Barbara: «Balotelli non è insostituibile»

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1 lunedì 23 giugno ,30 REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 - TEL REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 - TEL POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO anno Numero numero 146 ITALIA MILAN 1 LA FIGLIA DI BERLUSCONI: «A MIO PADRE CHIEDO LO STADIO NUOVO» MILAN 2 E ATTESO NEI PROSSIMI GIORNI IN ITALIA Barbara: «Balotelli non è insostituibile» Seedorf vuole i danni Ha un team di legali L ex tecnico si sta preparando a una battaglia in Tribunale Chiederà ai rossoneri più soldi di quelli previsti dal contratto Tra gli esperti contattati anche l ex ministro del Lavoro Treu E su Clarence dice: «Grande recupero, ha fatto bene» 3 Barbara Berlusconi, a.d. del Milan IPP DELLA VALLE, LAUDISA A PAGINA 28 NAZIONALE DOMANI SFIDA ALL URUGUAY PASOTTO A PAGINA 29 IL FOCUS TECNICO LA COPPIA AZZURRA CONTRO CAVANI-SUAREZ BUFFON CHIELLINI BONUCCI CIRO TOCCA A TE BARZAGLI DE SCIGLIO MARCHISIO CECCHINI A PAGINA 5 PIRLO VERRATTI DARMIAN L INTERVISTA L INTERVISTA IMMOBILE SENTITE RECOBA «SARA SARA LA GARA DELLA MORTE» BALOTELLI GRAZIANO A PAGINA 10 Prandelli ormai ha rotto gli indugi Italia offensiva (3-5-2): in avanti Super Mario insieme a Immobile Sarà l ex granata il nuovo Schillaci? RISULTATI DI IERI BELGIO-RUSSIA 1-0 SUD COREA-ALGERIA 2-4 USA-PORTOGALLO 2-2 COSÌ OGGI OLANDA-CILE (ore 18) AUSTRALIA-SPAGNA (ore 18) CAMERUN-BRASILE (ore 22) CROAZIA-MESSICO (ore 22) BIANCHI, ELEFANTE, GARLANDO, LICARI, VERNAZZA DA PAGINA 2 A PAGINA 9 l'analisi UNA SCELTA AZZECCATA > di ARRIGO SACCHI A PAG. 27 GIRONE H RUSSIA KO COL BELGIO GIRONE G CON GLI USA E 2-2 Capello nei guai Si giocherà tutto contro l Algeria Guizzo Ronaldo Varela salva il Portogallo al 95 ALLE PAGINE 12, 14 E 27 A PAGINA 16 IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI Effetto Rolling Stones. Berlusconi canta e poi si lancia sugli anziani di Cesano Boscone. w F.1 IN AUSTRIA SESTA DOPPIETTA MERCEDES Rosberg già in fuga Alonso, parole di resa 3 Nico Rosberg compirà 29 anni il 27 giugno ALLIEVI, CASADIO, PERNA ALLE PAGINE

2 2 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 GIRONE D DOMANI ITALIA-URUGUAY URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA IERI COLPO BELGIO CAPELLO K.O. Gran colpo del Belgio che con un gol del giovane attaccante Divock Origi, 19 anni (nella foto) supera la Russia e si qualifica per gli ottavi con un giornata d anticipo. Difficile, ma non disperata la situazione della nazionale di Capello, un punto in due gare: per passare, ora deve battere l Algeria e sperare che la Sud Corea non vinca con il Belgio o abbia una differenza reti peggiore. OGGI LA CROAZIA SI GIOCA TUTTO CIRO E IL ECCO L'ITALIA Prove generali Cesare Prandelli, nel cerchio di centrocampo, dispone i suoi 11: dall alto è più facile capire il su cui sta lavorando il c.t. in vista della decisiva sfida di domani contro l Uruguay FOTO FERREIRA BALOTELLI IMMOBILE VERRATTI DARMIAN BARZAGLI MARCHISIO PIRLO BONUCCI pensieri e parole DAL NOSTRO INVIATO NATAL (Brasile) DE SCIGLIO Oltre alla Nazionale, Cesare Prandelli dà una mano anche alla lingua italiana. La nuova edizione del Vocabolario Zingarelli 2015 riporta infatti anche una sua definizione. Il c.t. azzurro avrebbe potuto scegliere tra diversi termini calcistici, da rabona a fuorigioco, invece ha scelto di descrivere la parola «generosità» nella sezione «Definizioni d autore», novità dello Zingarelli Piacere di condividere Per Prandelli, la generosità «è il piacere di condividere con gli altri qualcosa che ti appartiene: un emozione, un gesto, una passione, un oggetto. L atleta di alto livello è un privilegiato, perché ha la possibilità di essere protagonista in prima persona di CHIELLINI Prandelli con Immobile-Balo per togliersi dagli Uru...guay Il c.t. riunisce la squadra in mezzo al campo per un breve discorso In difesa si rivede il blocco Juve, tornano i due registi: Verratti e Pirlo DAL NOSTRO INVIATO LUIGI GARLANDO NATAL (Brasile) La formazione che domani affronterà l Uruguay è nata alle di ieri quando Prandelli ha riunito la squadra a centrocampo per un breve discorso, le riserve sono uscite e undici azzurri si sono distribuiti sul prato dello Stadio Abc «Maria Lamas Farache» di Natal. Buffon ha preso posto tra i pali; Barzagli, Bonucci e Chiellini si sono allineati al limite dell area come fanno alla Juve; Pirlo si è piantato davanti a loro, vertice di un triangolo composto da Verratti e Marchisio, leggermente defilati ai suoi fianchi. Darmian e De Sciglio si sono allargati in fascia, mentre Immobile e Balotelli si sono incamminati insieme verso l attacco. Eccola la rivoluzione annunciata: Con Ciro Immobile, l uomo nuovo, spinto da tutta Italia, che ha la grande occasione per recitare la parte di tutti gli Schillaci della nostra storia. Di sicuro immetterà energie fresche e motivazioni feroci mancate contro Costa Rica. Il c.t. poi ha provato altro (Cassano) e si riserva ancora qualche dubbio, ma la prima idea è questa. Messaggio Non è stata solo la gastralgia, che ha debilitato ulteriormente lo stanco «La generosità è dividere un emozione» Così Cesare entra anche nello Zingarelli eventi sportivi ai quali pochi possono sperare di partecipare. Ed è questa sua unicità, che gli permette di compiere gesti e imprese non comuni, a rendere un atleta un essere speciale nel quale ciascuno può identificarsi per proiettare i propri sogni e talvolta la voglia di riscatto. Per questo atleta è chiamato al dovere della generosità verso i propri compagni e chi lo sostiene: per rendere virtuoso un contesto emotivo fatto di aspettative, ambizione e tanta passione». A IL NUOVO RUOLO S Cesare Prandelli, protagonista nel nuovo dizionario Zingarelli Palleggio e possesso Non è un scelta sorprendente. Tutta la Nazionale di Prandelli è legata alla parola generosità. Perfino tatticamente: il possesso si ottiene offrendo di continuo il pallone a un compagno. Il gioco è generosità, la giocata individuale egoismo. La scelta di un codice etico e di comportamento esemplare mira, appunto, a «rendere virtuoso un contesto emotivo fatto di aspettative». In queste ore delicate di avvicinamento alla sfida di domani con l Uruguay, Prandelli ha parlato spesso alla squadra, forse ha intuito qualche scollamento in spogliatoio, non ha visto in campo contro la Costa Rica atteggiamenti impeccabili. Di sicuro ha speso un richiamo «al dovere della generosità verso i propri compagni». In un contesto di tale sofferenza atletica, una corsa in più per un compagno affannato può decidere la partita. «Sentire di condividere con gli altri qualcosa che ti appartiene», significa anche rincorrere un difensore anche se costa fatica e andare oltre i propri limiti per onorare una maglia azzurra che appartiene a una nazione intera, per dare gioia anche a chi non è nato «unico», ma normale. Per battere l Uruguay serve anche aprire il vocabolario ala parola «generosità». lu.gar.

3 LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 3 Oggi si chiudono i gironi A e B: senza più storia il primo, con Olanda e Cile, già qualificate, che si sfidano per la leadership mentre la Spagna, grande delusione del Mondiale, giocherà con l Australia. Girone B: Brasile col Camerun, già eliminato, mentre l altra capolista, il Messico, se la vede con la Croazia: la nazionale di Kovac (nella foto) ha un punto in meno e l obbligo di vincere. DOMANI IN CAMPO GLI AZZURRI E il giorno (ore 18 a Natal) di Italia-Uruguay. Dopo la brutta sconfitta con la Costa Rica, gli azzurri di Prandelli (nella foto) hanno chance di passare potendo contare su due risultati su tre: grazie alla differenza reti migliore, basterà anche un pareggio. Nel girone C, la Costa d Avorio cerca i punti qualificazione con la Grecia. La Colombia, già agli ottavi, gioca con il Giappone. Candreva, a suggerire a Prandelli l opzione più offensiva. La scelta della seconda punta è anche un preciso messaggio al cuore della squadra, cui ieri il c.t. ha parlato a lungo, anche a inizio seduta, sollecitando il senso di responsabilità e di appartenenza nel momento più delicato del Mondiale, evocando lo spirito di sacrificio e di squadra che questa Nazionale ha sfoggiato spesso. Pirlo e Verratti più due punte significa una mission precisa: scendiamo in campo per comandare e attaccare, non per gestire il pareggio che ci porterebbe agli ottavi. Cavani e Suarez fanno paura? Invece di pensare solo a ingabbiarli, rilanciamo con la nostra coppia, Balo e Ciro, e andiamo a vedere. Scelta logica Un azzardo inutile, dato che sarà più importante non prendere gol che farne? No, una scelta logica perché l Uruguay è soprattutto Suarez e Cavani. Il miglior modo per disinnescarli non è barricarsi davanti a Buffon, dove il Pistolero e il Matador sono letali, ma spingere la palla lontana, verso Muslera. L Uruguay ce lo permetterà, perché non verrà a pressarci subito e ci lascerà il pallino in mano. Con l Inghilterra ha registrato un misero 37,5% di possesso e un baricentro di oltre dieci metri più basso di quello inglese (43,3-54,2). Le palle perse (155) e la modesta percentuale di passaggi esatti, 63,8% (contro gli inglesi noi arrivammo a 93,2) raccontano la poca qualità della Celeste. Più che giocare, lancia. Presidia in basso e lancia in alto i due fenomeni. Non a caso è una delle squadre più lunghe del Mondiale. Cercare le fasce Per queste ragioni è logico andare ad attaccare i limiti della difesa e del centrocampo dell Uruguay piuttosto che cercare solo di arginare l altissima qualità di Cavani e Suarez che troveranno un solido muro di tre uomini davanti alla porta. Il Pistolero, appena recuperato, non può permettersi di sprecare energie nel pressing. Cavani lo fa, ma d istinto, in genere nella zona in cui perde palla. Lodeiro, in zona da trequartista, si occuperà di pestare i piedi a Pirlo, ma Verratti e Bonucci potranno sostituirlo nell impostazione. Il resto dell Uruguay si ricompatterà subito dietro. Non subiremo insomma un aggressione di massa e avremo la libertà d impostazione che la Costa Rica ci ha negato. Se la palla scivolerà veloce sulle fasce, Darmian e De Sciglio potranno galoppare lontano perché il centrocampo a tre della nazionale Celeste fatica a ricoprire il campo in orizzontale. Ciro&Mario E più passerà il tempo, più l Uruguay sarà nella necessità di avanzare e concederà gli spazi che attendono Immobile e Balotelli. Come si muoveranno i due? Ieri nelle prove di circolazione della palla, a squadra schierata sul campo, uno veniva, l altro andava; uno accorciava sul portatore offrendo la sponda, l altro attaccava la profondità correndo verso la porta. Cosa che Ciro fa più volentieri e più istintivamente di Mario. Il soccorso di Immobile aiuterà Balotelli che anche al Milan ama trovarsi un compagno accanto per liberare il tiro. Abbiamo preparato la partita per vincerla. È il modo migliore per non perderla. v identikit & CARRIERA CIRO IMMOBILE Nato il 20/2/1990 a Torre Annunziata (Na) ITALIA Ruolo attaccante Altezza 185 cm Peso 78 kg Le sue squadre Cifre relative al solo campionato Juventus presenze 3 gol 0 Siena presenze 4 gol 1 Grosseto 2011 presenze 16 gol 1 Pescara presenze 37 gol 28 Genoa presenze 33 gol 5 Torino presenze 33 gol 22 In Nazionale presenze 3 gol 0 1 Ciro Immobile tra Verratti e Insigne per la festa promozione in A del Pescara, nel 2012; 2 Un esultanza in maglia Genoa: in rossobolù ha giocato nel 2012/2013; 3 L anno da re dei cannonieri in Serie A con il Torino: nell ultima stagione ha segnato la bellezza di 22 gol ANSA 1 2 Il Sorrento, la baby Juve, il Toro vista Germania E Ciro diventa il grande Il suo rituale pre partita è lo scambio di messaggi con la madre Papà Antonio: «È tranquillo e con Balotelli si trova benissimo In A non puntiamo sui giovani, contento che vada al Borussia» DAL NOSTRO INVIATO SEBASTIANO NATAL (Brasile) Ciro Immobile da Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Le radici sono importanti: «Il ragazzo di via Castello è divenuto il centravanti della Nazionale, la squadra tetracampeão, come dicono in Brasile», si legge nella lettera aperta che la sua città gli ha scritto. Il Comune ha tappezzato i muri di manifesti con la foto dell attaccante azzurro. Ciro ha risposto via Facebook: «Mi avete commosso. Sono passati anni da quando sono andato via per inseguire i miei sogni, ma sono e rimango uno di voi come dimostra la mia parlata» euro Lungo è la strada da Torre Annunziata al Mondiale in Brasile. Il primo chilometro nel Ciro gioca negli Allievi del Sorrento e viene intercettato dal radar di Massimo Filardi, osservatore della Juve per il Sud. Filardi è un ex terzino del Napoli «maradoniano». In campo ha fatto coppia con Ciro Ferrara, che nel fatale 2007 è a capo del settore giovanile della Juve. «Filardi racconta Ferrara mi telefonò per segnalare un ragazzo che nel Sorrento segnava caterve di gol. Mandammo osservatori: relazioni tutte positive. Mi mossi io stesso e in lui vidi la scintilla della determinazione feroce. Acquistavamo i giovani con la formula del premio di valorizzazione. Per Immobile ottenni da Alessio Secco (all epoca d.s. bianconero, ndr) il permesso di fare un eccezione e di sforare il budget. Alessio mi chiese di 3 Immobile in azione contro gli inglesi tirare sul prezzo: il presidente del Sorrento voleva 130 mila euro e chiudemmo a Considerato che la Juve ha ricavato circa 10 milioni di euro dalla cessione al Borussia della sua metà di Ciro, direi che a bilancio è stata iscritta una bella plusvalenza». Non è tutto, Ferrara da allenatore della Juve fece debuttare Immobile in Europa: «Contro il Bordeaux in Champions, nell autunno del 2009». Dentro Ciro e fuori Del Piero, un cambio «generazionale». Ferrara traccia il profilo tecnico: «La sua dote migliore è lo smarcamento, conosce alla perfezione i movimenti dell attaccante, la profondità è il suo habitat. Per me è la prima punta ideale di un Ha un enorme voglia di arrivare, lo capisci da come si allena e da come lotta in partita. Ho il rammarico di non averlo convocato nella mia prima fase all Under 21: gli preferii Borini, Paloschi e Gabbiadini, che all epoca erano già operativi in Serie A». La famiglia Ciro vive per la famiglia. Ha preso il numero 17 perché sua moglie Jessica è nata il giorno 17: l amore è più forte della scaramanzia. Sulla scarpa destra ha fatto incidere il nome della figlia Michela, sulla sinistra Jessica. Suo fratello Luigi, informatico, lavora alla gestione dei profili Twitter e Facebook di Ciro. Comunicazione e immagine dell azzurro sono curati da Geaworld. «In Germania sono impazziti per Immobile fanno sapere da Gea. Su Facebook siamo passati da 15 mila a quasi mi piace, per lo più tedeschi». Antonio, il padre, ex calciatore semi-professionista, si è confidato con un giornale di Torre Annunziata: «Effettivamente lui crede di giocare dall inizio. È tranquillo, per niente nervoso. Con Balotelli si integra alla perfezione. Mi ha detto che con Mario si trova molto bene». Ciro nel ritiro di Mangaratiba ha legato con Balotelli, Cassano, Insigne e Verratti. Il papà rivela un rituale: «Prima di ogni partita scambia con la mamma un sms». Pizzico di amarezza: «In Italia non c è spazio per i nostri giovani, sono contento che mio figlio vada in Germania».

