Il potenziale della didattica in rete in una scuola secondaria superiore

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1 Il potenziale della didattica in rete in una scuola secondaria superiore Pierfranco Ravotto ITSOS Marie Curie Via Masaccio 4 Cernusco sul Naviglio Sommario La formazione in rete può avere un ruolo in una scuola secondaria superiore, in un contesto, cioè, di formazione in presenza? L analisi delle classi in rete all ITSOS Marie Curie nel corso di un anno scolastico sembra offrire una risposta positiva: oltre il 50% degli studenti è stato coinvolto in attività in rete, segno dell esistenza sia di condizioni tecnologiche che di condizioni culturali. Fra le 48 classi in rete attivate ne spiccano alcune con migliaia di messaggi, vere e proprie classi virtuali ad elevato tasso di interattività. Il ricorso alla didattica in rete permette agli insegnanti di aumentare le relazioni con gli studenti oltre i confini geografici e temporali della lezione in classe. Ma può anche essere lo strumento per diffondere pratiche pedagogiche di apprendimento collaborativo. 1. Insegnare/apprendere in rete in una scuola secondaria Un aneddoto personale, anzi due. Sabato pomeriggio, sono intento a spedire una prenotazione per le vacanze ed ecco la chiamata in chat: Prof, ha corretto le verifiche?. Oppure, di sera, Marzia, 3ª M, che venerdì pomeriggio in tre ore di laboratorio mi ha rivolto una domanda soltanto peraltro non di merito: posso andare in bagno? ha improvvisamente bisogno di consultarmi: Prof, rispetto all esercitazione lei mi ha corretto. E vero. La formazione in rete permette di superare limiti di tempo e di spazio: gli studenti invadono il mio tempo libero! Tralascio il possibile svantaggio personale - peraltro ricompensato dalla soddisfazione di essere impegnato in un attività di ricerca e sperimentazione sul campo - per arrivare al nocciolo del problema: quello della potenzialità della didattica in rete in una scuola secondaria superiore. Lo affronterò a partire da un esperienza concreta: le esperienze di integrazione fra didattica in presenza e didattica in rete in un istituto sperimentale, l ITSOS Marie Curie di Cernusco sul Naviglio. Esperienze mie insegno TIC nel biennio, Sistemi Organizzativi in quinta, gestisco l Area di Progetto in terza (sperimentazione Biennio e Triennio dell Autonomia) ma anche di molti colleghi. Lasciare tre righe vuote. Lasciare tre righe vuote. Lasciare tre righe vuote.

2 2. Classi in rete all ITSOS Marie Curie L idea di questo intervento è nata da un analisi sulle classi in rete attivate nell Istituto in questo anno scolastico, 2004/2005; analisi che mi ha preso un intera giornata. Erano molte di più di quelle che mi aspettavo, 48 su 96 gruppi classe 1 : esattamente il 50% con un incremento del 30% rispetto all anno precedente in cui erano Classi in rete L ITSOS Marie Curie ha da anni un proprio sistema telematico T&S, Telematica e Scuola basato sulla Tecnologia FirstClass, che permette di assegnare ad ogni docente e studente che ne faccia richiesta un indirizzo di posta elettronica, uno spazio web e l accesso ad un sistema di conferenze con diversi livelli di permessi. Realizzare una classe in rete significa aprire una nuova conferenza (o forum: un contenitore di messaggi) nella quale studenti e docenti di quella classe avranno permessi di lettura e di scrittura. In Figura 1 ecco un immagine dell area classi in rete nel 2004/2005. Figura 1. Le 48 classi in rete attivate nel 2004/2005 La classe in rete può presentarsi in due modi: un semplice contenitore di messaggi (figura 2) Figura 2. La forma più semplice di una classe in rete 1 Parlo di gruppo classe e non semplicemente di classe data la struttura dell impianto formativo dell ITSOS. Nel triennio gli studenti appartengono Liceo Tecnico a parte - a due gruppi classe: la classe base (in cui affrontano italiano, Storia e filosofia ed Educazione Fisica) e la classe di indirizzo. La percentuale di studenti in qualche modo coinvolta dall esperienza di classe virtuale è dunque superiore al 50% dal momento che studenti non coinvolti in classe base possono esserlo in classe di indirizzo o viceversa. 2

3 uno spazio organizzato che ospita sia messaggi (quelli di carattere generale) che ulteriori conferenze (figura 3). Figura 3. Un esempio di classe in rete internamente strutturata In entrambi i casi ogni messaggio è individuato da titolo, autore, data; e di ogni messaggio si può ricavare la storia (figura 4). Figura 4. La storia di un messaggio Se la classe è internamente strutturata è possibile attribuire permessi diversi per ogni contenitore: per esempio uno spazio lezioni in cui il docente possa scrivere e gli studenti solo leggere, uno spazio esercizi in cui sia il docente che gli studenti possano leggere e scrivere, se si vuole uno spazio accessibile ai soli docenti o magari un caffè riservato solo agli studenti. Io alle volte predispongo un contenitore verifiche in cui gli studenti possono scrivere, cioè inviare i loro compiti, ma non leggere per evitare copiature. 3

