GIOTTO: IL DIGITAL LIBRARY

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1 Giotto IL DIGITAL LIBRARY MANAGEMENT SYSTEM DEL CINECA Redatto da: Matteo Bertazzo, Angelo de Florio, Ugo Contino Verificato da: Approvato da: Distribuito a: Proposta di servizio protocollo n. Rev. Emessa in data 1

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3 1 Premessa Giotto come digital library management system Architettura del servizio Sintesi dei servizi offerti Descrizione analitica dei servizi Back-office: interfaccia di catalogazione SERVIZIO di Ingestion Ingestion Google Books Servizio Repository Backup Archiviazione contenuti e metadati Indicizzazione, ricerca, ricerca poliedrica API Giotto OAI-PMH Provider Visualizzatori Integrazione U-GOV ricerca (OAI-Harvester) Modulo di integrazione MOODLE Integrazione L2L Integrazione EBSCO Servizio oembed Mediamosa Transcoding Servizo di Streaming Servizio di trasformazione OCR Concettualizzazione di documenti testuali Visualizzazione di immagini ad alta risoluzione (Mappe) Hosting del portale Digital Library Moduli di integrazione DRUPAL

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5 1 PREMESSA Giotto, il Digital Library Management System del Cineca, nasce da una collaborazione con l Università La Sapienza di Roma, condotta negli ultimi tre anni e nell ambito del progetto della Sapienza Digital Library. Alla base di Giotto c è l idea di raccogliere in un unico sistema di deposito digitale la produzione intellettuale di un ateneo, passata e futura, già nata digitale (born-digital) o tradotta in formato digitale attraverso un processo di digitalizzazione. L obiettivo che si è voluto realizzare è quello di integrare in un unico repository diversi tipi di materiali quali: digitalizzazione di libri (antichi e moderni) stampe ed altro materiale originale produzione scientifica digitale (tesi di laurea e dottorato, materiale scientifico, etc.) immagini in formato digitale materiale audiovisivo materiale audio materiali didattici (anche per uso nei corsi in elearning) User Generated Content materiale specifico (schede di scavo archeologico, materiale di archivio, dataset). Importante sottolineare come il progetto che ha portato alla realizzazione della piattaforma Giotto, nasca con una visione consortile, ovvero con l idea di creare una infrastruttura ed un insieme di Servizi Digital Library basati su tecnologie innovative, sull uso di specifiche aperte, di software Open Source, di standard e sull interoperabilità, che potessero consentire una facile e rapida adozione da parte delle altre università del consorzio. Tutto ciò ha portato alla realizzazione nell arco di un triennio di un infrastruttura complessa e flessibile, modulare e ricca di funzionalità, fruibile sia come un unicum o come un sottoinsieme di servizi, con un livello di granularità tra macro e micro funzioni completamente gestibile dall utente in fase di configurazione. Questa infrastruttura permette di gestire l intero ciclo di vita di una risorsa digitale o digitalizzata: dall immissione o ingestion nell infrastruttura, alla metadatazione, alla catalogazione fino alla dissemination (browsing, ricerca, visualizzazione) e alla 5

6 preservation (su questo punto è previsto un completamento delle attività nell arco del 2014). Cuore della soluzione ed elemento caratterizzante della piattaforma è la possibilità che ha l utente di agire su ognuna delle fasi precedentemente descritte attraverso un insieme di interfacce standard (API RESTful), dalla transcodifica di un immagine alla richiesta delle risorse di una collezione, alla visualizzazione di un filmato al download di un documento. Altro elemento importante ed innovativo da sottolineare in Giotto è l impiego di un framework di modellazione dei contenuti che definisce non solo le risorse digitali trattati ma anche i servizi a loro associati, legando la tipologia di un oggetto digitale (libro digitalizzato; mappa scansionata; filmato multimediale) al visualizzatore più adatto (book reader, media player, etc.). Grazie all astrazione della loro rappresentazione nel deposito il numero di tipologie di oggetti e i servizi a essi associati sono facilmente estensibili, aumentando gli ambiti di applicazione del Servizio Digital Library agli oggetti più diversi come dataset scientifici, modelli tridimensionali, etc. Giotto si caratterizza quindi come un deposito di risorse digitali facilmente fruibile, un archivio ragionato e moderno basato su standard internazionali di metadati, un motore di ricerca potente e veloce ma anche come un insieme di servizi e interfacce software da usare come elementi di base per costruire il proprio servizio, per erogare le risorse dal proprio Portale, per effettuare ricerche da altre applicazioni o solo per mostrare una risorsa digitale dentro un corso in e-learning, sfogliando un antico codice digitalizzato all interno di un nuovo codice digitale (si veda la figura successiva che definisce questo scenario di integrazione reso possibile dalla piattaforma Giotto). 6 Figura 1 - Scenario di integrazione Digital Library Management System e servizi dell Ateneo

