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1 C Consiglio Nazionale delle Ricerche Il CMS Drupal - Corso base G. Vasarelli, A. Vivaldi IIT B4-07/2011 Nota Interna Novembre 2011 Iit Istituto di Informatica e Telematica

2 Il CMS Drupal Corso base Istruttori: Giuseppe Vasarelli e Andrea Vivaldi (Istituto di Informatica e Telematica). Lezione 1 (3h): Introduzione al CMS Drupal, principi di funzionamento Installazione Amministrazione Drupal, moduli e temi I nodi Gestione degli URL: pulizia, redirect e path automatici Lezione 2 (3h): CCK Tags, tassonomie e modulo search Gestione utenti, ruoli e permessi Formati di input e filtri Lezione 3 (3h): Lavorare con le viste Eventi e calendari Gestione dei menù Gestione del sito Lezione 4 (3h): Scelta del tema I blocchi Layout delle pagine con i panel Modifica dei temi e il loro CSS

3 Il CMS Drupal part.1 Pino Vasarelli, Andrea Vivaldi Iit - Istituto di Informatica e Telematica del CNR

4 I CMS Un sistema di gestione dei contenuti (Content Management System) è capace di memorizzare e recuperare «contenuto»; il contenuto può essere testo, audio o video, immagini e altro ancora; il funzionamento di un CMS è sempre legato all utilizzo di un database; nei CMS sono presenti funzionalità aggiuntive rispetto alle semplici operazioni di memorizzazione e recupero dei dati da un di solito un CMS gestisce il versionamento del contenuto memorizzato; un buon CMS fornisce anche la funzione della gestione del flusso (workflow management); a un CMS generalmente viene richiesto di poter lavorare in maniera collaborativa sullo stesso contenuto da parte di più persone. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 2

5 Introduzione a Drupal Drupal è un CMS tra i più evoluti per la costruzione, la gestione e la presentazione di un sito web; è un software «open source» per cui non è richiesto alcun costo per il suo utilizzo; Drupal è una applicazione web based, il ché significa che è scritto con uno dei linguaggi per realizzare applicazioni web (il PHP), e che per funzionare ha bisogno di un server web e di un database; quando al server web arriva una richiesta per visualizzare una pagina, Drupal entra in azione elaborando la richiesta HTTP e fornendo al browser la pagina in formato HTML. un eccezione a questo meccanismo di richiesta risposta è un utility che gira periodicamente sul web server, chiamata cron, per effettuare operazioni di manutenzione (indicizzazione del sito, ricerca di aggiornamenti software etc.); i database supportati da Drupal sono MySQL, PostgreSQL e, in Drupal 7, anche SQLite e Oracle; IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 3

6 Caratteristiche di Drupal modularità; basato su temi (skinnable); totalmente personalizzabile; basato su funzioni per evitare query al database; integrabile; rispettoso degli standard; contiene vari plugin/moduli per l ottimizzazione per i motori di ricerca ( SEO ); Open Source; ben supportato dai server di hosting; grossa comunità alle spalle; notevole e completa documentazione. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 4

7 Installazione di Drupal Download di Drupal Scelta della lingua Verifica dei requisiti Impostazione del database Configurazione del sito IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 5

8 Download di Drupal Scaricare il pacchetto dal sito ufficiale (www.drupal.org); caricare tutto sul server (per lavorare in locale copiare i file nella root del server web (di solito «www» o «htdocs»); digitare l URL del sito (oppure digitare sarà mostrata la pagina iniziale dell'installazione, dove possiamo selezionare la lingua. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 6

9 Installazione (scelta lingua) Se decidiamo di installare Drupal in italiano, dobbiamo scaricare un file di traduzioni dal sito estratto il contenuto (tre cartelle: modules, profiles e themes), le copiamo nella stessa directory dove abbiamo caricato tutto il resto; se viene chiesto di sovrascrivere le cartelle già presenti, dobbiamo invece unire i contenuti; se carichiamo di nuovo la home page, partirà la nuova schermata che mostra due scelte per la lingua: inglese ed italiano. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 7

