Definizione e gestione del fido commerciale: una proposta operativa

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Definizione e gestione del fido commerciale: una proposta operativa"

Transcript

1 Definizione e gestione del fido commerciale: una proposta operativa di Andrea Panizza (*) e Marco Gennari (**) Il controllo delle dinamiche del ciclo del credito, tema fondamentale per le aziende di ogni dimensione, assume ancor più rilevanza nei contesti di criticità gestionale in cui è necessario avere come obiettivo la riduzione (o quanto meno il contenimento) dell esposizione commerciale, al fine di prevenire potenziali situazioni di insolvenza che si tradurrebbero in conseguenti mancati incassi e nel consolidamento di perdite economiche. Frequentemente la gestione delle problematiche legate alla gestione dei crediti commerciali viene affidata all esterno, generalmente in occasione del loro mancato realizzo. L impostazione di semplici procedure interne finalizzate alla valutazione preventiva dell affidabilità del cliente favorisce la diminuzione del rischio d insolvenza dei crediti di natura commerciale. Introduzione Ilrapportochelegalafunzionecommerciale a quella amministrativa è sempre sollecitato da forti tensioni. Lo scontro si gioca nell ambito della gestione della finanza in entrata e su obiettivi opposti che le due aree aziendali devono perseguire. Mentre la funzione commerciale concentra la propria attenzione sulla conclusione dell affare, accordando condizioni non sempre coerenti con la finanza aziendale, la funzione amministrativa ne subisce gli effetti trovandosi a gestire eventualmente una forte tensione finanziaria. Oltre a questo, la necessità di aumentare il volume delle vendite spinge la funzione commerciale a ricercare nuovi clienti e a concludere nuovi accordi senza però avere certezze sulla solvibilità della controparte. La funzione amministrativa si appesantisce ulteriormente, dovendo così gestire incassi incerti con ampi tempi di dilazione. Questi elementi di criticità devono essere gestiti attraverso procedure strutturate e mirate ad aumentare la consapevolezza finanziaria della funzione commerciale e che, specularmente, permettono alla funzione amministrativa di programmare i flussi finanziari necessari. Allo stesso modo è necessario individuare strumenti che si inseriscano tra le due funzioni per indirizzare le due aree aziendali verso una scelta oggettiva e, per questo motivo, condivisa. La selezione della clientela, la definizione e la gestione del fido commerciale e il credit scoring diventano quindi aspetti centrali che non si basano unicamente sui rapporti di fiducia ma anche, e soprattutto, su strumentidivalutazioneoggettivi. La selezione della clientela Ogni nuovo contatto commerciale deve innescare una veloce raccolta di informazioni che permetta all impresa una valutazione preliminare del cliente. Senza entrare nel dettaglio delle singole voci, le indicazioni che concorrono alla formulazione di questo giudizio sono: storia aziendale e proprietà; amministratori e management di riferimento; Note: (*) Senior Partner Studio Impresa Spa - Consulenti di Direzione, Revisore Legale, Vice Presidente A.P.R.I. - Associazione Professionisti Risanamento Imprese (**) Consulente Studio Impresa Spa 6/

2 caratteristiche dell azienda (dimensioni, ubicazione, ecc.); statistiche interne (anagrafiche, estratti conto e scadenziari); attività, caratteristiche e potenzialità commerciali del cliente; informazioni fornite da società specializzate nella fornitura di informazioni di natura commerciale; informazionibancarie(1). Sarà compito della funzione commerciale raccogliere queste informazioni e, con il supporto della funzione amministrativa, analizzarle e valutarle prima ancora di avviare il rapporto commerciale. L azienda, anche dopo aver consolidato il rapporto con un cliente, dovrebbe prevedere il periodico aggiornamento di queste informazioni, necessarie per la determinazione delle strategie commerciali. Definizione e gestione del fido Il fido commerciale «è il livello massimo di rischio di credito teoricamente accettabile che un fornitore decide di assumersi nei confronti di ogni cliente con cui esiste un rapporto di fornitura che preveda un pagamento differito» (2) ovvero l esposizione massima che l impresa concede al cliente sulla merce venduta tramite dilazioni di pagamento. Data l importanza del fido commerciale, appare opportuno che l azienda provveda a sviluppare una procedura interna in grado di strutturare il processo decisionale e distribuire, allo stesso modo, le responsabilità alle funzioni coinvolte. Chiaramente, le caratteristiche specifiche di ogni azienda e dell ambiente in cui si inserisce influiscono sullo sviluppo della cosiddetta «procedura fidi». Di seguito se ne propone un esempio. Criteri generali 1) Non possono essere fatte spedizioni a un cliente in assenza di un Fido preventivamente autorizzato (ad eccezione degli ordini di prova o dei campioni, caso in cui può essere considerata sufficiente l autorizzazione rilasciata dalla funzione commerciale, all interno di un valore massimo funzionale al tipo di business in cui si opera); 2) il fido deve essere definito e approvato prima di iniziare la relazione commerciale 58 e deve essere rivisto non appena si presenti un elemento di discontinuità rispetto al passato nel rapporto con il cliente; 3) il fido ha una validità annuale; può essere rinnovato o revocato alla scadenza qualora le condizioni di partenza siano variate. Determinazione del fido commerciale La funzione commerciale calcola e propone il fido sulla base di elementi di natura qualitativa, quantitativa e andamentale. Pertanto, nella definizione del fido commerciale devono, tra gli altri, essere tenuti in considerazione elementi quali la durata del rapporto commerciale, l importanza del cliente per la società, la natura giuridica del cliente, i rapporti con gli istituti di credito, l affidabilità degli esponenti aziendali, la situazione patrimoniale, la struttura commerciale, lo scoring quantitativo (ad es. modello Z Score di Altman, PMI Z Score, EM-Score, ecc.). La funzione commerciale è altresì responsabile del monitoraggio dell adeguatezza del Fido in relazione alle performance di business. Richiesta di fido Per ogni cliente deve essere creata, da parte della funzione commerciale, una richiesta fido da inserire in un dossier cliente nel quale sono raccolte le informazioni rilevanti relative al cliente e tutti gli aggiornamenti intervenuti nel corso del rapporto. Autorizzazione dei fidi Al fine di addivenire ad una corretta valutazione del fido richiesto, in termini di sua sostenibilità, oltre che affidarsi alla cosiddetta trading experience, devono essere raccolte ed analizzate tutta una serie di informazioni di natura commerciale, economica, finanziaria e patrimoniale. Ci si riferisce a dossier di natura commerciale acquistabili da società specializzate nell erogazione di servizi di informazione commerciale e ai bilanci di eser- Note: (1) Professione Credit Manager, metodi e supporti per la gestione del credito commerciale, SecondaEdizione,IP- SOA, Milano, 2006, pag. 199 e seguenti. (2) Professione Credit Manager, metodi e supporti per la gestione del credito commerciale, SecondaEdizione,IP- SOA, Milano, 2006, pag /2012

