Ed ecco che ritorna la classe come modello di esistenza, di quella esistenza nella città o nel quartiere in cui si trovano soggetti diversi - e non

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Ed ecco che ritorna la classe come modello di esistenza, di quella esistenza nella città o nel quartiere in cui si trovano soggetti diversi - e non"

Transcript

1 ..Caro insegnante, chiediti subito qual è il grado di divertimento che provi a scuola, in quella classe, quale il senso di gratificazione che ottieni magari dopo un impegno intenso, quanta la gioia che ti deriva dall'esserne parte, parte della storia di quel gruppo di bambini, di ragazzi. Il livello di divertimento (e quindi il bilancio positivo, sia pure tra frustrazioni e gratificazioni) è il segnale più espressivo della tua condizione. Ma entriamo nella tua classe, dove dobbiamo guardare tutti quei volti nel loro insieme. Sono convinto che la classe dovrebbe rappresentare il parametro di riferimento del tuo insegnamento; a te è stata affidata una classe, tutta la classe, e per questo non devi perdere alcun allievo per strada, non devi operare una selezione che escluda i peggiori e affermi invece i bravi, a cui tu ti dedichi. È una menzogna credere che il ritmo debba essere dettato dai migliori che non possono fermarsi per aspettare i tardigradi, coloro che non sembrano fatti per emergere, per imparare e, di conseguenza, per darti soddisfazione: una menzogna che si basa sulla percezione dei singoli, non del gruppo che li riunisce proprio in quella classe. E ciò non equivale affatto a impoverire il contenuto e l'approfondimento dell'insegnamento. Dipende certo dalla loro età dare maggiore o minore spazio alla competizione individuale, ma è fuori di dubbio che almeno nella scuola chiamata dell'obbligo la competizione tra gli allievi deve esser contenuta e vista sempre in funzione dell'insieme. Nella scuola dell'obbligo la gerarchizzazione del valore singolo e del successo non deve esistere e al suo posto si deve imporre la classe come unità, come condizione per realizzare ogni aspetto della dinamica scolastica e quindi anche dell'acquisizione di un sapere. È la classe il termometro di come funziona l'insegnamento e della relazione esistente tra insegnante e allievi, tra quell'insegnante e la classe. E mai come oggi in un'epoca in cui il singolo nel mondo diventa sempre più un isolato a vantaggio delle équipe, dei team, del sapere coordinato e delle strategie delle organizzazioni, il modello della operatività della classe finisce per valere oltre l'ambiente scolastico. Imparare a stare insieme e imparare in gruppo diventa così un laboratorio di ancor maggiore significato. Questa necessità non impedisce lo sviluppo delle individualità e delle abilità del singolo, ma sottolinea l'importanza di un lavoro d'insieme, dentro la classe come piccolo modello di una società più ampia. Analogamente a una squadra di calcio, in cui l'attaccante deve mostrare abilità certo diverse da un difensore ed entrambi dal portiere, ma tutti sono dentro l'insieme e il risultato è della squadra. Questo esempio lo si può trovare in una orchestra sinfonica in cui i violinisti devono impiegare l'archetto con una grande abilità che presuppone una preparazione singola, ma se non sanno mettersi in relazione con i fiati e persino con i timpani, che intervengono meno frequentemente, la sinfonia non emerge e tanti solisti meravigliosi non formano una buona orchestra. Insomma, non si tratta di scegliere quale ritmo dare alla classe in base alla velocità resa possibile dagli asini o dai geni, ma semplicemente dimenticare queste dimensioni «malate» e agire attuando un insegnamento rivolto alla classe come insieme. E in questa luce trovo di poco conto, e persino fuorvianti, le votazioni o i giudizi che si ripetono continuamente in una classifica assurda quanto variabile con gli stati d'animo del giudice e delle sue simpatie o antipatie, mentre tutto deve essere all'insegna dell'insieme per guidare le strategie del presente e del futuro, tentare di rendere l'insieme più efficace.

2 Ed ecco che ritorna la classe come modello di esistenza, di quella esistenza nella città o nel quartiere in cui si trovano soggetti diversi - e non solo per le caratteristiche fisiognomiche o del colore della pelle, ma diversi per stili, per abilità, per tradizioni -, ma tutti cittadini che devono far funzionare l'insieme della comunità. La scuola oggi prepara solisti che vagano alla ricerca di un insieme che non trovano semplicemente perché non sanno stare con gli altri, attenti solo a cosa li distingue e non a ciò che li unisce. Un simile insegnamento alleva al narcisismo e alla depressione ed entrambe sono malattie gravi. L'insegnante deve essere un buon direttore d'orchestra: scrive le partiture del concerto e fa partecipare tutti alla sonata. Il risultato non è riferibile a un buon primo violino, ma a tutti. Dovrebbe soffrire nel constatare di avere qualche buon solista e di aver formato anche un Rostropovic, mentre il resto è una sorta di armata Brancaleone della musica. Mi appaiono assurde le gare sul terreno delle interrogazioni, le votazioni del compito in classe con il primo e l'ultimo. Mi danno tristezza queste graduatorie del pressappoco che vuol essere invece fatto passare come precisione. Il giudizio di merito risente di troppe variabili oltre a quelle della valutazione tecnica. In primis, dello stato d'animo dell'insegnante nel momento in cui emette quel giudizio. Una percezione di sé e del mondo ottimistica porta alla generosità, mentre una opposta intonata a pessimismo, se non porta a una visione distruttiva del mondo, conduce certo a vedere «nero». Queste percezioni opposte e variabili non sono legate soltanto a una posizione filosofica, ma anche alla percezione della propria professione. Se quel mattino sono stati vissuti come frustranti la propria presenza nella scuola e l'ingresso nell'aula o se al contrario si è stati accolti da un sorriso del direttore e del bidello e poi da un'attenzione silenziosa della classe, ci si percepisce in maniera diversa e si è peggio o meglio disposti a giudicare. Il giudizio risente dello stato d'animo del momento e quindi di eventi che sono del tutto estranei all'elaborato scritto o all'allievo da valutare in una interrogazione. Certo, ci sono materie più tecniche e altre, come quelle letterarie, che si prestano a rilievi più soggettivi, ma un errore dell'allievo viene sempre caricato del significato psicologico di chi emette il giudizio. Si aggiunga poi la simpatia o la antipatia nei confronti di colui che ora è sottoposto a valutazione. So perfettamente che queste reazioni sono quanto di più spontaneo e naturale esista, ma anche che è difficilissimo controllarle. Occorre ricordare che la simpatia e la antipatia fanno parte dei meccanismi di difesa che l'uomo mette in azione inconsapevolmente; sono reazioni immediate, e infatti si manifestano già il primo giorno, al primo contatto con gli allievi, da come viene vissuto il volto di ciascuno, l'espressione del corpo, la modalità di atteggiarsi. Soprattutto il volto. Viene portato dentro la memoria visiva dove si trovano depositate tante altre immagini, una vera galleria di ritratti. Ebbene, quel volto viene confrontato con quelli del deposito che sono divisi in due sezioni: la prima con i volti che si legano a sentimenti di piacere o di rassicurazione, la seconda in cui i volti sono invece associati a esperienze spiacevoli se non addirittura di panico. La nuova immissione attua una ricerca per analogia, una scansione che porrà il volto a contatto con quello a cui più assomiglia e che pertanto richiama un'esperienza negativa o positiva. A seconda di dove si colloca, dunque, e del sentimento di piacere oppure di paura che suscita, il volto riceverà un avviso di rifiuto o di acquisizione. E su questo processo, che ti ho molto semplificato, si generano la simpatia o la antipatia.

