Sì, diventerò. Dossier GRAVIDANZA E PARTO. > Fecondazione Un figlio dopo gli anta. Ecco i trucchi per mantenere inalterata la tua fertilità negli anni

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1 Dossier GRAVIDANZA E PARTO Sì, diventerò > Fecondazione Un figlio dopo gli anta. Ecco i trucchi per mantenere inalterata la tua fertilità negli anni > Gestazione Leggi i consigli dei nostri medici, per trascorrere nove mesi in perfetta salute psico-fisica > La nascita Pro e contro del parto naturale, del cesareo e dell epidurale, che da quest anno in Italia è gratis, 24 ore su 24 8

2 mamma! servizio di Cristina Mazzantini, con la consulenza della dottoressa Valeria Dubini, ginecologa T ra l estate e l autunno del 2012 molte donne famose hanno annunciato l arrivo della cicogna. Tanto per fare nomi: Laura Pausini (38 anni), che su Facebook ha scritto di essere felice perché, finalmente, ha realizzato il suo sogno. Ovvero quello di diventare madre e perciò di dover interrompere tutti i suoi impegni musicali. La cantautrice è ormai agli sgoccioli della gravidanza: la nascita della bimba è prevista per il 7 febbraio. Anche l attrice comica Paola Cortellesi (39 anni) sarà presto mamma: il suo bimbo dovrebbe nascere entro la fine di febbraio. Mentre a febbraio dovrebbe partorire la ballerina Carmen Russo (53 anni), la cui gravidanza ha suscitato non poche polemiche tra i benpensanti, vista l età della neomamma. In tal senso l apripista d eccezione è stata senz altro Gianna Nannini che, circa due anni fa, a 54 anni ha partorito una bella bambina. In questi due casi, però, si parla di procreazione medical- mente assistita che, molto probabilmente, è stata realizzata in centri stranieri. Fin qui le mamme italiane. A tenere banco recentemente sui media di tutto il mondo è stata la gravidanza della duchessa di Cambridge Kate Middleton. Si tratta di una gestazione a rischio, che ha costretto la Middleton ad abbandonare qualsiasi impegno ufficiale e a osservare il riposo assoluto. Da queste faccende mondane, quindi, si è diffusa nell opinione pubblica la voglia di capire qualcosa di più su questo desiderio femminile in età avanzata. E qui, su Vero Salute, cogliamo l occasione per cercare di fare luce su alcune questioni. GENITORI DUE VOLTE Nascerà a giugno il secondo figlio di Veronica Maya (35) e Marco Moraci (37), chirurgo plastico. L età media delle donne che tentano questa terapia si sta alzando La procreazione assistita in cifre... S ono circa 55mila i bebè italiani nati da tecniche di fecondazione assistita. Il 20 per cento, circa 10mila, sono venuti al mondo da coppie italiane che si sono rivolte a centri specializzati all estero. I dati relativi al 2010 della Relazione annuale al Parlamento sulla Pma evidenziano che sono in aumento le coppie che si sottopongono ai trattamenti di fecondazione assistita, così come le gravidanze ottenute e i bambini nati. Risulta in aumento, però, anche l età media delle donne che si sottopongono a questo tipo di trattamenti (36,3 anni), come anche il numero dei cicli di trattamento effettuato da pazienti con età superiore ai 40 anni. Nel 2010 sono state trattate con tecniche di Pma di I, II e III livello coppie e sono stati iniziati cicli. Sono state ottenute gravidanze di cui andate a buon fine Ritardare la maternità S pesso si tende ad aspettare l arrivo dell uomo giusto, il padre perfetto per i propri figli. Intanto il tempo passa e l orologio biologico continua a ticchettare. Cosa fare per non perdere la possibilità di procreare e, allo stesso tempo, non fare scelte affrettate solo per rispondere al bisogno di maternità? La soluzione è congelare preventivamente gli ovociti. Si tratta di una scelta da fare quando si è ancora giovani, entro i anni, per poter rimandare anche più tardi la gravidanza. «Si parla ancora poco di questa opzione», sottolinea Ermanno Greco, direttore del Centro di Medicina e Biologia della riproduzione all European Hospital di Roma, «e moltissime donne non sanno nemmeno che è qualcosa di concretamente fattibile. L importante è farlo prima possibile, quando si è ancora abbastanza giovani da produrre ovociti forti e in grado di sopravvivere allo scongelamento, quando finalmente si creano le condizioni per il concepimento. Nel nostro centro abbiamo già avuto 50 pazienti che hanno optato per questa soluzione, tutte fra i 30 e i 35 anni». Quando la paziente single prende la decisione di congelare le proprie uova, «si procede con uno o più cicli di stimolazione ormonale», spiega ancora Greco. «Successivamente, si prelevano gli ovociti e si congelano per l uso futuro». Prima di scegliere il congelamento preventivo degli ovociti, ecco alcune regole di buon senso da seguire per preservare la propria fertilità: mantenere il proprio peso forma; non fumare; tenere sotto controllo eventuali fattori di rischio trombotico. 9

