CONTINUITÀ OPERATIVA E DISASTER RECOVERY NELLA P.A.

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1 CONTINUITÀ OPERATIVA E DISASTER RECOVERY NELLA P.A.

2 DEFINIZIONI CONTINUITÀ OPERATIVA capacità di reagire e rispondere a eventi imprevisti che compromettano il funzionamento ICT DISASTER RECOVERY sinonimo di continuità operativa nelle Linee guida di DigitPA insieme di misure adottate per rispondere a indisponibilità prolungate del sistema in siti alternativi, caso specifico nell ambito della continuità operativa (nel CAD) dichiarabile nel momento in cui l indisponibilità supera gli SLA desiderati (RPO e RTO)

3 SCENARIO Art. 97 della Costituzione (buon funzionamento degli uffici pubblici) Codice privacy (D. lgs. 196/2003 e s.m.i.) Normativa collaudi Sicurezza sul lavoro (D. lgs. 81/2008 e s.m.i.) In questo scenario si inserisce la normativa sulla continuità operativa / disaster recovery

4 FONTI NORMATIVE Art. 50-bis legge 82/2005 e s.m.i. (D. lgs. 235/2010): C.A.D. delega al DigitPA la pubblicazione delle Linee Guida Da tenere in considerazione la dematerializzazione (ma attenzione: spazio alla valutazione costi/benefici)

5 DESTINATARI Pubbliche amministrazioni art. 1 comma 2 del D. Lgs. 165/2001 Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane. e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale Società interamente o con prevalente capitale pubblico inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione come individuato da ISTAT art. 1 comma 5 legge 311/2004

6 STANDARD DI RIFERIMENTO BCI/BSI BS e 2 BS ISO Best Practice ISO Certificazione ISO del 2008 DR nella ICT ISO sicurezza ISO sicurezza

7 CICLO DigitPA: emette Linee Guida (sentito il Garante) PP.A.A.: B.I.A. (Business Impact Analisys) e analisi C.B. (Costi/Benefici) - Strumento di autovalutazione (http://apps.digitpa.gov.it/autovalutazione/web/autovalutazione.php) - Studio di Fattibilità Tecnica (anche fornitori esterni) sulla base dello strumento di autovalutazione e delle Linee Guida entro 15 mesi dalla pubblicazione del CAD (quindi entro il 25/4/2012) DigitPA: parere obbligatorio su SFT PP.AA.: predispongono piani CO e DR (sulla base del parere e dello SFT anche fornitori esterni) implementano le soluzioni (anche fornitori esterni) verificano con cadenza biennale la funzionalità del piano CO aggiornano i piani ed eseguono test periodici inviando annualmente a DigitPA il piano DR DigitPA: verifica annuale DR informa il Ministro Ministro: informa il Parlamento Non sono previste sanzioni ma: se capita un incidente al (o ai) sistema/i informativo/i dell amministrazione che impedisca di esercire servizi ai quali i cittadini accedono per via informatica, qualcuno potrebbe evidenziare che l amministrazione era obbligata a prevedere come organizzare la continuità dei servizi senza averlo fatto, con le potenziali conseguenze del caso.

8 STRUTTURA ORGANIZZATIVA: PRINCIPI GENERALI Promossa dai massimi vertici Condivisa con il Responsabile della Sicurezza Nominato Responsabile della continuità operativa Promulgata attraverso atti e documenti specifici Attribuite le risorse con livelli di responsabilità Definiti i sostituti Definita la gerarchia Composto coerentemente con l ULS (unità locale sicurezza in ambito SPC)

9 STRUTTURA ORGANIZZATIVA: COMPOSIZIONE COMITATO DI GESTIONE DELLA CRISI Responsabile dell Ufficio Unico Dirigenziale ex art. 17 CAD Responsabile della continuità operativa Responsabile della Unità Locale di Sicurezza Referenti tecnici (anche presso fornitori esterni) Responsabile della logistica Responsabile della sicurezza dell ente Responsabile delle applicazioni

10 STRUTTURA ORGANIZZATIVA: FUNZIONI CGC Definizione e approvazione piano CO Dichiarazione stato crisi Comunicazioni ai dipendenti Attivazione processo rientro Dichiarazione rientro Gestione rapporti interni e conflitti di competenza Formazione e sensibilizzazione

11 STRUTTURA ORGANIZZATIVA: ALTRO Condizioni ordinarie: riunione annuale (ma consigliate semestrali) Può avvalersi di un Gruppo di Supporto Inviare copia del resoconto della riunione ordinaria a tutti i componenti del CGC

12 AREA COMPETENZA CO Applicazioni Dati Infrastrutture Apparati Connettività Personale (informazione) Continuità elettrica P.E.C. PDL (numero minimo necessario, disponibilità di macchine di emergenza stesso ufficio e altre sedi, connettività alternativa, continuità elettrica)