4 Nel 2004/2005, dunque, all ITSOS sono stati realizzate 48 di tali classi in rete; in alcuni casi semplici, più spesso internamente strutturate come mostrato in figura 5: si va da 11 classi semplici a 8 classi ad alto livello di strutturazione (più di 10 contenitori) una delle quali contiene ben 36 diversi ambienti! Figura 5. Il livello di complessità delle classi in rete: da un solo ambiente di lavoro a 36 diversi ambienti. (In questa come in altre figure non compaiono i nomi delle classi, asse orizzontale, in quanto non rilevanti per un osservatore esterno all ITSOS) Le 48 classi sono composte da un totale di 334 contenitori. Dunque 334 specifici ambienti di lavoro in rete! Il primo livello di strutturazione riguarda la creazione, nella classe, di uno specifico spazio/contenitore per le varie materie presenti nel piano di studi di quella classe (e dunque per i vari docenti). La figura 6 mostra che in 19 casi la classe virtuale era relativa ad una sola materia, in 13 era suddivisa in due materie, in 5 casi a tre, a quattro e a sei materie, in un caso a 7 (non la totalità, ma ci andiamo vicino)!. Figura 6. Numero di materie coinvolte nelle attività in rete per ogni classe Un indicatore importante: il numero di messaggi Il grafico in figura 7 indica, il numero di messaggi presenti, a fine anno, nei contenitori di classe/materia. 4

5 Figura 7. Numero di messaggi per ogni materia in classe virtuale (con esclusione di quelle con meno di 10 messaggi) In 11 casi ci sono fra 100 e 199 messaggi, in 6 fra 200 e 299, in altri 9 il numero cresce fino ad un massimo di messaggi scambiati in una sola materia. In 24 casi, il numero di messaggi è compreso fra 10 e 100, in 67 non mostrati nel grafico scende sotto i 10. Come mai una così forte diversità? Nella maggior parte dei casi l insegnante ha usato la rete per inviare agli studenti indicazioni di lavoro o avvisi di scadenze, lezioni, materiali didattici, griglie per attività di laboratorio, suggerimenti di lettura. In altri casi invece la conferenza è diventata un vero ambiente di lavoro in cui gli studenti hanno svolto attività inviando compiti e partecipando a discussioni. A volte un tale ambiente è stato usato per un periodo di tempo limitato, legato ad una specifica attività didattica, in altri casi invece è stato usato per più attività lungo tutto l arco dell anno. La variazione è ancora più evidente se si considerano le conferenze di classe, i 48 megacontenitori, anziché le loro articolazioni per materie. Il grafico in figura 8 mostra il numero dei messaggi in ognuna delle 48 classi virtuali. 5

6 Figura 8. Numero di messaggi per ogni classe virtuale A fronte delle punte sopra i mille messaggi le altre classi sembrano inesistenti, ma attenzione! - ci sono casi, non pochi, in cui forum didattici con 100 messaggi vengono presentati come un grande successo!!! Nel nostro caso 19 classi contengono, a fine anno, almeno 100 messaggi, 9 superano i 250. Sono cifre che dimostrano una consistente attività in rete ad integrazione di quella in presenza! Il dato eccezionale sono le cinque classi tutte appartenenti alla sperimentazione Biennio e Triennio dell Autonomia o Liceo Tecnico che raggiungono e superano i messaggi e si rivelano, quindi, ambienti di lavoro ad elevata interattività. In una classe sono stati scambiati messaggi. Se li riferiamo ai 200 giorni di scuola si tratta di circa 16 messaggi al giorno. Per 24 persone, fra docenti e studenti, significa una media di 131 messaggi a testa Una linea di tendenza: l integrazione di didattica in presenza e didattica in rete I dati precedentemente riportati possono essere così riassunti. All ITSOS Marie Curie di Cernusco sul Naviglio: 1. l uso didattico della rete si sta diffondendo in tutto l istituto come dimostra il numero elevato di classi in rete attivate anche se solo parzialmente utilizzate, 2. esiste un certo numero di insegnanti che sta integrando, in forma intensa, didattica in presenza e didattica in rete secondo un modello ad alta interazione, 3. in alcuni casi più insegnanti della stessa classe fanno ricorso alla didattica in rete che è quindi diventata elemento costitutivo del rapporto didattico fra docenti 2 Il riferimento ai giorni di scuola è puramente convenzionale: i messaggi sono solo in parte scambiati in orario scolastico. La classe in rete permette di svincolarsi dai limiti temporali dell orario scolastico così come da quelli spaziali dell edificio scolastico. 6

