Distribuzione di Lepus corsicanus nel Lazio e costruzione di un modello attuale di idoneità ambientale

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1 Conservazione di Lepus corsicanus De Winton, 1898 e stato delle conoscenze, de Filippo et al. (a cura di), 2007, IGF publ. Distribuzione di Lepus corsicanus nel Lazio e costruzione di un modello attuale di idoneità ambientale Francesco Maria Angelici 1, Fabio Petrozzi 2 e Assuntina Galli 1 1 Università della Tuscia, Dipartimento di Scienze Ambientali, Largo dell Università snc, I Viterbo, Italia, 2 Ecologia Applicata Italia s.r.l., Via E. Jenner 70, I Roma, Italia, Abstract Lepus corsicanus is an Italian endemic widespread in Central and Southern Apennine, and in Sicily. Although this species is often confused with Lepus europaeus and it is in way to extinction, it is still present in Latium region (Central Italy), probably with small populations, often both geographically and ecologically isolated. Starting from 1981 until now we collected data concerning captured specimens during hunting season or killed accidentally, and sightings. Every record were reported on a geographic map using a GIS software (ArcView 3.2). Moreover, we have realized an habitat suitability model for this species. Analysing the distribution of L. corsicanus in Latium, it seems clearly a taxon adaptable to different habitat and altitudes. In fact, it was found from the sea level, in Mediterranean environment, until at the Apennine pastures (the highest record was at m). A right habitat suitability model, must be taken with serious consideration for future conservation and/or restocking projects of this species. Introduzione Lepus corsicanus fu descritta originariamente da De Winton (1898) come buona specie da esemplari della Corsica (da cui il nome specifico). Il taxon, successivamente, fu declassato a sottospecie L. europaeus, cioè L. e. corsicanus, e così considerato per molto tempo, da diversi autori (cfr. Miller 1912, Ellerman e Morrison-Scott 1951, Toschi 1965, Corbet 1978). Solamente agli inizi degli anni 80 del secolo passato (1981), uno degli autori (Angelici) cominciò saltuariamente a raccogliere dati relativi a questo taxon, ignorando inizialmente ancora il reale status specifico ma sospettando una qualche distinzione certamente maggiore del livello subspecifico (cfr. Angelici e Luiselli 1998). Ciononostante vennero messi in evidenza per la prima volta alcuni caratteri distintivi, ad es. la macchia nerastra dietro la nuca (Angelici 1989), che andavano a integrare le caratteristiche già evidenziate per Lepus europaeus corsicanus già descritte da De Winton (1898). Già a partire dalla metà degli anni 80 si disponeva di una lista di stazioni di presenza della specie nel Lazio, tuttora continuamente aggiornata. A partire dalle conoscenze ecologiche della specie, rilevate da osservazioni dirette sul campo, è stato elaborato un modello di idoneità ambientale con lo scopo di produrre un documento, in continua evoluzione in base all incremento delle nuove conoscenze, utile alla gestione e conservazione di Lepus corsicanus, sia a livello regionale, che in un ambito più ampio. Metodi Per l elaborazione dei dati e la costruzione del relativo modello, è stato utilizzato il software GIS ARCVIEW 3.2 (ESRI Italia). Partendo delle categorie della CORINE land cover (tab. 1), sono stati attribuiti punteggi di idoneità ambientale con una scala di valori (tab. 2). Successivamente sono state definite alcune categorie altitudinali DTM (tab. 3), alle quali sono stati applicati punteggi di idoneità (tab. 4). Infine, dalla sovrapposizione dei punteggi di idoneità ambientale e dei punteggi di idoneità applicati alle diverse categorie altitudinali, abbiamo ottenuto una nuova serie di classi di idoneità (tab. 5), con la quale è stato costruito un modello di idoneità ambientale. 103

2 1.1.1 Edificato urbano continuo Tabella 1 - Definizione delle classi Corine Land Cover Edificato urbano discontinuo Unità industriali e commerciali Reti stradali e ferroviarie e zone di pertinenza Aree portuali Aeroporti Aree estrattive Discariche Aree in costruzione Aree urbane verdi Strutture di sport e tempo libero Terre arabili non irrigate Vigneti Alberi e arbusti da frutto Aree coltivate ad olivo Pascoli Coltivazioni annuali associate a colture permanenti Aree agricole a struttura complessa Superfici occupate principalmente da coltivazioni agricole, con aree aventi una significativa copertura vegetale naturale Aree agro-forestali Boschi di latifoglie Foreste di conifere Boschi misti Praterie naturali Brughiere Vegetazione a sclerofilla Aree di transizione cespugliato-bosco Spiagge e dune Roccia nuda Aree con vegetazione sparsa Aree incendiate Aree interne palustri Saline Corsi d acqua Corpi d acqua 104