10 Installazione (verifica requisiti) Scelta la lingua italiana si passa alla verifica dei requisiti. bisogna sempre copiare il file dei settaggi default.setting.php in settings.php e dare al nuovo file i permessi di scrittura da parte del web server. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 8

11 Installazione (impostazione database) Si inserisce quindi il nome del database (già creato in precedenza); si prosegue nella schermata inserendo nome utente del database e relativa password; con «Opzioni Avanzate», è possibile effettuare alcune impostazioni particolari; la più interessante è «Prefisso tabella» con la quale si può assegnare un prefisso alle tabelle di Drupal. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 9

12 Installazione (configurazione del sito) Nel primo pannello inseriamo il nome del sito, che sarà utilizzato per identificare il sito Drupal; quindi inseriamo l'indirizzo del sito, che verrà utilizzato ad esempio nella procedura di registrazione di nuovi utenti. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 10

13 Installazione (configurazione del sito) Creiamo il profilo di amministratore del sito, e cioè l'utente (unico) che ha ogni tipo di accesso; inseriamo il nome dell'utente amministratore, l' e la password che vogliamo associarvi; appena creato il sito, un passo fondamentale per la sicurezza è la creazione di altri utenti con permessi più limitati. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 11

14 Installazione (configurazione del sito) (cont.) Infine scegliamo: il fuso orario; se utilizzare URL semplificati (ovvero indirizzi ottimizzati per i motori di ricerca); se notificare automaticamente gli aggiornamenti di Drupal. gli URL semplificati (clean URL) sono una caratteristica molto usata nei siti basati su CMS; permettono di generare indirizzi significativi riguardo al contenuto offerto nella pagina. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 12

15 Installazione (fine) Facendo clic su «Salva e continua» nella precedente schermata, arriviamo al termine della fase di installazione; facendo clic su «il tuo nuovo sito» arriviamo alla pagina di benvenuto iniziale del nostro nuovo sito Drupal. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 13

16 Il nuovo sito Drupal IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 14

17 Il menu di navigazione Il profilo utente Crea contenuto Tipo di contenuto «pagina/storia» Impostazioni del form di invio Impostazioni del flusso di lavoro IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 15

18 Profilo utente Cliccando «Profilo utente» verrà visualizzata una pagina che indica da quanto tempo l'utente è iscritto al sito; selezionando il link «Modifica» è possibile cambiare le impostazioni principali dell'account, come il nome utente, l'indirizzo , la password, lo stato, il fuso orario e il linguaggio predefinito. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 16

19 Crea contenuto La seconda scelta fornita nella sidebar dell'utente amministratore è «Crea contenuto»; l'installazione standard prevede due sole categorie di contenuto («Pagina» e «Storia», ma presto scopriremo come sia possibile aggiungere nuove categorie; una Pagina è una tipologia di informazione che generalmente viene collegata ad una voce di menu e permette di accedere ad informazioni che cambiano di rado; una Storia è una forma di contenuto che viene inserita nel sito che si comporta come un post di un blog, a cui è assegnata una data ed a cui è possibile aggiungere dei commenti. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 17

20 Tipo di contenuto «pagina/storia» Accedendo da «Amministra > Gestione dei contenuti» notiamo che i due tipi di contenuto di default hanno la stessa struttura di base: un «Nome» leggibile dagli utenti; un «Tipo» leggibile dalla macchina; una «Descrizione» opzionale vedremo avanti che utilizzando il modulo «CCK» potremo aggiungere altri campi al tipo di contenuto di base. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 18

21 Impostazioni del form d invio Nella restante parte della schermata possiamo impostare l interfaccia mostrata all utente quando crea un contenuto di questo tipo; si possono cambiare le etichette per i campi «Titolo» e «Corpo», specificare un numero minimo di parole per il corpo stesso e inserire delle spiegazioni aggiuntive. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 19

22 Impostazioni del flusso di lavoro In questa ulteriore parte della schermata è possibile impostare come il tipo di contenuto sarà pubblicato; alcuni utenti privilegiati potrebbero modificare queste impostazioni; per tutti gli altri utenti che creano quel tipo di contenuto valgono le impostazioni qui definite. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 20

23 Amministrazione di Drupal La pagina di Amministrazione Gestione dei contenuti Ricerca dei contenuti Filtrare e aggiornare i contenuti Tipi di contenuto La Tassonomia IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 21