3 cizio depositati presso il Registro Imprese e fruibili anche per via telematica. Il fido deve essere approvato sia dalla funzione commerciale che da quella amministrativa, coinvolgendo livelli di responsabilità in relazione al livello di esposizione. È, pertanto, consigliabile suddividere il proprio portafoglio clienti, stabilendo un primo livello di affidamento, di importo limitato, che può essere approvato dal credit manager congiuntamente all area manager, un secondo livello, corrispondente ad una fascia di importo superiore, per il quale sono richieste le ulteriori approvazioni da parte del responsabile amministrativo e commerciale e un terzo livello, corrispondente al massimo livello di affidamento concedibile, che preveda anche la firma della direzione aziendale. Si veda in merito la Tavola 1. Tavola 1 - Livello di affidamento e responsabilità Valore in Euro Funzione 1 Funzione 2 > (3º livello) < (2º livello) < (1ºlivello) Direzione aziendale Resp.le amministrativo Credit Manager Resp.le Commerciale Area Manager Il numero degli step attraverso i quali arrivare alla definizione, autorizzazione e rilascio di un fido commerciale possono, ovviamente, variare a seconda delle caratteristiche della struttura organizzativa interna all azienda edellesuedimensioni. Si rende comunque necessario prevedere e regolamentare, il più possibile, anche i casi particolari che possono verificarsi nel corso dell applicazione della procedura. Il mancato accordo tra «organi deliberanti» di pari livello potrebbe essere eventualmente gestito con il rimando della decisione al successivo e più alto livello di responsabilità. Nel caso sia stato sottoscritto un contratto che preveda l assicurazione dei crediti commerciali, l eventuale eccedenza di fido, rispetto al massimale coperto da assicurazione, dovrebbe essere approvata con le stesse regole di cui sopra. Non dovrebbero essere previste deleghe di autorizzazione al livello inferiore. La revisione dei fidi con scadenza annuale dovrebbe, poi, essere garantita dal servizio amministrativo attraverso l analisi dell ultimo bilancio approvato e delle altre informazioni di natura qualitativa e andamentale. Gestione dei fidi Con cadenza settimanale appare opportuno procedere con la verifica dei crediti scaduti, ovvero di tutti quei casi nei quali si assista al mancato rispetto dell obbligazione al pagamento da parte del cliente, sia esso rappresentato dal mancato ritiro di una Ri.Ba. o dalla mancata effettuazione di un bonifico bancario. Questa attività di controllo è resa possibile, in certi casi (vedi Ri.Ba.), solo trascorsi alcuni giorni dalla scadenza prevista in quanto il flusso informativo del sistema bancario necessita di qualche giorno per essere considerato disponibile per l azienda creditrice. L elenco dei crediti scaduti e non onorati da parte del cliente debitore può essere generato automaticamente dal sistema informativo (nel caso che lo stesso lo permetta), oppure redatto manualmente dal servizio amministrativo e distribuito al servizio commerciale. Il servizio commerciale deve poi contattare il cliente moroso per avere chiarimenti sul mancato pagamento e indicazioni su come il cliente intenda provvedere alla regolarizzazione. Nel frattempo il servizio amministrativo dovrebbe prevedere il blocco del fido, con conseguente congelamento di ogni ulteriore fornitura, fino a nuova indicazione da parte del servizio commerciale. Le evidenze dello scaduto dovrebbero rimanere disponibili nel sistema informativo aziendale e contribuire alla costruzione di quelle informazioni che caratterizzano il cliente da un punto di vista andamentale, utili per valutarne nel tempo l affidabilità. Nel caso in cui, a fronte di un mancato pagamento, il cliente provveda a saldare nel breve, nulla più che unanotarimarràall interno del sistema informativo; diversamente, il rapporto con il cliente diventerà oggetto di discussione durante l apposito periodico comitato fidi, nel quale verranno identificate le azioni da intraprendere nei confronti del cliente inadempiente. Ogni eventuale variazione dei termini di pagamento deve essere approvata dal responsabile commerciale, così come la definizione 6/

4 dei termini per un nuovo cliente, qualora siano diversi dai riferimenti previsti dal modello standard come, ad esempio, quello di riportato in Tavola 2. Tavola 2 - Termini di pagamento standard Nazione Giorni Germania 30 Francia 60 Altri Paesi Europei Italia 90 Portogallo / Spagna / Grecia 90 UK USA ROW Il comitato fidi Il comitato fidi è l organo che riunisce, almeno una volta al mese, la direzione aziendale, commerciale, amministrativa e, qualora necessario, un legale interno o esterno all azienda, per: esaminare la situazione crediti, in particolare di quelli scaduti alla data, sulla base di una lista che preveda per ogni cliente l esposizione totale, l importo di quanto scaduto, le azioni decise per il recupero, i relativi tempi e il responsabile; rivedere la valutazione dei crediti in sofferenza ed esaminare la necessità di utilizzo del fondo rischi. Nella Tavola 3 si fornisce un esempio di percentuali di svalutazione per singola casistica. La svalutazione deve essere effettuata considerando il valore prevedibilmente realizzabile, ponendo particolare attenzione alla natura dei singoli crediti e alle informazioni disponibili sulla situazione del singolo debitore. Non bisogna inoltre dimenticare che la svalutazione non deve essere influenzata da considerazioni di natura fiscale, ma deve essere unicamente provocata nella misura necessaria a garantire l applicazione di quanto previsto dalla normativa civilistica (art. 2426), ovvero la valutazione dei crediti secondo il valore presumibile di realizzo; esaminare la situazione dei crediti chiusi a 60 seguito di fallimento del cliente, ma con procedure concorsuali ancora aperte; valutare la possibilità di intraprendere azioni legali, e di richiedere garanzie bancarie o personali e ogni altra forma di tutela del credito riconducibile a posizioni aperte; esaminare l andamento/accettazione di eventuali piani di rientro; esaminare le richieste di affidamento; esaminareirinnovideifidiinscadenza; analizzareleperformance della forza vendite in termini di giorni di dilazione di pagamento concessi; analizzare ogni altra informazione utile ad una più ottimale gestione del rapporto commerciale con il cliente. Il comitato fidi, oltre ad essere organo coordinatore delle attività descritte in precedenza e anello di congiunzione tra la funzione commerciale e quella amministrativa, rappresenta strumento di condivisione di informazioni che, qualora analizzate separatamente da queste due funzioni, potrebbe portare ad una loro interpretazione fin troppo prudenziale, da parte del servizio amministrativo, o disinvolta, da parte del servizio commerciale, con conseguente limitazione di opportunità o assunzione di rischi eccessivi. Tavola 3 - Esempio di percentuali di svalutazione per singola casistica Stima inesigibilità Svalutazione (%) Fallimento 100 Creditiperinteressidimora 100 Istanza di Fallimento 90 Pignoramento 70 Accordo di ristrutturazione debito Concordato Preventivo In base a quanto previsto dall accordo In base alla proposta concordataria Decreto ingiuntivo 25 Piano di rientro clienti abbandonati 20 Piano di rientro clienti correnti 15 Sollecito legale 10 6/2012

