Ordinamento del personale degli enti locali

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1 Questionario n. 2 Ordinamento del personale degli enti locali 1) Qual è la differenza tra rapporto organico e rapporto di servizio? A) Il rapporto organico non ha natura giuridica, il rapporto di servizio sì. B) Il rapporto organico ha carattere coattivo, il rapporto di servizio ha carattere volontario. C) Non esiste alcuna differenza. D) Il rapporto organico intercorre tra persone giuridiche, il rapporto di servizio tra persone fisiche. 2) La pianta organica individua, nell ambito di ogni amministrazione: A) Il numero complessivo di posti assegnato a ciascuna amministrazione semestralmente. B) I posti caratterizzati da stabilità e permanenza nel tempo. C) Il numero dei dipendenti che effettivamente ricoprono (stabilmente e a tempo indeterminato) i posti previsti in dotazione. D) I diversi profili professionali fondati sulla tipologia della prestazione lavorativa. 3) Ai sensi di quanto stabilisce l art. 54 del D.Lgs. 165/2001 (nel testo novellato dalla L. 190/2012) il Governo definisce un codice di comportamento dei dipendenti al fine di assicurare: A) La qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell interesse pubblico. B) Esclusivamente il rispetto dei doveri di diligenza e lealtà. C) Il rispetto dei contenuti delle carte di servizi. D) Il rispetto dei termini di conclusione del procedimento di cui all art. 2 della L. 241/ ) La contrattazione collettiva, ai sensi del novellato art. 40 D.Lgs. 165/2001, disciplina: A) La materia dell organizzazione degli uffici. B) I diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonché le materie relative alle relazioni sindacali. C) La materia del conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali. D) Unicamente quanto attiene alla materia delle relazioni sindacali.

2 210 Parte Terza - Diritto degli enti locali 5) Il contratto collettivo una volta sottoscritto: A) Acquista efficacia sia per l amministrazione sia per tutti i lavoratori interessati. B) Vincola le pubbliche amministrazioni ma non i dipendenti delle stesse. C) Vincola le pubbliche amministrazioni ma non i dipendenti che non aderiscono alle organizzazioni sindacali stipulanti. D) Non vincola le amministrazioni ma solo i lavoratori interessati. 6) A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, all Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ARAN spetta tra l altro: A) Identificare i dirigenti ai quali spetta la legale rappresentanza delle pubbliche amministrazioni agli effetti della contrattazione collettiva nazionale. B) Curare l attività di studio necessaria all esercizio della contrattazione collettiva. C) Stabilire gli indirizzi che i comitati di settore devono osservare nell attività relativa alla contrattazione collettiva. D) Costituire i comitati di settore. 7) Quale fonte può prevedere la costituzione di uffici di supporto agli organi locali di direzione politica? A) Il regolamento sull ordinamento degli uffici e dei servizi. B) Il contratto collettivo. C) Lo Statuto. D) La legge. 8) Il regolamento sull ordinamento degli uffici e dei servizi è adottato: A) Dalla Giunta nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio. B) Dal Consiglio. C) Dal Consiglio nel rispetto dei criteri generali stabiliti dalla Giunta. D) Dal Sindaco o dal Presidente della Provincia. 9) Nell ente locale che ruolo ha il Direttore generale? A) Provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo del Comune e sovrintende alla gestione dell ente. B) Sovrintende all operato dell Agenzia autonoma per la gestione dell albo dei Segretari comunali. C) Coordina l attività dei Sindaci dei diversi Comuni dell Area metropolitana. D) Provvede ad attuare esclusivamente gli indirizzi della Giunta.

