Chneffis /141 XXXV MOSTRA REGGIANA DEL FUNGO IX GIORNATA NAZIONALE DELLA MICOLOGIA

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1 Chneffis /141 ILFUNGO Sped. in abb post./70% DBC- Reggio E. Tassa riscossa - Taxe serque - "IL Fungo" n 3 ottobre Anno XXIVIII " I P 1 11 ~ F " F wr N. %. ~ t y XXXV MOSTRA REGGIANA DEL FUNGO Reggio Emilia, 9-10 ottobre 2010 in occasione della IX GIORNATA NAZIONALE DELLA MICOLOGIA dil.11"111 A cura del Gruppo Micologico e Naturalistico "R. Franchi" di Reggio Emilia (A.M.B.) in collaborazione con Provincia di Reggio Emilia Assessorato Ambiente, Difesa del Suolo e Comune di Reggio Emilia Assessorato Ambiente e Sviluppo Sostenibile

2 Il Gruppo Micologico e Naturalistico "R. Franchi" di Reggio Emilia Associazione Micologica Bresadola in collaborazione con Provincia di Reggio Emilia Assessorato Ambiente, Difesa del Suolo Comune di Reggio Emilia Assessorato Ambiente e Sviluppo Sostenibile in occasione della IX GIORNATA NAZIONALE DELLA MICOLOGIA organizza, nei giorni 9-10 ottobre 2010, presso la Sala Contrattazioni della Camera di Commercio I.A.A. di Reggio Emilia Via Gualerzi, 8 (angolo Via Filangeri, presso il Centro Fiere di Mancasale) Reggio Emilia la XXXV MOSTRA REGGIANA DEL FUNGO PROGRAMMA sabato 9 ottobre 2010 domenica 10 ottobre 2010 ore 16,00: Inaugurazione ore 19,30-21,00: chiusura ore 21,00-23,00: apertura della Mostra con proiezione di diapositive ore 10,00-12,30: apertura della Mostra ore 12,30-14,30: chiusura ore 14,30-23,00: apertura della Mostra ore 21,00-23,00: proiezione diapositive A richiesta la Mostra può restare aperta esclusivamente per le Scuole anche nella mattinata di lunedì 11 ottobre 2010 dalle ore 9,00 alle ore 12,30. Per concordare le visite è necessario telefonare al numero (tel. & fax) non più tardi di giovedì 7 ottobre Immagini di copertina Prima pagina: Lycoperon echinatum Pers.: Pers. in habitat (foto di Giuseppe Borziani) Quarta pagina: Mostra di Civago (foto di Ulderico Bonazzi) Registrazione Trib. Reggio E. N 531 del 15 novembre Direttore Responsabile: Vecchi Paolo. Proprietario: Bonazzi Ulderico - Mensile del Gruppo "Renzo Franchi" di R.E. (Associazione Micologica Bresadola) Via Amendola, Reggio Emilia - Comitato di Redazione: Bonazzi Ulderico, Cocchi Luigi, Donelli Giuseppe, Franceschetti Franca, Borgatti Giacomo,Valentini Gualberto E L K I, M O S T R A T O E M E T O D I P E R L A C O L T I V A Z I O N E AMATORIALE FUNGHI MARA WL usura 03 &eitik GIO Ree. ti Pagegi (130 ta l)51 ~149- WAnepi FUMMOOMIrr

3 Nel prossimo dicembre il nostro Gruppo compie 35 anni: sono molti? Forse sì, considerato che dei soci fondatori (una sessantina) rimangono tuttora iscritti solo sei. Il nostro gruppo comunque in questi anni si è fatto certamente conoscere ed è riuscito a dare buoni contributi alla crescita della micologia promuovendo convegni internazionali di studio e pubblicando opere assai apprezzate. Inoltre non è mai venuto meno anche ad un altro punto del suo statuto diffondere la conoscenza dei funghi e dei loro habitat nella provincia di Reggio E. allestendo mediamente ogni anno una decina di mostre, offrendo corsi di micologia sia provinciali che locali ed aprendo la propria sede a tutti per consulenze micologiche. Ma a 35 anni uno è al pieno delle sue forze ed anche il nostro Gruppo con l impegno di tutti i soci (e non solo dei soliti noti!) potrà portare avanti ancora iniziative interessanti e rimanere punto di riferimento per lo sviluppo della micologia in Italia. Ma per ora prepariamoci a festeggiare a dicembre il nostro compleanno e ringraziamo i soci di altri Gruppi Micologici che, per l occasione, hanno gentilmente contribuito con validissimi articoli a questo tradizionale nostro opuscolo per le mostre fungine. IL PRESIDENTE

4 INDICE G. DONELLI Ancora una interessante Russula di Pulpiano... G. ROBICH Pag. 3 Mycena polygramma (Bull. : Fr.) Gray f. laevipes f. nov P. GALLINGANI Banano di montagna U. BONAZZI Attenzione ai micofagi... apprendisti A. MONTECCHI & E. CANOVI Censimento della flora ipogea del territorio reggiano L. COCCHI, C. SINISCALCO & L. VESCOVI EUR Report Elementi chimici nei funghi superiori GRUPPO R. FRANCHI R. E. I libri pubblicati da noi e dai nostri soci G. CONSIGLIO & L. SETTI Parasola auricoma, una specie bella e interessante E. CANOVI, A. MONTECCHI & G. VALENTINI Frutta antica C. ORLANDINI Amanita dryophila e Peziza flavida, due interessanti specie ritrovate a Spianzagna (RE) 67 P. GALLINGANI Osservazioni del Gruccione presso le Casse di espansione del Secchia GRUPPO MICOLOGICO B. CETTO MESTRE Ricorrenza: i trent anni del Comitato Scientifico P.A. e S. SACCARDO G. BORGATTI Matilde e i fiori GRUPPO R. FRANCHI R. E. Calendario di massima delle attività