24 La pagina di amministrazione di Drupal La voce «Amministra» permette di occuparsi della configurazione del CMS. quando si clicca sul menu «Amministra» viene aperto un sottomenu che elenca una serie di voci e cliccando su ciascuna voce viene aperta una pagina dedicata; è possibile scegliere tra due modalità di visualizzazione: per categoria: visualizza la stessa struttura presentata nella barra a sinistra, raggruppando le funzionalità offerte in base alla tipologia di operazione compiuta da ciascuna opzione. per modulo: raggruppa le funzionalità in base al modulo che le offre. Quando viene aggiunto un modulo al sistema vengono incrementate le opzioni e viene aggiunto un nuovo gruppo di configurazione. ciascun sottomenu (ad esempio «Gestione dei contenuti») può avere i propri sottomenu (ad esempio «Commenti», «Contenuto», «Tipi di contenuto» e così via); se si mostrano o nascondono le descrizioni, ciò vale anche per le voci dei sottomenu. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 22

25 Gestione dei contenuti In questa sezione del menu «Amministra» sono presenti tutte le impostazioni necessarie alla gestione dei contenuti; tener presente che la creazione dei contenuti non è un attività amministrativa, e infatti è gestita da apposita voce di menu subito sopra «Amministra»; Drupal separa creazione e gestione dei contenuti anche per permettere differenti impostazioni e permessi per queste due aree di attività. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 23

26 Ricerca dei contenuti Da tenere presente che i contenuti in un CMS sono memorizzati in un database e non hanno una intrinseca locazione; è possibile ricercare i contenuti di un sito attraverso il percorso «Amministra -> Gestione dei contenuti -> Contenuto» IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 24

27 Filtrare e aggiornare contenuti Selezionare i criteri di filtro per trovare solo determinati tipi di contenuto; in un nuovo sito Drupal non ci sarà nessun contenuto da mostrare; ogni elemento di contenuto inserito avrà davanti un check box; selezionando il contenuto desiderato, scegliamo dove le operazioni di aggiornamento (ad esempio la modifica dello stato di pubblicazione) avranno effetto; ciascun contenuto viene mostrato con il suo titolo che è anche il link all elemento stesso. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 25

28 Tipi di contenuto Gli altri sottomenu di «Gestione dei contenuti» permettono impostazioni generali; il menu «Tipi di contenuto» dà la possibilità di gestire tipi di contenuto esistenti o di inserire altri tipi di contenuto oltre ai due standard; questa interfaccia è molto comune in Drupal: per aggiungere altri tipi fare click su «Aggiungi tipo di contenuto»; per modificare un tipo esistente, fare click su «modifica» o sul nome del contenuto stesso; fare click su «elimina» per cancellare il tipo di contenuto. se si fa click su «modifica» si accede ad una serie di impostazioni per la gestione del tipo di contenuto; la voce «Aggiungi tipo di contenuto» ha la stessa interfaccia di «modifica» ma con nessuna impostazione già definita. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 26

29 Tassonomia Drupal fornisce un ottimo meccanismo per catalogare il contenuto, ovvero la tassonomia, attraverso il modulo «Taxonomy»; Taxonomy è attivato di default, per cui fin dall'installazione possiamo accedere alla gestione della tassonomia attraverso il menu «Amministra > Gestione dei contenuti > Tassonomia»; la pagina elenca la lista delle tassonomie attualmente adottate dal sistema, ed inizialmente è vuota. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 27

30 La struttura del sito Blocchi Menu Menu di navigazione Menu link primari IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 28

31 Struttura del sito Qui vi sono le voci per gestire la visualizzazione delle informazioni e l attivazione o la disattivazione di moduli aggiuntivi; «Struttura del sito» è suddiviso in: Blocchi; Menu; Moduli; Temi; Traduci interfaccia. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 29

32 Blocchi Drupal mette a disposizione dei blocchi di default per la visualizzazione dei contenuti: Intestazione, Barra laterale sinistra, Barra laterale destra, Contenuto e Piè di pagina è possibile definire a piacere nuovi blocchi o zone di visualizzazione. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 30

