IndigoRender & Maxigo L Export Tab Il Render

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1 IndigoRender&Maxigo L Export Tab Il Render Il tab dell export scene è il cuore dei render tad di Maxigo. E diviso in 5 parti, da cui possiamo impostare le nostre preferenze di output. 1

2 IndigoRender&Maxigo Scena realizzata da Luca Vannucchi Pinko renderizzata in IndigoRender Il primo pannello che ci appare è il TIme Output. Da qui impostiamo se Maxigo dovrà renderizzare un fotogramma singolo, un animazione o, in alternativa, alcuni fotogrammi da noi selezionati. Il secondo pannello che troviamo è l output size, da dove impostiamo la dimensione delle nostre immagini; subito dopo troviamo il pannello 2

3 IndigoRender&Maxigo dell image output, dave possiamo impostare il nome con cui Indigorenderer dovrà salvare le immagini all interno della cartella render nella directory di Indigo. Nel caso in caso in cui volessimo salvare il nostro render in formato.exr o. igi, dobbiamo attivare la spunta posta lateralmente al formato. Vale la pena soffermarsi un attimo per comprender l importanza di queste due tipologie di formati, infatti sia il formato.exr sia.igi fanno parte della famiglia dei H.D.R., da non confondere con il formato H.D.R.I. I formati H.D.R (Hight Dinamic Range) sono tutti quei formati che non tagliano i pixel con valore 0 o 255. Ad esempio, se abbiamo un immagine in jpg (Low Dinamic Rang ) ed una zona del nostro render ci appare nera (pixel con valore 0) o binaca (pixel con valore 255) in quella determinata zona non è possibile estrarre informazioni sui pixel poiché tali formati (i L.D.R) uniformano tutti quei valori al di sopra del 255 a 255 e quelli al disotto dello 0 a zero, tale operazione viene chiamata clamp Questo non accadrebbe se la nostra immagine fosse stata salvata in un formato H.D.R, infatti anche se una zona ci appare nera o bianca al suo interno è possibile reperire informazione per la post produzione dell immagine, andiamo a vedere un semplice esempio. Render finale Nel pannello Export Option troviamo le opzioni di esportazione, cioè quali elementi dovremo esportare, il numero di Theards, cioè il numero di core che indigo dovrà utilizzare durante il rendering, ed infine l unità di misura, quest ultima viene ripresa da quella impostata su 3d 3

4 IndigoRender&Maxigo studio max, è da ricordare che è fondamentale realizzare scene nella giusta scala, per la natura biased di indigo. E da sottolineare che in alcune rarissimi casi indigo si blocca durante la fase di esportazione, questo problema può facilmente essere risolto cambiando il formato di esportazione da auto ad obj, consigliamo comunque di utilizzare l opzione Auto, cioè quella di default nella maggioranza delle scene. Per ultimo, ma non per minor importanza, troviamo il pulsante exporter che insieme alla spunta start indigo ci permette di far partire il processo di renderizzazione dall interno di 3dmax. In alternativa, se spuntiamo l opzione start Indigo, la nostra scena verrà solamente esportata e potrà essere renderizzata tramite il file infile.txt all interno della cartella principale di Indigo. Il Setup Avanzato 4

5 IndigoRender&Maxigo Nel pannello di setup avanzato è possibile impostare il tipo di calcolo che preferiamo, le possibilità sono MLT MLT + Bidirectionl MLT + Bidirectional + Hybrid mode Pathtrace Pathtrace + Bidirectional Pathtrace + Bidirectional+ Hybrid mode Ora osserviamo alcuni test comparative tra le differenti modalità di calcolo, ringraziamo a Colin Chung CoolColj per i preziosissimi test visionabili per interno al seguente link: httpwww.indigorenderer.comjoomlaforumviewtopic.phpt=2344&postdays=0&posto rder=asc&highlight=mlt&start=0 5

6 IndigoRender&Maxigo Scena realizzata da Oleg Bogattke Psor renderizzata in IndigoRender Ora osserviamo alcuni test comparative tra le differenti modalità di calcolo, ringraziamo a Colin Chung CoolColj per i preziosissimi test visionabili per interno al seguente link: httpwww.indigorenderer.comjoomlaforumviewtopic.phpt=2344&postdays=0&posto rder=asc&highlight=mlt&start=0 6

