LODI MATTUTINE E VESPRI Secondo il Rito Ambrosiano della Liturgia delle Ore

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1 LODI MATTUTINE E VESPRI Secondo il Rito Ambrosiano della Liturgia delle Ore TABELLA DELLE PRECEDENZE DEI GIORNI LITURGICI (Revisione 2008) I 1. Triduo Pasquale della Passione e Risurrezione del Signore. 2. Natale del Signore, Epifania, Ascensione, Pentecoste. Domeniche di Avvento, Quaresima e Pasqua. Sabato in Traditione Symboli. Ferie della Settimana Autentica, dal lunedì al giovedì compreso. Giorni dell ottava di Pasqua. 3. Solennità dell anniversario della Dedicazione del Duomo di Milano (III domenica di ottobre), chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani. Solennità e Feste del Signore, elencate nel Calendario comune. Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Solennità della Dedicazione e dell anniversario della Dedicazione della propria chiesa, che è considerata solennità del Signore. Festa dell anniversario della Dedicazione della propria chiesa cattedrale (fuori dalla Diocesi di Milano), che è considerata festa del Signore. 4. Domeniche del tempo di Natale e dei tempi dopo l Epifania e dopo Pentecoste Per i giorni dal 26 al 28 dicembre si veda quanto disposto dalle Norme Generali per l ordinamento dell Anno Liturgico e del Calendario, riportato in calce dalla tabella. 5. Solennità della beata Vergine Maria e dei santi elencate nel Calendario comune. 6. Solennità proprie, cioè: a. Solennità del Patrono principale del Rito, cioè di sant Ambrogio b. Solennità del Compatrono della Diocesi di Milano, cioè di San Carlo c. Solennità del Patrono principale del luogo o della città d. Solennità del Titolo della propria Chiesa e. Solennità del Titolo o del Fondatore o del Patrono principale dell ordine o della congregazione II 7. Ferie di Quaresima (su di esse precedono solo le solennità dell Annunciazione e di San Giuseppe) 8. Feste della beata Vergine Maria e dei santi del Calendario comune. 9. Feste proprie, cioè: a. Festa dei Patroni secondari della Diocesi di Milano b. Festa del Patrono principale della Diocesi (fuori della Diocesi di Milano) c. Festa del Patrono principale della regione o della provincia, della nazione, di un territorio più ampio d. Festa del Titolo, del Fondatore, del Patrono principale di un ordine o di una congregazione o della provincia religiosa e. Altre feste proprie di qualche chiesa f. Altre feste elencate nel Calendario di ogni Diocesi, ordine o congregazione 10. Ferie prenatalizie dell Accolto (de Exceptato) dal 17 al 23 dicembre. Giorni dell ottava di Natale. Per i giorni dal 26 al 28 dicembre cfr. Norme Generali in calce alla tabella.

2 III 11. Memorie obbligatorie del Calendario comune 12. Memorie obbligatorie proprie, cioè: a. Memorie del patrono secondario del luogo, della Diocesi (fuori della Diocesi di Milano), della regione, della provincia, della nazione, di un territorio più ampio, dell ordine, della congregazione o provincia religiosa b. Altre memorie obbligatorie elencate nel Calendario di ogni Diocesi, ordine o congregazione. 13. Memorie facoltative, che sono escluse nei giorni elencati al n Ferie e sabati d Avvento, fino al 16 dicembre compreso. Ferie del tempo di Natale, dal 2 gennaio al sabato dopo l Epifania. Ferie e sabati del tempo pasquale, dal lunedì dopo l ottava di Pasqua al sabato prima della domenica di Pentecoste compreso. Ferie e sabati dei tempi dopo l Epifania e dopo Pentecoste. ESTRATTO DALLE NORME GENERALI PER L ORDINAMENTO DELL ANNO LITURGICO E DEL CALENDARIO Norme per l Ordinamento delle Domeniche Per la sua particolare importanza, la domenica cede la sua celebrazione soltanto alle solennità e alle feste del Signore. Le solennità della B.V. Maria o dei Santi che cadono in domenica si posticipano di norma al lunedì, purché non sia il lunedì della Settimana Autentica o il lunedì dell ottava di Pasqua, nel qual caso la solennità si trasferisce al primo giorno libero da una delle ricorrenze elencate nella tabella delle precedenze ai nn La domenica tuttavia cede la sua celebrazione alle feste dei santi Stefano, Giovanni e Innocenti, la cui liturgia presenta ancora aspetti del mistero natalizio. Si veda in dettaglio le norme per l Ordinamento del Tempo di Natale. Le domeniche di