Fare Agriturismo: quando la qualità si confronta con le norme. Lavoro e previdenza in agriturismo. Il ruolo dell INPS.

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1 Direzione Regionale del Veneto Area prevenzione e contrasto economia sommersa e lavoro irregolare Fare Agriturismo: quando la qualità si confronta con le norme. Lavoro e previdenza in agriturismo. Il ruolo dell INPS. Roberto Napoletani - dirigente regionale area vigilanza

2 RAPPORTO ANNUALE INPS 2012 Residenti Italia Utenti INPS 72% Non INPS 28%

3 RAPPORTO ANNUALE INPS 2012 L Inps è il principale Ente italiano di sicurezza sociale e con l integrazione di Inpdap ed Enpals, è divenuto uno dei più grandi Enti previdenziali europei. L Inps eroga, a differenza degli altri Enti previdenziali europei, una molteplice serie di prestazioni a sostegno dell occupazione e del reddito familiare: cassa integrazione, indennità di disoccupazione/mobilità, indennità di malattia, di maternità, prestazioni socioassistenziali a favore dei nuclei familiari a basso reddito e altro ancora

4 RAPPORTO ANNUALE INPS 2012 PENSIONATI ITALIA INPS 96,1 ALTRI 3,9

5 RAPPORTO ANNUALE INPS 2012 Roberto Napoletani dirigente regionale area vigilanza

6 RAPPORTO ANNUALE INPS 2012 Il flusso finanziario complessivo annuo nel 2012 è pari a 762,8 miliardi di euro (somma tra entrate pari a 376,9 miliardi e uscite pari a 385,9 miliardi). Questo fa del bilancio dell INPS un entità economica seconda solamente al bilancio dello Stato Italiano. Il flusso delle entrate contributive e delle prestazioni erogate è gestito da circa dipendenti.

7 Sistema previdenziale INPS E interessante evidenziare come nel sistema INPS vi siano una trentina di gestioni previdenziali che intervengono tra loro in modo solidaristico. Ciò significa che se una gestione è in deficit, le prestazioni vengono comunque finanziate da altre gestioni che sono in attivo. Un esempio significativo è la gestione dei contributi agricoli che incassa mediamente per anno poco più di un miliardo di euro ed eroga prestazioni per circa 12 miliardi di euro.

8 Sistema previdenziale INPS I contributi INPS non una spesa ma un investimento Il rendimento finanziario attuale dei contributi INPS è sicuramente migliore di tanti altri investimenti. Ciò vale di più per i lavoratori dipendenti, ma anche per i lavoratori autonomi l investimento è in attivo. Per ogni euro versato come contribuzione se ne ottengono da 1,2 a 4,7 sotto forma di pensione (ipotizzando l attuale durata della vita media). Se si trattasse di un investimento finanziario potremmo dire che l' Inps offre una performance reale, calcolata fino alla fine della prestazione previdenziale e al netto dell' inflazione, che va dal 25% al 349%.* *(dati al 2010 da uno studio di PROGETICA,

9 Roberto Napoletani - dirigente regionale area vigilanza Sostenibilità del sistema previdenziale Per garantire le tutele dell art. 38 della Costituzione il sistema italiano ha scelto un sistema cd. a «ripartizione» invece di un sistema a capitalizzazione. Tale sistema prevede solo parzialmente un accumulo di risorse in quanto i contributi incassati oggi sono destinati alle prestazioni erogate nello stesso periodo. Inoltre, il sistema a ripartizione non subisce il rischio di investimento di altri sistemi previdenziali che prevedono la capitalizzazione dei contributi versati e, quindi, accumulati per la previdenza degli stessi versanti, ma è soggetto al rischio demografico. Nel caso di contrazione della popolazione, le risorse in surplus (se ve ne sono) vengono utilizzate per finanziare le prestazioni dovute.

10 Sostenibilità del sistema ed evasione contributiva E di tutta evidenza che l evasione contributiva (che in Italia, allo stato attuale, rasenta i 40 miliardi di euro annui) causa al sistema dei danni gravissimi, con conseguenze sia sociali che individuali. L ultima riforma pensionistica è un esempio perfetto per dimostrare che, se non ci fosse l evasione contributiva, il sistema sarebbe stato ancora sostenibile per diverso tempo, malgrado la crisi economica e quella demografica (il decremento delle nascite è fenomeno diffuso nei paesi industrializzati, ma sicuramente molto più marcato in Italia anche per via delle mancanze di tutele effettive delle donne che lavorano).

11 Roberto Napoletani - dirigente regionale area vigilanza La legge n. 96 del 20 febbraio 2006 La legge quadro in materia di agriturismo ha fissato alcuni principi ai quali le Regioni devono attenersi nel determinare limiti, criteri obblighi amministrativi per lo svolgimento dell attività agrituristica. Principio fondamentale che definisce l attività agrituristica è il rapporto di stretta connessione con le attività di produzione agricola, coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali. Per attività agrituristica, pertanto, si intendono tutte le attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all art del C.C. secondo il piano agrituristico aziendale E evidente che vi sarà anche una componente commerciale dell attività, che però non può superare limiti determinati.

12 Roberto Napoletani - dirigente regionale area vigilanza Attività agrituristica e Previdenza L attività agrituristica svolta secondo le norme vigenti è considerata attività agricola e, come tale, tutte le iscrizioni previdenziali attengono alla gestione previdenziale dell agricoltura. Anche i collaboratori dell agriturismo sono iscritti e pagano i contributi nella gestione previdenziale agricola. Qualora si verificasse, invece, una prevalenza dell attività commerciale su quella agricola, ad esempio nel caso di uso di prodotti di provenienza esterna all azienda agricola oltre certi limiti, si dovrà reinquadrare l attività nel settore commerciale e con essa tutti i rapporti previdenziali presenti in azienda (imprenditore e collaboratori).

