Unti con l olio della gioia

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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLIV n. 89 (46.631) Città del Vaticano venerdì 18 aprile Papa Francesco durante la messa crismale fa memoria dell istituzione del sacerdozio Unti con l olio della gioia Povertà, fedeltà e obbedienza le tre sorelle del buon sacerdote «Unti con olio di gioia per ungere con olio di gioia». In poche parole Papa Francesco, nel giorno in cui si fa memoria dell istituzione del sacerdozio, ne ha riassunto la missione. Nell omelia pronunciata questa mattina, 17 aprile, giovedì santo, durante la messa crismale nella basilica di San Pietro, ha infatti ricordato che se è vero che il dono dell unzione è ciò che rende il sacerdote gioioso «di una gioia incorruttibile», è altrettanto vero che si tratta sempre di «una gioia missionaria»: che ha senso, cioè, soltanto se «posta in intima relazione» con il popolo di Dio. Anzi essa «è una gioia che fluisce solo quando il pastore sta in mezzo al suo gregge» ha detto il Pontefice. Ed è proprio il gregge che la difende e la custodisce. Così come fanno quelle che il Santo Padre definisce le tre s o re l l e : la povertà, la fedeltà e l obb edienza. E in questo giovedì santo il Papa ha chiesto al Signore tre cose per il sacerdote: che conservi «il brillare gioioso» negli occhi dei nuovi ordinati, pronti a partire «per mangiarsi il mondo e per consumarsi in mezzo al popolo fedele di Dio»; che conservi «la profondità e la saggia maturità della gioia nei preti adulti», quelli che «hanno tastato il polso del lavoro» affinché raccolgano le forze e si riarmino; infine che quella stessa gioia «risplenda nei sacerdoti anziani, sani o malati», affinché, guardando alla croce, riscoprano la consapevolezza di possedere «un tesoro incorruttibile» e riassaporino la gioia di «passare la fiaccola», di «veder crescere i figli dei figli» e di «salutare sorridendo e con mitezza le promesse in quella speranza che non delude». PAGINA 7 y(7ha3j1*qsskkm( +&!z!&!=!:! In corso a Ginevra il vertice a quattro per disinnescare la crisi ucraina Alla ricerca di un compromesso Un jet sorvola alcuni militari ucraini a Kramatorsk (Reuters) GINEVRA, 17. Per cercare di invertire l escalation che si è innescata nell est dell Ucraina, dove nelle ultime ore si sono registrati sanguinosi scontri tra esercito e insorti filo-russi, i capi delle diplomazie di Mosca e Kiev, con la mediazione di Stati Uniti e Unione europea, hanno avviato una serie di colloqui a Ginevra per cercare di allentare la tensione e tentare di ricomporre la crisi. Nell hotel della città elvetica che ospita i colloqui sono arrivati il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, il collega ucraino, Andriy Deshchytsia, il segretario di Stato americano, John Kerry, e l alto responsabile per la Politica estera e di sicurezza comune dell Ue, Catherine Ashton. La girandola di colloqui bilaterali che precedono il tavolo a quattro è cominciata con un incontro tra il titolare del dipartimento di Stato e il capo della diplomazia europea a cui ha fatto seguito un colloquio di Kerry con il ministro degli Esteri ad interim ucraino. Fonti russe hanno confermato che il capo della diplomazia del Cremlino, giunto stamane a Ginevra, ha incontrato Kerry dopo il suo colloquio con il capo della diplomazia di Kiev. Concluse le bilaterali, i quattro avranno una colazione di lavoro, terminata la quale si presenteranno ai giornalisti. Finora sono confermate le conferenze stampa di Kerry e quella del collega ucraino. La riunione è iniziata in un clima di forte tensione, dopo le violenze della notte, nella città di Mariupol, sul Mare di Azov nella regione di Donetsk, dove tre miliziani filo-russi sono stati uccisi mentre tentavano di assaltare una base della Guardia nazionale di Kiev. Secondo il ministro dell Interno ucraino, Arsen Avakov, altri 13 insorti sono rimasti feriti e 63 miliziani sono stati catturati. La situazione nel Paese resta dunque critica; e mentre per il Cremlino si rischia la guerra civile, la Casa Bianca annuncia di avere già pronte nuove sanzioni contro Mosca, da adottare nei tempi opportuni. «Spero tanto di non dover usare il diritto concessomi dal Parlamento di impiegare la forza in Ucraina, spero tanto che la situazione possa essere risolta con mezzi politico-diplomatici» ha detto oggi Putin nella sua linea diretta televisiva con il Paese. Il leader del Cremlino ha però lasciato la porta aperta al dialogo: «Iniziare negoziati a Ginevra è la cosa più importante, è molto importante discutere insieme come superare questa situazione». Putin ha inoltre sottolineato come sia urgente che il Governo di Kiev avvii immediatamente un vero dialogo con i rappresentanti delle regioni in rivolta, criticando il fatto che quando le autorità ucraine si sono recate in queste regioni non hanno avuto incontri con la popolazione ma solo con i loro alleati. Putin ha infine negato che ci siano unità speciali russe nell est dell Ucraina, ma ha ammesso, per la prima volta, che militari di Mosca hanno sostenuto le forze di autodifesa in Crimea. Intanto, i governi dell Ue devono essere pronti ad applicare immediatamente la fase 3 delle sanzioni economiche contro la Russia. È scritto nella risoluzione congiunta sulla situazione in Ucraina approvata quasi all unanimità (437 sì, 49 no, 85 astenuti) dalla plenaria di Strasburgo che chiede anche misure contro le imprese energetiche russe e gli investimenti e i beni russi nell Ue, nonché la revisione di tutti gli accordi con Mosca in vista della loro possibile sospensione. Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durão Barroso, ha scritto una lettera a Putin affermando che Bruxelles è pronta a consultazioni con Mosca e Kiev sulle forniture di gas. Rilasciate più di cento studentesse rapite da Boko Haram Studentesse nigeriane (Epa) ABUJA, 17. Sono tornate libere oltre cento delle ragazze rapite da Boko Haram nella notte tra lunedì e martedì in una scuola della città di Chibok, nello Stato meridionale del Borno, in Nigeria: ne ha dato notizia questa mattina la Cnn, citando fonti dell esercito nigeriano. Secondo l emittente le studentesse sequestrate sarebbero state 129: ora ne mancherebbero all appello solo otto. Quella del rapimento di liceali rappresenta l ennesima conferma dell azione destabilizzante portata avanti da tempo da Boko Haram, il gruppo terrorista di matrice fondamentalista islamica, responsabile, da oltre quattro anni, di sistematiche violenze. Nella Repubblica Centroafricana Liberato il vescovo di Bossangoa BANGUI, 17. È stato liberato il vescovo di Bossangoa, monsignor Nestor-Desiré Nongo-Aziagbia, sequestrato mercoledì assieme a tre sacerdoti della sua diocesi, nel nord della Repubblica Centroafricana, da un gruppo di miliziani della Seleka. La conferma dell avvenuta liberazione è stata data oggi dall arcivescovo di Bangui, monsignor Dieudonné Nzapalainga, lo stesso che aveva avuto contatti con il presule rapito. «Nella tarda serata di mercoledì aveva dichiarato mi ha chiamato il vescovo di Bossangoa, che mi ha confermato di essere stato prelevato dalla sua abitazione assieme ad altri tre religiosi». In città sono presenti forze della Misca, la missione di peacekeeping africana dispiegata nel Paese, che sono entrati in contatto con i sequestratori. NOSTRE INFORMAZIONI Nomine di Vescovi Ausiliari Il Santo Padre ha nominato Ausiliare del Patriarcato di Lisboa (Portogallo) il Reverendo José Augusto Traquina Maria, del clero di Lisboa, finora Parroco della Parrocchia Nossa Senhora do Amparo, in Benfica, assegnandogli la sede titolare vescovile di Lugura. Il Santo Padre ha nominato Ausiliare dell Arcidio cesi di Braga (Portogallo) il Reverendo Canonico Francisco José Villas-Boas Senra de Faria Coelho, del clero dell Arcidiocesi di Évora, finora Parroco delle Parrocchie Nossa Senhora de Fátima, Nossa Senhora da Consolação e São Marcos, ad Évora, assegnandogli la Sede titolare di Plestia. Il Santo Padre ha nominato Ausiliare dell Arcidio cesi di Caracas (Venezuela) il Reverendo José Trinidad Fernández Angulo, del clero dell Arcidiocesi di Mérida e Rettore del Seminario Maggiore Santa Rosa de Lima a Caracas, assegnandogli la Sede titolare di Cerenza.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO venerdì 18 aprile 2014 Approvato un regolamento europeo sulla ricerca e il salvataggio Nuove norme per i migranti Vietate le operazioni di respingimento in alto mare ST R A S B U R G O, 17. Con 528 voti a favore, 46 contrari e 88 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato ieri le nuove regole per la ricerca e il salvataggio dei migranti in mare e per definire i modi in cui gli uomini in servizio nelle operazioni marittime della Frontex dovranno trattare le persone soccorse. Le nuove regole, già informalmente concordate dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio europeo, dovrebbero entrare in vigore prima dell estate e rientrano nelle azioni indicate dalla task force dell Ue per il Mediterraneo, istituita dopo la tragedia del 3 ottobre dello scorso anno al largo delle coste di Lampedusa (366 migranti morti). «Di recente abbiamo assistito a troppe tragiche perdite di vite nel Mediterraneo ha commentato il commissario Ue agli Affari interni, Cecilia Malmström e avere norme chiare e vincolanti su individuazione, ricerca e salvataggio, e sbarco, aiuterà a prevenire altre tragedie». Secondo il relatore, Carlos Coelho, le norme approvate «permetteranno alla Frontex di reagire in maniera più efficace per prevenire le morti in mare, conciliando così la necessità di garantire la sicurezza con il dovere di proteggere i diritti umani». In base al regolamento, il piano operativo che disciplina le operazioni di sorveglianza alle frontiere coordinate dalla Frontex deve comprendere le procedure per garantire che le persone bisognose di protezione internazionale, le vittime della tratta di esseri umani, i minori non accompagnati e altre persone bisognose siano identificati e ricevano un assistenza adeguata. Eventuali misure Migranti a Melilla (Reuters) Il Governo sollecitato a garantire a tutti il diritto all alimentazione Un milione di britannici in fila alle banche del cibo LONDRA, 17. Quasi un milione di britannici si è rivolto negli ultimi dodici mesi alle banche del cibo, con un aumento del 163 per cento rispetto all anno precedente. Lo ha reso noto Trussell Trust, una delle maggiori organizzazioni bancarie attive sul territorio per l assistenza ai poveri, denunciando come i cambiamenti introdotti dal Governo in tema di sussidi abbiano contribuito a determinare un tale aumento. L allarme è stata lanciato anche dal mondo religioso, che già in passato aveva espresso timori per una crescita del fenomeno: ieri seicento religiosi di diverse confessioni, tra cui trentasei vescovi anglicani, hanno firmato una lettera e l hanno inviata al Governo sollecitando un intervento urgente. Nello specifico Trussell Trust conta un totale di persone che hanno ricevuto negli ultimi dodici mesi per tre giorni cibo proveniente dai servizi gestiti dall organizzazione: nei dodici mesi precedenti erano stati Un gruppo di venti organizzazioni ha poi diffuso un documento con cui si chiede al Governo di «agire immediatamente» per garantire che Scontro in Francia sul salario minimo ridotto per i giovani PARIGI, 17. È legittimo consentire che un giovane sia pagato un po meno del salario minimo fissato per legge, purché gli sia garantito un posto di lavoro? È lo scottante dibattito che agita il mondo politico francese, assillato come nel resto dell Europa dal problema della disoccupazione giovanile. Il primo a lanciare l idea è stato l ex direttore generale della Wto, Pascal Lamy, seguito poi dal presidente della confindustria francese. Immediata la reazione dei sindacati: «Questa proposta è indecente» ha commentato il leader di Force Ouvrière, Jean-Claude Mailly. Coda davanti a un ufficio di collocamento (LaPresse/Ap) a nessuno nel Regno Unito venga negato «il fondamentale diritto ad avere cibo a sufficienza». Buone notizie, intanto, vengono dal fronte del lavoro: continua infatti il calo della disoccupazione, a un ritmo più veloce delle stime. Dal mattone segnali di ripresa per la Spagna Nel trimestre dicembre 2013-febbraio 2014, secondo i dati appena diffusi dall Office for National Statistics, il livello dei senza lavoro è sceso al 6,9 per cento, ovvero 0.2 punti in meno del trimestre settembre-novembre MADRID, 17. Arrivano anche dal mattone gli ulteriori segnali di ripresa della Spagna, con un aumento sia del prezzo a metro quadrato delle case, sia del numero delle compravendite. Il consiglio generale del Notariato ha infatti reso noto che a febbraio il prezzo delle case si è attestato su euro al metro quadrato, con un incremento dello 0,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2013, e che il numero degli acquisti è aumentato quasi del 40 per cento. Questo recupero in termini di acquisti annuali e dei prezzi delle case evidenzia il consiglio dei notai in un documento ripreso dall agenzia di stampa Efe «può anticipare una svolta nel settore