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1 Lorem Ipsum INDICE. Comunicazione Avv. Olivieri...p.2.Circolare dell Agenzia delle Entrate N.10/E...p.3.La regolarizzazione delle holding lussemburghesi del 29...p.4.Benefici connessi alla Collaborazione volontaria...p.5.quale tipo di Trust?...p.6

2 Lorem Ipsum 2 Egregi Sig.ri Clienti e cari Amici e Colleghi, Da anni ci seguiamo da queste pagine di aggiornamento professionale che osservano le rilavanti news giuridiche internazionali. Molte leggi sono mutate e molte vicende economiche e finanziarie hanno visto inizio o fine. Personalmente sono sempre stato attento ai mutamenti che ho seguito con diretto interesse. Comunicazione Avv. Francesco P. Olivieri Dalla fine dello scorso anno ho tuttavia mutato la mia posizione personale, lasciando all amico e Collega Avv. Emilio Ciapetti la direzione dello Studio Legale e mantenendo la mia posizione esclusivamente come Avvocato a Bruxelles e consulente esterno Of Council dello Studio, oltre alla mia attività docente ed ovviamente a quella diplomatica per il Gran Ducato di Lussemburgo nel cui Consolato in Firenze potrete sempre rintracciarmi alle note coordinate sotto riportate. A tutti voi i migliori saluti e auguri di buon lavoro. Aenean eget urna Avv. Francesco P. Olivieri Avocat au Barreau de Bruxelles CONSOLE DI LUSSEMBURGO Via Pelstro, Firenze Tel Mob Mail. Internet.

3 Lorem Ipsum 3 CIRCOLARE dell Agenzia delle Entrate N.10/E del 13 marzo 2015 Oggetto: Legge 15 dicembre 2014, n.186, concernente Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all estero nonchè il potenziamento della lotta all evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio. Prime indicazioni relative alla procedura di collaborazione volontaria. Dopo una discreta attesa, l Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare secondo alcuni soltanto la prima di un ciclo esplicativa della disciplina introdotta con la legge n.186 dello scorso dicembre sulla collaborazione volontaria ai fini del rientro dei capitali occultati all estero. (Il documento è messo a disposizione e può essere consultato in integrum al link /Circolari/Archivio+circolari/Circolari+2015/Marzo+2015/Circolare+10E+del+13+marzo+2015/Circolare+10+d el+13+marzo+2015_con_allegati.pdf.) Il contenuto della stessa si impernia tra un approfondimento delle indicazioni operative per il rientro dei capitali dall estero ed un analisi degli accordi firmati dall Italia con alcuni Paesi su tutti la Svizzera i quali hanno in parte segnato la fine del segreto bancario. Il documento si divide in nove paragrafi fondamentali: i primi tre relativi alla parte statica della disciplina, in quanto viene presentato l istituto (v.d. internazionale e nazionale) e le cause di inammissibilità dello stesso; i paragrafi dal 4 a 7 costituiscono la parte centrale e sono sicuramente quelli di maggior interesse per il contribuente in quanto si soffermano sugli adempimenti da perfezionare, sugli aspetti temporali e sugli effetti sanzionatori nonché, non di poco conto, sugli effetti ai fini penali poiché è risaputo che uno degli aspetti rivolti a rendere appetibile la procedura è proprio l apparente colpo di spugna relativo agli effetti penali; la terza ed ultima parte, che potremmo definire dinamica, riguarda appunto al procedura e le eventuali patologie nelle quali il contribunte potrebbe incorrere qualora non ottemperi alle suddette formalità e condizioni. La legge, contentente una serie di punti ampiamente discutilibi e controversi basti pensare ai collegamenti col regime del raddoppio dei termini e con quello degli effetti penali è già di per sé abbastanza chiara sulle finalità e sulle formalità essenziali richieste al contribuente al fine di regolarizzarsi. La circolare è dunque utile quale codice di tracciabilità delle specifiche situazioni, fornendo una serie di informazioni di maggiore dettaglio circa le modalità di adempimento alla voluntary disclosure. A ciò si arriva ribadendo in parte i contenuti essenziali della legge, su tutti il regime temporale: l Agenzia iniste nel ricordare che termine ultimo per aderire è indicato nel 30 settembre Entro tale data potrà essere inoltrata la richiesta, alle istituzioni fiscali, dove il contribuente