Laura Borgialli. Premessa: la persona psicologo

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1 NOTA INFORMATIVA: Il presente saggio è stato tratto dall intervento al Convegno Nazionale di EGIDA su La Persona: quali cure, quali interessi? Riflessione ed analisi critiche in tema di tutela e di amministrazione di sostegno (Torino, 18 aprile 2008). Published in IL RUOLO DELLO PSICOLOGO NELL'AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO Laura Borgialli Premessa: la persona psicologo Prima di esaminare i numerosi campi applicativi nei quali lo psicologo può offrire la propria opera come professionista nel vasto ambito della tutela, curatela e amministrazione di sostegno, vorrei esprimere il mio parere su alcune caratteristiche che a mio avviso la psicologo dovrebbe avere come persona. Partendo dal presupposto che è la persona che fa il professionista e non viceversa, ritengo che per esercitare bene il proprio ruolo in qualsiasi campo applicativo lo psicologo dovrebbe avere raggiunto un grado ragionevole di equilibrio personale, così come di gratificazione e realizzazione nella propria vita affettiva privata. Tali prerequisiti proteggono dal rischio di vivere in modo proiettivo e compensatorio il proprio bisogno di essere accolto nella relazione instaurata con la persona che si intende aiutare. Nell ambito particolare della tutela, curatela e amministrazione di sostegno è importante anche l attitudine a sentirsi la responsabilità della persona che si prende in carico o alla quale si offre la propria consulenza, mantenendo stabilmente nel tempo raramente breve questo atteggiamento. All etica della responsabilità aggiungerei l etica della laicità, precisando che cosa significhi essere professionalmente laico. Nella ratio della deontologia professionale per laico si intende chi opera fuori da dogmatismi, fuori da influenze ideologiche e confessionali, senza quindi essere colonizzato in modo totalizzante da istanze, appunto, ideologiche e confessionali che condurrebbero senza alcuna probabilità di salvezza al pregiudizio e al mancato pieno rispetto dell altro. Laico è quindi chi possiede una indipendenza interiore che lo rende disponibile a cogliere l alterità con cui si confronta. Ciò è quanto si richiede allo psicologo. E certo non è poco. 1 1 Eugenio Calvi, Psicoterapia e deontologia, Notiziario dell Ordine degli psicologi della Regione Piemonte, 1, Eugenio Calvi, primo Presidente dell Ordine degli Psicologi del Piemonte, psicologo e avvocato, è anche l autore del Codice Deontologico degli Psicologi in Italia. 1

2 Un altra dote caratteriale a mio avviso necessaria è il coraggio di esporsi e la capacità di sostenere posizioni onestamente ritenute corrette, anche correndo il rischio di dover reggere eventuali contrasti con colleghi o altre figure professionali, ma soprattutto con i parenti degli amministrati e qualche volta anche con alcune Istituzioni. Tale capacità si riscontra più facilmente tra gli avvocati, a questo predisposti e protetti dal ruolo più di quanto non lo siano gli psicologi. Infine ritengo necessario che lo psicologo che presti la sua opera nel campo dell amministrazione di sostegno debba in prima persona credere nelle autonomie residue in senso lato, vale a dire avere fiducia nelle capacità dell essere umano di dare o di ridare un significato alla propria esistenza anche nel caso di drammatiche perdite di capacità fisiche, psichiche o sociali ricordando che lo scontro con un limite può, talvolta, motivare alla crescita su fronti verso i quali non avremmo mai nemmeno rivolto lo sguardo. Ambiti applicativi: il professionista psicologo Psicodiagnosi Dati quelli che dovrebbero essere, a mio parere, i prerequisiti necessari, il ruolo dello psicologo nell ambito dell amministrazione di sostegno può abbracciare tutto l arco dei campi applicativi della Psicologia, primo fra tutti la psicodiagnosi. Se il patrimonio del beneficiario deve essere amministrato in funzione delle aspirazioni e dei personali bisogni pregressi, presenti e futuri, lo psicologo può sicuramente contribuire ad una conoscenza approfondita della personalità dei soggetti sottoposti ad uno strumento di protezione e trasmettere questa conoscenza al Giudice Tutelare e all Amministratore di sostegno. A tale scopo può avvalersi di specifici strumenti testistici scelti in funzione del tipo di problema o di patologia dell amministrato, ivi compresi quelli per la valutazione diagnostica delle capacità cognitive e del loro grado di deterioramento. L uso di test psicodiagnostici non dovrebbe mai prescindere dall insostituibile strumento del colloquio che va esteso a tutte le persone affettivamente significative presenti nel mondo relazionale del beneficiario. Un livello accettabile di conoscenza della propria personalità e l individuazione dei propri bisogni più autentici, talvolta inconsci o negati, e che nel contempo tenga conto dei limiti che la realtà pone alla loro realizzazione, è impresa lunga e difficile anche per persone in perfetto stato di salute; la necessità di questa conoscenza per migliorare la qualità di vita alleggerendosi da quello che viene chiamato un falso Sé è tale da essere talvolta una delle motivazioni che portano ad intraprendere un percorso analitico. In soggetti che abbiano perso in parte la propria autonomia può essere utile l intervento di uno psicologo che aiuti ad individuare o a ridefinire bisogni e nuovi obbiettivi in funzione dei quali reindirizzare un progetto di vita. Psicoterapia Può essere utile in questa fase una vera e propria psicoterapia, che potrà avere un orientamento analitico o espressivo, se questo viene richiesto, oppure essere di semplice sostegno, purché condotta da uno psicoterapeuta che abbia ottenuto una specifica 2