3 E ora comprendi meglio cosa intendessi per meccanismo di difesa, poiché se l'immagine si associa a una esperienza di paura, tu proietterai sul nuovo volto la stessa paura e il bisogno di difenderti. Al contrario, in caso di associazione con un volto legato a esperienze positive, avvertirai un sentimento di piacere: assomiglia a tuo nipote, o al figlio di un caro amico, o magari ha un sorriso che è simile, altrettanto aperto, a quello di tuo figlio. Di fronte a una simile percezione, che segue l'imperativo della difesa dal nemico o quello della alleanza con persone amiche, la razionalità può poco, come pure il desiderio di neutralizzarne gli effetti inconsapevoli: tutto si riduce al tentativo di razionalizzare una asimmetria di valutazione, a una giustificazione a posteriori. Per meglio sottolineare questo meccanismo mnemonico, si può fare riferimento a una memoria già fissata geneticamente e presente in alcune specie viventi. Il cerbiatto quando vede un leone scappa immediatamente anche se è la prima volta che lo incontra e dunque senza che c'entri l'esperienza. Se si dovesse legare la fuga all'esperienza che mostra il leone come nemico, ogni cerbiatto sarebbe vittima e forse la specie non sarebbe sopravvissuta. La fuga immediata alla prima esperienza si lega al fatto che nella memoria visiva, nella sezione volti, è già stampato quello del leone e attiva, senza mediazione diretta, la fuga. Ebbene, a questa galleria genetica, nell'uomo, ma non solo nell'uomo, se ne aggiunge una acquisita, dove si appendono volti che invece sono legati a esperienze dalle quali il singolo è sopravvissuto. Si può farne persino una graduatoria in base al pericolo dell'esperienza vissuta. Quando un insegnante vedendo il volto di un nuovo allievo avverte un senso di repulsione, non fa altro che mettere in azione una difesa, che significa allerta, evitamento, aggressività, se ne è attratto esperimenta il senso di fiducia, di piacere. La difesa è di due tipi soltanto: la fuga oppure l'aggressione. Questo richiamo indica quanto forti siano la simpatia e la antipatia e come non corrisponda in alcun modo al vero l'affermazione di chi sostiene di non provare questi sentimenti. Risalta nello stesso tempo la impossibilità di evitarli, di escluderli dal giudizio, anche se razionalmente si cerca di farlo: in realtà tutto si riduce a una manipolazione, e l'antipatico ha vita difficilissima, mentre il simpatico naviga in bonaccia e con cielo sempre sereno. E le espressioni sono infinite: dal «Non ho formulato bene la domanda» di fronte a una risposta errata del simpatico, al «Non può essere farina del tuo sacco» detto a un antipatico che ha eseguito correttamente una formula matematica difficile. Occorre poi aggiungere a questi fattori del giudizio anche la percezione che quell'insegnante ha della scuola come luogo di fatica e di impegno oppure come luogo del piacere. Percezioni che dispongono in maniera opposta a ogni forma di giudizio. Anche l'allievo, del resto, viene condizionato da come considera la scuola, se luogo di soddisfazione o di peso, se vi si reca con entusiasmo o con paura. Il piacere dispone all'apprendere e attiva ogni dispositivo della nostra personalità, non solo la dimensione fisica ma appunto quella psicologica. In una condizione di piacere l'organismo si attiva fortemente come se si disponesse a sperimentare con tutte le sue capacità un evento. Il dolore è invece una condizione difensiva, attiva un'attenzione molto particolare, tesa a evitare i pericoli. Contrariamente a quanto accade nel piacere, dove tutto è aperto alle novità, all'avventura, che è sempre una scoperta di qualcosa che prima non si era nemmeno immaginato. Il piacere ci pone in un campo aperto, il dolore invece, ci chiude dentro una sola dimensione: evitare l'errore piuttosto che cogliere l'imprevisto. Il piacere è certamente un atteggiamento che favorisce l'esperienza e la creatività, mentre il dolore e la fatica servono soprattutto a non sbagliare.

4 Tutti sappiamo che il gioco nella vita infantile è il sistema migliore per apprendere. È la condizione del come se, il bambino si mette in condizioni diverse dal proprio ruolo e immaginandosi papà, impara persino ad analizzare il suo atteggiamento severo e quello di gratificazione e premiante. E altrettanto noto che la severità può creare panico e dunque restringere il campo delle esperienze. Se si gioca con la paura di sbagliare, si finisce per non divertirsi a differenza di una condizione esplorativa ampia in cui tutto è possibile. La paura della punizione crea «il dolore possibile», mentre il piacere dell'esperienza è rivolto solo all'attesa della gratificazione esplorativa e della novità dell'apprendimento, quasi ci si attendesse un nuovo premio e il sapere diventasse un premio raggiunto, mentre nell'altro contesto si limita a essere un errore evitato. Caro insegnante, sai bene che tra i vantaggi di una lettera c'è quello di seguire le associazioni immediate, magari guidate dai sentimenti e che dunque la sua struttura è lontana da quella di un manuale che invece viene costruito soltanto sulla forza della logica o di una qualche logica. A questo punto sono fortemente motivato a parlare della punizione a scuola. La punizione a scuola è una questione antica: oggi non riguarda più le punizioni corporali, ma quelle psicologiche. Del resto il nostro mondo si è specializzato sulla psiche, sui bisogni della personalità, e sa colpire provocando dolore senza toccare il corpo e usando magari solo le parole o i silenzi. Usando il voto, come giudizio, come punizione o premio. L'unica accezione che permette di affrontare questo tema è quella della punizione educativa. Si è a lungo discusso se la punizione possa essere uno strumento di apprendimento e se, pur nella sua sgradevole applicazione, non sia in prospettiva foriera di virtù: il punire per amore. Come una madre che ritenga quello schiaffo un intervento amorevole per fare del proprio figlio una persona positiva o ancor più positiva, così la punizione dell'insegnante si collocherebbe dentro il legame della comunicazione scolastica che pure è affettiva, anche se di intensità, ma soprattutto di qualità diversa dall'amore materno: una punizione per insegnare a vivere, per raddrizzare un atteggiamento che non permette all'allievo di provare il piacere della scuola, costretta a rimproverarlo continuamente. Diventa una lezione su come bisogna comportarsi a scuola per apprendere. Questa è la punizione educativa. La lista delle punizioni è lunghissima e passa storicamente dal dominio del corpo a quello della mente. Certo tutti possono ricordare l'effetto positivo, persino meritorio, di una punizione capitatagli in qualche momento del proprio curriculum scolastico. Io te lo voglio dire con tutta la chiarezza possibile: sono contrario alle punizioni perché so che, al di là di quanto quella punizione si propone, e potrebbe essere più che giustificato, essa provoca degli effetti che vanno oltre, che non erano previsti, che risentono delle singole personalità e storie. Possono generare ferite che lasciano un segno per sempre, provocare reazioni di abbandono che attivano la colpa oltre la misura che si voleva attivare per un comportamento specifico. La punizione può venire vissuta come rifiuto della propria persona, del proprio esistere e quindi essere letta come una condanna esistenziale totale. Questa è la estensione, certo non voluta, di fronte a una bocciatura. Nell'intento dell'insegnante o del consiglio dei docenti si voleva stimolare l'allievo a ricominciare bene un anno, metterlo in condizioni di vantaggio rispetto ai nuovi compagni e quindi nella possibilità di godere di gratificazioni che nel corso dell'anno precedente non c'erano state. Invece quell'allievo ha vissuto la bocciatura come un rifiuto esistenziale e lo ha caricato di un giudizio globale, quello di non valere nulla e quindi di non poter nemmeno vivere.