dovrà indicare spontaneamente tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all estero, anche indirettamente o per inerposta persona e, nel fare ciò, dovrà manifestare la sua volontà di riportare in Italia i capitali derivanti da tali attività. Una volta inviata la domanda di riemersione, si attiverà la procedura di recupero. Il contribuente dovrà allegare alla domanda una relazione di accompagnamento che includa l ammontare di investimenti e attività di natura finanziaria detenute all estero, la determinazione dei redditi che servono per costituirli, la determinazione degli eventuali maggiori imponibili agli effetti delle imposte sui redditi, più addizionali, Iva e via dicendo. Per l inoltro definitivo della relazione ci sono trenta giorni di tempo dalla data della presentazione della domanda, anche se in fase di contraddittorio potrà sempre essere integrata ulteriore documentazione. L invio dovrà avvenire a mezzo PEC. Una volta ricevuta la richiesta e visionata l apposita documentazione, l attenzione sarà traslata sull aspetto di maggiore interesse per il contribuente: il quadro sanzionatorio connesso alla procedura ( si tenga sempre presente che le sanzioni saranno applicate singolarmente per ciascun periodo d imposta e per ciascun tributo). L Agenzia invita il contribuente al contraddittorio, per cui il soggetto può accogliere immediatamente le somme richieste dal fisco, oppure presentarsi all incontro per cercare di cambiare le pretese evidenziate.

4 Lorem Ipsum 4 La regolarizzazione delle holding lussemburghesi del 1929 In virtù della ratifica ed esecuzione del Protocollo aggiuntivo alla Convezione contro le doppie imposizioni tra l Italia ed il Lussemburgo -- firmata il 3 giugno 1981, (e ratificata con legge n.150 del 3 ottobre 1982) -- risalente allo scorso 3 ottobre con entrata in vigore dal 20 gennaio del corrente anno, vengono eliminati i residui aspetti volti ad associare il Lussemburgo alla black list disciplinata dal decreto ministeriale 21 novembre Grazie a questo passaggio, dovranno operarsi minori comunicazioni con riguardo alle operazioni realizzate con il Granducato da operatori italiani e vi saranno sanzioni più leggere per la mancata dichiarazione nel modello RW di attività detenute in Lussemburgo, nonché ai fini della recentemente approvata legge 186 del 15 dicembre Cardine di tale novità è stata, Il 16 dicembre 2014, la firma da parte dell attuale Ministro dell economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, del decreto attraverso cui le cosiddette holding lussemburghesi del 1929 sono state espunte dalla black list. Questo perchè, il Protocollo aggiuntivo recentemente ratificato si rivolge ad adeguare la Convenzione del 1981 agli standard internazionali in materia di scambio di informazioni. Tali nuove disposizioni comportano, in altri termini, l impossibilità da parte delle autorità lussemburghesi, di opporre il segreto bancario nel caso in cui l amministrazione finanziaria italiana richieda informazioni bancarie e finanziarie relative ad un determinato contribuente. Già nel 2006, la Commissione UE aveva dichiarato illegittimo il regime delle holding lusseburghesi del 1929 considerandolo non conforme alle norme in materia di aiuti di Stato. Tale regime prevede un imposizione fiscale particolarmente favorevole per alcuni operatori finanziari, costituendo secondo la Commissione -- un caso di concorrenza fiscale dannosa. Non solo. In Lussemburgo è anche possibile aderire ad un regime fiscale ancora più vantaggioso. Tale è quello delle cc.dd. holding miliardarie, regolate dal decreto granducale del 17 dicembre Il legislatore lussemburghese, preso atto della decisione della Commissione Ue, aveva abolito tali regimi fiscali a partire dal 1 gennaio 2007, ma aveva previsto un periodo transitorio con alcune limitazioni, che è terminato il 31 dicembre L avvenuta cancellazione di questi dalla lista del decreto ministeriale del 2001 comporta di conseguenza la totale regolarizzazione fiscale del Lussemburgo. Le conseguenze di ciò sono notevoli, anche e soprattutto in chiave di collaborazione volontaria. *Alcuni riferimenti sono tratti da Il Lussemburgo esce dalla lista nera dei paradisi fiscali di V.TAMBURRO in Il Sole24ore.

