Ministero delle Infrastrutture

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Ministero delle Infrastrutture"

Transcript

1 UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA Ministero delle Infrastrutture PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PON RETI E MOBILITÀ PERIODO VERSIONE 2 09 Maggio 2008 Rispetto a quella trasmessa alla Commissione europea il , la presente versione è stata rivista e integrata in base alle indicazioni raccolte in sede di CdS del PON Reti e mobilità tenutosi il , nonché alle successive interlocuzioni avute con la Commissione europea. Il presente Piano è stato inoltrato al DPS in data ai fini della sua trasmissione formale alla Commissione con il sistema SFC.

2 INDICE 1. ELEMENTI DI CONTESTO IL PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PON RETI E MOBILITÀ NEL QUADRO REGOLAMENTARE LE LEZIONI DELL ESPERIENZA LA STRATEGIA DELLA COMUNICAZIONE DEL PON RETI E MOBILITÀ FINALIZZAZIONE DEL PIANO: INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI CARDINE DELLA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE ORGANIZZAZIONE E SVILUPPO DEL PIANO Gli obiettivi I destinatari del Piano Gli strumenti per l attuazione delle azione di comunicazione in rapporto ai differenti destinatari Risultati attesi Il flusso e le relazioni tra le azioni previste dal piano di comunicazione Gli eventi chiave del Piano Il bilancio indicativo Gli organismi amministrativi responsabili dell attuazione degli interventi informativi e pubblicitari La tempistica e il cronogramma Le modalità di valutazione dell efficacia delle azioni di comunicazione i

3 1. ELEMENTI DI CONTESTO 1.1. IL PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PON RETI E MOBILITÀ NEL QUADRO REGOLAMENTARE Nel Regolamento (CE) del Consiglio 1083/2006, art. 69, la Commissione afferma l obbligo per i Paesi Membri di prevedere azioni informative e pubblicitarie sugli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali, definendo le modalità di applicazione dello stesso nel Capo II, Sezione 1 del Regolamento di attuazione (CE) della Commissione n. 1828/2006. Così come previsto dagli artt del Regolamento di attuazione (CE) della Commissione 1828/2006, la comunicazione del PON Reti e mobilità è finalizzata ad aumentare la notorietà e la trasparenza degli interventi realizzati con la collaborazione ed il cofinanziamento dei Fondi strutturali, sottolineando il contributo degli stessi interventi nello sviluppo dei territori interessati. Il Ministero delle Infrastrutture, in qualità di Autorità di Gestione del Programma, è impegnato, lungo tutto il periodo di programmazione, ad assicurare il rispetto degli obblighi in materia di informazione e pubblicità delle operazioni finanziate. Tali obblighi hanno riguardato, in particolare, ad oggi, la preparazione del Piano di Comunicazione, all interno del quale (art. 2 del Reg. (CE) 1828/2006) è fatto obbligo definire gli obiettivi delle attività di comunicazione, i destinatari, la strategia e il contenuto delle attività, le risorse economiche, i soggetti amministrativi responsabili di una corretta attuazione degli interventi di comunicazione, i criteri per la valutazione degli stessi. Il Piano di Comunicazione si configura quindi quale strumento funzionale ad una gestione coerente ed integrata del complesso delle attività di comunicazione, che, nel periodo , si concentreranno in particolare: - sulla trasparenza, tramite le informazioni concernenti le possibilità di finanziamento offerte congiuntamente dall Unione e dallo Stato italiano, e la pubblicazione dell elenco dei beneficiari, della denominazione delle operazioni e del relativo finanziamento pubblico; - sulla diffusione dei risultati e la valorizzazione dei progetti particolarmente significativi; - sul ruolo svolto dall Unione europea nel finanziamento del Programma destinato a potenziare la competitività economica, a creare nuovi posti di lavoro, a rafforzare la coesione economica. Il Ministero delle Infrastrutture provvederà quindi all implementazione e all attuazione del Piano di Comunicazione, agli interventi informativi concernenti i potenziali beneficiari, allo scambio di esperienze, nonché agli interventi informativi e pubblicitari destinati al vasto pubblico, presso il quale saranno diffusi i risultati e gli impatti della politica europea di coesione e il ruolo dell Unione; nell ambito delle attività di comunicazione, il Ministero delle Infrastrutture assumerà anche l impegno a dare pieno valore alla possibile costruzione di network sulle politiche di trasporto come fattore-chiave per il successo e l implementazione del Programma. 1

4 Un attenzione specifica sarà riservata alla cartellonistica e al rispetto di tutti gli obblighi regolamentari in materia di comunicazione e pubblicità degli interventi cofinanziati UE, nonché all informazione dei soggetti attuatori della provenienza comunitaria dei fondi LE LEZIONI DELL ESPERIENZA Nella definizione della strategia di comunicazione del PON Reti e mobilità, si è tenuto conto dei primi risultati ottenuti con l attuazione del PON Trasporti relativo al periodo e, soprattutto, dei suggerimenti e raccomandazioni derivanti dalle attività di Valutazione intermedia dello stesso. Gli esiti delle attività valutative tematiche al evidenziano la necessità di riservare ancora grande attenzione in continuità con quanto effettuato per il PON Trasporti in occasione e a seguito della revisione di metà periodo 1 ad alcuni profili preminenti che attengono, soprattutto, alla sfera della governance multivello del Programma. Rispetto a tali profili la comunicazione ha dimostrato, già nel periodo , di potere esercitare un ruolo altamente propulsivo. Questo ruolo, in avvio del nuovo periodo di programmazione, deve essere ulteriormente rafforzato e a tale proposito devono essere fatte, sul piano della progettazione degli obiettivi e degli strumenti specifici delle attività di comunicazione, scelte chiare e rigorose. La definizione degli indirizzi da attribuire all attività di comunicazione per il periodo si basa su due pilastri fondamentali: da un lato i suggerimenti espressi dal Valutatore indipendente, dall altro l esperienza concreta maturata dall Autorità di Gestione nell attuazione del PON Trasporti. La combinazione di questi due fattori ha orientato le scelte in materia di comunicazione del PON Reti e Mobilità Sul piano delle scelte di fondo, tre risultano essere i postulati fondamentali: - in prima istanza, il coinvolgimento dei soggetti partenariali, che deve essere costante durante l intero ciclo di vita del PON. Rispetto a tale esigenza occorre massimizzare la funzionalità delle attività di comunicazione. È indispensabile definire con maggior precisione e puntualizzare le condizioni ottimali per l impiego efficace degli strumenti identificati dal piano di comunicazione. Effettive occasioni di dialogo e di confronto tra tutti i portatori di progetti devono sostenere lo sviluppo sinergico degli interventi infrastrutturali, in un contesto di consenso informato tra gli attori del Programma, tale da valorizzare in pieno le capacità progettuali e attuative degli Enti attuatori/gestori; - parallelamente, una costante e più incisiva alimentazione dei processi di comunicazione dei risultati raggiunti dal Programma deve incrementare tanto i livelli di percezione delle politiche di coesione europea presso il pubblico quanto il grado di conoscenza/consapevolezza a tutto campo. È necessario promuovere presso il largo pubblico una cultura della valutazione dei risultati ottenuti dal Programma. La 1 Tra i principali correttivi/miglioramenti apportati dall Autorità di Gestione del PON Trasporti nella fase post Mid Term Review, e che costituiscono un importante patrimonio esperenziale per il periodo , si segnala un adeguata diffusione delle informazioni verso i Beneficiari finali e gli utenti del Programma (attraverso il miglioramento della catalogazione delle informazioni, il potenziamento della documentazione disponibile sul sito web e la pubblicazione della collana Quaderni del PON Trasporti e della Newsletter del PON diffusa via internet). 2

5 pubblica opinione deve avere gli strumenti per poter essere informata di cosa il programma va realizzando, con una puntuale rendicontazione dello stato di avanzamento degli interventi; deve altresì essere messa nelle condizioni di comprendere l utilità degli investimenti pubblici effettuati dal Programma: capire non solo il quanto si spende, ma anche il perché ; - vi è, inoltre, l assoluta necessità da parte dell AdG di coordinare e monitorare le azioni utili a garantire il rispetto, da parte dei Beneficiari, degli obblighi regolamentari previsti in ordine alla pubblicità degli interventi cofinanziati Ue (in particolare con riferimento all esposizione di targhe e cartelli). Considerate le premesse, anche rispetto alle modalità di attuazione occorre compiere, rispetto al passato, delle scelte finalizzate ad ottimizzare l efficacia dei mix comunicativi: - dare maggior peso ad attività, come gli eventi pubblici e l attività di relazione con i media, dimostratesi più efficaci, rispetto all acquisto di spazi pubblicitari, ai fini della partecipazione, del partenariato e della notorietà delle iniziative presso il sistema degli interlocutori del Programma, strumenti fondamentali ai fini del potenziamento dei meccanismi di governance del Programma; - una maggiore attenzione, nell ambito delle attività di comunicazione, agli intrecci ed alle relazioni tra le differenti scale di produzione degli impatti generati da un programma operativo, come quello in argomento, in cui gli interventi finanziati infrastrutture di I livello finalizzate al trasporto e alla logistica delle merci sono, al tempo stesso, sia un evento di rango ed interesse nazionali ed europei sia il fattore di produzione di eventi di livello locale; - l unificazione del momento di elaborazione della creatività (ad esempio, l elaborazione della linea grafica, degli spot e dell headline), da un lato, e il momento relativo all ideazione, progettazione e realizzazione del piano media, dall altro; - l ulteriore rafforzamento del ruolo dell AdG ai fini della piena garanzia del rispetto degli obblighi regolamentari. 3

