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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLVI n. 34 ( ) Città del Vaticano venerdì 12 febbraio y(7ha3j1*qsskkm( +.!"!?!#!?! A San Giovanni in Laterano il Pontefice incontra i preti romani e parla del giubileo della misericordia Anno di grazia E a Santa Maria Maggiore affida alla Vergine l incontro con Cirillo e la visita in Messico Sanguinosa rivolta in un carcere messicano CITTÀ DEL ME S S I C O, 11. È di decine di morti e feriti il bilancio della rivolta esplosa nel carcere Topo Chico nei pressi di Monterrey, nello Stato messicano del Nuevo León. Tra le vittime ci sono detenuti, guardie e funzionari della casa di reclusione. Gli scontri stando alle notizie diffuse dalla stampa locale sono iniziati nella notte all interno del penitenziario: alcuni detenuti appartenenti al gruppo criminale Los Zetas hanno preso il controllo di un area del carcere provocando un incendio, con l obiettivo di fuggire dalla struttura. L Efe parla di almeno sessanta morti. Attaccato un campo profughi Orrore in Nigeria ABUJA, 11. Ancora sangue, ancora orrore in Nigeria. Due attentatrici suicide sono riuscite a entrare ieri in un campo profughi nel nord della Nigeria e si sono fatte saltare in aria, provocando ma si tratta, purtroppo, di un bilancio ancora provvisorio almeno sessantacinque morti. Tutte persone che avevano lasciato le loro case per fuggire dalla violenza del gruppo fondamentalista islamico di Boko Haram, che imperversa da anni in Nigeria e nei Paesi confinanti. I feriti sono oltre duecento, molti dei quali in gravissime condizioni. L attentato è stato perpetrato nel campo per sfollati interni vicino alla cittadina di Dikwa, nel travagliato Stato settentrionale a maggioranza islamica di Borno, circa ottantacinque chilometri dal capoluogo, Maiduguri. Lo ha reso noto alla stampa l agenzia della protezione civile del Borno. Anche se l attacco non è stato ancora rivendicato, la matrice appare chiara. Già in passato, i terroristi di Boko Haram ormai affiliati al cosiddetto Stato islamico nel tentativo di istituire la sharia nelle regioni nordorientali della Nigeria si sono resi responsabili di simili carneficine. E il massacro di ieri porta tutti i tratti caratteristici delle tattiche stragiste del sanguinario gruppo islamista, a cominciare dall uso di attentatrici donne (quando non di bambine o bambini, come è avvenuto in passato). Un tentativo di compiere un massacro nello stesso campo profughi era fallito il 31 gennaio scorso. Estromessi militarmente dai territori che aveva conquistato negli anni passati, i terroristi di Boko Haram hanno aumentato la frequenza e l intensità degli attacchi negli ultimi mesi. I bersagli scelti sono sempre i villaggi o i luoghi affollati, soprattutto i mercati. Il più efferato, alla fine del mese scorso, ha preso di mira il villaggio di Dalori, vicino al lago Ciad, dove 86 persone fra cui molti bambini sono state massacrate. Negli ultimi anni il raggio d azione del gruppo terroristico si è anche allargato ai Paesi vicini della Nigeria, soprattutto in Ciad e in Camerun. E proprio in Camerun, due attentatori, che si ritiene venissero dalla Nigeria, hanno ucciso almeno 10 persone nel villaggio di Ngechewe, nel nord. Papa Francesco è molto contento delle cose che stano accadendo in questo anno di grazia del giubileo straordinario. Lo ha confidato lui stesso ai sacerdoti della diocesi di Roma, incontrati giovedì mattina, 11 febbraio, nella basilica di San Giovanni in Laterano. A poche ore dalla partenza per il viaggio in Messico, che inizierà all Avana con lo storico incontro con il Patriarca di Mosca, Francesco ha voluto compiere un p ellegrinaggio q u a re s i m a l e nel cuore di Roma, andando a trovare anche i suoi sacerdoti. E così, alle 10.30, ha raggiunto la basilica di Santa Maria Maggiore per affidare la visita alla Salus populi Romani. Quindi, intorno alle 11, si è recato a San Giovanni in Laterano, dove era in corso il tradizionale incontro del clero romano per l inizio della quaresima. In basilica il Papa ha confessato dieci sacerdoti, confessandosi poi a sua volta da uno dei penitenzieri della basilica lateranense. È stato il cardinale vicario Agostino Vallini ad accogliere Francesco e a rivolgergli un saluto, assicurandogli la vicinanza del clero romano in questo viaggio e nell incontro con il Patriarca, «una svolta nella storia dell unità». E proprio l insistere sulla missione di vescovo di Roma, ha detto Vallini, ha «molto colpito» anche il metropolita ortodosso Ilarione. Il cardinale ha quindi ringraziato il Papa per la visita che ha così mantenuto la tradizione dell i n c o n t ro con il suo clero. «Stiamo vivendo il giubileo con tanto impegno nelle parrocchie» ha assicurato infine il cardinale, «soprattutto facendo esperienza della misericordia attraverso le confessioni e il pellegrinaggio». In un discorso a braccio, Francesco ha chiesto con insistenza ai sacerdoti di vivere sino in fondo la misericordia, di capire e perdonare la gente che si accosta al confessionale. Ha ricordato che la carezza di un prete fa tanto bene, indicando l esempio del Signore che sempre è misericordioso. La gente ha detto il Papa deve trovare nel confessore un padre che non lascia andare lontano il figlio. L idea del giubileo della misericordia ha poi confidato è frutto di un ispirazione spirituale e viene da lontano: risale a Paolo VI, ha affermato, richiamando poi il magistero di Giovanni Paolo II, il messaggio di santa Faustyna Kowalska e le catechesi di Benedetto XVI. Se dunque il Signore vuole un giubileo della misericordia ha detto è perché ci sia misericordia nella Chiesa, perché si perdonino i peccati. Da qui l invito ai sacerdoti a essere generosi nel perdono e a capire i diversi linguaggi dei penitenti: c è infatti il linguaggio delle parole, ma anche quello dei gesti che esprimono la volontà di attingere al perdono di Dio. L incontro al Laterano aveva un carattere penitenziale. Prima dell arrivo del Papa era stato il vescovo ausiliare di Roma, monsignor Angelo De Donatis, che presiede il Servizio per la formazione permanente del clero, a suggerire una riflessione centrata sul rinnegamento di Pietro. Inoltre, come segno quaresimale, le offerte raccolte tra i sacerdoti durante l incontro sono state destinate alla Caritas diocesana. Il cardinale Vallini ha infine donato, a nome del Papa, il libro Il nome di Dio è Misericordia a tutti i sacerdoti romani. Il Pontefice ha fatto rientro in Vaticano intorno alle ore 13. Nel pomeriggio precedente Papa Francesco aveva celebrato nella basilica di San Pietro la messa del mercoledì delle Ceneri, introducendo la DA M A S C O, 11. Una nuova fase dei negoziati tra il Governo di Damasco e le opposizioni siriane «potrebbe iniziare anche prima del 25 febbraio». Con questo annuncio del vice ministro degli Esteri russo, Ghennadi Gatilov, si è aperta oggi a Monaco la conferenza internazionale sulla sicurezza. Mosca ha aggiunto Gatilov è pronta «a discutere le modalità del cessate il fuoco» nelle zone più colpite dai combattimenti tra governativi e ribelli in Siria. I colloqui tra le parti si sono interrotti alla fine di gennaio quando le forze di Assad, supportate dai caccia russi, hanno lanciato una pesante offensiva per riconquistare le aree di Aleppo ancora in mano ai ribelli. Un ritorno delle delegazioni al tavolo delle trattative sembra tuttavia alquanto improbabile: mercoledì scorso l opposizione siriana ha annunciato che non tornerà al dialogo se prima non cesserà l assedio non solo ad Aleppo, ma anche a diverse città siriane, e se non cesseranno i bombardamenti russi. La conferenza di Monaco è un appuntamento annuale che intende rafforzare il dialogo sulla sicurezza internazionale. Vi partecipano capi di Stato e di Governo, ministri della Difesa e degli Esteri, nonché esperti e addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo. Tra gli argomenti all ordine del giorno, oltre la Siria e l Iraq, anche l emergenza immigrazione in Europa e la lotta al terrorismo di matrice jihadista. Sempre questa mattina, sullo scenario siriano è intervenuto il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, che ha dichiarato: «La situazione è drammatica. La metà della popolazione ha dovuto lasciare la propria casa». Secondo il capo del Quai d Orsay, «l obiettivo è avere una Siria che sia libera, dove ognuno, qualunque sia la sua religione o etnia, possa sviluppare le proprie idee». Fabius non ha rispar- Chiesa nel tempo quaresimale. Al termine della celebrazione il Pontefice ha conferito il mandato ai missionari della misericordia. E all omelia ha chiesto ai fedeli presenti di vincere ipocrisia, mondanità e indifferenza, mettendosi in cammino e lasciandosi riconciliare con il Pa d re. PAGINA 8 Il cardinale Parolin sul viaggio del Papa Segno di speranza PAGINA 8 Lettera dalla città assediata Vita tra le bombe Soccorsi dopo un bombardamento (Afp) Espulsi i sudcoreani dalla zona industriale di Kaesong Cresce la tensione tra Seoul e Pyongyang SEOUL, 11. La sospensione delle attività nell area industriale di Kaesong decisa ieri dalla Corea del Sud è «una pericolosa dichiarazione di guerra». Lo sostiene il regime comunista di Pyongyang secondo quanto riportato dai media ufficiali. La Corea del Nord avrebbe ordinato oggi l occupazione militare del complesso industriale, dopo che le autorità di Seoul hanno fermato ieri le operazioni nell a re a, gestita congiuntamente, in risposta al quarto esperimento nucleare effettuato il 6 gennaio e all ultimo recente lancio di un missile da parte della Corea del Nord. Questo complesso industriale della città di frontiera, ultimo progetto importante di cooperazione e simbolo della riconciliazione, evidenzia la crescita della tensione tra Seoul e Pyongyang. «Abbiamo deliberato di cessare tutte le operazioni nel complesso di Kaesong affinché i nostri investimenti non siano utilizzati dalla Corea del Nord per finanziare il suo sviluppo nucleare e balistico», ha detto ieri il ministro sudcoreano per l Unificazione, Hong Yong Pyo. Dal complesso industriale cogestito con Seoul, i nordcoreani hanno ricavato 616 miliardi di won (circa 457 milioni di euro) dal Oggi la dura risposta di Pyongyang: la commissione per la riunificazione pacifica della Corea, che si occupa delle questioni intercoreane, ha annunciato che Kaesong viene dichiarata zona militare. Tutte le comunicazioni militari con la Corea del Sud si legge in un co- Mentre si fa sempre più drammatica la situazione ad Aleppo Mosca apre a nuovi negoziati sulla Siria miato critiche a Mosca, accusandola di bombardare anche i civili. Accuse respinte dal Cremlino, che ha più volte negato di aver colpito civili o ribelli. Dal 4 febbraio scorso i caccia russi hanno effettuato 510 raid in Siria distruggendo 1888 «strutture dei terroristi» nelle province di Aleppo, Latakia, Hama, Deir Ezzor, Deraa, Homs, Al Hasakah e Raqqah, ha fatto sapere il generale Igor MIRNA HAY E K A PA G I N A 4 municato pubblicato dall agenzia ufficiale del regime Kcna comprese quelle nel villaggio di frontiera di Panmunjom, principale canale di comunicazione tra i due Paesi, sono interrotte. «Le forze nemiche sudcoreane vogliono fare l esp e- rienza di un prezzo elevato e doloroso che dovranno pagare per aver fermato il complesso industriale di Kaesong», aggiunge il testo. Inoltre, ieri, la Corea del Nord avrebbe giustiziato il capo delle forze armate Ri Yong Gil, riconosciuto colpevole di corruzione. Nel frattempo, il Senato statunitense ha approvato ieri sera all unanimità nuove sanzioni contro la Corea del Nord, dopo i recenti test missilistici considerati da Washington una «provocazione» e una gravissima violazione delle leggi internazionali. La legge bipartisan aveva già ottenuto il sì della Camera dei rappresentanti. In particolare le misure varate contro il regime di Pyongyang sono passate al Senato con 96 voti favorevoli e nessun contrario. Le nuove sanzioni hanno come obiettivo soprattutto quello di limitare la capacità della Corea del Nord di accedere ai fondi necessari per sviluppare il suo programma nucleare e il suo sistema missilistico. Anche il Giappone ha annunciato ieri nuove sanzioni nei confronti della Corea del Nord che comprendono il divieto d accesso ai porti per le imbarcazioni nordcoreane, anche se si tratta di convogli con scopi umanitari, e per le navi di Paesi terzi che provengono dalla Corea del Nord. L annuncio è contenuto in un comunicato del Governo, che ha al contempo allargato la lista di persone e organizzazioni i cui beni sono congelati. Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo. Sempre più drammatica, intanto, la situazione ad Aleppo. Secondo i dati del Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc), sono più di cinquecento i morti in dieci giorni di offensiva dell esercito siriano. E decine di migliaia sono le persone costrette a lasciare le loro case: se ne contano almeno Secondo l Icrc, la situazione umanitaria nella zona si sta deteriorando rapidamente: basti pensare che ad Aleppo manca del tutto l acqua potabile. Altrettanto drammatico lo scenario tracciato dall o rg a n i z z a z i o n e Medici senza frontiere, secondo cui i pesanti combattimenti nel distretto di Azaz, nella Siria settentrionale (vicino ad Aleppo), stanno provocando un consistente aumento del numero degli sfollati e il sistema sanitario è vicino al collasso. Le ultime stime parlano di nuovi arrivi nelle aree al confine con la Turchia, dove sempre più persone stanno cercando riparo. La maggior parte vive al di fuori dei campi profughi esistenti, che ospitano già decine di migliaia di rifugiati. Nelle ultime due settimane diversi ospedali e piccoli centri sanitari hanno subito bombardamenti aerei ad Azaz e nelle aree rurali intorno ad Aleppo. «Siamo molto preoccupati per la situazione: lo staff medico, temendo per la propria vita, è stato costretto a fuggire» dicono fonti dell o rg a n i z z a z i o n e. NOSTRE INFORMAZIONI Nomina di Vescovo Ausiliare Il Santo Padre ha nominato Vescovo Ausiliare dell Arcidio cesi di Ibagué (Colombia) il Reverendo Miguel Fernando González Mariño, del clero della Diocesi di Santa Marta, finora Rettore del Seminario Maggiore diocesano San José, assegnandogli la Sede titolare di Boseta.