4 4 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014

5 LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 5 GIRONE D DOMANI ITALIA-URUGUAY URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA Attacchi da panico Balo-Immobile o Suarez-Cavani? Decidono i gol La coppia di Prandelli contro i migliori al mondo Per Mario e Ciro, coetanei, sarà la prima insieme DAL NOSTRO INVIATO MASSIMO CECCHINI NATAL (Brasile) Primo avviso: dopo un stagione come quella appena conclusa, se giochiamo solo con i numeri meglio correre già a prenotare le vacanze per l ultima settimana di giugno. Secondo avviso: dal Maracanazo del 1950 al Mundial del 1982 il calcio è (per fortuna) il trionfo dell imprevedibilità. Così sollevati, possiamo orgogliosamente pregustare la sfida tra Italia e Uruguay prendendo in esame le coppie d attacco. Tenetevi forte: Edinson Cavani e Luis Suarez contro Mario Balotelli e Ciro Immobile. la storia DAL NOSTRO INVIATO FABIO SETE LAGOAS (Brasile) A volte le amicizie prendono percorsi strani. E diventano letteratura. Eccoli lì Edinson Cavani e Luis Suarez, l incubo dell Italia. Escono insieme dal ritiro sorridendo. L aereo per Natal li aspetta, dopo un allenamento a porte chiuse per nascondersi alle spie azzurre. Dicono tutti che abbiano un buon rapporto. Nessuna gelosia, nessuna rivalità, ottima intesa dentro e fuori dal campo. Al Pistolero cattivo piace il Matador silenzioso. Curiosa la vita: Gol e minuti Che siano tandem lo santifica anche un dato: la data di nascita. Esattamente il 1987 per gli uruguaiani e il 1990 per gli italiani. Certo, mentre Cavani e Suarez dividono addirittura anche la stessa città di origine - Salto, cittadina che forse a questo punto andrebbe studiata dagli antropologi del calcio - Balotelli e Immobile sembrano essere il paradigma dei film sugli opposti: scuro e chiaro, accento bresciano (a dispetto dell origine palermitana) e accento napoletano. Purtroppo per noi, non sono simili neppure le cifre che i quattro attaccanti denunciano alla dogana del Mondiale. Cavani nel Psg ha segnato i gol segnati in stagione da Balotelli e Immobile Mario e Ciro ne sommano 36 in campionato e 5 complessive nelle coppe Immobile è stato capocannoniere della Serie A, Balotelli solo del Milan All esordio contro l Inghilterra si sono dati il cambio, come in una staffetta Da un reportage del Telegraph, Sergio Suarez (zio) e Luis Cavani (papà) a Salto TELEGRAPH.CO.UK Stesso anno di nascita anche per le punte della Celeste: sono del 1987 gol totali in stagione, con una media di uno ogni 137 minuti; Suarez invece nel Liverpool ha realizzato 31 reti con una media di una stagionali ogni 105 minuti. Il totale perciò fa 56 marcature di coppia, contro le 41 offerte dal nostro duo che vede Immobile a quota 23 gol (media di uno ogni 116 minuti) e Balotelli a quota 18 (media di uno ogni 176). Capocannonieri Quella di domani, poi, è anche una sfida tra capocannonieri, alcuni con la valigia. Suarez è il re dei bomber della Premier League, così come Immobile lo è della Serie A. Ma l attaccante napoletano ha un altra analogia che lo avvicina a Cavani. Se il Matador del Napoli di Mazzarri lo scorso anno ha vinto la classifica dei cannonieri ed è stato ceduto all estero (Francia), nelle scorse settimane si è consumato un fenomeno analogo: il bomber del Torino è stato ugualmente ceduto all estero (sponda Borussia Dortmund). Ma non è detto che solo loro debbano fare le valigie. Suarez infatti è nel mirino del Real Madrid (e non solo), mentre Balotelli potrebbe trasferirsi di nuovo Oltremanica, visto che continuano GLI ITALIANI TOCCHI PER ZONA BALOTELLI* IMMOBILE* Il verde è più intenso nelle zone in cui sono stati giocati più palloni * con Milan e Torino, Serie A GOL Campionato IMMOBILE (Torino) a infittirsi le voci che lo vogliono alla corte dell Arsenal di Wenger. Ieri, intanto, Mario ha twittato: «Voglio sorridere ancora. Anche se non sembra, mi piace sorridere. Forza azzurri. Sempre e comunque». Intesa In realtà, a far apparire le due coppie esattamente speculari è il dato sul rodaggio. Gli uruguaiani hanno esordito entrambi in Nazionale contro la Colombia (Suarez nel 2007, Cavani nel 2008) e da quel momento - pur impiegati con moduli differenti - hanno diviso gli onori e gli oneri che comporta essere attaccanti della Celeste. Non è un caso, in fondo, che la punta del Liverpool sia già cannoniere principe della propria Nazionale con 41 reti in 78 presenze, mentre quello del Paris Saint Germain ne abbia 22 in 64 apparizioni. Comprensibile, perché Suarez è più attaccante puro, il classico «puntero» finalizzatore, mentre Cavani è un giocatore a tutto campo, in grado di macinare chilometri (oltre dieci ad esempio contro l Inghilterra) e nello stesso tempo di essere efficace sotto porta. Invece, che cosa potranno combinare insieme Balotelli (13 reti in azzurro) e Immobile (3 non ufficiali con il Fluminense) è un mistero, perché finora i due non hanno giocato insieme neppure un minuto. Potete immaginare, quindi, il super lavoro che attende Prandelli in queste ore visto che - oltre a rispolverare la difesa a tre - sta cercando di mettere insieme anche i pezzi di un mosaico che finora non ha mai visto la luce. Considerando anche gli avversari, perciò, gli in bocca al lupo sono d obbligo. Salto, terra di confine e di Luis & Edinson DOVE SI TROVA Città di Suarez e Cavani Salto URUGUAY Montevideo Oceano Atlantico URUGUAY GDS BALOTELLI (Milan) TIRI IN PORTA A PARTITA Campionato IMMOBILE BALOTELLI 1,24 1,70 % REALIZZATIVA (gol/tiri) Campionato IMMOBILE 26% BALOTELLI 13% VALORE DI MERCATO Milioni di euro IMMOBILE BALOTELLI GDS hanno giocato in campionati diversi e c è voluta la nazionale per farli conoscere. Come Pedro Rocha Eppure sono nati a distanza di un mese e di un paio di chilometri. Mai un incontro casuale, mai una sfida a calcio per le strade. Niente. Salto, poco più di centomila abitanti, è la seconda città dell Uruguay. È aggrappata al confine argentino. Non è una città ricca, non ha una grande cultura se non quella del pallone. Ora si può vantare di aver dato i natali ai due più grandi cannonieri della storia recente del Paese. Salto, 390 chilometri dalla capitale Montevideo, è «recidiva»: è nato lì anche Pedro Virgilio Rocha, puntero d oro degli anni 60 e 70, quattro mondiali con la Celeste. Bisognerebbe capire che cosa danno da mangiare da quelle parti. Di certo si vive a pane e e gol. Bravo studente Per Suarez il pane in tavola non c era tutti i giorni. Nato il 24 gennaio 1987, A sei anni ha lasciato Salto per trasferirsi a Montevideo con i 5 fratelli e i genitori, che cercavano lavoro e una condizione migliore. Anche per questo non ha mai incrociato le scarpette con Cavani. Il Matador, nato il 14 febbraio 1987, nella città natia c è rimasto fino a 15 anni. La sua era una famiglia un po più benestante. Tanto da permettersi di farlo studiare nel collegio salesiano di Salto. Racconta Cecilia Pascale, la sua maestra d inglese: «Anche se fuggiva dietro a un pallone appena gliene capitava l occasione, Edinson era uno studente GLI URUGUAIANI TOCCHI PER ZONA SUAREZ* CAVANI* Il verde è più intenso nelle zone in cui sono stati giocati più palloni * con Liverpool e Psg, Premier e Ligue GOL Campionato SUAREZ (Liverpool) CAVANI (Psg) 4 I NUMERI 21 giorni di differenza tra Luis Suarez ed Edinson Cavani: il pistolero è nato il 24 gennaio, il matador il 14 febbraio. L anno è lo stesso, il 1987, la città anche: Salto TIRI IN PORTA A PARTITA Campionato SUAREZ CAVANI 1,13 2,45 % REALIZZATIVA (gol/tiri) Campionato SUAREZ 20% CAVANI 21% VALORE DI MERCATO Milioni di euro SUAREZ CAVANI GDS 56 Gol per Suarez e Cavani Nell ultima stagione il bomber del Paris St. Germain ha segnato 25 reti (16 in campionato, 4 in Champions League, 4 in Coppa di Lega e una in Coppa di Francia). Con il Liverpool, invece, l altro bomber uruguaiano ne ha messe a segno ben 31, tutte in Premier League, di cui è stato capocannoniere modello. Sono molto orgogliosa di lui, si merita la carriera che ha fatto. Mi vanto sempre di dire sono stata la sua maestra». Facile immaginare che il piccolo Luis invece le maestre le abbia fatte impazzire. Ai suoi tecnici piace sempre parecchio perché risolve i problemi. Ha cominciato nel Nacional di Montevideo e si è imposto presto. Come Cavani, su un altra sponda di Montevideo, il Danubio. Lì forse si sono incrociati in qualche torneo giovanile. Ma è durato poco quel periodo, perché i grandi talenti si sa, emigrano presto verso l Europa. La storia recente di una delle coppie più forti del Mondiale, se non la più forte, è nota. Per la gioia di Salto e di tutto l Uruguay, vogliono scriverne un altro capitolo. Ahimè, proprio contro di noi. Un tweet di Edinson Cavani di qualche anno fa: il bomber con il suo «churrero» di fiducia a Salto

6 6 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 GIRONE D DOMANI ITALIA-URUGUAY DAL NOSTRO INVIATO ANDREA NATAL (Brasile) Resta da capire, e forse lo capiremo solo domani, da quale tipo di energia nascesse la pacatezza con cui Gigi Buffon ieri ha parlato di un momento e una partita che pure non scottano poco. Se dalla forza della consapevolezza, da quella dell autostima, oppure dalla forza dell abitudine. Forse c era di tutto un po, in quelle frasi che il capitano prima di dettare ha ogni volta meditato a lungo, dosando i tempi almeno quanto i toni e scegliendo un solo vero slogan, «cuore caldo e testa fredda». Perché, ha detto, «un messaggio di ottimismo non lo possiamo lanciare a parole, ma solo giocando una grande partita martedì». Sarà un impressione: è vero che ieri c era poco da scherzare, ma un tempo Buffon parlava molto più di getto e selezionando meno le sue virgolette. Fallimento e autostima Ieri ci ha messo dentro un po di tutto, dunque. Consapevolezza: «Se dovessimo andare fuori al primo turno si tratterebbe di un fallimento e nessuno ha paura di prendersi la responsabilità di dire questa cosa. Se poi dovessimo passare, i problemi sarebbero appena cominciati: ma un conto è uscire agli ottavi o ai quarti e un conto è salutare al primo turno». Autostima: «Non può venir meno per una partita andata male: il nostro gioco basato sul possesso palla non può essere diventato fallimentare nel giro di cinque giorni, dopo essere stato considerato la panacea di tutti i mali. Saper fare autocritica è un conto, non credere abbastanza in ciò che si può fare è un altro: noi non siamo i più forti, ma non siano quelli che hanno affrontato la Costa Rica. Eccolo il clima all interno del gruppo: una giusta dose di preoccupazione, ma anche convinzione e orgoglio, l unico che in pochi giorni ti può far ritrovare le energie giuste». Reazione alla terza E poi la forza dell abitudine, che non è necessariamente qualcosa che alla fine ti fa sedere e rilassarti: «Pensare che questa squadra debba sentirsi con l acqua alla gola per dare il meglio sarebbe rischioso e anche un po stranieri di Serie A DAL NOSTRO INVIATO NATAL (Brasile) Ce li eravamo goduti o ce li stavamo godendo, è successo che non ci abbiano fatto godere. Al contrario: ci hanno fatto anche molto male. È il nostro timore per domani sera, anche se quando Edinson Cavani ha preso un aereo per Parigi ci siamo sentiti tutti un po più poveri. Non solo i tifosi del Napoli, ma tutti quelli che l hanno letto come segnale di tempi sempre più lontani: quando il meglio del calcio mondiale era da noi, per mesi e mesi li sentivamo come campioni «nostri», e pazienza se al Mondiale poi ci accorgevamo di non poterli chiamare amici. URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA Buffon a valanga «Uscire è un fallimento Ma alla terza reagiamo» «Non siamo i più forti ma neanche quelli che hanno affrontato la Costa Rica. E l autostima non può venir meno dopo una partita» S Inseparabili Cesare Prandelli, 56 anni e Gigi Buffon, 36, le certezze della Nazionale ANSA da masochisti. Però è vero che più la posta in palio è alta e meglio rispondiamo: lo dice la storia. E dice anche che è nel nostro dna fare male la seconda partita dopo aver fatto bene la prima. Però poi di solito alla terza reagiamo». Che si possa o no chiamarlo trend, Buffon ne è un testimonial sotto contratto da tempo: «È la decima competizione che gioco con la Nazionale e solo una volta (Confederations Cup dell anno scorso, ndr) mi è