7 IndigoRender&Maxigo Scena realizzata da Colin Chung CoolColj renderizzata con IndigoRender 7

8 IndigoRender&Maxigo Scena realizzata da Colin Chung CoolColj renderizzata con IndigoRender 8

9 IndigoRender&Maxigo Scena realizzata da Colin Chung CoolColj renderizzata con IndigoRender 9

10 IndigoRender&Maxigo Scena realizzata da Colin Chung CoolColj renderizzata con IndigoRender 10

11 IndigoRender&Maxigo Scena realizzata da Colin Chung CoolColj renderizzata con IndigoRender 11

12 IndigoRender&Maxigo Come potete vedere le differenze non sono abissali, credo che più che una vera e propria differenza di resa, sia un fatto di gusto e scelta personale. Consigliamo invece di attivare l utilizzo delle istancing, la bassa priorità, la segnalazione dell attivazione del cielo fisico notify to turn on sky when sunlight it s created, per quanto riguarda il logo di indigo nella parte in basso a destra del render è una scelta puramente di gusto, come la stessa conversione delle bitmap in jpg. Per quanto riguarda il pannello dei preset (vedi sotto ), si può considerare un estensione del precedente pannello, infatti serve solamente per salvare alcune impostazioni e poterle ricaricare velocemente. Il Preset 12

13 IndigoRender&Maxigo Materiali I materiali di indigo si dividono in diverse categorie: Indigo Diffuse, Indigo Blend,Indigo Emitter, Indigo Glass\SSS, Indigo ImportMat, Indigo Null ed infine Indigo Phong. Ora andremo ad analizzare alcune parti di questi materiali, non li analizzeremo per intero, poiché mentre scriviamo questo paragrafo sono state rilascite nuove versioni di Indigorenderer, con alcuni ampliamenti come ad esempio sul materiale phong. Sara mia cura, redire una ternza parte denominata indigo up-date dove verranno trattate tutte le specifiche dei materili, dando maggiore rilevanza alle novità. Scena realizzata da Luca Vannucchi Pinko renderizzata in IndigoRender 13

14 IndigoRender&Maxigo Indigo diffuse Premesse generali. Il materiale diffuse rende possibile la realizzazione di qualsiasi tipo di materiale privo di riflessioni. Le opzioni possibili con questo materiale sono la diffusione tramite colore o tramite bitmap o procedurale, l effetto bump, l opacità e la rasmittanza. Essendo il materiale base di indigo, Scena realizzata da Filippo Rotatori Radiosity renderizzata con IndigoRender Usando solo 2 pannelli con materile indigo emitter 14

15 IndigoRender&Maxigo Per quanto riguarda la definizione del colore per il materiale diffuse, basta cliccare sul quadratino colorato e scegliere il colore che vogliamo utilizzare, proprio come per qualunque materiale di 3d studio max. 15

16 IndigoRender&Maxigo Andndiamo a vedere come utilizzare alcune bitmap o mappe procedurali per ottenere diversi risultati. Andiamo a caricare una texture nel canale di diffusione del nostro materiale Indigo Diffuse con pochi e semplici passaggi: 1: 16

17 IndigoRender&Maxigo 2: 17

18 IndigoRender&Maxigo 3: selezioniamo la bitmap che desideriamo, può essere un immagine qualunque e vi troverete in una situazione simile a quella in figura sotto. 18

19 IndigoRender&Maxigo Ora premete il tasto preview con l opzione high al posto di low, dopo alcuni secondi ci apparirà l anteprima del materiale. Ora creiamo un semplice cubo, a cui assegniamo il materiale scelto, il risultato dovrebbe essere simile a quello in figura sotto. A questo punto può succedere ( ed è molto frequente) che la ripetizione della nostra textures sia troppo piccola o troppo grande, per modificarla, non possiamo agire dal materiale, ma dobbiamo attivare un controllo di mappatura. Per attivarlo,andare nel menu Modifiers\UV Coordinates\ e selezionate UVW map, vi si aprirà una finestra simile a quella in figura sotto; ora selezionate box, modificando i parametri si modificherà anche la ripetizione della textures sul nostro 19

20 IndigoRender&Maxigo oggetto. Il canale bump, è il canale che da al nostro oggetto un effetto di rugosità. E opportuno adoperare immagini della textures della diffusione in bianco e nero o in scala di grigio per avere una resa migliore, ricordiamo che i colori tendenti al bianco aumenteranno la rugosita e tendenti al nero la diminuiranno. Anche la mappa Alpha (opacità) è sensibile al bianco e al nero, andiamo in fatti ad inserire nel canale alpha una mappa di tipo checker. 20