7 e studenti (in altre parole: ci sono alcune classi per le quali l apprendimento in rete è consolidata esperienza quotidiana), 4. in particolare un intero indirizzo di studi il Liceo Tecnico con uscita perito informatico è caratterizzato dalla prima alla quinta da una elevata integrazione didattica in presenza-didattica in rete. Sono dati che dimostrano che il ricorso nella scuola secondaria superiore alla formazione in rete nella forma blended learning è possibile: esistono le condizioni culturali e tecnologiche. Quali sono le condizioni tecnologiche? Disponibilità di computer collegati in rete nella scuola in numero tale da permettere un frequente accesso alle classi, disponibilità di una piattaforma di comunicazione/lavoro in rete, disponibilità di computer e accesso internet da casa per la maggior parte degli studenti 3. Quali le condizioni culturali? Abitudine degli insegnanti ad usare il computer e la rete, disponibilità e interesse da parte loro a sperimentare nuove forme di didattica e curiosità rispetto ai possibili usi didattici della rete, atteggiamento favorevole degli studenti nei confronti dell uso delle TIC, apertura delle famiglie al costo della connessione internet come parte delle spese scolastiche. Ho scritto che il caso ITSOS dimostra l esistenza di quelle condizioni. Ma la risposta affermativa è generalizzabile? Certo le condizioni sono state nel nostro caso favorevoli: l ITSOS è istituto sperimentale per atto di nascita e dunque i suoi insegnanti sono tradizionalmente coinvolti in attività sperimentali, l abitudine all uso della rete è lentamente cresciuto in un arco di più di 10 anni, nel Liceo Tecnico è previsto al biennio un insegnamento TIC, Tecnologie dell informazione e della Comunicazione che mette in condizione e abitua gli studenti all uso del computer e della rete. Ma è un percorso in atto anche altrove. Sono condizioni sviluppabili in altre scuole. 4. L emergere di un nuovo modello di insegnamento/apprendimento Molti insegnanti intravvedono la possibilità di usare la rete per migliorare l efficacia del loro intervento didattico. Una prima possibilità che individuano è quella di un ulteriore strumento per trasmettere indicazioni agli studenti. Il passo successivo consiste nel vederlo come strumento di comunicazione con gli studenti, strumento bidirezionale che permette dunque di acquisire risposte da parte degli studenti (per esempio compiti svolti). Il salto consiste nell arrivare a concepirlo come ambiente di lavoro (Calvani) ovvero come luogo virtuale in cui progettare e creare degli ambienti di comunicazione e di scambio orientati alla formazione (Trentin). Una classe è, tradizionalmente, un ambiente di lavoro in cui l insegnante spiega, assegna compiti individuali e di gruppo, corregge soluzioni, sollecita discussioni, promuove attività. Gli studenti ascoltano, prendono appunti, studiano (questo generalmente non in classe ma a casa), svolgono esercizi (a volte a scuola, altre a casa) da soli o in gruppo, fanno esperienze in laboratorio, discutono. 3 Ovviamente occorre garantire un accesso a computer in rete a scuola in orario extrascolastico a chi non abbia tale disponibilità a casa. 7

8 Con il termine classe virtuale si intende un ambiente in rete in cui si sviluppano quelle stesse attività e si intrecciano le stesse relazioni fra docente e studenti e nel gruppo dei pari. Ci sono modi diversi di gestire una classe in presenza: centrandola sul docente, trasmettitore del sapere, o stimolando un ruolo attivo degli studenti che partecipano alla costruzione della propria conoscenza. A me sembra che il primo modello sia sempre meno efficace anche in presenza, dove è comunque possibile cercare di tenere alto il livello di attenzione di studenti con un ruolo sostanzialmente passivo. Ma un tale modello non si presta assolutamente alla rete, ove si lavora in modo asincrono, ove ciascuno deve organizzare l uso del proprio tempo, dove mancano quegli stimoli (il tono di voce, lo sguardo, ) che si possono attivare in presenza. La rete per un verso richiede il coinvolgimento e la motivazione attraverso il fare, l intervenire, il dire la propria, per altro verso lo favorisce dal momento che lavorando individualmente ed in tempi anche diversi, [ciascuno] apporta con note ed osservazioni, ulteriori contributi ad una discussione collettiva. Rispetto alla discussione orale, la discussione in rete ha alcune specificità (e vantaggi): elimina i problemi di turno (ciascuno può prendere la parola quando vuole) e stimola indirettamente gli alunni a commentarsi l'un l'altro; si attivano pertanto dinamiche di cooperazione e di scambio che risultano soffocate nel dialogo in classe, in cui solo pochi (i più estroversi) prendono la parola. (Calvani). Classi in rete con migliaia di messaggi sono la testimonianza che si tratta di una scelta perseguibile. L integrazione della didattica in rete con la didattica in presenza permette di estendere la comunicazione didattica bidirezionale - fra docente e studenti e all interno del gruppo dei pari, oltre lo spazio delimitato dai muri dell aula e oltre il tempo delimitato dal suono della campanella. Ma, se è vero quanto detto più sopra, ha un ancora più rilevante potenzialità: può essere strumento dell affermarsi di una pedagogia centrata sull apprendimento collaborativo. Riferimenti bibliografici Trentin G., Telematica e formazione a distanza. Il caso Polaris, Franco Angeli, Milano, 1999 Calvani A., Costruttivismo, progettazione didattica e tecnologie, <http://www.scform.unifi.it/costruttivismo e progettazione.doc>12agosto

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