Presa posizione del PS alla consultazione sul Piano energetico cantonale. Considerazioni generali e riassunto

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1 Presa posizione del PS alla consultazione sul Piano energetico cantonale Considerazioni generali e riassunto Non possiamo esimerci dal ricordare che se questo documento fosse stato allestito una decina d anni fa, quanto fu richiesto da più parti e in particolare dal PS, ora saremmo in avanzata fase di attuazione del PEC e la situazione energetica del Cantone sarebbe più avanzata di quanto non lo sia oggi. Tuttavia il documento presentato per la consultazione propone una raccolta ampia di dati e una metodologia trasparente per la presentazione degli scenari, aspetti apprezzati dal PS. Al riguardo il Partito Socialista formula le seguenti osservazioni. Il materiale sottoposto a consultazione è troppo complicato per coinvolgere e sensibilizzare Comuni, politici e cittadini, i cui comportamenti e abitudini sono fondamentali per il conseguimento degli obiettivi energetici. Manca in particolare un agevole riassunto dei problemi e delle proposte. Per quanto concerne le previsioni e gli obiettivi predisposti, il PS ritiene che il PEC manchi di slancio e sia appiattito su posizioni più inerenti allo stato attuale che non ai possibili se non addirittura probabili scenari futuri. Non passa giorno che non vengano presentate novità importanti nella produzione di energia da fonti rinnovabili e le curve di apprendimento migliorano sul fronte dell attuazione delle misure di risparmio e di quelle di riconversione dei vettori energetici. Già solo questi fatti legittimano a optare per scenari 2050 compatibili con gli obiettivi società a 2000 W e 1 ton CO2. Inoltre, perseguire in modo attivo l opzione del rinnovabile è pagante sia in termini economici, sia in termini di conoscenze e capacità competitive, oltre che di indotto per l economia locale. Per questo riteniamo importante presentare dati sugli investimenti necessari per perseguire gli obiettivi del PEC al netto degli indotti per l economia locale. Inoltre, a nostro avviso, nel PEC va inserita la questione del finanziamento della ricerca in questo campo in Ticino. Maggior enfasi va messa sul risparmio energetico! Non si pensa solo al tema delle abitazioni, ma anche a quello degli apparecchi, della mobilità (con maggiore attenzione alla diminuzione della richiesta di mobilità attraverso un adeguata pianificazione del territorio), della produzione industriale, il cui potenziale di risparmio indicato nel PEC è eccessivamente remissivo (vedi nostra risposta 3.5).

2 Maggiore enfasi va messa pure nelle energie rinnovabili! L utilizzo di energia elettrica certificata rinnovabile al 100% per il 2050 è un obiettivo ragionevole. Il ripompaggio-turbinaggio si legittima solo se l energia per il ripompaggio è di origine rinnovabile. La tecnica della produzione di energia rinnovabile si sta sviluppando a un ritmo inimmaginabile fino a pochi anni fa: si pensi solo al successo della tecnologia eolica in questi ultimi anni. È un progresso a cui la Svizzera ha purtroppo assistito come spettatrice, nonostante le ottime premesse che aveva. È ancora possibile riprendere il treno delle nuove tecnologie: il PS ha lanciato l'iniziativa federale cleantech per il promovimento delle tecnologie pulite e per la creazione di posti di lavoro in questi settori. La presidente federale Doris Leuthard accompagnata dal consigliere federale Moritz Leuenberger ha presentato pochi giorni fa il Masterplan Cleantech, per una conversione dell economia in una direzione più verde e più sostenibile, con la conseguente creazione di posti di lavoro, perché la Svizzera ha perso terreno nelle tecnologie ecologiche. E l'economia privata ha creato l associazione swisscleantech, con gli stessi obiettivi. C è quindi il rischio di fare scelte che risultano già superate rispetto a quanto si sta facendo nel resto della Svizzera. Il PS ribadisce il proprio NO alle partecipazioni di AET alle centrali termoelettriche e nucleari. Carbone e nucleare devono essere sostituite al più presto da eolico e fotovoltaico. L uso del gas per centrali di cogenerazione può essere ammesso solo transitoriamente, in vista di una riconversione completa alle energie rinnovabili. Il PS infine ritiene che il PEC debba anche ricercare soluzioni in grado di contrastare la devastante concorrenza tra le aziende del settore, in prevalenza a capitale pubblico, che operano sul territorio cantonale, concorrenza che si ripercuote negativamente sia sui consumatori, sia in termini di politica energetica innovativa. L AET deve assumere il ruolo di agenzia di implementazione del PEC, deve avere il monopolio della produzione di energia nel Cantone (con eccezione solo per le piccole riversioni), mentre la distribuzione dovrebbe essere affidata a un unica azienda in una forma da definire. Tenendo conto delle vere potenzialità di risparmio, dello sviluppo atteso delle fonti rinnovabili e delle ricadute in termini economici e di partecipazione a tecnologie di punta, il PS propone quindi di lavorare su un piano d azione CLIMA+, così composto:

3 - integrare nello scenario i piani di azione più favorevoli già contenuti nel PEC; per il fotovoltaico (P3) la variante C (Rimunerazione a copertura dei costi, cantonale da 0.45 a 1.1 ct/kwh) invece della B; per la cogenerazione (P5) la variante C (maggiori investimenti privati) invece della B; per la legna d'ardere (P7) la variante B (con un impianto di cogenerazione con teleriscaldamento) invece della A; Il pompaggio è accettabile come strumento di regolazione solo se l energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili. - fissare obiettivi ancor più ambiziosi: per il fotovoltaico lo studio Rechsteiner parla di 594 GWh/a, il PEC si pone un obiettivo a metà (280 rispettivamente 360 GWh/a); per la biomassa lo studio Rechsteiner indica 330 GWh/a, il PEC 120 (ma nel 1983 il modello TI indicava già 340 GWh/a); gli investimenti necessari, possono essere stimolati da una politica di sussidi mirati a favorire un maggior ricorso alle energie rinnovabili e all efficienza; tali sussidi potrebbero essere ricuperati almeno in parte con tasse che incidono solo in misura molto limitata sulle cifre totali in gioco per l acquisto di energia; l AET deve assumere il ruolo di agenzia di implementazione del PEC: l AET deve avere il monopolio della produzione di energia nel Cantone (politica delle riversioni), mentre la distribuzione dovrebbe essere affidata a un unica azienda in una forma da definire. Il PS considera quindi le proposte del PEC un primo passo verso un futuro energetico rinnovabile. In questo senso uno strumento utile, nonostante il ritardo e la timidezza, per impostare finalmente una politica energetica in Ticino degna di questo nome. Bellinzona, 29 ottobre 2010 Allegato: Risposte al questionario

4 Risposte al questionario 1. Elaborazione del rapporto per la consultazione (PEC) 1.1. Nell'allestimento del PEC si è adottata una metodologia innovativa descritta al cap. 7.1 che prevede, attraverso un processo interattivo, un'analisi settoriale dove vengono definiti obiettivi e misure settoriali ed un'analisi integrata dove vengono elaborati i piani d'azione globali ed i relativi scenari prevedibili agli orizzonti temporali 2035/2050 in funzione degli obiettivi strategici ai quali si vuole tendere. Ritenete che la metodologia adottata e l'impostazione del PEC siano adeguate per un documento programmatico di questo tipo? Si Le modalità di presentazione tuttavia non sono soddisfacenti. I due volumi messi in consultazione sono il frutto di uno sforzo documentativo importante. La presentazione di varianti di azione settoriali e la combinazione in scenari, attraverso un processo interattivo, sono interessanti. Tuttavia il risultato finale si presenta troppo complicato, di modo che viene a mancare la possibilità di coinvolgere adeguatamente i Comuni e il pubblico in genere. Viene così a mancare la necessaria sensibilizzazione di attori importanti per l attuazione del PEC. 2. Piani d azione e scenari (cap PEC) 2.1. Il Rapporto per la consultazione, elaborato dal Gruppo di lavoro, propone 4 piani d'azione, costruiti sulla base di pacchetti di provvedimenti e misure (varianti d'azione) proposti nelle schede settoriali (cfr. Cap , Tab. 13, pag. 97). Essi rappresentano delle opzioni, delle linee guida coerenti, volte a raggiungere degli scenari energetici con un orizzonte temporale al 2035 e Ogni piano d'azione è caratterizzato da orientamenti specifici che definiscono le scelte e le azioni da intraprendere, tra queste anche le ipotesi e le modalità di copertura del fabbisogno in energia elettrica. Quale piano d'azione ritenete più opportuno?

