LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione dei rischi per attività svolte presso terzi

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1 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione dei rischi per attività svolte presso terzi Edizione 2014

2 Pubblicazione realizzata da INAIL Settore Ricerca Dipartimento Tecnologie di Sicurezza a cura di Raffaele Sabatino INAIL, Dipartimento Tecnologie di Sicurezza CONTATTI INAIL - Settore Ricerca Dipartimento Tecnologie di Sicurezza Via Alessandria, 220/E Roma INAIL La pubblicazione viene distribuita gratuitamente e ne è quindi vietata la vendita nonché la riproduzione con qualsiasi mezzo. È consentita solo la citazione con l indicazione della fonte. ISBN Tipolitografia INAIL - Milano, aprile 2014

3 INDICE LE ATTIVITÀ SVOLTE PRESSO TERZI GLI OBBLIGHI E LE RESPONSABILITÀ LE ATTIVITÀ TIPICHE L ACCESSO A CASA D ALTRI IL RUOLO DEL DATORE DI LAVORO OSPITANTE UNA POSSIBILE TRACCIA PER L INFORMATIVA DI PREACCESSO... 9 I RISCHI SPECIFICI INERENTI LE ATTIVITÀ ESTERNE QUALI RISCHI? L INFORTUNIO IN ITINERE L AUTO COME ATTREZZATURA DI LAVORO LA VALUTAZIONE DEI RISCHI L ART. 26 E IL DUVRI LA VALUTAZIONE DEI RISCHI PER ATTIVITÀ SVOLTE PRESSO TERZI LA VALUTAZIONE DEI RISCHI NON NORMATI LA VALUTAZIONE DEI RISCHI NORMATI INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE LE SCHEDE DI RILEVAZIONE DEI RISCHI: UN CASO ESEMPLIFICATIVO LA FORMAZIONE SPECIFICA DEI LAVORATORI I DPI SPECIFICI LE BUONE PRASSI PER I LAVORATORI CHE OPERANO FUORI DALLA SEDE AZIENDALE IL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE CONSULTIVA PERMANENTE UNA POSSIBILE APPLICAZIONE DELLE BUONE PRASSI L ESPORTABILITÀ DEL MODELLO BIBLIOGRAFIA... 79

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5 Le attività svolte presso terzi

6 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi Le attività svolte pressoo terzi 1. 1 Gli obblighi e lee responsabilità La valutazione dei rischi da parte del Datore di Lavoro (DL), e la conseguentee programmazionee deglii adempimenti connessi, è uno degli elementi cardinee del d.lgsd s. 81/08 e s. m.i.. Essa rappresenta, infatti, l asse portp tante dellaa filosofia in materia di d tutelaa dellaa salutee dei lavoratori chee vedee nel DL il protagonista attiva vo della funzione prevenzionistica, rappresentando il perno intornoo al qualee devee ruotare l organizzazionee aziendale dellaa prevenzione. Pare opportuno richiamaree l attenzionee sullaa facoltà concessa dal d.lgs. 81/08 e s.m.i. al DL di avvalersi,, nella fase di valutazionee del rischio, delle procedure ritenr nutee di volta in volta più appropriate ed efficaci, nell rispetto del le indicazioni contenute nello stessoo testo dii legge, ritenendo chee sia sempre da privilegiare ill risultato rispetto al processo. Sulle considerazioni chee fondanoo suu tali aspetti si basa, essee enzialmente, la presente pubblicazione. Quando un lavoratore si reca fuori sede, inviatoo dal proprioo DL a svolgeree una specifica attività lavorativa,, risulta espostoo add una serie di rischi che l attività comc mporta (add es.: infortunioo inn itinere, elettrocuzione,, caduta dall alto, esplosione, ecc.) ). La situazione è resa piùù delicataa dal fatto che il soggettoo terzo è sempre diversoo e spesso nonn conosciuto,, quindi, il DL mandante nonn è mai certoo dell avvenuta app plicazione delle normee di sicurezzaa nel sito ospitantee (ad es.: iner renti laa gestionee dei rischi da interferenza dov vuti allaa presenza di altre attività nei siti dove i proprii lavoratori andranno ad operare). In ogni caso o, la preventivaa valutazionee dei rischi resta di competenzaa del DL mandante che rimanee sempree responsabile nei confronti del lavoratore inviato presso terzi. La necessaria azione di d preventivo coordinamentoo con il DL ospitante costituisce pertanto obbligoo primarioo del DL mandante,, nei riguardi della tutela della salute e dellaa sicurezza dei propri lavoratori. 1.2 Le attività tipichee Rappresentano attività tipiche svoltee fuori sede, e quindi presso siti di altri DL ospitanti: le manutenzionii (extra DUVRI, vedi paragrafo 3.1) le installazioni e i montaggi il post vendita le verifiche e le ispezioni di tecnicii di Enti Pubblici le attività di rice rcaa nell ambito scientificoo le certificazioni (witness). 6

7 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi 1.33 L accesso a ca asaa d altri Premessa Sono da disciplinare a parte, in quaq antoo soggetti a specifici obblighi normativi, i lavori nei cantierii temporaneii o mobili ricadenti nel TitolT o IV del d d.lgs e, più inn generale, nellee fattispeciee previste dall art. 26 dell medesimo decreto, rico nducibili allea problematiche inerenti laa valutazionee dei rischi da interferenze (DU( UVRI). Peraltro, comee giàà accennato, la rimanente casistica chec si presenta ad un DLL che debba inviare inn trasfertaa presso terzii dei propri lavoratori puòp ò risultare tuttavia relar ativamentee ampia; si pensi, ad esee empio, a dei d tecnicii incaricati di una verificaa in contraddittorio, add unn intervento su un macchinario fornito, ad a un tecnicoo analistaa per campionamenti amb bientali, ad a una provaa statica in un edificio pubblico, comee add esempioo una scuola, a seguito di evento sismico, agli ispettori e ai verificatori degli Enti di Controlloo ecc.. Programmazione dell attività Nell ambito delle necessarie attiva vità preliminari di coordinamentoo e d interfaccia con il responsabilee dell Aziendaa o unità pro duttiva ospitante, il lavoratore incaricato dell effettuazione di attivitàà presso terzi devee acquisire, da questi, tutte lee notizie afferenti ai possibili rischi relativi al luogo di lavoro nel n quale si troverà add operare e alle misure di prevenzionee e protezione predisposte. Una delle prime condizioni è laa conoscenza degli amb bienti e l individuazione di rischi interferenziali chee possonoo insorgere dal fatto chee in uno stes sso contestoo vengonoo a operare addetti conc n mansioni diversee (addetti dell attività di produzione, installazioni, manutenzioni edile izie, impiantistiche, ecc.) e dei rischii ambientali e ntrinseci. Dato chee sii potrebbee operare, inn taluni casic, inn condizioni difficoltose, ad esempioo entro vani tecnici, in piani interrati, ecc., è raccomandabilee che l attività sia sempree effettuata congiuntamentee ad unn incaricato dell Azienda ospitante.. Misure generali dii prevenzione e protezione In linea generale, per le attivitàà fuorii sede, svolte pressoo ambienti di lavoro esterni a quelli propp pri dell lavoratore, si faa riferimento, oltre ai principi generali di prevenzionee e igienee del lavoro di d competenza del DLL mandante, oggetto del DVR aziendale, allaa valutazione dei rischi edd alle conseguentii misure, mezzi e disposizionii inerenti l unitàà produttiva del soggettoo terzo, che sono state esaminate nella valutazione deii rischi effettuataa dal DL ospitante. Informativa preliminare Il DL mandante, prioritariamente all effettuazionee dell attività presso terzi, formalizza unaa procedura, dii preaccesso, medim iante laa quale forniscee al lavoratore lee necessarie conoscenzee cui sii accennava. A talee scopo, in collaborazione conn laa strutturaa del DL ospitante, il DLL mandante perviene alla stess sura dii un informativa a beneficio dei propri lavoratori in relazionee agli specific rischi del sito da visitare. Si ritienee che tale informativa dovrà contenere, nelle mod alità e nelle forme chee più si riterranno opportune inn funzione delle specifichee realtà e sulla base degli elementi acquisiti dall Azienda ospitante, istruzioni inerentii almeno: le misure di prev venzione e lee disposizioni generali adottatee nell Azienda ospitante; un estratto del Piano di EmeE ergenza dell Azienda ospitante, di cuii al dmm ; i rischi generali e specific esistenti negli ambientii dove gli operatori sono destinati ad operare; le norme da rispettare nell Azienda ospitante per p l esecuzionee degli interventi in sicurezza; le istruzioni amb bientali. 7