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO venerdì 12 febbraio 2016 Il segretario generale della Nato alla riunione a Bruxelles (Reuters) Il segretario alla Difesa Carter annuncia sostegno alle operazioni da parte dell Alleanza atlantica Più aiuti internazionali per l emergenza immigrazione BRUXELLES, 11. La Nato è pronta a sostenere e partecipare alle operazioni navali nel Mare Egeo per rispondere alle richiesta di Turchia, Grecia e Germania di un intervento nella gestione dell emergenza migranti. Lo ha annunciato oggi il segretario alla Difesa statunitense, Ashton Carter, al termine della sessione della ministeriale dell Alleanza atlantica dedicata al tema. «Ci sono vite in gioco» ha detto Carter. L operazione avrà l obiettivo di smantellare la rete di trafficanti che «sfrutta i migranti ed i rifugiati. La proposta del coinvolgimento della Nato nella gestione della crisi era stata avanzata dal presidente Obama nei giorni scorsi. E ieri la Commissione Ue ha chiesto più impegno agli Stati membri nella gestione dell emergenza immigrazione: vanno attuati a breve gli impegni concordati sulla ridistribuzione e sui rimpatri dei rifugiati e dei migranti, così come rafforzate le misure di controllo, registrazione, sicurezza e assistenza. La richiesta è contenuta nel rapporto presentato ieri dalla Commissione sullo stato di attuazione delle politiche di gestione dell emergenza migranti. «Abbiamo perso tempo e questo è inaccettabile» ha detto il commissario europeo per gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, che ha inviato una lettera a ognuno dei ventotto ministri degli Interni dei Paesi membri per richiamarli all attuazione delle misure previste. Ora la Commissione vuole «accelerare» con la messa in pratica L Assemblea nazionale francese approva la riforma costituzionale PARIGI, 11. L Assemblea nazionale francese ha approvato con 317 voti favorevoli e 199 contrari la riforma costituzionale sullo stato d e m e rg e n - za e la possibilità di revoca della nazionalità per persone responsabili di «attacco alla vita della Nazione». In precedenza la camera bassa del Parlamento francese aveva votato a favore delle due misure in voti separati. La parola passa ora al Senato. La riforma costituzionale dovrà poi essere completata da un referendum nazionale o dal voto favorevole dei tre quinti del Parlamento. Il primo ministro francese, Manuel Valls, ha salutato il voto di ieri, dichiarando che le riforme sono vitali per vincere la sfida contro il terrorismo. L articolo 1 della riforma è stato voluto per iscrivere nella legge fondamentale le modalità di ricorso allo stato di emergenza, adottato in Francia a seguito degli attentati terroristici del 13 novembre scorso. Migranti e rifugiati durante la distribuzione degli aiuti nel porto del Pireo (Afp) K I E V, 11. I finanziamenti all Ucraina del Fondo monetario internazionale (Fmi) sono a rischio se Kiev non porta a termine le riforme necessarie a migliorare l economia e sconfiggere la piaga della corruzione: lo ha dichiarato ieri sera il direttore dell Fmi, Christine Lagarde. L anno scorso il Fondo monetario internazionale ha concesso un pacchetto di aiuti da 17,5 miliardi di dollari all Ucraina, la cui economia è messa in ginocchio dal conflitto nel Donbass, vero e proprio motore industriale e minerario della Repubblica ex sovietica. «Senza un nuovo sforzo sostanziale per rafforzare le riforme della governance e la lotta alla corruzione, è difficile vedere come il programma di aiuti dell Fmi possa continuare e avere successo», ha sottolineato Lagarde. Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha quindi chiamato al telefono il direttore generale dell Fmi e ha assicurato che Kiev proseguirà le riforme nonostante le tensioni all interno della maggioranza filooccidentale. La settimana scorsa si è dimesso il ministro dell Economia ucraino, Aivaras Abromavicious, spiegando che il suo lavoro è stato bloccato da alti funzionari corrotti. Nel frattempo, secondo Mosca, in seno all Unione europea «è in corso un processo di accumulazione della massa critica per rivedere le di quanto deciso. Come ha ricordato il commissario, «il nostro compito è valutare qual è la situazione e indicare i possibili rimedi», dopodiché, ha aggiunto Avramopoulos, «spetta agli Stati agire». Il riferimento è soprattutto alla lentezza con cui i Paesi stanno attuando la ridistribuzione di oltre rifugiati provenienti da Italia e Grecia e decisa l anno scorso: al momento, meno di 500 profughi sono partiti dai due Paesi per altre destinazioni Ue. C è la possibilità che la Commissione possa in futuro avviare nuove procedure di infrazione anche su questo aspetto della politica migratoria. Quanto alla procedura già avviata per le carenze italiane nella raccolta delle impronte digitali, poiché «in Italia la situazione sta migliorando, credo che la nostra prossima valutazione sarà meno amara per il primo ministro italiano» ha detto Avramopoulos. Sul tavolo delle trattative c è soprattutto lo studio di un rafforzamento del sistema dei controlli grazie al sostegno della Nato. A rischio l erogazione dei finanziamenti richiesti dal Governo di Kiev L Fmi chiede all Ucraina di sconfiggere la corruzione decisioni di cui risente la stessa Ue e che arrecano non poco danno all economia dei Paesi europei, nonché alla politica»: lo ha detto Vladimir Cizhov, rappresentante permanente della Russia presso l Unione europea, in un chiaro riferimento alle sanzioni Ue contro la Russia per la crisi ucraina. Lo riporta l agenzia Itar-Tass. Ma, intanto, replicando alle sanzioni imposte da Washington e Bruxelles, la Russia ha deciso di bloccare le importazioni di mais e di soia dagli Stati Uniti a partire dal 15 febbraio, sostenendo che non Il direttore generale dell Fmi Christine Lagarde (Afp) Prossimo incontro tra Stoltenberg e Lavrov D ialogo tra Nato e Russia BRUXELLES, 11. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha in programma un incontro con il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, a Monaco di Baviera, dove da domani e fino a domenica si svolge la conferenza sulla sicurezza. «Ci siamo incontrati diverse volte ha spiegato ieri sera Stoltenberg in conferenza stampa a Bruxelles, dove si riuniscono i ministri della Difesa dell Alleanza atlantica, fa parte del regolare rispettano gli standard fitosanitari richiesti dalle autorità di Mosca. Infine, sul terreno si continua a morire: un pullmino è saltato ieri su una mina nei pressi di Marinka, nel sud-est ucraino in guerra, e quattro dei cinque civili a bordo sono morti nell esplosione. dialogo politico con la Russia, che la Nato non ha mai sospeso». «Crediamo ha aggiunto Stoltenberg che tenere aperti i canali della comunicazione politica sia importante. Specialmente quando i tempi sono difficili, come ora, è ancora più importante che ci sia un dialogo politico e che i canali con la Russia restino aperti. Sottolineo che quello che la Nato fa è difensivo, è proporzionato ed è pienamente in linea con i nostri obblighi, per quanto riguarda la nostra accresciuta presenza nella parte orientale dell Alleanza. L i n c o n t ro con Lavrov fa parte dei regolari contatti tra Russia e Nato». Ma, intanto, lo sguardo dell Alleanza atlantica continua a essere rivolto a est. I ministri della Difesa hanno concordato ieri quelli che il segretario generale ha definito i principi «per ammodernare l atteggiamento di difesa e deterrenza». E il primo di questi principi è l aumento della «presenza avanzata» di forze Nato nei Paesi dell Europa centrorientale. Gli Stati Uniti, che hanno proposto di quadruplicare il budget per le spese militari in Europa, raddoppieranno la loro presenza, mantenendo una brigata corazzata in Europa per tutti i 12 mesi dell anno. Inoltre torneranno, come annunciato dall a m b a s c i a t o re Douglas Lute, ad avere «un quartier generale di divisione pre-posizionato» in Europa, con tutte le armi necessarie, inclusa «una brigata di artiglieria». Armamenti pesanti che saranno ospitati nei Paesi dell Europa occidentale, come ai tempi della guerra fredda. La presenza nelle sei basi avanzate già aperte in Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, Bulgaria e Romania (cui se ne aggiungeranno due in Ungheria e Slovacchia), sarà multinazionale e coivolgerà armamenti leggeri. «Sarà il segnale che un attacco contro uno degli alleati è un attacco contro tutti e che l Alleanza risponderà unita». Dal canto suo, il segretario alla Difesa americano, Ash Carter, è tornato a battere sul tema dell aumento dei contributi finanziari dei Paesi europei dopo che il presidente Obama ha annunciato che quadruplicherà le spese militari per l Europa, portando il budget a 3,4 miliardi di dollari. Mattarella a New York ricorda le vittime dell 11 settembre NEW YORK, 11. Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha reso omaggio ieri alle vittime degli attentati alle Torri gemelle dell 11 settembre Il capo dello Stato ha deposto un mazzo di fiori a Ground Zero, il memoriale degli attacchi terroristici. In precedenza Mattarella ha incontrato al palazzo di Vetro il segretario generale dell Onu, Ban Ki-moon. «L Italia è grande amica e grande partner delle Nazioni Unite» ha detto il diplomatico sudcoreano, che poi ha ringraziato il Paese per «il grande sforzo» a favore dell abolizione della pena di morte nel mondo. Dal canto suo, il titolare del Quirinale si è detto fiducioso sulla possibilità per l Italia di conquistare, per la settima volta in sessant anni, un seggio al Consiglio di sicurezza dell Onu. Nel colloquio con Ban Ki-moon, gli altri temi sul tavolo sono stati soprattutto l emergenza immigrazione in Europa e la lotta al terrorismo jihadista in Libia, dove «la chiave di tutto è la costituzione di un Governo di unità nazionale» ha dichiarato Matt a re l l a. ROMA, 11. Il disegno di legge che introduce le unioni civili per le persone omosessuali in quanto «specifica formazione sociale» ha superato ieri il primo voto. Con 101 voti a favore, 195 contrari e un astenuto l assemblea del Senato ha respinto la richiesta avanzata da un gruppo di senatori di far tornare il progetto di norma in commissione, bloccando l avvio del dibattito. La presidenza del Senato, dopo la conferenza dei capigruppo, ha deciso di iniziare le votazioni sugli emendamenti martedì 16 febbraio alle 16. Va avanti il confronto al Senato sul disegno di legge sulle unioni civili Si voterà tutta la settimana, tranne mercoledì, quando il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, informerà sui lavori del Consiglio europeo. Il confronto, intanto, si fa sempre più complesso, con la maggioranza che resta divisa sui punti più spinosi della norma. Tra questi, l articolo 5, che prevede la stepchild adoption anche per le coppie omosessuali, ovvero la possibilità di adottare il figlio del partner. Resta aperta poi la questione della modalità di illustrazione ed esame degli emendamenti. Intanto, il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto per la riforma delle banche di credito cooperativo, il via libera alle garanzie pubbliche sulle sofferenze bancarie e altre misure per il sistema creditizio. «Da oggi il sistema bancario italiano è più solido» ha detto Renzi. «Spero che le banche popolari possano rapidamente fondersi nel rispetto della loro autonomia. C è bisogno di banche più grandi». È stato approvato anche il disegno di legge sulla riforma del diritto fallim e n t a re. Lisbona dice sì alle adozioni per omosessuali LISBONA, 11. Via libera in Portogallo alle adozioni per le coppie omosessuali. Ieri il Parlamento ha revocato il veto posto dal presidente Aníbal Cavaco Silva sulla legge approvata lo scorso novembre, quella che appunto legalizza le adozioni per le coppie omosessuali. La legge ha ottenuto 137 voti a favore soprattutto dai partiti di centrosinistra. Per cambiare il veto presidenziale era necessaria una maggioranza di 116 voti. L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Giuseppe Fiorentino v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 venerdì 12 febbraio 2016 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Allarme dal Brasile Più veloce del previsto la diffusione di Zika Ballottaggio delle presidenziali nella Repubblica centrafricana BANGUI, 11. Dopo una serie di rinvii, il ballottaggio per l elezione del nuovo presidente della Repubblica Centrafricana si terrà, come programmato, domenica prossima. Lo ha reso noto oggi la commissione elettorale, ricordando che in corsa ci sono due ex premier, entrambi cristiani: Georges Dologuele (al primo turno ha ottenuto il 24 per cento delle preferenze) e Faustin Archange Touadera (il 19 per cento). Entrambi stanno già facendo una serie di comizi fuori dalla capitale. Dal marzo 2013 il Paese è stato devastato da sanguinosi scontri tra musulmani e cristiani che hanno portato più di un milione di persone ad abbandonare le loro case, rifugiandosi in altre aree della Repubblica Centrafricana o fuggendo nei Paesi confinanti. L elezione regolare di un presidente dovrebbe riportare una certa stabilità, dicono gli analisti, dopo una presidenza ad interim durata circa due anni. Il voto di dicembre per le presidenziali è