5 ANCORA UNA INTERESSANTE RUSSULA DI PULPIANO di Giuseppe Donelli Via Tragni Praticello di Gattatico Riassunto Sono esaminate, con l aiuto di fotocolor e disegni, tre raccolte di una forma verde di Russula carminipes. Infine viene proposta una nuova forma: Russula carminipes f. viridans ad int. Three collections of a green form of Russula carminipes are esamined and illustrated with the aid of colour photographs and drawings. At last is proposed a new form ad int.: Russula carminipes f. viridans ad int. Key words: Russulales, Russulaceae, Russula carminipes, Russula carminipes f. viridans, Italia. Materiali e metodi Le descrizioni macroscopiche e microscopiche sono state fatte su materiale fresco. Per le osservazioni si è utilizzato acqua distillata, rosso congo anionico, fucsina basica, acido cloridrico 3%, solfovanillina. S = codice dei colori di Seguy; Qm = quoziente medio lunghezza/larghezza spore; Vm = volume medio spore (formula utilizzata 0,524 x lunghezza x larghezza x larghezza). Le barre orizzontali nel disegno di microscopia misurano 10 µm. In tale disegno: spore in basso, poi in senso orario epicutis e cistidi. La sistematica utilizzata è quella di Sarnari 1998, le raccolte studiate sono depositate nell erbario GD dell autore. Premessa Nel nostro meraviglioso bosco di Pulpiano, ancora una volta abbiamo potuto raccogliere, almeno così pensiamo, qualcosa di nuovo: una Russula carminipes verde. Della carminipes tipo di Pulpiano (Fig 3) abbiamo già parlato molto (Donelli 1991, 2001). In particolare del convincimento allora e della certezza oggi della sinonimia di Russula carminipes Blum e di Russula pseudomelitodes Blum ex Bon. E di questo non ne parleremo più. Pur nel doveroso rispetto per la scelta opposta di Reumaux (Reumaux, 1996). Tratteremo invece di una forma, verificata in tre raccolte, a colorazione pileica completamente verde. Al primo impatto solo perplessità: russula media, pileo verde, carne dolce, lamelle gialline. Mah...Ma queste lamelle, di questo giallo, le avevamo viste già tante volte in questo bosco. La nostra russula si era mascherata bene, ma questo giallo caratteristico l aveva tradita: una carminipes verde! La microscopia confermò poi la nostra intuizione. A cinque anni di distanza, 3

6 dopo aver fatto nello stesso bosco altre due raccolte, pensiamo di proporre per la nostra verde russula il nome provvisorio di Russula carminipes f. viridans, ad interim. Posizione sistematica: Genere Russula Pers.- Sottogenere Russula, emend.- Sezione Incrustatae Sarnari- Sottosezione Integrae Maire emend. (ss.str.). Descrizione della specie Russula carminipes f. viridans ad int. Figg. 1-2 Cappello mm, a maturità marginalmente appianato con parte centro discale da leggermente a più o meno profondamente depressa, a carne spessa e dura, con margine ottuso e privo di scanalature, cuticola, a tempo secco, piuttosto opaca, ma non perfettamente liscia, persino granulosa, nello sporoide della seconda raccolta quasi vellutata al tatto, asportabile almeno sino a metà raggio. Di colore completamente verde, solo al disco può apparire una minuta area ocraceoverdastro sporco verso S. 263, S.264 (Jaune passé); perlopiù sul verde tiglio o con tonalità un poco più sostenute verso la parte centro discale circa S.324 (vert tilleul) o un poco più chiaro S.325, anche verde mela, verso S.266 (vert pomme) o un poco più scuro intorno S.283, S.284, S.285, lo sporoide della seconda raccolta con ristretta area discale verde giallasturo scuro circa S.281 (vert jaune) Lamelle serrate, fragili, piuttosto spesse, ottuse in avanti, attingenti al gambo, con alcune anastomosi, a maturità di un giallo burro piuttosto caratteristico. Fig. 1: Russula carminipes f. viridans ad int. in ambiente. Pulpiano Fotocolor G. Donelli 4

7 Gambo x mm, poco svasato in alto, poi cilindrico con leggero rigonfiamento prima di attenuarsi nella parte terminale, duro, bianco, ma macchiato di ocraceo alla base, alla manipolazione imbrunente, con anfrattuosità numerose e irregolari. Carne ancora quasi dura negli sporoidi maturi, il giorno dopo un poco rammollente, bianca, nel tempo un poco imbrunente particolarmente alla base e alla manipolazione, di sapore mite almeno nei carpofori maturi, con odore fruttato gradevole, ma molto tenue. Reazioni chimiche guaiaco, sulla corteccia esterna del gambo rapida e forte; solfato di ferro, sulla corteccia dello stipite lentamente di un debole rosa arancio. Sporata giallo chiaro, IVa CR. Spore 7,5-10,1 x 6,7-8,8 j.tm, media 8,7 x 7,7 j.tm, Qm=1,13, Vm=270 j.tm cubici; da globose (Q=1,02) a leggermente ellittiche (Q=1,22), con ornamentazione caratteristicamente bassa, di aspetto da crestato-catenulato a parzialmente reticolato, con un numero poco importante di maglie chiuse, non disdegnando di presentare anche un numero piuttosto variabile di verruche isolate; verruche ottuse, tronco-coniche emergenti dal profilo poco più di 0,3-(0,5) j.tm, riunite da brevi e poco rilevate creste o da sottilissimi connettivi, oppure più o meno catenulate, mantenendo costantemente un disegno ornamentale tra i più bassi del genere. Areola ilare nettamente amiloide. Basidi tetrasporici x j.tm. Cistidi poco emergenti e non molto numerosi, cilindracei, con spesso minuscola papilla terminale o a forma di cuspide con, a volte, parte superiore più o meno moniliforme o con leggero capezzolo, spesse da 9 a 12,5 j.tm, piuttosto lunghi, non inferiori a 60 j.tm. Ingrigenti in solfovanillina. Epicutis costituita da peli spessi da 2,3 a 4,3 (5) j.tm, generalmente a elementi terminali attenuati o ispessiti, a becco d uccello o a testa di serpente, più spesso cilindracei, sinuosi e contorti, a setti generalmente numerosi, più raramente molto Fig. 2: Russula carminipes f. viridans ad int. Spore, epicutis, cistidi. Dal basso in senso orario. 5

8 sottili e a setti molto distanti; da ife incrostate piuttosto disperse, larghe 3-4,5 j.tm, a elemento terminale attenuato e perlopiù molto allungato; da dermatocistidi annerenti in solfovanillina e incrostati, perlopiù cilindracei e sinuosi, anche clavati e persino toroidali, poco voluminosi, spessi da 4 a 7-(7,5) j.tm. Sul fresco, alla fucsina, il preparato presenta, per zone, incrostazioni un poco ovunque. Habitat in un bosco prevalentemente con cerri su terreno di argille acide, solo raramente in nicchie a terreno meno acido con rare roverelle. Epoca dei ritrovamenti giugno e settembre. Materiale studiato Pulpiano-Viano-RE, alt. 520 m, bosco di Quercus cerris su argille acide, IGM 218/132, leg. M. Comuzzi, G. Donelli, exs. n 05/20, il , due sporoidi maturi, erbario GD; stessa località, ma un poco più a ovest, il , un solo sporoide perfettamente maturo, leg. M. Capelli, G. Donelli, exs. n 05/81, erbario GD; stessa località, , leg. A. Ciavarella, G. Donelli, un solo sporoide piuttosto vecchiotto, inventariate solo le lamelle col n 08/37, erbario GD. Osservazioni Mentre il typus (Fig.3) ha colori pileici variabili dal rosso porpora vinoso al bruno palissandro (Donelli, 2001), concedendosi all interno di queste tonalità una miriade di variazioni in cui il verde spesso combinato all olivastro appare raramente su piccole aree come sfumatura verdastro pallido (Romagnesi, 1967), o appena ocra olivastro (Donelli, 2001), a riflessi olivastri (Bon, 1988), ancora con colore ocra olivastro stinto (Sarnari, 2005), al contrario questa forma appare al raccoglitore con Fig. 3: Typus di Russula carminipes in ambiente. Pulpiano Fotocolor G. Donelli 6

