Insieme per crescere. Guida Paese Nigeria. Rödl & Partner Padova

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1 Insieme per crescere Guida Paese Nigeria Rödl & Partner Padova

2 Guida Paese Nigeria A cura di Avv. Eugenio Bettella Avv. Barbara Cavallin Dott.ssa Federica Scarso

3 Indice 1 ACRONIMI E ABBREVIAZIONI INFORMAZIONI GENERALI GEOGRAFIA E TERRITORIO POPOLAZIONE, LINGUA E RELIGIONE STORIA SOCIETÀ SISTEMA MONETARIO E FINANZIARIO FORMA DI STATO E FORMA DI GOVERNO RAPPORTI INTERNAZIONALI i. ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI ii. ORGANIZZAZIONI REGIONALI iii. UNIONE EUROPEA iv. ITALIA ECONOMIA SETTORE PRIMARIO i. AGRICOLTURA, ALLEVAMENTO E PESCA (a) AGRICOLTURA (b) ALLEVAMENTO (c) PESCA ii. PETROLIO E GAS NATURALE iii. ESTRAZIONE MINERARIA SETTORE SECONDARIO SETTORE TERZIARIO i. TURISMO ii. TELECOMUNICAZIONI iii. SERVIZI BANCARI E FINANZIARI iv. SERVIZI CONNESSI ALLO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DEL PAESE PRESENZA ITALIANA, STRANIERA E OPPORTUNITÀ D INVESTIMENTO

4 4 SISTEMA GIURIDICO FONTI DELL ORDINAMENTO i. FONTI SCRITTE (a) CONSTITUTION OF THE FEDERAL REPUBLIC OF NIGERIA (b) ACTS & LAWS (c) SHARIA (d) BYE-LAWS ii. FONTI NON SCRITTE (a) COMMON LAW (b) EQUITY (c) CUSTOMARY LAWS INVESTIMENTI DIRETTI i. QUADRO GIURIDICO DI RIFERIMENTO PER L INVESTITORE ii. STRUMENTI DELL INVESTIMENTO STRANIERO (a) TIPOLOGIE SOCIETARIE (b) GOVERNANCE (c) PROCEDURA DI COSTITUZIONE DI UNA SOCIETÀ DI DIRITTO NIGERIANO A PARTECIPAZIONE STRANIERA iii. LIQUIDAZIONE DELLA SOCIETÀ INVESTIMENTI INDIRETTI i. COMPRAVENDITA ii. DISTRIBUZIONE E FRANCHISING iii. AGENZIA iv. PARTECIPAZIONE AD APPALTI PUBBLICI DISCIPLINA DELLA PROPRIETÀ FONDIARIA i. QUADRO NORMATIVO ii. CONCESSIONI GOVERNATIVE, IL RIGHT OF OCCUPANCY iii. REGISTRI DISCIPLINA DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE i. DIRITTO D AUTORE ii. MARCHIO

5 iii. BREVETTO iv. MODELLO INDUSTRIALE DISCIPLINA DEL LAVORO i. CONTRATTO DI LAVORO ii. LICENZIAMENTO iii. TUTELA DEL LAVORATORE iv. IMPIEGO DI LAVORATORI STRANIERI DISCIPLINA DELLA LIBERA PROFESSIONE SISTEMA TRIBUTARIO IMPOSTE DIRETTE i. PERSONE GIURIDICHE ii. PERSONE FISICHE IMPOSTE INDIRETTE i. IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO ii. BARRIERE TARIFFARIE / POLITICA DOGANALE (a) IMPORTAZIONE (b) ESPORTAZIONE (c) REGIME DELLE SOCIETÀ IN FREE TRADE ZONE / EXPORT PROCESSING ZONE INCENTIVI E AGEVOLAZIONI FISCALI SISTEMA GIUDIZIARIO ORGANIGRAMMA GIURISDIZIONALE ARBITRATO E SISTEMI ALTERNATIVI DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE i. ARBITRATO ii. CONCILIAZIONE ALLEGATO 1 - ELENCO PRODOTTI IMPORTAZIONE VIETATA/DAZI APPLICATI ALL'IMPORTAZIONE..59 ALLEGATO 2 - FREE TRADE ZONES MAP..70 ALLEGATO 3 - ELENCO PIONEER INDUSTRIES & PRODUCTS..72 ALLEGATO 4 - IMPORT/EXPORT - DATI

6 1. Acronimi e abbreviazioni ACP Countries Paesi Africani, Stati Caraibici e del Pacifico ANPP All Nigeria People s Party ATA Agricultural Transformation Agenda AU African Union BEI Banca Europea per gli Investimenti BRICS Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica CAC Corporate Affairs Commission CACS Commercial Agriculture Credit Scheme CAMA Companies and Allied Matters Act CBN Central Bank of Nigeria CERPAC Combined Expatriate Resident Permit and Alien Card COREN Council for the Regulation of Engineering in Nigeria EBID ECOWAS Bank for Investment and Development ECOMOG Economic Community of West African States Monitoring Group ECOWAS Economic Community of the Western African States EEAS European External Action Service EPZ Export Processing Zone FES Fondo Europeo di Sviluppo FIRS Federal Inland Revenue Service FMI Federal Ministry of Interior FTZ Free Trade Zone ICE Istituto per il Commercio Estero IDE Investimento diretto estero IFAD International Fund for Agricultural Development ITF Industrial Training Fund N-11 Goldman Sachs Next Eleven Economies (Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Corea, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia e Vietnam) NAPTIP National Agency for the Prohibition of Traffic In Persons NCC Nigerian Communications Commission NEPC Nigerian Export Promotion Council NEPZA Nigerian Export Processing Zones Authority NERC Nigerian Electricity Regulatory Commission NHF National Housing Fund NHIS National Health Insurance Scheme NIFA Nigerian International Franchise Association NIPC Nigerian Investment Promotion Commission NIRSAL Nigerian Incentive-Based Risk Sharing System for Agricultural Lending NIS Nigeria Immigration Service NNPC Nigerian National Petroleum Corporation NOTAP National Office for Technology Acquisition and Promotion NPF Nigerian Police Force NSE Nigerian Stock Exchange NSITF National Social Insurance Trust Fund OAU Organisation of African Unity OGFZA Oil and Gas Free Zones Authority OIC Organisation of Islamic Cooperation OPEC Organization of the Petroleum Exporting Countries 4

7 OSIC PAYE PDP PENCOM REC SEC SON SONCAP STR TWP UE UN WIPO WTO One Stop Investment Centre Pay-As-You-Earn system People s Democratic Party Pension Commission Regional Economic Community Securities & Exchange Commission Standards Organisation of Nigeria Standards Organisation of Nigeria Conformity Assessment Programme Subject To Regularization (permit) Temporary Work Permit Unione Europea United Nations World Intellectual Property Organisation World Trade Organization 5