6 2. LA STRATEGIA DELLA COMUNICAZIONE DEL PON RETI E MOBILITÀ FINALIZZAZIONE DEL PIANO: INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI CARDINE DELLA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE Il PON Reti e mobilità assume la complessità delle infrastrutture come condizione operativa intrinseca alle azioni previste e come contesto strategico nell ambito del quale conseguire gli obiettivi di efficacia. Raccoglie in tal senso una sfida non facile, un compito che certo non si esaurisce nella programmazione in corso. La comunicazione del PON è comunicazione di questa complessità, dello sforzo che le politiche comunitarie, in generale, e il PON Reti e mobilità in particolare, stanno operando per andare oltre la concezione dell infrastruttura come intervento settoriale, per rendere più fertile il rapporto tra infrastrutture e contesti territoriali, tra reti sovralocali e milieu locali. Comunicare l intervento infrastrutturale come opera territoriale è l obiettivo strategico di un Piano di Comunicazione che intende far crescere nel nostro Paese, e in particolare nelle Regioni Convergenza, insieme al senso di appartenenza all Europa, la consapevolezza del ruolo e del valore che le opere infrastrutturali per la mobilità e i trasporti assumono nello sviluppo del territorio. La comunicazione del PON Reti e mobilità intende, cioè, veicolare un idea dello sviluppo del territorio che guardi alle grandi armature infrastrutturali non solo in termini trasportistici, ma come opere territoriali capaci di innescare per la loro vocazione a radicarsi nel contesto in cui sono inseriti diffusi ed equilibrati processi di sviluppo sostenibile che vedano nelle reti territoriali un patrimonio di straordinaria rilevanza e un opportunità reale di crescita per l intero sistema-paese. Nell ambito del PON Reti e mobilità, la comunicazione deve essere interpretata quindi non tanto, o non solo, come momento di presentazione (a valle del processo) dei risultati dell azione del Programma, in adempimento agli obblighi di informazione e pubblicità previsti dai Regolamenti, ma soprattutto come occasione per: - sensibilizzare gli attori che operano nelle realtà territoriali (istituzioni, associazioni, cittadini, imprese) ai fini di facilitare i processi di creazione del consenso intorno alle iniziative programmate; - disseminare e stabilizzare una cultura della governance e della progettazione territoriale: una cultura che, confrontandosi con i contesti del cambiamento, intende porsi l interrogativo del come fare e del come radicare man mano l esperienza acquisita; in quest ottica sarà anche valutata l opportunità di attivare la costruzione di specifici network sulle politiche di trasporto. Pertanto, la comunicazione assume un ruolo spiccatamente strumentale anche rispetto all opportunità di coinvolgere nei processi attuativi del PON, in misura pregnante e interattiva soggetti ad esso esterni, segnatamente il partenariato sociale ed economico e, quindi, di catturarne e alimentarne costantemente gli interessi. In questo senso, assieme alle altre Linee di attività dell Asse III del PON e in coerenza con gli enunciati del QSN, la comunicazione contribuisce ad alimentare forme di accompagnamento e di cooperazione interistituzionale finalizzate sia ad accrescere i livelli di operatività del Programma, sia a rafforzare le competenze tecniche e di governo dei diversi soggetti coinvolti nella sua attuazione. 4

7 In ragione della pluralità di obiettivi che la comunicazione assume nell ambito del Programma, si prevedono dunque due livelli di attività, che agiscano in modo complementare e sinergico: un primo livello di attività, finanziato a valere sull Asse III, riguarda gli interventi informativi e pubblicitari destinati al pubblico e finalizzati a garantire la massima copertura mediatica utilizzando diverse forme e metodi di comunicazione al pertinente livello territoriale e gli interventi informativi relativi ai potenziali beneficiari e ai beneficiari; un secondo livello, finanziato a valere sugli Assi I e II, attiene invece alle azioni di informazione e comunicazione puntuali, funzionali a supportare la realizzazione degli obiettivi individuati nell ambito degli Assi nei quali il Programma si articola. A fronte della compresenza di un duplice livello comunicativo, l adozione di una strategia unitaria consentirà di garantire l efficacia delle attività di comunicazione e contenere eventuali rischi di dispersione: a questo scopo, l Autorità di Gestione dovrà sorvegliare lo sviluppo delle attività di comunicazione lungo tutto il periodo di programmazione, ponendo particolare attenzione alla conservazione della coerenza tra creatività, pianificazione dei mezzi e attuazione della strategia di comunicazione. Tale attività di sorveglianza si avvarrà di due strumenti sostanziali: - la produzione di una periodica Relazione sul rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria di cui al del PON, finalizzata all accertamento del pieno rispetto degli obblighi di pubblicità degli interventi (oltre a quelli riferiti al rispetto del mercato interno, della concorrenza e della normativa ambientale); - il controllo effettuato dall AdG in fase di erogazione dei finanziamenti ai Beneficiari, che avverrà esclusivamente previa acquisizione di adeguata documentazione attestante l avvenuto rispetto da parte degli stessi degli obblighi suddetti ORGANIZZAZIONE E SVILUPPO DEL PIANO Gli obiettivi Le attività di sensibilizzazione, pubblicità e comunicazione perseguono l obiettivo prioritario di promuovere e realizzare, a favore di un ampia gamma di destinatari, un informazione costante e trasparente sui contenuti, le finalità e i risultati conseguiti con i progetti finanziati e di evidenziare al tempo stesso il ruolo svolto dall Unione Europea per la loro realizzazione. In particolare, le azioni di comunicazione del PON Reti e mobilità perseguono alcuni obiettivi di carattere generale: - informare l opinione pubblica sul ruolo svolto dall Unione Europea, in collaborazione con gli Stati membri, in favore del Programma e in merito ai risultati conseguiti da quest ultimo; - informare i potenziali beneficiari sulle possibilità offerte e ottenute, congiuntamente, dall Unione Europea e dagli Stati membri, al fine di garantirne la trasparenza; - informare i beneficiari in merito agli obblighi cui sono tenuti, con riferimento alle procedure di attuazione delle operazioni finanziate; 5

8 - informare e aumentare la notorietà delle opere realizzate nelle regioni Obiettivo Convergenza mediante l utilizzo dei Fondi strutturali; - disseminare e stabilizzare la cultura della governance e della progettazione territoriale, potenziando i meccanismi di partecipazione del partenariato. Gli obiettivi specifici possono, invece, essere così sintetizzati: - evidenziare il contributo offerto dal PON Reti e mobilità al conseguimento degli obiettivi strategici stabiliti nel QSN e valorizzare il ruolo della Unione Europea in tale contesto; - evidenziare il positivo impatto in termini economici e sociali degli investimenti infrastrutturali oggetto del cofinanziamento comunitario; - garantire la visibilità delle realizzazioni cofinanziate, in particolar modo presso le collettività locali; - evidenziare il ruolo svolto dall Unione Europea nella tutela dell ambiente e sottolineare che tutti gli interventi dovranno essere realizzati nel rispetto dell ambiente; - sviluppare presso l opinione pubblica il senso di appartenenza all Europa, valorizzando, anche a livello locale, i risultati raggiunti con le opere realizzate; - aumentare il numero e la qualità delle domande presentate, garantendo un informazione ampia, chiara e dettagliata relativamente ai meccanismi d accesso ai finanziamenti; - preinformare i beneficiari dei finanziamenti del loro inserimento nell elenco dei beneficiari pubblicato tramite opportuni strumenti di diffusione; - favorire il coinvolgimento dei soggetti partenariali durante l intero ciclo di vita del Programma, promuovendo il consenso informato tra gli attori del Programma I destinatari del Piano Sulla base delle indicazioni contenute nel Regolamento (CE) n. 1828/2006, i destinatari possono essere suddivisi preliminarmente in tre gruppi: - pubblico (come da Regolamento CE 1828/2006, art. 7), cioè la pubblica opinione; - potenziali beneficiari (come da Regolamento CE 1828/2006, art. 5); - beneficiari degli interventi (come da Regolamento CE 1083/2006 art. 2) 2. Nell ambito di questi macro-target, possono essere identificati i diversi segmenti di pubblico ai quali il Piano di Comunicazione del PON Reti e mobilità intende rivolgersi in via prevalente: - autorità locali competenti: tutti gli enti e gli organismi pubblici locali con una dimensione territoriale comunale, sovracomunale e provinciale che per il ruolo 2 Beneficiario : un operatore, organismo o impresa, pubblico o privato, responsabile dell avvio o dell avvio e dell attuazione delle operazioni; nel quadro del regime di aiuti di cui all'articolo 87 del trattato, i beneficiari sono imprese pubbliche o private che realizzano un singolo progetto e ricevono l aiuto pubblico. 6

9 istituzionale ricoperto svolgono attività che concorrono alla realizzazione degli interventi cofinanziati; - altre autorità pubbliche competenti: tutti gli enti e gli organismi pubblici con una competenza territoriale regionale che per il ruolo istituzionale ricoperto svolgono delle attività che concorrono alla realizzazione degli interventi cofinanziati; - organizzazioni professionali: tutti gli enti e gli organismi pubblici e privati a scala regionale e provinciale che raggruppano soggetti interessati dalla realizzazione degli interventi cofinanziati; - parti economiche e sociali: tutti gli enti e gli organismi pubblici e privati che sono attori della realtà economica e sociale del territorio, e come tali sono in grado di influenzarla e orientarla; - organizzazioni no profit: gli enti e gli organismi pubblici senza fine di lucro che svolgono un ruolo positivo a favore della collettività, in particolare gli organismi che operano per la tutela ed il miglioramento dell ambiente; - opinione pubblica, utenti e clienti dei servizi di trasporto Gli strumenti per l attuazione delle azione di comunicazione in rapporto ai differenti destinatari Dall identificazione dei target discende la necessità di selezionare strumenti di informazione e comunicazione diversificati per ciascun gruppo omogeneo. L eterogenea platea di destinatari degli interventi di comunicazione comporta, in termini operativi, la necessità di attivare azioni e strumenti tra loro diversificati, in grado di rispondere pienamente ai diversi fabbisogni conoscitivi: la comunicazione, pur dovendo assicurare la diffusione di notizie circa la realizzazione degli interventi cofinanziati presso la pubblica opinione, deve altresì garantire ai beneficiari e ai soggetti a diverso titolo coinvolti nell attuazione del Programma la conoscenza approfondita delle modalità attuative del Programma e dei progetti, dei meccanismi finanziari connessi all utilizzo dei Fondi, dei risultati e degli impatti da questi generati nel corso dell attuazione del Programma Operativo. Di seguito si offre dunque una descrizione degli strumenti previsti nell ambito del Piano di Comunicazione; le attività di selezione degli strumenti saranno svolte in fase di progettazione operativa e costituiranno parte integrante delle attività richieste al Soggetto affidatario del servizio di attuazione del Piano di Comunicazione, da selezionare mediante procedura di evidenza pubblica. In ogni caso, nell elaborazione della pianificazione strategica, dovrà prioritariamente essere assicurata la maggior pressione informativa in favore dell opinione pubblica delle regioni dell Obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia). a) Eventi (convegni, seminari, workshop, etc.). L impiego di tale strumento di comunicazione sarà rivolto principalmente alle amministrazioni centrali, regionali e locali, alle organizzazioni professionali, alle altre parti economiche e sociali e agli enti attuatori, nonché ad altri soggetti che a vario titolo presentino interessi legati alla realizzazione di infrastrutture di trasporto e alle tematiche di sviluppo connesse all attuazione del PON Reti e mobilità

