2.1. Le regole dell art c.c.

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1 Il danno da circolazione di veicoli nell art c.c.

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3 Il danno da circolazione di veicoli nell art c.c. 2. Il danno da circolazione di veicoli nell art c.c Le regole dell art c.c. L art c.c. fissa le seguenti regole: - il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno; - nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli; - il proprietario del veicolo (oppure l usufruttuario o l acquirente con patto di riservato dominio) è responsabile in solido con il conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. In ogni caso le persone suindicate sono responsabili dei danni derivati da vizi di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo. L osservanza delle regole generali di prudenza. A tali disposizioni è sotteso l obbligo fondamentale del conducente, consistente nell osservanza degli obblighi, generici o specifici, della prudenza e della diligenza. L art. 142 del Codice della strada prevede che, ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana, in centro abitato - qual è pacificamente considerato il luogo dove l incidente si è verificato - la velocità dei veicoli non può superare i 50 km orari. L art. 141 impone al conducente di regolare la velocità del proprio veicolo in modo da evitare ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose e di porsi sempre nelle condizioni di mantenerne il controllo; in particolare, detta norma prevede che il conducente deve regolare la velocità in prossimità delle intersezioni stradali. L art. 145, ancora in tema di intersezioni stradali, dispone che il conducente, approssimandosi ad esse, deve usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti. Di tale complesso normativo occorre tenere conto nel valutare la condotta di guida, poiché non si può mai prescindere dalla verifica del rispetto, da parte dello stesso, delle regole di prudenza generiche (diligenza, prudenza, perizia) e specifiche (rispetto di leggi, regolamenti, ordini e discipline): ad es., l obbligo di ridurre la velocità all approssimarsi di un incrocio e di impegnare con prudenza e a velocità moderata l area del crocevia sussiste anche a carico di colui che circoli su strada che assegni il diritto di precedenza ovvero che, in presenza di un semaforo, abbia il segnale di via libera, perché il diritto di precedenza non esonera il conducente dall obbligo di porre la massima attenzione ai pericoli che possano sorgere da comportamenti illeciti Limite di velocità 25

4 IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA RC AUTO o imprudenti tenuti da altri utenti della strada i quali non gli accordino la dovuta precedenza (Cass. pen., IV, 24121/2011). Del resto, la giurisprudenza (Cass /1991, 12789/2000, 40301/2007) ha sempre affermato che l obbligo di ridurre la velocità all approssimarsi a un incrocio e di impegnare con prudenza, a una velocità particolarmente moderata, l area di un crocevia, non ammette deroghe e sussiste a carico di ogni conducente, anche di colui che circoli su una strada che assegni il diritto di precedenza o che, in presenza di un impianto semaforico, abbia il segnale di via libera, poiché, come accennato, il diritto di precedenza non solleva il conducente dall obbligo di porre la massima attenzione riguardo ai pericoli che possano sorgere da comportamenti illeciti o imprudenti da parte di altri utenti della strada che, non attenendosi ai segnali, non gli accordino la dovuta precedenza Circolazione di mezzi militari in zone riservate. L art c.c., pur applicandosi alla circolazione di tutti i veicoli senza far distinzione ed essendo norma di favore per le vittime della circolazione, non ha la funzione di garantire anche la circolazione in un contesto di esercitazioni a mezzo di veicoli militari compiute in zone riservate e chiuse al traffico di veicoli civili. La circolazione stradale di cui all art è dunque diversa dalla circolazione per ragioni di difesa e azione militare, che devono restare riservate e coperte da ragioni di sicurezza nazionale, tanto da determinare l incriminazione degli intrusi. Non è dunque corretto ritenere applicabile, per analogia iuris, la norma dell art c.c. essendo radicalmente diverse le ragioni della circolazione di mezzi militari in una area delimitata e preclusa alla circolazione dei privati e per fini di esercitazione (Cass. 3681/2011) Sinistro avvenuto all estero a un cittadino italiano. In tema di risarcimento danni a persone derivanti da sinistro stradale avvenuto in uno Stato membro (Spagna) diverso da quello di residenza abituale del soggetto danneggiato, quest ultimo può scegliere, ai sensi dell art. 14 del Regolamento CE n. 864/2007, c.d. Roma II, che venga applicato il diritto italiano per la disciplina dell obbligazione risarcitoria (Trib. Varese ). Carattere sussidiario La presunzione di pari responsabilità. La presunzione di pari responsabilità sancita dall art. 2054, co. 2, c.c., ha carattere sussidiario e opera non solo quando non sia possibile stabilire il grado di colpa dei due conducenti, ma anche quando non sia possibile stabilire le cause e le modalità del sinistro; ne consegue che l accertamento

