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1 MODULO DI DOMANDA DA REDIGERSI IN CARTA SEMPLICE PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DELLE ASSOCIAZIONI/ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO ( ART. 5, COMMA 2, L.R.24/2003) Alla Regione Emilia Romagna Presidenza della Giunta Servizio "Promozione e sviluppo delle politiche per la sicurezza e della polizia locale" Viale Aldo Moro Bologna La sottoscritta Sabrina Olivè in qualità di presidente e legale rappresentante del Comitato Provinciale UISP - Unione Italiana Sport per Tutti di Piacenza, con sede in: via IV Novembre 168, Piacenza Tel Cell Fax chiede la concessione del contributo di cui all'art,5, comma 2, L.R.24/2003 per la realizzazione del progetto in allegato: "A scuola di antirazzismo: il calcio come strumento di mediazione interculturale" Piacenza 18 maggio 2006 Sabrina Olivè Presidente UISP Piacenza

2 SCHEDA DI PROGETTO PER LE ASSOCIAZIONI ED ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO. Organizzazione richiedente COMITATO PROVINCIALE UISP - UNIONE ITALIANA SPORT PER TUTTI, DI PIACENZA. Attività principale del richiedente Attività principale del "Comitato Provinciale UISP Unione Italiana Sport per Tutti" è rilanciare il valore sociale dello "sport per tutti", incentivando e garantendo il diritto alla pratica motoria per cittadini di ogni età, oltre ogni barriera di classe, di sesso, di razza, di condizione fisica. UISP promuove altresì la difesa dell'ambiente e i valori della solidarietà attraverso attività sportive che favoriscono la interculturalità e la conoscenza reciproca, in un'ottica di prevenzione delle devianze minorili. Data di iscrizione ai registri di cui alla L.R. 21 febbraio 2005, n.12 ( per le organizzazioni di volontariato). Iscritta dal 16/10/96 all'albo delle associazioni di promozione sociale della Provincia di Piacenza. Da quanto tempo opera nel settore Dal 1983 opera come "UISP-Comitato Provinciale di Piacenza", in precedenza come "Arci UISP" Piacenza (cfr. Allegato B) Denominazione del progetto: "A scuola di antirazzismo: il calcio come strumento di mediazione interculturale." Responsabile del progetto: Antonella Liotti, Responsabile settore progetti e comunicazione UISP Piacenza, Tel ; Cell ; Fax ) Descrizione dello specifico problema di sicurezza che si vuole affrontare ( tipo di problema, contesto territoriale in cui si è sviluppato, natura oggettiva e/o soggettiva, ecc..) Negli ultimi decenni l Italia si è trasformata da paese di emigrazione in paese di immigrazione. Dopo una prima fase di accoglienza, tesa al superamento dell emergenza, si è passati ad una seconda fase che è caratterizzata da problematiche nuove, con una presenza straniera nel paese, ed in particolare nella scuola, sempre più significativa e radicata. A tale situazione corrispondono problematiche di integrazione di tipo nuovo, che segnalano condizioni di disagio derivanti dalla difficile integrazione tra diverse culture che possono condurre a fenomeni di intolleranza e razzismo. Da un recente rapporto MIUR, l Emilia Romagna risulta essere, con presenze, la seconda regione per numero assoluto di alunni stranieri, ma è al primo posto per presenza percentuale di alunni stranieri sul totale dei frequentanti (5,93%). Anche Piacenza presenta percentuali elevate (6,44% sul totale degli studenti), che la pongono tra i primi posti in Regione. 1