5 Il credit scoring Le tecniche di credit scoring consistono in modelli di tipo previsionale che, attraverso l utilizzo di metodi statistici, attribuiscono una valutazione anticipata del rischio di insolvenza di una controparte debitoria. Lo score, derivante dal modello che ogni azienda può sviluppare in modo specifico, quantifica, attraverso un punteggio la probabilità che un debitore diventi insolvente. La sua definizione può avvenire considerando semplicemente elementi di natura quantitativa, o, al contrario, anche altre componenti di natura qualitativa e andamentale, quali le informazioni provenienti dal settore in cui opera l azienda, da altri fornitori e dal canale bancario. In estrema sintesi, e per questo motivo si rimanda alla lettura specialistica in merito, il processo di sviluppo di un modello di credit scoring si basa sull analisi di un campione. All interno del campione deve essere individuata una variabile comportamentale per isolare due diverse tipologie di soggetti che, in questo caso, sono rappresentate da aziende «sane» e aziende «anomale». Dallo studio statistico sulle caratteristiche rilevanti si raccolgono gli indicatori chiave che, inseriti in modello, permettono di calcolare il valore discriminante dell azienda rispetto la variabile comportamentale principale. Chiaramente, devono essere individuate delle fasce di punteggio che permettono di sofisticare la valutazione e inquadrare al meglio i soggetti. Esempio Può, a questo punto, essere utile un esempio. Si consideri un campione ricavato dall anagrafica clienti di un azienda per il quale l analista identifica come variabile comportamentale l affidabilità delle imprese clienti definendo due tipologie di soggetti: aziende «affidabili» e aziende «non affidabili». Dallo studio statistico si possono estrapolare i seguenti indicatori: il fido concesso e il fido suggerito da società specializzate; l ammontare del fido; il settore in cui opera l azienda cliente; la reputazione commerciale del cliente. In base all analisi del campione e alle frequenze riscontrate a seconda delle tipologie diaziendeclienteloscoringpermettediattribuire un valore al singolo cliente e di formulare tre ipotesi di rischio: basso, medio e alto. Nell esempio, il punteggio, o scoring, è stabilito moltiplicando tra di loro i 4 punteggi ottenuti dal cliente per ogni indicatore. In questo esempio si individuano tre diverse fasce di punteggio, dove il valore 81 rappresenta la maggiore situazione di rischio, mentre il valore 1 la più bassa: Rischio basso: con punteggio minore o uguale a 15; Rischio medio: con punteggio compreso tra 16 e 35; Rischio alto: con punteggio maggiore di 36. La Tavola 4 riassume e schematizza l esempio riportato. Tavola 4 - Esempio di credit scoring Parametri Probabilità Severità Settore Esperienza Commerciale Rischio Moltiplica Moltiplica Moltiplica Probabilità, Criteri Severità (importi da adeguare alle esigenze del business) < Fido suggerito da XY (o altri Istituti) > ma non oltre il doppio del Fido suggerito da XY(o altri Istituti) oltre il doppio del Fido suggerito da XY (o altri Istituti) < E da E a E oltre E 6/

6 Settore di applicazione del cliente Esperienza commerciale A 1 B 2 C 3 Nessuna sospensione di fido negli ultimi due esercizi Una sospensione di fido negli ultimi due ezercizi Più di una sospensione di fido negli ultimi due esercizi L azienda sviluppatrice del proprio modello di credit scoring, dovràcercare di adattare il proprio modello in base alle caratteristiche del mercato in cui opera e alla clientela di riferimento, in modo da ottenere precisi indicatori che rappresentino al meglio la realtà analizzata. Conclusioni Gli strumenti illustrati hanno il preciso scopo di ridurre al minimo l opacità informativa frequentemente presente nei rapporti tra la funzione commerciale a quella amministrativa, al fine di prevenire situazioni di potenziale criticità derivanti, principalmente, dalla situazione finanziaria del cliente, anche potenziale, dell impresa. L incremento della disponibilità di informazioni, in particolare di quelle di natura economica e finanziaria, che permettono alla società di tracciare un profilo del cliente, non può chefavorireladefinizione delle politiche commerciali di ingresso (o di mantenimento). È comunque fondamentale tener presente che ogni realtà aziendale si sviluppa secondo logiche diverse da quelle delle altre imprese e, pertanto, anche la valutazione delle informazioni raccolte deve avvenire con il massimo livello di attenzione, considerando, in particolare, il contesto in cui l impresa stessa si trova ad operare. La creazione di un form che raccolga tutti i principali dati del contatto commerciale, magari integrato in un workflow all interno del sistema informativo aziendale, potrebbe snellire il processo di raccolta e valutazione, aumentando ulteriormente la reattività del processo decisionale. Tale processo decisionale è frutto di un lavoro svolto in team che permette di bilanciare lediversenatureeattitudinidellefunzione aziendali coinvolte e permette all azienda di fare scelte in una situazione di piena consapevolezza. 62 6/2012

Al tuo fianco. nella sfida di ogni giorno. risk management www.cheopeweb.com

Al tuo fianco. nella sfida di ogni giorno. risk management www.cheopeweb.com Al tuo fianco nella sfida di ogni giorno risk management www.cheopeweb.com risk management Servizi e informazioni per il mondo del credito. Dal 1988 assistiamo le imprese nella gestione dei processi di

Dettagli

Prof.ssa M. Intonti, Economia degli intermediari finanziari, Economia aziendale, a.a. 2015-2016

Prof.ssa M. Intonti, Economia degli intermediari finanziari, Economia aziendale, a.a. 2015-2016 Prof.ssa M. Intonti, Economia degli intermediari finanziari, Economia aziendale, a.a. 2015-2016 POLITICA DEI PRESTITI La valutazione dei fidi il controllo dei crediti concessi il recupero dei crediti problematici

Dettagli

FERCREDIT spa. Basilea 2 Terzo Pilastro Informativa al pubblico Esercizio 2008

FERCREDIT spa. Basilea 2 Terzo Pilastro Informativa al pubblico Esercizio 2008 FERCREDIT spa Basilea 2 Terzo Pilastro Informativa al pubblico Pag. 1/12 Premessa La Circolare della Banca d Italia n. 216 del 5 agosto 1996 7 aggiornamento del 9 luglio 2007 al capitolo V ha introdotto

Dettagli

AZIENDA CASA EMILIA ROMAGNA PROVINCIA DI RIMINI REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE E CONTABILITA'

AZIENDA CASA EMILIA ROMAGNA PROVINCIA DI RIMINI REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE E CONTABILITA' AZIENDA CASA EMILIA ROMAGNA PROVINCIA DI RIMINI REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE E CONTABILITA' Approvato con Delibera del Consiglio di Amministrazione n. 25 del 17.12.2001 1 CAPO I FINALITA E CONTENUTO

Dettagli

La determenazione del fondo svalutazione crediti criteri e metodologie

La determenazione del fondo svalutazione crediti criteri e metodologie La determenazione del fondo svalutazione crediti criteri e metodologie di Marco G. Troiani - dottore commercialista e revisore legale dei conti Le valutazioni delle poste dell attivo e del passivo rappresentano

Dettagli

Un credit manager a 360 a vostra disposizione

Un credit manager a 360 a vostra disposizione Un credit manager a 360 a vostra disposizione CREDIT TEAM: UN PARTNER AFFIDABILE PER LA GESTIONE DEI VOSTRI CREDITI www.creditteam.eu Credit Team nasce dalla sinergia di professionisti altamente qualificati

Dettagli

IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE

IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE Un decalogo per l impresa ODCEC Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino Confidi Macerata Società Cooperativa per Azioni Possiamo

Dettagli

La Centrale dei Rischi. Dott. Claudio Orsini Arcadia Consulting Srl Bologna Finanza d impresa e Consulenza di direzione http://www.arcadiafinance.