stato infatti considerato valido, a differenza delle legislative, i cui risultati sono stati annullati. Il nuovo presidente dovrà affrontare sfide importantissime per il futuro del Paese. Basti pensare al fatto che come accertato dalle agenzie dell Onu metà della popolazione, quasi 2,5 milioni di persone, soffre la fame. Si tratta di un numero doppio rispetto a un anno fa. Questo soprattutto a causa del conflitto e della insicurezza che hanno ridotto le possibilità di accesso al cibo e la sua disp onibilità. Chiesto l ergastolo per l ex presidente del Ciad DA KA R, 11. Al termine di una requisitoria durata sette ore, il procuratore del tribunale speciale africano, Mbacké Fall, ha chiesto l ergastolo per l ex presidente del Ciad, Hisséne Habré, sotto processo a Dakar, in Senegal, per crimini contro l umanità. Lo hanno affermato i quotidiani locali. Habré, 72 anni, ha guidato il Ciad con il pugno di ferro dal 1982 al Durante il suo regime informano gli analisti politici la polizia politica avrebbe incarcerato e torturato migliaia di persone. Stando alle organizzazioni in difesa dei diritti umani, circa persone sono morte durante la sua presidenza. A marzo dello scorso anno informa l agenzia Afp sette collaboratori dell ex presidente erano stati condannati per violenze dopo essere comparsi davanti a un tribunale in Ciad. Oltre 4000 vittime «dirette o indirette», precisa il tribunale speciale si sono costituite parte civile nel processo in corso a Dakar, dove sono anche previste un centinaio di testimonianze. Habré, rovesciato a seguito di un golpe dal presidente Idriss Déby, ha poi trovato rifugio in Senegal, dove è stato arrestato nel L ex uomo forte di N D jamena si rifiuta da sempre di comparire davanti alle Camere africane straordinarie, il tribunale speciale appositamente istituito dall Unione africana per giudicarlo. BRASILIA, 11. Il virus Zika trasmesso dalle zanzare Aedes Aegypti si diffonde con una velocità cinque volte maggiore della dengue. A lanciare l allarme è la fondazione brasiliana Fiocruz (vincolata al ministero della Sanità di Brasilia). E intanto, è stata confermata oggi la terza morte provocata dal virus in un adulto in Brasile. Si tratta di una paziente di 20 anni, ricoverata per problemi respiratori l 11 aprile 2015 nell osp edale Giselda Trigueiro a Natal, capitale del Rio Grande do Norte, e deceduta dodici giorni dopo. Nel tentativo di tenere il passo con il virus, l Oms ha deciso di dare una sferzata anche alla ricerca per arrivare in breve tempo a un elenco Non si ferma la violenza Uccisi tre soldati in Mali BA M A KO, 11. Ancora vittime in Mali, Paese dell Africa occidentale alle prese da tempo con una sanguinosa scia di violenza. Tre soldati dell esercito di Bamako sono morti ieri dopo che il veicolo sul quale stavano viaggiando ha urtato un congegno esplosivo ed è saltato in aria. Lo hanno reso noto fonti del ministero della Difesa di Bamako, precisando che altri due soldati sono rimasti feriti. L esplosione è avvenuta a Mondoro, nella regione centrale di Mopti, non lontano dal confine con il Burkina Faso. Nessun gruppo ha finora rivendicato l attacco. La regione di Mopti è conosciuta per essere una delle principali roccaforti del Fronte di liberazione Massina, un gruppo estremista attivo nelle regioni centrali del Paese africano. Il Fronte Massina informano gli analisti politici avrebbe legami con il gruppo terroristico Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi). Dal 2012, in seguito a un colpo di Stato, è scoppiata in Mali una guerra civile che ha visto sorgere l alleanza tra l etnia tuareg del Movimento nazionale per la liberazione dell Azawad e il gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, che assunse poi il nome di Aqmi. Primi aiuti dell O ms agli abitanti assediati a Taiz Donne e bambini tuareg a Timbuktu (Ap) SANA A, 11. L Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è riuscita ieri a far giungere un carico di medicine alla città yemenita di Taiz da molti mesi assediata dai ribelli huthi. «Venti tonnellate di materiale sanitario che possono salvare vite umane sono arrivate nell enclave assediato» ha precisato l o rg a n i z z a - zione in una nota. Questo materiale sanitario «può essere cruciale per rispondere ai bisogni più urgenti nella città dove circa persone continuano a vivere sotto assedio con un accesso limitato agli aiuti umanitari». I ribelli cercano da molti mesi di respingere le truppe governative fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi riconosciuto dalla comunità internazionale dal centro della città di Taiz, nel sud del Paese. Ma per far questo, i ribelli huthi e le forze loro alleate, i miliziani che sostengono l ex presidente Abdullah Saleh, mettono in pericolo le vite di migliaia di civili bloccando l ingresso di rifornimenti cruciali di cibo e materiale sanitario. Terza città dello Yemen, Taiz si trova tra la capitale Sana a, controllata dal settembre del 2014 dai ribelli huthi, e la città portuale di Aden, che è stata riconquistata dalle forze governative sostenute da una coalizione internazionale guidata dall Arabia Saudita nel luglio del Gli aiuti che sono riusciti a entrare ieri in città erano stati bloccati per un periodo di otto settimane, ha precisato l O ms. «La liberazione di questo materiale aggiunge l organizzazione rappresenta un passo enorme e noi speriamo che aprirà la via all i n t ro - duzione di maggiori forniture mediche, quali anestetici, ossigeno e strumenti chirurgici». di possibili farmaci o vaccini su cui lavorare, sul modello di quanto fatto per Ebola. Alcuni studi, aggiunge l Oms, stanno verificando la possibilità di mettere a punto terapie profilattiche, simili a quelle per la malaria, e si sta valutando anche la possibilità di utilizzare zanzare ogm per fermare la diffusione del virus. In attesa di un vaccino, sarà proprio la lotta ai vettori la priorità nei prossimi mesi, che potrebbe non riguardare soltanto il continente americano. Intanto, una donna incinta è risultata positiva al test per il virus Zika nello Stato sudorientale australiano del Queensland. Lo ha confermato il Dipartimento della salute locale. L infezione le è stata diagnosticata lunedì, al ritorno da un viaggio all estero. Si tratta del terzo caso di Zika nel Queensland in una settimana: venerdì scorso erano infatti risultati positivi al test un bambino, tornato a Brisbane dopo un viaggio con la famiglia nelle isole Samoa, e una donna, rientrata dopo un periodo di ferie in El Salvador. Il Governo australiano riporta il «Guardian» ha emesso un avviso di viaggio che raccomanda alle donne incinte o che stanno cercando di avere un figlio di rinviare i viaggi nei Paesi più colpiti da Zika (la maggior parte del Centro e Sud America e alcune isole del Pacifico come le Samoa e Tonga), finché non si chiarirà il legame tra il virus e la microcefalia nei neonati. Dal 2012, sono stati 23 i casi di Zika diagnosticati in Australia, tutti contratti all estero. E mentre in Florida lo stato di emergenza si è allargato a sette contee a causa della rapida diffusione, la Cina ha registrato un primo caso di infezione in un uomo che aveva recentemente viaggiato in Venezuela. Un operatore sanitario analizza un campione di sangue infetto da Zika (Reute rs ) Dalla Corte suprema degli Stati Uniti Bloccato il piano di Obama sul clima WASHINGTON, 11. La Corte suprema degli Stati Uniti ha bloccato il piano di Barack Obama sul clima. Con una decisione adottata ieri a maggioranza, il più alto tribunale statunitense ha fermato il provvedimento del presidente per regolare le emissioni di anidride carbonica delle centrali elettriche fino a quando tutti i ricorsi legali non saranno esaminati. Progettato dalla Epa (Environmental Protection Agency) per la promozione dell energia pulita nel Paese, attraverso la riduzione delle emissioni con il passaggio alle energie rinnovabili, il Clean Power Plan portato da Obama al tavolo del summit sul clima di Parigi a dicembre scorso è stato ostacolato da ventisette Stati, per lo più controllati dal Partito repubblicano, che hanno fatto ricorso sostenendo che il piano violasse i loro diritti. Il Clean Power Plan ambisce a un taglio delle emissioni pari al 32 per centoentroil2030 eguardaaunsignificativo passaggio del sistema all energia rinnovabile. Lo fa stabilendo per ogni Stato un obiettivo nella riduzione di biossido di carbonio, investendo poi ciascuno della responsabilità di rispettarlo. Ed è su questo punto indicano gli analisti che l intervento viene contestato con forza, tacciato di violare i diritti dei singoli Stati, al punto che ventisette di loro (oltre la metà di tutti quelli dell Unione), hanno presentato un apposita denuncia, che ben presto si è trasformata in Scontri tra fondamentalisti in Afghanistan KABUL, 11. Ancora violenza in Afghanistan. Come riferiscono i media locali, uno scontro fra militanti del cosiddetto Stato islamico (Is) e talebani è avvenuto ieri nel distretto di Achin della provincia orientale afghana di Nangarhar, con un bilancio di sei morti e dieci feriti. Il colonnello Hazrat Hussain Mashriqiwal, portavoce della polizia provinciale, ha precisato che la battaglia è avvenuta nell area di Karkani e che fra le vittime, cinque appartengono all Is e una ai talebani. I miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is) stanno cercando di consolidare le loro posizioni in Afghanistan, e in particolare nella provincia di Nangarhar al confine con il Pakistan, ma sono ostacolati in questo dalle forze di sicurezza afghane, dalla Nato e dai talebani. un azione di natura legale. Dopo che in un primo momento il caso è stato respinto da una corte d app ello di Washington, è stata appunto ieri la Corte Suprema a decidere con cinque voti a favore e quattro contrari che il piano va fermato, almeno fino alla conclusione delle verifiche sulla sua legalità. Una battuta d arresto che ha come prima conseguenza quasi certa l imp ossibilità per gli Stati di rispettare la data di scadenza, fissata al prossimo settembre, per le proposte per raggiungere gli obiettivi posti dal piano Obama. Le lobby del settore energetico e molti dei leader repubblicani hanno approvato la decisione della Corte. Non la Casa Bianca. «Il Clean Power Plan si basa su una forte base legale e tecnica, concedendo agli Stati il tempo e la flessibilità necessaria per mettere a punto piani efficaci per ridurre le emissioni», afferma la Casa Bianca. Tuttavia, precisano sempre gli analisti, è altamente probabile che l attuazione del piano non possa a questo punto ripartire prima della fine del mandato di Barack Obama. Washington chiede toni moderati nella campagna per le primarie WASHINGTON, 11. «Il cambiamento è possibile». Con queste parole, ieri, il presidente statunitense, Barack Obama, ha lanciato un richiamo alla politica americana attualmente impegnata nella corsa per le p re s i d e n z i a l i. Per farlo Obama ha scelto Springfield, nell Illinois, la stessa città dalla quale nove anni fa lanciò la corsa per il primo mandato. Il capo della Casa Bianca ha condannato i toni della campagna elettorale, parlando apertamente di «un clima politico velenoso», un clima «che allontana le persone e permette alle voci più estremiste di colmare il vuoto». Un richiamo alla moderazione che arriva dopo le primarie nel New Hampshire, dove a primeggiare sono stati gli outsiders Sanders e Trump. Un risultato, questo, che è stato interpretato dalla Casa Bianca come un netto rifiuto dell establishment, e implicitamente come una critica all Amministrazione democratica. Secondo un recente sondaggio del centro di ricerche Pew, meno del venti per cento degli americani ha fiducia nel Governo. Tuttavia, dopo le primarie in New Hampshire è caos soprattutto nel partito repubblicano, che sperava di mettere da parte Trump confidando nel giovane senatore della Florida Marco Rubio. Questi, dopo il buon terzo posto nei caucus in Iowa, ha dovuto accettare un quinto posto nel New Hampshire. Tra gli altri candidati che potrebbero impensierire Trump è emerso a sorpresa il governatore moderato dell Ohio, John Kasich (16 per cento), mentre l ex governatore della Florida, Jeb Bush, si è ripreso con l undici per cento, alle spalle del senatore Ted Cruz (12 per cento). Intanto, oggi Carly Fiorina e Chris Christie hanno deciso di ritirarsi dalla primarie repubblicane. Il dipartimento di Giustizia fa causa alla città di Ferguson WASHINGTON, 11. Il dipartimento di Giustizia statunitense ha intentato ieri una causa civile contro la città di Ferguson, sostenendo che a diciotto mesi dall uccisione di Michael Brown da parte di un poliziotto la polizia cittadina e il sistema giudiziario locale continuano a violare i diritti civili dei residenti afroamericani. «I residenti di Ferguson si sono visti per decenni privare dei loro diritti costituzionali, i diritti garantiti a tutti gli americani», ha spiegato la responsabile del dipartimento di Giustizia, Loretta Lynch. «Hanno aspettato decenni per ottenere giustizia e non devono essere costretti ad attendere oltre», ha aggiunto. L accusa è che il dipartimento di polizia e i tribunali municipali seguano «schemi e pratiche» incostituzionali nell utilizzo della forza senza giustificazione legale e che tengano una «condotta discriminatoria a sfondo razziale» nell esercizio delle loro funzioni.