o almeno il blocco della spirale depressiva degli ultimi anni». In particolare, le case unifamiliari hanno fatto registrare un incremento del 3,2 per cento del prezzo, pari a 972 euro al metro quadrato; nel caso degli appartamenti, invece il prezzo è aumentato dello 0,4 per cento e, all interno di questo segmento, il retaggio è rimasto invariato, intorno a euro al metro quadrato. Questo andamento dei prezzi è coerente con l aumento delle vendite delle case del 39,8 per cento, con vendite di immobili. Una spinta verso la ripresa è venuta anche dall evoluzione del mercato dei mutui: questo tipo di finanziamento per l acquisto ha raggiunto mediamente il 75,6 per cento. coercitive potranno essere adottate solo dopo l identificazione dei migranti (le norme d identificazione sono obbligatorie, mentre quelle di esecuzione sono facoltative). I parlamentari europei hanno inasprito le regole per garantire il rispetto del principio di «non respingimento», in base al quale le persone non possono essere rimpatriate in Paesi ove sussiste il rischio di persecuzioni, torture o altri danni gravi. Tutte le operazioni di respingimento in alto mare saranno vietate. Le guardie di frontiera potranno solamente avvertire il natante e ordinargli di non entrare nelle acque territoriali di uno Stato membro. Ora il progetto di regolamento dovrà essere formalmente approvato dal Consiglio dell Ue. Quando, il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea, entrerà in vigore, sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Polemiche negli Stati Uniti per la riforma dell immigrazione WASHINGTON, 17. I repubblicani «ascoltino la volontà del popolo» e permettano che venga votata al Congresso la riforma, lungamente attesa, della legge sull immigrazione. È questo l appello lanciato ieri dal presidente statunitense, Barack Obama. In una dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca, Obama ha fatto esplicito riferimento alla posizione della maggioranza repubblicana alla Camera dei Rappresentanti che da mesi impedisce l avanzamento del disegno di legge che negli intenti dei democratici permetterebbe di regolarizzare milioni di immigrati senza documenti, ma che da anni vivono e lavorano negli Stati Uniti. «Chiediamo ai repubblicani di presentare il testo di riforma in aula per essere votata» ha chiesto il presidente, sottolineando come vi sia «un grande sostegno alla riforma non solo tra i democratici, ma anche tra repubblicani, e perfino nel mondo del lavoro, sia da parte di sindacati che di imprenditori, e tra le comunità religiose e le forze dell o rd i n e». Da mesi al Congresso repubblicani e democratici stanno giocando una partita durissima. Il Senato, a maggioranza democratica, ha già approvato la riforma. Alla Camera, dove invece sono i repubblicani a prevalere numericamente, lo scontro è aperto. Lo scorso gennaio i repubblicani hanno presentato i principi cardine del loro progetto: sì alla regolarizzazione per gli undici milioni di immigrati che vivono clandestinamente negli Stati Uniti e percorso verso la cittadinanza per quelli arrivati nel Paese da bambini, a patto che prima siano rafforzate le misure di sicurezza nel Paese e soprattutto i controlli ai confini con il Messico. Restano tuttavia ampie divisioni sul tema anche nel Partito repubblicano stesso. L opposizione valuta il piano di Maduro Timidi progressi nel dialogo in Venezuela CARACAS, 17. Progressi nel dialogo in Venezuela al termine del secondo incontro, ieri, tra Governo e opposizione. Quest ultima si è detta disponibile ad aprire una discussione sul piano di pacificazione nazionale proposto dal presidente Nicolás Maduro: lo ha annunciato Ramón Guillermo Aveledo, segretario generale del Mud (Ufficio dell unità democratica, organismo che raccoglie diversi gruppi di opposizione). L apertura di questo spiraglio di dialogo avviene grazie alla mediazione dei ministri degli Esteri del Brasile, Luiz Alberto Figueiredo, della Colombia, María Ángela Holguín, dell Ecuador, Ricardo Armando Patiño Aroca. Il ministro Figueiredo ha voluto sottolineare come la presenza della Santa Sede alla mediazione in Venezuela attraverso il nunzio apostolico, arcivescovo Aldo Giordano sia «fondamentale». Tale partecipazione, ha dichiarato il capo della diplomazia brasiliana, «è stata richiesta da tutte le parti». Dal canto suo, Aveledo ha sottolineato che il Mud respinge ogni forma di violenza e che è disponibile a «studiare» il piano di Maduro. «C è un piano di pacificazione ha detto lo studieremo e vi faremo delle aggiunte in materia di sicurezza, prevenzione e sanzione dei reati, in modo da arricchirlo». L opposizione ha presentato anche un progetto per costituire una commissione d inchiesta che possa indagare sulle violenze. L obiettivo del dialogo è la pacificazione del Paese dopo le ampie proteste scoppiate lo scorso febbraio contro il carovita, la scarsità di beni e la criminalità diffusa. Proteste che hanno già causato 41 morti e oltre seicento feriti. Gli analisti parlano dunque di «aperture» e di «segnali di disgelo». Tuttavia, le incognite sono ancora tante e sembra prematuro fare previsioni su come evolverà la situazione. In effetti sottolineano numerosi osservatori resta ancora sul tavolo la questione più complessa da dirimere: quella relativa al futuro delle persone arrestate. Sempre ieri, Governo e opposizione hanno concordato di procedere a un esame medico di Ivan Simonovis ex responsabile della sicurezza di Caracas che sconta una pena di trent anni di carcere per la sua partecipazione al golpe contro Hugo Chávez del 2002 in vista di possibili «misure di grazia al suo riguardo». Si tratta, anche questo, di un segnale di disgelo. Ciò nonostante, Aveledo ha detto che l opposizione si attende ancora risposte importanti in merito alla proposta di una legge di amnistia, bocciata da Maduro nei giorni scorsi. Aveledo ha ricordato che oltre a Simonovis, molti altri agenti della polizia di Caracas sono in prigione per i fatti del 2002, sottolineando poi che «abbiamo concordato di esaminare questi casi con attenzione speciale, in uno spirito di riconciliazione nazionale e nel rispetto e nella considerazione più assoluti per il dolore delle famiglie colpite». Sul tema, l entourage di Maduro esprime una posizione molto netta. «Dialogo non significa impunità: la giustizia deve agire con tutta la forza prevista dalla legge» ha detto Oscar Figuera, segretario generale del Partito socialista venezuelano, al potere. Sui prigionieri, quindi, «non ci sarà né negoziato né accordo» nell ambito del dialogo tra Governo e opposizione. Restano intanto critiche le condizioni della popolazione. È di pochi giorni fa un recente rapporto della società di sondaggi Datanálisis, secondo il quale in Venezuela i problemi di approvvigionamento dei generi alimentari di prima necessità continuano ad aumentare. Nel solo mese di marzo 2014 il tasso di povertà ha raggiunto la quota impressionante del 60,2 per cento della popolazione. A San Paolo arrestate oltre cinquanta persone Proteste contro la coppa BRASILIA, 17. Almeno 54 persone sono state arrestate ieri in Brasile con l accusa di «incitamento al disordine pubblico» mentre manifestavano per le strade di San Paolo, dove il 12 giugno si apriranno i mondiali di calcio La protesta è nata per denunciare i costi considerati eccessivi dai manifestanti per la preparazione della Coppa del mondo Fifa Circa mille persone hanno sfilato lungo l Avenida Paulista, gridando a gran voce «non ci sarà nessuna coppa» e chiedendo che le risorse previste per la manifestazione sportiva vengano dirottate su strutture di pubblica utilità quali ospedali e scuole. La polizia ha dichiarato di aver circondato una stazione ferroviaria, dove la maggior parte dei manifestanti si era barricata, per procedere con gli arresti. Intanto, i media locali denunciano «un ondata di saccheggi» in corso nello Stato brasiliano di Bahia, dopo che la polizia militare ha proclamato uno sciopero a tempo indeterminato. A causa della paralisi, molte scuole hanno sospeso le lezioni, gli autobus del trasporto pubblico non sono circolati e persino due partite di calcio valide per la Coppa del Brasile sono a rischio di rinvio. Gli agenti hanno deciso di incrociare le braccia al termine di un assemblea tenutasi ieri. Tra le rivendicazioni, l equiparazione dei salari con quelli dei colleghi della polizia civile. «Coppa malata» sullo striscione dei manifestanti (Reuters) L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a h t t p : / / w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Carlo Di Cicco v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione TIPO GRAFIA VAT I C A N A EDITRICE L OS S E R VAT O R E ROMANO don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 venerdì 18 aprile 2014 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Si allontana l intesa fra Islamabad e i talebani Caccia di Amman colpiscono un gruppo di ribelli Scontri al confine tra Siria e Giordania Urne aperte in Algeria p er le presidenziali ISLAMABAD, 17. È durata poco la speranza di veder decollare in Pakistan i negoziati di pace fra il Governo di Islamabad e i talebani. Ieri il movimento di Tehrik-e- Taliban Pakistan (Ttp) ha annunciato infatti la decisione di interrompere il cessate il fuoco. Il primo marzo i miliziani avevano comunicato che avrebbero rispettato una tregua, come segno tangibile delle volontà di dare impulso al processo di pace. Poi il cessate il fuoco era stato esteso fino al dieci aprile: in un comunicato i talebani avevano poi fatto sapere che entro breve tempo avrebbero comunicato se la tregua sarebbe stata ulteriormente estesa. E quando ieri il Ttp ha annunciato la fine del cessate il fuoco si sono subito riaccese le preoccupazioni. Ecco allora che si ripresentano i timori di una recrudescenza delle violenze, in un territorio già da tempo profondamente segnato da sanguinosi attacchi e imboscate: il tutto a detrimento degli sforzi diretti a favorire pace e sicurezza. Ieri in un lungo comunicato i talebani, tuttavia, non hanno chiuso tutte le porte. Sottolineano infatti che se il Governo intende procedere nell ambito dei negoziati «con serietà e sincerità», i miliziani «non tentenneranno» nel compiere passi concreti. Nel comunicato si ribadisce la richiesta che vengano liberati i miliziani del Ttp attualmente detenuti: una richiesta che è prioritaria nell agenda dei colloqui. Nello stesso tempo i talebani sostengono che finora il Governo non ha tenuto nel debito conto le condizioni da loro poste. Allerta dei servizi segreti statunitensi Raduno di Al Qaeda nello Yemen SAN A, 17. Una feroce arringa fondamentalista del secondo in comando di Al Qaeda getta lo scompiglio nell intelligence statunitense. Un video diffuso ieri dalla Cnn mostra un maxiraduno nello Yemen di militanti di Al Qaeda nella Penisola arabica che inneggia alla distruzione degli Stati Uniti. La scena ripresa dalla telecamera evoca quelle dei campi di addestramento per terroristi in Afghanistan Dubbi e ombre sugli accordi di pace nepalesi KAT H M A N D U, 17. A otto anni dalla firma dell accordo di pace con i ribelli maoisti, che mise fine a dieci anni di guerra civile morti e dispersi il nuovo Governo nepalese è alla ricerca di una soluzione di giustizia per i crimini di guerra commessi. Un disegno di legge che propone una commissione per la verità e la riconciliazione e una commissione sulle sparizioni forzate è stato presentato in Parlamento. Tuttavia, la legislazione che stabilisce i due organismi è stata criticata dai gruppi locali e internazionali di difesa dei diritti umani. In seguito alle pressioni da parte dei due partiti comunisti, il Governo accetterebbe di concedere l amnistia per gravi violazioni dei diritti umani, compresi coloro che hanno commesso omicidi e torture. L Onu non è però dello stesso parere. «Chiedo al Governo ha dichiarato l Alto commissario per i diritti umani di rispettare il diritto internazionale e di attuare la decisione della Corte suprema, che ha chiaramente affermato che le commissioni non devono essere utilizzate per prevenire, sostituire o ritardare le indagini penali per gravi violazioni dei diritti umani». DA M A S C O, 17. Non conoscono tregua i combattimenti in Siria. Caccia giordani hanno colpito e distrutto tre veicoli appartenenti a gruppi ribelli siriani, armati con mitragliatrici, che avevano sconfinato. I caccia hanno sparato colpi di avvertimento nei pressi di Ruwaished, in una zona dal terreno accidentato nel nord della Giordania. Ciò nonostante i ribelli non si sono fermati e quindi i velivoli sono entrati in azione, distruggendoli. Si tratta del primo intervento dell aviazione di Amman lungo i 370 chilometri di frontiera con la Siria. «Le forze armate non tollereranno questo tipo di incursioni» ha avvertito un comunicato prima delle stragi alle Torri Gemelle l 11 settembre del Nasir Al Wuhayshi, il numero due di Al Qaeda, parla a volto scoperto mentre incita un centinaio di seguaci ad attaccare gli Stati Uniti. Altri volti di militanti sono invece oscurati digitalmente: potrebbero essere reclute da Paesi occidentali, oppure jihadisti