3 Questionario n. 2 - Ordinamento del personale degli enti locali ) La vigilanza e il controllo del rispetto della normativa in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi dirigenziali presso le amministrazioni pubbliche e presso gli enti privati in controllo pubblico (di cui al D.Lgs. 39/2013) è affidata: A) Al Ministro dell interno. B) Ad una Commissione ad hoc nominata con decreto del Ministro della giustizia. C) All Autorità nazionale anticorruzione e ai Responsabili anticorruzione. D) Esclusivamente ai Responsabili anticorruzione nei singoli enti. 11) Quali sono i compiti dell Agenzia per la rappresentanza negoziale? A) Rappresenta esclusivamente i Ministeri nell attività negoziale. B) Cura la gestione delle azioni di sciopero. C) Rappresenta legalmente la P.A. nella contrattazione collettiva nazionale e può assisterla ai fini della contrattazione integrativa. D) Formula pareri nelle azioni di sciopero. 12) Quale, tra i seguenti, non è elemento costitutivo del rapporto di pubblico impiego? A) La durata. B) L oggetto. C) Il contenuto. D) I soggetti. 13) Secondo la disciplina del Testo Unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000) a chi compete la nomina del Segretario comunale e provinciale? A) Al Consiglio. B) Al Consiglio e alla Giunta. C) Al Sindaco e al Presidente della Provincia. D) Al Prefetto. 14) Il Segretario comunale o provinciale può essere revocato con provvedimento motivato: A) Dell Autorità nazionale anticorruzione. B) Del Prefetto. C) Del Ministro dell Interno e del Prefetto. D) Del Sindaco o del Presidente della Provincia.

4 212 Parte Terza - Diritto degli enti locali 15) Ai sensi del CCNL 11 aprile 2008, se un dipendente si rende parte di alterchi negli ambienti di lavoro, anche con utenti o terzi, in quale sanzione disciplinare può incorrere? A) Nella sanzione disciplinare del minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione. B) Nella sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a un massimo di dieci giorni. C) Nella sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso. D) Nella sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso. 16) Nell ambito della contrattazione collettiva relativa al Comparto Regioni e Autonomie locali quale tra questi elementi non caratterizza la situazione di mobbing? A) La volontà di escludere il lavoratore dal contesto lavorativo di riferimento. B) La idoneità a compromettere la salute o la professionalità del lavoratore. C) La natura vessatoria. D) La mera episodicità. 17) Che cosa sono le R.S.U.? A) Uffici di rappresentanza delle amministrazioni datrici di lavoro. B) Rappresentanze sindacali aziendali. C) Organismi di rappresentanza unitaria del personale eletti da tutti i lavoratori. D) Organismi di rappresentanza unitaria del personale eletti dai dirigenti. 18) Secondo l applicazione del CCNL 11 aprile 2008, all ipotesi del dipendente arrestato perché colto in flagranza a commettere reato di peculato, consegue la sanzione disciplinare: A) Del licenziamento senza preavviso. B) Del licenziamento con preavviso. C) Della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per novanta giorni. D) Della sospensione dal servizio per trenta giorni e multa. 19) Quale tra queste ipotesi non rientra tra quelle per le quali l art. 55 quater del D.Lgs. 165/2001 prevede la sanzione del licenziamento disciplinare? A) Falsa attestazione della presenza in servizio mediante alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente. B) Ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall amministrazione per motivate esigenze di servizio.

5 Questionario n. 2 - Ordinamento del personale degli enti locali 213 C) Falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera. D) Ingiustificato ritardo, non superiore a 25 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dai superiori. 20) Quale tra questi non rientra tra i criteri generali fissati dal CCNL 11 aprile 2008 per la determinazione del tipo e dell entità delle sanzioni? A) Rilevanza degli obblighi violati. B) Concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra loro. C) Grado di danno o di pericolo causato all ente, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio determinatori. D) L età del dipendente. 21) All interno delle pubbliche amministrazioni l organo deputato a garantire il rispetto dei principi di pari opportunità nell ambiente di lavoro è: A) Il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. B) Il Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing. C) Il Comitato regionale per le pari opportunità. D) La Commissione di garanzia. 22) Cosa si intende per diritto alla funzione? A) È un diritto sindacale riconosciuto al pubblico dipendente. B) Il diritto alla progressione verticale alla carriera. C) Il diritto all esercizio delle funzioni inerenti alla propria qualifica o a quelle professionalmente equivalenti. D) Il diritto alla permanenza del rapporto di lavoro. 23) La responsabilità patrimoniale del dipendente comunale: A) Non si estende mai agli eredi. B) Non è personale. C) Si estende agli eredi in caso di loro illecito arricchimento derivante dall illecito arricchimento del dante causa. D) Si estende sempre agli eredi. 24) Secondo la disciplina di cui alla L. 190/2012 (cd. anticorruzione) negli enti locali, di norma, il Responsabile della prevenzione della corruzione è: A) Il Responsabile del servizio di economato. B) Il Segretario comunale e provinciale. C) Il Presidente dell organo consiliare. D) Il Segretario comunale e provinciale o il Presidente dell organo consiliare in base alla popolazione residente.