8 2. Informazioni generali 2.1 Geografia e territorio La Repubblica Federale Nigeriana (Federal Republic of Nigeria) conta attualmente 36 Stati federati, cui si deve aggiungere il territorio della capitale federale, Abuja. Il Paese è situato sulla costa ovest dell Africa, circa 650 km. a nord dell Equatore, e si estende su un area di oltre km2 (ovverosia l estensione di Francia, Germania e Belgio insieme). La Nigeria si affaccia a sud - in corrispondenza del Golfo di Guinea - sull Oceano Atlantico, confina ad est con il Camerun, a nord-est - seppure per un breve tratto - con il Ciad, a nord con il Niger e infine ad ovest con il Benin. Procedendo da sud verso nord, il territorio nigeriano è caratterizzato da coste paludose, dietro le quali si estendono ampie pianure coperte da foreste tropicali; al di là delle pianure, gli altopiani collinari boscosi precedono la savana e le zone semidesertiche del Sahel, in prossimità del bacino del lago Ciad. Escludendo i rilievi dell altopiano centrale, le principali montagne si trovano ad est, nella zona di confine con il Camerun. Il territorio è attraversato da due grandi fiumi, il Niger e il Benue, che confluiscono formando una Y e dividendo il Paese in tre aree abitate dalle principali etnie nigeriane. In prossimità del delta del fiume Niger - una foce fra le più grandi al mondo - si svolgono importanti attività estrattive (in particolare, petrolio e gas naturale), le quali hanno determinato significativi cambiamenti paesaggistici; a partire dagli anni 60, infatti, sono state realizzate imponenti strutture destinate non solo all estrazione, ma anche alla lavorazione delle materie prime estratte (raffinazione e stoccaggio) e al loro successivo trasporto verso i mercati esteri (ad esempio, la struttura portuale e gli impianti di raffinazione di Port Harcourt). Il clima è di tipo tropicale, sebbene si registrino marcate differenze tra il nord e il sud del Paese. Generalmente, si considerano due sole stagioni in Nigeria - quella c.d. secca e quella c.d. delle piogge - le quali risentono fortemente dell influenza dei venti che spirano sul continente tanto da nord-est (Harmattan, vento caldo e carico delle sabbie del deserto: stagione secca) quanto da sudovest (monsoni, venti carichi di umidità: stagione delle piogge). Al nord, la stagione secca comincia in novembre e prosegue fino ad aprile, mentre al sud è più breve e va da dicembre a febbraio, con temperature medie comprese fra i 25 e i 40 celsius; durante la stagione monsonica, al sud, l umidità dell aria può raggiungere anche il 95%. 6

9 2.2 Popolazione, lingua e religione Con circa 174 mln. di abitanti 1 la Nigeria è il Paese più popoloso dell Africa e il 7 più popoloso al mondo. Malgrado l aspettativa di vita - tanto maschile che femminile - sia la più bassa fra i Paesi dell Africa occidentale (47 anni), il tasso di crescita della popolazione è elevato (+2,8%, secondo i dati comunicati dalla World Bank e riferiti al 2012), e si ritiene che quest ultima eguaglierà quella degli Stati Uniti entro il È possibile individuare oltre 250 gruppi etnici e molteplici differenti idiomi locali, ma la lingua ufficiale del Paese è l inglese; le etnie più popolose e politicamente influenti sono quella degli Hausa-Fulani (29%), quella degli Yoruba (21%) e quella degli Igbo (18%). Oltre ad Abuja (capitale federale, circa abitanti), si annoverano 7 importanti città che contano oltre 1 mln. di abitanti: Lagos (circa 9 mln.), Ibadan (circa 3,5 mln.), Kano (circa 3,6 mln.), Port Harcourt (circa 1,15 mln.), Kaduna (circa 1,6 mln.), Benin City (circa 1,12 mln.) e Maiduguri (circa 1,12 mln.). La maggior parte della popolazione è di religione musulmana - sunnita - e vive nelle regioni del nord del Paese (50,4%), mentre è prevalentemente cristiana la restante parte, localizzata nelle regioni centrali e del sud; il numero di coloro che professano culti locali tradizionali di tipo animista (circa 1,4%) è ormai esiguo. 2.3 Storia Come altri Stati dell area centro-occidentale dell Africa, anche la Nigeria è stata soggetta al dominio coloniale anglosassone, il quale, venuto meno con la dichiarazione d indipendenza (1960) e il successivo riconoscimento del Paese come stato sovrano a forma repubblicana (1963), si riflette oggigiorno nell appartenenza della Nigeria al sistema del Commonwealth. Prima di essere colonia britannica sotto la denominazione di Colony and Protectorate of Nigeria (e diviso in questa circostanza in 4 principali regioni amministrative), il Paese ha conosciuto molteplici forme di governo, ciascuna propria all etnia che abitava il particolare territorio considerato e ciascuna con un livello di organizzazione e gerarchizzazione, anche politico, autonomo e indipendente. Gli anni successivi all indipendenza del Paese sono stati caratterizzati da un quadro politico di estrema incertezza e precarietà, durante il quale si sono succeduti, alternandosi, dal 1966 e per oltre 30 anni, molteplici governi militari, con una sola breve parentesi di potere civile tra il 1979 e il Nel 1979 il generale cristiano - di etnia Yoruba - Olusegun Obasanjo, ha ceduto il proprio potere e indetto elezioni presidenziali, vinte da Shehu Shangari, rimasto in carica, seppure in un contesto sociale di estrema tensione, fino al 1983, quando il golpe guidato dal generale musulmano Muhammadu Buhari ha nuovamente sottratto il potere alla sovranità popolare. Si ricordano, inoltre, gli anni tra il 1967 e il 1970 durante i quali la Nigeria, in seguito alla secessione della regione sud-orientale del Biafra, è stata teatro di una sanguinosa guerra civile iniziata dall etnia Igbo e sostenuta dalla Francia (interessata alle abbondanti risorse petrolifere dell area); il conflitto si è concluso con la sconfitta della fazione secessionista, la riannessione del territorio alla Nigeria e oltre 1 mln. di morti ripartiti fra le due opposte fazioni. Il regime militare di maggiore rilievo e più lunga durata è stato quello del generale Ibrahim Babaginda (al potere dal 1985 al 1993), durante il quale la Nigeria è entrata a far parte dell Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC); questa scelta ha, tuttavia, alimentato le tensioni politiche, religiose e sociali 1 Fonte: CIA World Factbook, dati luglio Le previsioni delle Nazioni Unite stimano che la popolazione della Nigeria raggiungerà 113,4 mln. di persone entro il 2030 e 167,2 mln. entro il