5 Al significato dato alla bocciatura da parte della scuola, si aggiunge poi quello della famiglia. Il mancato risultato come insensibilità per i sacrifici compiuti, il dolore dato a un padre che sta male. Quel giudizio diventa un giudizio di Dio, e una bocciatura, una catastrofe della vita. Lo so che non era questa l'intenzione di quel provvedimento, ma di fatto questo è accaduto. Una ferita può sempre indurre reazioni che vanno oltre l'intenzione, poiché non dipende da chi la infligge ma dalla sensibilità, dalla fragilità di chi la riceve. Ecco la dimensione che devi sempre considerare, caro insegnante: devi chiederti come quella punizione, che a te sembra una soluzione, verrà vissuta da chi la riceve. E ci sono soggetti che di fronte a un semplice «taglietto» immaginano l'apocalisse del corpo. E tu non la volevi. Anche la punizione si situa all'interno di una relazione e bisogna prevederne la risposta, per evitare di ammazzare credendo di aver dato un pizzicotto. Nella risposta entra in gioco persino la condizione della famiglia, il suo assetto economico e affettivo. Situazioni opposte, e non solo per lo stile di vita e di educazione che un ambiente ricco solitamente permette rispetto a una famiglia carica di conflitti ampliati da difficoltà economiche o dalla frustrazione per una realtà che sa di precarietà e di esclusione. Lo so che riprendere questi temi può apparire dépassé, ma non bisogna nemmeno credere che le differenze economiche non abbiano significato e non siano in grado di «produrre» due scolari differenti, al di là delle altre caratteristiche. Le difficoltà economiche e i dissidi familiari con climi di violenza incidono sul rendimento scolastico e anche sul cumulo di giudizi negativi che l'insegnante commina e che ricadono più che sul singolo sulle condizioni di una famiglia socialmente e culturalmente emarginata. Come vedi, le variabili sono tante e nulla garantisce che la intenzionalità della punizione, persino la sua scientificità o razionalità, trovi applicazione poiché tutto dipende da chi la riceve, dalla sua personalità, dal momento in cui la subisce, da come viene accolta dalla famiglia. Necessita tenere conto anche del momento della crescita in cui l'allievo si trova. Tu potrai essere convinto di applicare un criterio uniforme, ma se guardi agli effetti ti renderai conto che in realtà fai riferimento a punizioni diversissime, persino opposte, poiché in un caso potrebbe provocare una risposta ilare e in un altro produrre una tragedia esistenziale. Con l'uomo le regole rigide, quelle da manuale, sono semplicemente ridicole. L'unico metro di misura è quello che si percepisce dentro la relazione insegnante-allievo che si fonda sulla conoscenza profonda del singolo. Persino i proclami in nome della giustizia sono ridicoli. Quale giustizia? A questo punto potresti avere una reazione di fastidio verso un relativismo che dovrebbe allora estendersi a molti campi della vita sociale, a partire da quello giudiziario, da un codice penale che prevede pene seguendo un criterio di omogeneità, eppure per qualcuno un anno di carcere non è granché mentre per altri è una pena insopportabile e finiscono per ammazzarsi. Credo che una giustizia debba esserci, debba essere tratteggiata e insegnata anche se non può mai essere soddisfacente. In questo senso la giustizia è una utopia che si persegue di continuo, che si cerca senza mai trovarla anche perché ha radici dentro la storia e quindi dentro la variabilità degli uomini e del tempo in cui si trovano a vivere. Ma sia pure usando questo stesso termine, giustizia, per scuola e tribunale, si pone una netta diversificazione. La scuola è una esperienza che deve arricchire il singolo e la società, il tribunale è un luogo dove si devono punire crimini a carico di una vittima singola o della società come vittima collettiva.

6 Inoltre, la scuola è obbligatoria e con questo si è voluto garantire che tutti i cittadini, non solo del nostro Paese ma del mondo (un diritto sancito dalle Nazioni Unite), potessero accedere a gradi di educazione elevata per inserirsi utilmente e con soddisfazione nella società. Nell'ambito di questa grande conquista umana la scuola è obbligatoria fino ai diciotto anni (e lo sarà presto anche in Italia). E ciò porta subito a chiederci: è possibile rendere obbligatoria una scuola che poi punisce l'allievo fino a indurlo al suicidio? È come si obbligasse uno a suicidarsi. Lo so, ho voluto portare la questione alle conseguenze estreme e farne un caso limite. Io sono molto attento ai casi estremi poiché servono a capire anche la quotidianità, allo stesso modo per cui le febbri elevate aiutano a comprendere meglio le febbricole. Una scuola dell'obbligo è compatibile con la punizione, una volta accertato che non ci sono criteri di punizione che siano validi per tutti, dal momento che l'effetto dipende dalle caratteristiche del soggetto che la subisce? E lecito che quel figlio di undici anni, che frequenta la prima media obbligatoriamente (tanto che un genitore che non adempisse a questo dovere diverrebbe penalmente perseguibile), venga bocciato e quindi venga caricato di un giudizio che lo differenzia dai suoi compagni e lo fa sentire un incapace e quindi un diverso? E lecito, tenendo conto che un simile giudizio può indurre un vissuto di totale svalutazione che favorisce una depressione e persino la voglia di uscire da questo mondo? La domanda è ancora più pertinente per un adolescente che già si vive male e che obbligatoriamente è inviato in un luogo, la scuola, che lo farà sentire sgradevole non solo fisicamente, non solo per le qualità della propria personalità, ma anche per il suo impegno e la sua capacità di apprendimento. Sono convinto che in questo sistema scolastico, le punizioni siano veri e propri soprusi anche se ciò non ci impedisce di valutarle diversamente nel passato, anche recente, e in condizioni culturali differenti. È difficile emettere giudizi sulla storia, ma è auspicabile superarla sia nelle metodologie sia nelle convinzioni. E persino nei termini che il tempo consuma, almeno nel loro significato originale. Sanzione (sancire) ha la stessa origine latina di sacer e sancio, che significa rendere sacro, rendere inviolabile attraverso un atto religioso. E del resto gli dèi mandavano sanzioni e venivano accettate perché questa era la modalità per liberarsi da una colpa e ristabilire un'alleanza con il cielo. Basterebbe, infatti, tenere conto che persino la punizione corporale è storicamente molto vicina a noi. Lasciami richiamare, sia pure rapidamente, quel clima di violenza che ha caratterizzato la scuola come luogo di barbarie. Durante l'illuminismo la scuola era un ambiente brutale e il problema semmai non era di escludere le punizioni corporali, ma di limitarne gli abusi e magari di indicarne o disegnarne degli strumenti appositi. E curioso il fatto che si sia giunti persino a proibire che l'insegnante usasse le proprie mani per non dare un contenuto personale o di rabbia alla punizione che doveva essere distaccata e coinvolgere il meno possibile l'emotività dell'educatore che per questo doveva usare la bacchetta o la frusta con il sorriso sulle labbra. Il rituale punitivo doveva permettere di dire: «L'insegnante punisce, non usa la violenza». Nel XIX secolo viene introdotto l'utilizzo della prigione. Nel famoso Collège Henri IV a Parigi c'erano due prigioni che a mala pena erano sufficienti ai bisogni.

