CONFERENZA REGIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI La Sussidiarietà per uno Sviluppo solidale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CONFERENZA REGIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI La Sussidiarietà per uno Sviluppo solidale"

Transcript

1 REGIONE PUGLIA CONFERENZA REGIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI La Sussidiarietà per uno Sviluppo solidale IV COMMISSIONE DI STUDIO Disagio sociale, politiche di inclusione e diritti di cittadinanza Presidente della Commissione: On. Antonio Guidi Sottosegretario alla Sanità Coordinatore Tecnico: dr.ssa Anna Maria Candela Responsabile FORMEZ dei Progetti per il Welfare locale Presenti circa 80 partecipanti Sono intervenuti 17 partecipanti IL DISAGIO SOCIALE E LE POLITICHE DI INCLUSIONE Negli ultimi anni abbiamo tutti assistito ad una evoluzione del fenomeno del disagio sociale, intesa in primis come allargamento dei rischi di esclusione a cui tutti noi siamo esposti nella nostra vita quotidiana. I componenti la Commissione hanno discusso a lungo di un disagio che non si collega più a vecchi stereotipi ma a nuove situazioni derivanti da una grave perdita (la rottura di una famiglia, la perdita di un posto di lavoro, la insufficienza del proprio reddito rispetto al costo della vita, la malattia), che stanno diventando un fatto sempre meno atipico ed a cui occorre fornire risposte differenziate, perché non ci sono più singole categorie stereotipate di bisogni a cui guardare. Tutti noi abbiamo bisogno di inclusione, perché ogni giorno corriamo un rischio di esclusione, perché il disagio e l esclusione non sono più legati solo ad alcune categorie di bisogno o ad alcune condizioni di marginalità. Oggi i rischi di esclusione sono legati alle nuove povertà; alla propria famiglia che cambia, si rompe e si ricostruisce in forme atipiche; alla richiesta di pari opportunità; alle barriere culturali; alle barriere di accesso nel mondo del lavoro; alla

2 accessibilità delle informazioni e dei servizi; all allungamento delle vite per cui anche i soggetti fragili lo sono molto più a lungo e quindi sviluppano bisogni più complessi. Questa concezione più allargata dei rischi di disagio e di esclusione sociale implica prima di tutto un diverso modo del soggetto pubblico il Comune in particolare - di intendere il proprio ruolo di regista di una rete integrata di interventi e servizi sociali, in cui la prima priorità di intervento è proprio connessa alla necessità di rendere accessibili le informazioni ed i i servizi, per consentire a tutti i cittadini di esercitare i propri diritti di cittadinanza e di dare attuazione a quel principio di universalità del diritto di accesso alle prestazioni sociali che costituisce uno dei pilastri della riforma del welfare locale in Italia. Questo approccio è anche quello che sorregge l impostazione data alla programmazione sociale che la Regione Puglia è impegnata in questi mesi a definire, con la adozione del Piano Regionale delle Politiche Sociali. Le politiche di inclusione sociale sono una delle strategie prioritarie del Piano, e tra le priorità per l azione sociale che vengono offerte ai Comuni per la rispettiva programmazione, figurano le seguenti priorità: a) lavorare per l accessibilità della rete dei servizi con una attenzione alle informazioni ed ai servizi di accesso e di orientamento dei cittadini nuova rispetto al passato; b) lavorare in termini di contrasto alle povertà non solo e non tanto nella logica dell emergenza ma in quella della costruzione di progetti personalizzati per offrire opportunità di autonomia al singolo ed al nucleo familiare rispetto ad una situazione di bisogno; c) dotare il territorio di strutture e di servizi per il pronto intervento sociale più adeguati e in grado di fornire risposte non occasionali ma strutturate. IL METODO DI LAVORO: LE PAROLE CHIAVE PARTECIPARE E UNA SFIDA L inclusione sociale degli individui comincia dalla possibilità di partecipare a tutte le fasi di programmazione ed attuazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. La partecipazione è una sfida che va colta ed una opportunità che va pienamente esercitata, perché l occasione che si pone alla Puglia è un occasione storica. La partecipazione deve essere intesa sia in termini di partecipazione istituzionale al percorso di formazione del Paino Sociale di Zona, che in termini di partecipazione reale ai processi di erogazione dei servizi e di controllo della qualità degli stessi. Tra i soggetti che sul territorio devono raccogliere la sfida vi sono prima di tutti gli Amministratori, che oggi sono forse poco consapevoli delle grandi opportunità che ci aspettano e che non possono frustrare le aspettative di partecipazione che si vanno estendendo. Una sfida è anche la contaminazione tra chi decide politicamente delle sfide comuni e chi opera nel sociale.

3 Ma la partecipazione deve poter essere una partecipazione consapevole (dei diritti e delle responsabilità che ciascuno esercita nel sistema) da parte di tutti i soggetti del Terzo Settore, della cittadinanza sociale nel senso più ampio, delle associazioni di famiglie, ecc. Individualismo ed autocentrismo sono i nuovi rischi per l esercizio pieno dei diritti di cittadinanza, che portano le persone quasi a rifiutare, come un esercizio troppo complesso, la vita sociale e l esercizio dei diritti di cittadinanza. Occorre investire su una grande crescita culturale degli operatori ma anche dei cittadini, per far capire che ci sono buoni motivi e nuove opportunità per sentirsi cittadini e per esercitare i diritti di cittadinanza: su questo il Piano Regionale deve dare forti indicazioni al territorio. LA QUALITA DEI SERVIZI Il Piano Regionale delle Politiche Sociali deve espressamente chiedere un investimento ai territori in tal senso, sia ai soggetti pubblici che ai soggetti privati, deve fornire i parametri di riferimento per la qualità dei servizi e delle strutture e deve indicare gli strumenti e le metodologie di valutazione continua e aperta della qualità, individuando anche i momenti e gli strumenti per garantire la partecipazione dei cittadini e delle famiglie alla valutazione della qualità dei servizi erogati. ATTENZIONE PER I PERCORSI DI INCLUSIONE Compito irrinunciabile del soggetto pubblico quale regista primario della rete dei servizi sociali che si va a costruire negli ambiti territoriali pugliesi è quello di presidiare il lavoro di costruzione dei percorsi di inclusione che, mediante progetti personalizzati, siano rivolti in modo mirato ai cittadini offrendo prima di tutto opportunità di riscatto, di riduzione della dipendenza e del bisogno, di raggiungimento della autonomia economica, culturale, materiale laddove tutto ciò è possibile. Il soggetto pubblico deve definire il mix di servizi sociali da garantire sul territorio attraverso cui l operatore sociale può costruire progetti personalizzati, lontani dalla logica della risposta in condizioni emergenziali, il soggetto pubblico deve costruire il sistema di regole per l accesso alle prestazioni e per la realizzazione dei servizi e poi deve lasciare che tutti gli attori del sistema concorrano alla attuazione della rete dei servizi. Quando si parla di inclusione sociale non si può più solo guardare alla presenza/assenza su un territorio di un certo servizio, o di una certa prestazione di assistenza economica, o di una certa struttura residenziale o semiresidenziale, ma occorre prestare la massima attenzione alla costruzione dei percorsi attraverso cui l individuo trova il suo riscatto. IL LAVORO DI RETE Riporre attenzione nella costruzione di un percorso di inclusione piuttosto che nella presenza/assenza di un singolo servizio, implica un ruolo centrale del lavoro di rete, capace di integrare istituzioni, figure professionali, risorse formali ed informali, risorse finanziarie, investimenti, ed approcci di intervento.