10 all interno del Paese e scatenato rivolte sistematicamente sedate dall esercito nella violenza e nel sangue (ad esempio, nel 1992, nello Stato settentrionale di Kano, oltre appartenenti a gruppi religiosi diversi sono morti negli scontri di piazza). Nel 1999 il generale Abdulsalami Abukabar, successore del generale Sani Abacha - morto in circostanze sospette - ha portato la Nigeria ad un governo civile attraverso la legalizzazione del multipartitismo e le libere elezioni, vinte con largo margine dall ex generale Olusegun Obasanjo (esponente del PDP), rappresentante cristiano dell etnia Yoruba. Il governo civile di Obasanjo, primo firmatario della vigente Costituzione del 1999, è stato fortemente sostenuto dagli Stati Uniti e si è concluso, dopo una rielezione del Presidente nel 2003 (caratterizzata da brogli, irregolarità, tensioni e violenze contro gli oppositori dell ANPP) con il ritiro dalla vita politica di quest ultimo, nel Fra gli anni del suo potere si ricorda in particolare il 2000, quando gli esponenti politici di 12 Stati federati del nord musulmano hanno sfidato il testo costituzionale introducendo la Sharia (vedi, infra, cap. 4.1 i. lett. (c)) come legge civile e penale nei territori di loro influenza, scelta che ha portato a cruenti scontri con le rappresentanze minoritarie cristiane locali e innescato, in seguito, disordini e conflitti in tutto il Paese. Nel maggio del 2007, a seguito di nuove elezioni (anch esse ampiamente contestate dagli oppositori politici risultati sconfitti), è cominciata la presidenza di Umaru Musa Yar Adua (PDP), di religione musulmana, conclusasi pochi anni dopo, nel 2010, alla sua morte. L allora vice presidente, Goodluck Ebele Azikiwe Jonathan, ha quindi ricoperto la carica rimasta vacante fino alla fine del mandato presidenziale e, successivamente, è stato confermato nel ruolo alle elezioni del Gli osservatori internazionali ritengono che le elezioni del 2011 si siano svolte, pur con alcune riserve, senza brogli o forme di ingerenza esterna. Grande è l attesa degli investitori stranieri per le prossime elezioni, previste nell aprile del 2015, che dovrebbero portare all alternanza di un candidato di origine musulmana nel ruolo di Capo dello Stato. 2.4 Società La Nigeria, oltre agli scontri di matrice religiosa ed etnica, è stata per lungo tempo segnata da episodi di violenza legati a motivi economici, perpetrati al fine di ottenere il controllo sulle risorse minerarie e sulle materie prime di cui è particolarmente ricco il Paese, soprattutto negli Stati meridionali. La contrapposizione tra la comunità cristiana e quella musulmana appare evidente già ad un primo esame della loro distribuzione geografica all interno del territorio nazionale: il sud è prevalentemente cristiano mentre il nord nettamente musulmano. A marcare le vicende di cronaca degli ultimi anni sono stati soprattutto i conflitti tra il gruppo islamista Boko Haram 3 e le truppe governative; gli scontri, dapprima localizzati nelle regioni nord-orientali del Paese, si sono, nel periodo più recente, diffusi anche nelle regioni centrali della Nigeria. L eco internazionale che hanno avuto tali vicende hanno contribuito a trasmettere, nel mondo, l immagine di un Paese ancora conflittuale e in via di stabilizzazione politica. Per quanto riguarda gli Stati meridionali della Nigeria, si sono verificati, soprattutto in passato, scontri tra etnie minori per il controllo delle terre coltivabili e dei pascoli, senza connotazione a sfondo religioso né incidenza sul piano politico ed economico. Numerose sono state anche le proteste, concentratesi soprattutto nella regione del delta del fiume Niger, tra il 2004 e il 2009, occasionate dall ineguale distribuzione dei proventi, frutto delle attività 3 Il nome Boko Haram, nella lingua Hausa, significa, l educazione occidentale è vietata. La milizia, attualmente capeggiata da Abubakar Shekau, vorrebbe una nazione in cui la religione islamica sia rigidamente applicata e la cultura occidentale rigorosamente vietata. 8

11 estrattive, che hanno contribuito ad alimentare focolai di malcontento, ultimamente circoscritti e controllati. 2.5 Sistema monetario e finanziario La moneta è il Naira (simbolo: ; codice: NGN). Il cambio con il dollaro statunitense (USD) è 1:162, mentre il rapporto con l euro ( ) è 1: A gennaio 2014 il tasso di inflazione è risultato stabile rispetto ai 4 mesi precedenti (8%) 5. In Nigeria è presente una borsa valori - il Nigerian Stock Exchange 6 (NSE) - fondata nel 1960 e avente la propria sede principale a Lagos con ulteriori filiali nelle maggiori città del Paese, come Abuja, Ibadan, Onitsha, Kano, Port Harcourt, Kaduna e Benin City. L NSE si autodisciplina (c.d. self-regulatory organism) attraverso il Council Members for the Operations of the Exchange ma è altresì sottoposto alla Security & Exchange Commission (SEC), autorità amministrativa istituita dall Investments & Securities Act e preposta, tra le altre funzioni, alle attività di sorveglianza delle regole del mercato, nonché a quelle di controllo e di sanzione delle pratiche di manipolazione dei prezzi di compravendita dei titoli. L NSE è membro della World Federation of Exchanges e anche co-fondatore dell African Securities Exchange Association 7, organismo costituito nel 1993 che ad oggi conta 24 membri. Grazie all abrogazione delle normative che impedivano agli investitori stranieri di operare nel mercato finanziario nigeriano 8, gli investimenti stranieri sono aumentati nel corso degli ultimi anni (+36% tra il 2007 e il 2013; e, più in particolare, +3,4% nel 2010, +7,9% nel ). A fine gennaio 2014, l NSE ha registrato un flusso di transazioni di natura straniera (Foreign Portfolio Investment) pari a USD 89,67 bn., che corrisponde al 49,28% del totale delle transazioni del mercato azionario. Complessivamente (domestic & foreign transactions), l NSE ha visto il volume delle transazioni finanziarie crescere del 9,22% tra gennaio 2013 e gennaio Forma di Stato e di Governo i Forma di Stato La Nigeria è una democrazia pluralistica di tipo federale: l esercizio dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario compete, pertanto, agli organi istituzionali dei singoli Stati membri. A livello federale, il potere legislativo viene esercitato da un parlamento bicamerale (National Assembly 11 ) composto dal Senate membri - e dalla House of Representatives membri; i rappresentanti di entrambe le camere sono eletti con voto popolare per un mandato quadriennale. 4 Valori considerati al 31 maggio Yahoo finanza, convertitore di valuta. 5 Fonte: 6 Fonte: 7 Fonte: 8 Foreign Exchange (Monitoring and Miscellaneous Provisions) Decree, Section 15: Any person may invest in any enterprise or security, with foreign currency or capital imported into Nigeria through an Authorised Dealer either by telegraphic transfer, cheques or other negotiable instruments and converted into the naira in the Market in accordance with the provisions of this Act. 9 Fonte: International Monetary Fund country Report, n. 14/103, aprile Fonte: NSE Participation in Equity Trading Report, gennaio Fonte: 9