addestrati per sferrare un nuovo attacco, è l analisi fatta dalle fonti della Cnn. Il video è stato messo in onda sulla emittente statunitense mentre New York ha chiuso con uno dei metodi investigativi più controversi adottati dopo l 11 settembre. La polizia ha abbandonato il programma segreto di spionaggio dei musulmani, che prevedeva agenti in borghese nei quartieri islamici per intercettare conversazioni e raccogliere informazioni. Secondo il «New York Times», si tratterebbe della prima svolta impressa dal nuovo commissario del New York Police Department, William Bratton. SEOUL, 17. Sono nove le vittime accertate e 287 dispersi dell affondamento ieri mattina di un traghetto al largo della costa meridionale della Corea del sud. Tre cadaveri sono stati recuperati stamane dai sommozzatori dopo la ripresa delle ricerche degli eventuali superstiti della sciagura, riferisce l agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Ma con il passare delle ore diminuiscono le possibilità di trovarli ancora vivi. A bordo del traghetto c erano 475 persone. Finora ne sono state tratte in salvo 179. I feriti ricoverati in ospedale sono più di cento (alcuni gravi). Tra i passeggeri figuravano anche 325 studenti di una scuola superiore di Seoul, in gita verso l isola di Jeju. Secondo testimoni oculari, il traghetto ha prima sbandato violentemente, per poi capovolgersi ed affondare in meno di due ore. Un veicolo in fiamme alla frontiera siro-giordana (LaPresse/Ap) Vittime nella città irachena di Falluja BAGHDAD, 17. Non accennano a placarsi le violenze in Iraq. Ieri sedici persone sono morte e altre diciannove sono rimaste ferite a Falluja, in seguito all esplosione di colpi di mortaio che hanno colpito aree popolate da civili. La città è da oltre tre mesi occupata dagli insorti e assediata dall esercito. All inizio dell anno gruppi di ribelli sunniti, tra i quali i qaedisti dello Stato islamico dell Iraq e del Levante (Isis) hanno lanciato un offensiva nella provincia di Al Anbar. Pur venendo respinti da altre aree di questa regione, gli insorti continuano a occupare Falluja, e giorni fa hanno chiuso gli sbarramenti di una diga sull Eufrate per provocare allagamenti che costringano le forze governative a ritirarsi nei dintorni del centro abitato. Il dipartimento per l irrigazione ha avvertito che se la chiusura dovesse continuare, potrebbero essere inondate anche località a ovest di Baghdad. Dopo l affondamento del traghetto in Corea del Sud Riprese le ricerche dei dispersi Familiari di uno studente sudcoreano disperso in mare (LaPresse/Ap) Nelle elezioni egiziane per il capo dello Stato Il partito di ElBaradei sostiene Sabbahi IL CA I R O, 17. Il partito della Costituzione, forza politica egiziana fondata nell agosto del 2012 dal premio Nobel per la pace Mohamed ElBaradei, ha annunciato ieri il suo sostegno al candidato nasserista, Hamdeen Sabbahi, alle prossime elezioni presidenziali. Lo ha riferito il quotidiano «Al Ahram», precisando che il leader del partito di ispirazione liberale, Hala Shukrallah, ha annunciato la decisione nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato lo stesso Sabbahi. In precedenza Shukrallah aveva affermato che il suo partito avrebbe appoggiato nella corsa alla presidenza il candidato il cui programma si avvicinava di più agli obiettivi previsti dalla rivolta del 2011, che portò alla caduta del presidente Hosni Mubarak. Sabbahi è il rivale più accreditato dell ex capo delle forze armate ed ex ministro della Difesa egiziano, Abdel Fattah El Sissi, da più parti indicato come favorito. dell esercito giordano. Sembra che i ribelli siriani, che controllano gran parte della frontiera meridionale con la Giordania, stessero fuggendo da un attacco delle forze del regime di Assad. Intanto, caccia siriani hanno effettuato due raid nella zona di Arsal, in Libano. Come riferisce l agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, i raid sono stati effettuati nella regione di Al Moselha, alla periferia di Arsal. Nel frattempo, si fa sempre più grave la situazione dei civili a Homs, intrappolati a causa dei combattimenti. La Francia ha condannato ieri «l intensificarsi dei bombardamenti» da parte delle forze dell esercito siriano sulla città e ha chiesto «una tregua immediata» per consentire lo sgombero dei civili. Il portavoce del ministero degli Esteri francese ha sottolineato che l attuale situazione sul terreno è «drammatica». E sempre ieri, a conferma della drammaticità della situazione, un imbarcazione che trasportava un numero imprecisato di cittadini siriani è naufragata nel Mar Egeo, al largo delle coste turche. Lo ha riferito la stampa turca, spiegando che la Guardia Costiera di Ankara è riuscita a recuperare tre cadaveri, ma si ritiene che ci sia un numero per ora imprecisato di dispersi. Le elezioni presidenziali si terranno il 26 e 27 maggio. E con l approssimarsi alla data del voto cresce la tensione nel Paese: anche ieri la polizia è dovuta intervenire per disperdere due manifestazioni organizzate da studenti sostenitori dei Fratelli musulmani nelle Università di Al Azhar e di Ain Shams al Cairo. Secondo l agenzia Mena che cita fonti delle forze di sicurezza, gli studenti hanno lanciato petardi e hanno tentato di bloccare la circolazione. Le stesse fonti hanno aggiunto che i dimostranti hanno dato fuoco a una caffetteria e cercato di incendiare una vettura ad Al Azhar. Nel Sinai, intanto, le forze armate egiziane hanno ucciso due jihadisti e ne hanno arrestati altri 37 nel villaggio settentrionale di Sheikh Zoweyye. Lo riferisce l agenzia Ansa aggiungendo che l operazione militare nella penisola ha come obiettivo quello «di eliminare i gruppi terroristici». Legislative thailandesi a luglio BA N G KO K, 17. Le elezioni generali in Thailandia si svolgeranno il 20 o il 27 luglio. Lo ha reso noto ieri la commissione elettorale, precisando di avere in agenda un incontro il 22 aprile con le forze politiche per discutere la data esatta del voto. Successivamente, entro la fine di aprile, ci sarà un vertice tra commissione e Governo. Verranno poi adottate diverse misure per garantire la registrazione dei candidati, in modo da evitare un nuovo annullamento del voto, come è avvenuto per le elezioni del 2 febbraio. Dallo scorso novembre, il Paese è scosso da ampie manifestazioni di protesta contro il Governo di Yingluck Shinawatra, accusata di essere manovrata dal fratello, l ex premier Thaksin, fuggito all estero per non scontare una condanna per abuso di potere. ALGERI, 17. Gli elettori algerini sono chiamati oggi alle urne per le elezioni presidenziali. Il presidente Abdelaziz Bouteflika, da tempo malato, aspira al quarto mandato consecutivo. Bouteflika non ha condotto in prima persona la campagna elettorale ed è sempre più criticato, ma l esito del voto appare comunque scontato. Il partito del presidente, il Fronte di liberazione nazionale, è al potere da più di cinquant anni. Cinque formazioni dell opp osizione hanno invitato al boicottaggio del voto per il quale sono chiamati alle urne 23 milioni di persone e ha esortato il Governo ad avviare trattative per la transizione. Il ministro dell Interno, Tayeb Belaiz, ha assicurato «condizioni di trasparenza, neutralità e sicurezza». Gli elettori algerini residenti all estero, oltre un milione, hanno iniziato a votare sabato scorso. Martedì Bouteflika, al potere dal 1999, ha ricordato agli algerini che è loro dovere andare a votare considerato il «caro prezzo» pagato dal Paese per la sua indipendenza. Bouteflika, veterano della guerra contro il colonialismo francese, resta molto popolare. Passati 15 anni dalla sua elezione, il presidente parla dell Algeria come di un modello di stabilità rispetto ad altri Paesi della regione, come l Egitto e la Libia, ma ormai tra i giovani delle grandi città non manca chi lo considera come il simbolo della paralisi del Paese. Il principale sfidante è l ex premier Ali Benflis, uscito sconfitto dalle presidenziali del Benflis ha detto che «non verrà messo a tacere» se «verrà ignorata la volontà del popolo». Ieri la polizia algerina è intervenuta per disperdere un gruppo di attivisti del movimento Barakat che volevano organizzare un sit-in di protesta nel centro di Algeri. Il movimento si oppone alla candidatura alle presidenziali di Bouteflika e ha già annunciato che «continuerà a battersi» anche dopo le elezioni «per l instaurazione di una società delle libertà e della giustizia sociale». I candidati alle elezioni sono sei in tutto. Oltre a Bouteflika e Benflis, sono in corsa per la presidenza Louisa Hanoune, segretario del partito dei lavoratori e unica donna candidata, Moussa Touati, leader del partito nazionalista conservatore Fronte nazionale algerino, Ali Fawsi Rebaine, alla guida del partito Ahd 54, e il presidente del Fronte El Moustakbel Abdelaziz Belaid, il più giovane dei sei. Per la sicurezza del voto, sono stati mobilitati oltre agenti di polizia e soldati. Vo t o in dodici Stati dell India NEW DELHI, 17. Sono cominciate oggi in dodici Stati dell India le operazioni di voto per la sesta e più grande tappa della maratona per le elezioni legislative che si concluderanno il 12 maggio. Circa 67 milioni di indiani sono chiamati alle urne in un «supergiovedì» che mette in gioco 121 seggi sparsi in alcuni Stati chiave tra cui l Uttar Pradesh che, con i suoi duecento milioni di abitanti, ha un peso rilevante nella formazione della nuova Camera bassa. La giornata odierna è particolarmente importante per il Bharatiya Janata Party (Bjp, centro-destra) di Narenda Modi, dato per favorito nei sondaggi, che oltre all opposizione del partito del Congresso I, si trova ad affrontare una serie di ben consolidati partiti regionali che, rilevano gli osservatori, potrebbero erodere un buon numero di voti ai due principali partiti. Gli Stati interessati dal voto sono: Bihar, Chhattisgarh, Goa, Jammu e Kashmir, Jharkhand, Karnataka, Madhya Pradesh, Maharashtra, Manipur, Orissa, Rajasthan, Uttar Pradesh e West Bengala. I risultati della lunga maratona elettorale sono previsti per la giornata del 16 maggio. Gli aventi diritto al voto sono oltre 814 milioni.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO venerdì 18 aprile 2014 Rifiutare tutte le affermazioni della fede con la pretesa di fare storia significa sostituire una ricostruzione artificiale a ciò che in modo concreto e reale collega con il passato Philippe de Champaigne «Ecce homo» (1654, Museo nazionale di Port-Royal des Champs) Secondo Olivier-Thomas Venard non è scientifico contraddire sistematicamente i vangeli Gesù non era un agitatore politico di CHRISTIAN MA KA R I A N C è una parte di politica nel messaggio di Gesù? La situazione politica della Terra Santa a quell epoca era così agitata che il suo messaggio non poteva non avere ripercussioni politiche. Parole come «Non potete servire Dio e il denaro» o «Beati gli assetati di giustizia» restano sovversive per qualsiasi società costruita sulla scalata al potere. Allo stesso modo le sue diatribe contro l ipocrisia avevano una dimensione politica, in quanto il Tempio era l istituzione economica più importante del Paese. Ma Gesù L E x p re s s Pubblichiamo l intervista al vicedirettore della École Biblique et Archéologique Française di Gerusalemme uscita sul settimanale «L Express» del 9-15 aprile. L esegeta domenicano, specialista di Nuovo Testamento, critica il libro di Reza Aslan Zealot The Life and Times of Jesus of Nazareth (2013), tradotto in diverse lingue e al quale la rivista francese dedica la storia di copertina. non era un agitatore politico. Paragonato ad altri ebrei del suo tempo, appare piuttosto rispettoso dell o rd i - ne costituito, per esempio riconosce l autorità dei sacerdoti, segue il calendario del Tempio, indica persino le condizioni propizie per offrirvi un sacrificio! Ciò che ha di rivoluzionario, volendo usare questa parola, è proprio la volontà di non ridurre tutto alla sfera politica. La sua famosa sentenza «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio» segna una svolta: il rapporto che egli instaura con Dio trascende qualsiasi circostanza esterna. Gesù mira alla coscienza personale di ognuno, sulla quale pretende di avere la massima autorità. La storia del cristianesimo lo mostra fin dall inizio, e Paolo non chiederà neppure agli schiavi di liberarsi con la forza. La via di Gesù consiste nel seguire la propria coscienza illuminata, anche sotto la peggiore oppressione. Possiamo tuttavia immaginare che ci siano state diverse fazioni o tendenze politiche tra i discepoli? Si è spesso fatto di Giuda uno zelota... sia. I discepoli probabilmente condividevano le aspettative messianiche del giudaismo comune dell ep o ca. È evidente che la dimensione politica della salvezza li ottenebra. Persino il giorno in cui Gesù dice loro addio, gli chiedono ancora: «È questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». L aspetto eccezionale nel loro impegno con Gesù non è però la loro motivazione politica. È il fascino che provano per la persona del maestro, di cui rende testimonianza l esistenza stessa dei Vangeli. Nessuna setta