13 B.I.A. Identificazione dei processi chiave Delineare la criticità di ogni processo Delineare le criticità delle risorse che erogano i processi Individuare i tempi di indisponibilità massima in termini di RPO (massima perdita dei dati sopportata) e RTO (tempo di ripristino del servizio) Crf. esempi in App. A LG

14 STRUMENTO DI AUTOVALUTAZIONE: LINEE GENERALI Andrebbe preceduto da una B.I.A. e da una analisi C.B. (non derogabili a fornitori esterni) Tenere conto dell RPO e dell RTO Si può compilare su un foglio Excel oppure direttamente sul web (preferibile) su Strutturato su tre direttrici: Servizio Organizzazione Tecnologia Da inviare insieme allo Studio di Fattibilità Tecnica

15 STRUMENTO DI AUTOVALUTAZIONE: LE SOLUZIONI Le soluzioni calcolate sulla base dello strumento di autovalutazione saranno strutturate in tier, a seconda della criticità Il tier consigliato può essere disatteso dalla PP.AA. ed adottato in suo luogo un tier inferiore, per motivate ragioni finanziarie La soluzione può, in ogni caso, consistere solo nella salvaguardia dei dati e delle applicazioni, nel caso di un servizio di conservazioni di dati solo eccezionalmente consultati; in ogni caso l RPO può essere basso

16 SOLUZIONI: TIER 1 TIER 1 1. backup presso un altro sito tramite trasporto di supporto (nastro o altro) 2. conservazione del backup presso il sito remoto 3. presso il sito remoto: storage su cui riversare i dati e sistema elaborativo per il ripristino funzioni IT 4. possono non essere presenti procedure di verifica e può esistere una sola copia 5. disponibilità storage ed elaboratori: performance non pari al sistema primario 6. disponibilità storage ed elaboratori: anche per un periodo limitato 7. disponibilità storage ed elaboratori: tempi non brevi, anche più settimane; il sito remoto può essere vuoto ed attrezzato on demand 8. frequenza aggiornamento dati normale

17 SOLUZIONI: TIER 2 TIER 2 1. backup presso un altro sito tramite trasporto di supporto (nastro o altro) 2. conservazione del backup presso il sito remoto 3. presso il sito remoto: storage su cui riversare i dati e sistema elaborativo per il ripristino funzioni IT 4. devono essere presenti procedure di verifica e più di una copia dei dati 5. disponibilità storage ed elaboratori: performance pari al sistema primario 6. disponibilità storage ed elaboratori: anche per un periodo limitato ma prorogabile 7. disponibilità storage ed elaboratori: tempi più brevi del Tier 1; il sito remoto può essere vuoto ed attrezzato on demand 8. frequenza aggiornamento dati normale

18 SOLUZIONI: TIER 3 TIER 3 1. backup presso un altro sito tramite trasporto di rete, con connettività adeguata 2. conservazione del backup presso il sito remoto 3. presso il sito remoto: storage su cui riversare i dati e sistema elaborativo per il ripristino funzioni IT 4. devono essere presenti procedure di verifica e più di una copia dei dati 5. disponibilità storage ed elaboratori: performance pari al sistema primario 6. disponibilità storage ed elaboratori: anche per un periodo limitato ma prorogabile 7. disponibilità storage ed elaboratori: il sito remoto può essere vuoto ed attrezzato on demand 8. frequenza aggiornamento dati normale

19 SOLUZIONI: TIER 4 TIER 4 1. backup presso un altro sito tramite trasporto di rete, con connettività adeguata 2. conservazione del backup presso il sito remoto 3. presso il sito remoto: storage su cui riversare i dati e sistema elaborativo per il ripristino funzioni IT 4. devono essere presenti procedure di verifica e più di una copia dei dati 5. disponibilità storage ed elaboratori: performance pari al sistema primario 6. disponibilità storage ed elaboratori: anche per un periodo limitato ma prorogabile 7. disponibilità storage ed elaboratori: il sito remoto deve essere attrezzato con risorse coerenti con quelle del sito primario 8. frequenza aggiornamento dati alta ma comunque asincrona e non bloccante

20 SOLUZIONI: TIER 5 TIER 5 1. backup presso un altro sito tramite trasporto di rete, con connettività adeguata ed una distanza geografica non eccessiva, visto il punto conservazione del backup presso il sito remoto 3. presso il sito remoto: storage su cui riversare i dati e sistema elaborativo per il ripristino funzioni IT 4. devono essere presenti procedure di verifica e più di una copia dei dati 5. disponibilità storage ed elaboratori: performance pari al sistema primario 6. disponibilità storage ed elaboratori: anche per un periodo limitato ma prorogabile 7. disponibilità storage ed elaboratori: il sito remoto deve essere attrezzato con risorse coerenti con quelle del sito primario 8. frequenza aggiornamento dati alta sincrona