8 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi 1.44 Il ruolo del Dat oree di LavL voroo ospitante Il DL mandante è in ogni caso il responsabile perr la sicurezza e la tutela della salutee dei propri lavoratorii anchee quando questi prestino la loroo opera all di fuori dei confinii materiali dell Aziendaa di appartenenza. È il caso, come già segns nalato,, dei lavori in appalto presso committenti terzi (lavori di costruzione, dii installazione, di manutenzione, di d modifica di impianti, di coibentazione e isol amento in genere, di noleggioo ponteggi, dii demolizionee e rimozione, di trasporto di materiali di risultaa e di rifiuti pericolosi, ecc.). È anche il caso di lavoratori chee sii recano pressoo terzi, siaa per contatti a livelloo amministrativo (funzionarii commerciali) chee con presenzaa e partecipazionee a fasi operative in reparti di produzione (manutentorii specialisti, montatori), di d tecnici inviati per una verifica in contraddittorio, di manutentori per un intervento suu una macchina fornita, di d tecnici anaa alisti per rilievi ambientali, ecc. e, infine, di ispettori e verificatori di Enti dii Controllo. Anchee nel caso di lavoratori trasfertisti, gli obblighii di informazione sui rischi lavorativi presenti nei luoghi dii lavoroo terzi gravano sull DLL mandante; ; questi dovrà pert tanto attivarsi per ottenere dal DLL ospitante tutte lee informazioni necessariee sui rischi dell ambientee nel quale il personale in trasferta dovrà prestare la propriaa opera, per trasferirle al lavoratoree interessato. In linea di principio il lavoratore ospio te potrebbe esseree informato anca he dai dipendenti delld Azienda ospitantee all attoo del suoo ingressoo (quandoo gli si illustra, ad esempio, il piano di emergenza); tuttavia, in ogni caso, lee informazioni ottenute in precedenzaa occorrono al DL man ndante in quanto soltantoo laa conoscenza prevp ventivaa dei rischi glii permettee di fornire al lavoratore i DPI appropriati. Fraa i luoghi add elevato rischio, per p i quali debbonoo essere acquisite e fornite informazioni lee più dettad agliatee possibili, figurano i siti industriali, gli ambienti ospedalieri, ecc. laddove, ad esempio, i tecnt nici delle case chee hannoo fornito attrezzature e apparecchiature possono dover accederee per attività di manutenzione. Minori problematichee esistono, evide dentemente, nel caso di personale che debbaa accedere esclusivamentee ad uffici, laddove i rischi esistenti sonoo dello stessoo ordine di quelli usualmente presenti inn ogni ambientee dii vita; in ogni caso, dovràà comunquee essere cura dell ospitante fornire al lavoratoree lee istruzioni sull comportamento da tenere, in particolare in caso di emergenza. A tal proposito, recentemente, laa Corte di Cassazione Penale Sezionee IV, con sentenzaa n del 177 ottobre 201 3, ha stabilito che il DLL ospitante puòò rispondere per un infortunio chee dovesse accadere neii luoghi di lavoroo della propria Azienda anche a una persona estranea, see lo stesso è legato a una violav azionee delle normee in materia di d salute e sicurezza sul lavoro. Il DL di un Azienda, sostiene la suprema Corte,, può rispondere anche per un infortunioo che dovessee accaderee nel luogo di lavoro ad unau persona estranea all organizzazione. Perché si configuri un profilo di colpa, ha precisato laa stessa Corte, non occorree che vi sia la violazione dii specifiche norme dettatee per la prevenzione degli infortuni sul lavoro ma è sufficientee che l evento dannosoo sii siaa verificatoo a causaa dell omessa adozione di quelle mis suree ed accorgimenti imposti aii fini della piùù efficacee tutelaa dell integritàà fisicaa del lavoratore. 8

9 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi 1.55 Una possibile traccia perp r l informativa di preaccesso Informativa di preaccesso NORME DI COM MPORTAMENTO PER I LAVORATORI INVIATI AD ESEGUIRE, NELL AMBITO DELLA C..T.U. DI CUIC I ALLAA CAUSA R..G. 327/13 LINDO & PIN NTO S.N.C./TALL DEI TALI S.R.L.., DELLE PROVE DI CARICO SUU ELE EMENTI STRS RUTTURALI PRESSO L AZIENDA Tal dei tali s.r.l. A AZIENDA A T TAL DEI TALI S. R.L.. Laa presente informativa è stata redatta dallo scrivente DL della Sicurapidaa s.r.l. a seguito dell acquisizione, presso il DLL ospitante, dellee informazioni necessarie in relazione ai rischi dell ambiente nel quale i lavoratori saranno chiamati a prestaree la propria attività fuori sede. Nota: Laa presentee non costituisce la valuv utazione dei rischi per i lavoratori addetti ad attivitàà daa eseguire presso terzi; la pred detta valutazione è stata eseguita, a latere,, secondo i critec eri espostii al capitolo 3. edizione 2013 dataa pag. 1 di 14 9