5 Possibilità: BAU / CLIMA / OPEN / ALL CLIMA È il più sostenibile tra gli scenari, ma nemmeno questo scenario consegue gli obiettivi prefissati dal Consiglio di Stato (società a 2000 W e 1 ton CO2) nemmeno nel Avremmo preferito maggior slancio e una maggior presa in conto delle dinamiche favorevoli dovute ai progressi tecnici e alle curve di apprendimento, di modo da predisporre maggiori investimenti che, stando ai trend tecnologici, sono di fatto sostenibili anche finanziariamente. Vedi risposta 2.4 per integrare piani di azione già menzionati nel PEC e proposta di scenario CLIMA+ esposto nelle considerazioni generali e riassunto Gli effetti dei Piani d'azione sono quantificati al cap in base ai quattro più significativi criteri di valutazione: consumo di energia (GWh/anno), produzione di energia elettrica (GWh/anno), emissioni di CO2 sul territorio cantonale (ton CO2/anno) e investimenti complessivamente previsti dai piani d'azione (Mio CHF). Questi criteri sono appropriati per giudicare la bontà dei Piani d'azione? Si Tuttavia segnaliamo le seguenti osservazioni inerenti ai criteri e in particolar modo alla loro presentazione nel PEC. Criterio Produzione : la produzione di energia elettrica indicata nella matrice di valutazione degli scenari a p. 149 è quella lorda senza che vi sia la sottrazione di quella utilizzata per il ripompaggio. A nostro modo di vedere questo dato andrebbe meglio evidenziato, come del resto fatto per il bilancio energetico 2008 a p. 23. Criterio Emissioni : sempre nella matrice di valutazione figurano solo le emissioni di CO2 sul territorio cantonale, mentre ai fini degli obiettivi del PEC,

6 in particolare di quello 1 ton CO2, è meglio riportare l impatto del consumo finale di energia riprendendolo dalla p Criterio Investimenti : colpisce il fatto che non vengono integrati né i risparmi energetici, né il fatto di disporre di un energia svincolata dal trend in aumento dei costi delle energie fossili. Pure gli indotti degli investimenti sull economia locale come pure il rafforzamento delle conoscenze e della competitività di istituti e aziende ticinesi attive nel settore, non vengono integrate. Ci auguriamo che nel corso dei approfondimento del PEC questi importanti aspetti possano essere sviluppati. Manca infine l indicatore simile a un modal- split che riprende la quota parte delle energie rinnovabili rispetto al consumo totale di energia A quale dei 4 criteri dovrebbe essere dato maggior peso? (assegnare rango da 1 per il più importante, a 4 per il meno importante). Possibilità: consumo di energia / produzione di energia elettrica / emissioni di CO2 / investimenti previsti 1. Consumo di energia 2. Emissioni di CO2 3. Produzione di energia elettrica 4. Investimenti previsti Si propongono altri criteri di valutazione? Domanda: quali? Quali?

7 Vedi risposta alla domanda 2.2 (completamento del criterio Investimenti e creazione di un criterio tipo modal-split per l energia consumata Il piano d'azione è una composizione di varianti d'azione di settore (cfr. Cap , Tab 13, pag. 97). Esso non è però uno strumento statico. Del piano d'azione ritenuto il più opportuno - ev. con modifiche puntuali -, vi è qualche settore la cui variante d'azione scelta dovrebbe essere modificata o sostituita da un'altra variante d'azione? Possibilità: sì / no Domanda: quali? Lo scenario CLIMA andrebbe migliorato con le varianti più sostenibili ossia: la variante C (RIC cantonale da 045 a 1.1 ct/kwh) invece della B per il fotovoltaico (P.3); la variante C (maggiori investimenti privati) invece della B per la cogenerazione (P.5); la variante B (impianto di co-generazione) invece della A per la legna d'ardere (P.7); Vedi anche proposta CLIMA+ indicato nelle considerazioni generali e riassunto La scheda P.4 descrive nel dettaglio le opzioni a disposizione per la copertura del fabbisogno elettrico attraverso l'importazione o la partecipazione ad impianti di produzione di energia elettrica. La scheda illustra inoltre la strategia adottata sinora dall'aet ed il possibile manco di energia a medio termine alla luce dei contratti attualmente attivi che andranno in scadenza (scheda P.4 tabella finale a pag. 56). In essa non sono volutamente proposte soluzioni ed opzioni per la copertura futura del fabbisogno, in quanto dipendenti dai provvedimenti previsti dal piano d'azione scelto in termini di produzione di energia elettrica e di efficienza energetica a livello di uso finale. Conseguentemente per ogni piano d'azione sono proposte delle ipotesi di