4 IL SOSTEGNO AL REDDITO NON PIU COME MERO TRASFERIMENTO MONETARIO La centralità del soggetto pubblico nella rete dei servizi e l attenzione ai percorsi piuttosto che alla singola risposta o alla presenza del singolo servizio, devono indurre a ritenere che gli interventi di sostegno al reddito in forma monetaria non possano più essere utilizzati come interventi autoconsistenti e sostitutivi di tutti gli altri servizi che supportano una famiglia o un individuo nel percorso di inclusione sociale. Il rischio sarebbe duplice: dal lato dell utente finale il rischio è di creare solo una nuova dipendenza, dal lato dell amministrazione pubblica il rischio è di pensare di poter in questo modo surrogare l offerta di servizi sociali che sono, invece, irrinunciabili ed insostituibili. Per questo l invito è di sostenere con il Piano Regionale le scelte dei Comuni che vadano nella direzione di intendere gli interventi di sostegno al reddito come strumenti complementari ad un sistema più complesso di servizi, di cui il trasferimento monetario costituisca solo una parte, pure significativa per fissare, ad esempio, l impegno della famiglia ovvero di un altro individuo all interno del nucleo a sostegno dfi un percorso di cura. La Commissione, peraltro, ha riconosciuto il ruolo determinante del sostegno al reddito per incentivare la domiciliarità come risposta a situazione di bisogno per soggetti fragili (minori, anziani, disabili), quando gli stessi trasferimenti monetari siano rivolti, ad esempio, a dare riconoscimento al lavoro di cura all interno della famiglia, che è più spesso lavoro femminile entro le mura domestiche, che un peso determinante assume a complemento delle ore di assistenza domiciliare garantite dal sistema dei servizi. INTEGRAZIONE DELLE RISORSE In relazione alle politiche di intervento per la lotta all esclusione sociale, molta importanza è stata attribuita alla possibilità di integrare le risorse trasferite con i Piani Sociali di Zona e le risorse disponibili con il POR Puglia in particolare per le azioni formative, che siano rivolte sia alla formazione dei nuovi profili professionali del sociale, che alla formazione ed all aggiornamento professionale dei soggetti svantaggiati nell ingresso nel mercato del lavoro, perché possano trovare anche in campo sociale nuovi bacini occupazionali, legati per esempio all assistenza di base che attualmente si caratterizza, a livello nazionale ed a livello regionale, per una forte incidenza del lavoro nero, che non di rado porta con sé scarsa qualità del servizi di assistenza garantito. Un intervento in termini di qualificazione delle badanti o assistenti della famiglia o assistenti di base sarebbe anche il percorso per accrescere la qualità del servizio. LE POLITICHE DI INTERVENTO I componenti della Commissione hanno lavorato anche per l esposizione di alcune esperienze molto significative di organizzazione di servizi socioassistenziali per soggetti fragili o a rischio di esclusione, individuando

5 possibili aree di miglioramento e di arricchimento dei contenuti del Piano regionale delle Politiche Sociali. I gruppi sociali e le aree di bisogno su cui si è più lavorato sono le seguenti: i disabili gravi ed i disabili psichici, le persone sottoposte a misure cautelari da parte dell Autorità giudiziaria, la devianza minorile e la dispersione scolastica. Le proposte inerenti le politiche di intervento sono state le seguenti. IL DISAGIO DEGLI ADULTI (disabili e disabili psichici) Nuove strutture comunitarie semiresidenziali e residenziali per garantire una dimensione di socialità agli individui disabili e con problemi psichici ed un aiuto reale alle famiglie, ad integrazione della cura entro le mura domestiche che già viene garantita dalle stesse. Proposta di dare maggiore rileivo a strutture anche di tipo ambulatoriale e strutture a ciclo diurno per fornire assistenza a soggetti con fragilità psichiche, senza allontanare l individuo dalla dimensione familiare ed affettiva che è così importante nel percorso di cura: ma questo implica una maggiore integrazione tra le struttutrre sociali e la rete della sanità territoriale che da tutti i presenti è stata riconosciuta ancora come troppo debole sul territorio pugliese, nonostante quanto sancito dal Piano santiario regionale; I servizi del dopo di noi e la valorizzazione delle risorse delle famiglie di adulti disabili, che si auto-organizzano e stanno dando vita in Puglia a buone pratiche che devono poter trovare riconoscimento e garanzia di continuità nei Piani Sociali di Zona Opportunità reali di inserimento lavorativo di soggetti disabili, di adulti sottoposti a misure cautelari o a provvedimenti giudiziari, di persone in condizioni di povertà. Applicazione reale della legge sull inserimento lavorativo dei disabili (L. 68/1999) IL SERVIZIO CIVILE NELLA RETE DEI SERVIZI Risorsa fondamentale che deve essere valorizzata ed essere parte integrante delle nuove programmazioni sociali SERVIZI DI PROSSIMITA Necessari servizi di prossimità per rendere flessibile l offerta dei servizi, rispondente ai bisogni più complessi dell individuo e del nucleo familiare e per andare più vicini al bisogno, senza aspettare che questo di manifesti in domanda di servizi, che non sempre può essere consapevole ADULTI SOTTOPOSTI A MISURE CAUTELARI ANCHE ALL ESTERNO DELLE STRUTTURE PENITENZIARIE Occorre introdurre nel Piano una maggiore attenzione per la costruzione sul territorio di nuovi servizi per l assistenza ad adulti sottoposti a misure cautelari quando non abbiano il supporto familiare, per esempio quando abbiano la possibilità di scontare la pena con misure più leggere della detenzione in carcere;

