Praticabilità: come intervenire in ambito penitenziario - la specificità del setting. Paolo Pandolfi

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1 Disuguaglianze in Salute e Screening Oncologici: dal CCM ai Piani della Prevenzione Verona, 29 aprile 2015 Praticabilità: come intervenire in ambito penitenziario - la specificità del setting Paolo Pandolfi Dipartimento di Sanità Pubblica U.O.C. Epidemiologia, Promozione della Salute e Comunicazione del Rischio

2 Il carcere: un ambiente difficile Il carcere è un luogo difficile e complesso, definibile come una realtà parallela in cui vige una propria legge, determinate regole e gerarchie e che è caratterizzata da dinamiche che non sono facili da comprendere se non vengono vissute in prima persona. L ambiente carcerario rappresenta un luogo nel quale la tutela del diritto fondamentale alla salute e il raggiungimento di standard adeguati di protezione risulta particolarmente difficile a causa della vulnerabilità fisica e psichica della popolazione detenuta. Le esigenze di sicurezza che sottendono alla detenzione possono affievolire la tutela della salute non consentendo una fruizione dell assistenza sanitaria al pari dei cittadini liberi in ragione della forte limitazione dell espressione di volontà dell individuo: a) Impossibilità di scegliere il luogo di cura b) Limitazione al diritto di scelta del medico curante

3 Rispettare il principio dell equità nella differenza di condizione di vita Equità di accesso Equità di prestazione Equità di orientamento alla fruizione dei servizi pur in una situazione di differenza dovuta al luogo di restrizione DPCM 1 aprile 2008

4 Il carcere: un ambiente difficile In linea con gli organismi internazionali e col dettato della riforma sanitaria in carcere del 2008, il diritto alla salute, anche e soprattutto in carcere, non si esaurisce nell offerta di prestazioni sanitarie adeguate: particolare attenzione deve essere prestata alle componenti ambientali, assicurando alle persone ristrette condizioni di vita e regimi carcerari accettabili, che permettano una vita dignitosa e pienamente umana. Perciò, problemi quali il sovraffollamento, l inadeguatezza delle condizioni igieniche, la carenza di attività e di opportunità di lavoro e di studio, la permanenza per la gran parte della giornata in cella, la difficoltà a mantenere relazioni affettive e contatti col mondo esterno, sono da considerarsi ostacoli determinanti nell esercizio del diritto alla salute: il Servizio Sanitario dovrebbe farsi carico di questi aspetti, al fine di combatterli in un ottica preventiva * *Comitato Nazionale per la Bioetica, La salute dentro le mura, 27 settembre 2013

5 Il carcere: un ambiente difficile Caratteristiche del setting Carenza e limitazione di spazi e di arredi (ad esempio le sedie) Componente Fisica I rumori del carcere (le urla, tutto sbatte ) Le regole differenti da istituto ed istituto Componente Sociale Le relazioni tra detenuto, polizia penitenziaria, professionisti La gestione e l organizzazione delle attività (colloqui, lavoro, studio, ecc.) La differente e variegata storia della popolazione detenuta

6 Il carcere: un ambiente promettente Luogo di crisi, luogo di riformulazione del pensiero Importante occasione di cambiamento

7 Come intervenire Cosa si può fare, cosa è praticabile? 1) Carta dei Servizi 2) Cartella clinica informatizzata 3) La Casa della Salute nel penitenziario 4) Il promotore di salute in carcere 5) L Auto Mutuo Aiuto 6) Gli screening in carcere Formazione del personale: favorire il lavoro in team, acquisizione di tecniche comunicative specifiche (counseling motivazionale), formazione per utiizzo di applicativi informatici

8 La Carta dei Servizi Penitenziaria La Carta dei Servizi formalizza l impegno dell Azienda a mantenere uno standard assistenziale di qualità e diventa strumento di garanzia di equità nei confronti dei soggetti a cui si rivolge e promuove il rapporto con il cittadino/utente nell ottica di responsabilità. Principi fondamentali da rispettare Riservatezza Equità e Imparzialità Partecipazione e Tutela

9 La Carta dei Servizi Penitenziaria Sviluppata secondo certe regole (Circolare n.5 Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Regione Emilia Romagna del 13 febbraio 2014) a) Assistenza Primaria declinata in: 1) Periodo di Accoglienza (in carico ad un equipe sanitaria e dal mediatore culturale - valutazione dei bisogni di salute, colloqui informativi, test ed esami su TBC, HIV, MST, ecc.); 2) Periodo di Detenzione (attività di medicina generale, assistenza infermieristica, continuità assistenziale e urgenze, assistenza farmaceutica, assistenza specialistica) 3) Momento della Dimissione (rilascio documentazione sintetica clinica, occasione di valutazione della qualità assistenziale percepita) b) Trattamento del dolore c) Garanzie di qualità d) Tutela della riservatezza (privacy) e) Segnalazioni e reclami