10 - Convegni. I convegni sono il momento più alto di una strategia finalizzata a comunicare l opera infrastrutturale come opera territoriale. Ai convegni è assegnato il compito di esplorare la complessità dei contenuti del Programma, di trattare temi e problemi individuati dall avanzamento dello stesso e di suscitare, grazie all adozione di adeguati approcci comunicativi, l interesse e l attenzione dello specifico target di destinatari, individuato in: autorità locali competenti; enti ed organismi pubblici locali con una dimensione territoriale comunale, sovracomunale e provinciale; altre autorità pubbliche competenti; organizzazioni professionali; parti economiche e sociali; organizzazioni no profit; istituzioni universitarie e della ricerca scientifica; stampa e opinion leader nazionali e locali; opinione pubblica, utenti e clienti dei servizi di trasporto. Le aree tematiche interessate dai convegni dovranno restituire la ricchezza di spunti di riflessione, soprattutto prospettica, che offre la lettura del Programma. - Seminari, workshop. Organizzati nei territori coinvolti dagli interventi, sono concepiti come strumenti di informazione nei confronti degli operatori specializzati e delle organizzazioni professionali con fini di approfondimento su aspetti tecnici, economici e finanziari connessi alla realizzazione degli interventi del PON. Seminari e workshop hanno pertanto l obiettivo di accompagnare i progetti ed i processi di innovazione del PON nelle Regioni, al fine di accrescere le competenze dei soggetti coinvolti nei processi di innovazione, di aggiornare e dare consapevolezza del percorso che si sta attuando mediante le politiche infrastrutturali a livello nazionale e locale. Tali azioni sono concepite, a differenza di quanto accade per i convegni, per incidere a livello locale e pertanto si propongono raggiungere un target specialistico costituito prevalentemente da addetti ai lavori. Sarà quindi previsto il coinvolgimento degli operatori sul territorio (dagli Assessorati regionali competenti, agli uffici degli Enti locali interessati dalle realizzazioni del PON), nonché quello dei soggetti attuatori (principalmente Enti ed Amministrazioni responsabili dell attuazione quali RFI, ENAC, ENAV, ANAS e Ministeri competenti). b) Sito web. Il sito web dedicato al Programma che prevedrà anche un area a carattere generale in versione bilingue italiano inglese - costituirà lo strumento di comunicazione costante con tutti gli operatori coinvolti nell attuazione degli interventi, configurandosi quale piattaforma relazionale a supporto dei processi di disseminazione e stabilizzazione della cultura della governance e all alimentazione dei processi di partecipazione partenariale. Il sito si rivolgerà altresì al pubblico complessivo degli utenti delle infrastrutture di trasporto, al quale saranno indirizzate informazioni di carattere generale. Il sito fornirà dunque livelli differenziati di informazioni che saranno, rispettivamente, indirizzate al grande pubblico, per quanto attiene ai contenuti generali del programma, e rivolte ad un utenza specialistica, con riferimento ai contenuti più prettamente tecnico-gestionali (ad esempio, Autorità di Gestione di altri programmi Nazionali e Regionali ed altri enti coinvolti dal programma, organi preposti agli aspetti valutativi, Amministrazioni, ricercatori, studenti etc.). Particolare attenzione sarà riservata alla diffusione dei materiali e delle decisioni sviluppate nell ambito del Comitato di Sorveglianza e degli altri contesti afferenti al programma. Sarà inoltre prevista la pubblicazione, in formato elettronico, dell elenco dei beneficiari, delle denominazioni delle operazioni e dell importo del 8

11 finanziamento pubblico destinato alle operazioni. Particolare cura dovrà essere posta nel garantire alcuni requisiti tecnici, indispensabili per assicurare una navigazione fluida e una perfetta funzionalità del sito, che dovrà essere caratterizzato da alti livelli di utilizzabilità; interattività; facilità nell attività di aggiornamento dei dati contenuti e dei link ad altri siti; velocità di scaricamento dati; completezza dell informazione; accessibilità. c) Pubblicazioni e materiali di supporto. Le pubblicazioni rivestono un ruolo importante nell ambito della campagna di comunicazione del PON Reti e mobilità. Strumenti diversi, per caratteristiche e obiettivi, consentono di illustrare ed approfondire le conoscenze sul Programma a più livelli: - Depliant/brochure a supporto degli eventi e delle fiere programmati nel corso dell attuazione del Piano di comunicazione. Depliant e brochure rappresentano fondamentali strumenti di informazione rivolti al grande pubblico, un pubblico eterogeneo la cui attenzione va captata e orientata verso i contenuti, i significati e gli interventi del Programma. I messaggi dovranno pertanto avere un impostazione chiara, accessibile, facilmente memorizzabile; i contenuti saranno espressi in maniera piana e discorsiva e offriranno un quadro sintetico ed esaustivo degli obiettivi, delle iniziative, dei luoghi e dei tempi del PON, attori coinvolti, prevedendo altresì, in base al Reg. (CE) 1828/2006 (art. 7), la pubblicazione dell elenco dei beneficiari, delle denominazioni delle operazioni e dell importo del finanziamento pubblico destinato alle operazioni. - Quaderni tematici con cadenza periodica. Strumenti dotati di continuità e riconoscibilità, si configurano come materiale di supporto alla programmazione e come significativa collezione di testi, destinati a restare nel tempo, per restituire e testimoniare il valore e la complessità di un esperienza. Il principale obiettivo di tale azione risiede nella condivisione delle esperienze e degli approfondimenti sviluppati in seno al PON con i diversi attori deputati all attuazione e coinvolti in contesti analoghi (ad esempio le Autorità di Gestione degli altri Programmi nazionale e regionali). I quaderni si rivolgono inoltre ad un pubblico specialistico, interessato dal punto di vista tecnico-scientifico agli argomenti di volta in volta trattati. - Altre pubblicazioni con cadenza occasionale (quali cataloghi, etc.). Si tratta di pubblicazioni aperte nella definizione dei contenuti e degli obiettivi. Luoghi e occasioni idonee per la loro distribuzione, temi a cui dare di volta in volta risalto, saranno individuati tenendo conto delle fasi di attuazione del Programma e del Piano di Comunicazione. I destinatari di tali azioni sono prevalentemente costituiti dal grande pubblico, verso il quale è necessaria un azione di informazione diretta, chiara ed evidente. d) Partecipazione a fiere/eventi. Si prevede la progettazione e la realizzazione di uno stand fieristico dedicato al PON Reti e mobilità e la partecipazione a manifestazioni espositive sia generaliste sia direttamente o indirettamente connesse con le tematiche relative alla mobilità individuale e collettiva, al rapporto tra infrastrutture e territorio. Le fiere sono, per il Programma, occasioni di grande visibilità: la presenza dello stand del PON Reti e mobilità a questo tipo particolare di eventi consente contatti diretti con un ampio pubblico, prevalentemente 9

12 costituito da soggetti provenienti dall ambito istituzionale, ma caratterizzato anche dalla presenza di rappresentanze del mondo produttivo, della scuola e della cultura, nonché dell informazione,iterati nel tempo e permette di coinvolgere un target differenziato che potrebbe sfuggire ad altre azioni del Piano. La selezione delle manifestazioni, così come le attività preliminari e contestuali all ottimale svolgimento di ciascun evento, costituiranno parte integrante delle attività richieste al Soggetto affidatario del servizio di progettazione operativa e realizzazione del Piano di Comunicazione, da selezionare mediante procedura di evidenza pubblica ai sensi del D.Lgs 163/06. e) Ufficio stampa. Obiettivo delle attività di Ufficio stampa è quello di far percepire lo sforzo che il PON Reti e mobilità sta operando per rendere più forte il rapporto tra opere infrastrutturali e contesti territoriali. L Ufficio stampa, attraverso un approccio costante e proattivo, dovrà pertanto contribuire alla corretta veicolazione degli obiettivi del Programma, individuando opportuni strumenti di comunicazione verso i media. I destinatari di tali attività sono i media nazionali e locali (agenzie di stampa, quotidiani, periodici, radio, televisioni, testate on line, stampa di settore economia, stampa generalista, uffici stampa degli Enti locali). f) Servizi pubblicitari. Obiettivo della campagna pubblicitaria è sensibilizzare l opinione pubblica, garantendo, in particolare, una capillare diffusione delle informazioni presso gli utenti delle diverse infrastrutture di trasporto presenti sul territorio oggetto degli interventi del PON, rispetto alle finalità e agli obiettivi precedentemente descritti. La selezione dei mezzi pubblicitari e la quantificazione delle risorse destinate a questa specifica attività costituiranno parte integrante delle attività richieste al Soggetto affidatario del servizio di progettazione operativa e realizzazione del Piano di Comunicazione, da selezionare mediante procedura di evidenza pubblica ai sensi del D.Lgs 163/06. In ordine ai destinatari delle azioni pubblicitarie è individuato, all interno del target nazionale complessivo, il sottosegmento formato da entità locali, organizzazioni (professionali, economiche, sociali e no profit), istituti universitari, opinione pubblica, utenti e clienti dei servizi di trasporto Risultati attesi I risultati attesi dalle attività di comunicazione del Programma possono essere individuati in: - conoscenza, da parte dei cittadini delle Regioni Convergenza del Programma e degli interventi da questo cofinanziati, in termini di contenuti, finalità e risultati conseguiti; - riconoscibilità del ruolo svolto dall Unione Europea nell ambito delle politiche di sviluppo del territorio regionale, anche in funzione di un accrescimento del senso di appartenenza all Europa da parte dell opinione pubblica; - conseguimento di una maggiore consapevolezza, da parte dei cittadini delle Regioni Convergenza, del ruolo e del valore che le opere infrastrutturali per la mobilità e i trasporti assumono nello sviluppo del territorio. - riconoscibilità del contributo offerto dal PON Reti e mobilità al conseguimento degli obiettivi strategici stabiliti nel QSN e del ruolo dell Unione Europea in tale contesto; 10