7 Durkheim, e ci avviciniamo a noi e al cambiamento di visione, ha mostrato che il rapporto dentro la scuola tra insegnante e allievo è un contratto che nessuno dei due deve rompere e per questo ci sono regole che vanno rispettate. Ritiene che le regole devono avere carattere di sacralità, ma che la loro rottura non deve portare alla punizione ma semplicemente alla presa di coscienza di ciò che è accaduto, rendendone consapevole l'intera comunità. Questa conoscenza è il massimo della sanzione possibile e mantiene una forte valenza etica. Alice Miller, psicoanalista svizzera, fonda nel 1998 il movimento Eduquer sans~ (Educare senza picchiare) e una Raccomandazione del Consiglio d'europa (24 giugno 2004: doc ) impone «una interdizione assoluta della punizione corporale degli studenti». Il Regno Unito ha abolito nel 1986 la punizione corporale nelle scuole pubbliche e solo dal 1998 anche in quelle private. Insomma, solo ora si sta profilando un consenso generale sull'abolizione della punizione corporale, ma rimane aperta la disputa sulle punizioni psichiche, nonostante si conosca bene che il legame tra psiche e corpo è strettissimo e che esistono lesioni corporali a seguito di punizioni psichiche e danni sulla personalità da ferite del corpo. Non cambia nulla sostanzialmente, a meno di non escludere la possibilità del punire e il senso alla punizione educativa. Ma ora io voglio entrare nella tua classe e chiederti: che senso ha punire il singolo, se la classe è il vero soggetto dell'insegnamento, e quindi l'obiettivo? Una classe non la si boccia o non la si promuove, ma la si può condurre a un livello di apprendimento, in termini di sapere ma soprattutto di saper vivere, che potrà variare da quello di un'altra classe, e da zona a zona, da regione a regione sulla base di molte determinanti sociali. Come ti ho già accennato, la classe non richiede una omogeneizzazione e una sorta di anonimato che azzera talenti, propensioni e impegno. Questa stessa preoccupazione risente dell'ossessione del giudizio, delle valutazioni da olimpiadi e da gare di qualificazione scolastiche, a svantaggio di componenti che non si misurano con un metro fisso, ma che includono elementi di grande rilievo e che solitamente scompaiono in un insegnamento centrato sui singoli, come la partecipazione, la capacità di aiutare l'altro, il senso della appartenenza alla classe e non invece la tendenza a separarsi. La scuola dell'obbligo, deve essere un ambiente in cui si esperimenta il gruppo e come si vive in gruppo. Un gruppo che ha la supervisione di un direttore, o addirittura di più conduttori. Se la classe divenisse il centro dell'insegnamento della scuola dell'obbligo, permetterebbe di dotare i singoli della capacità anche critica, ma soprattutto esperienziale, di come stare nel gruppo, di come fare gruppo senza opposizioni e conflitti che possono di fatto escludere o rendere succubi. La classe al centro, al posto del singolo, è una strategia che farebbe della scuola un'istituzione che insegna a vivere, e trasformerebbe la cultura e il sapere in strumenti per vivere. Sono dunque contro la competitività, il solipsismo che la società del tempo presente ha promosso persino negli asili, come se la vita fosse lotta e il successo fosse quello sancito da Darwin, fondato sulla eliminazione dei perdenti da parte di chi si è imposto, e non importa con quali maniere.

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana 1. LA MOTIVAZIONE Imparare è una necessità umana La parola studiare spesso ha un retrogusto amaro e richiama alla memoria lunghe ore passate a ripassare i vocaboli di latino o a fare dei calcoli dei quali

Dettagli

Ci sono tre tipi di sofferenze dei bambini e dei ragazzi.

Ci sono tre tipi di sofferenze dei bambini e dei ragazzi. Ci sono tre tipi di sofferenze dei bambini e dei ragazzi. 1. C'è in primo luogo una sofferenza INDISPENSABILE: per crescere bisogna che i bambini imparino ad affrontare e a superare le sofferenze legate

Dettagli

Istituto Comprensivo A.Moro Via Olimpiadi,1 Dalmine Tel. 035 56.15.26 dirigente@icmorodalmine.it segreteria@icmorodalmine.it

Istituto Comprensivo A.Moro Via Olimpiadi,1 Dalmine Tel. 035 56.15.26 dirigente@icmorodalmine.it segreteria@icmorodalmine.it 12 Istituto Comprensivo A.Moro 1 Istituto Comprensivo A.Moro Via Olimpiadi,1 Dalmine Tel. 035 56.15.26 dirigente@icmorodalmine.it segreteria@icmorodalmine.it GIANNA BERETTA MOLLA - Via N. Sauro, 1 - Sabbio

Dettagli

IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO

IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO APPRENDIMENTO L apprendimento è un processo attivo di costruzione di conoscenze, abilità e competenze in un contesto di interazione dei ragazzi con gli insegnanti, i

Dettagli

Tabelle descrittive al tempo zero. Tabella 1. Dati socio-demografici e clinici dei pazienti

Tabelle descrittive al tempo zero. Tabella 1. Dati socio-demografici e clinici dei pazienti Tabelle relative ai pazienti con depressione maggiore e ai loro familiari adulti e minori che hanno partecipato allo studio e sono stati rivalutati a sei mesi - dati preliminari a conclusione dello studio

Dettagli

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO Obiettivi: Conoscere le peculiarità del counseling nelle professioni d aiuto Individuare le abilità del counseling necessarie per svolgere la relazione d aiuto Analizzare

Dettagli

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA Le nostre scuole dell'infanzia, in continuità con le scelte già espresse nel POF, hanno definito, attraverso una riflessione avvenuta in più incontri tra genitori

Dettagli

I segreti della mente

I segreti della mente Vittorino Andreoli I segreti della mente Capire, riconoscere, affrontare i segnali della psiche Rizzoli Proprietà letteraria riservata 2013 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-06413-2 Prima edizione:

Dettagli

GIANLUIGI BALLARANI. I 10 Errori di Chi Non Riesce a Rendere Negli Esami Come Vorrebbe

GIANLUIGI BALLARANI. I 10 Errori di Chi Non Riesce a Rendere Negli Esami Come Vorrebbe GIANLUIGI BALLARANI I 10 Errori di Chi Non Riesce a Rendere Negli Esami Come Vorrebbe Individuarli e correggerli VOLUME 3 1 GIANLUIGI BALLARANI Autore di Esami No Problem Esami No Problem Tecniche per

Dettagli

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE INTRODUZIONE AL QUESTIONARIO Questo questionario viene usato per scopi scientifici. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Dopo aver letto attentamente

Dettagli

Come migliorare la tua relazione di coppia

Come migliorare la tua relazione di coppia Ettore Amato Come migliorare la tua relazione di coppia 3 strategie per essere felici insieme I Quaderni di Amore Maleducato Note di Copyright Prima di fare qualunque cosa con questo Quaderno di Amore

Dettagli

l intervento, la ricerca che si sta progettando)

l intervento, la ricerca che si sta progettando) Definizione delle motivazioni che richiedono l attuazione del progetto (contesto e target) Il motivo è quello di lasciare a tutti un pensiero sull essere felici. Definizione chiara e coerente degli obiettivi