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO venerdì 12 febbraio 2016 di C MIRNA HAY E K ari amici, vorrei condividere con voi alcuni momenti di vita che portano un po di luce fra le ansie, le paure e la tristezza di questi tempi. Ad Aleppo viviamo quotidianamente nella speranza che il nuovo giorno porti con sé un lieve miglioramento. Non riusciamo a capire quello che succede. Bombe e missili si abbattono continuamente sulla nostra città e dalle strade si odono di frequente gli spari delle armi da fuoco. Ogni giorno ci giunge notizia della morte di nuovi martiri. Tuttavia, continuiamo a lavorare, a scambiarci visite e a spostarci in altre città. Ogni tipo di genere alimentare, pane, frutta e verdura è ancora disponibile, ma la fornitura di acqua potabile e l erogazione di energia elettrica vengono continuamente interrotte. Gli impianti di distribuzione possono rimanere bloccati per settimane; le persone sono stanche di dovere andare in cerca di acqua, avventurandosi con bottiglie e taniche fino ai pozzi scavati dalle autorità per supplire all emergenza idrica. La mancanza di elettricità può essere sopperita con l utilizzo di generatori, ma non tutti possono permetterselo; i più poveri ne sono esclusi. La Siria soffre inoltre per l esodo continuo di giovani e di famiglie. Ogni settimana vediamo partire amici, parenti, vicini: la gente affronta ogni sorta di pericolo per raggiungere l Europa. E la pace sembra ancora così lontana. Eppure continuiamo a vedere, udire ed essere testimoni di qualche luce che rischiara le nostre giornate. Ne condividerò alcune con voi. Sono rimasta molto colpita dalla forza d animo di una donna. Sulla sua casa si era abbattuto un missile Hawk, portando con sé morte e distruzione. Mi ha detto: «Mio marito è andato a seppellire nostra figlia, ma io sono rimasta per ripulire la casa e togliere le macchie di sangue, perché fra poco rientreranno i nostri altri figli». Era straziata dal dolore, piangeva, ma lasciava aperta la porta della vita. Quella donna restava disponibile alla vita. Una ragazza mi ha raccontato che tutte le perdite da lei subite sembravano avere accelerato la sua vita. Mi ha detto di non avere nemmeno il tempo di piangere la scomparsa di amici, parenti e vicini: «Una volta, desiderando sentire un mio amico, ho provato a chiamarlo al telefono, poi mi sono ricordata che non c era più; era morto alcune settimane prima». Una strada della città siriana devastata dalla guerra Le comunità interreligiose sono molto importanti; nei tempi di crisi, le persone con un handicap sono le più vulnerabili, sono le ultime di cui ci si occupa, e si dà la precedenza agli altri figli. Le famiglie vivono così tante preoccupazioni, così tante ansie e paure, da avere meno tempo Mirna Hayek appartiene alla comunità di Aleppo di Foi et Lumière, associazione internazionale cattolica ecumenica fondata in Francia nel 1971 da Marie-Hélène Mathieu e Jean Vanier per creare relazioni fra persone con disabilità, le loro famiglie e gli amici. Organizzata in comunità d incontro che si ritrovano regolarmente per condividere i tempi della festa e della preghiera, Foi et Lumière (Fede e Luce nella versione italiana) conta oggi 1648 comunità, raggruppate in cinquanta province sparse per cinque continenti. Più precisamente, è presente in 81 Paesi di 38 lingue diverse: 22 in Africa, 13 nelle Americhe, 12 in Asia, 32 in Europa e 2 in Oceania. La Francia è il Paese da dedicare al figlio disabile. Lo ascoltano meno, gli parlano meno, non gli spiegano tutto quello che succede. Durante la riunione di una comunità interreligiosa, una madre ci ha raccontato tutta la sua fatica, e di come fosse ormai sull orlo di un Foi et Lumière con il maggior numero di comunità, 310 tra cui la sede centrale del movimento internazionale. Come ha detto Vanier, «Fede e Luce è creazione di legami, di comunità, di amore; è persone in relazione le une con le altre, persone impegnate verso le altre (cosa straordinaria nel nostro mondo di infedeltà); Fede e Luce è legame, non solo tra persone che sono forti, sane, in buona salute, ma legame con chi è più debole, legame con chi è normalmente rifiutato. Questo è il dono di Fede e Luce: noi siamo legati da vincoli di amicizia gli uni agli altri, esiste un alleanza tra coloro che sono più deboli e chi è stato chiamato a vivere con loro». La lettera di Mirna è stata mandata a tutte le comunità dell asso ciazione. Missili si abbattono sulla nostra città e dalle strade risuonano gli spari Ogni giorno ci giunge notizia di morti Tuttavia continuiamo a lavorare, a scambiarci visite e a spostarci Lettera da Aleppo Vita tra le bombe esaurimento. Aveva per questo pensato di consultare uno psichiatra, ma proprio allora era stata invitata a un incontro della comunità interreligiosa (un raggio di luce), e dopo qualche riunione ci ha detto: «Ora non sento più la necessità di andare da uno psichiatra; mi sento rincuorata, non so cosa stia succedendo, non è cambiato niente, ma mi sento meglio; ho visto mio figlio felice, ho incontrato altre donne come me, gli amici della comunità mi hanno accolta e hanno accolto mio figlio; questa è una vera famiglia e sento di farne parte». La settimana scorsa, sono andata con una persona a casa di Serjio, un mio amico che festeggiava il compleanno: è stato felicissimo di vederci: La festa si è svolta nella più assoluta semplicità, con un dolcetto e una tazza di caffè. Non eravamo in tanti; abbiamo riso, chiacchierato e cantato, abbiamo rievocato momenti vissuti insieme, alcuni lieti, altri tristi; poi, come è sua abitudine, Serjio ci ha invitati a pregare. Per me è stato come un raggio di sole nell oscurità, potere celebrare la vita quando tutto intorno vi è morte, incontrare amici in un tempo di divisione, trascorrere istanti sereni nonostante la guerra, vivere momenti di pace interiore in mezzo al caos. Sono stata inoltre invitata alle nozze di una coppia di amici: erano le tre del pomeriggio; un orario insolito, perché ad Aleppo i matrimoni si celebrano di sera, e i festeggiamenti si svolgono da mezzanotte fino al mattino seguente. È stato bello vedere gli sposi circondati dagli amici che la guerra non aveva portato via. Non c era sfarzo nei nostri vestiti, nei regali, né nella festa: tuttavia noi eravamo lì insieme a loro per festeggiare il loro impegno, per sostenerli con il nostro incoraggiamento. La loro scelta è stata veramente coraggiosa, data la situazione attuale; una scelta fondata sul desiderio di andare avanti, sulla fede nella vita, sulla speranza nell avvenire, benché nulla faccia presagire un futuro sereno a breve. La loro decisione ha acceso una luce di speranza, in mezzo a una gioventù disperata. Questo tempo di crisi ha ricordato a noi testimoni il vero mistero del matrimonio. Il nostro modo di agire mi ricorda l uomo stolto del Vangelo: abbiamo costruito il nostro senso di sicurezza (la nostra casa) su sogni virtuali, sulla sabbia (una bella casa, la salute, il denaro, gli amici, il benessere, un Mirna Hayek buon lavoro, una famiglia, dei figli, l istruzione, una buona posizione, una buona reputazione), persino su Dio che sta dietro tutto questo. Ma quando è arrivata la crisi (la pioggia, le inondazioni e il vento), tutto ciò è crollato e tutti sono rimasti profondamente delusi, perduti, sradicati. Pensano che la vita non abbia più senso, che non vi sia più un futuro, che non esista più un Dio. Nel mio caso, ho ripensato alla struttura della mia casa, del mio senso di sicurezza, e ho capito che ha bisogno di maggiore ascolto e obbedienza alla Parola di Dio. Quando il mio senso di sicurezza sarà radicato nell amore di Dio, la mia visione della vita, del futuro, di me stessa, degli altri e anche del mio nemico sarà del tutto diversa... e niente e nessuno potrà togliermela. Mi è capitato di vedere alla televisione un intervista a una piccola rifugiata irachena di dieci anni. Ha spiegato come fosse cambiata la sua vita, ha raccontato tutto ciò che aveva perduto, la casa, la scuola, parenti, vicini, i giochi. Si chiedeva dove fosse la sua migliore amica, di cui non aveva più avuto notizie. Il giornalista allora, passandole il microfono, le ha offerto la possibilità di lanciare un appello agli amici. Quello che mi ha maggiormente colpito è stato il fatto che la bambina non nutrisse odio alcuno verso coloro che avevano costretto lei e la sua famiglia a fuggire dal proprio Paese; li perdonava, pregava per loro e chiedeva a Dio di perdonarli. Per favore, pregate per i siriani, per la pace e per me. di GIULIA GALEOTTI Giorgio de Chirico, «L enigma dell arrivo e del pomeriggio» ( ) Sono imprevedibili i romanzi di Kazuo Ishiguro, scrittore britannico nato a Nagasaki nel 1954 ma vissuto in Inghilterra sin dall infanzia. Imprevedibili nelle ambientazioni, negli andamenti, nello spirito e nella morale. E l ultimo, Il gigante sepolto (Torino, Einaudi, 2015, pagine 316, euro 20), non fa eccezione. La trama parrebbe semplice: nell Inghilterra del sesto o settimo secolo, sferzata dal vento e dal sanguinoso scontro fra britanni e sassoni, tra lupi, cinghiali, orchi, mostri e folletti, due anziani coniugi Axl e Beatrice sfidando la nebbia della dimenticanza che pervade menti e luoghi, partono alla ricerca del loro unico figlio. Che ricordano di aver avuto, ma non ricordano come hanno perso. Le impressioni che trarrete dalla lettura del romanzo saranno diverse a seconda che siate giovani o anziani, innamorati o single, pantofolai o avventurosi, maschi o femmine. Nell ultimo romanzo di Kazuo Ishiguro Oblio o ricordo? Da principio ci è parso un romanzo sulla vecchiaia. «Avevano vissuto sempre così, soltanto loro due, ai margini della comunità? ( ) Ci credono due poveri idioti, Axl. Fece un passo avanti e gli appoggiò di nuovo il capo sul petto. Fu allora che disse con voce attutita, così che da principio Axl credette di aver sentito male: Nostro figlio, Axl. Te lo ricordi nostro figlio? Poco fa, mentre quella gente mi spingeva, è nostro figlio che mi è tornato in mente. Un bell uomo forte, vigoroso. Perché dobbiamo stare in questo posto? Andiamo al villaggio di nostro figlio. Lui ci saprà proteggere e impedirà che ci maltrattino». Un romanzo sulla vecchiaia di un attualità ragguardevole, nonostante l ambientazione nel Medioevo inglese. «Si dice che la vita si sia allungata scrive Gianna Coletti in Mamma a carico. Mia figlia ha novant anni (Torino, Einaudi, 2015, pagine 142, euro 14) ma in realtà ad allungarsi è stata solo la sua parte finale. La vecchiaia occupa ormai una porzione lunghissima del nostro tempo su questa terra, e sarà destinata a occuparne sempre di più. Eppure spesso non siamo in grado di gestirla, non la accettiamo in noi stessi e nei nostri vecchi malandati, quelli di cui dobbiamo prenderci cura; perché non siamo capaci di empatizzare con il declino del corpo e della mente, con l immensa sofferenza che comporta». Invece, Il gigante sepolto è un romanzo sulla memoria, elemento centrale della vecchiaia, nel suo resistere, scomparire o virare misteriosamente tra vuoti e pieni, ma qui la memoria è centrale in un altro senso: ricordare è indispensabile per vivere o, al contrario, il fatto di dimenticare salva l esistenza, e il rapporto tra le persone? Se Claude Lévi-Strauss ha definito l oblio «un difetto di comunicazione con se stessi», i greci avevano finanche la dea della memoria, Mnemosyne, colei che mantiene la memoria degli uomini, che fa loro ricordare ciò che desidera (forse per questo i greci la immaginavano come madre di quelle muse che governano le arti). Perdere la memoria, non ricordare era l essenza del regno dei morti: immaginavano addirittura che nell Ade esistesse un seggio di pietra che chiamavano seggio dell oblio, incarnazione dura e pietrificata della dimenticanza che caratterizza la morte. Anche per Ishiguro dimenticare è morire? Con grande fatica Axl e Beatrice recuperano, passo dopo passo, brandelli di memoria. «L idea vagava nei pensieri di Axl quando vegliava nelle ore vuote che precedono l alba ( ); allora gli mordeva il cuore la sensazione di una perdita senza nome che gli impediva il sonno. ( ) Poco prima, fuori, gli erano balenati in testa alcuni frammenti di un ricordo: per un istante aveva rivisto se stesso attraversare il lungo corridoio centrale della garenna con un braccio intorno alla spalla di un figlio». In questa loro volontà di coltivare l arte della memoria, i coniugi sono davvero l eccezione nel loro mondo. «In quella comunità si parlava di rado del passato, non voglio dire che fosse un argomento tabù. Piuttosto, che era a poco a poco svanito in una nebbia fissa come quella che pesava sopra gli acquitrini, non c era l uso di pensare al passato, tra quella gente, nemmeno se prossimo». Eppure loro che si sentono così diversi sono determinati: non solo vogliono ricordare, ma cercano una spiegazione per questo oblio che hanno ribattezzato la nebbia. «Sapreste trovare una spiegazione a questo fatto, signore? ( ). Lo straniero pensava che forse Dio stesso aveva dimenticato tante cose del nostro passato, avvenimenti remoti come del giorno stesso. E se qualcosa non ha sede nella mente di Dio, che speranze può avere di restare in quella di esseri mortali? ( ). Forse Dio si vergogna talmente di noi, di qualcosa che abbiamo fatto, che vorrebbe egli stesso dim e n t i c a re». Cercando di ritrovare il figlio perduto gli anziani coniugi Axl e Beatrice si sforzano di capire perché la loro comunità rifiuta di parlare del passato E così la scelta che si pone loro è quella di decidere se voler ricordare, dissotterrando così anche i ricordi brutti, quelli che «ci faranno piangere o tremare di rabbia», oppure continuare nella quiete dell oblio. «È possibile che il nostro amore non sarebbe mai stato tanto forte col passare degli anni, se la nebbia non ci avesse derubati come ha fatto? È forse grazie alla nebbia che certe vecchie ferite si rimarginarono?». Ishiguro immagina che i vuoti di memoria della popolazione siano causati dall alito di un drago femmina, Querig. La scelta sta a noi: vogliamo ucciderlo perché ci danneggia o vogliamo proteggerlo in quanto è la nostra via di salvezza?