7 2 GIOTTO COME DIGITAL LIBRARY MANAGEMENT SYSTEM Il sistema Giotto si ispira a best practice internazionali, a modelli conformi al modello OAIS, a specifiche e standard internazionali (ISO-16363, METS, MODS, PREMIS, OAI-PMH) in modo da garantire la massima interoperabilità con altri sistemi alla base di progetti nazionali e internazionali (per es. Europeana o OpenAire) e di supportare tipologie di risorse digitali e metadati eterogenei. Elementi alla base della soluzione tecnologica realizzata sono l impiego di software open source e l interoperabilità, l integrazione e la modularità della piattaforma. Grazie a ciò il servizio può essere declinato sia nella realizzazione di portali Digital Library chiavi in mano, sia nell integrazione con altri servizi già presenti in Ateneo (come Portali di Ateneo, U-GOV Ricerca, piattaforme e-learning, etc.) che, infine, in modo selettivo accedendo e sfruttando puntualmente micro-servizi di digital library specifici (come servizi di transcodifica o di visualizzazione). Il modello di riferimento che ha ispirato il disegno del Servizio è quello definito nell ambito del progetto DELOS Network of Excellence on Digital Libraries in cui sono identificate e caratterizzate le componenti dell architettura di un Digital Library Management System, le classi di attori coinvolti e i loro specifici requisiti. E proprio in riferimento al manifesto e al modello DELOS schematizzato nella figura sottostante che il Giotto realizza un Digital Library Management System (DLMS), poiché fornisce l infrastruttura tecnologica e informativa necessaria a realizzare e gestire un sistema Digital Library, incorporando una suite di funzionalità di base ed integrando applicazioni e strumenti aggiuntivi per il supporto a servizi specializzati per la realizzazione di funzionalità avanzate. Figura 2 - DELOS Reference Model for Digital Libraries Quello che Giotto permette quindi di realizzare è una filiera produttiva che può essere usata per implementare in tutto o in parte l insieme dei processi richiesti da uno 7

8 specifico Ateneo. Nella costruzione della filiera sono infatti coinvolti aspetti sia tecnologici che organizzativi, come schematicamente illustrato nella successiva figura. Figura 3 - Processi di filiera nella gestione di risorse digitali Facendo riferimento alla Figura 3 è possibile identificare i seguenti processi: Processi di Catalogazione E la fase in cui le risorse e le collezioni vengono catalogate sia in termini descrittivi che strutturali, vengono caricati gli eventuali contenuti digitali e viene automaticamente prodotto un pacchetto di versamento (SIP, Submission Information Package) che a sua volta viene salvato in un area di deposito. Processi di Management In questo macroprocesso successivo procedure automatiche monitorizzano l area di deposito ed effettuano l acquisizione automatica (ingestion) dei pacchetti SIP. Dopo la fase di archiviazione dei contenuti e dei metadati delle risorse e delle collezioni avviene la loro indicizzazione per alimentare il processo di ricerca (search). In base alla tipologia di risorsa digitale vengono creati eventuali oggetti digitali derivati adatti alle forme di dissemination previste dal servizio (immagini a risoluzioni minori, codifica di filmati per lo streaming, etc.). Infine nella fase di enrichment, avviene l arricchimento delle risorse digitali con l aggiunta di informazioni ottenuta tramite estrazione di testo (OCR), generazione automatica di metadati semantici, identificazione della lingua di un testo, etc. 8