3 Conservazione di Lepus corsicanus De Winton, 1898 e stato delle conoscenze, de Filippo et al. (a cura di), 2007, IGF publ. Le varie classi sono evidenziate sulla carta risultante dall applicazione del modello. Successivamente è stato paragonato il modello risultante dal presente lavoro con il modello di idoneità ambientale precedentemente proposto da ARP Lazio e Università di Roma La Sapienza nel 2004 (Boitani et al. 2004). Infine, abbiamo riportato sul nostro modello tutte le stazioni di rilevamento della specie relative al periodo relative ad avvistamenti, abbattimenti avvenuti durante la stagione venatoria e ritrovamenti accidentali. Tabella 2 - Punteggi di idoneità ambientale Punteggio Definizione 0 Categoria ambientale inadatta alla presenza della specie 1 Categoria ambientale caratterizzata dalla presenza parziale delle risorse necessarie alla specie 2 Categoria ambientale caratterizzata dalla presenza contemporanea delle risorse necessarie alla specie a livello non ottimale 3 Categoria ambientale caratterizzata dalla presenza contemporanea delle risorse necessarie alla specie a livello ottimale Tabella 3 - Categorie altitudinali DTM (m) Tabella 4 - Punteggi di idoneità applicati alle diverse categorie altitudinali (vedi tab. 3) Punteggio Definizione 0 Assenza della specie 1 Altitudine sub-ottimale per la specie 2 Altitudine ottimale per la specie Tabella 5 - Classi di idoneità ambientale derivanti dalla sovrapposizione dei punteggi di idoneità ambientale (tab. 2) e dei punteggi di idoneità applicati alle diverse categorie altitudinali (tab. 4) Classe Definizione 0 Non idoneo 1 Bassa idoneità 2 Media idoneità 3 Alta idoneità 105

4 Risultati Dalle classi di idoneità ambientale (cfr. tab. 5) si è ottenuta la classificazione delle aree potenzialmente interessanti per la presenza della lepre appenninica a livello regionale (fig. 1). In figura 2, come comparazione, è riportato il modello di idoneità ambientale proposto nel 2004 dall ARP Lazio e dall Università degli Studi di Roma La Sapienza (Boitani et al. 2004). Infine, in fig. 3, sono riportate tutte le stazioni di presenza della specie nel territorio laziale, relative al periodo , sovrapposte al nostro modello di idoneità ambientale. Discussione e conclusioni Osservando la figura 1 gli ambienti a maggiore idoneità ambientale per la lepre appenninica risultano alcune aree costiere mediterranee pianeggianti o di modesta altitudine, e aree più interne pre-appenniniche e appenniniche ad altitudine medio-alta (max 1700 m), come anche visibile dal grafico delle percentuali (fig. 4). Gli ambienti ai quali è stato attribuito un punteggio di idoneità maggiore (classe 3) sono i pascoli, le praterie, le brughiere, la macchia mediterranea con ampie radure e le aree ecotonali tra cespugliato e bosco (cfr. Angelici e Spagnesi, in stampa). Riguardo alle varie categorie altitudinali, il massimo punteggio per la specie è attribuibile alle altitudini tra 20 e 1200 m. Confrontando il nostro modello di idoneità ambientale con quello precedente proposto dall ARP Lazio, si possono notare subito alcune differenze, tra cui una statisticamente significativa: nel modello del presente lavoro risultano maggiormente rappresentate e più estese le aree idonee a livello ottimale per la specie (classe 3) con il 46,39% che, al contrario, nel modello precedente erano rappresentate con il 21,90 % (χ 2 corretto = 4.039; P < 0.05) (cfr. figg. 4 e 5). Nel modello del 2004 sono maggiormente presenti le aree idonee di classe 2, con una percentuale pari al 68,61% che nel nostro modello, invece, sono rappresentate con il 43,37 % (cfr. figg. 4 e 5). Anche le classi 0 e 1 presentano valori differenti nei due modelli, anche se non statisticamente significativi, cioè: classe 0 = 8,57% nel presente modello vs. 5,76% nel modello di Boitani et al. (2004), classe 1 = 0,40% nel presente modello vs. 2,42 % nel modello precedente. Se non altro, quindi, per mezzo del modello ottenuto nel presente studio si ottengono maggiori aree ottimali per L. corsicanus, risultato importante che può risultare topico per eventuali comprensori da selezionare in possibili future reintroduzioni della specie. Per esempio, considerando gli ultimi risultati ottenuti sull ecologia di L. corsicanus e sul probabile meccanismo di esclusione competitiva a livello altitudinale che esiste, in condizioni di simpatria e sintopia, con l introdotta Lepus europaeus (Angelici e Luiselli 2007), si può facilmente capire come l uso di modelli ambientali risulta utile per la selezione di aree da riservare, possibilmente, a questa specie endemica in via di rarefazione, considerando anche la possibile co-presenza, in molti casi di L. europaeus. L importanza di un corretto modello, che tenga conto realmente e integralmente dell idoneità ambientale, dovrebbe quindi essere sempre usato in progetti di protezione e/o reinserimento della specie, sia a livello nazionale, che regionale o locale, in quanto rappresenta uno specchio dinamico della situazione ambientale del territorio. Naturalmente, tale modello dovrà essere continuamente aggiornato con le nuove scoperte inerenti l uso dell habitat e l autoecologia della specie, tuttora insufficientemente conosciuta, e di pari passo con i possibili futuri mutamenti delle diverse aree regionali e degli habitat. 106