10 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi Trasferimenti I trasferimenti saranno effettuati, dall laboratorio La Sicurapida s.r.l. alla destinazione ove si deve effettuare laa provaa di carico, e ritorno al laboratorio La Sicurapida s.r.l. s., utilizzandoo i mezzi di movimentazione ritenutii idonei (in funzionee del pesp o dellee attrezzature, del loroo volume, ecc.) con le modalitàà e secondo le istruzionii ricevute ai fini della sicu urezza daii responsabili aziendali. Gli operatori sonoo stati informati dei rischi connessi ai trasferimenti e istruiti circa gli obbo blighi che gli stessii hannoo di rispettare le norme del codice della stradaa e di verificare, preventivamentee alla trasferta, che ill veicolo che e sarà utilizzato sia inn ordine e funzionante, ai fini della sicurezzaa degli stessi operatori che nee fannoo uso e ai sensi del prima citatoo codice dellaa strada. Qualora il trasferimentoo debba essere effettuatoo con altro o mezzo (add esempioo aereo, o nave), le precedentii istruzioni debbonoo essere applicate nell trasporto, mediante veicoloo suu gomma, dal laboratorioo al luogo ove sii trova l aeroporto o il porto. Accettazione Presentarsi all ingressoo dell Azienda, registrarsi,, ritirare disposizionii del personale di segreteriaa presso laa reception. e indossare l appositoo tesserino; seguire lee Disposizioni generali non n fumare o usaree fiamme libere non n eseguire fotografie o riprese se non espressamentee autorizzati atte enersi scrupolosamente alle istruzioni dell accompagnatoree dell azienda e, e dove obbligatorio,, indo ossaree glii eventuali dispositivi di protezione individuale (DPI) fornitivi non n accedere ai reparti, ai a magazzini, all officina o alle aree esternee see non accompagnati risp pettare la segnaletica e non transitaree nel raggio d azione dei carrelli elevatori all i nternoo dei reparti transitaree negli appositi percorsi contrassegnati daa segnaletica a pavimento,, man ntenersi a debid ita distanza da scaffali, attrezzature e da organi di trasmissione di macchine inn funz zione, attraversare sulle strisce pedonali non n correre, sulle scale utilizu zzare il corrimano e salire un gradinoo alla voltaa risp pettare la segnaletica internaa non n ostruire conn oggetti o veicoli le vie di fuga e lee uscite di d sicurezza fare e attenzione ai carrelli elevatori, non superare la velocitàà di 100 km/h seg gnalaree immediatamente ogni anomalia o statoo di pericolo riscontrato è tassativamente vietato entrare nei magazzini in caso di allar rmee seguire le indicazioni dell accompagnatore o recarsi presso i punti di raccoltaa indi icati nella planimetria seguentee PUNTI DI RACCOLTA INN CASO DI EMERGENZAA edizione 2013 dataa pag. 2 di

11 Organigramma della sicurezza dell Azienda ospitante Funzioni aziendali in materia di prevenzione dei rischi sui luoghi di lavoro dell Azienda Funzione Nominativo Telefono Datore di lavoro Marco Fagioli Delegato del DL Giovanni Lo Cascio RSPP Nicola Pepe ASPP Marcello Giusti Medico Competente Dott. Salvatore Rienzi RLS/RLST Paolo Arpanelli Matteo La Farina Arturo Gioia Addetti antincendio Maurizio La Penna Paolo Dolci Fabio Trezza Antonino Marangon Matteo La Farina Arturo Gioia Addetti al primo soccorso Maurizio La Penna Paolo Dolci Fabio Trezza Antonino Marangon Piano delle emergenze aziendali.. omissis Piano di Emergenza ai sensi del Decreto Ministeriale 10 Marzo 1998 Estratto informativo.. omissis edizione 2013 data pag. 3 di 14 11

12 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi Rischi generali presenti nell ambito delle aree dell Azienda ospitante Dalle informazioni assu untee dal DL D ospitante, inerenti i rischi dell ambiente nel qualee i lavoratori chiamati a prestare la propria attività, si è desunta la pres senza dei seguenti fattori di rischio: saranno Rischio investimento Passaggi interni edd esterni dei capannoni, nei quali non è ammessoo il transito contemporaneo dei veicoli e delled e persone Rischio da specifiche lavorazioni Rischio investimento e caduta carichi Ambienti con accesso consentito esclusivamentee al personalee autorizzato e con l adozione di prescritte norme igienico-sanitarie Carrelli elevatori a forche ed altri automezzi che circolano all interno e all esterno degli ambienti di lavoro; carriponte in manovra all interno degli ambienti di lavoro e di sicurezza Risc chio urti e caduta di materiali Stoccaggioo materiali sia all interno che c all esternoo degli ambienti di lavoroo Rischio da contatto con sostanze Depositi e stoccaggio rifiuti e/ /o residui di lavorazione Rischio elettrocuzione Lineee elettriche sotto tensionee Rischio incendio Presenza di d prodotti e materiali infiammabili Rischi meccanici Macchine ed attrezzaturee di lavoro Rischi derivanti da interferenze Presenza di lavoratorii autonomi e/oo ditte esterne per lavori in appalto edizione 2013 dataa pag. 4 di

13 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi Rischi specifici legati allee attività da svolgeree inn Aziendaa (vedii nota a pag. 1 di 14) Gli operatori debbono verifv ficare, primaa dell inizioo della trasferta, che siano disponibili ed inn ordine (compresii lo stato di conservazione e la pulizia) tutti i DPI in dotazione (scarpe antinfortunistiche, occo hiali, guanti, cascoo protettivo, ecc.), nonché l abbigliamento in dotazione a seconda dellaa stagione in cui c la trasferta vienee effettuataa e tenutoo contoo dellee condizioni am bientali ove la prova saràà effettuata (luogoo protetto, riscaldato o meno, luogoo coperto maa non protetto, luogo all esterno e privo di protep ezione). Gli operatori, al momentoo dell arrivo pressoo l Azienda ovee dovranno operare secondo l incarico ricevuto, debbonoo richiedere di esseree informati dei dispositivi dii sicurezza adottati all interno dello stessoo luogoo e prenderee visione del piano di sicurezzaa eventualmentee esistentee presso lo stesso luogo. Gli operatori dovranno in particolaree prendere visione dii quali siano le posizioni delle uscitee di sicurezza e quali siano le eventuali vie di fugaa dal luogo ove loro oper reranno. Gli operatori sonoo stati informati dei rischi connessi alla mancata osservanza di questee disposizioni e istruitii circa l obbligo chee essi hanno di richr hiederee le informazioni sopra menzm zionate. Durante le operazioni connesse conn l effettuazionee delle prove di caricoo gli operatori dovranno porre tutte lee attenzioni necessarie perr l eliminazione dei rischii connessi conn la movimentazione delle eventualii attrezzaturee mobili (trabattelli) necessarie perr operare in quota, con laa movimentazione e posaa in operaa deglii strumenti (martinetti idraulici, pompe per il loro azionamento), delle vasche per il contenimento dell acqua,, con laa posaa in opera dei tasselli perr il fissaggio degli strus menti di rilevazione dei segnali e dei cavi elettrici dii collegamento agli strumenti di acquisizione e programmazione della prova, ecc.. A talee sco po potrannoo essere utilizzati, specialmente see forniti dall Azienda, esclusivamente mezzi dii sollevamento provvisti di d certificazione apposita in corso di validità. Qualora i mezzi di sollevamento siano di proprietà del laboratorio Laa Sicurapida s.r..l., gli operatori incaricatii provvederanno, prima della movimentazionee dellaa stessa attrezzatura dal laboratorio, a verificaree che siaa perfettamente funzionante ai fini della sicurezza del suo impiego. Gli operatori sonoo stati informati dei rischi connessi alla mancata osservanza di questee disposizioni e istruitii circa l obbligo chee essi hanno di appa plicarle rigorosamente. Per lee variee fasi oggetto delle attivitàà che gli operatori debbono eseguire pressoo l Azienda, vengonoo dii seguito des critte le oper razionii a magm ggior rischio, con l avvertenza chee solo a vallee della prescritta valutazionee dei rischi (eseguita seco ondo i criteri esposti al capitoloo 3) ) discenderannoo le indicazioni relative alle misure dii prevenzionee e protezione da attuare, ai contenuti dellaa formazionee specifica daa erogare e ai DPI da fornire aii lavoratori. edizione 2013 dataa pag. 5 di