3 Procreare a anni... Che cosa cambia? Dossier gravidanza e parto In generale è meglio fare i figli quando si è giovani perché, oltre a una fertilità più alta, si hanno più energie per affrontare la gravidanza. Per fortuna, però, la scienza oggi aiuta C aso inglese a parte, le future mamme italiane citate sono tutte primipare attempate, come si sarebbe detto fino a qualche decennio fa. I casi della Nannini e della Russo, quindi, farebbero ben sperare che la maternità oggi si possa in effetti ritardare... Tanti progressi Viene naturale quindi porsi la domanda: è possibile partorire un figlio a 50 anni? L eventualità c è. Anche se, come sottolineano gli specialisti, si tratta di eventi più che eccezionali: nonostante gli enormi progressi fatti dalla scienza, infatti, la medicina non può fare miracoli. Rispetto a queste notizie, i medici avvertono le donne di non rimandare troppo la maternità. Non rimandare troppo Il motivo? Più si va avanti con gli anni e più sensibilmente si riducono le capacità riproduttive. La conseguenza maggiore per le ultra-quarennni è quella di veder sfumare il sogno di avere un figlio in un futuro prossimo. Per evitare che ciò accada, l unico consiglio valido, sottoscritto da tutti i ginecologi, è quello di cercare di avere una gravidanza da giovani. Spesso, continua a pag

4 Dossier GRAVIDANZA E PARTO Occorre sapere che gli ovuli invecchiano già dopo i 25 anni Le difficoltà tecniche da affrontare Èormai accertato che le donne italiane rinviano la maternità. La media del primo figlio è intorno ai 31 anni. Molte, però, si decidono quando hanno superato i 36 anni e sono più vicine ai 40. Quante possibilità hanno costoro di restare incinte naturalmente? «Negli ultimi anni, il numero delle madri over 40 è andato continuamente aumentando. I motivi sociali, economici e culturali, sono ben noti. Bisogna essere consapevoli del fatto che la fecondità declina dai 25 anni in poi, con un accelerazione dopo segue da pag. 11 però, questo suggerimento è disatteso. Basta osservare la tendenza attuale nel nostro Paese, che è quella di avere il primo figlio dopo i 35 anni. Non è strano, allora, notare che sono in costante aumento le coppie sterili: solo in Italia, ad esempio, superano ormai i 3 milioni. Per comprendere meglio il fenomeno, è sufficiente riportare alcune cifre. Si sa che, se a 23 anni ogni ovulazione ha il 26 per cento di probabilità di trasformarsi in gravidanza, a 39 anni le probabilità si dimezzano, a 40 sono del 10 per cento, a 43 fra il 7 e il 4, e poi sempre meno. Questi numeri, però, non preoccupano le coppie italiane, visto che si cerca sempre più spesso di posticipare la maternità per vari motivi, tra cui quelli economici. i 35, e che si riduce drammaticamente dopo i 40. Questo dipende dal fatto che le nostre uova hanno la nostra età. Dunque invecchiano con noi. Un uovo più vecchio ha più difficoltà a essere fecondato e commette più errori, per cui, oltre alla difficoltà a ottenere una gravidanza, c è anche un aumentato numero di aborti spontanei. L aiuto farmacologico può servire fra i 35 e i 40: attenzione dopo i 40, anche con i trattamenti farmacologici, il tasso di fecondità resta più o meno sovrapponibile a quello spontaneo. «I 40 sono davvero Dopo i 35 anni può essere più complicato rimanere incinta, se si tratta del primo figlio una sorta di colonne d Ercole della biologia», spiega la dottoressa Dubini che aggiunge: «Ma non è solo l età della donna a incidere sulla procreazione. Bisogna tener anche conto di altri fattori come quello di origine maschile. Per esempio, gli spermatozoi, seppur prodotti in continuo, non hanno il problema dell invecchiamento; possono però essere alterati o rallentati da infezioni, abitudini di vita scorrette come fumo, vita sedentaria e abuso di