6 Necessari i servizi per migliorare l assistenza sociosanitaria in carcere; Necessarie politiche mirate a favorire il reinserimento sociale e lavorativo per gli individui che escono da un regime carcerario e devono poter avere opportunità di inclusione sociale. MINORI DETENUTI Il Piano è carente per quanto riguarda le possibilità di offrire servizi per la devianza minorile che già si sia manifestata, cioè indirizzata a quei minori che si siano già resi protagonisti di episodi di microcriminalità o altri delitti, e per la costruzione di percorsi di reinserimento che comincino già delle strutture penitenziarie, che per essere superate nei termini delle istituzioni chiuse devono poter essere supportate da nuovi servizi; Per incidere sui fenomeni di devianza minorile è necessario fare investimenti che non comincino nel carcere, ma molto prima, dalla offerta di servizi per l infanzia, alla costruzione di una rete intorno ai casi di dispersione scolastica, alla definizione di percorsi mirati per minori che vivono in contesti familiari degradati ed a rischio di devianza. UNA PREOCCUPAZIONE I tempi con cui la Giunta Regionale intende realizzare la convergenza tra Piano Sociale e Piano Sanitario Regionale Gli operatori che hanno partecipato alla IV Commissione hanno espresso all unanimità una preoccupazione rispetto al piano temporale di attuazione della integrazione sociosanitaria intesa come convergenza del Piano sanitario e del Piano Sociale in un unico Piano Sociosanitario Regionale e come possibile costituzione di un unico Fondo Sociosanitario. La preoccupazione non riguarda, ovviamente, l auspicio della integrazione sociosanitaria, quanto piuttosto la considerazione che se unificati in tempi brevi i due Piani, non vi sarà stato il tempo sufficiente per dare forza alla rete dei servizi sociali e soprattutto alla rete dei servizi leggeri, in grado veramente di rappresentare delle alternative per le persone con fragilità, rispetto alle soluzioni residenziali e semiresidenziali, della cui presenza è invece caratterizzato il sistema di offerta sociosanitario.

III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona

III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona Un Piano Nazionale per lo sviluppo dei SAP in Italia Mario Conclave Italia Lavoro I fenomeni in corso in Italia Fenomeni di medio lungo periodo, che spingono

Dettagli

Sicurezza Sociale: Tutela del lavoro e del reddito

Sicurezza Sociale: Tutela del lavoro e del reddito Delega Assessorile in materia di Servizi Sociali, Rapporti con Azienda Ospedaliera e A.S.L., Casa Comunale di Soggiorno Anziani, La legge 328 del 2000, attesa per oltre un secolo, ha dotato il sistema

Dettagli

Un alleanza per i diritti dei bambini e degli adolescenti del Mezzogiorno

Un alleanza per i diritti dei bambini e degli adolescenti del Mezzogiorno Un alleanza per i diritti dei bambini e degli adolescenti del Mezzogiorno Crescere al Sud rappresenta un luogo d incontro tra realtà diverse, nazionali e locali, che hanno deciso di mettere in comune le

Dettagli

Laboratorio Servizi nell area DISABILI

Laboratorio Servizi nell area DISABILI Laboratorio Servizi nell area DISABILI 1 Studio sui servizi alla persona disabile a Roma Luglio 2007 Nella legislazione italiana, la tutela assistenziale del cittadino disabile si è avuta: 1. Negli anni

Dettagli

Tutelare l infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia

Tutelare l infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia Piano d azione: Garantire e tutelare il diritto all infanzia Area SERVIZI ALLA PERSONA Bando senza scadenza: Tutelare l infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia Procedura per la

Dettagli

Servizi Sociali. in evoluzione: da selettività ad universalità

Servizi Sociali. in evoluzione: da selettività ad universalità Servizi Sociali in evoluzione: da selettività ad universalità Complessità Non Non si si limitano ad ad un un tempo preciso della della vita vita Pluralità di di interventi Personalizzazione degli degli

Dettagli

Welfare ed il welfare del Comune di Torino

Welfare ed il welfare del Comune di Torino Welfare ed il welfare del Comune di Torino a cura di Barbara Graglia Il welfare del Comune il sistema cittadino dei servizi sociali offre prestazioni aventi molto spesso caratteristiche di assoluta necessità

Dettagli

I TAGLI AI FONDI PER LE POLITICHE SOCIALI E AI SERVIZI DI WELFARE LOCALE

I TAGLI AI FONDI PER LE POLITICHE SOCIALI E AI SERVIZI DI WELFARE LOCALE I TAGLI AI FONDI PER LE POLITICHE SOCIALI E AI SERVIZI DI WELFARE LOCALE La politica di riduzione delle risorse per il welfare e per i servizi sociali locali si sta realizzando attraverso la combinazione

Dettagli

Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour.

Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour. Centro di Solidarietà di Reggio Emilia/Italy Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour. Relazione 1: Il sistema della protezione di minori con problemi

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA

LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE DISCIPLINA IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE E DEI SERVIZI SOCIALI A CICLO RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE Fonte: BOLLETTINO

Dettagli

REGIONE PUGLIA P.O. FESR 2007-2013. I servizi per l infanzia. Roma 27 ottobre 2011

REGIONE PUGLIA P.O. FESR 2007-2013. I servizi per l infanzia. Roma 27 ottobre 2011 REGIONE PUGLIA P.O. FESR 2007-2013 Politiche nel campo dell inclusione sociale I servizi per l infanzia Roma 27 ottobre 2011 1 LE PRIORITA DEL WELFARE PUGLIESE Rimettere le persone al centro delle politiche

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA

LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA Istituzione del fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e loro nuclei familiari Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PUGLIA

Dettagli

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007 Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007 PRIMA BOZZA DI OSSERVAZIONI ANCI PIEMONTE SULLA BOZZA DI LEGGE DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI PROTEZIONE SOCIALE E CURA DELLE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI (TESTO DEL 6.11.2007)

Dettagli

IV.3 Politiche per l equità

IV.3 Politiche per l equità IV.3 Politiche per l equità L indice di povertà relativa, misurato con la metodologia comunitaria, è nel nostro paese del 19 per cento (quota della popolazione che vive sotto la linea di povertà relativa),

Dettagli

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 2041 Torino 5 dicembre 2007

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 2041 Torino 5 dicembre 2007 Prot. 2041 Torino 5 dicembre 2007 Osservazioni Anci Piemonte sullo schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia. Approvato

Dettagli

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO

Dettagli

Politiche di sostegno alla non autosufficienza

Politiche di sostegno alla non autosufficienza Politiche di sostegno alla non autosufficienza Sergio Pasquinelli Istituto per la Ricerca Sociale Milano 26 Settembre 2013 I problemi di partenza La proposta in sintesi Domande e risposte Più in dettaglio

Dettagli

Impatto di genere nel passaggio dal sistema retributivo al contributivo

Impatto di genere nel passaggio dal sistema retributivo al contributivo Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori Impatto di genere nel passaggio dal sistema retributivo al contributivo Contributo della CISL a cura di: - Sociale, Fisco, Previdenza, Formazione Sindacale

Dettagli

Disabilità e condizione sociale

Disabilità e condizione sociale 1 Organizzazione dei Servizi Sociali Anziani Scienze filosofiche e dell educazione Prof. Mauro Serio 2 Disabilità e condizione sociale 3 Il lavoro di cura lavoro di cura svolto da un familiare, quindi

Dettagli

Il nuovo Isee: novità e continuità

Il nuovo Isee: novità e continuità Regione Emilia-Romagna Seminario PRIMO APPROFONDIMENTO SUL NUOVO ISEE Il nuovo Isee: novità e continuità Stefano Toso Università di Bologna 3 aprile 2014 Auditorium, Viale Aldo Moro 18, Bologna Il vecchio

Dettagli

IL MODELLO DEL DISTRETTO FAMIGLIA

IL MODELLO DEL DISTRETTO FAMIGLIA Progetto di gemellaggio Agire POR PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013 PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO REGIONEPUGLIA IL MODELLO DEL DISTRETTO FAMIGLIA Bari 25 settembre 2012 AGIRE POR - PROGETTO

Dettagli

IL NUOVO PATTO PER IL WELFARE

IL NUOVO PATTO PER IL WELFARE IL NUOVO PATTO PER IL WELFARE di REGIONE LOMBARDIA BOZZA documento da sottoporre all Assemblea dei Sindaci Ambito Valle Brembana per l inoltro in Regione Lombardia Regione Lombardia imposta tutta la sua

Dettagli

D.P.C.M. 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

D.P.C.M. 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Testo vigente alla data del 22 febbraio 2013 D.P.C.M. 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l'art.

Dettagli

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale «Da RSA a centro di servizi: una sfida da vincere» OSSERVATORIO SETTORIALE SULLE RSA 7 CONVEGNO ANNUALE RSA aperte al territorio nella prospettiva di Regione Lombardia Direzione Generale Famiglia, Solidarietà

Dettagli

Interventi a favore dei Minori

Interventi a favore dei Minori Interventi a favore dei Minori L ambito degli interventi a favore dei minori risulta strategico nel processo di ridefinizione del sistema di welfare locale. Il panorama dei servizi per minori che si offre

Dettagli

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE Allegato alla determinazione direttoriale n. 681/000/DIG/14/0024 del 06.06.2014 ART. 1 PRINCIPI GENERALI Il servizio Educativa Territoriale si inserisce come

Dettagli

Programma di sviluppo della partecipazione comunitaria alla definizione del PlUS 2016/2018

Programma di sviluppo della partecipazione comunitaria alla definizione del PlUS 2016/2018 Tavoli TemaTiCi 2015 Programma di sviluppo della partecipazione comunitaria alla definizione del PlUS 2016/2018 Comunità solidale, welfare di tutti: costruiamo insieme il piano dei servizi alla persona

Dettagli

Interventi di prevenzione e promozione sociale

Interventi di prevenzione e promozione sociale Assistenziale aiuto e sostegno Sostegno psico-sociale Interventi integrativi e sostitutivi delle funzioni proprie del nucleo familiare Assistenza domiciliare Consultorio Mediazione familiare Tutela salute

Dettagli

1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? 3. Quali sono le strutture socioassistenziali per minori?

1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? 3. Quali sono le strutture socioassistenziali per minori? 1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? Le procedure per aprire una struttura socioassistenziale sono definite dalla normativa regionale. Il rappresentante

Dettagli

Istituto di formazione politica PEDRO ARRUPE Centro Studi Sociali

Istituto di formazione politica PEDRO ARRUPE Centro Studi Sociali Istituto di formazione politica PEDRO ARRUPE Centro Studi Sociali Palermo 31 maggio 2013 Rita Costanzo LIVEAS Il concetto di livelli essenziali di assistenza è stato introdotto dalla legge n. 328/2000,

Dettagli

CHIEDO ALLA REGIONE LAZIO IL MIO PROGETTO INDIVIDUALE

CHIEDO ALLA REGIONE LAZIO IL MIO PROGETTO INDIVIDUALE CHIEDO ALLA REGIONE LAZIO IL MIO PROGETTO INDIVIDUALE Che cos è la disabilità Può apparire ridondante ed inutile ritornare su questo concetto. Crediamo, invece, che non lo sia perché condividerne la definizione

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO

LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO "Norme in materia di autorizzazione all'apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali" Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE

Dettagli

ALLEGATO 1 BANDO DI GARA PER LACREAZIONE DI UNA SHORT LIST DI FORNITORI DI SERVIZI DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO DELLE DONNE

