Aprile L ambito di applicazione del reato di abusiva attività finanziaria, di Marcello Pastrengo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Aprile 2003. L ambito di applicazione del reato di abusiva attività finanziaria, di Marcello Pastrengo"

Transcript

1 Aprile 2003 L ambito di applicazione del reato di abusiva attività finanziaria, di Marcello Pastrengo In via generale agli intermediari che operano nei confronti del pubblico è applicabile il regime delineato dall art. 106 ( 1 ) del d.lgs. 385/93 - Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, incentrato sull iscrizione nell elenco generale tenuto dall UIC, l Ufficio Italiano Cambi, che è competente ad esercitare tutti i controlli e sulla conseguente ipotesi di reato di cui al successivo art. 132 T.U. ( 2 ) Il primo comma dell art. 106 T.U. individua l area regolata, elencando un ampia serie di attività finanziarie : 1. assunzione di partecipazioni ; 2. concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma ; 3. prestazioni di servizi di pagamento ; 4. intermediazione in cambi. Il legislatore non dà una definizione generale di attività finanziarie, capace di ricomprendere attività diverse da quelle iscritte nel catalogo formulato esplicitamente dalla norma (art. 106, primo comma), come, ad esempio, le seguenti attività tipiche degli impiegati di banca : 1. attività di consulenza : che, per la Consob, consiste nel : collocamento di prodotti ; nella fornitura di notizie e/o informazioni su prodotti e/o mercati e/o prezzi e/o aspettative e/o altro ; nelle informazioni sulla composizione del portafoglio titoli, sulla sua valutazione, sulla sua rischiosità ; nei servizi di verifica degli eseguiti generati dal sistema, con la comuni-cazione in tempo reale o mediante riepilogo su un prospetto riepilogativo fornito dalla banca o dal cliente ; nell eventuale remunerazione del servizio, anche commisurata ai risultati conseguiti dai clienti, senza che ciò possa costituire elemento qualificante del servizio di gestione patrimoniale ( 3 ); 1 L'esercizio nei confronti del pubblico delle attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi è riservato a intermediari finanziari iscritti in un apposito elenco tenuto dall'uic (comma così modificato dall'art. 20 del D.Lgs. 342/99) 2 Chiunque svolge, nei confronti del pubblico, una o più delle attività finanziarie previste dall'articolo 106, comma 1, senza essere iscritto nell'elenco previsto dal medesimo articolo è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni a lire venti milioni (articolo così sostituito dall'art. 64 del D.Lgs. n. 415/96 e modificato dall art. 28 del D.Lgs. 342/99, che ha soppresso il secondo periodo) 3 cfr. comunicazione Consob

2 2. attività di ricezione e trasmissione delle proposte di negoziazione degli investitori alle competenti funzioni della Direzione Generale per l esecuzione in proprio o mediante invio a SIM esterna o mediante invio diretto alla Borsa Italiana (se autorizzati). Il Ministro del Tesoro, sentiti Banca d Italia e UIC, specifica il contenuto delle attività elencate, nonché in quali circostanze ricorra l esercizio nei confronti del pubblico e precisa, inoltre, che il credito al consumo si considera sempre esercitato nei confronti del pubblico. Il ministro ha provveduto con decreto 6 luglio 1994, integrato dal d.m. 1 settembre 1998, che elenca tassativamente in un catalogo chiuso, che può essere arricchito sulla base di un provvedimento dell autorità di Governo e nelle sole ipotesi, per altro, esplicitamente previste dal legislatore stesso - il contenuto delle attività finanziarie nel modo seguente : 1. Assunzione di partecipazioni Per attività di assunzione di partecipazioni s intende l acquisizione, detenzione e gestione dei diritti, rappresentati o meno da titoli, sul capitale di altre imprese, che ha come obiettivi la riorganizzazione aziendale, lo sviluppo produttivo e/o il soddisfacimento delle esigenze finanziarie dei soggetti partecipati e la successiva vendita finale della partecipazione. Ma vi sono riferimenti anche nel decreto Ministero del Tesoro 9 febbraio 1994, in tema di fondi chiusi, relativo a società che esercitano solo l attività di assunzione di partecipazioni rivolta al pubblico, come ad esempio l attività statica di assunzione di partecipazioni di una holding oppure l attività destinata alla movimentazione continua di una merchant bank. Affinchè si configurino i requisiti richiesti, le assunzioni in partecipazioni devono essere finalizzate all alienazione e, per il periodo di detenzione, devono essere caratterizzate da interventi volti alla riorganizzazione aziendale o allo sviluppo produttivo o al soddisfacimento delle esigenze finanziarie delle imprese partecipate anche tramite il reperimento del capitale di rischio. Si individua in tal modo un attività legata ad operazioni finanziarie e non alla gestione nei modi tipici della holding; questo in armonia con l esclusione di società finanziarie afferenti ad un gruppo dall area di applicazione della disciplina. Il d.m. in questione esclude infatti che ricorra il requisito dell operatività nei confronti del pubblico nei casi di operazioni infragruppo. 2. Concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma Per questa attività s intende l erogazione di somme di denaro a favore di privati o di imprenditori privati, anche credito al consumo. Non solo, ma anche la concessione di crediti, compreso il rilascio di garanzie sostitutive del credito e di impegni di firma, nonché ogni tipo di finanziamento connesso con una vasta gamma di operazioni, come la locazione finanziaria, il credito al consumo, il credito ipotecario, il prestito su pegno, il rilascio di garanzie. 3. Prestazione di servizi di pagamento (bancomat, carte di credito - di debito)

3 Per attività in discorso si intende l attività di intermediazione finanziaria esercitata mediante incasso e trasferimento di fondi, trasmissione o esecuzione di ordini di pagamento, compensazione di debiti e crediti, emissione o gestione di carte di credito, di debito o di altri mezzi di pagamento o altro documento che abiliti al prelievo di denaro contante o all acquisto di beni o alla prestazione di servizi ( 4 ), beninteso nel rispetto dei divieti posti dalla disciplina della raccolta del risparmio tra il pubblico. V è da notare, in questo caso, che l espressione prestazione di servizi di pagamento di cui al d.lgs , n 481 ha sostituito quella di servizi di incasso, pagamento e trasferimento di fondi anche mediante emissione e gestione di carte di credito, prevista nella legge n 197/1991 c.d. legge antiriciclaggio. 4. Intermediazione in cambi (cambiavalute) Per questa attività s intende l attività di negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta ( 5 ), di negoziazione di una valuta contro un altra, nonché ogni forma di mediazione avente ad oggetto valuta. I REQUISITI RICHIESTI DAL LEGISLATORE Le attività specificate sono esercitate nei confronti del pubblico quando vengono svolte nei confronti dei terzi con carattere di professionalità, ovvero in maniera ricorrente ed abituale. Dettando disposizioni attuative della norma considerata, il Ministro del Tesoro definisce il requisito della prevalenza, apprezzato mediante una comparazione fra attività finanziarie e quelle di diversa natura industriale, commerciale, di prestazione di servizi svolte dallo stesso soggetto che si basa generalmente su due indici : 1. l attivo patrimoniale 2. i proventi. L esercizio di attività finanziarie ha dunque carattere di prevalenza quando, in base alle risultanze dei bilanci approvati degli ultimi due esercizi chiusi, ricorrano congiuntamente due presupposti : 1. l ammontare complessivo degli elementi dell attivo di natura finanziaria di cui alle attività riservate sia superiore al 50 % del totale dell attivo patrimoniale ; 2. l ammontare complessivo dei proventi delle attività considerate sia superiore al 50 % dei proventi complessivi. Per le attività di prestazione di servizi di pagamento e intermediazione in cambi il requisito della prevalenza si misura esclusivamente con riferimento ai proventi. Ma l esercizio delle attività di cui all art. 106, 1 comma, è sempre oggetto di riserva, anche quando non sia esercitato in maniera esclusiva, né nei confronti del pubblico. 4 definizione ricavata dall art. 12 della legge 5 luglio 1991, n definizione ricavata dall art. 35, 2 comma del D. Lg. 4 agosto 1999, n 342