capitato di arrivare alla terza gara già qualificato. Stavolta ci vanno bene due risultati su tre, non è 4 LEADER DAL 1998 S I suoi grandi tornei Campione del mondo 2006 Ecco le grandi manifestazioni e i piazzamenti di Gigi Buffon in azzurro Mondiale 98 Eliminato ai quarti Mondiale 2002 Eliminato dalla Corea agli ottavi Europeo 2004 Eliminato nella fase a gironi dal biscotto Svezia- Danimarca Mondiale 2006 Campione del Mondo Europeo 2008 Eliminato ai quarti ai rigori dalla Spagna Confederati ons 2009 Eliminato al primo turno Mondiale 2010 Eliminato nella fase a gironi Europeo 2012 Secondo, perde la finale con la Spagna Confederati ons 2013 Terzo, ai rigori batte l Uruguay Spagna Mondiale 2014 Deve giocare la terza partita del girone con l Uruguay Uruguaiani d Italia? Mai fidarsi degli amici Da Platini ad Hamsik, quante bruciature i campioni ingrati Da sinistra a destra ecco i «giustizieri» dell Italia: Michel Platini con la Francia nell 86, Diego Maradona con l Argentina nel 90, Carlos Dunga col Brasile nel 94, Zinedine Zidane con la Francia nel 98 e quindi Marek Hamsik con la Slovacchia nel Tutti hanno giocato da noi OMEGA/AP/EPA/AFP/REUTERS Diego e Michel Ad esempio nel 1986 in Messico, quando uno dopo l altro ci tirarono schiaffi i due migliori geni stranieri visti nella nostra Serie A. Nella prima partita del girone Maradona, che faceva impazzire Napoli da due anni, ipnotizzò Giovanni Galli al punto da farlo restare quasi immobile di fronte ad un suo tiro non irresistibile: finì 1-1, ma il nostro portiere già provato dal dualismo con Tancredi ci mise un sacco a riprendersi. Negli ottavi la magia di Platini, da 4 anni alla Juve, fu molto più decisiva: segnò l 1-0 che iniziò a farci vedere l eliminazione, poi decretata dal raddoppio di Stopyra. Beffa ancora più atroce 4 anni dopo, nel Mondiale a casa nostra, in semifinale: ricorre ancora negli incubi di Walter Zenga quell uscita un po (anzi, molto) così su un cross dalla sinistra di Olarticoechea e quel pallone sfiorato di testa da Caniggia, che a quei tempi faceva gol per l Atalanta. proprio male come situazione». La difesa a tre Sulla carta nel 2010 era anche meglio: «In Sudafrica prima della terza ero meno preoccupato di oggi: in quanti non pensavano che la Slovacchia sarebbe stata un avversaria accessibile?». Sicuramente meno di quanti oggi pensano che l Uruguay sia un avversaria molto temibile: «E anche con il morale su, mentre noi abbiamo preso una bella botta che fa sembrare tutto ancor più difficile di quello che è. Senza nulla togliere a una coppia come Suarez-Cavani: non li scopriamo qui al Mondiale». Starà a Prandelli scoprire il modo giusto per fermarli, anche se tutto porta a credere che si rivedrà la difesa a tre: «È nella testa dell allenatore la soluzione che può fare rendere meglio la squadra: qui non si pensa all io ma al noi, e cosa preferisca Buffon o qualcun altro non conta nulla». Equilibri camaleontici Conta, semmai, «che Prandelli abbia sempre considerato un pregio poter cambiare spesso e volentieri atteggiamento tattico e 4 I NUMERI 76 le reti incassate dall Italia nella fase finale dei Mondiali in 82 partite giocate. In media meno di un gol subito a gara. La porta azzurra subisce almeno una rete ai Mondiali da sei partite di fila, ultimo incontro senza gol al passivo il 4 luglio 2006, 2-0 alla Germania in semifinale «Balotelli e Immobile non hanno mai giocato insieme. Può portare rischi come dei benefici GIGI BUFFON PORTIERE ITALIA che sia un maestro nel trovare gli ingredienti giusti per disegnare comunque una squadra equilibrata». Lo sarà anche con una coppia d attacco inedita come Balotelli-Immobile? «Non hanno mai giocato insieme, ma una novità può portare rischi come pure benefici». Quelli che a Buffon ha portato il poter giocare già contro la Costa Rica: «Non pensavo di recuperare così in fretta dall infortunio: mi ci voleva, mi ha messo di buon umore». Un buon umore pacato, diciamo così. Ahn(vedi) che botta Ne aveva fatti per la Fiorentina (e anche per il Pisa e il Pescara) Carlos Dunga, che del Brasile 94 era il capitano: una squadra ad alto indice di «italianità», da Taffarel (Parma e Reggiana) ad Aldair (Roma), passando per Mazinho (Lecce e Fiorentina). L avrebbero definita la Seleçao più operaia della storia, ma in finale a forza di martellare ci tolse un sogno. Quello che provò a fare nel 2002 Milan Rapaic (Perugia) con la sua Croazia e poi fece il coreano Ahn, il braccio armato dalla mente maligna (o corrotta?) dell arbitro ecuadoriano Byron Moreno: Ahn giocava e non giocava nel Perugia e avrebbe lasciato il nostro campionato per «scappare» in Giappone quell estate, dopo un golden gol che ancora oggi è un ricordo abrasivo per chi era a Daejeon e per chi dall altra parte del mondo si sentiva già nei quarti. Per ultimo Hamsik Il nostro sogno del 2006 era qualcosa di troppo concreto anche per Zidane, che provò a metterci in salita la finale di Berlino prima di incrociare sul suo cammino Materazzi: una capocciata di Matrix per pareggiare e un altra (presa sul petto) per toglierlo dalla scena prima ancora di poter guardare negli occhi Buffon dagli 11 metri. Quattro anni dopo, ovvero 4 anni fa, Hamsik non incrociò lo sguardo del portiere juventino, ma quello di Marchetti: lui sì che ci fu «amico», perché sullo 0-0 lo graziò con la porta quasi spalancata davanti. Poi però furono Vittek e Kopunek a non avere misericordia. a.e.

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8 8 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 GIRONE D DOMANI ITALIA-URUGUAY URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA È Ital-Juve Blocco bianconero Prandelli imita Conte e... Bearzot I senatori hanno convinto il c.t. alla difesa a tre, che contro Cavani non ha mai preso gol DAL NOSTRO INVIATO SEBASTIANO NATAL (Brasile) Difesa a tre con Barzagli, Bonucci e Chiellini, e il messaggio è forte e chiaro: nell ora più difficile - di fronte al «dentro o fuori» contro l Uruguay - ci si affida al blocco Juve, si va sull usato sicuro, il di Antonio Conte che gli azzurri juventini conoscono a memoria. Cesare Prandelli è c.t. indipendente, libero, ma è uomo intelligente, che ascolta la squadra e ne capta gli umori. Ragion per cui non è difficile né azzardato immaginare che abbia consultato Buffon, Pirlo e Chiellini, «senatori» dell Italia e della Juve, e che si sia sentito rispondere: «Mister, va bene, mettiamoci a tre». Contro gli uruguaiani sarà una Nazionale a trazione juventina. Sei i bianconeri titolari. L intera difesa Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini più Pirlo e Marchisio. Siamo quasi a livelli «bearzottiani»: l Italia del 1978 e del 1982 aveva un incipit zebrato Zoff, Gentile, Cabrini e proseguiva con Scirea, Tardelli e Paolo Rossi (Benetti, Bettega e Causio tra i titolari nel solo 78). Cifre benauguranti I precedenti sono benauguranti. In Serie A la difesa a tre della Juve «contiana» - nella sua declinazione standard, Barzagli, Bonucci e Chiellini - non ha mai preso gol da Edinson Cavani, uno dei due grandi avversari di domani. Gli archivi restituiscono uno Juve- Napoli 3-0 (aprile 2012, con rete addirittura di Bonucci), uno Juve-Napoli 2-0 (ottobre 2012) e un Napoli-Juve 1-1 Chiellini, Pirlo, Bonucci e Barzagli: ecco il blocco Juve in azzurro AP Con l Uruguay saranno sei i titolari juventini, come nel Mondiale 82 (marzo 2013, con gol addirittura di Chiellini). Cavani ha bucato un unica volta la difesa a tre di Conte, nella finale della Coppa Italia 2012, ma in quella serata a Roma mancava Chiellini e il terzetto davanti a Buffon era composto da Barzagli, Bonucci e Caceres. Dagli almanacchi salta fuori la roboante tripletta di Cavani in Napoli-Juve 3-0 del gennaio 2011, però l allenatore juventino era Gigi Delneri, noto cultore della difesa a quattro: Grygera, Bonucci, Chiellini e Traoré il quartetto di quella sera. I numeri sono fatti per essere smentiti, ma in questo caso ci dicono che Barzagli, Bonucci e Chiellini sanno come prendere Cavani. Diverso il discorso su Suarez. La Juve di Conte non l ha mai incrociato. Per ritrovare un Suarez-Juve bisogna risalire a un Ajax-Juve 1-2 del 2010, allenatore Zaccheroni, con linea a quattro Zebina, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie. In azzurro il precedente è bello fresco: un anno fa, nella finale per il terzo posto in Confederations, vincemmo ai rigori, ma Suarez nei 90 minuti ci fece dannare e Cavani realizzò una doppietta. Quel giorno Italia a quattro con Maggio, Astori, Chiellini e De Sciglio. Altri segnali Che il blocco Juve sia dominante lo si capisce da alcuni segnali e/o voci. Ad esempio si dice che Gabriel Paletta, criticato per la sua pessima prestazione contro l Inghilterra, abbia pagato la scarsa integrazione con i difensori bianconeri. Per inserire Paletta, il c.t. contro gli inglesi ha spostato Chiellini a sinistra, ma il trapianto non è riuscito, c è stato il rigetto, e così, due partite dopo, eccoci qui aggrappati al trio difensivo di Conte. L uscita stessa di Chiellini su Darmian dopo il 2-1 sugli inglesi - «Spero che possa giocare in una squadra più importante del Torino, deve fare esperienza in Champions» - assomiglia a un avviso di cooptazione: caro Darmian, se vuoi diventare qualcuno vieni alla Juve. Non c è niente di cui sorprendersi, lo certifica la storia: quella italiana è una Nazionale fondata sulla Juventus. (cifre di Lanfredo Birelli) la storia Dal 1934 al 2006 l Italia a trazione bianconera sa alzare la coppa FERRARIS IV CONTI 2006 GUAITA SERANTONI BIAVATI MONZEGLIO GENTILE MEAZZA FONI MEAZZA TARDELLI ROSSI GATTUSO COMBI SCHIAVIO OLIVIERI ANDREOLO PIOLA SCIREA COLLOVATI ALLEMANDI ORIALI BERGOMI GRAZIANI (Altobelli, Causio) ZAMBROTTA CANNAVARO MATERAZZI GROSSO CAMORANESI (Del Piero) MONTI ZOFF BUFFON TOTTI (De Rossi) TONI PIRLO FERRARI RAVA FERRARI BERTOLINI ORSI LOCATELLI COLAUSSI PERROTTA (Iaquinta) CABRINI (EVIDENZIATI I GIOCATORI DELLA JUVE) GDS LA SCELTA IL MESSICANO HA IL CARTELLINO FACILE Arbitra Rodriguez, predicatore severo Marco Rodriguez, 40 anni ANSA DAL NOSTRO INVIATO FABIO LICARI RIO DE JANEIRO Ditegli tutto ma non chiamatelo «Chiquidracula», questo no. Marco Rodriguez, l arbitro prescelto per Italia-Uruguay, era chiamato così in Messico: «Draculino». Colpa della notevole somiglianza con l attore Carlos Espejel che, negli anni 80, interpretava il vampiro in tv. Ma lui un bel giorno ha chiesto ufficialmente di smetterla: non vuole essere identificato con qualcuno che «ricorda il demonio». Perché Rodriguez, 40 anni, nato a Città del Messico, è un predicatore protestante della congregazione di Milpa Alta, non lontano dalla capitale. Ha superato in volata l altro nordamericano candidato, Mark Geiger (Usa), che gli farà da quarto uomo: il designatore Massimo Busacca, se potesse, di arbitri ne metterebbe otto domani a Natal. Tre Mondiali Anche gli angeli sparano cartellini gialli a raffica. Rodriguez ne sventola quasi 5 a partita (4,50), media piuttosto alta. Con i «rossi» non scherza: 0,65 a gara. Un duro. Ex insegnante di ginnastica, internazionale dal 2000, al terzo Mondiale ma il primo da numero uno del Messico dopo essere stato oscurato da Archundia. In totale, 5 partite. Due nel 2006: Inghilterra-Paraguay 1-0, Costa d Avorio-Serbia 3-2. Due nel 2010: Germania-Australia 4-0, Spagna-Cile 2-1. Una nel 2014: Belgio-Algeria 2-1 (bene, con personalità). Non fu cortese con lui il collega inglese Graham Poll che, dopo il Mondiale 2006, nell autobiografia «Seeing red» (Vedere rosso), lo descrisse come «un attore totale molto naif nel prendere decisioni». Un po teatrale, in effetti, Rodriguez lo è. E non fa niente per nasconderlo. Il viso deciso, la dentatura «forte», i capelli sempre «gellati» come, non ce ne voglia, un gangster anni 30. Anche sveglio: nel 2010 ha fatto da testimonial al «Chiquigel», un gel per capelli. Servirà forse alla sua beneficenza. Il pastore Marco è infatti molto impegnato nella prevenzione dei problemi di droga, soprattutto per i giovani. Ok con il Milan Ha un precedente con l Uruguay (1-1 col Brasile in Coppa America 2004) e uno con l Under 20 azzurra al Mondiale 2009: Italia- Egitto 2-4. In più, la finale del Mondiale per club 2007, Milan- Boca 4-2, voto 5: vede bene le espulsioni di Kaladze e Ledesma, non fischia un rigore su Ambrosini.