ALLEGATO 1 BANDO DI GARA PER LACREAZIONE DI UNA SHORT LIST DI FORNITORI DI SERVIZI DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO DELLE DONNE ALLEGATO 1 BANDO DI GARA PER LACREAZIONE DI UNA SHORT LIST DI FORNITORI DI SERVIZI DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO DELLE DONNE SERVIZI RIPARTITI PER TARGET DI RIFERIMENTO Centro diurno per

Dettagli

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO La legge regionale n. 20 del 6 novembre 2002, ed il relativo regolamento attuativo (n. 1 dell 8 marzo 2004) come più volte integrato e modificato,

Dettagli

SPERIMENTAZIONE LINEE GUIDA AFFIDO FAMILIARE

SPERIMENTAZIONE LINEE GUIDA AFFIDO FAMILIARE SPERIMENTAZIONE LINEE GUIDA AFFIDO FAMILIARE BUONE PRASSI PREMESSA L affidamento familiare, intervento di protezione e tutela nei confronti di minori temporaneamente privi di idoneo ambiente familiare,

Dettagli

Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare

Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare Indice Affidamento familiare Più forme di accoglienza I veri protagonisti dell affidamento: i bambini La Famiglia del bambino La Famiglia affidataria

Dettagli

LE STRATEGIE DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ NELLA REGIONE LAZIO

LE STRATEGIE DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ NELLA REGIONE LAZIO Rita Visini Assessore alle Politiche sociali e allo sport, Regione Lazio, Italia 8 luglio 2014 La Costituzione della Repubblica italiana, all articolo 3, nella parte dedicata ai principi fondamentali sui

Dettagli

AsSaP Azione di Sistema per lo sviluppo di sistemi integrati di Servizi alla Persona

AsSaP Azione di Sistema per lo sviluppo di sistemi integrati di Servizi alla Persona CONVEGNO Servizi alla persona e occupazione nel welfare che cambia AsSaP Azione di Sistema per lo sviluppo di sistemi integrati di Servizi alla Persona REALIZZAZIONI E PROSPETTIVE Mario Conclave Roma,

Dettagli

Le professioni sociali Architettura di un modello di osservazione: profilo e tendenze della domanda e dell offerta sul mercato del lavoro regionale

Le professioni sociali Architettura di un modello di osservazione: profilo e tendenze della domanda e dell offerta sul mercato del lavoro regionale Le professioni sociali Architettura di un modello di osservazione: profilo e tendenze della domanda e dell offerta sul mercato del lavoro regionale Roberto Di Monaco Torino, 30 giugno 2010 Indice 1 - Obiettivi

Dettagli

Comune di ROCCASECCA DEI VOLSCI. Comune di SEZZE. Comune di SONNINO. Distretto Monti Lepini

Comune di ROCCASECCA DEI VOLSCI. Comune di SEZZE. Comune di SONNINO. Distretto Monti Lepini Comune di PRIVERNO Capofila Comune di BASSIANO Comune di MAENZA Comune di PROSSEDI Comune di ROCCAGORGA Comune di ROCCASECCA DEI VOLSCI Comune di SEZZE Comune di SONNINO Distretto Monti Lepini REFERENTE

Dettagli

Sala Operativa Sociale

Sala Operativa Sociale Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute 800440022 Sala Operativa Sociale Dott.ssa Angelina Di Prinzio Roma, 09 Novembre 2010 EVOLUZIONE DELLA DOMANDA SOCIALE Dai dati quantitativi e

Dettagli

REGIONE PUGLIA Assessorato Sanità e Servizi Sociali Settore Servizi Sociali

REGIONE PUGLIA Assessorato Sanità e Servizi Sociali Settore Servizi Sociali REGIONE PUGLIA Assessorato Sanità e Servizi Sociali Settore Servizi Sociali PIANO REGIONALE DELLE POLITICHE SOCIALI Interventi e Servizi Sociali in Puglia (approvato con Del. G.R. n. 1104/2004 in attuazione

Dettagli

MODULO 4 SERVIZI SVOLTI (Territorio, Rifiuti, Asili Nido e Sociale)

MODULO 4 SERVIZI SVOLTI (Territorio, Rifiuti, Asili Nido e Sociale) MODULO 4 SERVIZI SVOLTI (Territorio, Rifiuti, Asili Nido e Sociale) 1. GENERALITÁ Nel Modulo Servizi svolti Parte II, si chiede la quantificazione dei principali servizi svolti nell anno di rilevazione

Dettagli

RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO

RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO Il questionario deve essere compilato dal responsabile del presidio residenziale,

Dettagli

1 Le fonti internazionali

1 Le fonti internazionali INSEGNAMENTO DI LEGISLAZIONE MINORILE LEZIONE II LE FONTI DEL DIRITTO MINORILE PROF. GUIDA GIANLUCA Indice 1 Le fonti internazionali -----------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

DGR 399 DD. 20.2.2004 LA GIUNTA REGIONALE

DGR 399 DD. 20.2.2004 LA GIUNTA REGIONALE DGR 399 DD. 20.2.2004 LA GIUNTA REGIONALE VISTA la legge regionale 27 marzo 1996, n. 18 e successive modificazioni ed integrazioni ed in particolare l articolo 6, comma 1 della stessa; VISTA la legge 8

Dettagli

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 16/17/CU02/C8-C9 PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 16/17/CU02/C8-C9 PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 16/17/CU02/C8-C9 PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE DELEGA RECANTE NORME RELATIVE AL CONTRASTO ALLA POVERTÀ, AL RIORDINO DELLE PRESTAZIONI E AL SISTEMA DEGLI

Dettagli

R E G I O N E P U G L I A AREA POLITICHE PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE

R E G I O N E P U G L I A AREA POLITICHE PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE di R E G I O N E P U G L I A AREA POLITICHE PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE DELLE PERSONE E DELLE PARI OPPORTUNITÀ ASSESSORATO AL WELFARE GLI INVESTIMENTI PER QUALIFICARE L OFFERTA DI STRUTTURE PER LE PERSONE