4 Dispone infatti l art. 113, primo comma T.U. che l esercizio in via prevalente, non nei confronti del pubblico, delle indicate attività è riservato ai soggetti iscritti in apposita sezione dell elenco generale. Si tratta di quegli intermediari finanziari, sempre più near banks, che possono esercitare attività ulteriori rispetto a quelle elencate all art. 106, come la raccolta di risparmio tra il pubblico, ai sensi dell art. 11 T.U., la prestazione dei servizi d investimento selezionati dall art. 18, terzo comma, T.U., l erogazione di finanziamenti agevolati, ai sensi del nuovo 7 comma dell art. 107 ( 6 ). LA COMPETENZA A VALUTARE CASO PER CASO E AD APPLICARE LE SANZIONI? Nel nostro ordinamento vi sono alcuni organi preposti alla vigilanza informativa, ispettiva e regolamentare che sono il CICR, la Banca d Italia e la Consob. Il CICR è il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio, istituito con D.l.C.p.S. n. 691 del 1947, ed ha la vigilanza in materia di tutela del risparmio ( 7 ). La Banca d Italia esercita invece i poteri di vigilanza ad essa attribuiti dal d.lgs. 58/98, avendo riguardo alla sana e prudente gestione, alla stabilità complessiva, alla efficienza e alla competitività del sistema finanziario, nonché all osservanza delle disposizioni in materia creditizia ( 8 ). La Consob, che è stata istituita con legge n. 216/94, esercita la vigilanza informativa, ispettiva e regolamentare sugli intermediari finanziari ed applica le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi del T.U.F. e del Regolamento di attuazione n /1998. Com è noto qualora si ravvisi un presunto comportamento illecito da parte di un dipendente e/o di esponente aziendale (presidente e membri del c.d.a, sindaci e direttore generale) di una banca o di una Sim : 1. il responsabile della funzione di vigilanza interna ( 9 ) deve tempestivamente darne notizia al Collegio dei Sindaci; 2. il Presidente del Collegio dei Sindaci è a sua volta tenuto a comunicarla senza indugio alla Banca d Italia e alla Consob, che procederanno poi alle visite ispettive di loro competenza e agli eventuali provvedimenti amministrativi sanzionatori. ATTIVITA DI VIGILANZA CONOSCITIVA (informativa, regolamentare, ispettiva) La Banca d Italia, attraverso i canali di vigilanza conoscitiva acquisisce una corposa massa di informazioni. Si tratta di controlli strettamente connessi con l attività di vigilanza informativa (art. 53 T.U.) ed ispettiva (art. 54 T.U.) svolta dalla Banca d Italia e di vigilanza regolamentare (art. 53 T.U.) svolta dal CICR e dalla Banca d Italia ; 6 introdotto dall art. 21 del D.Lgs. n. 342/99 7 cfr. art. 1 D.l.C.p.S. n. 691/47 8 cfr. art. 5, 1 co., d.lgs. 385/93 9 funzione introdotta con gli artt. 56 e 57 Reg. Consob n /98

5 La vigilanza regolamentare ha quattro aree di competenza,e cioè : 1. l area attinente l adeguatezza patrimoniale (art. 53, 1 co., lett. a), T.U.); 2. l area attinente il contenimento dei rischi : creditizi e/o di mercato e/o di tasso d interesse (art. 53, 1 co., lett. b T.U.); 3. l area attinente il contenimento l organizzazione amministrativa e contabile (art co., lett. d), T.U.) ; 4. l area attinente i controlli interni (art. 53, 1 co., lett. d), T.U.). L attenzione posta dalla Banca d Italia sull efficienza degli assetti organizzativi ed i controlli interni, si ricollega, difatti, sia col rispetto di regole giuridiche di organizzazione, sia con l applicazione di tecniche di gestione aziendale tipicamente metagiuridiche, il cui impiego è essenziale per definire le attribuzioni di responsabilità decisionali e per ottimizzare i risultati di gestione. Sotto questo profilo l attività di controllo della Banca d Italia si coordina con quella della Consob ; quest ultima, infatti, si occupa di disciplinare, con propri regolamenti, le procedure, anche di controllo interno, relative ai servizi prestati e le tenute delle evidenze degli ordini e delle operazioni effettuate. LA VIGILANZA DELLA CONSOB SUL MERCATO La prestazione dei servizi d investimento e i soggetti autorizzati ad effettuarla sono sottoposti a vigilanza pubblica. Questa ha per scopo di assicurare la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente gestione dei soggetti abilitati (banche, SIM, etc.) ( 10 ) e l ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori ( 11 ) e deve essere esercitata avendo riguardo alla stabilità, alla competitività ed al buon funzionamento del sistema finanziario. Mentre alla Banca d Italia viene attribuita la competenza per le regole di vigilanza prudenziale e, in particolare, per quanto riguarda il contenimento del rischio e la stabilità patrimoniale, alla Consob viene riservata la competenza per le regole di trasparenza e di correttezza dei comportamenti. Così spetta alla Banca d Italia, ma sentita la Consob, disciplinare con regolamento : a. l adeguatezza patrimoniale, il contenimento del rischio, le partecipazioni detenibili, l organizzazione amministrativa ed i controlli interni ; b. le modalità di deposito e di subdeposito degli strumenti finanziari e del denaro di pertinenza della clientela. Mentre compete alla Consob, sentita la Banca d Italia, disciplinare, sempre con regolamento : 10 cfr. art. 5, 1 comma, T.U.F. n. 58/98 11 cfr. art. 74 T.U.F. n. 58/98

6 a. le procedure, anche di controllo interno, relative ai servizi prestati e la tenuta delle evidenze degli ordini e delle operazioni effettuate ; b. il comportamento da osservare nei rapporti con gli investitori, anche tenuto conto dell esigenza di ridurre al minimo il rischio di conflitto d interessi ; c. gli obblighi informativi nella prestazione dei servizi. V è da tener presente che la Banca d Italia e la Consob operano in modo coordinato anche al fine di ridurre al minimo gli oneri gravanti sui soggetti abilitati e si danno reciproca comunicazione dei provvedimenti assunti e delle irregolarità riscontrate nell esercizio dell attività di vigilanza e, più in generale, collaborano fra di loro, anche mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare le rispettive funzioni ( 12 ). COMPETENZA DELLA BANCA D ITALIA A CONOSCERE, RICONOSCERE E/O A COMUNICARE AL P.M. LA NOTITIA CRIMINIS DI CUI ALL ART. 132 D.LGS.385/93 L esclusiva competenza della Banca d Italia, dell U.I.C. e della Consob, scaturisce dai seguenti due provvedimenti di legge : 1. Provvedimento del Governatore della Banca d Italia del 30 settembre Delibera Consob n del 10 novembre 1999 In forza del Provvedimento della Banca d Italia, che diventa in tal modo depositaria della verità, ciascun intermediario finanziario autorizzato e iscritto nell elenco previsto dall art. 107 del T.U., S.I.M. o Banca, al fine di ottenere la specifica autorizzazione alla prestazione di servizi di investimento, deve presentare una domanda di autorizzazione all esercizio dei servizi d investimento, a firma del legale rappresentante della società, alla Filiale della Banca d Italia territorialmente competente. La domanda deve essere redatta secondo lo schema di cui all Allegato B del Provvedimento e deve essere corredata dalla delibera assunta in proposito dai competenti organi aziendali, contenente una relazione illustrativa molto analitica. L intermediario che richiede l autorizzazione deve infatti fornire : 1. tutte le informazioni generali relative all azienda, e cioè : a. sistemi informativo-contabili : architettura, contenuti, soluzioni contabili, metodologie di controllo della gestione, misure di sicurezza informativa ; b. controlli interni ( collocazione della funzione di controllo interno, manualistica, sistema di segnalazione ; limiti operativi; unità operative coinvolte, livelli di autonomia dei responsabili; articolazione delle deleghe all interno dell azienda; eventuale procedura per richiedere il superamento dei poteri attribuiti ; strumenti informatici di controllo ; frequenza e modalità dei controlli in materia di : rischi assunti, regole prudenziali, regole di comportamento nei confronti della clientela, procedure stabilite per lo svolgimento dei servizi, separatezza amministrativa e contabile, separazione patrimoniale, tenuta delle evidenze contabili, efficacia delle procedure per la disciplina dei flussi informativi, adeguatezza dei sistemi informativi 12 cfr. artt. 4, 3 comma e 20, 1 comma, D.Lgs. n. 415/96