ebraica antica ha coltivato la storia del suo fondatore: neppure il maestro di giustizia degli esseni ha avuto diritto a un simile trattamento! Contrariamente al Così si dice. Giuda fu forse l unico discepolo con un pensiero politico organizzato. I racconti evangelici mostrano che il motivo per cui consegnò Gesù fu tutt altro che chiaro, persino per coloro che composero i racconti originari: cupidigia secondo Matteo, possessione diabolica secondo Giovanni. Un ipotesi degli storici e degli scrittori è che Giuda abbia creduto in Gesù messia liberatore nazionale. Spingendolo a incontrare i sommi sacerdoti, Giuda avrebbe segretamente sperato che lo riconoscessero come messia. L idea è interessante, perché permette di comprendere meglio il suicidio disperato di Giuda, ma è solo una bella fantapreconcetto che riduce i Vangeli a una letteratura propagandistica a posteriori, idea su cui Reza Aslan costruisce tutta la sua argomentazione, i Vangeli sono una sorta di vite di Gesù, all antica. L opera decisiva di Richard Burridge a tale proposito risale al 1992! E, al loro interno, il racconto della morte di Gesù esula da tutti i codici della letteratura antica conosciuta: Erich Auerbach lo sosteneva già più di sessant anni fa. Testimonia fatti storici precisi e una creatività alla quale gli eventi stessi li costrinsero a ricorrere. Molte polemiche ruotano attorno ai motivi e alle circostanze del processo di Gesù, in particolare la rottura tra cristiani ed ebrei. Cosa se ne sa veramente oggi? Il fatto è che, nel corso della storia, i racconti della passione di Gesù sono stati usati per incitare all antigiudaismo. Atto non solo criminale, ma anche assurdo, perché inizialmente sono testi interni al giudaismo. Ma non bisogna neanche esagerare in senso opposto, negando qualsiasi coinvolgimento degli ebrei dell epoca di Gesù nel supplizio romano che gli fu inflitto. Flavio Giuseppe racconta che gli ebrei stessi ricorrevano ai romani per far condannare altri ebrei fautori di disordini. Ciò detto, l occasione circostanziale della morte di Gesù resta un enigma. Il cartello «Re dei giudei» posto sulla croce è chiaramente un gesto di scherno dei romani contro gli ebrei, che disprezzavano. Il fatto che solo lui venga arrestato, e non i suoi discepoli, dimostra che non era considerato sul serio capo di una rivolta. Questo toglie credibilità a qualsiasi riduzione di Gesù a un rivoluzionario politico. Gli evangelisti dicono che non c era alcuna ragione, o L orchestra da camera Archi De Sono a Santa Cecilia A ritroso da Britten a Mozart L orchestra da camera Archi De Sono e il pianista torinese Gabriele Carcano si sono esibiti il 16 aprile per la stagione da camera dell Accademia di Santa Cecilia in un nitido concerto che ha attraversato a ritroso due secoli di storia della musica. Da Young Apollo di Britten, per pianoforte e orchestra, ispirato ai versi di John Keats e scritto per la Cbc nel 1939, alla freschezza di Mozart, che si sprigiona dal Concerto K 414, fino all Adagietto dalla Quinta Sinfonia di Mahler, per concludere con il Beethoven del Quartetto opera 95 nella trascrizione dello stesso Mahler. evocano l invidia. Sembra che sia stata la sua persona stessa a costituire il problema. Secondo lei, che cosa ha perduto Gesù, in senso meramente politico? Nella Giudea del I secolo nulla è meramente politico in realtà. La mentalità resta teocratica. Ciò che perde Gesù è la sua pretesa a un autorità suprema, unita al rifiuto di imporla con la forza. Con parole e con atti guarigioni, esorcismi, gesti simbolici come la purificazione del Te m p i o si arrogava un posto che secondo il giudaismo solo Dio poteva occupare. Ma i suoi unici argomenti erano la ragione e la guarigione. Portò un cambiamento dell idea di Dio. Dio non era più la cosa più grande immaginabile, che schiacciava tutto a vantaggio dei suoi adoratori, ma un essere personale che si è legato all uomo con un alleanza e che gli resta fedele anche quando l uomo è infedele. Su questo punto Reza Aslan mostra un semplicismo che confina con l antigiudaismo, quando riduce il Dio d Israele al cliché di un dio etnico crudele. Si possono ignorare fino a questo punto i lavori di Menahem Kister o di Daniel Boyarin sulle speculazioni ebraiche antiche sull unipluralità in Dio? Anche qui lo scrittore applica un monoteismo grezzo su un pensiero religioso ben più sottile. Reza Aslan mette da parte la fede cristiana, che vede in Gesù tutt altro che un messia fallito. Se Gesù fosse stato zelota, ci sarebbe stato comunque il cristianesimo? Non più di quanto vi sia una religione legata all uno o all altro dei ribelli giudei di cui Aslan stila il lungo elenco all inizio del suo libro. Di fatto, Aslan non si accontenta di te- di propaganda... Si finisce con il chiedersi quanto il suo lavoro scientifico debba alla tesi islamica della falsificazione delle scritture da parte degli altri credenti (tahrîf). Rifiutare tutte le affermazioni della fede con il pretesto di fare della storia significa sostituire una ricostruzione artificiale all unico legame concreto e reale con il passato, vale a dire la tradizione, la trasmissione dei documenti, in questo caso scritti da credenti. La critica storica deve imparare a salvare capra e cavoli, se così posso dire, altrimenti con il pretesto della storia scientifica si dà libero sfogo alla propria immaginazione. A cento anni dall uscita del film «Cabiria» D Annunzio apprendista sceneggiatore di EUSEBIO CICCOTTI I giornalisti e i critici di cinema all uscita del film Cabiria (il nome significa «nata dal fuoco»), il 18 aprile 1914, non conoscevano l accordo s e g re t o tra Gabriele D Annunzio noto scrittore e poeta, e lo sconosciuto Giovanni Pastrone. Questo consisteva nel presentare il film, per motivi di marketing (ma non esclusivamente), sotto la paternità del solo D Annunzio. Cabiria, primo kolossal della storia del cinema (oltre tre ore di proiezione), storia ambientata a Cartagine nel III secolo prima dell era cristiana, in realtà fu Secondo il regista il Vate era altezzoso quando era stato pagato Era invece strisciante e adulatore finanche amichevole quando si trattava di riscuotere pensato, scritto, prodotto, diretto e montato da Giovanni Pastrone, regista di consumato mestiere. Direttore artistico della Itala Film di Torino a partire dal 1908, Pastrone realizzerà, nella sua carriera, sino al 1923, circa 900 film. Tra questi La caduta di Troia, Agnese Visconti, P a d re, Ti - gris, sino alle comiche con protagonista Cretinetti (l attore francese André Deed). Poco prima che il 5 luglio del 1913 iniziassero le riprese l astuto e caparbio piemontese cominciò a pensare di coinvolgere il celebre D Annunzio, contattandolo via lettera e inviandogli «copia del romanzo cinematografico». Dopo una serie di missive, e periodi di silenzio del Vate, segue la firma del contratto, ma D Annunzio tarda nel mettersi al lavoro. Non riesce a trovare tempo e motivazione psicologica per riscrivere le didascalie (allora si chiamavano titoli ). Pastrone, allora, decide di pressarlo da vicino. «Andai a Parigi, in Avenue Kléber 44 per incontrare D annunzio», si legge in un intervista, l ultima concessa da Pastrone, a cura di Mario Verdone, nel Pastrone aveva portato con sé circa duecento foto del film per fornire un idea al Vate che, è noto, scrisse le didascalie senza aver visto il film. Pastrone durante l intervista con Verdone alterna, per vezzo, la prima persona alla terza. «Gli offrii (di allora) perché, quasi senza far nulla, divenisse coautore di Cabiria». «Le didascalie furono scritte su quelle di Pastrone [terza persona]. I nomi li inventò quasi tutti Pastrone. D Annunzio ne propose alcuni e io [prima persona] accettai quello di Fulvio Axilla, ma non quello di Eunoa che doveva invece diventare Cabiria. Il film si chiamava Il romanzo delle fiamme e si divideva in alcuni episodi, di cui il primo era L eruzione dell Etna». Pastrone, sollecitato dal curioso Verdone, torna sull apporto di D Annunzio: tista, quello di D Annunzio, per dimostrare che anche il cinema poteva esprimersi per mezzo di artisti. Fu da allora, che nel film, si affermò, la parte del regista. Rinunciai a ogni onore in favore del Poeta. Fu una rivoluzione, poiché Cabiria convinse che si potevano fare film con gli intellettuali, con gli artisti». Pastrone sapeva dove andare a trovar idee per i propri soggetti. Non ha mai rivelato che in realtà il suo Cabiria aveva saccheggiato idee da Cartagine in fiamme di Emilio nere in poco conto la fede cristiana, ma attribuisce costantemente agli evangelisti fantasia, immaginazione, desiderio Contraddire sistematicamente le affermazioni della fede per scrivere una vita di Gesù significa segare il ramo sul quale si è seduti e creare un Gesù più a propria immagine. Quando riduce il rendete a Cesare a uno slogan zelota, Reza Aslan riprende una tesi di Reimarus che risale al XVIII secolo. Sociologo, musulmano, tende indubbiamente a reinterpretare tutta la storia di Gesù su un piano sociopolitico. E, poiché insegna scrittura creativa, padroneggia tutti gli artifici letterari per promuovere la sua visione personale. In questo c è qualcosa di Reimarus e al tempo stesso di Renan. Ma non siamo nel XXI secolo? «La didascalie di Cabiria più che D Annunzio, rappresentano il dannunzianesimo. Sembravano fatte apposta. Egli o accettava le mie didascalie o le scartava riscrivendole. Molti conoscono solo l originale della stesura di D Annunzio, che può essere confrontato con il testo mio, che lo precede». Come a dire: non vi troverete grandi differenze. In effetti, le didascalie dannunziane non poterono alterare né la trama né cambiare lo splendido aspetto visivo del girato, per cui crediamo si limitarono a ben disporre il pubblico colto. Pastrone, poi, mostra all i n t e r v i s t a t o re il carteggio e il famoso contratto, firmato dal Vate: da questo «è evidente sottolinea il cineasta che D Annunzio rinunciò a tutto, per non dare al film che il nome». Comunque Pastrone, a distanza di anni, non appare pentito d aver ceduto il suo film a D Annunzio. Anzi, mostra di aver avuto, nel 1914, una grande maturità artistica, riassumibile in tre punti: notevole abilità organizzativa da esperto comunicatore; coscienza che il cinema avesse bisogno della istituzionalizzazione della figura del regista; necessità di far collaborare gli artisti con il nuovo medium. «Volli imporre il nome di un arrattere del Vate era alquanto cangiante. Pastrone, evitando il pettegolezzo, chiosa: «D Annunzio era altezzoso quando era stato pagato. Era strisciante, adulatore, finanche amichevole, quando si trattava di riscuotere». Intanto il successo di Cabiria, con la plastica fotografia colma di viraggi di Segundo de Chomón, la travolgente Sinfonia del fuoco di Ildebrando Pizzetti (anch egli lavorò solo sotto lo stimolo di lire), l esordio della ventitreenne bionda Pina Minichelli (ex comparsa), varca i confini nazionali. Parigi lo accoglie trionfalmente. Porel, il direttore del teatro Vaudville, scrive a D Annunzio: «Il vostro genio si è ancora una volta manifestato in modo superbo. Cabiria è un vero capolavoro». Subito dopo la Itala Film fa tradurre le didascalie in tedesco, inglese, russo (per il francese la revisione del testo, «pieno di errori», fu dello stesso D Annunzio), al fine di distribuire il film in tutto il mondo. A New York il «D Annunzio s Photo Play Cabiria», resterà in programmazione per un anno. Oggi, tutti concordano nel riconoscere come l innovazione stilistica di Cabiria, risieda non solo nella grande ricostruzione scenografica di un lontano periodo Il tempio del Moloch Salgari, con il quale il film intrattiene rimandi di azioni e luoghi. Dunque, Pastrone aveva invitato D Annunzio a ri-scrivere le didascalie per un soggetto niente affatto originale, come invece aveva fatto credere. Il Vate dovette accorgersene successivamente e non perdonò mai a Pastrone la bufala ; anche perché sul «Corriere della Sera» del 28 febbraio del 1914, parlando del film che stava per essere licenziato aveva dichiarato, bugiardamente, come il soggetto era tratto da «un disegno storico, delineato parecchi anni fa a ritrovato tra le mie innumerevoli carte». Successivamente, nonostante avesse siglato un contratto per altri due film da trarre dalle sue opere (a causa della guerra si realizzerà solo Il fuoco, 1914) i rapporti con Pastrone si raffreddarono sensibilmente. Del resto, il castorico, ma, segnatamente, nell inaugurare un nuovo linguaggio. Per esempio, con l adozione della carrellata e, attraverso il montaggio, del punto di vista mobile, ossia la possibilità di inquadrare una scena da più punti di vista permettendo così di superare la vecchia inquadratura statica. Tanto che è incontrovertibile come I n t o l e ra n c e (1916), di David Wark Griffith, debba molto allo stile di Pastrone. Debito rimarcato anche da Scorsese nel suo avvincente A Personal Journey with Martin Scorsese Through American Movies (1995): «I n t o l e ra n c e fu influenzato da Cabiria, di Giovanni Pastrone. Griffith lo vide due volte in una notte. Una produzione attenta (...) splendide luci e angolazioni».