Dettagli

LINEE GUIDA PER UNA RIFORMA

LINEE GUIDA PER UNA RIFORMA A S S E S S O R A T O A L L E P O L I T I C H E S O C I A L I E A L L O S P O R T DISCIPLINA DEL SERVIZIO PUBBLICO DI ASSISTENZA DOMICILIARE SOCIO-ASSISTENZIALE E DELL ACCREDITAMENTO DEI SOGGETTI EROGATORI

Dettagli

Atto di indirizzo sull inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e delle persone deboli (L.R. 3 novembre 2006, n. 23)

Atto di indirizzo sull inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e delle persone deboli (L.R. 3 novembre 2006, n. 23) giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 1357 del 26 maggio 2008 pag. 1/7 Atto di indirizzo sull inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e delle persone deboli (L.R. 3 novembre 2006,

Dettagli

Un esperienza Servizio di Assistenza Domiciliare ai Minori creare legami per innescare

Un esperienza Servizio di Assistenza Domiciliare ai Minori creare legami per innescare Un esperienza Servizio di Assistenza Domiciliare ai Minori creare legami per innescare A cura di Dr.ssa BOVE Daniela Laura Cooperativa Sociale AMANI Comune di Brindisi Roma, 18 Gennaio 2010 cambiamenti

Dettagli

CNEL Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro La crisidegli affitti e il Piano di edilizia abitativa

CNEL Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro La crisidegli affitti e il Piano di edilizia abitativa CNEL Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro La crisidegli affitti e il Piano di edilizia abitativa Osservazioni e Proposte Assemblea 21 luglio 2010 1 21 luglio 2010 Indice Premessa...3 Introduzione...4

Dettagli

ore Sala Consiliare del Comune di Bellano

ore Sala Consiliare del Comune di Bellano ore Sala Consiliare del Comune di Bellano IL PERCORSO Valutazione del Piano di Zona 2009/2011 Definizione regole di partecipazione del Terzo Settore Definizione della nuova governance Definizione delle

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

COMUNE DI OLTRESSENDA ALTA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.

COMUNE DI OLTRESSENDA ALTA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D. COMUNE DI OLTRESSENDA ALTA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 21 del 29.09.2005

Dettagli

IL NUOVO SISTEMA DELL ACCOGLIENZA PER L INCLUSIONE SOCIALE

IL NUOVO SISTEMA DELL ACCOGLIENZA PER L INCLUSIONE SOCIALE COMUNE DI FIRENZE Assessorato alle politiche socio-sanitarie IL NUOVO SISTEMA DELL ACCOGLIENZA PER L INCLUSIONE SOCIALE 1. La situazione attuale Il sistema di accoglienza per adulti soli e madri con figli

Dettagli

CONVEGNO. INFODAY GUADAGNARE SALUTE 2011 Rendere più facili le scelte salutari con politiche integrate

CONVEGNO. INFODAY GUADAGNARE SALUTE 2011 Rendere più facili le scelte salutari con politiche integrate CONVEGNO INFODAY GUADAGNARE SALUTE 2011 Rendere più facili le scelte salutari con politiche integrate Udine, 27 settembre 2011 Il ruolo dei Comuni per la promozione della salute e la riduzione delle disuguaglianze

Dettagli

Accoglienza, diritto allo studio ed alla formazione professionale per i soggetti in esecuzione penale

Accoglienza, diritto allo studio ed alla formazione professionale per i soggetti in esecuzione penale Ministero della Giustizia DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA DIREZIONE CASA CIRCONDARIALE BARI Area Trattamentale Accoglienza, diritto allo studio ed alla formazione professionale per i soggetti

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PER LA REALIZZAZIONE DI APPALTI PUBBLICI CHE FACILITINO INSERIMENTI LAVORATIVI DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO

LINEE DI INDIRIZZO PER LA REALIZZAZIONE DI APPALTI PUBBLICI CHE FACILITINO INSERIMENTI LAVORATIVI DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Città di Minerbio Provincia di Bologna LINEE DI INDIRIZZO PER LA REALIZZAZIONE DI APPALTI PUBBLICI CHE FACILITINO INSERIMENTI LAVORATIVI DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Approvato con deliberazione

Dettagli

AMBITO TERRITORIALE ALTO SEBINO COMUNI DI: Bossico, Castro, Costa Volpino, Fonteno, Lovere, Pianico, Riva di Solto, Rogno, Solto Collina, Sovere

AMBITO TERRITORIALE ALTO SEBINO COMUNI DI: Bossico, Castro, Costa Volpino, Fonteno, Lovere, Pianico, Riva di Solto, Rogno, Solto Collina, Sovere AMBITO TERRITORIALE ALTO SEBINO COMUNI DI: Bossico, Castro, Costa Volpino, Fonteno, Lovere, Pianico, Riva di Solto, Rogno, Solto Collina, Sovere Indice Art. 1 - Individuazione del servizio - Tipologia

Dettagli

III.2. Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie Lfam) 80 Ivan Pau-Lessi

III.2. Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie Lfam) 80 Ivan Pau-Lessi Rivista del Servizio di sostegno pedagogico della scuola media numero 19 104 III.2. Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie Lfam) 80 Ivan Pau-Lessi

Dettagli

Le nuove geografie del lavoro di comunità. Università degli Studi di Bergamo Dipartimento scienze umane e sociali 21 ottobre 2013

Le nuove geografie del lavoro di comunità. Università degli Studi di Bergamo Dipartimento scienze umane e sociali 21 ottobre 2013 Le nuove geografie del lavoro di comunità Università degli Studi di Bergamo Dipartimento scienze umane e sociali 21 ottobre 2013 Il contesto nel quale si collocano le politiche di welfare L evoluzione

Dettagli

ANIMATORE di COMUNITÁ

ANIMATORE di COMUNITÁ M.I.U.R. ISTITUTO PROFESSIONALE di STATO per i SERVIZI SOCIO SANITARI Giuseppe Moscati Via Urbano II - Salerno - Tel. 089253151 Fax 089253794 Codice Fiscale: 80023220652 Codice Meccanografico: SARF04000N

Dettagli

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE Il Libro Bianco sul Welfare presentato dal Ministro del Lavoro si muove su uno scenario

Dettagli

Premessa Riferimenti normativi Attività socio-sanitarie ad alta integrazione sanitaria