7 c. Consiglio di Amministrazione e alta direzione : linee generali; competenze delegate, frequenza di revisione sistema dei controlli, informativa al C.d.A., livelli gerarchici coinvolti nel processo di gestione e controllo del rischio e di quale tipo di deleghe sono investiti ; 2. tutte le informazioni sui singoli servizi, e cioè : a. negoziazione per conto proprio e per conto terzi : descrivere l organizzazione delle sale ; indicare il numero di desk esistenti ; b. collocamento : articolazione della rete distributiva utilizzata ; c. gestione : ripartizione dei compiti tra gli addetti alla struttura indicando il grado di autonomia decisionale ad essi attribuito ; sistemi utilizzati per garantire il rispetto delle disposizioni di legge ; eventuali compiti in materia di scelta delle strategie e/o dei titoli ; unità amministrativa cui sono attribuiti i compiti in questione ; compiti attribuiti alle strutture di contatto con la clientela ; d. ricezione e trasmissione di ordini : modalità di reperimento degli ordini (strutture di contatto presso le dipendenze, reti di promotori, etc.); procedure seguite per l esecuzione degli stessi (trasmissione ad intermediari negoziatori, etc.). In forza poi della delibera Consob n del 10 novembre 1999 ( 13 ) le Banche devono anche trasmettere alla Consob e alla Banca d Italia : 1. le Segnalazioni periodiche di vigilanza con le relative informazioni statistiche relative all attività di intermediazione mobiliare integrate nella Matrice dei Conti ; 2. le eventuali Modificazioni dell atto costitutivo ; 3. la Relazione annuale sulle procedure di svolgimento dei singoli servizi di investimento, che contiene il dettagliato riepilogo delle norme organizzative ed operative interne in materia di : a. servizio di negoziazione per conto proprio e per conto terzi ; b. servizio di collocamento ; c. servizio di gestione ; d. servizio di ricezione e trasmissione di ordini. 4. Le eventuali convenzioni con intermediari negoziatori. TUTELA DELL USO DELLE INFORMAZIONI RACCOLTE (abusivismo bancario e finanziario, denunzia al P.M., competenza, deroghe) L art. 7 T.U. del D.Lgs.385/93, modificato dall art. 2 d.lgs. n. 333/99, ripropone, infatti, le seguenti previsioni dell art. 10 l.b. : tutti i dati raccolti nell esercizio dell attività di vigilanza sono coperti dal segreto d ufficio, che può essere opposto a chiunque, anche ad altre amministrazioni dello Stato, salvi i casi di espressa deroga 13 art. 3, primo comma, lett. a) - d)

8 La giurisprudenza ha precisato che : la segretazione posta dall art. 7 opera direttamente nell ordinamento, senza che sia necessaria l emanazione di regolamenti dell amministrazione destinati ad individuare le categorie di documenti sottratti al diritto di accesso di a cui all art. 24 della l. n. 241/90 ( 14 ) IL SEGRETO D UFFICIO E LA COLLABORAZIONE TRA AUTORITÀ DI VIGILANZA Altro dato rilevante ereditato dall art. 10 l.b. è contenuto nel 2 comma dell art. 7 ( 15 ). Com è noto le disposizioni di legge di diritto comune costituite dall art. 331 c.p.p. - stabiliscono che il pubblico ufficiale che, nell esercizio delle sue funzioni, abbia notizia di reato è tenuto a riferire immediatamente all autorità giudiziaria la notitia criminis. L art. 331 c.p.p. viene però derogato dalla norma speciale; i funzionari della Banca d Italia, infatti, pur essendo pubblici ufficiali, hanno l obbligo di riferire esclusivamente al Governatore tutte le irregolarità constatate, anche quando assumono le vesti di reati, in deroga all art. 331 c.p.p.. A questo proposito sono dunque tutti concordi nel ritenere che soltanto il Governatore della Banca d Italia è legittimato, ai sensi dell art. 132-bis del d.lgs. 385/93, introdotto con i decreti legislativi nn. 333 e 342/1999 e 63/2000, a denunziare i fatti al pubblico ministero ai fini dell adozione dei provvedimenti previsti, ; anche se si discute se la sua sia una facoltà oppure un dovere ( 16 ). La giurisprudenza sposa la tesi secondo la quale : anche il Governatore della Banca d Italia non deve immediatamente riferire all autorità giudiziaria, perché sull interesse pubblico alla persecuzione del reato nelle forme proprie prevale quello di salvaguardare la stabilità del sistema bancario E così anche la dottrina : dato che la notitia criminis può gettare panico sul mercato, la si tiene in qualche misura riservata interessando il soggetto che istituzionalmente assume le responsabilità proprie di tutto l Istituto, cioè il Governatore della Banca d Italia. La ragione nasce dal fatto che le crisi bancarie hanno una particolare capacità di diffusione ad onda che assolutamente non si riscontra in nessun altro settore economico, visto che in nessun altro settore economico la fiducia è determinante per la stabilità del sistema come nel settore dell intermediazione finanziaria. Il Governatore, dunque, è investito della questione perché rientra nelle sue responsabilità istituzionali intervenire in maniera tale che l indicato rischio di panico dato dalla diffusione della notizia venga arginato con provvedimenti idonei. Per questa ragione il legislatore ha recentemente introdotto e/o modificato : 14 ex multis : Cons. Stato sez. VI, 17 giugno 1998, n. 990, in Cons. Stato, 1998, I, p i dipendenti della Banca d Italia hanno l obbligo di riferire esclusivamente al Governatore tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano a veste di reati 16 art. 132-bis (Denunzia al pubblico ministero) 1. Se vi e' fondato sospetto che una societa' svolga attivita' di raccolta del risparmio, attivita' bancaria o attivita' finanziaria in violazione degli articoli 130, 131 e 132, la Banca d'italia o l'u.i.c. possono denunziare i fatti al pubblico ministero ai fini dell'adozione dei provvedimenti previsti all'articolo 2409 del codice civile (articolo aggiunto dall'art. 29 del D. Lgs. 342/99)

9 1. l art. 132-bis del d.lgs. 385/93 che prevede la competenza della Banca d Italia e dell UIC sia nell accertamento di sospetta attività di raccolta del risparmio, attività bancaria o attività finanziaria in violazione degli artt. 130, 131 e 132, sia nella facoltà ma non nell obbligo di denunziare il fatto al pubblico ministero ( 11 ) ; 2. l art. 138 del d.lgs. 385/93 che prevede pene assai severe ( 17 ) a carico di chiunque divulghi in qualunque forma e quindi anche tramite organi di stampa, radio, televisione, etc. notizie o false o esagerate o tendenziose riguardanti banche o gruppi bancari atte a turbare i mercati finanziari o a indurre il panico nei depositanti o comunque a menomare la fiducia del pubblico. Nei casi in cui, al contrario, il soggetto non autorizzato che ha commesso l illecito non sia un soggetto che svolge funzioni di amministrazione, di direzione o di controllo, nè un dipendente di un impresa bancaria e/o di altro intermediario finanziario autorizzato e/o di una Sim, và da sé che l eventuale notizia criminis deve essere comunicata senza indugio sia alla competente procura della repubblica, sia alla Banca d Italia, sia alla Consob. GIURISPRUDENZA - ELEMENTI COSTITUTIVI INDIVIDUAZIONE Affinché possa configurarsi il reato di abusiva attività finanziaria di cui all'art. 132 D.Lgs. 1 settembre 1993 n. 385 ( 1 ) - Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia - è indispensabile che l'agente ponga in essere una delle condotte indicate dall'art. 106 del medesimo decreto - concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, assunzione di partecipazioni, prestazione di servizi di pagamento, intermediazione in cambi, tutte meglio specificate nel Decreto Ministero del Tesoro 6 luglio inserendosi abusivamente nel libero mercato, e sottraendosi in tal modo ai controlli di affidabilità e stabilità ( 18 ). Non è necessario, peraltro, che tali servizi siano resi al "pubblico" inteso in senso di comunità indifferenziata dei destinatari, essendo sufficiente che vengano rivolti anche a una ristretta cerchia di soggetti, e senza che rilevi, altresì, la destinazione da costoro data al denaro. ( 6 ) ( 19 ) ( 20 ). Svolgimento del processo Con sentenza deliberata il 7 maggio 1998 e depositata il 14 maggio 1998 la Corte di appello di Torino, in parziale riforma della sentenza del G.I.P. del tribunale della medesima città (che, all'esito del giudizio abbreviato, aveva dichiarato Salvatore D., Corrado O. e Renato B. colpevoli del reato di cui all'art. 416 c.p. del reato di associazione per delinquere diretta a commettere più reati di usura; Piersecondo G. colpevole del delitto di cui all'art. 132 legge 1 dicembre 1993, n. 385 di attività edilizia abusiva, in concorso con Salvatore D. e con Renato B., nonché tutti e tre gli imputati colpevoli del delitto di usura, nella ipotesi di continuazione per il secondo ed il terzo, condannando altresì al risarcimento dei danni a favore delle costituite parti civili Rasbank s.p.a., Francesco F. e Severina V.), confermava la condanna di Salvatore D. in 17 ndr. fino a 3 anni di reclusione e da 516 a uro di multa, oltre l interdizione dai pubblici uffici 18 ex multis : Cass. Pen. Sez. VI, , n. 5118; Cass. Pen., sez. VI, , n. 5009; Cass. Pen., sez. II, , n Nella specie trattavasi di attività di "cambista" presso una casa da giuoco, il quale erogava prestiti ai frequentatori della medesima casa "scontando" assegni bancari 20 Giurisprudenza correlata : Cass. pen., sez. VI, , n ; Conformi : Cass. pen., sez. II, , n. 5285

