VENEZIA E IN VENETO TUTTA L ARTE DA VEDERE DA MAGGIO A NOVEMBRE UMBERTO ALLEMANDI & C. N. 4, MAGGIO-NOVEMBRE 2015 IL GIORNALE DELL ARTE

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1 VEDERE AWHAT S ON VENEZIA E IN VENETO UMBERTO ALLEMANDI & C. N. 4, MAGGIO-NOVEMBRE 2015 IL GIORNALE DELL ARTE SUPPLEMENTO A «IL GIORNALE DELL ARTE» N. 353 MAGGIO 2015 «MANDELA», GAVIN RAIN, BUGNO ART GALLERY, VENEZIA TUTTA L ARTE DA VEDERE DA MAGGIO A NOVEMBRE

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3 La 56ma Biennale riscopre Marx, la tradizione orale e l impegno politico The 56th Biennale rediscovers Marx, the oral tradition and political engagement Okwui Enwezor, il critico nigeriano di 52 anni, commissario generale quest anno Photo: Giorgio Zucchiatt VENEZIA. Il ritorno alla tradizione orale, quasi il realizzarsi del villaggio globale di chomskyana memoria. Mai come nella prossima Esposizione Internazionale d Arte («All the World s Futures», diretta da Okwui Enwezor) la capacità di ascolto è il requisito essenziale per entrare nello spirito della manifestazione, che ha il suo fulcro nell Arena disegnata da David Adjaye all interno del Padiglione Centrale, nel cuore dei Giardini. Qui, con buona pace di chi aveva decretato la fine delle ideologie, dal 6 maggio (primo giorno di vernice) al 22 novembre sarà recitato in inglese Il Capitale di Carlo Marx. Ad accompagnare tale lettura sono varie performance, tra cui la narrazione della Beirut tra il 1997 e il 2006 (di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige), la mappatura dei canti di una prigione dell Angola (di Jason Moran), le poesie di Pasolini e di Pavese, la musica del compositore afroamericano Julius Eastman nell omaggio di Mathieu Kleyebe Abonnenc e il progetto di Olaf Nicolai ispirato agli spartiti di Luigi Nono (persino Allora & Calzadilla, ma nelle Corderie, s ispirano alla «Creazione» di Haydn). C è poi il Corner Speaker di Saadane Afif, che recita poesie e canta composizioni di suoi amici. Il tutto è nel segno dell impegno politico. Modello di riferimento: la Biennale del 1974, quella riformata, presieduta da Carlo Ripa di Meana, con manifestazioni di solidarietà agli oppositori del regime di Pinochet. Certo le macerie contemplate dall «Angelus Novus» di Paul Klee (l angelo della storia, l altro cardine su cui poggia la 56ma Biennale) oggi sono altre, a cominciare dalla Siria, «tuttavia ogni due anni, sostiene il presidente Paolo Baratta, un soffio vitale le spazza via». Afro-artisti Provengono da 53 Paesi (compresi quelli ingiustamente considerati minori), sono 136 in tutto, 89 dei quali partecipano per la prima volta. Predominano i nomi africani e mediorientali, ma non mancano grandi conferme come Christian Boltanski, Steve McQueen, Marlene Dumas (con una serie inedita di disegni), Bruce Nauman, Georg Baselitz (con i suoi autoritratti rovesciati), i cineasti Chantal Akerman e Alexander Kluge, più gli autori dei diversi filmati che documentano gli eventi, a cominciare dalla guerra in Siria. Infine un risarcimento: la performance della cubana Tania Bruguera presentata nella Biennale dell Avana del 2010 e subito rimossa (l artista, agli arresti domiciliari nel momento in cui è stato scritto l articolo, potrebbe ricevere un permesso per essere presente a Venezia). Quattro gli artisti italiani, metà deceduti (molti, trattandosi di arte contemporanea). I loro nomi: Fabio Mauri ( ), sua l installazione nella cupola di Galileo Chini, Pino Pascali ( ), Rosa Barba (1972) e Monica Bonvicini (1965). Pochi? «Saranno abbondantemente rappresentati nel loro padiglione», taglia corto Okwui Enwezor. A rinforzare le fila la cantante Romina Power con Dario Fo e il figlio Jacopo per il Padiglione del Costarica, insieme a un nutrito numero di artisti. Tutti italiani, come italiano è il curatore. Incongruenza evidente che ha suscitato un vespaio di polemiche. Con in più il fatto che ai partecipanti era richiesto un versamento in denaro come contributo alle spese di affitto del Padiglione. Conclusione: il Padiglione sarà aperto a titolo privato, senza più l ufficialità della rappresentanza. Padiglioni al femminile Tra le 89 partecipazioni nazionali ci sono cinque nuove adesioni (Grenada, Mauritius, Mongolia, Mozambico e Seychelles) e la conferma della Santa Sede. Per alcune delle nazioni più importanti è una Biennale al femminile: Irina Nakhova, con la sua graffiante rappresentazione del potere, è la prima donna ad avere una personale nel Padiglione russo. Fiona Hall (artista molto sensibile alla poesia come dimostra la foresta dei suicidi ispirata al XIII Canto dell Inferno di Dante) ha il privilegio di inaugurare il nuovo Padiglione australiano. Nel Padiglione Usa le performance di Joan Jonas. Per la Gran Bretagna, invece, si vedrà quanto le esibizioni sessuali dell ex «Young British», l ormai ultracinquantenne Sarah Lucas, abbiano ancora la loro forza provocatoria. In controtendenza la Francia, che dopo un testa a testa al cardiopalma ha visto Céleste Boursier-Mougenot prevalere sulla supersponsorizzata Tatiana Trouvé, ma nella Biennale dell ascolto uno scultore che è anche musicista ci sta bene. Grande attesa per la personale di Danh Vo nel Padiglione della Danimarca, patria di elezione dell artista di origine vietnamita. «Codice Italia 2015» è infine il titolo del Padiglione Italia curato da Vincenzo Trione che ha chiamato alle armi: Alis/Filliol, Andrea Aquilanti, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Paolo Gioli, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Marzia Migliora, Luca Monterastelli, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Nicola Samorì e Aldo Tambellini. Mostre a Venezia In prima linea i Musei Civici, con tre assi di grande rilievo: «La Nuova oggettività. Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar ( )» nel Museo Correr, Cy Twombly in Ca Pesaro e, ancora nel Museo Correr, un inedita Jenny Holzer. Queste ultime due proposte rientrano in «Muve contemporaneo», il programma sull arte contemporanea di Fondazione Musei Civici in occasione della Biennale. In Punta della Dogana Danh Vo dialoga con gli autori nel nuovo allestimento «Slip of the Tongue». Nella Collezione Peggy Guggenheim, invece, continua la rivisitazione dell opera dei Pollock: Jackson e il fratello Charles. L arte vetraria è nella Fondazione Cini con la Collezione Bischofberger e l omaggio a Fulvio Bianconi. Alle sperimentazioni guarda la III edizione della biennale del vetro Glasstress: «Gotika», in Palazzo Franchetti e nella fornace di Adriano Berengo. La fotografia è nella Casa dei Tre Oci con la collettiva «Sguardo di donna». Tra le personali, invece, Magdalena Abakanowicz, nella Fondazione Cini, Martial Raysse in Palazzo Grassi, Ettore Spalletti in Palazzo Cini, Gaitonde nella Collezione Peggy Guggenheim, Peter Doig nella Fondazione Bevilacqua La Masa e Bruskin nella Fondazione Sommario Summary Venezia Biennale 3/4 Collezionisti 6 Eventi collaterali e Fondazione Querini Stampalia 8 Palazzo Ducale 9 Ca d Oro e Gallerie dell Accademia 10 Museo Correr, Palazzo Bembo e Palazzo Fortuny 11 Ca Pesaro, Fondazione Bevilacqua La Masa 12 Palazzo Grimani 13 Museo del vetro di Murano 14 VENICE. The return to the oral tradition, almost the realisation of the global village as espoused by Chomsky. Never so much as in the next International Art Exhibition ( All the World s Futures, directed by Okwui Enwezor) has the ability to listen been such an essential requirement to enter into the spirit of the event, which has its hub in the Arena designed by David Adjaye within the Central Pavilion, at the heart of the Giardini. Here, and notwithstanding those who had decreed the end of ideologies, from May 6 (first day of the vernissage) to November 22, Karl Marx s Das Kapital will be read in English. To accompany this reading, there will be a variety of performances, including the narration of Beirut between 1997 and 2006 (by Joana Hadjithomas and Khalil Joreige), the mapping of songs from an Angolan prison (Jason Moran), the poems of Pasolini and Pavese, music by the African American composer Julius Eastman in a tribute to Mathieu Kleyebe Abonnenc and a project by Olaf Nicolai inspired by scores by Luigi Nono. (Even Allora & Calzadilla, but in the Corderie, draw inspiration from Haydn s Creation ). Then there will be the Speaker s Corner of Saadane Afif, who recites poetry and sings compositions by his friends. Everything under the banner of political engagement. The point of reference: the Biennale of 1974, the reformed Biennale chaired by Carlo Ripa di Meana, with manifestations of solidarity with the opponents of the Pinochet regime. Of course, the rubble contemplated in Paul Klee s Angelus Novus (the angel of history, the other cornerstone supporting the 56th Biennale) is today something else, starting with Syria, but every two years, declares president Paolo Baratta, a breath of life sweeps them away. Afro-artists They come from 53 countries (including those unjustly considered minor), for a total of 136, 89 of whom participating for the first time. African and Middle Eastern names predominate, but there are major names too, like Christian Boltanski, Steve McQueen, Marlene Dumas (with a new series of drawings), Bruce Nauman, Georg Baselitz (with his overturned self-portraits), filmmakers Chantal Akerman and Alexander Kluge, plus the makers of different films documenting events, starting with the war in Syria. And, finally, a reparation: the performance of Cuban Tania Bruguera presented in the Havana Biennial in 2010 and immediately removed (at the time of writing, the artist is under house arrest, but may receive a permit to be present in Venice). There are four Italian artists, half of them deceased (which is quite a few, since we are talking contemporary art). Their names: Fabio Mauri ( ), with an installation in the dome of 4 Galileo Chini, Pino Pascali ( ), Rosa Barba 4 Fondazione Cini 14/15 Fondazione Peggy Guggenheim 16 Fondazione Pinault e Fondazione Prada 17 Scoletta dei Battioro e Palazzo S. Cappello 19 Palazzo Albrizzi e Fondazione Vedova 20 Gallerie private 21/23 Gianmaria Potenza 23 Tre Oci e Centro Candiani 24 Provincia di Venezia 25 Ville venete 27 Provincia di Belluno 28/31 Padova 32 Rovigo e provincia di Treviso 33 Verona e provincia di Verona 34/35 Vicenza 36/37 Provincia di Vicenza 38/41 Calendario, mappa 42/45 VEDERE A WHAT S ON VENEZIA E VENETO Società editrice Umberto Allemandi & C., piazza emanuele filiberto 13, Torino, tel fax «vedere what s on» è un supplemento di «il giornale dell arte» Umberto Allemandi, direttore responsabile Franco Fanelli, vicedirettore Barbara Antonetto, caporedattore Beatrice Allemandi, product manager Claudia Carello, art director Cinzia Fattori, advertising manager ( Guest editors: Jenny Dogliani, Lidia Panzeri, Veronica Rodenigo e Mariella Rossi. Relazioni commerciali: Luciana Cicogna, Valeria Riselli e Francesca Scoto N. 4 MAGGIO NOVEMBRE 2015 (lucianacicognalibero.it, Traduzioni: Lucian Comoy Stampa: arti grafiche Boccia Spa, Salerno IL GIORNALE DELL ARTE Il giornale non risponde dell autenticità delle attribuzioni delle opere riprodotte, in particolare del contenuto delle inserzioni pubblicitarie. Le opinioni espresse negli articoli firmati e le dichiarazioni riferite dal giornale impegnano esclusivamente i rispettivi autori. Si consiglia di verificare telefonicamente oppure online gli orari delle manifestazioni. VEDERE A VENEZIA 3

4 «Animats» di Christian Boltanski, 2014 Amparo Irarrazaval 3 3 Querini Stampalia. Molti musei storici hanno scelto il contemporaneo. Nelle Gallerie dell Accademia è di scena Mario Merz, mentre Fabrizio Plessi è in Ca d Oro. Gli artisti della Fondazione Tagore invadono Palazzo Grimani. Ma esiste anche un altro aspetto: l antico come fonte del contemporaneo. Nella mostra «The slip of the tongue» di Punta della Dogana, Danh Vo ha voluto un gruppo di opere antiche delle Gallerie dell Accademia e della Fondazione Cini. Luca Pacioli con la sua Proportio, cui è dedicata la nuova edizione di «Artempo» in Palazzo Fortuny, è la pietra di paragone per gli artisti di ieri e di oggi. Al mito della classicità si rifà «Portable Classics», nella Fondazione Prada in Ca Corner della Regina, dove sono esposte piccole riproduzioni di celebri statue già collezionate dai ricchi dell età greco-romana e rinascimentale. Doverosa la riscoperta critica di Andrea Schiavone, nel Museo Correr, in vita molto apprezzato dal Vasari, ma poi schiacciato dalla fama di Tiziano e Tintoretto. Non si può ignorare, infine, «Il candore arcaico di Henri Rousseau» in Palazzo Ducale. q Lidia Panzeri (1972) and Monica Bonvicini (1965). Too few? They will be abundantly represented in their pavilion, replies Okwui Enwezor, tersely. To reinforce the ranks, there will be the singer Romina Power with Dario Fo and his son Jacopo for the Costa Rica Pavilion, along with a large number of artists. All Italian, and the curator too is Italian. This evident incongruity has sparked a hornet s nest of controversy. To which is added the fact that the participants have been requested to pay a cash payment as a contribution to the cost of renting the Pavilion. Conclusion: The Pavilion will open in a private capacity, and not as an official representation. Women s pavilions There are five new members (Grenada, Mauritius, Mongolia, Mozambique and Seychelles) among the 89 national pavilions, plus the confirmation of the Holy See. For some of the most important nations, this will be a women s Biennale: with her scathing depiction of power, Irina Nakhova is the first woman to have a solo show in the Russian Pavilion. Fiona Hall (an artist who is very sensitive to poetry, as evidenced by the forest of the suicides inspired by the 13th Canto of Dante s Inferno) has the privilege of inaugurating the new Australian Pavilion. Performances by Joan Jonas will be on offer in the USA Pavilion. For Britain, instead, it remains to be seen to what extent the sexual displays of the former «Young British» and now fifty-year-old Sarah Lucas still have a power to shock. France will be bucking the trend, after a thrilling head to head saw Céleste Boursier-Mougenot prevail over the super-sponsored Tatiana Trouvé, but in the listening Biennale a sculptor who is also a musician can only be good news. There will be great expectations for the one-man show by Danh Vo in the Denmark Pavilion, country of choice of the Vietnameseborn artist. Codice Italia 2015 is the title of the Italian Pavilion curated by Vincenzo Trione who called to arms the following artists: Alis/Filliol, Andrea Aquilanti, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Paolo Gioli, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Marzia Migliora, Luca Monterastelli, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Nicola Samorì e Aldo Tambellini. Exhibitions in Venice Leading the pack are the Civic Museums, with three major shows: «The New Objectivity. Art in Germany at the time of the Weimar Republic ( )» at the Museo Correr, Cy Twombly at Ca Pesaro and, again in the Museo Correr, a show of new work by Jenny Holzer. These last two offerings are part of Muve contemporary, the programme of contemporary art organised by the Fondazione Musei Civici di Venezia. In Punta della Dogana, Danh Vo maintains a dialogue with other artists in the new layout called Slip of the Tongue. The Peggy Guggenheim Collection, instead, continues its revisitation of the work of the Pollocks: Jackson and his brother Charles. Glass art is on show at the Fondazione Cini with the Bischofberger Collection and the tribute to Fulvio Bianconi. Experimental work is explored in the third edition of the glass biennial, Glasstress: Gotika in Palazzo Franchetti and at the furnaces of Adriano Berengo. Photography is on at the Casa dei Tre Oci with the collective A woman s eye. And among the personal shows, instead, we find Magdalena Abakanowicz at the Fondazione Cini, Martial Raysse in Palazzo Grassi, Ettore Spalletti in Palazzo Cini, Gaitonde in the Peggy Guggenheim Collection, Peter Doig in the Fondazione Bevilacqua La Masa and Bruskin at the the Fondazione Querini Stampalia. Many historical museums have also opted to show contemporary work. In the Gallerie dell Accademia, space has been made for Mario Merz, while Fabrizio Plessi is at Ca d Oro. The artists of the Fondazione Tagore will be invading Palazzo Grimani. And there is another aspect: the antique as source for contemporary art. In the The slip of the tongue exhibition at Punta della Dogana, Danh Vo requested a group of Old Masters from the Galleria dell Accademia and the Fondazione Cini. Luca Pacioli with his Proportio, to which is dedicated the new edition of Artempo in Palazzo Fortuny, is the touchstone for artists of yesterday and today. Classical mythology is the reference for Portable Classics at the Fondazione Prada in Ca Corner della Regina, where an exhibition is on of small reproductions of famous statues collected by the rich of the Greco-Roman and Renaissance eras. Rightly, there has been a critical reappraisal of Andrea Schiavone, now on show in the Museo Correr; in life, he was much appreciated by Vasari, but was then overwhelmed by the fame of Titian and Tintoretto. And finally, one cannot overlook the Archaic candour of Henri Rousseau in the Doge s Palace. q Lidia Panzeri Giardini e Arsenale, Giardini lun-dom 10-18, Arsenale mar-gio/dom (ven-sab fino al 26 settembre, chiuso il lunedì tranne 11 maggio, 1 giugno e 16 novembre) 56ma Esposizione I nternazionale d'arte, dal 9 maggio al 22 novembre VEDERE A VENEZIA 4

