAMIGLIA STESSA aspetti psicosociali (ad es. spostamento dell attenzione e delle riserve psicologiche sulla malattia del membro familiare malato, senso di perdita, angoscia di separazione, senso di abbandono, ansia, senso di inaiutabilità o colpa, cambiamenti di ruolo) aspetti fisici ( ad es. fatica, esaurimento fisico, alterazioni del ciclo sonno-veglia) aspetti pratici (ad es. necessità di acquisire conoscenze tecniche, problemi economici, bisogno di riorganizzare la vita familiare e i ritmi, problemi di lavoro, dipendenza dagli altri, alterazione dei rapporti con gli altri)

21 ASPETTI RELATIVI ALLA RELAZIONE CON LE ISTITUZIONI aspetti psicosociali (ad es. problemi di comunicazione con lo staff, ambiguità dei ruoli reciproci, conflitti con lo staff) aspetti pratici ( ad. es. problemi organizzativi legati ai tempi dello staff, problemi nei rapporti con le istituzioni, disponibilità o meno delle risorse cui accedere)

22 ELEMENTI CENTRALI NELLA RELAZIONE D AIUTO Onestà Empatia Rispetto

23 EMPATIA Bisogna essere sufficientemente calmi e disposti all ascolto per decodificare il contenuto della comunicazione nei sentimenti e nelle emozioni corrispondenti: sentire la gioia, la tristezza, l ira, la paura, il turbamento dell altro, senza aggiungervi la nostra paura, il nostro turbamento. La comunicazione empatica è la forma di comunicazione non violenta per eccellenza, da cui è escluso il giudizio, ma anche il consiglio e l interpretazione. Forma il nucleo di comunità solidali, perché nel momento stesso in cui agisce da riconoscimento dell individualità di un altra persona (sei importante per me, ho stima di te e riconosco, rispetto e condivido il tuo sentimento), accorcia le distanze tra noi e gli altri.

24 EMPATIA Sintonizzarsi con l altro e con i significati che egli sta dando alla propria situazione, come se fossero i nostri Riflettere e rispecchiare le emozioni che l altro ci porta Accettare quanto l altro prova, ricordando sempre che dietro comportamenti o contenuti comunicativi vi sono emozioni e stati di sofferenza

25 I PRINCIPALI BISOGNI DEI FAMILIARI IN FASE TERMINALE DI MALATTIA 1. Stare con la persona morente 2. Essere utile alla persona morente 3. Ricevere rassicurazioni sul fatto che non stia soffrendo 4. Essere informato sulle sue reali condizioni 5. Essere informati sulla vicinanza della morte 6. Esprimere le proprie emozioni 7. Ricevere conforto e sostegno dagli altri familiari 8. Ricevere accettazione, supporto e conforto dall equipe curante

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