33 Menu I menu sono una collezione gerarchica di collegamenti o elementi, usati per la navigazione all'interno del sito; sono posizionati e visualizzati utilizzando il flessibile sistema a blocchi di Drupal; durante l'installazione sono creati tre menu : Link primari, Link secondari e Navigazione. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 31

34 Menu Navigazione Il menu di Navigazione contiene maggior parte dei link necessari per lavorare e navigare all'interno del sito; spesso è visualizzato all'interno della barra sinistra o di quella destra; è possibile ordinare le voci del menu con la maniglia drag-and-drop nella colonna Voce del menu, trascinando le voci in una nuova posizione nell'elenco. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 32

35 Menu Link primari La maggior parte dei temi di Drupal fornisce il supporto per i menu «Link primari» e «Link secondari», visualizzandoli nell'intestazione o in fondo a ciascuna pagina; all'inizio i Link primari e Link secondari non contengono nessun menu, ma possono essere configurati per contenere dei menu personalizzati. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 33

36 I moduli Attivazione dei moduli «core» Elenco dei moduli core opzionali I moduli aggiuntivi (scaricamento ed estrazione) Il modulo «Views» IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 34

37 Moduli I moduli consistono in file PHP che implementano le funzionalità di Drupal. Queste si dividono in: funzionalità di base (core) richieste funzionalità di base opzionali dopo una installazione standard di Drupal risultano disponibili anche diversi moduli opzionali; non tutti però risultano «abilitati» e possono essere resi funzionanti attraverso l interfaccia di amministrazione. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 35

38 Attivazione moduli «core» Per attivare un modulo basta spuntare la casella corrispondente e cliccare sul pulsante «Salva configurazione»; spesso esiste una dipendenza tra moduli che è facile rilevare dalla colonna «Descrizione»; le parole chiave «Richiede» e «Richiesto» indicano le relative dipendenze «da» e «per» altri moduli. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 36

39 Elenco e descrizione moduli core opzionali (Drupal 6.20) Aggregator Aggrega i contenuti condivisi (feed RSS, RDF e Atom). Blog Abilita la possibilità di tenere pagine web o blog facilmente e regolarmente aggiornati. Blog API Permette agli utenti di inserire contenuti usando applicazioni che supportano le API XML-RPC per i blog. Book Consente agli utenti di organizzare le pagine del sito come gerarchia o come struttura Color Permette all'utente di modificare lo schema colori di alcuni temi. Comment Permette agli utenti di commentare e discutere i contenuti pubblicati. [Richiesto da: Forum (disattivato), Tracker (disattivato)] Contact Permette l'uso di moduli di contatto personali e per il sito. Content translation Permette ai contenuti di essere tradotti in diverse lingue. [Richiede: Locale (attivato)] Database logging Registra eventi del sistema nel database. Forum Abilita discussioni articolate su argomenti generici. [Richiede: Taxonomy (attivato), Comment (attivato)] Help Gestisce la visualizzazione dell'aiuto on-line. Locale Aggiunge funzionalità di gestione della lingua e abilita la traduzione dellla interfaccia utente in lingue diverse dall'inglese. [Richiesto da: Content translation (disattivato)] Menu Permette agli amministratori di personalizzare i menu di navigazione del sito. OpenID Consente agli utenti di accedere al sito usando OpenID. Path Permette agli utenti di rinominare gli URL. PHP filter Consente di interpretare codice PHP Ping Avverte altri siti quando il tuo è stato aggiornato. Poll Permette al tuo sito di raccogliere i voti su vari argomenti sotto forma di domande a scelta multipla. Profile Supporto per profili utente configurabili. Search Abilita la ricerca di parole chiave in tutto il sito. Statistics Registra le statistiche di accesso al sito. Syslog Registra eventi del sistema sul syslog (log su file). Taxonomy Permette l'organizzazione dei contenuti in categorie. [Richiesto da: Forum (disattivato)] Throttle Gestisce il meccanismo limitatore automatico, per controllare il congestionamento del sito. Tracker Permette di tracciare i contenuti recenti degli utenti. [Richiede: Comment (attivato)] Trigger Attiva l'esecuzione di azioni su certi eventi del sistema, per esempio quando vengono creati nuovi contenuti. Update status Verifica lo stato degli aggiornamenti disponibili per Drupal, per i moduli aggiuntivi e i temi installati. Upload Consente agli utenti di caricare e allegare file ai contenuti. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 37