alcolici». Insomma esistono delle difficoltà tecniche reali da affrontare. Quando si fa fatica Le motivazioni possono essere tra le più varie, come il raggiungimento di una condizione lavorativa soddisfacente, oppure la ricerca di un partner ideale. Quando poi si decide di diventare genitori, magari è troppo tardi! È bene ricordare che l Organizzazione Mondiale della Sanità definisce infertile una coppia quando non si va incontro a una gravidanza dopo 2 anni di rapporti non protetti. «Siamo d accordo se la donna ha meno di 35 anni. Se invece è più grande, bisogna anticipare di un anno e poi rivolgersi allo specialista», sostengono i ginecologi. Ne abbiamo parlato con Valeria Dubini, ginecologa presso l Ospedale S. Giovanni di Dio a Firenze e vicepresidente dell Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani. Le regole del buon senso Suggerimenti utili per una sana maternità Ecco qualche semplice consiglio per cercare di avere una gravidanza normale, anche dal punto di vista psicologico. La gravidanza non è una malattia, ma una fase normale della vita. Quando siete incinte non mangiate per due. Scegliete cibi sani e sbilanciate l alimentazione in senso proteico. Consumate molte verdure, lavandole bene. Fate una modica attività fisica (come passeggiate, nuoto e yoga, perché così facendo si attiva il metabolismo e la circolazione. Continuate a fare la solita vita, fino a quando non insorgono problemi. Proseguite nell avere una serena vita sessuale con il vostro partner e non vi preoccupate se, invece, è un periodo in cui per lui è più difficile vedervi come amanti. Tendenzialmente tutto quello che vi sentite di fare potete farlo. Fidatevi del vostro istinto e della vostra competenza. Scegliete una ginecologa di vostra fiducia e ascoltate i suoi suggerimenti: ricordate che fidarsi non vuol dire rimettersi nelle mani altrui, ma significa partecipare serenamente e positivamente alle scelte che farete. Infine, cercate di non rimandare all infinito la decisione di diventare madri, pensando che tanto c è la scienza che vi aiuta: i risultati sono ben lontani dal 100 per cento. Ricordate, invece, che dopo i 40 anni, se si è al primo figlio, la probabilità di rimanere incinta scende di molto, con ampie possibilità di aborti spontanei. 13

5 Dossier GRAVIDANZA E PARTO Che fare quando il bebè non arriva La procreazione assistita permette di avere figli oltre i 40 anni, a non è mai una passeggiata... Se una donna non rimane incinta spontaneamente e desidera la maternità, quando è necessario avviare il percorso della procreazione medicalmente assistita? E quali metodiche preferire? Ne parliamo con l esperto. «Certamente l età che incombe rende i tempi più stretti. È comunque opportuno non farsi prendere dalla fretta e attendere almeno un periodo di 7-12 mesi, a seconda dell età. Come tecniche da preferire, dipende certamente dalla situazione clinica, anche maschile. Probabilmente la tecnica più frequentemente utilizzata è la Fivet. Non ci dimentichiamo che, in caso di uova scarsamente fecondabili per la loro età, nel nostro Paese la legge 40 non permette il trasferimento di uova da donatrici, mentre in molti altri Paesi questo è possibile. Si è così assistito negli ultimi anni a una sorta di turismo procreativo con donne che viaggiano in tutta Europa, per eseguire l ovodonazione», chiarisce sempre la nostra ginecologa. «Spesso questi centri privati sono molto spregiudicati e, pur di ottenere il risultato, utilizzano alte dosi di farmaci e trasferiscono anche 3 embrioni, con il risultato che le gravidanze trigemini sono più frequenti nelle over 45, con alti rischi per la salute delle madri e dei figli che spesso vanno incontro a parti pretermine. Con tutto quello che ciò comporta. In qualche modo gli Stati, soprattutto europei, usufruiscono in termini economici dei divieti della legge 40, mentre il nostro Paese paga conseguenze negative quando esse accadono. Si possono avere dei costi per patologie materne più frequenti nei gemelli e nelle donne più anziane, ricoveri in terapia intensiva neonatale e spese maggiori per eventuali danni permanenti da prematurità». Un altra domanda lecita è: fino a quale età è giusto procreare? «Chi può rispondere? Io credo che la natura abbia dato già le sue risposte: io sono figlia di una 45enne (spontanea) e anche le nostre