10 ordine ai suddetti reati, qualificato il delitto associativo come ipotesi ex art. 416, 2 comma, c.p., rideterminando la pena, condizionalmente sospesa, in dieci mesi di reclusione nella prevalenza delle attenuanti generiche; sull'accordo delle parti, ai sensi dell'art. 599, 4 comma, c.p.p., riduceva alla misura concordata la pena erogata a Corrado O., Renato B. e Piersecondo G., che avevano espressamente rinunciato a tutti gli altri motivi di gravame; dichiarava inammissibili i ricorsi delle parti civili F., V. e Rasbank, in quanto proposti da difensori privi di procura speciale. Avverso la sentenza hanno proposto ricorso per cassazione gli imputati. Corrado O. lamentando l'erronea applicazione dell'art. 129 c.p.p. per non avere la corte di merito valutato che sussistevano a suo favore, specie in rapporto al delitto associativo, elementi per farne derivare l'assoluzione. Renato B. deducendo la violazione e il vizio di motivazione quanto alla mancata applicazione dell'attenuante di cui all'art. 114, 2 comma, c.p. ed alla misura della pena, eccessiva rispetto al suo comportamento processuale. Piersecondo G. denunciando l'erronea applicazione della legge penale quanto all'affermata sua responsabilità in ordine al reato di attività finanziaria abusiva. Salvatore D. lamenta nei motivi: 1. il vizio di carente e illogica motivazione della sentenza in ordine alla ritenuta sua partecipazione all'associazione per delinquere; 2. l'errata interpretazione della legge penale quanto alla sussistenza dello stato di bisogno di cui all'art. 644 c.p.p.. Le parti civili Francesco F. e Severina V., con ricorsi personali, deducono che la corte territoriale è incorsa nella violazione della legge penale assumendo che l'appello nel loro interesse non era stato proposto da difensore munito di procura speciale. Analoga censura muove anche l'altra parta civile Rasbank s.p.a., la cui posizione, tuttavia, è stata separata per essere decisa in separato processo, dato che in questo del ricorso della stessa parte civile, proposto nei confronti di Antonino D. ed Enrica G. imputati nel medesimo procedimento, non è stato dato avviso alla Enrica G.. Giusta richiesta del P.G. presso questa Corte suprema, debbono, innanzitutto, essere dichiarati inammissibili i ricorsi di Corrado O., Renato B. e Piersecondo G.. Nell'ipotesi in cui nel giudizio d'appello le parti abbiano dichiarato, ai sensi dell'art. 599, 4 comma, c.p.p., di concordare sul solo motivo relativo alla misura della pena, che concordemente propongano al giudice di irrogare sulla entità cd. patteggiata, con rinuncia agli altri motivi, nel ricorso di cassazione contro la sentenza di appello non può essere riproposta - ferma restando la sua deducibilità o rilevabilità "ex officio" in ogni stato e grado del procedimento - una questione che aveva formato oggetto di uno dei motivi di appello ai quali si sia rinunciato. L'intervenuta rinuncia, infatti, comporta la preclusione del punto già inserito con il motivo di appello rinunciato, il quale, perciò, deve considerarsi come giammai avanzato, con la conseguenza, in ipotesi di riproposizione di una delle dette questioni con ricorso per cassazione, che l'impugnazione deve essere dichiarata inammissibile a norma dell'art. 602, 2 comma, ult. parte c.p.p..

11 Inoltre, sempre in tema di cd. patteggiamento della pena in appello, deve, altresì, ribadirsi, che la difesa concordata tra difesa e pubblico ministero, in ordine alla misura finale della sanzione, vincola il giudice nella sua integrità, in quanto la richiesta accolta deve essere basata, oltre che sulla esatta qualificazione del fatto, anche sulla condivisione di ogni altra circostanza influente sul calcolo della pena medesima, senza che il giudice possa prendere in considerazione elementi diversi da quelli prospettati. Per cui, nel caso in esame, deve affermarsi che, per quanto concerne le posizioni di Corrado O. e di Renato B., la valutazione di assoluta congruità della pena concordata, che per essi ha compiuto la corte territoriale, non consente un diverso apprezzamento, secondo altra discrezionalità o in rapporto ad altre circostanze, e che, circa l'insussistenza di evidenti cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., la motivazione del giudice di secondo grado è precisa e coerente e non lascia alcun dubbio. Con riferimento alla impugnazione del Piersecondo G., il quale pone la questione circa la qualificazione dei fatti a lui ascritti come ipotesi di reato per il quale è stata affermata la sua responsabilità, devesi ugualmente ritenere la censura inammissibile, in quanto è manifestamente infondata la dedotta violazione della legge penale. Secondo quanto è stato già stabilito ( 21 ): affinché possa configurarsi il reato di abusiva attività finanziaria, di cui all'art. 132, D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385 (testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), è indispensabile che l'agente ponga in essere una delle condotte indicate dall'art. 106 del medesimo decreto ( 22 ) inserendosi abusivamente nel libero mercato (sottraendosi, così, al controllo di affidabilità e di stabilità) ed operando indiscriminatamente tra il pubblico Il che comporta la necessità che la predetta attività sia professionalmente organizzata con modalità e strumenti tali da prevedere e consentire la concessione sistematica di un numero indeterminato di mutui e finanziamenti, rivolgendosi ad un numero di persone potenzialmente vasto e realizzandosi, così, quella latitudine di gestione tale da farla trasmigrare dal settore privato a quello pubblico e ricondurla, quindi, nell'ambito di operatività della legge bancaria. Occorre aggiungere, per meglio definire la fattispecie criminosa in oggetto, che, quando si fa riferimento dell'offerta dei servizi di finanziamento e di intermediazioni di cambi al "pubblico" dei potenziali utenti e fruitori, il termine non deve essere inteso necessariamente come sinonimo di collettività indifferenziata di persone, interessate all'attività finanziaria per gli scopi più diversi; ma può essere considerato anche come comprensivo di una limitata cerchia di soggetti - operanti in un determinato settore e, perciò, individuabili in concreto in quanto restino in quel determinato ambito - senza, peraltro, che occorra il finanziamento o il diverso tipo di attività, attuati a loro favore, debbano anche dagli utenti essere destinati all'acquisto di beni di consumo o di servizi diretti a realizzare indispensabili finalità personali, commerciali o professionali, giacché anche finalità di tipo diverso possono venire in considerazione, quali quelle puramente voluttuarie e sinanco moralmente riprovevoli, venendo queste a qualificare solo indirettamente l'attività finanziaria abusiva. 21 Cass. pen., Sez. II, 8 gennaio 1998, n. 5285, P.M. in proc. Nesso, m. CED concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, assunzione di partecipazioni, prestazione di servizi di pagamento, intermediazioni in cambi, tutte meglio specificate dal D.M. Tesoro 6 luglio 1994