5 UNA MOSTRA CHE RACCONTA LA FINE DI UN EPOCA. Una raccolta di opere dei pittori-soldato ritrae i luoghi lacerati dal conflitto. Un esposizione fotografica testimonia le ferite che il paesaggio ancora rivela. Dal 3 aprile al 23 agosto 2015 Gallerie d Italia - Palazzo Leoni Montanari - Vicenza, Contra Santa Corona 25 CON IL PATROCINIO DI

6 Meno collezionisti uguale meno gallerie a Venezia Fewer collectors means fewer galleries in Venice VENEZIA. Dopo una lunga e quasi disperata ricerca, il collezionista veneziano di arte contemporanea, rara avis descritta dagli addetti ai lavori come una specie in via di estinzione, si è materializzato in Paolo Viancini, una figura concreta ed eccentrica anche per la professione di antiquario ereditata dal padre Ettore. «La mia passione per il contemporaneo è nata una decina di anni fa», afferma Viancini in una dimora di 350 metri quadri più i soppalchi a poche centinaia di metri da piazza San Marco. «Sono passato direttamente da Tiepolo all arte contemporanea senza l intermediazione dell arte moderna, neanche un Carrà. Ero stanco di colloquiare con i morti, che tra l altro non rispondono. Dapprima mi sono orientato su autori italiani, spesso giovani, con i quali entrare in dialogo e magari programmare un opera site specific com è successo con Tadiello, con Zorio, uno storico, e poi con De Stefano, Francesconi, Vedovamazzei, Favelli e Vascellari. In seguito mi sono rivolto anche ad artisti stranieri: Allora & Calzadilla, Sol LeWitt, Tomás Saraceno (del quale ho un installazione leggerissima in soggiorno), Elisabeth Peyton e altri. Le opere me le procuro nelle fiere (Basilea in primis) e attraverso i contatti con gallerie inglesi, francesi e americane, indispensabili i siti web». E a proposito degli altri collezionisti veneziani Viancini aggiunge: «trovo inverosimile che non colgano l occasione della Biennale. Preferiscono o hanno preferito collezionare nel migliore dei casi Vedova, Pizzinato, Santomaso o le lagune di Guidi». Una conferma a questa affermazione arriva anche da Massimiliano Bugno, dell omonima galleria di arte moderna, contemporanea e fotografia di fronte alla Fenice. «Il collezionista veneziano, spiega Bugno, può chiedermi quella determinata opera di quel determinato autore, per esempio un grattage di Deluigi. Per il resto i miei clienti sono statunitensi, sudamericani, nordeuropei, australiani, turchi e ultimamente anche cinesi». Ancora più drastico Stefano Contini, la cui galleria tratta artisti come Mitoraj, Botero, Wesselmann, Christo o i più giovani Enzo Fiore e Giuseppe Veneziano. «I collezionisti privati veneziani costituiscono meno dello 0,1 % stimato per la crescita del pil, e aggiunge, per quanto mi riguarda l 85% sono collezionisti stranieri, il 15% italiani e tra questi i veneziani pressoché zero, i pochi rimasti collezionano artisti locali. Vuoi per la crisi, vuoi per i (giustissimi) controlli fiscali, il collezionista medio è sparito. Ci si salva con i collezionisti stranieri che amano i grandi nomi internazionali: Mitoraj, ad esempio, del quale organizzo una grande mostra a maggio con anche i suoi affreschi. Gli artisti italiani tirano poco, anche la transavanguardia è in un periodo di stasi». Questa situazione determina dunque le crescenti difficoltà delle gallerie private. A spopolarsi è soprattutto la zona attorno a piazza San Marco, dove persistono con L installazione di Tomás Saraceno nella casa di Paolo Viancini continuità di programmazione solo Contini, Bugno e Arké, accompagnate nei pressi di Santo Stefano da Salizada, specializzata in fotografia. Due gallerie storiche, Capricorno e Traghetto, si sono riattivate in concomitanza con la Biennale dopo un anno di stasi. La tendenza è il decentramento: Ikona Gallery di Ziva Kraus, imprescindibile punto di riferimento per la fotografia a Venezia, è nel campo del Ghetto a Cannaregio, in una sede arricchita da una scala luminosa di Federica Marangoni; Marignana, tra le poche novità dell ultimo biennio, è nei pressi di Punta della Dogana; Michela Rizzo ha il suo nuovo spazio in un ex fabbrica della Giudecca, a poche centinaia di metri da Up e da Art Gallery. La galleria AplusA diretta da Aurora Fonda (già centro culturale sloveno) si è resa autonoma a inizio 2015, focalizzandosi sulla formazione dei curatori. Dal 5 all 8 maggio organizza in sede, per la prima volta in Italia, il «Rob Pruitt s flea market» dell americano Robert Pruitt, un mercato delle pulci curato da Tommaso Speretta in cui gli artisti vendono le proprie opere. q L.P. AUTONOME PROVINZ BOZEN SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO ALTO ADIGE Exhibitions VENICE. At long last, after a long and almost desperate investigation, rara avis, a Venetian collector of contemporary art described by those in the know as an endangered species, has been tracked down. He goes by the name of Paolo Viancini, a flesh-and-blood, albeit eccentric person who followed in his father Ettore s footsteps and became an antiquarian. «I developed a passion for contemporary art ten years ago», says Viancini in his 350 sq.m home (plus mezzanines) just a few hundred metres from St Mark s Square. «I went straight from Tiepolo to contemporary art without stopping off at modern art on the way, not even a Carrà. I was tired of talking to the dead, who in any case don t answer. First of all, I aimed at Italian artists, especially young ones, whom I could get in touch with and perhaps arrange a site-specific deal for, as I did with Tadiello, Zorio, a historic figure, and later De Stefano, Francesconi, Vedovamazzei, Favelli and Vascellari. Then I turned to foreign artists: Allora & Calzadilla, Sol Lewitt, Tomás Saraceno (one of whose lightweight installations is in my living room), Elizabeth Peyton and others. I get the works from fairs (mainly Basle) and through contacts with English, French and American galleries; and of course websites are indispensable». And regarding other Venetian collectors, Viancini has this to say: I find it amazing that they don t take advantage of the Biennale. They prefer, or have done so far, to collect Vedova, Pizzinato, Santomaso or Guidi s lagoons, at the most». This view is backed up by Massimiliano Bugno, whose gallery of modern and contemporary art and photography is right opposite the Fenice theatre. «A Venetian collector, he says, may ask me for such and such a work by such and such an artist, for example a grattage by Deluigi. Otherwise my clients are from the United States, South America, northern Europe, Australia, Turkey and even China now». Stefano Contini, whose gallery has works by artists such as Mitoraj, Botero, Wesselmann, Christo and younger artists like Enzo Fiore and Giuseppe Veneziano, is even more drastic. Private Venetian collectors account for under 0.1% of the estimated growth in GDP and as far as I m concerned, 85% of my clients are foreign and 15% Italian and of these virtually none are from Venice, the few collectors that are left concentrate on local artists. Whether as a result of the recession or the (quite proper) inspections by the taxman, the average collector has vanished. What keeps us afloat are the foreign collectors who love the big names: Mitoraj, for instance, for whom I m organising a big exhibition in May, which will include his frescoes. Italian artists aren t a big draw and that even goes for the Transavanguardia». This then is the increasingly awkward situation private galleries find themselves in at the moment. The area around St Mark s has been the hardest hit, where only Contini, Bugno and Arké still put on regular shows, along with Salizada, which specialises in photography, located near Santo Stefano. Two historical galleries, Capricorno and Traghetto, have opened again in time for the Biennale after having remained closed for a year. The trend is towards decentralising: Ziva Kraus s Ikona Gallery, a key photographic gallery in Venice is in the Campo del Ghetto in Cannaregio, in premises embellished by a luminous staircase by Federica Marangoni; Marignana, one of the few newcomers over the past couple of years, is near Punta della Dogana; Michela Rizzo has a new gallery in a former factory on the Giudecca, a few hundred metres from Up and Art Gallery. AplusA (the former Slovenian cultural centre), run by Aurora Fonda, became fully independent at the beginning of 2015, concentrating on training exhibition organizers. And for the first time in Italy, the American Robert Pruitt will have his own site from 5 to 8 May for Rob Pruitt s Flea Market, managed by Tommaso Speretta, where artists will be able to sell their own works. q L.P. VEDERE A VENEZIA 6

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8 Da non perdere: gli eventi collaterali Not to be missed: the collateral events CANNAREGIO Country Gervasuti Foundation, Cannaregio /A 9 maggio 22 novembre Org.: Gervasuti Foundation com Graham Fagen: Scotland + Venice 2015 Palazzo Fontana, Cannaregio 3829 (strada Nova) 9 maggio 22 novembre Org.: Scotland+Venice Grisha Bruskin. An Archaeologist s Collection ex chiesa di Santa Caterina, Cannaregio maggio 22 novembre Organizzazione: Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR), Università Ca Foscari Venezia Highway to Hell Palazzo Michiel, Cannaregio 4391/A (Strada Nova) 9 maggio 22 novembre Org.: Hubei Museum of Art CASTELLO Catalonia in Venice: singularity Cantieri Navali, Castello 40 9 maggio 22 novembre Org.: Institut Ramon Llull Conversion. Recycle Group Chiesa di Sant Antonin, Castello (campo Sant Antonin) 6 maggio 31 ottobre Organizzazione: Moscow Museum of Modern Art EM15 presents Doug Fishbone s Leisure Land Golf Arsenale Docks, Castello 40A, 40B, 41C ; 6 mag. 26 lug. Organizzazione: EM15 Frontiers Reimagined Palazzo Grimani, Castello 4858 (Ramo Grimani) 9 maggio 22 novembre Organizzazione: Tagore Foundation International; Polo museale del Veneto www. frontiersreimagined.org Helen Sear,... the rest is smoke Santa Maria Ausiliatrice, Castello 450 (Fondamenta San Gioacchin) 9 maggio-22 novembre Organizzazione: Cymru yn Fenis/Wales in Venice Ornamentalism. The Purvítis Prize Arsenale Nord, Tesa 99, Castello 9 maggio 22 novembre Org.: The Secretariat of the Latvian Presidency of the Council of the European Union in ornamentalism Path and Adventure Arsenale, Castello 2126/A 9 maggio 22 novembre Organizzazione: The Civic and Municipal Affairs Bureau; The Macao Museum of Art; The Cultural Affairs Bureau The Question of Beings Istituto Santa Maria della Pietà, Castello maggio 22 novembre Org. : (MoCA, Taipei) Tsang Kin-Wah: The Infinite Nothing, Hong Kong in Venice Arsenale, Castello 2126 (campo della Tana) 9 maggio 22 novembre Organizzazione: M+, West Kowloon Cultural District; Hong Kong Arts Development Council www. westkowloon.hk/en/mplus Ursula von Rydingsvard Giardino della Marinaressa, Castello (riva dei Sette Martiri) 6 maggio 22 novembre Org.: Yorkshire Sculpture Park Wu Tien-Chang: Never Say Goodbye Palazzo delle Prigioni, Castello 4209 (San Marco) 9 maggio 22 novembre Organizzazione: Taipei Fine Arts Museum of Taiwan Xanadu Istituto di Santa Maria della Pietà, Castello maggio 22 novembre Organizzazione: Dream Amsterdam Foundation DORSODURO 001 Inverso Mundus. AES+F Magazzino del Sale n. 5, Dorsoduro 265 (fondamenta de le Zattere ai Saloni); Palazzo Nani Mocenigo, Dorsoduro maggio 31 ottobre Org.: VITRARIA Glass+A Museum Dansaekhwa Palazzo Contarini-Polignac, Dorsoduro, maggio 15 agosto Organizzazione: The Boghossian Foundation In the Eye of the Thunderstorm: Effervescent Practices from the Arab World & South Asia Dorsoduro 417 (Zattere) 6 maggio 15 novembre Organizzazione: ArsCulture Jump into the Unknown Palazzo Loredan dell Ambasciatore, Dorsoduro 1261, maggio 18 giugno Org. : Nine Dragon Heads Salon Suisse: S.O.S. Dada - The World Is A Mess Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro maggio; 4 6 giugno; settembre; ottobre; novembre Organizzazione: Swiss Arts Council Pro Helvetia Tesla Revisited Palazzo Nani Mocenigo, Dorsoduro maggio 18 ottobre Organizzazione: VITRARIA Glass+A Museum The Bridges of Graffiti Arterminal c/o Terminal San Basilio, Dorsoduro 9 maggio 22 novembre Org.: Assaciazione Culturale Inossidabile The Revenge of the Common Place Università Ca Foscari, Ca Bernardo, Dorsoduro 3199 (calle Bernardo) 9 maggio 30 settembre Organizzazione: Vrije Universiteit Brussel The Silver Lining. Contemporary Art from Liechtenstein and other Microstates Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro ottobre 1 novembre Organizzazione: Kunstmuseum Liechtenstein Under the Surface, Newfoundland and Labrador at Venice Galleria Ca Rezzonico, Dorsoduro maggio-22 novembre Org.: Terra Nova ArtFoundation We Must Risk Delight: Twenty Artists from Los Angeles Magazzino del Sale n. 3, Dorsoduro 264 (Zattere) 5 maggio 22 novembre Organizzazione: bardola GIUDECCA Sepphoris Molino Stucky, interior atrium, Giudecca mag. 22 nov. Organizzazione: Assessorato alla Cultura del Comune di Narni (TR); a Sidereal Space of Art; Satellite Berlin ISOLA DI SAN GIORGIO Jaume Plensa: Together Basilica di San Giorgio Maggiore 6 maggio 22 novembre Org.: Abbazia di San Giorgio Maggiore Benedicti Claustra Onlus LIDO DI VENEZIA Eredità e Sperimentazione Grande Hotel Hungaria & Ausonia, Viale Santa Maria Elisabetta 28, Lido di Venezia 9 maggio 22 novembre Organizzazione: Istituto Nazionale di BioArchitettura- Sezione di Padova www. SAN MARCO Humanistic Nature and Society (Shan-Shui). An Insight into the Future Palazzo Faccanon, San Marco 5016 (Mercerie) 7 maggio 4 agosto Org: Shanghai HimalayasMus. Italia Docet Laboratorium Palazzo Barbarigo Minotto, San Marco 2504 (fondamenta Duodo o Barbarigo) 9 maggio 30 giugno; 11 settembre 31 ottobre Org. : (i-am Foundation) org Jenny Holzer «War Paintings» Museo Correr, San Marco 52 6 maggio 22 novembre Org.: The Written Art Foundation; Museo Correr, Fondazione Musei Civici di Venezia Learn from Masters Palazzo Bembo, San Marco 4793 (riva del Carbon) 9 maggio 22 novembre Org.: Pan TianshouFoundation pantianshou.caa.edu.cn/ foundation_en My East is Your West Palazzo Benzon, San Marco maggio 31 ottobre Org.: The Gujral Foundation Patricia Cronin: shrine for girls, Venice Chiesa di San Gallo, San Marco 1103 (campo San Gallo) 9 maggio 22 novembre Org.: Brooklyn Rail Curatorial Projects, curatorialprojects. brooklynrail.org Sean Scully: Land Sea Palazzo Falier, San Marco maggio 22 novembre Org.: Fondazione Volume! The Sound of Creation. Paintings + Music by Beezy Bailey and Brian Eno Conservatorio Benedetto Marcello, Palazzo Pisani, San Marco 2810 (campo Santo Stefano) 7 maggio 22 novembre Organizzazione: ArsCulture The Union of Fire and Water Palazzo Barbaro, San Marco 2840; 9 mag. 22 nov. Org.: Yarat Contemporary Art Thirty Light Years. Theatre of Chinese Art Palazzo Rossini, San Marco 4013 (campo Manin) 9 maggio 22 novembre Organizzazione: GAC Global Art Center Foundation; The Guangdong Museum of Art SAN POLO Dispossession Palazzo Donà Brusa, campo San Polo maggio 22 novembre Org.: European Capital of Culture Wrocław The Dialogue of Fire. Ceramic and Glass Masters from Barcelona to Venice Palazzo Tiepolo Passi, San Polo maggio 22 novembre Organizzazione: Fundaciò Artigas; ArsCulture SANTA CROCE Roberto Sebastian Matta Giardino di Palazzo Soranzo Cappello, Soprintendenza Bap per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, Santa Croce maggio 22 novembre Org.: Fondazione Echaurren Salaris SEDI VARIE Glasstress Gotika Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti, San Marco 2847 Chiesa di Santa Maria della Visitazione, Centro Culturale Don Orione Artigianelli, Dorsoduro 919; Fondazione Berengo, Campiello della Pescheria 15, Murano 9 maggio 22 novembre Org.: The State Hermitage Museum FABIO VIALE Recent works Inaugurazione Sabato 27 giugno 2015 ore fino al 7 agosto 2015 Galleria Poggiali e Forconi Pietrasanta (Lu) Via Nazario Sauro, 52 Via Garibaldi, 8 T VEDERE A VENEZIA 8