9 LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 9 la filosofia di Prandelli La strategia azzurra: una cena con le mogli per ritrovare il sorriso DAL NOSTRO INVIATO MASSIMO CECCHINI NATAL (Brasile) Credete ancora alla vulgata «belushiana» che «quando il gioco si fa duro i duri entrano in gioco»? Siete superati. Nei momenti più difficili, meglio affidarsi alla bellezza e alla tenerezza. Questa almeno è la filosofia di Cesare Prandelli, che sabato sera ha aperto le porte del ritiro azzurro a mogli, fidanzate, parenti e amici degli azzurri per una cena utile a stemperare gli umori malsani. Le «convocazioni» femminili al netto del ritorno a casa anticipato di Roberta Marchisio e Michela Aquilani sono state queste: le compagne di Prandelli, Balotelli, Cassano, Paletta, Motta, Buffon, Cerci, Darmian, Immobile, Insigne, Parolo e Pirlo, più i genitori di Marchisio, il fratello di Super Mario con amici al seguito e figli assortiti. Insomma, una quarantina di persone, la maggioranza delle quali alloggia, grazie alle cure di Andrea Mereghetti della Dreams Team di Novara, in un hotel a 30 km da Natal. Osservatori esterni hanno notato look sexy (tanti i tacchi alti), anche se in molti all interno hanno dato la palma dell eleganza più composta ad Alena Seredova Buffon Inutile dire che il ritiro aperto di Mangaratiba ha fatto storcere il naso a qualche osservatore, che ha criticato la Per la Nazionale sabato sera coi familiari. Nello stesso albergo c è anche Bonolis tendenza inevitabile alla creazione di due gruppi, uno composto da quelli con amori al seguito e l altro solitario. L impressione, però, è che questo sia un falso problema. Di sicuro c è da registrare l ansia che ha colto gli azzurri con familiari prima del match con la Costa Rica. Durante il riscaldamento, infatti, si sono visti sguardi interrogativi diretti verso la tribuna. Colpa di un ingorgo che ha fatto arrivare «wags» azzurre solo a partita cominciata. Ma tutto basta a creare polveroni, e così ieri Buffon ha risposto sul ritiro aperto: «Sono discorsi futili, quasi fra ubriachi: potrei star qui a parlarne per minuti e minuti e non farei cambiare idea a nessuno. La nostra professionalità la dobbiamo dimostrare solo in campo: se ne parlava come di un problema anche un anno fa in Confederations e poi siamo arrivati terzi e aver scelto il ritiro aperto è diventato un valore aggiunto. Nella vita non si può fare sempre quello che vogliono gli altri: si può anche andare controcorrente se pensi che non sia male per la squadra». E Albertini ha chiosato: «L Olanda ha l albergo sulla spiaggia di Rio e vola...». Bonolis In fondo, a sorprendere tutti non solo ricevendo sorrisi è stata la presenza nell hotel (non requisito) del ritiro azzurro di Paolo Bonolis, accompagnato dal figlio, dal suo manager Lucio Presta e da Paola Perego (moglie di Presta). «Ho scherzato con Cassano ha raccontato il conduttore tv, che ha assistito all allenamento a porte chiuse e mi sono fatto presentare gli azzurri». Speriamo li abbia tenuti su di morale. IN CAMPO CHARME E SIMPATIA Alena Seredova, ex moglie di Buffon, è in Brasile con i due figli, Louis Thomas e David Lee; 2 Novella Benini, compagna del c.t. Prandelli; 3 Paolo Bonolis ospite a sorpresa all allenamento della Nazionale a Natal; 4 Fanny Neguesha, fidanzata di Mario Balotelli, in tribuna a fare il tifo per gli azzurri GETTY IMAGES/ANSA 1 4 VICINO ALLO STADIO Che voragine per la pioggia: paura a Natal NATAL (s.v.) La voragine è enorme e fa impressione, ma la partita non è a rischio. Natal di recente è stata colpita da piogge fortissime che hanno creato gravi danni. Alla favela di Mae Luiza, a pochi chilometri dallo stadio, si è aperto un cratere che ha inghiottito case e automobili (ma per fortuna senza morti o dispersi). Dalla delegazione italiana fanno sapere che Italia-Uruguay si giocherà regolarmente. Allo stadio Das Dunas sala stampa allagata dalla rottura di una condotta dell acqua. IL PROGRAMMA Ritorno a Roma già giovedì se eliminati NATAL Si è già mossa la macchina organizzativa per allestire il volo di ritorno degli azzurri in caso di eliminazione domani. Da Natal, la squadra tornerà a Mangaratiba nella notte dopo il match contro l Uruguay e il charter decollerebbe da Rio alle di mercoledì per arrivare a Roma giovedì mattina. Sul fronte del tifo, gli italiani saranno circa 2.000, mentre si aspettano quasi uruguaiani. La buona notizia è che il sostegno neutrale, quello brasiliano, sarà per gli azzurri. NUOVO. FORTE PER NATURA. 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10 10 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 GIRONE D L INTERVISTA URUGUAY COSTA RICA INGHILTERRA ITALIA Recoba la gioca così «Occhio Italia, è la gara della morte» Il Chino: «L Uruguay sputerà sangue come gli azzurri: nella sfida secca sono squadre pericolosissime» Alvaro Recoba, 38 anni, ex Inter, 11 anni in Italia fra il 1997 e il 2008: 64 presenze e 14 reti con la maglia della Celeste «figli sono nati qui da noi, parlano un italiano perfetto, Recoba è un uruguaiano con l Italia nel cuore, «ma domani tiferò la Celeste, normale...». Che partita sarà? «La gara della morte, il peggio che potesse capitare a entrambe le squadre. Credo che Italia e Uruguay siano le avversarie più velenose enose in caso di partite da dentro o fuori. Storicamente, sputano sangue con le spalle al muro». MIRKO GRAZIANO Che aria si respira in Uruguay? «La vittoria sull Inghilterra ha risollevato il Andate su Youtube, e cercate: «gol similar morale di tutti, c è parecchio entusiasmo ora, de Maradona». Troverete «Alvaro Recoba - Gol anche troppo: non vorrei che alla fine risultasse Similar de Maradona». Cliccate e gustatevi il controproducente. Bisogna essere ben voli di aver di fronte un ostacolo durissimo». dra avversaria, portiere compreso, prima di sca- consape- Chino versione baby che scarta un intera squaraventare in rete la palla, ispirando un meraviglioso e trascinante commento dei telecronisti «Giocatore magnifico, attaccante letale, com- locali. E l azione che stregò Massimo Moratti: pleto. Speriamo solo che stia bene. E l uomo che Beh, con questo Suarez... nell estate del 1997, Alvaro Recoba firma per fa la differenza». l Inter. Ci resterà fino al 2007, con una parentesi di sei mesi (nel 1999) a Venezia. Dall Italia se ne Preoccupati? andrà l anno successivo, dopo l esperienza nel «E rientrato a tempo di record da un operazione comunque importante, e l altro giorno ha limiti dell impossibile, roba da cartoni animati: giocato praticamente tutta la partita. ta. Luis ha Torino. Undici anni nei quali ha regalato gol ai serpentine, pallonetti da metà campo, missili da cuore, ma ora bisogna verificare i margini di re- cupero. Certo, con lui almeno all 80% crescono oltre trenta metri, punizioni raffinate, calci d angolo direttamente in porta. Ha giocato insieme ai migliori calciatori del mondo, e ognuno ottimismo e possibilità per noi». di questi vi dirà «che se in allenamento avesse Trapelano notizie? avuto la costanza di Javier Zanetti, il Chino sarebbe entrato fra i più grandi di sempre». I suoi biente, qui a Montevideo non arrivano indi- «No, Tabarez è bravissimo a blindare l am- «Balotelli? Non sarà una garanzia a lunga scadenza, ma se stavolta si sveglia col piede giusto sono guai ALVARO RECOBA ATTACCANTE NACIONAL «Suarez «Con è un fenomeno, decide da solo le gare. Bisogna però capire come sta... Prandelli addio catenaccio. Giusto: oggi si vince solo con qualità e coraggio screzioni in questo senso». Ma l Uruguay è solo Suarez? «L Uruguay ha tanta qualità, non è più solo Garra Charrúa per intenderci, così come l Italia non è più catenaccio e contropiede. Abbiamo parecchie armi, a partire da Cavani...». Un tempo Italia e Uruguay producevano le migliori difese del mondo, oggi entrambe le nazionali faticano a mettere insieme una linea all altezza... «E cambiata anche la mentalità generale, non solo nei nostri Paesi. Oggi nel calcio si vince unicamente attraverso la qualità. Non c è più spazio per chi specula a livello tattico. Lo insegnano Barcellona e Bayern Monaco fra i club, Spagna, Olanda, Germania e il solito Brasile fra le nazionali. La stessa Italia mi ha sorpreso piacevolmente contro l Inghilterra. Insomma, squadre meno chiuse, propositive e quindi vita più dura là dietro, a prescindere dal valore dei difensori. E comunque in Uruguay non siamo messi così male: dietro a Lugano, già mi convincono per esempio sia Godin sia Caceres». Cosa pensa di Prandelli? «Ho visto la prima gara degli azzurri, ne sono rimasto esaltato: la solita organizzazione, unita però a una gestione di palla sudamericana e a una mentalità offensiva importante. Conosco Prandelli, ama il bel gioco. Mettere mani nelle tradizioni più radicate non è facile, ma è la strada giusta, probabilmente l unica per competere ad alti livelli oggi. Io dico che l Italia ha la guida adatta, e non deve farsi condizionare da eventuali risultati negativi in questo Mondiale». Già, però la Costa Rica... «Ecco un altro salto di qualità che le grandi storiche devono fare alla svelta: smettere di sottovalutare le nazionali senza un curriculum all altezza. Occhio, perché il calcio è cresciuto ovunque, e le squadre materasso si contano sulle dita di una mano. L altra sera l Iran meritava di vincere contro l Argentina dei fenomeni... A questo punto della stagione, poi, conta moltissimo anche la condizione fisica e il grado di stress subito durante l anno dai vari giocatori: non tutti i campionati sono uguali». Chi teme fra gli azzurri? «Pirlo va seguito pure nei bagni degli spoglia- toi, poi c è la mina vagante Balotelli. Mi dicono che non regga mai una stagione intera ad alto livello, il problema è che tutto per noi si decide in 90 : e se Balotelli si alza con il piede giusto, in una singola gara può mandare in tilt chiunque». Chi vince andrà molto lontano in questo Mon- diale? «Chi vince dovrà essere bravo a recuperare velocemente energie fisiche e mentali, perché al termine di questi 90 i vari serbatoi saranno sicuramente in riserva. C è il rischio di un flop negli ottavi...». Recoba, andrà avanti a giocare nel Nacional? «Ancora un anno penso, poi stop». Che effetto le fa un campionato italiano così povero di talenti? «Non ci sono i soldi di una volta, e i fuoriclasse costano. Quelli affermati però. A calcio giocano parecchie centinaia di milioni di ragazzi, alcuni dei quali potenziali fenomeni che rischiano di non essere mai scoperti. E allora i club italiani devono solo cambiare mentalità, struttura: investano forte sullo scouting, e tutto sarà possi- b be all aria le ricchissime corazzate del momento. Il Mondiale brasiliano sta insegnando questo: c è tanto materiale umano sconosciuto in giro per il pianeta calcio». bile, anche mandare sportivamente gam-» v identikit & CARRIERA ALVARO RECOBA Nato il 17/3/1976 a Montevideo URUGUAY Ruolo attaccante Altezza 179 cm Peso 79 kg Le sue squadre Cifre relative al solo campionato Danubio presenze 34 gol 11 Nacional M presenze 33 gol 17 Inter presenze 9 gol 3 Venezia 1999 presenze 19 gol 10 Inter presenze 166 gol 50 Torino presenze 22 gol 1 Panionios presenze 21 gol 5 Danubio presenze 31 gol 10 Nacional M presenze 91 gol 44 In Nazionale presenze 64 gol 14