5 venerdì 18 aprile 2014 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Carlo Ceresa «Crocifissione con la Maddalena e due disciplini» (1641, Mapello) Un Cristo atletico bianco latte campeggia scintillante Niente angeli né ladroni Solo un timido bagliore alle spalle di C GIULIANO ZANCHI on tutti i suoi pennelli in mano Carlo Ceresa siede obbediente sulle spalle di una tradizione che nemmeno cento anni prima, con il concilio di Trento e tutti i suoi traduttori, ha inteso restituire sobrietà spirituale alla lingua dell arte religiosa. In Lombardia questo impulso verso una essenzialità dei modi in pittura si è incontrato con un consolidato amore per il vivo senso della realtà. Il pittore viene invitato a stare il più possibile nel perimetro della laconica eloquenza del vangelo e il Ceresa, non troppo portato per l invenzione, non fatica nello stare al compito. Nella C ro c i f i s s i o n e di Mapello, in cui la figura della Maddalena e quelle dei due disciplini intonano la scena nella chiave della penitenza, ci viene messo sotto gli occhi giusto il minimo essenziale di quanto nella fede cristiana rappresenta il segno definitivo. Un Cristo atletico bianco latte, con espressione diluita nell enfasi, campeggia scintillante come un punto esclamativo tracciato nel cielo. Niente angeli che raccolgono sangue. Niente ladroni a contorcersi a suo fianco. Solo un timido bagliore alle spalle. Un senso di profondo silenzio per ribadire in parole povere l inaudito cristiano. Questo è l inaudito cristiano: che nessun istinto umano per il sacro, come nessun itinerario speculativo della mente, avrebbero potuto formulare l immaginazione di un divino paragonabile allo sconcertante e commovente abbassamento del Dio di Gesù fin sul pianerottolo dell ultima dimora umana. Quando l uomo pensa qualcosa di Dio immagina di preferenza un divino impegnato a tempo pieno nella salvaguardia della propria sovrana autosufficienza. L umanissima icona del Figlio, che Carlo Ceresa ricalca per l ennesima volta, smentisce in modo clamoroso questa immaginazione. Dio non è come l uomo è portato a immaginare. Della divina paternità il Figlio mette in mostra precisamente il tratto d i s i n t e re s s a t o della chiamata all Alleanza. Dio non ha nulla da tenere per sé (come invece vuol far credere fin dall inizio la voce del Mentitore) e non ha bisogno di imporre alla sua amicizia per l uomo il peso della propria dismisura (come sempre sono portati a sospettare gli esseri umani). Dio al contrario si fa a misura umana senza sentirsi diminuito. Carlo Ceresa e la «Crocifissione» di Mapello Come un punto esclamativo tracciato nel cielo Di questa strabiliante umiltà, motore mobilissimo dell eterna processione trinitaria del divino, il Figlio ha scelto di essere conferma e testimonianza indefettibile. Il suo modo di morire si rende necessario perché qualsiasi tentativo di mettere in salvo la propria sopravvivenza significherebbe l immediato spegnersi dell autentica immagine del divino di cui Egli è testimonianza. Dovesse trovare il modo di sopravvivere, come lo invitano a fare in molti, Gesù resterebbe il rappresentante del solito dio potente. Ma quello vero resterebbe nuovamente invisibile. Per questo ogni evangelico resoconto della passione, nella sua laconica e misurata franchezza, contiene un senso palpabile di ineluttabilità. Domina un senso di profondo silenzio Per ribadire in parole povere l inaudito cristiano Perché Dio non è come l uomo è portato a immaginarlo zare il libero riconoscimento dell uomo. Persino Dio, come noi, non ama essere amato per forza. Questa perenne intensità teologica, come una preghiera imparata da bambini, Ceresa la recita a memoria, con tutti gli inciampi del suo dialet- Gesù doveva morire: per non far riapparire sul teatro della storia l ennesima rappresentazione del divino assetato di sacrifici, ma rivelare la splendente unilateralità di un Dio che si lascia morire pur di non forto brembano e con la predilezione affettiva della devozione del suo secolo. La mostra ai nostri occhi come un esercizio spirituale accessibile anche alle forze della nostra preghiera. Questa scena difatti sembra il materializzarsi di una orazione mentale in cui due disciplini raccolgono il frutto visivo della loro fervida preghiera e guardano con gli occhi dell anima il segno vivo di un amore che perdona. La loro percezione è improvvisamente catapultata nel teatro della redenzione. Cristo appare inerme e abbandonato di fronte allo sguardo esterrefatto dei due oranti che ritrovano la compagnia umana e consolante della Maddalena. Attraverso di essi l obbediente pittore, come loro devoto disciplino all a l t a re della Maddalena, invita l o s s e r v a t o re credente a fare il proprio ingresso, mediante gli strumenti della preghiera e della penitenza, sull emozionante palcoscenico della grazia. di SANDRA IS E T TA «Intorno a un opera d arte si costituisce una comunità: il visitatore, l artista e il suo capolavoro» (Sandrina Bandera). È vero, ma il senso delle parole si dilata in prospettiva spirituale lungo la galleria della compassione, allestita all interno della Pinacoteca di Brera, che tocca il cuore e richiama alla comunione, a stringersi intorno a uno dei simboli più forti, il Cristo in Pietà. È infatti la Pietà braidense di Giovanni Bellini ( ), di recente restaurata, a fare da guida in un percorso espositivo che transita dalla pittura devozionale a quella degli affetti, passando per le citazioni culturali umanistiche di area veneziana, artistiche e retoricoletterarie. Una piccola esposizione, di soli ventisei pezzi, scandisce un conciso discorso didattico sull evoluzione dell imago pietatis, tema caro al maestro del Rinascimento veneziano fin dalle opere giovanili che già si discostano dall archetipo iconografico dell icona. Fonti di inventari testimoniano la diffusione, proprio nelle case e nei conventi della città lagunare, delle icone di Cristo, divenute nella me- Giovanni Bellini, «Pietà» ( , Milano Pinacoteca di Brera, partico l a re ) moria visiva degli artisti figure familiari, poi trasposte, con Bellini, nell immagine rinascimentaleumanistica del Cristo in pietà su sfondi lievi di paesaggio e luce, subentrati all enfasi cromatica e dorata di tradizione bizantina. Il ruolo incipitario dell icona nel tema della mostra è riconosciuto con la piccola tavola Cristo in pietà con la Vergine dolente del Museo Horne di Firenze (prima metà del XIV secolo), con il tradizionale motivo del Cristo sorretto da angeli, che ritroviamo in Bellini, mediato anche dalla splendida e commovente Pietà marmorea di Donatello (chiesa di San Gaetano a Padova) nella ripresa del dettaglio del capo di Cristo inclinato sul corpo abbandonato. Attorno alla «Pietà» di Giovanni Bellini la Pinacoteca di Brera ha allestito un coinvolgente itinerario artistico Galleria della compassione In alcune opere giovanili di Bellini sono palpabili le reciproche citazioni tra le opere dell artista veneziano e quelle del cognato Andrea Mantegna (cimasa del polittico padovano di San Luca, Brera), con la ricorrenza del comune tòpos del paesaggio di fondo alle figure affacciate su un parapetto, proveniente della scuola dello Squarcione, il cui ruolo architettonico innalza l evocazione del sarcofago a visione di un altare. La completa maturità di Giovanni Bellini avviene alla fine degli anni Sessanta del Quattrocento, Giovanni Bellini, «Madonna col Bambino in trono» ( , Venezia, Gallerie dell Ac c a d e m i a ) tazione dello spettatore ma rispondono anche a istanze retoriche che affidano l immagine alla poesia. Sono tratti da un distico elegiaco di Properzio i versi riprodotti sul cartiglio della balaustra marmorea al centro della Pietà di Brera, proprio sotto la figura di Cristo, con i quali il pittore si firma: Haec fere quum gemitus turgentia lumina promant / Bellini poterat flere Ioannis opus («Mentre gli occhi gonfi di pianto quasi emettevano gemiti, quest opera di Giovanni Bellini poteva piangere»). Al repertorio della pittura devozionale veneziana si aggiunge così la poesia degli affetti, ispirata all elegia classica tanto apprezzata negli ambienti umanistici veneziani, come documenta il codice in prestito dalla Libreria Marciana (1453), esposto in mostra e aperto sulla pagina dei Carmina del poeta latino. Giovanni Bellini, «Imbalsamazione di Cristo» (1475 circa, Musei Vaticani, particolare) Donatello, «Pietà con gli angeli e le Marie» ( , Padova, chiesa di San Gaetano) Tra le diverse versioni del tema devozionale in Bellini, è esposta la tavola Cristo tra la Maddalena, Nicodemo e san Giuseppe d Arimatea (1475 circa) conservata ai Musei Vaticani, originaria cimasa della grandiosa pala realizzata per la chiesa di San Francesco a Pesaro, destinata quindi a una collocazione elevata che spiega la visione dal basso delle figure. Il linguaggio dei gesti tocca le note dell inno e la purezza della venerazione, grazie all intensa e insieme delicata poesia dell intreccio di mani, cuore della scena al quale i personaggi rivolgono lo sguardo trascinando quello di chi osserva. L unzione delle piaghe è immersa in un impalpabile spazio di meditazione, per il tocco lieve delle dita della Maddalena e per le sue labbra dischiuse, che sembrano sussurrare parole o forse pregare sul mistero della sofferenza. Tre piccoli e straordinari disegni di Mantegna e di Giovanni Bellini aiutano a comprendere la ricerca concettuale e progettuale che sta dietro a queste immagini, confermando il dialogo artistico avvenuto tra i due cognati tra sesto e settimo decennio con il perfezionamento del «vocabolario formale del cognato» (Bandera) e nell esplorazione di nuove vie in cui convogliare la sua potenzialità espressiva nella pittura devozionale. I moti affettivi trasmessi dai volti, le guance della Vergine accostate a quelle del Figlio, e dai gesti, le carezze lievi delle mani materne, inducono la commozione e la medi- del XV secolo. In particolare, con la Pietà di Bellini dal Musée des Beaux-Arts di Rennes, si affaccia l intuizione innovativa della figura di Maria che si avvolge intorno al corpo del Figlio nell atto di sorreggerlo, resa con segni arrotondati e ricalcati, quasi a ricomporre un unione di corpi in una maternità in gestazione, a preannuncio della teologia della rinascita nella risurrezione. La riflessione teologica, affidata nell icona all immobilità figurativa, con Bellini esce dagli argini della rigidità speculativa e si espande nella dolcezza del sentimento e della compassione. La sintesi assoluta della riflessione spirituale sul tema della Pietà sembra compiersi nell ultima opera del percorso espositivo, Madonna col Bambino in trono ( , Venezia, Gallerie dell Accademia). Qui il cielo ha lasciato il livore dei tramonti e si diffonde in un azzurro terso sul quale si staglia il trono della Madonna. La potenza dell immagine emerge dalle composte sequenze di umanità e dolore, questa volta consegnate all astrazione della teologia: ancora la Madre con il Figlio sulle ginocchia, che qui è bambino. Non dorme, è morto, come nei Compianti nordici (Ve rs p e r b i l d e r ). Il destino di Maria, e dell umanità intera, è in quel piccolo braccio abbandonato. La mostra «Giovanni Bellini. La pittura devozionale umanistica» (fino al 6 luglio alla Pinacoteca di Brera) è curata da Sandrina Bandera, Matteo Ceriana, Keith Christiansen, Emanuela Daffra, Andrea De Marchi e Mariolina Olivari. Il catalogo, edito da Skira, con saggi di Marco Collareta, Andrea De Marchi e Mariolina Olivari, presenta alcune novità sulla storia della Pietà braidense di Giovanni Bellini, alla quale è dedicata una sezione sul re s t a u ro.