9 Applicazioni Quest ultimo macroprocesso rappresenta le modalità di sfruttamento dei diversi servizi di ricerca e dissemination offerti dal Servizio Digital Library che sono a disposizione dell Ateneo. Browsing di collezioni e risorse per gerarchie e metadati, motore di ricerca (sui metadati e full-text sui contenuti) e filtri a faccette, visualizzatori specializzati per tipo di risorsa sono disponibili in due forme: come API a granularità fine con cui i programmatori possono realizzare le proprie applicazioni e come building blocks integrati in piattaforme come Drupal o Moodle con cui l Information Architect può costruire il proprio Portale o applicazione web. 9

10 3 ARCHITETTURA DEL SERVIZIO Il servizio si basa su una architettura service-oriented organizzata su tre livelli. Di questi, il livello di integrazione, rappresentato in figura e denominato Digital Library Service Delivery Platform, costituisce il cuore della soluzione: realizza un modello astratto e semantico delle entità e delle loro relazioni nella Digital Library e al tempo stesso permette sia la comunicazione interna tra tutte le componenti e i servizi integrati al livello inferiore che l accesso da parte del layer applicativo a tutte le funzionalità Digital Library in primis il livello di repository - esposte verso utenti o applicazioni esterne (come aggregatori OAI-PMH). Il livello applicativo, in particolare il Portale Digital Library, ma potenzialmente una qualsiasi applicazione anche mobile - in grado di sfruttare servizi web, ha quindi a disposizione una interfaccia Digital Library (API RESTful) omogenea e stabile, unico punto di accesso verso tutti i servizi che integra, semplifica e rende trasparente l utilizzo del repository e dei sistemi e servizi ad esso connessi. Facendo riferimento al percorso che una risorsa segue all interno del DLMS è possibile distinguere le seguenti funzionalità offerte da questa specifica architettura: Acquisizione delle risorse digitali - il servizio fornisce la funzionalità di deposito e ingestion in conformità con il modello OAIS: il processo di acquisizione delle risorse digitali (i Submission Information Package, SIP METS), forniti in modalità bulk, dropbox o provenienti da harvesting OAI-PMH, vengono elaborati da procedure 10 Figura 4 - Architettura del servizio Giotto

11 automatiche in modo coordinato con tutte le altre componenti del servizio. Questi processi, monitorabili da parte dell ateneo, prevedono controlli di integrità dei file, controlli antivirus, file characterization e integrazione con il processo di transcodifica. Transcodifica - il servizio sfrutta i servizi anche esterni, come i due servizi open source ConceptMapper e Mediamosa - integrati per ottenere, in base al tipo di risorsa digitale in ingresso, nuove forme di rappresentazione digitale utili alla dissemination (transcodifiche audio-video, conversioni di immagini, estrazione di thumbnail) o alla fase di ricerca e discovery (transcodifiche OCR, analizzatori della lingua, estrattori di testo o analizzatori semantici). Il deposito digitale - le funzioni di memorizzazione e gestione dei contenuti (nelle varie forme adatte alla conservazione e alla dissemination), dei metadati (descrittivi, tecnici amministrativi e strutturali), dei derivati e delle informazioni di autorizzazione sono svolte dal repository open source Fedora Commons integrato nel servizio. Il repository fornisce anche i servizi web di accesso di accesso e management sfruttati dallo strato di integrazione del servizio digital library. Le entità digital library sono rappresentate nel repository attraverso modelli atomistici in base alla tipologia (immagini, mappe, book-scan, testi, audio-video, collezioni organizzative e di risorse). Indicizzazione e ricerca - la funzione è affidata al motore di ricerca open source SOLR: con l integrazione realizzata l indice dei contenuti, metadati, relazioni e dei derivati (trascrizioni OCR, annotazioni semantiche, testi) è allineato con il repository e attraverso la API di accesso le informazioni possono essere sfruttate dal portale per la ricerca e il browsing a faccette delle risorse digitali. Dissemination - l'accesso alle risorse digitali e ai servizi da parte dell utente avviene attraverso il Portale Digital Library, realizzato con il CMS open source Drupal opportunamente esteso con nuovi moduli Digital Library integrato con specifici visualizzatori open source. Il Portale è stato integrato anche per condividere con il servizio Digital Library le informazioni di autenticazione e autorizzazione sulle risorse digitali. Altre forme di dissemination sono realizzate attraverso il protocollo OAI-PMH (esposizione DC e MODS) e le API di fruizione, che permettono di cercare, selezionare e fruire risorse Digital Library in altri ambienti (un esempio è l integrazione realizzata con la piattaforma LCMS Moodle). 11