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12 12 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 GIRONE H IERI IN CAMPO lo zoom Gioie e dolori, in campo e fuori Così Rio si tinge di rosso fiammingo le Pagelle SQUADRA REALE Filippo e Matilde con Blatter Spettatori reali per Belgio-Russia: sugli spalti Filippo, re del Blegio e la regina Matilde, al fianco del presidente della Fifa Blatter LAPRESSE MIRALLAS INNESTO PREZIOSO, LUKAKU NON PUNGE BELGIO 6 COURTOIS 6,5 Due deviazioni sicure sui tiri da fuori area. ALDERWEIRELD 5,5 Non blinda la fascia. In fase calante come altri dell Atletico Madrid. VAN BUYTEN 6,5 Regge anche in velocità le iniziative di Kokorin e Shatov. KOMPANY 6,5 Regista non solo arretrato, è il leader carismatico del Belgio. VERMAELEN 5,5 Si fa male nel riscaldamento, alza bandiera bianca dopo mezz ora. VERTONGHEN 5 Nella ripresa si lascia sorprendere dagli inserimenti di Eshchenko. WITSEL 6,5 Un buon regista, un po penalizzato dalla follia che lo Zenit spese per lui. Un giorno ce ne dimenticheremo, coraggio. FELLAINI 6 Pendolo tra centrocampo e attacco, si fa sentire fisicamente. MERTENS 6,5 Devastante nei primi 20 minuti, poi Capello stringe un po le viti e lui si acquieta fino alla sostituzione. MIRALLAS 7 Innesto prezioso, visto che colpisce un palo su punizione e con Hazard apre il fronte sinistro. DE BRUYNE 6,5 Certi strappi palla al piede sono spettacolari e certamente utili. Avrebbe però bisogno di un centravanti con cui dialogare, o da lanciare in porta. h 7 IL MIGLIORE HAZARD Vale più o meno il discorso fatto ieri per Messi. Fino a dieci minuti BELGIO ALGERIA RUSSIA SUD COREA dalla fine era da 5 pieno, ma le serpentine del rettilineo conclusivo - una delle quali vale i tre punti - lo trasformano nel migliore. LUKAKU 4,5 Nuova prova incolore, con sponde faticose come se avesse le gambe imbastite; e la platealità del «vaffa» a Wilmots non è accettabile. ORIGI 6,5 Risolve la partita vidimando il biglietto per gli ottavi passatogli da Hazard. Al posto giusto nel momento giusto. ALL. WILMOTS 6 La squadra si anima soltanto negli ultimi dieci minuti, contro le grandi non basterà. Cambi esatti, ma in quella panchina c è l imbarazzo della scelta. POMERIGGIO DA INCUBO Vermaelen si rompe due volte I segnali erano chiari dal riscaldamento: Vermaelen si blocca, poi gioca lo stesso. Al 31 si ferma di nuovo ed esce REUTERS RUSSIA 6 AKINFEEV 6 Due parate facili, sul gol non riesce a riscattare la papera del primo match. KOZLOV 6,5 Efficace in marcatura su Hazard, ogni tanto fa capolino in avanti. ESHCHENKO 5 E il suo versante quello che salta nel finale, cosa che vanifica il buon lavoro in appoggio. V.BEREZUTSKIY 6 Cede soltanto nei 10 finali, prima era stato il solito muro. IGNASHEVICH 6,5 Buona prova, rimanda fuori area di testa tutto ciò che plana nell area. KOMBAROV 5 Mertens lo mette a ferro e a fuoco, con una superiorità inizialmente quasi DUE SU DUE Inizia la festa Il gol del giovane Origi consegna altri tre punti al Belgio: due vittorie su due, ottavi in cassaforte e si può già festeggiare REUTERS Il diavolo per Capello Avanti Belgio, è dura per la Russia Origi nel finale firma il gol che vale gli ottavi, ora i russi sono costretti a battere l Algeria BELGIO 1 RUSSIA 0 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Origi al 43 s.t. BELGIO ( ) Courtois; Alderweireld, Van Buyten, Kompany, Vermaelen (dal 31 p.t. Vertonghen); Witsel, Fellaini; Mertens (dal 29 s.t. Mirallas), De Bruyne, Hazard; Lukaku (dal 12 s.t. Origi). PANCHINA Mignolet, Bossut, Lombaerts, Vandenborre, Ciman, Defour, Dembele, Januzaj, Chadli. ALLENATORE Wilmots. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 52,2 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Witsel e Alderweireld per gioco scorretto RUSSIA ( ) Akinfeev; Kozlov (dal 18 s.t. Eshchenko), V. Berezutskiy, Ignashevich, Kombarov; Glushakov; Samedov (dal 44 s.t. Kerzhakov), Fayzulin, Shatov (dal 38 s.t. Dzagoev), Kanunnikov; Kokorin. PANCHINA Lodygin, Ryzhikov, Shchennikov, Semenov, Granat, Denisov, Mogilevetc, Zhirkov, Ionov. ALLENATORE Capello. CAMBI DI SISTEMA Dal 44 s.t BARICENTRO MOLTO BASSO 45,7 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Glushakov per gioco scorretto. ARBITRO Brych (Ger). GUARDALINEE Borsch e Lupp. NOTE spettatori Tiri in porta 5-2. Tiri fuori 3-6. In fuorigioco 6-0. Angoli 5-8. Recuperi: p.t. 1, s.t. 3. +DAL NOSTRO INVIATO PAOLO CONDO PaoloCond RIO DE JANEIRO (Brasile) Il gol di Divock Origi, 19 anni, che piega la Russia. L attaccante originario del Kenya (in basso) gioca dal 2010 coi francesi del Lilla AFP la Moviola DI M.G. Gol viziato da fallo E manca un rigore Due gli episodi dubbi contro la Russia. Al 26 Kanunnikov viene atterrato in area da Alderweireld: il rigore sembra netto, ma Brych non fischia. L azione del gol partita nasce invece da un fallo su Kanunnikov al limite dell area avversaria. Anche qui, nessun fischio e poi la rete di Origi. Il Belgio è una squadra ricca di talento e di spocchia. Nel primo tempo schifa i russi come il figlio di papà tiene a distanza chi non veste capi firmati eppure - chissà come mai - è stato invitato alla stessa festa: giocano sul serio soltanto Mertens, che di Kombarov potrebbe fare un trofeo da camino, e un po Witsel e De Bruyne. Gli altri assistono, dal superboy Hazard al principino Lukaku, che più tardi, sostituito dopo un ora di nulla, manderà pure al diavolo il c.t. Wilmots, reo probabilmente di non avergli ancora comprato lo smartphone ultimo modello. La chiave Avversarie del genere sono una manna per Capello, che sulla spocchia degli altri - Cruijff nel 94, Milan-Barcellona ad Atene - ha costruito parte delle sue fortune; però quel Milan aveva in Massaro un terminale almeno decente, mentre la Russia dell anno 2014 sconta la nuova deludente prova di Alexander Kokorin, il 23enne eletto dal c.t. italiano uomo del destino del prossimo ciclo, quello che porterà al Mondiale casalingo del Mentre i talenti fiamminghi e valloni cinguettano legge-gri, altezzosamente convinti che il vantaggio sia soltanto una questione di tempo, i russi pazientemente li incartano, con Glushakov perfetto buttafuori davanti alla difesa e coraggiosooso saltatore contro il temuto Fellai-laini sulle rimesse lunghe: soltanto il settore sinistro patisce, perché l agilità dello spadaccino Mertens, come si diceva, è troppa per un corridore da progressio-sione lunga come Kombarov. Ma quando l occasione capitale finalmente arriva - perché è sempre così, una volta nella festa gli occhi della ragazza si FAYZULIN CI PROVA, KOKORIN STECCA ANCORA imbarazzante. Poi Capello arretra un po Kanunnikov per dargli una mano, e in qualche modo la situazione si sistema. GLUSHAKOV 6,5 Davanti alla difesa è il tappo che ci vuole. Molto coraggioso nell andare a uomo su Fellaini ogni volta che Courtois rimette in gioco. SAMEDOV 5,5 Si vede davvero poco, e sì che da quella parte il Belgio non è granché difeso. KERZHAKOV S.V. Avrebbe meritato almeno un quarto d ora. FAYZULIN 6,5 Perduto Shirokov, è l uomo di maggiore qualità in mezzo al campo. Qualche buona iniziativa. 4 I NUMERI 3 le vittorie consecutive del Belgio sulla Russia (comprendendo anche quando era Unione Sovietica) nelle fasi finali dei Mondiali. Prima del successo di ieri, il 4-3 negli ottavi del 1986 e il 3-2 nella fase a gironi del 2002: prima anche due successi dei sovietici 1 Il gol di Divock Origi che ieri era alla quarta presenza in nazionale per un totale di 145 minuti giocati 6 Le volte in cui il Belgio ha superato la fase a gironi. Nelle ultime 7 partecipazioni, il cammino si era interrotto dopo la terza partita solo nel I mesi trascorsi dall ultimo k.o. della squadra di Capello: 1-0 in amichevole, il 14 agosto 2013, in casa dell Irlanda del Nord 22 Le panchine di Capello con la Russia: il suo bilancio parla di 12 vittorie, 7 pareggi, 3 k.o. GLI ARBITRI BRYCH 5,5 Arbitro bravo, episodi discutibili: ci sarebbe un rigorino per la Russia su Kakunnikov e l azione del gol parte da un area belga nella quale due russi sono a terra per un tackle duro. Borsch 6,5, Lupp 6 h 7 IL MIGLIORE SHATOV posano sulla t-shirt Oviesse anziché sulle giacche Armani - occorrerebbe essere pronti a invitarla a ballare. Invece Kokorin, al minuto 44, su cross lungo da sinistra viene pescato libero a centroarea a pochi metri dalla porta, e di testa la mette fuori. Un gol sinceramente facile. Un errore disastroso. Decisione finale Nella ripresa Capello, che ha preparato tatticamente la squadra a sopravvivere alla propria modestia, ma senza la qualità (per quanto appesantita) di Kerzhakov davanti non ha chance di segnare, aumenta progressivamente la pressione nella speranza di trovare il colpo della domenica. Lo sfiora Eshchenko con un destro da fuori che al 36 sfila a pochi centimetri dal palo destro di Courtois, e lo scampato pericolo infine attiva l efficacia dei talentini di Bruxelles. Che sono impressionanti se pensate che negli ultimi 10 passano da una situazione di controllo russo a un dominio totale del campo: Mirallas timbra un palo, Hazard prima disegna una meravigliosa ruleta e poi guida il contropiede vincente (due russi a terra nell altra area impediscono al dispositivo di schierarsi), con passaggio dal- la linea di fondo per il giustiziere Origi. Finisce così, con la ragaz- za dei tre punti che se ne va sulla Porsche di Hazard e company, lasciando i poveri russi - più vodka che cachaça al Maracanà - con un palmo di naso. Ora a Capello serve una vittoria contro l Algeria (e spera- re che la Corea non batta il Bel- gio col numero sufficiente di gol) per ridare loro il sorriso, e la qualificazione agli ottavi. DI P.C. Viene incontro e va profondo, raddoppia sul rivale con la palla, prova anche a tirare. Multitasking, preziosissimo. Quando esce la Russia si sfalda. DZAGOEV S.V. Niente colpe. Brutto però entrare mentre domini, e uscire 10 dopo cornuto e mazziato. KANUNNIKOV 6 Meglio di Zhirkov sulla fascia sinistra. KOKORIN 4,5 L errore di fine primo tempo è la svolta (mancata) della partita. Urge ripagare Capello, che al momento sembra aver visto in lui cose che non ci sono. ALL. CAPELLO 6 Partita costruita molto bene, perché il Belgio è superiore, ma la cosa quasi non si nota. Perde quando prova a vincere. E i cambi, se non sbagliati, sono sfigati.