5 Conservazione di Lepus corsicanus De Winton, 1898 e stato delle conoscenze, de Filippo et al. (a cura di), 2007, IGF publ. Figura 1 - Modello di idoneità ambientale di Lepus corsicanus nel Lazio. Figura 2 - Modello di idoneità ambientale di Lepus corsicanus nel Lazio proposto dall ARP Lazio e dall Università di Roma La Sapienza nel

6 Figura 3 - Stazioni di presenza di Lepus corsicanus nel Lazio relative al periodo , sovrapposte al modello di idoneità ambientale. Figura 4 - Percentuale delle classi di idoneità ambientale nel modello del presente lavoro. La classe 512 si riferisce a corsi e corpi d acqua. 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% Classe 0 Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 512 Classi di Idoneità Ambientale Figura 5. Percentuale delle classi di idoneità ambientale nel modello di Boitani et al. (2004). La classe 512 si riferisce a corsi e corpi d acqua. 80,00% 70,00% 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% Classe 0 Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classi di Idoneità Ambientale 108 Classe 512

7 Conservazione di Lepus corsicanus De Winton, 1898 e stato delle conoscenze, de Filippo et al. (a cura di), 2007, IGF publ. Bibliografia Angelici F. M I Mammiferi dei Monti Cimini e Vicani: popolamento, confronto faunistico con altre aree del Lazio e considerazioni zoogeografiche. Tesi di Laurea (rel. L. Boitani), Università di Roma La Sapienza. Angelici F. M. e Spagnesi M., in stampa. Lepre appenninica Lepus corsicanus. In: Amori G., Contoli L., Santini L., Spagnesi M. (a cura di), Fauna d'italia, Mammalia, Insectivora, Lagomorpha, Rodentia (II edizione). Calderini, Bologna. Angelici F. M. e Luiselli L Distribuzione, biogeografia dinamica e interazioni ecologiche tra Lepre appenninica Lepus corsicanus e Lepre europea Lepus europaeus in Italia. II Congresso Italiano di Teriologia (Varese, ottobre 1998). Libro dei riassunti: 14. Angelici F. M. e Luiselli L Body size and altitude partitioning of the hares Lepus europaeus and L. corsicanus living in sympatry and allopatry in Italy. Wildlife Biology 13: Boitani L., Falcucci A. e Maiorano L Analisi della rappresentatività del sistema delle aree protette della regione Lazio nella conservazione della biodiversità. Elenco delle specie di Vertebrati considerate nelle analisi. Regione Lazio-Agenzia Regionale per i Parchi (ARP Lazio) e Università degli Studi di Roma La Sapienza (Rapporto inedito). Corbet G. B The Mammals of the Palaearctic Region: a taxonomic review. British Museum (Natural History), Cornell University Press, London. De Winton W. E On the Hares of Western Europe and North Africa. Annual Magazine Natural History London 1: Ellermann J. R. e Morrison-Scott T. C. S Checklist of Palaearctic and Indian Mammals 1758 to British Museum (Natural History), London. Miller G. S Catalogue of the Mammals of Western Europe. British Museum (Natural History), London. Toschi A Fauna d Italia. Mammalia. Lagomorpha Rodentia Carnivora Artiodactyla - Cetacea. Calderini, Bologna. Ringraziamenti Gli autori esprimono la loro gratitudine ai numerosi cacciatori e naturalisti che hanno fornito, attraverso gli anni, moltissime informazioni relative alla lepre appenninica segnalando aree di presenza della specie. Senza il loro apporto fondamentale tale lavoro sarebbe stato senz altro meno importante e ricco di dati. Inoltre si ringraziano particolarmente Luigi Bernabei, Massimiliano Di Vittorio, Luca Luiselli, Luigi Maiorano, Massimo Nottoli, Guido Paoloni, Alessandro Pazienti, Donato Persichetti, Giuseppe Pilli, Lauro Principe, Roberto Proietti, Giovanni Claudio Raia, che hanno contribuito, in vario modo, alla realizzazione di questo lavoro. 109

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