14 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi Lee prove di carico ven gono effettuatee su elementi strutturali alloo scopo di verificarnee sperimentalmente ill comportamento sottoo lee azioni di esercizio: possono esse ere prove di collaudo, daa effettuare prima di d metteree in esercizio le strutture, al fine di d verificarne la rispondenzaa alle prevp visioni progettuali, o prove di analisi, all fine di verificare il comportamentoo di unn elemento strutturale già in opera. I solai latero cementizi si comportanoo comee piastre vincolate su quattro lati, e pertanto, anche i travettii distanti dalla a zonaa caricata forniscono un con ntributoo collaborando conc quello più sollecitato.. Nel caso in esame, la zavorra occorrente perr materializzare i carichi distribuiti di prova è costituita da d vaschee daa riempire conn acqua. P PROVA DI CARICO STATICA SU SPECCHIATURAA DI SOLAIO LATERO CEMENTIZIO Il carico si dispone in manm iera uniforme e graduale, quan ntificandoo con esattezza il medesimoo utilizzando unn contatore sia inn entrata chee in uscita. Per laa misura degli spos stamenti venv ngono utilizzati trasduttori potenziometrici o induttivi, collegati ad appositaa centralina, i quali correlano la variav azione della resistenza elettrica o del cam mpoo magnetico allaa variav azionee della grandezza fisica. Laa centralina, elaborando i segnali in remoto, evita che c l operatore debba eseguiree lee letture direttamente,, recandosi materialmentee inn prossimità del comparatoree e di conseguenzaa al di sotto del solaioo caricato! Lee fasi ese ecutivee dellaa prova di d carico, con zavorraa costc tituita da acqua inn serbatoi e misurazioni deglii abbassamenti effettuatee con trasduttori di spostamento e centralina di acquisizione, possono pertanto cosìì riassumersi: effe ettuazione di d sopralluogo preliminare al fine di prenderee diretta visione della struttura daa coll audaree ed esege guire i rilievi necessari: altezzaa libera all ina ntradossoo del solaio, tipologia di solaio, grad do di finitura edd eventuale presenza di carichi permanenti; pos sizionamentoo del serbatoio sull area individuataa quale striscia di cari ico; indi ividuazione all intradossoo del solaio dei punti ( sui travetti) a contattoo dei quali mettere a contc trasto i tras sduttori di spostamento, relativa installazionee inn opera a mezzo di stativi e collegamento allaa cen ntralina; effe ettuazione della provaa caricando perr step il serbs batoio, misurando siaa i litri immessi, a mezzo dii con ntatore d acqua, sia l altezza d acquaa raggiunta: per ciascuno step il carico dovràà esseree man ntenuto sino alloo stabilizzarsi dei cedimenti della struttura; mis surazione degli abbassamenti nei punti dell l andamento carichi cedimenti dell la struttura. monitorati e determinazione, in tempo reale,, Si riportano, a scopoo esemplificativo, lee schede inerenti lee fasi approntamento del cantieree prova e prova dii caricoo del solaio. edizione 2013 dataa pag. 6 di

15 Fase lavorativa Operazione Attrezzature Esposti Rischio urti tagli o abrasioni Approntamento del cantiere prova prelievo strumentazione dal magazzino e movimentazione dei materiali conduzione automezzi carrello elevatore, transpallet autovetture, furgone operatori addetti alle prove manipolazione di gas compressi movimentazione manuale dei carichi schiacciamenti, in particolare agli arti inferiori caduta, ribaltamento e rotolamento dei carichi investimenti con i carichi o con i carrelli, rottura imbracature cadute incidente stradale trasporto e manipolazione di gas compressi (es.: azoto) lombalgie e traumi causati da vibrazioni attività di carico, sistemazione e scarico delle attrezzature preparazione dell ambiente oggetto della prova trabattello, carroponte, pompe, ecc. caduta dall alto caduta di materiale dall alto esposizione a rumore vibrazioni stress condizioni di lavoro difficili esposizione a fattori climatici avversi.. omissis edizione 2013 data pag. 7 di 14 15

16 Fa ase l avor rativ va Pr rova del di carico sola aio po osizio onam mento dei serba atoi e a i insta in op trasd spos t s colle alla c allazio pera dutto tame egam centra one dei ri di ento mento o a alina e m abb pu effett della isura bass unti m tuazi a pro azion same moni ione ova ne de enti n torat egli nei ti edi izione 2013 Operazione.. omissis tr attr ma Attre ezza ature attre ma spe ezzat anual ecific ture i e he rabatt rezzi tello, manu scale e, uali, ecc. attr nuali pom rezza e sp mpe, e ture pecific ecc. che, da ata Espo osti opera atori adde etti alle pr rove pag. 8 di 14 Risc chio ur rti tag li o a brasioni mov manu schia accia caric scivol a f amen nto o urto contr e fattori vimen uale d ment hi mo ntazio dei ca to da ovime spos izion i clim matici one arichi cadu uta a ro ost tacoli parte dei entati e avve terra a, rsi cad duta dall a alto cadu uta di i mate eriale e dall alto a f e fattori spos izion i clim matici e avve rsi ele ettroc cuzion ne scivol amen nto o urto contr cadu uta a ro ost tacoli terra a, e spos izione a ru umor re con ndizio stre ess ni di lavor ro diff ficili a f e fattori spos izion i clim matici e avve rsi i LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del rischi per attività svolte verso terzi 16