6 Risposte commentate al questionario n. 2 1) Risposta esatta: A (Punti 1) Il rapporto organico (o d ufficio) è un rapporto non giuridico, esprime solo la relazione interna (organizzatoria) tra organo (o ufficio) e soggetto preposto ad esso. Il cd. rapporto di servizio è, invece, la relazione esterna tra la persona fisica e l ente, in virtù della quale sorgono le posizioni giuridiche favorevoli e sfavorevoli tra due distinti soggetti giuridici. Il rapporto di servizio costituisce, quindi, il rapporto giuridico intercorrente tra l ente e la persona fisica che, per ciò, viene inserita con determinate funzioni nell organizzazione dell ente. 2) Risposta esatta: C (Punti 1) Si parla di pianta organica per indicare il numero dei dipendenti che, visti nella loro articolata suddivisione gerarchica, effettivamente ricoprono, stabilmente e a tempo indeterminato, i posti previsti in dotazione. 3) Risposta esatta: A (Punti 2) Ai sensi dell art. 54 del D.Lgs. 165/2001 (nel testo sostituito dall art. 1, comma 44 della L. 190/2012) il Codice di comportamento è lo strumento attraverso cui il Governo definisce gli obblighi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare. In particolare, attraverso la cd. legge anticorruzione (L. 190/2012) il legislatore ha inteso rafforzare tale strumento laddove si precisa che il Governo definisce un codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni al fine di assicurare: a) la qualità dei servizi; b) la prevenzione dei fenomeni di corruzione; c) il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell interesse pubblico. Il comma 5 dell art. 54 prevede, inoltre, l obbligo per ciascuna pubblica amministrazione di definire un proprio codice di comportamento che integra e specifica il codice uniforme per tutte le amministrazioni pubbliche. Con D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 è stato approvato il Nuovo Codice di comportamento dei dipendenti della pubblica amministrazione. Le disposizioni di tale Codice (che abroga il precedente di cui al D.M. 28 novembre 2000) devono essere integrate e specificate dai codici adottati dalle singole amministrazioni di cui al comma 5 citato. 4) Risposta esatta: B (Punti 2) La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonché le materie relative alle relazioni sindacali. Sono, in particolare, escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dell articolo 9 D.Lgs. 165/2001, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonché quelle di cui all articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421.

7 Risposte commentate al questionario n Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilità e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva è consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge (art. 40 D.Lgs. 165/2001, come novellato ex art. 54 D.Lgs. 150/2009). 5) Risposta esatta: A (Punti 2) Il contratto collettivo, una volta sottoscritto, acquista efficacia erga omnes, cioè sia per le amministrazioni che per tutti i lavoratori interessati. Quanto alla vincolatività dei contratti, il problema non si pone per la parte pubblica, che è rappresentata dall ARAN, che è un organismo unitario. Peraltro l art. 40, comma 4, D.Lgs. 165/2001 esplicitamente dispone che «Le pubbliche amministrazioni adempiono agli obblighi assunti con i contratti collettivi nazionali o integrativi [ ] e ne assicurano l osservanza nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti», mentre l art. 45, comma 2, impone alle amministrazioni di garantire ai propri dipendenti trattamenti non inferiori a quelli previsti dai rispettivi contratti collettivi. La vincolatività dei contratti assume aspetti più complessi nei confronti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. L esclusione del recepimento del testo del contratto in un atto regolamentare ha posto, infatti, il problema dell applicazione uniforme e generalizzata a tutti i dipendenti, indipendentemente dall adesione degli stessi alle organizzazioni sindacali stipulanti. Sul punto si è espressa la Corte costituzionale con la sentenza , n. 309, secondo la quale il pubblico dipendente rinviene nel contratto individuale di lavoro «la fonte regolatrice del proprio rapporto: l obbligo di conformarsi, negozialmente assunto, nasce proprio dal rinvio alla disciplina collettiva contenuta in tale contratto». Infatti, l obbligo per la P.A., di assicurare ai dipendenti un trattamento non inferiore a quello garantito dai contratti collettivi, e di applicare condizioni contrattuali uniformi agli stessi impone che, nei contratti individuali di lavoro, siano richiamati quelli collettivi e, tramite il detto rinvio, questi ultimi finiscono per spiegare effetti anche nei confronti dei lavoratori non legati alle organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi. 6) Risposta esatta: B (Punti 2) Ai sensi dell art. 46 D.Lgs. 165/2001, come novellato dal recente D.Lgs. 150/2009, tra gli altri compiti l ARAN cura le attività di studio, monitoraggio e documentazione necessarie all esercizio della contrattazione collettiva; predispone a cadenza semestrale, ed invia al Governo, ai comitati di settore dei comparti regioni e autonomie locali e sanità e alle commissioni parlamentari competenti, un rapporto sull evoluzione delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti. 7) Risposta esatta: A (Punti 2) Ai sensi dell art. 90 del D.Lgs. 267/2000 il regolamento sull ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, del Presidente della Provincia, della Giunta o degli assessori, per l esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge. 8) Risposta esatta: A (Punti 1) L articolo 48 del D.Lgs. 267/2000 attribuisce alla Giunta il compito di collaborare con il Sindaco o con il Presidente della Provincia nel governo del Comune e della Provincia. In particolare il comma 3 dell articolo 48 stabilisce che: «È altresì, di competenza della Giunta l adozione dei regolamenti sull ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio».