13 - trasparenza dell azione dell UE e degli Stati membri grazie alla produzione di un informazione corretta e capillare rivolta ai potenziali beneficiari sulle possibilità offerte dall Unione Europea e dagli Stati membri, al fine di garantire la trasparenza; - corretto adempimento delle procedure di attuazione delle operazioni cofinanziate da parte dei beneficiari in merito agli obblighi cui sono tenuti, attraverso la realizzazione di un informazione capillare; - rafforzamento delle reti partenariali, attraverso azioni mirate a promuovere il coinvolgimento del partenariato e a rafforzare la conoscenza e la consapevolezza del Programma nella sua dimensione complessiva. 11

14 Nelle tabelle successive, si offre, per ciascuno dei tre macro-target individuati, una rappresentazione sinottica della strategia del Piano di Comunicazione, in termini di relazione tra obiettivi, risultati attesi, tipologie di attività e azioni/ strumenti. Comunicazione destinata al Pubblico OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI RISULTATI ATTESI ATTIVITÀ AZIONI / STRUMENTI Informare l opinione pubblica sul ruolo svolto dall Unione Europea, in collaborazione con gli Stati membri, in favore del Programma e in merito ai risultati conseguiti da quest ultimo Informare e aumentare la notorietà delle opere realizzate nelle regioni Obiettivo Convergenza mediante l utilizzo dei Fondi strutturali - Sviluppare presso l opinione pubblica il senso di appartenenza all Europa, valorizzando i risultati conseguiti dal Programma. - Evidenziare il contributo offerto dal PON Reti e mobilità al conseguimento degli obiettivi strategici stabiliti nel QSN e valorizzare il ruolo dell Unione Europea in tale contesto. - Evidenziare il ruolo svolto dall Unione Europea nella tutela dell ambiente e sottolineare che tutti gli interventi dovranno essere realizzati nel rispetto dell ambiente. - Sensibilizzare il sistema dei media sulla rilevanza strategica del PON per lo sviluppo socio-economico dei territori coinvolti. - Evidenziare il positivo impatto in termini economici e sociali degli investimenti infrastrutturali oggetto del cofinanziamento comunitario. - Garantire la visibilità delle realizzazioni cofinanziate, in particolar modo presso le collettività locali. - Conoscenza, da parte dei cittadini delle Regioni Convergenza del Programma, in termini di contenuti, finalità e risultati conseguiti. - Riconoscibilità del ruolo svolto dall Unione Europea nell ambito delle politiche di sviluppo del territorio regionale, anche in funzione di un accrescimento del senso di appartenenza all Europa da parte dell opinione pubblica. - Riconoscibilità del contributo offerto dal PON Reti e mobilità al conseguimento degli obiettivi strategici stabiliti nel QSN e del ruolo dell Unione Europea in tale contesto. - Conoscenza, da parte dei cittadini delle Regioni Convergenza degli interventi cofinanziati dal Programma. - Conseguimento di una maggiore consapevolezza, da parte dei cittadini delle Regioni Convergenza, del ruolo e del valore che le opere infrastrutturali per la mobilità e i trasporti assumono nello sviluppo del territorio. Attività informative e pubblicitarie riguardanti il Programma e le opere infrastrutturali realizzate, con particolare riferimento ad obiettivi, contenuti, articolazione, risultati attesi, benefici conseguiti; buone pratiche, fonti di finanziamento, pubblicazione elenco dei beneficiari, delle denominazioni delle operazioni e dell importo del finanziamento pubblico destinato alle operazioni. - Eventi (convegni) - Sito web - Pubblicazioni e materiali di supporto (depliant, brochure, quaderni tematici) - Partecipazione a fiere/eventi - Ufficio stampa/relazioni con i media - Servizi pubblicitari - Esposizione della bandiera europea 12

15 Comunicazione destinata ai potenziali beneficiari OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI RISULTATI ATTESI ATTIVITÀ AZIONI / STRUMENTI Informare i potenziali beneficiari sulle possibilità offerte e ottenute, congiuntamente, dall Unione Europea e dagli Stati membri, al fine di garantirne la trasparenza Aumentare il numero e la qualità delle domande presentate per ottenere i finanziamenti, garantendo un informazione ampia, chiara e dettagliata relativamente ai meccanismi d accesso ai finanziamenti. Trasparenza dell azione dell UE e degli Stati membri grazie alla produzione di un informazione corretta e capillare. - Attività informative e pubblicitarie riguardanti: condizioni di ammissibilità da rispettare per poter beneficiare del finanziamento nel quadro del programma operativo; procedure d esame delle domande di finanziamento e delle rispettive scadenze; criteri di selezione delle operazioni da finanziare; persone di riferimento che possono fornire informazioni sui programmi operativi. - Pubblicazione di documenti di programmazione e dei dati sui contributi finanziari del FESR. - Eventi (convegni, seminari, workshop) - Sito web - Pubblicazioni e materiali di supporto (depliant, brochure, quaderni tematici; altre pubblicazioni) - Partecipazione a fiere/eventi 13

16 Comunicazione destinata ai beneficiari e agli stakeholder OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI RISULTATI ATTESI ATTIVITÀ AZIONI / STRUMENTI Informare i beneficiari in merito agli obblighi cui sono tenuti, con riferimento alle procedure di attuazione delle operazioni finanziate Informare i beneficiari che, accettando il finanziamento, essi accettano di venire inclusi nell elenco dei beneficiari pubblicato. Corretto adempimento delle procedure di attuazione delle operazioni cofinanziate da parte dei beneficiari in merito agli obblighi cui sono tenuti, attraverso la realizzazione di un informazione capillare. Attività informative in merito agli obblighi in capo al beneficiario relativamente all attuazione delle operazioni finanziate, con particolare riferimento alle responsabilità dei beneficiari relative agli interventi informativi e pubblicitari destinati al pubblico. - Sito web - Altre pubblicazioni Disseminare e stabilizzare una cultura della governance e della progettazione territoriale - Promuovere il coinvolgimento dei soggetti partenariali durante l intero ciclo di vita del PON. - Favorire la notorietà delle iniziative presso il sistema degli interlocutori del Programma, promuovendo il consenso informato tra gli attori del Programma, tale da valorizzare in pieno le capacità progettuali e attuative degli Enti attuatori/gestori. - Consolidamento delle reti partenariali. - Conoscenza e consapevolezza del Programma nella sua dimensione complessiva. Attività informative e promozionali volte a costruire e sostenere network di conoscenze, anche potenziando i meccanismi di partecipazione del partenariato. - Eventi (convegni, seminari, workshop) - Sito web - Pubblicazioni e materiali di supporto (quaderni tematici; altre pubblicazioni) 14

17 Il flusso e le relazioni tra le azioni previste dal piano di comunicazione La coerenza delle diverse azioni previste nel Piano di Comunicazione non si fonda solo sulla continuità delle stesse, ma anche attraverso le sinergie costruite fra di esse. Tra i diversi luoghi della comunicazione del PON Reti e Mobilità si stabiliscono legami, connessioni, processi di alimentazione reciproca. I contenuti del Piano crescono così attraverso l interazione che si stabilisce in primo luogo con l AdG e con i vari soggetti attuatori, nel confronto con i diversi attori del PON e con i suoi numerosi utenti, nelle relazioni e nei contatti stabiliti con i territori coinvolti dalle nuove infrastrutture per la mobilità e i trasporti, ma anche attraverso la attività stessa di comunicazione e di informazione, nei flussi di dati, notizie, materiali, immagini che essa produce, rielabora, orienta. In generale, l integrazione tra i diversi strumenti di cui si compone il Piano di Comunicazione del PON Reti e mobilità non è semplice sommatoria di azioni mirate, per quanto diversificate tra loro. L efficacia non deriva, infatti, solo dalla continuità di alcuni servizi, ma è data anche da un attenta regia dei contenuti e dei tempi. In questo senso, verrà data importanza alla fase di avvio del Piano ( ), per la quale si ipotizza una maggiore concentrazione di risorse e di attività e alla fase conclusiva ( ), caratterizzata da attività informative in merito ai risultati conseguiti dal Programma. Nella fase centrale dell attuazione del Programma, attività di informazione costanti si integreranno a momenti di maggiore intensità comunicativa, nella quale gli esiti del Programma si misureranno via via anche con la nuova Programmazione. Convegni Fornisce informazioni sull evento / strumento Fornisce informazioni sull evento / strumento Restituisce l informazione Seminari Fornisce informazioni sull evento / strumento Restituisce l informazione Fornisce materiale video Fiere Fornisce informazioni sull evento / strumento Fornisce contenuti al quaderno Fornisce informazioni sull evento / strumento Restituisce l informazione Quaderni Fornisce contenuti al portale / newsletter Fornisce informazioni sull evento / strumento Portale Fornisce materiale video 15

18 Gli eventi chiave del Piano Il convegno di lancio e i convegni annuali Strumenti fondamentali al fine di diffondere e mantenere vivi l interesse e la conoscenza del PON Reti e Mobilità sono gli eventi a cadenza annuale, che consentiranno di divulgare i contenuti ed risultati conseguiti, ma rappresenteranno anche momenti rilevanti di confronto ed interlocuzione. Tra questi il convegno di lancio del Programma, previsto entro il secondo semestre 2008, rivestirà il duplice ruolo di consuntivo rispetto al precedente ciclo di programmazione 2000/2006 e di presentazione delle nuove strategie del 2007/2013. Tale evento dovrà richiamare l attenzione di un pubblico prevalentemente istituzionale, prevedendo anche la presenza di rappresentanze politiche di livello nazionale, ed avrà, quale principale obiettivo, quello di sensibilizzare il livello decisionale circa le opportunità e le sfide connesse con la nuova programmazione. Ulteriori azioni chiave Ai sensi dell art. 7 del Reg. CE 1828/2006, ogni anno sarà prevista l esposizione della bandiera dell Unione europea per una settimana a partire dal 9 maggio davanti alle sedi dell Autorità di Gestione (sede centrale di Roma, strutture periferiche site nelle Regioni obiettivo Convergenza). Come già specificato, estrema attenzione dovrà essere riservata al rispetto del Regolamento concernente le azioni di informazione e pubblicità in materia cartelli di cantiere e targhe commemorative. In particolare, saranno definite dall AdG modalità appropriate per quanto attiene alle infrastrutture lineari (ferrovie e strade), individuando tipologie di cartellonistica stradale permanente ed ulteriori adeguate forme di messaggistica per le linee ferroviarie, da affiancare alle istallazioni in aree di servizio e stazioni ferroviarie già adottate per il PON Trasporti 2000/ Il bilancio indicativo Per la progettazione operativa e l attuazione del Piano di Comunicazione si utilizzeranno le risorse a valere sull Asse III Assistenza Tecnica (codice Ue 86) per un valore indicativo di M 8,850 (di cui M 4,425 di quota FESR e M 4,425 di cofinanziamento nazionale). La ripartizione delle risorse stanziate per ciascuno strumento individuato costituirà parte integrante delle attività richieste al Soggetto affidatario del servizio di progettazione operativa e realizzazione del Piano di Comunicazione, da selezionare mediante procedura di evidenza pubblica ai sensi del D.Lgs 163/06. Di seguito si illustra la ripartizione percentuale indicativa delle risorse stanziate per annualità, che potrà subire modifiche nel tempo in funzione dell avanzamento del Programma. 16