Dettagli

Crescere figli con autostima

Crescere figli con autostima Crescere figli con autostima Come infondere fiducia in se stessi e autostima nelle varie fasi della loro vita (sotto i 3 anni, dai 3 agli 8 anni, dagli 8 ai 13, dai 13 in poi) IlTuoCorso - Ermes srl Via

Dettagli

Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO

Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO Anno scolastico 2008/2009 INTRODUZIONE Il piano educativo fa parte del Piano dell offerta formativa dell Istituto ed è stato elaborato seguendo

Dettagli

METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE

METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE Dr.ssa Arianna Pomero Aspetto centrale dell essere essere

Dettagli

PRIMA DOPO. Quando si rompe

PRIMA DOPO. Quando si rompe AUTOSTIMA PRIMA DOPO Quando si rompe I segni rimangono Cos è l AUTOSTIMA AUTOSTIMA VALUTAZIONE DI SE SENTIMENTI Cos è l AUTOSTIMA Sé PERCEPITO FEEDBACK dalla realtà Abilità Caratteristiche Qualità Presenti

Dettagli

SOMMARIO LA SCUOLA DELL'INFANZIA...3 I CAMPI DI ESPERIENZA...4 IL SE' E L'ALTRO...4 Traguardi per lo sviluppo delle competenze...

SOMMARIO LA SCUOLA DELL'INFANZIA...3 I CAMPI DI ESPERIENZA...4 IL SE' E L'ALTRO...4 Traguardi per lo sviluppo delle competenze... SOMMARIO LA SCUOLA DELL'INFANZIA...3 I CAMPI DI ESPERIENZA...4 IL SE' E L'ALTRO...4 Traguardi per lo sviluppo delle competenze....4 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO BAMBINI DI TRE ANNI...4 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Dettagli

IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento

IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento Riflessioni su tempo, sviluppo, regole, autonomia, fiducia, sostegno Dr.ssa Nadia Badioli IL SENSO DEI COMPITI STRUMENTO PER: incentivare

Dettagli

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA Sul tema della leadership già a partire dai primi anni del novecento sono stati sviluppati diversi studi, che consideravano

Dettagli

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere!

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Anna La Prova Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Chi sono i bambini Oppositivi e Provocatori? Sono bambini o ragazzi che sfidano l autorità, che sembrano provare piacere nel far

Dettagli

Comitato Italiano per l UNICEF Onlus Direzione Comunicazione. pubblicazioni@unicef.it www.unicef.it

Comitato Italiano per l UNICEF Onlus Direzione Comunicazione. pubblicazioni@unicef.it www.unicef.it ISBN-88-89285-12-5 978-88-89285-12-1 Comitato Italiano per l UNICEF Onlus Direzione Comunicazione Via Palestro, 68-00185 Roma tel. 06478091 - fax 0647809270 pubblicazioni@unicef.it www.unicef.it Codice

Dettagli

ESSERE FELICI E MEGLIO!

ESSERE FELICI E MEGLIO! ESSERE FELICI E MEGLIO! I 5 MOTIVI PER ESSERLO di Carla Favazza Questo manuale contiene materiale protetto dalle leggi sul Copyright nazionale ed internazionale. Qualsiasi riproduzione senza il consenso

Dettagli

Crescere nella Fede. alcune idee di fondo sul cammino di catechesi

Crescere nella Fede. alcune idee di fondo sul cammino di catechesi Crescere nella Fede alcune idee di fondo sul cammino di catechesi Due mentalità, due logiche Un cammino di fede Un corso di dottrina Due approcci educativi Strada La Rivelazione cristiana incontrare la

Dettagli

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine.

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine. Dott.ssa Panaghia Facchinelli, Pedagogista clinica Tel 348-8742827 panaghia@email PERCORSO DI EDUCAZIONE ALL AFFETTIVITA E ALLA SESSUALITA Questo progetto di educazione all affettività e sessualità è rivolto

Dettagli

Curricolo Scuola Infanzia

Curricolo Scuola Infanzia Curricolo Scuola Infanzia CHIAVE COMPETENZA SOCIALE E CIVICA Riconosce ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d animo propri e altrui. Acquisire consapevolezza

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI FESTE E RICORRENZE Le feste rappresentano esperienze belle e suggestive da vivere e ricordare per

Dettagli

RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST -

RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST - RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST - INIZIO Ricominciare una nuova vita da zero mi spaventa peró so che tante persone ce la fanno, posso farcela anch io! preferirei continuare

Dettagli

GRUPPO SCOUT MELEGNANO 1

GRUPPO SCOUT MELEGNANO 1 GRUPPO SCOUT MELNANO 1 PROGETTO EDUCATIVO 2011 2014 Cos è il Progetto Educativo Il progetto educativo è uno strumento per la comunità capi utile a produrre dei cambiamenti nel gruppo scout. E stato pensato

Dettagli

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Bologna - Tel. & fax 051 543101 e-mail: e.communication@fastwebnet.it www.excellencecommunication.it Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Docente: Antonella Ferrari

Dettagli

Comune di Assago Area Istruzione e Cultura

Comune di Assago Area Istruzione e Cultura Comune di Assago Area Istruzione e Cultura I diritti dei bambini in parole semplici Il Consigliere delegato alla cultura Emilio Benzoni Il Sindaco Graziano Musella L Assessore alla Pubblica Istruzione

Dettagli

UN VIAGGIO NEL VOLONTARIATO

UN VIAGGIO NEL VOLONTARIATO Associazione di Volontariato per la Qualità dell Educazione UN VIAGGIO NEL VOLONTARIATO Esplora con noi il mondo del volontariato! con il contributo della con il patrocinio Comune di Prepotto Club UNESCO

Dettagli

IL BULLISMO NELLA SCUOLA. Dott.ssa Michela Zancaner Dott.ssa Carolina Valentino

IL BULLISMO NELLA SCUOLA. Dott.ssa Michela Zancaner Dott.ssa Carolina Valentino IL BULLISMO NELLA SCUOLA Dott.ssa Michela Zancaner Dott.ssa Carolina Valentino IL BULLISMO CHE COS È IL BULLISMO? Elementi per riconoscere un vero atto di bullismo: L INTENZIONALITA dell atto avviene quando

Dettagli

Cosa ti puoi aspettare da una relazione di coaching

Cosa ti puoi aspettare da una relazione di coaching Cosa ti puoi aspettare da una relazione di coaching L esperienza del coaching comincia nel momento in cui si decide di iniziare, nel momento in cui si programma la prima sessione, proprio perché la volontarietà

Dettagli

QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum

QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum Questa storia è stata scelta perché ricca di spunti educativi. Nel periodo dell inserimento ci guiderà DOROTHY che ci aiuterà nella conoscenza delle regole

Dettagli

e r i v a c l I www.madremisericordia.it/finestre/3stelle.asp

e r i v a c l I www.madremisericordia.it/finestre/3stelle.asp a c l I s l te lo dei tuoi an n i v e r d i ARCHIVIO www.madremisericordia.it/finestre/3stelle.asp 1 Stai per addentrarti in un affascinante viaggio alla scoperta di 3 Stelle. Come in ogni favola non può

Dettagli

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it Favorire l autostima nel bambino Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it 1 Un senso di impotenza si sviluppa in seguito all incapacità di influenzare positivamente le proprie

Dettagli

Progetto educativo. Anno Scolastico

Progetto educativo. Anno Scolastico Scuola dell'infanzia Comunale Anna Jucker Villanuova S/Clisi Progetto educativo Anno Scolastico 2015/2016 Introduzione Per ogni genitore la nascita del proprio figlio è gioia, speranza per il futuro perchè

Dettagli

COME AIUTARE I NOSTRI FIGLI A CRESCERE BENE?