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14 14 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 GIRONE H IERI IN CAMPO La delusione IL TECNICO ITALIANO Fabio versione c.t. e l incubo di un altro fallimento nazionale Ha vinto tutto con i club, ma con l Inghilterra ha fatto flop. E pure con la Russia rischia: «Colpa dell arbitro? No, potevamo vincere, ci hanno puniti in contropiede» DAL NOSTRO INVIATO FABIO LICARI RIO DE JANEIRO Lunga è la strada per il Mondiale da giocare in casa, lunga si prospetta per Fabio Capello la ricerca di campioni con i quali presentarsi al grande appuntamento nella santa madre Russia nel Questi campioni, oggi, non ci sono: quello che ha in mano non troppo, considerato che Shirokov è out ieri il c.t italiano l ha messo bene, compatto e aggressivo, quasi fino alla fine. Quasi. Vero che un punto con il Belgio non avrebbe cambiato la missione contro l Algeria vincere resta l obbligo ma almeno avrebbe riscaldato cuori un po freddi. «Invece abbiamo perso. Un risultato ingiusto, ma la realtà è che i tre punti sono andati al Belgio», dice Capello, sereno dopo la sfuriata del giorno prima a un collega russo. «In contropiede» Forse gli viene da pensare a quando lo accusavano di vincere perché «convinceva i presidenti a comprargli tutti i migliori». Già, che fortuna, ad avere sempre i migliori con Milan, Juve, Real e Roma. E un po di merito no? Anche questa Russia sembra sempre più «sua» per come ha subìto, poi imbrigliato e infine messo alle corde, anche tatticamente, il Belgio. Ma quando sembrava che BELGIO ALGERIA RUSSIA SUD COREA S Fabio Capello 68 anni, allena la Russia dal 19 luglio A gennaio ha prolungato il suo contratto, che sarebbe scaduto al termine del Mondiale. Ora l accordo arriva fino al 2018, l anno del Mondiale casalingo per la Russia AP il gol fosse vicino ecco Hazard- Origi. Non è autocritica, però Capello ammette: «La sconfitta è arrivata quando pensavo potessimo vincere e quindi ho inserito Dzagoev, uno che può dare l ultima palla in area. Purtroppo abbiamo preso gol in contropiede». Rispetto arbitri Chissà se la Russia è una missione più impossibile di quella inglese. Sarà bene ricordare che la tecnologia sul gol fantasma, e la probabile moviola futura, discendono dal gol non visto di Lampard, della sua Inghilterra, alla Germania nel Mondiale Come sarebbe andata non lo sa nessuno. Per questo tutti si aspettano un po di rabbia per il rigore che Brych non ha fischiato. E invece: «Gli arbitri possono sbagliare come noi. Se c è stato un errore, dobbiamo accettarlo». Eppure non è finita, benché l Algeria vista con la Corea del Sud sia davvero impressionante. «Aspettiamo suggerisce Capello per il quale non qualificarsi, con un Mondiale in casa, è dura -. Abbiamo pagato lo scotto del debutto, ma si è visto che la squadra c è. Bene nel primo tempo in contropiede, con occasioni chiare e qualche imprecisione nel tiro, e padroni del campo nella ripresa. Abbiamo creato tanto. Sono contento. Se abbiamo sbagliato qualcosa, noi e loro, è stato per l intensità e il ritmo. Non c è che un risultato adesso con l Algeria: vincere. Io alla qualificazione credo ancora. L impatto al Mondiale, dopo dodici anni di assenza, servirà per capire su quali livelli dovremo confrontarci». Che Mondiale Livelli piuttosto alti, considerate le prime due giornate del Mondiale che per Capello è «bellissimo, con stadi pieni, gioco molto veloce, giocatori allenati e forti». E tecnici sempre più preparati, come implicitamente ammette il collega belga Marc Wilmots, che il gol ai russi stavolta l ha segnato dalla panchina (dopo quello nel Mondiale 2002 in campo): «Una sfida dura e tattica. Abbiamo fatto la differenza coi cambi e vinto ai punti». Certo, i suoi cambi rispetto a quelli di Capello sono tutta un altra storia. 4 I NUMERI 19 i passaggi effettuati da Eden Hazard in zona offensiva. Al trequartista belga ne riescono i palloni recuperati da Kompany, difensore del Belgio. Gli attaccanti della Russia non sono mai riusciti a sfondare. 8 i contrasti effettuati da Glushakov, mediano della Russia, piazzato da Capello a protezione della difesa. 5 gli anticipi di Vertonghen, sempre molto reattivo in fase di contenimento quando si tratta di andare in pressing. 5 i duelli aerei vinti da Fellaini sui 7 tentati. Il centrocampista del Belgio dimostra di essere davvero forte di testa. l Analisi Il tempio del dribbling incantato da Hazard Al Maracanà fa 8 su 8 Il belga Eden Hazard, 23, e l attaccante russo Alexander Kokorin, 23 AFP-EPA ANDREA SCHIANCHI A volte non basta un ora e mezzo di fatica per cambiare il corso di una sfida. In altre occasioni, invece, è sufficiente schiacciare il piede sull acceleratore soltanto per una decina di minuti e ti si aprono le porte della gloria. Fino al 43 del secondo tempo Eden Hazard chi l ha visto? Nascosto dietro qualche avversario, indolente, sempre al piccolo trotto. Se questo è un campioncino... Poi lo vedi, in rapida sequenza, 1) traghettare il pallone dalla sua metà campo fino all area nemica, 2) puntare un difensore russo e saltarlo, 3) alzare la testa e appoggiare a Origi per il più comodo dei golletti. Gesti da campione, per la velocità di esecuzione e per le qualità tecniche esibite. Nel tempio Già prima del momento decisivo Hazard si sveglia dal suo torpore e fa capire di poter fare della partita ciò che vuole. Wilmots, c.t. del Belgio, osservando la «resurrezione» del suo talentino, incrocia le dita e spera. I numeri, nel tabellino di Hazard, di minuto in minuto, diventano più importanti: 55 tocchi totali, 34 passaggi (solo 8 sbagliati), 1 lancio, 1 cross, 1 assist-gol, 3 sponde, 4 occasioni create. Ma il dato più interessante è quello che riguarda i dribbling: 8 tentati e 8 riusciti. Significa che, ogni volta che punta un avversario, Hazard lo mette a sedere. Inoltre, altro aspetto da considerare, ci sono i 15 passaggi completati (su 19 fatti) nella trequarti avversaria, L ALTRA GARA TRE RETI IN UN TEMPO REGALANO IL SUCCESSO CHE MANCAVA DAL MONDIALE DEL 1982 L Algeria si regala lo spareggio: Sud Corea k.o. Per la prima volta un africana segna 4 gol al Mondiale e torna in corsa per la qualificazione PIERFRANCESCO ARCHETTI PORTO ALEGRE (Brasile) «Abbiamo Trentadue anni di attesa per una vittoria, ma ora l Algeria può anche puntare alla prima qualificazione della storia agli ottavi. Basterà un pareggio contro la Russia di Fabio Capello, sempre più in angoscia, nello spareggio di giovedì a Curitiba, a meno di imprese coreane contro il Belgio. Il pieno al Mondiale mancava ai nordafricani dal 24 giugno 1982: un 3-2 sul Cile reso inutile dallo «scandalo di Gijon», cioè un biscotto tra Germania Ovest e Austria per far passare entrambi grazie all 1-0 dei tedeschi. Ricordi che vengono messi in un angolo a Porto Alegre: basta un tempo agli algerini per smontare la Corea del Sud e lasciarla in fondo al girone con un punto e una differenza reti peggiore della Russia. I coreani vengono distrutti subito (3-0 dopo 38 ), tirano in porta per la prima volta al 50 e segnano con Son: allora si svegliano, però riescono soltanto ad avvicinarsi. Di Koo la seconda rete per il definitivo 4-2. pagato lo scotto del debutto, ma si è visto che la squadra c è FABIO CAPELLO C.T. DELLA RUSSIA Islam Slimani, 26 anni, firma l 1-0 algerino al 26 del primo tempo AFP Show e pausa L Algeria prima è scintillante, poi allena anche la fase difensiva. I cambi di Halilhodzic pagano. Dopo la sconfitta con il Belgio il c.t. lascia fuori due italiani come Taider (Inter) e Ghoulam (Napoli), inserendo Mesbah, ultima stagione a Livorno. Titolare subito anche Slimani, attaccante dello Sporting Lisbona, che dimostra di meritarsi il titolo di giocatore algerino dell anno quando brucia i centrali coreani, sull invito di Medjani, e mette avanti i suoi. E quasi lo stesso minuto del vantaggio contro il Belgio, ma stavolta per evitare la rimonta come nella prima giornata, gli algerini infilano subito il raddoppio con un potente colpo di testa del difensore Halliche, su corner, e il tris prima dell intervallo con Djabou, ben servito da Slimani. Nella ripresa il quarto centro di Brahimi fa diventare l Algeria la prima africana a segnare quattro volte in una gara al Mondiale. cioè in una zona calda del campo, dove gli spazi sono spesso intasati. Nel tempio del Maracanà, dove il dribbling e la fantasia sono di casa, Hazard rende onore alla storia. Fa cose da brasileiro e, come un brasileiro, va a corrente alternata. D altronde i talenti sono così: si accendono e si spengono, non sai mai se ti puoi fidare. Centravanti o stopper? Se avesse uno del genere, Capello non dovrebbe scuotere la testa per la delusione. Invece di Hazard, la Russia ha Kokorin, che di mestiere fa il centravanti ma per quello che mostra contro il Belgio potrebbe essere un ottimo stopper. Inzucca fuori un cross al bacio, ed è l unica conclusione verso la porta della sua partita. Con un attaccante così diventano inutili le frequenti sovrapposizioni sulle fasce, gli interscambi tra Kozlov e Samedov a destra oppure tra Kombarov e Kanunnikov a sinistra. Quando il pallone entra nell area belga, ci pensa Kokorin a farlo uscire... E in simili condizioni vincere è davvero un impresa. LA MOSSA TATTICA c KOMBAROV (2) b KANUNNIKOV KOMBAROV (1) Movimento KOKORIN a SHATOV SAMEDOV Passaggio GDS SUD COREA 2 ALGERIA 4 PRIMO TEMPO 0-3 MARCATORI Slimani (A) al 26, Halliche (A) al 28, Djabou (A) al 38 p.t.; Son (C) al 5, Brahimi (A) al 17, Koo (C) al 27 s.t. SUD COREA (4-4-2) Yung 4,5; Y.Lee 4,5, Hong 4, Y.G.Kim 4, Yun 4,5; C.Y. Lee 5 (dal 19 s.t. K.H.Lee 6), Han 5 (dal 33 s.t. Ji s.v.), Ki 5,5, Son 6; Koo 6, Park 5 (dal 12 s.t. S.W. Kim 6). PANCHINA S.G. Kim, B.Y.Lee, C.S. Kim, Kwak, Hwang, B.K.Kim, Ha, J.W. Park, J.H. Park. ALLENATORE M.Hong 5. CAMBI DI SISTEMA dal 33 s.t BARICENTRO MEDIO 54 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Y.Lee, Han gioco scorretto. ALGERIA ( ) M Bolhi 6,5; Mandi 6,5, Bougherra 6,5 (dal 44 s.t. Belkalem s.v.), Halliche 7, Mesbah 6,5; Medjani 7, Bentaleb 6,5; Feghouli 7, Brahimi 7 (dal 32 s.t. Lacen s.v.), Djabou 7 (dal 28 s.t. Ghilas 6); Slimani 7,5. PANCHINA Si Mohammed, Zemmamouche, Ghoulam, Yebda, Soudani, Cadamuro, Taider, Marez, Mostefa. ALLENATORE Halilhodzic 7. CAMBI DI SISTEMA dal 40 s.t BARICENTRO MOLTO BASSO 44,8 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Bougherra per gioco scorretto. ARBITRO Roldan (Col) 5. NOTE spettatori Tiri in porta 4-5. Tiri fuori In fuorigioco 1-1. Angoli 7-5. Recuperi: p.t. 2 ; s.t. 4.