5 Lorem Ipsum 5 Benefici connessi alla Collaborazione volontaria. Differenze tra white e black. La legge n.186 del 15 dicembre 2014 da la possibilità, a chi sia in possesso di capitali non dichiarati, di svelarne l esistenza alle autorità finanziarie italiane usufruendo, in cambio, di un trattamento sanzionatorio privilegiato. E intuibile che, qualora le attività finanziarie e patrimoniali siano costituite o detenute in un paese in black list, le sanzioni applicabili saranno comunque di maggiore entità. Secondo il dettato dell Art.5 quinquens, par. 7 della legge: Ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria, la misura della sanzione minima prevista per le violazioni dell obbligo di dichiarazione di cui all Art.4, comma1, indicata nell Art.5, comma 2, secondo periodo, nei casi di detenzione di investimenti all estero ovvero di attività estere di natura finanziaria negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato (...) è fissata al 3% dell ammontare degli importi non dichiarati se le attività oggetto della collaborazione volontaria erano detenute in Stati che stipulino con l Italia (...) accordi che consentono un effettivo scambio di informazioni ai sensi dell Art.26 del modello di Convenzione contro le doppie imposzioni predisposto dall Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Ebbene, il Protocollo modificativo, con il suo art. III, ha integrato il testo della Convenzione con un nuovo art. 27 che recepisce le disposizioni dei paragrafi 4 e 5 dell art. 26 del Modello di Convenzione dell OCSE, sullo scambio di informazioni. Oltre a queste novità, vanno segnalate: la Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in campo fiscale (c.d. Maat), i c.d. accordi bilaterali FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act), lo scambio automatico dei dati finanziari messo a punto in ambito OCSE attraverso il CRS (Common Reporting Standard), e da ultimo l Ecofin del 9 dicembre Attraverso tali provvedimenti, le roccaforti del segreto bancario sono state costrette ad adeguarsi e quindi a scambiare informazioni. Ma quali sono i benefici connessi alla collaborazione volontaria? Esclusione di punibilità per tutti i reati tributari dichiarativi (compresi quelli fraudolenti) e l omesso versamento di ritenute certificate e di IVA. Nello specifico non sono punibili i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2, D.Lgs. n. 74/2000), dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3), dichiarazione infedele (art. 4), omessa dichiarazione (art. 5), omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis) e omesso versamento di IVA (art. 10-ter). Sempre sul versante penale, è altresì esclusa la punibilità per il reato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.), per il reato di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.) nonché per il reato di autoriciclaggio(art. 648-ter1 c.p.). Tale esclusione opera esclusivamente nel caso siano commessi in relazione alle violazioni tributarie sopra indicate. Anche dal punto di vista delle sanzioni amministrative, sono evidenti i vantaggi: - le sanzioni previste per le violazioni sul quadro RW vengono ridotte alla metà del minimo edittale (minimo edittale che è pari al 3% nel caso di attività detenute in paesi White List e del 6% nel caso di attività detenute in paesi Black List) per arrivare ad una percentuale dell 1,5 ovvero del 3. Ciò si realizza, si badi, in presenza di talune condizioni ovvero se le attività sono o vengono trasferite in Italia o in un paese SEE oppure se il contribuente rilascia all intermediario estero apposita autorizzazione a trasmettere tutte le informazioni. Nei casi diversi dalle fattispecie sopracitate, il comma 4 dell art. 5-quinquies, secondo periodo, D.L. n. 167/1990 prevede che la sanzione sia determinata nella misura del minimo edittale ridotta di 1/4. In tali situazioni la sanzione è pari al 2,25% ovvero al 4,5% a seconda che gli investimenti e le attività non dichiarate siano detenute in Stati White List ovvero in Stati Black List. In caso di definizione agevolata delle sanzioni ex art. 16, comma 3, D.Lgs. n. 472/1997, vi è un ulteriore abbattimento