12 In particolare, il Senate (c.d. Upper House) è composto da 3 membri provenienti da ciascuno dei 36 Stati federati e da 1 membro rappresentante del territorio della capitale federale, mentre la House of Representatives (c.d. Lower House) è composta da rappresentanti scelti in seno al collegio elettorale di ciascuno Stato membro della Federazione. Le normative promulgate in seno alla National Assembly prendono il nome di Acts. A livello statale, il potere legislativo - relativamente alle materie devolute alla competenza statale dal testo costituzionale - viene esercitato dalla House of Assembly of a State 12, che nell ambito delle proprie facoltà emana Laws ovvero Bye-Laws aventi efficacia cogente entro i limiti territoriali dello Stato. Infine, a livello locale, un mero potere regolamentare è devoluto alle amministrazioni (c.d. Regulations). ii Forma di Governo La Nigeria è una repubblica federale di tipo presidenziale. Il Presidente della Repubblica Federale, che è altresì Capo del Governo e Comandante in Capo delle Forze Armate Nazionali, viene eletto a suffragio universale per una durata di 4 anni e per un massimo di 2 mandati consecutivi. Attualmente, il Capo di Stato e del Governo è il Presidente Goodluck Johnatan, in carica dal 16 aprile 2011; le prossime elezioni sono previste nel mese di aprile Anche in relazione al potere esecutivo, è possibile individuare 3 diversi gradi di governo in Nigeria, organizzati secondo la medesima gerarchia discendente innanzi esposta: federale, statale e locale. Gli organi istituzionali rappresentanti il potere esecutivo per ciascuno dei predetti 3 livelli (rispettivamente Capo del Governo e Ministeri; Governatore di Stato; Consigli Governativi Locali) esercitano le funzioni e le competenze riservate loro dalla Carta Costituzionale federale 13. Nell ambito del capitolo in esame, anticipando quanto sarà meglio descritto nel capitolo 6 della presente trattazione, dedicato al sistema giudiziario, con riferimento all esercizio di questo potere ci limitiamo a dire che, pur dovendo essere formalmente distinto e indipendente rispetto al potere esecutivo e a quello legislativo precedentemente descritti, la realtà pratica risulta ben diversa: le nomine dei giudici risentono infatti delle influenze esercitate dagli esponenti degli organi legislativi e esecutivi e non rispondono a criteri meritocratici di tipo concorsuale rigidamente fissati. Fermo restando quanto precede, in questo ambito la, la quale struttura l organizzazione giudiziaria su 2 livelli distinti, quello federale e quello statale. 2.7 Rapporti internazionali i. Organizzazioni internazionali La Nigeria è membro delle Nazioni Unite (UN) - organizzazione presso la quale aspira ad un seggio permanente in seno al Consiglio di Sicurezza quale rappresentante dell Africa - e anche della World Trade Organization (WTO). È altresì, dal 1963, Paese membro del Commonwealth 14 (con una interruzione tra il 1995 e il 1999), un associazione politica istituita nel 1949 che conta 53 Stati membri indipendenti e sovrani, free and equals [ ], freely cooperating in the pursuit of peace, liberty and progress Constitution of the Federal Republic of Nigeria, Section Constitution of the Federal Republic of Nigeria, Sections 5 e Fonte: 15 Fonte: Dichiarazione di Londra,

13 La Nigeria è membro fondatore dell Unione Africana 16 (AU) che, nata dall impegno dei Paesi membri della precedente Organizzazione dell Unità Africana (OAU), conta oggi l adesione della totalità dei Paesi africani, ad eccezione del Marocco (che ha lasciato spontaneamente l intesa), della Guinea-Bissau, dell Egitto e della Repubblica Centrafricana, temporaneamente sospesi in ragione della situazione di conflitto interno. Scopi dell AU sono principalmente: la promozione dello sviluppo e dell integrazione socio-economica nel continente, la collaborazione tra i Paesi membri e la diffusione dei principi della democrazia, della stabilità politica e del rispetto dei diritti umani. La Nigeria è anche Paese membro dell Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC; già Organizzazione della Conferenza Islamica), istituita nel 1969, di cui fanno parte 57 Stati e il cui scopo è dare una voce comune al mondo islamico. Infine, dal 1971 la Nigeria è parte dell Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), istituita allo scopo di coordinare e uniformare le politiche petrolifere degli Stati membri e di assicurare la stabilità dei prezzi di mercato del greggio, garantendo tanto la continuità della fornitura ai consumatori quanto i profitti dei produttori e degli investitori del settore. ii. Organizzazioni regionali La Nigeria fa altresì parte della Comunità Economica Regionale (REC) dei Paesi dell Africa occidentale 17 (ECOWAS), di cui ospita la sede principale nella capitale federale (Abuja), nonché dell ECOMOG, un esercito multi-nazionale istituito nel 1990 in esito all adesione al Protocollo di Mutua Assistenza per la Difesa da parte degli Stati membri dell ECOWAS e dispiegato in Sierra Leone (1997) e in Guinea-Bissau (1999) nel corso degli ultimi interventi. L ECOWAS - organizzazione regionale composta di 15 Paesi istituita con il Trattato di Lagos nel esercita la propria influenza su un territorio di circa 6 mln. di km 2, in cui vivono circa 318 mln. di persone e che genera un PIL di circa USD 395 bn. 18. L ECOWAS si propone principalmente di sostenere lo sviluppo e la crescita delle economie degli Stati membri, attraverso la creazione di una zona di libera circolazione delle merci e delle persone, l abolizione delle tariffe doganali interne, la cooperazione finanziaria, l implementazione della rete dei trasporti e delle telecomunicazioni, nonché ulteriori politiche comuni, orientate alla concretizzazione di un unione economica e monetaria regionale. In tale prospettiva, i governi dei Paesi membri hanno adottato, nel 2006, una risoluzione volta all introduzione e all applicazione di una Common External Tariff (CET), ovverosia una tariffa doganale comune applicabile ai beni importati nel territorio regionale; l entrata in vigore della CET, prevista inizialmente per gennaio 2014, è stata rinviata a gennaio La Commissione e la Banca per gli Investimenti e lo Sviluppo (EBID) sono le 2 principali istituzioni in seno all ECOWAS, destinate rispettivamente all individuazione e alla realizzazione dei programmi di sviluppo perseguiti dall Organizzazione. iii. Unione Europea Per quanto riguarda i rapporti con l Unione Europea (UE), va menzionata la Delegazione per la Nigeria e l ECOWAS - con sede ad Abuja, istituita nell ambito dell European External Action Service (EEAS). Sono attualmente in corso le negoziazioni tra l ECOWAS e l UE volte alla sottoscrizione di un accordo di partnership economica 19. La Nigeria è anche firmataria dell Accordo di Cotonou del 23 giugno 2000 (che sostituisce le precedenti Convenzioni di Yaoundé e di Lomé), concluso tra l UE e 79 Paesi dell Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP countries), avente ad oggetto la promozione dello sviluppo economico, sociale e 16 Fonte: 17 Fonte: 18 Fonte: World Bank, dati Fonte: 11