40 Moduli aggiuntivi C è poi la categoria fondamentale dei moduli aggiuntivi, sviluppati dalla comunità dei contributori; all indirizzo drupal.org/project/modules è disponibile una scelta vastissima, divisa per categoria, per novità e per numero di istallazioni; IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 38

41 Scaricamento modulo aggiuntivo Proviamo a scaricare il modulo «Views», per il controllo della presentazione di liste e tabelle; dobbiamo necessariamente scegliere la versione corrispondente a quella del nostro Drupal (5, 6 o 7) ed è preferibile indirizzarsi sulle versioni «stabili» (quelle con lo sfondo verde). IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 39

42 Estrazione modulo aggiuntivo Il file compresso può essere in formato tar.gz o zip; scompattiamolo in entrambi i casi nella cartella sites/all/modules e non nella cartella modules della root di Drupal; ciò perché è meglio tener separati i moduli aggiuntivi da quelli che fanno parte della distribuzione del core di Drupal. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 40

43 Modulo aggiuntivo «Views» Nell immagine a destra è mostrata la situazione del file system dopo l estrazione del modulo aggiuntivo; se lanciamo di nuovo la pagina di amministrazione, vedremo la comparsa del modulo nell elenco relativo. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 41

44 Attivazione modulo «Views» Selezioniamo il check box sotto la colonna «Attivato» relativo a «Views»; selezioniamo anche tutti quelli che riteniamo utili o che impongono una dipendenza («Views UI», ad esempio); salviamo la configurazione con l apposito pulsante. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 42

45 Modulo «Views» operativo Viene evidenziato che: Le opzioni di configurazione sono state salvate. Un file di traduzione è stato importato per i moduli appena installati. il menu «Viste» viene inserito sotto «Struttura del sito»; se facciamo click sul menu si apre la pagina «Viste» dalla quale possiamo cominciare e definire la nostra prima vista. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 43

46 I temi di Drupal Struttura del tema Impostazione e configurazione di un tema Schema dei colori Visualizzazione degli elementi Percorsi delle immagini personali IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 44

47 I temi di Drupal Il «tema» di Drupal è quella parte del CMS che è preposto alla presentazione e all aspetto finale che i contenuti avranno nella pagina del browser; nella distribuzione di Drupal sono compresi diversi «temi» di default; molti utenti usano così com è uno dei temi di default fornito, altri fanno piccole modifiche, altri ancora scaricano uno dei tanti temi disponibili in rete e infine, i più temerari, realizzano in proprio un tema completamente personalizzato. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 45

48 Struttura del tema L importanza dei temi nell architettura di Drupal è evidente anche osservando la struttura del file system; i temi (come i moduli) sono compresi in una sottocartella di primo livello («themes»; ciascun tema di default fornito è incluso in una sottocartella di secondo livello; IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 46

49 Impostare un tema Non è necessario scegliere un tema durante l installazione: Drupal usa il tema «Garland», che ritroviamo attivato e predefinito nell elenco; è possibile attivare qualsiasi tema della lista, ma ovviamente solo uno tra i temi attivati può essere quello predefinito e utilizzato al momento; è possibile dare agli utenti non amministratori la possibilità di scegliere uno tra i temi attivati. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 47

50 Configurare un tema È possibile configurare globalmente tutti i temi attraverso il bottone «Configura»; è possibile anche configurare singolarmente il tema predefinito mediante il link apposito; il livello di configurazione dipende dalla progettazione del tema stesso; IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 48

51 Schema colori Per il tema «Garland», ad esempio, è possibile impostare un diverso schema di colori è possibile scegliere singolarmente i colori per ciascun elemento (base, collegamenti, testate, testo. nella parte bassa viene visualizzata la relativa anteprima; IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 49

52 Visualizzazione elementi Per tutti i temi realizzati secondo le specifiche è possibile attivare o disattivare la visualizzazione di alcuni elementi sulla pagina: logo nome del sito icona predefinita link primari e secondari IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 50