8 216 Parte Terza - Diritto degli enti locali 9) Risposta esatta: A (Punti 2) L art. 108 del D.Lgs. 267/2000 dispone che il Sindaco nei Comuni con popolazione superiore ai abitanti e il Presidente della Provincia possono nominare previa deliberazione della Giunta, un Direttore generale (cd. city manager) il cui compito è quello di attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell ente, secondo le direttive impartite dal Sindaco e, più in generale, di sovrintendere alla gestione dell ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza. Sulla figura del Direttore generale è, tuttavia, indispensabile riferire quanto disposto dalla finanziaria 2010 nell ottica di adottare misure specifiche volte al coordinamento della finanza pubblica ed al contenimento della spesa pubblica locale. Infatti, in virtù di quanto disposto dall art. 2, comma 186, lettera d) della L. 23 dicembre 2009, n. 191 (modificato dal D.L. 25 gennaio 2010, n. 2 conv. con modif. nella L. 26 marzo 2010, n. 42), tale figura di vertice nell organizzazione amministrativa comunale è stata soppressa tranne che nei Comuni con popolazione superiore a abitanti. La disposizione di cui all articolo 2, comma 186, lettera d), si applica in ogni Comune interessato, dalla data di scadenza dei singoli incarichi dei direttori generali in essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto 2/2010 (art. 1, comma 2 del D.L. 2/2010 conv. con modif. nella L. 42/2010). 10) Risposta esatta: C (Punti 3) Con l emanazione del D.Lgs. 8 aprile 2013, n. 39 è stata dettata la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi dirigenziali (interni ed esterni) e amministrativi di vertice presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico. Il capo VII del D.Lgs. 8 aprile 2013, n. 39 ha per oggetto specificamente la disciplina della vigilanza sul rispetto delle nuove disposizioni e delle relative sanzioni; soggetti attivi di tale attività di controllo e vigilanza sono l Autorità nazionale anticorruzione (ovvero la civit che ex L. 190/2012 opera come tale) e i Responsabili anticorruzione. In merito, l articolo 15 attribuisce al Responsabile del Piano anticorruzione di ciascuna amministrazione pubblica, ente pubblico e ente di diritto privato in controllo pubblico il compito di curare (anche attraverso le disposizioni del piano anticorruzione) il rispetto del decreto 39/2013. A tal fine, egli contesta all interessato l insorgere delle situazioni di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi previste dal decreto e segnala i casi di possibile violazione del D.Lgs. 39/2013 all Autorità nazionale anticorruzione, all Autorità garante della concorrenza e del mercato (ai fini dell esercizio delle funzioni di cui alla L. 215/2004), nonché alla Corte dei conti, per l accertamento di eventuali responsabilità amministrative. Il provvedimento di revoca dell incarico amministrativo di vertice o dirigenziale, comunque motivato, è comunicato all Autorità nazionale anticorruzione che, entro trenta giorni, può formulare una richiesta di riesame qualora rilevi che la revoca sia correlata alle attività svolte dal responsabile in materia di prevenzione della corruzione. Decorso tale termine, la revoca diviene efficace. L Autorità nazionale anticorruzione nel vigilare sul rispetto della normativa di nuova applicazione, può esercitare poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi; la stessa, inoltre, svolge attività consultiva (nei limiti fissati dall art. 16 del D.Lgs. n. 39, da ultimo modificato dall art. 54ter del D.L. 21 giugno 2013, n. 69 (conv. con modif. dalla L. 9 agosto 2013, n. 98), cd. decreto del fare in merito all interpretazione o applicazione delle nuove disposizioni. Per ciò che concerne le sanzioni, sotto il profilo oggettivo, l articolo 17 del D.Lgs. 39/2013 sancisce che gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione di esso e i relativi contratti sono nulli.