a 1/3 del minimo. - le sanzioni in caso di omessa o infedele dichiarazione dell imposta sui redditi e relative addizionali, di imposte sostitutive, Irap e Iva, sono ridotte di 1/4 del minimo della misura prevista ex lege. Anche in tale circostanza è possibile l abbattimento sino a 1/6 del minimo dovuto all adesione. Per i patrimoni detenuti in paesi Black List quanti sono gli anni da regolarizzare? Gli anni da regolarizzare per un patrimonio detenuto in un paese a fiscalità privilegiata sono raddoppiati ai sensi dell art. 12, commi 2- bis e 2-ter, D.L. n. 78/2009, e sono quindi 8 o 10 anni a seconda che sia stata presentata o meno la dichiarazione dei redditi in Italia. Nel caso di un Paese Black List, posto che un contribuente aderisca alla voluntary disclosure entro il 30 settembre 2015, risulteranno ancora accertabili tutti gli anni d imposta fino al 2006 (nel caso di infedele dichiarazione) o, addirittura, fino al 2004 (in caso di omessa presentazione della dichiarazione e/o violazioni relative al monitoraggio fiscale). Ma ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria tale raddoppio dei termini non si applicherà se ricorrono congiuntamente una serie di condizioni: 1) il contribuente rilascia all intermediario estero (presso cui le attività sono detenute o trasferite) l autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria; 2) deposito di copia di tale autorizzazione, controfirmata dall intermediario finanziario estero, insieme alla domanda di disclosure; 3) lo Stato estero stipula con l Italia, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (cioè entro il 2 marzo 2015), accordi che consentano un effettivo scambio di informazioni ai sensi dell art. 26 del modello OCSE anche su elementi riconducibili al periodo intercorrente tra la data della stipula e quella di entrata in vigore dell accordo. I detentori di attività finanziarie in Lussemburgo che vogliono accedere alla procedura di collaborazione volontaria a quali sanzioni vanno incontro? Stanno qui le grandi novità connesse all uscita del Lussemburgo dalla Black List. Dunque, alla luce del decreto firmato il 16 dicembre 2014, il Granducato entra ufficialmente di diritto nella White List, pertanto ai fini della voluntary disclosure i contribuenti, che detengono attività finanziarie in Lussemburgo, beneficeranno della sanzione del 3% (e delle riduzioni a queste connesse) per le violazioni del quadro RW e non si sarà l applicazione del raddoppio delle sanzioni (per infedele od omessa dichiarazione) e dei termini per l accertamento previsto dall art. 12, D.L. n. 78/2009). *Alcuni riferimenti sono tratti da Voluntary disclosure: 10 domande per decidere l adesione di S.LOCONTE in quotidiano IPSOA.

6 Lorem Ipsum 6 Quale tipo di Trust? Come in altri lavori dell Agenzia delle Entrate, anche la recente circolare porta con sé l erroneamente univoca interpretazione (in senso elusivo) di alcuni istituti, forse perchè poco conosciuti nel nostro ordinamento. Così è per il trust, e non è un caso che da una osservazione approfondita della guida alla colaborazione volontaria, si rimarchino sprattutto gli apetti patologici della figura anziché quelli benevoli per i quali, tra l altro, tale istituto è stato creato. In realtà, optare per il trust in questo clima di indecisione può essere aspetto assai rassicurante e di tutela per i propri possedimenti. Come ovvio, giacché la linea di demarcazione tra le finalità meritevoli e quelle elusive connesse alla figura è molto labile, cerchiamo di sintetizzare nelle righe che seguono, gli aspetti attraverso i quali tale figura viene analizzata ai fini della voluntary disclosure per avere, a larghe linee, un quadro di cosa è ammesso e cosa invece no. L attenzione è da focalizzarsi sugli aspetti interenti quei soggetti che e già la circolare 48/E del 2007 si è espressa sul punto l Ag.Entrate tende a monitorare maggiormente: beneficiari e disponenti. L analisi che segue, tende a rimarcare soprattutto gli aspetti patologici, da evitarsi in caso si decida di optare per il trust che è bene ricordarlo è strumento di fiducia per la gestione del patrimonio e non schermo per affari