12 4 SINTESI DEI SERVIZI OFFERTI Denominazione Descrizione sintetica Note Back-office: interfaccia di catalogazione Interfaccia di catalogazione di collezioni e risorse digitali, gestione del workflow di conferimento, upload degli oggetti digitali ed esportazione SIP secondo application profile Giotto basato su METS/MODS. Personalizzazione delle form di immissione su specifiche dell Ateneo. Descrizione di risorse non descritte in altri sistemi esterni. Servizio di Ingestion Ingestion Google Books Servizio Repository, Backup e archiviazione contenuti e metadati Indicizzazione, ricerca, ricerca poliedrica API Giotto OAI-PMH Provider Visualizzatori Integrazione U-GOV ricerca (OAI- Harvester) Servizio di ingestion di pacchetti SIP conformi all application profile Giotto basato su METS/MODS Servizio di ingestion di pacchetti conformi all application profile Giotto basato su METS/MODS e metadati/contenuti prodotti da google Books (gestione JPEG2000, hocr) Servizio comprendente lo storage fino a 30TB di dati, compresivi del frutto delle elaborazioni dei derivati Indicizzazione di metadati, relazioni e contenuti testuali e servizio di ricerca basato su motore di ricerca Apache SOLR API di ricerca e di accesso ai contenuti e metadati presenti nel repository. Accesso ai servizi offerti dal sistema Giotto. Servizio di dissemination basato su protocollo OAI-PMH Visualizzatori specifici per risorse digitali complesse: BookReader, IIPImageViewer (immagini ad alta risoluzione), Player audio video HTML5/Adobe Media Servizio di harvesting basato su protocollo OAI-PMH personalizzato per la raccolta dei metadati esposti dal servizio U-GOV Ricerca Basato su indice SOLR definito per SDL 12

13 Modulo di integrazione MOODLE Integrazione L2L Integrazione EBSCO Servizio oembed Servizio di transcodifica audio video (Mediamosa) Servizo di Streaming Servizio di trasformazione OCR Concettualizzazione di documenti testuali Transcodifica e delivery di immagini ad alta risoluzione (Mappe) Hosting del portale Digital Library Modulo di integrazione per la piattaforma Moodle che permette la ricerca e visualizzazione di risorse SDL all interno di corsi e-learning Servizio di ingestion di risorse L2L in Giotto Servizio di espansione della ricerca Giotto con risultati provenienti da un sistema EBSCO Discovery Service Servizio di esposizione di risorse e metadati in formato oembed Servizio di transcodifica audio-video basato su piattaforma DAM Mediamosa Servizio di streaming basato su piattaforma Mediamosa Servizio di transcodifica di immagini in testo basato su software ABBY Finereader ed integrato con workflow di ingestion Servizio di identificazione e classificazione di concetti all interno di documenti testuali Servizio di transcodifica di immagini ad alta risoluzione in immagini in formato JPEG2000 e la delivery tramite server dedicato Hosting del portale Giotto (opzionale) Attivo per le sole risorse classificate in Giotto come aperte Il servizio prevede l elaborazione di un documento alla volta Il servizio prevede l elaborazione di un massimo di due documenti contemporanei 13