19 Ripartizione indicativa delle risorse finanziarie per annualità Annualità Ripartizione percentuale Gli organismi amministrativi responsabili dell attuazione degli interventi informativi e pubblicitari L Ufficio responsabile per l informazione è l Ufficio Programmazione negoziata della Direzione Generale per la Programmazione e i Programmi europei. Esso è tenuto a rispondere tempestivamente ai cittadini europei che richiedono informazioni specifiche inerenti l attuazione delle operazioni. L esecuzione del Piano di Comunicazione è curata dall Autorità di Gestione: la progettazione operativa e la realizzazione del Piano di Comunicazione sarà affidata a qualificati soggetti attuatori specialistici selezionati nel rispetto della normativa comunitaria sugli appalti pubblici. Struttura Competente: Autorità di Gestione - Ministero delle Infrastrutture - Ufficio Programmazione negoziata della Direzione Generale per la Programmazione Indirizzo: Via Nomentana, 1 - Roma Posta Elettronica: La tempistica e il cronogramma Il Piano di Comunicazione si compone di diversi strumenti e di diverse azioni che vengono organizzate nel tempo in ragione della loro specificità, dell efficacia comunicativa ad esse attribuita, della funzione che svolgono all interno della strategia del Piano, dei soggetti cui si rivolgono selezionati di volta in volta tra i numerosi soggetti individuati come destinatari del servizio, delle fasi di attuazione del PON Reti e mobilità e del Piano stesso. Nella tabella successiva è illustrato il cronoprogramma del Piano di comunicazione, articolato sulla base delle tipologie di attività previste in funzione dei macro-target individuati. 17

20 Cronoprogramma delle attività Attività Attività propedeutiche all avvio del PON (Piano della Comunicazione, elaborazione e pubblicazione del Bando) Attività informative e pubblicitarie dirette al pubblico Attività informative dirette ai potenziali beneficiari Attività informative dirette ai beneficiari Le modalità di valutazione dell efficacia delle azioni di comunicazione Al fine di assicurare al processo di valutazione in itinere la disponibilità dei necessari elementi di analisi, per valutare l efficacia della realizzazione del Piano di Comunicazione, l Autorità di Gestione provvederà a recepire, presso il Soggetto affidatario del servizio di progettazione operativa e realizzazione del Piano di Comunicazione, tutte le informazioni ritenute utili. Per quanto concerne le attività di relazioni pubbliche (eventi, fiere, attività di Ufficio Stampa, etc.) si ritiene opportuno predisporre registri di valutazione delle singole attività comunemente concordati, al fine di evidenziare il processo professionale diretto a coinvolgere i singoli target interessati dalle attività e a monitorare gli aspetti quantitativi delle stesse: numero dei partecipanti a convegni, workshop, etc., quantità di articoli apparsi sulla stampa, numero di visitatori presso gli stand nelle diverse fiere. Tuttavia, dal momento che ambiti quali la costruzione del consenso e il grado di coinvolgimento e partecipazione sono difficilmente esprimibili attraverso indici quantitativi, appare preferibile adottare strumenti e metodologie di ricerca e analisi di tipo qualitativo, quali, a titolo esemplificativo: somministrazione di interviste, in forma semistrutturata o aperta, a testimoni privilegiati; ricorso a tecniche di gruppo (Focus group, Nominal Group Tecnique, tecnica Delphi); analisi ed elaborazioni sul materiale informativo e pubblicitario prodotto nell ambito delle attività di comunicazione del Piano e sulle fonti documentali interne. Per quanto riguarda, invece, i servizi pubblicitari, verranno esposte le procedure e le tecniche di pianificazione seguite nella scelta dei mezzi. Il Soggetto affidatario dovrà, inoltre, fornire i dati di vendita dei relativi media utilizzati nella pianificazione e la loro penetrazione nei confronti dei target coinvolti. Per le finalità in argomento, il Soggetto incaricato della valutazione delle attività di comunicazione del Programma potrà indicare, a sua volta, le modalità che intende adottare per misurare l efficacia dell azione di comunicazione, potendosi avvalere anche dei risultati di indagini di campo, che interesseranno tuttavia anche altri molteplici obiettivi della valutazione stessa. D altra parte, è importante sottolineare l opportunità di stabilire e alimentare nessi forti tra i due servizi, là dove alle attività afferenti la sfera comunicativa unitamente alle occasioni di condivisione partenariale delle scelte programmatico-attuative che si 18

21 esplicheranno lungo il ciclo di vita del PON è assegnato un ruolo sostanziale nel sostenere quei profili di processualità e trasversalità richiesti alla valutazione. Al fine di verificare in itinere l efficacia delle attività di comunicazione - apportando eventuali correttivi in corso d opera, si prevede altresì la realizzazione di un sistema di monitoraggio, i cui risultati potranno alimentare le attività di valutazione. In fase di predisposizione del Piano di Comunicazione si è quindi individuato un quadro di riferimento rispetto al quale orientare le successive azioni di monitoraggio e valutazione. In particolare, si è in grado di distinguere 3 aree di analisi per la stima dell efficacia del piano: misurazione della trasparenza, misurazione della consapevolezza, monitoraggio e valutazione di attività e strumenti. Per ciascuna delle aree di analisi sono stati individuati e quantificati i relativi indicatori di realizzazione e di risultato. Tabella 1. Misurazione della trasparenza - Indicatori di realizzazione Target Beneficiari potenziali e finali Azione / Strumento Sito web Indicatore di realizzazione Pagine pubblicate web Unità di misura Valore atteso al 2015 n. 50 Database n. 1 Record inseriti nel database n. 500 Convegni Convegni svolti n. 8 Seminari Seminari svolti n. 8 Tabella 2. Misurazione della trasparenza - Indicatori di risultato Target Beneficiari potenziali e finali Azione / Strumento Sito web Indicatore di risultato Unità di misura Valore atteso al 2015 Visitatori n Rapporto download/numero di visitatori % 10% Convegni Partecipanti n. 700 Seminari Partecipanti n. 200 Tabella 3. Misurazione della consapevolezza Indicatori di realizzazione Target Pubblico Azione / Strumento Servizi pubblicitari Indicatore di risultato Unità di misura Valore atteso al 2015 Campagne sui media n. 5 Fiere Partecipazioni n. 7 19

L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE

L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE GLI ESITI DEL PRIMO RAPPORTO DI VALUTAZIONE ANTONIO STRAZZULLO COMITATO DI SORVEGLIANZA REGGIO EMILIA, 21 GIUGNO 2011 Obiettivi della valutazione Valutazione del Piano di

Dettagli

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2014-2020 PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE 2014-2020 LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE E GLI OBBLIGHI DI PUBBLICITÀ La Strategia

Dettagli

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2014-2020 PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO STRATEGIA DI COMUNICAZIONE 2014-2020 La Strategia di comunicazione e gli obblighi di pubblicità 2 L attività

Dettagli

Piano di Comunicazione dei Fondi Strutturali

Piano di Comunicazione dei Fondi Strutturali REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Repubblica Italiana UNIONE EUROPEA In Sardegna, verso l'europa POR SARDEGNA 2000/2006 Piano di Comunicazione dei Fondi Strutturali Allegato al Complemento di programmazione

Dettagli

Informativa sull attuazione del Piano di comunicazione

Informativa sull attuazione del Piano di comunicazione UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA FONDO SOCIALE EUROPEO PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA FSE 2007-2013 VIII Comitato di Sorveglianza POR Calabria FSE 2007-2013 4 Dicembre 2014 Punto

Dettagli

QSN 2007-2013 ****** Piano di Comunicazione. del. Programma Operativo Interregionale. Attrattori culturali, naturali e turismo.

QSN 2007-2013 ****** Piano di Comunicazione. del. Programma Operativo Interregionale. Attrattori culturali, naturali e turismo. QSN 2007-2013 ****** Piano di Comunicazione del Programma Operativo Interregionale Attrattori culturali, naturali e turismo (POIn - FESR) 1 Indice 1 Premessa...3 2 Quadro Strategico della Comunicazione...4

Dettagli

La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013

La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013 La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013 1. Governance e politiche di coesione Nelle politiche di coesione 2007 2013 hanno un forte rilievo le azioni

Dettagli

POR CALABRIA FESR 2007/2013 INFORMATIVA SUL PIANO DELLA COMUNICAZIONE. Punto 13 all ordine del giorno del IX Comitato di Sorveglianza

POR CALABRIA FESR 2007/2013 INFORMATIVA SUL PIANO DELLA COMUNICAZIONE. Punto 13 all ordine del giorno del IX Comitato di Sorveglianza UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA POR CALABRIA FESR 2007/2013 INFORMATIVA SUL PIANO DELLA COMUNICAZIONE Punto 13 all ordine del giorno del IX Comitato di Sorveglianza (Catanzaro, 31 luglio

Dettagli

PIANO DI COMUNICAZIONE

PIANO DI COMUNICAZIONE ALLEGATO 1 DIREZIONE POLITICHE AGRICOLE --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013 PIANO

Dettagli

Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013

Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013 UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013 (Fondo FESR) MISURE PER IL MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL POR (ai sensi degli

Dettagli

POR FESR 2014-2020 Regione Emilia-Romagna. Decisione C(2015) 928 del 13 febbraio 2015