3 Si evidenzia inoltre che tale fenomeno ha assunto particolare rilevanza negli ultimi anni, con indici di variazione tra gli anni scolastici 2000/01 e 2002/03 superiori al 200%, in particolare nelle scuole superiori (Regione Emilia-Romagna. DG Cultura Formazione Lavoro. Sistemi informativi/informatici su dati Rilevazioni integrative MIUR). Più specificamente, nell'itis G. Marconi di Piacenza, uno dei partner del progetto, la presenza di alunni stranieri si è incrementata da 25 unità nell'anno scolastico 1999/00 a 119 nell'anno scolastico 2004/05, con un incremento della percentuale di stranieri sul totale degli allievi passata nel medesimo periodo dall'1,6% all'8,6% (dati statistici regionali). Da dati del MIUR si deduce inoltre che gli studenti stranieri soffrono di una disagio scolastico superiore a quelli italiani, con tassi superiori di insuccesso e abbandono scolastico. E' significativo inoltre che il tasso di alunni stranieri non promossi aumenti passando dalla scuola primaria a quella secondaria inferiore e superiore. Gli insuccessi scolastici possono essere ricollegati alle difficoltà di integrazione, in particolare linguistica e culturale, e costituiscono un rischio potenziale per una effettiva integrazione nella società locale, con conseguenze negative in termini di sicurezza del territorio. Da segnalazioni dell'amministrazione Comunale di Piacenza e dalla stampa locale si riscontra infine che in alcuni quartieri cittadini, con elevati tassi di presenza straniera, si riscontrano frequenti situazioni di criticità. In uno di questi casi, l'amministrazione Comunale, attraverso la Cooperativa L'Arco, anch'essa partner nel progetto, ha attivato un centro di aggregazione giovanile frequentato prevalentemente da immigrati. Nell'ambito più specificatamente sportivo, alcune scuole di calcio associate a UISP Piacenza hanno segnalato alcune difficoltà emerse nella gestione dei gruppi multietnici, richiedendo una consulenza specifica per affrontare il problema prima che questo possa sfociare in espliciti episodi di intolleranza. In questo caso, per giovani calciatori della scuola calcio, discutere ed approfondire il problema del razzismo negli stadi costituirebbe uno strumento per affrontare, e si auspica risolvere, problemi di convivenza che sperimentano nella loro quotidianità. 2) Descrizione dettagliata del progetto specificando: Tipologia degli interventi, obiettivi specifici del progetto Obiettivo del progetto A scuola di antirazzismo: il calcio come strumento di mediazione interculturale è aumentare la consapevolezza del problema razzismo in tre realtà giovanili piacentine che a diverso titolo stanno sperimentando la compresenza di culture diverse, effetto dei processi migratori. In particolare saranno coinvolti, in questo primo anno: un Istituto superiore secondario nel Comune di Piacenza (ITIS G. Marconi), con una significativa percentuale di alunni di origine extracomunitaria, una scuola di calcio gestita dalla Associazione Sportiva dilettantistica Besurica, un centro di aggregazione presente sul territorio, gestito dalla Cooperativa L'Arco, che si occupa anche di giovani immigrati. Di fronte a questi nuovi fenomeni di convivenza i ragazzi si dimostrano impreparati e spesso necessitano di nuovi strumenti culturali per gestire realtà nuove, a volte anche conflittuali. Al tempo stesso però i giovani possono essere un fattore di cambiamento: da questo naturale bacino d utenza per futuri sportivi e tifosi può infatti scaturire un recupero di valori di rispetto e tolleranza, 2

4 sportività, legalità, in un ottica di limitazione delle discriminazioni presenti nella società civile e di riduzione della violenza. La conoscenza e l analisi del fenomeno del tifo calcistico ed in particolare degli episodi di tipo razzistico, può quindi stimolare nei ragazzi coinvolti un processo di rivalutazione dei valori educativi dello sport, valori che consentono la prevenzione e/o la mediazione dei conflitti e l accettazione e valorizzazione della diversità. Il progetto nasce dalla convinzione che la conoscenza reciproca, il coinvolgimento e l integrazione tra più realtà rappresentino una risorsa imprescindibile per la comprensione dei fenomeni sociali e del comportamento individuale, come per una profonda acquisizione dei valori positivi legati allo sport. La quotidiana osservazione e l analisi critica del fenomeno del tifo calcistico, come dello sport più in generale, ed in particolare il purtroppo frequente ripetersi in tali ambiti di episodi di razzismo, trovano il loro naturale sviluppo nel coinvolgimento dei giovani e degli studenti. Proprio i giovani infatti devono essere i soggetti principali di un processo di rivalutazione dei valori educativi dello sport. L attività sportiva, oggi, sembra infatti aver perso i suoi principi originari, sempre più spesso sopraffatti da una competizione sfrenata che rende lecito qualsiasi mezzo per massimizzare le prestazioni, da tensioni e violenza dentro e fuori i campi di gioco. Troppo spesso, le diversità diventano così causa di discriminazioni e razzismo, dentro e fuori i campi di gioco. L avversario che ha un colore della pelle differente diventa unicamente nemico, diverso; lo sport perde i suoi valori originari di aggregazione ed integrazione, valori per i quali è veicolo dalle potenzialità incredibili, essendo linguaggio universale e immediato. Sulla base di quanto sopra esposto, all'interno di un sistema nel quale lo sport diventa contenitore/veicolo, gli obiettivi specifici del progetto sono: miglioramento dei processi di comunicazione e comprensione, prevenzione o risoluzione delle situazioni di conflitto, promozione della convivenza interculturale e integrazione sociale. Modalità organizzative di realizzazione (tempi, fasi, metodologia) Il progetto si avvale della consulenza e della professionalità del "Progetto Ultrà", organizzazione che da dieci anni si occupa del fenomeno sociale del tifo sportivo, studiandone dinamiche e comportamenti ed elaborando strategie per favorire una limitazione della violenza e dell intolleranza attraverso un lavoro di tipo sociale rivolto ai tifosi e portato avanti insieme a loro. A livello europeo, il Progetto Ultrà è inoltre membro fondatore della Rete FARE (Football Against Racism in Europe). Il progetto si configura in n 4 incontri della durata di 2/3 ore ciascuno, a seconda della disponibilità delle realtà coinvolte, di cui uno comune a tutte esse, in cui verranno affrontate le seguenti tematiche: 1 incontro (in sede) Le culture giovanili Presentazione dei moduli e prima discussione del lavoro di gruppo da realizzare nel corso del progetto (fanzine, video, mostra fotografica, elaborazioni grafiche/artistiche). Analisi della nascita delle culture giovanili in Europa ed in Italia, fondamenti ideologici, rilevanza dei gruppi nelle forme di aggregazione nelle varie epoche. 2 incontro (in sede): Razzismo ed antirazzismo nel calcio e negli stadi Cenni antropologici sul razzismo nella società; il razzismo nello sport e nel calcio; lo sport come veicolo di integrazione sociale; attività antirazziste nel calcio e sugli spalti. La discriminazione delle 3