5 Il danno da circolazione di veicoli nell art c.c. della colpa, sia pure grave di uno dei conducenti, non esonera l altro dall onere di provare di aver fatto tutto per evitare l evento, al fine di escludere il concorso di colpa a suo carico (Cass. 8409/2011). L accertata esistenza di alcuni elementi concreti di colpa a carico di uno o di entrambi i conducenti dei veicoli scontratisi non impedisce il ricorso al criterio sussidiario della responsabilità presunta di pari grado di cui all art c.c., quando l impossibilità di accertamento delle circostanze di maggior rilievo influenti sulla dinamica del sinistro non consente di stabilire la misura dell incidenza causale riferibile alla condotta, pur sicuramente colposa, di uno o di entrambi i suoi protagonisti nella determinazione dell evento (Cass. 2327/2011). Diversa graduazione dell apporto causale colposo di ciascun conducente. La regola posta dall art. 2054, co. 2, c.c. non impone di considerare uguale l apporto causale colposo di ciascuno dei conducenti dei mezzi coinvolti in uno scontro soltanto perché non sia stato provato che uno dei due abbia fatto tutto il possibile per evitare il sinistro, ma consente, invece, che la colpa presunta di uno dei due possa concorrere con quella accertata dell altro anche con apporto percentuale diverso da quello paritetico (Cass /2011) Tamponamento a catena: la problematica individuazione delle responsabilità. Ai sensi dell art. 2054, co. 2 c.c., nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli e dalle persone che vi si trovano. La presunzione - giustificata dalla necessità di imporre una particolare prudenza nella circolazione veicolare e dalla difficoltà, in molti casi, di accertare in concreto la responsabilità nella causazione di un sinistro - è applicabile in ogni caso di scontro tra veicoli, a prescindere dalle modalità con cui esso sia avvenuto (Cass. 4754/2004). Essa, inoltre, attiene sia al nesso causale che alla colpevolezza dei conducenti dei veicoli scontratisi, rispetto all incidente. In sostanza, una volta che sia provato lo scontro (presupposto espresso per l applicazione della norma), in difetto di alternativa ricostruzione, si presume che esso sia conseguito in misura paritaria alle condotte di guida dei conducenti dei veicoli scontratisi e che dette condotte sia entrambe colpose (Cass. 3415/1988). In particolare, come la Cassazione ha avuto più volte modo di affermare (Cass. 8646/2003, 7020/1999), la norma trova applicazione anche nell ipotesi di tamponamento c.d. a catena di veicoli in movimento, con conseguente presunzione iuris tantum di colpa in egual misura a carico di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli tamponato e Presunzione di concorso di colpa 27