9 colorazione totalmente verde. Nessun accenno a simile tonalità nemmeno in Blum (Blum, 1962), autore della specie e in Galli (Galli, 1996). Dopo un accurato controllo sul materiale raccolto, non è stata osservata, rispetto al typus nessuna altra differenza macro e microscopica. Il gambo nei quattro sporoidi raccolti non ha mai mostrato la sfumatura rosa carminio che lo dovrebbe caratterizzare, d altra parte in esso presente solo al 30-40%. La forma viridans non ha che limitatissimo valore tassonomico, come le altre legate al colore pileico, ma aiuterà il raccoglitore ad una più rapida determinazione. Questa forma si riconosce per la media taglia, il verde pileico, le lamelle a maturità giallo burro, il gambo duro e solo bianco (al momento), solamente alla base a zone ocracee, la carne ovunque mite, la forte reazione al guaiaco e il debole rosa arancio al solfato di ferro; il microscopio ci offre grandi spore piuttosto arrotondate con ornamentazione crestato-subreticolata molto debole e una epicutis con scarse ife incrostate e dermatocistidi pure incrostati e reagenti alla solfobenzaldeide. Per ora l habitat risulta solo quercicolo. Russula stenotricha Romagn. e le forme verdi di Russula grisea Pers. Fr. hanno più o meno la medesima colorazione pileica, spesso stesso habitat, stessa durezza della carne e similari reazioni al solfato di ferro e al guaiaco, ma differiscono per le lamelle a maturità crema e conseguente sporata sino a IIc CR, mentre il quadro microscopico non presenta epicutis a elementi incrostati. Russula olivascens Pers. Fr. non cresce certamente sotto cerri, è più minuta, meno carnosa e dura, ha lamelle, a maturità, giallo saturo con riflesso finale aranciato, mentre la microscopia ci mostra una epicutis solo a ife incrostate. La forma interamente verde di Russula cuprea Krombholz f. griseinoides Romagn. si differenzia subito per la carne acre e le lamelle di un giallo profondo. Bibliografia Blum J : Les Russules:Flore Monographique des Russules de France et des pays voisins. Enc. Mycol. n 32. Ed. Lechevalier, Paris. Bon M : Clé Monographique des Russules d Europe. Doc. Mycol : Donelli G : Russula carminipes, Russula pseudomelitodes: note per una ipotesi di sinonimia. Suppl. al n 3 di Il Fungo, Atti III seminario internazionale Russulales et Boletales: Donelli G : Nuove osservazioni e vecchie ripetizioni su rare russula reggiane. Micol. Veget. Medit. XVI Galli R : Le Russule.Edinatura. 480 pp. Reumaux P., Bidaud A. & Moënne-Loccoz P : Russules Rares ou Méconnues. Ed. Féd. Myc. Dauphiné-Savoie, Marlioz. 294 pp. Romagnesi H : Les Russules d Europe et d Afrique du Nord. 998 pp. Bordas. Paris. Sarnari M : Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo II, AMB, Centro Studi Micologici. Brescia, pp Seguy E : Code universel des couleurs. Lechevalier, Parigi. 7

10 Mycena polygramma (Bull. : Fr.) Gray f. laevipes f. nov., una nuova entità con gambo liscio, privo di striature e scanalature Giovanni Robich c/o Museo di Storia Naturale, 1730 S. Croce, I Venezia Riassunto Viene presentata Mycena polygramma f. laevipes, una nuova forma di Mycena polygramma con gambo interamente liscio. Insieme all immagine della nuova forma sono presentate le immagini dei caretteri microscopici. Sono anche riportate alcune citazioni riguardanti la principale caratteristica macroscopica del gambo di M. polygramma reperite in letteratura. Abstract Mycena polygramma f. laevipes, a new form of Mycena polygramma with entirely smooth stipe is here introduced. Together with the image of the new form, the images of the microscopic characters are introduced. Some descriptions of the principal macroscopic characteristic of the stipe of M. polygramma retrieved in literature are brought also. Mycena polygramma è una specie piuttosto comune, di grossa taglia [penso sia possibile usare questo termine per una Mycena con cappello che può raggiungere i 60 mm di larghezza ed un gambo largo fino a 6 (7) mm e lungo fino a 120 (180) mm], che si differenzia da altre entità del genere Mycena per la presenza di un gambo interamente, o quasi, rigato ed alle volte scanalato. Al momento del ritrovamento, accertata la mancanza di questo carattere fondamentale, era pertanto impossibile accostare questa entità ad una forma di M. polygramma. In un secondo momento, dopo le necessarie osservazioni degli elementi microscopici, si è giunti alla seguente determinazione. Mycena polygramma f. laevipes è stata reperita in una località dei Colli Euganei durante il 62 Comitato Scientifico Nazionale dell A.M.B., svoltosi nel 2008 a Montegrotto Terme, organizzato dal Gruppo Micologico AMB di Padova. Mycena polygramma (Bull. : Fr.) Gray f. laevipes f. nov. Etimologia: per il gambo (stipe) interamente liscio (laevis), privo di striature. 8

11 Key words: Mycena polygramma f. laevipes f. nov., M. polygramma f. polygramma, M. tristis, Sect. Fragilipedes. Diagnosi originale A tipo differt stipite omnino laevi. Holotypus MCVE Leg. R. Giolo & G. Ro-bich, Loc. Laghetto (Monte Venda), Castelnuovo (PD). Descrizione macroscopica Cappello largo mm, emisferico, striato per trasparenza con strie bruno acquose, con pruina bianca al centro; bruno, bruno acquoso al centro, bruno poco chiaro verso Ife del gambo lisce (particolare) 9

12 il margine. Lamelle con lamellule (1 L = 1-3 lam.), abbastanza fitte, un poco larghe, ascendenti, adnate; biancastre nella zona dorsale, bianche nella parte sottostante con orlo concolore. Carne bianca, odore di radice. Gambo 1,5-2 x mm, uniforme, cavo, lucente, interamente liscio, tenace; bianco acquoso in alto poi grigio acquoso chiaro, grigio-bruno acquoso; base appena radicante con pochi peli bianchi. Habitat: isolato o gregario al suolo vicino a radice e su residui fogliosi (Quercus) marcescenti. Descrizione microscopica Spore (A) (5,5) 6-7,5 (8) x 8,5-11 (12) j.tm, da ellissoidali a largamente ellissoidali, amiloidi. Basidi (B) x j.tm, 4-sp., clavati. Cheilocistidi (C) 5-11 x j.tm, fusoidi e clavati in forme irregolari, alcuni subcilindrici, apicalmente con uno, due o più prolungamenti digitaliformi, flessuosi, irregolari, 1-3 x -18 j.tm, disposti sull intero orlo lamellare. Pleurocistidi non osservati. Ife dell epicute (D) larghe 3-8 j.tm, diverticolate, con semplici, flessuose e ramificate escrescenze, 1-2 x -21 j.tm,