12 Di conseguenza, dato che l'attività di credito può essere svolta anche da parte di un singolo professionista al di fuori di una struttura societaria ( 23 ) e che detta attività bene può essere programmata e predisposta per una schiera limitata di persone ( 24 ), non è censurabile la decisione del giudice di merito che ha ravvisato a carico del G. il reato di abusiva attività finanziaria per il fatto che lo stesso, avvalendosi di altra struttura organizzata allo scopo di concedere prestiti usurari per l'incasso di assegni di cui veniva in possesso nella sua attività di cd. cambista presso una casa da gioco, in modo professionale e con abitualità erogava prestiti in contanti ai frequentatori della medesima casa da gioco per importo rilevante, ponendo in essere in tal modo operazioni analogicamente catalogabili nel novero del contratto di sconto bancario. In applicazione di detto principio la Corte ha ritenuto corretto il provvedimento del giudice di merito il quale, in presenza di accertata concessione di prestiti a tasso d'usura ma in mancanza di elementi dimostrativi del livello di diffusione dell'attività di erogazione di mutui da parte dell'imputato, aveva respinto l'impostazione accusatoria rilevando l'inammissibilità di un'interpretazione della norma de qua che ricolleghi necessariamente il delitto di esercizio abusivo di attività finanziaria al prestito di denaro ad usura. Altre pronunce Per il perfezionamento del reato di esercizio abusivo nell'attività finanziaria - introdotto dall'art. 132 del D.L. 1 settembre 1993, n non è necessaria una pluralità di condotte tipiche ma è sufficiente l'erogazione di un primo finanziamento in contrasto con l'obbligo di iscrizione negli elenchi di cui agli artt. 106 e 113 della citata legge: detto illecito invero non costituisce un reato abituale ( 25 ). E, ancora : Il reato di esercizio abusivo dell'attività finanziaria, introdotto dal D.L. 1 settembre 1993, n. 385, non è reato permanente, ma si esaurisce con la concessione e l'erogazione del finanziamento ( 26 ) Affermando siffatti principi la Cassazione ha escluso che potesse addebitarsi al finanziatore la responsabilità per la necessaria evoluzione di un rapporto di finanziamento iniziato prima dell'entrata in vigore della suddetta legge; in particolare ha rilevato che è essenziale alla configurabilità del reato permanente la possibilità per l'autore del medesimo di far cessare la condotta antigiuridica, mentre nel caso in questione la necessaria gestione sul rapporto è affidata solamente al debitore. - Tutti i diritti riservati 23 art. 121 del t.u. n. 385 del argomento ex art. 106, 4 comma, stessa legge, che prevede l'esercizio del credito "ristretto" ai soci di una società 25 Cass. II 8 gennaio 1998, n p.m. in proc. Nasso, Ced ; Adde C VI 19 febbraio 1996, n. 5009, P.M. in proc. Rosicano 26 Cass. VI 19 febbraio 1996 n. 5009, P.M. in proc. Rosciano

L AMBITO DI APPLICAZIONE DEL REATO DI ABUSIVA ATTIVITÀ FINANZIARIA. Marcello G. Pastrengo e.mail : mpastrengo@htmail.com

L AMBITO DI APPLICAZIONE DEL REATO DI ABUSIVA ATTIVITÀ FINANZIARIA. Marcello G. Pastrengo e.mail : mpastrengo@htmail.com L AMBITO DI APPLICAZIONE DEL REATO DI ABUSIVA ATTIVITÀ FINANZIARIA Marcello G. Pastrengo e.mail : mpastrengo@htmail.com In via generale agli intermediari che operano nei confronti del pubblico è applicabile

Dettagli

7. La vigilanza sull esercizio dei servizi di investimento

7. La vigilanza sull esercizio dei servizi di investimento 7. La vigilanza sull esercizio dei servizi di investimento 163 3) se non siano vincolati a proporre esclusivamente i contratti di una o più imprese di assicurazione e non forniscano consulenze fondate

Dettagli

L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012

L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012 L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012 1. IL NUOVO SISTEMA DELL INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA 1.1. La riforma dell intermediazione del credito 1 GLOSSARIO 6 APPROFONDIMENTI 9 NORMATIVA 10 1.1. LA RIFORMA

Dettagli

Università degli Studi di Bergamo QUARTA UNITA DIDATTICA

Università degli Studi di Bergamo QUARTA UNITA DIDATTICA Università degli Studi di Bergamo QUARTA UNITA DIDATTICA L esercizio dei servizi di investimento: riserva di attività e regole generali di comportamento dei soggetti abilitati 1 Riserva di attività (art.

Dettagli

indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno,

indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno, L'indebita utilizzazione a fini di profitto della carta di credito da parte di chi non ne sia titolare integra il reato di cui alla Legge n. 143 del 1991, articolo 12, indipendentemente dal conseguimento

Dettagli

Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni

Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni Edizioni Simone - Vol. 26 Compendio di Diritto delle Società Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni Sommario Z 1. I controlli amministrativi. - 2. La Commissione nazionale per le società

Dettagli

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO DETENZIONE PER FINI DI COMMERCIALIZZAZIONE DI SUPPORTI AUDIOVISIVI ABUSIVAMENTE RIPRODOTTI E RICETTAZIONE: LA LEX MITIOR SI APPLICA ANCHE SE SUCCESSIVAMENTE VIENE MODIFICATA IN SENSO PEGGIORATIVO Cassazione

Dettagli

ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO CAMPOBASSO per lo studio del Diritto Commerciale e Bancario. www.associazionegfcampobasso.it

ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO CAMPOBASSO per lo studio del Diritto Commerciale e Bancario. www.associazionegfcampobasso.it Disposizioni in materia di intermediari finanziari di cui agli articoli 106, 107, 113 e 155, comma 4 e 5, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario) TITOLO I DEFINIZIONI Articolo

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA Adozione con delibera Consiglio

Dettagli

Istruzioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell «Elenco Speciale»

Istruzioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell «Elenco Speciale» Istruzioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell «Elenco Speciale» 9,*,/$1=$&5(',7,=,$(),1$1=,$5,$,VWUX]LRQLGL9LJLODQ]DSHUJOL,QWHUPHGLDUL)LQDQ]LDUL LVFULWWLQHOO (OHQFR6SHFLDOHª &LUFRODUHQGHODJRVWR

Dettagli

TITOLO I DEFINIZIONI Articolo 1 (Definizioni)

TITOLO I DEFINIZIONI Articolo 1 (Definizioni) D.M. - -2007, n. Disposizioni in materia di intermediari finanziari di cui agli articoli 106, 107, 113 e 155, comma 4 e 5, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario) TITOLO

Dettagli

Comunicazioni sociali

Comunicazioni sociali Protocollo 231/ 07/10/08 1 di 9 Protocollo per la prevenzione dei reati di cui agli artt. 2621 e 2622 c.c False comunicazioni sociali False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei

Dettagli

ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO

ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO . ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO PROMOTORE FINANZIARIO La figura del promotore finanziario è regolata dal Dlgs 24 febbraio 1998, n. 58, che all art.31, comma 2, definisce

Dettagli

Art. 25-octies d.lgs. 231/2001 Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Art. 25-octies d.lgs. 231/2001 Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (documento realizzato da http://www.compliancenet.it/ il 1 agosto 2014, dettagli in http://www.compliancenet.it/confindustria-aree-a-rischio-econtrolli-preventivi-per-reato-riciclaggio-31-luglio-2014 )

Dettagli

FALSITÀ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO

FALSITÀ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO FAMIGLIA DI REATI FALSITÀ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO NORMATIVA CHE LI HA INTRODOTTI L art. 25 bis disciplina le ipotesi in cui

Dettagli

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti:

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti: Normativa Antiricilaggio: guida pratica UMCI Esaminiamo i vari adempimenti a seconda degli obblighi: a) Identificazione del cliente L identificazione consiste nella verifica dell identità del cliente e

Dettagli

APPLICABILITA DELLE DISPOSIZIONI ANTIRICICLAGGIO ALLE SOCIETA PER LA CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI

APPLICABILITA DELLE DISPOSIZIONI ANTIRICICLAGGIO ALLE SOCIETA PER LA CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI APPLICABILITA DELLE DISPOSIZIONI ANTIRICICLAGGIO ALLE SOCIETA PER LA CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI 1. Premessa La disciplina antiriciclaggio contenuta, in particolare, nel Decreto Legge 3 maggio 1991,

Dettagli

Delibera n. 14015 del 1 aprile 2003

Delibera n. 14015 del 1 aprile 2003 Delibera n. 14015 del 1 aprile 2003 Disposizioni concernenti gli obblighi di comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti da parte dei soggetti abilitati e degli agenti di cambio.