9 Questo Doganiere non ferma le grandi navi This douanier cannot stop the cruise ships VENEZIA. Palazzo Ducale apre le porte a tre mostre temporanee molto dissimili tra loro. Una è «Candore arcaico», retrospettiva del Doganiere Henri Rousseau fino al 5 luglio nell appartamento del Doge. Ideato da Gabriella Belli e Guy Cogeval e sviluppato in collaborazione con Laurence des Cars e Claire Bernardi, il progetto espositivo è l esito di una ricerca volta a restituire all opera di Rousseau la giusta luce critica e storiografica. Sono esposte oltre quaranta opere dell artista tra le quali «Autoritratto» del , «La guerra o la cavalcata della discordia» del 1894 e «Incantatrice di serpenti» del 1907, provenienti da importanti istituzioni internazionali come il Musée d Orsay e il Musée de l Orangerie di Parigi. Sono messe a confronto con una sessantina di opere di altri artisti, per un totale di cento lavori. Figura di riferimento per i grandi protagonisti delle avanguardie storiche, Rousseau dialoga con Cézanne, Gauguin, Redon, Seurat, Marc, Klee, Morandi, Carrà, Frida Kahlo, Diego Rivera, Kandinskij, Picasso e ancora, con una selezione di antichi maestri tra i quali figurano Liberale da Verona, Fede Galizia, Frans Post e Francisco Goya, una scelta precisa per indagare «quell ispirazione all arcaismo che nel corso dei secoli corre parallela al classicismo e della quale l opera di Rousseau sembra essere lo spartiacque tra Otto e Novecento», spiegano i curatori della mostra. Alla fine di luglio invece gli appartamenti dogali accoglieranno una mostra organizzata in concomitanza con EXPO 2015: «Acqua e cibo a Venezia. Storie della Laguna e della Città», sino a fine novembre. Attraverso carte storiche, incisioni, dipinti e opere letterarie messe in rapporto con plastici, proiezioni e ricostruzioni 3D, la rassegna narra il singolare microcosmo veneziano, da sempre al centro di un circuito di transito internazionale ma anche in grado di autoalimentarsi. Dal 19 settembre a metà dicembre, infine, Gianni Berengo Gardin punta l attenzione su uno dei più complessi problemi di attualità della città lagunare: il passaggio delle grandi navi. Un reportage duro, severo e rigoroso testimonia, ma soprattutto denuncia, dopo anni di discussioni, polemiche e proposte, un ennesimo scandalo veneziano. q V.R. VENICE. The Doge s Palace opens its doors to three very different exhibitions. The first is Archaic candour, a retrospective of Douanier Henri Rousseau, which runs until July 5 in the Doge s apartments. Planned by Gabriella Belli and Guy Cogeval and developed in collaboration with Laurence des Cars and Claire Bernardi, the exhibition is the result of a quest to accord Rousseau s work the right critical and historical importance. The show presents over 40 works by the artist, including the Self-portrait of , War, or the ride of discord of 1894 and Snake charmer of 1907, on loan from major international institutions such as the Musée d Orsay and the Musée de l Orangerie in Paris. These offered for comparison with 60 works by other artists, for a total of 100 works. A point of reference for the great exponents of the historical avant-garde movements, Rousseau is here in dialogue with Cézanne, Gauguin, Redon, Seurat, Marc, Klee, Morandi, Carra, Frida Kahlo, Diego Rivera, Kandinsky, Picasso and a selection of Old Masters, including Liberale di Verona, Fede Galizia, Frans Post and Francisco Goya. A careful selection has been made to explore an archaism which over the centuries runs hand in hand with classicism and of which Rousseau s oeuvre seems to mark the watershed between 19th and 20th century, explain the exhibition s curators. At the end of July, the Doge s apartments welcome an exhibition organised in conjunction with EXPO 2015: Water and food in Venice. Stories of the Lagoon and the City, until the end of November. Through historical maps, engravings, paintings and literary works put in relation with models, projections and 3D reconstructions, the exhibition illustrates the unique microcosm of Venice, always at the centre of a circuit of international trade but also able to feed itself. From September 19 to mid-december, finally, Gianni Berengo Gardin focuses attention on one of the most complex topical problems of the lagoon city: the passage of large ships. This hard-hitting, severe and rigorous report bears witness to and denounces the latest Venetian scandal, after years of debate, controversy and proposals. q V.R. Palazzo Ducale, San Marco 1, lun-gio/dom 9-19, ven-sab 9-20, tel. 041/ , «Henri Rousseau. Il candore arcaico» fino al 5 luglio, «Acqua e cibo a Venezia. Storie della laguna e della città» 28 luglio-30 novembre, «Mostri a Venezia. Le grandi navi fotografate da Gianni Berengo Gardin» 19 settembre-14 dicembre e Nuovo percorso guidato a Palazzo Ducale «I tesori nascosti del Doge» Passo a passo col Doge Arm in arm with the Doge VENEZIA. A seguito del recente restauro conservativo che ne ha restituito l originale splendore, gli ambienti della Chiesetta (nella foto) e dell Antichiesetta del Doge sono diventati il fulcro di un inedito itinerario storico-artistico a Palazzo Ducale. Fruibile su prenotazione (con accompagnatori qualificati della società di servizi Coopculture, tel. 041/ ), il nuovo percorso «I tesori nascosti del Doge» interessa i luoghi un tempo riservati alla figura dogale nell ala di Palazzo Ducale contigua alla Basilica. Accedendo nei pressi della Porta della Carta si sale al Loggiato, ove la massima autorità della Serenissima si affacciava nelle pubbliche feste. Si passa quindi alla Loggia Foscara, innesto rinascimentale nell originale impianto gotico di Palazzo Ducale, al cui interno si trovano i forzieri che conservavano i tesori di Stato. Di qui si prosegue verso la Terrazza pensile transitando per un tratto dell Appartamento privato del Doge, dove viveva in compagnia dei familiari, degli scudieri e della servitù. Si sale poi per una ripida scala fino alla Chiesetta e all Antichiesetta, affrescate alla metà del XVIII secolo da Jacopo Guarana e Gerolamo e Agostino Mengozzi Colonna. In questi locali il Doge adempieva le sue personali pratiche religiose prima di raggiungere la contigua Sala del Senato, dove l aspettavano invece le cure della vita pubblica. Il nuovo percorso è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Fondazione Musei Civici, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per Venezia e Laguna, Direzione del Polo Museale del Veneto e Comune di Venezia. L intervento conservativo e l adeguamento tecnologico, invece, sono stati realizzati con il finanziamento del Comitato Italiano nell ambito del Programma congiunto Unesco-Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia e grazie alla generosità di alcuni altri sponsor. q V.R. VENICE. Following the recent conservative restoration that has given the spaces their original splendour, the Chiesetta (pictured) and the antichiesetta del Doge have become the fulcrum of an unprecedented art-historical itinerary in the Doge s Palace. Accessible by appointment only (with qualified guides from Coopculture), the new route is called The Doge s hidden treasures and covers the rooms once reserved for the doge in the wing of the Doge s Palace Ducal next to the Basilica. The access is near the porta della Carta and leads to the to loggiato, where the highest authority of the Serenissima would gaze on the public festivals. It then leads to the loggia Foscara, (a Renaissance graft on the original Gothic Palazzo), within which lie the coffers that used to store the treasures of State, and from to the Terrazza pensile passing via a stretch of the private apartments of the Doge, where he lived with his family, companions and servants. We then climb a steep staircase to the Chiesetta and anti-chiesetta, frescoed in the mid- 18th century by Jacopo Guarana and Gerolamo and Agostino Mengozzi Colonna. In these rooms, the doge would effect his private worship before entering the adjacent Sala del Senato, where he was instead responsible for the public affairs. The new route was made possible thanks to the collaboration of the Fondazione Musei Civici, the Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per Venezia e Laguna, the offices of the Polo Museale del Veneto and the Comune di Venezia. The restoration and technological content, instead, was made possible thanks to funding from the Italian Committee under the joint UNESCO- International Private Committees for the Safeguarding of Venice and the generosity of some sponsors. q V.R. «Moi-même, portrait-paysage» di Henri Rousseau, White Images/Scala, Firenze «L Enfant à la poupée» di Henri Rousseau, RMN-Grand Palais (Musée de l Orangerie)/Franck Raux Demoni e ologrammi Demons and holograms VENEZIA. Grisha Bruskin, tra i più importanti artisti russi viventi, arriva per la prima volta a Venezia con «Alefbet», nella Fondazione Querini Stampalia. Esposti cinque grandi arazzi (280x210 cm, uno nella foto) con disegni preparatori, gouache e dipinti con angeli e demoni, figure trafitte da fulmini, i simboli dei quattro evangelisti e uomini che portano sulle spalle la loro ombra. Il tutto è corredato da un video touch screen e dall ologramma dell artista al quale si possono rivolgere 10 domande. A Bruskin è anche dedicato l evento collaterale «Grisha Bruskin. An Archaeologist s Collection» nell ex Chiesa di Santa Caterina a Cannaregio. In Fondazione, ancora, una serie di opening il 6 maggio: la personale di «Jimmie Durham» con installazioni sitespecific nell area Scarpa e nel museo; «Water», progetto sitespecific di Lilya Pavlovic-Dear con installazioni sul tema dell acqua e la mostra del X Premio Furla, vinto da Raphaël Cuomo e Maria Jorio. VENICE. Grisha Bruskin (one of the most important living Russian artists) arrives for the first time in Venice with Alefbet, at the Fondazione Querini Stampalia. On show are five important tapestries (280 x 210 cm) (one in the photo) with preparatory drawings, gouaches and paintings containing angels and demons, figures pierced by lightning, the symbols of the four evangelists and men bearing their shadow on their shoulders. This is accompanied by a video touch screen and the hologram of the artist to whom 10 questions may be asked. A collateral event is also dedicated to Bruskin: Grisha Bruskin. An Archaeologist s Collection in the former church of Santa Caterina in Cannaregio. Back at the Fondazione, there will be a series of openings on May 6: the one-man show of Jimmie Durham with site-specific installations in the Scarpa area and in the museum; Water, a site-specific project by Lilya Pavlovic-Dear with installations on the theme of water and the exhibition of the 10th edition of the Furla Prize, won by Raphaël Cuomo and Maria Jorio. Fondazione Querini Stampalia, campo Santa Maria Formosa, Castello 5252, mar-dom tel. 041/ , «Grisha Bruskin: Alefbet» fino al 13 settembre, «Mostra del vincitore Premio Furla 2015» 6 maggio-7 giugno, «Water by Lilya» 6 maggio-2 agosto, «Jimmie Durham. Venezia, gli oggetti, il lavoro e il turismo» 6 maggio-20 settembre VEDERE A VENEZIA 9