5 venerdì 12 febbraio 2016 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Joseph Fiennes (Clavio) in una scena del film Al l inizio del Novecento il domenicano tirolese pubblicò una celebre opera su Martin Lutero conseguendo risultati che non sono più stati posti in dubbio Heinrich Denifle fra Graz, Parigi e Roma D ottrina e semplicità di F PAOLO VIAN u veramente un lavoratore accanito e instancabile il domenicano tirolese Heinrich Denifle ( ). Morto appena sessantenne a Monaco di Baviera, mentre si recava a Cambridge per ritirare un dottorato honoris causa, fu uno dei più significativi rappresentanti di quella primavera degli studi ecclesiastici giunta al suo apice sotto il pontificato di Leone XIII, ma con radici profonde e diversificate. Denifle in particolare si ricollegava alla ripresa degli studi cattolici in ambito storico che nei Paesi di lingua tedesca ebbe un esponente di spicco e un eroe quasi eponimo in Joseph Görres. Come Görres, Denifle fu un apologeta appassionato e intransigente del cattolicesimo; ma lo fu come poteva e doveva esserlo chi ambisse a essere preso sul serio nelle ricerche Lucas Cranach, «Ritratto di Martin Lutero» (1543, Nürnberg, Germanisches Nationalmuseum) religione del positivismo e il culto del documento. Al termine dell O t- tocento, secolo in cui le più accese battaglie ideali passavano sempre attraverso ricostruzioni di storia, Denifle seppe dare prova di un metodo eccellente, padrone di tutte le tecniche dell analisi critica e di una straordinaria attitudine al lavoro. Perché nella sua storiografia militante l intento apologetico nulla detrae, anzi quasi stimola e potenzia la neutralità ineccepibile degli strumenti di ricerca magistralmente maneggiati. Domenicano nel convento di Sant Anna di Graz dal 1861, sacerdote dal 1866, Denifle si occupò di soggetti diversi, dalla storia della mistica renana (nei suoi maggiori esponenti, Meister Eckhart, Johannes Tauler, Heinrich Seuse) a quella delle università medievali (Die Universitäten des Mittelalters bis 1400, 1885), dall edizione del Chartularium dotto in italiano da Angelo Mercati e segnò a lungo la visione cattolica del riformatore sassone (conseguendo risultati che non sono più stati posti in dubbio, come la dipendenza di Lutero dal nominalismo della tarda scolastica). L edizione del Chartularium vide la luce sotto gli auspici del Consiglio generale delle facoltà parigine e a spese dello Stato francese. Alla vigilia delle leggi separatiste del 1905, uno straordinario riconoscimento del laicismo e dell anticlericalismo transalpini per un lavoro intessuto da Denifle raccogliendo gli atti dell Archivio Vaticano e di altri archivi relativi all Università parigina. Forse solo l orgoglio nazionale richiese il coinvolgimento del dotto conservatore-aggiunto della biblioteca della Sorbona per la revisione e l annotazione dei testi. Chiamato a Roma per occuparsi dell edizione delle opere di san Tommaso d Aquino, Denifle intraprese storiche nell ultimo trentennio del itinera eruditi fra archivi e bibliote- XIX secolo, quando dominavano la che europee. Nel 1883 divenne sottoarchivista della Santa Sede, negli anni in cui Papa Leone apriva l Archivio Vaticano alle ricerche storiche e tentava un rilancio degli studi cattolici nella certezza che la Chiesa nulla doveva temere da una ricerca storica seria e approfondita. Dodici anni dopo, nel 1895, il quasi coetaneo e gesuita Franz Ehrle ( ) divenne prefetto della Biblioteca Vaticana. Nell ultimo quindicennio del secolo Denifle e Ehrle, esemplari e Universitatis Parisiensis (con Émile Chatelain, ) a Martin Lutero, con un opera celebre il cui primo volume in due tomi vide la luce fra il 1903 e il 1905, fu prontamente traoperosi dioscuri dell erudizione ecclesiastica, pubblicarono i sette volumi dell Archiv für Literatur- und Kirchengeschichte des Mittelalters ( ) che costituiscono ancora oggi non solo una preziosa raccolta di testi e di studi ma anche una testimonianza di quel fervore di ricerche, all insegna del metodo storico e del- Fu uno dei maggiori rappresentanti di quella primavera degli studi ecclesiastici giunta al suo apice sotto il pontificato di Leone XIII la fedeltà cattolica, giunto quasi simbolicamente al vertice delle due grandi istituzioni vaticane di conservazione e ricerca. Con pietas al tempo stesso asciutta e commossa, il 21 agosto 1910 Ehrle scrisse da Feldkirch a Giovanni Mercati narrandogli la sua visita alla tomba dell amico: «A Monaco ho, in un momento libero, visitato il sepolcro del P. Denifle bon. mem. in S. Bonifazio». Il 6-7 dicembre 2012 Denifle è stato al centro del colloquio internazionale organizzato da Andreas Sohn e Jacques Verger, col concorso dell Académie des Inscriptions et Un apologeta appassionato e intransigente del cattolicesimo Padrone delle tecniche della critica con una straordinaria attitudine al lavoro Belles-Lettres, della Fritz-Thyssen- Stiftung, dell Université Paris XIII - Sorbonne Paris Cité, del Laboratoire Pléiade/Cresc, delle arcidiocesi e diocesi di Monaco-Frisinga, Vienna e Graz-Seckau. Ne vedono ora la luce gli atti [Heinrich Denifle ( ). Un savant dominicain entre G ra z, Rome et Paris / Ein Dominikanischer Gelehrter zwischen Graz, Rom und Paris (Paris, Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, 2015, pagine 301, euro 40)]. Aperto dalle introduzioni di Sohn e Michel Zink, chiuso dalle considerazioni di Verger, il volume passa in rassegna le tappe della vita del domenicano (Josef Gelmi, Michaela Sohn-Kronthaler), esamina l imp e- gno a Roma e in Archivio Vaticano (Sergio Pagano, Christine M. Grafinger), riconsidera i contributi per la storia delle università medievali (Franz Rexroth, Carla Frova), l edizione del Chartularium (Jacques Verger, Nathalie Gorochov, Thierry Kouamé), le ricerche su Meister Eckhart (Volker Leppin), sulla storia dell Ordine dei Predicatori (Bernhard Hodel), sull Università di Parigi e Giovanna d Arco (Philippe Contamine), sulla guerra dei Cento Anni (Jean-Marie Moeglin), su Lutero e la Riforma (Bernhard Körner). Alla morte di Denifle «La Civiltà Cattolica» riservò parole commosse allo studioso domenicano «sempre temuto, come un terribile inquisitore di nuovo genere, sempre stimato, come l avversario leale, che non conosce altro movente (...) che le sante rivendicazioni della verità». Di segno diverso le valutazioni del «cattolico adulto» Friedrich von Hügel, secondo il quale «Denifle ha raramente compreso la profondità dell essenza del cattolicesimo». Ma convergenti, pur nella diversità delle origini, furono invece i giudizi del cattolico Ludwig von Pastor e del protestante Paul Fridolin Kehr. Agli occhi del primo, Denifle non fu solo un grande studioso ma un eccellente religioso, una di quelle rare persone incapaci di menzogne nella vita come nei lavori scientifici; mentre lo studioso protestante delle Papsturkunden confessava di avere raramente incontrato studiosi così preparati e comprensivi, bibliotecari e archivisti così competenti come Denifle ed Ehrle. Ma forse il giudizio più incisivo sul figlio dell organista di Imst lo diede in poche parole il nostro Giuseppe Toniolo scrivendo da Pisa il 28 dicembre 1905 ad Angelo Mercati: «Io conosceva il Denifle, e ci vedevamo spesso ed io ammirava in lui sì alta dottrina accoppiata a tanta semplicità tirolese e pietà medioevale. Dio sa perché abbia voluto troncare vita sì preziosa; e sia benedetto!». Convincenti sceneggiatura e regia del film «Risorto» La missione di Clavio di I EMILIO RA N Z AT O l film Risorto (Risen) racconta la storia di Gesù in modo piuttosto inedito. Il punto di vista è infatti quello dei romani che l hanno giustiziato, e che negando ovviamente la sua natura divina non sanno come sia potuto fuggire dopo la crocifissione. Il tribuno romano Clavio (Joseph Fiennes), che ha assistito alla morte di Gesù (Cliff Curtis) sulla croce, viene incaricato da Ponzio Pilato (Peter Firth) di scoprire dove sia finito il suo corpo, dato che tre giorni dopo la crocifissione la tomba è stata trovata vuota. Il romano dovrà anche sbrigarsi, per evitare che si diffonda presto la voce di una resurrezione, capace di spingere la popolazione di Gerusalemme a una rivolta. Ma ciò che vedrà con i suoi stessi occhi non potrà non farlo cambiare per sempre. Il soggetto, ma soprattutto i trailer, che parlavano della «più importante caccia all uomo della storia», lasciavano foscamente presagire un prodotto ben al di là dei confini del kitsch. Una specie di thriller in abiti antichi. Quasi un corrispettivo di quella letteratura di serie C in cui frati medioevali o senatori dell antica Roma si La pellicola era stato pubblicizzata come «la più grande caccia all uomo della storia» facendo presagire un prodotto kitsch Invece essa si rivela misurata con scelte veramente azzeccate ritrovano a fare da detective in improbabili indagini svolte però con i ritmi e i passaggi logici mutuati dalla contemporaneità. Con il torto, in più, di usare a questo scopo la vita di Gesù. Mentre dal punto di vista formale sembrava di dover andare incontro all ennesimo peplum di grana grossa, non lontano da 300 o dallo Spartacus televisivo. A dispetto delle premesse, confezionate evidentemente col solo scopo di accalappiare il pubblico più ampio possibile, il film si rivela invece decisamente misurato, sia nella sceneggiatura che nella regia. Soprattutto quest ultimo aspetto sorprende, visto che il regista americano Kevin La scena della crocifissione Reynolds è lo stesso che si era impantanato nelle acque di Waterworld (1995), uno dei più grossi flop produttivi di tutti i tempi, crollato sotto il proprio stesso gigantismo. E che poi era riuscito nell impresa di proseguire la sua carriera senza però sollevarsi da un livello di medio artigianato. Qui invece si rende artefice di alcune scelte assolutamente azzeccate, la più importante delle quali è quella di affidarsi a un cast quasi interamente britannico. Assicurandosi così interpretazioni dallo standard professionale molto alto e capaci di stemperare già da sole qualsiasi tentazione sensazionalistica. Poi si contorna di validi collaboratori, come un direttore della fotografia abile a sfruttare in chiave solenne la suggestiva ambientazione, o come un montatore che dà un contributo importante nella scena cruciale, quella in cui Cristo ricompare, momento delicato che invece si rivela anche il più riuscito del film, decisamente emozionante. Le caratterizzazioni dei personaggi sono snelle e simili a quanto già visto in altri film sull argomento, a partire da un Pilato cinico e vanesio. Mentre le figure dei discepoli sono piuttosto in ombra. Ma i problemi veri, dal punto di vista drammaturgico, nascono nella seconda parte e sono legati alla storia che si è scelto di raccontare. Un prodotto come questo, ben confezionato ma comunque senza velleità di oltrepassare i confini del cinema commerciale, ha bisogno di un esigenza drammatica che tenga viva la componente narrativa fino all ultimo. Ciò che accade da dopo la crocifissione in poi, invece, è tutto talmente positivo che non è facile portare avanti il racconto con i soli strumenti della prosa. E dal punto di vista poetico Reynolds fa quello che può, ma alla lunga cioè nella mezz ora finale dà l i m p re s s i o n e di non saper più che fare con i propri personaggi. Anche perché a questo Gesù pure iconograficamente affascinante e interpretato bene da un attore già visto varie volte in ruoli secondari, la sceneggiatura scritta anche dallo stesso Reynolds non sa dare il giusto spessore. Non c è grande spazio, per esempio, per il verbo cristiano. Tutto è incentrato sui miracoli. Questo d altronde è ciò che interessa al protagonista Clavio: la discriminante fra naturale e sovrannaturale, e il film si appiattisce un po troppo sul suo punto di vista, che se arriva a non essere più quello di uno scettico, non ha però nemmeno il tempo di diventare quello di un vero cristiano. Non a caso è proprio nel finale che il film, pur di recuperare mordente, rischia di perdere la sua sobrietà, con alcuni effetti un po g ro s s o l a n i al momento del congedo di Gesù. Inoltre si poteva approfondire maggiormente un aspetto interessante ma appena accennato, ovvero il contrasto fra i vari credi seguiti con non troppa convinzione dai romani il tribuno affida svogliatamente le proprie speranze a una statuetta di Marte e la nuova religione, capace al contrario di cambiare per sempre la storia. In fin dei conti, però, questi difetti non compromettono nella sostanza un lavoro che riesce a rendere bene il fulcro del racconto, ovvero il rapporto fra un ufficiale romano scettico e il miracolo della resurrezione. Mantenendosi lontano da tentazioni spettacolari e dimostrandosi dunque onesto e sentito. Anche perché Fiennes, attore altrove un po distratto, trova un ruolo che gli si addice e che lo spinge in direzione di una performance del tutto convincente.