53 Percorso delle immagini personali È infine possibile definire i percorsi delle immagini personalizzate quali logo e icona predefinita («favicon», visualizzata nella barra degli indirizzi e nei segnalibri); ricordare sempre di salvare con l apposito bottone la configurazione modificata. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 51

54 I nodi I nodi e il database (struttura della tabella «node») Identificativi e attributi dei nodi Struttura e campi della tabella «node_revision» Creare nodi Impostare il menu, il formato di input, la versione, i commenti, l autore e le opzioni di pubblicazione Pubblicare il nodo IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 52

55 I nodi di Drupal Nella terminologia informatica un «nodo» è un oggetto astratto, che può contenere dati e può essere messo in relazione con altri nodi; in Drupal storie, pagine, articoli, immagini, eventi ed ogni altro tipo di contenuto sono chiamati nodi; gli unici contenuti che non sono nodi sono: blocchi; utenti; commenti; file e immagini. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 53

56 I nodi e il database Se diamo un occhiata alla struttura del database, possiamo renderci conto meglio di come Drupal lavora; la tabella che contiene i nodi è chiamata «node» e la sua struttura è mostrata nella slide successiva; sempre di seguito vedremo come creare nodi e prenderemo confidenza con l interfaccia che ci permetterà di popolare le colonne della tabella. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 54

57 Struttura tabella «node» IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 55

58 Identificativi dei nodi Tre campi sempre presenti identificano il nodo: nid (node id): l identificativo univoco di ciascun nodo assegnato in automatico. È possibile vedere il nid nell URL nella forma «?q=node/nn», dove nn rappresenta il valore del nid.; vid (version id): il versionamento è standard in Drupal; ciascun nodo parte con la versione 1; il sistema di versionamento non è disattivabile, ma è possibile controllare con apposito check box se creare una nuova versione del nodo o applicare le eventuali modifiche sul nodo esistente; uid (user id): l identificativo dell utente creatore (e quindi proprietario) del nodo. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 56

59 Attributi dei nodi I campi che seguono rappresentano gli attributi richiesti per ciascun nodo: title: una stringa fino a 255 caratteri per il titolo del nodo; type: il tipo del nodo, che dopo l istallazione può essere storia o pagina; status: un nodo può essere pubblicato oppure non pubblicato; nel secondo caso solo gli amministratori possono vederlo ed eventualmente cambiare lo stato in pubblicato; comment: se il valore è 0 i commenti non sono ammessi; se 1 i commenti sono in sola lettura; se 2 sono in lettura e scrittura; sticky: se si vuole far apparire un nodo all inizio della lista nella sua visualizzazione il valore impostato è 1 altrimenti 0; promote: indica se il nodo deve esser pubblicato in home page; 0 vuol dire no e 1 si; created e changed: date di creazione e modifica in formato UNIX timestamp (il numero di secondi trascorso dalla mezzanotte del 1 gennaio 1970); language, tnid, e translate: utilizzati per la traduzione automatica. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 57

60 Struttura tabella «node revisions» IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 58

61 Campi tabella «node revisions» Il contenuto vero e proprio di un nodo è sempre inserito all interno della tabella «node_revisions»; ciascuna versione del nodo è collegata al nodo stesso per mezzo degli identificativi «nid» e «vid»; nella tabella «node» è presente l ultimo valore del «vid» in modo da recuperare sempre l ultimo suo contenuto presente nella tabella «node_revisions»; è presente anche una colonna «uid» che permette a più utenti di rivedere i nodi; gli altri campi della tabella «node_revisions» sono: title: il titolo della revisione (no del nodo) che in genere non viene visualizzato agli utenti normali; body: questo è il contenuto del nodo; teaser: rappresenta un «abstract» del contenuto del nodo e in genere viene seguito da un link «leggi tutto» o similare; format: il formato di input da usare per il testo del bodylog: rappresenta una descrizione per annotare i cambiamneti rispetto all versione precedente; timestamp: la data di creazione della versione. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 59