8 copertura del fabbisogno. Del piano d'azione da voi ritenuto più opportuno, come valutate l'ipotesi di copertura del fabbisogno di energia elettrica in esso proposta? Risposta e motivazione: Giudichiamo negative le partecipazioni al termico convenzionale e in genere l approvvigionamento attraverso fonti non rinnovabili, anche se la produzione avviene all estero. Il pompaggio-turbinaggio è visto favorevolmente solo se l energia utilizzata per il ripomaggio proviene da fonti rinnovabili In termini generali, l'opzione del nucleare è sostenibile? No. Il nucleare genera un problema irrisolto e assai grave che è quello delle scorie. Comporta alti rischi in caso di incidente, completamente a carico della collettività (si pensi anche al fatto che le centrali nucleari non hanno copertura assicurativa adeguata di modo che la stessa è irrisoria rispetto ai danni potenziali i cui rischi e costi sono ribaltati sulla collettività. Questo è stato possibile grazie ad una Legge voluta dalla maggioranza borghese che da sola permette la sopravvivenza economica di questa tecnologia). Pone pure problemi di smantellamento delle centrali. Infine, la materia prima scarseggia e i suoi costi sono in aumento L'opzione del termoelettrico è sostenibile nella fase di transizione? No

9 Il termoelettrico con carbone e nucleare non sono accettabili. È accettabile transitoriamente l uso del gas per la cogenerazione (scheda P.10) Ritenete che si debba optare unicamente per energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili? E' l'unica opzione valida e sostenibile a lungo termine. I progressi tecnici sono promettenti e miglioreranno decisamente le prestazioni (vedi ad esempio il recente dibattito attorno a kite-gen). Perseguire in modo attivo l opzione del rinnovabile è pagante sia in termini economici, sia in termini di conoscenze e capacità competitive, oltre che di indotto per l economia locale. Riteniamo quindi importante approfondire nel PEC, oltre a partecipazioni di AET nelle energie rinnovabili, anche le modalità di finanziamento della ricerca in questo campo in Ticino È condivisa l'impostazione secondo la quale l'energia idroelettrica è sfruttata più razionalmente come energia di regolazione e di punta, con la conseguente maggiore dipendenza da fonti energetiche importate? No L opzione è accettabile solo se l energia importata per il pompaggio proviene da fonti rinnovabili La sicurezza dell'approvvigionamento costituisce uno dei compiti basilari del Cantone e di AET. Nel perseguimento di questo obiettivo, non bisogna sottacere l'importanza del commercio di energia, promosso da AET nel suo ruolo di azienda commerciale: esso permette, infatti, di meglio gestire i prezzi dell'energia per i consumatori finali ticinesi, valorizzando al meglio il potenziale di produzione elettrica

10 indigena (> scheda P.4, "Gestione dei portafogli") nel contesto nazionale ed internazionale. Questa attività è ritenuta rilevante per il PEC? No Una quota di commercio è ammissibile solo se collaterale alle altre funzioni di AET, mirata a scambi di energia rinnovabile e non deve rappresentare unicamente un attività speculativa Condividete l indirizzo che, al consumatore finale, per il tramite dei gestori di rete cantonali, AET debba poter garantire sul totale di energia fornita, una quota parte minima del 70% di energia certificata di origine rinnovabile a prezzi concorrenziali? Tuttavia l obiettivo di conseguire il 100% di energia certificata di origine rinnovabile nel 2050 deve essere acquisito Condividete la proposta che il Cantone, per il tramite dell'aet, investa nelle energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, ma pure eolico e biomassa (legna e scarti vegetali), in centrali a gas a cogenerazione di piccole dimensioni ed in reti di teleriscaldamento?

11 3. Bilancio energetico e sfide per il futuro (Cap. 2 e 3 PEC) 3.1 La conoscenza del quadro complessivo del bilancio energetico cantonale, che evidenzi le quantità di energia prodotte sul territorio cantonale, le importazioni, le esportazioni ed i consumi nei settori di utilizzazione finale, costituisce elemento imprescindibile per poter attuare una pianificazione energetica efficace. Ritenete il bilancio energetico completo? Tuttavia, come già accennato alla risposta 2.2, nella matrice di valutazione degli scenari manca il computo della produzione di CO2 all estero e dell energia impiegata per produrre gli impianti che generano energia (banca dati Ecoinvent v. 2.01) L analisi della situazione è corretta? NO Vedi risposta al punto 2.2 con particolare riferimento al bilancio degli investimenti che dovrebbe includere le ricadute positive La sua evoluzione, così come delineata è condivisa?