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO venerdì 18 aprile 2014 La messa del giovedì santo nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme Colui che asciuga le lacrime GERUSALEMME, 17. «Il male non ha l ultima parola, perché il vincitore è Cristo crocifisso e risorto»: celebrando nella basilica del Santo Sepolcro la messa del giovedì santo, il Messaggio di Pasqua del patriarca Bartolomeo Con Dio la vera libertà IS TA N B U L, 17. «Spesso nella storia dell umanità vediamo signoreggiare le tenebre della morte, l ingiustizia al posto della giustizia, l odio e l invidia invece dell amore, gli uomini preferire l odio infernale anziché la luce della Risurrezione». In occasione della Pasqua, il patriarca ecumenico e arcivescovo di Costantinopoli, Bartolomeo, ha scritto un messaggio la cui traduzione è stata diffusa sul sito in rete della Sacra arcidiocesi ortodossa d Italia e Malta nel quale sottolinea che «nonostante il progresso tecnologico apparente delle società umane, nonostante le dichiarazioni riguardo ai diritti umani e alle libertà di fede, l odio nazionalista e religioso cresce in tutto il mondo e provoca pericolose tensioni». Gli uomini spiega il patriarca ecumenico «sfortunatamente non possono sopportare la diversità del loro prossimo. Non possono accettare la diversa origine razziale, le loro diverse concezioni e opinioni, politiche, religiose, sociali. La storia ha dimostrato che un vero progresso non può esistere senza Dio. Nessuna comunità può essere veramente progressista e felice, se non vi è libertà. Ma la vera libertà si ottiene solo stando accanto a Dio». Riferendosi poi ai tragici avvenimenti che hanno contrassegnato la storia del XX secolo in Europa, Bartolomeo afferma che «alcuni uomini credono che lo sterminio di altre persone sia un azione lodevole e necessaria, ma s ingannano miseramente. Purtroppo, l annientamento e la vessazione dei più deboli da parte dei più forti prevalgono sulla piramide del mondo a venire. Più spesso sorprende la durezza e la mancanza di pietà di coloro che detengono le redini del mondo e di coloro che credono di dominarlo». L arcivescovo di Costantinopoli ricorda che, nonostante tutto, «Cristo, attraverso la morte sulla croce, ha invertito la piramide del mondo e in cima a essa ha collocato la croce. In cima si trova lui stesso, poiché egli stesso ha sofferto più di tutti gli uomini. Non vi fu uomo nel mondo che abbia sofferto quanto ha sofferto Cristo, il Dio-Uomo: umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce». patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, ha richiamato il valore del messaggio di speranza che Cristo irradia nel mondo, anche nelle situazioni più difficili e drammatiche. «Il perdono, che ci viene donato da Cristo, è fonte di serenità interiore ed esteriore e ci rende artigiani di pace in un mondo dove purtroppo regnano ancora le divisioni, le sofferenze e i drammi dell ingiustizia, dell odio e della violenza», ha detto il patriarca, il quale ha poi richiamato l esemplarità del gesto della lavanda dei piedi compiuto da Gesù e ripetuto durante la liturgia del giovedì santo. «Di fronte a un numero crescente di nostri fratelli rifugiati arrivati nel Paese, a tante guerre e violenze, a persone che soffrono la fame o che si ritrovano senza più casa ha detto dobbiamo tendere la mano, asciugare tante lacrime e consolare tanti cuori spezzati. Questa è la lezione e il messaggio del giovedì santo». Un messaggio che, partendo dalla Terra Santa, si è dilatato nel mondo. «Qui a Gerusalemme, i nostri predecessori della prima comunità cristiana hanno vissuto questi misteri, assidui nella preghiera, nello spezzare il pane, nella lettura delle Scritture e nell esercizio della carità fraterna». E a Gerusalemme «tra pochi giorni arriverà il nostro Santo Padre, Papa Francesco, guida e pastore, uomo di preghiera e di dialogo, il cui esempio di vita e la cui parola non cessano di farci ritornare allo spirito del Vangelo: spirito di bontà e di umiltà, lontano dalla violenza e dall a r ro g a n z a». Un particolare invito a non lasciar cadere ogni tentativo di costruzione della pace è contenuto poi nel messaggio pasquale diffuso dai patriarchi e dai capi delle Chiese cristiane di Terra Santa. «Preghiamo affinché la potenza della resurrezione possa spazzare via tutte le sofferenze umane», vi si legge. Al cardinale Etchegaray la Gran croce della Legion d o n o re PARIGI, 17. Il primo ministro francese Manuel Valls sarà a Roma il 27 aprile per assistere alle canonizzazioni di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II. Per l occasione riferisce il quotidiano «la Croix» citando fonti dell Eliseo consegnerà al cardinale Roger Etchegaray le insegne della Gran croce della Legion d onore, riconoscimento che verrà ufficializzato lunedì prossimo. di ALD O BERTELLE Nell incontro di Gesù con Pilato Il silenzio della misericordia Per quel che conta, assolvo Pilato, lo assolvo proprio perché se ne lavò le mani, lo assolvo perché più di così non poteva fare di fronte alla furbata di un processo reso politico e che schiaccia quindi il diritto e, se mi consentite, anche la coscienza del giudice. Ho maturato questa convinzione con calma, senza fretta esegetica: Gesù capì Pilato. Se rileggerete anche voi tante volte i resoconti dei vari evangelisti, coglierete che le scene processuali offrono alla fine un protagonista, anzi il protagonista, che non è Gesù, non è Ponzio Pilato, non è la moglie, non è Erode, non è il sommo sacerdote, non è neanche l interrogatorio serrato in se stesso, ma un doppio silenzio: il silenzio mio nel compito di essere scorta a Pilato e in particolare il silenzio di Gesù. È il silenzio educativo di un umano che toglie la parola all interlocutore, al duellante, non accettando più domande, non omologando più comportamenti scorretti, non accettando più stupidaggini, non preventivando neppure scorciatoie legali, neppure quelle concordatarie, e questo lo si ottiene sempre con il silenzio che toglie la p a ro l a. Io non avrei avuto la pazienza necessaria degli archeologi, li ho visti all opera solo a Emmaus e mi ha segnato il loro lavoro consumato nel silenzio. Mai avrei immaginato che, accompagnato in questi luoghi dall amico padre Michele Piccirillo, insigne archeologo, un giorno mi sarei innamorato dello scavo nelle parole di Gesù. Ho imparato a sentire, quando leggo e studio, il rumore dei passi del Maestro, ad avvertirli leggeri, senza esibizioni. Abbassiamo l orecchio sul silenzio dei suoi passi che lasciano il pretorio e lasciamoci accompagnare in un cammino di rientro fino a Nazareth. Oso credere che prima di innalzarlo sulla Croce gli abbiano concesso alcune ore di permesso per rivivere alcuni momenti della propria vita. Sono certo che glielo chiese Pilato al sommo sacerdote. Non so se il procuratore romano avesse figli, se lo turbò il messaggio della moglie anche nelle ore successive, cosa raccontò a lei dopo la battaglia processuale. Ognuno di noi sia solo con il proprio silenzio e sia l unico ad accompagnarlo per la Via Lunga o la Catechesi viventi mai l errore di essere rigoroso, aspetto questo che è la fine dell amore, perché guarda i conti e non il cuore. Vorrei aprire una fessura sul silenzio di Gesù che mi verrebbe da chiamare il silenzio della misericordia. Un incontro imbarazzante è quello con la donna adultera, ovviamente portata al suo cospetto sprovvista del peccatore in comunione, l uomo. Questo brano non ha mai avuto vita facile, perché il silenzio di Gesù scandalizzò. Chi è senza peccato, chiese, e le parole ferirono l aria. Portiamoli a casa nel cuore questi undici versetti scandalosi, ospitiamoli nella tenda della nostra vita. C è un solo modo per conoscere una donna, un ragazzo, una città: inginocchiarsi e guardarli da vicino e in silenzio, incrociarli negli sguardi, come ha sempre fatto Gesù. Il cammino rapido del ritorno a Gerusalemme è oramai compiuto, siamo nel silenzio delle ultime ore, il regalo del suo silenzio davanti a Pilato che abbiamo prima ricordato e capito. La sua Passione è silenzio, il suo ultimo tratto di cammino è silenzio. Vinto nel corpo, vivo nell anima, brutalizzato nella carne, non sgualcito nel cuore. Io che l ho accompagnato da Nazareth a Gerusalemme, come credo ognuno di voi questa sera, ho dovuto ascoltare un ultimo silenzio, quello di suo Padre, che Gesù ha patito in tutta la sua ampiezza e drammaticità, il silenzio di Dio sulla croce. Mi verrebbe da dire che in quel silenzio di Dio che non risponde noi misuriamo, sia pur da lontano, tutta la Una singolare operazione culturale su Gesù di Nazareth durata cinque anni e scandita con centodieci incontri serali di cento persone tra bambini, giovani e adulti. È stata pensata e realizzata dalla comunità di «Villa San Francesco» a Facen di Pedavena, presso Feltre (Belluno). L intenzione è stata di capire Gesù, Signore della Pasqua, come il Vivente che solo può rivoluzionare la vita attraverso la pedagogia dell amore facendone dono agli altri alla sua maniera. Si è trattato di vere e proprie catechesi su come Gesù nel Vangelo educa le nostre anime liberandole dai fardelli ingombranti dell egoismo. Catechesi attive e partecipate dai presenti nei panni dei diversi personaggi descritti nelle narrazioni evangeliche. Trenta riflessioni conclusive di Aldo Bertelle sull arte educativa di Gesù di Nazareth sono state raccolte in un volume fresco di stampa. Il titolo del libro è Gesù, ladro nella notte (Facen di Pedavena, edizioni Linea Quaderni di Villa San Francesco, 2014, pagine 304, euro 15) impreziosito da trenta illustrazioni di Vico Calabrò e presentato dal cardinale Loris Francesco Capovilla. «Villa San Francesco secondo il porporato che la conosce bene avendola visitata più volte con l allora patriarca di Venezia Angelo Giuseppe Roncalli ha accolto la chiamata a vivere e testimoniare Evangelii gaudium di Papa Francesco, ha accettato di portarlo non solo nell ambito della comunità ma di estendere a tutti la notizia bella di Gesù». In occasione del venerdì santo pubblichiamo stralci del capitolo su Gesù e Pilato. Via Corta e ciascuno ricammini all indietro con Gesù alcuni tratti della vita del Maestro, in particolare quella vissuta nel silenzio, e riporti alla luce un tratto della propria vita da affidargli all ora nona di quel tragico venerdì, durante il quale si fece buio su tutta la terra. Gesù fu certamente radicale nei suoi insegnamenti, ma non commise fede di Gesù. Hai fatto bene Gesù a non rispondere a Pilato. Potevi permettertelo. La tua vita era la tua risposta, forse né capita né accolta, perché era la vita di un mite, e lo si capisce da come hai camminato, dal tono della voce, da come hai attraversato l oscuro, forte di una luce che non si sa bene da dove venisse. di INOS BIFFI Cristo è «il sacrificio propiziatorio per i peccati nostri e di quelli di tutto il mondo»: lo afferma Giovanni nella sua Prima lettera (2, 2). Ma occorre comprendere bene questo sacrificio. Esso non è assolutamente un riscatto che Cristo ha pagato per noi a Satana, il quale in realtà non è La Segreteria di Stato comunica che è deceduta la Signora DEOLINDA FERREIRA DA SI LVA madre di Mons. António Ferreira da Costa, Capo Ufficio della Prima Sezione della Segreteria di Stato. I Superiori e i Colleghi partecipano al dolore di Mons. Ferreira da Costa e a quello dei suoi Familiari, assicurando vicinanza spirituale e ricordo nella preghiera. detentore di diritto alcuno ed è assolutamente abbattuto. E neppure una pena imposta da Dio a Gesù, quale nostro rappresentante, perché essa compensi il peccato commesso dall uomo, e così che ne sia ottenuto il perdono. In realtà, il perdono proviene non da una compensazione ma sempre dalla ricchezza della misericordia divina, o come afferma l apostolo Paolo dall «eccessiva carità con cui Dio ci ha amato» (Efesini, 2, 4). Quanto al sacrificio della Croce, esso trova la sua origine nell a m o re di Gesù verso il Padre. D a l t ro n d e, solo il Figlio di Dio può avere l adeguata consapevolezza e il giusto giudizio della gravità dell offesa; solo lui, che ne ha patito in sé tutto il peso e la gravità. Cristo, infatti, ascende al Calvario non per una forza esterna che ve lo costringa. «Io vengo egli dichiara per fare la tua volontà» (E b re i, 10, 7). La motivazione che lo spinge è il desiderio amoroso e il bisogno filiale di riparare tale offesa col dono di sé al Padre: egli si avvia all immolazione sono le sue stesse parole «affinché il mondo sappia che io amo il Padre» (Giovanni, 14, 31). Cristo sulla croce Per i nostri peccati È noto un colloquio negli E s e rc i z i spirituali di sant Ignazio, che sono tutti pervasi da un ispirazione e da un intento mistico: «Immaginandomi di avere davanti Cristo nostro Signore posto in Croce, fare un colloquio domandandogli come mai se Creatore è venuto a farsi uomo, e da eterna vita a morte temporale, e a morire così per i miei peccati. Similmente, rimirando me stesso, chiedere che cosa ho fatto io per Cristo, che cosa faccio per Cristo, che cosa devo fare per Cristo» (n. 43). Si può avere il senso del peccato solo partecipando ai sentimenti di Gesù crocifisso. Il quale non è un uomo puramente inchiodato e oppresso dal dolore, che non è come tale redentivo, ma porta alla disperazione, all annullamento. Sul Legno noi troviamo, invece, il Figlio di Dio paziente, amante e affidato. Noi siamo redenti dalla sua sofferenza in quanto essa è segno e come corpo dell amore che nutre per il Padre. Morendo, Gesù si affida tutto a lui, quasi si perde e si fonde in lui, e per questo egli sente al suo contatto riaccendersi una vita nuova nella risurrezione. E, mentre è tradizione al Padre, il sacrificio di Cristo è tradizione a noi. «Il Figlio di Dio è detto in Paolo mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Galati, 2, 20). Il Crocifisso è l antitesi del peccato, a cominciare dal peccato originale. Questo consistette nel sottrarsi a Dio, nell infastidirsene, nel ribellarsi alla sua signoria, nel rifiuto di amare Dio e di amare il prossimo (ecco l uccisione di Abele). Gesù in croce Jean Guitton, «Flagellazione astratta» (1971) rappresenta il «sì» assoluto al Padre celeste: il suo «sì» sofferto fino al sudore di sangue nell Orto degli ulivi. Il principio del peccato è l assenza dell amore l inferno e la dannazione è lo stato gelido di quanti non sanno e non sapranno più amare ; la fonte della redenzione è la presenza e l opera dell amore e del suo ardore. Per questo il paradiso è la gloriosa comunione dei santi.