9 Risposte commentate al questionario n ) Risposta esatta: C (Punti 2) L ARAN ha la rappresentanza legale delle pubbliche amministrazioni, esercita a livello nazionale ogni attività relativa alle relazioni sindacali, alla negoziazione dei contratti collettivi e all assistenza delle pubbliche amministrazioni ai fini dell uniforme applicazione dei contratti collettivi. L ARAN assicura anche la raccolta dei dati sui voti e sulle deleghe dei sindacati da ammettere alla contrattazione. Su richiesta delle amministrazioni, infine, può fornire assistenza ai fini della contrattazione integrativa (art. 46 D.Lgs. 165/2001). La L. 15/2009, nel più ampio contesto di riordino delle procedure di contrattazione collettiva ed integrativa, ha previsto anche una riorganizzazione delle competenze, della struttura e degli organi dell ARAN. Tale delega è stata attuata dal cd. decreto legislativo Brunetta del 2009, che incide sull art. 46 D.Lgs. 165/2001, soprattutto per quanto concerne le funzioni e la composizione della struttura stessa. Ai sensi del novellato articolo, infatti, l ARAN cura le attività di studio, monitoraggio e documentazione necessarie all esercizio della contrattazione collettiva. Predispone a cadenza semestrale, ed invia al Governo, ai comitati di settore dei comparti Regioni e Autonomie locali e Sanità e alle Commissioni parlamentari competenti, un rapporto sull evoluzione delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti. L ARAN effettua anche il monitoraggio sull applicazione dei contratti collettivi nazionali e sulla contrattazione collettiva integrativa e presenta annualmente al Dipartimento della funzione pubblica, al Ministero dell economia e delle finanze nonché ai comitati di settore, un rapporto in cui verifica l effettività e la congruenza della ripartizione fra le materie regolate dalla legge, quelle di competenza della contrattazione nazionale e quelle di competenza dei contratti integrativi nonché le principali criticità emerse in sede di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa. In merito ai compiti dell ARAN si segnala, infine, che con D.L. 31 agosto 2013, n. 101 (in corso di conversione) sono state trasferite a tale organismo le funzioni in materia di misurazione e valutazione della performance (di cui agli artt. 7, 10, 12, 13 e 14 del D.Lgs. 150/2009) spettanti alla CIVIT (Commissione per la valutazione e la trasparenza e l integrita delle amministrazioni pubbliche). 12) Risposta esatta: A (Punti 1) Elementi costitutivi del rapporto di pubblico impiego sono: i soggetti: cioè lo Stato o un ente pubblico autarchico (soggetto attivo) ed una persona fisica (soggetto passivo); l oggetto: la prestazione di una qualunque attività rivolta, direttamente o indirettamente, al conseguimento dei fini dell ente pubblico; il contenuto: è costituito dall insieme dei diritti e dei doveri di ambedue i soggetti del rapporto; riferito ai soggetti passivi (i pubblici dipendenti) esso prende il nome di «stato giuridico». Nessun rilievo giuridico ai fini costitutivi ha invece, la durata del rapporto. 13) Risposta esatta: C (Punti 1) Il Sindaco e il Presidente della Provincia nominano i Segretari comunali e provinciali che dipendono funzionalmente dal capo dell amministrazione, scegliendoli tra gli iscritti all albo nazionale (art. 99 T.U. degli enti locali). Si configura, in tal modo, un potere discrezionale ampio ma non illimitato poiché la scelta è ristretta agli iscritti all albo. È, inoltre, importante evidenziare che prima della manovra correttiva dei conti pubblici (D.L. 78/2010, conv. con modif. nella L. 122/2010) tale albo era gestito dall Ages, organismo ora soppresso dal citato D.L. che ha provveduto, altresì, ad abrogare gli articoli 102 e 130 del D.Lgs. 267/2000