6 IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA RC AUTO tamponante, qualora non sia fornita da essi la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Operatività della presunzione solo rispetto ai veicoli intermedi Ipotesi del primo e ultimo veicolo 28 La giurisprudenza ha poi precisato che la presunzione trova applicazione solo con riguardo ai veicoli intermedi, con esclusione del primo e dell ultimo veicolo della colonna (Cass. 935/1995). Questa precisazione deve essere intesa nel senso che la presunzione ex art. 2054, co. 2, c.c. non può trovare applicazione nell ipotesi in cui si discuta della responsabilità per i danni patiti dal primo o dall ultimo dei veicoli della colonna. Nel caso di tamponamento a catena l applicabilità ai veicoli intermedi della presunzione di pari responsabilità è all evidenza giustificata dal fatto che i danni da essi patiti conseguono sia all urto con il veicolo che li precede sia a quello con il veicolo che li segue. In particolare, se rispetto ai danni nella parte posteriore si può affermare che essi sono senz altro imputabili a colpa esclusiva del tamponante (poiché il fatto stesso del tamponamento dimostra che questi non aveva rispettato la distanza di sicurezza), rispetto ai danni subiti nella parte anteriore può affermarsi che essi sono imputabili allo stesso danneggiato (per non avere, a sua volta, rispettato la distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante). In sostanza, in caso di veicolo intermedio, il fatto che l urto sia avvenuto sia nella parte anteriore sia in quella posteriore fa ragionevolmente ritenere, fino a prova contraria, che i danni verificatisi sono imputabili alla scorretta condotta di guida di entrambi i conducenti dei veicoli (in quanto entrambi non rispettosi della distanza di sicurezza rispetto a chi li precedeva) e giustifica, quindi, l applicabilità della presunzione ex art. 2054, co. 2, c.c. Nel caso del primo e dell ultimo veicolo, invece, manca lo scontro, rispettivamente, nella parte anteriore e in quella posteriore del mezzo. Pertanto, quanto al primo veicolo, gli unici danni patiti saranno quelli nella parte posteriore, i quali saranno all evidenza imputabili a colpa esclusiva del tamponante, per non avere rispettato la distanza di sicurezza, mentre nessuna violazione di obblighi di rispetto di distanze di sicurezza sarà ipotizzabile in capo al tamponato (difettando, appunto, un veicolo antistante). Quanto, invece, all ultimo veicolo, è ovvio che gli unici danni patiti saranno posizionati nella parte anteriore del mezzo e saranno in questo caso imputabili a responsabilità esclusiva dello stesso danneggiato, in quanto conseguenti al mancato rispetto da parte sua della distanza di sicurezza rispetto al penultimo veicolo ed in alcun modo imputabili a responsabilità di quest ultimo (atteso che il mancato rispetto della distanza di sicurezza anche da parte di questi rileva all evidenza solo rispetto ai danni da lui

7 Il danno da circolazione di veicoli nell art c.c. stesso subiti, mentre è del tutto irrilevante rispetto ai danni patiti dal veicolo che lo ha tamponato, ovvero dall ultimo della fila). Concludendo, può affermarsi che, in caso di tamponamento a catena, la presunzione di corresponsabilità ex art. 2054, co. 2, c.c. opera tra ciascuna coppia di tamponante e tamponato in riferimento ai danni patiti da tutti i veicoli della colonna, ad eccezione del primo (i cui danni, posti solo sulla parte posteriore, saranno a carico del secondo veicolo) e dell ultimo (i cui danni, posti nella parte anteriore, non sono imputabili al penultimo veicolo, bensì alla condotta del conducente dello stesso veicolo danneggiato). Pertanto, avuto specifico riguardo all ipotesi di scontro tra il penultimo e l ultimo veicolo: la presunzione di corresponsabilità opera senz altro laddove si discuta dei danni patiti dal penultimo veicolo (e da coloro che viaggiavano su di esso), con conseguente onere a carico del proprietario di questo che pretenda l intero risarcimento dei danni patiti di fornire la prova che anche l urto del suo mezzo con quello che lo precedeva (ossia con il terzultimo) è imputabile all ultimo veicolo, prova che potrà considerarsi raggiunta essenzialmente nel caso in cui si accerti che il penultimo veicolo, prima di esser tamponato dall ultimo, si era già fermato dietro al terzultimo, atteso che solo in questo caso non opererebbe a suo carico l obbligo di rispetto della distanza di sicurezza rispetto al mezzo antistante, che sussiste solo in ipotesi di veicoli in movimento; in difetto di detta prova l ultimo veicolo (rectius: il conducente, il proprietario e l assicurazione dell ultimo veicolo) sarà tenuto al risarcimento di metà dei danni patiti dal penultimo veicolo e da coloro che lo occupavano; la presunzione di corresponsabilità non opera laddove si discuta dei danni patiti dall ultimo veicolo, da ritenersi senz altro imputabili esclusivamente all imprudente condotta di guida del suo conducente, per non avere rispettato la distanza di sicurezza rispetto al penultimo veicolo, che lo precedeva (Trib. Mantova, sez. dist. Castiglione delle Stiviere, ) Tamponamento di una colonna di veicoli in sosta. Mentre, come sopra evidenziato, nel tamponamento a catena di autoveicoli in movimento trova applicazione l art. 2054, co. 2, c.c. con conseguente presunzione iuris tantum di colpa in eguale misura in entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno, nel caso di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile delle conseguenze delle collisioni Ipotesi di scontro tra penultimo e ultimo veicolo 29