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO venerdì 12 febbraio 2016 Un campo profughi in Giordania Primo anniversario del massacro in Libia di 21 copti da parte dell Is Quell ultima parola dei martiri IL CA I R O, 11. La diocesi copta ortodossa di Samalot si sta preparando a celebrare il primo anniversario del martirio dei ventuno copti trucidati in Libia dai jihadisti dello Stato islamico (Is). Le celebrazioni avranno il loro culmine nella solenne liturgia in programma martedì 16 febbraio. Nei giorni precedenti e in quelli seguenti vescovi e sacerdoti celebreranno messe e terranno incontri di preghiera e di riflessione nella diocesi egiziana alla quale apparteneva la maggior parte dei copti vittime dell eccidio perpetrato in una località costiera libica, il cui video fu messo in rete sui siti jihadisti. I ventuno copti egiziani erano stati rapiti in Libia all inizio di gennaio 2015 e subito dopo la loro morte il patriarca copto ortodosso, Taw a d ro s II, aveva promesso alle famiglie delle vittime che la Chiesa copta li avrebbe ricordati come martiri. In merito al video, il vescovo di Guizeh dei Copti, monsignor Antonios Aziz Mina, fece notare che fu «costruito come un agghiacciante messinscena cinematografica, con l intento di spargere terrore. Eppure, in quel prodotto diabolico della finzione e dell orrore sanguinario aveva detto il vescovo si vede che alcuni dei martiri, nel momento della loro barbara esecuzione, ripetono: Signore Gesù Cristo. Il nome di Gesù è stata l ultima parola affiorata sulle loro labbra. Come nella passione dei primi martiri, si sono affidati a Colui che poco dopo li avrebbe accolti. E così hanno celebrato la loro vittoria, la vittoria che nessun carnefice potrà loro togliere». In quell occasione anche il patriarca di Alessandria dei Copti, monsignor Ibrahim Isaac Sedrak, aveva invitato la comunità a guardare alla tragica morte dei fratelli copti ortodossi con uno sguardo illuminato dalla fede. La tragica vicenda dei copti uccisi barbaramente ha contribuito a rinsaldare i rapporti esistenti tra cristiani e musulmani in Egitto. «Se puntavano a dividerci sottolineò padre Hani Bakhoum Kiroulos, segretario del patriarcato copto il loro progetto è fallito. La dura condanna dell università di al-azhar (massimo centro teologico dell islam sunnita) è stata immediata e senza appello». E le reazioni delle autorità locali hanno dimostrato come anche l Egitto «si sente colpito come nazione dal delirio sanguinario dei terro r i s t i». Dialogo fra cattolici e islamici negli Stati Uniti Sì alla fiducia no alla paura Wael Mories Davanchy (2015) WASHINGTON, 11. Occorre vincere la paura e la disinformazione, spesso interessata, con cui oggi una parte della popolazione guarda all islam e ai suoi insegnamenti. È questo uno dei principali motivi che ha portato alla nascita del National Catholic-Muslim Dialogue, promosso dal Comitato per gli affari ecumenici e interreligiosi dell episcopato statunitense. Il nuovo organismo, rende noto il sito in rete della Conferenza episcopale, prenderà il via all inizio del 2017 e avrà come suo primo copresidente, da parte cattolica, l arcivescovo di Chicago, Blase J. Cupich. Monsignor Mitchell Thomas Rozanski, vescovo di Springfield in Massachusetts, e presidente del Comitato per gli affari ecumenici e interreligiosi, sottolinea come questo sia il momento giusto per iniziare. «Mentre il dibattito nazionale intorno all islam diventa sempre più difficile, grossolano e guidato dalla paura e dalla disinformazione spesso dolosa, la Chiesa cattolica deve contribuire a modellare con la buona volontà il vero dialogo», ha detto il presule, il quale ha sottolineato come i dialoghi realizzati finora a livello regionale «hanno raggiunto gli obiettivi di una maggiore comprensione, stima reciproca e collaborazione tra musulmani e cattolici, e stabilito legami duraturi di amicizia e un profondo senso di fiducia». Adesso dunque occorrerà fare un passo in più nella battaglia per sfatare luoghi comuni e paure legate al terrorismo fondamentalista. Così dalla dimensione regionale bisognerà passare a quella nazionale. Finora, infatti, negli Stati Uniti il dialogo cattolico-islamico è stato realizzato nel Mid-Atlantic (in collaborazione con l Islamic Circle of North America), nel Midwest (con l Islamic Society of North America) e nel West Coast (insieme all Islamic Shura Council of Southern California e all Islamic Educational Center of Orange County). Dialoghi, viene precisato, che proseguiranno anche in futuro collaborando con i nuovi membri dell o rg a n i - smo nazionale. La popolazione di fede islamica negli Stati Uniti è del resto in continua crescita. Attualmente i musulmani sono circa , pari a circa l 1 per cento della popolazione, ma il loro numero raddoppierà entro il 2050, secondo il Pew Research Center che recentemente ha aggiornato le sue stime del 2011, quando a vivere nel Paese erano musulmani. Più della metà della crescita della popolazione di fede islamica tra il 2010 e il 2015 è dovuta agli immigrati e attualmente rappresentano il 10 per cento di tutte le persone che arrivano legalmente negli Stati Uniti. L 81 per cento degli islamici americani adulti ha la cittadinanza e di questi il 37 per cento l hanno acquisita alla nascita, il resto sono naturalizzati. Il 20 per cento dei musulmani sono convertiti e di essi il 46 per cento sono nativi americani. Quanto alla distribuzione geografica delle comunità musulmane negli Stati Uniti, ci si deve riferire innanzitutto alla localizzazione delle moschee, che non è affatto omogenea. Le zone costiere, il sud della California, le regioni urbane del Midwest, le aree metropolitane del Texas, alcune città del sud e le città del nord-est da Washington (District of Columbia) a New York, sono le aree con la più alta densità di moschee. L annuale colletta per la Terra santa Ali al futuro Pubblichiamo la lettera inviata lo scorso 10 febbraio ai vescovi di tutto il mondo dal cardinale Leonardo Sandri e dall arcivescovo Cyril Vasil, rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione per le Chiese orientali, in occasione dell annuale colletta per la Terra santa. Eccellenza Reverendissima, Il Venerdì santo è il giorno in cui il male sembra vincere, in cui l Innocente ha patito la morte in croce. Un giorno che sembra non tramonti mai nella Terra santa che continua a vivere un tempo infinito di violenza. Se lo sguardo si allargasse a tutto il mondo, ugualmente non si riuscirebbe a dare ali alla speranza di un futuro sereno. Il cuore dell uomo, inquieto e tribolato, chiede luce, vita, speranza; chiede di camminare insieme agli altri uomini, chiede fraternità, vuole rimettersi in cammino e ha bisogno di vedere al di là della realtà che lo circonda, una realtà più grande e più vera: il perenne rinnovarsi di una salvezza già data. La Colletta del Venerdì santo riaccende in noi la necessità di questa speranza certa, di questo sguardo più profondo e più vero sul male che ci circonda, e guarda alla Terra santa, l Oriente della nostra redenzione. Là sono le nostre radici, là il nostro cuore: siamo debitori verso coloro che di là sono partiti per portare la fede al mondo; debitori verso coloro che là sono rimasti nonostante i conflitti che sempre l hanno martoriata, a testimoniare la fede, a curare le orme che tracciate da Gesù ci lasciano toccare con mano la verità del nostro credo. Questa Terra chiama in causa la nostra carità. Da sempre, e oggi con accresciuta urgenza. Perché ogni persona che là vive e opera, ha bisogno delle nostre preghiere e del nostro aiuto concreto, per essere sostenuta nell impegno di lenire le ferite continuando con fiducia l imp egno di realizzare la giustizia e di operare per la pace. In quest anno giubilare siamo più che mai esortati a dimostrare la nostra misericordia e vicinanza ai nostri fratelli del Medio oriente. Rifugiati, sfollati, anziani, bambini, ammalati hanno bisogno di noi. In questa terra d Oriente si viene uccisi, si muore, si viene rapiti, si vive nell angoscia per i propri cari, si soffre quando la famiglia viene smembrata dalle emigrazioni e dagli esodi. Si sperimenta il buio e la paura dell abbandono, della solitudine e dell incomprensione. Tempo Il rapporto della Custodia francescana La Custodia di Terra santa da secoli si impegna nella conservazione e la rivitalizzazione dei luoghi santi del cristianesimo nella terra di Gesù e in tutto il Medio oriente. Tra i vari obiettivi, si ricordano il sostegno e lo sviluppo della presenza cristiana, la conservazione e valorizzazione di aree archeologiche e santuari, l intervento nei casi di emergenza, la liturgia, le opere apostoliche e l assistenza ai pellegrini. Anche per l anno 2014 la presenza francescana si è manifestata attraverso la progettazione, programmazione e l esecuzione di opere, come documenta il Rapporto sommario diffuso dalla Custodia e consultabile sul sito internet del nostro giornale ( w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a ). di prove e di sfide, tempo di martirio. E tutto questo si ripercuote sul dovere di aiutare, di far fronte alle emergenze, di ricostruire e di trovare spazi, di creare nuovi modi e luoghi di aggregazione, di assistenza. Tutte opere di misericordia, necessarie e urgenti, che quotidianamente fanno toccare con mano che «se Dio non costruisce la città, invano avranno faticato i costruttori». Si vive aggrappati alla croce del Venerdì santo, ma sorretti dalla luce della risurrezione. La Terra santa è luogo di dialogo, abitata da uomini che non smettono di sognare di costruire ponti, nella quale vivono comunità cristiane dove si proclama il vangelo della pace. Terra di ecumenismo del sangue, e insieme terra di una normalità straordinaria. «Non possiamo restare indifferenti: Dio non è indifferente! A Dio importa dell umanità, Dio non l abbandona!» (Papa Francesco). Ciò si esprima nel tendere la mano per offrire generosamente il proprio contributo, e non aver timore di continuare i pellegrinaggi, ai luoghi della nostra salvezza, ma anche cercando in essi di visitare le scuole e i centri assistenziali, luoghi del farsi prossimo dei cristiani locali, ascoltando le loro testimonianze. La Colletta per la Terra santa ci richiama a un dovere «antico», che la storia di questi ultimi anni ha reso ancora più urgente, ma ci procura la gioia di aiutare i nostri fratelli. Le assicuro la riconoscenza del Santo Padre Francesco e quella della Congregazione per le Chiese orientali che segue con premurosa cura i nostri fratelli d Oriente, pregando di estenderla a tutti i fedeli cristiani della sua Chiesa particolare. Con un fraterno saluto nel Sig n o re. Sostegno a Chiese e istituzioni La colletta pro Terra santa è regolata da specifiche disposizioni pontificie che ne stabiliscono l assegnazione alla Custodia francescana per prima, la quale è incaricata del mantenimento dei santuari sorti sui luoghi santi e delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali, che consentono la vita delle parrocchie e dei più diversi organismi ecclesiali attorno a essi, affinché comunità vive e operanti ne siano la più evangelica salvaguardia. Un contributo annuale è assegnato alla assemblea degli ordinari cattolici di Terra santa per l indispensabile impegno di coordinamento e promozione della presenza ecclesiale. Alle altre comunità ecclesiali cattoliche sia latine sia orientali delle varie tradizioni (Chiese patriarcali, metropolie, eparchie ed esarcati; diocesi latine e vicariati apostolici), come a numerose e benemerite famiglie religiose maschili e femminili sono assegnati contributi ordinari e straordinari per le stesse finalità. I territori che beneficiano sotto diverse forme ed entità di un sostegno proveniente dalla colletta sono: Gerusalemme, Palestina e Israele; Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia ed Eritrea, Turchia, Iran e Iraq. Tra i sussidi straordinari, il contributo a istituzioni locali ecclesiastiche e civili, per progetti a sostegno dei bisogni locali e a progetti abitativi che offrano a giovani nuclei familiari di rimanere in Terra santa. L ammontare complessivo dei suesposti sussidi è pari a ,00 dollari statunitensi. Una rete scolastica capillare, specie attraverso le parrocchie, favorisce un grado di scolarizzazione diffuso e qualificato, che è molto apprezzato a livello ecumenico e interreligioso, come attesta la frequenza in percentuale di rilievo di studenti provenienti da altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane e dalla popolazione musulmana. La diocesi patriarcale di Gerusalemme e la Custodia francescana sostengono da lunga data un ammirevole impegno in questo ambito con l aiuto proveniente dalla colletta, che è seguito da organismi propri. È attivo un segretariato di solidarietà che coordina il sostegno alle istituzioni scolastiche gestite dalle altre comunità cattoliche e dagli istituti religiosi. Una delle prestigiose istituzioni che contribuisce immensamente alla formazione intellettuale e umana dei giovani è la Bethlehem University. La Congregazione per le Chiese orientali offre un rilevante contributo annuale alla suddetta università. Il totale dei contributi per le attività scolastiche è di ,00 dollari statunitensi. Grazie alla colletta si può provvedere a devolvere contributi ai seminari, alle case di formazione religiose e istituzioni culturali nei territori indicati, sostenendo sotto varie forme (per diversi con borse di studio complete di vitto e alloggio, tasse universitarie e ogni altra necessità sanitaria) anche a Roma, dove studiano giovani seminaristi e sacerdoti, religiosi e religiose, e, compatibilmente con i fondi disponibili, alcuni laici provenienti dall area mediorientale, i quali vi ritorneranno, specialmente quali futuri formatori. In questi anni, a motivo della delicata congiuntura economica internazionale, avanza il problema di un particolare sostegno alle stesse famiglie cristiane, che sono sempre più in difficoltà a garantire la loro partecipazione nella gestione amministrativa delle scuole cattoliche. La possibile attenzione è riservata alle emergenze e nell anno 2015 vi sono stati stanziamenti per la Siria e l Iraq, con particolare attenzione ai profughi da questi Paesi che vivono in Giordania e Libano. Per le varie emergenze sono stati concessi degli aiuti che ammontano a ,00 dollari statunitensi. La Congregazione per le Chiese orientali con altri proventi offerti dalla Chiesa universale e da singoli benefattori, e con l encomiabile impegno delle agenzie cattoliche internazionali, provvede ai sussidi ordinari e straordinari a tutte le altre Chiese orientali cattoliche del mondo sia nella madrepatria sia nella diaspora. Sul piano formativo, solo in Roma, contribuisce al sostentamento del Pontificio istituto orientale, istituzione accademica superiore con le due facoltà di scienze ecclesiastiche orientali e di diritto canonico orientale, di cui è gran cancelliere il cardinale prefetto del dicastero, e circa 400 studenti nelle otto istituzioni formative direttamente gestite con borse di studio complete, intervenendo poi con parziali contributi a studenti presso altre strutture culturali.