COME AIUTARE I NOSTRI FIGLI A CRESCERE BENE? COME AIUTARE I NOSTRI FIGLI A CRESCERE BENE? Ogni genitore desidera essere un buon educatore dei propri figli, realizzare il loro bene, ma non è sempre in armonia con le dinamiche affettive, i bisogni,

Dettagli

Questionario Studenti Analisi e Commento dei dati

Questionario Studenti Analisi e Commento dei dati Questionario Studenti Analisi e Commento dei dati 7 Area di indagine: Io e il fumo Analisi e commento dei dati All interno di questa prima area di indagine le asserzioni fra cui gli alunni erano chiamati

Dettagli

AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA

AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA HEAL YOUR LIFE WORKSHOP 4/5 OTTOBRE 2014 PRESSO CENTRO ESTETICO ERIKA TEMPIO D IGEA 1 E il corso dei due giorni ideato negli anni 80 da Louise Hay per insegnare il

Dettagli

E TU, CHE DRAGO SEI? Formazione & Coach-Counselling PER BAMBINI, RAGAZZI, GIOVANI E GENITORI PRESENTA IL PROGETTO

E TU, CHE DRAGO SEI? Formazione & Coach-Counselling PER BAMBINI, RAGAZZI, GIOVANI E GENITORI PRESENTA IL PROGETTO Formazione & Coach-Counselling di Fabio Preti - Savignano sul Panaro (MO) Cell. 339 2822359 E mail: fabio.preti60@gmail.com Website: www.formazioneecoachcounselling.it PRESENTA IL PROGETTO E TU, CHE DRAGO

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. VERGA DI VIAGRANDE

ISTITUTO COMPRENSIVO G. VERGA DI VIAGRANDE PON 2007-2013 ISTITUTO COMPRENSIVO G. VERGA DI VIAGRANDE Competenze 1.Gestire un relazione educativa sana per migliorare la relazione docente-alunno ( superamento delle disfunzioni comunicative, riduzione

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze.

Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze. Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze. Roberto Babini (Allenatore di base con Diploma B UEFA) svolge da 13 anni l attività di allenatore.

Dettagli

Ambito Distrettuale di Latisana Equipe Integrata per la Tutela dei Minori e delle Famiglie Assessorato alle Politiche Sociali della Città di Latisana

Ambito Distrettuale di Latisana Equipe Integrata per la Tutela dei Minori e delle Famiglie Assessorato alle Politiche Sociali della Città di Latisana in collaborazione con Assessorato alla Cultura e P.I. della Città di Latisana Biblioteca Civica di Latisana Istituto Comprensivo di Latisana Informagiovani di Latisana Ambito Distrettuale di Latisana Equipe

Dettagli

Assertività. Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi. Assenza Di paure o Inibizioni sociali. di sé

Assertività. Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi. Assenza Di paure o Inibizioni sociali. di sé Assertività Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi Presenza di Affinate Abilità interpersonali Assenza Di paure o Inibizioni sociali Buona immagine di sé Privata e professionale ESSERE

Dettagli

Memory Fitness TECNICHE DI MEMORIA

Memory Fitness TECNICHE DI MEMORIA Memory Fitness TECNICHE DI MEMORIA IMPARIAMO DAGLI ERRORI Impariamo dagli errori (1/5) Impariamo dagli errori (2/5) Il più delle volte siamo portati a pensare o ci hanno fatto credere di avere poca memoria,

Dettagli

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 F= risposta degli alunni/figli G = risposta dei genitori F: 1- Cosa pensi della dipendenza elettronica?

Dettagli

OPERATORE SPORTIVO CON DISABILI: COSA FAI? CHI SEI?

OPERATORE SPORTIVO CON DISABILI: COSA FAI? CHI SEI? OPERATORE SPORTIVO CON DISABILI: COSA FAI? CHI SEI? OPERARE Ogni azione-operazione operazione è un azione educativa poiché di fatto modifica la visione di sés e del mondo dell altro e influisce sulla sua

Dettagli

Uffa che barba mio fratello...!!!!! rivalità, gelosie e complicità nella relazione tra fratelli

Uffa che barba mio fratello...!!!!! rivalità, gelosie e complicità nella relazione tra fratelli Uffa che barba mio fratello...!!!!! rivalità, gelosie e complicità nella relazione tra fratelli Dott.ssa Claudia Mazzoni Centro Orientamento Famiglia Consultorio Prematrimoniale e Matrimoniale Via Vittorio

Dettagli

Scuole dell'infanzia Istituto Comprensivo Romeo Fusari Castiglione d'adda. Progettazione educativo- didattica di Religione Cattolica

Scuole dell'infanzia Istituto Comprensivo Romeo Fusari Castiglione d'adda. Progettazione educativo- didattica di Religione Cattolica Scuole dell'infanzia Istituto Comprensivo Romeo Fusari Castiglione d'adda Progettazione educativo- didattica di Religione Cattolica Anno scolastico 2013-2014 Premessa Insegnare religione cattolica nella

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

DA DUE A TRE. dall innamoramento, all amore, alla GENITORIALITÀ. Virginia Satir

DA DUE A TRE. dall innamoramento, all amore, alla GENITORIALITÀ. Virginia Satir DA DUE A TRE dall innamoramento, all amore, alla GENITORIALITÀ Voglio poterti amare senza aggrapparmi, apprezzarti senza giudicarti, raggiungerti senza invaderti, invitarti senza insistere, lasciarti senza

Dettagli

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili In questa unità didattica sono indicate alcune modalità di comportamento con persone disabili, in modo da migliorare la conoscenza rispetto

Dettagli

MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI!!

MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI!! MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI Ciao e Benvenuta in questo straordinario percorso che ti permetterà di compiere un primo passo per IMPARARE a vedere finalmente il denaro in modo DIFFERENTE Innanzitutto

Dettagli

QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA?

QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA? QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA? Base: 65 caregiver RESIDENZA PAZIENTE 80% 10% 9% 2% Abita con care givers Abita da solo Abita con altri familiari Altro 20 QUAL E IL GRADO DI VICINANZA TRA CG E MALATO? L

Dettagli

UNA SCUOLA PER AMARE

UNA SCUOLA PER AMARE UNA SCUOLA PER AMARE L iniziativa UNA SCUOLA PER AMARE vuole essere una chiave d accesso per entrare nelle scuole, ma soprattutto nella sfera affettiva dei giovani, alla quale durante il percorso scolastico

Dettagli

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013 Farra, 24 febbraio 2013 informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara dare alcune indicazioni pratiche suggerire alcuni percorsi Quali sono le reazioni

Dettagli

1. Scrivere ad amici e parenti

1. Scrivere ad amici e parenti 1. Scrivere ad amici e parenti In questo capitolo ci concentreremo sulle lettere per le persone che conosciamo. Normalmente si tratta di lettere i cui argomenti sono piuttosto vari, in quanto i nostri

Dettagli

Proposta di intervento rieducativo con donne operate al seno attraverso il sistema BIODANZA