17 Norme generali da rispettare, all interno dell Azienda ospitante, da parte degli operatori l accesso dei mezzi all interno della proprietà dell Azienda ospitante è consentito previa richiesta di autorizzazione; tutti gli automezzi autorizzati ad operare all interno dell Azienda dovranno circolare ad una velocità ridotta, pari a 10 Km/h, ed evitare eventuali danneggiamenti alle cose; l attraversamento e la circolazione in luoghi con visibilità ridotta debbono essere sempre segnalati con avvisatori acustico/luminosi. Vige comunque l obbligo di rispettare la segnaletica stradale e specifica presente. I mezzi dovranno stazionare e circolare in maniera tale da non creare intralcio alla viabilità o pericolo per le persone; negli spostamenti dovranno essere seguiti i percorsi eventualmente all uopo predisposti, evitando assolutamente di ingombrarli con materiali o attrezzature. In ogni caso, sia per la circolazione pedonale che veicolare, all interno dei reparti produttivi dovranno essere scrupolosamente rispettate le norme aziendali di sicurezza che ne disciplinano la circolazione; ogni lavoratore dovrà essere munito di tesserino di riconoscimento con fotografia, che dovrà sempre esporre in modo ben visibile; all interno degli ambienti di lavoro vige il divieto di fumo e di consumo di bevande alcoliche e superalcoliche, che s intende esteso a tutti gli operatori esterni, pena l applicazione delle sanzioni previste e/o l allontanamento immediato dall Azienda da parte del Delegato del DL ospitante; tutto il personale impiegato nelle prove è tenuto ad osservare costantemente, in maniera scrupolosa, le norme di sicurezza, di prevenzione contro gli infortuni e d igiene del lavoro; in particolare gli operatori dovranno utilizzare i DPI forniti adatti all ambiente e al tipo di lavoro (tuta, guanti, cuffie, elmetto protettivo, imbracatura, ecc.) nelle modalità previste dal d.lgs e s.m.i.; in caso di situazioni di emergenza (es.: incendio, sisma, ecc.) gli operatori dovranno utilizzare le vie e le uscite di emergenza indicate dalla segnaletica esistente e dovranno attenersi alle indicazioni fornite dagli incaricati aziendali addetti alla gestione delle emergenze; gli operatori dovranno astenersi dal compiere qualsiasi intervento che possa pregiudicare la sicurezza o determinare impatti negativi sull ambiente, di propria iniziativa e che comunque non sia stato preventivamente autorizzato dal delegato del DL ospitante; prima dell inizio degli interventi si dovranno accertare la natura, l efficienza e lo stato delle strutture interessate dalla prova, al fine di prevenire ogni possibile incidente al proprio personale, a quello del DL ospitante ed a terzi; è fatto divieto di lasciare in corrispondenza dell area d intervento, materiali ed attrezzi non custoditi da personale competente; è vietato altresì abbandonare attrezzature e/o materiali in posizioni d equilibrio instabile o, qualora ciò fosse indispensabile, ne andrà segnalata la presenza avvertendo tempestivamente il referente del DL ospitante, per gli eventuali provvedimenti del caso; si fa presente che tutte le condutture elettriche presenti nell ambito dell Azienda ospitante dovranno sempre essere considerate sotto tensione elettrica; qualora gli operatori, per l espletamento delle prove, si trovino a contatto con le condutture sopra citate, oppure debbano operare ad una distanza inferiore a quella di sicurezza, i lavori dovranno essere eseguiti solo in assenza di tensione secondo le norme vigenti; è fatto divieto di abbandonare i rifiuti, di qualsiasi genere e natura, presso i locali dell Azienda; al termine della giornata lavorativa, o comunque dell intervento, sarà cura degli operatori lasciare in ordine le aree oggetto del medesimo, mettere in sicurezza le eventuali attrezzature presenti, segnalandone la situazione di pericolo. L area d intervento, se presenta rischi, dovrà essere delimitata e segnalata opportunamente con cartelli ed eventualmente segnaletica luminosa. edizione 2013 data pag. 9 di 14 17

18 Norme particolari da rispettare, all interno dell Azienda ospitante, da parte degli operatori All occorrenza l energia elettrica verrà fornita dal DL ospitante alle seguenti condizioni: 1. È stabilito un divieto assoluto di collegarsi in modo autonomo a qualsiasi linea elettrica e tantomeno di intervenire su quadri, pertanto gli operatori non potranno allacciarsi direttamente alle prese del DL ospitante, ma dovranno utilizzare un proprio quadro elettrico di tipo conforme alla norma CEI 17-13/1 dotato di interruttori automatici differenziali e magnetotermici. 2. Il delegato del DL ospitante indicherà il punto di presa. 3. Prima dell allacciamento, gli operatori dovranno effettuare la verifica del coordinamento delle protezioni nel quadro e nelle relative utenze. Nel caso sia accertata la necessità di disporre di un differente sistema di dispersione a terra, questo dovrà essere realizzato in maniera autonoma previa comunicazione ed autorizzazione da parte del DL ospitante. 4. Occorrerà utilizzare unicamente prese e spine del tipo conforme alla norma CEI Utilizzo di attrezzature di proprietà dell Azienda ospitante 1. Gli operatori dovranno utilizzare attrezzature proprie. 2. Non potranno, in nessun caso, fare uso di servizi dell officina, di mezzi elettrici o ad aria compressa, di gru, di paranchi, di sollevatori, di carrelli elevatori, di veicoli, di utensileria e di quant altro sia di proprietà del DL ospitante. 3. In casi particolari potranno essere concesse in uso delle attrezzature previa espressa richiesta di prestito d uso da presentare e da formalizzare per iscritto. 4. Gli operatori saranno responsabili dell integrità e del corretto uso dell attrezzatura durante l intero periodo di prestito e dovranno osservare, oltre le disposizioni espressamente previste dal d.lgs. 81/08, le seguenti disposizioni: A. Verificare l integrità e l efficienza delle attrezzature ricevute in uso prima, durante e dopo l utilizzo prima della riconsegna. B. Se ritenuti giustificatamente necessari, richiedere al delegato del DL ospitante eventuali interventi di manutenzione che si rendano opportuni per garantire l efficienza e la sicurezza dell attrezzatura. C. Riconoscere di esclusiva pertinenza e responsabilità l osservanza di tutte le norme in materia di prevenzione infortuni che riguardano l utilizzo dell attrezzatura affidata, nonché la predisposizione di tutti i relativi approntamenti e cautele antinfortunistiche. D. Riconsegnare nello stesso giorno, prima della chiusura aziendale, le attrezzature avute in prestito se non diversamente concordato con il delegato del DL ospitante. E. Le attrezzature dovranno essere rese nelle medesime condizioni in cui sono state ricevute. edizione 2013 data pag. 10 di 14 18

