Le avversità delle piante ornamentali

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1 Seminario Grottammare (AP) Le avversità delle piante ornamentali La gestione delle avversità in ambito urbano Luigi Delloste

2 Per avversità ambientale si intende qualsiasi evento, sia di origine climatica che di origine biotica, che possa causare danno e/o pregiudizio allo stato sanitario e produttivo della pianta coltivata e che implichi uno stato di patologia.

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4 Tali eventi possono influenzare in maniera determinante la coltivazione delle piante, in molti casi la gestione deve proteggere le colture da particolari situazioni. La mancanza di un'adeguata protezione colturale può altresì comportare una notevole incidenza sulla vitalità del soggetto arboreo, tanto da indurlo ad innescare o accelerare eventuali processi degenerativi già in atto, portandolo così precocemente anche alla prematura morte.

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7 Queste considerazioni, possono variare in modo considerevole tra ambiente e ambiente, e fra i diversi Paesi e Continenti considerati ospiti.

8 Le Avversità Ambientali sono distinte in due tipologie: Avversità Climatiche (A.C) Avversità Biotiche o biologiche (A.B.). Le prime sono dovute ai fattori climatici, le seconde ad agenti biotici Le A.C. sono rappresentate da tutte quelle variabili, causate da fattori climatici che derivano da variazioni repentine e anomale di temperatura, precipitazioni, masse d'aria e inquinamento. Tali cambiamenti provocano danni che vengono definiti come danni da caldo e da freddo, da grandine, neve e pioggia, da vento e da inquinamento (con un notevole numero di elementi interessati tra cui il biossido di carbonio, il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, i composti del fluoro, quelli del piombo, i diserbanti, i pesticidi, gli apporti eccessivi di azoto e di potassio). Le A.B. causano quelle alterazioni, dovute ad organismi biotici che provocano veri e propri stati di malattia (con modificazioni di tipo morfologico), determinando inibizioni delle funzioni della pianta che varieranno a seconda del tipo di malattia e dell'organo colpito. Le cause di malattia che vengono considerate sono molto numerose e la loro classificazione viene ad esplicarsi sulla base delle cause che le determinano. Possiamo anche distinguerle sulla base delle alterazioni a carico dell'apparato radicale che comprometteranno o interferiranno primariamente con l'assorbimento minerale ed idrico (relativamente alla regressione della capacità di ancoraggio strutturale al suolo), quelle dell'apparato fogliare col processo fotosintetico e la traspirazione, quelle dei fiori e di frutti con la riproduzione, quelle delle zone meristematiche con l'accrescimento. Non sempre però la presenza di un'alterazione comporta una riduzione delle funzioni in quanto determinati processi, come quello respiratorio o la divisione cellulare o l'accrescimento cellulare, possono anche, almeno transitoriamente, essere accelerati.

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10 Gestione delle Avversità biologiche Attualmente il continuo incremento dei costi della manodopera, dei trattamenti, dei danni provocati dall inquinamento degli stessi (la normativa si fa sempre più restrittiva), impongono la limitazione degli interventi, soprattutto quelli con l utilizzo di sostanze chimiche. La difesa delle piante presuppone la conoscenza sui rapporti esistenti tra parassita, ospite e ambiente. Lo sviluppo e la diffusione di un parassita vegetale sono influenzati in primo luogo da fattori meteorologici (temperatura, precipitazioni, umidità dell'aria). Tuttavia anche la pianta ospite ha un ruolo di primaria importanza perché la stessa si ammala solo se è suscettibile alla malattia, cioè predisposta a contrarla, il che dipende da fattori intrinseci (resistenza genetica e stadio di sviluppo) ed estrinseci, come le influenze ambientali, antropiche e gli interventi agronomici (potature, concimazioni forzate). Anche per gli insetti valgono gli stessi criteri anche se non si verifica una stretta dipendenza con le condizioni meteorologiche. Assumono invece un'importanza rilevante i fattori biologici e di equilibrio tra gli insetti dannosi e i loro parassiti e predatori.

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12 Tra gli interventi di controllo e gestione delle avversità biologiche si possono distinguere mezzi indiretti e mezzi diretti. I primi hanno carattere preventivo e mirano a impedire il verificarsi di malattie ed attacchi parassitari (lavorazioni e sistemazioni del terreno, concimazione, rotazione colturale, coltivazione di varietà resistenti, propagazione di materiale sano. Uso di determinati portainnesti. I secondi comportano l'impiego di mezzi fisico-meccanico, chimici e biologici. Il controllo di tipo meccanico e fisico consiste nella distruzione delle parti parassitizzate e nell'uso di calore per disinfestare il terreno, bulbi e sementi. Il controllo di tipo chimico riguarda l'uso di sostanze chimiche (antiparassitari) in grado di uccidere i parassiti e di impedirne lo sviluppo e la diffusione.

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14 Il controllo di tipo biologico si attua con l'adozione di misure di protezione dell'equilibrio naturale, lo sfruttamento di predatori, parassiti e patogeni, l'uso di sostanze biotecniche di cattura, repulsione e sterilizzazione.

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