13 Attività agrituristica e Previdenza Documentazione da esaminare in caso di ispezione: 1) Iscrizione elenchi provinciali; 2) autorizzazione comunale esercizio attività agrituristica; 3) fatturazione dei passaggi interni di prodotti; 4) fatturazione esterna (acquisto prodotto somministrati); 5) registro dei corrispettivi; 6) registro degli ospiti; 7) documentazione fiscale obbligatoria in genere. 8) Piano agrituristico aziendale

14 Roberto Napoletani - dirigente regionale area vigilanza Attività agrituristica e previdenza Requisiti da verificare: 1) attività connessa ad azienda agricola e svolta dal medesimo imprenditore agricolo 2) uso di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o dall allevamento di animali, in Veneto (legge reg, 28/2012) almeno il 50% (25% in zona montana) del prodotto. 3) fornitura di beni e servizi a favore di terzi effettuate con utilizzazione prevalente di attrezzature e risorse normalmente impiegate nell azienda agricola esercitata. 4) Anche le attività dirette alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale ovvero dirette alla ricezione ed ospitalità soggiacciono allo stesso criterio di prevalenza di uso e produzione nell azienda agricola connessa.

15 RAPPORTO ANNUALE INPS 2012 Roberto Napoletani dirigente regionale area vigilanza

16 RAPPORTO ANNUALE INPS 2012 i lavoratori in nero e irregolari scoperti sono stati (+22%) per un evasione complessiva accertata di milioni di euro (+12%).

17 Evasione Contributiva Nazionale Presumibile 40 miliardi annui Evasione accertata nel 2012: 1099 milioni

18 Attività di vigilanza totale Veneto 2012 Ente Aziende ispezionate Direzioni del Lavoro 8398 Risultati attività ispettiva anno 2012 Dati Regione Veneto Aziende irregolari N. lavoratori irregolari di cui N. lavoratori in nero Imponibili evasi accertati INPS INAIL Totale

19 Attività di vigilanza INPS Veneto ISPEZIONI EFFETTUATE LAVORATORI SCONOSCIUTI IMPORTI ACCERTATI (In migliaia di euro) % % % , , ,7

20 Attività di vigilanza in agricoltura 2012 Aziende visitate Soggetti irregolari % Soggetti in nero Importi per omissioni Recupero prestazioni Totali Veneto aziende , CD/CM/ IAP , Il totale degli importi accertati in agricoltura rappresenta, quindi, lo 0,59% del totale degli importi accertati in regione nel 2012 (totale ).

21 LAVORO ACCESSORIO: NUOVE NORME Le prestazioni di lavoro accessorio sono attività lavorative, svolte senza l'instaurazione di un rapporto di lavoro (artt D.Lgs , n. 276). Si tratta di attività lavorative che non devono dar luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a euro nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati Tali attività devono inoltre essere svolte direttamente a favore dell'utilizzatore della prestazione e senza il tramite di intermediari (INPS, circ. 88/2009; Inps, circ , n. 49). Tali prestazioni di lavoro accessorio sono retribuiti mediante i buoni-lavoro (Voucher) gestiti dall INPS.

22 Lavoro accessorio: così i limiti di reddito annui in capo al lavoratore Limite di reddito massimo in capo al singolo percettore nel corso di un intero anno solare Importo massimo ottenibile da parte di un committente che risulti essere un imprenditore commerciale o un professionista Importo massimo ottenibile da parte di un committente che non sia imprenditore commerciale o professionista euro euro * euro Inoltre il lavoratore che già percepisce prestazioni a sostegno del reddito, non può ricevere con i buoni lavoro compensi maggiori di 3000 euro.

23 LAVORO ACCESSORIO Nel caso di committenti imprenditori o professionisti, fermo il massimo erogabile da parte del singolo imprenditore/professionista, i restanti euro potranno essere erogati da altri soggetti a prescindere dal fatto che si tratti di altri imprenditori commerciali o professionisti (sempre con il limite di euro ciascuno) ovvero da parte di altri soggetti privi di tale qualificazione. Inoltre, a partire dal 18 luglio 2012 possono essere rese "attività lavorative accessorie" nella generalità dei settori produttivi.

24 Lavoro occasionale e impresa familiare Con la Legge n. 92 del 28 giugno 2012, l impresa familiare rientra nell ambito della disciplina generale e può ricorrere al lavoro occasionale per lo svolgimento di ogni tipo di attività (incluse le attività specifiche dell impresa), con l osservanza dei soli limiti economici previsti dalla nuova normativa, pari a euro netti (2666 lordi) per prestatore, nell anno solare, trattandosi di committenti imprenditori commerciali o professionisti. Pertanto, non è più valido il limite di euro netti nell anno fiscale, precedentemente previsto per le imprese familiari. L impresa familiare può, quindi, utilizzare qualsiasi tipologia di voucher (cartacei INPS e Poste, voucher venduti dai tabaccai o sportelli bancari abilitati o voucher telematici) e può impiegare tutte le categorie di prestatori, inclusi i familiari, purchè non facciano parte del nucleo costitutivo dell impresa familiare stessa.

25 Istituto Nazionale della Previdenza Sociale Grazie a tutti per l attenzione Roberto Napoletani

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