7 venerdì 12 febbraio 2016 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 La chiesa dell Annunciazione a Nazaret Un appello «a impegnarsi con politiche pubbliche e atteggiamenti responsabili che garantiscano l integrità e il futuro della nostra casa comune» è stato lanciato da Francesco nel tradizionale messaggio ai fedeli del Brasile re s o noto l 11 febbraio in occasione della tradizionale campagna di fraternità per la quaresima. Eccone una nostra traduzione. Messaggio per la campagna di fraternità brasiliana Tutti siamo responsabili della casa comune Cari Fratelli e Sorelle del Brasile! Nella sua grande misericordia, Dio non si stanca di offrirci la sua benedizione e la sua grazia e d i n v i t a rc i alla conversione e alla crescita nella fede. In Brasile, dal 1963, durante la Quaresima si svolge la Campagna di Fraternità. Essa propone ogni anno una motivazione comunitaria per la conversione e il cambiamento di vita. In questo anno 2016 la Campagna di Fraternità riguarda l assistenza sanitaria di base. Ha come tema: «Casa comune, nostra responsabilità». Il suo motto biblico è preso dal profeta Amos: «Scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne» (Am 5, 24). È la quarta volta che la Campagna di Fraternità si svolge con le Chiese che fanno parte del Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile (Conic). Ma questa volta varca i confini: è fatta insieme a M i s e re o r, iniziativa dei cattolici tedeschi che realizza la Campagna della Quaresima dal L obiettivo principale di quest anno è di contribuire a far sì che venga assicurato il diritto fondamentale di tutti all assistenza sanitaria di base. Fa quindi appello a tutte le persone invitandole a impegnarsi con politiche pubbliche e atteggiamenti responsabili che garantiscano l integrità e il futuro della nostra Casa Comune. Tutti noi siamo responsabili della nostra Casa Comune, che comprende i governati e l intera società. Per mezzo di questa Campagna di Fraternità, le persone e le comunità sono invitate a mobilitarsi, a partire dai luoghi in cui vivono. Sono chiamate a prendere iniziative in cui si uniscano le Chiese e le diverse espressioni religiose e tutte le persone di buona volontà nella promozione della giustizia e del diritto all assistenza sanitaria di base. L accesso all acqua potabile e al sistema fognario è condizione necessaria per il superamento dell ingiustizia sociale e per lo sradicamento della povertà e della fame, per la riduzione degli alti indici di mortalità infantile e di Come un torrente di giustizia di RICCARD O BURIGANA «In sintonia con il Consiglio ecumenico delle Chiese e con Papa Francesco, soprattutto con la sua enciclica Laudato si, la Campagna di fraternità vuole essere un tempo privilegiato del cammino ecumenico con il quale richiamare tutti a riflettere sull attuale modello di sviluppo che sta minacciando la vita e il sostentamento di tante persone, soprattutto i più poveri»: con queste parole monsignor Francesco Biasin, vescovo di Barra do Piraí-Volta Redonda, presidente della Commissione per l ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale brasiliana, ha presentato l annuale Campanha da Fraternidade Ecumênica. Il tema scelto per la campagna del 2016, promossa congiuntamente in occasione della quaresima dal Consiglio delle Chiese cristiane del Brasile e dall episcopato cattolico, è «Casa comum, nossa responsabilidade», mentre il passo della Scrittura che costituisce il punto di riferimento, soprattutto nei momenti di preghiera, è «Scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne», dal libro del profeta Amos (5, 24). Non è la prima volta che la Campanha da Fraternidade, che è uno dei passaggi più forti dell impegno pastorale dell episcopato cattolico brasiliano, assume una dimensione ecumenica. Era già avvenuto infatti nel 2000 con la campagna dedicata a «Dignità umana e pace», nel 2005, con «Solidarietà e pace», e nel 2010, con «Economia e vita». Con la campagna del 2016 si aggiunge così un passo a un cammino condiviso che ha visto i cristiani brasiliani riflettere e operare insieme per modificare la società nazionale attraverso la testimonianza di quei valori biblici che consentono di superare discriminazioni e ingiustizie. I cristiani brasiliani si propongono così di proseguire il loro impegno a favore degli ultimi, indicando cosa, concretamente, si può e si deve fare per modificare un modello di sviluppo che genera sperequazioni e violenza. E, infatti, come ricordato sempre da monsignor Biasin in sede di presentazione della campagna, tutti assieme i cristiani devono farsi portavoce dei poveri «per favorire una politica pubblica e un atteggiamento di responsabilità in grado di garantire un futuro alla casa comune che è la natura e la terra dove tutti vivono». Alla campagna 2016, proprio per la sua dimensione ecumenica nella progettazione e nella realizzazione, è giunto il messaggio del pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, che ha lodato questa iniziativa perché aiuta i cristiani a riflettere su cosa insieme possono fare per cambiare il mondo in un momento di profonda crisi. Per il leader dell o rg a n i z - zazione ecumenica, solo insieme i cristiani possono costruire la pace e la giustizia nella riscoperta della responsabilità della custodia della casa comune, una responsabilità che dà loro la forza per proporre delle soluzioni in grado di affrontare i problemi che affliggono gli uomini e le donne del XXI secolo. La campagna, che si è aperta mercoledì 10 a Brasília, con una cerimonia guidata dal vescovo anglicano Flávio Irala, presidente del Consiglio delle Chiese cristiane del Brasile, prevede una molteplicità di iniziative: dalla preghiera ecumenica alla presentazione di progetti di cooperazione; dalla lettura al commento della Scrittura a più voci; da convegni teologico-pastorali a manifestazioni pubbliche, a trasmissioni televisive dedicate al tema della custodia del creato. Accanto a iniziative regionali, dove forte è il richiamo alla necessità della rimozione degli ostacoli che impedisco- no l accesso all acqua potabile a milioni di brasiliani, ce ne sono moltissime di carattere locale, che mostrano la vivacità del cammino ecumenico in Brasile, dove pure, in verità, non mancano tensioni tra cristiani in una società sempre più pluriconfessionale. Di fronte a queste difficoltà la capillare presenza della campagna, a livello locale, è stata voluta proprio per rafforzare il dialogo ecumenico nella quotidiana testimonianza della fede in modo da superare le divisioni che indeboliscono la missione della Chiesa nell annuncio della Parola di Dio. malattie evitabili, e per la sostenibilità ambientale. Nell enciclica Laudato si ho ricordato che «l accesso all acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l esercizio degli altri diritti umani» (n. 30) e che il grave debito sociale verso i poveri è parzialmente saldato quando si attuano programmi per fornire acqua pulita e assistenza sanitaria alle popolazioni più povere (cfr. Ibidem). E, in una prospettiva di ecologia integrale, ho cercato di mettere in evidenza il nesso esistente tra il degrado ambientale e il degrado umano e sociale, avvertendo che «il deterioramento dell ambiente e quello della società colpiscono in modo speciale i più deboli del pianeta» (n. 48). Approfondiamo la cultura ecologica. Questa non si può limitare a risposte parziali, come se i problemi fossero isolati. «Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all avanzare del paradigma tecnocratico» (Laudato si, n. 11). Cari fratelli e sorelle, insisto nel dire che il ricco patrimonio di spiritualità cristiana può dare un magnifico contributo allo sforzo di rinnovare l umanità. Vi invito, soprattutto durante questa Quaresima, motivati dalla Campagna di Fraternità Ecumenica, a riscoprire come la nostra spiritualità si approfondisce quando superiamo «la tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore» e scopriamo che Gesù vuole «che tocchiamo la carne sofferente degli altri» (Evangelii gaudium, n. 270), dedicandoci alla «cura generosa e piena di tenerezza» (Laudato si, n. 220) dei nostri fratelli e sorelle e dell intero creato. Mi unisco a tutti i cristiani del Brasile e a quanti, in Germania, sono impegnati in questa Campagna di Fraternità Ecumenica, chiedendo a Dio: «Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa, a contemplare con stupore, a riconoscere che siamo profondamente uniti con tutte le creature nel nostro cammino verso la tua luce infinita. Grazie perché sei con noi tutti i giorni. Sostienici, per favore, nella nostra lotta per la giustizia, l amore e la pace» (Laudato si, n. 246). Colgo l occasione per inviare a tutti i miei cordiali saluti augurandovi ogni bene in Gesù Cristo, unico Salvatore dell umanità e chiedendovi, per favore, di non smettere di pregare per me! Vaticano, 22 gennaio 2016 FRANCISCUS P P. L arcivescovo Fisichella al termine del pellegrinaggio delle spoglie dei santi Pio e Leopoldo Tre imperativi Rinnegare se stessi, prendere la propria croce ogni giorno e seguire Cristo: tre imperativi, indicati dalle letture liturgiche del giorno, che diventano estremamente concreti nelle vite di Pio da Pietrelcina e Leopoldo Mandić. Li ha richiamati l arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, durante la messa celebrata all altare della Confessione della basilica di San Pietro giovedì mattina, 11 febbraio, a conclusione del pellegrinaggio delle urne dei due santi cappuccini in Vaticano. Al termine del rito, infatti, le teche con i corpi sono ripartite per far ritorno alle sedi di provenienza: quella di padre Pio farà tappa a Pietrelcina, a Benevento eafoggiaprima dirientrare a San Giovanni Rotondo, quella di padre Leopoldo sosterà a Loreto e a Bologna e infine giungerà a Padova. All omelia il presule ha fatto notare come la rinuncia sia stata esemplare in padre Leopoldo, il quale voleva essere missionario soprattutto tra i popoli slavi per ricondurli all unità e voleva essere un predicatore, mentre il Signore gli ha chiesto di rinunciare ai suoi progetti. La sua vita si è svolta così nel silenzio di un piccolo confessionale, che nemmeno il bombardamento del suo convento ha potuto distruggere. Monsignor Fisichella ha poi sottolineato l esempio di padre Pio nel portare la croce quotidiana. La sua vocazione è stata quella di recare impressa nel suo corpo la passione stessa di Gesù. Mai come per lui e prima di lui per san Francesco potevano essere valide le parole dell apostolo Paolo: portiamo sempre nel nostro corpo Celebrata a Nazaret la giornata mondiale del malato Non bisogna voltarsi dall altra parte «Dobbiamo essere veri servitori di coloro che soffrono in diversi modi, anche a causa di violenza, persecuzione, esilio, discriminazione». Dalla Terra santa si leva forte un richiamo alla condivisione e alla solidarietà. Inviato speciale del Papa a Nazaret per la celebrazione della ventiquattresima giornata mondiale del malato, l arcivescovo Zygmunt Zimowski, nel pomeriggio di giovedì 11 febbraio, ha ricordato a tutti i cristiani che non è possibile voltarsi dall altra parte e che ognuno è chiamato, con la stessa disponibilità di Maria, a lasciarsi interpellare dalla sofferenza: «L uomo soffre in diversi luoghi ha detto il presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari nel corso della messa celebrata nella basilica dell Annunciazione a volte soffre terribilmente e chiama un altro uomo». E se «a volte ci intimidisce il fatto di non poter aiutare in modo soddisfacente», dobbiamo essere consapevoli che «l importante è andare e stare accanto all uomo che soffre», perché «egli, forse, più che della guarigione, ha bisogno della presenza dell uomo, del cuore umano pieno di misericordia, dell umana solidarietà». È un impegno per tutti. E l anno della misericordia, ha aggiunto il presule, «costituisce un o ccasione propizia per intensificare lo spirito della misericordia in ognuno di noi». Infatti, «il metro della cultura di una società e di uno Stato» è costituito proprio dalla cura e dall attenzione che vengono date ai malati e quanti quotidianamente sono chiamati a confrontarsi col dolore e la malattia gli operatori sanitari e i volontari devono sempre ricordarsi che la loro non è solo una professione, ma soprattutto «un servizio, una vocazione». Senza dimenticare che a ogni cristiano sono la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne. Il presule ha quindi ricordato il grande ministero della riconciliazione che i due hanno svolto quotidianamente. Esso, ha detto, non è altro che portare in sé la morte perché in noi ci possa essere la vita del perdono. Con l arcivescovo hanno concelebrato i due provinciali cappuccini di Foggia e di Venezia e i due rettori dei santuari di Pietrelcina e Padova, oltre a membri del Pontificio Consiglio e a sacerdoti e religiosi. Al termine si è svolta una processione dentro la basilica per permettere alla folla di poter vedere da vicino le urne. rivolte le parole che Maria disse ai servitori di Cana: «Fate quello che vi dirà». Proprio da Maria, ha spiegato l arcivescovo Zimowski, bisogna apprendere la premura per l altro e, in particolar modo, per l altro sofferente. Facendo riferimento al luogo della celebrazione il presule ha infatti suggerito che a Nazaret «si impara il metodo con cui potremo entrare nell intelligenza di Cristo»: qui si entra in contatto con «la scuola del Vangelo della misericordia». L incontro con la sofferenza, infatti, «sarà sempre un mistero», ma «Gesù ci aiuta a svelarne il senso». E Maria, con il suo sì, con il suo essere serva durante tutta la vita, con il suo ruolo di «mediazione», ci indica la strada verso lui. La giornata mondiale del malato celebrata in Terra santa, ha aggiunto il presidente del dicastero per la pastorale della salute, assume quest anno anche un ulteriore significato legato proprio al giubileo della misericordia. L auspicio è che possa favorire l incontro con le altre religioni, rendere «più aperti al dialogo» ed eliminare ogni forma di chiusura, di violenza e di discriminazione. Il presule ha infatti richiamato il messaggio inviato per l o c- casione da Francesco, nel quale si legge: «Ogni ospedale o casa di cura può essere segno visibile e luogo per promuovere la cultura dell incontro e della pace, dove l esp erienza della malattia e della sofferenza, come pure l aiuto professionale e fraterno, contribuiscano a superare ogni limite e ogni divisione». Nomina episcopale in Colombia La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Colombia. Miguel Fernando González Mariño ausiliare di Ibagué Nato a Tunja il 25 gennaio 1966, prima di entrare in seminario ha ottenuto il titolo di architetto presso l università di Los Andes a Bogotá. Ha conseguito inoltre la licenza in teologia dogmatica a Roma. Ordinato sacerdote il 1 agosto 1998 per la diocesi di Santa Marta, è stato: cappellano nella parrocchia romana Santa Maria Regina della Pace, amministratore della parrocchia colombiana San José a Pueblo Viejo, cappellano dell osp edale regionale San Cristóbal a Ciénaga, professore di teologia, formatore e segretario accademico nel seminario maggiore diocesano; cappellano del collegio La Presentación a Santa Marta, parroco di San Juan Bautista a El Retén, cappellano del collegio La Sagrada Familia a Fundación, direttore spirituale del seminario maggiore, delegato diocesano per la liturgia e, dal 2009, rettore del seminario maggiore diocesano San José.