La Centrale dei Rischi. Dott. Claudio Orsini Arcadia Consulting Srl Bologna Finanza d impresa e Consulenza di direzione http://www.arcadiafinance. La Centrale dei Rischi Dott. Claudio Orsini Arcadia Consulting Srl Bologna Finanza d impresa e Consulenza di direzione http://www.arcadiafinance.eu Obiettivi della Centrale dei Rischi La Centrale dei Rischi

Dettagli

LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI NEI GRUPPI BANCARI

LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI NEI GRUPPI BANCARI LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI NEI GRUPPI BANCARI Fausto Galmarini Amministratore Delegato UniCredit Factoring Milano, 23 giugno 2009 Key messages Basilea 2 ha introdotto un più stretto legame tra

Dettagli

COME LA BANCA VALUTA IL MERITO CREDITIZIO?

COME LA BANCA VALUTA IL MERITO CREDITIZIO? COME LA BANCA VALUTA IL MERITO CREDITIZIO? Dr. Giulio Modonutti Consulente finanziario indipendente Migliore è il punteggio assegnato all azienda, maggiori sono le possibilità che l impresa acceda ad un

Dettagli

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO di Massimo Lazzari e Davide Mondaini (*) L evoluzione rapida e irreversibile dei contesti di riferimento in cui le aziende si

Dettagli

FONDO DI GARANZIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

FONDO DI GARANZIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE FONDO DI GARANZIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE Oggetto e finalità Favorire l accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica. Riferimenti

Dettagli

La gestione del credito commerciale: aspetti organizzativi, metodologici e finanziari

La gestione del credito commerciale: aspetti organizzativi, metodologici e finanziari La gestione del credito commerciale: aspetti organizzativi, metodologici e finanziari Riccardo Gandolfi Temporary Manager rigandol@tin.it http://it.linkedin.com/in/riccardogandolfi Presentazione dello

Dettagli

COMMISSIONE DI ISTRUTTORIA VELOCE (CIV) PROCEDURA INTERNA

COMMISSIONE DI ISTRUTTORIA VELOCE (CIV) PROCEDURA INTERNA COMMISSIONE DI ISTRUTTORIA VELOCE (CIV) PROCEDURA INTERNA Documento approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 29 ottobre 2015 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1. Scopo del documento... 3 1.2.

Dettagli

GLI ELEMENTI ANDAMENTALI DEL RATING AZIENDALE

GLI ELEMENTI ANDAMENTALI DEL RATING AZIENDALE in collaborazione con: Promem Sud Est S.p.A. Società per la Promozione dei Mercati Mobiliari Sud Est S.p.A. GLI ELEMENTI ANDAMENTALI DEL RATING AZIENDALE a cura del Dott. Aurelio Valente Amministratore

Dettagli

Enti e Aziende del SSN

Enti e Aziende del SSN Allegato A Enti e Aziende del SSN PERCORSI ATTUATIVI DELLA CERTIFICABILITA Ministero della Salute Ministero dell Economia e delle Finanze 48 1. Premessa Ai sensi di quanto disposto dall articolo 2 del

Dettagli

LA REVISIONE LEGALE DEI CONTI Clienti e

LA REVISIONE LEGALE DEI CONTI Clienti e LA REVISIONE LEGALE DEI CONTI Clienti e vendite Novembre 2013 Indice 1. Crediti e vendite 2. Obiettivi di revisione 3. Pianificazione della revisione 4. La valutazione del sistema di controllo interno

Dettagli

Il network per la finanza d impresa

Il network per la finanza d impresa Il network per la finanza d impresa La nostra mission é affiancare la famiglia imprenditoriale nell attività gestionale (ottimizzazione organizzativa, finanziaria, amministrativa, legale, fiscale) e nelle

Dettagli

La CR come strumento per la previsione dell insolvenza e la diagnosi delle manipolazioni contabili

La CR come strumento per la previsione dell insolvenza e la diagnosi delle manipolazioni contabili S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE La centrale rischi interbancaria e le centrali rischi private: istruzioni per l uso La CR come strumento per la previsione dell insolvenza e la diagnosi delle manipolazioni

Dettagli

Il FONDO DI GARANZIA PER LE PMI

Il FONDO DI GARANZIA PER LE PMI Legge 662/1996 Il FONDO DI GARANZIA PER LE PMI L intervento pubblico di garanzia sul credito alle piccole e medie imprese LA NORMATIVA IN SINTESI Gestore unico MCC SpA Customer Relations Unit Fondo di

Dettagli

IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA

IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA IN OTTICA BASILEA 2 DOTT. GABRIELE TROISE - troise@innofin.net 1 PRINCIPI ISPIRATORI DI BASILEA 2 BASILEA 2 E UNA NORMATIVA DIRETTA ALLE BANCHE. FUNZIONE PRECIPUA DELLA

Dettagli

Export Development Export Development

Export Development Export Development SERVICE PROFILE 2014 Chi siamo L attuale scenario economico nazionale impone alle imprese la necessità di valutare le opportunità di mercato offerte dai mercati internazionali. Sebbene una strategia commerciale

Dettagli

Nuove soluzioni di Factoring e nuovi rapporti con la Clientela

Nuove soluzioni di Factoring e nuovi rapporti con la Clientela Nuove soluzioni di Factoring e nuovi rapporti con la Clientela Intervento di Antonio De Martini Milano, 16 maggio 2006 Il vantaggio competitivo Principali elementi di soddisfazione: o Velocità e sicurezza

Dettagli

Recupero della fiducia: le nuove dimensioni sostenibili

Recupero della fiducia: le nuove dimensioni sostenibili Recupero della fiducia: le nuove dimensioni sostenibili Roberta Dalmaschio Gaia Cioci Convegno ABI - Agenda Il contesto congiunturale e la fiducia del cliente La fiducia è il requisito per un ritorno economico

Dettagli

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING Relatore : Marino Baratti Credemfactor spa Pag. 1/8 Il rapporto tra PMI e Sistema creditizio L applicazione della nuova

Dettagli

La gestione di un processo di distressed M&A. Modena 10 novembre 2010

La gestione di un processo di distressed M&A. Modena 10 novembre 2010 La gestione di un processo di distressed M&A Modena 10 novembre 2010 Indice 1. Crisi d impresa e modalità d intervento 2. La gestione di un processo di ristrutturazione /distressed M&A e il ruolo dell

Dettagli

INTERVENTI. L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche

INTERVENTI. L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche INTERVENTI L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche di MAURIZIO CALELLO È arrivato a conclusione dopo un lungo e intenso lavoro il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali

Dettagli

Tesoreria. L importanza dell analisi andamentale nel rapporto banca-impresa. di Emanuele Facile (*) e Andrea Giacomelli (**)

Tesoreria. L importanza dell analisi andamentale nel rapporto banca-impresa. di Emanuele Facile (*) e Andrea Giacomelli (**) PAGINA: 60-64 L importanza dell analisi andamentale nel rapporto banca-impresa di Emanuele Facile (*) e Andrea Giacomelli (**) Nel nuovo contesto derivante dall introduzione di Basilea 2 l analisi dei

Dettagli

Regolamento del processo di controllo. della rete di vendita esterna

Regolamento del processo di controllo. della rete di vendita esterna Regolamento del processo di controllo della rete di vendita esterna INDICE REGOLAMENTO DEL PROCESSO DI CONTROLLO DELLA RETE DI VENDITA ESTERNA... 3 1. PIANIFICAZIONE DELLA RETE DI VENDITA ESTERNA... 3

Dettagli

Il sistema per la valutazione della qualità dei crediti della Banca d Italia. (In-house Credit Assessment System - ICAS)

Il sistema per la valutazione della qualità dei crediti della Banca d Italia. (In-house Credit Assessment System - ICAS) Il sistema per la valutazione della qualità dei crediti della Banca d Italia (In-house Credit Assessment System - ICAS) SOMMARIO L utilizzo dei prestiti come collaterale nelle operazioni di politica monetaria...