Avvento, di Quaresima e di Pasqua hanno sempre la precedenza anche sulle feste del Signore e su tutte le solennità. Le solennità che coincidono con queste domeniche si posticipano al lunedì, purché non sia il lunedì della Settimana Autentica o il lunedì dell Ottava di Pasqua. Le feste e le memorie sia del Signore che dei Santi che cadono in queste domeniche, in quell anno non vengono celebrate. La domenica, per sé, esclude l assegnazione perpetua di qualsiasi altra celebrazione. Tuttavia: a) Nella domenica dopo il 6 gennaio si celebra il Battesimo del Signore b) Nell ultima domenica di gennaio di celebra la festa della Santa Famiglia c) Nella domenica dopo Pentecoste si celebra la festa della Ss. Trinità d) Nella III domenica di ottobre si celebra l anniversario della Dedicazione del Duomo di Milano, chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani e) Nell ultima domenica dopo la Dedicazione si celebra la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell universo.

3 Norme per l Ordinamento delle solennità, delle feste e delle memorie I Santi, che hanno un rilievo universale, si celebrano obbligatoriamente, come in tutta la Chiesa, anche nelle chiede si Rito Ambrosiano; i Santi che hanno una particolare importanza per i fedeli ambrosiani si celebrano in tutte le chiese di Rito Ambrosiano e, nel territorio della Diocesi di Milano, anche nelle chiese di Rito romano; gli altri o sono elencati nel calendario per essere celebrati in modo facoltativo, o sono lasciati alla venerazione di ciascuna Chiesa particolare o famiglia religiosa. Le celebrazioni, secondo l importanza che viene loro attribuita, sono denominate e si distinguono fra di loro così: solennità, festa, memoria. La celebrazione delle solennità e delle feste comincia con i primi vespri la sera del giorno precedente e si conclude con i secondi vespri la sera del giorno proprio; la celebrazione delle memorie comincia con i primi vespri la sera del giorno precedente e termina dopo l ora di nona del giorno proprio. La celebrazione della Pasqua e del Natale, che sono le massime solennità, si protrae per otto giorni. Le due ottave sono ordinate da leggi proprie. Le memorie sono obbligatorie o facoltative; la loro celebrazione si coordina con la celebrazione della feria secondo le norme esposte nelle istruzioni generali relative alla Liturgia delle Ore. Norme per l Ordinamento delle ferie e dei sabati I giorni della settimana che seguono la domenica si chiamano ferie. L ultimo giorno della settimana è il sabato. Nella tradizione Ambrosiana, consonante anche in questo con l Oriente cristiano, il sabato si distingue dalle ferie per il suo carattere quasi festivo. La celebrazione delle ferie e dei sabati differisce a seconda dell importanza propria di ciascuna: a) Le ferie prenatalizie dell accolto (de Exceptato), il sabato in traditione Symboli, le ferie della Settimana Autentica, fino all ora di nona del giovedì compresa, e le ferie in Albis dell ottava di Pasqua hanno la precedenza su tutte le altre celebrazioni. b) Le ferie e i sabati di Quaresima cedono soltanto alle solennità di san Giuseppe e dell Annunciazione del Signore, ad eccezione del sabato in traditione Symboli che mantiene la precedenza anche su queste solennità. c) Le rimanenti ferie e i sabati cedono alle solennità, alle feste e alle memorie obbligatorie e si coordinano con le memorie facoltative. Norme per l Ordinamento del Tempo di Avvento Il tempo di Avvento comincia dai primi vespri della domenica che segue immediatamente l 11 novembre, festa di san Martino. Le domeniche di questo tempo si chiamano I, II, III, IV, V domenica di Avvento. La VI domenica è la domenica dell Incarnazione o della Divina Maternità della Beata Vergine Maria. Se la solennità del Natale ricorre in lunedì, il giorno che la precede è la domenica Prenatalizia e al suo vespro si celebrano i primi vespri della solennità del Natale. Dal 17 dicembre, o dal 18 se il 17 coincide con la domenica dell Incarnazione, si interrompe l ufficiatura delle settimane di Avvento e inizia la celebrazione delle Ferie Prenatalizie dell Accolto (o de Exceptato), che si celebrano seguendo il numero progressivo, senza calcolare l eventuale incidenza della domenica, in modo che siano sempre officiate tutte e sette.