8 IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA RC AUTO è il conducente che le ha determinate tamponando da dietro l ultimo dei veicoli della colonna (Cass /2008) La ripartizione della responsabilità secondo la normativa europea. Di recente della materia si è occupata anche la Corte di giustizia (sent , causa C-484/2009), secondo la quale la disciplina dell assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, attualmente contenuta in un unica direttiva (direttiva 2009/103/ Cee) nella quale sono state trasfuse le disposizioni dettate dalle direttive emanate tra il 1972 e il 2005, non impedisce di emanare una normativa nazionale che, qualora una collisione tra due veicoli abbia causato danni senza che possa attribuirsi alcuna colpa ai conducenti, ripartisca la responsabilità per tali danni in proporzione al contributo causale di ciascuno dei veicoli al loro verificarsi e, in caso di dubbio, ripartisca detto contributo causale in eguale misura. Nelle pronunce intervenute in tale materia i giudici di Lussemburgo hanno riconosciuto la compatibilità con le regole dell Ue della normativa nazionale che consenta alla parte lesa di proporre ricorso contro l impresa di assicurazione dopo la fissazione di un termine ragionevole di pagamento inferiore al termine di tre mesi dalla richiesta di indennizzo (Corte giust , causa C-447/2004). Per contro, sono state censurate le disposizioni nazionali che: - negano la copertura assicurativa per i danni fisici causati alle persone che viaggiano in una parte di un autoveicolo non progettata né costruita con sedili per passeggeri (Corte giust , causa C-356/05); - negano o limitano in misura sproporzionata, in considerazione della corresponsabilità del passeggero nella causazione del danno subìto, il risarcimento a carico dell impresa di assicurazione (Corte giust , causa C-537/2003) La prova liberatoria. Per integrare la prova liberatoria dalla presunzione di colpa stabilita dall art. 2054, co. 3, c.c., non è sufficiente la dimostrazione che la circolazione del veicolo sia avvenuta senza il consenso del proprietario ma è, al contrario, necessario che detta circolazione sia avvenuta contro la sua volontà, la quale deve manifestarsi in un concreto comportamento ostativo specificamente inteso a vietare e impedire la circolazione del veicolo mediante l adozione di cautele tali che la volontà del proprietario non possa risultare superata (Cass /2011 ha confermato la sentenza di merito la quale aveva escluso che potesse integrare gli estremi della prova