Dettagli

Rendiconto sull attività di gestione dei reclami per l anno 2014

Rendiconto sull attività di gestione dei reclami per l anno 2014 Rendiconto sull attività di gestione dei reclami per l anno 2014 Premessa Il presente documento viene pubblicato in ottemperanza alle disposizioni della Banca d Italia del 29 luglio 2009 (e successive

Dettagli

IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE

IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Regolamento di disciplina dei requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali per l iscrizione all albo delle persone fisiche consulenti finanziari. IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE

Dettagli

LEGGE N. 190/2012 DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL ILLEGALITA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LEGGE N. 190/2012 DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL ILLEGALITA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LEGGE N. 190/2012 DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL ILLEGALITA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Torino, 10 Aprile 2013 La legge 190/2012 introduce degli strumenti per

Dettagli

NOTA. Interpretazione delle principali questioni connesse all emanazione del Decreto del Ministero del Tesoro, 30 giugno 1997, n. 322.

NOTA. Interpretazione delle principali questioni connesse all emanazione del Decreto del Ministero del Tesoro, 30 giugno 1997, n. 322. NOTA Interpretazione delle principali questioni connesse all emanazione del Decreto del Ministero del Tesoro, 30 giugno 1997, n. 322. Con nostra circolare Serie Tecnica n. 146 del 22 dicembre 1997 è stato

Dettagli

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 22 luglio 2009

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 22 luglio 2009 CIRCOLARE N. 37/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 22 luglio 2009 OGGETTO: Modifiche alla disciplina della deducibilità degli interessi passivi dal reddito di impresa Articolo 96 del TUIR.

Dettagli

Holding: trattamento degli interessi ai fini IRAP ed ai fini IRES

Holding: trattamento degli interessi ai fini IRAP ed ai fini IRES Holding: trattamento degli interessi ai fini IRAP ed ai fini IRES IRAP Fonti Circolare Assonime n. 46/2009 Risoluzione 38/E del 26/2/2003 Nota Assoholding n. 6 del 14/12/2010 Circolare Ministeriale 141/E

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO SENTENZA SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DECRETO 11 novembre 2011, n. 220 Regolamento recante determinazione dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza degli esponenti aziendali, nonché dei

Dettagli

- IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate

- IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate - IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Adottata con delibera del CdA del 24 marzo 2006 e successivamente modificata in data

Dettagli

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita 1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione

Dettagli

BANCA D ITALIA. Istruzioni di Vigilanza per le banche

BANCA D ITALIA. Istruzioni di Vigilanza per le banche BANCA D ITALIA Istruzioni di Vigilanza per le banche Circolare n. 229 del 21 aprile 1999-4 Aggiornamento del 10 agosto 2000 ISTRUZIONI DI VIGILANZA PER LE BANCHE RIEPILOGO AGGIORNAMENTI Istruzioni di Vigilanza

Dettagli

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009 CIRCOLARE N. 46/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 3 novembre 2009 OGGETTO: Deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente

Dettagli

LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA' E LA BORSA

LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA' E LA BORSA Delibera Consob 19 dicembre 2014 n. 19084 Modifiche al regolamento di attuazione del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli emittenti adottato con delibera del 14 maggio 1999 n.

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO CARATTERISTICHE E RISCHI TIPICI DELLA MEDIAZIONE CREDITIZIA

FOGLIO INFORMATIVO INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO CARATTERISTICHE E RISCHI TIPICI DELLA MEDIAZIONE CREDITIZIA FOGLIO INFORMATIVO Redatto secondo le indicazioni contenute nel Provvedimento del 29 Aprile 2005 dell'uic, nella Deliberazione del CICR del 4 marzo 2003, del Provvedimento della Banca d Italia del 25 luglio

Dettagli

Parte Speciale G: I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Codice documento:

Parte Speciale G: I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Codice documento: Parte Speciale G: I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Codice documento: MOG 231 - PSG COPIA CONTROLLATA N 1 REV. BREVE DESCRIZIONE

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

Guida pratica antiriciclaggio

Guida pratica antiriciclaggio Guida pratica antiriciclaggio UFFICIO STUDI NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO per le Agenzie Immobiliari e i Mediatori Creditizi Ufficio Studi FIAIP a cura di Armando Barsotti Dal 22 Aprile 2006 sono in vigore

Dettagli

CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205)

CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205) BILANCI BANCARI (pos. 1205) Bilanci delle banche con strumenti finanziari quotati sui mercati regolamentati Richiesta di informazioni ai sensi dell art. 114 del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 Premessa La

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013 CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Normativa Roma, 21 novembre 2013 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche - Criteri generali per la definizione

Dettagli

Regolamento operativo

Regolamento operativo Fondo Nazionale di Garanzia (Art. 62, comma 1, decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415) Regolamento operativo Settembre 2010 Fondo Nazionale di Garanzia (Art. 62, comma 1, decreto legislativo 23 luglio

Dettagli

UDIENZA 5.11.2008 SENTENZA N. 1153 REG. GENERALE n.22624/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UDIENZA 5.11.2008 SENTENZA N. 1153 REG. GENERALE n.22624/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La carta da macero che presenta in modo evidente una rilevante quantità di impurità, superiori alla misura dell'1% prescritto dalla normativa vigente in materia (D.M. 05/02/98 Allegato 1 n. 1) costituisce

Dettagli

NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO ADEMPIMENTI PER I PROFESSIONISTI

NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO ADEMPIMENTI PER I PROFESSIONISTI Torino, 19 Marzo 2013 NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO ADEMPIMENTI PER I PROFESSIONISTI NOZIONE DI RICICLAGGIO DESTINATARI DEGLI ADEMPIMENTI Dott.sa LUCIA STAROLA EVOLUZIONE NORMATIVA 1 L. 5/7/1991 n. 191 (cd

Dettagli

PROCEDURA PER LE SEGNALAZIONI DI ILLECITI E IRREGOLARITÀ (WHISTLEBLOWING)

PROCEDURA PER LE SEGNALAZIONI DI ILLECITI E IRREGOLARITÀ (WHISTLEBLOWING) PROCEDURA PER LE SEGNALAZIONI DI ILLECITI E IRREGOLARITÀ (WHISTLEBLOWING) 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge n. 190/2012 (cd. legge anticorruzione) ha inserito un

Dettagli

REGOLAMENTO N. 38 DEL 3 GIUGNO 2011. L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

REGOLAMENTO N. 38 DEL 3 GIUGNO 2011. L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 38 DEL 3 GIUGNO 2011 REGOLAMENTO CONCERNENTE LA COSTITUZIONE E L AMMINISTRAZIONE DELLE GESTIONI SEPARATE DELLE IMPRESE CHE ESERCITANO L ASSICURAZIONE SULLA VITA, AI SENSI DELL ARTICOLO 191,

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 25 marzo 2011, n. 12034 - Infortunio sul lavoro e responsabilità del cantiere

Cassazione Penale, Sez. 4, 25 marzo 2011, n. 12034 - Infortunio sul lavoro e responsabilità del cantiere Cassazione Penale, Sez. 4, 25 marzo 2011, n. 12034 - Infortunio sul lavoro e responsabilità del cantiere Responsabilità del titolare di una impresa edile individuale ed assegnatario dei lavori di ristrutturazione

Dettagli

MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n.

MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi Prot. n. 00062 Roma, 4 gennaio 2008 Com. n. 3 OGGETTO: Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. 125367/07 Il Ministero

Dettagli

Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, art. 13;

Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, art. 13; Direzione generale Direzione centrale risorse umane Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza Circolare n. 64 Roma, 28 luglio 2015 Al Direttore generale vicario Ai Responsabili

Dettagli

novembre 2002 I SERVIZI D INVESTIMENTO : LA NEGOZIAZIONE

novembre 2002 I SERVIZI D INVESTIMENTO : LA NEGOZIAZIONE novembre 2002 Riflessioni sul sistema finanziario italiano nel nuovo testo unico finanziario e nel compendio delle norme di attuazione, di Marcello G. Pastrengo I SERVIZI D INVESTIMENTO : LA NEGOZIAZIONE

Dettagli

Profili della disciplina sulle banche. Lezione 1 1

Profili della disciplina sulle banche. Lezione 1 1 Profili della disciplina sulle banche Lezione 1 1 Testo Unico Bancario (D. lgs. n. 385 del 1993). Testo Unico Finanziario (D. lgs. n. 58 del 1998) La disciplina bancaria il Testo Unico Bancario: (art.

Dettagli

POLICY SULLA CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA

POLICY SULLA CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA POLICY SULLA CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA Delibera del Consiglio di Amministrazione del 19 Febbraio 2016 Premessa In conformità alle disposizioni di cui all Allegato 3 del Regolamento Intermediari CONSOB

Dettagli

Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni

Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni Errata applicazione dell articolo 126 bis al titolare di patente rilasciata da uno Stato estero All atto di rilascio della patente viene attribuito un

Dettagli

Carte credito, vaglia postale veloce,carta

Carte credito, vaglia postale veloce,carta Carte di credito, vaglia postale veloce,carta di Pagamento,penale,pagamenti,internet,legalgeek Cassazione Feriale Penale del 15 settembre 12 dicembre 2011, n. 45946 testo Civile.it " I reati sono stati

Dettagli

Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo

Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo (Leonardo Serra) Altalex.it Con l'ordinanza 18 dicembre 2012, n. 23383 la

Dettagli

Scheda introduttiva alle PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

Scheda introduttiva alle PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO ODCEC Torino Scheda introduttiva alle PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO 1 PREMESSA Quanto segue rappresenta una prima analisi della normativa. Tale analisi è stata necessariamente

Dettagli

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro;

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro; Regolamento per l organizzazione e il funzionamento della Unità di Informazione Finanziaria (UIF), ai sensi dell art. 6, comma 2, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 LA BANCA D ITALIA Viste la direttiva

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE /h (I 373 96 /14 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VINCENZO ROMIS Dott. GIACOMO FOTI Dott.

Dettagli

REATI PENALI SPECIFICI PER LE SOCIETA QUOTATE IN BORSA. Hanno contribuito

REATI PENALI SPECIFICI PER LE SOCIETA QUOTATE IN BORSA. Hanno contribuito Responsabilità degli amministratori in ambito penale tipologie di reati specifici per le società quotate in borsa REATI PENALI SPECIFICI PER LE SOCIETA QUOTATE IN BORSA a cura di Margherita Gardi per il

Dettagli

MONITORAGGIO DELLA QUALITA DEI CANALI INDIRETTI DI COLLOCAMENTO DEI CREDITI TRAMITE MEDIATORI

MONITORAGGIO DELLA QUALITA DEI CANALI INDIRETTI DI COLLOCAMENTO DEI CREDITI TRAMITE MEDIATORI Allegato 1 MONITORAGGIO DELLA QUALITA DEI CANALI INDIRETTI DI COLLOCAMENTO DEI CREDITI TRAMITE MEDIATORI A) CODICE DEONTOLOGICO DEI MEDIATORI CREDITIZI INVESTITI DI INCARICHI DI MEDIAZIONE E CONSULENZA

Dettagli

1) MODIFICHE AL TESTO UNICO BANCARIO IN ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33 COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N.

1) MODIFICHE AL TESTO UNICO BANCARIO IN ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33 COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 1) MODIFICHE AL TESTO UNICO BANCARIO IN ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33 COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto il decreto

Dettagli

CITTÀ DI BORGARO TORINESE PROVINCIA di TORINO C.A.P. 10071

CITTÀ DI BORGARO TORINESE PROVINCIA di TORINO C.A.P. 10071 CITTÀ DI BORGARO TORINESE PROVINCIA di TORINO C.A.P. 10071 www.comune.borgaro-torinese.to.it REGOLAMENTO GENERALE PER LA DISCIPLINA DELLE ENTRATE COMUNALI INDICE Articolo D E S C R I Z I O N E 1 2 3 4

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO SEZIONE I INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO. Iscritta al Registro delle Imprese C.C.I.A.A. di Milano, R.E.A. n.

FOGLIO INFORMATIVO SEZIONE I INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO. Iscritta al Registro delle Imprese C.C.I.A.A. di Milano, R.E.A. n. FOGLIO INFORMATIVO Redatto ai sensi del titolo VI e VI bis del T.U.B., della delibera CICR del 4 marzo 2003, del Provvedimento di attuazione della Banca d Italia del 25 luglio 2003 e del provvedimento

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301

Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott.

Dettagli

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione p Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione

Dettagli

REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO

REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs 8 giugno 2001 n. 231 Parte Speciale E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO di Fujitsu Technology Solutions S.p.A. Vers.

Dettagli

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004 Svolgimento del processo Su domanda proposta da M. P., titolare di pensione di invalidità dal 1977, il Tribunale di Alessandria

Dettagli

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO Segnalazione di contrasto Rel. n. 123 Roma, 21 giugno 2012 Oggetto: TRIBUTI (IN GENERALE) - DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE (RIFORMA

Dettagli

PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA

PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA 1 PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ

Dettagli

Articolo 7. (Patrimonio dello Stato S.p.a.) Articolo 8. (Società per il finanziamento delle infrastrutture)

Articolo 7. (Patrimonio dello Stato S.p.a.) Articolo 8. (Società per il finanziamento delle infrastrutture) SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA N. 1425 DISEGNO DI LEGGE presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (BERLUSCONI) e dal Ministro dell economia e delle finanze (TREMONTI) di concerto col

Dettagli

La normativa antiriciclaggio per gli avvocati. di Maurizio Arena

La normativa antiriciclaggio per gli avvocati. di Maurizio Arena La normativa antiriciclaggio per gli avvocati di Maurizio Arena Parte Prima Con la pubblicazione del Decreto n. 141 del 3 febbraio 2006 del Ministero dell Economia e delle Finanze e del Provvedimento 24

Dettagli

Articolo 1 del DL 167/1990 così sostituito dalla L. 97/2013, art.9

Articolo 1 del DL 167/1990 così sostituito dalla L. 97/2013, art.9 Modifiche apportate al DL 28 giugno 1990,n.167 (Rilevazione a fini fiscali di taluni trasferimenti da e per l'estero di denaro, titoli e valori) dalla Legge 6 agosto 2013, n.97, Art.9 (Legge europea 2013).

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA RESPONSABILITAv NELLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI INVESTIMENTO. PROFILI GENERALI (Giovanni Falcone)

INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA RESPONSABILITAv NELLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI INVESTIMENTO. PROFILI GENERALI (Giovanni Falcone) INDICE SOMMARIO Elenco delle principali abbreviazioni... Introduzione... XIII XV Capitolo 1 LA RESPONSABILITAv NELLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI INVESTIMENTO. PROFILI GENERALI (Giovanni Falcone) 1. Aspetti

Dettagli

L.R. 1/2005, art. 2, c. 58 e 59 B.U.R. 30/3/2005, n, 13. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 22 marzo 2005, n. 077/Pres.