13 ricoperte queste ultime da un sottile strato di materia gelatinosa. Ife della trama del cappello cilindraceo-vescicolose, larghe fino a 34 µm; ife delle lamelle più o meno simili, larghe fino a 29 µm. Ife del gambo cilindriche: interne larghe fino a 20 µm, pseudoamiloidi (bruno-rosso) e metacromatiche (viola); esterne (E) larghe 2-4 µm, lisce, terminano in elementi (F) similari, lisci, curvi, un poco flessuosi, 2-6 x -160 µm. In alto, vicino all attacco con il cappello, sono presenti degli elementi (G) subcilindracei o subclavato-lanceolati, 6-9 x -125 µm, lisci o con escrescenze più o meno digitaliformi. Ife delle trame del cappello e delle lamelle pseudoamiloidi (vinoso e bruno vinoso). Giunti a fibbia presenti. Cheilocistidi x Pileocistidi x 1000 Note Nella diagnosi originale di Agaricus polygrammus (BULLIARD, 1791, III: 454) si legge:..., son pèdicule est fistuleux remarquable par un nombre indeterminé de stries longitudinales et bleues qui en rendent la superficie agrèablement cannelée,... ; la tavola n. 395 rappresenta 8 esemplari di Agaricus polygrammus nei vari stadi di crescita (uno dei quali in sezione), con i gambi bluastri interamente percorsi da striature longitudinali. Oltre che in BULLIARD altre descrizioni di gambi con striature sono riportate in letteratura:..., stipite longo rigido striato splendente,... (FRIES, 1821: 146);...; stem tailed, streaked lengthways,... (GRAy, 1821: 619);... stipe rayé longitudinalement de nombreuses stries parallèles,... [QUELéT, 1872, II (5): 104];... pied..., marqué dans toute sa longueur de stries parallèles et continues... (GILLET, 1874: 272);... stipes..., totus longitudinaliter sulcato-striatus... (KARSTEN, 1876: 78);... longitudinally striate to sulcate stem. (ATKINSON, 1901: 95);...S...; regularly striate throughout its length;... (SWANTON, 1909: 165);...; stipite... toto longitudinaliter sulca-tostriato,... (SACCARDO, 1915: 269);...; stipes..., longitudinaliter sulcato-striatus,... (BRESADOLA, : 237);... Stem... with numerous raised, silver-white lines... (LANGE, 1936: 39);... La forme type, qui vien sur les souches, a un stipe strié-sillonné sur un grande longueur par des sillons concolores (+ - gris) ou blancs (argentès),... (KühNER & RO- 11

14 Disegno di Bulliard, PL. 395, esemplari con gambi striati. MAGNESI, 1953: 108);... stipe... fortement strié-cannelé sur toute sa hauteur,... [MALENçON & BERTAULT, 1975, (II): 291];... stipe strikingly sulcate,... whitish blue-grey... (MOSER, 1978:88);... stipe... marked with fine greyish lines throughout. (BON, 1987: 184);... Stiel..., längsgefurcht,... (RYMAN & HOLMASEN, 1992: 362). Alcuni Autori invece danno di questa entità descrizioni parzialmente diverse, indicando un gambo striato o parzialmente striato:... Stipe... strié-silloné sur une grande longueur (surtout dans la moitié supérieure mais parfois en entier) à sillon concolores ou blancs, rarement non ou à peine striolé,... (KüHNER, 1938: 500);... Stipe... à sommet lisse ou tout au plus un peu strié-cannelé (surtout chez les jeunes), (descrizione di M. polygramma f. pumila) (KüHNER, 1938: 501);... Stipe... strongly and coarsely groved to smooth... [Maas Geesteranus, 1988 (2): 151];... Pied...; surface lisse ou sillonée longitudinalement,... [BREITENBACH & KRäNz- LIN, 1991 (3): 286]. Mycena tristis Maas Geest. [1988, 13 (4): 471], è una specie della sezione Fragilipedes raccolta in Finlandia con alcuni caratteri simili a quelli di M. polygramma f. laevipes. Nella sottostante tabella sono messi a confronto i diversi caratteri di queste due entità. 12

15 M. polygramma f. laevipes M. tristis Cappello bruno, bruno acquoso al centro, bruno poco chiaro verso il margine, largo fino a 19 mm. Lamelle biancastre e bianche grigio scure Gambo largo 1,5-2 mm; base con pochi peli bianchi grigio molto scuro, quasi nerastro, largo fino a 45 mm. largo 3-4 mm; base densamente coperta da lanosità formata da lunghe fibrille bianche Basidi x µm 9 x µm Cheilocistidi 5-11 x µm 11-22,5 x µm Ife dell epicute larghe 3-8 µm larghe 1,5-3,5 µm Ife esterne del gambo Caulocistidi Habitat larghe 2-4 µm, lisce larghi 2-6 µm e lunghi -160 µm, lisci; larghi 6-9 µm e lunghi -125 µm, lisci o con escrescenze digitaliformi vicino a radice e su residui fogliosi (Quercus) marcescenti larghe 1-2 µm, lisce o sparsamente coperte di escrescenze lunghe meno di 1 µm larghi 2-6,5 µm, coperti di escrescenze su residui vegetali (con aghi di Picea marcescenti), fra l erba sotto Betula In conclusione, questa nuova forma si differenzia dalla specie per il gambo interamente liscio. CHIAVE DELLE FORME DI MYCENA POLYGRAMMA 1. Cappello grigio, grigio-bruno, bruno-rossastro o quasi nerastro 2. Gambo con striature da poco evidenti a quasi striato-scanalato 3. Spore lunghe 8-10,5 (11,5) µm, largamente ellissoidali M. polygramma f. polygramma 3. Spore lunghe (6) 7-8,5 µm, subellissoidali, subovali, globulose M. polygramma f. pumila 2. Gambo interamente liscio, privo di striature M. polygramma f. laevipes 1. Cappello bianco. Lamelle bianche. Gambo bianco, liscio, privo o quasi di striature M. polygramma f. candida Bibliografia ATKINSON, 1901: Studies of American Fungi. Mushrooms Edible, Poisonous, Etc.: (Second Ed.). BON M : The Mushrooms and Toadstools of Britain and North-Western Europe: BRESADOLA G : Iconographia Mycologica. BULLIARD M. ET E.P. VENTENAT Histoire des Champignons de la France, III: 454, PL FRIES E.M : Systema Mycologicum, I. GILLET C.C : Les Hyménomycètes. (Agaricales): GRAY S.F : Natural Arrangement of British Plant:

16 KARSTEN P.A : Mycologia Fennica: KüHNER, 1938: 500; KüHNER R. & H. ROMAGNESI : Flore Analytique des Champignons Supérieurs: LANGE J.E : Flora Agaricina Danica, II: MAAS GEESTERANUS R.A : Conspectus of the Mycenas of the Northern Hemisphere - 9. Section Fragilipedes, species I-R. Proc. K. Ned. Akad. Wet. (Ser C) 91 (2): MAAS GEESTERANUS R.A : Mycena tristis, a new european species of Section Fragilipedes. Persoonia, 13 (4): MALENçON G. & R. BERTAULT : Flore des Champignons Supérieurs du Maroc. II: MOSER M : Key to Agarics and Boleti: (4 th Ed. 1983). QUÉLET L : Les Champignons du Jura et des Vosges. Mémoires de la Société d Emulation de Montbéliard, sér. II, 5: ROBICH G : Mycena d Europa: RYMAN S. & I. HOLMASEN : Pilze: (Svampar, 1984). SACCARDO P.A : Flora Italica Cryptogama: SWANTON E.W : Fungi and How to Know them: (II Ed. 1922). 14

17 BANANO DI MONTAGNA di Paolo Gallingani Via Bellini, Reggio Emilia Alla Fiera di Animali e Piante Perdute, che ogni settembre si svolge a Guastalla, quattro anni fa ho osservato presso un vivaista di Ferrara una piccola pianta (15 cm di altezza) il cui nome comune, banano di montagna, mi incuriosì. Acquistata la pianta l ho sistemata in un grosso vaso da limoni all ombra di un alto nocciolo nel piccolo giardino di città. Sono passati quattro anni e l alberello ha raggiunto i 2 metri di altezza e, dopo un abbondante fioritura primaverile, ha fruttificato come si può vedere dalle fotografie. Banano di montagna o del Nord, nome botanico Asimina triloba L Asimina produce frutti che sono conosciuti come la banana dei poveri, o la banana di Hosier, o la banana di Michigan. La ragione di questi appellativi è data dal gusto e dalla forma del frutto dell asimina che è molto simile alla banana. Dentro la buccia giallo-verde, che diventa punteggiata e striata di marrone a maturità, c è una polpa cremosa, bianco lattea. Il gusto è molto simile a quello delle banane, ma con una vena addizionale di crema alla vaniglia, ananas e mango. L asimina è un rappresentante, resistente al freddo, della famiglia delle Annonaceae, la quale include delicatezze tropicali e subtropicali quali 1 Annona squamosa, l A. muricata e, naturalmente, l annona (A. cherimola). Gli alberi di asimina sono originari di tutta la zona orientale degli Stati Uniti, dal sud dello stato del New England fino alla Florida settentrionale e fino al Nebraska verso ovest. Descrizione della pianta L asimina è un piccolo albero piramidale con lunghe foglie pendule. L albero segnala l arrivo dell inverno con il cambiamento di colore delle foglie che diventano di un bellissimo giallo chiaro. Le piante di asimina crescono selvatiche nelle foreste all ombra di alberi di maggiori dimensioni. Generalmente raggiungono un altezza tra i 3 e gli 8 metri. L albero presenta alcuni dettagli degni di essere visti attentamente. In inverno le gemme dormienti sono di color ruggine e lanuginose. Quelle vegetative, che danno origine ai germogli nella stagione successiva, sono allungate ed appuntite. Le gemme fiorali assomigliano a piccoli bottoni felpati. 15

18 Con l arrivo della primavera, quei piccoli bottoni felpati germogliano e dischiudono petali che inizialmente sono verdi e quindi diventano rosa. Quando il fiore finalmente si apre nella sua massima ampiezza, tra i 3 e 5 cm di diametro, i petali accentuano il colore fino ad un viola scuro. Occorre avvicinarsi bene alla pianta per apprezzare interamente il fiore perché rimane celato alla vista sia per il suo colore scuro sia perché pendente verso il basso. I fiori di asimina nascono singoli ma ogni fiore contiene numerosi ovari separati cosicché potenzialmente può dare origine ad un grappolo di frutti. Grossi grappoli si sviluppano nelle migliori condizioni. Le api, i normali impollinatori degli alberi da frutto e dei cespugli, non dimostrano alcun interesse per i fiori fetidi e scuri di asimina. I frutti di un singolo fiore sono appesi assieme ed orientati verso l esterno o verso l alto, ancora una volta ricordano le banane, che sono sospese dalle piante quasi allo stesso modo con una forma simile alle mani. I frutti oscillano tra gli 8 e 15 cm di lunghezza ed i 3-8 cm di larghezza. I frutti sono assimilabili alle banane anche perché ci sono due file di semi marroni della dimensione dei fagioli americani inclusi nella polpa cremosa dell asimina. Comunque il frutto è facilmente separabile dai semi. Da un secolo a questa parte ci sono state periodiche ventate d interesse nel selezionare e/o incrociare asimine per ottenere frutti di qualità superiore. Questo frutto dovrebbe avere tessitura compatta, e un gusto dolce, delicato e ricco, ma non nauseante. Se mai i frutti fossero coltivati per scopi commerciali, necessiterebbero di una buccia più spessa per tollerare il trasporto e le manipolazioni. Relativamente poco lavoro è stato fatto per migliorare l asimina. Molte varietà erano piante selvatiche superiori trovate in una relativamente stretta area geografica (data l estesa zona di distribuzione naturale). Potrebbe essere che in questo preciso momento l asimina ideale sia celata in qualche parte di una foresta americana. Alcune delle deficienze dell asimina potrebbero essere superate mediante ibridazione con altri membri dello stesso genere. Coltivazione L asimina è una pianta facile da coltivare. Come è prevedibile per una pianta con un areale naturale così vasto, l asimina non è esigente per quanto concerne il suolo ed il clima. Qualunque suolo ben drenato con un livello di ph oscillante tra 5 e 7 è adatto. Uno spesso strato superficiale di foglie o paglia possono riprodurre le condizioni tipiche dell habitat naturale dell asimina. L albero resiste a temperature di 0 C, il frutto necessita di sufficiente caldo estivo e di 150 giorni per maturare. L asimina può essere allevata in qualunque regione con clima temperato ad eccezione delle estreme regioni settentrionali e delle aree marittime con estati fredde. Un modo per aggirare questo problema è evitare il trapianto: seminate i semi in quella che sarà la dimora permanente dell albero. Un altra via è piantare un albero che è 16

19 stato inizialmente allevato in vaso, in modo che le radici non siano disturbate durante il trapianto. Il trapianto con pane di terra è comunque possibile. Aspettate finché le gemme non inizino a germogliare in primavera, quindi trasferite la pianta con quante più radici potete. Alcuni vivaisti ricavano e vendono i polloni ottenuti dal cespuglio dell asimina; queste piante, con il loro scarso sistema radicale raramente sopravvivono. Le piante generalmente fioriscono in modo addirittura esorbitante e tardivo, quanto basta per evitare le gelate primaverili, ma è l impollinazione che limita la produzione. Generalmente, nessun insetto o malattia fungina sembra colpire le foglie e i frutti di asimina, quindi i trattamenti antiparassitari non sono necessari. Propagazione Il modo più semplice per ottenere alberi di asimina è piantarne i semi. 17