Dettagli

in collaborazione con: Presenta

in collaborazione con: Presenta in collaborazione con: Presenta La gestione dei crediti verso i Clienti nelle Imprese le azioni preventive, gli insoluti e gli interventi di recupero, gli effetti sui rapporti con gli istituti di credito

Dettagli

Procedura di Adesione alla Ristrutturazione dei Crediti INPS. Guida all utilizzo del software gestionale AGR.

Procedura di Adesione alla Ristrutturazione dei Crediti INPS. Guida all utilizzo del software gestionale AGR. Rev. 0 Pagina 1 di 23 Procedura di Adesione alla Ristrutturazione dei Crediti INPS. Guida all utilizzo del software gestionale AGR. Indice 1. Premessa....2 2. L accesso al sistema gestionale AGR...3 3.

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FOGGIA Dipartimento di Economia 20 maggio 2015

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FOGGIA Dipartimento di Economia 20 maggio 2015 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FOGGIA Dipartimento di Economia 20 maggio 2015 COME PREVENIRE LE SOFFERENZE PER IL SISTEMA BANCARIO 1 LE FASI DI VITA DELLE IMPRESE DALL ANALISI SI POSSONO INDIVIDUARE PER UNA

Dettagli

Un indagine sulla qualità dei piani aziendali ricevuti dal sistema bancario

Un indagine sulla qualità dei piani aziendali ricevuti dal sistema bancario Un indagine sulla qualità dei piani aziendali ricevuti dal sistema bancario di Massimo Lazzari e Davide Mondaini (*) Nel presente contributo si riportano i principali risultati di un indagine, condotta

Dettagli

In momenti di incertezza e di instabilità

In momenti di incertezza e di instabilità LA GESTIONE DELLA TESORERIA ALLA LUCE DELLA CRISI DEI MERCATI FINANZIARI In momenti di incertezza e di instabilità finanziaria il governo dei flussi di tesoreria assume una notevole importanza all interno

Dettagli

HRS BASIC. Scheda Tecnica

HRS BASIC. Scheda Tecnica HRS BASIC Scheda Tecnica IL REPORT: HRS BASIC è un rapporto informativo su imprese italiane rivolto a determinarne l'affidabilità commerciale sul mercato di riferimento. Contiene tutti gli accertamenti

Dettagli

Roma, 16/10/2015. e, per conoscenza, Circolare n. 171

Roma, 16/10/2015. e, per conoscenza, Circolare n. 171 Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Organizzazione Direzione Centrale Formazione Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione

Dettagli

INFORMATIVA AL PUBBLICO AI SENSI DEL PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 24 OTTOBRE 2007 TITOLO III CAPITOLO 1

INFORMATIVA AL PUBBLICO AI SENSI DEL PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 24 OTTOBRE 2007 TITOLO III CAPITOLO 1 INFORMATIVA AL PUBBLICO AI SENSI DEL PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 24 OTTOBRE 2007 TITOLO III CAPITOLO 1 Premessa Il Regolamento della Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale per le SIM (Titolo

Dettagli

Credex LA PIATTAFORMA PER LA GESTIONE DELLA CATENA ESTESA DEL VALORE DEL RECUPERO CREDITI. ABI Consumer Credit 2003. Roma, 27 marzo 2003

Credex LA PIATTAFORMA PER LA GESTIONE DELLA CATENA ESTESA DEL VALORE DEL RECUPERO CREDITI. ABI Consumer Credit 2003. Roma, 27 marzo 2003 LA PIATTAFORMA PER LA GESTIONE DELLA CATENA ESTESA DEL VALORE DEL RECUPERO CREDITI ABI Consumer Credit 2003 Roma, 27 marzo 2003 Questo documento è servito da supporto ad una presentazione orale ed i relativi

Dettagli

Identificare i nuovi potenziali clienti e massimizzare la profittabilità di portafoglio

Identificare i nuovi potenziali clienti e massimizzare la profittabilità di portafoglio Identificare i nuovi potenziali clienti e massimizzare la profittabilità di portafoglio Serena Di Mattia, Simone Capecchi Roma, 14 dicembre 2004 Indice Il segmento Small Business Caratteristiche, specificità

Dettagli

PROFILO SOCIETARIO - Giugno 2014

PROFILO SOCIETARIO - Giugno 2014 PROFILO SOCIETARIO - Giugno 2014 ADVISORY Pafinberg Srl predispone e fornisce soluzioni finanziarie personalizzate su specifiche esigenze del cliente, che richiedono il concorso di molteplici competenze

Dettagli

LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA flussi mensili

LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA flussi mensili LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA flussi mensili Non può mancare in una azienda, anche se di piccole dimensioni, una pianificazione finanziaria. La pianificazione finanziaria è indispensabile per tenere sotto

Dettagli

Le informazioni necessarie per l istruttoria Le informazioni e la documentazione che la banca chiede riguardano principalmente: Soggetto richiedente

Le informazioni necessarie per l istruttoria Le informazioni e la documentazione che la banca chiede riguardano principalmente: Soggetto richiedente La valutazione del merito creditizio dei soggetti richiedenti finanziamenti di Microcredito assistiti dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese. Questo documento rappresenta, in modo schematico

Dettagli

Il modulo DFKA. Analisi Informatizzata Delle Aziende

Il modulo DFKA. Analisi Informatizzata Delle Aziende Il modulo DFKA Analisi Informatizzata Delle Aziende AIDA AIDA contiene informazioni finanziarie, anagrafiche e commerciali su oltre 1.000.000 di società che operano in Italia. Per ciascuna di questa aziende

Dettagli

E. Struttura e organizzazione del sistema

E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E.1 Sistema di gestione L azienda dovrebbe strutturare il SGSL seguendo i contenuti espressi nel presente documento,

Dettagli

I prestiti (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014

I prestiti (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014 I prestiti (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014 L attività creditizia: introduzione I prestiti costituiscono la principale voce dell attivo patrimoniale

Dettagli

DI INFORMATIVO GARANZIA PER LE PMI. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. Ministero dello Sviluppo Economico