21 IndigoRender&Maxigo Ora andiamo a vedere il risultato. Come possiamo vedere sia dall anteprima in viewport, sia nel material editor di max, sia nella preview di indigo, la mappa da noi selezionata ha bucato il nostro oggetto, bucando il nero e rendendo normale dove si sovrapponeva al bianco. L effetto bump, anche se conosciuto merita un piccolo approfondimento. L aggiunta di un semplice effetto bump, può aumentare il realismo delle nostre scene, vediamo come. 21

22 IndigoRender&Maxigo Indigo Phong Premesse generali Il modello di riflessione Phong è un sistema di illuminazione e ombreggiatura per calcolare il colore di un punto appartenente ad una superficie. Il phong è un modello di riflessione locale, ovvero considera riflessioni di secondo ordine, quindi non come il modello del ray tracing. Il modello di riflessione phong suddivide la riflessione in 3 fattori: riflessione speculare, diffusiva e d ambiente. La seguente equazione, dove Ip rappresenta il valore di shading per ogni punto della superficie può essere espressa secondo il seguente schema grafico. Ricordiamo inoltre che il modello di riflessione Phong è empirico, non basato sulla descrizione fisica dell interazione di luce, ma piuttosto sull osservazione informale. Nel modello phong si osserva che superfici molto riflettenti creano un riflesso piccolo, mentre l intensità di quelle opache diminuisce in maniera più graduata.(fonte wikipedia) Dopo queste premesse andiamo ad analizzare il materiale phong all interno di IndigoRender. 22

23 IndigoRender&Maxigo La prima cosa che notiamo è la somiglianza tra questo materiale ed il materiale diffuse. 23

24 IndigoRender&Maxigo Infatti tutto ciò che troviamo di diverso è nei parametri di Glossines, Ior, Frensel Scale, la spunta Nk, e la presenza dello slot Glossines in cui abbiamo la possibilità di inserire una qualunque mappa textures o procedurale. Quello che rende unici questo tipo di materiale, è la possibilità di inserire alcuni dati calcolati in laboratorio e quindi fisicamente accurati e corretti racchiusi all interno del parametro nk, infatti (vedi figura sotto ) all interno della cartella di indigo, possiamo trovare moltissimi file di tipo Nk da cui possiamo facilmente creare un materiale. Facciamo alcuni brevi esempi. File.Nk presenti all interno dei Indigo Render: 24

25 IndigoRender&Maxigo Esempi di materili Phong con tutti i paramteri uguali per tutti i seguenti test,, varia solo il file.nk Esempio 1 Colore r,g,b :170,170,170 Glossiness: 60; Ior: 1,5; Fresnel Scale 1,0 Nk: Ag.nk Esempio 2 Colore r,g,b :170,170,170 Glossiness: 60; Ior: 1,5; Fresnel Scale 1,0 Nk: Au.nk 25

26 IndigoRender&Maxigo Scena realizzata da Jyrgen Aleksejev Suvakas renderizzata con IndigoRender ogni immagine presente nel manuale appartiene al legittimo proprietario, il quale ha dato il permesso per l utilizzo su questo manuale ed è sottoposta a regolamento del copyright 26

27 IndigoRender&Maxigo Analizziamo ora altri casi aiutandoci con le sottostanti immagini e tabella: 27

28 IndigoRender&Maxigo A questo punto non ci rimane che vedere alcuni esempi sulla possibilità di utilizzare una mappa sul canale Glossines, ricordando che come visto per il materiale diffuse, queste mappe lavorano tenendo conto della differenza tra il bianco ed il nero. Per creare l immagine precedente, è stato usato un file al.nk (che corrisponde all alluminio), glossines 60, Ior e Fresnel Scale di default, ma abbiamo aggiunto allo shader Glossines (vedi immagine sotto) una mappa procedurale di tipo checker, cioè la mappa bianca e nera a scacchiera; abbiamo avuto questo risultato poiché quando Indigo ha dovuto calcolare le riflessioni sul bianco lo ha fatto al 100%, quando invece ha incontrato il nero la riflessione è stata nulla. 28