Proposta di intervento rieducativo con donne operate al seno attraverso il sistema BIODANZA Proposta di intervento rieducativo con donne operate al seno attraverso il sistema BIODANZA Tornare a «danzare la vita» dopo un intervento al seno Micaela Bianco I passaggi Coinvolgimento medici e fisioterapiste

Dettagli

Codice di Comportamento 2015

Codice di Comportamento 2015 Codice di Comportamento 2015 Raccolta di modi di agire ai quali tendere, frutto di una ricerca e del confronto con altre società sportive, non solo nel settore pallavolo. Polisportiva D. Borgo Virgilio

Dettagli

Alcuni casi interessanti osservati durante esperienze didattiche di tipo cooperativo

Alcuni casi interessanti osservati durante esperienze didattiche di tipo cooperativo Alcuni casi interessanti osservati durante esperienze didattiche di tipo cooperativo Alice (15 anni, II ITIS, 8 sett. Appr. Cooperativo, marzo-aprile 2005) E una ragazzina senza alcun problema di apprendimento

Dettagli

LEGGI QUESTE PAGINE, POTRANNO ESSERTI UTILI A CAPIRE E RICONOSCERE IL BULLISMO... Cosa fa un bullo? Sai cos è il BULLISMO?

LEGGI QUESTE PAGINE, POTRANNO ESSERTI UTILI A CAPIRE E RICONOSCERE IL BULLISMO... Cosa fa un bullo? Sai cos è il BULLISMO? LEGGI QUESTE PAGINE, POTRANNO ESSERTI UTILI A CAPIRE E RICONOSCERE IL BULLISMO... Ehi, ti è mai capitato di assistere o essere coinvolto in situazioni di prepotenza? Cosa fa un bullo? Prende a calci e

Dettagli

Introduzione. A chi è destinato il programma? Obiettivi

Introduzione. A chi è destinato il programma? Obiettivi Introduzione Tina e Toni è un programma di prevenzione globale destinato alle strutture che accolgono bambini dai 4 ai 6 anni, come le scuole dell infanzia, le strutture d accoglienza e i centri che organizzano

Dettagli

Istituto Paritario Minerva. Progetto Educativo di Istituto (P.E.I)

Istituto Paritario Minerva. Progetto Educativo di Istituto (P.E.I) Istituto Paritario Minerva Progetto Educativo di Istituto (P.E.I) ANNO SCOLASTICO 2014-2015 PREMESSA La legge 62 del 10 Marzo 2000, recante Norme sulla parità scolastica e disposizioni sul diritto allo

Dettagli

CONVEGNO NAZIONALE Infanzia - Diritti - Istruzione

CONVEGNO NAZIONALE Infanzia - Diritti - Istruzione CONVEGNO NAZIONALE Infanzia - Diritti - Istruzione Le nostre proposte per un percorso educativo di qualità Roma, 10 Aprile 2015 sala Da Feltre Intervento Claudia Lichene, insegnante di scuola dell infanzia

Dettagli

IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ: 7 CONSIGLI INVINCIBILI.

IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ: 7 CONSIGLI INVINCIBILI. IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ: 7 CONSIGLI INVINCIBILI. WWW.DIDATTICAPERSUASIVA.COM Per capire bene come si sente un bambino con DFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA immagina di trovarvi

Dettagli

CONSIDERAZIONI SUL BULLISMO

CONSIDERAZIONI SUL BULLISMO CONSIDERAZIONI SUL BULLISMO Caratteristiche generali Bullismo = azioni di aggressione o di manipolazione sociale da parte di singoli o gruppi di pari perpetrati in maniera intenzionale e sistematica Diffuso

Dettagli

LE SEDUTE DI AIUTO EDUCATIVO IN AMBIENTE SCOLASTICO

LE SEDUTE DI AIUTO EDUCATIVO IN AMBIENTE SCOLASTICO LE SEDUTE DI AIUTO EDUCATIVO IN AMBIENTE SCOLASTICO In un percorso educativo, all'interno di una istituzione scolastica, la Pratica Psicomotoria diventa un'attività privilegiata per il bambino. Egli agisce

Dettagli

IL COUNSELLING NEL CONTESTO SANITARIO

IL COUNSELLING NEL CONTESTO SANITARIO IL COUNSELLING NEL CONTESTO SANITARIO Danilo Toneguzzi Psichiatra, psicoterapeuta direttore dell Istituto Gestalt di Pordenone "INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria", n 41-42, settembre - dicembre

Dettagli

COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE

COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE 1 COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE La Scuola dell Infanzia Silvio Moretti offre il servizio di Micro-nido ai bambini residenti e non, in età compresa dai 18 ai 36 mesi. Il nido nasce per far

Dettagli

DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010

DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010 DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010 La famiglia etica EDUCAZIONE AUTORITARIA 1. Comando 2. Responsabilità del padre 3. Severità 4. Esemplarità 5. Paura e senso di colpa del bambino La famiglia

Dettagli

Insegna al tuo bambino la Regola del Quinonsitocca.

Insegna al tuo bambino la Regola del Quinonsitocca. 1. Insegna al tuo bambino la Regola del Quinonsitocca. Circa un bambino su cinque è vittima di varie forme di abuso o di violenza sessuale. Non permettere che accada al tuo bambino. Insegna al tuo bambino

Dettagli

Articolo giornale campo scuola 2014

Articolo giornale campo scuola 2014 Articolo giornale campo scuola 2014 Condivisione, stare assieme sempre, conoscersi? In queste tre parole racchiuderei la descrizione del campo estivo. Sono sette giorni bellissimi in cui si impara prima

Dettagli

ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA

ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA ITC C. Deganutti Udine SPAZIO DEDICATO AI GENITORI TERZO INCONTRO ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA Programma specifico FSE nr.. 13 Azione B TERZO INCONTRO Istituto: ITC

Dettagli

GENITORI, FIGLI E ALCOOL

GENITORI, FIGLI E ALCOOL GENITORI, FIGLI E ALCOOL Un sondaggio Osservatorio - Doxa SINTESI E GRAFICI Roma, 4 dicembre 2008 I GIOVANI E LA COMUNICAZIONE SULL ALCOOL I GENITORI SONO INFORMATI DI COSA FANNO I FIGLI NEL TEMPO LIBERO?

Dettagli

Maurizio Albanese DONARE È AMARE!

Maurizio Albanese DONARE È AMARE! Donare è amare! Maurizio Albanese DONARE È AMARE! raccolta di poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Maurizio Albanese Tutti i diritti riservati Ai miei genitori Santo e Maria L associazione Angeli

Dettagli

Elaborazione questionari somministrati nel Liceo Pitagora di ISILI

Elaborazione questionari somministrati nel Liceo Pitagora di ISILI SERVIZIO DI MEDIAZIONE SCOLASTICA PLUS SARCIDANO E BARBAGIA DI SEULO Elaborazione questionari somministrati nel Liceo Pitagora di ISILI Classe 2 A Area supporto sociale e familismo Comprende gli item da

Dettagli

ALLEGATO P. O. F. QUESTIONARI CONOSCITIVI

ALLEGATO P. O. F. QUESTIONARI CONOSCITIVI ALLEGATO P. O. F. QUESTIONARI CONOSCITIVI 1 ISTITUTO COMPRENSIVO ALDO MORO / CAROSINO Anno scolastico 2013-2014 QUESTIONARIO CONOSCITIVO Nota: Il presente questionario è predisposto per gli alunni del