14 culturale dei Paesi ACP attraverso la loro integrazione nell economia mondiale e il sostegno e l incoraggiamento verso un clima politico stabile e democratico, finalizzati alla riduzione della povertà, alla pace e alla sicurezza; concluso per un periodo di 20 anni, l accordo può essere rivisto ogni 5 anni (e così già nel 2005 e nel 2010). Oltre al predetto Accordo, e anzi sulla base di questo, l Unione Europea e la Nigeria hanno definito e siglato nel 2008 le linee guida (Nigeria-EU Joint Way Forward) da seguire al fine di consolidare le loro relazioni e confermare il reciproco impegno verso il raggiungimento di obiettivi comuni. I principali strumenti finanziari e tecnici del partenariato tra l Unione Europea e i Paesi ACP sono il Fondo Europeo di Sviluppo 20 (FES) e le risorse della Banca Europea per gli Investimenti 21 (BEI). Il FES - che viene destinato per un periodo di circa 5 anni - non rientra ancora formalmente nel bilancio generale dell UE ma viene finanziato dagli Stati membri, dispone di regole finanziarie proprie ed è gestito da un Comitato nominato ad hoc. Nell ambito del 10 FES (relativo al periodo ), l Italia ha contribuito agli aiuti diretti alla Nigeria con circa 85 mln., a fronte dei complessivi circa 677 mln., e altresì con circa 74,6 mln., a fronte dei complessivi 597 mln., destinati all ECOWAS. Per quanto attiene alla Banca Europea per gli Investimenti, si segnalano, tra i progetti da quest ultima esaminati, quello per la costruzione del porto deepwater (ovverosia destinato a navi di grande pescaggio) di Lekki (circa 60 km ad est di Lagos) - approvato il 19 novembre e quello destinato all erogazione di un credito di 100 mln. a favore di 4 istituti di credito nigeriani. Questi ultimi andranno a finanziare progetti di piccole e medie dimensioni promossi da società private (che dovranno rispondere a criteri qualitativi congiuntamente fissati da organismi UE e locali), le quali potranno beneficiare di linee di credito a condizioni particolarmente favorevoli rispetto a quelle attualmente proposte dalle banche nigeriane ( Nigeria Second Tier Global Loan, firmato l 11 dicembre 2013 ma non ancora approvato dall organo direttivo preposto allo scopo). iv. Italia Per quanto riguarda le relazioni che intercorrono tra l Italia e la Nigeria, sono stati ratificati, in particolare, i seguenti accordi bilaterali: - Accordo per la Reciproca Promozione e Protezione degli Investimenti (firmato il a Roma e entrato in vigore il ); - Convenzione per evitare la doppia imposizione sui redditi derivanti dalla navigazione marittima e aerea (firmata il a Lagos e entrata in vigore l ). Inoltre, in tema di ristrutturazione del debito pubblico, nel 2005 l Italia ha concluso un accordo con la Nigeria e cancellato il credito vantato verso quest ultima, pari a 1,5 bn. Nell ambito della lotta al traffico dei migranti e all immigrazione illegale, è stato siglato un Accordo bilaterale di Cooperazione tra la Polizia di Stato Italiana e la Nigerian Police Force (NPF) il , sotto l egida del Segretario Generale dell Interpol. Infine, allo scopo di stabilire forme di coordinamento e di cooperazione nel perseguimento dell obiettivo congiunto della lotta contro il traffico di esseri umani, è stato siglato nel dicembre del 2010 un Protocollo di Intesa tra l Autorità Nigeriana per il Divieto del Traffico di Persone (NAPTIP) e l allora Procuratore Nazionale Antimafia italiano Pietro Grasso. 20 Fonte: 21 Fonte: 12

15 3. Economia La Nigeria rappresenta la maggiore realtà economica dell Africa occidentale e la seconda dell Africa subsahariana, dopo il Sudafrica. Secondo le previsioni espresse nel World Economic Outlook ad aprile , il PIL nigeriano avrebbe dovuto toccare quota USD 284 bn. entro dicembre del medesimo anno, mentre, per il 2014, si orientavano verso un valore pari a circa USD 304 bn. (cfr. nota n. 33); il tasso di crescita percentuale riferito al medesimo indice risultava, invece, uguale a +7,67% 23 al La Nigeria mira a diventare, entro il 2020, una delle prime 20 economie del mondo (c.d. vision 20:2020) con un PIL ideale di USD 900 bn. e un PIL pro capite di USD La Nigeria è annoverata tra le c.d. next eleven economies (N-11), ovvero rientra nell elenco stilato, già nel 2005, dalla società d investimenti americana Goldman Sachs 24, di quei Paesi che presentano, parallelamente alle c.d. BRICS Economies, alla luce dell analisi di dati e parametri macro-economici, una significativa e rapida tendenza alla crescita rispetto al resto delle economie globali. La Banca Mondiale ricomprende altresì la Nigeria tra i Paesi cd. a medio reddito, ovverosia Paesi con un PIL pro-capite compreso tra USD e , sebbene circa il 60% della popolazione viva con meno di USD 1,25/giorno. L ineguale ripartizione della ricchezza si avverte tanto a livello federale, tra gli Stati del sud - ricchi di risorse e prevalentemente cristiani - e gli Stati del nord - poveri e per lo più di religione musulmana -, quanto a livello locale/urbanistico con evidenti differenze fra le zone del centro urbano e quelle della periferia, dove ampie baraccopoli sorgono al fianco dei quartieri benestanti. La percentuale di disoccupazione si attestava, nel 2011, a circa 24%; oggi il dato rimane significativamente elevato, seppure non precisamente rilevato. Sul punto si segnala, tuttavia, come gli indici suggeriti dai maggiori istituti di statistica non prendano in considerazione coloro che operano nei settori economici c.d. informali, quali, ad esempio, il commercio al dettaglio lungo le strade o nelle aree urbane. L economia nigeriana ha sofferto a lungo una quasi totale mancanza di diversificazione. Dall inizio delle dittature militari sino agli anni più recenti, i 2/3 del PIL nazionale sono stati realizzati dal settore agricolo e da quello minerario/estrattivo. Oggi, tuttavia, gli indicatori economici mettono in evidenza una maggiore ripartizione del PIL: 22% settore agricolo; 14% oil & gas; 48% settore terziario (commercio all ingrosso e al dettaglio, servizi finanziari, immobiliari, ecc.); industria 7%; telecomunicazioni 9%. I maggiori partners commerciali della Nigeria sono gli Stati Uniti e la Cina - come principali Paesi da cui la Nigeria importa - mentre l India, il Brasile e ancora gli Stati Uniti rappresentano i principali mercati di sbocco per le esportazioni. In Europa si annoverano, per volume di scambi commerciali, la Francia, i Paesi Bassi, la Germania e l Italia; quanto agli investimenti diretti esteri (IDE), invece, il primato spetta al Regno Unito Settore primario i Agricoltura, allevamento e pesca 27 (a) Agricoltura 22 Fonte: International Monetary Fund, World Economic Outlook, aprile Fonte: Nigeria Report. 24 Fonte: 25 Fonte: CNBC Africa, 6 aprile 2014; il PIL pro-capite è stato stimato, per il 2013, a USD Fonte: Info Mercati Esteri, Nigeria Report, Fonte: 13