3 specializzazione in tal senso. Tutti i sistemi teorici di riferimento possono andar bene a condizione che vengano applicati in modo non rigido né dogmatico, tenendo conto della realtà e della complessità delle situazioni che sono sempre in divenire, e dell unicità di ogni singolo caso. La DGR prevede il supporto psicologico professionale nelle attività di riabilitazione. È dunque ruolo dello psicologo un buon intervento di sostegno volto a motivare e a supportare attività di tipo terapeutico-riabilitativo, così come la progettazione, in équipe multidisciplinari, di attività volte a prevenire o a contenere il deterioramento cognitivo, la confusione e il disorientamento delle persone anziane non autosufficienti inserite in strutture residenziali socio-sanitarie. Sarebbe auspicabile in questi casi anche un intervento nella fase di accoglienza dell ospite favorendone l inserimento nella struttura 2. Possono beneficiare di una psicoterapia anche quei soggetti suscettibili di nuocere a sé stessi o alle loro famiglie dilapidando il proprio patrimonio con il gioco d azzardo, con il ricorso giornaliero e compulsivo alla consulenza di maghi impostori, o tramite altre forme patologiche di dipendenza. Un aiuto psicoterapeutico o di sostegno psicologico può essere proposto, se necessario, al beneficiario di uno strumento di protezione, ma anche a quei soggetti individuati come vittime secondarie che non andrebbero mai dimenticati e che sono quasi sempre presenti in contesti famigliari nei quali uno dei membri abbia subito un grave incidente o si sia manifestata una nuova patologia. Possono essere vittime secondarie i bambini di un genitore improvvisamente diventato paraplegico o tetraplegico; i genitori di bambini nati con disturbi cognitivi o altre forme di deficit, e non di rado i loro fratellini improvvisamente trascurati da un sistema famigliare traumatizzato; il coniuge o i figli di un alcolista, e così via Mediazione Un ulteriore importante ruolo che può essere affidato allo psicologo nell ambito dell amministrazione di sostegno è quello di mediatore di conflitti, molto spesso presenti in tali circostanze. È cosa nota a tutti gli operatori come attorno ad una persona priva in tutto o in parte di autonomia possano generarsi conflitti di potere tra le figure di riferimento famigliari o anche professionali volte ad accudire il soggetto fragile. Ciò avviene quando all idea di assistenza e di cura si confonde o addirittura si sovrappone il bisogno di controllo. La presenza di un individuo non autonomo spesso slatentizza o mette in evidenza conflitti preesistenti tra le persone del suo entourage, con il risultato che il soggetto fragile viene strumentalizzato in modo non diverso da come frequentemente e tristemente vediamo avvenire con i bambini nei rapporti di potere esistenti tra genitori separati in modo conflittuale. Maggiore è la consistenza dell eventuale patrimonio esistente, maggiore sarà la probabilità di imbattersi in qualche erede interessato molto bravo ad agire secondo il noto principio del divide et impera, alimentando e generando volutamente conflitti tra altri membri della famiglia talora non in grado di comprendere le dinamiche relazionali derivanti da tale zelante e disonesto intervento. 2 Si veda in proposito Pietro Piumetti, L assistenza psicologica nelle residenze per anziani con il metodo palestra di vita, Notiziario dell Ordine degli Psicologi della Regione Piemonte, 1,