7 venerdì 18 aprile 2014 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 Papa Francesco durante la messa crismale fa memoria dell istituzione del sacerdozio Unti con l olio della gioia «Unti con olio di gioia per ungere con olio di gioia». In queste parole Papa Francesco, nel giorno in cui si fa memoria dell istituzione del sacerdozio, ne ha riassunto la missione. Nella mattina del 17 aprile, Giovedì santo, il Pontefice ha presieduto la messa crismale nella basilica di San Pietro, pronunciando l omelia che pubblichiamo di seguito. Cari fratelli nel sacerdozio! Nell O g- gi del Giovedì Santo, in cui Cristo ci amò fino all estremo (cfr. Gv 13, 1), facciamo memoria del giorno felice dell Istituzione del sacerdozio e di quello della nostra Ordinazione sacerdotale. Il Signore ci ha unto in La benedizione degli oli e del crisma Oltre millesettecento presbiteri, quarantaquattro cardinali e numerosi arcivescovi e vescovi hanno rinnovato le promesse sacerdotali nella basilica vaticana durante la messa crismale del giovedì santo. Ripetendo per tre volte «Sì, lo voglio», hanno confermato dinanzi a Papa Francesco la volontà di essere fedeli all «unzione» ricevuta col sacramento dell ordine per portate a tutti «l olio della gioia». Una missione simboleggiata nel successivo rito della benedizione degli oli e della consacrazione del crisma. Suggestiva la processione con tre carrelli ciascuno di un colore diverso a seconda dell olio contenuto nelle anfore che si è snodata dalla cappella della Pietà, al canto del O Redemptor. Il colore bianco era per quello degli infermi, il viola per quello dei catecumeni e il rosso per il crisma. Ogni carrello è stato accompagnato da quattro diaconi. Un altro diacono, Javed Raza Gill, portava una piccola anfora contenente le sostanze profumate, che ha versato nel crisma. Il Papa si è chinato alitando sull anfora contenente il sacro crisma e ha recitato la preghiera. L olio per la celebrazione della messa è stato donato dalla cooperativa Arte y Alimentaciòn di Castelseras in Spagna. Gli oli vengono poi portati a San Giovanni in Laterano, dove saranno distribuiti ai sacerdoti della diocesi di Roma per l amministrazione dei sacramenti nel corso dell anno. Alla liturgia della Parola, la prima lettura, tratta dal libro del profeta Isaia, è stata letta in italiano da suor Lucia Lacandia, la seconda lettura in italiano, da un seminarista e il Vangelo è stato proclamato in latino da Jeffrey D ole. Tra i concelebranti, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, e numerosi presuli, prelati e officiali della Curia romana, fra i quali, gli arcivescovi Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, e Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, i monsignori Peter Bryan Wells, assessore, e José Avelino Bettencourt, capo del Protocollo. Al momento della consacrazione, sono saliti con il Pontefice all altare i cardinali Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, Tarcisio Bertone, Giovanni Battista Re e José Saraiva Martins, dell ordine dei vescovi. I canti sono stati eseguiti dalla Cappella Sistina, diretta dal maestro Massimo Palombella, dal coro guida Mater Ecclesiae e dalla Cappella Giulia. Hanno prestato servizio liturgico come ministranti i figli di Santa Maria Immacolata, mentre i diaconi permanenti della diocesi di Roma hanno distribuito la comunione ai concelebranti. Prima dell inizio della celebrazione eucaristica, è stata cantata in latino l Ora terza. Cristo con olio di gioia e questa unzione ci invita a ricevere e a farci carico di questo grande dono: la gioia, la letizia sacerdotale. La gioia del sacerdote è un bene prezioso non solo per lui ma anche per tutto il popolo fedele di Dio: quel popolo fedele in mezzo al quale è chiamato il sacerdote per essere unto e al quale è inviato per ungere. Unti con olio di gioia per ungere con olio di gioia. La gioia sacerdotale ha la sua fonte nell Amore del Padre, e il Signore desidera che la gioia di questo Amore «sia in noi» e «sia piena» (Gv 15, 11). A me piace pensare la gioia contemplando la Madonna: Maria, la «madre del Vangelo vivente, è sorgente di gioia per i piccoli» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 288), e credo che non esageriamo se diciamo che il sacerdote è una persona molto piccola: l incommensurabile grandezza del dono che ci è dato per il ministero ci relega tra i più piccoli degli uomini. Il sacerdote è il più povero degli uomini se Gesù non lo arricchisce con la sua povertà, è il più inutile servo se Gesù non lo chiama amico, il più stolto degli uomini se Gesù non lo istruisce pazientemente come Pietro, il più indifeso dei cristiani se il Buon Pastore non lo fortifica in mezzo al gregge. Nessuno è più piccolo di un sacerdote lasciato alle sue sole forze; perciò la nostra preghiera di difesa contro ogni insidia del Maligno è la preghiera di nostra Madre: sono sacerdote perché Lui ha guardato con bontà la mia piccolezza (cfr. Lc 1, 48). E a partire da tale piccolezza accogliamo la nostra gioia. Gioia nella nostra piccolezza! Trovo tre caratteristiche significative nella nostra gioia sacerdotale: è una gioia che ci unge (non che ci rende untuosi, sontuosi e presuntuosi), è una gioia incorruttibile ed è una gioia missionaria che si irradia a tutti e attira tutti, cominciando alla rovescia: dai più lontani. Una gioia che ci unge. Vale a dire: è penetrata nell intimo del nostro cuore, lo ha configurato e fortificato sacramentalmente. I segni della liturgia dell ordinazione ci parlano del desiderio materno che ha la Chiesa di trasmettere e comunicare tutto ciò che il Signore ci ha dato: l imp osizione delle mani, l unzione con il santo Crisma, il rivestire con i paramenti sacri, la partecipazione immediata alla prima Consacrazione... La grazia ci colma e si effonde integra, abbondante e piena in ciascun sacerdote. Unti fino alle ossa... e la nostra gioia, che sgorga da dentro, è l eco di questa unzione. Una gioia incorruttibile. L integrità del Dono, alla quale nessuno può togliere né aggiungere nulla, è fonte incessante di gioia: una gioia incorruttibile, che il Signore ha promesso che nessuno potrà togliercela (cfr. Gv 16, 22). Può essere addormentata o soffocata dal peccato o dalle preoccupazioni della vita ma, nel profondo, rimane intatta come la brace di un ceppo bruciato sotto le ceneri, e sempre può essere rinnovata. La raccomandazione di Paolo a Timoteo rimane sempre attuale: Ti ricordo di ravvivare il fuoco del dono di Dio che è in te per l imp osizione delle mie mani (cfr. 2 Tm 1, 6). Una gioia missionaria. Questa terza caratteristica la voglio condividere e sottolineare in modo speciale: la gioia del sacerdote è posta in intima relazione con il santo popolo fedele di Dio perché si tratta di una gioia eminentemente missionaria. L unzione è in ordine a ungere il santo popolo fedele di Dio: per battezzare e confermare, per curare e consacrare, per benedire, per consolare ed evang e l i z z a re. E poiché è una gioia che fluisce solo quando il pastore sta in mezzo al suo gregge (anche nel silenzio della preghiera, il pastore che adora il Padre è in mezzo alle sue pecorelle) e per questo è una gioia custodita da questo stesso gregge. Anche nei momenti di tristezza, in cui tutto sembra oscurarsi e la vertigine dell isolamento ci seduce, quei momenti apatici e noiosi che a volte ci colgono nella vita sacerdotale (e attraverso i quali anch io sono passato), persino in questi momenti il popolo di Dio è capace di custodire la gioia, è capace di proteggerti, di abbracciarti, di aiutarti ad aprire il cuore e ritrovare una gioia rinnovata. Gioia custodita dal gregge e custodita anche da tre sorelle che la circondano, la proteggono, la difendono: sorella povertà, sorella fedeltà e sorella obbedienza. La gioia del sacerdote è una gioia che ha come sorella la povertà. Il sacerdote è povero di gioia meramente umana: ha rinunciato a tanto! E poiché è povero, lui, che dà tante cose agli altri, la sua gioia deve chiederla al Signore e al popolo fedele di Dio. Non deve procurarsela da sé. Sappiamo che il nostro popolo è generosissimo nel ringraziare i sacerdoti per i minimi gesti di benedizione e in modo speciale per i Sacramenti. Molti, parlando della crisi di identità sacerdotale, non tengono conto che l identità presuppone appartenenza. Non c è identità e pertanto gioia di vivere senza appartenenza attiva e impegnata al popolo fedele di Dio (cfr. Esort. ap. Evangelii gaudium, 268). Il sacerdote che pretende di trovare l identità sacerdotale indagando introspettivamente nella propria interiorità forse non trova altro che segnali che dicono uscita : esci da te stesso, esci in cerca di Dio nell adorazione, esci e dai al tuo popolo ciò che ti è stato affidato, e il tuo popolo avrà cura di farti sentire e gustare chi sei, come ti chiami, qual è la tua identità e ti farà gioire con il cento per uno che il Signore ha promesso ai suoi servi. Se non esci da te stesso, l olio diventa rancido e l unzione non può essere feconda. Uscire da sé stessi richiede spogliarsi di sé, comporta povertà. La gioia sacerdotale è una gioia che ha come sorella la fedeltà. Non tanto nel senso che saremmo tutti immacolati (magari con la grazia di Dio lo fossimo!) perché siamo peccatori, ma piuttosto nel senso di una sempre nuova fedeltà all unica Sposa, la Chiesa. Qui è la chiave della fecondità. I figli spirituali che il Signore dà ad ogni sacerdote, quelli che ha battezzato, le famiglie che ha benedetto e aiutato a camminare, i malati che sostiene, i giovani con cui condivide la catechesi e la formazione, i poveri che soccorre... sono questa Sp osa che egli è felice di trattare come prediletta e unica amata e di esserle sempre nuovamente fedele. È la Chiesa viva, con nome e cognome, di cui il sacerdote si prende cura nella sua parrocchia o nella missione affidatagli, è essa che gli dà gioia quando le è fedele, quando fa tutto ciò che deve fare e lascia tutto ciò che deve lasciare pur di rimanere in mezzo alle pecore che il Signore gli ha affidato: «Pasci le mie pecore» (Gv 21, 16.17). La gioia sacerdotale è una gioia che ha come sorella l obbedienza. Obbedienza alla Chiesa nella Gerarchia che ci dà, per così dire, non solo l ambito più esterno dell obb edienza: la parrocchia alla quale sono inviato, le facoltà del ministero, quell incarico particolare... bensì anche l unione con Dio Padre, dal quale deriva ogni paternità. Ma anche l obbedienza alla Chiesa nel servizio: disponibilità e prontezza per servire tutti, sempre e nel modo migliore, a immagine di Nostra Signora della p ro n t e z z a (cfr. Lc 1, 39: meta spoudes), che accorre a servire sua cugina e sta attenta alla cucina di Cana, dove manca il vino. La disponibilità del sacerdote fa della Chiesa la Casa dalle porte aperte, rifugio per i peccatori, focolare per quanti vivono per strada, casa di cura per i malati, campeggio per i giovani, aula di catechesi per i piccoli della prima Comunione... Dove il popolo di Dio ha un desiderio o una necessità, là c è il sacerdote che sa ascoltare (oba u d i re ) e sente un mandato amoroso di Cristo che lo manda a soccorrere con misericordia quella necessità o a sostenere quei buoni desideri con carità creativa. Colui che è chiamato sappia che esiste in questo mondo una gioia genuina e piena: quella di essere preso dal popolo che uno ama per essere inviato ad esso come dispensatore dei doni e delle consolazioni di Gesù, l unico Buon Pastore che, pieno di profonda compassione per tutti i piccoli e gli esclusi di questa terra, affaticati e oppressi come pecore senza pastore, ha voluto associare molti al suo ministero per rimanere e operare Lui stesso, nella persona dei suoi sacerdoti, per il bene del suo p op olo. In questo Giovedì Santo chiedo al Signore Gesù che faccia scoprire a molti giovani quell ardore del cuore che fa ardere la gioia appena uno ha la felice audacia di rispondere con prontezza alla sua chiamata. In questo Giovedì Santo chiedo al Signore Gesù che conservi il brillare gioioso negli occhi dei nuovi ordinati, che partono per mangiarsi il mondo, per consumarsi in mezzo al popolo fedele di Dio, che gioiscono preparando la prima omelia, la prima Messa, il primo Battesimo, la prima Confessione... È la gioia di poter condividere meravigliati per la prima volta come unti, il tesoro del Vangelo e sentire che il popolo fedele ti torna ad ungere in un altra maniera: con le loro richieste, porgendoti il capo perché tu li benedica, stringendoti le mani, avvicinandoti ai loro figli, chiedendo per i loro malati... Conserva Signore nei tuoi giovani sacerdoti la gioia della partenza, di fare ogni cosa come nuova, la gioia di consumare la vita per te. In questo Giovedì sacerdotale chiedo al Signore Gesù di