nonne facevano figli magari fino a A mio parere, 50 anni cominciano davvero a essere tanti, soprattutto pensando al futuro dei figli». Il decalogo per una fecondazione pilotata di successo Dagli esperti riuniti a Roma per i corsi How to improve Ivf - Strategies to improve art results, arriva anche il decalogo per una fecondazione assistita di successo. Ecco gli elementi chiave da sapere, prima di provarci. AL MICROSCOPIO Una tecnica sempre più affinata e precisa che consente di rimanere incinta. In Europa l ovodonazione esiste ed è una realtà diffusa, mentre nel nostro Paese è ancora vietata 1 Studio delle caratteristiche personali e delle necessità della coppia. 2 Valutazione della riserva ovarica della donna. 3 Personalizzazione, attraverso la farmacogenomica, del percorso terapeutico migliore per la paziente. 4 Analisi degli spermatozoi, per individuare quelli da utilizzare perché aventi le migliori caratteristiche qualitative. Il tutto attraverso tecniche come il test di frammentazione del Dna spermatico. 5 Diagnosi genetica preimpianto degli embrioni. 6 Prevalutazione delle caratteristiche qualitative degli embrioni. 7 Scelta dei migliori embrioni da impiantare. 8 Valutazione della capacità dell endometrio femminile di accogliere l embrione. 9 Eventuale trattamento per aumentare la recettività dell endometrio femminile. 10 Affiancamento con terapie non convenzionali come l agopuntura, per ridurre lo stress e aumentare le chance di successo di portare a termine la gravidanza. 15

6 Dossier gravidanza e parto Gravidanza dopo gli anta? Si può, con più attenzione Nella maggior parte dei casi si deve ricorrere all assistita aumentando la possibilità di parti gemellari a rischio sia per i feti, sia per la madre nessun allarmismo Dopo i 40 ci sono dei rischi, è vero, ma non è né impossibile, né così pericoloso rimanere incinta. I problemi vengono dopo i 50, quando la faccenda è più complicata e può essere una minaccia per la salute. Una volta che una donna di quarant anni è rimasta incinta, quali possono essere i rischi durante la gravidanza? Ecco di seguito il parere dell esperta. «Sebbene l essere over 40 non rappresenti di per sé una condizione di rischio, andando ad analizzare più approfonditamente questa popolazione si osservano delle differenze importanti, che collocano questa fascia di età in una condizione di rischio ostetrico», specifica la ginecologa. «Innanzitutto, si osserva un incidenza tripla di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita e, probabilmente, proprio in relazione a questo, l incidenza di gemellarità risulta quasi doppia dopo i 40 anni. Quello che accade è che aumenta senz altro il rischio di parti pretermine e di neonati di basso peso alla nascita. Purtroppo l età rappresenta un fattore di rischio anche per la mortalità perinatale e la mortalità materna, fenomeno rarissimo (in Toscana è di 3,4 su 100mila parti), ma più frequente dopo i 35 anni. Inoltre, aumenta il rischio di avere un taglio cesareo», conclude la nostra esperta. Sconsigliato ingrassare, fumare e bere alcolici, sì invece a dieta equilibrata e ginnastica dolce Le accortezze da adottare per una gestazione serena Per evitare che la futura mamma e il neonato possano andare incontro a rischi, la nostra esperta suggerisce di seguire alcune semplici regole: è opportuno non ritardare troppo la decisione di diventare mamma; una volta incinta, è bene assumere integratori a base di acido folico, Omega 3 e oligelementi come zinco e magnesio che possono essere molto utili; è indispensabile adottare uno stile di vita sano, mantenendo una modesta attività fisica, curando il peso (è importantissimo non superare i 9-11 Kg, specie se è una prima gravidanza); è necessario curare molto l alimentazione, introducendo nei pasti molta verdura e frutta. Non devono mancare le sostanze proteiche come carne e pesce (da evitare tonno e pesce spada, perché ricchi di mercurio); è consigliabile consumare pochissimi grassi come formaggi e affettati, e limitare gli zuccheri, specialmente semplici come dolci, bibite, caramelle e altro; è invece importante introdurre nella propria dieta quotidiana in quantità moderata dei carboidrati complessi come pane, pasta e riso; evitare assolutamente il fumo e moderare il consumo di vino: non superare il bicchiere a pasto. Uno non fa male. 17