62 Creare nodi Per creare un nodo, scegliere «Crea contenuto» nel menu di navigazione a sinistra presente sulla maggior parte delle pagine; appena installato Drupal, le uniche scelte come tipo di nodi sono «Pagina» e «Storia» il «body» del nodo può contenere tag HTML, e così è possibile fare copia e incolla di tutta (o parte di) una pagina HTML esistente per inserirla in un nodo. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 60

63 Impostare il menu Sotto il titolo e prima del body c è la sezione per creare un menu per il contenuto appena inserito; se ricordiamo che i nodi non hanno allocazione precisa in Drupal, utilizziamo le impostazioni del form a destra per definire un menu; i campi che riempiamo rappresentano le informazioni del menu, e non vengono memorizzate nel nodo. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 61

64 Impostare formato di input e versione Proseguendo con le impostazioni, è possibile scegliere il formato di input, di cui parleremo meglio in seguito. spuntando il check box «Crea una nuova revisione» verrà salvata una nuova versione del nodo; in alternativa, verrà modificata l ultima versione; è possibile (e consigliabile) inserire un messaggio di log in cui si descrive ciò che è stato fatto. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 62

65 Impostare i commenti È possibile disabilitare l inserimento di commenti al nodo da parte di altri utenti; è anche possibile permettere la sola visualizzazione o la visualizzazione e la scrittura. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 63

66 Impostare l Autore e le opzioni di Dalla sezione «Informazioni sull autore» è possibile modificare autore e data di modifica del nodo; l opzione è molto «forte» e richiede un particolare permesso amministrativo. pubblicazione IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 64

67 Pubblicare il nodo Nella sezione «Opzioni di pubblicazione» spuntare il check box «Pubblicato»; se si usa il bottone «Anteprima» si vedrà l aspetto finale del nodo; utilizzare sempre il bottone «Salva» per completare il processo di creazione e salvataggio del nodo. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 65

68 Controllo sul database Drupal ha memorizzato il nodo nella tabella «node» mentre il contenuto è stato memorizzato nella tabella «node_revisions; se utilizziamo un tool grafico ci possiamo aiutare anche senza conoscere granché del linguaggio SQL; osservare anche la relazione tra le due tabelle attraverso i campi «nid» e «vid». IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 66

69 Controllo sul database (cont.) IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 67

70 Situazione dopo una modifica Si può notare che una modifica del nodo con richiesta di nuova revisione produce un nuovo record nella tabella node_revisions. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 68

71 Gli URL di Drupal Migrazione da un sito esistente URL «puliti» e «sporchi» e loro codifica I motori di ricerca e la gestione degli URL Il modulo «Path» e gli alias I moduli «Pathauto» e «Token» e le impostazioni degli alias automatici Il modulo «Redirect» IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 69

72 Gestione degli URL Questa parte del corso potrebbe essere affrontata anche in un secondo momento; i problemi generati dagli «URL sporchi», tipici dei sistemi di gestione dei contenuti, sono però difficilmente retro-risolvibili, specie quando le pagine del sito Web sono state pubblicate da tempo e quindi indicizzate dai motori e salvate dagli utenti nei segnalibri; è perciò conveniente affrontare i problemi dall inizio, meglio ancora se prima di rendere pubblico il sito. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 70

73 Migrazione da un sito esistente Per l operazione di migrazione da un sito esistente verso una nuova versione gestita da Drupal sono possibili due strade : 1. la conversione completa per cui alla data stabilita il vecchio sito è rimpiazzato totalmente da quello nuovo; 2. la conversione progressiva, con la quale si affronta ciascuna parte del sito (a volte ciascuna pagina) con due approcci diversi: reindirizzamento verso Drupal o reindirizzamento dall interno di Drupal. nel primo approccio, se si conoscono gli URL (oltre alla home page) diffusi e memorizzati dagli utenti, è possibile utilizzare apposite istruzioni «redirect» per dirigerli verso le pagine Drupal che utilizzano una differente convenzione sui nomi; nel secondo approccio, se ci sono sezioni del sito esistente che devono essere rese disponibili ma non necessitano di essere aggiornate per la conversione verso Drupal, è possibile lasciarle dove sono e linkarle o reindirizzarle da Drupal; col tempo si potranno poi traferire nel nuovo sito. IIT/CNR P. Vasarelli - A. Vivaldi 71

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