20 Raccolta ed uso Un albero di asimina di buona produzione produce tra i 10 e 25 kg di frutti. Alcuni raccolgono i frutti quando sono completamente maturi sull albero, in quel momento la scorza giallo-verdolina diventa marrone o quasi nera. Altri li raccolgono quando questi incominciano appena a rammollirsi e fanno terminare la maturazione al chiuso (agendo ancora come per le banane). Il modo per mangiare un asimina fresca è tagliarla in due ed usare un cucchiaio o rimuovere la buccia come per la banana, benché quest ultimo metodo non sia molto comodo. Tenendo conto di questa costrizione, l asimina può ancora essere usata per preparare marmellate e naturalmente crostate. 18

21 ATTENZIONE AI MICOFAGI... APPRENDISTI di Ulderico Bonazzi Via Verdi, Regnano di Viano Io ho fatto il corso di micologia, ho preso appunti, ho seguito con attenzione, ho comprato testi consigliati, posso andare tranquillo a raccogliere i funghi da consumare senza portarli al Gruppo per farli controllare? Così un giorno mi disse un nuovo socio, ed io a lui Caro amico quando uno ha appena preso la patente di guida è estremamente pericoloso, quando comincerà ad accorgersi di non sapere guidare... allora potremo fidarci di andare in macchina con lui. Così è per i funghi, occorrono anni ed anni per accorgerci dei pacchiani errori che si possono commettere, io ora, che sono quasi quarant anni che mi cimento coi funghi, so che sono più quelli che non conosco che le poche centinaia che determino non con poche difficoltà. Fu verso la metà degli anni 60 che, come scrissi in altra occasione, abbandonai la pesca, la mia passione per i lepidotteri, i coleotteri e per i rettili per dedicarmi ai funghi. Nel 67 scoprii l esistenza di un Gruppo Micologico con sede a Trento, Gruppo Micologico Bresadola, che pubblicava una interessante rivista e vi aderii. Cominciai a cercare e divorarmi i pochi libri di divulgazione micologica allora esistenti e mi convinsi di avere acquisita una buona conoscenza e di poter affrontare con tranquillità il mondo dei funghi. Con alcuni amici, pure interessati ai funghi, Renzo Franchi e Viscardo Davoli a volte partecipavo alle uscite domenicali del Gruppo di Trento dove incontravo Cetto, Angarano e Dal Piaz. Un giorno, come ho già scrito in precedenti articoli, mi recai a trovare Franchi nella sua casa di Felina e lui mi presentò quello che lui riteneva fosse il Boletus erythropus e che lui raccoglieva a volte nei boschi circostanti alla sua casa. Era un Boletus dal cappello rosso scarlatto lucido come fosse laccato con pori rossi e il gambo cilindrico con decorazioni rosse punteggiate e tendente leggermente ad allargarsi nella parte inferiore. Mi disse che lui lo mangiava e che era gustoso. Nel 1973, insieme a Franchi mi recai a visitare la mostra micologica a Trento e... sorpresa! Vidi esposto un erythropus che era completamente diverso. Tornato a casa mi misi a fare una ricerca accurata sul libro del Cetto appena uscito e scopri che il nostro erythropus era tutt altro fungo e cioè il Boletus dupainii e che il testo diceva che la sua commestibilità non era sta accertata, tra l altro però sosteneva che la sua crescita avveniva sotto conifere mentre noi lo trovavamo in boschi puri di latifoglia. L anno dopo un amico Antonio Bonacini detto Tonio mi portò una cassa piena di Boletus che io con la presunzione tipica del neo patentato ritenni tutti Boletus luridus 19

22 e naturalmente consumai ed, imparato il luogo di raccolta, continuai a consumare finché un giorno mi cominciò a sorgere qualche dubbio: infatti non erano tutti uguali, alcuni non presentavano il reticolo sul gambo, erano col cappello un po più aranciato e sotto l imenio la carne si presentava in superficie gialla e non arancio-rossa. Ancora una ricerca sul volume del Cetto ed ecco il Boletus queletii che presentava quelle caratteristiche ed ancora una volta si diceva che la sua commestibilità non era stata accertata. Nel 1975 a dicembre nacque il nostro Gruppo e, dopo alcuni mesi, scrissi un articolo per la rivista di Trento e confessai i miei errori, poi, quasi con orgoglio, asserii che quei due funghi erano commestibili, non rendendomi quasi conto del rischio che avevo corso consumando funghi di cui non era stata ancora accertata la commestibilità. Ecco la descrizione dei due funghi: Boletus dupainii Boud. Cappello: 8 16 (20) cm, prima emisferico poi convesso, colore della cuticola rosso scarlatto laccato, tubuli imenio abbastanza lunghi giallastri poi verdastri con pori piccoli rosso vivo. Gambo: 6 9 x 1,5 4 cm un po ventricoso finemente punteggiato di rosso vivo. Carne: bianco-giallastra, un po arrossata sotto la cuticola e alla base del gambo, virante al taglio al bluastro. Habitat: in terreno calcareo sotto latifoglia. Spore: fusiformi, sporata bruno-oliva. Note: nella prima descrizione di Cetto si parlava di un piccolo boleto che non superava gli 8 cm, ma la nostra esperienza successiva ci ha dimostrato che le dimensioni di questo fungo sono notevolmente superiori. Questo fungo, comunissimo nelle nostre zone negli anni 80, è divenuto da noi assai raro. Il Boletus erythropus si differenzia per avere una cuticola del capello vellutata di un colore bruno scuro, bruno testa di moro, dei pori rosso cupo, un gambo tozzo quasi cilindrico con una punteggiatura più evidente ed un habitat meno caldo di montagna. Boletus dupainii (foto U. Bonazzi) Boletus erythropus (foto U. Bonazzi) 20