12 No I margini di risparmio e quindi di diminuzione dei consumi sono stimati in modo troppo prudente, se non erroneo. Di conseguenza il maggior fabbisogno futuro di energia, in particolare di quella elettrica, ne esce troppo alto La stima del potenziale di produzione di energie rinnovabile è attendibile? No Il potenziale fotovoltaico appare troppo prudenziale e riferito unicamente a ¼ dei tetti. I progressi della tecnica e una politica di sostegno a questa tecnologia giustificano un potenziale più alto con notevoli vantaggi: la minor dipendenza dalle fonti non rinnovabili, la decentralizzazione della produzione di energia elettrica con una minor dipendenza dalle grandi imprese locali o estere, la messa in moto di un mercato locale in grado di valorizzare e migliorare le pratiche di produzione e installazione di tecnologia di punta, un indotto economico non indifferente, la diminuzione pro-attiva della dipendenza dai prezzi delle energie fossili e nucleari. Il potenziale del geotermico di profondità andrebbe riconsiderato, come pure quello della biomassa (scarti organici) La stima del potenziale di riduzione dei consumi è attendibile?

13 No Come indicato alla risposta 3.3 ci sono soluzioni che consentono risparmi importati, stimati dal PEC in modo eccessivamente prudenziale, se si pensa che già oggi vengono costruite case autarchiche in termini energetici. Se poi si ipotizza un seppur lieve miglioramento della tecnica, il miglioramento delle curve di apprendimento nei confronti di queste tecniche, il continuo aumento dei prezzi dei vettori energetici di origine fossile, gli incentivi che possono essere attivati, la stima avanzata dal PEC risulta eccessivamente remissiva. Si prenda ad esempio il potenziale di riduzione dei consumi nell ambito dei processi produttivi (industria) indicati a p. 46, stimato a solo il 20%. È notorio come in questo settore gli sprechi sono frequenti, spesso a causa della scarsa consulenza. Il PEC dovrebbe considerare maggiormente i margini di risparmio energetico là dove la consulenza può fare molto e dove gli investimenti in nuove tecnologie sono rapidamente ammortizzati grazie al risparmio energetico, ma non vengono effettuati per una certa inerzia, vedi diffidenza nei riguardi dei consulenti. Nel settore produttivo, per incentivare le riconversioni in soluzioni più efficienti, lo sconto attribuito ai grandi consumatori andrebbe tolto. 4. Attuazione del PEC (Cap. 8) 4.1. I ruoli degli enti coinvolti (Cantone, AET, enti e associazioni, comuni, economia privata) sono condivisi? No In primo luogo auspichiamo una valenza pubblica del PEC, in grado di coinvolgere e vincolare anche le aziende di produzione e distribuzione situate nel Cantone, che sono di proprietà in prevalenza comunali.

14 AET deve avere il monopolio della produzione di energia nel Cantone (con eccezioni possibili solo per gli impianti di piccole dimensioni), mentre la distribuzione dovrebbe essere appannaggio di una sola azienda sotto un cappello unico da definire. Auspichiamo inoltre la creazione di un Agenzia per il risparmio energetico e le energie rinnovabili con il compito di coordinare e stimolare l attuazione degli obiettivi settoriali in materia (resta da valutare se sarà una unità separata dall Amministrazione o aggregata a AET, con specifico mandato di prestazioni). Per i Comuni concordiamo con quanto indicato a p. 155 (vedi anche risposta successiva) Al cap si propone la realizzazione di piani energetici comunali. Si condivide l'utilità di simili piani? Concordiamo con quanto indicato per i Comuni, in particolare la diffusione del marchio Città dell energia e l allestimento dei piani energetici comunali. 5. Concetto del PEC 5.1. Gli indirizzi posti dalla politica energetica della Confederazione (cap. 4) sono tradotti adeguatamente negli indirizzi cantonali (cap. 6.1)?

15 Maggiore attenzione va data alla tempistica attribuita all obiettivo della distribuzione del 70% di energia certificata rinnovabile. Anche una maggior presenza di incentivi cantonali per il fotovoltaico è auspicabile (variante C scheda P3). Infine la questione del ripompaggio va meglio analizzata. 6. Schede settoriali (Cap. 7.2 PEC e documento specifico) 6.1. Ai fini delle analisi settoriali, il sistema energetico è stato scomposto in cinque macro-aree, successivamente articolate in venti settori, per ciascuno dei quali sono stati effettuati approfondimenti specifici, le cosiddette schede settoriali, riportate nello specifico volume. Nell'insieme, le schede sono adeguatamente dettagliate e comprensibili?. Le schede sono una fonte importante di dati e di analisi. Il PEC attualmente sottoposto in consultazione si presenta complesso in vista del coinvolgimento e della sensibilizzazione ad esempio dei Comuni, politici e dei cittadini. Una maggiore sensibilizzazione di questi attori è fondamentale per l attuazione dello stesso PEC! Si suggerisce pertanto di elaborare il PEC definitivo tenuto conto di un pubblico più vasto di non specialisti. Bellinzona, 29 ottobre 2010

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