DI INFORMATIVO GARANZIA PER LE PMI. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. Ministero dello Sviluppo Economico FONDO LIBRETTO DI INFORMATIVO GARANZIA PER SUL FONDO LE PICCOLE E DI MEDIE GARANZIA IMPRESE PER LE PMI Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ministero dello Sviluppo Economico IL FONDO

Dettagli

La gestione del credito che crea risorse

La gestione del credito che crea risorse La gestione del credito che crea risorse Credit Evolution. Il vostro partner di fiducia per la gestione del credito. Credit Evolution è il tuo nuovo partner per la gestione in outsourcing dei processi

Dettagli

Scegliere l abito. Laboratori gratuiti formativi ed informativi per la creazione d impresa 4 ORE

Scegliere l abito. Laboratori gratuiti formativi ed informativi per la creazione d impresa 4 ORE Scegliere l abito Distinguere le forme giuridiche per svolgere l attività imprenditoriale e individuare la forma più idonea in funzione dell idea d impresa Spesso le persone che intendono orientarsi all

Dettagli

Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese L. 662/96 L. 266/97

Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese L. 662/96 L. 266/97 Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese L. 662/96 L. 266/97 Vers 3/2014 GARANZIA DIRETTA (Banca) Oggetto e finalità Favorire l accesso alle fonti finanziarie delle PMI mediante la concessione

Dettagli

PARTE I IL CREDIT MANAGER E IL SUO MONDO

PARTE I IL CREDIT MANAGER E IL SUO MONDO PARTE I IL CREDIT MANAGER E IL SUO MONDO 1. IL CREDIT MANAGER 1.1. Chi è pag. 5 1.2. Competenze pag. 6 1.2.1 Hard Skills pag. 6 1.2.2 Soft Skills pag. 9 1.3. Attività pag. 13 1.4. Rapporti con le altre

Dettagli

INTRODUZIONE PARTE I LA PREVENZIONE E LA DIAGNOSI

INTRODUZIONE PARTE I LA PREVENZIONE E LA DIAGNOSI INTRODUZIONE 1. CRISI D IMPRESA 1.1. Crisi e risanamento pag. 5 1.2. Le cause della crisi pag. 7 1.3. Gli indicatori della crisi pag. 12 1.4. Gli eventi scatenanti pag. 18 1.5. I modelli di intervento

Dettagli

IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE

IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE Sintesi dei risultati della seconda edizione dell Osservatorio Realizzato da: In collaborazione con: RISKGOVERNANCE 1 INDICE DEI CONTENUTI Copyright

Dettagli

Decisione N. 567 del 30 gennaio 2014

Decisione N. 567 del 30 gennaio 2014 COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) GAMBARO (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) ORLANDI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) GRECO Membro designato

Dettagli

Lettura ed interpretazione da parte dell ente segnalante dei dati contenuti nella Centrale dei Rischi

Lettura ed interpretazione da parte dell ente segnalante dei dati contenuti nella Centrale dei Rischi Lettura ed interpretazione da parte dell ente segnalante dei dati contenuti nella Centrale dei Rischi Relatore: Alberto Bianchini Responsabile Marketing Aziende Credito Emiliano SpA I soggetti della CR

Dettagli

«PICCOLE IMPRESE: IL PERCORSO VERSO LA CLASSE A»

«PICCOLE IMPRESE: IL PERCORSO VERSO LA CLASSE A» «PICCOLE IMPRESE: IL PERCORSO VERSO LA CLASSE A» 1 COSA SI INTENDE CON CLASSE «A» La classe di consumo energetico, detta anche classe di efficienza energetica, è una suddivisione della scala di consumi

Dettagli

FINANZIAMENTI A BREVE

FINANZIAMENTI A BREVE FINANZIAMENTI A BREVE Il presupposto per accedere a finanziamenti da parte delle banche è la concessione del fido. Un soggetto affidato può accedere ad operazioni di finanziamento di diverso genere, tra

Dettagli

L Information Technology al servizio della gestione del credito

L Information Technology al servizio della gestione del credito GLI SPECIALISTI DEL CREDIT MANAGEMENT Il credito commerciale continua a rappresentare un area di elevata problematicità per molte aziende. Se gestito con l adeguata professionalità, oltre che con gli strumenti

Dettagli

Strada Canta, nr 7, et.1,2 e mansarda 700528 Iasi - E-mail vscomunication@yahoo.it Cod Inregistrare RO 22180182 - R Comert J22 / 2148 / 2007 -

Strada Canta, nr 7, et.1,2 e mansarda 700528 Iasi - E-mail vscomunication@yahoo.it Cod Inregistrare RO 22180182 - R Comert J22 / 2148 / 2007 - Strada Canta, nr 7, et.1,2 e mansarda 700528 Iasi - E-mail vscomunication@yahoo.it Cod Inregistrare RO 22180182 - R Comert J22 / 2148 / 2007 - Capital social 3.120,40 RON CONTENUTI 1. Prevenzione e criticità

Dettagli

Bbilancio. Relazione al Bilancio Consuntivo 2006

Bbilancio. Relazione al Bilancio Consuntivo 2006 Relazione al Bilancio Consuntivo 2006 Il Bilancio Consuntivo 2006 ha come risultato un disavanzo di gestione pari a complessivi. 17240,51 I criteri seguiti nella redazione del Bilancio sono quelli riportati

Dettagli

Imparare è un esperienza, tutto il resto è solo informazione Albert Einstein

Imparare è un esperienza, tutto il resto è solo informazione Albert Einstein Imparare è un esperienza, tutto il resto è solo informazione Albert Einstein! CAPITAL GROUP CAPITAL INSURANCE AGENCY CAPITAL BROKER kartilia Engineering Systems and Solutions LA REALE MISSIONE E VISIONE

Dettagli

Sezione T => T100 Crediti (Ricavi) e Debiti (Costi) Infragruppo

Sezione T => T100 Crediti (Ricavi) e Debiti (Costi) Infragruppo 3 DOSSIER CORRENTE 437 Sezione T => T100 Crediti (Ricavi) e Debiti (Costi) Infragruppo OBIETTIVI Verificare che: - siano esistenti relazioni e/o transazioni di qualsiasi natura con controparti dipendenti/

Dettagli

L analisi dei flussi finanziari. 1. I flussi finanziari 1/5

L analisi dei flussi finanziari. 1. I flussi finanziari 1/5 focus modulo 4 lezione 50 La gestione finanziaria La correlazione tra investimenti e finanziamenti L analisi dei flussi finanziari 1. I flussi finanziari I flussi finanziari che hanno origine dall attività

Dettagli

BASILEA II. Il ruolo del Dottore Commercialista consulente d impresa. Milano, 12 maggio 2004

BASILEA II. Il ruolo del Dottore Commercialista consulente d impresa. Milano, 12 maggio 2004 BASILEA II Il ruolo del Dottore Commercialista consulente d impresa Relatore: Aldo Camagni Presidente commissione finanza, controllo di gestione e contabilità d impresa dell Ordine dei Dottori Commercialisti

Dettagli

Il modulo DFKA. Analisi Informatizzata Delle Aziende

Il modulo DFKA. Analisi Informatizzata Delle Aziende Il modulo DFKA Analisi Informatizzata Delle Aziende AIDA AIDA contiene informazioni finanziarie, anagrafiche e commerciali su oltre 1.000.000 di società che operano in Italia. Per ciascuna di questa aziende