10 L acquatico Plessi The aquatic Plessi VENEZIA. Fabrizio Plessi presenta una grande videoinstallazione: un «fiume» elettronico, un flusso di corrente che attraversa il piano nobile del palazzo. Sulle due «sponde» disegni ripercorrono l attività dell artista (nella foto un particolare). Il filo conduttore è l acqua, elemento costitutivo della città lagunare, ma anche elemento essenziale alla sopravvivenza fisica. Plessi coinvolge attivamente il pubblico, che cliccando sull immagine di alcuni disegni può vedere l opera realizzata, stamparla o fotografarla. «Plessi Liquid light» è il disegno scelto da Plessi per riproporre nelle Tese dell Arsenale l installazione con i relitti di navi da pesca realizzata alle Baleari nel VENICE. Fabrizio Plessi presents a large video installation consisting of two streams of electronic current framed by 1,000 drawings that trace back 50 years of activity (a detail shown in the photo). The common denominator is water, a constitutive element of the lagoon city, but also essential for our own physical survival. Fabrizio Plessi actively involves the public which, on clicking on the digital format of some sketches can see the finished work, print it or photograph it. Plessi liquid light, finally, is a drawing with a set of old abandoned fishing boats, which will be used to build an installation within one of the Arsenale halls. Galleria Giorgio Franchetti alla Ca d Oro, Cannaregio 3932, lun 8,15-14, mar-dom 8,15-19,15, tel. 041/ , «Plessi liquid life. Il flusso della memoria, progetti» 6 mag.-22 nov., Tese dell'arsenale «Plessi liquid light» 6 maggio-22 novembre Merz inaugura la nuova ala Merz inaugurates the new wing VENEZIA. Prima doveva essere Richard Serra, poi Willem de Kooning, ma alla fine è toccato a Mario Merz l onore di inaugurare la nuova ala espositiva delle Gallerie dell Accademia, situata nel piano terra del cortile palladiano, riservata alle mostre temporanee e con ingresso indipendente. La retrospettiva curata da Bartolomeo Pietromarchi, direttore del padiglione Italia della scorsa Biennale, è un importante puntualizzazione sull opera dell artista a dieci anni dalla sua ultima esposizione ospitata nel Castello di Rivoli, Gam e Fondazione Merz, a ridosso della scomparsa, avvenuta nel Oggi il maggiore tempo trascorso favorisce una valutazione più obiettiva. La città lagunare è uno spazio in cui si confrontano natura e cultura, tradizione e innovazione, tutte fonti di energia che Merz aveva captato nelle sue opere sospese tra natura e artificio proprio come Venezia. VENICE. First, it was to have been Richard Serra, then Willem de Kooning, but in the end it was Mario Merz who was given the honour of inaugurating the new exhibition wing of the Gallerie dell Accademia, situated on the ground floor of the Palladian courtyard. The new wing is to be used for temporary exhibitions, and has independent access. The retrospective curated by Bartolomeo Pietromarchi, director of the Italian pavilion at the last Biennale, is an important clarification of the artist s work ten years after his last exhibition, at the Castello di Rivoli, Gam and Fondazione Merz, in the wake of his death in 2003.Today, the passage of time has made possible a more objective assessment. The lagoon city is a space in nature and culture, tradition and innovation all meet, and all these were sources of energy that Merz had picked up in his works, suspended between nature and artifice as is Venice itself. Gallerie dell Accademia, campo della Carità 1050, tel. 041/ , lun 8,15-14, mar-dom 8,15-19,15, «Mario Merz. Città irreale. Opere, progetti e disegni » dall 8 maggio al 20 settembre NUOVO PERCORSO GUIDATO A PALAZZO DUCALE I suggestivi ambienti della Chiesetta e dell Antichiesetta del Doge, da poco restituiti all antico splendore, sono il fulcro di un inedito e affascinante itinerario storico-artistico alla scoperta de I tesori nascosti del Doge a Palazzo Ducale. NEW GUIDED TOUR IN THE DOGE S PALACE Following the extensive conservative restoration work, the evocative rooms of the Chiesetta and Antichiesetta del Doge are the fulcrum of a new, fascinating artistic-historical tour to discover The Doge s Hidden Treasures in the Doge s Palace. Info booking palazzoducale.visitmuve.it - - Call center T (dall Italia) (dall estero) CoopCulture è azienda leader in Italia nel settore dei beni culturali. CoopCulture è arte, didattica, cultura, valorizzazione, tutela, cooperazione, lavoro. Sede legale e direzioni: VENEZIA MESTRE corso del Popolo, 40 - t f ROMA via Tunisi, 4 - t f Sedi operative: TORINO via Sant Anselmo, 6 - t f ROMA via Goito, 39 - t f NAPOLI corso Umberto I, 58 - t f FIRENZE via Guelfa, 9 - t «Città irreale» di Mario Merz, 1968 PU_CoopCulture_GiornaleArte.indd 1 01/04/15 17:01 VEDERE A VENEZIA 10

11 Schiavone, Weimar e la Holzer Schiavone, Weimar and Holzer VENEZIA. Otto Dix, Christian Schad, George Grosz, Max Beckmann e August Sander sono alcuni dei protagonisti della mostra sull Arte in Germania al tempo della repubblica di Weimar ( ) curata da Stephanie Barron conservatore capo del Dipartimento d Arte Moderna del Los Angeles County Museum of Art (dove la rassegna farà successivamente tappa). Centocinquanta opere tra dipinti, fotografie, disegni e incisioni di oltre 30 artisti narrano le tendenze dominanti nella Repubblica di Weimar, facendo rivivere i temi della Nuova Oggettività e ribadendo il ruolo centrale dell arte che Hitler definì degenerata. Da luglio nello stesso museo si potrà visitare il nuovo allestimento negli appartamenti reali dedicato alle opere di Antonio Canova, curato da Andrea Bellieni, mentre nella sala delle quattro porte la concettuale Jenny Holzer espone un ciclo di dipinti di guerra realizzati dal 2005 a oggi, allestiti in una personale curata da Thomas Kellein. L artista americana indaga i temi della politica, della violenza e della morte attraverso documenti governativi statunitensi inerenti i conflitti in Iraq, Afghanistan e la lotta al terrorismo. A settembre sarà la volta de «L impero della moda ». Curata da Cristina Barreto-Lancaster e Chiara Squarcina, la rassegna riunirà negli appartamenti reali una straordinaria collezione privata inglese di abiti e accessori. Il protagonista invernale sarà, infine, Andrea Meldolla detto lo Schiavone, con una monografica curata da Enrico Dal Pozzolo e Lionello Puppi che mira a restituire attraverso prestiti da importanti musei europei (Kunsthistorisches Museum di Vienna, Louvre di Parigi, National Gallery e British Museum di Londra) centralità alla figura del pittore nato a Zara nel ca e spentosi a Venezia nel 1563, senza tralasciarne l attività grafica e incisoria e i libri illustrati. VENICE. Otto Dix, Christian Schad, George Grosz, Max Beckmann and August Sander are some of the protagonists of the exhibition on art in Germany at the time of the Weimar Republic ( ) curated by Stephanie Barron, senior curator of Modern Art at the Los Angeles County Museum of Art (to which the exhibition will later travel). One hundred and fifty works, including paintings, photographs, drawings and prints by over 30 artists illustrate the dominant trends during the Weimar Republic, reviving the themes of the New Objectivity and reaffirming the central role of an art that Hitler defined degenerate. From July in the same museum, «Ritratto dell avvocato Hugo Simons» di Otto Dix, 1925 Otto Dix, by SIAE 2015 visitors cane enjoy the new exhibition dedicated to the works of Antonio Canova in the royal apartments, curated by Andrea Bellieni, while in the sala delle quattro porte, conceptual artist Jenny Holzer presents a series of war paintings produced since 2005, arranged in a solo exhibition curated by Thomas Kellein. The American artist explores the themes of politics, violence and death using US government documents related to the conflicts in Iraq, Afghanistan and the fight against terrorism. In September, it will be the turn of The empire of fashion Curated by Cristina Barreto-Lancaster and Chiara Squarcina, the exhibition will bring together an extraordinary private English collection of clothes and accessories in the royal apartments. The winter exhibition will be dedicated to Andrea Meldolla, known as Schiavone, with a monographic show curated by Enrico Dal Pozzolo and Lionello Puppi which aims, through loans from major European museums (Kunsthistorisches Museum in Vienna, the Louvre in Paris, the National Gallery and the British Museum in London), to reaffirm the importance of this artist, born in Zara circa and died in Venice in 1563, without forgetting his graphic work, engravings and illustrated books Museo Correr, San Marco 52, lun-dom 10-19, «La Nuova Oggettività» 1 mag.-30 ago., «Jenny Holzer» 6 maggio-22 novembre, «L impero della moda» 5 set.-10 gen. e «Andrea Schiavone» 3 ott.7 feb. Cento punti di vista One hundred points of view VENEZIA. È dislocata nelle due sedi dell European Cultural Centre presso Palazzo Bembo e Palazzo Mora «Personal Structures. Crossing Borders», l esposizione collettiva organizzata dal team della Global Art Affairs Foundation (composto da Valeria Romagnini, Rachele de Stefano, Lucia Pedrana, Carol Rolla, Sarah Gold, Rene Rietmeyer e Antony Bond). Partecipano oltre cento artisti affermati e meno noti, tra i quali Lore Bert, Daniel Buren, Herman de Vries, Carl Andre, Joseph Kosuth, François Morellet, Hermann Nitsch, Yoko Ono, Mike Parr, Günther Uecker e Lawrence Weiner. È esposta una cospicua selezione di lavori tra cui numerosi progetti site specific ideati per le sale dei palazzi lagunari, installazioni, video, sculture, dipinti, disegni e fotografie. Gli artisti provenienti da 50 nazioni europee ed extraeuropee sono invitati a riflettere su tempo, spazio ed esistenza per fornire inediti punti di vista. Grazie a un confronto tra le opere, lo spettatore potrà percepire le differenze e le analogie nei confronti del quotidiano che caratterizzano differenti culture e contesti spazio-temporali. «France, Cote d Azur» di Rene Rietmeyer La divina proporzione Divine proportion VENEZIA. La sezione aurea è una costante matematica che si verifica quando il rapporto fra due lunghezze è pari a 1,618, il numero che simboleggia l armonia dell universo. L uomo è da sempre affascinato da questa relazione geometrica, scoperta dai pitagorici, codificata da Euclide e definita De Divina Proportione nell omonimo trattato dell umanista Fra Luca Pacioli ( ) illustrato da Leonardo e stampato a Venezia nel Al frate matematico il Museo Fortuny dedica la mostra «Proportio», parte del ciclo iniziato nel 2007 con «Artempo», proseguito nel 2009 con «Infinitum» e nel 2011 con «Tra». Grazie all apporto di un comitato scientifico internazionale coordinato da Axel Vervoordt e Daniela Ferretti, l esposizione attraversa i secoli e le discipline raccontando di quel valore universale che fin dall antichità fu una delle chiavi per porre l uomo in relazione con il mondo, un unità di misura in grado di donare a ogni cosa la propria dimensione armonica. La rassegna mette in dialogo capolavori di diverse epoche con opere commissionate a grandi artisti contemporanei. VENICE. Venice. The golden section is a mathematical constant that occurs when the relationship between two lines is 1.618, the number that symbolises the harmony of the universe. Man has always been fascinated by this geometric relationship, discovered by the Pythagoreans, codified and defined by Euclid and defined in De Divina proportione, the treatise by humanist Fra Luca Pacioli ( ), illustrated by Leonardo and printed in Venice in The Museo Fortuny is dedicating an exhibition to the mathematical religious, Proportio, part of the cycle that began in 2007 with Artempo, continued in 2009 with Infinitum and in 2011 with Between. Thanks to the contribution of an international scientific committee coordinated by Axel Vervoordt and Daniela Ferretti, the exhibition spans the centuries and disciplines, describing the universal value that ever since Antiquity has been one of the keys placing man in relationship with the world, a unit of measurement that can give everything its harmonic dimension. The exhibition creates a link between masterpieces of different periods with works commissioned from contemporary artists (in the photo, Red, Yellow, Blue, by Ellsworth Kelly, 1963 Ellsworth Kelly). Palazzo Fortuny, San Marco 3958, lun/mer-dom 10-18, tel. 041/ , www. fortuny.visitmuve.it, «Proportio» 9 maggio-22 novembre VENICE. Personal Structures. Crossing Borders, the collective exhibition organised by the team of the Global Art Affairs Foundation (comprising Valeria Romagnini, Rachele de Stefano, Lucia Pedrana, Carol Rolla, Sarah Gold, Rene Rietmeyer and Antony Bond) will be held in the two locations of the European Cultural Centre at Palazzo Bembo and Palazzo Mora. Over 100 established and less well-known artists will be participating, including Lore Bert, Daniel Buren, Herman de Vries, Carl Andre, Joseph Kosuth, Francois Morellet, Hermann Nitsch, Yoko Ono, Mike Parr, Gunther Uecker and Lawrence Weiner. A large selection of works will be on show, including several site-specific projects designed for the rooms of the palazzi, installations, videos, sculptures, paintings, drawings and photographs. The artists come from 50 nations around Europe and beyond, and are invited to reflect on time, space and existence to provide fresh points of view. Through a comparison of the works, the visitor can perceive the differences and similarities with regard to everyday life that characterise the different cultures and spatio-temporal contexts. Palazzo Bembo, riva del Carbon 4793, Palazzo Mora, strada Nuova, 3659, «Personal Structures. Crossing borders» 9 maggio-22 novembre, lun/mer-dom 10-18, VEDERE A VENEZIA 11