5 donne nelle attività sportive e la presenza ed il ruolo delle donne all'interno dei fenomeni di aggregazione sportiva giovanile: esempi stranieri e problematiche italiane. 3 incontro (in sede): Riflessioni ed elaborazioni Riflessioni sulle tematiche emerse, elaborazione del lavoro di gruppo svolto nel periodo che intercorre tra le lezioni e nelle lezioni stesse. 4 incontro (esterna): Incontro finale comune a tutte le realtà coinvolte con esposizione degli elaborati preparati da parte degli alunni Incontro dibattito con la presenza di esperti sul tema, calciatori che narrino la loro esperienza, rappresentanti di comunità di immigrati, società calcistiche locali. Nel periodo che intercorre tra i vari incontri, tutti all'insegna dell'interattività, con l auspicata collaborazione e partecipazione del personale docente e degli istruttori, si prevede la preparazione da parte di ogni realtà coinvolta di un elaborato finale, quale ad esempio un giornalino, una fanzine, una ricerca o un breve elaborato video. In occasione degli incontri e delle lezioni, si contempla inoltre la proiezione di brevi filmati e di presentazioni video, così come l utilizzo di pannelli informativi appositamente preparati, in modo da favorire il dibattito ed il coinvolgimento degli alunni. L'intervento avrà luogo durante l'anno scolastico 2006/07 e sarà preceduto da una riunione organizzativa cui parteciperanno rappresentanti di: UISP Piacenza, Progetto Ultrà, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, ITIS G. Marconi, Cooperativa L'Arco, Associazione Sportiva dilettantistica Besurica. In tale riunione saranno fissati i calendari degli interventi, le modalità di presentazione del progetto nelle tre diverse realtà coinvolte, gli aspetto logistici ed organizzativi e si formulerà una prima ipotesi riguardante l'incontro finale condiviso, da sottoporre a verifica nel corso dello svolgimento del progetto. 3) Il progetto adotta interventi basati sulla differenza di genere? Si (X) No ( ) Se si, descrivere le modalità con cui la differenza di genere viene considerata: Verrà affrontato il problema della discriminazione delle donne nelle attività sportive e la presenza ed il ruolo delle donne all'interno dei fenomeni di aggregazione sportiva giovanile. 4