Dettagli

Parte I LA PREVENZIONE E LA DIAGNOSI

Parte I LA PREVENZIONE E LA DIAGNOSI INTRODUZIONE 1. IL BINOMIO CRISI E RISANAMENTO D IMPRESA 1.1. Il binomio crisi e risanamento pag. 5 1.2. Cause della crisi e ruolo del management pag. 7 1.3. Indicatori di performance e previsione della

Dettagli

PROCEDURE INTERNE PER L APPLICAZIONE DELLA COMMISSIONE ISTRUTTORIA VELOCE (C.I.V.) AI SENSI DEL D.M. n. 644/2012

PROCEDURE INTERNE PER L APPLICAZIONE DELLA COMMISSIONE ISTRUTTORIA VELOCE (C.I.V.) AI SENSI DEL D.M. n. 644/2012 PROCEDURE INTERNE PER L APPLICAZIONE DELLA COMMISSIONE ISTRUTTORIA VELOCE (C.I.V.) AI SENSI DEL D.M. n. 644/2012 Delibera CdA del 01.08.2012 Aggiornamento del 22 Gennaio 2014 INDICE PREMESSA... 3 1. CARATTERISTICHE

Dettagli

Lezione 3. Ricordiamo i concetti... Esposizione al rischio. Il rating interno e il sistema delle garanzie

Lezione 3. Ricordiamo i concetti... Esposizione al rischio. Il rating interno e il sistema delle garanzie Lezione 3 Il rating interno e il sistema delle garanzie Ricordiamo i concetti... Il modo con cui si combinano: Probabilità di inadempienza (PD) Perdita in caso di inadempienza (LGD) Esposizione all inadempienza

Dettagli

Tecniche di misurazione e gestione del rischio di credito

Tecniche di misurazione e gestione del rischio di credito Insolvenza Tecniche di misurazione e gestione del rischio di credito di Tommaso Zarbo - Dottore commercialista e Revisore contabile Il rischio di credito Il rischio di credito generato dal portafoglio

Dettagli

Fondo di garanzia a sostegno delle imprese danneggiate dalle nevicate straordinarie del febbraio 2012

Fondo di garanzia a sostegno delle imprese danneggiate dalle nevicate straordinarie del febbraio 2012 Fondo di garanzia a sostegno delle imprese danneggiate dalle nevicate straordinarie del febbraio 2012 Nell ambito del Fondo per il sostegno all accesso al credito delle imprese del Lazio (art. 20 LR 9/2005)

Dettagli

La gestione delle ristrutturazioni e delle crisi aziendali

La gestione delle ristrutturazioni e delle crisi aziendali La gestione delle ristrutturazioni e delle crisi aziendali Ermanno Dalla Libera Istituto Poster www.performancemonitor.eu 1 Introduzione Che cos è la ristrutturazione? La ristrutturazione, nell ampia accezione

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Metodologia di rating

CERVED RATING AGENCY. Metodologia di rating CERVED RATING AGENCY Metodologia di rating maggio 2014 1 SOMMARIO IL RATING - DEFINIZIONE...3 LA SCALA DI RATING...3 IL MODELLO DI RATING...5 LA BASE INFORMATIVA...6 LE COMPONENTI DELL ANALISI...7 Cebi

Dettagli

Basilea II; la costruzione di un modello di autodiagnosi dell impresa

Basilea II; la costruzione di un modello di autodiagnosi dell impresa Basilea II; la costruzione di un modello di autodiagnosi dell impresa Agenda Basilea II: alcune considerazioni e conseguenze I 4 valori dell analisi dinamica I cambiamenti per la banca STATO PATRIMONIALE

Dettagli

Il controllo operativo nell area commerciale. Corso di Gestione dei Flussi di informazione A.A. 2009/2010

Il controllo operativo nell area commerciale. Corso di Gestione dei Flussi di informazione A.A. 2009/2010 Il controllo operativo nell area commerciale Corso di Gestione dei Flussi di informazione A.A. 2009/2010 Ciclo ordini-spedizioni Ciclo vendite-incassi Ciclo ordini spedizioni 1. Acquisizione degli ordini

Dettagli

La Vostra iducia è il nostro valore. www.creditteam.eu

La Vostra iducia è il nostro valore. www.creditteam.eu La Vostra iducia è il nostro valore. www.creditteam.eu 2 Credit Team nasce dalla sinergia di professionisti altamente qualificati nel recupero e nella gestione del credito commerciale e nei servizi di

Dettagli

Il sistema monetario

Il sistema monetario Il sistema monetario Premessa: in un sistema economico senza moneta il commercio richiede la doppia coincidenza dei desideri. L esistenza del denaro rende più facili gli scambi. Moneta: insieme di tutti

Dettagli

AVVISO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE PARTE II N 114 DEL 18 MAGGIO 2006

AVVISO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE PARTE II N 114 DEL 18 MAGGIO 2006 AVVISO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE PARTE II N 114 DEL 18 MAGGIO 2006 Cordusio RMBS 2 S.r.l. Società con socio unico all elenco generale di cui all art. 106 del D. Lgs. 385/1993 al n. 37081 Partita

Dettagli

RECUPERO CREDITI SISTEMA ITALIA

RECUPERO CREDITI SISTEMA ITALIA RECUPERO CREDITI SISTEMA ITALIA Con Sistema, Assicom pone al servizio dei propri Clienti una gamma completa di interventi realizzati per assicurare la più corretta gestione di ogni tipologia di insoluto.

Dettagli

Valutazione del SCI da parte del revisore. Caso Elettronica Italia Soluzioni. Corso di revisione aziendale anno accademico 2012-2013

Valutazione del SCI da parte del revisore. Caso Elettronica Italia Soluzioni. Corso di revisione aziendale anno accademico 2012-2013 Rif sm/fb 1 Valutazione del SCI da parte del revisore Caso Elettronica Italia Soluzioni Corso di revisione aziendale anno accademico 2012-2013 Università degli Studi di Bergamo Prof.ssa Stefania Servalli

Dettagli

Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. Società con socio unico. sede legale in Piazzetta Monte, 1, 37121 Verona, Italia

Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. Società con socio unico. sede legale in Piazzetta Monte, 1, 37121 Verona, Italia Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. Società con socio unico sede legale in Piazzetta Monte, 1, 37121 Verona, Italia Capitale Sociale Euro 10.000,00 interamente versato Iscritta al Registro delle Imprese

Dettagli

Il sistema di condivisione delle informazioni sulle abitudini di pagamento

Il sistema di condivisione delle informazioni sulle abitudini di pagamento Il sistema di condivisione delle informazioni sulle abitudini di pagamento Alcune Premesse Un terzo delle risorse delle imprese servono per finanziare i clienti attraverso il credito commerciale. Quando

Dettagli

bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : I dati previsionali per l anno x+1

bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : I dati previsionali per l anno x+1 un esempio molto semplice con la redazione di : bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : ATTIVO Cassa 5.000 Fornitori Clienti 300.000 Banche

Dettagli

Roberto Ciompi VUOI FARE LA RISTRUTTURAZIONE FINANZIARIA DELLA TUA IMPRESA?