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16 #16 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 GIRONE G IERI IN CAMPO GERMANIA PORTOGALLO GHANA STATI UNITI Ronaldo si salva Ma per il Portogallo ora è durissima CR7 dà a Varela l assist per il 2-2 con gli Usa al 95 Se Klinsmann fa pari coi tedeschi, Cristiano è fuori Silvestre Varela, 29 anni, a terra, infila la porta degli Stati Uniti al 50 della ripresa: il Portogallo spera ancora AFP STATI UNITI 2 PORTOGALLO 2 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Nani (P) al 5 p.t.; Jones (SU) al 19, Dempsey (SU) al 35, Varela (P) al 50 s.t. STATI UNITI (4-4-2) Howard; Johnson, Cameron, Besler, Beasley; Jones, Beckerman, Bedoya (dal 26 s.t. Yedlin), Bradley; Zusi, Dempsey (dal 42 s.t. Wolondowski). PANCHINA Guzan, Romando, Gonzalez, Brooks, Chandler, Diskerud, Davis, Green, Johansson. ALLENATORE Klinsmann. ESPULSI nessuno. AMMONITI Jones per gioco scorretto. PORTOGALLO (4-3-3) Eduardo; Pereira, R. Costa, Bruno Alves, Almeida (dal 1 s.t. William); Meireles (dal 24 s.t. Varela), Miguel Veloso, Moutinho; Nani, Postiga (dal 16 p.t. Eder), C. Ronaldo. PANCHINA Beto, Neto, Amorim, Hugo Almeida, Vierinha, Rafa. ALLENATORE Paulo Bento. ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno. ARBITRO Pitana (Arg). NOTE Spettatori 50 mila circa. Tiri in porta 4-7. Tiri fuori 5-2. In fuorigioco 0-3. Angoli 5-3. Recuperi: 2 p.t., 5 s.t. FABIO BIANCHI MANAUS (Brasile) Come un incontro di Rocky Balboa. Botte da orbi dall inizio alla fine. E Ronaldo ha ancora il suo ginocchio di cristallo dentro il Mondiale. Sull orlo del baratro, ma chissà. Il Portogallo ha ancora una speranza. Flebile ma c è. E alla fine deve ringraziare proprio il suo fenomeno a mezzo servizio. Perché è lui che regala a Varela il cross assist all ultimissimo respiro, alla fine dei 5 minuti supplementari. Stati Uniti beffati, sì, ma non si può certo parlare di furto. È stata una partita spettacolare, un avanti e indietro con poche pause alla faccia del caldo di Manaus. Più Portogallo all alba e al tramonto, più yankee nel mezzo della sfida. Portogallo che al Mondiale non riesce a vincere: nelle ultime nove sfide, solamente una vittoria contro la Corea del Nord per 7-0. Ma vista come stava per finire, ci si può anche accontentare. Nani sprint E stato un pasticciaccio collettivo nell area americana che ha dato subito la sveglia alla sfida. La svirgolata di Cameron sul cross di Veloso, Beasley che sorpreso perde Nani, Howard che va per terra prima ancora che il portoghese tiri. Probabile che non l avrebbe presa comunque, ma non ci si arrende così nemmeno al miglior Cristiano Ronaldo. Un gol lampo dopo un digiuno di 3 gare di fila ai Mondiali, contando il Sudafrica. Gli Stati Uniti hanno reagito bene, trovando una corsia preferenziale sulla destra con lo scatenato Johnson e affidandosi alle geometrie di Bradley. Per una buona mezzora la banda Klinsmann ha menato la danza e ha cercato il pareggio con l unico veramente La squadra di Bento segna subito con Nani, poi si spegne e rischia in grado di ottenerlo: Dempsey. Ma non c è stato nulla da fare. E anzi al tramonto del primo round gli Stati Uniti hanno prestato il fianco alle ripartenze veloci e hanno rischiato di affondare. Sempre per mano di Nani, che prima ha impegnato Howard e poi ha colpito il palo. Sulla respinta Howard si è riscattato schiaffeggiando la velenosa ribattuta di Eder, entrato dopo soli 15 minuti per l altro acciaccato, Postiga, in angolo. Rimonta Il caldo a Manuas s è fatto sentire. Tanto che i giocatori hanno pensato bene di autogestirsi per un time out: tutti a bere approfittando delle cure dei medici per Jones. Nonostante l afa della capitale dell Amazzonia, la partita è Gli americani assaporano la qualificazione: non bastano i gol di Jones-Dempsey stata godibile e veloce, ancor di più nel secondo round (meditare Italia, meditare). Paulo Bento ha cercato di mettere il cerotto nella ferita, cioè la fascia sinistra. Fuori Almeida e dentro William. Ma Fabian Johnson ha continuato a imperversare. Su un suo cross quasi Eduardo fa autogol. E su un incursione in area e passaggio dietro per il tiro di Bradley, Ricardo Costa s è sostituito a Eduardo e ha salvato sulla linea. Il Portogallo ha cercato di smorzare il ritmo affidandosi al palleggio ma non c è riuscito. Gli Stati Uniti hanno piazzato l uno-due della rimonta con un fenomenale tiro di Jones e con un tap in del solito Dempsey (due firme in due partite per il vecchio mestierante del gol). Sembrava finita ma quando si stavano già preparando le valigie per tornare a casa, Ronaldo e Varela hanno fatto il miracolo. Forse non servirà. Ma almeno si può ancora sognare, anche se un pareggio tra Usa e Germania eliminerà CR7. le Pagelle DI FA.BI. JOHNSON VOLA, BEASLY SOFFRE NANI È SCATENATO, EDER TOSTO STATI UNITI 6,5 HOWARD 6,5 S inchina a Nani prima ancora del tiro, poi lo salva il palo. Si riscatta con un paio di prodezze. h 7 IL MIGLIORE JOHNSON Sembra un taxi in corsia preferenziale. Arriva facile in fondo. Attento dietro. CAMERON 6 Forse la svirgolata peggiore della sua vita: innesca Nani-gol. Si riprende e risolve qualche situazione intricata in difesa. BESLER 6 Non si spaventa per il gran traffico in area. BEASLEY 5 Soffre Nani dall inizio alla fine. JONES 6,5 Ronaldo chi? Segna un golazo da fuori area alla Cristiano nell angolo di Eduardo. Cavallone di razza. BECKERMAN 6,5 L Alexi Lalas del nuovo millennio spazza e rilancia. BEDOYA 5,5 E il più in difficoltà in mezzo al campo. YEDLIN 6,5 Ok, la sostituzione è giusta. Il cross del 2-1 parte dal suo piede. BRADLEY 6,5 L Italia gli ha giovato: meno falloso e più «inventoso» del solito. Dirige le manovre in mezzo al campo ma perde la palla in occasione del 2-2. ZUSI 6,5 La sorpresa di Klinsmann è un bel peperino. Spazza e rilancia, DEMPSEY 7 Gli anni passano ma lui è sempre un cliente pericoloso. E alla fine segna ancora. (Wolondowski s.v.) ALL. KLINSMANN 6,5 La squadra piace ma resta ingenua. E il gol subito a tempo praticamente scaduto ne è la prova lampante. MANAUS BOLLENTE Troppo caldo: tutti in pausa per bere al 39 Il ristoro di Cristiano Ronaldo AFP Con il termometro che segna 30 gradi e un umidità del 68%, la serata di Manaus è una delle cose peggiori per i giocatori. È così che al 39 del primo tempo, approfittando del gioco fermo per un infortunio a Jermaine Jones, i giocatori di Stati Uniti e Portogallo hanno preso d assalto le panchine per bere e reidratarsi. Se non è stato un time out vero, poco ci manca. PORTOGALLO 6,5 EDUARDO 5,5 Voleva imitare Howard. Rischia un autogol e poi viene salvato da Ricardo in un uscita avventata. PEREIRA 6 Anche lui ha il suo daffare sulla fascia ma tiene meglio di Almeida. E sale spesso. R. COSTA 5 Dov era sul secondo gol americano? BRUNO ALVES 5 Gli anni pesano. E ha perso pure cattiveria. ALMEIDA 5 Il timido di fascia. Soffre le incursioni di Johnson, fin troppo. Infatti gioca solo un tempo. WILLIAM 6 Un poco meglio del compagno. MEIRELES 5,5 Barba in ombra. In mezzo fatica a tenere, si ricorda solo una sassata respinta da Howard. VARELA 7 Entra per dare più spinta al Portogallo ed è decisivo. MIGUEL VELOSO 5,5 Oscurato dal ritmo yankee. MOUTINHO 6 Uno degli ultimo ad arrendersi. h 7 IL MIGLIORE NANI Stop di classe e tiro sicuro per il gol. Il palo gli nega il bis. Scatenato. POSTIGA S.V. La sua partita dura un quarto d ora. Non stava bene, è finito peggio. EDER 6 Il gigante lusitano è lento ma tosto. Bella rovesciata che finisce alta. C. RONALDO 6,5 Non è ancora al cento per cento e si vede ma inizia con qualche giocata di lusso e piazza l assist della speranza a tempo quasi scaduto. ALL. PAULO BENTO 6,5 Se il Portogallo è vivace è anche merito suo: azzecca i cambi. GLI ARBITRI PITANA 6 La gara è molto tranquilla e lui ha gioco facile a gestire la partita usando pochi cartellini, soltanto nella ripresa. Corretta la decisione sul gol di Dempsey che è in posizione regolare. Maldana 6 Belatti 6

17 LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 17 GIRONE G I SALVATORI v identikit & CARRIERA MIROSLAV KLOSE Nato il a Opole POLONIA Ruolo attaccante Altezza 186 cm Peso 84 kg Le sue squadre Cifre relative al solo campionato Homburg presenze 18 gol 1 Kaiserslautern presenze 120 gol 44 Werder presenze 89 gol 53 Bayern presenze 99 gol 24 Lazio presenze 81 gol 34 Germania presenze 133 gol 70 GERMANIA PORTOGALLO GHANA STATI UNITI L usato che avanza Miro&Bastian, da ex a talismani Klose e Schweinsteiger decisivi per la Germania. Il laziale: «Ora sorpasso Ronaldo» DAL NOSTRO INVIATO PIERFRANCESCO ARCHETTI SANTO ANDRE (Bra) Miro Klose attese così tanto che poi dovette rimandare l ingresso. Era sulla linea, con a fianco il quarto uomo con la tabella dei numeri già programmata, ma la palla non usciva. E Mario Gomez segnò al Portogallo, nel debutto dell Europeo. L attaccante della Lazio tornò in panchina, entrò più tardi solo per far prendere applausi al collega. Il torneo nella sua Polonia non lo avrebbe più avuto fra i protagonisti: quattro volte tra le riserve, una sola partenza da titolare, nel quarto con la Grecia. Però disse: «Penso di poter trascinare ancora il mio cadavere per i campi di calcio». Aveva ragione. Due anni dopo, e anche senza più Gomez fra i piedi, Klose saltellava di nuovo sulla linea, insieme a Bastian Schweinsteiger, l altro giorno: 236 presenze in due, 23 anni di nazionale come somma globale. Ma anche a Fortaleza, Löw aspettava, sembrava volesse tirarsi fuori dai guai senza i due vecchi. Il Bundestrainer ha atteso ancora. Poi Miro e Basti sono stati infilati in quella che era una sconfitta e la Germania ha risistemato il suo destino. Germania-Ghana, 24 della ripresa: con i tedeschi sotto per 2-1, il c.t. Löw fa entrare Bastian Schweinsteiger e Miroslav Klose ACTION IMAGES Il centrocampista furibondo per essere stato degradato: ha «solo» 30 anni Lotito: «Visto che ho fatto bene a rinnovare il contratto a Miro? Lui non si tocca» Doodle Klose Il disegnino nella pagina di apertura del motore ricerca Google, versione tedesca, mostrava ieri una porta e un numero 1 che si accoppia con il 5 dopo aver effettuato una capriola. Il doodle, nome tecnico dell immagine, è basato sul salto di Miro e ha i colori della Germania: è il tecno-omaggio alle 15 reti del campione anziano. Con 36 anni e 12 giorni è il più maturo marcatore tedesco al Mondiale, battuto Rudi Voeller che nel 1994 segnò al Belgio a 34 anni e 80 giorni. L ex giallorosso Rudi e il laziale Miro non hanno solo Roma come denominatore comune: da c.t. Voeller fece esordire il ragazzo del Kaiserslautern, marzo E mandò pure in campo il diciannovenne Schweinsteiger, giugno I due della vecchia guardia finora qui erano stati messi in disparte. Quando cominciano a raccontarti che «fanno spogliatoio» significa che pensano che non servano più in campo. Gli sgarbi Schweinsteiger non ha aperto bocca l altra notte, è furibondo per essere stato degradato; sarà anche tostato da un decennio ad alto livello, ma compie 30 anni in agosto: i vecchi sarebbero altri. E Klose che non gioca un minuto con il Portogallo sotto 3-0 e in dieci dal 37, è sembrato un gesto poco delicato, lunedì scorso. Cercava il record di Ronaldo, non c era occasione migliore di uno spezzone in una gara seppellita? Fa niente. Meglio entrare per necessità reale che per un piacere commiserevole. «Però il primato assoluto adesso mi attira, certo. Ho un grande traguardo davanti, diventare il primo marcatore della storia del Mondiale. Perché rinunciarci? Sono ancora veloce, mi sento in forma. Spero di avere almeno qualche altra possibilità». Poi lascerà la nazionale, come ha già annunciato da tempo. Lotito gongola «Mi auguro possa finire la carriera da noi, è inossidabile», ha raccontato il presidente della Lazio Lotito a Rai Radio 2. «Tutti dicevano che ho fatto male a rinnovargli il contratto e invece avete visto quanto è forte. Lui non è in vendita, quello è uno sport che pratica la Roma». A Fortaleza i discorsi erano più internazionali. «Ho un gran rapporto con Löw e non voglio creare problemi, però posso aiutare ancora la Germania in qualsiasi momento. La capriola? Vero, avevo detto che non la facevo più e anche se non è stata perfetta, si vede che sono ancora allenato». v identikit & CARRIERA BASTIAN SCHWEINSTEIGER Nato il a Kolbermoor GERMANIA Ruolo centrocampista Altezza 183 cm Peso 77 kg Le sue squadre Cifre relative al solo campionato Bayern presenze 322 gol 40 Germania presenze 103 gol 23 il personaggio IL MEDIANO DEL GHANA BENEFATTORE Soldi regalati ai suoi tifosi Muntari-show tra i poveri Il milanista in visita in uno dei quartieri più difficili di Maceio: ha fatto foto e autografi e ha distribuito un bel po di banconote GIULIO DI L hotel Radisson di Maceio è affacciato sulla spiaggia Prajuçara, un posto da film, ma pare che Kwesi Appiah i suoi li tenga blindati dentro al riparo dalla mondanità: se proprio serve qualcosa, c è un membro dello staff che esce e provvede, giocatori niente. Un eccezione però il c.t. del Ghana ha dovuto farla, perché proprio alla vigilia della delicatissima sfida con la Germania, Sulley Muntari gli ha chiesto di poter fare un giro nei quartieri poveri della città. Precisamente a Trapiche da Barra, che circonda lo stadio dedicato a Pelé. Permesso accordato, e sono state ore strane e felici sia per il mediano del Milan che per la gente del posto. Benefattore «Ho sentito un gran trambusto - dice a globoesporte una donna - sono uscita e ho visto dei poliziotti con un uomo davanti e dietro tanta gente a seguirlo. Poi mi hanno detto che era un giocatore del Ghana, e che stava distribuendo dei soldi». Non è stato un giro turistico, insomma, e Muntari ha fatto contenti un po tutti: foto con i bambini, video (finiti subito in rete), autografi, sorrisi, chiacchiere e banconote. «Aveva in mano un fascio di soldi enorme In alto Sulley Muntari, 29 anni, fa una foto con i bambini di Maceio, nella mano sinistra un fascio di banconote. In basso, mentre blocca un invasore di campo durante la sfida con i tedeschi LAPRESSE - ha commentato un negoziante -, gli agenti non hanno lasciato che li distribuisse tutti. Prima di ora una cosa del genere nel quartiere l aveva fatta solo qualche politico». Non è la prima volta che Muntari fa del bene alle comunità dei posti in cui si reca: nel 2012, in Coppa d Africa, ha regalato un impianto di amplificazione audio per la moschea di Ngouni in Gabon, qualche mese dopo ne ha fatto addirittura costruire una vicino casa sua, a Konongo. Il caso Globoesporte ha anche pubblicato le foto del quartiere il giorno dopo, quando la gente esultava al 2-1 del Ghana manco avesse segnato Neymar. Un gol generato proprio da una palla rubata a centrocampo dal milanista, in una gara gladiatoria. Oltre alle trame tedesche, Sulley a inizio ripresa ha bloccato e rispedito indietro anche un invasore di campo: era a torso nudo con delle scritte sul petto e sulla schiena, la Fifa pensa che si tratti di simbologie neonaziste (avevano notato segni sospetti sugli spalti anche durante le partite di Croazia e Russia) e, complici anche delle foto che circolavano sui social di persone sugli spalti con la faccia dipinta di nero e la scritta «Ghana» sulla maglietta, ha aperto un inchiesta. L unica nota stonata della serata Muntari l ha piazzata a fine partita: un entrataccia su Kroos gli è costata il cartellino giallo, era già in diffida e giovedì non ci sarà contro il Portogallo. A Trapiche ci sarà un motivo in meno per guardarla.