14 5 DESCRIZIONE ANALITICA DEI SERVIZI 5.1 BACK-OFFICE: INTERFACCIA DI CATALOGAZIONE Il servizio, realizzato attraverso il CMS open source Drupal, si pone l obiettivo di rendere disponibili in Giotto nel minor tempo possibile nuove risorse digitali, già digitalizzate o pronte per la digitalizzazione, mantenendo al tempo stesso una adeguata qualità di metadatazione. L impiego del CMS Drupal e il completo sfruttamento delle sue funzionalità (native, moduli ad-hoc, tassonomie) permette di realizzare delle interfacce di catalogazione complesse e pienamente rispondenti ai requisiti espressi dall Ateneo. Lo strumento permette: la catalogazione di metadati descrittivi di collezioni e risorse digitali la definizione e l utilizzo di vocabolari controllati (utilizzabili sia come filtri in fase di inserimento sia come validatori a posteriori per controllare quanto inserito dall'utente) la clonazione di schede descrittive, per massimizzare la produzione da parte degli editor il caricamento (upload) e l associazione di contenuti digitali alle risorse digitali la gestione delle partizioni delle collezioni la validazione delle risorse digitali tramite un workflow edit/approve/reject l associazione ad un local identifier l esportazione verso un pacchetto di SIP di ingestion così come definito e supportato dal sistema Giotto Lo strumento di Catalogazione è infatti integrato con il processo di Ingestion del servizio di Digital Library: le risorse digitali (metadati e contenuti) e le collezioni generate attraverso questo strumento sono esportate sotto forma di pacchetti SIP (Submission Information Package) e ricondotte al normale flusso di ingestion per poi essere archiviate nel repository. L'intera operazione di generazione e successiva ingestion, a scelta dell'utente, può essere completamente automatizzata oppure segmentata al fine da sottoporre ad un controllo più stringente l'evoluzione della generazione dei contenuti/metadati. 14

15 Lo strumento, che permette la catalogazione secondo i requisiti selezionati dall Ateneo - che si rifanno agli standard di settore (ISAD e ISAAR) - prevede la gestione di queste tipologie di entità: Risorse: ogni risorsa digitale, sia esso una immagine, un libro, un video, un frammento audio, una cartografia, un oggetto 3D, un software, ecc ; Collezioni / Partizioni: una collezione rappresenta una raccolta di Risorse. Essa può essere suddivisa in Partizioni (ad esempio Serie, Sottoserie, Raccolta, Fascicolo, Sottofascicolo, ecc ); Soggetti Versanti / Produttori: authority file per la gestione dei soggetti fornitori delle collezioni e/o partizioni di collezioni Partizioni delle collezioni Nello sviluppare lo strumento è stata posta particolare attenzione alla distinzione tra i vari livelli di rappresentazione di un oggetto digitale. Per evitare ogni ambiguità vengono inseriti i metadati relativi ad ognuna delle seguenti entità: Real Physical Object (RPO): l oggetto fisico (ad esempio un dipinto, un edificio, un libro, ecc ); Digital Representation Object (DRO): un oggetto digitale ottenuto attraverso la digitalizzazione di un RPO; Digital Primary Object (DPO): un oggetto "born digital" cioè un oggetto digitale che non è un DRO. Durante la fase di metadatazione è possibile utilizzare vocabolari controllati, in particolare si è deciso di adottare il Thesaurus PICO 4.3 (Portale della Cultura Italiana) per una prima soggettazione, il Nuovo Soggettario di Firenze per un livello più approfondito, VIAF (Virtual International Authority File) e VID-SBN per i nomi di persona e di Ente, e il TGN (Thesaurus of geographic names Getty) e/o Geonames per i toponimi e il Thesaurus multidisciplinare NSF. Alcuni di questi sono stati importati come tassonomie all interno dello strumento, altri sono referenziati. Il ciclo di produzione delle Collezioni e Risorse prevede l utilizzo di profili di utenti differenti (eventualmente collassabili) al fine di distinguere le tipologie di attività nel workflow implementato. Si è quindi previsto di distinguere un soggetto atto all'inserimento dei metadati/contenuti, un soggetto preposto alla validazione di quanto inserito e un soggetto amministratore con compiti di supervisione (ad es. gestione utenti e relativa associazione alle collezioni) e monitoraggio dei contenuti (ad 15