23 Boletus queletii Schulzer Cappello: 8-16 cm, inizialmente convesso poi quasi piano, cuticola vellutata normalmente di un color arancio carico, albicocca, imenio con pori color albicocca, subimenio giallo. Gambo: 2-4 x 8-2 cm, quasi cilindrico, talvolta leggermente ricurvo, senza decorazione alcuna, giallo nelle zona alta, bruno rossastro al piede. Carne: gialla con fiammatura color vinaccia a partire dalla base del gambo sino a circa metà, vira all azzurro al taglio. Habitat: boschi caldi prevalentemente con terreno calcareo. Spore: elissoidali, sporata bruno oliva. Note: il luridus si trova in habitat consimili e spesso insieme a queletii, si differenzia spesso per il colore della cuticola che sovente si presenta verde fieno, ma soprattutto per la presenza di un reticolo sul gambo molto caratteristico perché con maglie allungate lungo il gambo, inoltre presenta la superficie subimeniale concolore ai pori. Negli anni successivi cominciai a rendermi conto che non conoscevo i funghi, così, quando nel 1980 insieme ad Amer Montecchi trovammo all inizio del bosco di Pulpiano, calciato da un precedente fungarolo, un piccolo boleto, molto bello, non riuscendo a determinarlo, ci dicemmo: quanto siamo ignoranti!. Alcuni anni dopo scoprimmo che quel fungo alla data del nostro ritrovamento non era ancora stato descritto da nessuno autore; si trattava infatti del Boletus permagnificus descritto da Pöder nel Boletus queletii (foto G. Simonini) Boletus luridus (foto U. Bonazzi) Boletus permagnificus Pöder Cappello: 4-9 cm, emisferico poi convesso, cuticola rosso sangue, liscia, viscosa col tempo umido. Pori dell imenio piccoli color rosso sangue che inizialmente presentano delle goccioline trasparenti color giallo oro; ogni parte vira al tocco al blu. Gambo: 3-8 X 1-2 cm, inizialmente un po ingrossato al centro, poi fusiforme quasi radicante, normalmente giallo con un reticolo rosso sangue formato da maglie 21

24 allungate lungo il gambo; vira al tocco. Carne: giallo pallido fortemente virante al blu al taglio. Habitat: boschi caldi di latifoglia, spesso cespitoso. Spore: elissoidali, sporata bruno olivastra. Note: questo fungo, abbastanza comune in Sardegna, nella nostra provincia è stato segnalato solo nel bosco di Pulpiano, bosco a prevalenza di cerro. Man mano che passano gli anni ed imparo a riconoscere nuove specie fungine, mi rendo sempre più conto di quanto sono più numerose le specie che non conosco rispetto a quelle a me note. Boletus permagnificus (foto U. Bonazzi) AGEVOLAZIONI PER I SOCI A.M.B. In seguito ad un accordo col nostro Gruppo verranno concessi sconti a tutti i soci A.M.B. in regola col pagamento della quota sociale annuale: BAR LOCANDA Tini - Ospitaletto di Ligonchio (RE) - Tel ; Fax FOTO MATTIOLI S.N.C. Via Monte Etna Fogliano (R.E.) Tel offre a TUTTI gli associati e famigliari degli associati: - 20% di sconto sulle elaborazioni digitali e preparazioni video, DVD, audiovisivi - 15% di sconto sulle stampe e gigantografie digitali da files professionali - 20% di sconto sulle stampe digitali da files in tutte le misure standard - 20% di sconto sulle stampe con sistema analogico in tutte le misure - materiale fotografico a prezzi scontati delle migliori marche - agevolazioni concordate e personalizzate in alcuni periodi Eventuali altre ditte disponibili ad agevolazioni per i soci A.M.B. sono reperibili su Internet alla pag.: 22

25 Seminario internazionale su Russulales, Boletales e funghi ipogei Busana (RE) settembre, 1 ottobre 2006 Ricorre quest anno il trentesimo anniversario della costituzione del nostro gruppo e l evento rappresenta per noi un traguardo importante, che intendiamo rimarcare attraverso la pubblicazione del nostro bollettino annuale distribuito in occasione della mostra provinciale del fungo programmata nella prima decade di ottobre. Nell arco di tutti questi anni sono stati organizzati diversi ed importanti convegni di studio a livello internazionale rivolti sia ai funghi di superficie sia a quelli ipogei. Fra questi riteniamo di particolare importanza il Seminario Internazionale sui funghi ipogei svoltosi a Busana (RE) nel mese di ottobre del 2006 nel corso del quale fu presentato il lavoro di ricerca e censimento dei funghi ipogei presenti sul nostro territorio provinciale. Lavoro che è stato pubblicato sulla rivista della A.M.B. (Associazione Micologica Bresadola) Pagine di Micologia, la cui diffusione come noto è riservata ad un ridotto numero di micologi iscritti all associazione. Al fine di rendere fruibile il predetto lavoro anche da parte dei nostri soci che non sono entrati in possesso di tale documento, lo riproponiamo qui di seguito ricordando che lo stesso rappresenta il risultato di anni di ricerca. 23

26 PAGINE DI MICOLOGIA Censimento della micoflora ipogea del territorio reggiano AMER MONTECCHI Via A. Diaz, 11 - I Scandiano (RE) - ELIA CANOVI Via Gorizia, 42 - I Reggio Emilia - Il censimento dei funghi che crescono in determinate aree del territorio nazionale, ossia le così dette Flore micologiche, è da tempo in atto nel nostro paese, dapprima a livello puramente scientifico e oggi anche a livello amatoriale. È però un attività che riguarda essenzialmente i funghi superiori crescenti in superficie, oppure i micromyceti di qualche interesse economico (per esempio i parassiti di piante da frutto). Poco o nulla si è fatto invece per i funghi ipogei, quelli cioè che compiono il loro intero ciclo vitale sotto terra, gruppo al quale appartengono anche i tartufi. Sono parecchie le difficoltà che si oppongono a queste indagini, prima fra tutte quella di localizzare e raccogliere il materiale di studio: operazione che richiede cercatori appassionati a queste ricerche, cani pazientemente addestrati non solamente a cercare le specie più pregiate, ma tutte quelle ipogee, molta fatica fisica e, non ultimi, strumenti di laboratorio di prim ordine e letteratura specializzata che permettano di arrivare ad una sicura determinazione. Come è noto, il primo vero studio sui funghi ipogei degno di questo nome, si deve al micologo italiano CARLO VITTADINI con la sua opera monumentale Monographia Tuberacearum del 24 Fig. 1: Siti di interessanti ritrovamenti.