21 SOLUZIONI: TIER 6 TIER 6 1. backup presso un altro sito tramite trasporto di rete, con connettività adeguata ed una distanza geografica non eccessiva, visto il punto conservazione del backup presso il sito remoto 3. presso il sito remoto: storage su cui riversare i dati e sistema elaborativo per il ripristino funzioni IT 4. devono essere presenti procedure di verifica e più di una copia dei dati 5. disponibilità storage ed elaboratori: performance pari al sistema primario 6. disponibilità storage ed elaboratori: anche per un periodo limitato ma prorogabile 7. disponibilità storage ed elaboratori: il sito remoto deve essere attrezzato con risorse speculari a quelle del sito primario 8. frequenza aggiornamento dati alta sincrona

22 SOLUZIONI: BACKUP Dati raggruppati e classificati in base a retemption e frequenza Conservate in un sito protetto diverso dall originale Log errori Log file oggetto di salvataggio Verifica integrità Dati cifrati Tentativi ulteriori su file in uso Possibilità di backup automatici non custoditi Identificato il responsabile

23 SOLUZIONI: ULTERIORI ELEMENTI TECNICI Collaudate e poi verificate (biennale CO e annuale DR) e quindi redatto dettagliato verbale Virtualizzazione consigliata: più ambienti operativi, maggiore flessibilità nelle risorse e minori costi Cloud: consigliato ma attenzione agli aspetti della Privacy (cfr. e richiesti precisi requisiti e vincoli Ridondanza collegamenti di rete

24 SOLUZIONI: FORNITORI ESTERNI Possono redigere Studi di Fattibilità Tecnica Possono predisporre piani di CO e DR Possono implementare/realizzare le soluzioni Nel caso demandate a fornitori esterni, le modalità di collaudo e di verifica delle soluzioni devono essere previste contrattualmente Ogni volta che viene utilizzato un fornitore il rapporto dovrebbe essere sottoposto a contratto Esistono modelli di requisiti per datacenter, cloud, siti di DR: cfr. cap. 6 LG e app. D LG Esistono modelli per gli SLA dei fornitori: cfr. app. E LG

25 SOLUZIONI: FORNITORI ESTERNI/ALTRE ORGANIZZAZIONI Gare Sostenibilità ambientale Consip SPC Mutuo soccorso: solo se la disponibilità delle risorse logistiche e IT sono in esubero Accordi tra strutture di una stessa organizzazione o tra organizzazioni indipendenti

26 STUDIO FATTIBILITÀ TECNICA Redatto sulla base del modello scaricabile su 0Fattibilità%20Tecnica_bozza_generale_0.pdf Composto da: Informazioni generali Ambito dello studio Risultato del percorso Soluzione tecnica Tempi e modalità di realizzazione della soluzione

27 STUDIO FATTIBILITÀ TECNICA: INVIO PER PARERE AL DIGITPA Informazioni sulle modalità di invio su OLARE_1_dicembre_2011_n58.pdf Via PEC a da parte del Responsabile della Continuità Operativa Richiesta di parere sullo SFT Relazione che illustri gli obiettivi SFT in formato elettronico rielaborabile Uno o più file con gli esiti della autovalutazione I riferimenti del Responsabile della Continuità Operativa

28 PIANO DI CO Definizione ruoli e responsabilità Gestire la reperibilità Definire procedure operative Documentazione dei manuali con release Composto dai seguenti contenuti minimi: Finalità e ambito applicazione Ruoli e responsabilità Modalità di attivazione, gestione e manutenzione del PCO Cfr. par. 7.2 Linee Guida DigitPA

29 PIANO DI DR Composto dai seguenti contenuti minimi: Introduzione: sintesi finalità e contenuti Descrizione della soluzione Obiettivi del piano (RTO e RPO per soluzione) Informazioni (statiche e dinamiche) Clausole e direttive applicabili Perimetro di riferimento: Descrizione del SI primario e dei servizi critici sottoposti a DR Fattori critici e di rischio Organizzazione e personale Ruoli e responsabilità Modalità di attivazione Politiche di sicurezza e di salvaguardia dei dati Fasi della soluzione di DR Gestione del piano (aggiornamento e revisione) Collegamenti con altri deliverable contrattuali Procedure di test Inviato annualmente dal Responsabile della Continuità Operativa a in formato elettronico Cfr. par. 7.3 Linee Guida DigitPA

30 CONSULENZA E SERVIZI INFORMATICI Via Pacinotti, 21/c Terni Tel./Fax

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