POR FESR 2014-2020 Regione Emilia-Romagna. Decisione C(2015) 928 del 13 febbraio 2015 POR FESR 2014-2020 Regione Emilia-Romagna Decisione C(2015) 928 del 13 febbraio 2015 Piano di comunicazione 2015 Indice Premessa 3 Azioni di comunicazione 3 Azione propedeutica: definizione dell immagine

Dettagli

Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori. Rieti, 5 novembre 2013

Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori. Rieti, 5 novembre 2013 Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori Rieti, 5 novembre 2013 Presentazione degli incontri territoriali Finalità degli incontri Dare continuità

Dettagli

BOZZA PIANO COMUNICAZIONE 2015

BOZZA PIANO COMUNICAZIONE 2015 Comune di Pontecagnano Faiano Ufficio di Gabinetto BOZZA PIANO COMUNICAZIONE 2015 QUADRO NORMATIVO In relazione alla legge 150 del 7 giugno 2000, Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione

Dettagli

Sezione I Identificazione della misura

Sezione I Identificazione della misura Sezione I Identificazione della misura 1. Misura 4.7- Promozione e marketing turistico 2. Fondo strutturale interessato FESR 3. Asse prioritario di riferimento Asse 4 Sistemi locali di sviluppo 4. Codice

Dettagli

AGIRE POR Trasferimento di buone pratiche finalizzato all individuazione delle più efficaci modalità di gestione e valorizzazione dei siti UNESCO

AGIRE POR Trasferimento di buone pratiche finalizzato all individuazione delle più efficaci modalità di gestione e valorizzazione dei siti UNESCO T REGIONE LOMBARDIA REGIONE CAMPANIA AGIRE POR Trasferimento di buone pratiche finalizzato all individuazione delle più efficaci modalità di gestione e valorizzazione dei siti UNESCO L ENTE La Lombardia

Dettagli

CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI

CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI La procedura che questo Dipartimento ha intrapreso per la

Dettagli

Piano di comunicazione 2010

Piano di comunicazione 2010 Indice 1. Obiettivi del piano 2. Scenario delle esigenze di comunicazione del MIT 3. Target di riferimento 4. Strategie: linee di azione e strumenti di comunicazione 5. La comunicazione come risorsa sinergica:

Dettagli

Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare

Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare Primo incontro dei partner di progetto 17-18 ottobre 2014 Borgo Pio, 10, Roma Illustrazione del progetto: motivazioni,

Dettagli

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA PROGRAMMAZIONE REGIONALE UNITARIA 2007 2013 PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E PROGETTAZIONE

Dettagli

Città metropolitane e PON Metro

Città metropolitane e PON Metro Città metropolitane e PON Metro Corso di Pubblica Amministrazione e Sviluppo Locale Massimo La Nave 1 L area delle operazioni del PON Il pilastro del PON Metro è l identificazione dei Comuni capoluogo

Dettagli

VIII PIANO DI COMUNICAZIONE

VIII PIANO DI COMUNICAZIONE VIII PIANO DI COMUNICAZIONE 1. ATTIVITÀ SVOLTE Nel corso del semestre luglio-dicembre 2005 sono state realizzate importanti attività inserite nel Piano Operativo di Comunicazione del PON Trasporti 2000/2006.

Dettagli

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO:

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: che le strategie della Regione Puglia nel campo della cultura, dell ambiente e del

Dettagli

Unità Formativa 12.1: Pianificare la disseminazione: obiettivi e processo

Unità Formativa 12.1: Pianificare la disseminazione: obiettivi e processo Unità Formativa 12.1: Pianificare la disseminazione: obiettivi e processo Come tutti i progetti finanziati nell ambito del LLP, anche le azioni di mobilità transnazionale debbono prevedere attività di

Dettagli

Programma Triennale della Trasparenza e Integrità. Anni 2015-2017

Programma Triennale della Trasparenza e Integrità. Anni 2015-2017 Programma Triennale della Trasparenza e Integrità Anni 2015-2017 Le novità normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli enti locali la revisione e la

Dettagli

Comunicare una consultazione online

Comunicare una consultazione online Comunicare una consultazione online Questo materiale didattico è stato realizzato da Formez PA nel Progetto PerformancePA, Ambito A Linea 1, in convenzione con il Dipartimento della Funzione Pubblica,

Dettagli

Comunicazione e valutazione Leader, verso la prospettiva 2020

Comunicazione e valutazione Leader, verso la prospettiva 2020 REPORT Comunicazione e valutazione Leader, verso la prospettiva 2020 Mestre, 28 giugno 2012 Regione del Veneto - Direzione Piani e Programmi Settore Primario Autorità di Gestione PSR Veneto 2007-2013 Il

Dettagli

ALLEGATO 2 Offerta Tecnica. BANDO Comunicazione Piano Sociale Regionale. Allegato 2: Offerta Tecnica Pag. 1

ALLEGATO 2 Offerta Tecnica. BANDO Comunicazione Piano Sociale Regionale. Allegato 2: Offerta Tecnica Pag. 1 BANDO Comunicazione Piano Sociale Regionale ALLEGATO 2 Offerta Tecnica Allegato 2: Offerta Tecnica Pag. 1 ALLEGATO 2 OFFERTA TECNICA La busta B DENOMINATA Offerta tecnica GARA A PROCEDURA APERTA, INDETTA

Dettagli

POR FESR Calabria 2007/2013 Informativa sul Piano di Comunicazione (Punto 13 OdG) IX Comitato di Sorveglianza. (Catanzaro, 31 Luglio 2015)

POR FESR Calabria 2007/2013 Informativa sul Piano di Comunicazione (Punto 13 OdG) IX Comitato di Sorveglianza. (Catanzaro, 31 Luglio 2015) POR FESR Calabria 2007/2013 Informativa sul Piano di Comunicazione (Punto 13 OdG) IX Comitato di Sorveglianza (Catanzaro, 31 Luglio 2015) 2 Informativa sull attuazione del Piano di Comunicazione (Punto

Dettagli

REGOLAMENTO SULLE ATTIVITA DI COMUNICAZIONE E DI INFORMAZIONE DEL COMUNE DI ANCONA. ART 1 Principi generali: oggetto e finalità

REGOLAMENTO SULLE ATTIVITA DI COMUNICAZIONE E DI INFORMAZIONE DEL COMUNE DI ANCONA. ART 1 Principi generali: oggetto e finalità REGOLAMENTO SULLE ATTIVITA DI COMUNICAZIONE E DI INFORMAZIONE DEL COMUNE DI ANCONA ART 1 Principi generali: oggetto e finalità Il Comune di Ancona, con il presente regolamento, disciplina le attività d

Dettagli

INFORMA srl Istituto Nazionale per la Formazione Aziendale

INFORMA srl Istituto Nazionale per la Formazione Aziendale INFORMA srl Istituto Nazionale per la Formazione Aziendale Attività Informa - Istituto Nazionale per la Formazione Aziendale opera dal 1988. Certificato ISO 9001 dal dicembre 1997. E la scuola per dirigenti,

Dettagli

2 NEWSLETTER 1. La Newsletter del Progetto Monitoraggio: uno strumento di condivisione informativa e di coinvolgimento operativo.

2 NEWSLETTER 1. La Newsletter del Progetto Monitoraggio: uno strumento di condivisione informativa e di coinvolgimento operativo. La Newsletter del Progetto Monitoraggio: uno strumento di condivisione informativa e di coinvolgimento operativo. A seguito della prima edizione della Newsletter del Progetto Monitoraggio ("Progetto"),

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

COMUNE DI SERGNANO Provincia di Cremona

COMUNE DI SERGNANO Provincia di Cremona COMUNE DI SERGNANO Provincia di Cremona PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica

Dettagli

PONTRASPORTI. Piano Operativo di Comunicazione in attuazione del Reg. (CE) 1159/00. Il Sud si muove. Si muove l Europa.

PONTRASPORTI. Piano Operativo di Comunicazione in attuazione del Reg. (CE) 1159/00. Il Sud si muove. Si muove l Europa. PONTRASPORTI Piano Operativo di Comunicazione in attuazione del Reg. (CE) 1159/00 Il Sud si muove. Si muove l Europa. PON TRASPORTI Piano Operativo di Comunicazione in attuazione del Reg. (CE) 1159/00

Dettagli

Bando Volontariato 2015. Reti Nazionali

Bando Volontariato 2015. Reti Nazionali Bando Volontariato 2015 Reti Nazionali SEZIONE 1. CARATTERISTICHE GENERALI DELL INIZIATIVA 1.1 Obiettivi Nell ambito delle numerose iniziative di sostegno al volontariato della Fondazione, il presente

Dettagli

PIANO DI COMUNICAZIONE

PIANO DI COMUNICAZIONE PIANO DI COMUNICAZIONE La legge regionale n. 5/2009 e il Piano Regionale della Salute 2011-2013 promuovono la centralità del cittadino e il suo coinvolgimento nei processi di miglioramento dei Servizi

Dettagli

SCHEDA PSL GAC NORD SARDEGNA

SCHEDA PSL GAC NORD SARDEGNA SCHEDA DESCRITTIVA DELL AZIONE GAC Gruppo di Azione Costiera GAC Nord Sardegna PSL Pesca e sviluppo sostenibile nel Nord Sardegna CUP H86D13000190007 Numero Azione (riferimento PSL) 2.4.1-2.4.9 Titolo

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Relazione dell sul funzionamento complessivo del sistema di valutazione, trasparenza e integrità dei controlli interni Anno 2012 (art. 14, comma 4, lettera a del d.lgs. n. 150/2009) PRESENTAZIONE E INDICE

Dettagli

Piano Strategico Territoriale Termini Imerese 2015

Piano Strategico Territoriale Termini Imerese 2015 Città di Termini Imerese Provincia di Palermo Piano Strategico Territoriale Termini Imerese 2015 Documento Definitivo Piano di Comunicazione e struttura di monitoraggio - art. 9, lett. f) e g) - Termini

Dettagli

LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013

LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013 LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013 Pierandrea Zotti Roma, 28 novembre 2008 Indice LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013 1. Le politiche di sviluppo economico dell Unione Europea:

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA FSE 2007-2013

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA FSE 2007-2013 UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA FSE 2007-2013 Comitato di Sorveglianza Punto 12 all Ordine del Giorno Informativa sulle attività di Comunicazione

Dettagli

Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale

Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale In questa periodo sono un fase di sottoscrizione gli Accordi di Programma nei diversi ambiti territoriali nella Provincia di Cuneo. La ricerca

Dettagli

METODOLOGIE E STRUMENTI DI RACCOLTA

METODOLOGIE E STRUMENTI DI RACCOLTA Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca Ufficio VII Programmi Operativi Comunitari Unità Organizzativa della Comunicazione

Dettagli

Regolamento per l attuazione del Programma operativo regionale (POR) FESR 2014 2020 Investimenti a favore della crescita e dell occupazione

Regolamento per l attuazione del Programma operativo regionale (POR) FESR 2014 2020 Investimenti a favore della crescita e dell occupazione Regolamento per l attuazione del Programma operativo regionale (POR) FESR 2014 2020 Investimenti a favore della crescita e dell occupazione Articolo 1 Finalità Articolo 2 Definizioni CAPO I FINALITÀ E

Dettagli

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015)

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015) IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020 (Giugno 2015) Premessa Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 rappresenta un importante occasione per le Amministrazioni

Dettagli

PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO

PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO 1 PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO SICOMAR Indice 1. Obiettivi del Piano di comunicazione... 4 2. Il Target della comunicazione... 6 3. La strategia di comunicazione...