16 L agricoltura contribuisce al PIL per circa il 22%, e occupa circa 1/3 della forza lavoro nazionale, stimata a circa 69 mln. di persone; oltre il 90% del territorio nazionale è coltivabile, sebbene solo il 40% sia effettivamente coltivato (e solo il 10% in maniera corretta) 28. Durante il periodo dell amministrazione coloniale ( ) le politiche di sviluppo agricolo del territorio furono al centro degli interessi del Paese. Nel 1983 fu istituito un centro per la ricerca botanica nella città di Lagos (capitale prima di Abuja), mentre nella città di Ibadan un territorio, esteso per circa 10 km 2 e consacrato alle piantagioni di cotone, venne destinato unicamente alle sperimentazioni. Nel 1912 venne creato un Department of Agricolture diviso in sedi distinte, competenti differentemente per il nord e il sud del territorio nazionale. Fra il conclusosi il primo conflitto mondiale - e la metà degli anni 40, molteplici furono le attività di ricerca volte all implementazione e allo sviluppo del settore agricolo orientate principalmente all attività di sovescio, ai progetti per la fertilizzazione dei terreni, alle colture rotative, all allevamento del bestiame e, di primaria importanza, alla formazione nelle pratiche agricole (vennero aperti appositi istituti agrari che erogavano borse di studio finanziate dal governo e destinate alla pratica dell agricoltura). I prodotti dell agricoltura nigeriana nel periodo coloniale comprendevano quelli derivati dalla coltivazione della palma, le arachidi, il riso, la cassava (altrimenti detta manioca), il cacao, lo zucchero, il caucciù, il grano (coltivazione introdotta soprattutto nelle regioni del nord) e varie tipologie di verdure. Nel 1951 il Dipartimento Federale per l Agricoltura fu smembrato e lo sviluppo del settore venne rimesso alla competenza di enti locali, nelle singole aree regionali del Paese. Dopo il 1960 fu creato il Ministero Federale per l Agricoltura, che l esperienza regionale aveva fatto apparire come una necessità del Paese, al fine di coordinare le varie politiche di sviluppo e concentrare gli sforzi e i progetti finanziari. Dopo l indipendenza, tuttavia, i vari rappresentanti governativi susseguitisi sino ad oggi si sono dimostrati inadeguati e inefficienti al punto da costringere la Nigeria ad essere un Paese fondamentalmente importatore; il bisogno alimentare - purtroppo e infatti - non è soddisfatto dalle capacità produttive interne. Il fattore che più degli altri è in grado di spiegare i motivi del cambiamento innanzi descritto è certamente la scoperta dei giacimenti petroliferi negli anni 60 e il fatto che le priorità governative si siano da allora concentrate unicamente in questo settore, considerato più redditizio per l economia nazionale. Attualmente, la maggioranza dei coltivatori opera su piccola scala, ovvero in un ottica di autosufficienza, senza l impiego di tecniche di coltivazione moderne e di una strumentazione adeguata. Mancando dei requisiti per accedere al credito, i coltivatori hanno, allo stato attuale, limitate prospettive di crescita e di sviluppo. La forbice sempre più larga esistente tra produzione e fabbisogno interno ha spinto il governo ad intraprendere iniziative per rilanciare il settore agricolo. Nell ambito della Agricultural Transformation Agenda (ATA) sono state inserite, tra le altre politiche, agevolazioni fiscali per gli investitori del settore e esenzioni doganali per l importazione di macchinari agricoli. Con il sostegno del Nigerian Incentive-Based Risk Sharing System for Agricultural Lending (NIRSAL) e dell International Fund for Agricultural Development (IFAD), muovendosi sulla base del Commercial Agriculture Credit Scheme (CACS), il progetto si sta progressivamente sviluppando, sebbene i risultati ad oggi ottenuti non permettano alla Nigeria di affrancarsi dalla necessità dell importazione. Nel 2013 il governo nigeriano ha destinato solo il 10% del budget al sostegno e allo sviluppo del settore agricolo nazionale, non rispettando pertanto i vincoli di sviluppo internazionalmente contratti. 28 Fonte: Nigeria Industrial Revolution Plan, gennaio