Roberto Ciompi VUOI FARE LA RISTRUTTURAZIONE FINANZIARIA DELLA TUA IMPRESA? Roberto Ciompi VUOI FARE LA RISTRUTTURAZIONE FINANZIARIA DELLA TUA IMPRESA? 7+1 suggerimenti per preparare una richiesta di ristrutturazione finanziaria dell impresa. 1 CIOMPI ROBERTO VUOI FARE LA RISTRUTTURAZIONE

Dettagli

Reingegnerizzazione dei processi del credito nelle banche della New Europe. Attività e riscontri

Reingegnerizzazione dei processi del credito nelle banche della New Europe. Attività e riscontri Reingegnerizzazione dei processi del credito nelle banche della New Europe. Attività e riscontri Fausto Galmarini Responsabile Direzione Crediti Milano Giugno 00 OBIETTIVO DELLA PRESENTAZIONE Presentare

Dettagli

FONDO PENSIONE QUADRI E CAPI FIAT FONDO PENSIONE COMPLEMENTARE A CAPITALIZZAZIONE PER I LAVORATORI CON QUALIFICA DI QUADRO O CAPO FIAT

FONDO PENSIONE QUADRI E CAPI FIAT FONDO PENSIONE COMPLEMENTARE A CAPITALIZZAZIONE PER I LAVORATORI CON QUALIFICA DI QUADRO O CAPO FIAT FONDO PENSIONE QUADRI E CAPI FIAT FONDO PENSIONE COMPLEMENTARE A CAPITALIZZAZIONE PER I LAVORATORI CON QUALIFICA DI QUADRO O CAPO FIAT REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE MOROSITA' 1 FONDO PENSIONE QUADRI

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 dicembre 2013, disciplina la composizione e la nomina, le modalità di

Dettagli

ISA SpA III Pilastro Informativa al pubblico - Anno 2012

ISA SpA III Pilastro Informativa al pubblico - Anno 2012 PREMESSA La Circolare 216 di Banca d Italia del 5 agosto 1996 7 aggiornamento del 9 luglio 2007, al Capitolo V, al fine di rafforzare la disciplina prudenziale per gli Intermediari Finanziari iscritti

Dettagli

CORSO DI TECNICA BANCARIA A.A. 2012-2013

CORSO DI TECNICA BANCARIA A.A. 2012-2013 Università degli Studi di Cagliari Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali CORSO DI TECNICA BANCARIA A.A. 2012-2013 Dott. Rundeddu Vincenzo Le operazioni di Impiego 2 Bibliografia della corrente

Dettagli

PROCEDURE INTERNE. AI SENSI DEL D.M. n. 644/2012. Commissione Istruttoria Veloce (SAS) Approvate con delibera del CdA n.

PROCEDURE INTERNE. AI SENSI DEL D.M. n. 644/2012. Commissione Istruttoria Veloce (SAS) Approvate con delibera del CdA n. Allegato 1 PROCEDURE INTERNE AI SENSI DEL D.M. n. 644/2012 Commissione Istruttoria Veloce (SAS) Approvate con delibera del CdA n. 15 del 19/07/2012 Pagina 1 di 8 Sommario 1. Premessa... 3 2. Riferimenti

Dettagli

delle aziende in Italia:

delle aziende in Italia: Livello di rischiosità delle aziende in Italia: Lombardia Dati aggiornati a Dicembre 2012 Marketing CRIBIS D&B Agenda Distribuzione delle aziende nella regione Analisi del livello di rischiosità Confronto

Dettagli

Il Piano Industriale

Il Piano Industriale LE CARATTERISTICHE DEL PIANO INDUSTRIALE 1.1. Definizione e obiettivi del piano industriale 1.2. Requisiti del piano industriale 1.3. I contenuti del piano industriale 1.3.1. La strategia realizzata e

Dettagli

PROPOSTA FORMATIVA FQR

PROPOSTA FORMATIVA FQR PROPOSTA FORMATIVA FQR 1. Modulo: Contabilità Generale COGE 1: La contabilità generale COGE 2: Analisi di bilancio COGE 3: I principi contabili internazionali CONSO 1: Il bilancio consolidato (corso base)

Dettagli

Informativa Pubblica

Informativa Pubblica Informativa Pubblica - (Terzo Pilastro) 31 Dicembre 2011 Sigla Srl Indice del documento PREMESSA... 3 TAVOLA 1: ADEGUATEZZA PATRIMONIALE... 4 Informativa Qualitativa... 4 Informativa Quantitativa... 6

Dettagli

FAPI PROVINCIA DI SALERNO P.zza XXIV Maggio n. 14 84122 Salerno Tel./fax: 0893180420 email: fapisalerno@gmail.com

FAPI PROVINCIA DI SALERNO P.zza XXIV Maggio n. 14 84122 Salerno Tel./fax: 0893180420 email: fapisalerno@gmail.com FAPI PROVINCIA DI SALERNO P.zza XXIV Maggio n. 14 84122 Salerno Tel./fax: 0893180420 email: fapisalerno@gmail.com FAPI Federazione Artigiani Pensionati Italiani offre un servizio concreto ai suoi associati.

Dettagli

MASTER SPECIALISTICO IN PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE

MASTER SPECIALISTICO IN PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE OFFERTA FORMATIVA Titolo: MASTER SPECIALISTICO IN PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE Padova, Roma e Bologna. Destinatari: Il Master si rivolge a laureati, preferibilmente in discipline economiche,

Dettagli

Credit Assessment Tool

Credit Assessment Tool Credit Assessment Tool Gli Strumenti a supporto della collection efficace Verona, 15/4/2015 Dario Lazzari Strategie e Sviluppo Finservice S.p.A. Il marchio Cerved Opera sul mercato presidiando diversi

Dettagli

Dal dato alla Business Information!

Dal dato alla Business Information! Dal dato alla Business Information! Tutte le informazioni disponibili sul mercato integrate nel tuo sistema di credit management analisi di bilancio - capacità competitiva - esperienze di pagamento - informazioni

Dettagli

BANDO COLTIVA BARRIERA!

BANDO COLTIVA BARRIERA! BANDO COLTIVA BARRIERA! Art. 1 Oggetto e finalità Il Comitato Urban Barriera di Milano (di seguito Comitato) e la Circoscrizione 6, facendo riferimento al Regolamento degli orti urbani della Città di Torino

Dettagli

Politica di Valutazione Adeguatezza e Appropriatezza INDICE

Politica di Valutazione Adeguatezza e Appropriatezza INDICE Politica di Valutazione Adeguatezza e Appropriatezza Modalità, Organizzazione e Procedure Valutazione Adeguatezza e Appropriatezza INDICE A PREMESSA...2 1. Normativa di riferimento...2 D APPROPRIATEZZA...4

Dettagli

Funzionigramma delle Direzioni Regionali della Divisione Banca dei Territori

Funzionigramma delle Direzioni Regionali della Divisione Banca dei Territori gramma delle Direzioni Regionali della Divisione Banca dei Territori Luglio 2010 INDICE ORGANIGRAMMA...3 FUNZIONIGRAMMA...5 DIRETTORE REGIONALE...6 COORDINAMENTO MARKETING E STRATEGIE TERRITORIALI...6

Dettagli