12 Twombly e Cagnaccio Twombly and Cagnaccio VENEZIA. Ca Pesaro ospita «Paradise»: la retrospettiva di Cy Twombly curata da Julie Sylvester e Philip Larratt-Smith, allestita nel nuovo Spazio Dom Perignon. Una sessantina di opere tra disegni, sculture e dipinti documentano l intera carriera dell'artista debordante di passioni e sensualità, ma anche sensibile agli eventi storici, come dimostra la «Battaglia di Lepanto» caratterizzata dal segno graffiante, sua inconfondibile cifra stilistica. Il percorso cronologico va dai primi graffiti, ancora a matita, fino all ultimo, coloratissimo acrilico del 2011, data della sua scomparsa. La mostra è organizzata con il contributo della Cy Twombly Foundation e di Larry Gagosian, suo gallerista di riferimento. Nelle stesse date vi è anche la mostra-installazione della veneziana Federica Marangoni: «Filo conduttore» (titolo scelto dalla curatrice Gabriella Belli). Un filo rosso al neon scende dal tetto lungo la facciata per avvilupparsi in un gomitolo di filo spinato, simbolo delle tragedie della vita, cui alludono anche le altre opere esposte. Il terzo appuntamento è l omaggio a Cagnaccio di San Pietro ( ), protagonista della monografica «Il richiamo della Nuova Oggettività» curata da Dario Biagi. Il titolo richiama esplicitamente la grande mostra dedicata allo stesso tema nel Museo Correr, dove sono esposte opere di artisti tedeschi del primo dopoguerra quali Otto Dix, Christian Schad e George Grosz. Il fulcro dell esposizione qui, invece, è un nudo femminile dall audace torsione: «Primo denaro», parte di un trittico dipinto dal pittore lagunare nel 1928 suscitando grande scandalo. Segue la galleria di ritratti, genere in cui l artista eccelleva come dimostrano il bel volto di Giuseppina Dalla Pasqua e l autoritratto di Ca Pesaro, entrambi del Tre gli appuntamenti autunnali: la personale di Ferruccio Gard, il protagonista dell Optical art che presenta le sue ultime sperimentazioni «cromatiche» in bianco e nero con infinite variazioni di grigio. Flavio Favelli (a cura di Antonio Grulli), i cui assemblaggi di oggetti comuni come scatole e cassette della frutta danno luogo a costruzioni quotidiane e stranianti al tempo stesso, quasi un epigono della pop art. Infine il confronto tra Gastini, Icaro, Mattiacci e Spagnulo: un percorso trasversale alla pittura e alla scultura sul tema della leggerezza, dove, per dirla con Arturo Martini e con il titolo della mostra curata da Bruno Corà, non conta l oggetto «ma la sua estensione». «Untitled (Camino Real V)» di Cy Twombly, 2011 Cy Twombly Foundation VENICE. Ca Pesaro is housing Paradise, a Cy Twombly retrospective organised by Julie Sylvester and Philip Larratt-Smith, mounted in the new Dom Perignon exhibition space. It includes some sixty works in all, covering drawings, sculptures and paintings that together illustrate a career overflowing with passion and sensuality, but at the same time reminding us the artist was keenly aware of historical events, as evidenced by The Battle of Lepanto, painted in his typical and unmistakeable graffiti-like style. The chronology runs from the first graffiti, which were still in pencil, to Twombly s last, brightly-coloured acrylic, dating from 2011, the year of his death. The exhibition has been organised with the contribution of the Cy Twombly Foundation and Larry Gagosian, his favourite gallery owner. The same dates will also see the exhibition-installation of the local artist Federica Marangoni entitled Filo conduttore (a title chosen by the orgianiser Gabriella Belli). A red neon thread winds its way down the façade from the ceiling to form a tangle of barbed wire at the bottom, symbolizing life s tragedies, to which the other works on show also allude. The third important show is the tribute to Cagnaccio di San Pietro ( ), the subject of the solo exhibition Il richiamo della Nuova Oggettività, organised by Dario Biagi. The title is a specific reference to the great exhibition on the same topic held in Museo Correr featuring works by post-first World War German artists, such as Otto Dix, Christian Schad and George Grosz. At the hub of the exhibition this time is Primo denaro, a boldly contorted female nude which is part of a triptych that caused an outcry in 1928, when it was painted. This is followed by a gallery of portraits, a genre where the artist was at his best, as can be seen from the finely-rendered features of Giuseppina Dalla Pasqua and the Ca Pesaro self-portrait, both dating from The autumn events include: a solo show dedicated to Ferruccio Gard, a leading figure in Optical Art, who is presenting his latest chromatic experiments in black and white with infinite shades of grey; Flavio Favelli (organised by Antonio Grulli), who makes use of everyday objects, such as boxes and fruit crates, to create works that are at once commonplace and alienating, and come across almost as imitations of pop art; lastly, Gastini, Icaro, Mattiacci and Spagnulo appearing together in a show where painting and sculpture both take on the theme of lightness, in which it s not the object that counts but its extension, to use Arturo Martini s expression, which also doubles as the title of the exhibition mounted by Bruno Corà. «Primo denaro» di Cagnaccio di San Pietro, 1928 Ca Pesaro, Galleria Internazionale d Arte Moderna, Santa Croce 2076, mar-dom, tel.041/721127, «Cy Twombly. Paradise» e «Il filo conduttore. Federica Marangoni» 6 maggio-13 settembre, «Cagnaccio di San Pietro. Il richiamo della Nuova Oggettività» 6 maggio-27 settembre, «Ferruccio Gard. Chromatism and optical art» settembre-ottobre, «ma un estensione. Gastini, Icaro, Mattiacci, Spagnulo» 26 settembre-10 gennaio Le canoe di Doig e il caffè di Salgado Doig s canoes and Salgado s coffee VENEZIA. È in Palazzetto Tito la prima personale italiana di Peter Doig (nella foto, «Untitled», 2014) curata da Milovan Farronato e Angela Vettese. L artista di origine scozzese, nato a Edimburgo nel 1959 e cresciuto tra Trinidad e il Canada, ha alle spalle oltre trent anni di attività e numerose monografiche, tra le quali quella nella Tate Britain di Londra nel 2008 e nella Schirn Kunsthalle di Francoforte nel Allestito in una delle due sedi della Fondazione Bevilacqua La Masa, il percorso espositivo presenta dipinti figurativi di grandi e piccole dimensioni realizzati appositamente: un corpus inedito che rimanda a molteplici immaginari traenti spunto anche dalla sfera personale dell artista. Noto per i paesaggi e le atmosfe- dation, the exhibition displays large- and small-sized figurative paintings expressly made for the site a completely new assemblage suggesting multifarious imaginative sources, some of which lying within the artist s private life. Well known for his landscapes and the atmosphere of uneasiness that seems to pervade the settings in which he places his figures, Doig frequently returns to his favourite themes and subjects (such as lakes and canoes), but he never deliberately sets out to produce series of works or to plan projects. His painting, at once liquid and thick, has extremely broad artistic terms of reference and gives rise to calm, intense and mysterious visions. The other Bevilacqua la Masa Foundation venue, the Galleria di Piazza San Marco, will hold the exhibition Severso Brasile, India, Indonesia, Etiopia, Guatemala, Colombia, Cina, Costa Rica, El Salvador e Tanzania alla scoperta delle origini della cultura del caffè. Affascinanti scatti fissano le diverse gestualità di coltivazione, raccolta, essiccazione e selezione dei preziosi chicchi. VENICE. Peter Doig s first solo exhibition in Italy is to be held in Palazzetto Tito (photo, Unititled, 2014), mounted by Milovan Farronato and Angela Vettese. The artist, who was born in Edinburgh in 1959 and grew up in Trinidad and Canada, has been active for over thirty years, with several solo shows to his name, including one at the Tate Britain in London in 2008 and at the Schirn Kunsthalle in Frankfurt in Mounted in one of the two premises owned by the Bevilacqua la Masa Founre stranianti in cui immerge l essere umano, Doig predilige alcuni temi e soggetti ricorrenti (tra cui laghi e canoe), ma non concepisce mai le opere come serie o progetti. La sua pittura, insieme liquida e pastosa, si nutre dei più ampi canoni artistici e dà luogo a visioni quiete, intense e misteriose. Nell altro spazio della Fondazione Bevilacqua La Masa, la Galleria di Piazza San Marco, è invece di scena dal 6 maggio al 27 settembre «Sebastião Salgado, profumo di un sogno. Viaggio nel mondo del caffè», organizzata in collaborazione con illycaffè. Il fotografo brasiliano propone un omaggio alla storia e alle tradizioni dei Paesi da cui l azienda triestina acquista la materia prima: un reportage iniziato nel 2002 grazie al progetto «Sebastião Salgado per illy», un lungo viaggio attra- bastião Salgado, profumo di un sogno. Viaggio nel mondo del caffè (Sebastião Salgado, the Aroma of a Dream. A Journey into the World of Coffee), from May 6 to September 27, organised in collaboration with Illycaffè. The Brazilian photographer provides a tribute to the history and traditions of the countries where the Trieste-based company buys its raw materials. The venture began in 2002 thanks to the Sebastião Salgado per Illy project, a long journey taking in Brazil, India, Indonesia, Ethiopia, Guatemala, Colombia, China, Costa Rica, El Salvador, and Tanzania in the quest to discover the origins of coffee culture. A series of wonderful shots reveal the different stages in which the precious beans are grown, harvested, dried and selected. Fondazione Bevilacqua La Masa: Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, mer-dom 11,30-17,30, tel. 041/ , «Peter Doig» 5 maggio-4 ottobre; Galleria di Piazza San Marco, San Marco, 71/c, mer-dom 11-18, tel. 041/ , www. bevilacqualamasa.it, «Sebastião Salgado, profumo di un sogno. Viaggio nel mondo del caffè» 6 maggio-27 settembre VEDERE A VENEZIA 12

13 Ispirati dagli ideali del Nobel indiano Inspired by the ideals of the Indian Nobel winner VENEZIA. Evento collaterale della 56ma Biennale d Arte, «Frontiers Reimagined» è la mostra curata da Sundaram Tagore e Marius Kwint, organizzata nel cinquecentesco Palazzo Grimani dalla Tagore Foundation International in collaborazione con la Soprintendenza speciale per il polo museale veneziano. La ricchezza intellettuale ed estetica che circola nel mondo globalizzato è rispecchiata da un fitto dialogo interculturale messo in atto da opere e installazioni apposite di 44 artisti, tra i quali Christo e Jeanne-Claude, Sebastião Salgado e Robert Rauschenberg. «La mostra, afferma Marius Kwint (storico dell arte di origine americana, docente presso l Università di Portsmouth), vuole annullare le barriere del nazionalismo, dell etno-centrismo e della politica identitaria. In questa fase della storia con persone sempre più rinchiuse in ideologie intransigenti, la fusione d idee oltre i confini è più che mai vitale». «La mostra è stata concepita, aggiunge Sundaram Tagore (direttore della Sundaram Tagore Gallery e della Tagore Foundation International), per informare e sensibilizzare i visitatori sui problemi concettuali e formali che emergono dallo scambio interculturale. Questo scambio non è soltanto un aspetto legato alla contemporaneità, ma rappresenta la realtà del futuro». La Tagore Foundation International è stata fondata a New York nel 2006 da Sundaram Tagore, ispirato dagli ideali di Rabindranath Tagore, il primo intellettuale non europeo insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel La Fondazione impegnata a promuovere il dialogo interculturale, sociale, spirituale ed estetico tra l Asia e le altre parti del mondo, si adopera inoltre nella protezione e conservazione di opere d arte e di architetture indigene, focalizzando l attenzione su espressioni artistiche ignorate o poco note e promuovendo la realizzazione di mostre internazionali con artisti asiatici e africani attraverso una vera e propria piattaforma di dialogo. q V.R. Qui sopra, «Ryujin II» di Senju Tagore Foundation International A sinistra, «In You, in Me» di Lee Tagore Foundation International VENICE. Frontiers Reimagined, a collateral event of the 56th Biennale d Arte, was organised by Sundaram Tagore and Marius Kwint and mounted in the sixteenthcentury Palazzo Grimani by the Tagore Foundation International in collaboration with Soprintendenza speciale per il polo museale veneziano. The wealth of intellectual and aesthetic material circulating in the globalised world is reflected in the intense intercultural dialogue introduced by specific works and installations by 44 artists, including Christo and Jeanne-Claude, Sebastião Salgado and Robert Rauschenberg. The exhibition was designed as an instructive exercise for visitors and to raise their awareness of conceptual and formal problems that emerge in intercultural exchange, adds Sundaram Tagore (the director of the Sundaram Tagore Gallery and of Sundaram Tagore Foundation International). This exchange is not only something associated with contemporary life; it represents our future. Sundaram Tagore established Tagore Foundation International in New York in 2006, inspired by the ideals of Rabindranath Tagore, the first non-european intellectual to receive the Nobel Prize for Literature in The foundation s aim is to promote intercultural dialogue on social, spiritual and aesthetic matters between Asia and other parts of the world and is committed to the protection and preservation of indigenous art and architecture, focusing on types of art that are neglected or ignored and promoting international exhibitions of Asian and African work by instituting a forum for dialogue. q V.R. Palazzo Grimani, Ramo Grimani, Castello 4858, mar-dom 10-18, tel. 041/ , org, «Frontiers Reimagined» 9 maggio-22 novembre VEDERE A VENEZIA 13

14 Le scelte «gagliarde» della Cini Bold choices from the Cini VENEZIA. Mostre temporanee, «ospiti a palazzo», attività di studio, ricerca e seminari aperti al pubblico. Pasquale Gagliardi, segretario generale della Fondazione Giorgio Cini, illustra le molteplici attività dell istituzione veneziana partendo da Le Stanze del Vetro, un progetto culturale avviato tre anni fa in collaborazione con Pentagram Stiftung, dedicato allo studio e alla valorizzazione dell arte vetraria. Che cosa sono Le Stanze del Vetro? Le Stanze del Vetro sono un progetto di lunga durata che si arricchisce nel tempo. Pianificare sull arco di un decennio consente di valutare e migliorare gli obiettivi. La risposta del pubblico è molto buona. Le Stanze del Vetro non includono soltanto le mostre. Accanto a esse vi sono l archivio generale del vetro, seminari, convegni scientifici e artisti in residenza. L isola di San Giorgio è un punto di riferimento per l arte vetraria a livello internazionale. La mostra dedicata ai vetri finlandesi della collezione Bischofberger ne è una dimostrazione: non soltanto la storia del vetro veneziano, ma anche quella di altri filoni nati in altre epoche e contesti culturali. Come documenta il programma del prossimo semestre pubblicato sull ultimo numero della «Lettera da San Giorgio», le attività della Fondazione presentano un quadro ricco e variegato di seminari, convegni scientifici, mostre, concerti, progetti di ricerca e pubblicazioni che coprono l'intero arco delle discipline umanistiche: dalla storia all arte, dalla musica al teatro, dalla letteratura agli studi religiosi. Quali sono le mostre in programma prossimamente? Sull isola si alterneranno Louise Manzon, Magdalena Abakanowicz, le «tavolozze» del fotografo tedesco Matthias Schaller, l installazione di Giovanni Manfredini «Stabat Mater Dolorosa» (una corona di spine di rose fusa nell oro sospesa nel vuoto, accompagnata dalla musica originale di Ennio Morricone). Nelle Sale del Convitto ci sarà il grande pittore contemporaneo Liu Xiaodong con una mostra organizzata dalla Fondazione Faurschou, senza dimenticare Enki Bilal, pittore fumettista tra i più incisivi e apprezzati di oggi. Vorrei anche ricordare le proposte espositive itineranti: la mostra dedicata ai fratelli Laura e Ales- sandro De Santillana che dopo essere stata nelle Stanze del Vetro la scorsa estate e poi al Mak di Vienna, da maggio a settembre sarà nello Yorkshire Sculpture Park di Wakefield in Inghilterra. Palazzo Cini a San Vio riapre per il secondo anno consecutivo da primavera a novembre. La valorizzazione del palazzo è stata una decisione del direttore dell Istituto di storia dell arte, condivisa da tutti. La scoperta arrivò con la Biennale del 2013 quando vi fu allestito il padiglione dell Angola vincitore del Leone d oro. Scoprimmo che in tre mesi avevamo totalizzato 50mila visitatori. Oggi siamo soddisfatti dell afflusso medio di pubblico a San Vio: è una finestra sulla città. Che cosa si visita oltre alla collezione? Abbiamo deciso di dare al Palazzo l attenzione che merita: non solamente un luogo che custodisce un tesoro (la classica collezione dei quadri toscani e ferraresi del Conte Cini) ma anche una vetrina con un offerta dinamica. In questa visione s inseriscono la mostra di Spalletti e «L ospite a palazzo», lo scambio temporaneo di opere con altre istituzioni. Progettate un apertura continuativa? Sei mesi consecutivi nella bella stagione mi sembrano già un buon risultato, ma non è escluso che l apertura venga prolungata: dipenderà dal successo che avremo e da un attenta analisi degli investimenti necessari. Pasquale Gagliardi Matteo De Fina q Veronica Rodenigo VENICE. Temporary exhibitions, Ospiti a palazzo (Palace Guests), study groups, research and seminars open to the public, Pasquale Gagliardi, secretary general of the Fondazione Giorgio Cini, illustrates the institution s manifold activities with a show entitled Le Stanze del Vetro (Glass Rooms), a cultural project launched three years ago in collaboration with Pentagram Stiftung and dedicated to the study of the art of glassmaking and to raising its profile. What are the Stanze del Vetro? The Glass Rooms are a long-term project so designed that it builds over time. Planning over the period of a decade enables goals to be assessed and improved. The public s response has been excellent. However, the Stanze del Vetro are not only exhibitions; these are supplemented by a general archive of glassware, seminars, scientific conferences and artists in residence. The island of San Giorgio is an international landmark in the art of glassmaking. The exhibition of Finnish glass from the Bischofberger Collection proves it. The rooms will contain shows covering not only the history of Venetian glass, but also that of other glass objects produced in other periods and in different cultural contexts. As the programme for the next six months, published in the latest issue of Lettera da San Giorgio, reveals, the foundation will provide a wide array of seminars, scientific congresses, exhibitions, concerts, research projects and publications covering a broad spectrum of the humanities, ranging from the history of art, literature and theatre to music and religious studies. What are the upcoming shows? The island is due to host Louise Manzon, Magdalena Abakanowicz, the German photographer Matthias Schaller s palettes, Giovanni Manfredini s Stabat Mater Dolorosa installation (a solidgold crown of thorns hanging in mid-air, accompanied by original music by Ennio Morricone). The Sale del Convitto will host the great contemporary painter Liu Xiaodong, with an exhibition mounted by the Faurschou Foundation, as well as Enki Bilal, one of the sharpest and best-loved comic book creators working today. I d also like to mention that a number of travelling shows pass through town, such as an exhibition of work by the brother and sister combination of Laura and Alessandro De Santillana, which last summer went from the Stanze del Vetro to the Mak in Vienna and is due to make an appearance at the Yorkshire Sculpture Park in Wakefield, in England, from May to September this year. Palazzo Cini in San Vio is reopening from spring to November for the second year running. The idea of refurbishing the palace belonged to the director of the institute of art history, but everyone welcomed it enthusiastically. The new venue was unveiled at the 2013 Biennale, when it housed the pavilion of Angola, the winner of the Golden Lion. And at the end of the show we found there had been 50,000 visitors. Today, we re satisfied with the average number of visitors we get at San Vio: it s a window onto the city. What is there to see besides the collection? We decided to give the palace the attention it deserves: not merely as a building containing a national treasure (Count Cini s classic collection of paintings from Tuscany and Ferrara), but also as a more dynamic showcase. An example of this policy are the Spalletti exhibition and Ospite a palazzo (Palace Guest), a temporary exchange of works from other institutions. Are you planning to open permanently? Six months continuously over the spring and summer already seems like success, but that s not to say we might not extend it. It depends on how things go and on number crunching to see what sort of financing we need. q Veronica Rodenigo Duemila anni di vetro Two thousand years of glass VENEZIA. Il Museo del Vetro di Murano (nella foto, la facciata principale) è stato riaperto il 9 febbraio scorso, rinnovato nell allestimento e ampliato con 400 metri quadri di nuove superfici ricavate nelle ex Conterie (fabbrica di perle adiacente il giardino del museo): un white cube interamente dedicato a esposizioni temporanee. Il percorso permanente, curato da Chiara Squarcina con la direzione scientifica di Gabriella Belli, prende avvio nel piano nobile e va dalle olle cinerarie vitree del I e III secolo d.c. alle sperimentazioni del Novecento, alla produzione contemporanea. Nelle nove sezioni cronologiche vetri trecenteschi e rinascimentali s alternano a capricci settecenteschi come il mirabile trionfo da tavola in forma di giardino all italiana, in un iter diacronico in cui s incontrano uno speciale focus dedicato a murrine e perle veneziane, l affermazione del vetro boemo (dopo la caduta della Serenissima), la rinascita di fine Ottocento (nella foto una coppa in vetro fumè del 1878) e il felice connubio novecentesco tra vetro e design, dove spiccano i nomi di Carlo Scarpa, Tomaso Buzzi, Napoleone Martinuzzi e Carlo Moretti. La mostra di Luciano Vistosi ( ) approfondisce la vocazione scultorea del maestro muranese, proponendone una selezione di cristalli bianchi e neri spesso graffiti. Il progetto internazionale itinerante «EGE-European Glass Experience» dedicato all arte contemporanea raccoglie invece circa ottanta lavori selezionati da una giuria coordinata da Cornelia Lauf. A chiudere l anno, infine, sarà «A.Ve.M. Arte Vetraria Muranese». La rassegna curata da Chiara Squarcina e Lutz Holz racconta la storia della vetreria muranese A.Ve.M. fondata negli anni Trenta da Antonio ed Egidio Ferro, Emilio Nason e Giulio Radi. q V.R. VENICE. The Museo del Vetro di Murano (photo of the façade) reopened on 9 February with a completely new display and an extra 400 sq m of exhibition space added from the former Conterie (beads factory adjacent to the museum garden): a white cube dedicated entirely to temporary exhibitions. The permanent display, curated by Chiara Squarcina, with Gabriella Belli as scientific advisor, starts on the first floor and ranges from glass funerary urns dating from the first and third centuries to 20th-century experiments and contemporary works. The nine chronological sections cover 14th-century and Renaissance glass and 18th-century capricci, such as the wonderful centrepiece made to look like an Italian garden, in a diachronic journey in which there is a special focus on the murrine and pearls of Venice, the rise of Bohemian glass (after the fall of the Most Serene Republic), the late-nineteenth century revival (photo, a smoked glass goblet made in 1878) and the successful combination of glass and design over the last century, associated with leading figures in the field Carlo Scarpa, Tomaso Buzzi, Napoleone Martinuzzi and Carlo Moretti. The Luciano Vistosi ( ) exhibition explores the local glassmaker s sculptural proclivities, displaying a selection of black and white crystal pieces, often with graffiti decoration. The EGE European Glass Experience international travelling project dedicated to contemporary art includes around eighty works selected by a jury presided over by Cornelia Lauf. Lastly, the year s events will be brought to a close by A.Ve.M. arte Vetraria Muranese. This exhibition organised by Chiara Squarcina and Lutz Holz chronicles the history of A. Ve. M, a Murano glassworks founded in the 1930s by Antonio and Egidio Ferro, Emilio Nason and Giulio Radi. q V.R. Museo del Vetro, Murano, fondamenta Giustinian 8, Murano, lun-dom 10-18, tel. 041/739586, muve.it, «EGE. European Glass Experience» fino al 7 giugno, «Luciano Vistosi scultore» fino al 30 agosto, «A.Ve.M.Arte Vetraria Muranese» 10 ottobre-31 gennaio VEDERE A VENEZIA 14