7 Dossier GRAVIDANZA E PARTO Travaglio: suggerimenti, tecniche e controversie Dopo i 35 anni si tende a scegliere il taglio cesareo, ma per la neomamma e per il neonato non è sempre la scelta giusta... Prima abbiamo descritto i rischi che si corrono durante la gravidanza ma, una volta concluso il periodo gestionale, quali problemi possono insorgere al momento del parto se la donna è più matura? «È possibile che una maggiore rigidità dei tessuti possa allungare i tempi del travaglio e del periodo espulsivo. E ancora. In una donna over 40 si possono verificare anche più frequenti lacerazioni», risponde la dottoressa Valeria Dubini. «Comunque non è detto, perché ogni travaglio ha la sua storia ed è evidente che il rischio di taglio cesareo aumenta. È infatti una consuetudine medica appena qualcosa non va: non ci si pensa due volte a far partorire la donna più matura con il taglio cesareo, nonostante anche questo non sia privo di rischi. Si è visto, infatti, che c è un aumento d emorragia, di tromboembolia e di morte materna (3 volte superiore rispetto al parto vaginale)». La tendenza della classe medica italiana è quella di far partorire con il cesareo le donne dopo i 38 anni, per evitare possibili guai legali. Invece la nostra esperta propone, se non vi sono problematiche ostetriche, un parto naturale (per via vaginale), anche in una mamma over 40. Oltre ai medici, purtroppo, vi sono anche molte partorienti che richiedono il taglio cesareo, perché lo ritengono erroneamente la via più sicura, quando invece è una tecnica che espone a diversi rischi. Risultati in controtendenza Quattro bambini su dieci in Italia nascono con taglio cesareo. Il nostro Paese si conferma così come una fra le nazioni in cui si effettua il più alto numero di parti cesarei, all incirca il 40 per cento (quando le soglie raccomandate dall Oms si limitano al 15 per cento). Di certo siamo la nazione con le percentuali più elevate d Europa. Questi dati in continua crescita sono alla base dell indagine condotta dall Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, in collaborazione con il Dipartimento di salute materno infantile dell Oms, su donne di età compresa fra i 20 e i 40 anni, per conoscere le reali motivazioni che hanno spinto le già mamme (53,7 per cento) o le future mamme (46,2 per cento) a scegliere il parto naturale, piuttosto che È al ginecologo che le donne si rivolgono per avere informazioni, a cui seguono amici e parenti il taglio cesareo. I risultati dell analisi sono in controtendenza con i dati ufficiali, quindi confortanti: 800 donne preferiscono il parto naturale sia per ragioni di carattere emotivo-affettivo (non perdere le prime ore di vita del bambino, 63 per cento, avere il compagno al proprio fianco, 40 per cento o, nel 35 per cento, allattare con più facilità), sia per motivi di ordine funzionale (ospedalizzazione più breve, 53 per cento, recupero fisico più veloce, 49 per cento, meno dolore post operatorio, 44 per cento, gravidanze future illimitate, 47 per cento e, nel 46 per cento, l assenza di cicatrici). È invece principalmente legata al timore del dolore per sé (53 per cento), alla sofferenza per il bambino (39 per cento), o a un senso di maggiore sicurezza (36 continua a pag

8 Dossier GRAVIDANZA E PARTO Da quest anno l epidurale è gratis in tutta Italia La tecnica dell anestesia epidurale riduce o elimina la sensibilità al dolore durante il travaglio e il parto. Grazie a un sondino situato nella zona lombare è possibile sedare le terminazioni nervose lasciando la donna cosciente. Questa tecnica, fino a oggi, era garantita solo dal 20 per cento circa degli ospedali, con un prezzo che va fino ai euro nelle strutture private. Ma ora tutte le donne potranno effettuare gratuitamente in tutta Italia l epidurale, grazie al decreto Balduzzi che garantisce il rimborso del Sistema Sanitario Nazionale. segue da pag. 19 per cento), la scelta delle donne che prediligono il taglio cesareo (20 per cento). Fra le donne che scelgono il cesareo è molto apprezzata la possibilità di poter pianificare, con questa modalità di parto, la data della nascita (46 per cento), o poter ritornare più rapidamente a una normale vita sessuale (21 per cento). È al ginecologo che le donne (52 per cento) si rivolgono per avere consigli e informazioni su gravidanza