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO venerdì 12 febbraio 2016 Nella messa delle Ceneri il Papa chiede di vincere ipocrisia, mondanità e ind i f f e re n z a Il tempo della potatura «La quaresima sia un tempo di benefica p o t a t u ra della falsità, della mondanità, dell indifferenza»: è la speranza espressa dal Papa durante la messa celebrata nel pomeriggio del 10 febbraio, mercoledì delle Ceneri, nella basilica vaticana, per il conferimento del mandato ai missionari della m i s e r i c o rd i a. La Parola di Dio, all inizio del cammino quaresimale, rivolge alla Chiesa e a ciascuno di noi due inviti. Il primo è quello di san Paolo: «Lasciatevi riconciliare con Dio» (2Cor 5, 20). Non è semplicemente un buon consiglio paterno e nemmeno soltanto un suggerimento; è una vera e propria supplica a nome di Cristo: «Vi supplichiamo in nome di Andranno in tutto il mondo, percorreranno le strade delle diocesi e delle parrocchie, per confessare e riconciliare i fedeli con Dio. Sono i missionari della misericordia, ai quali Papa Francesco ha conferito il mandato di assolvere i peccati, anche quelli riservati alla Sede apostolica. «Guarda, Signore, questi tuoi servi, che inviamo come messaggeri di misericordia, di salvezza e di pace»: così ha pregato il Papa al termine della concelebrazione eucaristica delle Ceneri, da lui presieduta mercoledì 10 febbraio, nella basilica di San Pietro. Erano circa settecento quelli presenti (oltre mille quelli nominati), che hanno concelebrato insieme con ventisette cardinali, tra i quali il decano Angelo Sodano e il segretario di Stato Pietro Parolin. Trentuno gli arcivescovi e i vescovi, fra i quali Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, e Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, oltre a numerosi prelati della Curia romana e sacerdoti. Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (ibid.). Perché un appello così solenne e accorato? Perché Cristo sa quanto siamo fragili e peccatori, conosce la debolezza del nostro cuore; lo vede ferito dal male che abbiamo commesso e subìto; sa quanto bisogno abbiamo di perdono, sa che ci occorre sentirci amati per compiere il bene. Da soli non siamo in grado: per questo l Apostolo non ci dice di fare qualcosa, ma di l a s c i a rc i riconciliare da Dio, di permettergli di perdonarci, con fiducia, perché «Dio è più grande del nostro cuore» (1Gv 3, 20). Egli vince il peccato e ci rialza dalle miserie, se gliele affidiamo. Sta a noi riconoscerci bisognosi di miseric o rd i a : è il primo passo del cammino cristiano; si tratta di entrare attraverso la porta aperta che è Cristo, dove ci aspetta Lui stesso, il Salvatore, e ci offre una vita nuova e gioiosa. Ci possono essere alcuni ostacoli, che chiudono le porte del cuore. C è la tentazione di blindare le porte, ossia di convivere col proprio peccato, minimizzandolo, giustificandosi sempre, pensando di non essere peggiori degli altri; così, però, si chiudono le serrature dell anima e si rimane chiusi dentro, prigionieri del male. Un altro ostacolo è la vergogna ad aprire la porta segreta del cuore. La vergogna, in realtà, è un buon sintomo, perché indica che vogliamo staccarci dal male; tuttavia non deve mai trasformarsi in timore o paura. E c è Missionari della misericordia nel mondo Quest anno, il rito delle Ceneri, svolgendosi durante l anno santo della misericordia, ha avuto una cornice particolare. Si è inserito nei giorni del pellegrinaggio delle urne dei santi Pio da Pietrelcina e Leopoldo Mandić in Vaticano. Le spoglie dei due cappuccini sono rimaste esposte alla venerazione dei fedeli davanti all altare della Confessione, dove erano stati collocati al loro arrivo, venerdì 5 febbraio. Il Papa, al suo arrivo con la processione introitale, le ha incensate prima di raggiungere la sede. Una grande folla ha riempito le navate della basilica e moltissimi fedeli hanno seguito la messa sui maxischermi allestiti in piazza San Pietro. Numerosi i frati minori cappuccini che da ogni parte del mondo sono convenuti a Roma per il pellegrinaggio delle spoglie dei loro confratelli santi. In particolare quelli della provincia di Foggia e della provincia veneta hanno animato la liturgia. Due di loro, uno in inglese, l altro in spagnolo, hanno letto la prima e seconda lettura. Altri hanno prestato servizio come ministranti. Molti di loro fanno parte anche dei missionari della misericordia. Il Papa ha ricevuto l imposizione delle ceneri dal cardinale arciprete Angelo Comastri. Il Pontefice, a sua volta, le ha imposte ai cardinali, a cominciare dal decano del Collegio. Al momento della consacrazione sono saliti all altare i cardinali Sodano, Arinze e Re e l arcivescovo Fisichella. Significative le intenzioni elevate alla preghiera universale: si è invocato il Signore perché lo Spirito Santo abiti nel cuore del Papa e dei vescovi, perché la sua sollecitudine per i poveri guidi le scelte dei governanti e la sua parola risuoni sulle labbra dei predicatori; inoltre, perché l anelito per la pace vinca l odio e l ingiustizia, converta il cuore dei peccatori, affascini il cuore dei giovani, muova l agire dei cristiani e sostenga la lotta dei moribondi. La messa si è conclusa con l antifona mariana Ave Regina caelorum, intonata dalla Cappella sistina. una terza insidia, quella di allontanarci dalla porta: succede quando ci rintaniamo nelle nostre miserie, quando rimuginiamo continuamente, collegando fra loro le cose negative, fino a inabissarci nelle cantine più buie dell anima. Allora diventiamo persino familiari della tristezza che non vogliamo, ci scoraggiamo e siamo più deboli di fronte alle tentazioni. Questo avviene perché rimaniamo soli con noi stessi, chiudendoci e fuggendo dalla luce; mentre soltanto la grazia del Signore ci libera. Lasciamoci allora riconciliare, ascoltiamo Gesù che dice a chi è stanco e oppresso «venite a me» (Mt 11, 28). Non rimanere in sé stessi, ma andare da Lui! Lì ci sono ristoro e pace. In questa celebrazione sono presenti i Missionari della Misericordia, per ricevere il mandato di essere segni e strumenti del perdono di Dio. Cari fratelli, possiate aiutare ad aprire le porte dei cuori, a superare la vergogna, a non fuggire dalla luce. Che le vostre mani benedicano e risollevino i fratelli e le sorelle con paternità; che attraverso di voi lo sguardo e le mani del Padre si posino sui figli e ne curino le ferite! C è un secondo invito di Dio, che dice, per mezzo del profeta Gioele: «Ritornate a me con tutto il cuore» (2, 12). Se bisogna ritornare è perché ci siamo allontanati. È il mistero del peccato: ci siamo allontanati da Dio, dagli altri, da noi stessi. Non è difficile rendersene conto: tutti vediamo come facciamo fatica ad avere veramente fiducia in Dio, ad affidarci a Lui come Padre, senza paura; come è arduo amare gli altri, anziché pensare male di loro; come ci costa fare il nostro vero bene, mentre siamo attirati e sedotti da tante realtà materiali, che svaniscono e alla fine ci lasciano poveri. Accanto a questa storia di peccato, Gesù ha inaugurato una storia di salvezza. Il Vangelo che apre la Quaresima ci invita a esserne protagonisti, abbracciando tre rimedi, tre medicine che guariscono dal peccato (cfr. Mt 6, ). In primo luogo la p re g h i e ra, espressione di apertura e di fiducia nel Signore: è l incontro personale con Lui, che accorcia le distanze create dal peccato. Pregare significa dire: Non sono autosufficiente, ho bisogno di Te, Tu sei la mia vita e la mia salvezza. In secondo luogo la carità, per superare l estraneità nei confronti degli altri. L amore vero, infatti, non è un atto esteriore, non è dare qualcosa in modo paternalistico per acquietarsi la coscienza, ma accettare chi ha bisogno del nostro tempo, della nostra amicizia, del nostro aiuto. È vivere il servizio, vincendo la tentazione di soddisfarci. In terzo luogo il digiuno, la penitenza, per liberarci dalle dipendenze nei confronti di quello che passa e allenarci a essere più sensibili e misericordiosi. È un invito alla semplicità e alla condivisione: togliere qualcosa dalla nostra tavola e dai nostri beni per ritrovare il bene vero della libertà. «Ritornate a me dice il Signore ritornate con tutto il cuore»: non solo con qualche atto esterno, ma dal profondo di noi stessi. Infatti Gesù ci chiama a vivere la preghiera, la carità e la penitenza con coerenza e autenticità, vincendo l ipocrisia. La Quaresima sia un tempo di benefica p otatura della falsità, della mondanità, dell indifferenza: per non pensare che tutto va bene se io sto bene; per capire che quello che conta non è l approvazione, la ricerca del successo o del consenso, ma la pulizia del cuore e della vita; per ritrovare identità cristiana, cioè l amore che serve, non l egoismo che si serve. Mettiamoci in cammino insieme, come Chiesa, ricevendo le Ceneri anche noi diventeremo cenere e tenendo fisso lo sguardo sul Crocifisso. Egli, amandoci, ci invita a lasciarci riconciliare con Dio e a ritornare a Lui, per ritrovare noi stessi. Il cardinale Parolin sul viaggio in Messico e sull incontro con Cirillo Segno di speranza L incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca, venerdì 12 febbraio a Cuba, «è un grande segno di speranza, è veramente un momento che dà coraggio, che dà animo per continuare a cercare di costruire sempre più dei rapporti di intesa, di incontro, di dialogo». Per il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin che ha rilasciato un intervista al Centro televisivo vaticano alla vigilia del viaggio internazionale «l incontro si colloca da parte del Papa, e penso anche da parte del Patriarca, proprio in questa volontà di intesa e di incontro, in modo tale da contribuire insieme sia al cammino ecumenico sia al livello A Cuba il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia «Sarà un viaggio lungo e difficile» e «richiederà forza fisica e spirituale»: lo ha detto il Patriarca Cirillo prima di imbarcarsi sul velivolo con cui giovedì mattina, 11 febbraio, è partito alla volta di Cuba alla vigilia dello storico incontro con Papa Francesco. Come riferisce l agenzia Ria Novosti, il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia è partito dall aeroporto internazionale di Vnukovo, accompagnato da un seguito di un centinaio di persone. Tra loro trenta giornalisti e venti coristi dell e p a rc h i a della regione di Mosca. La televisione russa ha mostrato le immagini dell inizio del primo viaggio ufficiale in America latina, che durerà undici giorni e farà tappa anche in Paraguay e in Brasile. E a Cuba è arrivato giovedì 11 anche il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell unità dei cristiani, accompagnato dal domenicano Hyacinthe Destivelle, officiale del dicastero. Alla vigilia della partenza il porporato ha rilasciato un intervista a Radio vaticana, definendo l incontro dell Avana «un passo coraggioso che porterà buoni frutti nel dialogo ecumenico». Rispondendo alle domande di Mario Galgano, dopo aver rimarcato «il fatto che per la prima volta nella storia un Patriarca russo-ortodosso e il vescovo di Roma, come Pontefice Forza fisica e spirituale della Chiesa universale cattolica» abbiano deciso di incontrarsi, il cardinale Koch ha sottolineato che nel previsto colloquio non si potrà parlare di tutto, «ma sicuramente si parlerà delle questioni che riguardano i due capi delle Chiese, da un punto di vista personale ed ecclesiale». Il cardinale Koch si è anche detto fiducioso che l incontro tra Francesco e Cirillo «sicuramente andrà a forgiare i rapporti all interno dell ortodossia: con molti dei Patriarchi ortodossi non abbiamo finora contatti, e questo incontro potrebbe contribuire anche ad approfondire i rapporti intra-ortodossi, in vista del Concilio panortodosso che si svolgerà a giugno a Creta. A quel punto, sicuramente porterà frutti buoni per il dialogo teologico, che noi conduciamo non solo con singole Chiese ma con l insieme dell orto dossia». Infine, interpellato su eventuali timori e riserve, il porporato ha sgombrato il campo da ogni dubbio: «Credo che il Patriarca russo-ortodosso sia profondamente consapevole di questa atmosfera, di queste reazioni, e questo è a più forte ragione conferma della volontà di realizzare questo incontro. In questo senso ha concluso quello del Patriarca è sicuramente un passo coraggioso». traffico e la povertà». Dando però sempre risalto alla «forza della fede del Messico», alla «sua straordinaria devozione mariana», alla sua cultura e anche alla «ricchezza delle popolazioni che la compongono, a partire da quelle indigene». Secondo il segretario di Stato, Francesco riprenderà «anche i punti principali del viaggio di più generale del mondo e della situazione della società attuale». Il cardinale ha anche chiesto di accompagnare questo storico evento con la preghiera «perché possa essere efficace». Rispondendo alle domande di Barbara Castelli, il cardinale Parolin ha tracciato l itinerario del viaggio di Francesco in Messico, dal 12 al 18 febbraio, indicando temi e priorità. E se «misericordia, pace e speranza» sono sempre il cuore del messaggio del Papa, nei tanti incontri che si susseguiranno in Messico non mancheranno di essere affrontate questioni complesse come «la violenza, la criminalità, il narco- Benedetto XVI, nel 2012, che si è molto soffermato sul tema della dignità della persona e della libertà religiosa, tenendo conto che il Messico da questo punto di vista ha avuto anche una storia molto travagliata con la presenza di un forte laicismo che non ha permesso di sviluppare una relazione serena con la Chiesa». E «in questo senso ha affermato mi pare importante sottolineare che per la prima volta un Papa entrerà al palazzo nazionale, la sede ufficiale della autorità politica messicana, del presidente della Repubblica». Nel viaggio sarà centrale «la dimensione mariana». Del resto, ha spiegato il cardinale, «sappiamo tutti come la Madonna di Guadalupe è proprio nel cuore della storia e della vita dei messicani. Io stesso ho potuto constatare sempre ha confidato quanta grande commozione del cuore, quanta venerazione, quanta fiducia, quanto abbandono c è nella Vergine di Guadalupe che i messicani chiamano la Morenita del Tepeyac». Per il cardinale, «il Papa, in questa dimensione mariana, ripeterà spesso le parole che la Madonna disse a Juan Diego: Perché hai paura, non sono qui io, che sono tua madre?. Questo è un messaggio che si rivolge al Messico, a tutta l America latina e, possiamo dire, a tutto il mondo in queste circostanze così difficili e tante volte drammatiche in cui si trova a vivere». Inoltre, nell anno santo della misericordia, «mi pare che la presenza del Papa in Messico ha spiegato il segretario di Stato voglia essere un aiuto al Paese, alla Chiesa per riscoprire e vivere, nella vita quotidiana, l aspetto della misericordia, l annuncio e la testimonianza della misericordia». È «importante che il Papa si incontrerà con tante categorie di persone per richiamare tutti proprio a questo impegno, a questo compromesso di tradurre la misericordia nella vita quotidiana, a partire dai politici, dai popoli indigeni». E così, ha precisato, «il Papa visiterà un carcere, un ospedale, si rivolgerà alle famiglie, ai giovani, al mondo del lavoro e, naturalmente, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose. Per tutti sarà un richiamo a essere misericordiosi, come misericordioso è il Padre dei cieli, che è poi il tema del giubileo della misericordia». Il cardinale ha poi indicato «sfide e orizzonti di missione» per la Chiesa messicana. Partendo senz altro dalla «sfida di denunciare il male che è presente: alzare la voce contro tutti quei fenomeni negativi, a partire dalla corruzione, dal narcotraffico, dalla violenza, dalla criminalità che impediscono al Paese di procedere speditamente sulla via del progresso materiale e spirituale». In sostanza la Chiesa deve «farsi buona samaritana nei confronti di tante situazioni di persone che soffrono e si trovano in necessità: pensiamo al fenomeno delle migrazioni e all impatto disgregatore che ha sulle famiglie». Il cardinale Parolin ha fatto notare come la Chiesa stia già «facendo molto a questo livello» ma «dovrà continuare a fare molto». E poi, ha rimarcato, «rimane sempre il compito principale della Chiesa: educare le coscienze, nel senso di rendere sensibili di fronte ai fenomeni negativi, per esempio denunciare ed educare contro un idolatria del denaro che porta a non rispettare nessun valore, neppure quello della vita umana. E poi, anche e soprattutto, ad annunciare il Vangelo, tenendo conto che questa è la forma migliore per combattere contro tutti questi fenomeni negativi». Fenomeni negativi migrazione forzata, traffico di armi e di droga che sembrano a volte difficili da contrastare. Ma, ha assicurato Parolin, «il Papa ci dà un grande esempio» con «questo coraggio di continuare, di non cedere, di non arrendersi di fronte al male che pur continua a diffondersi e a far sentire i suoi effetti nel mondo di oggi». Davvero, ha affermato il cardinale, «il Papa si china come un buon samaritano su queste piaghe». La sua «non è tanto una denuncia, quanto un prendersi a cuore queste situazioni negative e invitare le persone a lottare contro questi fenomeni e soprattutto a cambiare il cuore». Un «atteggiamento», ha precisato, «sempre di misericordia, ma non per giustificare il male» quanto piuttosto «per cambiare il cuore e lottare contro il male». Certamente «il Papa ha affermato il cardinale metterà poi in rilievo anche tutte le ricchezze del Messico, che sono tante. Veramente chi ha vissuto in Messico può dire che si tratta di un Paese meraviglioso, con una varietà e una ricchezza di cultura, di popolazione, di risorse, che è veramente grande». E, ha concluso, «proprio sulla base di questi doni che ha ricevuto dal Signore, il Messico può trovare il coraggio e la strada per combattere contro il male e progredire verso traguardi di benessere per tutti».

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