6 4) Indicare e descrivere le relazioni del progetto con altre attività generali dell'associazione e con i progetti per la sicurezza delle amministrazioni locali eventualmente esistenti nel territorio dove si intende realizzare il progetto. Come richiamato nella descrizione della attività principale svolta dalla associazione richiedente, la UISP si pone come obiettivo "rilanciare il valore sociale dello "sport per tutti", incentivando e garantendo il diritto alla pratica motoria per cittadini di ogni età, oltre ogni barriera di classe, di sesso, di razza, di condizione fisica". A partire dalla sua costituzione infatti UISP ha promosso attività sportive rivolte ai diversamente abili, agli anziani, ai ragazzi e bambini, pur mantenendo operative attività dedicate ad atleti di diverse discipline che operano sia a livello agonistico che amatoriale. In particolare i campionati di calcio organizzati da UISP Piacenza hanno coinvolto 4000 tesserati, con una significativa presenza di atleti stranieri nelle squadre iscritte, nonchè di intere squadre "nazionali" interamente composte da stranieri. Questa esperienza ha permesso a UISP di sperimentare come il calcio amatoriale possa essere uno strumento di mediazione culturale importante, soprattutto in un momento come l'attuale in cui i valori dello sport sembrano essere messi in discussione a livello delle leghe calcistiche maggiori, che evidenziano preoccupanti fenomeni di razzismo e corruzione, potenziali modelli negativi per i giovani. Invece a parer nostro, come sostiene Paul Eliot, ex giocatore di colore della nazionale inglese, "Occorre iniziare dalla educazione, educare i giovani alla multiculturalità, cominciando dalle scuole, cominciando dalle azioni concrete.... Servirebbe che anche le società di calcio, le federazioni nazionali e la scuola lavorassero insieme per progetti comuni, che usano il calcio come uno strumento di socializzazione e di educazione. Il calcio usa il linguaggio comune dello sport, sul campo non esiste la distinzione di pelle, di cultura, di lingua, esiste solo la tecnica e la passione". Relativamente alle collaborazioni in atto con le amministrazioni locali, il nostro progetto è coerente con gli obiettivi della Amministrazione Comunale di Piacenza per quanto concerne gli interventi sociali e di mediazione interculturale. In particolare, ci è stata fornita una significativa consulenza dall'ufficio "Piacenza sicura", facente parte dello staff del Sindaco, che ha segnalato come possibile ambito di intervento il centro di aggregazione giovanile CAPRASQUARE, gestito dalla Cooperativa Sociale "L Arco". Tale centro si occupa dell integrazione di giovani immigrati, anche con interventi di animazione di quartiere e mediazione culturale, ed è già oggetto di interventi programmati dall'ufficio "Piacenza sicura". Inoltre l'ufficio ha svolto interventi di coordinamento e promozione presso gli altri partner del progetto: Amministrazione Provinciale di Piacenza, l'itis G. Marconi e la Cooperativa L'Arco. 5) Il progetto rappresenta la puntuale ripetizione di iniziative già avviate negli anni precedenti? Si ( ) No (X) Se si, allegare obbligatoriamente una relazione documentata che documenti in maniera chiara ed evidente i risultati positivi ottenuti nelle precedenti sperimentazioni e le ragioni della ripetizione puntuale dell'iniziativa. 5

7 6) Indicatori di verifica attraverso i quali il proponente intende misurare i risultati dell'iniziativa, in relazione agli obiettivi che si intende perseguire. Descrizione generale del sistema di valutazione Il sistema di valutazione riguarderà da un lato il livello di partecipazione e il gradimento dei ragazzi coinvolti e dall'altro l'efficacia degli interventi di mediazione culturale e prevenzione dei fenomeni di razzismo e di violenza. Verranno adottati due tipi di valutazione, una di processo ed una di risultato. Indicatori 1. Gli indicatori di processo riguarderanno in generale gli strumenti che governano il progetto e ne seguono l'evoluzione. In particolare lo sguardo sarà rivolto all analisi dei tempi e delle fasi del processo; delle modalità di realizzazione; del grado di partecipazione dei ragazzi. Indicatori che rilevano il rispetto della programmazione temporale (attraverso la registrazione del calendario di attività svolte rispetto a quanto programmato) Indicatori che rilevano il grado di partecipazione, anche in progresso di tempo, dei giovani coinvolti (attraverso la registrazione delle presenze agli incontri) 2. Gli indicatori di risultato rileveranno l'efficacia gestionale e la capacità di raggiungere i risultati attesi. Nello specifico riguarderanno: Indicatori che esprimono il livello di gradimento e di qualità percepita dai ragazzi nel progetto (attraverso appositi questionari e interviste) Indicatori che misurano i mutamenti intervenuti nella percezione del fenomeno "razzismo" da parte dei ragazzi coinvolti (attraverso l'analisi degli elaborati finali compilati dai ragazzi) Metodologie e strumenti La metodologia per le valutazioni utilizzata, basata su criteri di trasparenza, si sostanzierà nell utilizzo dei suddetti strumenti: Calendari delle attività Fogli presenze Verbali degli incontri Questionari e interviste Elaborati finali Ragazzi X X X Operatori X X X Team responsabile X X X Le presenze saranno rilevate per ciascun incontro al quale parteciperanno ragazzi, operatori e componenti il team responsabile della valutazione del progetto. I calendari delle attività saranno stilati dagli operatori incaricati, per ciò che attiene le fasi realizzative del progetto, e dal team responsabile della valutazione del progetto per quanto attiene l attività di programmazione e di verifica finale di competenza. Lo stesso per ciò che riguarda i verbali degli incontri sia degli operatori che del team responsabile della valutazione del progetto. I questionari e le interviste, finalizzati all individuazione del livello di gradimento e di qualità percepita dai ragazzi coinvolti nel progetto, saranno effettuati e gestiti dagli operatori incaricati. Gli elaborati finali prodotti dai ragazzi (fantine, video, fotografie, illustrazioni grafiche/artistiche e altro che i ragazzi avranno voluto suggerire nel corso del primo dei quattro incontri previsti) saranno analizzati dal team responsabile della valutazione, al quale competerà trarre le indicazioni 6