16 es. adeguamento tassonomie). Lo strumento prevede la possibilità di effettuare l upload diretto o indiretto delle risorse. L upload indiretto prevede il caricamento preventivo delle risorse attraverso un canale FTP/WebDAV. Il workflow inizia con la creazione di una Collezione e delle sue eventuali Partizioni da parte dell Administrator. Egli poi associa alle Collezioni ed alle Partizioni i relativi Soggetti Versanti e Produttori. Dopodiché gli Editor creano le Risorse digitali all interno di ogni Collezione e Partizione. Le risorse così create sono risultano visibili soltanto all interno dello strumento di Catalogazione ma con la successiva eventuale approvazione da parte di un Validator esse diventano disponibili per l esportazione verso il repository. L esportazione può avvenire a livello di singole risorse o di intera collezione in quanto all'utente è consentita la scelta delle risorse digitali da esportare. Per l utente è inoltre possibile scegliere se esportare un SIP contenente i soli metadati o comprensivo di oggetti digitali. 5.2 SERVIZIO DI INGESTION L Ingestion rappresenta la fase di conferimento delle risorse digitali all'interno del sistema Giotto; il processo è funzionale alle successive fasi di archiviazione, gestione dei dati, amministrazione, preservation planning e accesso previste dal modello OAIS. Le risorse delle quali si desidera effettuare l'ingestion sono, singolarmente, organizzate in SIP conformi nella struttura e nei contenuti al profilo METS definito dall'infrastruttura Giotto. Un pacchetto SIP può quindi indifferentemente contenere una collezione (un raggruppamento logico di risorse digitali) o una singola risorsa digitale (con anche i contenuti o solo i metadati) Nell ambito dell'infrastruttura Giotto con il termine risorsa digitale si intende un information package (OAIS - IP) composto da metadati (che descrivono la risorsa dal punto di vista del contenuto, amministrativo, strutturale, di provenienza,...) e dagli oggetti digitali ovvero i file. La risorsa digitale può essere anche sovrapposta concettualmente all'entità Intellettuale definita nello standard PREMIS che rappresenta un'unità informativa (un libro, una fotografia, un sito web) che può essere rappresentata da diversi supporti (analogici e digitali) e da diversi formati. Inoltre, poiché il servizio ha adottato Fedora Commons (FC) come repository, la risorsa digitale può anche essere ascritta alla definizione FC di Oggetto Digitale e di Content Model Architecture. Una risorsa digitale è quindi composta dall'insieme degli oggetti digitali (i file multimediali che ne rappresentano il contenuto) e dai metadati che 16

17 accompagnano la risorsa e descrivono il suo contenuto intellettuale e digitale. L oggetto informativo è costituito da un file METS e da uno o più oggetti digitali che possono costituire parti o componenti dell'oggetto digitale. Le informazioni che in terminologia OAIS possono essere considerate il PDI (Preservation Description Information) sono anch esse contenute nel file METS. Il pacchetto informativo, oltre che ad una risorsa digitale, può essere relativo ad una Collezione di Risorse: un raggruppamento di entità raccolte sulla base di un legame logico, tematico, gestionale o tramite una relazione di altra natura. Il Servizio Giotto mette quindi a disposizione un modulo di deposito che permette di caricare i SIP destinati all ingestion all interno del repository. Il modulo di deposito supporta due diversi workflow: uno manuale, in cui il producer effettua il caricamento in un area di staging dalla quale il personale CINECA avvia manualmente in una secondo momento l ingestion, e uno automatico, in cui il producer effettua il caricamento in un area dalla quale una procedura software avvia il workflow dell ingestion. In entrambi i casi il caricamento può avvenire sfruttando tre diverse modalità: caricamento via FTP caricamento via WebDAV caricamento tramite utilizzo del servizio DropBox (richiede che il producer sia fornito di uno o più account DropBox sui quali è stato fornito accesso all applicazione DropBox Servizio Digital Library CINECA ) Una volta rilevata la presenza di un nuovo file la procedura ha inizio con la decompressione del file, ne viene verificato il contenuto mediante antivirus e la conformità della struttura. Il contenuto del METS viene quindi validato e viene controllato il checksum dei vari file contenuti nello zip. Passati i controlli preliminari viene avviato il parsing del contenuto del file METS che porterà alla creazione della struttura di oggetti da inserire nel repository (a una risorsa digitale corrisponde infatti una struttura di oggetti più complessa sul repository ottimizzata per la successiva fase di fruizione e compatibile con le necessità di preservation). Durante la generazione della nuova gerarchia di oggetti viene eseguita anche la caratterizzazione dei file, un processo che, come da best-practice, valida ed estrae metadati tecnici dai file dei contenuti. Al termine della generazione della nuova gerarchia di oggetti questa viene caricata direttamente nel repository. 17