17 (b) Allevamento La pastorizia, operata in forma nomade, è stata sempre praticata, ben prima della dominazione coloniale. In Nigeria vengono allevati bovini, pecore, capre e suini (in misura minore - considerata l alta concentrazione di professanti la religione islamica). Nel 1914 fu istituito il primo Nigerian Veterinary Department con sede a Zaria, cui nel 1924 è seguita l istituzione di un laboratorio di ricerca veterinaria, con sede in Vom, demandato principalmente alla produzione di vaccini e altri prodotti biologici. Sempre a Vom, nei primi anni 40 fu creata una scuola veterinaria allo scopo di sensibilizzare e formare una classe che potesse operare nell ambito dell agricoltura e dell allevamento in maniera complementare. La Direzione per la Ricerca Veterinaria fu successivamente istituita in Lagos, ma dal 1967 la competenza nel settore fu demandata a ciascuno dei singoli Stati federali. Oggi, in ambito medico-veterinario esistono il National Livestock Development Committee (Comitato Nazionale per lo Sviluppo dell Allevamento), che riferisce direttamente al Consiglio Nazionale per l Agricoltura e le Risorse Naturali, e la Livestock Meat Authority, competente per tutto il territorio nazionale e preposta alla raccolta di dati, alle attività di ispezione e controllo nonché alla ricerca per lo sviluppo economico del settore. (c) Pesca La prima organizzazione per la pesca fu istituita in Nigeria nel 1941, quale ramo del Dipartimento dell Agricoltura preposto allo sviluppo economico delle attività ittiche. Una piccola scuola per la formazione alle medesime attività fu creata nel medesimo anno a Onikan. Nel 1945 fu deciso il primo piano quinquennale per lo sviluppo del settore, successivamente modificato in piano decennale, e inquadrato in seno al Dipartimento per il Commercio e l Industria. Tra il 1948 e il 1950 furono intraprese molte iniziative volte a combinare, promuovere e formare all esercizio di attività ulteriori rispetto alla pesca, ma comunque ad essa affini, quali, ad esempio, gli allevamenti in mare e la coltura del riso in acque salmastre; inoltre particolari sforzi furono orientati a sviluppare e migliorare le condizioni di vita dei villaggi di pescatori, soprattutto nella regione di Lagos. Gli anni ricompresi fra il 1956 e il 1966 furono quelli di maggiore crescita per il settore ittico: fu costruita una flotta di pescherecci che permise di decuplicare la resa della pesca; inoltre, in corrispondenza della parte orientale del litorale nazionale, si iniziò a praticare la pesca del gambero. Per quanto riguarda l industria navale, si assistette nel medesimo periodo ad uno sviluppo nelle tecniche di costruzione. Il risultato degli sforzi congiunti fu che fra il 1960 e il 1970 l apporto del settore all economia nazionale venne quadruplicato. Oggigiorno non si annoverano, invece, politiche di sostegno al settore ittico degne di menzione. ii Petrolio e gas naturale Il petrolio e il gas naturale rappresentano per la Nigeria risorse di primaria importanza, contribuendo alla formazione del PIL per circa il 14%. La normativa vigente nel territorio della Repubblica Federale impone, fin dal 1971, che gli investimenti nel settore petrolifero e del gas naturale siano realizzati da società registrate in Nigeria che abbiano come socio di maggioranza l ente governativo Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC). I dati 2013 pubblicati sul sito OPEC 29 riferiscono che il volume delle esportazioni di greggio (circa USD 94,6 bn.) contribuisce per circa il 67% al valore totale delle esportazioni nazionali (circa USD 29 Fonte: 15

18 142,5 bn.); rispetto al totale esportato, larga parte raggiunge gli Stati Uniti d America, di cui la Nigeria rappresenta il 5 Stato fornitore, contribuendo per un 10% del volume complessivo. La Nigeria dispone di riserve di greggio stimate per circa 37,14 bn. di barili e si colloca al decimo posto nella classifica dei paesi maggiori produttori. Le attività di estrazione sono cominciate poco prima degli anni 60 nella regione del Delta del Fiume Niger, a Oloibiri (1956 discovery; 1958 prima extraction), anche se il boom delle attività si è avuto durante gli anni 70. Oggigiorno, dati ufficiali 30 confermano una capacità produttiva di circa 2,38 mln. di barili di greggio al giorno (per circa USD 77,5/barile). Attualmente sono presenti sul territorio federale circa 160 aree petrolifere, sulle quali operano trivelle appartenenti a joint venture costituite tra la società governativa NNPC, quale socio di maggioranza, e società petrolifere straniere quali, principalmente, Shell, Chevron, Mobil, Texaco, Total e anche l italiana Eni. La tipologia di greggio estratta dai giacimenti nigeriani è la c.d. bonny light, per il suo aspetto light & sweet, dovuto alla scarsità di zolfo in esso contenuto. La Nigeria, nel settore petrolifero così come anche negli altri settori dell economia, sconta una quasi assoluta carenza d industria della trasformazione; tale mancanza determina una dipendenza della Repubblica Federale dalle altre economie per l approvvigionamento di carburante, il cui prezzo al barile rimane quello comune fissato nell ambito dell OPEC. Per quanto riguarda il gas naturale, le riserve della Nigeria sono stimate in 187 tcf. (trillion cubic feet), con una produzione pari a circa 2,4 tcf./anno. Il gas naturale, per quanto rappresenti una ricchezza considerevole, non viene adeguatamente impiegato nell economia del Paese; circa 1/3 della produzione annua viene, infatti, perduto a seguito della combustione associata all estrazione petrolifera (c.d. gas flares), determinando rilevanti perdite in denaro, oltre che ben più gravi danni ambientali. Importanti modifiche, soprattutto in ambito fiscale, rispetto alla vigente disciplina nel settore dovrebbero giungere con l entrata in vigore del Petroleum Industry Bill che, seppure da lungo tempo atteso (in particolar modo dagli investitori stranieri), risulta (dal 2008, e tutt ora) al vaglio dell Assemblea Nazionale (il Ministry of Petroleum Resources, nella persona del ministro in carica Sig.ra Diezani Alison-Maduek, ha assicurato che la nuova legge sugli idrocarburi sarà promulgata entro la fine del 2014). iii. Estrazione mineraria Sono stati individuati in Nigeria giacimenti di 34 tipi di minerali, tra cui il carbone (negli Stati di Enugu e Kogi), l oro (negli Stati di Kebbi, Osun, Zamfara), e ancora il ferro, il piombo, lo zinco, il caolino, la dolomite, la barite, il bitume (negli Stati di Ondo e Ogun soprattutto), il marmo, il gesso, il talco, il salgemma, la columbite, ecc.. Delle 34 tipologie delle anzidette risorse presenti nel territorio della Repubblica Federale, tuttavia, solo relativamente a 7 minerali il Governo ha considerato prioritario lo sviluppo di una industria di tipo estrattivo/trasformativo; essi sono: carbone, bitume, calcare, ferro, barite, zinco e oro. 3.2 Settore secondario Dagli anni sessanta in poi, con l inizio delle attività di estrazione petrolifera, lo sviluppo del settore industriale nigeriano fu orientato unicamente allo sfruttamento degli idrocarburi e delle risorse minerarie. Pertanto, i soli progetti finanziati dal governo ebbero ad oggetto la realizzazione di impianti per l estrazione, lo stoccaggio e il trasporto delle materie prime estratte. Neppure nel settore petrolifero, tuttavia, gli sforzi economico/finanziari del Paese furono destinati alla creazione e al consolidamento di processi industriali di tipo trasformativo. 30 Fonte: International Monetary Fund country Report, n. 14/103, aprile