8 conclusive circa i mutamenti intervenuti nella percezione del fenomeno "razzismo" da parte dei ragazzi nello spazio intercorrente tra il prima e il dopo l attuazione del progetto. Responsabilità della valutazione Si prevede la costituzione di un team che comprenda rappresentanti di: - UISP Piacenza - Comune di Piacenza - Provincia di Piacenza - ITIS G. Marconi - Cooperativa L'Arco - Associazione Sportiva dilettantistica Besurica, responsabile della scuola calcio. Tale team si farà carico della verifica degli indicatori di processo e di risultato, nonchè di una valutazione complessiva dell'intervento e della sua applicabilità, in anni successivi, in analoghi contesti locali. 7) Il progetto prevede il coinvolgimento di altri soggetti, pubblici e/o privati, estranei alla associazione proponente, tenendo conto che non si intendono come collaborazioni le prestazioni remunerate rese da eventuali soggetti partecipanti all'attuazione del progetto? Si (X) No ( ) Se si, indicare: Altri soggetti coinvolti nella realizzazione: Comune di Piacenza (Allegato D) Provincia di Piacenza (Allegato E) ITIS G. Marconi (Allegato F) Cooperativa L'Arco (Allegato G) Associazione Sportiva dilettantistica Besurica (Allegato H) Caratteristiche, natura e modalità della collaborazione (obiettivi comuni, forme di coordinamento, suddivisione dei compiti ecc..): I soggetti sopra elencati condividono la necessità di affrontare con i ragazzi le problematiche del razzismo per favorire una migliore integrazione sociale e superare le conflittualità esistenti nel contesto giovanile. Inoltre ritengono che la conoscenza e l'analisi del fenomeno del razzismo negli stadi stimolerà nei ragazzi coinvolti un processo di rivalutazione dei valori educativi dello sport, che permettono la prevenzione del conflitto e l accettazione e valorizzazione della diversità. Il coordinamento del progetto è assunto da UISP Piacenza. Si prevede inoltre la costituzione di una equipe scientifica cui parteciperanno tutti partner del progetto e un rappresentante del Progetto Ultrà, in qualità di docente ed esperto qualificato nel settore. Come precedentemente riportato al punto (6), il team si assumerà inoltre la responsabilità della valutazione complessiva circa l'efficacia del progetto. 7

9 8) Piano delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del progetto Costo del progetto: Euro Si dichiara l'impegno a realizzare il progetto anche in caso di riduzione della quota percentuale di cofinanziamento regionale e si indica la percentuale minima del 70% della spesa ammissibile al di sotto della quale si rinuncia all'attuazione dell'iniziativa. Si allega preventivo di spesa (Allegato I) 9) Il richiedente fruisce di contributi accordati da altre Amministrazioni pubbliche per le attività previste dal progetto? Si ( ) No (X) Se si, indicare il concedente, l'ammontare del contributo (anche in percentuale) e le attività finanziate attraverso quel contributo 10) Il richiedente ha già usufruito di contributi regionali per azioni di miglioramento della sicurezza, ex art. 220 bis, comma 2, L.R. 3/99 e/o art.5, comma 2 L.R. 24/03? Si ( ) No (X) Se si, in che anno/i? Eventuali note 8

10 ALLEGATI: Facoltativi: Allegato A Relazione illustrativa dettagliata del progetto Obbligatori: Allegato B Atto Costitutivo UISP Comitato Provinciale di Piacenza Allegato C Copia dello statuto UISP Allegato D Lettera di Adesione del Comune di Piacenza Allegato E Lettera di adesione della Provincia di Piacenza Allegato F Lettera di Adesione dell'itis G. Marconi AllegatoG Lettera di Adesione della Cooperativa L'Arco, che gestisce il centro di aggregazione giovanile Allegato H Lettera di adesione della Associazione Sportiva dilettantistica Besurica. responsabile della scuola calcio Allegato I Preventivo di spesa 9

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