18 Figura 5 - Workflow del processo di Ingestion In caso di errore in una qualsiasi fase dell'intero workflow il SIP viene spostato in una directory adibita al salvataggio dei pacchetti rigettati e viene fatto rollback di eventuali variazioni apportate al repository mentre invece in caso di uscita senza errori il SIP viene archiviato in apposita area deputata alla conservazione degli oggetti già inseriti (si faccia riferimento alla fig.5 per una visione completa del workflow del processo di ingestion). Terminato il caricamento nel repository l'ingestion viene completata mediante l'avvio di una serie di processi definiti di transcoding atti all'integrazione/trasformazione dei contenuti inseriti (riconoscimento mediante ocr dei contenuti testuali delle immagini, conversione delle immagini a bassa risoluzione, indicizzazione dei contenuti, ecc) allo scopo di migliorarne/completarne la fruibilità mediante interfaccia web Ingestion Google Books Il workflow di ingestion prevede la compatibilità verso i SIP generati secondo la struttura di prevista dal servizio di digitalizzazione Google. Tale struttura presenta alcune differenze rispetto alla struttura del SIP previsto dal profilo di ingestion Giotto. La differenza principale nei pacchetti provenienti dal servizio digitalizzazione Google è la presenza già all'interno del SIP del risultato del riconoscimento del testo dalle immagini e di tutte le informazioni di supporto quali la collocazione in ogni parola nelle varie pagine (per consentire la gestione dell'highlight). Per questa tipologia di pacchetti è stato quindi implementato un workflow di ingestion che prevedesse alcune operazioni aggiuntive per l'adeguamento dei dati contenuti nel SIP laddove non fossero pienamente conformi al profilo Giotto. Per le fasi successive 18

19 all'ingestion è stato inoltre necessario prevedere alcune varianti nella catena delle attività di transcodifica in modo che comunque il risultato al termine di vari processi fosse totalmente equivalente ai book di altra provenienza 5.3 SERVIZIO REPOSITORY Il backend per la gestione dello storage dei contenuti offerto dall'infrastruttura consente la gestione, nella sua configurazione base di un'area dati con una disponibilità di storage comprensivo anche dei risultati dei servizi di transcodifica e delle varie attività di enrichment dei contenuti propedeutici alla piena fruibilità dei contenuti digitali e alla compatibilità con gli standard di preservation. Il sistema è conforme alle rigide e consolidate policy di storage Cineca quindi costantemente monitorato e regolarmente sottoposto a backup conservativo su supporti ad alta garanzia di conservazione. La sua piena integrazione nell'infrastruttura di rete Cineca garantisce estrema flessibilità alla soluzione in termini di prestazioni essendo possibile prevedere migliorie alla soluzione base includendo sezioni di storage a prestazioni più elevate per particolari necessità o di dimensioni maggiori per moli di dati eccedenti le capacità di base. L'infrastruttura Giotto prevede nativamente l'erogazione del servizio in alta affidabilità mediante nodi replicati a valle di una componente di load balancing. Anche per questa caratteristica però la flessibilità del sistema consente di prevedere installazioni che consentano la massimizzazione dell'uso dell'area di storage a scapito della ridondanza dei nodi oppure l'incremento dell'affidabilità della soluzione prevedendo al replica anche di aree nativamente non previste Backup Tutta l'infrastruttura Giotto è adeguatamente ridondata e gestita mediante le policy Cineca. Su tutti i dati caricati viene eseguito un backup giornaliero automatico di tipo incrementale con schedulazione automatica pilotata dal server, attraverso l infrastruttura di backup CINECA basata su Tivoli Storage Manager. I sistemi sono costantemente monitorati da procedure automatiche H Archiviazione contenuti e metadati In seguito all acquisizione di un pacchetto SIP, in base alla tipologia di entità specificata nel METS (specifica tipologia di risorsa digitale o collezione), vengono generati i pacchetti AIP che sono oggetto di archiviazione nel repository. 19