4 Norme per l Ordinamento del Tempo di Natale Il tempo di Natale inizia con la grande celebrazione vespertina vigiliare del Natale del Signore e termina la domenica dopo l Epifania, cioè la domenica che ricorre dopo il 6 gennaio, dedicata al Battesimo del Signore. La Messa della vigilia di Natale è celebrata inter vesperas, così i primi vespri del Natale devono essere celebrati solo da coloro che non partecipano alla Messa vigiliare. Nel giorno di Natale si possono celebrare tre messe: nella notte, all alba e nella giornata. Il Natale del Signore ha la sua ottava così ordinata: a) Il giorno 26 dicembre, II dell ottava, è la festa di santo Stefano, protomartire b) Il giorno 27 dicembre, III dell ottava, si celebra la festa di san Giovanni, Apostolo ed Evangelista c) Il giorno 28 dicembre, IV dell ottava, si celebra la festa dei santi Innocenti. Queste feste avendo un officiatura mista, con testi ancora inerenti al mistero della Natività, prevalgono sulla stessa domenica. d) I giorni 29, 30, 31 dicembre sono il V, VI, VII giorno dell ottava; essi cedono alla domenica fra l ottava del Natale. e) Il giorno 1 gennaio si celebra l ottava del Natale nella Circoncisione del Signore L eventuale domenica tra il 29 e il 31 dicembre è la domenica nell ottava del Natale. L eventuale domenica tra il 2 e il 5 gennaio è la domenica dopo l ottava del Natale. Nei giorni dal 2 al 5 gennaio, ferma restando la celebrazione dell eventuale domenica dopo l ottava del Natale, si celebrano le opportune ferie prima dell Epifania, ordinate secondo il giorno della settimana. L Epifania del Signore si celebra il 6 gennaio. Se l Epifania cade in lunedì, la domenica che precede è la domenica dopo l ottava del Natale e al suo vespro si celebrano i Primi Vespri della solennità dell Epifania. Allo stesso modo nei giorni successivi al 6 gennaio, fino alla prima domenica successiva al 6 gennaio, si celebrano le opportune ferie dopo l Epifania, anch esse ordinate secondo il giorno della settimana. Nella domenica dopo il 6 gennaio si celebra la festa del Battesimo del Signore. Norme per l Ordinamento del Tempo dopo l Epifania Il tempo dopo l Epifania comincia il lunedì che segue la domenica dopo il 6 gennaio, domenica del Battesimo del Signore, e si protrae fino all ora di nona compresa del sabato che precede la domenica all inizio della Quaresima. L ultima domenica di gennaio si celebra la festa della santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Tale festa prevale sulla corrispondente domenica dopo l Epifania. La domenica precedente la domenica all inizio della Quaresima è detta ultima dopo l Epifania, o del Perdono, e deve essere sempre celebrata. La domenica precedente la domenica del Perdono è detta penultima dopo l Epifania, o della divina Clemenza e deve essere sempre celebrata salvo il caso in cui coincida con l ultima domenica di Gennaio, nel qual caso prevale la celebrazione della festa della Santa Famiglia. Le domeniche dopo l Epifania si coordinano con le parti proprie delle domeniche per Annum presenti nel Messale Ambrosiano e nella Liturgia Ambrosiana delle Ore, precedenti alla riforma del Lezionario e del Calendario Ambrosiano, seguendo l ordine progressivo. Così la prima domenica dopo l Epifania coincide con la prima domenica per Annum ed è sempre sostituita dalla festa del Battesimo del Signore, la seconda domenica dopo l Epifania coincide con la seconda domenica per Annum e così via, fino all ultima domenica dopo l Epifania, detta del Perdono.