illeciti. Le tipologie di Trust a cui si fa riferimento sono: - Trust interposti; - Altre tipologie di Trust i cui beni esteri, ai fini fiscali, sono considerati detenuti o posseduti. Per questi tipi di Trust, i Beneficiari ed i Disponenti sono destinatari: - della VD internazionale --> se la loro posizione è assimilabile a quella di un detentore di attività costituita o detenuta all estero; - della VD interna --> se la violazione tributaria da loro commessa non riguarda la normativa sul monitoraggio fiscale. Nel dettaglio: VD in relazione a beni in trust revocabili e interposti Sono destinatari degli ob. Di monitoraggio fiscale e per tale ammessi a presentare l istanza di VD internazionale: - i disponenti di trust revocabili; Sono trust revocabili quelli in cui il disponente si riserva la facoltà di revocare l attribuzione dei beni e/o diritti segregati in trust con la conseguenza che, a seguito dell esercizio di tale revoca, tali beni e diritti rientrano nella sua sfera patrimoniale. Non c è un trasferimento irreversibile dei beni in trust. - i disponenti o i beneficiari (a seconda delle circostanze) di trust interposti. Sono trust interposti sono quelli in cui il disponente o i beneficiari mantegono (sui beni segregati in trust) un controllo così esteso tale da essere considerati, sul piano fiscale, gli effettivi possessori del reddito e/o dei beni segregati in trust. n.b. tali definizioni sono mutuate dalla Circolare 48/E dell Ag.Entrate che prevede il regime fiscale dei trust.. Ai fini della valorizzazione dei beni da indicare nell istanza di VD valgono i criteri ordinari applicati dal soggetti con riferimento ai sottostanti beni (come se il trust non esistesse). In tal senso: - Per i periodi di imposta fino al 2012 il criterio rilevante è quello del costo storico risultante da documentazione probatoria, incrementato di eventuali oneri accessori ad esclusione degli interessi passivi; - Per il periodo di imposta 2013 i criteri da utilizzare sono quelli rilevanti ai fini dell Ivie (per i beni immobili) e Ivafe (per le attività finanziarie).. Nei suddetti casi, l istanza di VD potrà avere ad oggetto anche le violazioni reddituali commesse dal soggetto interponente in relazione ai redditi generati dai beni in trust. (perchè in caso di trust interposti, i redditi generati dal trust si considerano non si considerano posseduti dal trust, ma dai soggetti suddetti). VD di beneficiari di trust non interposti e non revocabili e di beneficiari di trust non discrezionali In base al disposto della legge 97/2013: sono inclusi nell ambito soggettivo di applicazione della normativa sul monitoraggio fiscale anche i soggetti che, pur non essendo possessori diretti delle attività finanziarie e degli investimenti esteri, ne sono considerati i titolari effettivi in base alla definizione resa nell ambito della normativa antiriciclaggio. In tal senso, viewne richiamata la nozione di titolarità effettiva in base alla quale i beneficiari di trust (non interposti e irrevocabili) discrezionali non sono soggetti alla normativa sul monitoraggio fiscale. Con riguardo ai beneficiari residenti di trust trasparenti residenti: - Sono soggetti agli obblighi di monitoraggio fiscale i beneficiari residenti titolari effettivi: Per il valore complessivo degli investimenti ed attività esteri segregati in trust, inclusi quelli detenuti per tramite di soggetti esteri situati in Stati non in white list; Per la percentuale di patrimonio del trust; - Non sono soggetti agli obblighi di monitoraggio fiscale i beneficiari residenti non titolari effettivi Con riguardo ai beneficiari residenti di trust trasparenti non residenti: - In questo caso anche i beneficiari residenti non titolari effettivi sono soggetti agli obblighi di monitoraggio fiscale, ma solo per il valore della quota di patrimonio ad essi riferibile. VD per i trust esteri non discrezionali (o fixed trust ) - il beneficiario dovrà indicare nell istanza di VD il proprio interest trattandosi di un diritto produttivo di redditi imponibili in Italia (e ciò dovrebbe valere anche per le violazioni anteriori al 2013).

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