20 I pacchetti AIP che trovano una corrispondenza all interno del modello OAIS nella definizione di AIU (Archival Information Unit) per quanto riguarda gli oggetti e di AIC (Archival Information Collection) per quanto riguarda le collezioni, vengono archiviati indipendentemente dalla tipologia all interno del repository sfruttando i meccanismi offerti dal software Fedora Commons. Fedora Commons si basa su due concetti fondamentali, quello di Fedora Digital Object e quello di Fedora Content Model Architecture, entrambi sfruttati a pieno dall'infrastruttura Giotto. Il Fedora Digital Object, utilizzabile per rendere persistenti e fornire le caratteristiche essenziali di molteplici tipologie di oggetti digitali (come immagini, documenti, dataset, ma anche metadati), è un building block fondamentale del Content Model Architecture ed è alla base delle funzionalità del repository stesso. L astrazione possibile con i Content Model - un modello formale che descrive le caratteristiche e i servizi dei contenuti digitali - riduce lo sforzo di cattura, acquisizione, archiviazione, gestione, preservazione, validazione, trasformazione e accesso dei contenuti digitali, fornendo anche un metodo di classificazione degli stessi. Sono utilizzabili anche come template per la generazione di interfacce, per guidare i workflow che agiscono sui contenuti, per descrivere la struttura dei sotto componenti o per l applicazione di policy. In secondo luogo attraverso la Content Model Architecture i contenuti digitali non sono definiti in base al formato dei file o in base alla tecnologia e incorporano i servizi che agiscono sui contenuti stessi. Questo permette di disaccoppiare il fatto di fruire una risorsa digitale da una specifica tecnologia permettendo di raggiungere le caratteristiche essenziali del contenuto aumentando la possibilità di godere di un contenuto rispetto al cambio di formato e delle tecnologie. I Content Model comprendono tutte le possibili caratteristiche che permettono la persistenza e la delivery del contenuto, incluse informazioni strutturali, semantiche e di interazione rispetto alle entità che riferiscono ad altri Content Model e sono memorizzati nel repository come ogni altro oggetto digitale presente nel repository. Con la definizione dei Content Model si ottiene quindi una descrizione formale (XML), validata, preservata, storicizzata della struttura degli AIP. I documenti XML che definiscono la struttura dei Content Model, essendo memorizzati nel repository, sono inoltre accessibili via web. Partendo dai Content Model di base offerti da Fedora Commons (le funzioni di base del repository stesso si basano su questi modelli) sono stati definiti nuovi modelli per estensione attraverso un linguaggio formale per arrivare alla definizione delle varie tipologie di oggetti gestiti da Giotto. La Content Model Architecture permette quindi il riuso dei modelli e la loro condivisione anche a livello di differenti community che hanno in comune l impiego del repository Fedora Commons. Tutti gli oggetti Fedora Commons che rappresentano le risorse digitali e le collezioni acquisite tramite ingestion (denominati oggetti padre ) afferiscono ad un modello chiamato Common Metadata che definisce un insieme di metodi e di datastream sia obbligatori che 20

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