4 Può anche succedere che tutto un nucleo famigliare si organizzi in modo patologico attorno ad un suo membro malato, al punto tale da rendere la malattia o la fragilità funzionali al mantenimento di un equilibrio di compromesso che tiene coeso l intero sistema relazionale in atto. Tale situazione è frequentemente alla base di disturbi della personalità o di malattie mentali che colpiscono quello che viene definito il paziente designato, anello debole di una catena di rapporti patologici che assume il ruolo di coprire le patologie degli altri membri della famiglia, esprimendole attraverso la propria sintomatologia e sofferenza. Ogni psicoterapeuta od operatore chiamato ad intervenire in realtà di questo genere sa quanto sia necessario e faticoso lottare contro la resistenza di quei famigliari che inconsciamente si oppongono ad ogni miglioramento possibile del soggetto portatore dei sintomi, sabotando le possibilità di cambiamento e di evoluzione. Psicologia giuridica Lo psicologo può essere chiamato come consulente del Giudice Tutelare, oppure del Tutore, del Curatore o dell Amministratore di sostegno. Il suo intervento può avere l obiettivo, innanzi tutto, di chiarire una situazione in atto dando strumenti utili ad una sua maggiore comprensione che tenga conto dei fattori pregressi che vi hanno dato origine e delle possibili evoluzioni future. Può inoltre contribuire ad individuare i bisogni nonché le risorse del beneficiario sulle quali fare leva per sostenerlo in direzione della maggiore possibile espressione di sé, compatibilmente con le limitazioni dell autonomia. Nella stesura di una relazione, lo psicologo non dovrebbe mai dimenticare di indicare ciò che ritiene ragionevole supporre saranno i possibili effetti delle diverse decisioni che spetteranno al Giudice Tutelare. Ragionare in termini di effetti e non solo di cause delle azioni non fa parte della forma mentis prevalente tra gli psicologi clinici in particolare che dovrebbero, soprattutto nell ambito della psicologia giuridica, potenziare la loro visione prognostica, affiancandola alla mentalità diagnostica cui sono spontaneamente portati, sia per indole che per deformazione professionale. Formazione Compito dello psicologo è anche progettare e attuare interventi formativi rivolti a tutti gli operatori della relazione d aiuto, a cominciare da se stesso. La formazione personale dello psicologo è fondamentale e deve essere permanente e non soltanto teorica. In particolare gli psicoterapeuti dovrebbero prevedere ciclicamente momenti di supervisione con colleghi esperti con i quali confrontarsi soprattutto per riuscire a mantenere o a ricuperare una corretta mentalità analitica quando questa viene compromessa dalla presenza di dinamiche transferali e contro-transferali difficili o disturbanti. Una formazione corretta e non superficiale è inoltre il primo strumento di prevenzione della sindrome del burn-out alla quale sono esposti tutti coloro che per professione assistono persone fragili confrontandosi quotidianamente con temi di forte impatto emotivo come la sofferenza, la morte, la dipendenza, i limiti dovuti alla mancanza di 4