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19 O R EM P O D E R G R E SSO LUNEDÌ 23 GIUGNO 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT 19 GIRONE A OGGI IN CAMPO BRASILE CROAZIA MESSICO CAMERUN Hulk e Fred, via! Brasile a caccia di reti: ultima chance per le punte Scolari propone la solita formazione contro il Camerun già eliminato, ma se non arriva il salto di qualità dagli ottavi la squadra cambierà DAL NOSTRO INVIATO LUCA CALAMAI BRASILIA (Brasile) E come il gioco dell oca. Alla fine si torna sempre al punto di partenza. Tre giorni di processi, di piani A e piani B, di test fisici e tecnici non hanno prodotto nessun effetto concreto. Felipao ripropone la solita nazionale, quella che non ha incantato nelle prime due partite del Mondiale, aiutata da un rigore contro la Croazia e poi bloccata sullo 0-0 dal Messico. Hulk si riprende il posto da titolare dopo un turno di stop per un piccolo fastidio alla coscia destra. Ma per un paio di giocatori questo è veramente l esame della verità. La Selecao che non segna e non diverte deve sbloccarsi una volta per tutte contro un Camerun già eliminato e che quindi rappresenta l avversaria ideale per sbloccare la squadra, ridare entusiasmo alla tifoseria e trasformare la gara in una specie di tiro al bersaglio. E, allora, o Fred e Hulk si sbloccano oppure dagli ottavi si ritroveranno in panchina. Anche il super-conservatore Scolari sa benissimo che non potrebbe più proteggerli. Gli attaccanti Hulk (a sinistra), 27 anni, che gioca nello Zenit, e Fred, 30 anni, stella del Fluminense. Ancora 0 reti al Mondiale Ultima spiaggia Caccia al gol, quindi. Il bomber del Fluminense in questi giorni ha cercato di isolarsi. Non deve essere stato facile ripararsi dalle fucilate di Pelè, Romario e di quasi tutti i media brasiliani. I suoi compagni di squadra (ultimo ieri Dani Alves) lo hanno rincuorato ma ora Fred deve difendersi da solo. Ieri Globo Tv ha proposto un servizio di trenta minuti con le reti più belle del l attaccante della Selecao. Immagini che sicuramente hanno regalato un sorriso al centravanti del Fluminense che dovrebbe giovarsi anche del lavoro tattico svolto in settimana nel ritiro di Teresopolis. Scolari ha chiesto a Dani Alves e Marcelo di proporre più cross nelle loro incursioni sulle corsie esterne. Nel gioco aereo Fred non ha rivali. Ma nelle prime due partite del mondiali la Selecao ha quasi sempre optato per lo sfondamento centrale sfruttando le accelerazioni di Neymar e Oscar. Inutile lusso Anche per Hulk siamo all ultima chiamata. I vecchi campioni della Selecao lo considerano un lusso. Ritengono che questo Brasile abbia bisogno di un uomo in più a centrocampo per garantire il giusto equilibrio a tutta la squadra. Hulk, nella Confederations vinta un anno fa, era stato prezioso perché aveva garantito impatto in zona gol ma anche tanto sacrificio in fase di non possesso palla. Nella gara inaugurale contro la Croazia, invece, il bomber dello Zenit è stato un po pigro. Mettendo in difficoltà la linea di centrocampo. Il problema è che, come Fred, è alla disperata ricerca di un gol che gli restituisca serenità. Negli ultimi giorni di ritiro ha lavorato molto sui calci piazzati (di solito territorio di caccia esclusivo di Neymar e Dani Alves) per avere un alternativa in più per fare centro. Sirene di mercato Finito il Mondiale, Hulk tornerà a parlare del suo futuro. Lo Zenit gli sta stretto anche se, dopo le incomprensioni col vecchio allenatore Luciano Spalletti, ora ha un ottimo rapporto con Andrè Villas-Boas. Ma vuole qualcosa di diverso. Sogna un posto in Premier ma non ha mai messo di strizzare l occhio al calcio italiano. Inter e Milan sono sempre state per lui opzioni molto interessanti La situazione Alla Seleçao basta un pari Africani out = L unica squadra del Girone A fuori dal Mondiale è il Camerun, che ha perso le prime due partite e non può più raggiungere il secondo posto. Motivo in più per considerare il Brasile oramai qualificato perché contro gli africani basterà solo un punto. Non sarebbe sufficiente però per vincere il girone ed evitare negli ottavi di finale l Olanda (in vantaggio sul Cile nel Girone B), perché i padroni di casa potrebbero essere scavalcati dalla Croazia in caso di successo o dallo stesso Messico se vincesse con 3 reti di scarto. Messico e Croazia si giocano la qualificazione nello scontro diretto, ai centroamericani basta un punto per accedere agli ottavi di finale. C è una sola fantasiosa ipotesi con le due squadre entrambe agli ottavi. Il Brasile dovrebbe perdere col Camerun e a questo punto basterebbe un pareggio nell altra partita per far fuori i padroni di casa: Messico primo, Croazia e Brasile finirebbero a 4 punti e la differenza reti premierebbe la squadra europea (+4). Sarebbe ancora più clamoroso di quello che avvenne nel I NUMERI 118 Le gare di Eto o con il Camerun: ha esordito nel marzo 1997 contro la Costa Rica nella gara persa Le reti nelle fasi finali dei Mondiali. Esordì il 17 giugno 1998 nella gara persa contro l Italia per 3-0. I gol all Arabia Saudita nel 2002 e a Danimarca e Olanda nel Le partite ufficiali nell Inter. In maglia nerazzurra ha segnato 53 reti con una media a partita di 0,52. È stato tra i protagonisti del Triplete nel 2009/10 4 Le vittorie in Champions con tre maglie diverse: con il Real Madrid nel 2009/10, con il Barcellona nel 2005/06 e nel 2008/09 e poi con l Inter nel Le reti segnate da Eto o con la maglia del Chelsea SOGNA IL RITORNO IN ITALIA Samuel Eto o, 33 anni AFP Eto o saluta il Camerun Ma vuole il gol ai verdeoro DAL NOSTRO INVIATO BRASILIA Deciderà lui. Samuel Eto o vuole regalarsi l ultima partita in un mondiale. Il problema al ginocchio continua a disturbarlo ma l idea di sfidare Neymar potrebbe rivelarsi una medicina formidabile. Ieri non ha disputato la partitella in famiglia per non rischiare di infiammare ancora di più il tendine. Allo staff medico comunque ha trasmesso messaggi pieni di ottimismo, anche se oggi potrebbe partire dalla panchina. Chiusa l avventura in Brasile l attaccante comincerà a pensare al suo futuro. Dopo la non esaltante esperienza nel Chelsea (continue battaglie con Mourinho) Eto o è pronto a firmare l ultimo contratto importante della carriera. Al manager ha dato tre indicazioni: vuole un accordo fino al giugno del 2016, pretende un ingaggio intorno ai 3 milioni netti (più bonus legati a gol e presenze) e non intende più trasferirsi in campionati «strani». Seduzione Italia Il capitano del Camerun non ha mai nascosto il desiderio di tornare in Italia. Due mesi fa aveva teso la mano a Thohir, nuovo proprietario dell Inter. Ma, oggi, questa pista si è raffreddata. Nelle ultime settimane Eto o ha inviato «messaggi» anche a Milan e Roma, mentre la Juve continua a tenerlo d occhio. La voglia di esibirsi contro il Brasile nasce anche dal desiderio di dimostrare ai potenziali acquirenti che è ancora in grado di fare la differenza. Chissà se ha riflettuto sul fatto che dovrebbe vedersela con Thiago Silva e David Luiz. La più forte coppia di difensori centrali al mondo. l.cal. L ALTRA GARA DEL GIRONE EUROPEI OBBLIGATI A VINCERE. RAKITIC: «SERVE LA PARTITA PERFETTA? ALLORA LA FAREMO...» Croazia-Messico, chiamatelo spareggio Herrera, il ct dei Tricolor: «Passiamo noi, ci basta fermare Mandzukic» DAL NOSTRO INVIATO NICOLA CECERE RECIFE (Brasile) Croazia e Messico si disputano il secondo posto ed è un confronto equilibratissimo. Ipotizzare che il Brasile possa inciampare contro il Camerun già eliminato proprio non si può, al di fuori dei manicomi. E allora la situazione è riassunta con seraficità da Ivan Rakitic, uno che il Mondiale l ha già vinto passando niente di meno che al Barcellona: «Noi andiamo avanti solo vincendo e quindi dobbiamo trovare il modo di batterli. Il Messico può giocare per il pareggio, è una squadra di valore, ben organizzata dal suo allenatore Herrera. Ma se giochiamo la partita perfetta, li faremo fuori. E allora giocheremo la partita perfetta». Que viva Mexico Ma il c.t. messicano Miguel Herrera replica: «Loro hanno in Mandzukic un giocatore assai abile sotto porta. Forte, possente e pure fortunato sui rimpalli in area. Fermato lui avremo ottime chance di andare avanti. È vero che ci basta il pareggio, garantisco però che ho chiesto ai ragazzi di giocare per vincere. Nel calcio se imposti la gara solo per portare via un punto spesso ne esci battuto. Noi abbiamo i valori per creare problemi alla Croazia e dietro c è gente di grande esperienza che può bloccare Mandzukic». Nonno Rafael Chiaro che il riferimento è al regista difensivo e capitano Rafa Marquez, due volte campione d Europa col Barcellona. «Ho 35 anni e non credevo possibile essere qui a giocarmi il quarto mondiale della carriera. Ho ben Rafa Marquez, 35 anni, GETTY Mario Mandzukic, 28 anni REUTERS presente che ci siamo qualificati in extremis, grazie allo spareggio con la Nuova Zelanda, però ho pure presente che il Messico è dal 1994 che non fallisce gli ottavi. E dunque non falliremo nemmeno stavolta, anzi stavolta, visto che è la mia ultima occasione, ci terrei ad andare oltre...». Carica Olic Fra i più esperti c è pure il croato Ivica Olic, 34 anni, che agirà sulla sinistra di supporto a Mandzukic. «Sono cresciuto col mito della squadra terza a Francia 1998 e ora che sono qui vorrei ripetere quello strepitoso risultato. Contro il Camerun abbiamo dimostrato la potenza del nostro attacco, e allora voglio pensare che almeno un gol in più dei messicani riusciremo a farlo».

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