29 IndigoRender&Maxigo Indigo Emitter Premesse generali. I materiali che fanno parte di questa categoria hanno un duplice compito. Essi non solo simulano l effetto di una lampadina accesa o di un neon o di qualunque altro oggetto luminoso, ma emettono una vera e propria radiazione luminosa che Indigo terrà in considerazione al momento di dover calcolare la Global Illumination. Questi materiali sono caratterizzati da 2 diverse tipi di famiglie gli emitter BlackBody, che hanno come parametri watt, lumen per watt e temperatura in gradi Kelvin, che ne stabilisce il colore, da circa 1700 K colore giallo-ocra molto caldo a circa K colore azzurrino molto freddo simile alle illuminazioni da Xenon, gli altri emitter sono chiamati da IndigoRender RGB (vedi immagine sotto) che hanno sempre i watt ed i lumen per watt come parametri, ma per il colore, non hanno temperatura ma un semplice pick color da cui possiamo stabilire il colore della luce. 29

30 IndigoRender&Maxigo Il funzionamento di questo materiale è semplice ed intuitivo, infatti basta selezionare l oggetto che vogliamo che emetta luce e dopo avergli assegnato un Indigo emitter esso si trasformerà in una vera e propria fonte luminosa. 30

31 IndigoRender&Maxigo Vediamo alcuni esempi.. In questi esempi abbimo realizzato una copia del famoso Cornell Box, a parte la nostra lampadina a cui volta per volta variamo i Kelvin, il resto rimane invariato, quindi un box di 50cm x 50cm x h 50cm, con un materiale indigo diffuse con R,G,B 235,235, k 4500 K 31

32 IndigoRender&Maxigo 7000 k 1000 k 32

33 IndigoRender&Maxigo Notate come all aumentare della temperatura Kelvin il colore tenda all azzurro, come per il bilanciamento dei binachi.(vedi tebella pag.31) Scena realizzata da Filippo Rotatori Radiosity utilizzando solamente lo skylight 33

34 IndigoRender&Maxigo Indigo Glass\sss Il materiale Indigo Glass\sss è un materiale molto complesso, infatti ci permette di dar vita a diverse tipologie di materiale, come vetro trasparente, vetro satinato, diamanti, cristalli, specchio e materiali con caratteristiche di traslucenza e derivati. 34

35 IndigoRender&Maxigo 35

36 IndigoRender&Maxigo Ora analizzeremo le varie opzioni del materiale. Come si puo notare il glass material con tutti i parametri di default ha un eccellente resa, mentre se vogliamo simulare un vetro satinato basta utilizzare la glossy trasparent, nei 2 esempi le diverse rese con un glossy di 50 e uno di 5 36

37 IndigoRender&Maxigo -Test glass material all defoltut - Test glass material all defoltut (dispersion 250) - Test glass material all defoltut (dispersion 500) 37

38 IndigoRender&Maxigo - Test glass material all defoltut (precedence 100) Test glass material all defoltut (absorption : 0,255,255) Test glass material all defoltut (absorption : 83,48,159) 38

39 IndigoRender&Maxigo Parametri dell immagine sopra, notare i valori dell R.G.B Nota: è facile capire da questi esempi che la colorazione del vetro Non funziona come la diffusione del materiale diffuse, infatti, se notate L oggetto di vetro rosso ed i suoi parametri si capisce che la colorazione va per differenza, cioè anche se impostiamo il colore rosso nel rettangolo di selezione del colore, al suo fianco compariranno i valori per differenza, infatti per il rosso sono (0 che corrisponde al canale rosso, e 255 cioè il massimo per gli altri 2 G cioè il giallo e B, cioè il blu. 39

40 IndigoRender&Maxigo Caratteristiche Avanzate -Exit Portal L exit-portal è una funzione avanzata che permette di facilitare il calcolo dell illuminazione, con una notevole diminuzione di tempo. Per far si che Indigo possa usufruire di questa funzione, dobbiamo creare un piano,porlo d avanti ad una apertura, come una finestra assegnargli l opzione Exit portal che in Maxigo troviamo sotto forma di modificatore, ed il gioco è fatto, dobbiamo far attenzione alle normali del nostro piano, poichè vanno rivolte sempre verso l interno del nostro ambiente. Vediamo alcuni esempi. Utilizzando una semplice scena raffigurante una stanza in cui abbiamo utilizzato come fonte luminosa solo la luce del sole:nel primo caso senza utilizzo di exit-portal, nel secondo caso con exit-portal attivato. Test 1 Exit-portal off 40

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