9 Il danno da circolazione di veicoli nell art c.c. liberatoria anzidetta il mero fatto di consegnare, al titolare di autofficina, la vettura priva di assicurazione e bollo di circolazione, in quanto auto d epoca e da collezione). Inoltre, nell ipotesi di scontro tra veicoli, laddove sia stato accertato in concreto che uno dei due conducenti ha tenuto una condotta inequivocabilmente idonea a causare il danno (ad es., perdita del controllo del veicolo e invasione dell opposta corsia di marcia), l impossibilità per l altro conducente di fornire la prova liberatoria non implica l automatico addebito a quest ultimo di un concorso di colpa (Cass /2011). La presunzione di responsabilità paritaria e concorrente, sancita dall art c.c. in caso di scontri tra autoveicoli, si applica infatti nel caso in cui le risultanze probatorie non permettano di accertare in quale misura i conducenti abbiamo contribuito alla collisione. La prova liberatoria incombe su entrambi i soggetti coinvolti. Ciò sta a significare, in base all orientamento prevalente della giurisprudenza, che quando è accertata un infrazione da parte di uno dei conducenti, è necessaria la dimostrazione che l altro abbia rispettato le norme sulla circolazione: - Cass /2008: in tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, il giudice che abbia in concreto accertato la colpa di uno dei conducenti non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell altro dall art. 2054, co. 2, c.c., ma è tenuto ad accertare in concreto se l altro conducente abbia o meno tenuto una condotta di guida irreprensibile (nella specie, il giudice di merito aveva attribuito la colpa esclusiva nella causazione di un sinistro stradale al conducente di un ciclomotore che, intendendo svoltare alla propria sinistra, aveva segnalato tale intenzione con il braccio, entrando subito dopo in collisione con un motociclo che, provenendo da tergo, aveva iniziato una manovra di sorpasso a sinistra dell altro mezzo; la suprema corte, rilevato come il giudice di merito non avesse in alcun modo accertato se la condotta del conducente del motociclo si fosse uniformata alle prescrizioni dettate in tema di sorpasso dall art. 148 cod. strada, ha cassato la decisione di merito enunciando il riportato principio); - Cass /2007: in tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, la presunzione di pari responsabilità stabilita dal comma 2 dell art c.c. in caso di scontro di veicoli, ricorre non solo nei casi in cui sia certo l atto che ha causato il sinistro ma sia incerto il grado di colpa attribuibile ai diversi conducenti, ma anche quando non sia possibile accertare il comportamento specifico che ha causato il danno, con la conseguenza che, in tutti i casi in cui sia ignoto l atto generatore del sinistro, causa presunta dell evento devono ritenersi in eguale misura Accertamento della colpa di uno dei conducenti 31

10 IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA RC AUTO i comportamenti di entrambi i conducenti coinvolti nello scontro anche se solo uno di essi abbia riportato danni; detta presunzione può essere superata unicamente dalla duplice prova, posta a carica del danneggiato, che lo scontro è dipeso dal solo comportamento colposo dell altra parte e che il danneggiato ha fatto tutto il possibile per evitare il danno ; - Cass. 3193/2006: in tema di scontro tra veicoli, l accertamento in concreto della colpa di uno dei conducenti non comporta, di per sé, il superamento della presunzione di colpa concorrente dell altro, all uopo occorrendo che quest ultimo fornisca la prova liberatoria, ovvero la dimostrazione di essersi uniformato alle norme sulla circolazione e a quelle della comune prudenza, e di essere stato messo in condizioni di non potere fare alcunché per evitare il sinistro (nella specie, la suprema corte ha ritenuto censurabile la sentenza di merito perché non aveva accertato se l autovettura procedesse a una velocità non superiore a quella massima vigente all epoca del sinistro e se le condizioni ambientali non richiedessero una velocità inferiore). Invasione di corsia 32 Anche l invasione dell altra corsia commessa da uno dei conducenti non dispensa il giudice dal verificare anche il comportamento dell altro conducente al fine di stabilire se, in rapporto alla situazione di fatto accertata, sussista un concorso di colpa nella determinazione dell evento dannoso (Cass /2004). Tesi minoritaria Sembra discostarsi dall orientamento prevalente Cass. 9550/2009, secondo la quale la presunzione di pari responsabilità dei conducenti può essere superata dall accertamento in concreto che la condotta di uno dei conducenti ha avuto efficacia causale assorbente nella produzione dell evento dannoso; l assenza di colpa dell altro conducente può essere provata anche indirettamente tramite l accertamento del collegamento eziologico esclusivo dell evento dannoso con il comportamento dell altro conducente. Anche Cass. 5226/2006, pur non rinnegando il consolidato principio della presunzione di colpa concorrente anche in caso di accertamento positivo della responsabilità di uno dei conducenti, precisa che nell ipotesi in cui sia concretamente impossibile, per l altro conducente, fornire la dimostrazione di aver tenuto un comportamento conforme alle regole stradali e a quelle della comune diligenza, è escluso che gli si debba automaticamente addebitare un apporto causale colposo. Cass /2007 afferma che la presunzione di responsabilità paritaria e concorrente di cui all art c.c. non opera tutte le volte in cui risulti che il conducente abbia voluto lo scontro con dolo, non potendosi configurare un concorso tra una condotta colposa, da un lato, e una dolosa dall altro.

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