Dettagli

Le attività di comunicazione e diffusione dei risultati di progetto

Le attività di comunicazione e diffusione dei risultati di progetto Elena Giusta 1 Le attività di comunicazione e diffusione dei risultati di progetto La politica di comunicazione dell Unione Europea La comunicazione dei fondi strutturali Il piano di comunicazione di progetto

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA FESR 2007-2013 CCI N 2007 IT 161 PO 008 Stralcio di pari opportunità: L AUTORITA PER L UGUAGLIANZA ( ) ( ) 5.2.7

Dettagli

Polo formativo per l IFTS Economia del Mare FORMARE. Azione di sistema numero 2. Piano di promozione comunicazione e sensibilizzazione.

Polo formativo per l IFTS Economia del Mare FORMARE. Azione di sistema numero 2. Piano di promozione comunicazione e sensibilizzazione. Polo formativo per l IFTS Economia del Mare FORMARE Azione di sistema numero 2 Piano di promozione comunicazione e sensibilizzazione dell utenza 1 INDICE 1. Premessa...3 2. Obiettivi comunicativi...4 3.

Dettagli

PON Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema Indicatori di risultato e impatto Proposte, fonti e note esplicative

PON Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema Indicatori di risultato e impatto Proposte, fonti e note esplicative PON Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema Indicatori di risultato e impatto Proposte, fonti e note esplicative Asse I: Assistenza tecnica e coordinamento delle politiche di sviluppo regionale Aprile 2002

Dettagli

La tabella è finalizzata alla rilevazione di un set minimo di informazioni anagrafiche che consentono di definire alcune caratteristiche dell opera,

La tabella è finalizzata alla rilevazione di un set minimo di informazioni anagrafiche che consentono di definire alcune caratteristiche dell opera, 2 DATI DA DETENERE E TRASMETTERE ALLA BANCA DATI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE 2.1 ANAGRAFICA DEI PROGETTI L inserimento dei dati anagrafici, finalizzato ad identificare le singole opere pubbliche, rappresenta

Dettagli

Governance Gestione locale per la sostenibilità

Governance Gestione locale per la sostenibilità Capitolo 1/2 Governance Gestione locale per la sostenibilità Aalborg Commitment 1 Ci impegniamo a rafforzare i nostri processi decisionali tramite una migliore democrazia partecipatoria. Lavoreremo quindi

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO

TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TURISMO TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER

Dettagli

QUESTIONARIO SULLA PARTECIPAZIONE DEL TAVOLO DI PARTENARIATO DEL VENETO IN MATERIA DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA (CTE)

QUESTIONARIO SULLA PARTECIPAZIONE DEL TAVOLO DI PARTENARIATO DEL VENETO IN MATERIA DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA (CTE) Dipartimento Politiche e Cooperazione Internazionali Sezione Cooperazione Transfrontaliera e Territoriale Europea QUESTIONARIO SULLA PARTECIPAZIONE DEL TAVOLO DI PARTENARIATO DEL VENETO IN MATERIA DI COOPERAZIONE

Dettagli

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità 2013-2015 INDICE 1. Introduzione: organizzazione e funzione dell Agenzia Regionale per la Tecnologica e l Innovazione - ARTI... 2 2. I dati... 4 2.1

Dettagli

POR Campania 2000-2006 Complemento di programmazione Capitolo 3 Misura 4.7. Sezione I Identificazione della misura

POR Campania 2000-2006 Complemento di programmazione Capitolo 3 Misura 4.7. Sezione I Identificazione della misura Sezione I Identificazione della misura 1. Misura 4.7- Promozione e marketing turistico 2. Fondo strutturale interessato FESR 3. Asse prioritario di riferimento Asse 4 - Sviluppo Locale 4. Descrizione della

Dettagli

Allegato 1. Descrizione dei dati da detenere e trasmettere alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche

Allegato 1. Descrizione dei dati da detenere e trasmettere alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche Allegato 1 Descrizione dei dati da detenere e trasmettere alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche INDICE 1 PREMESSA... 3 2 DATI DA detenere e TRASMETTERE ALLA BANCA DATI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE...

Dettagli

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno La programmazione europea 2014 2020 per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno POIn (FESR) 2007-2013 - Attrattori culturali, naturali e turismo Asse II - Linea di intervento II.2.1 Intervento:

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, AVVIO E GESTIONE DELLE ATTIVITÀ RESE DA ARPA PIEMONTE A TITOLO ONEROSO INDICE

REGOLAMENTO IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, AVVIO E GESTIONE DELLE ATTIVITÀ RESE DA ARPA PIEMONTE A TITOLO ONEROSO INDICE REGOLAMENTO IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, AVVIO E GESTIONE DELLE ATTIVITÀ RESE DA ARPA PIEMONTE A TITOLO ONEROSO INDICE Art. 1 - Premessa...2 Titolo I - DISPOSIZIONI GENERALI...2 Art. 2 - Oggetto e ambito

Dettagli

Punto 10 all Ordine del Giorno

Punto 10 all Ordine del Giorno QUADRO STRATEGICO NAZIONALE 2007-2013 PER LE REGIONI DELLA CONVERGENZA PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE RICERCA E COMPETITIVITA (CCI: 2007IT161PO006) Punto 10 all Ordine del Giorno INFORMATIVA SULLE MODALITÀ

Dettagli

RIPARTIRE DALLA SOSTENIBILITA - per una nuova generazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province

RIPARTIRE DALLA SOSTENIBILITA - per una nuova generazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province Le tecniche operative solitamente applicate in questa fase sono l intervista diretta a testimoni privilegiati (telefonica e/o verbale), e la ricerca con l ausilio di internet. I testimoni privilegiati

Dettagli

TITOLO II PROGRAMMAZIONE REGIONALE SEZIONE I OBIETTIVI E SOGGETTI DELLA PROGRAMMAZIONE

TITOLO II PROGRAMMAZIONE REGIONALE SEZIONE I OBIETTIVI E SOGGETTI DELLA PROGRAMMAZIONE LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 16-11-2001 REGIONE PUGLIA "Riforma dell'ordinamento regionale in materia di programmazione, bilancio, contabilità regionale e controlli" (Pubblicata nel Bollettino Ufficiale n.

Dettagli

GOVERNANCE. Obiettivo Convergenza (FESR) 2007-2013. crescita coesione trasparenza efficienza competenze integrazione UNA PA PER LA CRESCITA

GOVERNANCE. Obiettivo Convergenza (FESR) 2007-2013. crescita coesione trasparenza efficienza competenze integrazione UNA PA PER LA CRESCITA Programma operativo NazioNale GOVERNANCE e assistenza tecnica Obiettivo Convergenza (FESR) 2007-2013 crescita coesione trasparenza efficienza competenze integrazione UNA PA PER LA CRESCITA Una premessa

Dettagli

Aspetti amministrativi, contabili e fiscali relativi all attuazione dei progetti di cooperazione

Aspetti amministrativi, contabili e fiscali relativi all attuazione dei progetti di cooperazione Aspetti amministrativi, contabili e fiscali relativi all attuazione dei progetti di cooperazione Ottobre 2005 ASPETTI AMMINISTRATIVI, CONTABILI E FISCALI RELATIVI ALL ATTUAZIONE DEI PROGETTI DI COOPERAZIONE

Dettagli

PROGRAMMAZIONE FONDI STRUTTURALI 2000-2006 I L C I P E

PROGRAMMAZIONE FONDI STRUTTURALI 2000-2006 I L C I P E PROGRAMMAZIONE FONDI STRUTTURALI 2000-2006 I L C I P E VISTA la legge 16 aprile 1987 n. 183 che, agli articoli 2 e 3, specifica le competenze di questo Comitato in tema di coordinamento delle politiche

Dettagli

Il Sistema della performance e le direttive CIVIT. Università di Cagliari monfardini@unica.it

Il Sistema della performance e le direttive CIVIT. Università di Cagliari monfardini@unica.it Il Sistema della performance e le direttive CIVIT Dott. Patrizio Monfardini Università di Cagliari monfardini@unica.it Art. 4 (ciclo di gestione della performance) 2 comma 1: [.] le amministrazioni pubbliche

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SISTEMA MUSEALE NATURALISTICO DEL LAZIO - RESINA

REGOLAMENTO DEL SISTEMA MUSEALE NATURALISTICO DEL LAZIO - RESINA REGOLAMENTO DEL SISTEMA MUSEALE NATURALISTICO DEL LAZIO - RESINA Art. 1 - Istituzione del Sistema 1. Il Sistema Museale Naturalistico del Lazio RESINA è istituito ai sensi dell art. 22 della L.R. 42/97

Dettagli

PRINCIPALI ATTORI COINVOLTI NEI PROGRAMMI OPERATIVI IN CUI L UVER È AUTORITÀ DI AUDIT E RELATIVI COMPITI

PRINCIPALI ATTORI COINVOLTI NEI PROGRAMMI OPERATIVI IN CUI L UVER È AUTORITÀ DI AUDIT E RELATIVI COMPITI Normativa di riferimento per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013 PRINCIPALI ATTORI COINVOLTI NEI PROGRAMMI OPERATIVI IN CUI L UVER È AUTORITÀ DI AUDIT E RELATIVI COMPITI Il sistema dei Controlli