5 Norme per l Ordinamento del Tempo di Quaresima Il tempo di Quaresima decorre dai primi vespri della domenica all inizio di Quaresima, o sesta domenica prima di Pasqua, alla messa inter vesperas in Cena Domini esclusa, con la quale comincia il sacro Triduo Pasquale. Dall inizio della Quaresima sino alla Veglia Pasquale non si dice o si canta l Alleluia. Nei venerdì di Quaresima, secondo l antica e costante tradizione ambrosiana, non si celebra la liturgia eucaristica, a meno che ricorra la solennità di san Giuseppe o dell Annunciazione del Signore. Le domeniche di questo tempo vengono chiamate rispettivamente domenica all inizio della Quaresima, della Samaritana, di Abramo, del Cieco, di Lazzaro. La sesta domenica, dopo il sabato in traditione Symboli, è detta domenica delle Palme e apre la Settimana Santa ovvero Autentica. Le ferie e i sabati del tempo di Quaresima prevalgono su tutte le memorie e le feste della Beata Vergine Maria e dei Santi e cedono la loro celebrazione solo alle solennità di san Giuseppe, che ricorre il 19 marzo, e dell Annunciazione del Signore, che ricorre il 25 marzo. Le domeniche di Quaresima hanno la precedenza anche sulle feste del Signore e su tutte le solennità. Le solennità che cadono in domenica sono trasferite di norma al lunedì, purché non sia il lunedì della Settimana Autentica. In questo caso sono di norma trasferite al primo lunedì successivo all Ottava di Pasqua, purché non sia un giorno già occupato da una delle celebrazioni ai punti nn.1-10 della tabella delle precedenze. Norme per l Ordinamento del Triduo Pasquale Il triduo pasquale della Passione e della Risurrezione del Signore ha inizio dalla messa inter vesperas in Cena Domini, ha il suo fulcro nella Veglia pasquale e termine con i vespri della domenica di Risurrezione. Le celebrazioni del Triduo Pasquale hanno un ordinamento proprio e caratteristico del Rito Ambrosiano. La Messa in Cena Domini si celebra inter vesperas nelle ore vespertine del giovedì della Settimana Autentica. La celebrazione inizia con il lucernario, l inno e il responsorio dei vespri, quindi segue la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica. Dopo la distribuzione della Comunione, la riserva Eucaristica non consumata viene accompagnata in processione e riposta in un tabernacolo secondario, purché esposto alla pubblica adorazione, cosicché il tabernacolo principale resti vuoto. Dopo la riposizione del Santissimo Sacramento, la celebrazione si conclude con la salmodia dei vespri a cui, omessa ogni altra parte della Liturgia delle Ore, segue subito l orazione dopo la Comunione della Messa e la Benedizione finale. Il Rito della Lavanda dei Piedi può essere compiuto in qualsiasi ora della giornata, anche immediatamente prima o dopo la Messa in Cena Domini, ma mai durante la Messa. Se il rito precede o segue immediatamente la Messa si usano i paramenti di colore rosso e il celebrante svolge il rito dopo aver deposto la casula o la pianeta indossata per la Messa, se invece il rito si svolge in altro momento della giornata si usa il piviale di colore morello. Essendo celebrata inter vesperas, la Messa in Cena Domini tiene il posto dei vespri del giovedì, che pertanto devono essere celebrati solo da coloro che non partecipano alla Messa vespertina. Il venerdì non si celebra la Liturgia Eucaristica. Al mattino può essere celebrata una Liturgia della Parola oppure può lodevolmente essere celebrato in forma comunitaria l Ufficio delle Letture previsto dalla Liturgia delle Ore. Nelle ore pomeridiane si officia l Azione Liturgica nella Passione del Signore, celebrata inter vesperas. La celebrazione inizia con il lucernario e l inno dei vespri, segue la Liturgia della Parola. Durante la proclamazione del Vangelo, all annuncio della Morte del Signore, viene spenta ogni luce della chiesa e viene suonata la campana a lutto, mentre i ministri spogliano l altare. Terminata la proclamazione del Vangelo ha luogo l adorazione della Croce, quindi si recita la grande Preghiera Universale nella forma prevista dal Messale Ambrosiano, al termine della quale il sacerdote congeda immediatamente l assemblea, senza impartire la Benedizione. L Azione liturgica nella Passione del Signore tiene il posto dei vespri del venerdì, che pertanto devono essere celebrati solo da coloro che non partecipano all Azione liturgica pomeridiana. Nelle ore vespertine si celebra una Liturgia della Parola, commemorando la Deposizione del Signore nel sepolcro. Anche il sabato santo non viene celebrata la Liturgia Eucaristica. Al mattino può essere celebrata una Liturgia della Parola oppure può lodevolmente essere celebrato in forma comunitaria l Ufficio delle Letture previsto dalla Liturgia delle Ore.