10 218 Parte Terza - Diritto degli enti locali disciplinanti proprio l Ages ovvero l Agenzia autonoma per la gestione dell albo dei Segretari comunali e provinciali. 14) Risposta esatta: D (Punti 1) Il Segretario comunale o provinciale può essere revocato con provvedimento motivato del Sindaco o del Presidente della Provincia, previa deliberazione della Giunta, per violazione dei doveri d ufficio (art. 100, T.U. degli enti locali). Sull ipotesi di revoca del Segretario comunale e provinciale è intervenuta la L. 190/2012 stabilendo (all art. 1, comma 82) l obbligo in capo al Prefetto di comunicare il provvedimento di revoca all Autorità nazionale anticorruzione (Civit, ovvero la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l integrità). Tale organismo deve esprimersi entro trenta giorni; decorso tale termine la revoca diventa efficace, salvo che l Autorità rilevi che la stessa sia correlata alle attività svolte dal Segretario in materia di prevenzione della corruzione. 15) Risposta esatta: B (Punti 3) Ex art. 3, comma 5 del CCNL siglato l 11 aprile 2008, l infrazione all obbligo di mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta uniformata a principi di correttezza fino al punto di essere coinvolto in alterchi è punita con la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a un massimo di dieci giorni. Tale sanzione si applica graduando l entità della stessa in applicazione dei criteri fissati all art. 3, comma 1 del CCNL ) Risposta esatta: D (Punti 3) L articolo 8 del CCNL, relativo al compito Regioni e Autonomie locali (sottoscritto il 24 gennaio 2004), si apre con la specificazione della nozione di «mobbing». Secondo la definizione del comma 1 il «mobbing» deve essere inteso come una forma di violenza morale o psichica in occasione di lavoro, attuata dal datore di lavoro o da altri dipendenti nei confronti di un lavoratore. Lo stesso comma 1 individua una serie di elementi che caratterizzano la situazione di «mobbing»: a) diversità degli atti e loro reiterazione nel tempo in modo sistematico e abituale (non deve trattarsi dunque di episodi meramente episodici e occasionali); b) natura vessatoria; c) idoneità degli atti a compromettere la salute, o la professionalità o la dignità del lavoratore; d) volontà (nei casi più gravi) diretta a escludere il lavoratore dal contesto lavorativo di riferimento. 17) Risposta esatta: C (Punti 2) L art. 42 del D.Lgs. 165/2001, al comma 2, prevede la costituzione in ciascuna amministrazione, ente o struttura amministrativa di rappresentanze sindacali aziendali (R.S.A.) e, al comma 3, di organismi di rappresentanza unitaria del personale (R.S.U.), mediante elezioni alle quali è garantita la partecipazione di tutti i lavoratori. 18) Risposta esatta: A (Punti 3) Secondo quanto dispone l art. 55 D.Lgs. 165/2001 (nel testo sostituito dal D.Lgs. 150/2009), la tipologia delle infrazioni e delle relative sanzioni è definita dalla contrattazione collettiva.