19 Per i lavori cosiddetti a caldo, comportanti l uso di fiamme e comunque suscettibili di essere causa di innesco d incendio (ad es.: saldatura elettrica e ossiacetilenica) si debbono adottare le seguenti minime precauzioni: 1. Fermo delle macchine e delle operazioni che producono polvere o materiali infiammabili che possono raggiungere l area d intervento. 2. I pavimenti e le zone circostanti all area interessata debbono essere puliti e poi bagnati. 3. Tutte le aperture nei pavimenti nel raggio di dieci metri debbono essere sigillate per prevenire il passaggio di scintille ed i materiali combustibili che non possono essere rimossi debbono essere protetti con coperte antifiamma. 4. Un responsabile, equipaggiato con estintore, deve esser posto anche al piano superiore o inferiore se è possibile che le scintille raggiungano queste aree. 5. Circoscrizione della zona di saldatura con schermi protettivi ad evitare proiezioni di scintille o scorie incandescenti ed adeguata predisposizione degli impianti e dei recipienti, tubazioni su cui si deve intervenire. 6. Accurata posa degli impianti elettrici (in caso di saldatura elettrica) e controllo del buono stato dei cavi di alimentazione, alimentazione elettrodi e di massa. 7. La presa di massa deve sempre essere collegata in prossimità del punto da saldare, ad evitare che si formino scintille sul circuito di ritorno. 8. Nel caso debbano effettuarsi lavori con impiego di fiamme o produzioni di scintille lungo il percorso adiacente od in quota, dovrà essere isolata la zona di possibile proiezione delle scintille e si dovrà predisporre un incaricato per evitare il transito ai veicoli contenenti prodotti infiammabili o per avvisare di sospendere temporaneamente il lavoro di saldatura. 9. Ispezionare dopo trenta minuti dal termine del lavoro l area d intervento per riscontrare eventuali presenze di focolai (braci). Per i lavori all interno di recipienti, vasche e spazi confinati si debbono adottare le seguenti minime precauzioni: 1. Le aperture di accesso debbono avere dimensioni (o diametro) sufficienti a garantire il sicuro passaggio degli operatori. 2. Il recipiente deve essere lavato e bonificato e non deve contenere sostanze o residui pericolosi, che possano pregiudicare la sicurezza nel corso dell effettuazione delle operazioni previste. 3. Il recipiente deve essere isolato dal resto dell impianto con inserimento di cieche e/o distacco delle tubazioni di ingresso ed uscita. 4. Le attrezzature all interno del recipiente debbono essere sezionate elettricamente. La richiesta di sezionamento deve essere effettuata per iscritto al delegato del DL ospitante. 5. Su tutti i punti di scollegamento, intercettazione, sezionamento, ecc. di cui sopra dovranno essere esposti avvisi con l indicazione Divieto di manovra - Lavori in corso all interno del recipiente". 6. Predisporre adeguate e sicure opere provvisionali per l acceso e l ingresso al recipiente in modo tale da rendere sicuro ed agevole sia l ingresso che l uscita dal recipiente oltre che per facilitare un eventuale intervento di soccorso. 7. Dotare il personale incaricato a tali lavori dei mezzi e indumenti protettivi idonei ed accertandosi della loro funzionalità ed efficienza (ad es.: autorespiratore, cinture di sicurezza, funi, ecc.). 8. Controllare prima dell inizio dell intervento l atmosfera all interno del recipiente al fine di verificare che ci siano le condizioni per lavorare in sicurezza. 9. Assicurare un adeguata ventilazione durante tutto il lavoro. 10. Il personale che entra deve sempre essere assicurato con una cintura di sicurezza e funi uscenti dall imbocco di accesso a porta d uomo in modo tale da permettere il rapido recupero dell addetto in caso di necessità. Inoltre, detto personale deve usare ed indossare i mezzi di protezione prescritti. 11. Esternamente al recipiente si deve trovare una persona in grado di estrarre il lavoratore che si trova all interno dello stesso. 12. Detta persona dovrà sorvegliare costantemente, anche con richiami, le condizioni di chi lavora all interno. 13. E inteso che le operazioni non potranno essere svolte in forma isolata da un singolo operatore. 14. Le apparecchiature elettriche per l illuminazione localizzata o che si utilizzano all interno dovranno essere alimentate con una tensione che non deve superare i 50 Volt verso terra e sia derivata da un trasformatore di sicurezza. 15. Le lampade elettriche portatili dovranno essere alimentate con non più di 25 Volt verso terra. 16. Colui che sovrintende ai lavori dovrà rendere edotto il personale degli eventuali pericoli, delle cautele da adottare, e dare chiare disposizioni per il regolare e sicuro svolgimento del lavoro. edizione 2013 data pag. 11 di 14 19

20 Per i lavori in altezza si debbono adottare le seguenti minime precauzioni: 1. Le opere provvisionali quali ponteggi od impalcature dovranno essere allestite a regola d arte ed essere proporzionate ed idonee allo scopo ed essere conservate in efficienza per l intera durata del lavoro. 2. Le zone sottostanti alle impalcature od ai lavori in quota debbono essere sbarrate e munite di cartelli indicatori che vietino il passaggio e indichino l obbligo di uso del casco. 3. Non bisogna lasciar cadere, né tanto meno gettare, alcun oggetto al di sotto. 4. Le opere provvisionali andranno rimosse una volta cessato il loro utilizzo. 5. Le strutture provvisionali debbono essere opportunamente segnalate se realizzate in posizioni poco visibili come nel caso, ad esempio, dietro angoli di edifici, nascoste da parti di impianti come silos o tramogge, ecc.. Per i lavori di sflangiatura ed apertura di condotti si debbono adottare le seguenti minime precauzioni: 1. Informarsi presso il delegato del DL ospitante sulla natura dei liquidi o dei gas contenuti. 2. Richiedere al delegato del DL ospitante che la zona interessata dall intervento sia opportunamente evacuata e/o sezionata, assicurando l interruzione del normale flusso del liquido o del gas. 3. Indossare indumenti protettivi adeguati alla natura della sostanza contenuta. 4. Eseguire la sflangiatura con le dovute cautele, lasciando in presa almeno due bulloni opposti ed allentandoli poi gradualmente, tenendosi in posizione defilata da possibili spruzzi, finché eventuali residui di liquidi o di pressione non siano scaricati. 5. In caso di liquidi che possono determinare un impatto ambientale, il deflusso di questi residui dovrà essere opportunamente fatto confluire in un contenitore per evitare la sua dispersione sul pavimento o sul terreno. Per l opportuna gestione di questi reflui si dovrà consultare il delegato del DL ospitante. 6. Dette precauzioni dovranno essere adottate di volta in volta allo specifico lavoro da eseguire ed eventualmente esser integrate con altre anche nei confronti di terzi che possano trovarsi a passare o operare nella zona di lavoro. edizione 2013 data pag. 12 di 14 20