Dettagli

Osservazioni sulla proposta di Piano Strategico dell Area Vasta Brindisina Marzo 2009. Atto NVVIP n. 214 del 16 marzo 2009

Osservazioni sulla proposta di Piano Strategico dell Area Vasta Brindisina Marzo 2009. Atto NVVIP n. 214 del 16 marzo 2009 Osservazioni sulla proposta di Piano Strategico dell Area Vasta Brindisina Marzo 2009 Atto NVVIP n. 214 del 16 marzo 2009 La costruzione del PS Il percorso che ha condotto alla stesura del PS è ampiamente

Dettagli

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento per il Controllo di Gestione

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento per il Controllo di Gestione PROVINCIA DI ROMA Regolamento per il Controllo di Gestione Adottato con delibera della Giunta Provinciale n. 498/23 del 09/04/2003 1 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 Ambito di applicazione 1. Il presente

Dettagli

Allegato 1 DOCUMENTO DESCRITTIVO

Allegato 1 DOCUMENTO DESCRITTIVO Allegato 1 DOCUMENTO DESCRITTIVO 1. TITOLO PROVVISORIO DEL PROGETTO Bilancio di Genere per le Pubbliche Amministrazioni (GeRPA) A valere sul Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

Comune di Pontassieve. Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato. In collaborazione con

Comune di Pontassieve. Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato. In collaborazione con Comune di Pontassieve Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato In collaborazione con 1 Indice Indice... 1 1. Il processo di sviluppo organizzativo in corso...

Dettagli

Descrizione del fabbisogno e definizione dell oggetto dell incarico

Descrizione del fabbisogno e definizione dell oggetto dell incarico Allegato n. 2 Fabbisogno Assistenza Tecnica Fabbisogno di n 10 professionalità esterne per l attivazione presso il Dipartimento per le Politiche di Coesione di un supporto di Assistenza tecnica finalizzato

Dettagli

l assicurazione di qualità della convalida dell apprendimento non formale e informale (LLP-LdV-TOI-11-IT-632)

l assicurazione di qualità della convalida dell apprendimento non formale e informale (LLP-LdV-TOI-11-IT-632) (LLP-LdV-TOI-11-IT-632) l assicurazione di qualità della convalida dell apprendimento non formale e informale Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea. L autore è il

Dettagli

E. Struttura e organizzazione del sistema

E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E.1 Sistema di gestione L azienda dovrebbe strutturare il SGSL seguendo i contenuti espressi nel presente documento,

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO ITALIA - SLOVENIA

PROGRAMMA OPERATIVO ITALIA - SLOVENIA PROGRAMMA OPERATIVO ITALIA - SLOVENIA Finalità: Obiettivo generale Rafforzare l attrattività e la competitività dell area-programma ASSI PRIORITARIE 1 Ambiente, trasporti e integrazione territoriale sostenibile

Dettagli

1) Il Programma Operativo Nazionale 2007-2013 Competenze per lo Sviluppo

1) Il Programma Operativo Nazionale 2007-2013 Competenze per lo Sviluppo Pagina1 Allegato A Monitoraggio delle formazioni docenti PON 2010/2011 e richieste specifiche per la valutazione e il monitoraggio delle azioni PON DIDATEC corso base e corso avanzato 1) Il Programma Operativo

Dettagli

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo Indice 1. Premessa 3 2. Il sistema di misurazione e valutazione delle performance 4 3. Criteri per la

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA COMUNICAZIONE PUBBLICA E L INFORMAZIONE

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA COMUNICAZIONE PUBBLICA E L INFORMAZIONE REGOLAMENTO COMUNALE PER LA COMUNICAZIONE PUBBLICA E L INFORMAZIONE TITOLO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 - Principi generali 1. Il Comune di Sarezzo, con il presente documento, disciplina le attività di informazione

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli Enti Locali

Dettagli

PO FESR Sicilia 2007/2013 Piano di Comunicazione

PO FESR Sicilia 2007/2013 Piano di Comunicazione REPUBBLICA ITALIANA Unione Europea Regione Siciliana PRESIDENZA DIPARTIMENTO REGIONALE DELLA PROGRAMMAZIONE Area Coordinamento, Comunicazione, Assistenza tecnica UOB I - Servizi della Comunicazione PO

Dettagli

ALLEGATO 3 SCHEDA DI OPERAZIONE

ALLEGATO 3 SCHEDA DI OPERAZIONE ALLEGATO 3 SCHEDA DI OPERAZIONE AZIONI 4.2.2 E 4.4.2 (LETTERE E-F) DEL PPA ASSE IV POR FESR PUGLIA 2007-2013 A Notizie generali Denominazione del SAC Beneficiario dell operazione [Denominazione, indirizzo]

Dettagli

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna A r e a F o r m a z i o n e U n a p r o p o s t a f o r m a t i v a p e r i l t e r z o s e t t o r e C o m e f a r e p r o g e t t a z i o n e A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 313 del 21/06/2011

Delibera della Giunta Regionale n. 313 del 21/06/2011 Delibera della Giunta Regionale n. 313 del 21/06/2011 A.G.C.3 Programmazione, piani e programmi Settore 2 Pianificazione e collegamento con le aree generali di coordinamento Oggetto dell'atto: PO FSE E

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca

Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Dipartimento per la Programmazione Direzione Generale per gli Affari Internazionali Ufficio IV - Programmazione e gestione dei fondi strutturali

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTA VAL TAGLIAMENTO (Comuni di: Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

Regione Abruzzo POR FESR 2007/2013 PIANO DI COMUNICAZIONE

Regione Abruzzo POR FESR 2007/2013 PIANO DI COMUNICAZIONE Regione Abruzzo POR FESR 2007/2013 PIANO DI COMUNICAZIONE INDICE PRESENTAZIONE...1 1. INTRODUZIONE AL PIANO DI COMUNICAZIONE POR FESR...3 2. LE LEZIONI DELL ESPERIENZA...4 3. LA STRATEGIA...6 4. I CONCETTI

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli

TEMA DELL OPERAZIONE... 3 IL SOGGETTO PROPONENTE... 4 LE AREE TEMATICHE DI INTERVENTO... 4 FINALITÀ E OBIETTIVI GENERALI... 7

TEMA DELL OPERAZIONE... 3 IL SOGGETTO PROPONENTE... 4 LE AREE TEMATICHE DI INTERVENTO... 4 FINALITÀ E OBIETTIVI GENERALI... 7 DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA FORMAZIONE CONTINUA L AIM E LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE INDICE TEMA DELL OPERAZIONE... 3 IL SOGGETTO PROPONENTE... 4 LE AREE TEMATICHE DI INTERVENTO... 4 Area Trasversale:

Dettagli

PROGETTAZIONE ESECUTIVA. C.A.S.A. Custodia e Assistenza Sociale per Anziani

PROGETTAZIONE ESECUTIVA. C.A.S.A. Custodia e Assistenza Sociale per Anziani PROGETTAZIONE ESECUTIVA PROGETTO: C.A.S.A. Custodia e Assistenza Sociale per Anziani P.O. FESR PUGLIA 2007-2013 Asse III Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l attrattività territoriale

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO 1 REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO Partenariato del Programma Operativo FESR Basilicata 2014-2020 (art. 5 Regolamento UE n. 1303/2/13; Regolamento Delegato (UE) n. 240/2014; D.G.R. n. 906 del 21 luglio 2014)

Dettagli

Scuola Valore Risorse per docenti dai progetti nazionali

Scuola Valore Risorse per docenti dai progetti nazionali Scuola Valore Risorse per docenti dai progetti nazionali Cosa è Scuola Valore, Finalità... 2 I progetti... 3 Le risorse e i possibili utilizzi... 4 Il processo di produzione delle risorse... 6 1 Cosa è

Dettagli

POR FSE ABRUZZO 2014-2020. Strategia di Comunicazione del POR FSE Abruzzo 2014-2020

POR FSE ABRUZZO 2014-2020. Strategia di Comunicazione del POR FSE Abruzzo 2014-2020 POR FSE ABRUZZO 2014-2020 Strategia di Comunicazione del POR FSE Abruzzo 2014-2020 Sommario STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DEL POR FSE ABRUZZO 2014-2020... 3 Premessa... 3 1. La Strategia... 4 1.1 Esperienze

Dettagli

Gemellaggi con finanziamenti Europei

Gemellaggi con finanziamenti Europei D10 Gemellaggi con finanziamenti Europei Come Stimolare il Trasferimento di competenze tra Enti locali italiani ed europei con Enti locali italiani delle 4 Regioni della Convergenza Scheda di sintesi Aprile

Dettagli

IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE

IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE Il progetto In Pratica Idee alla pari e alcuni esempi di pratiche realizzate e di esperienze regionali di successo IRS Istituto per la Ricerca

Dettagli

COMUNE DI GIOIOSA MAREA. Provincia di Messina

COMUNE DI GIOIOSA MAREA. Provincia di Messina COMUNE DI GIOIOSA MAREA Provincia di Messina AGGIORNAMENTO PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2016-2018 Indice: Premessa......2 1. Responsabilità, elaborazione, adozione e aggiornamento

Dettagli

P R O G E T T O P E R L A S C U O L A. P R O G E T T A R E E O P E R A R E N E L L A S C U O L A D E L L A U T O N O M I A

P R O G E T T O P E R L A S C U O L A. P R O G E T T A R E E O P E R A R E N E L L A S C U O L A D E L L A U T O N O M I A PROGETTO PER LA SCUOLA. PROGETTARE E OPERARE NELLA SCUOLA DELL AUTONOMIA PARTE II - CAPITOLO 7 P R O G E T T O P E R L A S C U O L A. P R O G E T T A R E E O P E R A R E N E L L A S C U O L A D E L L A

Dettagli

Relatore: Fabio Travagliati, Responsabile Comunicazione FESR

Relatore: Fabio Travagliati, Responsabile Comunicazione FESR Relatore: Fabio Travagliati, Responsabile Comunicazione FESR LA PROGRAMMAZIONE 2014-2020 (Artt. 115-117 reg.to Comune) Strategia di Comunicazione entro 6 mesi dall adozione del POR e possibilità di una

Dettagli