11 Risposte commentate al questionario n L art. 24 del CCNL del comparto Regioni ed autonomie locali del (come modificato dall art. 23 CCNL ) individua cinque sanzioni disciplinari di tipo conservativo del rapporto: rimprovero verbale; rimprovero scritto (censura); multa di importo variabile fino ad un massimo di quattro ore di retribuzione; sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino a dieci giorni; sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di sei mesi; e due sanzioni estintive del rapporto: licenziamento con o senza preavviso. L articolazione in dettaglio delle sanzioni disciplinari applicabili è attualmente contenuta nell art. 3 del CCNL sottoscritto in data 11 aprile 2008 e relativo al quadriennio normativo Specificamente le ipotesi di infrazioni per le quali è applicabile la sanzione del licenziamento senza preavviso sono indicate al comma 8 dell art. 3; in tale elencazione, alla lettera g), è prevista l ipotesi in cui il dipendente venga arrestato perché colto in flagranza, a commettere reati di peculato o concussione o corruzione e l arresto sia convalidato dal giudice per le indagini preliminari. 19) Risposta esatta: D (Punti 3) Ferma restando la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e salve ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo, l art. 55quater, D.Lgs. 165/2001 introdotto dal D.Lgs. 150/2009, prevede la sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi: a) falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia; b) assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall amministrazione; c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall amministrazione per motivate esigenze di servizio; d) falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera; e) reiterazione nell ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell onore e della dignità personale altrui; f) condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro; g) in caso di valutazione di insufficiente rendimento, dovuta alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento. Nei casi di cui alle lettere a), d), e) ed f), il licenziamento è senza preavviso. La fattispecie di cui alla lett. c) non prevede alcun riferimento temporale e ricollega semplicemente il disposto trasferimento da parte dell amministrazione alle «motivate esigenze di servizio». L ipotesi individuata sopra assorbe, altresì, la fattispecie già prevista dal CCNL dell 11 aprile 2008 (art. 3, comma 7, lett. c) che però vincolava il trasferimento alle «riconosciute e motivate esigenze di servizio nel rispetto delle vigenti procedure, adottate nel rispetto dei modelli di relazioni sindacali previsti, in relazione alla tipologia di mobilità attivata».

12 220 Parte Terza - Diritto degli enti locali 20) Risposta esatta: D (Punti 3) Secondo le disposizioni di cui all art. 3 del CCNL 11 aprile 2008, nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza, e in conformità a quanto previsto dall art. 55 del D.Lgs. 165/2001 (nel testo novellato dal D.Lgs. 150/2009), il tipo e l entità di ciascuna delle sanzioni sono determinati in relazione ai seguenti criteri generali (comma 1): a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell evento; b) rilevanza degli obblighi violati; c) responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente; d) grado di danno o di pericolo causato all ente, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio determinatosi; e) sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al comportamento del lavoratore ai precedenti disciplinari nell ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti; f) al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra loro. Non rientra nei criteri suindicati l età del dipendente. 21) Risposta esatta: A (Punti 3) L articolo 7 del D.Lgs. 165/2001 (nel testo novellato dall art. 21 della L. 4 novembre 2010, n. 183, cd. collegato lavoro, al comma 1) stabilisce che: «Le pubbliche amministrazioni garantiscono pari opportunità tra uomini e donne e l assenza di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all età, all orientamento sessuale, alla razza, all origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro. Le pubbliche amministrazioni garantiscono altresì un ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo e si impegnano a rilevare, contrastare ed eliminare ogni forma di violenza morale o psichica al proprio interno». Organismo deputato a garantire l applicazione delle misure di cui sopra è il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni che sostituisce, unificando le competenze in un solo organismo, i Comitati per le pari opportunità e i Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing (costituiti in applicazione della contrattazione collettiva). La disciplina del Comitato unico di garanzia è contenuta nell art. 57 (commi 01-05) del D.Lgs. 165/2001. Le linee guida per il funzionamento dello stesso sono fissate nella Direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri del 4 marzo La mancata costituzione del Comitato unico di garanzia comporta responsabilità dei dirigenti incaricati della gestione del personale, da valutare anche al fine del raggiungimento degli obiettivi (art. 57 del D.Lgs. 165/2001 modificato dall art. 21 citato). 22) Risposta esatta: C (Punti 2) Il CCNL 31 marzo 1999 (Comparto regioni ed autonomie locali) afferma il principio della piena fungibilità delle mansioni collocate all interno di una medesima categoria ovvero dell esigibilità di tutte le mansioni ascrivibili a ciascuna categoria in quanto professionalmente equivalenti (art. 3, comma 2). Il contratto collettivo richiama la disciplina generale per lo svolgimento delle mansioni (cd. diritto alla funzione) di cui all art. 52 del D.Lgs. 165/2001 modificato già dall articolo 62 del D.Lgs. 150/2009 e da ultimo dal D.P.R. 70/2013.