21 Istruzioni ambientali 1. È fatto assoluto divieto allo scarico in acque superficiali di qualsiasi refluo diverso da acqua fresca, intendendosi per tale quella non addizionata di alcunché. 2. Si sottolinea la fondamentale premessa che i rifiuti generati nel corso delle attività commissionate a seguito dei lavori da eseguire od eseguiti rimangono di esclusiva competenza del produttore. Sarà, quindi, cura di quest ultimo assumersene gli oneri in termini di stoccaggio temporaneo, trasporto, smaltimento o recupero secondo la normativa vigente. 3. Inoltre, è fatto assoluto divieto di abbandono e di deposito incontrollato, sia a contatto diretto del suolo che non, di qualsiasi rifiuto, intendendosi per tale qualunque sostanza od oggetto rientrante nelle seguenti categorie: A. Prodotti contenenti amianto, PCB, ecc. B. Prodotti scaduti C. Sostanze accidentalmente riversate, o perdute o aventi subito qualunque altra alterazione accidentale, compresi tutti i materiali, le attrezzature ecc. contaminati a seguito dell incidente in questione D. Sostanze contaminate od insudiciate in seguito ad attività volontarie come ad esempio residui di operazioni di pulitura, materiali d imballaggio, contenitori ecc. E. Elementi inutilizzabili come ad es. batterie, pile, catalizzatori esauriti, anodi di saldatura, ecc. F. Sostanze divenute inadatte all impiego come ad es. acidi contaminati e non, olii minerali ed idraulici esausti od emulsionati con acqua, solventi contaminati e non, ecc. G. Residui di processi industriali quali ad es. scorie di saldatura H. Residui di procedimenti o processi antinquinamento come ad es.: fanghi di lavaggio dei gas, polveri da filtri dell aria, morchie da filtri per olio, filtri usati ecc. I. Residui di lavorazioni e sagomatura come ad es. trucioli di tornitura o fresatura, sfridi da lavorazione dei metalli ecc. J. Residui provenienti dall estrazione e dalla preparazione delle materie prime come ad es. residui di cemento o loro componenti non utilizzati ecc. K. Sostanze contaminate come ad es. olii minerali ed idraulici contaminati. L. Qualunque sostanza o prodotto la cui utilizzazione è giuridicamente vietata (N.B.: il prestatore d opera esterno, nel caso debba impiegare tali sostanze nelle proprie lavorazioni, deve preliminarmente informare il referente ambientale di Stabilimento sulla natura e sulla quantità dei prodotti che sta introducendo nonché fornire le dovute informazioni e le motivazioni al suo impiego all interno dello stabilimento). M. Prodotti di cui il detentore non si serve più come ad esempio scarti di officina, di ufficio, materiali di demolizione ecc. N. Materie, sostanze o prodotti contaminati provenienti da attività di riattamento dei terreni. O. Residui di produzione e di consumo in appresso non specificati come ad es.: olii anche nuovi, sostanze chimiche varie, componenti meccanici di macchine non più utilizzabili, attrezzature non più impiegabili ecc. P. Qualunque sostanza, materia o prodotto che non rientri nelle categorie sopra elencate. 4. È fatto assoluto divieto di accensione di fuochi o di creazione di fonti di possibili combustioni per effetti indotti o diretti di qualsiasi sostanza, legno incluso. 5. È fatto assoluto divieto di sversamento, di riempimento di serbatoi, cisterne, contenitori interrati o fuori terra, vasche di contenimento e cisternette, siano esse vuote o parzialmente piene, di proprietà del DLC con sostanze e materiali di scarto o di esubero derivanti da attività di lavorazione, interna ed esterna, da parte delle maestranze delle Ditte esterne. 6. È fatto divieto d impiego di attrezzature e macchinari che producano inquinamento acustico, ovvero non conformi alle normative costruttive attuali e comunque che non diano garanzie di rispetto dei limiti normativi in vigore e pertanto debbono risultare conformi al rispetto di quanto stabilito dalla legislazione sul rumore esterno. 7. I valori limite d immissione di rumore debbono pertanto rientrare entro i limiti di emissione fissati dalla vigente normativa che possono essere richiesti al Delegato del DL ospitante. edizione 2013 data pag. 13 di 14 21

22 Del contenuto di questa informativa sono stati informati tutti gli operatori abilitati allo svolgimento delle mansioni di cui al titolo della medesima. Agli stessi operatori è stata consegnata copia dell informativa, firmata dal DL del Laboratorio della Sicurapida s.r.l.. Gli stessi operatori hanno controfirmato per ricevuta. Ogni variazione dell informativa (aggiornamento, modifica, ecc.) deve essere redatta (in revisione 1, 2, ecc.) e consegnata agli operatori, previa informazione adeguata. Spett.le DL. Oggetto: prove di carico su elementi strutturali presso l azienda Tal dei tali s.r.l. Il sottoscritto, lavoratore incaricato dell esecuzione delle prove in oggetto DICHIARA a) di aver ricevuto la presente informativa; b) di aver letto, compreso ed accettato la medesima in ogni sua parte; c) che osserverà quanto nella stessa prescritto. In fede, li / / Il lavoratore edizione 2013 data pag. 14 di 14 22

23 I rischi specifici inerenti le attività esterne

24 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi I rischii specifici inerenti lee attività esterne 2. 1 Quali rischi? Il DL mandante haa l obbligoo di informare i lavoratorii sui rischi specificii dell attività; egli devee inoltre assia curaree la formazione e informazione ai propp pri lavoratori riferita ai rischi oggettivamentee riscontrabili nei vari ambienti. In particolare, i lavoratori debbono essere formati circaa i comportamenti da tenere inn casoo d incendio edd emergenza generica (misure precauzionali, conoscenza dei mezzi di estinzionee e impiego di estintorii portatili, numeri di emergenza e capacità di comunicazione per mesm saggi di emergenza, chiamataa squadree interne di soccorso, VV.F., ecc.) e di primo soccorso medico (folgorazione, fratture, ustioni o esposizione all calore, introduzione di schegge, assideramento, congelamento, intossicazionee e/o e asfissia daa gas,, congiuntivite, distorsioni, feritee edd emorragie, ecc.). In ogni cas so, prima di impostaree l attività inn unn ambiente (officina, laboratorio, localee tecnologico, ecc..) è necessario informarsi e prenderee accurataa visione della dislod ocazione della segnaletica di d sicurezza e salute e delle relative indicazioni e prescrizioni: divieti, avvertimenti, prescrizioni, salvataggioo o soccorso, viee di fuga,, uscitee di sicurezza, disp positivi di allaa arme, accesso mezzi di soccorso, ecc.. Si possono individuare, in occasionee di attività lavorative eseguite pressoo terzi,, due fasi di lavoro: 1. il trasferimento sul posto e rientro in sede ( rischioo d incidente stradale) ; 2. l es ecuzione delle diversee attività. Laa fase di trasferimentoo sul posto rappresenta unn elemento comune a tutte le attivitàà svolte in estee erno e,, pertanto, si ritienee opportuno analizzarla indipendentemente da quelloo che saràà loo scopoo dellaa trasferta. Il trasferimentoo sul post to può essere analizzatoo congiuntamente al rientro in sede; ; tale scelta rappresentaa un approssimazione non rilevante in quanto, nella fase di rientro, gli operatori sono generalmente piùù soggetti agli effetti dell affaticamento psicofisicoo con conseguentee aumento dellee probabilità di commetteree errori e/o imprudenze. Laa fase 1, eventualmente, può essere esaminataa inn due momenti da valutare separatamente: a) pre parazione della strumentazione e dell autoveicolo; b) fasi i in itinere. Al personale inn questione, primaa di effettuaree il servizio in esterno, sarebbe opportunoo attribuire l obbligo dii controllare chee il mezzoo assegnato per il servizioo risulti perfettamente funzionante edd efficiente. 242