10 La cartella clinica informatizzata

11 La cartella clinica informatizzata

12 La cartella clinica informatizzata Concessa dal Dr. Alessio Saponaro

13 La cartella clinica informatizzata Concessa dal Dr. Alessio Saponaro

14 La cartella clinica informatizzata

15 La cartella clinica informatizzata

16 La cartella clinica informatizzata Concessa dal Dr. Alessio Saponaro

17 La cartella clinica informatizzata

18 La cartella clinica informatizzata Nuovi strumenti per gli operatori ed i servizi (Filtri, ricerche, estrazione dati su utenti, recupero referti SOLE, semplificazione documentale)

19 La Casa della Salute nel Penitenziario

20 La Casa della Salute nel Penitenziario

21 La Casa della Salute nel Penitenziario

22 La Casa della Salute nel Penitenziario

23 La Casa della Salute nel Penitenziario

24 La Casa della Salute nel Penitenziario

25 La Casa della Salute nel Penitenziario

26 Il Promotore di Salute in carcere

27 Il Promotore di Salute in carcere

28 Il Promotore di Salute in carcere

29 L Auto Mutuo Aiuto Dall'ora d'aria all'ora... d'a.m.a.! Un gruppo AMA per donne detenute che soffrono per la separazione dalla propria famiglia Per favorire l assunzione di responsabilità personale sulla propria condizione di disagio, il bisogno di superare isolamento e vergogna, la capacità di valorizzare - e in questo caso di liberare - le risorse che esistono in tutte le persone, soprattutto in un momento di lontananza dai propri genitori, mariti, figli, amici, e dalla possibilità, anche solo temporanea, di vivere una normale quotidianità familiare ed amicale. Questa cultura della mutualità può giocare un ruolo significativo di umanizzazione e sostegno.

30 Gli screening in carcere L esperienza dell Azienda USL di Bologna Offerta, a partire dal 2011, dei tre screening oncologici nelle carceri (nella sezione penale) attraverso un servizio organizzato sul posto: 1) Pap test realizzato dai medici ginecologi messi a disposizione dal Dipartimento di Cure Primarie 2) Offerta dell esame di ricerca del sangue occulto nelle feci (FOBT) 3) Disponibilità di un mammografo presso la Casa Circondariale per lo screening del carcinoma mammario Per gli eventuali accertamenti di approfondimento per lo screening del Ca Mammario e del Colon, le prestazioni sono state erogate presso i presidi ospedalieri, riservando ai detenuti le prime o le ultime ore, in modo da non ostacolare, con la presenza di agenti di sorveglianza armati, le normali attività. Per il maggior coinvolgimento, sono stati invitati ad eseguire gli accertamenti di screening anche gli agenti di sorveglianza. Ciò ha permesso sia una migliore adesione degli agenti di sorveglianza stessi (che per problemi di tempo e conoscenza degli screening non avevano aderito ai normali inviti), sia dei detenuti.

31 Gli screening in carcere - i risultati Azione Indicatore val_atteso Situazione al Dipartimento Promuovere l assistenza primaria Applicazione del programma per la salute nella popolazione detenuta con sviluppo di interventi di profilassi e di screening Adesione agli Screening dei detenuti nella sezione penale Mammografico = 75% Collo dell utero = 60% Colon retto = 55% Previo incontro di sensibilizzazione con le detenute e accesso del mammografo mobile sono state effettuate presso il carcere mammografie di screening a 14 detenute (79% delle donne presenti in fascia di età anni) ed a 4 agenti di polizia penitenziaria Previo incontro di sensibilizzazione con le detenute, ha aderito il 63% dei soggetti di età compresa tra 25 e 64 anni (37/59). Tutti i PAP test sono eseguiti all ingresso in carcere dalla Ginecologa che segue il carcere.. Previo incontro di sensibilizzazione con le detenute e i detenuti, sono stati coinvolti 115 detenuti (presenti ed in fascia di età anni) con Adesione corretta = 74% (85 su 115). n. 10 Test FOBT positivi (14% solo su maschi) su atteso di circa il 6% della popolazione generale. Tutti invitati a colloquio pre-colonscopia. Distretto Città Di Bologna Dipartimento Cure Primarie Dip. Oncologico Dip. Chirurgico Dip. Servizi Dipartimento Di Sanita' Pubblica

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