13 Risposte commentate al questionario n In base a quanto dispone l art. 52 D.Lgs. 165/2001 (come novellato), il prestatore di lavoro può essere adibito: alle mansioni per le quali è stato assunto; alle mansioni equivalenti nell ambito dell area di inquadramento ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui all art. 35, comma 1, D.Lgs. 165/2001. L esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza non ha effetto ai fini dell inquadramento del lavoratore o dell assegnazione di incarichi di direzione. Si tenga altresì presente che le disposizioni dettate dall articolo 62 del D.Lgs. 150/2009 ai commi 1bis e 1ter sul meccanismo delle progressioni all interno delle aree funzionali costiuiscono principi generali ai quali Regioni ed enti locali devono adeguare i loro ordinamenti. Il già citato art. 3 del CCNL al comma 2 precisa che l assegnazione di mansioni equivalenti costituisce atto di esercizio del potere determinativo dell oggetto del contratto di lavoro. La disciplina delle mansioni prevede anche la possibilità che il dipendente venga adibito a mansioni proprie della categoria immediatamente superiore, ipotesi ammessa dalla disciplina generale (art. 52 del D.Lgs. 165/2001) soltanto nei casi specificamente individuati dal comma 2 dello stesso art ) Risposta esatta: C (Punti 3) La disciplina della responsabilità patrimoniale è contenuta nell art. 93 del Testo Unico degli enti locali che non introduce una discipilina, bensì (come aveva già fatto la L. 142/1990) recepisce in blocco la normativa vigente per gli impiegati civili dello Stato. In particolare con la previsione di cui al comma 4 è esteso all ordinamento locale il regime dell illecito arricchimento previsto per tutti i dipendenti e amministratori pubblici ex art. 1, co. 1, L , n. 20 che reca: «1. La responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica è personale e limitata ai fatti ed alle omissioni commessi con dolo o con colpa grave, ferma restando l insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali. Il relativo debito si trasmette agli eredi secondo le leggi vigenti nei casi di illecito arricchimento del dante causa e di conseguente indebito arricchimento degli eredi stessi». 24) Risposta esatta: B (Punti 3) Con l emanazione della L. 6 novembre 2012, n. 190 (cd. legge anticorruzione) il Parlamento ha approntato un sistema di contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione che individua il Segretario comunale o provinciale quale responsabile della prevenzione della corruzione negli enti locali. Infatti, così come dispone l art. 1 (commi 6-10) della citata legge, l organo di indirizzo politico individua, il Responsabile della prevenzione della corruzione; di norma negli enti locali (salva diversa e motivata determinazione) tale figura è il Segretario comunale o provinciale. In qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione all interno dell amministrazione locale, compete al Segretario comunale o provinciale (art. 1, commi 10 e 14): a) la verifica dell efficace attuazione del piano di prevenzione della corruzione e della sua idoneità, nonché la proposta di modifiche dello stesso laddove siano accertate significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell organizzazione o nell attività dell amministrazione; b) la verifica, d intesa con il dirigente competente, dell effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione;

14 222 Parte Terza - Diritto degli enti locali c) la definizione delle procedure appropriate per selezionare e formare (secondo percorsi specifici e settoriali) i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione ovvero anche l individuazione del personale da inserire nei programmi di formazione suddetti; d) la pubblicazione nel sito web dell amministrazione di una relazione recante i risultati dell attività svolta e la trasmissione della stessa all organo di indirizzo politico dell ente; e) il referto sull attività svolta nei casi in cui l organo di indirizzo politico lo richieda o qualora lo ritenga egli stesso opportuno. Per ciò che concerne le funzioni svolte dal Responsabile della prevenzione della corruzione le stesse devono essere integrate con le previsioni contenute nel cd. T.U. Trasparenza (D.Lgs. 33/2013) nonché con i compiti di vigilanza assegnati a tale figura dal D.Lgs. 39/2013 in merito al rispetto delle norme sulla inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le p.a. e presso gli enti privati in controllo pubblico. SCHEMA DI VALUTAZIONE Oltre 45 Punti: Ottimo Tra 38 e 45 Punti: Buono Tra 30 e 37 Punti: Discreto Tra 21 e 29 Punti: Sufficiente Meno di 21 Punti: Insufficiente

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