6 Il venerdì della Passione del Signore e, secondo l opportunità, anche il Sabato Santo fino alla Veglia pasquale, si celebra dappertutto il sacro digiuno pasquale. La Veglia pasquale, durante la notte in cui Cristo è risorto, è considerata come la madre di tutte le sante Veglie. In essa la Chiesa attende, vegliando, la Risurrezione di Cristo e la celebra nei sacramenti. Nel programmare le cerimonie del Triduo pasquale si tenga presente che la celebrazione di questa sacra Veglia deve avere inizio dopo il tramonto del sole del sabato e deve terminare prima dell alba della domenica, cosicché l intera celebrazione avvenga di notte. Prima dell inizio della Veglia può essere celebrata la Benedizione del Fuoco nuovo, anche in un luogo differente da quello in cui si svolgerà la Veglia o in Sacrestia. Dopo l inizio della Veglia, con il lucernario, si proclama il Preconio Ambrosiano, quindi ha inizio la catechesi veterotestamentaria che prevede la proclamazione di sei letture dell Antico Testamento, di cui le ultime due possono essere omesse per ragioni pastorali. Al termine delle letture veterotestamentarie, il sacerdote proclama per tre volte l Annuncio della Risurrezione del Signore, al lato sinistro, al centro e al lato destro dell altare, con tono di voce sempre più alto. Dopo ogni annuncio vengono suonate a festa tutte le campane della chiesa e l organo, quindi ha inizio la celebrazione della Messa di Pasqua dalla Liturgia della Parola. Prima della conclusione della Liturgia della Parola, dopo la proclamazione del Vangelo e l omelia, si benedice l acqua del fonte Battesimale e, se ci sono dei catecumeni, si amministra loro il Battesimo. Durante la Liturgia Eucaristica, prima della distribuzione della Comunione, si preleva la Riserva Eucaristica conservata dal giovedì precedente nel Tabernacolo della riposizione e la si riporta in processione al Tabernacolo principale. La Veglia pasquale tiene il posto dei primi vespri, di compieta e dell ufficio delle letture della domenica di Pasqua, pertanto tutte queste ore devono essere celebrate solo da coloro che non partecipano alla Sacra Veglia. Norme per l Ordinamento del Tempo di Pasqua I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Risurrezione alla solennità di Pentecoste si celebrano come un solo giorno di festa, come la grande domenica. I quaranta giorni fino all Ascensione sono vissuti nella gioia esuberante della presenza del Cristo risorto; i giorni successivi fino a Pentecoste sono vissuti nella gioiosa attesa del dono nuziale dello Spirito Santo. Sono i giorni nei quali, in modo del tutto speciali, si canta l Alleluia. Le domeniche di questo tempo sono considerate come domeniche di Pasqua e, dopo la domenica di Risurrezione, di chiamano domeniche II, III, IV, V, VI e VII di Pasqua. Questo sacro tempo dei cinquanta giorni si conclude a Pentecoste. I primi giorni del tempo pasquale, fino al sabato compreso, costituiscono l ottava di Pasqua e si celebrano come solennità del Signore. Le ferie di questa settimana, dette ferie in Albis, hanno quindi la precedenza su qualsiasi altra celebrazione. L Ascensione del Signore si celebra il quarantesimo giorno di pasqua, il giovedì dopo la VI domenica di Pasqua. Qualora per ragioni pastorali lo si ritenga opportuno, i testi liturgici propri di questa solennità possono essere riproposti anche nella successiva VII domenica di Pasqua. L ottava domenica dopo Pasqua si celebra la solennità della Pentecoste. Norme per l Ordinamento del Tempo dopo Pentecoste Il tempo dopo Pentecoste comincia il lunedì che segue la solennità di Pentecoste e termine all ora di nona del sabato antecedente la I domenica di Avvento. Esso si articola in tre sezioni: a) Le settimane dopo Pentecoste, dal lunedì che segue la solennità di Pentecoste all ora di nona del sabato che precede la I domenica dopo la festa del Martirio di san Giovanni il Precursore (29 agosto). Qualora il 29 agosto cada di domenica, la festa del Martirio di san Giovanni il Precursore è posticipata al 1 settembre e le settimane dopo Pentecoste si concludono all ora di nona del sabato che precede la prima domenica dopo il 1 settembre. b) Le settimane dopo il Martirio, dai primi vespri della I domenica dopo la festa del Martirio all ora di nona del sabato che precede la terza domenica di ottobre, solennità della Dedicazione del Duomo di Milano. c) Le settimane dopo la Dedicazione, dai primi vespri della domenica della Dedicazione all ora di nona del sabato che precede la I domenica di Avvento.