Premessa Riferimenti normativi Attività socio-sanitarie ad alta integrazione sanitaria PAGINA 1 DI 5 ALLEGATO A Attività socio-sanitarie ad alta integrazione sanitaria e prestazioni sanitarie a rilevanza sociale della Società della Salute Zona Pisana Premessa La Società della Salute Zona

Dettagli

Il welfare nel quadro demografico che cambia

Il welfare nel quadro demografico che cambia Il welfare nel quadro demografico che cambia Giorgia Battaglia Federico Spandonaro Università di Roma Tor Vergata G. Battaglia - F. Spandonaro (Roma 22.3.2012) 1 / 30 Invecchiamento 24,0 % Over 75 21,0

Dettagli

ASSOCIAZIONE PROGETTO FILIPPIDE ASD Benemerita riconosciuta dal CIP

ASSOCIAZIONE PROGETTO FILIPPIDE ASD Benemerita riconosciuta dal CIP RILEVAZIONI ALLA PREMESSA DELLA PROPOSTA DI LEGGE CONCERNENTE SISTEMA INTEGRATO DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI SOCIALI DELLA REGIONE LAZIO Dopo la legge regionale del 9 settembre 1996 n. 38, che anticipava

Dettagli

LEGGE REGIONALE Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia

LEGGE REGIONALE Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia LEGGE REGIONALE Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia Art. 1: Finalità 1. La Regione Puglia programma, coordina e assicura

Dettagli

Bologna, 10 novembre 2011 Forum sulla non autosufficienza

Bologna, 10 novembre 2011 Forum sulla non autosufficienza U.N.A.SA.M. www.unasam.it mail: unasam@unasam.it Bologna, 10 novembre 2011 Forum sulla non autosufficienza Il Bilancio di Salute, strumento per la qualità della cura: interventi personalizzati integrazionee

Dettagli

Regolamento. L affido è istituito e regolamentato dalla Legge N.184/83, dalla Legge N.149/01 e dalla D.G.R 79-11035 del 17.11.2003.

Regolamento. L affido è istituito e regolamentato dalla Legge N.184/83, dalla Legge N.149/01 e dalla D.G.R 79-11035 del 17.11.2003. Regolamento Premessa L affidamento familiare aiuta i bambini ed i ragazzi a diventare grandi, nutrendo il loro bisogno di affetto e di relazione con figure adulte che si prendano cura di loro, al fine

Dettagli

Il nuovo Isee (DPCM 159/2013) e la non autosufficienza

Il nuovo Isee (DPCM 159/2013) e la non autosufficienza Il nuovo Isee (DPCM 159/2013) e la non autosufficienza Raffaele Fabrizio Direzione generale Sanità e politiche sociali Regione ER Seminari territoriali Piacenza, Reggio Emilia, Bologna, Cesena Cosa prevede

Dettagli

COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna)

COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna) COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna) REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO E LE MODALITA DI ACCESSO AGLI INTERVENTI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con delibera di Consiglio

Dettagli

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

Bilancio dei Bambini

Bilancio dei Bambini Asili nido comunali: n iscritti 2009 2010 2011 Var. % anno 2011-2010 Numero di strutture Asili nido Capienza dei posti disponibili Numero posti attivati Numero iscritti 27 28 28-1.214 1.254 1.258 0,32%

Dettagli

SOCIALDI 19 aprile 2013 Il Terzo Settore protagonista del cambiamento sociale

SOCIALDI 19 aprile 2013 Il Terzo Settore protagonista del cambiamento sociale SOCIALDI 19 aprile 2013 Il Terzo Settore protagonista del cambiamento sociale Relazione di apertura della Portavoce Forum Terzo Settore Piemonte Anna Di Mascio Buongiorno a tutte e tutti, un saluto caloroso

Dettagli

Pietro Cerrito Segretario Confederale CISL

Pietro Cerrito Segretario Confederale CISL La bilateralità e il welfare contrattuale. Colf e Badanti, una risorsa per le famiglie e per la società futura. Roma 2 febbraio 2011 Auditorium Via Rieti, 11 ore 9.30-13.30 Pietro Cerrito Segretario Confederale

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Allegato alla Delib.G.R. n. 38/ 21 del 2.8.2005 Piano regionale dei servizi sociali Approvazione definitiva del testo sulla base delle osservazioni emerse nel corso delle consultazioni. Cap. 1.1 alla pag.

Dettagli

Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità

Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità Dott.ssa Serenella Martini Dipartimento per le Pari Opportunità Presidenza del Consiglio

Dettagli

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI Il tema della disabilità mette a prova tutti i passaggi dei cicli di vita delle persone. Attraverso le vicende biografiche di chi attraversa questa particolare condizione è possibile

Dettagli

Comune di Morlupo Provincia di Roma

Comune di Morlupo Provincia di Roma Prot. n. 8942 Morlupo, 27/07/12 OGGETTO: Attività sportive e culturali a favore di minori in età evolutiva provenienti da famiglie multiproblematiche e/o a rischio di devianza e minori disabili. PREMESSA

Dettagli

Fondi Pensione e Casse di Previdenza:

Fondi Pensione e Casse di Previdenza: Fondi Pensione e Casse di Previdenza: Cattolica Previdenza: un veicolo per gestire il rischio finanziario e demografico. Massimo Montecchio Responsabile Sistema di Offerta Vita e Previdenza Gruppo Cattolica

Dettagli

Assessorato alle Politiche Sociali. Partner dei cittadini. socialmenteutile GUIDA AI SERVIZI 2009/2010

Assessorato alle Politiche Sociali. Partner dei cittadini. socialmenteutile GUIDA AI SERVIZI 2009/2010 Assessorato alle Politiche Sociali Comune di Cagliari Partner dei cittadini socialmenteutile GUIDA AI SERVIZI 2009/2010 Breve guida per tutti i cittadini ai servizi sociali del Comune di Cagliari Comune

Dettagli

LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006, n. 20 Istituzione del Parco naturale regionale Isola di S. Andrea e litorale di Punta Pizzo Pag.

LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006, n. 20 Istituzione del Parco naturale regionale Isola di S. Andrea e litorale di Punta Pizzo Pag. Sped. in abb. Postale, Art. 2, comma 20/c - Legge 662/96 - Aut. DC/215/03/01/01 - Potenza Anno XXXVII BARI, 12 LUGLIO 2006 N. 87 Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia si pubblica con frequenza infrasettimanale

Dettagli

The social landscape in Bologna: problems and policies

The social landscape in Bologna: problems and policies The social landscape in Bologna: problems and policies Alessandro Martelli University of Bologna Faculty of Political Science Forlì, Department of Sociology DRAFT PLEASE DO NOT QUOTE! a.martelli@unibo.it

Dettagli

Programma Italia- Francia Marittimo Progetto Over To Over. Dipartimento Salute e Servizi Sociali Daniela Mortello

Programma Italia- Francia Marittimo Progetto Over To Over. Dipartimento Salute e Servizi Sociali Daniela Mortello Programma Italia- Francia Marittimo Progetto Over To Over Dipartimento Salute e Servizi Sociali Daniela Mortello Mercoledì 15 aprile 2015 Le Politiche Regionali per l Invecchiamento Attivo: quadro di riferimento

Dettagli

Famiglie, Giovani ed opportunità, interventi sociali per l infanzia e l adolescenza in Emilia-Romagna:

Famiglie, Giovani ed opportunità, interventi sociali per l infanzia e l adolescenza in Emilia-Romagna: Famiglie, Giovani ed opportunità, interventi sociali per l infanzia e l adolescenza in Emilia-Romagna: la legislazione di riferimento, alcune priorità di lavoro e di prospettiva Ferrara 15 gennaio 2013

Dettagli

LA PROGRAMMAZIONE DELL ASSISTENZA SOCIALE E I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SOCIALE

LA PROGRAMMAZIONE DELL ASSISTENZA SOCIALE E I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SOCIALE LA PROGRAMMAZIONE DELL ASSISTENZA SOCIALE E I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SOCIALE A cura di Amedeo Di Filippo Dirigente del Comune di Perugia 1) MODELLO ORGANIZZATIVO 2) PROGRAMMAZIONE SOCIALE 3)

Dettagli

PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, REGIONE PUGLIA, ANCI PUGLIA E TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BARI, LECCE,TARANTO

PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, REGIONE PUGLIA, ANCI PUGLIA E TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BARI, LECCE,TARANTO PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, REGIONE PUGLIA, ANCI PUGLIA E TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BARI, LECCE,TARANTO - Considerato in premessa che le parti impegnate nel presente Accordo

Dettagli

CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA. Proposta di legge di iniziativa del Consigliere: Giovanni MACCHIAVELLO

CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA. Proposta di legge di iniziativa del Consigliere: Giovanni MACCHIAVELLO Atti consiliari CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA ************************************************************************************************ VIII LEGISLATURA - DOCUMENTI - PROPOSTE

Dettagli

CONVEGNO IL NUOVO ISEE Quale impatto sulle famiglie e gli enti locali? Firenze, 14 luglio 2015

CONVEGNO IL NUOVO ISEE Quale impatto sulle famiglie e gli enti locali? Firenze, 14 luglio 2015 CONVEGNO IL NUOVO ISEE Quale impatto sulle famiglie e gli enti locali? Firenze, 14 luglio 2015 GLI EFFETTI DELLA RIFORMA SULLE FAMIGLIE TOSCANE Letizia Ravagli e Nicola Sciclone Sulla crisi, il welfare

Dettagli

Art. 2 Finalità. LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 31. Norme regionali per l esercizio del diritto all istruzione

Art. 2 Finalità. LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 31. Norme regionali per l esercizio del diritto all istruzione Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 196 del 7-12-2009 25631 LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 31 Norme regionali per l esercizio del diritto all istruzione e alla formazione. La seguente legge:

Dettagli

QUADRO NORMATIVO IN TEMA DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO. LA RATIO DI UN ANALISI NORMATIVA

QUADRO NORMATIVO IN TEMA DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO. LA RATIO DI UN ANALISI NORMATIVA QUADRO NORMATIVO IN TEMA DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO. LA RATIO DI UN ANALISI NORMATIVA Come è noto la programmazione dei fondi comunitari trae sempre origine da una analisi del contesto territoriale a

Dettagli

Il lavoro che include: approcci e strumenti in una prospettiva europea Cristina Berliri

Il lavoro che include: approcci e strumenti in una prospettiva europea Cristina Berliri Verso un Il lavoro che include: approcci e strumenti in una prospettiva europea Cristina Berliri Bologna, 10 novembre 2015 FAVORIRE L INGRESSO AL LAVORO E L INCLUSIONE SOCIALE DI PERSONE FRAGILI E VULNERABILI:

Dettagli

La Strategia Regionale per la promozione attiva della domiciliarità mediante l introduzione di modelli innovativi nella gestione dei servizi

La Strategia Regionale per la promozione attiva della domiciliarità mediante l introduzione di modelli innovativi nella gestione dei servizi La Strategia Regionale per la promozione attiva della domiciliarità mediante l introduzione di modelli innovativi nella gestione dei servizi Annalisa Faggionato Palmanova, 29 giugno 2011 Evoluzione del

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FONDO SOCIALE EUROPEO 2007-2013

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FONDO SOCIALE EUROPEO 2007-2013 UNIONE EUROPEA REGIONE SICILIANA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA Assessorato regionale del Lavoro, della Previdenza Sociale, della Formazione Professionale e dell Emigrazione Dipartimento regionale

Dettagli

Area tematica: Sviluppo di un welfare comunitario e solidale

Area tematica: Sviluppo di un welfare comunitario e solidale Area tematica: Sviluppo di un welfare comunitario e solidale o Tutelare quantità e qualità delle prestazioni sociali di fronte alle trasformazioni del contesto politico e finanziario, e della struttura

Dettagli

Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare

Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare 1 Relazione Il caregiver familiare

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ECONOMICI AI FINI SOCIO-ASSISTENZIALI

REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ECONOMICI AI FINI SOCIO-ASSISTENZIALI COMUNE DI PONTI SUL MINCIO PROVINCIA DI MANTOVA Ufficio Segreteria REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ECONOMICI AI FINI SOCIO-ASSISTENZIALI INDICE ART. 1 - ART. 2 - ART. 3 - ART. 4 - ART.

Dettagli