15 «Crowd and individual» di Magdalena Abakanowicz Alessandra Chemollo Acefali ma con dubbi esistenziali Headless but with existential doubts VENEZIA. A 35 anni dal suo esordio veneziano ritorna in laguna Magdalena Abakanowicz, l artista polacca nota per l impiego della tela grezza, cui inizialmente era ricorsa per necessità in una Polonia ancora molto povera. Una scelta affine alla poetica dell Arte povera che le assicurò il successo alla Biennale del 1980, alla quale partecipò con dei magmatici embrioni. Con il tempo gli embrioni hanno ceduto il posto alla figura umana e poi alla folla, che dal magma primordiale mutua l indefinitezza dei contorni, l essere acefala. Questa folla, via via moltiplicata, approda nella Fondazione Cini allestita in una personale curata da Luca Massimo Barbero in collaborazione con lo studio VENEZIA. Riapre per il secondo anno consecutivo Palazzo Cini, l antica dimora veneziana del conte Vittorio Cini (Ferrara, 1885-Venezia, 1977), appassionato collezionista cui si deve la Fondazione dedicata al figlio Giorgio istituita nel 1951 nell ex monastero benedettino sull Isola di San Giorgio. Nel primo piano della casa museo sono conservate opere principalmente toscane e ferraresi dal XIII al XVI secolo (Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi e Pontormo). Quest anno, grazie alla generosità di Lyda Guglielmi, figlia di Ylda Cini, entra nelle raccolte del Palazzo un nucleo di opere e arredi tra cui la tavola di Stefano di Giovanni detto il Sassetta, raffigurante San Giovanni Evangelista, e il reliquiario in argento con il busto di San Valerio, prezioso lavoro di oreficeria francese del XIV secolo. Un altra novità riguarda il secondo piano nobile, dove l artista abruzzese Ettore Spalletti interviene con un progetto ad hoc realizzato da Aslc (Progetti per l arte-verona) in collaborazione con la Fondazione Cini. Dopo avere osservato il luogo e le variazioni di luce, Spalletti ha elaborato un omaggio al gusto del collezionista Vittorio Cini, scegliendo di portare a San Vio opere già note accanto ad altre mai esposte prima. Da segnalare ancora «Ospite a Palazzo». Avviata con lo scorso anno, frutto della collaborazione con importanti musei italiani e stranieri, tale iniziativa mette in dialogo un opera ospite con la collezione permanente. In giugno sarà la volta della «Madonna con il Bambino» di Beato Angelico (la celebre Madonna di Pontassieve), tavola databile al 1435 ca o agli ultimi anni di attività dell artista, probabile scomparto centrale del perduto polittico realizzato per la cittadina toscana, conservata nella Galleria degli Uffizi di Firenze. q V.R. VENICE. Thirty-five years after her Venetian debut, Magdalena Abakanowicz, the Polish artist noted for her use of rough canvas, to which she initially resorted through need in a Poland that was still very poor, returns to the lagoon. Her use of canvas, analogous in some way to the poetics of Arte Povera, assured her success at the Biennale of 1980, in which she participated with her magmatic embryos. Over time, the embryos have given way to the human figure and then to the crowd, which draws the indefiniteness of contours from the primordial magma, creating headless beings. This crowd, gradually multiplied, arrives at the Fondazione Cini in a personal exhibition curated by Luca Massimo Barbero in collaboration with the artist s studio in Warsaw and with the Beck & Eggeling Internationdell artista a Varsavia e con la galleria Beck & Eggeling International Fine Art di Düsseldorf. 110 figure acefale in formazione compatta fronteggiano un singolo individuo dalle sembianze animalesche. Ciascuno è privato della propria identità ed è carico d interrogativi esistenziali. Oltre alla Abakanowicz sull Isola di San Giorgio vi sono la personale di Louise Manzon, gli scatti del tedesco Matthias Schaller allestiti nel Cenacolo Palladiano, e ancora, le esposizioni di Enki Bilal, Liu Xiaodong (curata quest ultima da Jérome Sans in collaborazione con la Fondazione Faurschou) e per finire la suggestiva installazione di Giovanni Manfredini «Stabat Mater Dolorosa» (cfr. calendario p. 44). q L.P. al Fine Art gallery of Düsseldorf. One hundred and ten headless figures in compact formation face a single individual with animal features. Each is deprived of its identity and is charged with existential questions. Besides Abakanowicz, San Giorgio also hosts the personal show of Louise Manzon, the photographs by the German Matthias Schaller shown in the Cenacolo Palladiano, and the exhibitions of Enki Bilal, Liu Xiaodong (the latter curated by Jérôme Sans in collaboration with the Faurschou Foundation) and, finally, the evocative installation by Giovanni Manfredini, Stabat Mater Dolorosa (see calendar p. 44) q L.P. Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio, lun-mar/gio-dom 10-19, tel. 041/ , «M. Abakanowicz:» fino al 2 ago. Monocromi di Spalletti e la Madonna del Beato Angelico Spalletti monochromes and Fra Angelico s Madonna VENICE. Palazzo Cini, the former Venice residence of Count Vittorio Cini (Ferrara, 1885 Venice, 1977), an avid collector who in 1951 established the foundation dedicated to his son Giorgio in the former Benedictine monastery on the island of San Giorgio, is due to open for the second year running. The first floor of the museum contains principally 13th to 16th-century paintings from Tuscany and Ferrara (Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi and Pontormo). This year, thanks to the generosity of Ylda Cini s daughter Lyda Guglielmi, the palace s collections will be further boosted by a number of new works and furnishings, including a painting by Stefano di Giovanni, called il Sassetta, depicting St John the Evangelist, and a silver reliquary with the bust of St Valerius, a fine example of 14th-century French goldwork. There is another innovation on the second floor, where Ettore Spalletti, an artist from Abbruzzo, has installed a work expressly created by Aslc (Progetti per l arte Verona) in collaboration with Fondazione Cini. After taking careful note of the features of the site and the lighting conditions, Spalletti has devised a tribute to the taste of the collector Vittorio Cini by bringing to San Vio works he has already exhibited to put side by side with others that are completely new. Ospite a palazzo (Palace Guest) is another initiative of note. Launched last year as a joint project with a number of leading museums in Italy and abroad, the show is designed to place a particular guest work in juxtaposition with the permanent collection. In June it will be the turn of Fra Angelico s Madonna and Child (the famous Pontassieve Madonna), a painting dating from around 1435, and thus towards the end of the artist s life. It was probably the central panel of a lost polyptych made for the Tuscan town and now held in the Uffizi Gallery in Florence. q V.R. Palazzo Cini, campo San Vio, Dorsoduro 864, lun/mer-dom 11-19, tel. 041/ «Palazzo Cini, la Galleria» fino al 15 novembre, «Ettore Spalletti» fino al 23 agosto Una veduta della mostra di Ettore Spalletti nella Gam di Torino, 2014 Werner J. Hannappel, courtesy Gam-Galleria Civica d Arte Moderna e Contemporanea, Torino Il Novecento è di vetro 20th-century glass VENEZIA. La produzione dell arte vetraria finlandese del Novecento è analizzata nelle Stanze del Vetro con oltre 300 opere provenienti dalla collezione di Bruno e Christina Bischofberger. Curata da Kaisa Koivisto e Pekka Korvenmaa e visitabile fino al 2 agosto, la mostra «Vetro finlandese nella Collezione Bischofberger» offre una panoramica delle produzioni dei più grandi architetti e designer finlandesi, tra i quali Aino e Alvar Aalto, Arttu Brummer, Kaj Franck, Göran Hongell, Gunnel Nyman, Timo Sarpaneva, Oiva Toikka e Tapio Wirkkala. Il percorso parte dai cristalli dei primi anni Trenta e giunge sino alle sgargianti e «psichedeliche» produzioni degli anni Settanta, narrando l affermazione di tali prodotti sul mercato internazionale. Il vetro finlandese cominciò a fare il giro del mondo nel 1932 e il talento dei suoi grandi designer si consolidò con le produzioni protagoniste nell Esposizione Internazionale di Parigi del 1937 e nelle Triennali di Milano del 1933 e 1936, tra le prime mostre a esibire il vetro di provenienza nordeuropea. Dopo un brusco arresto dovuto al conflitto mondiale, i primi anni Cinquanta riportarono un atmosfera di libertà e innovazione artistica, mentre durante gli anni Sessanta e Settanta si assistette a una vera e propria iniezione di colore ed energia: i vetri assunsero forme sofisticate e dalle mani di Oiva Toikka nacquero gli uccelli icona della nota maison Iittala. In autunno l offerta espositiva delle Stanze del Vetro tornerà invece a focalizzarsi sulla produzione della storica vetreria Venini e sulle importanti figure che con essa hanno collaborato. Dal 13 settembre al 10 gennaio 2016 sarà la volta di Fulvio Bianconi (Padova, 1915-Milano, 1996). Grafico, illustratore e designer con formazione artistica, Bianconi incontrò Paolo Venini nel 1946 a Murano, iniziando un proficuo sodalizio. La mostra, curata da Marino Barovier, presenterà una selezione di lavori degli anni Cinquanta. q V.R. Tre scodelle di Göran Hongell del 1935 Tazzine di Kaj Franck del 1968 VENICE. Twentieth-century glassware manufactured in Finland is explored in the Stanze del Vetro through over 300 works from the Bruno and Christina Bischofberger Collection. Mounted by Kaisa Koivisto and Pekka Korvenmaa and running until 2 August, the Finnish glass in the Bischofberger Collection offers an overview of the work of the leading Finnish architects and designers, including Aino and Alvar Aalto, Arttu Brummer, Kaj Franck, Göran Hangell, Gunnel Nyman, Timo Sarpaneva, Oiva Toikka and Tapio Wirkkala. The show starts off with crystal pieces from the early 1930s and continues right up to the dazzling, psychedelic works produced in the Seventies, taking care to discuss the impact of these products on the international market. Finnish glass began to enjoy a worldwide reputation in 1932 and the talent of its great designers was reinforced thanks to the pieces exhibited at the international exhibition held in Paris in 1937 and at the Milan Triennali of 1933 and 1936, which were among the first shows to exhibit works from northern Europe. After the Second World War, the climate in the Fifties was freer and more conducive to artistic innovation, while the Sixties and Seventies saw a sudden injection of colour and energy. Glass was worked into ever more sophisticated shapes, with Oiva Toikka for example creating Iittala s iconic birds. In the autumn, the Stanze del Vetro will focus once again on the historic Venini glassworks and on the important figures who have been associated with it. Works by Fulvio Bianconi (Padua, 1915 Milan, 1996), a graphic designer, illustrator and designer who had trained as an artist, will be on display from 13 September to 10 January Bianconi s successful association with Paolo Venini began following a chance meeting in Murano in The exhibition has been organised by Marino Barovier and will include a selection of works from the 1950s. q V.R. Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio, lun-mar/gio-dom 10-19, tel. 041/ , «Vetro finlandese nella Collezione Bischofberger» fino al 2 agosto; «Fulvio Bianconi alla Venini», 13 settembre-10 gennaio VEDERE A VENEZIA 15