25 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi Comee vedremoo nel capi itoloo seguente, per ogni fasee dell attività in esterno si dovràà procedere con: a) l ind dividuazione dei pericoli; b) l ind dividuazione dei rischi; c) ) la valutazione dei d rischi; d) l ind dividuazione delle misuree di prevenzionee e protezione. Una volta quantificati i rischi, individuati tramitee la relazionee esistente fra la probabilitàà che un determinatoo pericolo ha di trasformarsi in evento incidentale e l entità del danno che può conseguire all operatore, è possibile stabilire un ordinee di grandezza e dii priorità deg li interventi di mitigazionee daa attuare. Introdotte lee misum ure di prevenzione e protezione, tramitee laa valutazionee del rischioo residuo, si potrà quindii verificare, sebbene solo o in via teorica, se, a seguitoo dell attuazionee delle misuree dii tutela, i rischi individuati si possonoo considerare ridotti a livelli accettabili. Ovviamentee nel criterioo di stima suggerito, peraltro assai prudentee e cautelativo, prevale l elementoo qualitativo su quello qua antitativo. Si rammenta che nel documentoo di valutazione dei rischi non sono consentitee segnalazioni di inosservanzee allee norme di sicurezza maa soltantoo eventuali indicazioni dei rischi residui che, nonostantee l applicazione deii provvedimenti organizzativi e procedurali (previsti dalle norme di sicurezza e di buonaa prassi) permangonoo nei confronti del lavoratore, durante l esercizio dellaa mansione. 252

26 LE ATTIVITÀ ESTERNE Valutazione del d rischi per attività svolte verso terzt zi 2.22 L infortunio in itinere L infortunio sul lavoro, che prevede per Legge unaa tutelaa assicurativaa mediante l INAIL, è quella circostanzaa che avvienee per laa cosiddetta causa violenta,, in occasione dello svolgimento dell attivitàà lavorativa, dal qualee derivaa una lesione, o una malattia, che rendee necessaria l astensione dal lavoro per più di tre giorni. L infortunio sul lavoroo devee essere distinto dalla malattia professionale, detta anche tecnopatia. In entrambi i casi, il lavol oratore, inn occasione dello svolgimento del lavoro, contraee una mal lattia del corpo maa nell infortunio sul lavoro la causa della malattia deve essere una causa violenta. L infortunio in itinere è quel particolare infortunio chee il lavoratore subiscee nel tragitto che devee necessariamente percorrere per recarsi sul luogo di lavoro. Laa Legge, con il d.lg s. 38/00, haa espressamente previsto che c l infortunio inn itinere sia comc mpresoo nella coperturaa assicurativaa che vienv ne fornita dall INAIL. Inizialmente, infatti, un lavoratore chee subiva un incidentee stradalee veniva tutelato solos o see questo fossee avvenuto durante l attività lavorativaa (add es.: un conducente di autobus o di camion, ecc.). Per poter esseree indennizzato, l infortunio deve avvenire all internoo del normale percorso (di andataa e dii ritorno) effe ttuato per recarsi sul lavoro. Per questo motivo, se il lavoratoree effettuaa delle interruzioni del tragitto o dellee deviazioni,, che nonn sonoo necessarie, l assicurazionee obbligatoriaa non copriràà l evento lesivo. Si consideranoo necessariee le interruzioni e lee deviazioni quando sono dovutee a cause di forza magm ggiore,, ad esigenzee essenziali e improrogabili o all adempimentoo di obblighi penalmente rilevanti, cioèè obblighi la cuii mancataa osservanza costituisce reato e vienee punita dalla a leggee penale. L assicurazionee copre anche l infortunio quando il lavoratore non utilizza i mezzii pubblici e si avvale dii un mezzo privato a patto o che questoo utilizzo sia necessario. L utilizzo del mezzo privatoo è consentito quando mancano mezzi pubblici che e servonoo la tratta oppure, purr essendovi linee pubblichee di collocamento, non consentono la puntuale presenza sul s luogoo di lavoro o comportanoo eccessivo disad agio al lavoratore inn relazione alle a esigenzee di vita familiare. Il citato d.lg s. 38/00 tute ela come infoi ortuni in itinere quelli verifv ficatisi: dur ante il normale percorsoo di andata e ritorno dall abitazione al posto di lavoro (sono esclusi dallaa tute ela gli infortuni occorsii entro l abitazione o in luoghi di esclusiva proprietà del lavoratore assia curatoo o inn quelli dii proprietà comune, quali lee scalee edd i cortili condominiali, il portone di casa o i viali dii com mplessi residenziali con lee relative componentii strutturali; ciò in quantoo si deve trattare dii luoghi inn cui la parte non n haa possibilità direttaa di incidere perr escludere o ridurre i rischi d incidenti, cosa chee inve ecee può fare in tali ambiti); dur ante il normale percorsoo che il lavoratore devd ve fare per recarsi da un luogo di lavoroo add unn altro,, nel caso di rapporti di lavoroo plurimi; dur ante l abituale percorso per la con nsumazione dei pasti qualora non esistaa una mensa aziendale. Lee eventuali interruzioni e deviazioni eccezione dei seguenti casi: del normalee percorsoo non rientrano nellaa copertura assicurativa add o o o inte erruzioni/deviazionii effettuatee in attuazione di unau direttiva del DL; inte erruzioni/deviazionii necessitate ossia dovute a causa dii forzaa maggiore (ad es..: guastoo mec ccanico, chiusura della stradaa solitamente percp corsa, necessità di affrontare un malore) o perr esig genze essenziali e impi prorogabili, la necessitàà di assolvere dov veri familiari, sociali e moralii com munemente apprezzati dalla collettività (add es.: soddisfacimento dii esige enze fisiologiche,, acc compagnare i figli a scuola prima dell orarioo di lavoro) o nell adempimento di obblighii pen nalmente rilevanti ( ad es. : prestaree soccorsoo a vittime d incidentee stradale); le brevi soste che nonn alteranoo le condizioni di rischio. 262

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