e parto, a cui seguono amici (23 per cento), parenti (22 per cento), o riviste divulgative (17 per cento). Sono i dati illustrati a Milano in tema di salute riproduttiva, uniti per la promozione del parto naturale. Ci vuole più informazione «Nello scegliere il parto cesareo rispetto al naturale», dichiara Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da, «la donna è spesso inconsapevole dei rischi e delle controindicazioni che, quale atto chirurgico, esso comporta. Il taglio cesareo non è indice di una popolazione femminile che tende a partorire oltre i 40 anni, ma segnala una patologia del sistema che va corretta. In questo senso, la decisione dell ex ministro Fazio di ridurre i punti nascita con numero di parti inferiore a 1.000, con le previste eccezioni territoriali, per migliorare la qualità e l efficienza nei servizi, abbinando l attività delle unità operative di ostetricia e ginecologia con quelle di neonatologia e pediatria», chiude l esperta. Cinque ospedali premiati per la cura dei neonati prematuri Ecco gli indirizzi giusti se il piccolo vuole nascere prima Sono 5 gli ospedali italiani d eccellenza per cure su misura ai neonati prematuri. L Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (O.N.Da.), all interno del programma Bollini Rosa, ha eletto i 5 progetti vincitori su un totale di 86 Best Practice presentate da 62 ospedali amici della donna, di cui 28 strutture in Lombardia. I premiati nella nuova iniziativa, sostenuta da Abbott, sono: l Azienda ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino (Presidio ostetrico ginecologico Sant Anna) l Azienda ospedalierouniversitaria Arcispedale Sant Anna di Ferrara l A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano (Presidio Macedonio Melloni) l A.O. della provincia di Lecco (Ospedale di Circolo Manzoni) il Presidio ospedaliero Buzzi di Milano «Sono stati tutti promotori d iniziative innovative a tutela della nascita prematura, attraverso l individuazione precoce e il contenimento dei rischi maternoneonatali in caso di nascita pretermine», spiega Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da. La nascita pretermine è la causa principale di mortalità neonatale a livello globale, con più di 1,5 milioni di morti ogni anno, come è stato ricordato durante la cerimonia di premiazione svoltasi a Milano. Anche in Italia il problema esiste: l ultimo dato disponibile, relativo al 2008, indica che i parti prematuri alla 37esima e 32esima settimana sono stati rispettivamente il 6,8 e lo 0,9 per cento, su un totale di oltre 544mila nascite (Rapporto sui certificati di assistenza al parto Cedap, pubblicato dal ministero della Salute nel 2011). Nonostante i numeri, i servizi di cura e di supporto sociale alle famiglie sono spesso troppo limitati e costringono i genitori con un neonato ricoverato per molti giorni in terapia intensiva ad affrontare orari di visita ridotti, con in più l incognita di possibili complicazioni a lungo termine per la sua salute e per il suo sviluppo neurologico. Da qui l idea di assegnare una best practice, cioè la migliore competenza nel trattamento e cura dei bebè prematuri, agli ospedali italiani specializzati su questo fronte. Muove qualche passo in avanti anche il Sud, come rileva l O.N.Da., con due interessanti iniziative: un gruppo di ascolto promosso dall Ospedale Civile Spirito Santo di Pescara; un progetto di supporto in caso di nascite pretermine attivato dall Associazione Genitin (Genitori per la terapia intensiva neonatale), in collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma. «Tutti i progetti presentati in questa prima edizione delle best practice», sostiene Francesca Merzagora, «promuovono la tutela della donna e del bambino non solo attraverso un eccellente qualità di assistenza che si estende a tutto il periodo pre e post-natale, ma anche con l istituzione di percorsi di sostegno personalizzato alle realtà familiari più fragili, attraverso un adeguata formazione del personale preposto e una continuità assistenziale, in alcuni casi, fino ai 2 anni di vita del neonato. Il valore aggiunto dei progetti sono la multidisciplinarietà e la sostenibilità, attraverso un uso adeguato e integrato delle risorse esistenti e il collegamento con gli enti territoriali». 21

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