16 «Murale» di Jackson Pollock, 1943 Courtesy University of Iowa I fratelli Pollock e l indiano silenzioso The Pollock brothers and a silent Indian VENEZIA. Due tele di Jackson Pollock sono state recentemente restaurate: «Alchimia», ritornata a inizio anno nella sua sede di Venezia e «Murale», commissionata da Peggy Guggenheim nel 1943 per il suo appartamento di New York, raramente esposta per le sue dimensioni (6 metri di lunghezza). Quest ultima, reduce da un intervento di conservazione durato un anno e mezzo presso il Getty Conservation Institute, è esposta nella Collezione Peggy Guggenheim, che dedica alla monumentale opera la mostra itinerante «Jackson Pollock. Energia resa visibile», curata da David Anfam. La stessa sede ospita anche Charles Pollock, il fratello maggiore di 10 anni, ottimo disegnatore con un ruolo decisivo nella formazione di Jackson. La retrospettiva curata da Philip Rylands ripercorre la carriera di Charles Pollock con un centinaio di opere e documenti a cominciare dalla fase formativa, cui è dedicata una sezione con opere di Jackson, una del loro maestro Thomas Hart Benton e una dell altro fratello Sanford. Tra i dipinti di Charles, invece, la serie «Chapala» del 1956 (nome tratto dall omonimo lago in Messico) ne documenta l adesione all arte astratta, mentre «Roma» (ciclo legato al soggiorno romano del ) sancisce il suo avvicinamento al movimento Color-field. Dall irruenza dell Action Panting si passa poi al silenzio di Vasudeo S. Gaitonde ( ), l artista indiano che affermava: «Ogni cosa nasce dal silenzio. Il silenzio della spazzola. Il silenzio della tela. Il silenzio del pennello. Il pittore incomincia assorbendo tutti questi silenzi». Nei suoi lavori il silenzio è assimilabile al cerchio, simbolo ricorrente del Buddhismo Zen cui aderì per tutta la vita. Il titolo della rassegna «Pittura come processo, pittura come vita» (già esposta nel Guggenheim di New York) allude alla compenetrazione tra arte e vita ricercata dall artista. Curato da Sandhini Poddar e aperto dal 3 ottobre al 10 gennaio, il percorso presenta 45 dipinti, opere su carta e acquerelli datati dagli anni 60 ai 90. Gaitonde è definito il Rothko orientale per le stesure di colore molto luminoso ottenute con ripetute stratificazioni. Il suo modo di procedere lento, consono a una natura meditativa, lo avvicina alla poetica di Paul Klee, suo iniziale modello di riferimento, e allo spiritualismo di Kandinskij. q L.P. «Untitled» di V.S. Gaitonde, 1977 Foto di Anil Rane, Courtesy Solomon R. Guggenheim Foundation VENICE. Two works by Jackson Pollock have been recently restored: Alchemy, which was returned to beginning of the year to its home in Venice, and the Mural, commissioned by Peggy Guggenheim in 1943 for her New York apartment, and rarely displayed because of its size (6 metres long). The latter, back from a conservative restoration lasting a year and a half at the Getty Conservation Institute, is on display in the Peggy Guggenheim Collection, to which the monumental canvas is dedicated a travelling exhibition, Jackson Pollock. Energy made visible, curated by David Anfam. The same venue also hosts Charles Pollock, the elder brother by 10 years, an excellent draftsman who played a decisive role in the training of Jackson. The retrospective curated by Philip Rylands traces the career of Charles Pollock with around 100 works and documents starting with the training period, to which is dedicated a section with works by Jackson, one by their teacher, Thomas Hart Benton, and another by the other brother, Sanford. Among Charles s paintings, however, is the Chapala series of 1956 (the name was taken from that of the lake in Mexico), documenting his adherence to abstract art, while Rome (a cycle linked to his stay in Rome in ) revels his shift towards the Color-field movement. From the impetuousness of Action Panting, we then move on to the silence of Vasudeo S. Gaitonde ( ), the Indian artist who claimed: Everything comes from silence. The silence of the brush. The silence of the canvas. The silence of the painting knife. The painter starts by absorbing all these silences. In his work, silence is equivalent to the circle, a recurrent symbol of Zen Buddhism to which he adhered all his life. The title of the exhibition, Painting as process, painting as life (formerly at the Guggenheim in New York) alludes to the interpenetration of art and life sought by the artist. Curated by Sandhini Poddar and open from October 3 to January 10, the show presents 45 paintings, works on paper and watercolours dating from the 1960s to 90s. Gaitonde is defined the Oriental Rothko for the layers of very bright color achieved with repeated stratifications. His way of proceeding slowly, in line with a meditative nature, suggests an analogy with the poetry of Paul Klee, his initial reference model, and with the spiritualism of Kandinsky. q L.P. Collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701, lun/mer-dom 10-18, tel. 041/ , «Charles Pollock. Una retrospettiva» fino al 14 settembre, «Jackson Pollock, Murale. Energia resa visibile» fino al 9 novembre, «V.S. Gaitonde. Pittura come processo, pittura come vita» dal 3 ottobre al 10 gennaio VEDERE A VENEZIA 16

17 Pinault sceglie Martial Raysse e i lapsus di Danh Vo Pinault chooses Martial Raysse and Danh Vo has a slip of the tongue VENEZIA. Doppio appuntamento per la Fondazione François Pinault nelle due sedi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Palazzo Grassi ospita la retrospettiva di Martial Raysse curata da Caroline Bourgeois: 350 opere, molte inedite, provenienti da collezioni private e istituzioni pubbliche. Celebre per i ritratti femminili, soggetto che propone sempre con nuove formulazioni, Raysse utilizza molti media, dal neon di «America America» del 1964 al ready made di «Raysse Plage» del 1962, un installazione con profusione di oggetti kitsch del periodo iniziale dell adesione al Nouveau Réalisme. Il medesimo tema è ripreso mezzo secolo più tardi in «Ici Plage comme ici-bas», una tela d imponenti dimensioni affollata di personaggi e giocata sui colori acidi, di proprietà della Collezione Pinault. Lo stesso soggetto, due temperie sociali molto differenti. Questa circolarità dei temi mal si adatta a un criterio cronologico, meglio dunque la simultaneità delle vetrine scelta da Martin Szekely per l allestimento nell atrio di Palazzo Grassi. Nella Punta della Dogana la collettiva «Slip of the Tongue», che significa lapsus. Il titolo desunto da un opera dell artista iraniana Nairy Baghramian sembrerebbe preludere a contenuti leggeri, ma non sono queste le intenzioni di Danh Vo, il curatore, o meglio il curator, con riferimento all origine latina del termine (colui che nell antica Roma svolgeva una funzione riparatrice di oggetti logorati dal tempo o accidentalmente). Nella mostra figurano anche nove preziose miniature del XIII-XV secolo e un prestito dal «tesoro» privato del conte Vittorio Cini. Sono inoltre esposti a rotazione tre dipinti delle Gallerie dell Accademia di Bellini, Marescalco e della scuola di Tiziano. A questo intento riparatore sono riconducibili anche le installazioni di Nancy Spero ( ) «Codex Artaud» del , 34 rotoli di carta ispirati ad Antonin Artaud, innovativi nel linguaggio e pregnanti nell esprimere l intreccio tra tragedie collettive e sofferenze private, e «Cri du coeur» del 2004, opera monumentale che prende spunto da un lutto, suo ultimo lavoro. Risarcitorio di un problema quasi rimosso è poi il riferimento all Aids, che trova la sua icona nella fotografia della «morte di un collezionista». Il lato ludico, caso mai, è affidato ai colorati smalti su tela di Sadamasa Motonaga, alla bocca sensuale di Alina Szapocznikow o all istantanea di Robert Manson che raffigura l incontro, quasi un reciproco sguardo, di una cavalletta con la mano che regge. In totale sono 35 gli artisti invitati, alcuni come Fischli & Weiss, Félix González-Torres o David Hammons rappresentano una costante della collezione Pinault, altri come Constantin Brancusi o Pablo Picasso sono nomi storici, altri ancora, come Francesco Lo Savio e Piero Manzoni testimoniano invece la stagione delle avanguardie degli anni Sessanta. Non manca infine l omaggio a Carlo Scarpa, architetto di riferimento per il restauro dell edificio. q L.P. VENICE. There is a double appointment for the Fondazione François Pinault in the two venues of Palazzo Grassi and Punta della Dogana. Palazzo Grassi hosts a retrospective of Martial Raysse curated by Caroline Bourgeois: 350 works, many unseen in public, from private collections and public institutions. Famous for portraits of women, a subject he always offers with new formulations, Raysse uses many media, from the neon of America America of 1964 to the ready-made of Raysse Plage of 1962, an installation with a profusion of kitsch items from the early phase of his adherence to New Realism. The same theme was revived «Ici Plage, comme ici-bas» di Martial Raysse Foto Arthus Boutin. Martial 2015 half a century later in Ici Plage comme ici-bas, a canvas of impressive dimensions crowded with figures and based on acid colours, owned by the Pinault Collection. A single subject, but two very different social climatea. This circularity of theme is ill-suited to a chronological criterion, and the simultaneity of displays chosen by Martin Szekely for the layout in Palazzo Grassi is a far better solution.the collective Slip of the Tongue will instead be on at the Punta della Dogana. The title, derived from a work by the Iranian Nairy Baghramian, would seem to herald light-hearted content, but this is not the intention of Danh Vo, the curator (an originally Latin term for a person in ancient Rome responsible for repairing objects worn by time or by accident). The exhibition also presents nine precious miniatures of the 13th-15th century and a loan from the private treasury of Conte Vittorio Cini. Three paintings from the Gallerie dell Accademia will be displayed in rotation: by Bellini, Marescalco and the school of Titian. This sense of repair may also be associated to the installation by Nancy Spero ( ), Codex Artaud of , taking the form of 34 rolls of paper inspired by Antonin Artaud, and innovative in language and in their expression of the intertwining of collective tragedies and private suffering, and Cri du coeur of 2004, a monumental work that is inspired by a bereavement, her latest work. Reference to a problem that is almost played down is the reference to AIDS, which finds its icon in the photograph of death of a collector. The playful side, if anywhere, comes from the coloured enamel paint on canvas of Sadamasa Motonaga, the sensual mouth of Alina Szapocznikow or the snapshot of Robert Manson showing the encounter almost a mutual gaze between a grasshopper and the hand holding it. A total of 35 invited artists, some of whom like Fischli & Weiss, Félix Gonzalez-Torres or David Hammons are a constant of the Pinault collection, while others such as Constantin Brancusi and Pablo Picasso are historical names, and others yet, like Francesco Lo Savio and Piero Manzoni testify instead to the avant-garde movements of the 1960s. Last but not least a tribute to Carlo Scarpa, the architect of reference for the restoration of the building. q L.P. Fondazione Pinault, Palazzo Grassi, campo San Samuele 3231, «Martial Raysse» fino al 30 novembre, Punta della Dogana, Dorsoduro 2, «Sleep of the tongue» fino al 31 dicembre, lun/mer-dom 10-19, tel. 199/112112, La conversione all antico di Prada Prada converts to classicism VENEZIA. Vira sull arte classica la mostra veneziana organizzata dalla Fondazione Prada in Ca Corner della Regina. S intitola «Portable Classics. Dall antica Grecia all Europa moderna», ed è curata da Salvatore Settis e Davide Gasparotto, con la collaborazione di Lucia Franchi. Portable, ovvero a portata di mano, ma non certo di tutti i portafogli, come la statuetta che il mercante e collezionista Andrea Odoni stringe nel pugno nel celebre ritratto che gli fece Lorenzo Lotto nel 1527, ora di proprietà delle collezioni reali inglesi. Nella cultura occidentale contemporanea non esiste un capolavoro che non sia unico e irripetibile, eppure a sfatare questo mito sono novanta statue, riproduzioni di modelli antichi, oggetti ambiti da esibire come status symbol dalle classi colte e ricche dell antichità grecoromana e del Rinascimento europeo. Queste riproduzioni corrispondono a un canone estetico ben preciso riferibile ai grandi modelli classici. Variano le dimensioni e i materiali. Tra i soggetti più frequenti l Ercole farnese nella versione di Gian Francesco Susini del o in quella di Jean-Baptiste Bondard del , cui fa da contraltare la statuetta in bronzo di Ercole ebbro della seconda metà del I secolo d.c., proveniente da Velleia. A colpire l immaginario fu anche il gruppo del Laocoonte (altezza 83 cm) nella versione ante 1520 di Joseph Chinard. Né poteva mancare, se non altro per la preziosità dei materiali, il monumento equestre di Marco Aurelio nell interpretazione del 1624 ca di Pier Jacopo Alari Bonacolsi, ma il soggetto più frequente, a riprova dell eterno fascino femminile, è la Venere in quarzo alta appena 8,5 cm del Getty Museum o la «Venere al bagno», un bronzo con inserti d argento alto 20 cm del I secolo a.c. ammirato da Canova. Ideata dagli stessi curatori è la mostra «Serial classics»: una serie di copie tratte dagli originali antichi esposte nella nuova sede milanese della Fondazione Prada progettata dallo studio di architettura Oma guidato da Rem Koolhaas. q L.P. «Ritratto di Andrea Odoni» di Lorenzo Lotto, 1527 Royal Collection Trust. Sua maestà regina Elisabetta II VENICE. This exhibition organised by the Fondazione Prada in Ca Corner della regina veers towards classical art. Called Portable Classics. From ancient Greece to modern Europe, it is curated by Salvatore Settis and David Gaspa- broken, with the collaboration of Lucia Franchi. Portable, in the sense of movable, but certainly not light on the purse, if we take as example the statuette that the merchant and collector Andrea Odoni holds in his fist in the famous portrait by Lorenzo Lotto in 1527, now part of the British Royal Collections. In contemporary Western culture, there is no masterpiece that is not unique and unrepeatable, but to dispel this myth are 90 statues, reproductions of antique models, objects chosen as status symbols by the educated and rich classes of the ancient Greco-Roman and Renaissance eras. These reproductions constitute an extremely precise aesthetic canon attributable to the great classics. They vary in size and material. Among the most frequent subjects the Farnese Hercules in the version by Gian Francesco Susini of or in that of Jean Baptiste Bondard of , which is matched by the bronze statuette of the Drunken Hercules of the second half of the first century AD, from Velleia. Another work that struck the imagination was the Laocoon group (height 83 cm) in the pre-1520 version by Joseph Chinard. Another piece that could not be overlooked, if only for the preciousness of the materials, is the equestrian monument of Marcus Aurelius in an interpretation of circa 1624 by Pier Jacopo Bonacolsi, but the most frequent subject, reflecting eternal feminine charm, is the Venus in quartz just 8.5 cm high in the Paul Getty Museum or the Venus bathing, a bronze with silver inlay 20 cm high of the first century BC admired by Canova. The same curators have put together the Serial classics exhibition: a set of copies made after antique originals on display in the new venue of the Fondazione Prada designed by the Oma architectural firm under Rem Koolhaas. q L.P. Ca Corner della Regina, Fondazione Prada, Santa Croce 2215, lun/mer-dom 10-18, tel. 041/ , «Portable Classics. Dall antica Grecia all Europa moderna» 9 maggio-13 settembre Statuetta di Venere del I secolo a.c. Malibu, Paul Getty Museum VEDERE A VENEZIA 17