confermare la gioia sacerdotale di quelli che hanno parecchi anni di ministero. Quella gioia che, senza scomparire dagli occhi, si posa sulle spalle di quanti sopportano il peso del ministero, quei preti che già hanno tastato il polso al lavoro, raccolgono le loro forze e si riarmano: cambiano aria, come dicono gli sportivi. Conserva Signore la profondità e la saggia maturità della gioia dei preti adulti. Sappiano pregare come Neemia: la gioia del Signore è la mia forza (cfr. Ne 8, 10). Infine, in questo Giovedì sacerdotale, chiedo al Signore Gesù che risplenda la gioia dei sacerdoti anziani, sani o malati. È la gioia della Croce, che promana dalla consapevolezza di avere un tesoro incorruttibile in un vaso di creta che si va disfacendo. Sappiano stare bene in qualunque posto, sentendo nella fugacità del tempo il gusto dell eterno (Guardini). Sentano, Signore, la gioia di passare la fiaccola, la gioia di veder crescere i figli dei figli e di salutare, sorridendo e con mitezza, le promesse, in quella speranza che non delude. Nomine episcopali Le nomine di oggi riguardano Portogallo e Venezuela. José Augusto Traquina Maria, ausiliare di Lisboa (Portogallo) Nato il 21 gennaio 1954 ad Alcobaça, nel patriarcato di Lisboa, dopo aver concluso le scuole secondarie, ha svolto un attività commerciale, adempiendo anche all obbligo del servizio militare. Ha poi frequentato il seminario di San Paolo (Almada), attualmente in diocesi di Setúbal, ma all ep o ca appartenente a Lisboa; il seminario maggiore di Cristo Re (Olivais) del patriarcato di Lisboa e, al contempo, la facoltà teologica dell università cattolica portoghese, dove ha conseguito la licenza in teologia. Ordinato sacerdote il 30 giugno 1985 per il clero di Lisboa, è stato membro dell équip e formativa del seminario maggiore di Almada ( ), assistente religioso degli scouts ad Alcobaça e del gruppo ovest del corpo nazionale di scoutismo, parroco di Santissimo Salvatore a Bombarral e del Sacratissimo Cuore di Gesù a Vale Côvo ( ), canonico della cattedrale (2003), vicario foraneo del decanato di Lisboa III (dal 2011), coordinatore del segretariato permanente del consiglio presbiterale (dal 2011), direttore spirituale del seminario maggiore di Cristo Re (Olivais) del patriarcato (dal 2012). Attualmente è parroco di Nossa Senhora do Amparo, in Benfica. Francisco José Villas-Boas Senra de Faria Coelho ausiliare di Braga (Portogallo) Nato il 12 marzo 1961, in Mozambico, da famiglia portoghese, tornato in Portogallo dopo l indipendenza delle colonie, ha frequentato il seminario minore e il corso di filosofia nell arcidiocesi di Braga. Nel 1980 è passato al seminario maggiore di Évora, dove ha concluso gli studi teologici ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno Ha perfezionato la formazione a Roma, conseguendo il baccalaureato in filosofia presso il Pontificio Ateneo Antoniano, e in teologia alla Pontificia Università Salesiana e la licenza in storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana ( ). Nel 2008, ha ottenuto un dottorato in storia alla Phoenix International University, negli Stati Uniti d America. È stato docente presso l Istituto superiore di teologia di Évora, canonico della cattedrale, direttore spirituale dei corsi di cristianità e del movimento del messaggio di Fátima, assistente religioso e collaboratore di Radio Renascença. Attualmente è parroco di Nossa Senhora de Fátima, di São Marcos e di Nossa Senhora da Consolação, nell arcidiocesi di Évora e membro del consiglio presbiterale. Autore di diversi libri, tiene una rubrica sul settimanale arcidio cesano. José Trinidad Fernández Angulo, ausiliare di Caracas (Venezuela) È nato il 24 maggio 1964 a Mérida ed ivi è stato ordinato presbitero il 30 luglio Dopo aver compiuto gli studi al seminario minore dell arcidiocesi di Mérida è poi passato al seminario maggiore per il triennio filosofico. Per gli studi teologici è stato trasferito all Istituto universitario ecclesiastico Santo Tomás de Aquino nella diocesi di San Cristóbal. Più tardi ha ottenuto la licenza in filosofia alla Pontificia Università Gregoriana. Nell arcidiocesi di Mérida è stato professore nel seminario minore, assessore arcidiocesano per la pastorale giovanile e vocazionale, direttore degli studi del seminario maggiore e vicerettore dello stesso. A Caracas è stato vicerettore del Seminario San José, vicerettore per la filosofia del seminario maggiore Santa Rosa de Lima, direttore per la ricerca dell Università Santa Rosa de Lima, formatore e poi vicerettore del seminario maggiore Santa Rosa de Lima, e, dal 2009, è rettore del medesimo.

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO venerdì 18 aprile 2014 Campo profughi di al-zaatri in Giordania (Reuters) Il cardinale Sandri sulla colletta per la Terra santa La pace è la vera emergenza di NICOLA GORI È la pace la prima emergenza per l Oriente e per il mondo. Nonostante il pesante tributo pagato dai cristiani, anche in questi anni più recenti come testimonia la Siria, «la vocazione di quella Terra dice il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, in questa intervista al nostro giornale è di essere il fulcro dell incontro e della pace, tra Dio e l umanità, e tra di noi al di là di ogni differenza e di ogni smentita della storia». Una caratteristica che Papa Francesco farà risaltare durante la sua prossima visita, assicura il porporato, che spiega il significato della colletta per la Terra santa che si raccoglie il venerdì santo. Qual è il significato di questa tradizionale iniziativa? La colletta per i luoghi santi è una tra le più significative espressioni della sollecitudine del Papa a favore della Chiesa a Gerusalemme e in tutta la Terra santa. È il senso della condivisione tra le Chiese dei beni spirituali e materiali. Quando però si parla di Terra santa si pensa piuttosto a uno scambio: ci scambiamo la preghiera vicendevole e il patrimonio della memoria a sostegno della comune missione. Da essa riceviamo l eco del primo annuncio evangelico. Sono i nostri fratelli e le nostre sorelle nella fede a custodirlo, uniti ai loro pastori. Non a caso il Papa, ricevendo la nostra Congregazione nella plenaria di novembre, ha detto che ogni cattolico ha un debito di riconoscenza verso le Chiese che vivono in quella regione. Abbiamo un debito da onorare perché in esse ritroviamo i nostri inizi. Perché proprio il venerdì santo? Perché è il giorno del silenzio di Gesù. È il giorno che fa memoria della totalità del dono. Il giorno in cui si proclama che tutto è compiuto. E se tutto è compiuto, può parlare solo l amore nella sua pienezza. Mai come quest anno mi sono sembrati carichi di amore gli attimi di silenzio che in piazza San Pietro nella domenica delle Palme hanno confermato il momento della morte nella proclamazione della passione di Gesù. Ho pensato in quell attimo a padre Frans van der Lugt, il gesuita olandese assassinato pochi giorni fa a Homs in Siria. E alle innumerevoli e, purtroppo dimenticate, vittime innocenti che in quella terra santa continuano a irrorare col sangue l annuncio della pace che viene da Dio. Pensavo alla gioia delle religiose ortodosse della cittadina siriana di Maalula da poco liberate. Ma avvertivo angoscia nel cuore per il vescovo siro-ortodosso Youhanna Ibrahim, che conosco personalmente, e il metropolita greco-ortodosso Boulos Yazigi, rapiti mentre tentavano di liberare due sacerdoti, Maher Mahfouz, greco-ortodosso, e Michel Kayyal, di 27 anni, armeno-cattolico e già nostro studente nel Pontificio collegio armeno. Sempre preghiamo per loro e per padre Paolo D all Oglio, il gesuita romano di cui nulla si sa da tempo. Non vogliamo rassegnarci a ritenerli perduti! A proposito della Siria, non c è il rischio di assefuarsi progressivamente al dramma che quel Paese sta vivendo da oltre tre anni? Certo, la situazione della Siria è quella che desta maggiori preoccupazioni. Tuttavia non si devono dimenticare i cattolici di Gerusalemme, Palestina e Israele, come di altre aree mediorientali, quali l Egitto e l Iraq. C è l Ucraina dove gli orientali cattolici sono messi a dura prova. È innegabile però che a tenere alta la tensione è la Siria. Pur nella confusione dei dati e ancor più delle responsabilità, le notizie recenti di un altro ricorso alle armi letali, come il dilagare delle violenze che colpiscono le fasce più deboli della società, i pesanti attacchi ai villaggi cristiani, con la profanazione di chiese e gli impedimenti così gravi alla pratica del culto e alla vita ecclesiale, specie nella dimensione sociale, educativa e assistenziale, impongono di tenere vive le coscienze. Nulla deve rimanere intentato perché i diritti umani, compresa la libertà religiosa, siano salvaguardati. Purtroppo, essi sono diffusamente calpestati e, perciò, vanno al più presto ripristinati. Cosa si fa concretamente per le popolazioni martoriate dalla guerra e dalla violenza? Le iniziative a favore della Siria sono veramente numerose e provengono da tutta la Chiesa, come pure dal mondo laico. Catene di volontari cercano di fare molto in una situazione spesso impossibile da gestire e che impedisce persino i soccorsi primari. La Congregazione per le Chiese orientali si è posta in stretta collaborazione con la nunziatura apostolica a Damasco per assicurare in occasione di questa Pasqua la vicinanza dei cattolici del mondo intero. Si aiutano personalmente i vescovi e i sacerdoti, i religiosi e le religiose: sono proprio loro, del resto, ad aprire giorno per giorno prima di tutto il cuore, e poi le porte delle Chiese e delle strutture pastorali molte delle quali fortemente compromesse ormai dai bombardamenti ricorrenti a tutti i bisognosi senza distinzione. Si darà la possibile assistenza alle scuole e a tutto ciò che può alleviare la insostenibile condizione dell infanzia e della gioventù. La Siria non Nella lettera che ho inviato a tutti i vescovi cattolici a sostegno della colletta e per ringraziarli della loro sensibilità, ho richiamato il problema della Siria, che si estende nell intera area generando un flusso ininterrotto di profughi. In Giordania, per esempio, nel campo profughi di Zaatari, la Custodia di Terra santa calcola novantamila profughi siriani. Il Libano sta affrontando un grande sforzo di accoglienza. Qual è al riguardo il ruolo del dicas t e ro? Siamo in costante contatto con il nunzio apostolico Zenari, che ringrazio di cuore insieme agli altri nunzi del Medio Oriente. Per il loro tramite giungerà la carità della Chiesa universale a tanti fratelli e sorelle in occasione della Pasqua. Coordiniamo poi l attività delle agenzie che formano la Riunione delle Opere di aiuto alle Chiese Orientali (Roaco), espressione di importanti Chiese del nord America e dell Europa, perché siano effettivamente mirate. La nostra presenza favorisce in seno a queste organizzazioni la conoscenza delle Chiese e delle reali necessità. Tra poco Papa Francesco si recherà in Terra santa. Che impatto può avere sulla vita di quelle comunità? La vocazione di quella Terra è di essere il fulcro dell incontro e della pace, tra Dio e l umanità, e tra di noi al di là di ogni differenza e di ogni smentita della storia. Proprio con questo augurio si dispongono alla visita che il Papa vi compirà nel mese di maggio e che avrò l onore di condividere. Sarà un pellegrinaggio è dimenticata. L oblio di questo ecumenico nel cinquantesimo anniversario dramma non può essere accettato. dell abbraccio che si sono scambiati Paolo VI e Atenagora: In che modo sono coinvolte anche le comunità di altri Paesi? quello tra Roma e Costantinopoli a Gerusalemme. La portata dell evento fu singolare per le sorti della pace mondiale. E lo potrà essere il nuovo incontro tra Francesco e Bartolomeo. Per questo lo affidiamo, come ci ha chiesto il Santo Padre stesso, a Giovanni XXIII e a Giovanni Paolo II, ormai vicinissimi alla canonizzazione, affinché «instancabili operatori di pace sulla terra, siano nostri intercessori in cielo». È la pace, tuttora, la prima emergenza per l Oriente e per il mondo. Nel giorno del compleanno Gli auguri di Papa Francesco a Benedetto XVI In occasione dell ottantasettesimo compleanno di Benedetto XVI, mercoledì 16 aprile Papa Francesco ha chiamato al telefono il suo predecessore per fargli gli auguri. Lo ha reso noto il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, aggiungendo che Papa Bergoglio ha assicurato al Pontefice emerito di aver pregato per lui in particolare nella celebrazione della messa del mattino. Poiché è in corso la settimana santa, prosegue la nota di Lombardi, Benedetto XVI ha trascorso la giornata nell abituale clima di raccoglimento e preghiera, senza particolari festeggiamenti.

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