19 La politica economica innanzi descritta si è risolta, negli anni più recenti, in una economia scarsamente diversificata, dipendente quasi unicamente dall esportazione delle materie prime (non lavorate) di cui il Paese è ricco, e dalle importazioni da paesi stranieri che vendono alla Nigeria prodotti finiti, alimentari e di consumo. Compresa l importanza di sostenere e sviluppare il settore secondario in maniera tale da potersi affrancare dalle due forme di dipendenza economica sopra esposte, il governo federale ha progressivamente perseguito politiche volte alla diversificazione, i cui effetti positivi devono però ancora dare un concreto e significativo riscontro. In cifre, la spesa per gli investimenti e i progetti di sviluppo (c.d. capital expenditure) è stata accresciuta alla cifra di circa bn., equivalenti a circa 7,7 bn. 31, per il biennio 2012/2013 (rispetto alla cifra di circa 900 bn. e circa 713 bn. stanziati rispettivamente nel 2010 e nel 2011); fra i ministeri dotati del maggiore potere di spesa, quello per i lavori pubblici, per le risorse idriche e per l energia. Inoltre, il governo nigeriano ha progressivamente disposto la privatizzazione di settori prima pubblici, sulla scorta delle indicazioni e dei vincoli (posti a condizione dei finanziamenti erogati) ricevuti in ambito internazionale da istituzioni finanziarie quali il Fondo Internazionale per lo Sviluppo o la Banca Mondiale. Fra le politiche di sostegno all economia nazionale vanno annoverate: - la promozione degli investimenti diretti stranieri in forma di partnership con imprese locali, specialmente per lo sviluppo delle infrastrutture (reti stradali e ferroviarie, ponti, strutture portuali, ecc.) e dell industria agro-alimentare e energetica (vedi anche, infra, cap. 5.3); - l applicazione di dazi d importazione ad valorem e altre barriere all importazione, quali forme di protezionismo volte a favorire la nascita e/o il consolidamento di uno zoccolo imprenditoriale/industriale locale. Anche il settore della produzione energetica è poco sviluppato: dati ufficiali rilevano come, attualmente, siano prodotti in Nigeria circa MW di energia contro un fabbisogno stimato ad almeno MW. Il Paese presenta un enorme deficit energetico, tanto a livello produttivo quanto a livello distributivo. La rete elettrica e, in generale, le infrastrutture volte allo stoccaggio e all approvvigionamento dell energia da parte dei privati, non possono soddisfare né le necessità della popolazione civile né, tantomeno, quelle dello sviluppo industriale di cui abbisogna il Paese: le interruzioni nella fornitura di energia elettrica sono frequenti, a tal punto che i pochi impianti industriali presenti sul territorio federale sono costretti a dotarsi di generatori elettrici supplementari. Discorso analogo vale per l approvvigionamento idrico del Paese: l accesso all acqua corrente e potabile è, infatti, limitato ad alcune aree e, talvolta, come nel caso di Lagos, a zone circoscritte della città, abitate dal ceto medio/alto della popolazione. Per quanto riguarda l edilizia urbana, il governo federale necessita di un piano per fare fronte al crescente fabbisogno abitativo nazionale 32 ; la rapida crescita demografica (sebbene la mortalità infantile rimanga elevata e l aspettativa di vita delle classi non benestanti limitata) non consente all offerta di soddisfare la domanda. Numerosi sono i progetti di social housing e di affordable housing (abitazioni per le quali il canone di locazione e/o il prezzo di acquisto viene moderato e/o per i quali sono previste forme di credito e/o garanzia agevolate dalle istituzioni federali) che l esecutivo punta a realizzare nel corso dei prossimi anni al fine di garantire uno dei bisogni primari del proprio elettorato. 31 Valori considerati al 31 maggio Yahoo finanza, convertitore di valuta. 32 Fonte: Nigeria Industrial Revolution Plan, gennaio La Nigeria presenta un deficit abitativo per circa 17 mln. di unità; ogni anno vengono richieste circa abitazioni, ma solo vengono immesse nel mercato. 17

20 Oltre ai progetti di edilizia popolare, numerose sono anche le opportunità nel settore dell edilizia abitativa privata (soprattutto nell area di Lagos e in prossimità delle aree dove si sviluppano attività in cui operano espatriati o funzionari esteri) e dell edilizia civile da ufficio. Legato al settore delle costruzioni, anche il settore della produzione di cemento merita di essere esaminato con attenzione, in considerazione delle capacità produttive scarsamente sviluppate nonostante le ingenti risorse di materie prime disponibili. 3.3 Settore terziario Il settore terziario occupa circa 1/5 della popolazione della Nigeria. Della percentuale sopra richiamata, il pubblico impiego è certamente l ambito dove sono occupate il maggior numero di persone tanto a livello federale, che statale e delle amministrazioni locali. i. Turismo Secondo quanto si evince dai dati contenuti nel rapporto del Ministero degli Affari Esteri (MAE) Italiano 2013/2014, i nigeriani che viaggiano all estero per turismo appartengono alle fasce della popolazione di estrazione benestante e culturalmente elevata e i motivi che li muovono sono per lo più religiosi, familiari e per lo shopping nel settore del lusso. Il flusso di visitatori in ingresso nel Paese, invece, è rappresentato per lo più da persone che viaggiano per motivi di affari. Per quanto riguarda le risorse naturali locali votate al turismo, si segnala, in particolare, il parco nazionale Yankari, di considerevole importanza tanto per il numero di specie protette quanto per la sua estensione. Complessivamente, in Nigeria, un area di km 2 è destinata a riserva naturale (pari a circa il 3,3% del territorio della Repubblica Federale). ii. Telecomunicazioni Secondo i dati relativi al gennaio 2013 rilasciati dalla Nigeria Communications Commission (NCC), sono attive circa 226 mln. di utenze telefoniche. La tele-densità (ovverosia la percentuale di linee connesse rispetto alla popolazione) è dell 81,78%. Con particolare riguardo alla telefonia mobile, gli operatori del settore hanno segnalato 114,4 mln. di sottoscrizioni. Nel 2008, la percentuale di abitazioni dotate di una televisione era del 39% e, al 2011, si registravano 284 utenze internet ogni abitanti. Ad oggi, per quanto non siano disponibili dati ufficiali di settore, si ritiene che gli operatori delle telecomunicazioni riescano a coprire la maggior parte delle aree del Paese, raggiungendo la maggioranza della popolazione. iii. Servizi bancari e finanziari Nel 2010 il Department for International Development ha rilevato come più del 40% della popolazione nigeriana non beneficiasse di servizi bancari e finanziari e solo il 30% risultasse intestatario di un conto corrente. Nel periodo la Nigeria ha risentito, come gli altri Stati nel mondo, della crisi internazionale del settore bancario e creditizio; in conseguenza, le istituzioni nigeriane hanno adottato politiche in materia di capitalizzazione, prestiti e riserve bancarie mirate al contenimento della crisi. Nel settore, operano diverse non interest banks, anche indicate come islamic banks, ovverosia istituti finanziari caratterizzati principalmente dalla concessione di mutui e prestiti a tasso di interesse uguale a zero. L accesso al credito presso tali istituti, pur mancando la componente degli interessi sul capitale erogato, viene remunerato a beneficio della banca sotto altre forme, quali, ad esempio, la 18

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