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19 A sinistra, Alessia Calarota A destra, «Guerrier et bouclier» di Antoni Clavé, 1990 Galleria d Arte Maggiore, Bologna Ricordo e ritorno di Clavé Recalling Clavé VENEZIA. L artista che ha rappresentato la Spagna nella Biennale del 1984, Antoni Clavé ( ), torna a Venezia. A ospitarne la retrospettiva organizzata dalla Galleria d Arte Maggiore di Bologna e dagli Archives Antoni Clavé è la Scoletta dei Battioro. Ne parliamo con Alessia Calarota, codirettrice della Galleria d Arte Maggiore e curatrice della mostra insieme a Aude Hendgen. Com è nato l interesse della Galleria d Arte Maggiore per Clavé? I miei genitori, Franco e Roberta Calarota, hanno avuto il piacere di conoscere Antoni Clavé in un contesto unico e irripetibile. Erano soliti, e lo sono tuttora, frequentare la casa di Nicola Campigli, il figlio di Massimo Campigli, a Saint-Tropez. Durante una di quelle visite, alla fine degli anni Ottanta, conobbero Clavé, con il quale instaurarono da subito un rapporto di lavoro e di profonda amicizia. Le visite al suo studio, frequentato da personaggi di primo piano come François Pinault (grande estimatore delle sue opere), si fecero molto frequenti. L interesse per Clavé in realtà era già nato prima del loro incontro, quando i miei genitori si spostavano tra Palma de Mallorca e Barcellona per fare visita allo studio di Joan Miró e a Barcellona erano entrati in contatto con la sua arte esposta in spazi pubblici come il Palau de la Generalitat. Che rapporto avete con il suo Archivio? L Archivio è gestito con grande professionalità e impegno dal nipote dell artista, Emmanuel Clavé, con il quale abbiamo un rapporto di stima reciproca. Le collaborazioni sono costanti e si traducono nell organizzazione di mostre pubbliche, come in questo caso, pubblicazioni e promozione del lavoro del maestro anche e soprattutto sul piano internazionale. Com è articolata la mostra e quali opere sono esposte? Pochi artisti nel XX secolo sono riusciti, come Antoni Clavé, a coniugare una severa coerenza artistica e intellettuale con una tendenza alla sperimentazione. Questa complessa unità è protagonista della mostra nella Scoletta dei Battioro. Apre il percorso la grande scultura in bronzo «Guerrier et bouclier», seguita dagli oli omaggio al grande maestro El Greco. Vi sono poi le sperimentazioni degli anni 70 realizzate a tecnica mista con l utilizzo del collage e dei rilievi su foglia d alluminio e, ancora, le grandiose tele degli anni 90. Ogni decennio apre a nuove sperimentazioni e ogni tecnica è assunta a mezzo per conoscere ed esprimere il mondo. q Mariella Rossi VENICE. The artist who represented Spain at the 1984 Biennale, Antoni Clavé ( ), returns to Venice. The retrospective organised by the Galleria d Arte Maggiore of Bologna and the Archives Antoni Clavé and hosted in the Scoletta dei Battioro. We spoke with Alessia Calorata, co-director of the Galleria d Arte Maggiore and curator of the exhibition along with Aude Hendgen. How did the interest of the Galleria d Arte Maggiore for Clavé arise? My parents, Franco and Roberta Calarota, have had the pleasure of meeting Antoni Clavé in a unique and unrepeatable context. They used to, and still do, frequent the house of Nicola Campigli, the son of Massimo Campigli, in Saint-Tropez. During one of these visits at the end of the 1980s, they met Clavé, with whom they immediately established a working relationship and deep friendship. The visits to his studio, frequented by leading figures such as François Pinault (a great admirer of his work), became very frequent. Interest in Clavé s work had actually arisen before their meeting, when my parents used to travel between Palma de Mallorca and Barcelona to visit the studio of Joan Mirò, and in Barcelona they had seen his work exhibited in public spaces such as the Palau de la Generalitat. What are your relations with his Archive? The Archive is managed with great professionalism and commitment by the artist s grandson, Emmanuel Clavé, with whom we have a relationship of mutual respect. The collaboration is constant and is reflected in the organisation of public exhibitions, as in this case, publications and promotion of the master s work, above all on an international level. How is the show structured and what works are on display? Few artists in the 20th century have succeeded like Antoni Clave in combining a rigorous artistic and intellectual coherence with a tendency to experiment. This complex figure is the protagonist of the show in the Scoletta dei Battioro. The exhibition opens with the large bronze sculpture Guerrier et bouclier, followed by oils that pay tribute to the great El Greco. Then there are the experiments of the 1970s, made in mixed media with the use of collage and reliefs on aluminum foil and, more, the great paintings of the 1990s. Every decade opens the way to new experiments and each medium is adopted in order to know and express the world. q Mariella Rossi Scoletta dei Battioro (Scoletta dell Arte dei Tioro e dei Battioro), campo San Stae, 1980, 10, , tel. 051/235843, «Antoni Clavé. Alchimia della Materia» fino al 31 ottobre. Errabondo Matta Matta, wandering spirit VENEZIA. Nel Giardino di Palazzo Soranzo Cappello ha luogo l evento collaterale della 56ma Esposizione Internazionale d'arte dedicato a Roberto Sebastian Matta. La mostra, organizzata dalla Fondazione Echaurren-Salaris in collaborazione con la Galleria d Arte Maggiore di Bologna, è curata da Flaminio Gualdoni in collaborazione con Alessia Calarota. Il percorso ne analizza la produzione scultorea con 30 opere in bronzo. Due anni fa, per il centenario della nascita, Matta è stato celebrato da numerosi musei nelle nazioni in cui ha vissuto e operato, tra queste il Cile natale, Parigi, New York e l Italia, dove è morto nel A rispecchiare il suo spirito errante è anche la mappa dei musei che conservano le sue opere, dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi alla Gnam di Roma, ma è soprattutto la natura delle sue sculture, capaci di evocare stilemi espressivi, simboli e archetipi appartenenti a diverse culture: dall America latina all Occidente. I titoli dei lavori esposti («Perù», «Inca», «Colomberos» o «Mater Nostrum») rivelano i retroterra culturale dal quale sono nati. Il carattere nomade, la sensibilità sociale e politica e lo spirito narrativo del suo automatismo formale hanno distinto Matta dagli altri surrealisti. È stato capace di cogliere i molteplici aspetti estetici e spirituali dei movimenti e delle culture di diversi Paesi riconducendoli a un unità formale. q M.R. VENICE. The garden of Palazzo Soranzo Cappello, home to the Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici for the Provinces of Venice, Belluno, Padua and Treviso, is hosting a collateral event dedicated to Roberto Sebastian Matta. The exhibition, organised by the Fondazione Echaurren-Salaris in collaboration with the Galleria d arte Maggiore di Bologna, is curated by Flaminio Gualdoni and Alessia Calarota. The show analyses their sculptural production through some thirty works in bronze and metal. Two years ago, on the occasion of the centenary of his birth, his work was celebrated by many museums in the nations in which the artist lived and worked, among them Chile (his birthplace), Paris, New York and Italy, where he died in The map of the museums that conserve his works, from the MoMA in New York to the Fine Art Museum of San Francisco, from the Centre Pompidou in Paris to the Gnam of Rome offers a reflection of his wandering spirit, but this is stressed above all by the nature of his sculptures, capable of evoking expressive forms, symbols and archetypes belonging to different cultures: from Latin America to the West. The titles of the works on display ( Peru, Inca, Colomberos or Mater nostrum, dedicated to Italy, his adopted land) reveal the cultural hinterland from which they were born. The nomadic character and social and political sensitivity are what distinguished Matta from other surrealists. All his movements are linked to specific historical moments, such as the decision to leave Chile until the electoral victory of Salvador Allende or to flee to New York to escape the war. q M.R. Giardino di Palazzo Soranzo Cappello, tel. 051/235843, 10-18,30, «Roberto Sebastian Matta. Sculture» fino al 15 ottobre Gioco di specchi nei canali di Venezia A play of mirrors in Venice s canals VENEZIA. «La mia pittura si manifesta attraverso la memoria di evocazioni dell universo veneziano, un cosmo dove si riflette il gioco magico degli specchi. Non vi sono pacate visioni orizzontali, non compaiono gli alti e i bassi canonici, ma è un architettura della visione: articolazioni di luce in senso lirico». Così scrive Ileana Ruggeri, artista d origine mantovana, veneziana d adozione, nel piccolo libro d artista «La Luce di Venezia», dato recentemente alle stampe da Campanotto Editore. Non un catalogo esaustivo di una lunga produzione artistica iniziata negli anni Settanta, ma una sorta di quaderno intimo in cui accanto a oli e acquerelli ricorrono scatti ritraenti spazi domestici e ricordi personali fatti d incontri con maestri, artisti, scrittori: fra tutti Carlo Scarpa (col quale l artista si laurea in architettura), Giuseppe Mazzariol, Pio Semeghini, Mark Di Suvero, Zoran Music, Riccardo Bacchelli. I soggetti della pittura di Ileana Ruggeri, in cui predominano evanescenti cromie, sono emblematici come i titoli scelti per le opere: «Canale», «Navis», «Estrema laguna», «Dalla riva», «Spettri d acqua», «Al traghetto». q V.R. VENICE. My painting manifests itself through the memory of evocations of the Venetian universe, a cosmos in which is reflected the magical play of mirrors. There are no calm horizontal visions, we see no canonical highs and lows, but it is an architecture of vision: plays of light in a lyrical sense. So writes Ileana Ruggeri, a Mantua-born artist and Venetian by adoption, in her small artist s book La Luce di Venezia, recently released by Campanotto Editore. It is not an exhaustive catalogue of a long artistic production begun in the 1970s, but a kind of intimate notebook in which alongside oils and watercolours, we find snapshots of domestic spaces and personal memories of meetings with teachers, artists, writers: to mention just a few, with Carlo Scarpa (with whom the artist graduated in architecture), Giuseppe Mazzariol, Pio Semeghini, Mark Di Suvero, Zoran Music, Riccardo Bacchelli. The subjects of Ileana Ruggeri s painting, in which evanescent colours predominate, are as emblematic as the titles chosen for the works: Canal, Navis, Extreme lagoon, From the bank, Watery ghosts, To the ferry. q V.R. Ileana Ruggeri, La Luce di Venezia, 62 pp., Campanotto Editore, Pasian di Prato (Udine), 2014, euro 15,00 «Tryp-Taurus» di Roberto Sebastian Matta, 1993 Massimiliano Ruta. Courtesy Galleria d'arte Maggiore, Bologna VEDERE A VENEZIA 19

20 Un cavallo alato ci salverà A winged horse to save us VENEZIA. L Acit, Associazione Culturale Italo-Tedesca presenta nell ambito di «Venice Triennale. Freedom in the art» il progetto multimediale «Natura nutrix. Homo vorax» curato da Nevia Pizzul-Capello, Hans-Joachim Petersen e Martin Leyer-Pritzkow. Nello storico Palazzo Albrizzi sono esposte opere di artisti extraeuropei ed europei, soprattutto tedeschi (tra questi Otto Fischer e Angelika Erhardt-Marschall), riconducibili a un denominatore comune: Natura nutrix, Homo vorax, ovvero due poli rappresentati dall uomo avido di potere che aggredisce la natura e dalla Natura madre benigna che per difendersi si fa matrigna. Da un lato, quindi, espressioni artistiche della nuova avanguardia ci presentano il mondo in cui vorremmo vivere, dall altro, invece, mettono in luce una natura violentata e contaminata. La performance di Mia Florentine Weiss, per esempio, ridà dignità all uomo. Il suo «Pegasus», cavallo alato, simbolizza il pensiero creativo, l anelito alla libertà attraverso l arte. «L incalzare di eventi politici sempre più gravi, che stanno minacciando il patrimonio artistico culturale mondiale e aprendo profonde ferite nell equilibrio ecologico del pianeta, spiegano i responsabili dell Associazione Culturale Italo tedesca, hanno portato l Acit di Venezia ad allinearsi con Enti come la Biennale d Arte e l Expo di Milano per far sentire la propria voce nella convinzione che l arte sia mezzo salvifico per l umanità». Tra gli artisti in mostra anche Piero Pizzul. q V.R. VENICE-TRIENNALE 2015 FREEDOM IN THE ART PALAZZO ALBRIZZI 10 maggio 24 novembre Tema NATURA NUTRIX HOMO VORAX «Pegasus: La Libertà nell Arte» di Mia Florentine Weiss VENICE. The Acit, or Italian-German Cultural Association is presenting a multimedia project, Nature nutrix. Homo Vorax, curated by Nevia Pizzul-Capello, Hans-Joachim Petersen and Martin Loyer-Pritzkow in the context of Venice Triennale. Freedom in art. In the historic Palazzo Albrizzi, works by artists from Europe and beyond, but above all from Germany, will go on show with a common denominator: Nature nutrix, Homo Vorax, ie, the two opposites of man, greedy for power who attacks nature, and a benign Mother Nature who to defend herself becomes hostile. On the one hand, then, artistic expressions of the new avant-garde show us the world we would like to live in, and on the other hand, highlight a nature that is raped and defiled. The performance of Mia Florentine Weiss, for example, restores dignity to man. Her Pegasus, the winged horse, symbolises creative thought, the yearning for freedom through art. The succession of increasingly serious political events, which are threatening the world s cultural heritage and opening deep wounds in the ecological balance of the planet, explain the leaders of the Italian-German Cultural Association, led the Acit of Venice to join forces with organisations such as the Biennale and the Milan Expo to make their voices heard in the belief that art can be a saving grace for humanity. q V.R. Palazzo Albrizzi, Cannaregio 4118, mar-dom 10-18, tel. 041/ , «Venice Triennale. Freedom in the art: Natura nutrix. Homo vorax» 10 maggio-24 novembre Artisti partecipanti Italia Leonardo Beccegato Luigi Leaci Lorenzo Viscidi Bluer Silvana Scarpa Austria Josef Linschinger Germania Mia Florentine Weiss Adolf Bierbrauer Sven Kierst Marlies Blücher Antje Tesche-Mentzen Bertamaria Reetz Curatori PREVIEW: 6, 7, 8 maggio Orario d apertura / lunedì chiuso Palazzo Albrizzi Cannaregio 4118 Fermata ACTV Ca D Oro Telefono Titus Lerner Bernard Lokai Heiner Meyer Folkert Rasch Jean-Yves Klein Jo Enzweiler Karin Radoy Klaus Staudt Sabina Sakoh Bernd Kirschner Otto Fischer Angelika Ehrhardt-Marschall Libano Zad Moultaka Svezia Helena Bjoernberg Viktoria Hallenius Stati Uniti Edmund Ian Grant Cedric Wentworth Cina Willow Wu Yeh Fang Cao Xiao Ming Kai-Hsing Huang Patric Lee Prof. Nevia Pizzul-Capello, Venezia, Dr. Hans-Joachim Petersen, Berlino, Martin Leyer-Pritzkow, Düsseldorf Mia Florentine Weiss, «Pegasus: La Libertà nell Arte» (installazione) Vedova e Calder dopo 40 anni Vedova and Calder 40 years later VENEZIA. Nella Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, a quasi quarant anni dall Expo di Montreal del 1967, viene ricostruito il doppio confronto tra il maestro veneziano ( ) e Alexander Calder ( ), due protagonisti di quell evento. Vedova aveva partecipato con «Spazio, plurimo, luce», un installazione composta di lastre di vetro realizzate a Murano che proiettano immagini mutevoli, una produzione molto rara, quasi un unicum di fatto mai più ripetuto e in seguito raramente esposto, fatta eccezione per la grande antologica che il Castello di Rivoli dedicò all artista nel Tale opera sarà allestita nel Magazzino del Sale. Nello studio di Vedova alle Zattere, invece, troveranno spazio alcune delle grandi e colorate sculture che Alexander Calder aveva progettato per la medesima occasione. I due eventi sono curati da Germano Celant (che si è avvalso della collaborazione di Fabrizio Gazzarri per l esposizione di Vedova). L allestimento è curato da Italo Rota. q L.P. VENICE. Nearly forty years after the Expo of Montreal in 1967, the Fondazione Emilio e Annabianca Vedova is offering the double comparison between the Venetian master ( ) and Alexander Calder ( ), two of the protagonists of that event. Vedova had participated with Spazio, plurimo, luce, an installation composed of panes of Murano glass projecting changing images, in a very rare, almost unique production that was never repeated and later rarely displayed, except at the major retrospective that the Castello di Rivoli dedicated to the artist in This work will be displayed in the Magazzino del Sale. In Vedova s studio at the Zattere, instead, there will be some of the large, colourful sculptures that Alexander Calder designed for the same occasion. The two events are curated by Germano Celant (who was assisted by Fabrizio Gazzarri for the Vedova exhibition). The layout is by Italo Rota. q L.P. Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Dorsoduro 42, tel. 041/ , Magazzini del Sale (Zattere 266) «Emilio Vedova» e Spazio Vedova (Zattere 50) «Alexander Calder» 6 maggio-1 novembre VEDERE A VENEZIA 20

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