27 A.M.B. Centro Studi Micologici A seguito di questo autore furono diversi i micologi italiani e di altre nazioni ad impegnarsi in questi studi portando il numero delle specie nuove per la scienza dalla sessantina iniziale del 1831 ad oltre le 150 unità note nel Per il territorio italiano le ultime importanti ricerche si ebbero nei primi 3 decenni del 1900 da parte di un altro importante micologo italiano, il prof. Oreste Mattirolo. Nel 1960 il Dr. A. CERUTI diede alle stampe un importante lavoro dal titolo Elaphomycetales et Tuberales : l opera però non riferiva di vere ricerche, ma in pratica non era altro che una revisione di lavori fatti da altri. Possiamo quindi affermare che nel sessantennio che va dal 1930 al 1990 in Italia su queste ricerche non si è avuto nessun contributo di rilievo. In questi ultimi tempi invece gli studi micologici sui funghi di superficie hanno avuto un grande sviluppo e di pari passo sono ripartiti anche quelli sui funghi ipogei. Il sorgere di numerose Associazioni Micologiche sparse su tutto il territorio nazionale ha favorito l aumento di nuove conoscenze come testimoniato dalle numerose florule regionali e provinciali apparse recentemente. Il territorio provinciale di Reggio Emilia- e in modo particolare la sua zona appenninica, che culmina con altitudini fino ai 2000 m s.l.m.- si è dimostrato uno dei più interessanti a livello nazionale offrendo risultati insperati come la raccolta e scoperta di specie rarissime e due nuove per la scienza quali: Gigaspora lazzarii Montecchi, Ruini & Gross 1996 dedicata all ami-co Giacomo Lazzari e il Tuber regianum Montecchi & Lazzari 1987 dedicato alla città di Reggio Emilia. Oggigiorno, questo territorio risulta essere senza dubbio alcuno uno dei più indagati a livello nazionale e le numerosissime specie censite ne sono la riprova. Le ragioni di questi notevoli risultati sono molteplici, in primo luogo l insieme di ambienti fra i più vocati alla produzione di questi funghi. Vi è poi chi ha creduto in queste ricerche coinvolgendo diversi tartufai e organizzando a tale scopo anche convegni di ricerca con esperti di diverse nazionalità europee. Molto importante è stato il costante impegno delle diverse istituzioni regionali e provinciali, che con il loro patrocinio e sostegno finanziario hanno permesso la realizzazione di questi convegni di ricerca. Gli incontri di studio sono iniziati nel lontano ottobre del 1986 e quello in corso in questi giorni è l ottava edizione. Nel ricordare la grandissima importanza di questi convegni, ci auguriamo che tali collaborazioni possano continuare. Il presente contributo propone un primo bilancio delle specie censite nel corso di questi anni presentando immagini di alcune specie fra le più rare e interessanti. Il totale delle specie censite è di 102 unità, di cui: 50 Ascomyceti, 47 Basidiomyceti e 5 Zigomyceti come risulta dall elencazione riportata qui di seguito, nella quale sono indicati i dati relativi alla data del ritrovamento, alla località, alla quota, ai vegetali di simbiosi ed al numero di raccolte. Quest ultimo dato indicherà la sua diffusione. Riportiamo inoltre le schede descrittive di solo sei specie, scelte fra quelle che riteniamo di un certo interesse e delle stesse forniamo le fotografie dei carpofori, delle spore nonché indicazioni sui luoghi dei ritrovamenti. Le specie censite appartengono alle classi Zygomycetes, Basidiomycetes e Ascomycetes. ZYGOMYCETES 1) Endogone flammicorona Trappe& Gerdemann 1972 Località: Cavola di Toano (RE) - Habitat: Pinus Nigra - m 600 s.l.m N erbario Raccolte n. 15 2) Gigaspora lazzarii Montecchi, Ruini & Gross 1996 Località: Vallisnera di Collagna (RE) - Habitat: Torbiera su Latyrus pratensis - m 1000 s.l.m N erbario Raccolte n. 7 3) Glomus flavisporum (M. Lange & Lund) Trappe & Gendermann 1974 Località: San Giovanni di Querciola, Comune di Viano (RE) - Habitat: sotto fogliame di Corylus e Laburnum - m 600 s.l.m N erbario Raccolte n. 2 4) Glomus macrocarpum Tul. & C. Tul Località: Castelnovo ne Monti (RE) - Habitat: Picea e Corylus - m 700 s.l.m Raccolte n. 3 25

28 PAGINE DI MICOLOGIA 5) Glomus microcarpum Tul. & C. Tul Località: Giandeto, Comune di Casina (RE) - Habitat: Pinus nigra e Picea - m 500 s.l.m N erbario Raccolte n. 5 BASIDIOMYCETES 1) Hydnangium aurantiacum Heim & Malençon 1934 Località: Monte Duro, Comune di Vezzano s/ Crostolo (RE) - Habitat: Pinus silvestris e Ostrya carpinifolia - m 650 s.l.m N erbario Raccolte n. 2 2) Leucogaster nudus (Hazslinszky) Hollòs 1908 Località: Abetina Reale (Civago), Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Fagus silvatica - m 1500 s.l.m N erbario Raccolte n. 15 3) Melanogaster ambiguus (Vittad.) Tul. & C. Tul Località: Monte Orsaro, Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Fagus silvatica - m 1300 s.l.m N erbario Raccolte n. 22 4) Melanogaster broomeanus Berkeley apud Tul. & C. Tul Località: Marmoreto, Comune di Busana (RE) - Habitat: Quercus pubescens - m 800 s.l.m N erbario Raccolte n. 35 5) Melanogaster macrosporus Velenovsky 1922 Località: Abetina Reale (Civago), Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Picea abies - m 1300 s.l.m N erbario Raccolte n. 8 6) Melanogaster tuberiformis Corda 1831 Località: Abetina Reale (Civago), Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Fagus selvatica - m 1200 s.l.m N erbario Raccolte n. 11 7) Melanogaster variegatus (Vittad.) Tul. & C. Tul Località: Vronco, Comune di Viano (RE) - Habitat: misto di latifoglia - m 300 s.l.m N erbario Raccolte n. 29 8) Richoniella leptoniispora (Richon) Costantin & Dufour 1891 Località: Rio Le Viole, Comune di Viano (RE) - Habitat: Quercus e Ostrya - m 350 s.l.m N erbario Raccolte n. 2 9) Gautieria graveolens Vittad Località: Abetina Reale (Civago), Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Picea e Fagus silvatica - m 1450 s.l.m N erbario Raccolte n. 5 10) Gautieria morchelliformis Vittad Località: Monte Torricella, Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Ostrya carpinifolia - m 600 s.l.m N erbario Raccolte n ) Gautieria otthii Trog 1857 Località: Abetina Reale (Civago), Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Abies alba - m 1200 s.l.m N erbario Raccolte n ) Gautieria trabutii (Chatin) Pat Località: Abetina Reale (Civago), Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Abies alba - m 1600 s.l.m N erbario Raccolte n. 5 13) Alpova diplophloeus (Zeller & Dodge) Trappe 1975 Località: Febbio, Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Alnus incana - m 1000 s.l.m N erbario Raccolte n. 9 14) Rhizopogon roseolus (Corda) Th. M. Fries 1909 Località: Monte Duro, Comune di Viano (RE) - Habitat: Pinus silvestris - m 630 s.l.m N erbario Raccolte n ) Rhizopogon villosolus Zeller 1941 Località: Piane di Camporella, Comune di Ramiseto (RE) - Habitat: Pseudotzuga menziesii - m 1000 s.l.m N erbario Raccolte n ) Hymenogaster aromaticus Velenovsky 1922 Località: Abetina Reale (Civago), Comune di Villa Minozzo (RE) - Habitat: Abies alba - m 1600 s.l.m N erbario Raccolte n. 1 17) Hymenogaster bulliardii Vittad Località: La Fagiola, Comune di Viano (RE) - Habitat: Ostrya e Salix - m 600 s.l.m

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