5 autonomia, temi che inevitabilmente suscitano un eco nel nostro mondo interiore. Psicologia dell emergenza Il ricorso a strumenti di protezione della persona è talvolta necessario a seguito di incidenti improvvisi e traumatici in conseguenza dei quali le persone siano diventate fragili avendo perso alcune autonomie. La psicologia dell emergenza è un campo relativamente nuovo che prevede l intervento dello psicologo fin dai primi momenti dopo l avvento di disastri naturali come terremoti e alluvioni, o da incidenti provocati da errori tecnici o umani. In Italia la Protezione Civile ha recentemente previsto la presenza di psicologi dell emergenza correttamente formati nelle équipe dei soccorritori, attribuendo loro svariati compiti che vanno dall assistenza psicologica alle vittime e ai soccorritori medesimi (anch essi non di rado sottoposti a intenso stress), al tentativo di gestire il flusso delle notizie nel modo più corretto e meno traumatico possibile, sia a livello dei mass-media che a livello personale. Il modo di comunicare l esito infausto di un incidente alle vittime, sia primarie che secondarie, si è rivelato determinante nell ostacolare o favorire l elaborazione emotiva e cognitiva che necessariamente dovrà avvenire da quel momento in poi, come se anche il tempo psicologico interiore venisse spezzato in due, tra il prima e il dopo l evento traumatico. Lo psicologo dovrebbe conoscere le tecniche di comunicazione più adeguate per prevenire l insorgenza di patologie di tipo dissociativo o post-traumatiche da stress, prevenzione che è necessario mettere in atto fin dalle prime ore dopo l incidente. Questo tipo di sensibilità psicologica alla prevenzione può ridurre la necessità di ricorso agli strumenti giuridici classici di protezione della persona (tutela e curatela), riuscendo, grazie all intervento tempestivo dopo un trauma causa di gravi danni fisici, a limitare almeno quelli psichici, lasciando così maggior spazio allo strumento di più recente introduzione dell amministrazione di sostegno. Psicologia della salute La specificità della emergenza-prevenzione si inserisce a pieno titolo nel filone della psicologia della salute 3. Essa consiste - in estrema sintesi - in quanto segue. La salute, ridefinita dal WHO più quale presenza di salute/benessere che quale assenza di malattia/malessere, è uno stato di completo benessere fisico-mentale-sociale. Armonia ed equilibrio individuale-ambientale ne sono pertanto gli elementi costitutivi. La sanità si basa sulla salute fisica. La serenità si basa sulla salute psichica. Per cui: salute = sanità + serenità. La psicologia della salute è dunque fondamentalmente connotata in modo positivo: essa è la "psicologia per i sani", per coloro che stanno bene e che vogliono conservare questo stato di benessere, prendendosi globalmente cura di sé. 3 Si veda (nella ormai sterminata bibliografia in materia) il libro di Elena Gerardi e Luciano Peirone, Vivere sani, vivere sereni. Per una psicologia della salute, Edizioni L'Arciere, Cuneo, Si consulti inoltre, in merito alle parole chiave salute-culturapsicologia, il sito 5

6 La psicologia della salute è l insieme dei contributi specifici (scientifici, professionali, formativi) della disciplina psicologica, finalizzati alla promozione e al mantenimento della salute; alla prevenzione e al trattamento della malattia; all'identificazione dei correlati eziologici e diagnostici della salute, della malattia e delle disfunzioni associate; all'analisi e al miglioramento del sistema di cura della salute e di elaborazione delle politiche della salute 4. A tal fine, tra le tante iniziative possibili, sarebbe auspicabile, nelle famiglie, nelle scuole, negli ospedali e nelle stesse case di riposo un massiccio accesso della cultura e della psicologia, oltre che della medicina - da sempre in qualche modo presente - perché proprio i soggetti anziani, autosufficienti o non, hanno bisogno certamente di terapie e di farmaci, ma soprattutto di anima, di emozioni che li facciano sentire ancora in vita 5. Conclusione In pratica tutti i campi applicativi della psicologia sono utili nell ambito dell amministrazione di sostegno, ivi compresi quelli non esplicitamente citati (psicologia dell età evolutiva, psicologia gerontologica, psicologia del ciclo di vita, psicologia delle neuroscienze, psicologia cross-cultural, ed altri ancora). Non bisogna inoltre dimenticare che la legge istitutiva dell amministrazione di sostegno è entrata in vigore solo nel 2005 e che quindi la casistica è ancora scarsa. Ciò richiede allo psicologo un elevato grado di flessibilità, lasciandogli nel contempo lo spazio per perfezionare i suoi interventi nei campi applicativi più collaudati ed esplorare con l attività di ricerca teorica e clinica affascinanti nuove frontiere. 4 Joseph D. Matarazzo, Behavioral health and behavioral medicine: frontiers for a new health psychology, American Psychologist, 35: , Luciano Peirone e Elena Gerardi, Il sole della sera. La ricerca del benessere nella terza età e non solo, Antigone Edizioni, Torino,

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