7 La I domenica dopo Pentecoste si celebra la solennità della Santissima Trinità. Il giovedì successivo la domenica della Ss. Trinità si celebra la solennità del Ss. Corpo e Sangue di Cristo. Il venerdì successivo alla II domenica dopo Pentecoste si celebra la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e il sabato immediatamente successivo si celebra la memoria del Cuore Immacolato di Maria, qualora non cada nello stesso giorno una celebrazione avente il rango di festa o di solennità. Le domeniche dopo Pentecoste, dopo il Martirio e dopo la Dedicazione si coordinano con le parti proprie delle domeniche per Annum presenti nel Messale Ambrosiano e nella Liturgia Ambrosiana delle Ore, precedenti alla riforma del Lezionario e del Calendario Ambrosiano, seguendo l ordine progressivo in modo che le tre domeniche dopo la dedicazione coincidano sempre, rispettivamente, con la XXX, la XXXI e la XXXII domenica per Annum, quest ultima sempre sostituita dalla solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell Universo. Per conoscere la settimana per Annum associata, per ciascun anno, alla settimana dopo Pentecoste, così da rispettare tale vincolo, si consulti l Agenda Pastorale per le Celebrazioni Liturgiche. Norme per l Ordinamento delle Celebrazioni previste dal Calendario Particolare In aggiunta alle celebrazioni previste dal Calendario comune del Rito Ambrosiano, ciascuna chiesa o congregazione particolare inserisce nel Calendario le celebrazioni proprie, tenendo conto dei seguenti principi: a) Il Proprio del Tempo, cioè il ciclo dei tempi, delle solennità e delle feste, attraverso cui si svolge e si celebra il mistero della redenzione nell anno liturgico, deve essere conservato integro e deve godere della dovuta preminenza sulle celebrazioni particolari. b) Le celebrazioni proprie devono essere in organico accordo con le celebrazioni universali e comuni, tenendo presente l ordine e la precedenza indicate nella tabella delle precedenze dei giorni liturgici. Per non riempire eccessivamente i Calendari particolari, i singoli santi avranno una sola celebrazione nell anno liturgico. Se particolari ragioni pastorali lo richiedessero si potrò avere una seconda celebrazione, con il grado di memoria facoltativa, per la traslazione o il ritrovamento dei santi Patroni o Fondatori di Chiesa o di famiglia religiosa Sono solennità, feste e memorie proprie, che compongono il Calendario particolare: a) Nel Calendario delle Diocesi che hanno parrocchie di Rito Ambrosiano, oltre alla celebrazione dei Patroni e della Dedicazione della chiesa cattedrale, i santi e i beati che hanno un particolare rapporto con la diocesi, ad esempio per esservi nati, per avervi abitato a lungo, per esservi morti. b) Nel Calendario di una famiglia o di un ordine religioso, oltre alla celebrazione del Titolo, del Fondatore e del Patrono, i santi e i beati che furono membri della famiglia religiosa o che ebbero particolare relazione con essa. c) Nel Calendario delle singole chiese, oltre alle celebrazioni della diocesi o della famiglia religiosa, le celebrazioni di quella chiesa elencate nella tabella dei giorni liturgici e dei santi il cui corpo si conserva nella chiesa stessa. In particolare deve essere iscritta nel calendario particolare della singola chiesa la ricorrenza dell anniversario della Dedicazione della chiesa stessa, che ha grado di solennità del Signore. Qualora non si conosca il giorno esatto della Dedicazione, la ricorrenza è celebrata nella IV domenica di ottobre, I domenica dopo la Dedicazione del Duomo di Milano, sempre con il grado di solennità del Signore.