L.R. 1/2005, art. 2, c. 58 e 59 B.U.R. 30/3/2005, n, 13. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 22 marzo 2005, n. 077/Pres. L.R. 1/2005, art. 2, c. 58 e 59 B.U.R. 30/3/2005, n, 13 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 22 marzo 2005, n. 077/Pres. Regolamento per la determinazione dei criteri e delle modalità per il concorso delle

Dettagli

I soggetti che operano nel mercato finanziario. Francesca Mattassoglio

I soggetti che operano nel mercato finanziario. Francesca Mattassoglio I soggetti che operano nel mercato finanziario Francesca Mattassoglio Art. 18 TUF 1. L'esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento è riservato alle imprese

Dettagli

Allegato 1 Confronto delle disposizioni attuative della normativa primaria

Allegato 1 Confronto delle disposizioni attuative della normativa primaria Allegato 1 Confronto delle disposizioni attuative della normativa primaria Istruzioni di vigilanza per gli intermediari finanziari iscritti nell elenco speciale (Circ. Banca d Italia 216 del 5 agosto 1996

Dettagli

I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti. di Luca Ferrari

I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti. di Luca Ferrari I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti di Luca Ferrari ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA REVISIONE LEGALE L esercizio della revisione legale é riservato ai soggetti

Dettagli

Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata

Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata Cassazione civile, sezione lavoro, 2 luglio 2014, n. 15070. Presidente Lamorgese. Relatore Tria. Notificazioni e comunicazioni - Comunicazione

Dettagli

Decreto Legislativo 20 febbraio 2004, n. 56

Decreto Legislativo 20 febbraio 2004, n. 56 Decreto Legislativo 20 febbraio 2004, n. 56 "Attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi da attività illecite" pubblicato

Dettagli

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 5 giugno 2014

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 5 giugno 2014 CIRCOLARE N. 15/E Direzione Centrale Normativa Settore Imposte sui Redditi e sulle Attività produttive Ufficio Reddito d impresa Roma, 5 giugno 2014 OGGETTO: Addizionale dell imposta sul reddito delle

Dettagli

NAPOLI, 12 giugno 2013

NAPOLI, 12 giugno 2013 Avv. Daniela DONDI NAPOLI, 12 giugno 2013 Iniziativa della Commissione Servizi agli Ordini e agli Avvocati del CNF NUOVA DISCIPLINA DELL ORDINAMENTO DELLA PROFESSIONE FORENSE Legge 31 dicembre 2012 n.

Dettagli

Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate

Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Adottata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 12 febbraio 2007 e successivamente

Dettagli

Legge 17 febbraio 1992, n. 154 - Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari

Legge 17 febbraio 1992, n. 154 - Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari Legge 17 febbraio 1992, n. 154 - Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari Articolo 1. Ambito soggettivo d'applicazione. 1. Le norme della presente legge trovano applicazione

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

DISCIPLINARE PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI LEGALI

DISCIPLINARE PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI LEGALI Approvato con delibera di Giunta Comunale n. 5 dell 11.1.2012 DISCIPLINARE PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI LEGALI ART. 1 PREMESSA 1. Il presente documento disciplina il conferimento degli incarichi per

Dettagli

PARTE SPECIALE Settima Sezione. Reati di abuso di mercato

PARTE SPECIALE Settima Sezione. Reati di abuso di mercato PARTE SPECIALE Settima Sezione Reati di abuso di mercato INDICE PARTE SPECIALE - Settima Sezione Pag. 1. Le fattispecie dei reati di abuso di mercato...3 1.1 Art. 184 D.Lgs. 58/1998: Abuso di informazioni

Dettagli

Al SIGNOR SINDACO del Comune di

Al SIGNOR SINDACO del Comune di Da presentare in doppia copia di cui una in bollo. Prima di consegnare il modulo, munirsi di fotocopia da far timbrare per ricevuta dall Ufficio Protocollo e conservare per gli usi successivi Al SIGNOR

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE SENTENZA Cass. Pen., sez.iii, 21.06.07, n.24468 Rifiuti - Sentenze - Fertilizzanti non conformi alla legge - Differenza con disciplina dei rifiuti. La produzione di fertilizzanti, in particolare di ammendante compostato

Dettagli

PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE SETA SPA PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Aggiornamento n. 1 del 5 febbraio 2016. 1 PREMESSA Il presente documento costituisce l aggiornamento n. 1 del Piano di Prevenzione della Corruzione (d ora

Dettagli

- Dmail Group S.p.A. -

- Dmail Group S.p.A. - - Dmail Group S.p.A. - PROCEDURA PER L ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI IN MATERIA DI Internal Dealing - Dmail Group S.p.A. - PROCEDURA PER L ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI IN MATERIA DI COMPORTAMENTO INTERNAL DEALING

Dettagli

INDICE SOMMARIO PARTE PRIMA GLI INTERMEDIARI FINANZIARI CAPITOLO PRIMO LA DISCIPLINA SUGLI INTERMEDIARI FINANZIARI NEL TESTO UNICO BANCARIO

INDICE SOMMARIO PARTE PRIMA GLI INTERMEDIARI FINANZIARI CAPITOLO PRIMO LA DISCIPLINA SUGLI INTERMEDIARI FINANZIARI NEL TESTO UNICO BANCARIO PARTE PRIMA GLI INTERMEDIARI FINANZIARI CAPITOLO PRIMO LA DISCIPLINA SUGLI INTERMEDIARI FINANZIARI NEL TESTO UNICO BANCARIO 1.1. Le origini della normativa del Titolo V t.u. bancario sui «Soggetti operanti

Dettagli

WHISTLEBLOWING POLICY

WHISTLEBLOWING POLICY WHISTLEBLOWING POLICY Allegato C Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge 190/2012 (cd. legge anticorruzione) ha

Dettagli

Articolo 1 - Modifiche alla disciplina sanzionatoria in materia di delitti contro la pubblica amministrazione

Articolo 1 - Modifiche alla disciplina sanzionatoria in materia di delitti contro la pubblica amministrazione Legge 27/5/2015 n. 69 (G.U. 30/5/2015 n. 124) Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio Articolo 1 - Modifiche alla disciplina

Dettagli

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 aprile 2001 n. 90)

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 aprile 2001 n. 90) Decreto del ministero del Tesoro del 4 aprile 2001 Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 aprile 2001 n. 90) Modifiche al decreto ministeriale 13 maggio 1996 sui criteri di iscrizione degli intermediari

Dettagli

IL TAEG E IL TEG: ANALOGIE E DIFFERENZE.

IL TAEG E IL TEG: ANALOGIE E DIFFERENZE. IL TAEG E IL TEG: ANALOGIE E DIFFERENZE. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) viene impiegato come tasso di riferimento per le operazioni di credito al consumo, mentre il TEG (Tasso Effettivo Globale)

Dettagli

Opponibilità di crediti futuri ed eventuali alla procedura di concordato preventivo

Opponibilità di crediti futuri ed eventuali alla procedura di concordato preventivo Opponibilità di crediti futuri ed eventuali alla procedura di concordato preventivo Tribunale di prato, 30 settembre 2014. Presidente relatore Maria Novella Legnaioli. Concordato preventivo - Cessione

Dettagli

Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO DA COMAG s.r.l.

Dettagli

agevolazione prevista dal citato DPR n. 601 del 1973, art. 15, la quale come tutte le disposizioni che prevedono delle agevolazioni tributarie, è

agevolazione prevista dal citato DPR n. 601 del 1973, art. 15, la quale come tutte le disposizioni che prevedono delle agevolazioni tributarie, è RISOLUZIONE N. 121/E Roma, 13 dicembre 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine DPR 29 settembre 1973, n. 601, articoli 15 e seguenti Contratti

Dettagli

LE INFORMATIVE PREFETTIZIE

LE INFORMATIVE PREFETTIZIE LE INFORMATIVE PREFETTIZIE Il Consiglio di Stato con la pronuncia n. 444/2012 si è espresso sull appello, avverso una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, sede di Napoli, presentato

Dettagli

Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE INDICE Art. 1 - Ambito di applicazione Ambito di applicazione 1 TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 2 - Finalità del processo di gestione del patrimonio

Dettagli

DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE Approvata dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 27 marzo 2006 e successivamente modificata nella

Dettagli

Con una pronuncia resa dalla sezione lavoro il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione

Con una pronuncia resa dalla sezione lavoro il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA, CODICE DISCIPLINARE AZIENDALE E GRADUAZIONE DELLA SANZIONE, nota a Cass. sez. lavoro n. 22129 del 25 ottobre 2011 di MATTEO BARIZZA Con una pronuncia resa dalla sezione

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore

Dettagli