Dettagli

12 Punti sulla via del successo

12 Punti sulla via del successo 12 Punti sulla via del successo Come anticipato nella pagina del nostro sito web (www.comincioda.ch), ti proponiamo di seguito un elenco di punti fondamentali per aiutarti ad intraprendere correttamente

Dettagli

Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità

Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità di Rossella Sobrero presidente di Koinètica Come cambia la comunicazione in tempo di crisi Le imprese socialmente responsabili sanno affrontare

Dettagli

Modesto Di Noia e il Potere della Mente nella Formazione Aziendale

Modesto Di Noia e il Potere della Mente nella Formazione Aziendale Modesto Di Noia e il Potere della Mente nella Formazione Aziendale Modesto Di Noia. Trainer in PNL e Psicologia Analogica. Titolare di Mentaltra, giovane azienda appena insediatosi nella Zona Industriale

Dettagli

ISBN-88-89285-12-5 978-88-89285-12-1

ISBN-88-89285-12-5 978-88-89285-12-1 ISBN-88-89285-12-5 978-88-89285-12-1 Comitato Italiano per l UNICEF Onlus Direzione Attivita` culturali e Comunicazione Via Palestro, 68-00185 Roma tel. 06478091 - fax 0647809270 scuola@unicef.it pubblicazioni@unicef.it

Dettagli

UNA SCUOLA VERDE E BLU

UNA SCUOLA VERDE E BLU La Scuola dell Infanzia si propone come contesto di relazione, di cura e di apprendimento nel quale le sollecitazioni che i bambini sperimentano nelle loro esperienze possono essere filtrate, analizzate

Dettagli

INDAGINE LE DONNE AFFETTE DA LES E I MEDICI DI MEDICINA GENERALE:

INDAGINE LE DONNE AFFETTE DA LES E I MEDICI DI MEDICINA GENERALE: INDAGINE LE DONNE AFFETTE DA LES E I MEDICI DI MEDICINA GENERALE: Il Lupus Eritematoso Sistemico: quale conoscenza, consapevolezza ed esperienza? Sintesi dei risultati di ricerca per Conferenza Stampa

Dettagli

IO VOGLIO VEDERE, SENTIRE, PARLARE Progetto di educazione alla legalità Scuola Secondaria di Primo Grado Leonardo da Vinci - Nerviano Febbraio -

IO VOGLIO VEDERE, SENTIRE, PARLARE Progetto di educazione alla legalità Scuola Secondaria di Primo Grado Leonardo da Vinci - Nerviano Febbraio - IO VOGLIO VEDERE, SENTIRE, PARLARE Progetto di educazione alla legalità Scuola Secondaria di Primo Grado Leonardo da Vinci - Nerviano Febbraio - Marzo 2016 LINEE GUIDA REGIONALI SULLA PREVENZIONE (DGR

Dettagli

Percorsi di Educazione alla legalità per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo e secondo grado

Percorsi di Educazione alla legalità per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo e secondo grado Premessa Percorsi di Educazione alla legalità per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo e secondo grado Giovanna Baldini e Cristiana Vettori Libera Scuola Pisa Creare comunità consapevoli,

Dettagli

i diritti dei bambini in parole semplici

i diritti dei bambini in parole semplici i diritti dei bambini in parole semplici Questa è la traduzione di un opuscolo pubblicato in Inghilterra dall'unicef. È il frutto del lavoro di un gruppo di bambini che hanno riscritto alcuni articoli

Dettagli

Agire per modificare la nostra autostima - Valori e regole personali

Agire per modificare la nostra autostima - Valori e regole personali Agire per modificare la nostra autostima - Valori e regole personali Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell avere nuovi occhi M.Proust Per migliorare la propria autostima

Dettagli

MASTER CLASS IN PARI OPPORTUNITA

MASTER CLASS IN PARI OPPORTUNITA MASTER CLASS IN PARI OPPORTUNITA Il corso si inserisce nell ambito di un percorso formativo dedicato esclusivamente alle donne professioniste, volto a fornire competenze e strumenti comportamentali e organizzativi

Dettagli

Corsista: Monica Cucchiaro Neoassunti 2008. Costruire unità di apprendimento a partire dalla propria esperienza professionale

Corsista: Monica Cucchiaro Neoassunti 2008. Costruire unità di apprendimento a partire dalla propria esperienza professionale Costruire unità di apprendimento a partire dalla propria esperienza professionale Obiettivi: 1. Analizzare un percorso educativo realizzato in riferimento ai nuovi ordinamenti 2. Individuare il riferimento

Dettagli

La Polisportiva "INSIEME per SPORT La Società Polisportiva "Insieme per Sport" è nata nel maggio del 1995 all interno del Dipartimento di Salute Mentale dell ASL 3 Genovese, dall iniziativa di un piccolo

Dettagli

Il valore della diversità. La performance non codificata

Il valore della diversità. La performance non codificata I Il valore della diversità La performance non codificata Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose sempre da angolazioni diverse" Robin Williams in "L'attimo fuggente"

Dettagli

ALCUNE SIGLE. PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla

ALCUNE SIGLE. PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla DAL PEI AL PDV ALCUNE SIGLE PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO, DELLA DISABILITA' E DELLA SALUTE LUNGO TUTTO L ARCO DELLA VITA (ICF) rivolto ai bambini

Dettagli

ADHD. LA FAMIGLIA Chi sono e come vivono genitori e fratelli di bambini/ragazzi ADHD. Astrid Gollner AIFA ONLUS LOMBARDIA

ADHD. LA FAMIGLIA Chi sono e come vivono genitori e fratelli di bambini/ragazzi ADHD. Astrid Gollner AIFA ONLUS LOMBARDIA ADHD LA FAMIGLIA Chi sono e come vivono genitori e fratelli di bambini/ragazzi ADHD Astrid Gollner AIFA ONLUS LOMBARDIA Bisogna prima di tutto ricordare che il bambino/ragazzo/adolescente con ADHD non

Dettagli

Scuola Triennale di Counseling Integrato. CORSO DI COUNSELING INTEGRATO STEP by STEP. Formazione teorico - pratica. Empowerment

Scuola Triennale di Counseling Integrato. CORSO DI COUNSELING INTEGRATO STEP by STEP. Formazione teorico - pratica. Empowerment Scuola Triennale di Counseling Integrato CORSO DI COUNSELING INTEGRATO STEP by STEP Formazione teorico - pratica Empowerment Più attenzione sulle risorse che sui problemi. Roma, 7 giugno 2017 www.felicianocrescenzi.com

Dettagli

PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA

PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA CLASSI PRIME A/B ANNO SCOLASTICO 2014 2015 PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA Premessa Le attuali classi prime sono composte da 44 alunni, 35 dei quali provengono dalla scuola dell Infanzia del quartiere

Dettagli

M.Cristina Stradi 2011 1

M.Cristina Stradi 2011 1 M.Cristina Stradi 2011 1 Il gioco riposa e diverte. Evoca un attività non soggetta a costrizioni, ma anche priva di conseguenza per la vita reale. Si contrappone alle serietà di questa e viene perciò considerato

Dettagli

Linguaggio del corpo per la seduzione (per donne che vogliono sedurre uomini)

Linguaggio del corpo per la seduzione (per donne che vogliono sedurre uomini) Linguaggio del corpo per la seduzione (per donne che vogliono sedurre uomini) Come scoprire i significati della comunicazione non verbale per sedurre gli uomini. IlTuoCorso - Ermes srl Via E.De Amicis

Dettagli