8 Norme per l uso dei colori liturgici Il Rito Ambrosiano, fedele alla propria tradizione, prevede l uso di cinque differenti colori liturgici durante il ciclo dell anno: a) Il colore BIANCO è utilizzato nelle ferie, nei sabati e nelle domeniche del tempo di Natale e del tempo di Pasqua, per tutte le memorie, le feste e le solennità della B.V. Maria, per le memorie, le feste e le solennità dei santi ad eccezione dei Santi Martiri, degli Apostoli e degli Evangelisti (con l eccezione della festa di San Giovanni per cui si usa ordinariamente il colore bianco), per tutte le feste e le solennità del Signore ad eccezione di quelle che riguardano il Mistero Eucaristico, la Passione, il Sacro Cuore, la Santa Croce e lo Spirito Santo, per le feste della Cattedra di San Pietro, della Conversione di San Paolo e della Natività di San Giovanni Battista, per la Messa Crismale del Giovedì Santo, per la Veglia Pasquale, per la solennità della Dedicazione del Duomo e della chiesa locale e nelle celebrazioni dei Battesimi, dei Matrimoni e, facoltativamente, delle Esequie di un bambino. b) Il colore ROSSO è utilizzato nelle ferie, nei sabati e nelle domeniche delle settimane dopo Pentecoste e dopo il Martirio di San Giovanni, nelle solennità, nelle feste e nelle memorie dei Santi Martiri, degli Apostoli e degli Evangelisti, ad eccezione della festa di San Giovanni, nelle solennità e nelle feste del Signore che riguardano il Mistero Eucaristico, la Passione, il Sacro Cuore, la Santa Croce e lo Spirito Santo, nella celebrazione dell Ottava del Natale nella Circoncisione del Signore, nel sabato in Traditione Symboli e in tutta la Settimana Autentica, ad eccezione della Messa Crismale e della Veglia Pasquale e nelle Messe votive della Santa Eucaristia, dello Spirito Santo, del Preziosissimo Sangue di Gesù e del Sacro Cuore celebrate secondo opportunità pastorale nei giorni feriali. Viene altresì utilizzato, indipendentemente dal colore proprio del tempo o del giorno liturgico, per tutte le celebrazioni strettamente connesse alla Santa Eucaristia (Adorazioni Eucaristiche, Processioni con il Santissimo Sacramento, ) c) Il colore MORELLO è utilizzato nelle ferie, nei sabati e nelle domeniche del tempo di Avvento, ad eccezione della VI domenica di Avvento, o domenica della Divina Maternità di Maria, in cui si usa il colore bianco, e del tempo di Quaresima, nelle Esequie, nella Messe dei defunti e nella commemorazione di tutti i fedeli defunti e nell amministrazione del Sacramento della Penitenza; può essere usato anche nelle messe votive per il perdono dei peccati celebrate, secondo opportunità pastorale, nei giorni feriali. Inoltre viene utilizzato per la celebrazione del Rito della Lavanda dei Piedi qualora sia compiuto separatamente dalla Messa vespertina in Cena Domini d) Il colore VERDE è utilizzato nelle ferie, nei sabati e nelle domeniche del tempo dopo l Epifania, ad eccezione dell ultima domenica di gennaio, festa della Santa Famiglia, in cui si usa il colore bianco, e delle settimane dopo la Dedicazione del Duomo, ad eccezione dell ultima domenica dopo la Dedicazione, solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell Universo, in cui si usa il colore bianco. e) Il colore NERO è stato reintrodotto, con uso facoltativo, dopo la riforma del Lezionario Ambrosiano del 2008 e può essere utilizzato, in sostituzione del morello, nelle ferie del tempo di Quaresima (ma mai nei sabati e nelle domeniche) e nella celebrazione delle Esequie, delle messe dei defunti e della commemorazione di tutti i fedeli defunti.

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